la tua
Periodico d’informazione della
Federazione nticoagulati Lombardi
UNITI CON ELLE
Numero 08 - Dicembre 2014
A che punto siamo?
Dott. Carlo Cicardi
La “medicina difensiva” non si arresta
Dott. Paolo Galeazzi
Un anno di nuovi
anticoagulanti non dicumarolici
Dott.ssa Fernanda Negretto
Auguri di Buon Natale
e Felice Anno Nuovo!
la tua
UNITI CON ELLE
Sommario
Aria di cambiamento
Dott. Maurizio Bajoni
Cosa significa essere figlia
di un paziente in terapia Tao?
4
10
Maria Nichetti
Registrazione al Tribunale di Milano
N° 106 del 17 Febbraio 2011
C.so P.ta Nuova 23 - 20121 Milano
Tel. 02 6363 2966
Fax 02 6363 2977
Coordinatore editoriale
Sara Caimi, Ettore Tosi
Comitato di redazione
Renzo Aimone, Sara Caimi,
Andrea Santi, Ettore Tosi,
Stefano Toso, Salvatore Virgilio
Stampa
ARTICROM S.r.l.
Hanno collaborato
Dott. Maurizio Bajoni
Dott. Carlo Cicardi
Dott. Paolo Galeazzi
Dott.ssa Candida Livatino
Dott.ssa Fernanda Negretto
Maria Nichetti
Stefano Toso
Avv. Salvatore Virgilio
2
9
il domani che verrà
10
la scrittura “dritta”
10
Avv. Salvatore Virgilio
Dott.ssa Candida Livatino
La “medicina difensiva” non si arresta
10
Un anno di nuovi anticoagulanti non dicumarolici 10
Sara Caimi
[email protected]
Dott. Carlo Cicardi
“Arte e Solidarietà”:
Mostra “Pedretti & AELLE”
con la Galleria Ghiggini di Varese
Stefano Toso
[email protected]
[email protected]
Direttore Responsabile
Massimo Alessandro Vercelloni
A che punto siamo?8
Dott. Paolo Galeazzi
Dott.ssa Fernanda Negretto
Editoriale
Prof. Massimo Alessandro Vercelloni
Presidente della Federazione Anticoagulati Lombardi - Federal onlus
dal sogno
alla realtà
S
ta scendendo il sipario sul
2014, un anno in chiaro-oscuro.
Ci eravamo lasciati con un
sogno, ovvero l’abbandono della
”Farmacosorveglianza”, ma ci siamo
risvegliati con ancora diversi problemi
da risolvere.
Il Convegno da “NOI” organizzato
a Palazzo Marino a Milano, nel
Febbraio 2013, aveva consegnato ai
pazienti in Fibrillazione Atriale (FA),
la possibilità di impiego del nuovo
anti-trombotico DABIGATRAN per il
controllo del rischio trombosi.
Ma la realtà ci ricorda che solo un
esiguo numero di soggetti hanno
potuto avvalersi di tale terapia.
Lungaggini burocratiche ed un iter
regionale complicato (v. piano
terapeutico), hanno sicuramente
condizionato tale prospettiva.
Ma non dobbiamo arrenderci di
fronte a tali difficoltà, perché siamo
tanti e sapremo farci sentire con
iniziative dedicate.
La Regione Lombardia, anche in
momenti economicamente difficili
come quelli che stiamo vivendo, non
ci dimenticherà, in considerazione del
fatto che statutariamente ha posto al
centro dell’attenzione il paziente, con
le sue fragilità ed i suoi legittimi diritti.
Sono tante le patologie che
richiedono terapeuticamente l’impiego
clinico degli anti-trombotici di
seconda generazione più sicuri ed
affidabili, ma non ancora disponibili
per situazioni cliniche sia Ortopediche
che Chirurgiche (vascolari,toraciche,
cardiochirurgiche) e Neurologiche
come diversamente accade in altri
Stati Europei ed extra Europei.
Ma tutto ciò non deve abbatterci ma
stimolarci ad aumentare i tentativi di
sensibilizzazione del contesto politico.
