L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• «… Noi avevamo diritto solo a quattro stanze, mentre altre quattro
rimasero vuote. La signorina Delug ci aveva affittato le quattro stanze
a una condizione: se qualcuno avesse voluto l’appartamento intero,
che era piuttosto caso, noi dovevamo sloggiare. Altrimenti, restavamo
unici inquilini, perché la Delug si rifiutava di prenderne altri da
mettere con noi. Le proposte non mancavano ma lei diceva «no»,
senza esitare, rinunciando a un secondo affitto: non era nei patti,
diceva lei, non sarebbe stato corretto nei nostri riguardi».
• Elisa Canetti (premio Nobel per la letteratura 1981), Il gioco degli
occhi
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Come si formano i prezzi ?
• Quale quantità è disposto ad offrire il produrre e a che prezzo ?
• Quanto domandano i consumatori a quello stesso prezzo ?
• Come reagiscono domanda ed offerta ?
• I prezzi e le quantità pattuite vanno rispettati ?
• Tutti i quesiti fondamentali dell’economia sono racchiusi nelle poche
righe del premio Nobel Canetti.
• Tuttavia, la nostra teoria finora ci permette solo di comprendere
come risponde la singola impresa o il singolo consumatore ai prezzi di
mercato, non come si determina il prezzo di equilibrio sul mercato.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• In particolare, la teoria della famiglia e dell’impresa rivela che
l’andamento delle curve di domanda e di offerta dipende dai gusti
individuali e dalle tecnologie utilizzare per la produzione.
• Inoltre una volta determinato il prezzo di mercato, possiamo
utilizzarlo per trovare le quantità di equilibrio offerte e domandate
dalle singole imprese e dalle singole famiglie.
• Questo tipo di analisi più dettagliata consente di comprendere meglio
determinati aspetti, sia positivi, sia normativi, del funzionamento dei
mercati.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Questo modello completo dell’equilibrio, sia a livello di mercato sia a
livello individuale, è noto come modello della concorrenza perfetta.
• Cominceremo con il descrivere le caratteristiche fondamentai della
concorrenza perfetta.
• Quando avremo presentato il modello e avremo individuato le
situazioni reali che più vi si avvicinano, passeremo a occuparci
dell’equilibrio dei mercati concorrenziali.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Il modello della concorrenza perfetta
Inizialmente illustreremo le ipotesi fondamentali che stanno alla base del
nostro modello
Le ipotesi fondamentali
Il modello della concorrenza perfetta si basa su quattro ipotesi fondamentali,
che valgono indipendentemente dal fatto che si consideri il mercato di un
prodotto oppure il mercato di un fattore.
1. La prima ipotesi è che i venditori non facciano il prezzo. In altre parole, in
un mercato concorrenziale ciascun venditore si comporta come se
potesse offrire qualunque quantità del suo prodotto senza, con questo,
influire sul prezzo di mercato.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Questa ipotesi ha due aspetti. Prima di tutto, ciascun venditore è
consapevole che la sua scelta della quantità da offrire non ha praticamente
alcun effetto sul prezzo di mercato: se egli variasse il suo volume di
produzione ciò influirebbe in misura trascurabile sul prezzo corrente,
nell’ipotesi in cui gli altri venditori continuassero a produrre la stessa
quantità.
• In secondo luogo, ciascun venditore sa che le sue decisioni non influiscono
sul comportamento degli altri venditori.
• Se così non fosse, le iniziative di una singola impresa potrebbero provocare
reazioni da parte degli altri venditori; reazioni che, complessivamente,
avrebbero ripercussioni sul prezzo di mercato.
• Data l’importanza di questo secondo aspetto, vale la pena di trattarlo come
un’ipotesi a parte.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• 2. I venditori non adottano comportamenti strategici
• Dire che un venditore non adotta comportamenti strategici significa che
egli non cerca di prevedere eventuali reazioni dei concorrenti, quando
decide come comportarsi.
• Per esempio nel momento in cui decide quante tonnellate di pomodori
vendere, un agricoltore non si preoccupa del fatto che le altre imprese
agricole potrebbero cambiare il loro volume di produzione in seguito alla
sua scelta.
