Volumi in laterizio faccia a vista e in acciaio corten | Imprese Edili
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Edilizia residenziale | Reggio Emilia
Volumi in laterizio faccia a vista e in acciaio
corten
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Il territorio urbanizzato ai piedi delle prime pendici collinari, a Reggio Emilia, ha
ispirato l’andamento architettonico e i materiali scelti per questa residenza progettata
dallo studio M2R Architettura.
di Redazione | 25 aprile 2015 in Realizzazioni, Residenziali · 0 Commenti
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2/2015
Questa realizzazione rappresenta l’incontro tra la sensibilità paesaggistica,
la sostenibilità energetica e il comfort abitativo: in questa prospettiva,
particolare attenzione è stata rivolta a sfruttare a pieno le potenzialità dei
materiali utilizzati come il laterizio tradizionale e l’acciaio corten sia dal
punto di vista estetico sia da quello tecnologico.
1/2015
10/2014
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I due materiali, il laterizio tradizionale e l’acciaio corten, creano
un’alternanza materica e cromatica che arricchisce le forme semplici e pulite
dell’edificio e risultano in forte sintonia tra loro, in naturale sovrapposizione
alle strutture cromatiche che si alternano nella vicina campagna con il
trascorrere delle stagioni e entrambi ha poca necessità di manutenzione.
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La struttura portante del corpo di fabbrica è stata realizzata in cemento armato.
Il luogo. La natura rustica e accogliente della campagna emiliana ha ispirato
l’andamento architettonico e i materiali scelti per questa residenza che si
colloca al limite del territorio urbanizzato ai piedi delle prime pendici
collinari.
Quello che ne risulta è un intervento dal carattere omogeneo che trova come
matrice architettonica la casa rurale con il tetto a capanna tipica della
pianura emiliana.
Nel rispetto della tradizione e del paesaggio in cui si inserisce il progetto, ai
volumi semplici e compatti in muratura di laterizio faccia a vista vengono
giustapposti volumi in acciaio corten, allo scopo di generare spazi domestici
coperti come l’ingresso principale all’abitazione e il porticato esterno
reinterpretato in una visione contemporanea.
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In copertura è stata realizzata una soluzione tradizionale con camera di ventilazione
e manto in tegole tipo coppo per il corpo principale.
Il cantiere. La struttura portante del corpo di fabbrica è stata realizzata in
cemento armato con impianto di betonaggio in cantiere. Di seguito è stato
previsto l’ancoraggio dei profili metallici necessari al sostegno delle murature
esterne a vista in corrispondenza delle aperture di facciata maggiori.
In un secondo momento sono stati realizzati i muri in elevazione che hanno
comportato la legatura costante del paramento esterno a quello in blocchi
interni in termo-laterizio di cui il primo strato in tipo gasbeton, con la
particolare attenzione dedicata alla interposizione dei pannelli isolanti senza
soluzioni discontinue. I corpi minori in acciaio sono stati costruiti
successivamente alla realizzazione dell’intera struttura e involucro del corpo
principale, con struttura a traliccio zincato fissato alle travi di cordolo in
cemento armato con barre resinate e fissate a terra con piedi collegati alla
fondazione tramite piastre tassellate.
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Per i corpi minori in metallo sono state previste coperture con pannello multistrato
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portante e chiusura in lamiera metallica rivettata sigillata con copertine ai giunti dopo
aver posato fascette impermeabilizzanti in gomma che garantiscono il movimento degli
elementi in metallo senza pregiudicare la tenuta all’acqua.
Il rivestimento in lamiera piegata in acciaio corten è stato poi fissato alla
struttura senza saldature, con rivetti in acciaio scapitozzati e indotti a
ossidazione omogenea con il resto delle superfici. Tutte le lastre sono state
infatti fatte ossidare in stabilimento senza acidi per l’accelerazione, al fine di
garantire la miglior stabilizzazione finale del materiale.
Il montaggio è stato studiato al fine di garantire la perfetta ventilazione
anticondensa delle strutture con spessori in lamiera, piattine e fori tutti
provvisti di reti antinsetto montate prima della chiusura finale. Un’ulteriore
sicurezza per la condensa interna del porticato è stata garantita con un
profilo a U di raccolta, nascosto, in grado di convogliare all’esterno l’umidità,
fissato prima del contatto delle murature in corrispondenza dell’attacco del
solaio.
Il Nuovo Cantiere
Progetto Colore
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Il nuovo cantiere
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L’aggiornamento professionale
Copertura. In copertura è stata realizzata una soluzione tradizionale con
camera di ventilazione, ondulina e manto in tegole tipo coppo per il corpo
principale.