Sapremo essere determinati anche
se vittime di una fragilità così
condizionante la nostra quotidianeità.
I Social Networks saranno la nostra
arma in più per diffondere il disagio e
per favorire le giuste azioni sociali.
Stiamo cercando di organizzare
un importante evento scientifico in
agreement con il Comune di Milano,
che già ci aveva ospitati nella sua
casa a Palazzo Marino, per fare il
punto della situazione su impieghi
attuali e futuri dei nuovi anti-trombotici
in acquisizione, al cospetto di
importanti esponenti della Medicina.
Ma non sarà l’unico appuntamento.
Il Maestro contemporaneo
Marcello Pavesi, già insignito della
Onorificenza dell’”Ambrogino d’Oro”
e protagonista di Mostre di Pittura in
tutto il mondo, ci ha promesso una
personale dedicata, per promuovere
la sensibilizzazione mediatica di cui
tanto abbiamo bisogno.
I Media televisivi e la Carta
Stampata, ci supportano sempre con
grande disponibilità, per consentirci
una platea sempre più numerosa.
Come “Presidente” ma preferisco considerarmi “Testimonial”, devo
fare un appello alle coscenze di
chi ci legge. Abbiamo un disperato
bisogno di trovare persone buone e
disponibili, per assolvere ai compiti di
Segreteria ed assistenza ai pazienti in
sala del Centro TAO.
Sì, sto parlando a Voi, che magari
avete in famiglia un soggetto in
Terapia Anti-coagulante Orale (TAO),
AIUTATECI nel faticoso impegno
quotidiano.
Bastano poche ore del vostro tempo
per permetterci di aiutare chi meno
fortunato di Noi, chiede dignità.
Sì, seguiteci sul nostro sito, guardate
la grandezza morale dei nostri
VOLONTARI che giornalmente
assistono con la loro dedizione i
nostri pazienti, fatevi contagiare da
questo slancio solidale.
Aiutateci a continuare ad esistere,
sì perché senza presenza fisica la
nostra realtà sarà destinata a cessare
la propria attività.
Abbiamo ancora tante sfide da
affrontare, ma nell’augurarVi Buon
Natale e Felice 2015, Vi chiedo
di far vostro il nostro motto ”Fare
del bene aiuta a stare bene“
certo che il vostro cuore e la vostra
abnegazione, sapranno dare quelle
risposte che ci servono per aiutare
chi meno fortunato di NOI, vive tale
fragilità.
3
la tua
UNITI CON ELLE
Aria di cambiamento
Nella società odierna la tecnologia riveste un
ruolo d’importanza costantemente crescente nella
quotidianità; siamo sempre più legati e vincolati ad essa
per i motivi più vari e banali: dal gioco alla salute
O
gni giorno, in tutte le azioni
che svolgiamo, utilizziamo
soluzioni ed artifizi tecnici allo
scopo di migliorare e semplificare il
nostro standard esistenziale.
Anche la nostra Associazione (TAO)
dispone di varie soluzioni tecniche
al fine di aiutare, informare e
salvaguardare coloro che utilizzano
la Terapia Anticoagulante Orale;
purtroppo, oggi come oggi, tutto
questo risulta insufficiente per vari e
ovvi motivi.
Cosa manca, cosa non funziona?
L’analisi porta ad una ben triste realtà,
le cui cause vanno principalmente
ricercate nella mancanza di fondi
(dovuta al momento di crisi economica
in atto), nella burocrazia, che blocca
e crea barriere spesso insormontabili,
nella scarsa visibilità della nostra
Associazione e di tante altre Onlus
presenti sul territorio nazionale, ma
soprattutto nell’indifferenza.
Questi fattori non ci aiutano certo nello
svolgimento della nostra missione di
volontariato.
Abbiamo spesso richiesto alle Istituzioni
di venirci incontro, chiedendo loro un
piccolo aiuto, ma solo in pochissimi
casi si sono riscontrati risultati positivi.
4
Evidentemente certe specificità
medico-patologiche come la nostra
non hanno un grado di attenzione
o attrazione pari ad altre realtà
maggiormente pubblicizzate... anche
se in Italia, questa casistica medica
riguarda milioni di soggetti in Terapia
Anticoagulante Orale.
