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L’ECO DI BERGAMO
MARTEDÌ 18 AGOSTO 2015
Vanotti, la Vuelta come riscatto
«Pedalando ritrovo la serenità»
Ciclismo. Dopo la riununcia all’Italiano, l’esclusione al Tour e le polemiche
è tornato al fianco di Nibali e Aru, più deciso che mai. «E sarà uno spettacolo»
CICLISMO PARLA IVAN BASSO
«Torno in sella
e sono felice
Le gare? Mah...»
ELEONORA CAPELLI
Ha ritrovato quella serenità persa ormai da tempo.
Sono stati giorni difficili ma non
si è mai perso d’animo. Una lunga chiacchierata telefonica
quella con Alessandro Vanotti
che ha deciso di aprirsi e raccontare quanto successo in questi
mesi.
«Oggi sono tranquillo – esclama Vanotti –. Ma sono stati mesi
davvero difficili. Mi sono ritrovato a dovere riprogrammare la
stagione per la quarta volta e
non mi era mai successo, credo
a pochissimi corridori».
Niente Italiano e di conseguenza niente Tour: «L’Italiano
non l’ho fatto per mia scelta.
Tante persone si sono permesse
di giudicare, esprimere pareri,
opinioni, fare supposizioni senza nemmeno sapere di cosa stessero parlando. In taluni casi sarebbe meglio stare zitti ma sappiamo benissimo che non sarà
mai così, in qualsiasi situazione.
Dobbiamo mettere tutto in conto».
E la squadra? «Il Tour l’ho
saltato per una loro decisione
tecnica e non ha nulla a che vedere con il fatto che non abbia
fatto l’Italiano. Le scelte tecniche, seppur discutibili, verranno poi giustificate. Io non ho
mai smesso di pedalare, mi sono
allenato duramente e la voglia
di riscattarmi è davvero tanta.
Ho la fortuna di avere accanto
persone e amici che mi vogliono
bene e che mi hanno dato tanti
stimoli aiutandomi parecchio.
Li ringrazio tutti».
Guardando al futuro prossimo? «Ho appreso con felicità la
scelta dei dirigenti che mi vedrà
alla Vuelta (dal 22 agosto al 13
settembre). Saremo una squadra molto unita e agguerrita. Il
mio ruolo sarà come sempre
Ivan Basso in sella dopo la conferenza stampa a Livigno ANSA
A oltre un mese dall’operazione per un tumore al
testicolo, il corridore
varesino riprende la bici
I
Il trio Astana in allenamento al Sestriere: da sinistra Fabio Aru, Vincenzo Nibali e Alessandro Vanotti
Sabato il via
1ª TAPPA 22/8: Porto Banus-Marbella
(7,4 km cronosquadre); 2ª 23/8:
Alhaurin de la Torre-Caminito del Rey
(165); 3ª 24/8: Mijas-Malaga (164,6);
4ª 25/8: Estepona-Vejer de la Frontera
(203); 5ª 26/8: Rota-Alcalß de Guadaira
(182); 6ª 27/8: Cordoba-Sierra de
Cazorla (204); 7ª 28/8: Jodar-La
Alpujarra (188,3); 8ª 29/8: Puebla de
Don Fadrique-Murcia (186,6); 9ª 30/8:
Torrevieja-Cumbres del Sol (168,3); 10ª
31/8: Valencia-Castellon (152); 11ª 2/9:
Andorra-Els Cortals d´Encamp (138);
12ª 3/9: Escaldes-Engordany-Lleida
(172,5); 13ª 4/9: Calatayud-Tarazona
(168); 14ª 5/9: Vitoria-Fuente del Chivo
(213 km); 15ª 6/9: Comillas-Sotres
(175); 16ª 7/9: Luarca-Ermita del Alba
(184); 17ª 9/9: Burgos-Burgos (cronometro, 39); 18ª 10/9: Roa de Duero-Riaza (204); 19ª 11/9: Medina del CampoAvila (185); 20ª 12/9: San Lorenzo de El
Escorial-Cercedilla (181); 21ª 13/9:
Alcalß de Henares-Madrid (93,7).
quello di gregario e come ho
sempre fatto, sarò a disposizione dei miei capitani (Nibali e
Aru), a testa bassa, con grinta e
determinazione. Fabio Aru ha
dimostrato di essere in grande
forma».
