ARTIGIANATO
Libera Associazione
Artigiani
Supplemento gratuito n. 34 a Il Nuovo Torrazzo n. 40 del
26 Ottobre 2013
POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE
D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46)
ART. 1, COMMA 1, DCB CREMONA
GIORNALE LOCALE ROC
E-mail: [email protected] - Queste pagine anche su Internet: http://www.liberartigiani.it
Sono stati 60 anni sempre al fianco degli artigiani cremaschi
Dobbiamo avere più coraggio
Le misure del governo non incidono sulla crescita. E gli imprenditori devono innovarsi
Tra tante incertezze, un fatto è
certo. «La Libera artigiani di Crema» avverte il presidente Marco
Bressanelli, «compie quest’anno
i 60 anni di vita. Questo significa
che nonostante una crisi sistemica che da cinque lunghi anni sta
picchiando duro sulle aziende, è
da oltre mezzo secolo che la nostra associazione è al fianco degli
artigiani cremaschi e può vantarsi
di essere la prima associazione di
categoria del territorio».
Un anniversario che è stato in
parte celebrato il 24 ottobre in
città, al Sant’Agostino, con un incontro - in collaborazione con
Sparkasse - su come le piccole e
medie imprese possono battere
la crisi; il tema è preso dal titolo
del libro scritto da Paolo Ruggeri che ha come sottotitolo: «Storie
di aziende che ce la fanno, ogni
giorno, tutti i giorni». Mentre il 28
ottobre, sarà presente nella sede
dell’associazione l’assessore regionale alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione, Mario Melazzini, che illustrerà il piano di
riordino delle competitività delle
aziende lombarde, e andrà a visitare alcune imprese artigiane.
E’ soddisfatto Bressanelli, ma
anche preoccupato. «Celebriamo
questi primi 60 anni della nostra
associazione in toni sobri, come
si addice a questo momento che
non ammette eccessi. Con i nostri
eventi, vogliamo parlare di temi
concreti, dare speranza a chi vuole
crescere, nonostante le difficoltà
del momento, e ribadire una certezza: gli artigiani, anche in questa
situazione di dura crisi, non hanno rotto le righe. Stanno resistendo. Sono loro quelli che le banche
dovrebbero aiutare di più. Infine,
diciamo basta alla burocrazia che
rende sempre più difficile in Italia
fare impresa».
Senza dimenticare la lentezza con cui la Pubblica amministrazione sta pagando i debiti
alle imprese: «Al momento sono
arrivate solo le noccioline agli
imprenditori. E’ sempre la stessa
storia: si promette, poi si mantiene meno della metà; così riguardo
alle leggi: si fanno, ma poi non si
applicano perché mancano i decreti attuativi. Risultato? L’immobilismo».
Le ricette per uscire dalla crisi le avere elencate. Le vuole ricordare? «Certo. Le priorità per
tornare a crescere sono tre: meno
tasse perché l’imposizione fiscale nei confronti degli artigiani in
regola con il ministero delle Finanze è diventata insopportabile;
diminuzione significativa del cu-
neo fiscale perché una busta paga
più sostanziosa dà al lavoratore
la possibilità di avere in tasca più
quattrini da spendere e, quindi, si
riattiva il meccanismo dei consumi… E ancora: il governo deve
tagliare la spesa statale che ci costa
il 50% del Pil. Non c’è più tempo
da perdere».
Le sembra che il «Decreto del
Fare» di pochi mesi fa, e la «Legge di Stabilità», approvata dal
governo vadano in questa direzione? «Il nostro giudizio è discretamente positivo. Si sta facendo qualcosa, ma sono rimedi che
non sono sufficienti a far crescere
l’economia. Manca la fermezza di
prendere provvedimenti coraggiosi. In poche parole: la somma degli
addendi, non sta dando il risultato
sperato; cioè non cambia l’andamento economico del Paese. Solo
con un deciso taglio netto al debito pubblico, con meno pressione
fiscale, con più risorse per abbattere il cuneo fiscale e una riforma
finalmente epocale della pubblica
amministrazione, gli imprenditori possono disporre delle risorse
necessarie a investire per rilanciare nuova occupazione e consumi.
Serviva una terapia d’urto, e invece
ci hanno rifilato la solita aspirina».