Purtroppo pochissimi conoscono
la nostra Associazione e gli sforzi
quotidiani al servizio dei nostri
pazienti, ed è proprio per questa
ragione che cercheremo, nonostante
le nostre esigue risorse, di focalizzare
l’attenzione della gente sul nostro
operato.
La priorità pertanto sarà (oltre alla
ricerca di fondi) quella di aprire al più
presto un nuovo sito internet similare
a “Facebook”, dove alcuni nostri
volontari si metteranno a disposizione
per dare informazioni, risposte
concrete e consigli a tutti coloro
che ci contatteranno. Questo nuovo
approccio dovrà comunque essere
pubblicizzato e divulgato in modo
estremamente serio e capillare; tutti
coloro che ci conoscono dovranno
aiutarci a divulgare il maggior numero
di informazioni e notizie sulla nostra
struttura e sul nostro lavoro.
Non è una cosa difficile: con l’utilizzo
del passaparola e un po’ di buona
volontà i risultati potrebbero essere più
che positivi.
Solo se ci aiuteremo vicendevolmente
potremo veramente dare una scossa
alla situazione di stallo attuale,
migliorando la conoscenza e lo
standard di vita quotidiano dei pazienti
e di coloro che vivono al loro fianco
questa realtà.
Se riuscissimo a raggiungere questo
traguardo, per noi e, soprattutto per
Voi, sarebbe una grande vittoria contro
l’immobilismo attuale, ma soprattutto
contro tutti coloro che sono indifferenti
ai Vostri seri problemi di salute, al
nostro impegno e ai nostri sforzi
comuni per alleviare e superare questa
scomoda realtà.
Dott. Maurizio Bajoni
Solo se ci aiuteremo vicendevolmente potremo
veramente dare una scossa alla situazione di stallo
attuale, migliorando la conoscenza e lo standard
di vita quotidiano dei pazienti e di coloro che vivono
al loro fianco questa realtà
Cosa significa essere figlia
di un paziente in terapia Tao?
B
uongiorno,
potendo dare voce al problema,
sottopongo ed informo sulle
continue difficoltà che, come figlia,
riscontro nel quotidiano per mio
padre (e anche per me).
Ho fatto un sogno…
Come sarebbe bello se…
Si potessero evitare le file interminabili
per i prelievi che causano, di
conseguenza, continue assenze dal
posto di lavoro, rischiando quindi di
essere considerata poco affidale.
La Farmacosorveglianza (vedi prelievi
INR) potrebbe essere evitata dalla
sostituzione del farmaco.
E non sono da trascurare le varie
patologie che non vengono curate
per l’interazione del famoso farmaco,
Coumadin. Mio padre, oltre
alla fibrillazione atriale, soffre di
periartrite, artrite, diabete mellito II
e di un ernia L5S1 che gli provoca
molto dolore, dal momento che non
può assumere anti-infiammatori.
…come sarebbe bello se…
Ci fosse la possibilita di usare
Parte 2
altri farmaci che non prevedano
tutte queste infinite difficoltà, vedi
Debigatran per FA
Utilizzare un farmaco adeguato
restituirebbe alla famiglia (figlia) la
famosa serenità perduta, togliendo la
preoccupazione. Il paziente potrebbe
utilizzare altre terapie per alleviare il
dolore. Per poter assistere meglio chi
vive tale disabilità dovrebbe avere
il diritto a un sostegno economico
(accompagnamento e legge 104).
In sintesi tutto questo potrebbe essere
il giusto modo per aiutare i nostri
anziani e le loro famiglie.
Sarebbe bello se… non fosse solo un
sogno!
Maria Nichetti
A che punto siamo?
