Ev
le a Ca 978
tr nta -88
ac rel -28
ce la, 6de Giu 105
ll lio 5a Gu 7
st id
or ori
ia zzi
1
le tracce della storia 1 + diventare cittadino
dalla preistoria alla fine della repubblica romana
978-88-286-1052-6
le tracce della storia 1
dalla preistoria alla fine della repubblica romana
978-88-286-1055-7
Da augusto all’anno mille
978-88-286-1053-3
GUIDA PER il docente
978-88-286-1054-0
testimonianze e storiografia
Brani di autori antichi introdotti e commentati
con proposte di interpretazioni moderne.
Per il docente
Fascicolo di programmazione per storia e geografia.
contenuti MULTIMEDIALI
digitatlante
Atlante storico digitale: le carte presenti sul libro con funzionalità aggiuntive.
voci dal passato
File audio che danno voce a grandi personaggi del passato.
parole del cittadino
Schede per riflettere su temi di cittadinanza e costituzione.
audiosintesi
File audio per ripassare i contenuti essenziali di ogni capitolo.
e-map
Mappe concettuali a completamento guidato.
e-timeline
Cronologie a completamento guidato.
giulio guidorizzi
le tracce della storia 1
dalla preistoria alla fine della repubblica romana
le tracce della storia 1
storia e geografia
Oltre 40 mappe per la visualizzazione geografica
degli eventi storici.
eva cantarella
giulio guidorizzi
le tracce della storia 2
eva cantarella
Questo volume, sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzonato o altrimenti contrassegnato), è da considerarsi copia di SAGGIO-CAMPIONE GRATUITO, fuori commercio (vendita
e altri atti di disposizione vietati: art. 17, c. 2 l. 633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1972,
n. 633, art. 2, lett. d).
e-test
Esercizi autocorrettivi.
PER IL DOCENTE
Verifiche autocorrettive per la classe virtuale.
Prezzo al pubblico
Euro 00,00
cover_tracce 1.indd 1
04/01/11 08:53
SEZIONE 1
CAPITOLO 1
LA PREISTORIA E LE CIVILTÀ DELL’ANTICO ORIENTE
Le origini dell’umanità
TESTO
1. La comparsa dell’essere umano
2. Il piú antico stadio dell’umanità: il Paleolitico
3. La trasformazione dell’ambiente nel Mesolitico
4. La svolta del Neolitico
5. La nascita delle città
RUBRICHE
9
11
14
15
18
LO SPAZIO, 4 · IL TEMPO, 4 · I FATTI, 5 · LE FONTI SCRITTE, 6
I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 7 · I CONCETTI CHIAVE, 8
STORIA • IDEE
10
L’origine della specie e l’ipotesi evoluzionista
STORIA • SCIENZA
11
La lavorazione della pietra
STORIA • CULTURA
14
Lo sciamano e il mondo magico
STORIA • IDEE
20
Le Veneri preistoriche e il matriarcato
STORIA • CULTURA
21
I riti di passaggio
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
23
VERIFICHE
24
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
• L’evoluzione e la diffusione delle principali forme umane, 4
• Diffusione dell’agricoltura e dei villaggi in Medio Oriente, 16
• Diffusione dell’agricoltura in Europa, 17
• Diffusione delle tecniche metallurgiche, 22
CAPITOLO 2
passato
• Darwin, 10
parole
del
cittadino
• Famiglia, 13
Le civiltà della Mesopotamia
RUBRICHE
TESTO
1. La Mesopotamia, culla della civiltà
2. L’antichissima civiltà dei sumeri
3. L’impero degli accadi
4. La fioritura della civiltà babilonese
5. L’irruzione degli hittiti in Mesopotamia
6. Il poderoso impero degli assiri
7. L’impero «multinazionale» dei persiani
31
32
37
38
39
42
45
LO SPAZIO, 26 · IL TEMPO, 26 · I FATTI, 27 · LE FONTI
SCRITTE, 28 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 29
I CONCETTI CHIAVE, 30
STORIA • SCIENZA
La città-stato e l’«economia idraulica»
STORIA • CULTURA
Il ciclo della vegetazione: un dio che muore
STORIA • LETTERATURA
Il mito di Gilgamesh
STORIA • SCIENZA
Guerrieri e contadini scoprono il ferro: una nuova
età della civilizzazione
STORIA • CULTURA
Le «torri del silenzio»
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
VERIFICHE
31
35
36
39
48
49
50
STRUMENTI WEB
digit
atlante
• L’estensione delle civiltà sumerica, accadica, babilonese, hittita, assira, 26
• Le risorse della Mesopotamia, 32
• L’impero babilonese, 38
• Il regno hittita, 41
• Il regno assiro, 42
IV
voci dal
passato
• Hammurabi, 28
parole
del
cittadino
• Stato, 46
Sommario
CAPITOLO 3
La civiltà egizia
RUBRICHE
TESTO
1. Il dono del Nilo
2. La società egizia
3. La ricca e articolata religione egizia
4. L’Antico Regno: l’età delle piramidi
5. Il Medio Regno: l’apogeo dello stato egizio
6. Il Nuovo Regno: l’età dell’impero
7. Il crepuscolo dell’Egitto dopo il 1000 a.C.
57
59
63
67
68
69
72
LO SPAZIO, 52 · IL TEMPO, 52 · I FATTI, 53
LE FONTI SCRITTE, 54 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 55
I CONCETTI CHIAVE, 56
STORIA • CULTURA
La stele di Rosetta
STORIA • DONNE
La condizione femminile nell’antico Egitto
STORIA • CULTURA
La civiltà della morte
STORIA • SOCIETÀ
L’organizzazione del lavoro nella Valle dei Re
STORIA • LETTERATURA
La letteratura egiziana
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
VERIFICHE
58
62
65
66
71
73
74
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
parole
passato
del
cittadino
• La distribuzione delle principali materie
prime, 52
• L’estensione del Nuovo Regno, 69
• Tutankhamon, 70
LABORATORIO DELLE FONTI
Non dimenticare il passato, 76
T1 La morale di Appu • T2 Genealogie e discendenze divine • T3 Le imprese di Sesostri
• T4 Il «Papiro dei Re» e la storia dell’antico Egitto
CAPITOLO 4
• Burocrazia, 56
Le civiltà dell’antica Palestina
RUBRICHE
TESTO
1. Le civiltà dell’antica Palestina: ebrei e fenici
2. Un popolo «unico»: gli ebrei
3. I fenici
83
84
90
LO SPAZIO, 78 · IL TEMPO, 78 · I FATTI, 79 · LE FONTI
SCRITTE, 80 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 81
I CONCETTI CHIAVE, 82
STORIA • CULTURA
Il marchio di Caiono e il capro espiatorio
STORIA • RELIGIONE
I sacrifici umani
STORIA • CULTURA
La nascita dell’alfabeto
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
VERIFICHE
88
89
92
93
94
STRUMENTI WEB
digit
atlante
• Le rotte commerciali della Fenicia e della
Palestina, 78
• Migrazioni degli ebrei, 86
Sommario
voci dal
passato
• Giuditta, 84
parole
del
cittadino
• Lingua, 92
V
SEZIONE 2
CAPITOLO 5
LA CIVILTÀ GRECA
Alle radici della civiltà greca
RUBRICHE
TESTO
1. La Grecia prima dei greci: la civiltà cretese
2. Alle radici della religione greca: la religione cretese
3. L’alba della civiltà greca: i micenei
4. Un periodo «oscuro»
5. Il mondo descritto nei poemi omerici
6. L’organizzazione politica ed economica
nel «Medioevo ellenico»
103
105
107
110
111
114
LO SPAZIO, 98 · IL TEMPO, 98 · I FATTI, 99
LE FONTI SCRITTE, 100 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 101
I CONCETTI CHIAVE, 102
STORIA • CULTURA
106
Le tre scritture di Creta
STORIA • DIRITTO
109
Lo scudo di Achille
STORIA • CULTURA
112
La «cultura della vergogna»
STORIA • CULTURA
114
L’anima «doppio» del corpo
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
115
VERIFICHE
116
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
parole
passato
del
cittadino
• Espansione delle civiltà cretese e micenea, 98
• Le ondate migratorie in Grecia, 110
• Tersite, 112
LABORATORIO DELLE FONTI
Dèi e uomini di Creta, 118
T1 Minosse e il tributo degli ateniesi · T2 Cretesi, gente di mare · T3 La prima talassocrazia
della storia · T4 Talassocrazia minoica ed espansione micenea
CAPITOLO 6
• Ambiente, 110
La nascita della «polis»
TESTO
1. La rivoluzione agraria e la nascita della «polis»
2. La comparsa dei tiranni
3. L’espansione coloniale
4. L’espansione economica e il progresso
dei commerci
RUBRICHE
125
129
130
134
LO SPAZIO, 120 · IL TEMPO, 120 · I FATTI, 121
LE FONTI SCRITTE, 122 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 123
I CONCETTI CHIAVE, 124
STORIA • CULTURA
128
Il «pharmakós»
STORIA • SOCIETÀ
130
Aristocrazia e nuovi ricchi: la morale di Teognide
STORIA • RELIGIONE
133
Gli oracoli
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
135
VERIFICHE
136
STRUMENTI WEB
digit
atlante
• L’espansione coloniale greca, 120
• Le città stato-greche, 126
VI
parole
del
cittadino
• Uguaglianza, 128
Sommario
CAPITOLO 7
Sparta e Atene
RUBRICHE
TESTO
1. Sparta tra militarismo e oligarchia
2. La tripartizione delle società spartana:
spartiati, iloti e perieci
3. L’organizzazione politica spartana
4. Atene nell’epoca arcaica
5. La strada verso la democrazia
6. La tirannide di Pisistrato
7. L’avvento della democrazia con Clistene
143
145
146
147
149
152
153
LO SPAZIO, 138 · IL TEMPO, 138 · I FATTI, 139
LE FONTI SCRITTE, 140 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 141
I CONCETTI CHIAVE, 142
STORIA • DONNE
144
La condizione femminile a Sparta
STORIA • DIRITTO
148
Le leggi di Dracone
STORIA • DONNE
151
La condizione femminile ad Atene
STORIA • RELIGIONE
152
I rituali d’iniziazione femminili e maschili
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
155
VERIFICHE
156
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
parole
passato
del
cittadino
• Le sfere d’influenza di Sparta e Atene, 138
• Le trittie attiche secondo Clistene, 154
• Atena, 148
• Solone, 150
LABORATORIO DELLE FONTI
La guida della città, 158
T1 Pittaco: sapiente o immorale tiranno? · T2 Cipselo: il flagello dei Bacchiadi · T3 Policrate: la