Per i corpi minori in metallo sono state previste coperture con pannello
multistrato portante e chiusura in lamiera metallica rivettata e in seguito
perfettamente sigillata con copertine ai giunti dopo aver posato fascette
impermeabilizzanti in gomma che garantiscono il movimento degli elementi in
metallo senza pregiudicare la tenuta all’acqua.
Una particolare attenzione è stata poi dedicata alla realizzazione non
convenzionale dello sporto di gronda. Al fine di mantenere la continuità tra
Video in evidenza
Brianza Plastica | I 30 anni di Isotec, punto di
partenza per nuove sfide
isolamento verticale e di copertura, lo sporto è stato realizzato prima della
posa del manto di copertura, sul solaio al grezzo, con una struttura portante
in tubolari zincati del passo di 1 metro, fissati su piastrine di regolazione, su
cui si è posata la raccolta in lamiera rivestita con strato anticondensa.
Il tutto è stato infine rivestito con lamiera piegata in acciaio corten. Da
evidenziare l’integrazione del sistema di scarico delle acque piovane
collocato all’interno dei tralicci in acciaio zincato, perfettamente nascosto
dalla lamiera di rivestimento in corten, a sua volta dotata di aperture di
ispezione.
STIHL | TSA 230 | ERGONOMICA E LEGGERA
Il futuro non si prevede, si prepara
Serramenti. La costruzione ha previsto serramenti in legno per tutte le
aperture a eccezione delle aperture maggiori in alluminio/legno e dei portoni
e portoncini rifiniti con pannellature esterno in acciaio corten montati in
opera dopo aver già realizzato tutte le strutture e montata la serramentistica.
Le cornici dei fori finestra in pietra sono state realizzate con lastre incollate
in officina poi fissate in battuta esterna sugli stipiti rettificati realizzati in
blocchi tipo Gasbeton. Ogni lastra ha previsto una bisellatura speciale sulla
costa in appoggio sulla facciata in muratura, necessaria a creare una gola tra i
due materiali da riempire con cura con il sigillante.
Non riesco a vi
pagina Il Cantiere dell'Edificio Salubre
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SikaMur | Lascia respirare i tuoi muri
Meno tempo di lavoro e meno errori
I muri in elevazione hanno comportato la legatura costante del paramento esterno a
quello in blocchi interni in termo-laterizio con interposizione di pannelli isolanti senza
soluzioni discontinue.
Porta Nuova | Calcestruzzi Holcim ad alta
resistenza
Impianti. È stato infine realizzato un grande cavedio verticale, nascosto negli
ambienti della loggia-salone, funzionale come colonna impiantistica per tutte
le distribuzioni provenienti dal locale impianti realizzato nel sottotetto. Per
ragioni di utilizzo del cantiere la sua chiusura sui lati interni è stata realizzata
come ultimo passaggio costruttivo prima della realizzazione delle finiture.
Tutto l’impianto illuminotecnico è stato progettato a monte del cantiere e il
conseguente montaggio di apparecchi ha previsto la sua distribuzione e
traccia in corso d’opera evitando tutte le interferenze possibili con le
strutture già precedentemente valutate. Per la maggior flessibilità di utilizzo
sono state predisposte ulteriori tracce e punti luce per future configurazioni.
L’edificio è dotato di impianto a pompa di calore con caldaia integrativa che
alimentano sia il raffrescamento che il riscaldamento a pavimento.
Flir | Termografia ad infrarossi | Serie Ex
BigMat Vass: il tetto in legno hi-tech
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Termoblocco monolitico in calcestruzzo
Aree esterne. Una volta finiti i lavori in struttura e chiuso l’involucro con la
serramentistica completa, tutte le superfici esterne pedonali e carrabili sono
state poi realizzate in cemento architettonico che ha previsto l’utilizzo di
ritardante in superficie con successivo trattamento a idrogetto, previa
protezione delle superfici finite con teli plastificati, per mettere in vista
l’inerte architettonico con effetto ghiaia fine misto mantovano. Questa
soluzione ha permesso di realizzare una superficie in tempi rapidi, antigeliva,
antiscivolo, resistente e di sicuro effetto velocemente praticabile, senza
precauzioni, per il resto del cantiere.
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edilizia efficienza energetica
Le cornici dei fori finestra in pietra sono state realizzate con lastre incollate in officina
poi fissate in battuta esterna sugli stipiti rettificati realizzati in blocchi tipo Gasbeton.
finanziamenti finiture formazione
imprese infrastrutture innovazione interni
investimenti isolamento isolamento termico laterizio
Particolari costruttivi. Il nodo di cornice tra muratura e strutture in acciaio
in corrispondenza delle grandi aperture nel loggiato. La connessione tra i
diversi materiali in corrispondenza di queste grandi aperture ha necessitato
studiare un dettaglio particolarmente sofisticato.
