MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
Scuola Secondaria di 1° grado “GALILEO FERRARIS”
Via Divisione Acqui, 160 - 41122 MODENA  059/373339 e-Mail: [email protected]
 059/373374
Sito WEB http://scuole.monet.modena.it/ferraris/
Codice Fiscale 80013930369
Centro Territoriale Permanente per l’istruzione e la Formazione in età adulta
CASA CIRCONDARIALE “S. ANNA”
PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA
ANNO SCOLASTICO 2012-2013
L'IDENTITA' DELLA SCUOLA MEDIA IN CARCERE SECONDO LA
LEGISLAZIONE
Scopo della scuola media in carcere: fornire un'istruzione di base per promuovere la crescita civile del
detenuto. Le sue caratteristiche strutturali: metododologia flessibile, contenuti d'area giuridicoeconomica, dei linguaggi e fisico-motoria. La collaborazione con l'amministrazione penitenziaria. La
finalità della scuola: aiutare il detenuto a ricostruire la propria identità. La validità dell'utopia del
recupero: perchè il carcere non sia solo espiazione.
La scuola media, che è presente presso la Casa Circondariale "Sant'Anna" di Modena, è
inserita nel Centro Territoriale Permanente per l'istruzione e la formazione in età adulta, ma
trova riferimento didattico e amministrativo nella scuola media Ferraris.
La sua istituzione e le sue caratteristiche sono il risultato della normativa seguente:
O.M.n.455 del 29-07-1997 "educazione in età adulta -istruzione e formazione"
C.M. 456 del 29-07-97 "educazione degli adulti istruzione e formazione nella scuola elementare media"
D.M.n°251 del 29-05-98 "Sperimentazione dell'autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche"
Decreto del provveditore agli studi di Modena n 14.555 del 9.04.99
Decreto del Provveditore agli studi prot. n°14.748 del 12.04.99 relativo all'istituzione del gruppo tecnico Provinciale
Accordo per il lavoro sottoscritto dal governo il 24-settembre 1996 con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e
dei datori di lavoro
Legge n° 59 del 15 marzo 1997 "delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e enti locali per
la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa.”
Tra questa normativa, però, le tre leggi che principalmente definiscono la particolare identità
della scuola in carcere, sono O.P. L.354/75,la circ.253/93, l'O. M. n°455/97 art.3 comma 6.
Più precisamente con l'art. 15 dell'O.P. L.354/75, in cui si afferma che "il trattamento del
condannato e dell'internato è svolto avvalendosi principalmente dell'istruzione, del lavoro,
della religione, delle attività culturali...", l'istituzione scolastica diventa segmento del
trattamento ed entra a pieno titolo quale occasione formativa del detenuto, per contribuire a
modificarne il comportamento.
La circ.253/93, che ha come oggetto "corsi di scuola elementare e corsi di scuola media
presso gli istituti di prevenzione e pena "entra, invece, nel merito specifico della scuola in
carcere. Più precisamente essa afferma che:
1. la finalità è prioritariamente formativa: "l'istruzione obbligatoria costituisce il
presupposto per la promozione della crescita culturale e civile del detenuto la finalità
precipua dei corsi di scuola media, è quella di rieducare il detenuto alla convivenza civile
attraverso azioni positive che lo aiutino nella ridefinizione del proprio progetto di vita e
nell'assunzione di responsabilità verso se stesso e la società".
2. la metodologia deve essere orientata sulla specificità del detenuto e tesa a provocare il suo
interesse anche con mezzi autonomi dalla tradizione didattica "flessibile, individualizzata con
utilizzo di tecniche che suscitino interesse negli utenti, la produzione autonoma di materiali
didattici e di valutazione, l'introduzione e il potenziamento di tecnologie multimediali"
3. i contenuti devono essere autonomi dalla scuola tradizionale dei ragazzi e riferibili
"all'area del diritto e dell'economia, all'area della comunicazione e dei linguaggi, all'area
fisico-motoria."
4. il numero dei corsisti per classe deve essere limitato e il numero di ore di insegnamento
equiparato a quello dell'EDA :i corsi "sono attivati in presenza di un numero di detenuti da 5
a 12 e ove il numero minimo dovesse venir meno ... dovrà essere comunque garantita la
prosecuzione del corso"; l'attuale tempo scuola è di 16 ore settimanali".