D
opo più di un anno dalla
commercializzazione del
Dabigatran, un potente
inibitore diretto competitivo della
trombina che non richiede il
monitoraggio ematico dell’INR,
eccomi, in qualità di medico
di base, a tracciare un piccolo
consuntivo sullo “stato dell’arte”. Le
limitazioni imposte alla prescrivibilità
e alla rimborsabilità del farmaco,
prevenzione primaria di eventi
tromboembolici, in soggetti sottoposti
a chirurgia sostitutiva elettiva totale
di anca o di ginocchio, prevenzione
di ictus cerebrale ed embolia
sistemica nei pazienti adulti affetti
da fibrillazione atriale non valvolare
ed uno o più fattori di rischio, tra
cui un precedente ictus o attacco
ischemico transitorio o embolia
sistemica, frazione di eiezione del
ventricolo sinistro inferiore al 40%,
insufficienza cardiaca sintomatica
(classe NYHA ≥2, età superiore a
65 anni associata a diabete mellito,
coronaropatia o ipertensione) e il
vincolo alla redazione di un piano
terapeutico da parte dello specialista
(neurologo,internista, cardiologo,
ortopedico, diabetologo, ematologo),
restano gli ostacoli alla sua diffusione
capillare. Ho personalmente inviato
numerosi pazienti in terapia con
anticoagulanti che rientravano
nelle categorie sopra elencate, e
prevalentemente cardiologici ai
colleghi specialisti senza avere uno, e
dico un solo riscontro. La risposta più
frequente che mi è stata data è che in
considerazione della relativa buona
tolleranza ed efficacia della terapia
con dicumarolici il paziente poteva
continuare con quella…
Ho anche parlato con colleghi
ospedalieri per capire se e quali
fossero le direttive ricevute a
riguardo e ancora una volta la
raccomandazione fatta loro era di
limitare il più possibile la prescrizione
per motivi economici. Per quanto
riguarda gli ortopedici si continua ad
usare nel post-operatorio le eparine a
basso peso molecolare, mai vista nel
quotidiano una prescrizione diversa.
In un articolo precedente avevo
concluso chiedendo pazienza,
convinto fossimo sulla strada giusta;
a tutt’oggi devo purtroppo ricredermi,
augurando sia finalmente rimesso
al centro del mirino l’interesse del
paziente. Purtroppo siamo figli dei
tempi e del paese in cui viviamo.
Dott. Carlo Cicardi
Medico Chirurgo
Specialista
in Chirurgia Toracica
Medicina di Base
Asl n.3 Monza-Brianza
5
la tua
UNITI CON ELLE
“Arte e Solidarietà”:
Mostra “Pedretti & AELLE”
con la Galleria Ghiggini di Varese
G
rande affluenza di
pubblico a novembre
per la Mostra
“Pedretti & AELLE”, visitata da
appassionati di arte, esponenti
del volontariato ed anche
autorità locali (all’inaugurazione
era presente anche il Dr.
Ginelli , Vice Presidente della
Provincia di Varese ed esperto di
Anticoagulazione)
La vendita delle opere del
Maestro e dei Calendari 2015
di Aelle Varese (riportanti
parte dei quadri esposti) ha
permesso di incrementare i
fondi disponibili per le nuove
iniziative dell’Associazione che,
dal 2009, opera con i suoi
Volontari per la tutela dei Pazienti
in Terapia Anticoagulante Orale
facenti capo all’Ospedale di
Circolo di Varese.
Stefano Toso
Presidente di A.L. Varese
il domani che verrà
S
i stanno avvicinando le
vacanze natalizie e la fine di
un 2014 pieno di incertezze e
di dubbi legati alla crisi economica
tristemente nota a tutti.
Ciò non toglie che vogliamo
ringraziarVi, si sto parlando a Voi
donatori liberali per la generosità
che avete dimostrato con il Vostro
5X1000 nei confronti della nostra
Associazione.
Come è noto a tutti, le Onlus come
la nostra, vivono della generosità
dei nostri donatori liberali attraverso
il 5X1000 e con il sostegno delle
donazioni liberali.
Si da con la destra per ricevere
con la sinistra, ma per noi il Vostro
sostegno è essenziale per poter
continuare a sostenere le nostre
6
iniziative. Grazie per aver condiviso
con tanto slancio il nostro motto:
”Fare del bene aiuta a stare
bene“.