Questi sono i compiti da fare a
casa da parte del governo. Ma che
cosa devono fare gli imprenditori? «Anche loro devono recuperare lo spirito di 60 anni fa, quando
fummo obbligati a ricostruire
l’Italia. Anche quelli erano tempi
terribili, come gli attuali. Gli artigiani devono quindi guardare in
faccia la realtà, anche se dolorosa:
speriamo che siano poche, ma ci
saranno aziende artigiane che non
avranno più un mercato. Ed è per
questo che bisogna attivare tutte le
risorse necessarie per supportare
le imprese artigiane sulla strada di
nuove competenze e sull’innovazione dei processi produttivi e dei
prodotti. Ma non è finita…».
Dica, pure. «Ancora nel solco di
guardare in faccia la realtà, diventa
sempre più difficile stare sul mercato da soli. E se è vitale ampliare
i mercati di riferimento puntando
all’estero, per farlo servono masse
critiche, investimenti, innovazione, tecnologia. Una piccola azienda da sola non ha la possibilità di
farcela, e quindi solo mettendosi
in rete con altre realtà simili, pur
mantenendo la propria autonomia decisionale, può fare business.
L’estero sarà il futuro per tanti giovani artigiani».
Nonostante tutto, lei rimane
ottimista. «Certo. La micro e la
piccola impresa - grazie alla sua
flessibilità, alla tenacia degli imprenditori e all’autentico lavoro di
squadra che resiste nelle aziende
artigiane - è sempre riuscita a superare le grandi crisi. Basti, appunto,
pensare al dopoguerra quando fu il
mondo artigianale, rimboccandosi
le maniche, a dare il via alla ricostruzione del Paese. E’ risuccesso
anche negli anni Settanta. Siamo
certi che anche stavolta gli artigiani non si tireranno indietro, come
è capitato allora. Ma hanno bisogno di un sistema-Paese che voglia
e sappia davvero fare squadra con
loro».
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2 SABATO 26 OTTOBRE 2013
ARTIGIANATO - LIBERA ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
IL NUOVO
Legge di Stabilità/1- Ecco quali sono state le scelte del governo
Capannoni, detrazioni e spending review
Rischio stangata da 10 miliardi in tre anni (se la politica non riuscirà a tagliare la spesa pubblica)
E’ stata approvata dal governo la
Legge di Stabilità da 11,6 miliardi che
adesso dovrà esere approvata dal Parlamento. Ecco le novità, in pillole, che
interessano anche gli artigiani.
Rischio stangata. E’ minacciata una possibile stangata che dovrà
garantire maggiori entrate per 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e
10 miliardi nel 2017. A meno che il
piano di spending review, affidato
al commissario straordinario Carlo
Cottarelli, non garantisca tagli sufficienti da qui ai prossimi tre anni.
Incredibile, ma vero! Il piano di spending review andrà presentato con la
Legge di Stabilità del 2014.
Service Tax. La Legge di Stabilità
ha fissato anche un tetto del 2,5 per
mille all’aliquota Tasi (tassa sui servizi basata sul valore catastale a carico
dei proprietari degli immobili) che
insieme alla Tari (sui rifiuti, calcolata
sui mq o quantità dei rifiuti, e versata
da chi occupa l’immobile) darà vita
alla Trise: la nuova service tax che dal
2014 sostituirà Imu e Tares. Un’operazione quella della service tax che rispetto all’Imu dovrebbe produrre un
alleggerimento del carico fiscale sulle
abitazioni principali per 1 miliardo.
Imu che, per le imprese, sarà deducibile al 20% da Irpef e Ires.
Contributo di solidarietà. Prorogato anche per il triennio 20142016 il contributo di solidarietà del
3% sui redditi superiori ai 300mila
euro; questo dovrebbe impedire alla
Regioni di stipulare contratti relativi
a strumenti derivati e di rinegoziare
derivati già in essere.
Cassa depositi e prestiti. La Cassa depositi e prestiti potrà sostenere
finanziariamente anche le grandi
imprese nei casi in cui l’aiuto serva
come sostegno all’economia (e non
solo le Pmi come già previsto da alcuni anni).
Cuneo fiscale. Confermato il taglio al cuneo di 1,2 miliardi nel 2013
per le imprese e 1,5 per i lavoratori.
Detrazioni. Confermata la sforbiciata alle agevolazioni fiscali: se nel
2014 non si procederà alla razionalizzazione delle detrazioni Irpef, ora
al 19% (spese mediche, per scuola
e università, interessi mutui prima
casa) prevista per recuperare 500 milioni, la percentuale degli sconti scenderà per l’anno d’imposta 2013 al 18%
e ancora di un punto, al 17%, per l’anno successivo. Scatta una limitazione
a una serie di crediti d’imposta da
individuare con un tetto fino all’85%.