• Al contrario, un venditore che invece assume un comportamento
strategico si aspetta che i concorrenti reagiscano alle sue decisioni e tiene
conto delle loro possibili reazioni nel momento in cui compie le scelte.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Per esempio quanto l’impresa produttrice della Coca Cola vuole cambiare il
prezzo della sua bevanda, deve chiedersi come reagirebbero i produttori della
Pepsi.
• 3. Non esistono ostacoli all’ingresso di nuovi venditori sul mercato
La terza ipotesi fondamentale riguardante l’offerta in un mercato concorrenziale ha
a che vedere con le difficoltà e i costi che un nuovo produttore deve affrontare per
avviare l’attività.
Quando un nuovo venditore può entrare in un mercato senza dover sostenere costi
particolari, si dice che quel mercato è caratterizzato da libertà d’entrata.
Per «costi particolari» intendiamo spese d’ingresso a cui devono far fronte coloro
che desiderano entrare nel mercato come venditori.
Naturalmente tutti i venditori dovranno sostenere costi di produzione; libertà
d’entrata significa che l’ingresso nel mercato non è soggetto a restrizioni.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• All’estremo opposto, si parla di entrata bloccata (o barriere all’entrata)
quando le nuove imprese è impossibile entrare nel mercato a un costo
ragionevole.
• L’ingresso può essere impedito da barriere impedito da barriere di
carattere legale oppure tecnologico.
• Per esempio, una compagnia aerea che volesse cominciare a coprire la
linea New York-Parigi si troverebbe di fronte a una barriera di natura
legale: quasi sicuramente non otterrebbe l’autorizzazione del governo
francese.
• Vi sono pochi casi in cui le imprese che lo vorrebbero non riescono a
entrare in un certo mercato perché posseggono le conoscenze tecniche n
necessarie oppure non sono in grado di procurarsi quale altro input
indispensabile.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Un’impresa che volesse produrre alluminio, per esempio, si troverebbe in
seria difficoltà perché tutti i principali giacimenti di bauxite (il minerale da
cui si ottiene l’alluminio) sono già vincolati.
• Chiaramente il fatto che l’entrata sia libera oppure bloccata ha importanti
ripercussioni sul tipo di equilibrio che si instaura all’interno del mercato.
• Il modello della concorrenza perfetta si basa sull’ipotesi che non esistano
barriere all’entrata.
• 4. Gli acquirenti non fanno il prezzo
L’ultima ipotesi fondamentale su cui si basa il modello della concorrenza
perfetta riguarda il lato della domanda. Ipotizziamo che gli acquirenti, così
come i venditori, considerino dato il prezzo del mercato.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• In un mercato concorrenziale, ciascun acquirente (che si tratti di una
famiglia oppure di un’impresa) sa di poter comprare la quantità che
desidera al prezzo corrente, senza che la sua scelta influisca su tale
prezzo.
• La tabella 11.1 riassume le quattro ipotesi su cui si fonda il modello
della concorrenza perfetta.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• La struttura di mercato concorrenziale
A livello puramente formale, un mercato perfettamente concorrenziale
se presenta le quattro caratteristiche specificate nella Tabella 11.1.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
Tabella 11.1 Le ipotesi fondamentali alla base del modello della
concorrenza perfetta
1. Possibilità dei venditori di influire sul
prezzo
I venditori non fanno il prezzo
2. Diffusione di comportamenti strategici
I venditori non adottano comportamenti
strategici
3. facilità di accesso al mercato
Il mercato è caratterizzato da libertà di
entrata
4. Possibilità dei compratori di influire sul
prezzo
I compratori non fanno il prezzo
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• In pratica, come si riconoscono tali caratteristiche ?
• In altre parole, da che cosa si capisce se un certo mercato è
concorrenziale ?
• La risposta è: dalle condizioni in cui operano acquirenti e venditori.
• Complessivamente queste condizioni prendono il nome di struttura
di mercato.
• Gli aspetti che caratterizzano una struttura di mercato sono
numerosi.