Questa grave crisi economica non
ha fermato e non potrà fermare la
nostra e Vostra solidarietà sociale
e nel rinnovare a Voi e alle Vostre
famiglie i più sinceri Auguri di Buon
Natale e Felice 2015, attendiamo
il frutto delle Vostre generosità
nella speranza di non deludere le
centinaia di migliaia di pazienti in
terapia anticoagulante orale (TAO)
con le nostre iniziative finalizzate al
miglioramento della qualità di vita di
tale fragilità.
Avv. Salvatore Virgilio
Legale Federal
la scrittura
“dritta”
L’inclinazione delle lettere è una
delle caratteristiche che colpisce immediatamente
non appena prendiamo in mano uno scritto.
C
hi scrive “dritto” cioè con le
lettere perpendicolari al rigo,
è una persona che esercita un
forte autocontrollo, sia nelle relazioni
sociali sia in quelle legate alla sfera
affettiva.
è una persona rigida, perché è
stata educata in maniera rigida, che
difficilmente cambia idea, tantomeno
se viene forzata.
è intransigente con gli altri ma
anche con se stessa. Mancando
di spontaneità manca anche di
espansività.
Tutto deve essere filtrato e valutato
prima di esporsi, anche quando
prova intimamente soddisfazione e
piacere.
La sua intelligenza è razionale e
poco intuitiva, sorretta da una buona
memoria e da una grande capacità
di concentrazione.
è una persona ordinata e
metodica, che può però diventare
eccessivamente pignola.
Anche nel rapporto affettivo
non riesce ad essere spontaneo
nell’esprimere i propri sentimenti e,
quando riesce a lasciarsi andare, lo
fa con poca espansività.
Il forte autocontrollo soffoca i
sentimenti che ha dentro e, con essi,
le pulsioni affettive e sessuali.
Abbiamo finora sottolineato gli
aspetti un po’ problematici chi ha la
scrittura “dritta”, ma ci sono anche
caratteristiche molto positive che lo
contraddistinguono.
è una persona leale e corretta, che
mantiene quanto ha promesso,
lineare nelle proprie azioni e
fondamentalmente rispettosa degli
altri, con un forte senso della
giustizia.
Insomma è una persona, di cui
ci possiamo fidare, che ci può
essere amica, ma dalla quale
non ci possiamo aspettare grandi
dimostrazioni di affetto
Dott.ssa Candida Livatino
www.livatinocandida.it
7
la tua
UNITI CON ELLE
La “medicina difensiva” non si arresta
U
na raccolta di dati effettuata
dall’Ordine Provinciale
dei Medici Chirurghi ed
Odontoiatri di Roma ha mostrato
che, su un campione di circa
2.800 medici intervistati stratificato
per classe età (dall’abilitazione
alla professione sino ai 70 anni)
e disposizione geografica,
rappresentativi di tutte le branche
mediche operanti nelle varie strutture
sanitarie (dall’ambulatorio di medicina
generale, alla casa di cura pubblica
o privata), una percentuale di quasi il
60% ricorre alla cosiddetta “medicina
difensiva”. Questo dato, se letto
con attenzione, non solo mostra
un costante incremento negli anni
di questa pratica, ma porta con sé
immense conseguenze sia sulla salute
pubblica, sia sui bilanci statali.
La definizione di “Medicina
Difensiva” (DM), viene definita
direttamente Dall’Office of Technology
Assessment (OTA - ufficio del
Congresso deli Stati Uniti d’America):
“Defensive medicine occurs when
doctors order tests, procedures, or
visits, or avoid high-risk patients
or procedures, primarily (but not
necessarily or solely) to reduce
their exposure to malpractice
liability. When physicians do extra
tests or procedures primarily to
reduce malpractice liability, they
are practicing positive defensive
medicine. When they avoid certain
patients or procedures, they are
practicing negative defensive
medicine.”; in sostanza si verifica la
(DM) quando i medici prescrivono
test, procedure diagnostiche o visite
specialistiche, ovvero non trattano
pazienti o patologie ad elevato
rischio con lo scopo principale
(anche se non esclusivo) di diminuire
la possibilità di essere esposti
a procedure per responsabilità
professionale. Quando prescrivono
visite o esami in eccesso per ridurre
la loro responsabilità, essi stanno
praticando una “medicina difensiva
positiva”. Quando invece evitano
pazienti o trattamenti, essi stanno
praticando una “medicina difensiva
negativa”.
