EDUCARE
IL MOVIMENTO
EDUCARE
ATTRAVERSO IL MOVIMENTO
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LA SOCIETÀ
Via Avigliana, 2
Givoletto (TO)
www.europateam.it
Descrizione dell’Associazione
L’Associazione Sportiva Dilettantistica “Europa Team” offre ai suoi iscritti corsi di
Karate e Difesa Personale nelle sedi di Torino, Borgaro, Caselle e Crescentino.
Lo sviluppo dell’attività avviene attraverso un’attenta programmazione degli
allenamenti, funzionale agli obiettivi didattici, a loro volta differenziati in relazione
all’età e alle aspirazioni degli associati.
Al bambino viene proposto un allenamento in grado di unire l’aspetto tecnicoformativo a quello ludico.
All’adolescente si forniscono i mezzi più adatti per sviluppare correttamente il
proprio fisico in tutte le sue potenzialità, indirizzando eventualmente l’attività,
secondo il suo interesse, verso una realtà agonistica.
Nel giovane viene perfezionata la tecnica e si completa il percorso di sviluppo verso
una maturità atletica e agonistica basata sulla piena consapevolezza delle proprie
capacità.
L’adulto, infine, viene guidato, attraverso le arti marziali in generale, e il Karate in
particolare, nel mantenimento della forma e nella ricerca di realtà più spirituali, ottimi
strumenti per conoscere meglio se stessi e mantenere attivi in modo sano sia la mente
sia il corpo.
Oltre a seguire con attenzione lo sviluppo dell’individuo fin dal suo primo
avvicinamento allo sport, all’Europa Team viene posta particolare attenzione alle
donne, per fornire loro un efficace strumento di autodifesa in grado di migliorare,
oltre che la forma fisica, anche la sicurezza.
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Riguardo all’attività agonistica, la partecipazione ai più importanti eventi a livello
regionale, nazionale e internazionale consente una continua crescita dell'atleta ed una
costante evoluzione della disciplina, che trova riscontro nei risultati agonistici di
elevato prestigio ottenuti dall’Associazione “Europa Team”, nonché nelle attività
ludico-sportive organizzate (es. dimostrazioni, ritiri e gare sociali).
È al momento in fase di progettazione un corso specifico destinato ai diversamente
abili, con l’obiettivo di fornire loro elementi e spunti di studio del karate nelle sue
forme di applicazione e di controllo mentale.
Dal 2002 è stata inoltre avviata una collaborazione con diversi istituti scolastici
per l'introduzione del Karate nella scuola, in accordo con il protocollo d’intesa tra la
Federazione FIJLKAM e il Ministero della Pubblica Istruzione.
Tutti i docenti sono qualificati FIJLKAM-CONI (Federazione Italiana Judo Lotta
Karate Arti Marziali) con riconosciuta esperienza nel settore.
Oltre alle qualifiche sportive è importante evidenziare il livello culturale dei
docenti e del contesto in cui gli allievi vengono formati.
Il luogo comune che associa sport di combattimento a realtà violente o degradate
non trova riscontro all’Europa Team, che può vantare, tra i docenti e gli allievi più
adulti, professionisti realizzati nella vita sociale e lavorativa e, tra gli allievi più
giovani, studenti con ottimo rendimento nelle scuole elementari, medie
inferiori/superiori e all’Università.
Sia tra i docenti che tra gli allievi, quindi, è possibile trovare significativi esempi di
persone che hanno saputo affiancare al loro impegno nel lavoro e nello studio la
pratica di un’attività sportiva per il corpo e per la mente.
L’Europa Team offre quindi nelle sue sedi corsi di Karate e Difesa Personale per
qualunque età e per ogni aspirazione, in strutture ampie, perfettamente attrezzate, e
con docenti qualificati.
Insieme al Direttore Tecnico Sandro Grandi collaborano sia insegnanti di grande
esperienza sia giovani talenti:
Roberto Barbero
Salvatore La Spina
Arianna Scaglia
Silvia Costarino
Rudi Faa
Paolo Nichino
Antonio Navarini
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Giuseppe Indelicato
Manuel Balaustra
Roberto Daima
Alessandro Berta
Simone Cordera
coadiuvati da importanti atleti come:
Alessia Viizzo
Karin Celestri
È da rilevare che l'organizzazione tecnica si avvale della collaborazione del più
importante atleta italiano degli ultimi anni, Salvatore Loria: “socio onorario”, capitano
della nazionale Italiana, plurititolato campione europeo e mondiale.
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Attività dell’Associazione:
COMPETIZIONI AGONISTICHE
L’Associazione Sportiva Dilettantistica “Europa Team” partecipa regolarmente
alle più importanti manifestazioni agonistiche e agli eventi organizzati dalla
FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali - l’unica federazione
riconosciuta dal CONI per il karate in Italia) e dagli enti di promozione sportiva.
In tutte le competizioni a livello regionale, nazionale e internazionale,
l’Associazione “Europa Team” si è sempre distinta per il livello dei suoi atleti e per i
risultati ottenuti, dando così risalto ai colori sociali.
Tra i risultati agonistici FIJLKAM-CONI di maggior rilievo degli ultimi anni si
ricordano:
• Erica Vai
o I classificata ai campionati nazionali assoluti
o III classificata ai campionati nazionali assoluti
• Giuseppe Indelicato
o I classificato Coppa Italia (campionato Italiano under 21)
o II classificato (2 volte) ai campionati nazionali Juniores
• Mauro Doglio
o I classificato Coppa Italia (campionato Italiano under 21)
o 3 classificato campionati Italiani assoluti 2011
• Liliana Sassano
o II classificata ai campionati nazionali assoluti 2010
o III classificata ai campionati nazionali assoluti 2009
...oltre a numerose vittorie ai campionati regionali, interregionali e internazionali.
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articolo tratto da La Stampa - TuttoSport (20 Aprile 2005)
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IL BAMBINO AL PRIMO POSTO
La carta dei diritti del bambino nello sport cita i seguenti
diritti:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Divertirsi e giocare
Fare dello sport
Beneficiare di un ambiente sano
Essere trattato con dignità
Essere circondato e allenato da persone competenti
Seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi ed avere giusti tempi di riposo
Misurarsi con giovani che abbiano le stesse possibilità di successo
Partecipare a competizioni adatte alla propria età
Praticare lo sport in assoluta sicurezza
Non essere un campione
Questa carta, nata a Ginevra per volontà di un gruppo di allenatori e specialisti
della fanciullezza, si basa su principi derivanti della medicina, della psicologia dello
sviluppo e della pedagogia in relazione alla pratica sportiva.
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PREMESSA
Iniziare con la pratica del Karate da bambini significa non appartenere alla tribù dei
tanti bambini sempre seduti, che rischiano di crescere obesi, asociali, malati di
videogiochi.
Per i genitori è tempo di decisioni: dove in una società calcio-centrica sembrano non
esistere alternative, la scelta dello sport per i propri bambini andrebbe fatta, da parte
dei genitori, senza il condizionamento di luoghi comuni, ma tenendo conto delle
caratteristiche del proprio figlio, se necessario con l’ausilio di specialisti che
sappiano riconoscere a quale, tra le seguenti categorie, appartiene il proprio
bambino:
Bambino con carattere chiuso, per il quale occorre favorire la cooperazione e la
socializzazione
Bambino con posture errate, per il quale occorre coinvolgere tutti i muscoli come
movimento globale del corpo
Bambino sedentario, attratto dai videogiochi, a cui proporre del movimento in un
contesto di relazione con i propri coetanei
Bambino obeso, a cui affiancare, oltre alla correzione alimentare, un’attività
continua e costante, non necessariamente agonistica
Bambino competitivo ed egocentrico, a cui insegnare il senso della lealtà e della
disciplina, abituandolo al controllo del proprio corpo e dei movimenti
Bambino esuberante/iperattivo, in cui occorre basare lo sviluppo sportivo sulla
concentrazione, riflessi e rapidità di movimenti.