Imposta di bollo. Per far cassa
il governo punta anche all’aumento
dall’1,5 per mille al 2 per mille delle
mini-patrimoniale targata Monti sui
depositi finanziari.
Spending review. Sul fronte dei tagli, la stretta più consistente nel 2014
resta quella su pubblico impiego e regioni. La spending review, come si diceva qualche riga fa, prenderà forma
alla fine del prossimo anno: il commissario Carlo Cottarelli, ha tempo
fino al 15 ottobre del 2014 (data ultima per il varo della prossima Legge
di Stabilità) per mettere a punto il suo
piano. Che dovrà garantire risparmi
«non inferiori» a 1 miliardo nel 2005
e a 1,2 miliardi nel 2016.
Elezioni. Tra le razionalizzazioni previste dalla Legge di Stabilità,
c’è l’election day in chiave spending
review: politiche, regionali e amministrative si svolgeranno in un’unica
giornata nell’anno (la domenica dalle
ore 7 alle 22) con un risparmio di 100
milioni.
Pensioni. Confermata la sterilizzazione degli assegni oltre 3mila euro.
Previsto un contributo di solidarietà
sulle pensioni oltre 100mila euro da
redistribuire all’interno del sistema
previdenziale a fini solidaristici. Scatta poi una stretta sull’indennità di accompagnamento per gli over 65 con
un reddito superiore a 60mila euro
(80mila euro se cumulato con quello
del coniuge).
Cassa integrazione. Sono stati
stanziati ulteriori 600 milioni per la
cassa integrazione in deroga che porterà le risorse disponibili per il 2014 a
2 miliardi.
Patto stabilità. Escluse dal Patto
di stabilità, per gli enti locali, le spese
per gli investimenti sostenute dai comuni. A questa misura è stato destinato 1 miliardo per il 2014.
Pubblico impiego: blocco. Viene
esteso al 2014 il blocco della contrattazione collettiva. E congelamento
fino al 2017 dell’indennità di vacanza.
Dal gennaio 2014, il tetto delle retribizioni si applica a tutti i vertici delle
amministrazioni.
Commento di Rete Imprese Italia. «La Legge di Stabilità è insufficiente per affrontare la difficile
situazione del Paese e risvegliare
le energie per intercettare e sviluppare i pur debolissimi segnali di ripresa. Dalle anticipazioni
appare un provvedimento che si
caratterizza per la modesta entità
degli importi e la polverizzazione
degli interventi». Lo si legge in
un comunicato di Rete Imprese
Italia.
«Ci saremmo aspettati - prosegue la nota - maggior determinazione nell’adottare le scelte
necessarie a rimettere in moto investimenti e consumi. La pressione fiscale rimane elevata e anche
l’intervento sul cuneo è ancora
poco incisivo. Così come, per le
imprese è ancora troppo modesta
la riduzione prevista per i contributi sociali, con l’abbattimento
delle tariffe Inail. Assente, inoltre,
è qualunque intervento per diminuire l’imposizione sugli utili e
ridurre strutturalmente l’Irap. Inspiegabilmente aumentano, invece, le difficoltà per ottenere la legittima compensazione dei crediti
e permane il rischio di un ulteriore incremento dell’imposizione
sugli immobili strumentali».
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ARTIGIANATO - LIBERA ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
TORRAZZO
SABATO 26 OTTOBRE 2013
3
Legge di Stabilità/2 - In busta paga solo qualche euro in più
Il cuneo fiscale: le novità
Finalmente la buona notizia: l’ecobonus è stato prorogato
Il cuneo fiscale è stata la notizia che
ha fatto più scalpore sulla Legge di
Stabilità. Si è trattato, per la verità, di
un mini-cuneo fiscale. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, il beneficio
netto in busta-paga nel 2014 andrà da
un minimo di 3 euro ad un massimo
di 14 euro al mese. E’ questa la sintesi della manovra sul cuneo fiscale
che mette in campo solo 1,5 miliardi
per aumentare nel 2014 le detrazioni
Irpef a favore di 15,9 milioni di lavoratori dipendenti con redditi fino a 55
mila euro lordi annui. Cifre molto più
basse di quanto ipotizzato alla vigilia
del Consiglio dei ministri quando il
governo aveva lasciato trapelare l’imminenza di un intervento un po’ più
consistente, pari a circa 2,5 miliardi.
