Capitolo 9
L’economia politica della politica commerciale
Corso tenuto da Sergio de Nardis
Economia internazionale: teoria e politica del commercio internazionale
di Paul R. Krugman e Maurice Obstfeld,
terza edizione italiana a cura di Rodolfo Helg
Organizzazione del capitolo
 Introduzione
 Le ragioni a favore del libero scambio
 Le ragioni contrarie al libero scambio fondate su




considerazioni di benessere nazionale
Politica commerciale e distribuzione del reddito
Politica commerciale e negoziati internazionali
Sommario
Appendice: come si dimostra che il dazio ottimo è
positivo
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Slide 9-2
Introduzione
 Il libero scambio massimizza il benessere nazionale,
ma comporta effetti di redistribuzione del reddito.
• La più parte dei governi mantiene forme di restrizione
del commercio internazionale.
• Motivi per cui la gran parte degli economisti dice che i
governi non dovrebbero interferire con il liberso
scambio
• Motivi per cui i governi tendono a non fondare le
proprie decisioni sui calcoli costi-benefici effettuati
dagli economisti.
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Slide 9-3
Introduzione
 Quali ragioni avrebbero i governi per non interferire
nel commercio internazionale?
• Ci sono tre argomentazioni a favore del libero
scambio:
– libero scambio ed efficienza
– economie di scala nella produzione
– argomentazioni di natura politica
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Slide 9-4
Le ragioni (degli economisti) a favore
del libero scambio
 Libero scambio e efficienza
• L’argomentazione a favore del libero scambio fondata sulla
nozione di efficienza discende dal risultato secondo cui,
nel caso di un paese piccolo (che non ha potere di influire,
attraverso mutamenti della domanda di importazioni, sulla
ragione di scambio) il libero scambio è semplicemente la
politica commerciale ottimale
– Un dazio causa una perdita secca per l’economia: distorsioni dal lato
dell’offerta (si produce all’interno qualcosa che potrebbe essere prodotto
più efficientmente altrove) e della domanda (si consuma meno di quello
che si sarebbe fatto
– Lo spostamento da un equilibrio con dazio al libero scambio elimina la
perdita di efficienza e accresce il benessere nazionale
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Slide 9-5
Le ragioni (degli economisti) a favore
del libero scambio
Figura 9-1: la ragione a favore del libero scambio fondata sulla nozione
di efficienza nel caso di paese piccolo: solo costi da un dazio!
Prezzo, P
Prezzo
mondiale
più dazio
Prezzo
mondiale
Distorsione
nella
produzione
S
Distorsione
nel consumo
D
Quantità, Q
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Le ragioni (degli economisti) a favore del
libero scambio

Benefici aggiuntivi del libero scambio in presenza di
economie di scala
• In paesi piccoli, la protezione dei mercati non consente alle
•
•
imprese di sfruttare le economie di scala; essa incoraggia un
eccessivo numenro di imprese a entrare nel settore protetto; la
proliferazione di imprese implica che ciascuna operi su una
scala inefficiente
La presenza di economie di scala induce scambi internazionali
che consentono una maggiore disponibilità di varietà di beni a
prezzi inferiori: la protezione preclude questo beneficio
Il libero scambio, come contrapposto ad un commercio
internazionale “regolato”, offre maggiori incentivi
all’innovazione e all’apprendimento
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Slide 9-7
Le ragioni politiche a favore del libero
scambio