Studi scientifici attestano che il Karate ha tutti i requisiti per consentire il
miglioramento in tutte le suddette condizioni, evidenziandosi, per questo, tra gli sport
più completi.
Ed è qui che si colloca forte la proposizione del Karate secondo i fondamenti della
nostra Federazione.
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PERCORSO FORMATIVO PROPOSTO
DALL’EUROPA TEAM
È noto che la motricità umana è strettamente connessa alle capacità motorie, che
sono responsabili dell’esecuzione e del controllo dei movimenti.
Attraverso la pratica sportiva esse vengono sviluppate e migliorate, fino ad
ottenere prestazioni più elevate grazie a movimenti fini e ben coordinati.
Nel caso del KARATE (disciplina), siamo di fronte ad una specialità che
coniuga molte delle capacità motorie, sintetizzandole in gesti tecnici molto raffinati.
Nel KARATE, come nelle altre attività motorie, il lavoro sugli schemi motori di
base consente lo sviluppo del proprio corpo e i suoi rapporti con il mondo esterno, in
modo che, in una prima fase, questi schemi motori possano formare una parte dei prerequisiti funzionali necessari al bambino.
A poco a poco che questi schemi di base si sviluppano, attraverso un
apprendimento polivalente e multilaterale, il bambino rielabora il proprio schema
corporeo, arricchendolo e completandolo progressivamente.
È proprio questo il momento in cui il bambino deve sviluppare al massimo le sue
esperienze nell’ambito delle capacità motorie, per giungere, con il tempo, al
completamento della sua maturità motoria.
Considerato nel panorama globale delle attività sportive, il KARATE costituisce
uno degli ambiti in cui si manifestano con maggior purezza le capacità coordinative.
La coordinazione è la capacità del nostro corpo di sviluppare un gesto o un’azione
in forma ordinata, armonica ed efficace, sotto il controllo del sistema nervoso
centrale.
Affinché vi sia una buona coordinazione, il Sistema nervoso centrale deve
interagire in perfetta armonia con l’apparato muscolare, senza che l’uno interferisca
con l’altro.
Un movimento coordinato dipende dalla combinazione di vari muscoli o
gruppi muscolari, agonisti e antagonisti.
Per questo si può affermare che la coordinazione è anche la capacità di
sincronizzare le azioni di muscoli con azioni opposte, che intervengono in modo
differenziato nel momento opportuno, con una velocità ed intensità adeguata al
movimento da realizzare.
Il Karateka deve rispettare i principi di base di questa disciplina (KARATE),
principi che richiedono molta coordinazione come, ad esempio, la variazione e la
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molteplicità delle azioni, l’alternanza della contrazione e del rilassamento, il
dinamismo, l’ampiezza e la velocità di esecuzione.
Per questo l’Europa Team, tenuto conto delle caratteristiche della disciplina, ha
rivolto il proprio interesse allo sviluppo delle funzioni coordinative, con l’obiettivo di
sviluppare quella capacità di organizzare, secondo un preciso ordine cronologico,
azioni parziali e/o globali del movimento.
L’Europa Team si propone di rispettare non solo l’ètà anagrafica dei bambini, ma
soprattutto quella biologica (fascia sensibile) e di promuovere un “Karate formativo”
affinché le proposte specifiche costituiscano il mezzo per acquisire un “senso”, una
consapevolezza del proprio corpo e del gesto tecnico sempre più strutturato e
definito.
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Benefici indotti dall’allenamento sportivo in età giovanile
(da “Età evolutiva ed attività motorie” di G. Caldarone e M. Giampietro - Mediserve 1997)
- Corretta postura
APPARATO
MUSCOLO SCHELETRICO
- Migliore mobilità articolare
- Tonicità delle masse muscolari
- Rapporto pondo-staturale favorevole
SISTEMA
ENDOCRINOMETABOLICO
- Aumento della massa magra attiva e riduzione della massa
grassa
- Corretta regolazione del controllo diencefalico
dell’appetito
- Corretto assetto glico-lipidico
- Bradicardia
- Valida gittata sistolica
- Miglioramento della irrorazione periferica (capillarizzazione)
APPARATO
CARDIOCIRCOLATORIO
E RESPIRATORIO
- Facilitato ritorno venoso
- Pressione arteriosa favorevole
- Bradipnea
- Incremento dei volumi polmonari
- Rapida riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria
dopo sforzo
- Incremento della potenza aerobica
- Controllo emotivo
COMPORTAMENTO
E PERSONALITÀ
- Adattabilità
- Autostima
- Capacità di socializzazione
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DAL GIOCO……..
………..ALLA TECNICA
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Formare, educare e crescere attraverso:
IL GIOCO
Il gioco è un’esigenza fondamentale comune a tutti gli uomini di qualsiasi età,
epoca e cultura.
È un tipo di attività che si esprime in molteplici forme e con diversi gradi di
complessità.
Nella dimensione sociale i tratti caratterizzanti sono i seguenti:
• attività liberamente scelta, e quindi piacevole;
• attività complessa in cui confluiscono numerose esigenze collegate all’età, al
sesso, al ruolo, allo status, all’educazione ricevuta, alle consuetudini, alla
classe sociale e al gruppo di appartenenza;
• attività ricreativa e catartica, che consente all’individuo di elaborare
comportamenti attraverso i quali esprime la propria intelligenza e soggettività;
• espressione spontanea della cultura di una società.
Nel gioco la cultura rappresenta se stessa e tende a riprodurre in forma
sdrammatizzata esperienze che hanno un peso importante nel vissuto sociale.
Nel fanciullo questa attività ha connotazioni cognitive molto importanti ed assume
un ruolo determinante nella sua formazione e maturazione globale.
Nel gioco il fanciullo vive le proprie esperienze senza ansia o angoscia,
dimensionando cose, persone o situazioni a propria misura, e collocando il tutto sotto
il proprio controllo emotivo.
Nella dimensione ludica sono comprese anche le attività motorie pre-sportive e
sportive.
Il gioco si caratterizza anche per i seguenti elementi:
• comprende momenti di incertezza controllabili emotivamente;
• rende partecipi alla comune attività del gruppo, grazie a normative semplici e
condivise, facilmente modificabili. Le difficoltà vengono superate dal singolo
all’interno del gruppo;
• rende possibile la realizzazione dei propri bisogni psico-emotivi, grazie alla
possibilità di costruire simbolicamente una propria realtà fittizia.
Il gioco è quindi un metodo fantastico e reale nello stesso tempo, un contesto di
comunicazione e apprendimento di comportamenti sociali, un’attività biologica
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primaria, indispensabile per mantenere un buon equilibrio neuro-dinamico, anche
perché permette di liberare il “surplus energetico” tipico dell’età evolutiva.
La principale ragione per cui l’uomo, specialmente giovane, sente il bisogno ed
il desiderio di giocare consiste nella possibilità di sottrarsi ai condizionamenti del
mondo esterno, che molto spesso si rivelano più forti della capacità di superarli.