E con Nibali la situazione com’è, vi siete chiariti? «Non abbiamo ancora avuto modo di
sederci e parlarne apertamente
– aggiunge ironizzando – un po’
come succede nelle migliori
coppie». Questi per voi sono
giorni di preparazione, allenamenti, test, oltre i duemila metri. «Qui a Sestriere (Torino) ci
sono giornalisti, tifosi, sponsor
e non c’è il tempo materiale per
fermarsi a parlare. La Vuelta è
il nostro obiettivo».
Com’è stato rivedervi? «Un
poco di tensione da entrambe le
parti la si è avvertita. Ma pedalando ci stiamo riavvicinando.
Anche oggi (ieri per chi legge,
ndr) in allenamento, 150 chilometri sotto la pioggia, abbiamo
parlato del più e del meno, ridendo e scherzando. Alcune dinamiche rimarranno solo nostre, l’unica cosa che posso dire
è che abbiamo vissuto e superato parecchie situazioni difficili,
passerà anche questa».
«Una pedalata dopo l’altra
torneremo ad essere quelli di
prima, più uniti ancora. Ora però liberiamo la mente e fissiamo
l’attenzione sull’appuntamento
più importante: la Vuelta. E noi
ci saremo. Lo spettacolo è assicurato».
van Basso sta scalando
la vetta più difficile della sua vita, la battaglia
contro un tumore.
E anche se «non sono in grado di dire se tornerò alle gare
– ha detto ieri il campione –
sono felice di tornare a pedalare».
«Ivan il terribile», come lo
chiamano i suoi tifosi, ha
confessato le sue sensazioni
e le sue speranze ieri all’Aquagranda di Livigno (in
provincia di Sondrio), 32
giorni dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione di
un tumore al testicolo.
«Non ricordo – ha scherzato
Basso durante la conferenza
stampa – di avere mai fatto
una vacanza così lunga, sicuramente è da anni che non
mi capitava di stare un mese
senza pedalare».
«Ora – ha aggiunto il corridore varesino – sono davvero molto felice di tornare a
farlo. Anche se non esiste
solo l’agonismo: devo rico-
noscere che la bicicletta è
felicità, vita e benessere».
Decisiva, nella gara della vita, sarà una data segnata in
rosso sull’agenda: il primo
settembre.
Quel giorno, ha spiegato il
corridore capace di vincere
due volte il Giro d’Italia, «sarò sottoposto a un’importante visita di controllo al
San Raffaele di Milano. Non
si tratta di una visita di routine, ma specifica, mirata.
Siamo tuttavia molto ottimisti sul mio futuro dopo
l’ottimo lavoro svolto dal
professor Montorsi e dalla
sua équipe».
La scoperta del tumore è
avvenuta nel corso dell’ultimo Tour de France, dopo
una Tac effettuata in seguito
a una caduta.
Il 13 luglio scorso, l’annuncio choc del corridore italiano della Saxo-Tinkoff, dato
accanto al suo capitano Alberto Contador.
Due giorni dopo, il 15 luglio,
l’operazione all’ospedale
San Raffaele di Milano, eseguita dal professor Francesco Montorsi e dalla sua
équipe.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Comark, si parte
«Un solo obiettivo
conquistare l’A2»
La scheda
Coach Cece Ciocca
I QUADRI
Basket serie B
Il presidente Lentsch: «Non ci
nascondiamo». Coach Ciocca:
«Udine e Orzinuovi favorite,
ma noi ci proviamo»
Si è radunata in sede nella mattinata di ieri, procedendo
subito alle visite mediche di rito,
per poi sostenere nel pomeriggio,
al Palazzetto di Torre Boldone, il
primo allenamento, dedicato alla
preparazione atletica. È iniziata
così la stagione della Comark Bergamo Basket 2014, che per il secondo anno consecutivo si presenta ai nastri di partenza della
serie B maschile.