(s)fortuna di un tiranno · T4 La tradizionale «anormalità» dei tiranni
CAPITOLO 8
• Democrazia, 153
Il mondo comune dei greci
RUBRICHE
TESTO
1. La coesione del mondo greco
2. La religione «ufficiale»
3. I culti alternativi: i baccanali dionisiaci e i misteri
4. I giochi panellenici
5. La nascita della filosofia
165
165
167
171
173
LO SPAZIO, 160 · IL TEMPO, 160 · I FATTI, 161
LE FONTI SCRITTE, 162 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 163
I CONCETTI CHIAVE, 164
STORIA • CULTURA
168
L’antropologia per capire i greci
STORIA • LETTERATURA
171
La lirica
STORIA • SOCIETÀ
172
I giochi panellenici
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
175
VERIFICHE
176
STRUMENTI WEB
digit
atlante
• La visione del mondo secondo il filosofo Anassimandro, 160
• I santuari del mondo greco, 169
Sommario
VII
CAPITOLO 9
Le guerre persiane e l’età classica
RUBRICHE
TESTO
1. Lo scontro tra greci e persiani
2. La prima guerra persiana
3. La seconda guerra persiana
4. L’età classica
5. L’ascesa di Atene
6. L’età di Pericle
7. La cultura democratica
8. Imperialismo e democrazia
9. La guerra del Peloponneso
10. Gli avvenimenti del 415 a.C.
11. La sconfitta di Atene
183
184
186
189
191
192
194
196
199
201
203
LO SPAZIO, 178 · IL TEMPO, 178 · I FATTI, 179
LE FONTI SCRITTE, 180 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 181
I CONCETTI CHIAVE, 182
STORIA • PERSONAGGI
186
Le Termopili
STORIA • IDEE
190
Oriente e Occidente: nascita di un’ideologia
STORIA • SCIENZA
191
Ippocrate e la nascita della medicina scientifica
STORIA • LETTERATURA
196
La nascita del teatro: la tragedia
STORIA • IDEE
200
La storiografia come scienza: Tucidide
STORIA • SOCIETÀ
202
Uno scandalo politico: il «giallo» delle erme
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
205
VERIFICHE
207
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
parole
passato
del
cittadino
• Lo scontro tra greci e persiani, 178
• Greci e cartaginesi nel Mediterraneo
occidentale, 188
• Le guerre tra Sparta e Atene, 199
• Leonida, 186
• Pericle, 192
• Ideologia, 190
LABORATORIO DELLE FONTI
La nascita del nemico, 208
T1 Contro i persiani, contro i troiani · T2 Serse e l’indomabile Grecia · T3 I greci, uniti per Elena
· T4 «Inventare» il barbaro
CAPITOLO 10 Dalla crisi della «polis» all’ellenismo
RUBRICHE
TESTO
1. Il declino della «polis»
2. L’egemonia spartana
3. L’ascesa dei macedoni
4. Alessandro il Grande
5. L’eredità di Alessandro
6. Caratteri generali dell’ellenismo
7. La cultura ellenistica
215
216
219
221
225
227
230
LO SPAZIO, 210 · IL TEMPO, 210 · I FATTI, 211
LE FONTI SCRITTE, 212 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 213
I CONCETTI CHIAVE, 214
STORIA • IDEE
217
Platone e la sua dottrina politica
STORIA • PERSONAGGI
220
Aristotele
STORIA • DONNE
228
La condizione femminile in età ellenistica
STORIA • SCIENZA
231
Gli automi di Erone
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
233
VERIFICHE
234
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
passato
parole
del
cittadino
• L’itinerario di Alessandro, 210
• La Grecia dopo la guerra
del Peloponneso, 215
• Le monarchie ellenistiche, 226
• Tolomeo, 236
LABORATORIO DELLE FONTI
I greci dopo la Grecia, 236
T1 Una letteratura non politica · T2 Dalla «polis» alla corte del re · T3 Conservazione (e allargamento) della cultura greca · T4 Cultura, scrittura ed élites nel mondo ellenistico
VIII
• Pena di morte, 217
Sommario
SEZIONE 3
L’ASCESA DI ROMA
CAPITOLO 11
Le origini di Roma
TESTO
RUBRICHE
1. Le diverse civiltà dell’Italia preromana
2. La civiltà nuragica
3. La civiltà etrusca
4. Le origini di Roma
5. L’organizzazione politica
6. La struttura sociale
7. La famiglia
8. La vita religiosa
245
247
247
251
253
255
256
258
LO SPAZIO, 240 · IL TEMPO, 240 · I FATTI, 241
LE FONTI SCRITTE, 242 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 243
I CONCETTI CHIAVE, 244
STORIA • SOCIETÀ
Il casto Spurinna e le signore etrusche
STORIA • RELIGIONE
Riti funebri etruschi e credenze nell’aldilà
STORIA • DIRITTO
La pena del sacco e il supplizio dei parricidi
STORIA • DIRITTO
Essere schiavi
STORIA • SOCIETÀ
Il sistema onomastico e le donne senza nome
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
VERIFICHE
248
249
256
257
259
261
262
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
• Le popolazioni italiche, 240
• Le tracce delle antiche civiltà, 245
• I domini etruschi, 250
• Il Tevere e i sette colli, 251
parole
passato
• Giove, 251
del
cittadino
• Schiavitú, 257
CAPITOLO 12 L’espansione in Italia e l’inizio dell’età
della repubblica
TESTO
RUBRICHE
1. L’avvento della repubblica
2. Le difficoltà di Roma nel secolo V a.C.
3. L’evoluzione della società romana nel secolo V a.C.
4. Il governo repubblicano
5. La contrastata ascesa di Roma nel secolo IV a.C.
6. Le guerre contro i sanniti
7. Lo scontro con Taranto e Pirro
267
268
269
270
273
275
278
LO SPAZIO, 262 · IL TEMPO, 262 · I FATTI, 263
LE FONTI SCRITTE, 264 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 265
I CONCETTI CHIAVE, 266
STORIA • DIRITTO
269
Il debitore fatto a pezzi
STORIA • CULTURA
270
Giano, le porte e la magia delle canzoni
STORIA • CULTURA
275
Contaminazione e rinnovamento: Mamurio Veturio
STORIA • CULTURA
Il funerale romano: morte di un individuo,
277
grandezza della stirpe
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
279
VERIFICHE
280
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
passato
parole
del
cittadino
• I nemici di Roma, 262
• I celti in Italia, 274
• Lucrezia e Bruto, 267
LABORATORIO DELLE FONTI
Eroi di un ideale comune, 282
T1 Orazio Coclite: il sacrificio per la collettività · T2 Muzio Scevola: la resistenza al dolore fisico·
T3 Clelia: onore delle donne romane · T4 Porsenna, Tarquinio e l’assedio di Roma
Sommario
• Legge, 270
IX
CAPITOLO 13 Le guerre puniche e la conquista dell’Oriente
RUBRICHE
TESTO
1. I rapporti tra Roma e Cartagine
2. Lo stato cartaginese
3. Roma all’inizio delle guerre puniche
4. La prima guerra punica
5. La seconda guerra punica
6. La conquista dell’Oriente
7. La terza guerra punica
289
290
291
292
294
296
299
LO SPAZIO, 284 · IL TEMPO, 284 · I FATTI, 285
LE FONTI SCRITTE, 286 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 287
I CONCETTI CHIAVE, 288
STORIA • RELIGIONE
289
La religione cartaginese
STORIA • DIRITTO
291
Essere cittadini romani
STORIA • SOCIETÀ
294
Il trionfo
STORIA • SCIENZA
298
Come curare le fratture: medicina e magia
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
301
VERIFICHE
302
STRUMENTI WEB
digit
atlante
parole
cittadino
• Guerra, 291
• I domini di Cartagine e di Roma prima delle guerre puniche, 284
• Prima e seconda guerra punica, 293
• La conquista dell’Oriente, 297
• Le imprese di Scipione Emiliano, 300
LABORATORIO DELLE FONTI
Roma e i suoi nemici, 300
del
T1 Pirro: un nemico degno di rispetto · T2 Annibale: una inestinguibile avversione a Roma ·
T3 Filippo e Antioco: la violenza punita dalla sorte · T4 Pirro e Annibale, come Achille e Ulisse
CAPITOLO 14 La crisi della repubblica
TESTO
RUBRICHE
1. Roma e la cultura greca
2. La società dopo le guerre puniche
3. La vita politica e i problemi esteri
4. I Gracchi e la politica delle riforme
5. La guerra giugurtina: Caio Mario
6. Riforme di Silla e fase senatoria
311
312
314
314
317
319
LO SPAZIO, 306 · IL TEMPO, 306 · I FATTI, 307
LE FONTI SCRITTE, 308 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 309
I CONCETTI CHIAVE, 310
STORIA • RELIGIONE
311
La repressione del culto di Bacco
STORIA • SOCIETÀ
314
Il «regno degli schiavi» di Sicilia
STORIA • SOCIETÀ
L’esercito romano verso la fine dell’età repubblicana 316
STORIA • SOCIETÀ
319
L’educazione romana
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
321
VERIFICHE
322
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
passato
parole
del
cittadino
• Estensione del dominio romano, 306
• Le guerre di Caio Mario, 317
• La guerra contro Mitridate e la guerra
civile, 318
• Mario, 317
LABORATORIO DELLE FONTI
Graecia capta ferum victorem cepit, 324
T1 Il greco e l’educazione del giovane «Emiliano» · T2 L’Africano e gli Scipioni · T3 Catone e il
timore dei filosofi · T4 La cultura greca e la classe dirigente romana
X
• Riforma, 314
Sommario
CAPITOLO 15 La fine della repubblica
TESTO
RUBRICHE
1. L’ascesa di Pompeo
2. La crisi politica: lo scontro tra popolari e ottimati
3. Cesare verso la conquista del potere
4. La seconda guerra civile (49-45 a.C.)
5. Il governo di Cesare
6. L’eredità di Cesare: Antonio e Ottaviano
7. La fine della repubblica
8. Roma al centro della vita culturale del mondo antico
331
333
334
337
338
340
342
344
LO SPAZIO, 326 · IL TEMPO, 326 · I FATTI, 327
LE FONTI SCRITTE, 328 · I DOCUMENTI ICONOGRAFICI, 329
I CONCETTI CHIAVE, 330
STORIA • DONNE
334
Le donne avvocato
STORIA • SOCIETÀ
335
I druidi
STORIA • PERSONAGGI
339
La congiura contro Giulio Cesare
STORIA • CULTURA
340
Giulio Cesare e il cavallo di ottobre
STORIA • SOCIETÀ
343
I gladiatori
LO SCHEMA DEI CONTENUTI
345
VERIFICHE
346
STRUMENTI WEB
digit
atlante
voci dal
passato
parole
del
cittadino
• La spartizione dei territori tra i triumviri, 326
• Guerra civile fra Cesare e Pompeo, 338
• Antonio, 340
• Suffragio, 333
LABORATORIO DELLE FONTI
Il morso dell’aspide, 348
T1 Il sacrificio di Cesare · T2 La nuova era del puer · T3 L’ultima scelta di Cleopatra
· T4 «Chi è il fanciullo?»
www.libropiuweb.it
digit
atlante
voci dal
parole
del
audio
e
Sommario
passato
Atlante storico digitale: le carte presenti sul libro anche on line con funzionalità
aggiuntive (zoom e frecce direzionali, legenda attiva, linea del tempo, animazioni).
File audio che danno voce a grandi personaggi del passato.
I brani sono tratti sia da fonti antiche sia da opere moderne.
Per ogni audio sono disponibili la trascrizione del testo e un’introduzione.
cittadino
Schede per riflettere su temi di cittadinanza e costituzione: a partire dalla definizione
tratta dal Devoto-Oli si costruisce un minipercorso operativo dall’antichità a oggi.
sintesi
File audio per ripassare i contenuti essenziali di ogni capitolo.
I file, scaricabili in formato mp3, sono strutturati in tre parti (Cosa?, Come?, Quando?).
test
Esercizi autocorrettivi.
XI
1
La preistoria
e le civiltà
dell’antico Oriente
Capitolo 2
Le civiltà della Mesopotamia
Capitolo 1
Le origini dell’umanità
4 milioni di anni fa
3 milioni di anni fa
Incisioni rupestri nel Sahara
libico: periodo conosciuto
come «Periodo
della Fauna Selvatica»
5000 a.C.
III-I millennio a.C.
Statuetta della cultura
di Valdivia, in Ecuador
2000 a.C.
“
CON IL NOME DI «PREISTORIA» SI INDICA IL PERIODO
PRECEDENTE ALL’INVENZIONE DELLA SCRITTURA
(AVVENUTA INTORNO AL 3000 A.C.): PER CONVENZIONE,
INFATTI, LA «STORIA» INIZIA IN QUEL MOMENTO.
I PRIMI OMINIDI COMPAIONO SULLA TERRA MOLTO
TEMPO PRIMA, TRA I 7 E I 15 MILIONI DI ANNI FA: CIRCA
40 000 ANNI FA, INFINE, COMPARE L’HOMO SAPIENS
SAPIENS. A PARTIRE DAL 10 000 A.C. LE POPOLAZIONI
STANZIATE NELLA REGIONE CHE OGGI CHIAMIAMO
MEDIO ORIENTE COMINCIANO A ORGANIZZARE LA
VITA SOCIALE IN FORME PROGRESSIVAMENTE PIÚ
COMPLESSE: NASCONO LE PRIME CITTÀ E LE PRIME
FORME STATALI. I POPOLI PROTAGONISTI DI QUESTO
”
SVILUPPO SONO, NEL VICINO ORIENTE, I SUMERI,
GLI ACCADI, I BABILONESI, GLI HITTITI E GLI ASSIRI.
