AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA SENESE
OSPEDALE SENZA DOLORE
Coordinatore Inf. Ost: Angela Annesanti
Solo agli Dei scorre la vita,
eternamente,
senza mai dolore
ESCHILO Agamennone
gli operatori sanitari
ed
il dolore
la maggior parte dei
mestieri prende il via da un incontro tra uomo e materia
e dall’ addomesticamento reciproco dell’uno attraverso l’altro,
il processo assistenziale parte dall’incontro tra
due (o più) persone
due figure sociali
che hanno una competenza diversa e complementare che
mira a trovare la sua forma di realizzazione partendo dalle
capacità e dalle risorse di ognuno in un ambiente dato”
Il dolore …… quante pagine………. dati bibliografici
“ Il dolore cronico in Italia: 2002
in letteratura vi sono pochi dati sull’incidenza del dolore nelle patologie croniche. Si
sa bene, però, che le sole malattie reumatiche, causa di dolore e ridotta funzionalità,
interessano in Italia almeno 1:10 dell’intera popolazione “
“ In Italia………...1985
150.000 decessi/anno per cancro;
il dolore può essere trattato con relativa semplicità a domicilio nel 70% dei casi dal
medico di base.........”
“ Nel rimanente 30%……….
…….è necessario ricorrere a tecniche antalgiche invasive “
“…circa 30.000 persone al giorno soffrono in Italia di dolori correlati al cancro…”
(Tribunale dei diritti del malato) 1983
“…sebbene una terapia adeguata possa controllare il dolore nel 70–90 % dei casi,
esiste una chiara evidenza che ancora oggi, troppe volte,
non viene fornito al paziente un trattamento antidolorifico ottimale…”
(da La cura possibile, G. Buonadonna) 1998
• Il 50% dei pazienti affetti da
cancro mostrano una sintomatologia dolorosa
( % che sale al 75-90% nei soggetti con tumori in
fase avanzata)
• Un 20% di pazienti necessitano di
un trattamento adeguato
del dolore cronico da cancro
aa 2000
……oggi è possibile personalizzare la terapia in
base alle reali necessità dei pazienti:
l’obiettivo resta quello di dare sempre una buona
qualità di vita con le metodiche più semplici.
I sistemi impiantabili sono quindi da ritenersi
un’arma in più nelle mani dello specialista algologo.
aa 2001
“ …oltre il 30% dei pazienti con dolore da moderato a
severo è trattato in modo insufficiente e / o con ritardo…”
Fattori scatenanti episodi dolorosi nella patologia neoplastica
Studio Osservazionale
( F. De Conno, Ist. Naz.Tumori – Mi – 2005 )
Campione:
240 pz.ti oncologici
(76% fase avanzata , 19% locale, 2% stadio precoce)
Setting della visita:
-Reparto 49% - Ambulatorio 26% - DH 12% - Assistenza Domiciliare 9% - Hospice 4%












18% movimento a letto
17% alzarsi
12% camminare
10% toccare la parte dolente
9% sedersi
7% stare in piedi
6% tossire
4% defecazione, minzione
4% deglutizione
3% distensione addominale
1% medicazione, manovra terapeutica
9% altro
Il dolore rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica sia per
la popolazione pediatrica che adulta aa 1996
Il 12% della Popolazione adulta in Svezia soffre di dolori che ne invalidano
la vita sociale aa 2005
Il dolore cronico affligge il 74,4% dei soggetti > 65 anni aa 2002
Persone infette da HIV: dolore presente nel:
• 23% degli asintomatici
• 55,6% diagnosi AIDS
80% AIDS conclamato
aa 2004
Ricoveri Ospedalieri:
•Il 50% necessita di cure per il dolore
•Nel 30% è il Sintomo Primario
•Il 30% sono Sindromi da Neuropatie Sensoriali Periferiche
aa 1999
Da rilevamenti effettuati nella RegioneToscana, nel 1996,
6000- 8500 pazienti (il 70-90%) hanno avuto un decorso della
malattia caratterizzato da sintomatologia dolorosa
Il 70,3% degli interpellati dichiara di aver percepito dolore nelle tre
settimane precedenti l’intervista.