Nel gioco, infatti, viene eliminato ogni rapporto con la realtà e sono evitati, con
un aggiramento di natura psicologica, tutti gli ostacoli da cui, diversamente, l’azione
riceverebbe impedimenti e divieti.
Solamente attraverso il gioco l’individuo, specialmente in età preadolescenziale, può liberamente esternare la propria esuberanza vitale, anche se
bisogna sempre tenere presente che il gioco è un insieme di regole.
Compito dell’insegnante è quello di non permettere che la forma ludica venga
mortificata da regole troppo rigide.
Con il gioco si realizzano anche quelle condizioni neuro-psico-motorie che,
grazie alla possibilità di realizzare molteplici esperienze, permettono diverse modalità
esecutive del movimento nella coordinazione, precisione, funzionalità ed efficienza.
I prerequisiti funzionali più importanti sono:
•
•
•
•
•
•
strutturazione dello schema corporeo;
acquisizione e controllo degli equilibri (statici, statico-dinamici, dinamici);
stabilizzazione e controllo della lateralità;
organizzazione spazio-temporale;
controllo posturale e coordinamento dinamica generale;
adeguatezza degli schemi posturali motori.
Va inoltre sottolineato come dalla prima infanzia alla maturità, ed oltre, ogni
attività motorio-sportiva abbia sempre nella motivazione ludica una componente
fondamentale.
Questo fatto ha conseguenze metodologiche fondamentali, che condizionano
l’insegnamento dei primi elementi del gesto tecnico sportivo.
Detti gesti dovranno essere collocati in un contesto ludico, e non dovranno mai
avere un carattere di estrema specificità e monotonia, ma destare interesse e curiosità
nell’apprendimento.
Ampio spazio andrà sempre riservato al miglioramento di tutte le capacità
motorie, soprattutto con esercitazioni di gruppo o con un compagno, giochi di
squadra, a coppie, piccoli elementi di acrobatica, uso di attrezzi ginnici, ecc.
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Compito
dell’insegnante
Creare una situazione problematica e renderne gli allievi consapevoli
Spingerli verso le risposte partendo dalle proprie conoscenze
Analizzare la soluzione raggiunta e utilizzata
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REALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI
La struttura del movimento consta di elementi semplici, o unità di base, chiamati
schemi motori e schemi posturali.
Essi costituiscono la forma fondamentale del movimento e sono chiamati “di base”
perché appaiono per primi nello sviluppo dell’individuo, e diventano poi patrimonio
fondamentale per l’adulto.
IL MOVIMENTO
Il movimento è costituito da:
•
•
•
•
•
percezione di stimoli interni ed esterni;
elaborazione degli stimoli;
motivazione;
programmazione della sequenza cinetica (della risposta);
esecuzione della risposta (dell’esercizio).
Tutte queste attività sono di tipo neuro-fisio-psicologico, cioè implicano una
intensa e complessa azione nervosa, sia celebrale che periferica.
I principi generali dell’educazione motoria sono:
• in ciascuno stadio di sviluppo occorre che l’educatore realizzi la più larga base
motoria possibile, che comprende schemi di base (camminare, correre, saltare,
lanciare, afferrare, rotolare e strisciare) e schemi posturali (erigere e flettere,
inclinare, circondurre il busto e, per gli arti, elevare e addurre).
• I livelli standard di maturità degli schemi motori possono essere conseguiti in
maniera ottimale solo se, parallelamente, avvengono adeguati e complementari
sviluppi nelle altre aree della personalità: se, in un determinato stadio, le
funzioni emotive e intellettive non maturassero adeguatamente, l’attività
motoria potrebbe subire degli arresti.
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I PROCESSI MENTALI
Il movimento umano finalizzato, ovvero la capacità di interazione motoria con
l’ambiente circostante, è reso possibile dalla serie di funzioni nervose e processi
mentali che precedono, organizzano e seguono il movimento stesso.
I processi mentali sono quindi quell’insieme di funzioni che il cervello umano ed
il sistema nervoso realizzano per:
•
•
•
•
•
raccogliere informazioni dall’ambiente;
analizzare e confrontare l’informazione in entrata;
finalizzare e progettare la risposta;
programmare la sequenza motoria e controllare l’esecuzione;
valutare il risultato dell’azione.
Strutture altamente specializzate si possono individuare nelle seguenti componenti
strutturali:
• sistema sensoriale, esterocettivo e propriocettivo, che raccoglie informazioni
dall’ambiente esterno, con il quale l’individuo interagisce, e dall’interno del
corpo;
• memorie, componenti preposte alla conservazione dell’informazione, che
consentono il riconoscimento del segnale di entrata;
• sistema di risposta, che provvede alla scelta, alla programmazione e, ove
necessario, alla correzione della risposta stessa;
• sistema di controllo, che provvede alle operazioni necessarie affinché ogni fase
prevista si svolga correttamente, sulla base della situazione e dello scopo
prefissati.
In fase di organizzazione del movimento entra in gioco l’Effettore, che ha la
funzione di realizzare il movimento nello spazio e nel tempo, e da cui
scaturiscono le informazioni di ritorno (feedback) utilizzate per il controllo del
movimento stesso.
Tuttavia il sistema, nel suo complesso, ha dei limiti nella capacità di
elaborazione dell’informazione senso-percettiva e senso-motoria, per questo motivo è
necessario che sia presa in esame solo quella realmente significativa per i processi da
svolgere.
A ciò provvede l’Attenzione, che determina sia le condizioni di entrata
dell’informazione (selezione), sia le modalità di elaborazione.
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L’attenzione, quindi, è sia un filtro sia un regolatore, e come tale ha le seguenti
caratteristiche:
• limitata capacità;
• è di portata variabile;
• opera in modo selettivo.
Ciò determina sostanzialmente due limiti: uno di capacità di trattenere tutta
l’informazione disponibile, l’altro di durata nel tempo.
Il nostro cervello è in grado di trattenere solo una quantità limitata di
informazione, pertanto viene operata una selezione indirizzando le risorse verso ciò
che è significativo, tralasciando ciò che non è essenziale per i processi decisionali.
La durata, ovvero la capacità di operare nel tempo, è a sua volta limitata: si
tratta, infatti, di un meccanismo che opera con costi energetici (nervosi) molto alti,
conseguentemente la durata nel tempo della sua massima capacità operativa è limitata
a circa 20-40 minuti, dopo i quali è necessario alleggerire l’impegno o recuperare.
Tutti questi processi sinteticamente trattati sono condizione essenziale della
capacità di interagire con l’ambiente, di apprendere, di modificare e di evolvere il
comportamento individuale in tutte le dimensioni ed espressioni.
LE CAPACITÀ COGNITIVE
Sono quelle capacità del sistema biologico umano che consentono
un’interazione neuro-psichico-motoria efficace con l’ambiente e con gli altri
individui, vale a dire l’apprendimento di comportamenti, e l’effettuazione di
movimenti finalizzati, razionali ed economici.
L’insieme di queste capacità consente all’individuo di comprendere, controllare
e modificare il proprio comportamento, e, ove necessario, modificare le situazioni
ambientali.
La motricità sviluppata dalla specie umana si esprime dapprima per mezzo degli
schemi motori di base, in seguito anche tramite la motricità sportiva nelle sue varie
specialità.
Sotto questo profilo, l’apprendimento motorio si configura come acquisizione di
strategie di percezione situazionale, e di azioni finalizzate al conseguimento di uno
scopo.
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La maggior parte degli atti motori che vengono effettuati da un individuo sono la
risposta alle variazioni ambientali o del contesto situazionale.