Capitolo 3
La civiltà egizia
1284 a.C.
Capitolo 4
Le civiltà dell’antica Palestina
900 a.C.
Capitolo 11
Le origini di Roma
753 a.C.
IV secolo a.C.
Capitolo 12
L’espansione in Italia e l’inizio
dell’età della repubblica
CAPITOLO
3
La civiltà egizia
D
alla carta risulta chiaramente come tutta la civiltà egizia
si sviluppi lungo il corso del Nilo: una lunga e stretta
striscia di terra coltivata, in mezzo al deserto, che si
allarga soltanto nella zona del delta.
I prodotti principali sono orzo, grano e lino. Le materie prime, importanti per il raffinato artigianato egizio, provengono
invece da altre zone, come mostra la cartina: l’oro dalle zone interne dell’Alto Egitto; l’avorio dalla Nubia; il legno dal
Libano e il rame dal Sinai, regioni che finiscono per entrare
sotto il controllo egizio; il porfido, il granito e l’arenaria, importanti materiali da costruzione, vengono estratti nelle aree
interne e, trasportati sul Nilo, giungono alle città che sorgono
lungo il fiume.
This è la capitale piú antica, poi sostituita da Menfi, nella cui
area sorgono anche le piramidi, i monumentali edifici sepolcrali che alcuni faraoni si sono fatti costruire. Tebe diviene
invece capitale con il Nuovo Regno, dopo la liberazione del
paese dagli hyksos, che hanno posto sul delta la loro capitale,
Avaris. Per un brevissimo periodo, nel tentativo di limitare il
potere del clero tebano, la capitale viene portata ad Achetaton.
Sais è invece la capitale dell’ultimo periodo di prosperità del
regno egizio prima dell’invasione persiana.
Qadesh
Siria
Byblos
e
edit
Mar M
Rosetta
eo
rran
Libano
li H
deg
ykso
s
e
.
on
a.C
asi
00
v
17
in
Sais
Basso Egitto
Tanis
Gizah (Avaris)
Saqqara Menfi
el-Fayum
Sinai
M
Akhetaton
Ni
lo
a
This
r
R
Valle dei Re
Tebe
s o
o s
Alto Egitto
Nil
o
1a cateratta
LIMITE
DELL’ANTICO
REGNO
2 a cateratta
lo spazio
EPOCA
3000-1000 a.C. circa
LIMITE DEL MEDIO
REGNO
3a cateratta
AREA
Il corso del fiume Nilo
LIMITE DEL NUOVO
REGNO
4a cateratta
5a cateratta
TEMA
La distribuzione delle principali materie prime
Nubia
Zona irrigata
Piramidi
Rame
Vie carovaniere
Capitali
Oro
Legno
digit
Avorio
atlante
il tempo
2400 a.C.
Indebolimento del
potere centrale
3100 a.C.
Unificazone
dell’Egitto
52
1700 a.C. Invasione degli
hyksos nel Basso Egitto
2000 a.C.
Rafforzamento del
potere del faraone e
inizio del Medio Regno
2000 a.C.
Espansione
verso Nubia e
Siria
1350 a.C. Riforma
politica e religiosa di
Echnaton. Restaurazione
di Tutankhamon
1600 a.C.
Cacciata degli hyksos
e inizio
del Nuovo Regno
525-402 a.C. Prima
dominazione persiana
1200 a.C. Ramses III respinge
i «popoli del mare»
1284 a.C. ca.
Battaglia di Qadesh
e trattato di pace
con gli hittiti
670-664 a.C.
Invasione assira
e saccheggio
di Tebe
332 a.C. I persiani
consegnano l’Egitto
ad Alessandro Magno
402-332 a.C.
Seconda dominazione persiana
i fatti
Il Nilo, ricchezza dell’Egitto La civiltà egizia, come quella mesopotamica, si
sviluppa attorno a un grande fiume. Le piene del Nilo, regolari e meno violente
di quelle dei fiumi mesopotamici, inondano i campi di limo, che rende il terreno
estremamente fertile. Campi, villaggi e città si formano lungo il corso di questo
fiume. Attorno al 3100 a.C., con l’unificazione politica dei due regni che si erano consolidati lungo il Nilo e la conseguente fondazione di This e poi di Menfi,
ha inizio la storia egizia.
Il faraone, la burocrazia, la politica militarista Il paese è governato da un
faraone, sovrano cui sono tributati onori divini; un’efficiente burocrazia e una
politica militaristica assicurano un rapido rafforzamento dello stato, che giunge
a imporre tributi alle popolazioni del Sinai, della Libia e della Nubia. È un’epoca di grande ricchezza, che si concretizza in raffinate opere d’arte, edifici monumentali e piramidi.
Scriba.
La Sfinge di Gizah.
Invasione e rinascita Un’invasione di popolazioni nomadi provenienti dall’Asia
e ben organizzate militarmente pone fine a quest’epoca: la dominazione degli hyksos sul nord del paese dura circa un secolo, fino a quando i principi
dell’Alto Egitto non riescono a riprendere il controllo, dando inizio al cosiddetto Nuovo Regno. La nuova capitale è Tebe. È un’epoca di grande splendore, in cui si sviluppano anche i commerci con le regioni vicine, Mesopotamia,
Creta e mar Egeo.
La riforma politica e religiosa di Echnaton Attorno al 1350 a.C., per contrastare il crescente potere dei sacerdoti di Ammone, il faraone Echnaton impone una violenta riforma politica e religiosa: introduce il culto monoteistico
del disco solare Aton, requisisce le proprietà dei templi e fonda una nuova capitale, Achetaton, per cercare di emarginare il potente clero tebano. Una politica pacifista indebolisce però il paese a vantaggio degli hittiti, che estendono
la loro influenza sulla Siria. Già però il faraone successivo, Tutankhamon, ristabilisce il culto di Ammone, restituendo ricchezze e potere alla classe sacerdotale e all’aristocrazia.
Le grandi battaglie Con Ramses II e Ramses III l’Egitto raggiunge uno straordinario splendore artistico, sostenuto dalle ricchezze provenienti da una vincente
politica militare. Dopo la battaglia di Qadesh viene stabilito un trattato di non
aggressione con gli hittiti, che divide le ricche coste di Siria e Palestina in due
distinte sfere d’influenza; vengono poi respinti i «popoli del mare», artefici della
caduta dell’impero hittita.
Il faraone Tutankhamon.
Dominazioni straniere e resistenza culturale Segue un periodo di crisi con
dinastie di origine straniera. Nel 671 a.C. gli assiri riescono a invadere il paese
e a dominarlo per alcuni anni. Nel 525 a.C. sono invece i persiani a impadronirsi dell’Egitto per circa un secolo. Seguirà una seconda dominazione persiana, che si concluderà con la conquista greca dell’Egitto da parte di Alessandro
Magno e l’inizio di una dinastia greca che governerà il paese sino alla conquista romana. Nonostante le molteplici invasioni, l’Egitto riesce però a mantenere
una forte identità culturale e artistica, che costituisce una delle principali cause
del profondo fascino che questa civiltà continua a esercitare.
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
53
N
le fonti
scritte
EPOCA
1863 a.C.
AUTORE
Sesostri III, Medio
Regno, XII dinastia
(1878-1841 a.C.)
TITOLO
Stele di frontiera
DESTINATARIO
Chiunque si avvicini
al confine; i nemici
LINGUA
Antico egizio
elle società antiche, di solito basate sulla produzione agricola, la difesa dei
confini è un compito fondamentale per il mantenimento dell’integrità del
territorio e delle sue risorse. Il testo che segue è un’iscrizione su una stele
di frontiera di Semna, sul confine meridionale dell’Egitto. È il faraone che parla
in prima persona.
Io sono un re che dice e che fa. Ciò che il mio cuore pensa è fatto per mia mano. Ardente nel conquistare, potente nell’attaccare, non è indolente di parola nel
suo cuore. Sono uno che si preoccupa dei clienti, che veglia sul docile, ma che
aggredisce l’aggressore, che è silenzioso quando si è silenziosi, che risponde a
una parola secondo ciò che implica: perché un uomo che è silenzioso dopo che
è stato assalito incoraggia il cuore degli avversari. Essere coraggiosi è essere
aggressivi ed è da vili ritrarsi. È un vile chi recede dal proprio confine, perché il
nubiano obbedisce appena le labbra sono aperte. […] Indietreggiare è la sua via
verso chi lo aggredisce. Non è gente coraggiosa. Sono dei miserabili dal cuore
spezzato. Lo ha visto sua Maestà stessa, non sono menzogne.
L’iscrizione in prima persona è riconducibile a concezioni di tipo magico: la stele
di confine si configura come un essere parlante che difende il territorio e minaccia gli eventuali invasori. Il testo è di grande interesse: il faraone, secondo una tipica ideologia della sovranità, si presenta come difensore e vendicatore dei deboli,
concetto che permette di giustificare la guerra come atto di giustizia. Ma l’aspetto
maggiormente messo in evidenza è una vera e propria etica del coraggio, ispirata a
un’ideologia patriottica: bisogna essere ardenti nella conquista e reagire alle provocazioni; recedere dai confini è un atto di viltà. D’altra parte il nemico, in questo
caso le popolazioni nere della Nubia, viene presentato come vile e miserabile per
natura: la difesa del territorio implica anche un’ideologia etnocentrica. In Egitto la
difesa dei confini, spesso molto lontani dal centro amministrativo del paese, rende
necessaria la formazione di una struttura efficiente e ben organizzata controllata da
scribi militari. Una buona rete di posti di approvvigionamento permette alle truppe
di rifornirsi facilmente e di addentrarsi anche in zone desertiche per sorvegliare le
rotte carovaniere, generalmente pattugliate da contingenti mercenari di nubiani.
Prigionieri di tribú ribelli del
sud della Nubia, durante il
regno di Tutankhamon.
54
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
L
i documenti
iconografici
EPOCA
1300-1200 a.C.
PROVENIENZA
Vicinanze di Tebe
SOGGETTO
Il defunto ara i campi
dell’aldilà
e vivaci pitture che decorano le tombe egizie ci hanno permesso di conoscere molti aspetti della vita quotidiana e sociale. Sennedjem è un artigiano
che lavora nella necropoli reale di Tebe: vive in un villaggio di operai addetti alla necropoli situato nelle vicinanze di quest’ultima. La sua tomba, ai margini del villaggio, è un interessante esempio del prestigio sociale e della ricchezza
che alcuni artigiani riescono a raggiungere con il loro lavoro. L’artigiano defunto
non è alle dipendenze del re, ma diventa servo del dio del quale il faraone è l’incarnazione terrestre: anche nell’aldilà si mantengono gli stessi equilibri gerarchici.
Queste immagini di lavoro nei campi e le raffigurazioni di schiavi al lavoro (ricorrono spesso scene di zappatura, semina, mietitura, vendemmia e pigiatura dell’uva)
hanno diverse funzioni. Da un lato costituiscono, almeno nelle tombe di faraoni
e dignitari, un’esaltazione delle ricchezze del defunto, dall’altro hanno uno scopo
magico-rituale, sostitutivo di offerte in natura: la raffigurazione di scene di produzione di cibo, lavoro artigianale o costruzione rappresentano i beni di cui il defunto godrà nella vita ultraterrena.
In questa immagine, secondo un modulo ricorrente
nell’arte egizia, è raffigurato lo stesso defunto:
Sennedjem, con un aratro trainato da due giovenche,
ara i Campi di Ialu, il regno di Osiride nell’aldilà.