Analisi del dolore come elemento invalidante dell’attivita’ lavorativa:
aa 2004
non invalidante
scarsamente inval.
abbastanza inval.
molto inval.
totalmente inval.
altro
22%
24%
30%
16%
4%
4%
I costi da disabilità per
Dolore
sono altissimi:
• Stati Uniti : 50-100 miliardi di dollari / anno
( Frymore - Orthop. Clin. aa 2002 )
• Regno Unito: 680 milioni di sterline / spese sanitarie
52 milioni di sterline giornate di lavoro perse
(Evans aa 2003)
• Paesi Bassi: 10.000 nuovi casi anno di disabilità per dolore
(Anderson ClinJ Pain aa 2007 )
ANALISI IN TOSCANA anno 2006
Farmaci oppioidi erogati dalle farmacie territoriali ogni 1000 residenti
5
4
2,83
2,46
3
2
2,22
1,98
1,72
3,18
3,04
2,94
2,93
2,85
3,66
3,27
1
AR
LU
8
2
L
U
S
A
U
S
A
L
U
S
A
L
1
3
A
U
S
L
9
L
U
S
M
C
PT
G
R
LI
A
U
S
A
L
U
S
A
L
12
6
VI
SI
7
L
U
S
A
A
U
S
L
L
U
S
A
L
U
S
A
10
PI
5
PO
4
EM
11
L
U
S
A
FI
0
AU
SL
AU
SL
AU
SL
8
2
1
3
9
LI
AR
LU
M
C
PT
GR
6
VI
SI
FI
PI
2,38
3,66
2,19
3,27
2,41
3,18
2,31
3,04
2,37
2,94
2,15
2,93
2,13
2,85
2,20
2,83
1,68
2,46
1,56
2,22
1,45
1,98
1,14
1,72
2005
AU
SL
AU
SL
7
12
AU
SL
AU
SL
5
PO
EM
10
AU
SL
AU
SL
AU
SL
4
11
0
AU
SL
AU
SL
Farmaci oppioidi erogati dalle farmacie territoriali ogni 1000 residenti
Trend 2005-2006
2006
5
4
3
2
1
Indagine telefonica
agli utenti del
Come valuta l’attenzione a Lei* dedicata dal personale
sanitario per cercare di controllare/attenuare il dolore?
Pronto Soccorso
Anno 2006
5
4
3,14 3,21 3,22
2,99 3,01 3,05 3,08 3,09 3,12 3,13
3
3,40 3,41 3,48 3,50
3,79
2,61
2
1
UM
AO
SI
7
SL
AU
AU
SL
9
G
R
AR
8
SL
AU
SL
10
FI
LI
6
AU
SL
UC
AU
AO
LU
SL
2
US
AU
AO
SL
5
PI
UP
AU
AO
SL
3
PT
EM
AU
SL
AU
SL
1
11
M
C
VI
12
AU
SL
AU
AU
SL
4
PO
0
Indagine telefonica agli
utenti del
Come valuta l’attenzione a Lei* dedicata dal personale
sanitario per cercare di controllare / attenuare il
dolore?