Un atto motorio può dunque essere considerato un processo guidato da un
programma finalizzato ad uno scopo: ogni atto motorio determina, o impedisce che si
determini, una situazione.
L’apprendimento motorio è regolato da processi cognitivi complessi che si
articolano nel seguente modo:
•
•
•
•
•
•
percepire una situazione e comprenderne il significato;
progettare e finalizzare un’azione in funzione di un obiettivo;
programmare una sequenza motoria razionale;
controllare il programma in effettuazione delle fasi parziali;
ove necessario, intervenire per adottarlo o modificarlo;
valutare il risultato dell’azione ai vari livelli.
Affinché l’apprendimento motorio si sviluppi efficacemente è necessario che
vengano realizzate alcune condizioni:
• adeguata maturazione del sistema effettore;
• adeguata maturazione del sistema nervoso, sviluppo delle funzioni sensopercettive e cognitive;
• adeguata strutturazione di memorie motorie, relativamente agli schemi
posturali e motori di base;
• disponibilità all’apprendimento, ovvero motivazione all’attività motoria;
• opportunità di apprendere, vale a dire fattori ambientali che favoriscano
l’attività motoria sportiva, tra i quali la famiglia, la scuola, la società sportiva e,
molto importante, un tecnico con adeguata formazione culturale generale e
specifica.
L’apprendimento motorio-sportivo richiede una progettazione che tenga conto
delle caratteristiche dell’attività neuro-psico-motoria che l’individuo dovrà
effettuare durante lo svolgimento della propria attività.
A tal fine dovrà essere correttamente progettata l’organizzazione della memoria,
in modo da realizzare un’integrazione gerarchica di tutte le funzioni senso-percettive,
cognitive e coordinativo-motorie, a seconda che l’attività motoria si effettui in un
contesto variabile o in un contesto stabile.
Queste diverse condizioni del contesto in cui si colloca la prestazione danno
luogo alla necessità di strutturare le mappe di apprendimento in modo stabile e
diverso, a seconda che le abilità richieste siano del tipo “open skills” o del tipo
“closed skills”.
• Mappe di apprendimento elastiche (open skills): la strutturazione di queste
mappe è necessaria negli sport situazionali, dove la prestazione consiste nel
rispondere tempestivamente ed in modo adeguato ad ogni variazione
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dell’ambiente nel quale si sviluppa l’azione, sia che tale mutevolezza venga
determinata dal comportamento motorio di compagni e avversari (sport di
squadra) o soltanto dagli avversari (sport di combattimento, sport duali o
giochi individuali).
• Mappe di apprendimento rigide (closed skills): la strutturazione di queste
mappe è necessaria negli sport compositori (detti anche di significato
qualitativo, in quanto il rendimento è dato dalla valutazione qualitativa del
movimento espresso) come la Ginnastica, il Pattinaggio, i Tuffi, i Kata del
Karate, ecc., ma ha una grande valenza anche negli sport di potenza che si
esprimono in un unico movimento del quale la perfezione motoria accresce il
rendimento (salto in alto, lanci, sollevamento pesi).
In questi sport, il contesto nel quale viene effettuata l’azione è stabile, il che
garantisce la conoscenza dell’ambiente nel quale debbono essere realizzate le
prestazioni. Pertanto l’atleta sarà impegnato soltanto alla realizzazione di
programmi motori interiorizzati ed automatizzati in precedenza, in quanto
l’ambiente non gli richiederà comportamenti variabili.
Va sottolineato il fatto che le prestazioni motorie realizzate nei vari sport si
sviluppano secondo un continuum che inizia dalle specialità decisamente “open”,
passa attraverso livelli intermedi, e giunge a quelli decisamente “closed”.
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Fattori della motricità
Sistema senso-motorio
Schemi motori - posturali
C.tà coordinative
C.tà condizionali
Abilità e Prestazioni motorie
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LE CAPACITÀ MOTORIE
Le capacità motorie sono il presupposto di base per realizzare qualsiasi azione in
modo consapevole.
Il livello di sviluppo delle capacità motorie influisce direttamente sulla struttura e
acquisizione delle abilità motorie.
Alcune di queste capacità motorie si sviluppano in modo naturale, mentre altre,
una volta trascorso il periodo ottimale, possono essere sviluppate solamente in misura
ridotta.
La trasformazione delle capacità motorie è resa possibile mediante una precisa
pratica educativa: situazioni ludiche, ricche di esercizi e di giochi correttamente
predisposti, realizzano lo sviluppo delle capacità motorie e il loro consolidamento in
vere e proprie abilità motorie.
La pratica effettiva dell’abilità motoria è la sola condizione di sviluppo delle
capacità motorie.
Le capacità motorie sono di due tipi:
• coordinative
• condizionali.
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LE CAPACITÀ COORDINATIVE
Le capacità coordinative (es. la capacità di mantenere l’equilibrio) possono
essere definite come le capacità di apprendere, controllare, adottare e trasformare il
movimento.
Le capacità coordinative seguono il seguente andamento:
• uno sviluppo intensivo e continuo dai 6 agli 11 anni
• un’improvvisa stasi dopo gli 11, legata al fenomeno dell’accrescimento.
Le capacità coordinative nei bambini devono essere educate per contribuire alla
migliore soluzione dei compiti di movimento, sia nell’educazione motoria che nella
vita.
Le capacità coordinative si dividono in:
• capacità coordinative generali, distinguibili a loro volta in:
- capacità di apprendimento motorio, ovvero la capacità di acquisire,
assimilare e stabilizzare i movimenti;
- capacità di controllo motorio, ovvero la capacità di finalizzare il movimento
ad uno scopo;
- capacità di adattamento e di trasformazione, ovvero la capacità di adattare il
movimento agli improvvisi cambiamenti dell’ambiente esterno;
• capacità coordinative speciali, distinguibili a loro volta in:
- capacità di equilibrio
- capacità di combinazione motoria
- capacità di orientamento
- capacità di differenziazione spazio temporale
- capacità di differenziazione dinamica
- capacità di anticipazione motoria e di creare nuovi movimenti
- capacità di ritmo
Ciascuna delle capacità coordinative generali ha un’influenza più o meno
rilevante sulle capacità coordinative speciali che, a loro volta, sono in stretto contatto
o integrazione con quelle condizionali.
Le capacità coordinative, come è già stato detto, sono quelle condizioni
neurologiche, fisiologiche e psicologiche che consentono di eseguire movimenti in
maniera precisa, funzionale ed armonica.
Lo sviluppo delle capacità coordinative si ottiene con:
•
•
•
•
azioni motorie, cioè giochi ed esercizi;
con l’aumento della difficoltà degli esercizi;
con il miglioramento dei movimenti appresi;
con la ripetizione dei movimenti appresi.
25
Tutte le capacità coordinative sviluppano le funzioni di apprendimento
motorio, di controllo, di adattamento e trasformazione.
La capacità di equilibrio si esprime come la possibilità di svolgere un compito
motorio in condizioni precarie di equilibrio, su superfici limitate di appoggio e sotto
l’azione di forze esterne, che tendono a disturbare l’azione programmata del
bambino.
Lo sviluppo di questa capacità dipende dal grado di controllo del corpo nello
spazio.
CONTROLLO
(V max)
Esercizi per migliorare tale capacità possono consistere nel camminare in
equilibrio su una panca o su una trave dove fermarsi e riprendere a camminare.