Capitolo 3 - La civiltà egizia
55
BUROCRAZIA
i concetti
chiave
parole
del
cittadino
Burocrazia
L
a burocrazia è l’insieme dei funzionari, i burocrati, che, seguendo le direttive del potere politico, si occupano di amministrare lo stato. Il termine «burocrazia», dal francese bureau, «ufficio», e dal greco kratos, «potere», è stato
coniato in Francia nel secolo XVIII. In forma embrionale una classe di funzionari è già
presente nelle città-stato mesopotamiche. Questi funzionari, al servizio di sovrani e
sacerdoti, vivono in una situazione di semiservitú in templi e palazzi, dove di solito
vengono anche formati (devono infatti saper leggere e scrivere, conoscere i sistemi
di calcolo, misura e notazione numerica). Hanno il compito di registrare entrate e
uscite, annotando l’entità dei tributi e delle offerte; le riserve alimentari presenti nei
magazzini; le spese per l’esercito, gli operai e gli artigiani; gli acquisti di derrate alimentari o di armi; i costi di costruzione o restauro di templi, palazzi e canali. Si forma gradualmente una classe di specialisti della scrittura che, per conto dello stato,
registra le leggi e amministra la giustizia e, per conto dei privati, le interpreta o cura
le azioni giudiziarie. Con la formazione di grandi regni anche la burocrazia si specializza nelle molteplici attività richieste dall’amministrazione di stati complessi, diventando una classe piú ampia e di maggior prestigio sociale: si occupa delle relazioni
amministrative e giuridiche con gli stati o le città tributarie, di eserciti mercenari e
flotte dislocate in regioni lontane e dell’organizzazione di trasporti efficienti per la
circolazione di ordini e lettere.
TEOCRAZIA
È
un modo di concepire l’autorità e amministrare il potere tipico di molte società antiche in cui la politica non è chiaramente distinta dalla religione:
il sovrano è l’unico interprete della volontà divina o addirittura un dio in
Terra. La sacralizzazione della sua figura legittima l’esercizio del potere da parte
sua. Di solito questa concezione è accompagnata e sorretta da un complesso apparato simbolico: si formano miti che attestano l’immortalità del re e le sue capacità magiche e curative; si attestano culti del sovrano, del suo corpo o degli oggetti
da lui toccati; vengono costruiti monumenti particolarmente sontuosi o imponenti
destinati al sovrano o al suo cadavere. Dal punto di vista politico di solito la teocrazia, o «governo del dio», si pone come una forma di governo autocratica e centralistica, che limita il potere degli aristocratici e controlla direttamente l’esercito
e la burocrazia, ma in cui la classe sacerdotale finisce per assumere un rilievo e
un’influenza particolari.
prima di
andare avanti
1. Come descriveresti l’ambiente geografico e climatico in cui si sviluppa la civiltà egizia?
2. Quali sono i limiti cronologici entro i quali si sviluppa la storia dell’Egitto come stato indipendente?
3. Quale concezione hanno gli antichi egizi del proprio sovrano, il faraone?
4. Su quali regioni si estende il potere dei faraoni nel momento del massimo splendore dello
stato egizio?
5. Quali funzioni svolge la complessa ed efficiente macchina burocratica dello stato egizio?
6. Intorno al 1000 a.C. inizia per l’Egitto un periodo di decadenza. Quali popoli ne approfittano?
7. Chi pone definitivamente fine alla storia dell’Egitto indipendente?
■
56
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
1. Il dono del Nilo
L’antico Egitto: una striscia di terra fertile in mezzo al deserto «L’Egitto –
scrive lo storico greco Erodoto – è un dono del Nilo». Senza questo fiume infatti
la vita nella regione sarebbe stata impossibile. Sorgendo dai grandi laghi dell’Africa centrale, il Nilo, il fiume piú lungo del mondo, attraversa durante la sua corsa
gli altipiani dell’Etiopia, dove riceve il contributo di altri grandi corsi d’acqua, e
dopo una serie di cascate, le cosiddette «cateratte», sfocia nel Mediterraneo con un
immenso delta. Il Nilo traccia il suo solco, sottile come una lama, aprendosi la via
in un deserto sabbioso che lo assedia dalle due parti. La presenza del fiume consente un insediamento umano lungo le due ristrette fasce di terra che costeggiano
le sue rive: poco piú di sei chilometri per ogni lato nel punto piú largo, meno di
un chilometro in quello piú stretto. Oltre questo nastro di terra coltivabile c’è il
deserto, che gli antichi egizi chiamavano «terra rossa» (ossia sabbiosa) in antitesi
con la «terra nera» (vale a dire fertile) da cui essi traevano alimento.
La vita economica e sociale dell’Egitto dipende dal Nilo Nell’antichità la
vita della regione dipendeva completamente dal Nilo. Il fiume era navigabile in
entrambe le direzioni: dalla foce sino ai confini del paese. Esso era perciò la
grande via di comunicazione che consentiva di collegare facilmente luoghi
distanti centinaia di chilometri: tutte le città egizie dovevano dunque sorgere
lungo le rive del fiume e questo contribuí a determinare una certa uniformità
sia urbanistica sia culturale.
Una fiorente agricoltura favorita dalle piene regolari del Nilo Dalle
piene del Nilo dipendeva l’approvvigionamento agricolo del paese. Infatti, al
contrario dei fiumi mesopotamici, le cui piene erano violente e distruttive, il
Nilo aveva un regime assolutamente regolare. Ogni anno, intorno alla fine di
maggio, il fiume cresceva, ingrossato dalle piogge equatoriali, straripava oltre gli
argini e depositava sulla terra uno strato di limo che la rendeva fertile. Durante
le piene, come scrive Erodoto, «le città egizie sorgevano dall’acqua con le loro
mura, come se fossero isole, e gli egizi andavano in barca attraverso la pianura»;
poi, quando il fiume si era ritirato, i contadini potevano facilmente procedere
alla semina e alla coltivazione: favorite dalle condizioni climatiche, le campagne
producevano un raccolto abbondante e la terra non si esauriva poiché veniva
ogni volta fertilizzata dalla successiva alluvione stagionale.
Il Nilo con le sue piene rende
fertili le terre che attraversa.
Le antiche popolazioni locali
seppero sfruttare questa
caratteristica per dare vita a
un’intensa attività agricola.
Capitolo 3 - La civiltà egizia
57
filosofo» e forse un po’ visionario, che fondò una religione monoteista, sostituendo gli dèi tradizionali dell’Egitto con il culto di Aton (ossia il disco solare).
Oltre a motivazioni teologiche, prodotte da una cultura di grande raffinatezza
che non si appagava della religione tradizionale, il culto fondato da Amenofi IV
traeva origine dal progetto della corte faraonica di contrastare l’influenza della
classe sacerdotale, che stava diventando sempre piú invadente e minacciava di
indebolire l’autorità del faraone.
Il regno di Amenofi vide
dunque un conflitto tra potere regale e sacerdotale, che in un primo momento
sembrò favorire il faraone. Egli mutò il nome in quello di Echnaton, «amato da
Aton», soppresse il culto di Ammone e di tutte le altre divinità, confiscandone le
proprietà; per sottolineare il distacco dal passato fondò piú a nord una nuova
capitale, Achetaton, presso l’odierno villaggio di Tell el-Amarna. Decisa fu la
reazione dei sacerdoti di Ammone e della classe aristocratica, che vedevano
minacciati i propri privilegi, cosicché dopo la morte prematura di AmenofiEchnaton il suo esperimento naufragò. Suo successore fu il giovane Tutankhamon,
l’unico faraone di cui si sia trovata intatta la tomba; egli riportò la capitale a Tebe
e ristabilí il culto di Ammone, restituendo il potere alla classe sacerdotale. Il suo
stesso nome, che in origine era Tutankh-Aton, divenne appunto Tutankh-Amon,
che significa «immagine vivente di Amon».
Lo scontro con la potente classe sacerdotale
Amenofi IV fece collocare,
davanti alle colonne della corte,
statue che lo raffiguravano
in piedi con le insegne della
regalità: barba posticcia,
corona, cobra divino, scettro.
voci dal
passato
Tutankhamon
Echnaton perseguí una politica pacifista, con un netto mutamento di rotta rispetto all’imperialismo dell’epoca precedente: grazie a lui le spese militari vennero ridotte e si
rinunciò a intervenire fuori dell’Egitto. Ma questa politica ebbe purtroppo conseguenze deleterie, poiché coincise con l’espansionismo della nascente potenza
degli hittiti, i quali poterono senza sforzo impadronirsi di buona parte della Siria.
La lotta ebbe il suo momento decisivo sotto Ramses II, che regnò dal 1298 al
1235 a.C.: egli guidò personalmente una serie di campagne in Siria, culminate
nella battaglia di Qadesh, che terminò con esito incerto (vedi cap. 2.5, pp. 41-42).
La guerra contro gli hittiti e la spartizione dell’Oriente
EPOCA
Nello schema, la
periodizzazione della storia
egizia. Tra l’Antico e il Medio
e tra quest’ultimo e il Nuovo
Regno si collocano i periodi
«intermedi», caratterizzati da
crisi sociali e disordini.
70
ANNI
AVVENIMENTI
Epoca
predinastica
4500-3100 a.C.
Lungo il fiume Nilo si hanno i primi insediamenti agricoli.
Vari principati locali si trasformano in organismi politici piú complessi.
Intorno al 3500 a.C. si costituiscono i due distretti dell’Alto Egitto e del Basso Egitto.
Epoca arcaica
3100-2600 a.C.
Il primo faraone, Menes, unifica i due distinti regni, l’Alto e il Basso Egitto, e s’insedia
nella città di This.
Antico Regno
2600-2200 a.C.
Prime spedizioni militari in Libia e in Nubia; costruzione delle piramidi di Zoser e di
Gizah. Nel 2400 a.C., alla fine della V dinastia, il potere statale va indebolendosi, sino
alla perdita dell’unità politica.
Medio Regno
2052-1786 a.C.
L’unità del regno è ricostituita e le strutture dello stato centralizzato consolidate.
Espansione del dominio egiziano in Nubia, Siria e Palestina.
Intorno al 1700 a.C., gli hyksos, una popolazione asiatica, invadono il regno e fondano
una nuova capitale nella regione del delta.
Nuovo Regno
1567-1075 a.C.
Grazie al re di Tebe Kamose e, successivamente, al faraone Ahmose, l’Egitto è
nuovamente riunificato. Con Tutmosi III la civiltà egiziana conosce la massima
espansione e il periodo piú glorioso della sua storia.
Amenofi IV cerca di imporre il culto monoteista di Aton e trasferisce la capitale nel
nord del regno, ma il successore, Tutankhamon, ristabilisce il culto di Ammone e
riporta la capitale a Tebe.
Sotto Ramses II, si ha lo scontro militare con gli hittiti che culmina con la battaglia di
Qadesh (1284 a.C. ca.)
Intorno al 1100 a.C. gli egiziani devono affrontare l’espansione dei «popoli del mare».
Dopo il 1000 a.C. il potere centrale si indebolisce e ha inizio una lenta decadenza.
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
STORIA • LETTERATURA
La letteratura
egiziana
P
iú di duemila anni di abitudine alla lettura e
alla scrittura produssero in Egitto una letteratura di alto livello, che ci è in parte nota grazie
a papiri e iscrizioni tombali. Le prime manifestazioni,
che risalgono all’Antico Regno, furono formule magiche
e scongiuri incisi sulle pareti delle tombe e delle piramidi; uno dei testi piú importanti, ampliatosi nel corso dei
secoli con successive aggiunte, fu il Libro dei morti: una
raccolta di massime sapienziali, inni religiosi, esortazioni.
Il primo autore che ci sia noto è Imhotep, che fu anche,
secondo la tradizione, il costruttore della prima piramide e l’inventore, per cosí dire, della letteratura egiziana.
Il carattere religioso di molte opere letterarie (che erano destinate alla recitazione nel corso delle pubbliche
cerimonie) si mantenne anche in seguito; al faraone
Echnaton, per esempio, è attribuito un Inno al Sole
di notevole valore letterario.
Tra le opere di narrativa, destinate ad allietare le giornate dei nobili, immensa fortuna ebbe in particolare
un romanzo, Le avventure di Sinuhe (composto durante il Medio Regno), che può essere considerato un
prototipo dei racconti d’avventura; esso narra la fuga
del protagonista dall’Egitto, i suoi viaggi in Siria e le
successive peripezie in altre terre straniere.
Esiste anche una letteratura civile e politica: canti della guerra di liberazione contro gli hyksos, un poema
sulla celebre battaglia di Qadesh, altri che descrivono
l’infelice situazione durante la crisi dell’Antico Regno.
Nella letteratura egiziana del Nuovo Regno è rappresentato anche il genere della poesia amorosa, contenuta in una serie di raccolte che presentano testi di
grande freschezza, ricchi di personaggi e situazioni
delicatamente tratteggiati.