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5. gli incontri con l'amministrazione penitenziaria è indispensabile che siano ripetuti in
corso d'anno: "è necessario che agli inizi di ogni anno scolastico gli operatori della scuola e
quelli dell’istituzione penitenziaria si incontrino per realizzare la reciproca conoscenza e
procedere a una comune analisi delle specifiche realtà in cui dovranno operare per
consolidare in prospettiva un rapporto sistematico che si articoli in incontri periodici".
6. l'aggiornamento deve consentire agli insegnanti di acquisire informazioni che permettano
a loro sia di svolgere con competenza i contenuti particolari definiti in precedenza sia di
vivere serenamente all'interno della struttura detentiva . "Si ritiene che debbano essere
individuati spazi appositi per "l'approfondimento delle particolari tematiche (diritto,
economia, psicologia, sociologia, tecniche informatiche e della comunicazione) rilevanti ai
fini del più incisivo svolgimento dei compiti cui il personale è chiamato; inoltre, "si
presuppone da parte dei docenti un'adeguata conoscenza dell'organizzazione e del
funzionamento dell'istituzione carceraria " ...pertanto "vanno favoriti momenti di
aggiornamento mirato e congiunto".
7. formazione e lavoro. L'O. M. n°455/97, la stessa che, istituendo i centri territoriali,
delinea il nuovo profilo dell'educazione degli adulti, nell'art.1 comma 6 afferma: "Il Centro
assume d'intesa con gli istituti penali, iniziative per lo svolgimento di attività di educazione
degli adulti nelle carceri: "Si inserisce così la scuola in carcere definitivamente all'interno dei
Centri Territoriali degli adulti e quindi entro l'educazione permanente: il detenuto ha diritto
alla formazione permanente e ricorrente anche finalizzata alla sua riqualificazione
professionale.
L'attività del legislatore è attraversata, come risulta dai passi citati, da un'intima coerenza che
lega con un filo rosso il percorso suggerito: recupero- istruzione-formazione -lavoro. In altre
parole si chiede alla scuola di usare ciò che è il suo specifico, ossia l'istruzione per lavorare
sulle coscienze, per favorire nel detenuto un'attività lavorativa che lo porti a recuperare il
valore e la possibilità dell'essere associato.
In seconda istanza, la legge sapientemente, e in questo dimostra di essere al corrente della
situazione reale delle carceri, riconosce agli insegnanti autonomia di strumenti, di
metodologie, di contenuti (di cui è sottolineato l'aspetto non meramente speculativo, ma
pragmatico: sapere per fare) rispetto alla scuola secondaria di primo grado fruita dagli
adolescenti.
Infine, tra le risorse umane, include l'amministrazione penitenziaria e crea un triangolo
preciso di collaborazioni che dovrebbe favorire questa finalità riabilitativa: detenuti,
insegnanti, staff del carcere, agenti inclusi.
Per chi non conosce dal di dentro la realtà del carcere, la finalità riabilitativa pretesa anche
dalla scuola appare una noiosa perchè demagogica e velleitaria ambizione; l'errore di chi è
critico sta nel fatto che egli instaura un automatismo tra scuola e non più reati commessi. Ma
questo è semplicistico.
L'individuazione nell'istruzione quale strumento di riscatto è corretta, invece, perchè è
indubbio e provato che l'ignoranza crei un terreno favorevole al crimine e che comunque ogni
atto dell'individuo passi per una scelta, anche se condizionata, di valori e di percezione di sè,
due elementi su cui la scuola agisce.
E' giusto, inoltre, che il legislatore abbia sottolineato lo scopo prioritariamente ri-educativo
della scuola per evitare che essa assuma obiettivi troppo "scolastici" e non sia assimilata alla
secondaria di 1° Grado degli adolescenti, (a parte il titolo di studio che entrambe rilasciano),
e perchè tenga bene presente le caratteristiche della sua utenza. La scuola media in carcere,
più di ogni altro ordine di scuola, deve mettere in primo piano come oggetto della sua azione
la coscienza del soggetto, per ricostruire, ma anche per contrastare per quanto è possibile gli
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inevitabili effetti della detenzione, quali la disperazione, la regressione, la rassegnazione; ma
soprattutto per non lasciare che abbia il monopolio la comunicazione da detenuto a detenuto,
quel " blocco della comunicazione, quel rumore del silenzio", quel parlare sempre dei loro
processi, degli avvocati, dei reati, quella sottocultura del carcere che fa imparare ai meno
addestrati tecniche e segreti per commettere atti criminosi più raffinati di quanto non abbiano
già compiuto, perchè come ha affermato l’ex direttore del DAP, G. Caselli, il carcere non sia
"cinghia di trasmissione della criminalità". La scuola è la proposta di un modello etico e
esterno al carcere, pertanto indiscutibilmente positiva perchè umanizzando la pena, evita che
le condizioni interiori del soggetto peggiorino.
