Education and Training 2020: il percorso dell’Italia
di Luigi Delle Cave
Nell’ambito del “Quadro strategico per la cooperazione nel settore dell’istruzione e della
formazione” (ET2020), l’ultimo rapporto annuale (2013) redatto dalla Commissione europea offre
una sintesi delle performance fatte registrare dai diversi Stati membri rispetto agli obiettivi
individuati nel programma1.
I dati relativi all’Italia2 hanno messo in luce le principali problematiche incontrate dal Paese nel
percorso di avvicinamento alle priorità strategiche individuate in ET2020, congiuntamente
all’analisi degli interventi di policy attuati per avviare efficaci azioni correttive.
In linea generale, i vincoli di spesa hanno avuto un considerevole impatto sul settore dell’istruzione.
Rispetto agli altri Paesi europei, in Italia la spesa pubblica per l’istruzione è apparsa tra le più basse
d’Europa (in percentuale del PIL, nel 2011 la spesa media in Italia è stata del 4,2%, in UE del 5,3%)
e per esigenze di consolidamento fiscale, anche nel 2012 l'Italia ha continuato a ridurre gli
stanziamenti di bilancio per l'istruzione, che sono diminuiti di circa il 5% in termini reali rispetto al
2011.
Grafico 1 – Spesa pubblica per l’istruzione (in % sul PIL)
Fonte: ns. elaborazione su dati presentati nel rapporto Education and Training Monitor 2013 - Italy
Nonostante la significativa riduzione, sia a livello primario che secondario, la spesa per studente
resta ancora sostanzialmente in linea con la media UE, ma lo stesso non accade per il livello di
istruzione terziario, dove gli standard di spesa sono significativamente inferiori. Non solo.
Performance sensibilmente al di sotto della media UE sono state riscontrate anche in relazione al
fenomeno della dispersione scolastica, che nonostante un trend moderatamente in calo, presenta in
Italia valori nettamente al di sopra della media UE (17,6% Italia, 12,7% UE, nel 2012) e
dell'obiettivo nazionale fissato per il 2020 del 15-16%.
La necessità di intensificare gli sforzi per prevenire l'abbandono scolastico e migliorare la qualità
1
Nello specifico, ET2020 si propone di raggiungere: la riduzione dell’abbandono scolastico precoce; l’aumento del
tasso di conseguimento di diplomi dell’istruzione terziaria; l’aumento della partecipazione all’educazione e cura della
prima infanzia; il miglioramento delle competenze di base in lettura, matematica e scienze; l’aumento del numero di
studenti in mobilità per apprendimento; l’aumento del tasso di occupazione dei neolaureati; l’aumento della
partecipazione degli adulti all’apprendimento permanente.
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Cfr. Education and Training Monitor 2013 - Italy
della scuola e dei risultati degli studenti (anche riformando lo sviluppo professionale e la carriera
degli insegnanti) è tra le prime indicazioni suggerite dalla Commissione europea.
Lungo questa direttrice dovranno muovere gli stessi interventi volti a rafforzare i percorsi di
istruzione e formazione professionale. Anche il dato relativo alla partecipazione degli adulti
all'apprendimento permanente fa registrare valori inferiori alla media UE. Gli adulti in Italia
registrano punteggi decisamente al di sotto della media UE nei test di alfabetizzazione e calcolo
dell’Indagine sulle competenze degli adulti (PIAAC): quasi il 30% degli adulti ha scarse
competenze di lettura e di matematica in confronto a una media UE rispettivamente del 19% e del
24%.
Grafico 2 – Apprendimento permanente (25-64 anni)
Fonte: ns. elaborazione su dati presentati nel rapporto Education and Training Monitor 2013 - Italy
Si tratta di individui con bassi livelli di qualifica hanno e probabilità di entrare in percorsi di
aggiornamento professionale decisamente inferiori rispetto a persone altamente qualificate. Ciò è
legato alla scarsa partecipazione degli adulti all'apprendimento permanente, la cui percentuale
rimane bassa rispetto agli altri paesi UE (6,6% Italia, 9% UE, nel 2012), anche se leggermente
aumentata negli ultimi anni. Nel 2010, solo il 56% delle imprese italiane ha offerto corsi di
formazione professionale al proprio personale, contro una media UE del 66%. Per aumentare la
partecipazione di soggetti adulti all’apprendimento, l'Italia ha recentemente definito un sistema
nazionale per l'apprendimento permanente, sulla base dell'esperienza delle scuole secondarie
superiori nell’offerta di corsi serali e dei centri territoriali per l'educazione degli adulti (CTP). A
partire dall'anno scolastico 2013/2014, i vecchi centri confluiranno nei Centri Provinciali per
l'Istruzione degli adulti – CPIA, vere e proprie istituzioni scolastiche autonome dotate di uno
specifico assetto didattico e organizzativo, di propri Organi Collegiali e costituite su base
provinciale. Articolati in reti territoriali di servizio, opereranno in stretto raccordo con le autonomie
locali, il mondo del lavoro e delle professioni attivando percorsi formativi strutturati per livelli di
apprendimento.
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