• Per ciascuno di questi aspetti, vedremo quali sono le caratteristiche
compatibili con il modello della concorrenza perfetta.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• 1. Le dimensioni dei compratori
• Questo aspetto della struttura di mercato è importante perché da esso dipende la
possibilità o meno, da parte degli acquirenti, di influire sui prezzi.
• Quando in un mercato ci sono pochi compratori e ciascuno di essi acquista
quantità enormi, è probabile che questi compratori riescano a influire sul prezzo
di mercato variando la quantità del bene acquistata.
• La Northern Foods può influenzare il prezzo della produzione inglese e gallese ,
considerato che acquista circa il 17% del latte britannico ( heagreavers, Urry,
1993, 19).
• In Italia Benetton acquista capi confezionati da una miriade di piccoli fornitori.
• Viceversa quanto i compratori sono numerosi, è probabile che siano tutti di
dimensioni così ridotte da non poter influire sul prezzo.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Quando andate al supermercato a comprare il latte per la colazione,
acquistate una quota tanto piccola della produzione totale che non
siete in grado di produrre effetti percettibili sul prezzo.
• Quindi l’ipotesi che i compratori non facciano il prezzo è la più
verosimile, quando il loro numero è elevato.
2. Le dimensioni e il numero dei venditori
Dalle dimensione e dal numero dei venditori presenti nel mercato
dipende che (a) venditori facciano o meno del prezzo e (b) che adottino
oppure no comportamenti strategici.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Quando i venditori sono tanti e le dimensioni di ciascuno di essi sono
ridotte rispetto a quelle del mercato, la decisione di ogni singolo venditore
riguardo alla quantità prodotta da una singola impresa, anche se consiste,
corrisponde a una variazione percentuale molto piccola dell’offerta di
mercato e, quindi, provoca una variazione minima del prezzo.
• Usando la terminologia che avete appreso nei capitoli precedenti,
l’elasticità della domanda a cui si trova di fronte la singola impresa è molto
elevata.
• Immaginate un agricoltore che produce 1/10.000 della quantità totale
presente sul mercato, anche se questi raddoppiasse il proprio volume di
produzione, l’offerta totale di mercato aumenterebbe solamente dello
0,01%.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Supponendo che l’elasticità della domanda di mercato al prezzo sia
pari a 2, il prezzo scenderebbe solo dello 0,005%, nonostante
l’agricoltore produca una quantità doppia rispetto a quella
precedente: ciò significa che l’elasticità della domanda dell’impresa al
prezzo sarebbe pari a 20.000=-(aumento del 100% della quantità
prodotta)/(diminuzione dello 0,005% del prezzo).
• Dato questo coefficiente di elasticità della domanda dell’impresa,
l’agricoltore dovrebbe produrre una quantità di 200 volte superiore a
quella iniziale per far scendere il prezzo di mercato dell’1%.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Quando più è elastica la domanda a cui si trova di fronte l’impresa tanto
più di questa non sarà in grado di fare il prezzo, perché potrà variare il suo
volume di produzione senza generare effetti percettibili sul prezzo.
• Dal numero e dalle dimensione dei venditori non dipende solo in quale
misura in grado di fare il prezzo ma anche se assumono comportamenti
strategici oppure no.
• Se in un certo mercato operano pochi venditore, è probabile che ciascuno
di essi tenga sotto controllo gli altri.
• Negli Stati Uniti le principali società che forniscono servizi telefonici sono
tre: AT&T, MCI, e Sprint.
•
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Negli Stati Uniti le principali società che forniscono servizi telefonici sono
tre: AT&T, MCI, e Sprint.
• In Italia gli operatori di telefonia mobile sono TIM, Vodafone, Wind e Tre:
quando uno di essi prende in considerazione la possibilità di ridurre le
tariffe, sa che gli altri due potrebbero agire di conseguenza, quindi queste
società adottano comportamenti strategici.
• Al contrario, quando i venditori sono numerosi e nessuno di essi è in grado
di influire in misura significativa sul prezzo, è probabile che ciascuno decida
senza tenere conto degli altri.