LA SITUAZIONE - LE RISORSE UMANE E MATERIALI
Un passato di cambiamenti: nuovi dirigenti dell'istituzione scolastica e nuove tipologie di utenti. I
detenuti (la loro suddivisione, l'instabilità e discontinuità della frequenza, la forte eterogeneità etnica e i
dislivelli cognitivi). La scuola: il dirigente scolastico; i docenti. L'amministrazione penitenziaria: il
direttore, gli educatori, gli agenti. Gli spazi, gli orari delle lezioni e i materiali didattici.
La scuola Media, nella struttura carceraria, opera dal 1987.
Solo dal 2000 dipende dalla scuola Media Ferraris.
I corsisti Nel corso degli anni si è poi verificato un cambiamento radicale per quanto
riguarda i corsisti detenuti; se inizialmente le classi erano composte per il 99% da italiani a
bassissima scolarità, la situazione è ora mutata in questo modo: i corsisti italiani sono pochi e
le classi sono composte da stranieri di provenienza slava, albanese, magrebina, centro e sudamericana. Ciò che accomuna i corsisti stranieri è la scarsa conoscenza della lingua italiana,
ciò che li divide è il diverso grado di scolarizazione che hanno raggiunto nei loro paesi
d'origine: sono presenti corsisti che hanno frequentato l'università e che conoscono diverse
lingue ed è presente il corsista che conosce solo i rudimenti della lingua araba. E' ovvio che
questa forte eterogeneità crei notevoli difficoltà agli insegnanti nel calibrare e organizzare gli
interventi in ambito cognitivo. Non meno difficoltoso è operare nell'area non cognitiva
perchè se la diversità etnica risulta una ricchezza in un contesto di "normalita", diviene molto
difficile da gestire in una struttura che esaspera molti degli aspetti negativi della persona:
intolleranza, esasperazione, degrado, isolamento nell'etnia cui si appartiene, pregiudizi nei
confronti degli altri, sono atteggiamenti che l'insegnante si trova costantemente a dover
gestire, e se da un lato il compito è stimolante e lo si vive come sfida positiva per raggiungere
obiettivi alti e fondamentali, d'altra parte è così ardua l'impresa che spesso si va incontro a
fallimenti che affaticano e avviliscono.
La frequenza irregolare. Fra i problemi da affrontare vi è anche quello relativo alla
frequenza irregolare di molti corsisti dovuta, alle seguenti ragioni:
1. l'istituto è una Casa Circondariale e i detenuti sono in attesa dei diversi gradi di giudizio:
questo comporta una situazione di precarietà circa la durata della detenzione, inoltre i
detenuti devono necessariamente assentarsi per presenziare ai vari processi, possono poi
avvalersi di permessi di uscita più o meno brevi nel corso dell'anno scolastico.
2. esiste il rischio continuo, anche a pochi giorni dall'esame, di trasferimenti improvvisi dei
detenuti ad altri istituti
3. spesso, opportunità lavorative e scolastiche coincidono sul piano temporale e il lavoro è
una necessità troppo sentita perchè i detenuti scelgano invece la scuola.
Il collegio docenti ha deciso di non rendere vincolante per l’ammissione all’esame il numero
delle assenze, ma di valutare le effettive capacità, l’impegno e la partecipazione.
Le classi. Le classi sono 2: due (corso A e B) presso i detenuti comuni.