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La capacità di combinazione motoria è costituita dalla possibilità del bambino di
collegare in un’unica struttura motoria coerente più forme autonome e parziali di
movimento, che si possono presentare simultaneamente o in successione temporale.
Concorrono allo sviluppo di questa capacità la ricchezza delle esperienze motorie, le
informazioni provenienti da alcuni organi di senso, il grado di fantasia motoria e
l’anticipazione motoria.
La capacità di orientamento permette al bambino di controllare il proprio corpo
e di modificare i movimenti programmati, entro uno spazio ben definito, in relazione
a se stessi, agli oggetti e agli altri (a loro volta fermi o in movimento).
Per lo sviluppo di questa capacità si utilizzano attività che richiedono rapidi
spostamenti del corpo quali capovolte, rotolamenti o rotazioni.
La differenziazione spazio-temporale indica la capacità del bambino di dare un
ordine sequenziale ai processi motori parziali, collegati tra loro, fino a farli diventare
un atto motorio unitario e finalizzato.
Lo sviluppo di questa capacità presuppone la conoscenza di concetti quali:
•
•
•
•
•
veloce – lento
prima – dopo
avanti – indietro
sopra – sotto
vicino – lontano.
La capacità di differenziazione dinamica consiste nel discriminare e precisare
sempre di più le sensazioni che il bambino riceve dagli oggetti e dagli eventi, per
rispondere rapidamente e correttamente alle esigenze motorie specifiche.
Per lo sviluppo di questa capacità sono indicate attività che consentano al bambino di
regolare l’intensità della forza sia nei salti che nei lanci.
Le capacità di differenziazione spazio-temporale e differenziazione dinamica
consentono l’acquisizione della capacità di ritmo.
La capacità di ritmo rende organizzabili gli impegni muscolari di contrazione e
decontrazione secondo un ordine cronologico, inscrivendo il movimento in
un’organizzazione spazio-temporale ritmica (tipico è l’adattamento ad un ritmo
stabilito o il mutarlo improvvisamente).
Questa capacità si sviluppa con variazioni di frequenza dello stesso movimento, o
nella inscrizione del movimento di diversa ampiezza e durata in un ritmo musicale
predeterminato.
L’anticipazione motoria denota la capacità del bambino di prevedere
correttamente l’andamento e il risultato di un’azione per programmare
conseguentemente le operazioni successive.
Per lo sviluppo di questa capacità sono utili i giochi di movimento a piccoli
gruppi, perché conducono il bambino ad intuire il programma previsto dai compagni
e, quindi, ad agire di conseguenza.
27
La fantasia motoria indica il complesso delle caratteristiche intellettive e motorie
che consentono al bambino di risolvere in modo originale e creativo un determinato
problema motorio e di ristrutturare/riprodurre continuamente nuove forme di
movimento.
Per lo sviluppo di questa capacità occorre che il bambino compia molteplici e varie
esperienze motorie, e che l’insegnante offra opportunità di apprendimento sempre più
complesse.
CAPACITÀ
ETÀ 6
EQUILIBRIO
COMBINAZIONE MOTORIA
ORIENTAMENTO
*
DIFFERENZIAZIONE SPAZIO TEMPORALE \
DIFFERENZIAZIONE DINAMICA
*
ANTICIPAZIONE
FANTASIA MOTORIA
Legenda: * sensibile
7
8
*
\
*
*
*
*
*
9
*
*
*
*
\
*
*
10
\
\
*
\
\
*
*
11
\
\
*
\
*
\
\
12
*
*
\
*
*
\
\
\ molto sensibile
(Periodi “sensibili” per lo sviluppo delle capacità coordinative speciali secondo
HIRTZ (79) e MARTIN (82)
28
LE CAPACITÀ CONDIZIONALI
Le capacità condizionali sono quelle che determinano la condizione fisica
dell’individuo mediante l’utilizzazione dell’energia disponibile nell’organismo.
Le capacità condizionali sono:
• la forza, ovvero la capacità di vincere una resistenza mediante un impegno
muscolare;
• la resistenza, ovvero quella capacità che impedisce il cedimento alla fatica nel
corso di un’attività motoria prodotta per vario tempo;
• la rapidità, ovvero la capacità di compiere movimenti nel più breve tempo
possibile.
29
Nei bambini dai 6 agli 11 anni si sviluppa in particolare la forza rapida, che è
quella capacità muscolare di vincere una resistenza con grande velocità di
contrazione (es. in un salto, in un lancio, in uno scatto).
Nei bambini dagli 8 agli 11 anni la rapidità si esprime in modo particolarmente
elevato.
La formazione delle capacità condizionali nella fascia di età tra gli 8 e gli 11 anni
prevede giochi ed esercizi che stimolino lo sviluppo delle capacità coordinative: ad
esempio, un livello adeguato di forza rapida favorisce lo sviluppo dei processi
coordinativi.
In particolare per la formazione della rapidità e della forza rapida sono indicati gli
stessi esercizi, ma con metodi diversi.
Si tratta di giochi ed esercizi che hanno caratteristiche dinamiche ed elastiche,
dove sono impegnati gli arti superiori e gli arti inferiori, singolarmente o in
combinazione (esempio tutti i tipi di salto, di lancio o esercizi di scatto da varie
posizioni, con cambi di fronte o direzione).
Questi esercizi possono essere eseguiti applicando i seguenti metodi:
• metodo delle ripetizioni dello stesso esercizio alla massima velocità con durata
di 8/10 sec.;
• metodo a staffetta, che l’insegnante può applicare con molte varianti in base al
livello motorio degli allievi;
• metodo ludico, attraverso i piccoli giochi e giochi di movimento per stimolare
la rapidità di reazione e favorire i processi coordinativi;
• metodo a percorso o a stazioni, ad esempio con impegno muscolare
diversificato effettuato in circuito.
Quest’ultimo metodo effettuato in forma continua, ma con ritmo blando, è
indicato anche per la formazione della resistenza.
Nel circuito l’esecuzione degli esercizi può essere effettuata in forma rapida con
pause di recupero, camminando da una stazione all’altra.
30
LA MOBILITÀ ARTICOLARE
Tra le capacità coordinative e quelle condizionali viene comunemente posta la
capacità di mobilità articolare, ovvero la capacità di eseguire movimenti utilizzando
la massima escursione consentita dalle articolazioni.
Fattori determinanti sono la struttura anatomica articolare e muscolare.
La capacità di mobilità articolare si distingue in :
• mobilità attiva: capacità di conseguire grandi ampiezze di movimento grazie
all’attività dei distretti muscolari agonisti ed antagonisti che incrociano
l’articolazione interessata (es. slancio dell’arto inferiore sul piano sagittale).
• mobilità passiva: si esprime con la massima ampiezza raggiunta grazie
all’effetto di forze esterne che stirano la muscolatura in fase di rilassamento. I
valori della mobilità attiva sono inferiori a quelli della mobilità passiva.
Il periodo intorno agli 8-13 anni è il migliore per sviluppare la mobilità
articolare, che intorno ai 13 anni già tende a decrescere, se non allenata.
Tuttavia già si osserva in bambini ipocinetici uno scarso sviluppo della mobilità
molto prima dei 13 anni.
ETÀ
FORZA
RAPIDITÀ
RESISTENZA
MOBILITÀ
Legenda: * sensibile
6
7
*
\
*
*
\
\
\ molto sensibile
8
*
\
*
\
9
*
\
*
\
10
*
\
*
\
11
*
\
\
\
12
\
*
\
*
31
CARATTERISTICHE ED OBIETTIVI
NEL BAMBINO DA 6 A 14 ANNI
6 – 7 ANNI
CARATTERISTICHE
Capacità coordinative: adeguata coordinazione
MOTORIE
generale, assenza controllo segmentarlo, difficoltà
di organizzazione spazio-temporale, movimenti poco
economici e poco produttivi.