• Quindi se in un mercato operano molti venditori, vi sono maggiori
probabilità che questi non facciano il prezzo e non adottino comportamenti
strategici.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Il grado di sostituibilità tra i prodotti dei diversi venditori
Due prodotti vengono definiti beni omogenei se i consumatori li
considerano identici (cioè se il saggio marginale di sostituzione tra di
essi è costantemente pari a 1).
Se ai compratori i prodotti di tutti i venditori appaiono identici, essi
acquisteranno dal venditore che applica il prezzo più basso, tra quelli di
cui sono a conoscenza.
Quindi se tutti i venditori offrono beni omogenei, chiunque tenti di
applicare un prezzo superiore a quello prevalente nel mercato non
riuscirà a vendere i suoi beni.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Per esempio, per alcune grandi catene di fast food tutti i giovani in cerca di
lavoro si equivalgono: di conseguenza, se un ragazzo pretendesse un salario
più elevato rispetto a quello corrente, resterebbe disoccupato.
• Ciascun giovane si trova di fronte a una curva di domanda del suo lavoro
perfettamente elastica ed è quindi un venditore che non fa il prezzo.
• Al contrario, quando i prodotti di diversi venditori presenti nel mercato
non sono omogenei, è possibile che un venditore riesca ad alzare il prezzo
senza perdere tutti i suoi clienti.
• Consideriamo il mercato dei locali notturni di New York: esistono centinaia
di locali, nessuno dei quali ha una quota di mercato significativa.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Tuttavia ognuno offre un prodotto (uno spettacolo) diverso da quelli
degli altri locali notturni.
• Inoltre questi locali si trovano in posti diversi, propongono generi
diversi di musica, richiedono tipi diversi di abbigliamento e offrono
varietà diverse di cibo.
• Se il proprietario di un locale decidesse di alzare il prezzo del biglietto
d’ingresso, non perderebbe tutti i clienti; infatti per alcune persone
quel locale sarebbe abbastanza preferibile altri da giustificare il prezzo
più elevato.
• In altre parole, il proprietario del locale si trova di fronte a una curva
di domanda decrescente e, dunque, fa il prezzo.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Il modello della concorrenza perfetta prevede che i venditori non
facciano il prezzo: quindi, affinché la struttura di mercato sia
compatibile con tale modello, è necessario che i prodotti offerti dai
diversi venditori siano omogenei.
4. Il livello d’informazione dei compratori sui prezzi e sulle diverse
possibilità a disposizione
Abbiamo detto che se i prodotti offerti sono omogenei gli acquirenti si
rivolgono ai venditori che applicano il prezzo più basso, ciò dissuade i
venditori dal portare i prezzi al di spora del livello prevalente.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Questo ragionamento presuppone che i compratori siano a conoscenza di
tutte le possibilità che hanno a disposizione sul mercato.
• Viceversa, la domanda del singolo venditore, sarà molto meno sensibile al
prezzo se gli acquirenti non sono ben informati.
• Se un produttore volesse aumentare le sue vendite, riuscirebbe ad attirare
nuovi clienti abbassando il prezzo ?
• La risposta è: no se nessuno sa che il prezzo è diminuito.
• Analogamente, se un venditore alza il prezzo e i consumatori sono ben
informati, può darsi che egli continui a vendere una certa quantità del suo
prodotto semplicemente perché i suoi clienti non sanno che potrebbero
acquistarlo altrove a un prezzo inferiore.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Una delle ipotesi fondamentali su cui si basa il modello della
concorrenza perfetta è che i venditori non facciano il prezzo, affinché
questa ipotesi abbia senso, è necessario che gli acquirenti siano a
conoscenza di tutte le possibilità disponibili nel mercato.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• 5. Facilità d’entrata nel mercato
• Affinché sia soddisfatta una delle condizioni fondamentali della
concorrenza perfetta, la libertà d’entrata, i nuovi venditori che
vorrebbero accedere al mercato non devono trovarsi di fronte a
ostacoli di alcun tipo.