Eccone alcuni esempi. Una fanciulla impaziente di
correre dal suo innamorato: «Il mio cuore si è ricordato del tuo amore e metà della mia chioma era intrecciata. Venni di corsa a cercarti e lasciai a mezzo
la pettinatura»; un’altra dimentica le sue occupazioni
per amore: «Il tuo amore che mi respinge non lo posso
lasciare. Io toglierò le mie reti: ma che dirò alla madre a cui ogni giorno porto la mia preda di caccia?
Oggi non ho gettato le mie reti perché il tuo amore
mi ha preso»; altre poesie descrivono invece le bellezze dell’innamorata: «Il melograno dice: i miei chicchi
sono simili ai suoi denti. Il mio frutto ai suoi seni. Io
sono il meglio del giardino perché duro tutte le stagioni». In particolare, tra i numerosi papiri che il deserto egiziano ci ha restituito, uno contiene il cosiddetto
Canto dell’Arpista del re Antef, poema intriso di un
senso di profonda malinconia. Il testo risale al «primo
periodo intermedio» ed esprime il disorientamento di
un’epoca che vede il crollo del potere centrale.
Vediamone alcuni versi:
«Periscono le generazioni e passano,
altre stanno al loro posto dal tempo degli antenati:
i re che esistettero un tempo riposano nelle loro piramidi,
sono seppelliti nelle loro tombe
i nobili e i glorificati egualmente.
Quelli che hanno costruito edifici,
di cui le sedi piú non esistono, cosa è avvenuto di loro?
Nessuno viene di là, che ci dica la loro condizione,
[che riferisca i loro bisogni,
che tranquillizzi il nostro cuore, finché non giungiamo
[a quel luogo
dove loro sono andati».
A questo punto i due imperi, esausti, stipularono (attorno al 1284 a.C.) un patto
di non aggressione che divise l’Oriente in due sfere d’influenza ben distinte. Ebbe cosí inizio un periodo di straordinario splendore artistico e culturale, che si
potrasse per tutto il lungo regno di Ramses II (la cui mummia è tuttora conservata al Museo egizio del Cairo). Questo sovrano è quindi passato alla storia come
munifico costruttore di palazzi, di templi e di splendide opere d’arte.
Ma la grandezza dell’Egitto stava volgendo al termine. Attorno al 1200 a.C. il bacino del Mediterraneo
orientale fu sconvolto da un’ondata di invasori, i cosiddetti «popoli del mare»,
che si presentarono minacciosamente alle porte dello stesso Egitto. Qui, l’ultimo
grande faraone del Nuovo Regno, Ramses III, li affrontò in una serie di sanguinose battaglie terrestri e navali: le sue vittorie (nel 1186 a.C.) furono di importanza vitale per il suo paese, poiché evitarono il crollo che aveva travolto altri
grandi regni (come l’hittita e il miceneo, vedi cap. 2.5, p. 42 e cap. 5.3, p. 109).
Tuttavia lo stato egizio uscí indebolito da questo difficile periodo e non riuscí
piú a risollevarsi. Le cause del declino furono molteplici: il potere dei sacerdoti di Ammone divenne predominante mentre quello del faraone s’indeboliva in
pari grado. A tutto ciò si aggiunse la perdita completa dei possedimenti asiatici.
Nello stesso tempo altri popoli stavano ormai premendo alle porte dell’Egitto:
Il declino dell’impero e la fine del Nuovo Regno
Maschera funeraria
di Tutankhamon, in legno
ricoperto d’oro, che poggiava
direttamente sul volto
del faraone.
Capitolo 3 - La civiltà egizia
71
in particolare, gli assiri. I successori di Ramses III si chiamarono tutti invariabilmente Ramses (dal IV all’XI) e regnarono per pochi anni ciascuno. I faraoni
non riuscivano nemmeno piú a proteggere dai saccheggi le tombe della Valle dei
Re, al punto che i sacerdoti di Ammone decisero un piano di emergenza per
salvare le mummie reali: con l’aiuto di funzionari rimasti fedeli, essi radunarono i sarcofagi dei grandi faraoni del passato in una grotta nascosta, dove rimasero indisturbati, sino a quando, nel secolo scorso, furono casualmente scoperti.
7. Il crepuscolo dell’Egitto dopo il 1000 a.C.
Dopo il 1000 a.C.
l’Egitto, pur mantenendosi indipendente, cessa di essere una grande potenza.
Indicativo del crollo del suo prestigio è il rapporto (conservato su un papiro) inviato a corte da un ufficiale egizio di nome Unamon, mandato in Siria a cercare
legname per la barca sacra di Ammone: i principi locali si rifiutano di offrire il
legname come tributo e Unamon è costretto a pagare la merce. I tempi erano decisamente cambiati: i suoi interlocutori erano i discendenti di quei principi siriani
che, poco piú di un secolo prima, scrivevano al sovrano d’Egitto dicendo che «si
prostravano sette e sette volte ai suoi piedi» e che erano «la polvere su cui egli
camminava». Iniziò cosí una lenta decadenza che avrebbe tolto agli egizi la libertà.
Verso il 900 a.C. il regno passò nelle mani di una dinastia libica; piú tardi, gli assiri, che attorno al 670 a.C. riuscirono a saccheggiare Tebe e a occupare l’Egitto
(vedi cap. 2.6, p. 44), avrebbero detto che l’Egitto era solo «una canna spezzata».
La decadenza e la sottomissione a opera degli assiri
Accesso alla camera
del sarcofago del faraone
Ramses IV: sull’architrave
il disco solare alato.
Dopo pochi anni, tuttavia, l’Egitto poté riconquistare la propria indipendenza. Il potere fu preso da un principe locale, già
vassallo dell’Assiria, il cui nome era Psammetico, fondatore della XXVI dinastia;
egli riunificò rapidamente il paese e trasferí la capitale a Sais, nel delta del Nilo.
Questo periodo (periodo saitico, 664-525 a.C.) fu l’ultimo di prosperità del
regno egizio; Psammetico e i suoi successori ripristinarono il culto faraonico,
L’effimera rinascita saitica
I popoli del mare invadono
il Vicino Oriente e attaccano l’Egitto
L’Egitto perde
i suoi possedimenti
asiatici
Ai confini dell’Egitto
si afferma la temibile
potenza degli assiri
Si interrompono
i normali rapporti
commerciali con
il Vicino Oriente
L’Egitto esce fiaccato
dallo scontro con i
popoli del mare
I successori di
Ramses III regnano per pochi
anni ciascuno: discontinuità
del potere centrale
Il prestigio
internazionale
dell’Egitto
diminuisce
Cresce l’influenza politica
della casta sacerdotale
L’autorità centrale del
faraone s’indebolisce
Progressiva decadenza dell’Egitto (gli assiri
lo definiscono «una canna spezzata»)
Lo schema visualizza le cause
prossime e remote
della decadenza dell’Egitto
dopo il 1000 a.C.
72
Nel 670 a.C. gli assiri sottomettono l’Egitto
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
provvidero a restaurare i monumenti che ricordavano al popolo le glorie della
loro civiltà e, accentuando i tratti conservatori della società, manifestarono
l’inequivocabile volontà di ricollegarsi al periodo aureo del regno egizio, facendo leva sul rinnovato patriottismo del popolo.
audio
sintesi
Sottomissione a opera dei persiani e definitivo tramonto dell’Egitto Nel
nuovo sistema politico internazionale, però, l’Egitto non poteva aspirare a un
ruolo di «superpotenza», com’era avvenuto all’epoca di Ramses II. La prima preoccupazione dei re saiti fu quella di garantire la sicurezza del paese: essi organizzarono perciò un sistema di fortificazioni verso oriente che sbarrasse la via
alle invasioni provenienti dall’Asia, da dove potevano giungere i pericoli maggiori. Nel campo trincerato di Pelusio, alle foci del Nilo, concentrarono il meglio del
loro esercito, il cui nerbo era ormai costituito da mercenari greci. Ma nel 525
a.C. i persiani abbatterono definitivamente il regno egizio, riducendo la regione
a una semplice provincia del loro impero. Cosí ebbe fine l’antica storia egizia,
dopo un arco di tempo straordinariamente lungo e glorioso: circa 2500 anni.
lo schema
dei contenuti
Il sovrano egiziano,
il faraone, è considerato una
divinità
CAPITOLO
La civiltà egizia
si sviluppa lungo
il corso del Nilo
3
L’amministrazione pubblica
è in mano agli scribi, funzionari della
complessa burocrazia statale
La casta sacerdotale
custodisce il sapere
e detiene un grande potere
politico
In origine
gli egizi veneravano
animali-totem
La religione egizia
è multiforme e stratificata
Durante l’Antico
Regno i faraoni
costruiscono
le piramidi
La principale
divinità egizia è
Ammone-Ra,
il sole
Intorno al 3000 a.C. l’Egitto si
unifica politicamente
(Antico Regno)
Durante il Medio Regno l’Egitto
raggiunge il suo apogeo
Con il Nuovo Regno l’Egitto
diventa un vasto impero e
sottomette Palestina
e Mesopotamia
Nel secolo VI a.C.
i persiani cancellano
l’indipendenza
dell’Egitto
Capitolo 3 - La civiltà egizia
Dopo il 1000 a.C. inizia
il declino dell’Egitto
73
e
verifiche
test
Tempo
1
à Individua la periodizzazione essenziale della storia dell’Antico Egitto, distinguendo i limiti
cronologici dei tre regni, della dominazione assira, della rinascita saitica.
Spazio
2
à Metti a confronto le cartine della Mesopotamia e dell’Egitto (rispettivamente a p. 26 e a
p. 52). Quali elementi geografici hanno in comune i due territori?
Selezionare
e schematizzare
3
à Indica con una crocetta se le seguenti affermazioni sono vere o false.
VERO FALSO
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Il faraone è un dio.
Il faraone è il rappresentante del dio sulla Terra.
La successione al trono si basa sul principio della legittimità.
La terra e i sudditi egizi sono un privato possesso del sovrano.
Il visir è un sacerdote al servizio del faraone.
Il visir è un funzionario responsabile dell’apparato amministrativo.
4
à Costruisci una tabella che riepiloghi le tre epoche della civiltà egizia, considerando i
seguenti indicatori: durata, estensione territoriale, sovrani, capitali, vicende militari.
5
à Indica con una crocetta la risposta giusta per ogni quesito. Una sola è corretta.
1. Quali sono le prerogative della casta sacerdotale in Egitto?
a.
b.
c.
d.
I sacerdoti sono i custodi del sapere religioso e controllano ogni aspetto della vita
politica.
I sacerdoti custodiscono i possedimenti reali e hanno il monopolio dell’istruzione.
I sacerdoti sono i custodi del sapere e dei costumi tradizionali, amministrano grandi
proprietà terriere ed esercitano una grande influenza sulla vita politica.
I sacerdoti celebrano i riti e custodiscono il sapere. Il sommo sacerdote inoltre ricopre
il ruolo di consigliere e di primo ministro del faraone.
2. Qual è il piú antico strato della multiforme religiosità egizia?
a.
b.
c.
d.
Il culto di divinità zoomorfe.
Il culto delle divinità zoomorfe, la principale delle quali è Ra.
Il culto degli eroi-cacciatori rappresentati in forma di animali.
Il culto di Ra, il sole.
3. Quali sono le principali direttrici dell’espansionismo egizio?
a.
b.
c.
d.
Verso sud (Nubia) e verso ovest (Libia).
Verso ovest (Libia) e verso est (Sinai, Palestina).
Verso sud (Nubia) e verso est (Libia, Sinai, Palestina).
Verso sud (Nubia) e verso est (Sinai, Palestina, Siria).
4. Qual è l’esito della battaglia di Qadesh?
a.
b.
c.
d.
74
Il faraone è sconfitto e l’Egitto perde il controllo dei territori asiatici.
L’Egitto trionfa sugli hittiti e ottiene il controllo della Siria.
La battaglia ha esito incerto, ma l’Egitto ne esce indebolito e perde il controllo dei
territori asiatici.
La battaglia ha esito incerto e in seguito gli imperi egizio e hittita giungono a un
accordo sulle rispettive sfere d’influenza nel Vicino Oriente.