Capacità condizionali:
Forza - scarsa muscolatura – scarse Fv e Fmax
Rapidità - Scarso controllo movimenti rapidi
Resistenza - basso rendimento
Mobilità articolare - buona
CARATTERISTICHE
Difficoltà di attenzione e concentrazione
PSICHICHE
Difficoltà a capire spiegazioni astratte
Dipendenza dall’adulto
OBIETTIVI
Consolidamento schemi motori di base (sviluppo
Coordinazione generale e senso-motricità)
Incremento mobilità articolare
METODI
Uso di giochi, esercizi in forma di gioco, percorsi
PRINCIPI
Evitare spiegazioni lunghe e astratte (utilizzare
DIDATTICI
l’imitazione)
Proporre esercizi globali
Variare le proposte
Non provocare emulazione eccessiva
Insegnare la tecnica in forma ludica
32
8 – 10 ANNI
CARATTERISTICHE
Capacità coordinative: migliore capacità di
MOTORIE
controllo e combinazione di movimenti, buone
capacità senso-motorie
Capacità condizionali:
Forza - sviluppo ancora lento, incremento Forza
veloce verso i 9 anni
Rapidità - rilevante incremento
Resistenza - incremento lineare
Mobilità articolare - in generale buona nelle
articolazioni principali
CARATTERISTICHE
Buone capacità di attenzione e concentrazione
PSICHICHE
Capacità di comprendere il compito e di finalizzare
le attività
Rapido incremento delle capacità di apprendimento
motorio (apprendimento a prima vista del gesto
globale)
Interesse per la prestazione sportiva
OBIETTIVI
Incremento rapidità e mobilità articolare
Sviluppo capacità coordinative
Apprendimento di abilità motorie
METODI
Metodo globale – uso di percorsi, circuiti, attività
multilaterale, giochi vari
PRINCIPI
Spiegare e motivare gli esercizi
DIDATTICI
Accettare le capacità individuali
Utilizzare i rinforzi positivi
33
11 – 14 ANNI
CARATTERISTICHE
Motricità controllata, razionale ed appropriata
MOTORIE
Buon livello e rilevante incremento delle capacità
motorie
Mobilità articolare
(max sviluppo se esercitata, regressione nelle
direzioni non sollecitate)
CARATTERISTICHE
Buone capacità di apprendimento motorio
PSICHICHE
Disponibilità all’impegno e alla prestazione
Presenza di problematiche adolescenziali
(instabilità emotiva)
OBIETTIVI
Stabilizzazione capacità coordinative
Incremento capacità condizionali
Perfezionamento di abilità motorie
Consolidamento motivazione ad una pratica
sportiva permanente
METODI
Metodo globale e misto
(uso di circuiti e di attività multilaterale)
PRINCIPI
DIDATTICI
Differenziare ed individualizzare le strategie di
insegnamento
Informare sui risultati, notare e
progressi
valorizzare i
Offrire situazioni di successo e confronti positivi
Valutare realisticamente gli ostacoli
Sdrammatizzare le sconfitte
(non esasperare le attese della gara)
34
CONCLUSIONI
Con lo sviluppo delle capacità motorie, attraverso molteplici forme di
movimento, il bambino arricchisce sempre di più le abilità motorie generali.
Fra i 4 e gli 11-12 anni il comportamento motorio si stabilizza e la coordinazione
di base si completa.
La fine dell’infanzia segna, dal punto di vista motorio, il passaggio
dell’acquisizione di schemi di base, che includono l’equilibrio, all’acquisizione di più
specifiche abilità che sono già simili a quelle che permettono la pratica sportiva e che
caratterizzano l’adolescenza; ma è durante l’infanzia che deve essere posta la
maggior cura e attenzione nello strutturare nel miglior modo possibile tutti gli schemi
motori di base.
Solo agendo in questo modo l’adolescente avrà solide basi e abitudini di moto ben
strutturate, dalle quali partire per organizzare la sua formazione sportiva.
"Per ogni bambino che apprende si guadagna un uomo".
- Victor Hugo -
35
EDUCAZIONE MOTORIA
PERCORSO EDUCATIVO/DIDATTICO
(DURATA PROGRAMMA 5 ANNI – A.S.D. EUROPA TEAM)
Primo anno
Finalità: coscienza del valore del corpo come espressione della personalità
Indicatore A
Obiettivo annuale:
- acquisire gli schemi motori di base
- padroneggiare abilità motorie di base attraverso la conoscenza e coscienza di
sé, in situazioni diverse e in rapporto allo spazio e al tempo
Obiettivi didattici:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
*sviluppare capacità tattili, visive, uditive;
*saper conoscere le principali parti del corpo su di sé;
*saper conoscere le principali parti del corpo sugli altri;
*prendere coscienza della lateralità;
*sviluppare la coordinazione oculo-manuale;
*prendere coscienza dello spazio e sapersi orientare;
favorire situazioni di movimento con la musica;
*servirsi della motricità globale per eseguire movimenti liberi e ordinati
(camminare, correre, arrestarsi);
9. assumere posture designate a mantenere le posizioni indicate per un breve
periodo;
10. associare la respirazione ai vari movimenti e rilassamenti.
Indicatore B
Obiettivo annuale:
- partecipazione alle attività motorie
- saper partecipare all’attività collettivo di gioco e di sport, sviluppando corretti
comportamenti relazionali e rispettando le regole
36
Obiettivi didattici:
1. *accettare tutti i compagni di gioco;
2. *rispettare il proprio turno.
Nota: obiettivi specifici (n…)* competenze e padronanza di base
37
Secondo anno
Finalità: prendere coscienza del valore del corpo come espressione della
personalità.
Indicatore A
Obiettivi annuali:
- consolidare la conoscenza
- padroneggiare abilità motorie di base dello schema corporeo e in situazioni
diverse
- controllare il proprio corpo in posizione statica e dinamica
Obiettivi didattici:
1. *conoscere le parti del corpo si di sé e sugli altri;
2. *consolidare concetti relativi alla tipologia corporea;
3. *interiorizzare e prendere coscienza della lateralità;
4. prendere coscienza dello spazio e sapersi orientare;
5. sviluppare la coordinazione dinamica generale;
6. sviluppare e consolidare la coordinazione oculo-manuale;
7. sviluppare e consolidare la motricità fine;
8. sviluppare le condotte motorie semplici;
9. favorire il rilassamento globale e segmentarlo;
10. saper controllare il corpo in situazioni statiche e dinamiche;
11. prendere coscienza del ritmo.
Indicatore B
Obiettivo annuale:
- partecipare alle attività motorie di gioco e di sport rispettandone le regole
38
Obiettivi didattici:
1.
2.
3.
4.
eseguire semplici percorsi in modo corretto;
partecipare al gioco collettivo;
conoscere le regole di un gioco collettivo;
rispettare le regole di un gioco collettivo.
Nota: obiettivi specifici (n….)* competenze e padronanza di base.
39
Terzo anno
Finalità: prendere coscienza del valore del corpo come espressione della
personalità e come condizione relazionale e comunicativa.