• Abbiamo già detto che le barriere che ostacolano l’ingresso in un
mercato possono essere di natura legale oppure tecnologica: perché
un mercato sia perfettamente concorrenziale non deve esserci alcuna
barriera all’entrata.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
Come si riconosce una struttura del mercato concorrenziale
Nella tabella 11.2 sono sintetizzate le caratteristiche che deve
possedere un mercato per essere adeguatamente rappresentato dal
modello della concorrenza perfetta.
Facendo riferimento a questa lista, possiamo stabilire se un certo
mercato è conforme o meno al modello concorrenziale.
• Per esempio il modello della concorrenza perfetta può essere usato
per descrivere il funzionamento del mercato dei pomodori ?
• I pomodori sono venduti alle imprese di distribuzione alimentare e
alle imprese produttrici di conserve.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Gli acquirenti sono numerosi e nessuno di essi è di dimensioni
abbastanza grandi da influire sul prezzo; quindi è ragionevole
supporre che questi acquirenti non facciano il prezzo.
• Anche i venditori presenti nel mercato sono numerosi, se si pensa al
frazionamento delle imprese agricole in Italia.
• Inoltre i pomodori provenienti da diversi agricoltori sono sostituibili
tra loro e i compratori sono bene informati, in quanto fa parte del loro
mestiere esserlo.
• Date queste caratteristiche strutturali, è molto probabile che i
venditori non facciano il prezzo e non adottino comportamenti
strategici.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Infine dobbiamo valutare la facilità con sui si può entrare nel mercato.
• Le leggi consentono di coltivare pomodori; c’è disponibilità di terreni
adatti a questa coltura, le conoscenze necessarie per la coltivazione
dei pomodori sono abbastanza diffuse e facilmente acquisibili.
• In poche parole, non esistono barriere né di carattere legale né di
carattere tecnologico che blocchino l’accesso a questo mercato.
• Possiamo dunque concludere che l’industria dei pomodori è
caratterizzata da una struttura di mercato perfettamente
concorrenziale.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Tuttavia, dobbiamo tenere conto dei differenti comportamenti delle
imprese nel breve e nel lungo periodo.
• Nel breve periodo è impossibile che nuove imprese entrino nel
mercato perché non riuscirebbero a procurarsi i fattori fissi necessari
per la produzione.
• Di conseguenza, per trovare le curve di mercato nel breve periodo
basta sommare le curve di offerta o di domanda delle singole imprese
già presenti nel mercato.
• Nel lungo periodo, invece, è possibile che nuove imprese entrino nel
mercato e alcune di quelle che già vi operano ne escano.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Quindi nel lungo periodo il numero di imprese presenti in un’industria non
è qualcosa di acquisto, ma dipende anch’esso dall’equilibrio che viene a
crearsi.
• Come vedremo in seguito, il modello della concorrenza perfetta è in grado
di rappresentare il funzionamento di molti altri mercati, sia di prodotti che
di fattori.
• Ciò non significa, tuttavia che questi mercati soddisfino rigorosamente
tutte le condizioni della concorrenza perfetta.
• Il modello di concorrenza perfetta si è rilevato uno strumento utile ed
efficace per analizzare il funzionamento di un’ampia gamma di mercati, dal
mercato del lavoro, a quello immobiliare, ai mercati dei prodotti agricoli.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• L’equilibrio concorrenziale nel breve periodo
• Per individuare la situazione di equilibrio di breve periodo in un
mercato concorrenziale, dobbiamo innanzitutto ricavare la curva di
offerta di mercato dalle curva di offerta delle singole imprese.
L’OFFERTA DI MERCATO
Per capire come si costruisce la curva di offerta del mercato,
ipotizziamo, per il momento che nel mercato dei pomodori operino
soltanto due imprese, la Bioagri e la Romagna-agri.
La curva di offerta individuale della Bioagri è s^B, nella figura 11.1
mentre quella della Romagna-agri è s^R.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
11.1
€ alla
tonnellat
a
S^R
S^B
S^SR
400
300
40
Tonnellate di pomodori all’anno
50
75
100
150
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Dobbiamo sommare queste due curve di offerta individuali, per trovare la
curva di offerta di mercato dei pomodori.