Politica e libero scambio
• Un impegno politico a favore del libero scambio nella pratica può essere
•
una buona idea: attraverso i commerci (di beni, servizi e fattori
produttivi) possono viaggiare le spinte all’ammodernamento e alla
democratizzazione dei sistemi politici autoritari (che non a caso
preferiscono relazioni commerciali fortemente regolate se non
l’autarchia, per ridurre i contatti con l’esterno)
Anche quando sussista qualche giustificazione a limitare gli scambi
(v.oltre), è molto difficile per un Governo effettuare scelte equilibrate e
ben mirate: un Governo disponibile, per fondati motivi, a regolare gli
scambi diviene facilmente oggetto di pressioni da parte dei gruppi di
interesse alla ricerca di rendite di protezione che fanno deviare la politica
commerciale dall’impianto ritenuto ottimo (sulla base di un’analisi
costi/benefici)
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Slide 9-8
Ragioni contrarie al libero scambio fondate
su considerazioni di benessere nazionale
 Politiche commerciali attive talvolta possono

accrescere il benessere di una nazione nel suo insieme
Esistono due giustificazioni teoriche per l’abbandono
di una politica di libero scambio:
• l’effetto sulla ragione di scambio di un dazio
• i fallimenti del mercato interno
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Slide 9-9

Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
Dazi e ragione di scambio
• Nel caso di un paese grande (cioè di un paese che è in grado
di influenzare il prezzo internazionale mediante il
commercio), un dazio riduce il prezzo delle importazioni e
determina un miglioramento della ragione di scambio
– Tale beneficio può essere confrontato con i costi di un dazio
(distorsioni nella produzione e nel consumo) per vedere se
esso li supera o meno
• E’ possibile che il beneficio di un dazio, connesso al
miglioramento della ragione di scambio, più che compensi i
suoi costi
– Pertanto, il libero scambio può non essere la politica
commerciale ottimale per un paese grande
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Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
Figura 9-2: il dazio ottimo, beneficio marginale derivante dal miglioramento della ragione di
scambio è esattamente pari alla perdita marginale in termini di efficienza conseguente alle
distorsioni nella produzione e nel consumo
Benessere nazionale al netto delle perdite
1
Dazio
Dazio
ottimo, to proibitivo, tp
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Dazio
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Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
• Il dazio ottimo
– Il dazio che massimizza il benessere nazionale netto è in
generale contenuto
– E’ positivo per un paese grande, ma inferiore al dazio proibitivo
che eliminerebbe ogni importazione
– E’ nullo nel caso di un paese piccolo che non è in grado di
influenzare il prezzo internazionale
– Il dazio ottimo aumenta al crescere della dimensione (potere di
mercato) del paese
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Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
• Sussidio ottimo: che politica commerciale imporrebbe per i
settori di esportazione l’argomento basato sulla ragione di
scambio?
– Un sussidio all’esportazione comporta un peggioramento
della ragione di scambio, quindi riduce necessariamente il
benessere nazionale.
– Pertanto, la politica ottimale per i settori di esportazione deve
prevedere un sussidio negativo, cioè una tassa sulle esoportazioni
(paesi esportatori di greggio tassano le vendite petrolifere).
– Così come il dazio ottimo, anche la tassa sulle esportazioni è,
per un paese grande, sempre positiva, ma minore della tassa
proibitiva che eliminerebbe ogni esportazione.
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Slide 9-13
Controargomentazioni alla considerazioni
fondate sulla possibilità di influire sulla
ragione di scambio
• L’argomentazione della possibilità di influire a proprio
vantaggio sulla ragione di scambio vale solo per i paesi
grandi; per i paesi piccoli il dazio comporta solo costi
• Ci sono rischi anche per i paesi grandi: 1) possibilità di non
applicare nel dosaggio e nella modalità giuste le politiche
commerciali (perchè i governi divengono preda delle
lobby); 2) possibilità di ritorsioni da parte di altri paesi
grandi con l’esplodere di guerre commerciali
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Slide 9-14
Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
 Fallimenti del mercati interno
• Surplus del consumatore e del produttore non misurano
in modo appropriato i costi ed i benefici sociali
– Le nozioni di surplus del consumatore e del produttore
trascurano possibili fallimenti del mercato interno
come:
– disoccupazione o sotto-occupazione della forza lavoro
– spillover tecnologici provenienti da settori nuovi o
particolarmente innovativi
– esternalità
• Un dazio può accrescere il benessere se esiste un
beneficio marginale sociale associato alla produzione
di un bene che non viene catturato dalla misura del
surplus del produttore.
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Slide 9-15
Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di benessere
nazionale
Figura 9-3: argomentazione a favore di un dazio fondata sul fallimento
del mercato interno
Prezzo, P
S
(a)
PW + t
PW
a
b
D
S1 S2
D2 D1 Quantità, Q
Dollari
(b)
c
S1 S2
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Beneficio
marginale
sociale
Quantità, Q
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Ragioni contrarie al libero scambio
fondate su considerazioni di fallimenti di
mercato
• L’argomentazione contraria la libero scambio fondata
sul fallimento del mercato interno è un caso particolare
della teoria del second best
– La teoria del second best afferma che una politica non
interventista nei confronti di un dato mercato è
desiderabile solo se tutti gli altri mercati funzionano
adeguatamente
– Se un mercato fallisce nel funzionare adeguatamente, un
intervento del Governo può accrescere il benessere
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Slide 9-17
Controargomentazioni alle ragioni contrarie al
libero scambio fondate su considerazioni di
fallimento di mercato
 Il fallimento del mercato fornisce una giustificazione
convincente delle politiche commerciali?
• Ci sono due linee di difesa fondamentali del libero
scambio in presenza di distorsioni domestiche:
– distorsioni domestiche dovrebbero essere corrette
mediante l’uso di politiche economiche interne (e non
internazionali)
– Esempio: un sussidio alla produzione è più appropriato di un
dazio nel trattare un fallimento di mercato legato al lato della
produzione
– i fallimenti di mercato sono difficili da individuare e da
misurare
– Esempio: un dazio volto a proteggere certi settori industriali
urbani genererà dei benefici sociali, ma incoraggierà anche i
lavoratori a spostarsi in mdo eccessivo verso questi settori
provocando un aumento della disoccupazione.
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Slide 9-18
Politica commerciale e distribuzione
del reddito
 In pratica, le politiche commerciali sono dominate da
considerazioni di distribuzione del reddito
• I desideri dei singoli individui si riflettono in misura
più o meno ampia negli obiettivi del governo
– Esistono modelli in cui i governi cercano di
massimizzare il loro successo politico
 Competizione elettorale
• Gli scienziati della politica sostengono che le politiche
effettive siano determinate dalla competizione tra
partiti politici che cercano di attirare più voti possibili
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Politica commerciale e distribuzione
del reddito
• Assunzioni del modello:
– esistono due partiti politici in competizione tra loro
– l’obiettivo di ciascun partito è di essere eletto
– ogni partito deve decidere il livello di dazio da imporre
(questa è l’unica politica economica possibile)
– gli elettori hanno preferenze diverse sulle politiche
commerciali
• Quali politiche i due partiti prometteranno di seguire?
– I due partiti offriranno la stessa politica, che consisterà
nel dazio preferito dall’elettore mediano (l’elettore che
si colloca esattamente al centro nello spettro delle
preferenze)
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Politica commerciale e distribuzione
del reddito
Figura 9-4: competizione politica: tendenza delle due coalizioni a
“offrire” lo stesso dazio; quello preferito dall’elettore mediano
Dazio preferito
Sostegno politico
tA
tB
tM
Elettore mediano
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Elettori
Slide 9-21
Politica commerciale e distribuzione
del reddito