Determinato e convinto delle
scelte operate si è subito dichiara-
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to il nuovo head coach Cece Ciocca: «È un gruppo, sostanzialmente giovane (età media 25 anni,
ndr) ma già con buona esperienza,
che ritengo pienamente in grado
di praticare la pallacanestro che
prediligo. La difesa sarà una prerogativa, così come l’intensità e la
fisicità. Abbiamo infatti giocatori
freschi capaci di giocare in più
ruoli».
«Obiettivi? Vogliamo ben figurare e giocarcela con tutti - spiega
il 50enne coach trevigliese - anche
se Udine, con un organico di prim’ordine ed un coach come Lino
Lardo il cui curriculum parla da
solo, ed Orzinuovi, sono le favorite
d’obbligo. Loro devono vincere,
mentre noi dobbiamo provare a
vincere. Per far ciò dovremo lavo-
Foto di gruppo per la Comark 2015/2016: l’obiettivo dichiarato è il salto di categoria FOTO BEDOLIS
rare di più e meglio degli altri».
Come già fatto in precedenza
a Treviglio con Gamba, a Costa
Volpino con Drigo ed a Pordenone
con Ferrari, coach Ciocca, ha puntato su una squadra leggera, con
numeri quattro molto dinamici
come Planezio e Pullazi. L’idea è
quindi di praticare un gioco in
spazi aperti, con tanti uno contro
uno e circolazione della palla. «In
sede di costruzione - ha concluso
Ciocca - abbiamo pensato molto
su cosa fare. Attendiamo fiduciosi
l’esito del campo».
Senza mezzi termini il presidente-sponsor Massimo Lentsch:
«Ci presentiamo ad affrontare
questa nuova stagione con staff
tecnico e squadra completamente
rinnovati. Nonostante la presenza di corazzate come Udine e Orzinuovi, non ci vogliamo nascondere, l’obiettivo è solo uno: conquistare l’A2».
Tra gli addetti ai lavori i favori
del pronostico sono tutti per Orzinuovi ed Udine, mentre Comark
ed Urania Milano vengono considerate le outsider più accreditate.
Fondamentali saranno la tenuta
atletica e dentro l’area di Chiarello, la capacità di Mercante, Planezio, Pullazi di sfruttare i miss match da numero quattro e la costante pericolosità dalla distanza di
Panni, Milani e Scanzi.
Germano Foglieni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
ORGANIGRAMMA Presidente: Massimo
Lentsch. Vice presidente: Marco Bonassi. Dirigente Addetto prima squadra:
Vincenzo Locatelli. Dirigente responsabile e medico sociale: Maurizio Giacometti. General manager: Marcello
Filattiera. Team manager: Franco
Meneghel .
STAFF TECNICO Allenatore: Cesare
Ciocca. Vice allenatore: Andrea Vicenzutto. Assistente allenatore: Gian
Marco Petitto. Preparatore atletico:
Elisa Menti. Fisioterapista: Elvira
Avallone.
ORGANICO Paolo Chiarello (Pivot,
1978), Jacopo Mercante (Ala, 1990),
Rei Pullazi (Ala/Pivot, 1993), Stefano
Saletti (Ala/Pivot, 1997), Tommaso
Milani (Guardia, 1988), Pietro Permon
(Guardia, 1996), Marco Planezio (Ala,
1991), Andrea Scanzi (Guardia/Ala,
1988), Alessandro Panni (Playmaker,
1991), Giacomo Bloise (Playmaker,
1990 ).
AGGREGATI Marco Vitali (Playmaker,
1999), Mattia Perego (Playmaker,
1998), Ferdi Bedini (Guardia, 1999),
Davide Dadda (Ala, 1999), Marcello
Piccoli (Pivot, 1999).
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Comark, si parte «Un solo obiettivo conquistare l`A2»