Indicatore A
Obiettivi annuali:
- percepire e conoscere il corpo
- padroneggiare abilità motorie di base ed in rapporto allo spazio, al tempo e in
situazioni diverse, per acquisire la padronanza, la coordinazione e il controllo
motorio
Obiettivi didattici:
1. *sviluppare e consolidare gli schemi motori di base;
2. sviluppare le capacità coordinative generali: controllo posturale, coordinazione
occhio-mano e occhio piede, controllo degli equilibri, controllo della
respirazione, capacità di rilassamento, organizzazione spazio temporale,
capacità di ritmizzazione, coordinazione dinamica generale.
3. sviluppare le capacità condizionali: destrezza, resistenza, agilità, rapidità di
esecuzione e direzione, scioltezza.
Indicatore B:
Obiettivo annuale:
- concorrere alla sviluppo
- partecipare alle attività motorie
- coerenti comportamenti relazionali di gioco e di sport, mediante esperienze
rispettandone le regole di gioco e di avviamento sportivo
- sviluppare capacità di iniziativa
40
Obiettivi didattici:
1. *partecipare alle attività di gioco e di gioco-sport;
2. *scoprire e rispettare le regole in situazioni di gioco;
3. acquisire e sviluppare qualità individuali: coraggio, lealtà, prudenza,
valutazione del rischio, autocontrollo, impegno;
4. combinare fra loro diversi gesti motori e creare giochi.
Nota: obiettivi specifici (n…)* competenze e padronanza di base
41
Quarto anno
Finalità: prendere coscienza del valore del corpo come espressione della
personalità e come condizione relazionale e comunicativa.
Indicatore A
Obiettivo annuale:
- padroneggiare abilità motorie di base
- sviluppare gli schemi motori in situazioni diverse e in forme progressivamente
coordinate
Obiettivi didattici:
1. *padroneggiare le condotte motorie di base: camminare, correre, saltare,
lanciare, afferrare;
2. *migliorare la lateralità;
3. acquisire padronanza negli equilibri statici, dinamici e statico-dinamici;
4. *migliorare la coordinazione dinamica generale e segmentarla;
5. consolidare i concetti relativi allo spazio e all’orientamento;
6. riconoscere la necessità di rispettare gli spazi.
Indicatore B
Obiettivo annuale:
- partecipare alle attività
- sviluppare gli schemi motori di gioco e di sport in forme progressivamente
coordinate, rispettandone le regole
Obiettivi didattici:
1.
2.
3.
4.
*conoscere diversi tipi di gioco e sport individuali e di squadra;
rispettare le regole del gioco;
acquisire corretti comportamenti nelle varie fasi del gioco;
rispettare ed aiutare i compagni.
Nota: obiettivi specifici (n…)* competenze e padronanza di base.
42
Quinto anno
Finalità: prendere coscienza del valore del corpo come espressione della
personalità e come condizione relazionale comunicativa
Indicatore A
Obiettivo annuale:
- approfondire la conoscenza e padroneggiare abilità motorie di base, la coscienza
del corpo in senso globale, in situazioni diverse in rapporto allo spazio e al tempo
Obiettivi didattici:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
consolidare la lateralità e la dominanza;
prendere coscienza dello spazio;
sapersi orientare nello spazio;
saper lanciare, afferrare;
acquisire le capacità coordinative;
consolidare la motricità fine, favorire la precisione e la fluidità dei gesti;
migliorare le condotte motorie;
consolidare le capacità coordinative.
Indicatore B
Obiettivo annuale:
- concorrere allo sviluppo dei coerenti
- partecipare alle attività motorie
- comportamenti razionali di gioco e di sport, mediante esperienze di gioco e
rispettando le regole di avviamento sportivo
Obiettivi didattici:
1. introdurre il bambino in situazioni collettive partecipando all’attività di
gruppo;
2. acquisire regole nate nel gruppo e/o assunte dall’esterno;
3. partecipare a confronti competitivi nel rispetto delle regole;
4. utilizzare gesti, posture, movimenti con la musica;
43
5. favorire situazioni di movimento con la musica;
6. coordinare fra loro più movimenti fini;
7. avviare alla pratica sportiva.
Nota: obiettivi specifici (n…)* competenze e padronanze di base
Percorso motorio
44
JUDO L OT T A KARATE
la:
LA FIJLKAM NELLA SCUOLA:
JUDO LOTTA KARATE
PER EDUCARE ATTRAVERSO LO SPORT
per educa re FI JLKAM nella Scuola :
JUDO L OT T A KARATE
per educa re attrave r so lo Sporto Sport
Di seguito breve illustrazione del progetto Scuola Fijlkam……………….
45
PARTE GENERALE
UN PROGETTO PER LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA MOTORIA
INTEGRATO CON I PROGRAMMI MIUR
SI RIPRODUCE QUI DI SEGUITO IL TESTO DEL PROGETTO PER LO SVILUPPO
DELL'INTELLIGENZA MOTORIA INTEGRATO CON I PROGRAMMI MIUR, COSI COME APPARE NEL
SITO INTERNET WWW.FIJLKAM.IT
Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado
UN PROGETTO SPECIFICO PER LA SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI 1°
GRADO: “MOVIMENTO, SPORT E APPRENDIMENTO SCOLASTICO: come migliorare
l’apprendimento scolastico e contribuire a sviluppare competenze spendibili nella vita di
relazione e nel mondo del lavoro”.
1. Soggetto proponente
Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali
La Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali è costituita dalle Società
e dalle Associazioni Sportive Dilettantistiche affiliate che svolgono l’attività
sportiva e promozionale senza scopo di lucro in tutti gli stili e le specialità del Judo,
della Lotta, del Karate, dell’Aikido, del Ju-Jitsu e del Sumo. Gli sport controllati
dalla Federazione sono praticati a livello dilettantistico in armonia con le
deliberazioni e gli indirizzi delle rispettive Federazioni Internazionali, purché non
siano in contrasto con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO, del CONI e nel rispetto
delle leggi dello Stato che regolano la materia.
La nostra Federazione, da sempre, incentiva e coadiuva tutti quei progetti che
permettono di divulgare e valorizzare le nostre Discipline quali strumenti in grado di
conseguire importanti traguardi formativi all’interno degli Istituti Scolastici.
I nostri Sport, attraverso un adeguato percorso progettuale, permettono ai ragazzi
in età scolare di sviluppare funzioni importanti di tipo neuro-cognitivo e di
potenziare la motricità di base, la motricità relazionale ed i comportamenti sociali.
46
Inoltre, la nostra Federazione, direttamente ed attraverso i Comitati Provinciali
CONI, i propri Comitati Regionali e Provinciali e le Società Sportive affiliate, ha
stabilito da tempo un rapporto di fattiva collaborazione con il mondo della Scuola.
Tale rapporto è basato sulla consapevolezza che lo Sport è un efficace mezzo
educativo, se basato sulla condivisione, da parte della Federazione, degli obiettivi
posti dai Programmi Ministeriali per la Scuola Primaria e Secondaria di 1° Grado.
La volontà della FIJLKAM è quella di vedere orientato l’impegno di tutti allo
sviluppo di una diversa cultura dell’educazione motoria, con il recupero di una
funzione educativa che trova nella Scuola il luogo più adeguato per una prima e più
concreta possibilità di applicazione.
Gli Sport gestiti dalla nostra Federazione, attraverso il loro percorso educativo e
formativo elaborato in termini progettuali, secondo le linee guida indicate dai
Progetti “Corpo, Movimento, Prestazione” ed “Educazione Motoria di Base”,
elaborati a suo tempo da CONI e Istituto dell’Enciclopedia Italiana, recepiscono
anche le più recenti acquisizioni della Psicopedagogia e delle Neuroscienze
Cognitive.