Azione collettiva
• L’ipotesi dell’elettore mediano dovrebbe condurre a politiche più liberiste di quelle che si
osservano nella realtà (le politiche protezionistiche avantaggiano un numero limitato di
elettori). Tale contraddizione può essere superata con il concetto di azione collettiva;
questo approccio considera l’attività politica come un bene pubblico, i cui effetti non
sono escludibili nè caratterizzati da “rivalità” tra i percettori
– Per esempio, un dazio protegge tutte le imprese di un certo settore dalla concorrenza
estera, anche se l’onere dell’attività di pressione svolta per ottenerlo è stato
sopportato solo da alcune di esse
– All’opposto, i consumatori danneggiati possono subire un’ampia perdita complessiva
dal dazio, ma una limitata perdita pro capite; il vantaggio pro capite che deriverebbe
nel far sentire la propria voce presso i politici è inferiore al costo che devono
sopportare per intraprendere la singola azione
• E’ possibile che determinate politiche commerciali, pur comportando perdite notevoli ma
distribuite su un gran numero di imprese o di consumatori, non vengano contrastate, non
trovino opposizione
– i settori piccoli e ben organizzati ottengono protezione perchè possono svolgere
l’azione collettiva; i settori grandi e di difficile organizzazione (tipicamente la massa
dei consumatori) non intraprendono l’azione collettiva e non si oppongono al danno
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che ricevono
Politica commerciale e distribuzione
del reddito
 Come modellizzare il processo politico
• I gruppi di interesse “acquistano” politiche in cambio
di contributi finanziari ai partiti
• I partiti possono anche deviare dalle preferenze del
proprio elettorato (o dell’elettore mediano) se i
contributi consentono di vincere le elezioni (portano
più voti rispetto a quelli che si perdono)
• I gruppi piccoli e ben organizzati, che hanno superato
il problema dell’azione collettiva, possono così
ottenere politiche che favoriscono il loro interesse, a
scapito del benessere collettivo
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Slide 9-23
Politica commerciale e distribuzione
del reddito
 Chi riceve protezione?
• Due settori tendono ad essere protetti nei paesi avanzati:
– Agricoltura
– Gli agricoltori sono pochi e ben organizzati
– Tessile e abbigliamento
– Entrambi hanno goduto di protezione notevole. Questi settori
impiegano lavoratori non qualificati e hanno alle spalle
un’organizzazione sindacale
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
 L’integrazione internazionale è progredita
considerevolmente dalla metà degli anni ‘30 fino agli
anni ‘80 circa perchè gli Stati Uniti e altri paesi
avanzati hanno gradualmente rimosso dazi e barriere
non tariffarie agli scambi.
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
Figura 9-5: i dazi negli Stati Uniti
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Slide 9-26
Politiche commerciali e negoziati
internazionali