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I docenti. Il personale docente prevede l'impiego di quattro insegnanti di ruolo:
Pellicciari Maddalena
Di Paolo Milena
Elia Antonio
Russo Giuseppe
Cavazzoni Valeria
scienze matematiche
storia/geografia/ed. civica
lingua inglese
ed. tecnica – informatica
italiano
Quest’anno è stato deliberato, nel collegio docenti tenutosi il 4 settembre 2012 di affidare i
seguenti incarichi:
Prof.ssa CAVAZZONI VALERIA: Relazioni scuola enti locali – Direzione Carcere per un
numero totale di 20 ore
La Prof.ssa DI PAOLO MILENA si rende disponibile per i colloqui in itinere, tali ore però
non devono essere retribuite, ma faranno parte del monte ore che ogni insegnante deve
recuperare nell’anno scolastico (la documentazione di tali ore per tutti gli insegnanti è
contenuta in un registro presso la sede carceraria).
Prof. RUSSO GIUSEPPE: Orario – Computer – Materiale per un numero totale 20 ore.
Il Dirigente Scolastico, che è anche coordinatore del Centro Territoriale Permanente, è il
prof. Renato Luisi, Dirigente della Scuola Secondaria di I Grado "Ferraris" di Modena.
La direttrice del carcere, dott. Casella M.R., presiede la riunione di inizio d'anno e a lei
vanno indirizzate richieste di autorizzazioni per ogni attività proposta dalla scuola.
Gli educatori. L'educatrice dott.ssa Scarpaci è la referente per la scuola, le sue competenze
sono le seguenti:

informare i detenuti dell'esistenza della scuola media e sulle modalità di accedervi;

coordinare le iniziative dei tre ordini di scuola;

esser l'intermediario tra la scuola e la direzione.
Gli agenti. I loro compiti sono: tutelare la sicurezza e collaborare al recupero dei detenuti;
sono presenti per l'intera durata dei corsi nei diversi luoghi di svolgimento delle lezioni.
Gli spazi. Essi sono limitati, così come ristretti sono i tempi di possibile svolgimento delle
lezioni per l'ovvia rigidità della struttura.
Le strutture disponibili consistono in due salette adibite ad aule scolastiche situate al piano
terra, un’aula è dotata di 2 armadi e di 9 computer e l’altra di 5 computer. In caso di
necessità si può usufruire di altre aule.
I materiali didattici. Sono in dotazione alla Casa Circondariale i seguenti materiali didattici:
4 registratori di proprietà della scuola media
22 computers di proprietà della scuola media - 1 video proiettore
3 televisori con lettore DVD e registratore di proprietà della scuola media
libri, cassette, videocassette, dispense, cancelleria ordinaria, carte geografiche.
Tutto il materiale, anche la cancelleria usata dai corsisti, viene acquistata con finanziamenti
erogati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
I CRITERI DELLA PROGRAMMAZIONE - LE FINALITA' DELLA SCUOLA
MEDIA NEL CARCERE DI SANT'ANNA
I criteri -I bisogni dei corsisti -Le finalità generali .
I criteri che orientano la programmazione sono i seguenti:
 partire dai bisogni di apprendimento dei corsisti
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
tenere conto del contesto contenitivo in cui si opera.
I bisogni dei corsisti
Secondo la nostra esperienza, i detenuti hanno bisogno di conoscere aspetti della cultura
occidentale in cui vorrebbero vivere ma di cui spesso ignorano le nozioni più elementari;
desiderano imparare a usare il computer, parlare inglese per i loro frequenti spostamenti e,
soprattutto, l’italiano, di cui spesso non ne hanno nemmeno possesso sufficiente per
rivolgersi all’agente di custodia in modo adeguato.
Come abbiamo detto nel capitolo precedente , infatti, la realtà del carcere di Sant’Anna, come
forse ormai di molti carceri, è una realtà di extra – comunitari, di clandestini, di sradicati
attratti dal sogno occidentali del consumismo, di persone che hanno voluto la ricchezza in
poco tempo; oppure, di giovani italiani a bassissima scolarità, spesso privati fin da piccoli
della famiglia e con storie drammatiche di tossicodipendenza e di spaccio. Per loro è
importante sopravvivere al meglio dentro all’istituzione carceraria, che spesso li ospita
ripetutamente, ma per brevi periodi;
devono controllare l’aggressività, gestire i conflitti tra etnie diverse, limitare l’ozio, sottrarsi a
possibili contagi di malattia.