Una volta realizzato il cordolo esterno in cemento armato che costituisce il
vero architrave portante della struttura, della dimensione di 40 cm di altezza
e 25 di larghezza si sono collegati due profili zincati e preverniciati con barre
resinate all’interno del cordolo strutturale. Il primo di questi profili sorregge
internamente il paramento di mattoni faccia a vista, che viene utilizzato su
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tutta la superficie interna del loggiato.
Ogni lastra ha previsto una bisellatura speciale sulla costa in appoggio sulla facciata in
muratura, necessaria a creare una gola tra i due materiali da riempire con cura con il
sigillante.
L’ala di profilo esterno della larghezza complessiva di 26 cm serve invece a
sostenere il muro esterno faccia a vista di 12 cm che tuttavia deve nascondere
al suo interno 14 cm di isolamento, per questo motivo il profilo a elle è stato
rinforzato con fazzoletti triangolari che ne assicurano la rigidezza a flessione.
Questo secondo profilo è stato montato a 10 cm di distanza dall’intradosso del
cordolo in cemento armato per permettere la battuta di un telaio zincato in
acciaio che servirà al collegamento del traliccio di struttura del portale in
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acciaio corten.
Infatti il traliccio zincato dello spessore di 8 cm in tubolari a sezione quadrata
viene appoggiato e poi fissato in battuta sul telaio precedente in modo da
realizzare la struttura che all’intradosso deve essere rivestita con lamiera
preossidata. All’estradosso è stata realizzata una micro vasca di profondità 2
cm capace di raccogliere l’acqua che verrà poi fatta confluire in apposita
calata verticale. Il profilo di chiusura, che necessita di essere applicato
all’intradosso per mascherare le superfici interne degli strati componenti il
pacchetto murario, è stato fissato con viti che garantiscono la possibilità di
effettuare la manutenzione del corrugati passanti all’interno della struttura
metallica e che sono necessari per garantire il funzionamento di tende
oscuranti automatizzate fissate esternamente.
Il rivestimento in lamiera piegata in acciaio corten è stato fissato alla struttura senza
saldature, con rivetti in acciaio scapitozzati e indotti a ossidazione omogenea con il
resto delle superfici.
Il nodo tra murature verticali e manto di copertura. Per realizzare la miglior
continuità tra la muratura verticale e le strutture orizzontali di copertura
senza interferenze dovute a cornicioni che alterano la possibilità di
congiungere gli strati di isolamento si è proceduto con la seguente soluzione
tecnologica.
In dettaglio, dopo aver realizzato la parte strutturale grezza della scatola
costruttiva, si è proceduto alla realizzazione del manto isolante in continuità
con i pannelli verticali inseriti all’interno delle due parti di muratura. La
stesura dei pannelli è stata però condizionata dall’inserimento di profili
tubolari zincati e fissati tramite piastrine al cordolo esterno in cemento
armato, con un passo di 1 m.
Il fissaggio di questi tubolari necessita di una regolazione in verticale e
orizzontale per stabilire le pendenze della gronda di raccolta. Per chiudere il
nodo in corrispondenza dell’intradosso dello sporto sono state necessarie
stuccature del paramento murario esterno in battuta e la stesura di profili a L
di sostegno alle lamiere di rivestimento per il cornicione.
Questa soluzione di dettaglio ha escluso la realizzazione di strutture in
cemento armato aggettanti che sono difficilmente escluse da condizioni di
ponte termico. Infatti il sotto telaio in tubolari che sostiene il cornicione è
una struttura puntuale che permette il passaggio al suo interno dei pannelli
isolanti in maniera molto facile e senza alcun tipo di problematica finale.
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D’altro canto essendo realizzata in metallo deve essere messa in sicurezza da
fenomeni di tipo condensa. Infatti la sua esposizione esterna in condizioni
invernali dà origine alla formazione di gocce di condensa all’interno della
camera d’aria che si forma tra lamiera esterna e grondaia di raccolta.
Per risolvere questo problema è stato incollato all’intradosso del canale di
gronda uno spessore di 3 cm di materiale tipo Celenit e una barriera
polimerica antigoccia, in grado di prevenire gran parte del fenomeno. Inoltre
è stata assicurata una migliore ventilazione del sistema con le realizzazioni di
fuori sul perimetro della lamiera di rivestimento e l’inclinazione della stessa
verso l’esterno in modo che oltre a ventilare i fori permettono una fuoriuscita
di eventuali residui di condensa che infine vengono fatti uscire grazie alla
realizzazione, sullo spigolo più esterno del cornicione, di un piccolo profilo
rompi goccia.