AOUM
51,9
29,1
AOUS
16,6
44,9
AOUP
16,3
40,7
AOUC
34,9
23,0
AUSL 10 FI
AUSL 9 GR
AUSL 7 SI
AUSL 6 LI
AUSL 5 PI
33,1
9,9
AUSL 3 PT
20,0
AUSL 2 LU
20,4
AUSL 1 MC
13,6
Poco soddisfatto
10,1
Per nulla soddisfatto
9,4
7,7
8,7
40%
8,1
11,3
21,2
7,2
17,6
12,9
40,9
20%
6,7
11,4
16,7
38,2
7,5
12,3
36,7
16,4
0%
9,8
15,0
32,4
21,2
AUSL 4 PO
17,5
39,9
19,9
Molto soddisfatto
così così
44,3
26,7
4,0
12,5
45,6
23,1
Totalmente soddisfatto
10,3
54,8
19,6
AUSL 8 AR
9,4
11,3
16,3
35,3
29,3
2,7
10,2
7,2
21,8
Anno 2006
2,7
8,3
16,7
39,9
16,3
AUSL 11 EM
17,6
46,0
12,4
AUSL 12 VI
12,7
Pronto Soccorso
12,8
18,3
60%
*Per AOUM “Lei” è stato sostituito da “suo/a figlio/a”
9,5
5,5
6,9
80%
5,5
7,7
6,2
6,8
10,8
13,7
12,4
14,0
13,0
100%
Come valuta l’attenzione a Lei* dedicata dal
personale sanitario per cercare di controllare /
attenuare il dolore?
2004-2005
Indagine telefonica agli
utenti del
Pronto Soccorso
2006
5
4
3
2
SL
U
A
SL
U
A
SL
U
A
SL
U
A
4
SL
U
A
5
SL
U
A
SL
U
A
7
SL
U
A
8
AR
SL
U
A
9
*Per AOUM “Lei” è stato sostituito da “suo/a figlio/a”
GR
SL
U
A
10
FI
SL
U
A
11
EM
SL
U
A
12
VI
UC OUP OUS
UM
O
O
A
A
A
A
3,79
3,13
2,40
3,09
3,21
3,39
2,99
3,31
3,05
SI
3,35
3,40
LI
6
3,42
3,48
PI
2,80
3,41
3,53
3,50
3
PO
3,40
3,22
PT
3,58
2,61
LU
2,80
3,12
2
2,50
3,08
1
C
M
3,06
3,14
0
3,43
3,01
1
Durante il suo ricovero, il personale sanitario le ha chiesto se provava dolore?
Sì, sempre
AOUS
AOUP
AOUM
AOUC
AUSL 12 VI
AUSL 11 EM
AUSL 10 FI
AUSL 9 GR
AUSL 8 AR
AUSL 7 SI
AUSL 6 LI
AUSL 5 PI
AUSL 4 PO
AUSL 3 PT
AUSL 2 LU
AUSL 1 MC
Qualche volta
83,9%
89,0%
80,7%
90,7%
78,1%
89,3%
86,0%
83,0%
87,5%
85,4%
3,0%
20%
40%
*Per AOUM “le” è stato sostituito da “a suo/a figlio/a”
13,0%
7,6%
6,0%
5,3%
8,4%
6,8%
10,1%
11,9%
7,6%
10,7%
9,4%
5,9%
11,8%
12,8%
6,1%
7,0%
83,3%
88,5%
78,3%
80,1%
83,2%
88,4%
0%
Mai
60%
80%
3,3%
13,3%
4,0%
13,5%
3,9%
3,9%
5,0%
5,0%
3,9%
7,3%
5,6%
9,9%
7,1%
10,8%
4,6%
100%
Pensa che, durante il ricovero, lo staff dell’ospedale abbia fatto quanto possibile
per controllare il suo dolore?
Sì, sempre
AOUS
AOUP
AOUM
AOUC
AUSL 12 VI
AUSL 11 EM
AUSL 10 FI
AUSL 9 GR
AUSL 8 AR
AUSL 7 SI
AUSL 6 LI
AUSL 5 PI
AUSL 4 PO
AUSL 3 PT
AUSL 2 LU
AUSL 1 MC
Qualche volta
95,3%
95,9%
91,8%
96,6%
90,0%
94,7%
93,9%
95,0%
93,8%
94,9%
3,9%0,8%
3,3% 0,7%
6,0% 2,2%
3,1%0,4%
6,2% 3,8%
4,5% 0,8%
4,3% 1,8%
3,9% 1,1%
5,0% 1,2%
4,7% 0,4%
2,7% 2,1%
5,4% 0,0%
7,1% 1,5%
7,5%
3,0%
3,8% 0,4%
4,1% 0,7%
95,2%
94,6%
91,4%
89,6%
95,7%
95,2%
0%
20%
40%
Mai
60%
80%
100%
Cosa dicono i pazienti?