Quest’ultima distinzione, insita nella
8
definizione stessa, ha un valore però
solo teorico-semantico in quanto,
se certamente appaiono ovvie le
implicazioni sociali ed etiche qualora
il medico operi una “DM negativa”,
anche laddove si stia praticando
una cosiddetta “DM positiva”, vi
è un’incredibile riverbero negativo
soprattutto in un sistema sanitario
nazionale configurato come quello
italiano.
Nel primo caso (DM negativa)
infatti, l’evitare di visitare o, peggio
ancora, di intervenire chirurgicamente
su di una patologia che, ad
esempio, affligge un paziente con
Secondo quanto emerso nella relazione finale della
Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori
sanitari occorsi nel 2012, il “costo della medicina
difensiva in Italia sembra esser stato pari a 10 miliardi
di euro, ovvero lo 0,75% del Pil...
innumerevoli complicanze cliniche
correlate, porta ad una sorta di
rinvio verso altre strutture con il solo
risultato di aggravare la patologia
iniziale ponendo a maggior rischio
la vita dello stesso individuo; si
pensi ad esempio ad una classica
frattura femorale che occorre ad un
soggetto di 85 o 90 anni affetto,
collateralmente, da ipertensione
arteriosa, cardiopatia, e diabete.
Orbene, di fronte all’aumento di
probabilità di decesso correlate
non tanto alla pratica chirurgica
ortopedica quanto alle procedure
anestesiologiche ad essa legata, si
potrebbe prospettare il caso che,
spaventato da una possibile richiesta
risarcitoria (o peggio ancora da
un procedimento penale) nel caso
il suddetto paziente decedesse,
l’anestesista non accetti di sottoporre
ad anestesia il suddetto soggetto;
tutto ciò avrebbe come conseguenza
la non operabilità con relata
lungodegenza del paziente che,
con un arto fratturato e non trattato,
sarebbe costretto nel letto senza
alcuna speranza di guarigione. Una
sorta di eutanasia celata.
Si pensi però in modo più ampio ed
articolato ma non legato solamente
allo “stato di salute immediata” del
soggetto “uomo”, qualora venga
praticata la cosiddetta Medicina
Difensiva “Positiva”. Si consideri
cioè, ad esempio, se di fronte ad un
episodio di cefalea (patologia di cui
soffre, secondo uno studio europeo,
oltre il 50% della popolazione
continentale) che esordisce con
dolore, nausea e sensazione globale
di malessere, il medico di medicina
generale, per il timore di essere
perseguito civilmente e penalmente
nel caso i sintomi presentati dal
paziente fossero quelli relabili ad
un’iniziale emorragia cerebrale
non riconosciuta, prescrivesse una
Tomografia Computerizzata al
cranio in urgenza o (per tutelarsi
maggiormente) un ricovero immediato
presso il Pronto Soccorso. Orbene ci
si troverebbe di fronte ad una media
giornaliera (in una città come Milano)
di un migliaio di richieste di T.C. e di
altrettanti accessi al Pronto Soccorso;
ovviamente ciò comporterebbe non
solamente un immediato collasso del
“sistema assistenziale sanitario” ma
anche un’impossibilità sostanziale nel
prestare assistenza a quelle persone
che, affette da altre patologie, se
non trattate con urgenza, andrebbero
incontro alla morte. Ma questo è solo
il risvolto “umano” della cosiddetta
Medicina Difensiva “Positiva” se
si considera che essa comporta
un immenso esborso, in termini
economici, da parte delle casse
statali. Secondo quanto emerso nella
relazione finale della Commissione
Parlamentare d’inchiesta sugli errori
sanitari occorsi nel 2012, il “costo
della medicina difensiva in Italia
sembra esser stato pari a 10 miliardi
di euro, ovvero lo 0,75% del Pil, la
stessa cifra incassata nello stesso
anno per l’Imposta municipale
unificata (Imu), somma solo di poco
inferiore a quanto investito in ricerca
e sviluppo nel nostro Paese”; ecco
perché in questi dati è veramente
difficile trovare qualcosa di “positivo”
anche nella cosiddetta Medicina
Difensiva “Positiva”.