Ciò ha consentito ai ragazzi in età scolare di sviluppare capacità NeuroCognitivo-Motorie molto evolute e polivalenti, con approfondimenti specifici, ove
richiesto, compatibili con le fasi sensibili dell’età evolutiva.
Dal punto di vista metodologico, oltre all’approccio multilaterale, va sottolineata
la particolare attenzione al contesto ludico ed alla stimolazione della capacità di
collaborare nelle fasi di apprendimento.
Tale approccio contempla, infatti, l’interrelazione e l’interazione collaborativa
con i compagni, oltre all’acquisizione di coerenti comportamenti ispirati alla
sicurezza ed al fair play (ludere non laedere), senza i quali non è possibile alcuna
forma di apprendimento o addestramento.
47
“SPORT A SCUOLA”
SETTORE KARATE
Chi volesse maggiori informazioni sul progetto Karate a scuola (Fijlkam)
può consultare il Sito: www.fijlkam.it (Scuola e promozione).
48
I migliori amici del bambino sono una PALLA e un MAESTRO
che si ricordi di essere stato bambino.
Renata SOLIANI
49
L’ATTIVITÀ PER GLI ADULTI
E L’AGONISMO
51
Il Karate, arricchito dall’agonismo, è una disciplina che impegna le capacità fisiche
e psichiche dell’individuo e che ha come scopo lo svago, il perfezionamento del
corpo, la formazione del carattere.
Fin dai tempi più remoti l’uomo veniva attratto dalla competizione della gara,
concepita come dimostrazione di forza e di valore, come scontro fisico, come
preparazione alla guerra.
Tuttavia solo nell’età contemporanea l’attività sportiva si è affermata
completamente, tanto da diventare un fenomeno collettivo di enorme dimensione e di
grande valore sociale.
Infatti milioni di persone praticano oggi nel mondo le più varie discipline sportive,
dal calcio alla pallavolo, dal rugby al basket, dal nuoto al ciclismo, dal tennis
all’atletica, dalle arti marziali alla ginnastica.
Lo sport, inoltre, non è più un’attività riservata ai giovani: essa è diffusa fra gli
adulti e perfino fra gli anziani.
Per il Karate, nello specifico, la competizione di Kumite si configura come un
combattimento libero fra due avversari vincolati a non nuocersi.
Ciò avviene attraverso il controllo di colpi (inibizione cinetica) che trasferisce
l’azione-attacco dal piano reale a quello simbolico. Si tratta di un combattimento
rituale dove i due avversari si confrontano per ottenere la vittoria, nell’ambito
disegnato dalle regole e sulla base di capacità ed abilità psico-fisiche.
Considerando che le azioni debbono esprimere reali quantità di energia cinetica,
comunque controllata prima del contatto, il problema dell’atleta è quello di realizzare
una situazione che sintetizzi realtà (potenza) e simbolicità (controllo).
Si tratta comunque di uno sport in cui la vittoria premia non la “superiorità
oggettiva” (come il KO del pugilato), ma la “superiorità tecnica”.
52
Il Karate nel panorama degli sport di combattimento:
SPORT DI COMBATTIMENTO
ARMI
SENZA ARMI
A DISTANZA
DI CONTATTO
SCHERMA
KARATE
LOTTA
KENDO
TAEKWONDO
JUDO
PUGILATO
Il Karate è sport agonistico per eccellenza e richiede quindi ai suoi praticanti piena
maturità psico-fisica e tecnica. Si giungerà all’agonismo solo dopo essersi sottoposti
ad una preparazione intensa e continua; dopo aver assimilato una tecnica che consenta
di dirigere colpi esplosivi, ma controllati, di pugno e di calcio; dopo aver acquisito
ottima condizione atletica e maturità sul piano fisico, psichico e morale.
Per la ricchezza del suo contenuto motorio, il Karate ha i requisiti indicati nel
cosiddetto VARF, il possesso cioè di Velocità, Agilità, Resistenza e Forza.
53
Ai fini formativi, diretti a sviluppare le qualità del carattere, il Karate può dare in
tempi brevi sensibili miglioramenti.
La costante frequenza del “dojo” esalta attenzione, volontà, tenacia, spirito di
sacrificio, autocontrollo, fiducia in se stessi, animo virile ed autosufficienza,
contribuendo a sviluppare la lealtà, il coraggio, il senso di disciplina e di
responsabilità, la socievolezza.
Il Karate consente di proporre una sana formazione sportiva al servizio dell’uomo,
invece che legata agli interessi dell’industria e dello spettacolo.
Attraverso la pratica del Karate si può affermare uno sport inteso come mezzo per
mantenere e migliorare la condizione fisica dell’organismo umano, come mezzo
preventivo per la tutela della salute.
Il Karate può dare spessore morale e calore umano alle relazioni interpersonali,
può contribuire in modo significativo a ristabilire un sano rapporto fra quello che
l’essere umano è in grado di fare e gli obiettivi sportivi che si propone.
In definitiva le arti marziali possono essere usate come sorta di psicoterapia per
armonizzare la personalità di chi le pratica; possono essere sfruttate in campo sociale
(es. per la riabilitazione nelle delinquenze giovanili) risultando, quindi, realmente utili
nel campo dell' educazione e della formazione della personalità.
Altri studi individuano nell’interesse ad imparare l'autodifesa e a migliorare la
propria immagine e salute fisica le principali motivazioni di chi inizia a praticare il
karate. È confermato, poi, che dopo un certo periodo di pratica venga rilevato un reale
miglioramento fisico, dell’umore e una maggiore sicurezza/fiducia di sé.
Sull'aggressività, numerosi studiosi indicano che il karateka può e sa diventare
realmente aggressivo, ma questo solo in gara, contesto in cui l'aggressività è vissuta
come regola del gioco.
54
Nella vita di tutti i giorni chi pratica il Karate può diventare, in realtà, meno
aggressivo, visto che aumenta la propria capacità di autodifesa (le arti marziali non
sono, quindi, pratiche violente e per violenti).
Con la pratica si ottengono un miglioramento delle relazioni sociali ed affettive, buone
condizioni di vita ed un buon equilibrio emotivo; ma anche una adeguata
consapevolezza nell’autovalutazione della propria efficienza fisico-corporea, capacità
di impegno e ricerca del successo, controllo delle proprie capacità e dei risultati in
gara.
La pratica del karate significa fatica, ma anche soddisfazione, ed una buona
realizzazione personale ad ogni grado di cintura.
55
IL
KARATE
COME
DIFESA
PERSONALE
La frequenza di un corso di karate fornisce in un tempo relativamente breve, e a
persone anche non necessariamente prestanti fisicamente, le capacità di valutazione del
potenziale pericolo e gli strumenti di base per poterne superare l’eventuale fase critica
violenta.
In un contesto civile, a differenza di altri ambiti, come quello militare, i contenuti e le
strategie che si propongono nel karate sono coerenti con la vigente legislazione in ambito
di difesa legittima.
NON si forniscono mezzi che possano dare garanzia certa di efficacia nella risposta a
ogni aggressione, ma una maggiore consapevolezza e lucidità nell’affrontare le situazioni
critiche che possono essere di vario genere e di diversa pericolosità, con tecniche base di
difesa.
Uso di espressioni
Verbali aggressive
Impiego di
gesti violenti
Minaccia
Spinta
Contatto
fisico
Uso di
un’arma
56
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Libretto Europa Team