Regione Emilia Romagna:
Analisi dolore 8660 pazienti
DOLORE CRONICO E PERCEZIONE DI SE STESSO aa 2005
In un campione di anziani istituzionalizzati,
• Il 24% avvertiva dolore costantemente
• solo il 29% non aveva problemi col dolore
(Ferrell BA,2000)
MI DICA DOVE
NON HA MALE…
Associazione dolore - depressione nell’anziano
studio europeo AA 2004
• La popolazione in esame è composta da 3976 persone con
età media di 82 anni;
• 2380 (60%) partecipanti presentavano dolore;
• di cui 645 partecipanti (16%) presentavano depressione
• Nei soggetti anziani il dolore è associato ad un più alto rischio di
depressione;
• Questa associazione è più marcata nelle donne rispetto agli uomini;
• Il rischio di depressione aumenta con l’intensità, la frequenza e il numero
di sedi con dolore.
Impatto complessivo sulla sopravvivenza
paziente con dolore severo aa 2005
• Risponde in minor misura alla terapia antitumorale
• Tende a sviluppare una memoria del dolore
• Muore prima
Impatto fisico del dolore da cancro
•
•
•
•
•
•
•
•
Disturbi del sonno
60-65% dei pazienti passa da dolore moderato a severo
Debolezza, stanchezza
Molti pazienti con dolore intenso sono anoressici
Il dolore intenso causa vomito
Reazioni emotive
Ansia – depressione
Somatizzazione
L’assistenza
Lettera del Ministro Sirchia Roma 2003
Trattare il paziente con dolore è un obbligo morale
di tutti gli operatori sanitari
Definizione accademica
Il dolore è “una sgradevole esperienza emotiva e sensoriale associata
a reale o potenziale danno del tessuto o descritta in termini di tale
danno”
Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore; 1986
Definizione clinica
“Il dolore è ciò che il paziente dice che esso sia, ed esiste ogni
qualvolta egli ne affermi l’esistenza.”
Sternbeck, 1974
Regole generali:
MISURARE IL DOLORE
 il controllo del dolore è il 5° parametro
 controllo tramite VAS
 la Regione Toscana prevede per
il dolore 3 livelli
LIVELLO
LIVELLO
LIVELLO
A
B
C
VAS
1-3
VAS
4-7
VAS
8 - 10
ABOLIRE LE PRESCRIZIONI AL BISOGNO
PRESCRIZIONE DI RESCUE DOSE A VAS > ........
4
QUESTO PUÒ ESSERE REALIZZATO GRAZIE A POCHE ATTIVITÀ:
♠ A tutti i pazienti ricoverati: rilevare il dolore 3 volte al giorno tramite VAS e
valutazione clinica;
♠ Nelle situazioni cliniche con sindrome dolorosa: misurare ogni 3 ore l’intensità
di dolore percepita dal paziente, insieme ad altri parametri;
♠ somministrare il trattamento analgesico di base prescritto dal medico;
♠ somministrare a tutti i pazienti che presentano una VAS > 4 la rescue dose
prescritta dal medico;
♠ controllare l’effetto della terapia;
♠ rilevare tempestivamente le complicanze della terapia antalgica, sospendere la
terapia in atto e richiedere la presenza del medico.
♠ Non prescrivere antidolorifici al bisogno
ISTRUZIONI E CONSIGLI PER LA MISURAZIONE DEL DOLORE
●Istruzioni verbali “ mi indichi per favore con un numero da 0 a 10 quanto
dolore avverte in questo momento, sapendo che 0 corrisponde a dolore
assente e 10 al dolore peggiore possibile “
●Se il malato divaga, rispondendo per esempio con descrizioni verbali ( es.