Sezione 1 - La preistoria e le civiltà dell’antico Oriente
verifiche
Soggetti
6
e rapporti causali
à Completa la tabella relativa alle classi sociali egizie.
CLASSE
CARATTERISTICHE
scribi
grande importanza religiosa, politica e culturale, garanzia del mantenimento dell’identità nazionale, depositari del sapere magico e scientifico
militari
contadini
schiavi
7
svolgono le loro attività manuali alle dipendenze del faraone
à Rispondi alle seguenti domande (max 3-6 righe).
Qual è la funzione politica delle piramidi?
Quali fattori favoriscono la conservazione dell’originale identità culturale dell’Egitto?
Quali sono le motivazioni politiche della riforma religiosa di Amenofi IV?
Per quali motivi durante il Nuovo Regno il culto di Osiride diviene piú «democratico» e l’immortalità non viene piú concepita come prerogativa esclusiva del faraone?
Quali sono i principali fattori che determinano il declino dell’Egitto dopo il regno di Ramses II?
Lessico
8
à Aiutandoti con il testo e con il vocabolario elabora una sintetica definizione dei termini
seguenti.
stato centralizzato – teocrazia – principio di legittimità – burocrazia – casta
Confronti
Fonte scritta
9
à Che cosa legittima il potere regale presso i sumeri, gli hittiti e gli egizi?
10
à Confronta la concezione dell’oltretomba presso sumeri ed egizi utilizzando come fonti
l’epopea di Gilgamesh (vedi STORIA-LETTERATURA, p. 36) per i primi e le pitture tombali
per i secondi.
11
à Rispondi alle seguenti domande dopo aver analizzato il testo de LE FONTI SCRITTE (vedi p. 54).
Che ruolo rivendica per se stesso il faraone?
A chi si rivolge?
Quali caratteristiche morali si attribuisce?
In che modo descrive gli stranieri?
Che tipo di sentimenti ti pare che animino il faraone, nella considerazione di se stesso e
dell’intera civiltà egizia cui appartiene?
Documento
iconografico
12
à Rispondi alle seguenti domande dopo aver analizzato l’immagine de
GRAFICI (vedi p. 55).
I DOCUMENTI ICONO-
Quale ambiente decora la vivace pittura che vedi?
Chi è il personaggio raffigurato? Che lavoro svolge nella vita reale? Al servizio di chi?
A che scopo il committente del dipinto si è fatto ritrarre?
Qual è la condizione economica dell’artigiano egizio? Gli è riconosciuto un elevato prestigio
sociale?
Capitolo 3 - La civiltà egizia
75
2
La civiltà greca
Capitolo 6
La nascita della «polis»
Capitolo 5
Alle radici della civiltà greca
1200 a.C.
Placca d’oro dell’antica cultura
Chavin, in Perú
900 a.C.
850 a.C.
753 a.C.
Capitolo 7
Sparta e Atene
VII-VI secolo a.C.
Capitolo 11
Le origini di Roma
“
I GRECI RIESCONO A DAR VITA A UN MONDO NUOVO
E DIVERSO, DI STRAORDINARIA ORIGINALITÀ E
RAFFINATEZZA, E INTRODUCONO FORME DI VITA
ASSOCIATA, PRINCIPI E CONCETTI NEI QUALI L’OCCIDENTE
CONTINUA A RICONOSCERE LE SUE RADICI. I GRECI
RITENGONO CHE LE LORO COMUNITÀ – LE POLEIS –
DEBBANO ESSERE AUTONOME E INDIPENDENTI DA
OGNI INGERENZA DI UN POTERE SUPERIORE (COME PER
ESEMPIO QUELLO DEI GRANDI SOVRANI ORIENTALI).
COSÍ FACENDO, E DIFENDENDO QUESTA LORO
LIBERTÀ, ESSI PONGONO LE BASI DI QUELLA
FORMA DI GOVERNO CHE ANCOR OGGI, PROPRIO
”
CON UN TERMINE DI ORIGINE GRECA, CHIAMIAMO
«DEMOCRAZIA», VALE A DIRE «GOVERNO DEL POPOLO».
Capitolo 8
Il mondo comune dei greci
VI secolo a.C.
Capitolo 9
Le guerre persiane e l’età classica
V secolo a.C.
Statua degli olmechi, civiltà
mesoamericana dell’odierno
Messico centro-meridionale
IV secolo a.C.
Capitolo 10
Dalla crisi della «polis» all’ellenismo
323 a.C.
Le divinità etrusche Aplu,
Tinia e Turms raffigurate
su uno specchio d’argento
del secolo IV a.C.
CAPITOLO
digit
6
La nascita della «polis»
atlante
L
lo spazio
EPOCA
Secoli VIII-VI a.C.
AREA
Le coste del Mediterraneo
e del mar Nero
TEMA
L’espansione coloniale
greca
a mappa mostra lo straordinario sviluppo politico e coloniale della civiltà greca a partire dalla metà del secolo VIII a.C. Corinto, Megara, Calcide, Eretria e, in Asia Minore, Focea e Mileto, fondano colonie agricole e porti commerciali sulle coste del Mediterraneo. La colonia piú antica è Pithecusa (Ischia), fondata attorno al 770 a.C. In Italia
meridionale e in Sicilia, per la ricchezza delle terre e la posizione favorevole ai commerci,
il fenomeno della colonizzazione ha uno sviluppo particolare, dando origine alla cosiddetta «Magna Grecia», area di notevole fervore artistico e culturale. In Sicilia vengono fondate Siracusa (773 a.C.), Catania (729 a.C.), Megara Hyblaia, Leontini, Gela, Selinunte (627
a.C.), Camarina e Agrigento (580 a.C.). In Italia meridionale si sviluppano Posidonia (Paestum), Taranto (706 a.C.), unica colonia di Sparta, Metaponto, Sibari, Crotone e Reggio.
I focesi fondano numerose colonie in Occidente, tra cui Massalia (Marsiglia), Emporion ed
Elea. Massalia, divenuta rapidamente un centro importante, fonda nuove colonie e stazioni
commerciali, tra cui le attuali Nizza e Antibes. Naucrati, città-emporio fondata alla fine del
secolo VII a.C. sul delta del Nilo, sorge per iniziativa di un gruppo di commercianti provenienti in gran parte dalle città greche dell’Asia Minore. Attorno al 630 a.C. sulle coste della Sirte viene fondato dagli abitanti di Thera e Creta il porto di Cirene, avamposto greco in
un’area controllata dai fenici a est e dagli egizi a ovest.
il tempo
secolo VIII a.C.
Prende avvio il
fenomeno della
colonizzazone
850 a.C. circa
Rivoluzione agraria in
Grecia e origine delle poleis
120
733 a.C.
Corinto fonda in Sicilia
la città di Siracusa
770 a.C.
Fondazione di Pithecusa
(Ischia)
627 a.C.
Fondazione di Selinunte
657 a.C.
Inizio della tirannide
dei Cipselidi a Corinto
580 a.C.
Fondazione di
Agrigento. Policrate
diventa tiranno
di Samo
secolo VII a.C.
Contrasti sociali nelle poleis e formazione
delle tirannidi. Inizio del primo periodo di
tirannide di Pisistrato ad Atene
i fatti
La rivoluzione agraria e l’incremento demografico Nel corso del secolo
VIII a.C. si manifestano due importanti fenomeni strettamente correlati: lo sviluppo dell’agricoltura e un notevole incremento demografico. Questi due fattori
influiscono profondamente sulla struttura sociale ed economica del mondo greco.
Il problema della terra: tensioni tra aristocrazia e contadini Da un lato
si rafforza l’urbanizzazione, dall’altro cominciano a formarsi nelle campagne tensioni sociali tra le famiglie aristocratiche e i contadini per il possesso della terra.
Le famiglie aristocratiche sono infatti grandi proprietarie terriere e controllano
politicamente le città, mentre i contadini piú poveri hanno crescente bisogno di
terra e finiscono spesso, per l’impossibilità di pagare i propri debiti, per lavorare
nei campi degli aristocratici in una condizione servile.
Uomo che porta un vitello.
Pittura vascolare
con banchetto.
Una soluzione al problema: la colonizzazione di nuovi territori Prende cosí avvio un processo di colonizzazione di terre oltremare che costituirà per
molto tempo una valvola di sfogo per le tensioni sociali interne. Si tratta della
cosiddetta «seconda colonizzazione» (la prima è quella micenea, vedi cap. 5.3,
p. 108). Nelle città si va intanto sviluppando un nuovo ceto di artigiani e di mercanti, che ambiscono a partecipare alla vita politica.
Cultura oplitica e uguaglianza Lo sviluppo dell’agricoltura e la conseguente
diffusione di una piccola proprietà terriera accanto alle grandi proprietà aristocratiche non modificano solo gli equilibri sociali, ma influiscono profondamente
sull’assetto politico delle città che si stanno sviluppando. La difesa del nuovo
e piú ampio territorio coltivato non può piú essere affidata alle sole famiglie
aristocratiche; inoltre è piú vasta la classe di coloro che hanno interesse a difendere i raccolti e la terra. La comunità si organizza cosí per difendere collettivamente le terre: gli opliti, i cittadini-contadini in armi, combattono fianco a
fianco e la salvezza dei singoli dipende dalla solidarietà del gruppo. La nuova
cultura oplitica ha profonde conseguenze: da un lato si sviluppa una mentalità egualitaristica, che contribuisce a rafforzare le città, dall’altro il potere degli aristocratici, non piú arbitri della difesa di città e campagna, viene notevolmente ridimensionato.
Una nuova organizzazione del potere Le famiglie aristocratiche devono
cosí cedere parte del proprio potere sulle città e accettare costituzioni che prevedono la partecipazione politica di una piú ampia parte della comunità. Si
stabiliscono cosí leggi scritte e magistrature elettive o per sorteggio che garantiscono i nuovi equilibri. Il nuovo assetto politico piú egualitario rafforza
il sistema politico e permette lo sviluppo economico della polis, ormai vera e
propria città-stato.
Moneta ateniese.
Sezione 2 - La civiltà greca
Tirannidi e sviluppo mercantile I cambiamenti costituzionali finiscono però
per scontentare tanto la vecchia aristocrazia terriera quanto gli artigiani, i mercanti e i cittadini piú poveri. In questa situazione di instabilità, tra i secoli VII e
VI a.C. si instaurano in alcune città (tra le quali anche molte colonie) dei regimi
tirannici, che, sostenendo soprattutto i ceti non proprietari di terre, favoriscono
notevolmente lo sviluppo mercantile e artigianale. D’altra parte le nuove colonie,
consentendo la formazione di una rete di traffici estesa a tutto il Mediterraneo,
danno ulteriore impulso alle attività produttive e commerciali.
121
Il provvedimento piú importante di Solone, tuttavia, fu il riordino della società sulla base
del censo, che diede vita a una timocrazia (costituzione fondata sulla ricchezza).
A questo scopo, egli divise la cittadinanza in quattro classi sulla base del reddito
agrario: i pentacosiomedimni (coloro che producevano almeno 500 medimni di
cereali o l’equivalente in altri beni agricoli); i cavalieri (300 medimni); gli zeugiti (200 medimni); i tetí (coloro che non possedevano terra o producevano meno di 200 medimni). Il principio di base del nuovo sistema era che il godimento dei diritti politici dipendeva dal patrimonio, non dalla nascita. Coloro le cui
terre producevano di piú erano obbligati a contribuire in maggiore misura alle
necessità dello stato, ma in cambio avevano un maggior peso nella vita politica.
La nuova costituzione, dunque, non concedeva a tutti uguali diritti: le classi che
traevano i propri redditi dai commerci e in generale quelle meno abbienti rimasero escluse dalla partecipazione alle cariche pubbliche, alle quali erano ammessi
solo i cittadini delle prime due classi. La massima concessione che Solone fece
al popolo fu l’istituzione dell’«eliea», un tribunale popolare i cui componenti venivano estratti a sorte tra tutti i cittadini di sesso maschile che avessero compiuto trent’anni. Nel complesso, comunque, Solone spezzò i privilegi ereditari delle
famiglie aristocratiche, allargando la base della partecipazione alla vita politica.