Dott. Paolo Galeazzi
Medico - Legale
9
la tua
UNITI CON ELLE
Un anno di nuovi
anticoagulanti
non dicumarolici
Federazione Anticoagulati Lombardi
Federal - o.n.l.u.s.
Sede legale Viale Premuda 10 - 20129 Milano
(c/o Avv. Salvatore Virgilio)
Sede operativa c/o A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico
C.so P.ta Nuova, 23 - 20121 Milano
www.federal.lombardia.it - [email protected]
[email protected]
tel/fax 02 6363 2977
C.F.: 9 7 5 4 3 6 5 0 1 5 0
Monte dei Paschi di Siena
Codice IBAN: IT66G0103032460000001467915
Cassa Rurale ed Artigiana
Codice IBAN: IT28Z0838632650000000450529
Anticoagulati Lombardi
A.L. Milano Fatebenefratelli - o.n.l.u.s.
è
passato un anno
da quando scrivevo
su queste pagine
che l’introduzione della
terapia con Dabigatran
sarebbe stata una svolta
epocale nella gestione
del paziente in terapia
anticoagulante per noi
medici odontoiatri, tagliando
tempi morti cui eravamo
obbligati dai dicumarolici,
e contestualmente riducendo
l’ansia dei pazienti
nell’approccio alla poltrona
sotto la “spada di Damocle”
di un sanguinamento
difficile da gestire. Bene, o
purtroppo, la mia esperienza
si limita ad un solo caso su
quindici pazienti in terapia
anticoagulante trattati e
potenzialmente idonei alla
sostituzione del farmaco;
chiaro indice di una ridotta
prescrizione da parte di
chi deve redigere i piani
terapeutici.
L’intervento, al netto dei tempi
10
di attesa per l’aggiustamento
dell’INR ormai non più
necessari, è consistito in
multiple estrazioni dall’arcata
dentaria inferiore e tre
terapie conservative sulla
superiore; non si è reso
necessario alcun correttivo
supplementare al normale
controllo dell’emorragia intra
e post trattamento, nonostante
il suggerimento di crioterapia
locale più prolungata a
scopo cautelativo.
Pertanto non posso che
affermare ed auspicare un
progressivo ampliamento
dell’utilizzo di questi nuovi
farmaci nella terapia
anticoagulante, che rendono
meno indaginoso il nostro
lavoro e ci consegnano un
paziente molto meno ansioso,
anche questo vantaggio non
da poco!
Dott.ssa Fernanda Negretto
Medico Chirurgo – Odontoiatra
Cesano Maderno M.B.
c/o A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico
C.so P.ta Nuova 23 - 20121 Milano
[email protected]
[email protected]
tel/fax 02 6363 2966
C.F.: 9 7 5 1 4 0 0 0 1 5 3
Monte Paschi di Siena
Codice IBAN: IT65D0103032460000001468008
Cassa Rurale ed Artigiana
Codice IBAN: IT51Y0838632650000000450528
Anticoagulati Lombardi
A.L. Milano Centro - o.n.l.u.s.
c /o Padiglione Devoto dell’Ospedale Maggiore
di Milano Policlinico
Via della Commenda, 10 - 20122 Milano
[email protected]
tel/fax 02 55035409
C.F.: 9 7 5 2 9 3 1 0 1 5 9
Codice IBAN: IT49N0504801669000000039002
Anticoagulati Lombardi
A.L. Varese Ospedale di Circolo - o.n.l.u.s.
c/o Ambulatorio Emostasi
padiglione Centrale POLIAMBULATORIO
Viale Borri, 57 - 21100 VARESE
[email protected]
tel. 0332 278831 - fax 0332 278118
C.F.: 9 5 0 6 6 3 6 0 1 2 4
CODICE IBAN: IT95J0335901600100000126465
www.facebook.com/AELLEVarese
In collaborazione con
www.fratelligiacomel.it
Scarica

Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!