“ si, ho un po’ di dolore, ma non tanto” ), occorre richiamarlo con calma
alle istruzioni “ Mi indichi per cortesia con un numero da 0 a 10 “
●Rilevare l’intensità del dolore ogni 3 ore nel periodo postoperatorio, post
traumatico e ogni volta che il paziente lamenta dolore. Possono essere
escluse le ore notturne in cui il paziente dorme o quando riposa.
ISTRUZIONI E CONSIGLI PER LA MISURAZIONE DEL DOLORE
●Non suggerire la risposta alla persona ( es. il personale non deve mai dire
“ Ha detto che ha un po’ di male, quindi sarà circa 2-3, vero? “ ) e tanto
meno fare la valutazione al suo posto, presumendo di conoscere come si
sente.
●Se il paziente dice di non aver compreso le istruzioni, usare esempi
semplici, come “ immagini che questo sia un termometro per valutare il
dolore; più il numero è alto più il dolore è forte “. Non usare l’esempio dei
voti a scuola, perché può confondere (10 a scuola rappresenta un evento
molto positivo mentre nel nostro caso 10 corrisponde ad un evento
altamente negativo).
ISTRUZIONI E CONSIGLI PER LA MISURAZIONE DEL DOLORE
●Se il paziente contesta l'istruzione, dicendo per esempio che lui non può
sapere qual è il dolore peggiore in assoluto, ricordargli che si tratta di una
valutazione soggettiva e personale; chiedere di fare riferimento a quello che
lui immagina essere il peggior dolore;
●Non mostrare o riferire al paziente la valutazione del dolore data in
precedenza, anche se lui stesso ne fa richiesta; rispondere che “ per noi è
importante avere la valutazione del suo dolore in questo preciso momento ”.
●Non fare commenti sulla risposta data dal paziente. La valutazione del
paziente non va contestata. Per esempio non va mai detto " Ma come! Se
prima mi aveva detto che il valore era 6, come fa a dirmi che adesso è 8,
dopo aver assunto un analgesico? E' impossibile! ".
ISTRUZIONI E CONSIGLI PER LA MISURAZIONE DEL DOLORE
●Quando le valutazioni del paziente risultano incongruenti può essere
interessante cercare di capire perchè questo avviene. Ricordare sempre
che la valutazione del dolore fatta dal paziente può essere influenzata da
molteplici fattori soggettivi e che lo strumento di misura che noi utilizziamo
non è un " termometro".
●Annotare la risposta nella scheda di valutazione.
●Se il dolore riferito dal paziente è pari o superiore ad un valore soglia
prestabilito, avvisare il medico per decisioni sul trattamento o somministrare
la rescue dose.
 Prevenire l’insorgenza del dolore
 somministrazione degli analgesici ad orari regolari
 somministrazione la rescue dose esclusivamente per le crisi acute
 Mantenere l’analgesia per tutto l’arco delle 24 ore tenendo conto del ritmo
sonno-veglia
 Utilizzare la via di somministrazione meno invasiva
 Rispettare il dosaggio massimo dei farmaci caratterizzati da “effetto tetto”
 Evitare di associare farmaci della stessa categoria
 Trattare gli effetti collaterali
Riconoscere il dolore
LIVELLO VERBALE
LIVELLO NON VERBALE
Dialogo
Attività – Inattività
Vocalizzazioni
Mimica
Pianto
Tensione muscolare e rigidità del corpo
Protezioni di parti del corpo
INDICI ED ESPRESSIONI DI DOLORE
Espressioni facciali
Lieve aggrottamento delle ciglia, espressione triste spaventata
Smorfie, fronte corrugata, occhi chiusi o serrati
Qualsiasi espressione anomala
Ammiccamento rapido
Verbalizzazione, vocalizzi
Sospiri, lamenti, gemiti
Borbottio, cantilena, grida ad alta voce
Respiro rumoroso
Richiesta di aiuto
Eccessiva verbalizzazione
Movimenti del corpo
Postura rigida, tesa, guardinga
Agitazione
Aumento del cammino su e giù, dondolamenti
Movimenti ridotti
Cambiamenti nella marcia o nella mobilità
Cambiamenti nelle interazioni personali
Aggressività, opposizione alle cure
Diminuzione delle interazioni sociali
Atteggiamenti socialmente inappropriati o distruttivi
Ritrosia
Cambiamenti dello stato mentale
Pianto o lacrime
Aumento della confusione mentale
Irritabilità o angoscia
Cambiamenti nelle attività abituali o routines
Rifiuto del cibo, cambiamenti dell’appetito
Aumento nei tempi di riposo
Cambiamenti del sonno, della tipologia del riposo
Improvvisa cessazione delle attività abituali
Incremento del cammino fine a se stesso
Favorire la descrizione del dolore
• Localizzazione
• Qualità
• Intensità
• Frequenza
• Disturbo emozionale
• Disagio funzionale fisico o cognitivo
…………………………………………………….