Il nodo verticale cornice in pietra – finestra tipo. L’imbotte in pietra
realizzato con lastre incollate viene fissato sul foro finestra così costruito:
dapprima vengono realizzate le murature avendo particolare cura di
posizionare lo strato isolante tra il muro di 12 cm di faccia a vista esterno e il
muro di 25 cm in termo-laterizio interno.
Sugli stipiti laterali verticali così realizzati viene fissata la trave di cordolo in
gasbeton capace di sostenere strutturalmente e allo stesso tempo di garantire
la continuità dell’isolamento. In questo modo si è realizzato l’intradosso
orizzontale perfettamente isolato della struttura e allo stesso tempo si sarà
avuto cura di rettificare al meglio tale superficie la quale verrà poi trattata
con colle speciali.
Per il miglior fissaggio della pietra, prima della posa all’intradosso vengono
realizzati dei microfori nei quali resinare piccole barre in ferro che possano
costituire un ulteriore punto di aggancio per la cornice. Fatto questo si
procede all’inserimento della cornice così garantita da una totale aderenza e
splendido attacco alla muratura. Il nodo così realizzato lascia la possibilità di
collegare in luce l’infisso che avrà come battuta frontale lo spessore della
pietra mentre al di sopra troverà la continuità dell’isolamento costituito
dall’architrave in Gasbeton.
Dettagli esterni a lavori ultimati.
Il dettaglio così realizzato deve essere messo in sicurezza sotto il profilo delle
infiltrazioni di acqua piovana. Per fare questo si è previsto la realizzazione di
una bisellatura profonda 5 mm dietro la parte frontale esterna della cornice
che andando a costituire una gola tra pietra e muratura faccia a vista
garantisce la possibilità di agire con silicone sigillante idoneo trasparente che
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viene così a chiudere tutte le infiltrazioni inevitabili soprattutto quelle
causate dalla non perfetta aderenza tra muratura esterna, irregolare per
natura, e superficie perfettamente planare e rettificata della pietra a essa
applicata.
Dettaglio finestra lucernario scala. La realizzazione del nodo costruttivo che
caratterizza la chiusura della finestra in copertura che permette alla luce di
entrare nel vano scala è stata curata nel minimo dettaglio al fine di garantire
la miglior tenuta agli eventi atmosferici.
In particolare, dopo aver realizzato il solaio in latero cemento con soletta
collaborante dello spessore di 25 centimetri e aver realizzato un cordolo in
gasbeton su tutto il perimetro del foro grezzo, si è proceduto a stendere la
barriera al vapore avendo particolare cura di chiudere al meglio i punti più
delicati degli spigoli. Si è poi proceduto alla realizzazione del pannello
isolante tipo Eps con uno spessore di 12 centimetri a cui è stato accoppiato un
pannello di tipo Celenit dello spessore di 3 centimetri.
A questo punto è stato necessario realizzare in maniera perfetta
l’impermeabilizzazione del tetto che in corrispondenza del foro ha garantito
con i dovuti sormonti la chiusura in tutti punti della connessione tra solaio,
falso telaio della finestra e perimetro grezzo del foro.
Fatte tutte queste operazioni si è potuto montare il sistema di chiusura con
tutti gli accessori e i dettagli necessari alla sua finitura e in parallelo
realizzare il manto di copertura vero e proprio con perlinato, sotto-struttura,
ondulina e tegole.
Dettaglio del collegamento tra muro esterno e portefinestre del porticato in
acciaio. Una volta realizzata la struttura in cemento armato costituita da
pilastri e setti di sezione massima di 25 centimetri è messa in opera la
muratura esterna che, dovendo essere rivestita in lamiera di acciaio, viene
questa volta realizzata in mattone pieno semplice dello spessore di 12
centimetri.
A questa muratura viene collegato il termo-laterizio del muro interno di
spessore 25 centimetri tramite traliccio in ferro zincato posizionato in altezza
ogni metro in modo da collegare le murature e, allo stesso tempo, viene
inserito il pannello isolante che garantisce le prestazioni energetiche.
A questo punto, avendo avuto cura di realizzare le battute esterne atte a
garantire l’inserimento del falso telaio in legno, si procede alla realizzazione
della continuità isolante tra elemento finestra, che verrà realizzato, e
murature interne chiudendo la battuta dello stipite con un blocco di tipo
Gasbeton con omogenea capacità termica. A questo sistema è stato infine
collegato il telaio finestra in alluminio e legno realizzato con caratteristiche
di taglio termico e doppia vetrocamera.
