LE SPECIE MARINE PROTETTE
A partire dal 1995, la Convenzione di Barcellona e diversi incontri seguiti ad essa, hanno portato alla nascita del Protocollo per l’istituzione di Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea (ASPIM),
con lo scopo di colmare il vuoto legislativo riguardo la conservazione dell’ambiente marino.
L’ASPIM e i suoi due allegati, che riportano la lista delle specie protette perché minacciate di estinzione e la lista delle specie il cui sfruttamento è regolato, sono diventati uno strumento fondamentale
per la conservazione delle specie e degli habitat marini mediterranei.
Il mare del conero ospita, stabilmente od occasionalmente, numerose specie marine sottoposte a diversi regimi di protezione.
ALGHE:
Cystoseira spp.
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PIANTE:
Zostera marina
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SPUGNE:
Spongia officinalis (Spugna da bagno)
Aplysina aerophoba
Pholas dactylus
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MOLLUSCHI:
Pinna nobilis
Lithophaga lithophaga (Dattero di mare)
Pholas dactylus (Dattero bianco)
CROSTACEI:
Homarus gammarus (Astice)
Palinurus elephas (Aragosta)
Scyllarus arctus (Magnosella)
Maja squinado (Granseola)
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ECHINODERMI:
Paracentrotus lividus (Riccio comune)
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Paracentrotus lividus
PESCI OSSEI:
Hippocampus hippocampus (Cavalluccio marino muso corto)
Hippocampus guttulatus (Cavalluccio marino)
Sciaena umbra (Corvina)
Thunnus thynnus (Tonno rosso)
RETTILI:
Caretta caretta (Tartaruga comune)
Chelonia mydas (Tartaruga verde)
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MAMMIFERI:
Tursiops truncatus (Tursiope)
Stenella coeruleoalba (Stenella striata)
Delphinus delphis (Delfino comune)
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Sciaena umbra
www.parcodelconero.com
IL PROGETTO TARTARUGHE
Nel 2010 è stato sottoscritto un accordo di programma per la salvaguardia delle tartarughe marine tra Regione Marche, in qualità di capofila, le Aree protette costiere regionali (Parco del Conero, Parco Monte San Bartolo e Riserva della Sentina), la Fondazione Cetacea, le Capitanerie di Porto, l'ARPAM, il CNR‐ISMAR di Ancona
e il Corpo Forestale dello Stato.
PESCI CARTILAGINEI:
Cetorhinus maximus (Squalo elefante)
Prionace glauca (Verdesca)
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Maja squinado
Grazie ad essa, quando un esemplare viene rinvenuto lungo la nostra costa si attivano le Capitanerie di porto e le Aree Protette interessate, che provvedono a recapitare gli animali più compromessi alla Fondazione Cetacea
e da qui, dopo un periodo di ricovero, vengono
re‐immessi in libertà.
Di fondamentale importanza è stata l'attivazione del numero verde della Guardia Forestale 1515 per le segnalazioni di tartarughe marine in difficoltà.
La Rete di conservazione delle tartarughe marine ha già
soccorso parecchi esemplari, ospedalizzati presso
il “Centro Recupero Tartarughe Marine”; tra queste
Vittorio Emanuele, ritrovato il 27 febbraio 2011 a Porto Recanati, e Monocolo, spiaggiato nel 2009 a Porto Garibaldi (Ferrara). Vittorio Emanuele e Monocolo, quest’ultimo ribattezzato per l'evento Komaros, sono tornati in mare domenica 4 settembre ad Ancona.
Prima della liberazione Monocolo/Komaros
è stato satellitato e marcato.
© Federico Betti - www.federicobetti.it
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LE SPECIE PROTETTE PRESENTI NEL MARE DEL CONERO