• Per farlo usiamo lo stesso metodo impiegato per ricavare la curva di
offerta delle famiglie (Capitolo 5): sommiamo orizzontalmente le curve di
offerta di singole imprese.
• Dato un certo prezzo, determiniamo la quantità offerta da ciascuna
impresa delle singole imprese.
• Dato un certo prezzo, determiniamo la quantità offerta da ciascuna
impresa a quel prezzo e poi facciamo la somma.
• Per esempio nella figura 11.1 risulta che quando il prezzo del mercato è
400 euro alla tonnellata, la Bioagri è disposta ad offrire 50 tonnellate di
pomodori e la Romagna agri 100 tonnellate.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Sommando queste due quantità, vediamo che, se il prezzo è 400 euro alla
tonnellata, la Bioagri è disposta ad offrire 50 tonnellate di pomodori e la
Romagra-agri 100 tonnellate.
• Sommando queste due quantità vediamo che , se il prezzo è di 400 euro
alla tonnellata l’offerta di mercato è pari a 150 tonnellate; abbiamo così
individuato un punto della curva di offerta di mercato.
• Come al solito, abbiamo trovato la quantità offerta complessivamente sul
mercato sommando orizzontalmente le singole quantità.
• Abbiamo agito in questo modo perché ci stiamo chiedendo, quale quantità
complessiva di prodotto le imprese operanti nel mercato siano disposte ad
offrire in corrispondenza di un certo prezzo; poiché la quantità si misura
sull’asse orizzontale, per rispondere a questa domanda sommiamo
orizzontalmente le curve individuali.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Quando si tratta di costruire una curva di offerta di mercato, una volta
che avete individuato il primo punto sapere come ricavare tutti gli
altri.
• In corrispondenza di qualsiasi prezzo si sommano in orizzontale le
quantità offerte dalle singole imprese per determinare la quantità
offerta complessivamente nel mercato.
• Ripetendo più volte questa operazione si ottiene l’intera curva di
offerta di mercato, denominata S_SR nella figura 11.1.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• Nei mercato perfettamente concorrenziali i venditori sono numerosi.
• Quando in un’industria operano più di due imprese, bisogna
semplicemente sommare più quantità offerta dai singoli per trovare
l’offerta totale di mercato in corrispondenza di ciascun prezzo.
• Quanto sono, però i venditori ?
• Nel breve periodo possono far parte dell’industria solo le imprese che
possiedono una quantità di fattori fissi sufficiente a produrre.
• Poiché il numero delle imprese operanti nel mercato è fisso nel breve
periodo, non vi sono difficoltà particolari nel sommare le curve di offerta
individuali.
• La curva di offerta di mercato dei pomodori, S_SR, è rappresentata nel
grafico B della figura 11.2.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
• La domanda di mercato
• L’ipotesi che i compratori non facciano il prezzo permette di sintetizzare il loro
comportamento, mediante una curva di domanda di mercato.
• Quando il prodotto venduto nel mercato viene consumato dalle famiglie, non
dobbiamo fare altro che seguire il procedimento descritto per costruire la curva
di domanda di ciascun consumatore.
• Quando il bene venduto è un fattore (come i pomodori, utilizzati per produrre
conserve e sughi pronti), gli acquirenti sono imprese e le loro curve di domanda
derivata si ricavano con la tecnica spiegata (Capitolo, 10).
• In entrambi i casi, per trovare la curva di domanda di mercato si usa il metodo
che ci è ormai familiare: si sommano orizzontalmente le curve di domanda dei
singoli acquirenti.
• La curva di domanda di mercato dei pomodori che si rivolge alle imprese
dell’industria, D_SR è rappresentata nel grafico B della figura 11.2.
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
11.2A
MC_SR
AC_SR
d_SR
P_1
X_1
L’equilibrio nei mercati concorrenziali
11.2B
€
S_SR
P_1
D_SR
X_1
tonnellate
Scarica

L`equilibrio nei mercati concorrenziali