I loro bisogni, in sintesi, sono: scaricare la loro aggressività e recuperare un saper perduto o
acquisito in modo frammentario, funzionalizzare la loro reclusione modo costruttivo.
SCELTE METODOLOGICHE E DIDATTICHE
Organizzazione del curriculum per moduli- L'utilità di una programmazione per competenze-Tipi di
competenze:di base o per l'apprendimento, di relazione con gli altri, di gestione della condizione
contenitiva- Metodologia flessibile e motivante: la programmazione per livelli, il metodo induttivo, le
attività espressive-i progetti
I moduli. I docenti hanno individuato nell'organizzazione modulare della didattica una vera e
propria strategia formativa in cui l'organizzazione prevede l'impiego flessibile di moduli:
segmenti di itinerari di insegnamento e apprendimento che hanno strutture e ampiezze
variabili, che forniscono delle conoscenze e delle abilità verificabili.In tal modo ogni modulo
può essere disinserito, modificato nella durata, mutato di posto nella sequenza curricolare
originariamente prevista al fine di migliorare l'efficacia del processo formativo in rapporto
alle variabili del contesto e del tipo di utenza. Questa scelta è stata motivata dalla presenza
spesso per brevi periodi di tempo dei detenuti e per la eterogeneità dei livelli di
apprendimento: un modulo per principianti può essere accreditato al detenuto di livello
intermedio, il quale può andare a frequentare un modulo in cui è ancora al livello di
principiante. All'interno di ogni modulo, naturalmente, si articolano le varie unità didattiche
che insieme consentono di raggiungere la competenza del modulo stesso.
Le competenze. E' utile formulare la programmazione in termini di competenze: La
competenza, in quanto insieme di conoscenze e abilità, ha connotazioni adeguate per i corsisti
adulti, i quali studiano non necessariamente per accedere a livelli superiori di apprendimento,
ma soprattutto per spendere nell'immediato quanto hanno imparato; sapere per saper fare è il
loro obiettivo.
I tipi di competenze adeguate ai nostri detenuti sono le seguenti:
1) competenze di base
2) competenze per gestire la loro situazione contenitiva
3) competenze per relazionarsi con gli altri in carcere ora e in futuro in società
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I livelli di competenza. Ogni competenza viene organizzata su due livelli: uno elementare e
uno medio, poichè è forte l'eterogeneità delle classi e perchè la programmazione deve essere
flessibile.
Il metodo induttivo, poichè parte dal particolare e arriva al generale, dalla realtà sensibile
arriva alla regola che sottesa alla realtà in esame, esso viene impiegato, perchè abitua il
corsista a farsi protagonista del suo apprendimento:osservando, egli capisce, trae le sue
conclusioni, e in questo modo si autonomizza a imparare.
LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA
Competenze di base-competenze disciplinari
COMPETENZE DIDATTICHE DI BASE
Il corsista deve:
1) aver conseguito standard medio-elementari nella lingua italiana, inglese, nell'area
matematico-scientifica, geo-storica e informatica.
Ogni competenza di base è il risultato del raggiungimento delle seguenti competenze
disciplinari, in base alle quali il corsista in:
Lingua italiana: è in grado di capire frasi isolate e espressioni usate frequentemente in
relazione a ambiti con un significato immediato (p.es. informazioni su persone, ambiente
circostante). E' in grado di comunicare in una situazione semplice e abituale. E' in grado di
descrivere con l'ausilio di mezzi semplici, una persona, un luogo, il proprio vissuto e il suo
ambiente (livello elementare).
E' in grado di capire i punti essenziali di un discorso a condizione che si usi una lingua
standard. E' in grado di esprimere la sua opinione su argomenti familiari, di riferire
un'esperienza, un avvenimento, di descrivere un obiettivo, di fornire ragioni e spiegazioni
brevi relativi a fatti (livello intermedio).
Lingua inglese: è in grado di capire e utilizzare espressioni familiari e quotidiane e frasi
molto semplici che alludono al soddisfacimento di bisogni semplici e concreti. E' in grado di
comunicare in maniera semplice, a condizione che l'interlocutore parli lentamente e in modo
chiaro. Può comprendere testi scritti elementari, con termini simili a quelli dell'italiano
(livello elementare).