Accogliere il dolore
• Favorire la verbalizzazione aumenta la soglia di tolleranza
• Ascolto attivo senza pensare di dovere dare soluzioni immediate
• Evitare di fuggire o di delegare l’ascolto
• Se la comunicazione verbale tra paziente, familiari o curanti viene
impedita,
il corpo inizia a parlare col linguaggio del dolore incontrollabile
Dare senso al dolore
• Comprendere il vissuto globale dell’esperienza - perdita, handicap,
condanna, prova di coraggio, sentirsi prigioniero, ingiustizia,…….
• Ascoltare le preoccupazioni rispetto ad un futuro incerto
• Permettere l’espressione delle emozioni - paura,
rabbia, collera, delusione, …………
tristezza,
ansia,
Intervento
Credere il paziente quando esprime dolore
Non bloccare la comunicazione
Non banalizzare, non negare, non sdrammatizzare
prematuramente la preoccupazione legata al dolore
Favorire una comunicazione aperta tra il paziente e i suoi familiari
L’incertezza e l’insicurezza rispetto al risultato atteso
rendono difficile il confronto con il dolore e ne
diminuiscono la soglia di tolleranza
Il disaccordo tra i curanti aumenta l’ansia e
l’incomprensione ( circolo vizioso )
il contenuto educativo e gli interventi di auto-aiuto dovrebbero essere
rinforzati ad ogni incontro con il paziente
l’intervento educativo sul paziente dovrebbe essere fornito prima di
nuovi trattamenti o procedure
i pazienti dovrebbero essere incoraggiati ad educarsi utilizzando tutte
le risorse disponibili (ospedali, gruppi autoaiuto, associazioni di tutela
delle specifiche patologie)
La documentazione sul dolore
Le cartelle giornaliere aiutano i pazienti a documentare il dolore fra una
visita ospedaliera e l’altra.
Per fornire un quadro utile, dovrebbero contenere le seguenti
informazioni:
Dov’è il dolore?
Com’è il dolore?
Quali sono i sintomi e i segni associati al dolore?
Il dolore varia durante il giorno?
Quando è iniziato il dolore?
Quali fattori rendono il dolore migliore –peggiore?
Come il dolore influenza la vita quotidiana?
Come il dolore influenza la vita del paziente?
Come il dolore influenza l’atteggiamento del paziente?
Come il dolore risponde alla terapia?
OLTRE LA TERAPIA FARMACOLOGICA
sesso e dolore
L’analisi di genere rende evidente una
differente percezione del dolore tra i sessi:
nel sesso femminile
si rileva una percezione del dolore severo
superiore (26%)
quello maschile (18%),
Dall’analisi emerge che la donna ha una
percezione di dolore severo superiore
all’uomo
in tutte le discipline di ricovero,
età e dolore
I pazienti età > 75 anni,
presentano una prevalenza di dolore intenso maggiore
rispetto a quelli d’età inferiore (27% vs 20%).