Perplesse sono le associazioni di categoria che avevano chiesto di mettere
sul tavolo almeno 10 miliardi.
I calcoli della Cia non lasciano
scampo: se si prendono i 2 milioni
600 mila lavoratori con un reddito
lordo che va dai 10 mila ai 15 mila
euro, emerge che il beneficio mensile
si limiterà a 9 euro. Su base annua, chi
guadagna 10 mila euro potrà contare
su 50 euro, circa 4 euro al mese. La
situazione migliora solo leggermente
nella fascia che sta intorno ai 15 mila
euro lordi l’anno (ci si trovano 3 milioni e 600 mila lavoratori): nell’arco
dei dodici mesi il beneficio netto - il
bonus più alto dell’intera operazione
- sarà di 172 euro, che mensilmente diventano 14 euro e che al giorno
fanno 46 centesimi. Un po’ poco per
ridare fiato al potere d’acquisto.
Salendo nella scala dei redditi dei
lavoratori dipendenti i vantaggi, già
“ ABITI
esigui, si riducono drasticamente. Ad
esempio la fascia successiva, quella
che sta intorno ai 20 mila euro di reddito lordo, avrà in busta-paga il prossimo anno 152 euro: una beffa anche
per questi 3 milioni e 800 mila lavoratori che ogni mese avranno a disposizione solo 12 euro in più. Il dato
elaborato dalla Cgia di Mestre non
si allontana molto dalla simulazione
diffusa da Palazzo Chigi secondo la
quale tra i 15 e i 20 mila euro ci sarà
un sollievo fiscale di 152 euro.
Più si sale e più ci si avvicina a microvantaggi ridicoli. Per i 3 milioni
di lavoratori, operai e impiegati che
stanno tra i 26 mila e i 35 mila euro, il
bonus mensile sarà di 8 euro. Tra i 35
mila e i 40 mila, dove ci sono 683 mila
lavoratori, in busta-paga ci saranno 6
euro in più al mese. Per i 704 mila che
guadagnano tra i 40 mila e i 50 mila,
la beffa di 3 euro mensili. A quota 55
mila non si prende nulla.
Risparmio energetico
e recupero edilizio:
bonus anche nel 2014
La detrazione Irpef ed Ires del 55%
(ora del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre
2013) sugli interventi per il risparmio
energetico degli edifici scadrebbe il
31 dicembre 2013, ma il disegno di
Legge di Stabilità 2014 prevede la sua
proroga fino al 31 dicembre 2014 con
la percentuale del 65% e per tutto il
2015 con la percentuale ridotta del 50
per cento. Per individuare la misura
del bonus da utilizzare (55-65-50%)
vale la data in cui la spesa viene sostenuta, cioè, pagata per i privati o di
competenza per le imprese.
Sconti per le ristrutturazioni
edilizie e per il risparmio
energetico prorogati per
il triennio. Le detrazioni
rimangono al 65% per gli
ecobonus nel 2014, scendono
al 50% nel 2015 e 2016. Così
per le ristrutturazioni,
con sgravi al 50% nel 2014
e al 40% nel biennio. E’ stata
prorogata la detrazione
al 50% della spesa per
mobili ed elettrodomestici
di classe A, il cui tetto
rimane a 10mila euro.
Per gli interventi sul risparmio
energetico le variazioni delle percentuali di detrazione dal 55% al 65%
(dal 6 giugno 2013) e successivamente al 50% (per il 2015) non incidono
sull’importo massimo della detrazione spettante.
Per gli interventi sul recupero del
patrimonio edilizio (manutenzioni,
ristrutturazioni e restauro e risanamento conservativo), l’aumento della
detrazione Irpef dal 36% al 50% (con
limite di spesa passato da 48.000 euro
a 96.000 euro, per singola unità immobiliare), in vigore per i pagamenti
effettuati dal 26 giugno 2012, scadrebbe il prossimo 31 dicembre 2013,
ma la Legge di Stabilità 2014, prevede
ora la sua proroga fino al 31 dicembre 2014 (tranne che per l’acquisto di
abitazioni in fabbricati interamente
ristrutturati). Successivamente non si
ritornerà subito alla percentuale a regime del 36%, ma si applicherà il 40%
per tutto il 2015.