E' in grado di districarsi nella maggior parte delle situazioni linguistiche riscontrabili in
viaggi all'estero, di capire un parlante nativo su argomenti conosciuti, di comunicare opinioni,
desideri, ipotesi, di raccontare eventi passati, di capire testi referenziali scritti in un
linguaggio standard (livello medio).
Storia-geografia E' in grado di leggere carte geografiche e di orientarsi nello spazio; di
comprendere la dipendenza dell'uomo dall'ambiente e viceversa; comprendere che i problemi
presenti hanno radici nel passato; sa comunicare quanto appreso in modo sufficientemente
chiaro (livello elementare).
E' in grado di capire il contenuto essenziale dei testi su argomenti astratti e concreti e di
comprendere una discussione relativa a problemi attuali passati; di usare gli strumenti della
geografia e comprende le relazioni uomo-ambiente; di valutare la propria condizione attuale
partendo dalle conoscenze storiche e geografiche: di esprimersi in modo sufficientemente
adeguato su una gamma di argomenti storico- sociali e di spiegarne il punto di vista su un
problema fornendo vantaggi e svantaggi della diversa possibilità (livello medio).
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Scienze matematiche è in grado di fare calcoli mentali e scritti con le quattro operazioni,
capire e risolvere facili problemi di ordine pratico. E’ in grado di esporre semplici contenuti
usando termini adeguati (livello elementare). E’ in grado di applicare le conoscenze acquisite
in contesti diversi e fare collegamenti logici. E’ in grado di comprendere e utilizzare i
linguaggi specifici per conoscere tematiche relative all’educazione alla salute e all’ambiente
(livello medio).
Informatica:è in grado di utilizzare il computer per scrivere.
COMPETENZE EDUCATIVE
A) Competenze per relazionarsi con gli altri in futuro in società
1.aver sviluppato la comprensione delle etiche e dei valori, di come il comportamento
personale dovrebbe ispirarsi a questi.
2.capire le diversità culturali e sociali, nel contesto sia nazionale che globale e come
dovrebbero essere rispettate.
B) Competenze per gestire la propria condizione contenitiva
1.aver sviluppato competenze nel gestire relazioni personali ed emotive
2.essere capaci di usare vari mezzi per governare lo stress e i conflitti
3.capire e essere capaci di lavorare in modo consapevole sulla propria salute fisica e psichica.
L'ORGANIZZAZIONE
classi e loro dislocazione delle classi - durata dei corsi-corso sperimentale - orario delle attività ora di ascolto-modalità di iscrizione dei corsisti - regolamentazione delle assenze - patto
formativo - sostituzioni di insegnanti assenti.
Le classi. I corsi attivati sono 1: 2 nella sezione comuni (corso A da settembre a gennaio e da
febbraio a giugno), corso B (da settembre a giugno ) corso C (femminile da settembre a
giugno).
La durata di corsi. le attività come previsto dalla normativa, si articolano almeno in 200
giorni all'anno, da settembre a giugno, con calendario simile alla scuola media dei ragazzi.
Corso “sperimentale” con modulo orario doppio è attivo nella sezione "comuni" un corso
sperimentale, che si ripete 2 volte nell'anno scolastico; ha una durata quadrimestrale e
prevede il doppio delle ore di lezione rispetto agli altri corsi. Il primo corso inizia in
settembre e termina in gennaio con l'esame di licenza, l'altro inizia in febbraio e termina in
giugno con le stesse modalità.
Orario delle attività. La fascia oraria messa a disposizione dalla Direzione della Casa
Circondariale per lo svolgimento dell'attività scolastica va dalle ore 9.00 alle 12,30 e dalle
13,10 alle 16,30 dal lunedì al venerdì. Le materie restano fisse dal lunedì al venerdì vedi
orario delle lezioni allegato.
Modalità di iscrizione dei corsisti I detenuti interessati a frequentare i corsi scolastici,
presentano richiesta alla Direzione della Casa Circondariale tramite domanda che viene
vagliata e autorizzata dal Direttore e dal comandante; gli insegnanti effettuano le iscrizioni
mediante colloquio individuale, durante il quale viene compilata una scheda conoscitiva che
raccoglie le informazioni relative al passato scolastico del corsista, alle sue attese nei
confronti della scuola, alle preferenze disciplinari, alla sua posizione giuridica. Agli studenti
stranieri viene proposto un facile test concordato con l'alfabetizzazione per valutare la loro
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conoscenza dell'italiano. I colloqui iniziali ed in itinere per i detenuti comuni servono a
stabilire dove iscriverli in base alle loro conoscenze (alfabetizzazione, scuola media).