Le donne anziane mostrano una prevalenza di dolore severo pari a
31,4% contro il 20,8% degli uomini.
Può
influenzare
l’insorgenza e
lo sviluppo di
una disabilità
Il dolore persistente
Che a sua volta può peggiorare
- l’indipendenza funzionale
- l’attività fisica,
in particolare in termini di partecipazione
e può associarsi ad
- ansia
- depressione
e influenzare ulteriormente
la percezione del dolore e la disabilità
Le componenti del
dolore cronico non oncologico
Vissuto
emozionale del
paziente
Tecniche educative
Condiziona la
percezione del dolore e
la sua gestione
Tecniche cognitivo
comportamentali
Tecniche educative
tecniche di auto-aiuto
tecniche di rilassamento
programmi individuali e di gruppo
educazione familiare
materiale scritto (con eventuali adattamenti)
contenimento dell’ansia e della depressione
ansia e depressione
devono essere prevenute e trattate
Spesso necessario un approccio interdisciplinare e multimodale
Tecniche educative
rafforzare l’autostima e il controllo del dolore
dare informazioni corrette sulla natura del dolore
dare informazioni corrette sugli strumenti di
valutazione del dolore
dare informazioni corrette sulla gestione dei
farmaci e delle strategie non farmacologiche
Attività fisica
criticità
La finalità dell’attività fisica è diretta sul
livello di attività e partecipazione ma è
solo indiretta sul dolore cronico
L’apprendimento di esercizi non finalizzati
a un’attività funzionale
mal si addice al paziente anziano,
privilegiare programmi di
terapia occupazionale e di partecipazione
ALTRE MODALITA’
Altre modalità
caldo, freddo, massoterapia, agopuntura,
chiropratica, terapie fisiche, ecc
spesso apportano un
sollievo temporaneo
e possono essere
utilizzate come terapie aggiuntive
Il paziente terminale
La perdita del ruolo sociale e familiare e la nascita di nuovi rapporti
dipendenti dallo stato di malattia vengono a pesare fortemente
sull’emotività del paziente.
L’adattamento alle limitazioni fisiche imposte dal progredire della
malattia e la conservazione della propria dignità spesso sono resi difficili
dalla mancanza di adeguate condizioni socio-ambientali.
I problemi più rilevanti sono quelli psicologici, anche se la connessione
con i problemi fisici è in molti casi diretta.
Perdita dell’identità che, a seconda della diverse condizioni fisiche e
socio-economiche, si concretizza in differenti significati:
perdita del ruolo professionale ed economico
perdita del ruolo nell’ambito familiare
declino delle capacità intellettuali.
…….ritroviamo nell’ammalato:
la paura che il dolore possa divenire incontrollabile
la paura di morire
la paura di perdere l’autocontrollo mentale e / o fisico
la preoccupazione di perdere il proprio ruolo in famiglia
sentirsi di peso
la riattivazione di ogni genere di problema non risolto prima e il
riaffiorare di questioni personali mai portate a termine
…che spesso interessano il rapporto con gli altri.
Nel prendersi cura del malato
non si deve dimenticare la sua famiglia
che ha bisogno di essere educata, sostenuta, confortata
per poter aiutare l’ammalato in tutto l’iter della malattia fino al decesso.
Per
i familiari
la malattia inguaribile e mortale costituisce una dura prova esistenziale: al
dramma della sofferenza e della perdita di una persona si aggiungono
molteplici problemi
che sono di tre ordini:
problemi affettivi e personali
problemi della comunicazione
problemi organizzativi e di gestione
La famiglia può sentirsi,
emotivamente e culturalmente, impreparata
ad affrontare la morte e la paura di una vita che finisce e dal punto di vista tecnico non
sempre è in grado di far fronte alle necessità del paziente.
Inoltre vi possono essere difficoltà sociali, come la mancanza di spazi adeguati e la
scarsità di risorse socio-economiche, che aggravano la situazione.
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Gli operatori sanitari ed il dolore