Come è stato possibile rimuovere i dazi?
• La grande liberalizzazione commerciale post-bellica è
stata conseguita mediante negoziati internazionali
– I governi si sono accordati per la riduzione reciproca
dei dazi
I vantaggi della negoziazione
• E’ più facile ridurre i dazi nell’ambito di un accordo
reciproco piuttosto che su iniziativa unilaterale perchè:
– ciò consente di mobilitare gli esportatori come
sostenitori del libero scambio
– ciò aiuta i governi ad evitare il coinvolgimento in
distruttive guerre commerciali
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Slide 9-27
Politiche commerciali e negoziati
internazionali
Tabella 9-3: il problema della guerra commerciale
Giappone
Stati Uniti
Libero scambio
Protezionismo
10
20
Libero scambio
10
-10
-10
-5
Protezionismo
20
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-5
Slide 9-28
Politiche commerciali e negoziati
internazionali


Ogni paese assume data la politica dell’altro presenta; ciascun paese ha una
strategia dominante: il protezionismo; lasciati a se stessi tutti e due i paesi
scelgono il protezionismo (troppo alta la perdita cui andrebbero incontro se
scegliessero unilateralmente il libero scambio); in questo modo perdono
entrambi 5; una perdita inferiore a quella di 10 che rischierebbero con un
liberismo unilaterale
Anche se ogni paese agendo singolarmente preferisce il protezionismo,
starebbero entrambi meglio se entrambi scegliessero il libero scambio
• Nella teoria dei giochi, questa situazione è nota come dilemma del
prigioniero
• Il risultato migliore (guadagno di 10 per entrambi) si può raggiungere
attraverso il coordinamento, con un accordo tra i due paesi perchè
entrambi adottino una politica di libero scambio; un trattato
internazionale può fungere da coordinator esterno nei confronti d due
attori con vantaggio per tutti
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali

Gli accordi commerciali internazionali: brevi cenni
storici
• La riduzione coordinata dei dazi intesa come politica
•
commerciale risale agli anni ‘30 (lo Smoot-Hawley Act)
La riduzione multilaterale dei dazi dopo la fine della
Seconda Guerra Mondiale è avvenuta sotto l’egida
dell’Accordo Generale sui Dazi e sul Commercio
(GATT), stipulato nel 1947 a Ginevra
– Attualmente, è noto come Organizzazione Mondiale del
Commercio (OMC o WTO)
– Il sistema GATT-WTO è un’organizzazione formale che
incorpora un insieme di regole di condotta in materia di
politiche commerciali
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
• Il sistema GATT-WTO proibisce l’introduzione di:
•
– sussidi all’esportazione (eccetto che per i prodotti
agricoli)
– contingentamenti delle importazioni (eccetto il caso in
cui un improvviso aumento delle importazioni minacci i
produttori domestici)
– dazi (ogni nuovo dazio o incremento di un dazio
esistente deve essere controbilanciato da riduzioni in
altri dazi volte a compensare i paesi esportatori
danneggiati)
Round commerciale
– Un vasto numero di paesi si incontra per negoziare un
insieme di riduzioni tariffarie nonché altre misure per la
liberalizzaizone degli scambi
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
• Dal 1947 ad oggi, hanno avuto luogo otto round
commerciali:
– i primi cinque hanno assunto la forma di negoziati
bilaterali “paralleli” (per esempio, Germania con
Francia e Italia)
– il sesto accordo commerciale multilaterale, noto come
Kennedy Round, venne completato nel 1967:
– comportava una riduzione generalizzata del 50% su tutti i dazi
vigenti da parte dei paesi industrializzati, eccezion fatta per
alcuni specifici settori industriali in cui i dazi rimasero
immutati
– complessivamente, il Kennedy Round comportò una riduzione
media dei dazi del 35% circa
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
– Il cosiddetto Tokyo round (conclusosi nel 1979)
comportò:
– la riduzione ulteriore dei dazi
– nuovi codici per controllare la proliferazione di barriere non
tariffarie, quali ad esempio le VER
– Un ottavo round di negoziati, il cosiddetto Uruguay
Round, si è concluso nel 1994
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali

L’Uruguay Round
• I suoi risultati maggiori sono stati:
– la liberalizzazione degli scambi
– alcune riforme amministrative

Doha Round iniziato a fine 2001...ancora in corso

Liberalizzazione commerciale
• Il dazio medio imposto dai paesi avanzati si è ridotto di quasi il 40%.

– Ancora più significativo della riduzione complessiva dei dazi è l’accordo
per liberalizzare il commercio in due settori molto importanti: l’agricoltura
e l’abbigliamento
Dal GATT al OMC
• Molti dei dibattiti che hanno ruotato intorno all’Uruguay Round
riguardano la creazione dell’OMC
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Slide 9-34
Politiche commerciali e negoziati
internazionali
• Quanto è diverso l’OMC dal GATT?
– Il GATT era un accordo provvisorio, mentre l’OMC è
un’organizzazione internazionale a pieno titolo
– Il GATT trovava applicazione solo in materia di
commercio di beni, mentre l’OMC ha incluso anche
regole sul commercio di servizi (l’Accordo Generale sul
Commercio in Servizi (GATS)) e sull’applicazione
internazionale dei diritti di proprietà intellettuale
– L’OMC ha una nuova procedura di risoluzione delle
dispute, concepita per ridurre il tempo in cui si perviene
al giudizio
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
 Costi e benefici
• L’impatto economico dell’Uruguay Round è difficile
da stimare.
– Ciò nonostante, le stime del GATT e
dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e
lo Sviluppo indicano un beneficio per l’economia
mondiale quantificato in 200 miliardi di dollari all’anno,
una volta che l’accordo sarà pienamente in vigore.
– Gli economisti tendono a ritenere troppo basse queste stime
– I costi dell’Uruguay Round graveranno su gruppi ben
organizzati, mentre i suoi benefici saranno ampiamente
diffusi tra la popolazone
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali
 Gli accordi commerciali preferenziali
• I paesi stipulano accordi commerciali
preferenziali attraverso i quali riducono i loro dazi
reciprocamente, ma non nei confronti del resto del
mondo
• Il GATT-OMC, attraverso il principio della
“nazione più favorita” (MFN), proibisce accordi
siffatti
– La costituzione di un accordo commerciale
preferenziale è permessa solo se conduce al libero
scambio tra i paesi firmatari dell’accordo
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Slide 9-37
Politiche commerciali e negoziati
internazionali
• Due o più paesi membri dell’OMC si accordano in
favore del libero scambi in due modi:
– un’area di libero scambio consente il libero scambio tra
paesi membri, ma prevede che ogni paese membro
mantenga una propria politica commerciale nei
confronti del resto del mondo.
– Esempio: il North American Free Trade Agreement
(NAFTA) dà vita ad un’area di libero scambio.
– un’unione doganale consente il libero scambio tra
paesi membri e richiede l’adozione di una politica
commerciale comune nei confronti del resto del mondo.
– Esempio: l’Unione Europea (EU) è un’unione doganale.
– un mercato comune è un’unione doganale che prevede
la libera circolazione dei fattori (in particolare del
lavoro) tra i paesi membri; l’UE è un mercato comune
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Politiche commerciali e negoziati
internazionali