Gli insegnanti concordano con la proposta degli educatori di ripristinare l’opportunità di
frequenza per i detenuti già in possesso di diploma di Licenza Media (uditori).
Questa proposta è finalizzata a rispondere ai bisogni sia di consolidamento didattico che
relazionale dei detenuti stessi.
Regolamentazione delle assenze dei corsisti. Gli insegnanti, (coordinatore del corso) in
accordo con la Direzione Carceraria a seguito di ripetute assenze consecutive ingiustificate,
convocano il corsista per un colloquio che chiarisca le ragioni dell'assenza.
Regolamentazione delle supplenze degli insegnanti. Le assenze vengono coperte dai
colleghi secondo un calendario di disponibilità già prestabilito.
Orario Insegnanti. Gli insegnanti svolgono 16 ore e 40 m. di attività frontali più
mediamente 1 ora e 20 m. ore di potenziamento, recupero, supplenze settimanali fino al
completamento del monte ore dell’orario di servizio.
VALUTAZIONE FINALE DEI CORSISTI E DELL'OPERATO DELLA SCUOLA
Forme tradizionali di certificazione: la scheda; certificazione: il patto formativo e gli
attestati.
La valutazione e la certificazione dei corsisti avviene in modo tradizionale per quanto
riguarda ciò che può attestare la frequenza, il raggiungimento delle competenze disciplinari,
il conseguimento del titolo di studio: registri e attestati accomunano la scuola degli
adolescenti a quella degli adulti e del carcere .
La normativa che riguarda l'istituzione di centri territoriali e la istruzione e formazione in età
adulta, però, ordina che venga stabilito tra docenti e corsisti un patto formativo (vedi
allegato).
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LA SEGRETERIA
La scuola carceraria dipende dalla scuola secondaria di I Grado Ferraris e ha presso tale
scuola una referente in segreteria, i cui compiti sono:
1.fornire il materiale burocratico: registri di classe e degli insegnanti, elenchi, cartelline
contenenti programmazioni e verifiche dei singoli corsi, materiale per esami, diplomi,
attestati etc.
2. acquisto e all'introduzione del materiale di cancelleria e delle attrezzature
4. comunicazioni scuola- carcere-docenti (ingresso di materiali, variazione di orari delle
lezioni, sostituzioni e supplenze, richieste di autorizzazioni etc.)
5. comunicazioni agli insegnanti
Si allegano:
 La scheda di ammissione
 il Patto Formativo
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INDICE
L'IDENTITA' DELLA SCUOLA MEDIA IN CARCERE
SECONDO LA LEGISLAZIONE
pag. 2
LA SITUAZIONE: LE RISORSE UMANE E MATERIALI
pag. 4
CRITERI E FINALITA' DELLA PROGRAMMAZIONE
pag. 6
SCELTE METODOLOGICHE E DIDATTICHE
pag. 6
LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA
pag. 7
L'ORGANIZZAZIONE
pag. 8
LA VALUTAZIONE
pag. 9
LA SEGRETERIA
pag. 10
11
SCUOLA MEDIA STATALE “GALILEO FERRARIS”
Distretto Scolastico 18 - C.F. 80013930369 - C. mecc. MOMM00500R
Via Divisione Acqui, 160 - 41100 MODENA
Centro Territoriale Permanente per l’istruzione e la Formazione in età
adulta
CASA CIRCONDARIALE “S. ANNA”
PATTO FORMATIVO
Gli insegnanti, valutate le competenze iniziali, assicurano che verrà svolto il percorso
didattico indicato nelle rispettive programmazioni.
Su richiesta dell’interessato, la scuola si impegna a rilasciare una dichiarazione di
partecipazione o attestato di licenza elementare o media.
IL CORSISTA SI IMPEGNA A:
 Frequentare con regolarità le lezioni
 Comunicare eventuali assenze o difficoltà nella partecipazione alle attività
scolastiche
 Mantenere un comportamento educato e corretto nei confronti degli insegnanti e
dei compagni
 Non fumare nell’aula scolastica durante le lezioni.
Il corsista
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