La finitura esterna è stata poi realizzata con pannelli in lamiera di acciaio
preossidata. Per la realizzazione del dettaglio finito si è proceduto con il
fissaggio meccanico sotto struttura di micro tubolari o profili direttamente
collegati alle murature in mattone grezzo. Questo sotto-telaio ha costituito la
base per il fissaggio delle lamiere di rivestimento bloccate con viti idonee a
garantire il movimento indotto dai cambi di temperatura.
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Particolare costruttivo della porta d’ingresso. Dopo aver realizzato la
muratura a faccia vista esterna e aver fissato i pannelli isolanti tipo Eps di
spessore 14 centimetri e aver bloccato il tutto con la muratura interna in
blocchi di termolaterizio, spessore 25 centimetri, e aver così realizzato stipiti
regolari del foro porta, è stato realizzato un telaio in tubolare zincato che
costituisce il profilo porta esterno della larghezza pari a quella del mattone
faccia a vista.
Questo profilo viene utilizzato internamente come battuta del falso telaio
della porta d’ingresso. Il falso telaio così posizionato viene fermato
internamente grazie a blocchi tipo Gasbeton che andranno a costituire gli
interni grezzi del foro porta. Una volta realizzata così la struttura del telaio
porta e tutte le parti componenti il foro complessivo, vengono realizzate le
finiture ricoprendo il telaio esterno con lamiera presso-piegata in acciaio
corten.
Soluzioni solaio. Solaio controterra in zona autorimessa: questa parte di
solaio è stato realizzato su vespaio in ghiaia vagliata su cui è stata posata
l’impermeabilizzazione e poi realizzata una soletta in cemento armato dello
spessore di 10 cm su cui è stato posato un massetto alleggerito dello spessore
di 18 cm, il massetto di pavimento di complessivi 9 cm e pavimentazioni in
ceramica. Il solaio controterra di tutte le altre parti riscaldate ha previsto la
realizzazione sopra al vespaio in ghiaia vagliata dell’impermeabilizzazione,
della soletta armata di 10 centimetri e successivamente di pannelli isolanti
tipo Stirodur dello spessore di 8 centimetri, coperto con un massetto in
alleggerito spessore ridotto a 10 centimetri per il passaggio degli impianti, un
massetto con riscaldamento a pavimento di complessivi 9 centimetri e la
realizzazione finale della pavimentazione.
Il solaio del piano primo in corrispondenza delle autorimesse non riscaldate.
Pannelli isolanti Eps di 10 centimetri all’intradosso, intonacato, solaio in
latero cemento con soletta collaborante di 25 centimetri, massetto
alleggerito da 10 centimetri, massetto con riscaldamento a pavimento da 9
centimetri e pavimentazione.
Solaio esterno per marciapiede. La realizzazione della struttura del
marciapiede che corre su tutto il perimetro della casa è stata realizzata con
una soletta in cemento armato con rete elettrosaldata dello spessore di 15 cm
direttamente collegata all’ala di fondazione. Su di essa è stata realizzata
un’impermeabilizzazione in materiale elastico che ha interessato anche la
partenza delle murature in modo tale da poter poi realizzare sopra di questo
un massetto di 14 centimetri in pendenza con finitura architettonica esterna
realizzata tramite stesura di materiale ritardante.
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Il solaio di copertura. È costituito, partendo dall’intradosso, da perlinato in
doghe di legno mordenzato colore noce scuro dello spessore di 2 cm su
struttura in travetti da 5 centimetri collegata al solaio laterocementizio di 25
centimetri di spessore. Il pacchetto di copertura viene poi completato con
barriera vapore, strato isolante in Eps da 120 centimetri più pannello isolante
tipo Celenit 3 centimetri, impermeabilizzazione, doppia stesura di travetti in
legno atti a realizzare la camera di ventilazione, Ondulina di tenuta fissata
prima della posa delle tegole.
Chi ha fatto Cosa
Località Reggio Emilia (Canali)
Progetto Studio M2R Architettura arch. Lorenzo Rapisarda, ing. Luca Monti
ingegnere
Progetto strutturale Studio ingegneri associati Dallari Fregni
Progetto impiantistico Termoprogetti
Realizzazione Imprese Edile Monti
Classe energetica A
Rivestimento in laterizio Mattone Classico 12x25x5.5 cm colore giallo
paglierino SanMarco Terreal Italia
Fotografie Marco Borghi
4
Tag: cantiere, corten, edilizia, laterizio
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