DA LAVORO ”
medicale, alberghiero, scolastico
Mobili ed elettrodomestici
La detrazione del 50% del costo di
acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici, destinati ad arredare il
fabbricato ristrutturato, è stata prorogata fino alla fine del 2014 dalla Legge di Stabilità 2014, risolvendo così il
problema della mancata indicazione
nella norma originaria della data di
scadenza dell’incentivo. Va prestata
attenzione al fatto che quest’anno la
detrazione Irpef del 50% sugli arredi
e gli elettrodomestici è possibile solo
se spetta la detrazione del 50% per
uno qualsiasi dei lavori dell’articolo 16-bis, Tuir, pagati dal 26 giugno
2012 al 31 dicembre 2013 (non fino
al 2015), mentre per l’acquisto (pagamento) degli arredi nel 2014 si beneficerà dell’incentivo Irpef del 50% sui
mobili e gli elettrodomestici ma solo
se in abbinata spetta la detrazione
del 50% o del 40% per uno dei lavori dell’articolo 16-bis, comma 1, Tuir
(escluso quindi il comma 3, relativo
all’acquisto di abitazioni in fabbricati
interamente ristrutturati), pagati dal
26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015.
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4 SABATO 26 OTTOBRE 2013
ARTIGIANATO - LIBERA ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
IL NUOVO TORRAZZO
L’ OAF ha messo
a segno il primo
ciclo di formazione
Il top della formazione a portata di territorio
Con la terza parte del percorso
dedicata al workshop «Come Diventare un Brand», si è felicemente
conclusa la Scuola di Alta Formazione dell’OAF, l’Officina Artigiana
della Formazione, promossa dalla
Libera Associazione Artigiani di
Crema. Anche questo workshop, che
si è tenuto il 5 ottobre scorso, nella
sede della Libera in via Di Vittorio, è
stato tenuto dal consulente Roberto
Provana, ideatore e tutor del pro-
La conferenza di presentazione degli workshop di OAF, Officina Artigiana della
Formazione. Da sinistra: Agostino Provana, Roberto Provana e Giuseppe Zucchetti.
getto, collaboratore del Politecnico
di Milano presso la Scuola di Business Administration, della LiucLibera Università Carlo Cattaneo
di Castellanza e del CFF-Centro di
Formazione Formatori dell’Istitituto
Universitario della Svizzera Italiana.
Testimonial del workshop è stato
l’ingegner Mario Galfetti, già dirigente e direttore commerciale della
multinazionale 3M. Galfetti ha illustrato le differenze tra creatività e
innovazione. La prima consiste nella
capacità di elaborare idee originali,
la seconda nel trasformare queste
idee in realtà, in business, in profitto.
In mattinata Roberto Provana ha
presentato i metodi e le tecniche
per far acquisire visibilità e valore
al brand aziendale, citando case-history e campagne di comunicazione
realizzate in prima persona, riferite
al mondo dei servizi e dei beni strumentali, dalle grandi aziende alle
piccole e medie imprese.
Questo terzo workshop dell’OAF
ha seguito i due precedenti dedica-
dimostrato - grazie anche all’alto
profilo dei testimonial intervenuti che è possibile portare la consulenza
manageriale nel territorio, anziché
inseguirla altrove.
Oltre il «made in Italy». Prossimamente, l’OAF presenterà un
marchio che differenzierà lo specifico stile artigianale e produttivo
italiano dall’ormai superato «made
in Italy». Le competenze degli italiani che si muovono nel mondo, infatti, non sono più ancorate ad una
realtà geografica.
L’intelligenza non è un fenomeno stanziale, territoriale: si muove,
si espande, si manifesta anche al
di fuori del suo ristretto ambito di
produzione e di origine.
Vi sono alcuni aspetti della italianità che il mondo ci riconosce,
nonostante la crisi attuale che non
è solo economica, ma è lo specchio
di una più profonda crisi culturale.
L’OAF intende rispondere a questa
crisi con innovazioni di carattere
sia organizzativo che commerciale e
culturale.
ti alla capacità progettuale e a come
«Vendere in tempi di crisi». Ogni
seminario ha avuto come testo di riferimento i lavori dello stesso tutor:
«Come una Ferrari» - che è stato
recentemente pubblicato in lingua
spagnola - e «La Vendita perfetta»
che presenta le tecniche commerciali più incisive, mentre «Il Design del
Gusto» è un testo che mostra come
tradurre i valori di un brand in un
mix sensoriale di grande appeal per il
target.
L’OAF proseguirà la sua attività anche nel prossimo anno con iniziative
originali e di prestigio aperte alla
community delle imprese locali.
Con questo primo ciclo di esperienze, la Libera artigiani di Crema ha
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