Gli accordi commerciali preferenziali sono positivi?
• Dipende se portano a più creazione di flussi
commerciale o a più deviazione di flussi
commerciali
– Creazione di flussi commerciali
– Avviene quando la formazione di un accordo commerciale
preferenziale porta a sostituire la produzione locale ad alto
costo con importazioni a basso costo da altri paesi membri
– Deviazione di flussi commerciali
– Avviene quando la formazione di un accordo commerciale
preferenziale porta a sostituire importazione a basso costo
da paesi terzi con importazioni ad alto costo da altri paesi
membri
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Sommario
 Ci sono tre argomentazioni a favore del libero
scambio:
• i guadagni di efficienza dal libero scambio
• i guadagni aggiuntivi dalla economie di scala
• l’argomentazione di natura politica
 Ci sono due argomenti a sostegno di deviazioni dal
libero scambio:
• l’argomentazione a favore di un dazio basata sulla
ragione di scambio
• i fallimenti del mercato interno
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Sommario
 In pratica, la politica commerciale è dominata da
considerazioni di distribuzione del reddito.
• I partiti politici adottano politiche che rispondono agli
interessi dell’elettore mediano.
• Gruppi ben organizzati (o ristretti) sono spesso in grado di
ottenere politiche che assecondano i loro interessi a danno
della maggioranza.
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Slide 9-41
Sommario


I negoziati internazionali aiutano a ridurre i dazi nei paesi
avanzati e ad evitare guerre commerciali.
Il GATT è l’istituzione centrale del sistema del
commercio internazionale.
• Il più recente accordo mondiale raggiunto in seno al GATT
ha istituito una nuova organizzazione, l’OMC.


Tre tipi di accordi commerciali preferenziali sono
permessi in seno all’OMC: aree di libero scambio, unioni
doganali e mercati comuni.
Gli accordi commerciali preferenziali possono essere
positivi o negativi, a seconda della magnitudine degli
effetti di creazione e di deviazione dei flussi commerciali.
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Appendice: come si dimostra che il
dazio ottimo è positivo
Figura 9A-1: effetti di un dazio sui prezzi
Prezzo, P
~
P
Offerta di esportazioni di B
t
PF
PW
Domanda di importazioni di A
Quantità, Q
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Appendice: come si dimostra che il
dazio ottimo è positivo
Figura 9A-2: effetti di benessere di un dazio
Prezzo, P
~
P
PF
PW
S
Perdita
Guadagno
D
Q1 Q2
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D2 D1
Quantità, Q
Slide 9-44
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Il dazio ottimo

P w

P w