Inoltre egli espropriò i nobili dei terreni pubblici usurpati nel corso del secolo
VII a.C. e li ridistribuí tra i contadini e i pastori, venendo parzialmente incontro
alle loro richieste e attenuando il loro disagio.
La fine dei privilegi nobiliari: la costituzione timocratica di Solone
censo
È il reddito dei cittadino.
Viene valutato in base alla
quantità di olio o di grano
prodotti e Solone ne fa il criterio di suddivisione in classi
della popolazione e dell’attribuzione di diritti e doveri.
voci dal
passato
Solone
AREOPAGO
• Consiglio degli anziani
(ex arconti)
ELIEA
• tribunale popolare
formato da giudici al di sopra
dei 30 anni, sorteggiati tra
tutti i cittadini
ARCONTI
• 9 magistrati nominati
dalla I e II classe
• funzioni: militari, religiose, legislative,
esecutive, giudiziarie
(in specifici settori)
ECCLESÍA
• assemblea di tutti
i cittadini
• I classe: reddito
di almeno 500
medimni
PENTACOSIOMEDIMNI
cavalleria
• II classe: reddito
di almeno 300
medimni
CAVALIERI
• III classe: reddito
di almeno 200
medimni
ZEUGITI opliti
con armamento
pesante
• IV classe:
nullatenenti
TETI rematori
• donne e stranieri sono esclusi da qualunque diritto politico
Nello schema,
l’organizzazione politica
ateniese dopo la riforma
timocratica di Solone.
150
partecipazione
elezione
sorteggio
Sezione 2 - La civiltà greca
Pur lasciando inalterate le disposizioni di Dracone sull’omicidio, Solone fu autore di una vasta e complessa opera legislativa, che regolamentò molti aspetti della vita civile. In particolare vanno segnalate le sue norme sul diritto di famiglia. Egli stabilí che un
matrimonio, per essere tale (e non concubinato) doveva essere preceduto da
un atto di fidanzamento (eggye). Questo consenti di distinguere i figli legittimi da quelli illegittimi, attribuendo ai primi una posizione privilegiata nella
spartizione dell’eredità. Considerato da alcuni il «padre della democrazia ateniese» (in realtà, egli ne fu piuttosto un precursore), Solone fu un personaggio dotato di un profondo equilibrio e di un grande senso politico. Secondo
Plutarco, all’amico che un giorno gli aveva chiesto se ritenesse di aver dato
ad Atene le leggi migliori, Solone avrebbe risposto: «Le migliori che essi potessero accettare».
Conclusa la sua opera rinnovatrice, Solone si allontanò da Atene per non farvi
piú ritorno, dopo aver fatto giurare ai suoi concittadini di non cambiare le regole
che aveva dato alla città.
L’equilibrata opera legislativa di Solone
Testa del cosiddetto «efebo
biondo».
STORIA • DONNE
La condizione
femminile ad Atene
Capitolo 7 - Sparta e Atene
D
ice Demostene che l’uomo ateniese poteva avere tre donne: la moglie (damar o gyné) «per la
procreazione dei figli legittimi»; la concubina
(pallaké) «per la cura del corpo», vale a dire per avere rapporti sessuali stabili; e infine la compagna per
il piacere (etéra). Egli, in altre parole, non era tenuto
a essere fedele alla moglie, poiché la fedeltà era un
dovere solo femminile. Ma vediamo meglio qual era
il ruolo di queste tre donne.
La moglie, in genere, apparteneva a una famiglia
amica, ed era stata promessa in sposa al futuro marito o al di lui padre quando era ancora bambina, a
6 o 7 anni. Il matrimonio di regola avveniva quando ella aveva circa 12-14 anni, e da quel momento
la sua funzione era quella di dare al marito i figli
necessari per la perpetuazione del gruppo familiare.
Altri compiti non erano assegnati alla moglie greca.
Se apparteneva a una classe sociale elevata, infatti,
ella non si occupava neppure dell’allevamento dei figli, che venivano affidati nei primissimi anni di vita
alle schiave, e quindi vivevano con gli uomini al di
fuori delle mura domestiche e dell’influenza materna. Le mogli ateniesi inoltre (cosí come le ragazze da
marito) non partecipavano in alcun modo alla vita
sociale maschile: non andavano a teatro né ai banchetti e in generale non erano partecipi del mondo
della cultura (tra l’altro, non ricevevano praticamente alcuna educazione).
La concubina era spesso una straniera, con la quale l’uomo greco viveva senza sposarla. Dal punto di
vista dei doveri, ella era pari alla moglie: una disposizione della legge di Dracone sull’omicidio, infatti,
considerava la sua posizione simile a quella della
moglie. Ma dal punto di vista dei diritti, la sua situazione era ben diversa, e la concubina non godeva di
alcuna protezione.
La etéra, infine (il cui nome significa «compagna»)
era una donna che, pur concedendosi all’uomo a
pagamento, sarebbe tuttavia impreciso definire una
prostituta. Le etére infatti erano donne colte, che
conoscevano la musica, il canto, la danza, e che accompagnavano l’uomo nei luoghi di socialità (come
i banchetti), nei quali non erano ammesse né le mogli né le concubine.
A questo, si aggiunga che per i rapporti veramente
occasionali l’uomo ateniese aveva a disposizione una
quarta donna, la pórne, «prostituta», che esercitava
il suo mestiere nelle strade o nelle case di tolleranza,
e che era considerata al livello infimo nella scala sociale. E per finire va ricordato che le schiave erano a
disposizione dei padroni, ai cui desideri non potevano
in alcun modo sottrarsi.
Per completare il quadro della condizione femminile
ad Atene, va ricordato che anche se le donne, formalmente, avevano il diritto di chiedere il divorzio
esattamente come gli uomini, di fatto esse potevano ben difficilmente esercitare questo diritto: come
dice Medea, nella omonima tragedia di Euripide,
una donna non può divorziare perché, a differenza di un uomo, viene mal giudicata. E per finire
va ricordato che, oltre a non avere ovviamente alcun diritto politico, le donne non avevano neppure
il diritto di ereditare il patrimonio paterno, che si
trasmetteva solo ai discendenti maschi. Tutto quel
che spettava alla donna era una dote che al momento del matrimonio veniva consegnata al marito, il quale ne poteva disporre a piacimento, salvo
restituirla al suocero in caso di divorzio. Di fronte
a un simile quadro non è difficile capire le ragioni per le quali la polis è stata definita una città di
uomini fatta per gli uomini.
Le donne, in realtà, servivano per soddisfare le diverse
esigenze maschili e la loro vita era rigidamente determinata dal loro ruolo accanto a un uomo.
151
Le trittíe che componevano
una tribú non erano contigue:
ogni tribú era composta
da una trittía collocata
in pianura, una in montagna
e una sulla costa.
digit
atlante
Il sistema organizzato da Clistene era molto ingegnoso. I demi in cui egli aveva
diviso il territorio attico (originariamente 100, in seguito 180) erano raggruppati
in dieci tribú (o phylai) e ogni tribú era suddivisa in tre sottogruppi, detti «trittíe».
Le trittíe che componevano una tribú, però, non erano geograficamente contigue:
ogni tribú, infatti, era formata da una trittía collocata in pianura, una collocata in
montagna e una collocata sulla costa. Di conseguenza, in ciascuna trittía prevaleva
una diversa classe sociale: nelle trittíe della pianura gli aristocratici; in quelle della montagna i piccoli contadini (le cui terre si trovavano appunto in montagna); in
quelle della costa i commercianti e gli artigiani. Questo faceva sí che in ogni tribú
le classi piú povere (rappresentate da due trittíe su tre) potessero avere la maggioranza. Poiché le tribú, per volere di Clistene, divennero la base per la partecipazione alla vita politica, Atene iniziò finalmente il cammino verso la democrazia.
Dopo aver
suddiviso il territorio e la popolazione nel modo sopra esposto, Clistene istituí un
nuovo organo di governo, il Consiglio dei Cinquecento o bulé, composto da cinquanta rappresentanti per ciascuna tribú scelti per sorteggio. Poiché nelle tribú prevalevano gli appartenenti alle classi meno abbienti, la riforma di Clistene garantí
anche ai piú poveri la possibilità di esercitare un ruolo di rilievo nella vita politica.
Va peraltro ricordato che, accanto al nuovo consiglio, continuava a esistere l’antico
e glorioso Consiglio degli anziani, l’Areopago. Tuttavia, dopo la riforma di Clistene, il potere era ormai nelle mani di altri organismi politici e piú specificamente in
quelle dell’ecclesía, l’assemblea popolare alla quale avevano diritto di partecipare
tutti i cittadini. Originariamente l’ecclesía si riuniva soltanto dieci volte l’anno e teL’«ecclesía», organismo centrale nella democrazia ateniese
Alcuni ostraka, i cocci
su cui venivano incisi i nomi
di coloro che si voleva
mandare all’esilio.
154
Sezione 2 - La civiltà greca
agorà
Nell’agorà si svolge la vita
pubblica degli abitanti della
polis. Sede del mercato, è
il luogo in cui si incontrano
i cittadini e si svolgono le
assemblee.
audio
sintesi
neva le sue riunioni nell’agorà. A partire dal secolo V a.C., invece, le riunioni avevano luogo sulla collina della Pnice, in un anfiteatro naturale che conteneva fino a
25 000 persone con 18 000 posti a sedere. Man mano che i suoi poteri crescevano,
l’ecclesía prese a riunirsi con maggiore frequenza fino a raggiungere quaranta riunioni all’anno. L’ecclesía aveva competenza in materia di politica estera (decideva
della pace e della guerra, mandava e riceveva ambascerie, ratificava i trattati internazionali), nominava gli arconti e gli strateghi (comandanti militari), controllava il
loro operato, ed era titolare del potere giudiziario (che pertanto spettava a tutto il
popolo). Questo era peraltro delegato in via permanente all’eliea, che giudicava divisa in tribunali (dikastéria), i cui membri erano estratti a sorte. Infine, all’ecclesía
spettava il potere di stabilire regole di condotta vincolanti, espresse nella forma di
legge (nomos) e di decreto (pséphisma). Per completare il quadro del sistema democratico ateniese, resta da ricordare l’istituto dell’ostracismo. Come dice il suo
nome (da óstrakon, «coccio»), esso consisteva nella possibilità di mandare in esilio
chi era ritenuto pericoloso per la democrazia scrivendo il suo nome su un pezzetto
di coccio. Introdotto da Clistene, secondo la tradizione, l’ostracismo veniva votato
in un’assemblea le cui decisioni, data l’eccezionalità della materia, erano valide solo
se a essa partecipavano almeno 6000 cittadini. Inevitabilmente, però, l’ostracismo
venne ben presto utilizzato per scopi meno nobili di quelli per cui era stato introdotto e diventò una delle armi piú sfruttate nelle lotte tra le diverse fazioni politiche.
lo schema
dei contenuti
Sparta e Atene
sono due modelli
antitetici di polis
CAPITOLO
7
Sparta
è un prototipo di società
oligarchica e militarista
Atene
è un modello
di società aperta
e democratica
Solo il ristretto ceto
dominante (gli spartiati) gode
dei diritti politici e partecipa
al governo della città
Solone sopprime i
privilegi ereditari
degli aristocratici e
introduce la timocrazia
Gli spartiati
si dedicano
esclusivamente
all’arte della guerra
Capitolo 7 - Sparta e Atene
La vita economica
di Sparta si regge
sul lavoro servile
degli iloti
Clistene instaura
la democrazia
155
LABORATORIO DELLE FONTI
La guida della città
La tirannide arcaica rappresenta un
fenomeno storico articolato e difficilmente classificabile. Ciò dipende,
anzitutto, dalla parzialità della maggior parte delle nostre fonti, che spesso risalgono a epoche successive e
risentono della ormai avvenuta maturazione di un giudizio sulle tirannidi passate: i racconti di Erodoto sui
Pisistratidi, sui Cipselidi (T2) e su Policrate (T3), per esempio, conservano
numerose espansioni aneddotiche,
che sembrano veicolare un’immagine
piuttosto compatta del tiranno, delle
sue peculiari vicende di nascita, di
vita e anche di morte (T4). In questi
T1
racconti, dunque, è necessario attenersi agli sparsi dati puramente storici ed evenemenziali, per cercare di
comprendere la reale portata del fenomeno. La «fioritura» delle tirannidi arcaiche, in effetti, coincise con
una fase complessa della storia greca,
segnata da profondi mutamenti sociali e politici. Furono proprio i tiranni ad allargare gli orizzonti (economici, ma anche culturali) delle rispettive città, creare ampie reti di alleanze internazionali, spesso intraprendere importanti opere di monumentalizzazione: il modello, del resto,
era costituito dai sovrani orientali
Pittaco: sapiente o immorale tiranno?
(Alceo, Frr. 70 e 129 Voigt)
I frammenti della poesia di Alceo restituiscono squarci della concitata
vita politica di Mitilene, città dell’isola di Lesbo, in epoca arcaica; soprattutto testimoniano il duro scontro tra le fazioni dominanti per assumere la guida della politica della città. Bersaglio principale dei versi alcaici
diviene, dunque, Pittaco, a cui Alceo imputa la «rottura dei giuramenti»
(ossia di accordi politici precedentemente assunti) e rivolge ingiuriose parole («grassone»). La valutazione storica dell’operato di Pittaco rimane
comunque difficile, soprattutto perché la tradizione antica ha annoverato
Pittaco nel canone dei Sette Sapienti, trasmettendone un’immagine
ben diversa da quella proposta da Alceo, certo non imparziale.
Fr. 70. … la lira suona durante il banchetto / festeggiando tra vani
cialtroni… / Ma quello, che divenne parente d’Atridi,1 / divori la patria
come fece con Mìrsilo2 / finché ad Ares piaccia di chiamarci alle armi. / Su, scordiamo quest’aspro rovello, / sciogliamo il nodo di questa contesa / che ci rode il cuore, e della guerra civile / che qualche
dio ha eccitato / conducendo il popolo alla follia / per concedere a
Pittaco un’amabile gloria.
Fr. 129. [...] Ora volgete il cuore benevolo / alla nostra preghiera, / liberateci delle pene / e del duro esilio / e l’Erinni dei morti / insegua il
figlio di Irra.3 / Qui sacrificammo insieme un giorno: / giurammo di non
tradire mai i compagni, / morire piuttosto e rivestirci di terra / caduti
per le mani dei tiranni, / oppure ucciderli e riscattare / dalla miseria il
popolo. / Ma tra loro non parlava sincero, / il grassone: a cuor leggero
/ calcò sotto i piedi i giuramenti / e ora fa banchetto della nostra città.
(da Lirici greci. Saffo, Alceo, Anacreonte, Ibico,
a cura di G. Guidorizzi, Mondadori, Milano 1993)
1 Pittaco si imparentò con la nobile famiglia dei Pentelidi, che vantavano appunto di discendere dagli Atridi.
158
ed egizi, grandi costruttori e celebratori della propria grandezza.
Da ciò deriva, per esempio nelle parole di Erodoto, la percezione della
tirannide come di una esperienza politica peculiare, storicamente esaurita nella vita di personaggi straordinari, ossia fuori dalla normalità (T4).
Si tratta, appunto, di un modello interpretativo maturato in epoca
classica, ben diverso dalla realistica
immediatezza – per esempio – dei
ritratti dei «tiranni» di Lesbo tracciati da Alceo (secolo VII-VI a.C.) nei
suoi versi (T1; vedi anche p. 122).
2 Mìrsilo è un precedente tiranno di Lesbo, di cui altrove Alceo cantò la morte (Fr.
332 Voigt).
3 Irra era il padre di Pittaco. La sua presunta origine tracia (dunque straniera)
fomentava le accuse degli avversari.
Cipselo: il flagello dei Bacchiadi
T2 (Erodoto, Storie V 92)
In una digressione del V libro delle Storie, Erodoto fornisce preziose
informazioni sulla storia arcaica di Corinto, sull’egemonia della famiglia dei Bacchiadi e sulla successiva affermazione della tirannide
di Cipselo. Il brano è interessante anche perché conserva gli oracoli
che la Pizia (ossia la sacerdotessa delfica) avrebbe emesso sia ai Bacchiadi sia a Eezione (padre di Cipselo), prevedendo la sorte politica
di Corinto.
La costituzione dei Corinzi era questa: c’era un’oligarchia, e costoro,
chiamati Bacchiadi, amministravano la città e si sposavano fra loro.
Ad Anfione, che era uno di questi uomini, nacque una figlia zoppa di
nome Labda. Poiché nessuno dei Bacchiadi voleva sposarla, la sposava Eezione, figlio di Echecrate, che era un popolano di Petra, ma
di origine lapita e discendente da Ceneo. A costui, né da questa donna, né da altra nacquero figli, e perciò partì per Delfi per interrogare l’oracolo sulla prole. E a lui che entrava, la Pizia si rivolge subito
con queste precise parole: “Eezione, nessuno onora te, o degno di
molto onore; un leone / Labda ha nel ventre ma lo partorirà come
un macigno precipite. / Poi si abbatterà sugli uomini che regnano da
soli e punirà Corinto”. Questo vaticinio dato a Eezione viene per caso riferito ai Bacchiadi, ai quali era rimasto oscuro un precedente
responso oracolare su Corinto, che portava alla stessa conclusione
di quello di Eezione […].1 Quando Cipselo divenne adulto e interrogò
l’oracolo, gli venne dato a Delfi un responso favorevole, confidando
nel quale assalì e prese Corinto. […] Cipselo, divenuto tiranno, diveSezione 2 - La civiltà greca
niva un uomo di questo genere, cioè perseguitò molti Corinzi, molti
privò delle ricchezze e molti più della vita.
(da Erodoto, Le storie. Volume V, a cura di G. Nenci, Fondazione Lorenzo Valla – Arnoldo
Mondadori Editore, Milano 1994)
1 Nella parte di testo omessa Erodoto racconta di come il piccolo figlio di Labda
(che poi sarà chiamato «Cipselo») poté scampare a un attentato dei Bacchiadi.
Policrate: la (s)fortuna di un tiranno
T3 (Erodoto, Storie III 40; 43)
Nel 522 a.C., Orete, satrapo di Sardi, attirò Policrate in un tranello e lo fece
uccidere, esponendo il corpo del tiranno di Samo a un tremendo supplizio. Secondo Erodoto, del resto, già Amasi, faraone d’Egitto, aveva messo
in guardia Policrate dai rovesci della sorte, rilevando che la sua enorme
fortuna e il suo costante successo avrebbero attirato l’invidia degli dèi.
[40] Certo Amasi non ignorava la grande fortuna di Policrate, ma essa era per lui oggetto d’inquietudine. Poiché questa fortuna di giorno in giorno aumentava sempre più, scrisse una lettera e la mandò
a Samo: “Amasi dice a Policrate così. È dolce sapere che un amico e
ospite è in buone condizioni; ma le tue grandi fortune non mi danno
La tradizionale «anormalità»
T4 dei tiranni
Le tradizioni antiche circolanti su molte figure tiranniche – di cui soprattutto Erodoto conserva importanti testimonianze – sembrano convergere
nel connotare il personaggio del tiranno secondo parametri costanti: il tiranno è un personaggio fuori dal normale, eccessivo in ogni aspetto o manifestazione della sua concitata vita, ma anche segnato da un rapporto esclusivo e particolare con il divino. Carmine Catenacci, in un recente libro, ha esaminato queste tipologie descrittive, che suggeriscono
anche il livello di elaborazione – quando non di mistificazione – intervenuto in tempi precoci nelle biografie dei grandi tiranni greci.
[…] Pur con qualche adattamento, le vite e le personalità di figure quali Policrate, i Pisistratidi, i Cipselidi o gli Ortagoridi,1 così come tramandate, hanno poco da invidiare a quelle dei Labdacidi, degli Atridi e dei
loro omologhi.2 Nelle vicende dei tiranni arcaici si cela la carriera ambigua dell’eroe e delle dinastie eroiche, in particolare di coloro che
conquistano e detengono la regalità. Il tiranno è un predestinato al
potere, spesso uno strumento atteso della dike, un giustiziere, comunque un uomo fuori dalla norma: i passaggi determinanti della sua esi-
LABORATORIO
Capitolo 7 - Sparta e Atene
piacere, poiché conosco la divinità e so che è invidiosa. Per me stesso e per quanti mi stanno a cuore, vorrei che alcune cose avessero
esito felice e altre andassero male; […]. Ora, dunque, dammi retta e
contro la buona sorte fa’ così: dopo aver riflettuto, trova l’oggetto
che per te ha più valore e per la cui perdita soprattutto ti affliggeresti l’animo: butta via quest’oggetto, in modo che non ricompaia più
alla vista degli uomini”. […].1
[43] Amasi, letta la lettera che gli giungeva da Policrate, capì che è
impossibile a un uomo sottrarre un suo simile al destino che lo sovrasta e che Policrate – fortunato in tutto e che ritrovava addirittura ciò che gettava via – non avrebbe fatto una buona fine. Allora gli
mandò un araldo a Samo, per annunciare che rompeva i legami di
ospitalità. Lo fece per questo motivo: perché, piombando su Policrate una sventura terribile e grande, egli stesso non si contristasse
l’animo, come avviene per un proprio ospite.
(da Erodoto, Le storie. Volume III, a cura di D. Asheri e S. Medaglia,
Fondazione Lorenzo Valla – Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1990; trad. di A. Fraschetti)
1 Condiviso il suggerimento di Amasi, Policrate buttò in mare aperto un suo prezioso anello. Tempo dopo, però, ricevette in dono da un pescatore un grande pesce: Policrate ne ordinò la cottura, ma i servitori, nel preparare il pesce, vi trovarono all’interno l’anello del tiranno. Policrate, allora, si affrettò a mandare un
resoconto dell’accaduto ad Amasi.
stenza, dal concepimento fino all’ascesa al trono e alla morte, sono
marcati da segni premonitori. […] La sua potenza è fuori dall’ordinario
e incute timore. [...]. Ma il tiranno è anche un saggio: conia aforismi,
emana leggi, dirime abilmente questioni controverse, si circonda di
personalità dell’arte e della scienza. Lo splendore e la ricchezza della
sua corte diventano proverbiali. Spesso l’azione del tiranno entra in
contatto con il sacro: oracoli, feste, attività rituali e agonistiche, fondazioni di culti e colonie, costruzione di templi. Nei più importanti luoghi sacri e pubblici, egli innalza suoi imponenti memorials. Il passaggio
di questo fondatore lascia segni tangibili nello spazio e nel tempo,
opere che intervengono sul paesaggio e sugli elementi naturali civilizzandoli (fontane, gallerie, fortificazioni, porti ecc.), ma anche sulla
cultura.
(da C. Catenacci, Il tiranno e l’eroe. Per un’archeologia del potere
nella Grecia antica, Bruno Mondadori, Milano 1996)
1 Stirpe di tiranni di Sicione («discendenti di Ortagora»).
2 I Labdacidi («discendenti di Labdaco») erano i sovrani di Tebe: a questa famiglia
apparteneva anche Edipo. I piú noti fra gli Atridi («discendenti di Atreo») furono
Agamennone e Menelao, sovrani di Argo (o Micene) e di Sparta, oltre che promotori della spedizione greca contro Troia.
1 Le tradizioni a noi pervenute in merito alla figura di Pittaco sono univoche? Pittaco è costantemente rappresentato in chiave negativa, come nei versi di Alceo (T1)?
2 Come può essere interpretata l’esistenza di una letteratura oracolare relativa a Cipselo e alla sua ascesa al
potere (T2)? Chi – fra i sostenitori di Cipselo o quelli dei Bacchiadi – poteva avere utilità a far circolare simili
oracoli?
3 Quali sono le caratteristiche del «modello tirannico» (T4)? Quali elementi tipologici ricorrono in modo costante nelle due narrazioni erodotee (T2 e T3)?
4 Perché i tratti descrittivi del personaggio di Pittaco, nei versi di Alceo (T1), paiono diversi dalle modalità con
cui Erodoto descrive Cipselo e Policrate (T2 e T3)? In che epoca e dove è vissuto Alceo? Quando invece è vissuto Erodoto?
159
Scarica

le tracce della storia 1