Comune di Zeri
Provincia di Massa Carrara
IL SINDACO
Prot. n. 3734
Zeri, 21.09.2015
Onorevoli Parlamentari
Oggetto: l’acqua è un bene pubblico: occorre richiamare la Costituzione
mi corre l’obbligo, non solo in qualità di Sindaco del Comune di Zeri (Massa Carrara), ma
anche di cittadino italiano, di sottoporre alla Vostra attenzione il tentativo in atto di privatizzare
l’acqua che è un bene pubblico. Zeri in Toscana è l'unico comune su 288 comuni della Regione
che ha conservato proprietà e gestione diretta delle proprie acque.
E’ superfluo ricordare che l’acqua e gli acquedotti sono un bene pubblico ed il diritto alla
fruizione dell’acqua è un diritto naturale di tutti i cittadini.
Con referendum dell'anno 2011 esattamente del 12 e 13 giugno, 29 milioni di italiani si
sono espressi per l'acqua pubblica con il 96,12% dei votanti contro ogni forma di privatizzazione
dell’acqua votando sì all’abrogazione dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112
(conv. dalla legge 133/2008 e modificato dalla legge 166/2009) e nel depennare dall’art. 154 del
D.lgs. 152/2006 il riferimento alla remunerazione del capitale investito. L’articolo 23 bis, in base
all’esito del referendum, è stato successivamente abrogato con D.P.R. n. 113 del 18 luglio 2011.
Il dibattito parlamentare negli anni ha ripetutamente sottolineato comunque la difesa
dell'acqua pubblica specialmente per "i comuni ad alta specificità montana" oltre che per i
comuni di 1000 abitanti (Zeri, comune montano, ne ha 1096 con un decremento di circa 30 ogni
anno).
Sono costretto ad evidenziare il rischio, in alcuni casi già concretizzatosi, che l’acqua sia
privatizzata in palese violazione, in primo luogo, della nostra Carta Costituzionale che riconosce
l’universalità e l’accessibilità a tutti i cittadini di un diritto naturale ed un bene essenziale per la
vita come l’acqua, ed in secondo luogo in aperto contrasto con la volontà espressa dalla
maggioranza della popolazione italiana nel referendum del 2011.
Nello specifico, l'Autorità Idrica Toscana emanazione della Regione vorrebbe costringere
il Comune di Zeri di cui sono Sindaco, a trasferire, con ipotesi di oggettiva conflittualità con la
Costituzione, la gestione del servizio idrico ed i propri acquedotti alla stessa Autorità d’ambito
"ottimale" individuata dalla Regione Toscana (Autorità Idrica Toscana) e quindi alla società di
impostazione privatistica GAIA Spa che sta attuando tariffe "insostenibili" soprattutto per i più
deboli e non solo per loro.
Inoltre, è forte il rischio che un domani, per esigenze di bilancio della società, come
sovente e quasi immancabilmente avviene, l’acqua e la rete idrica siano privatizzate. E' evidente
anche la ricaduta sui cittadini come quelli del mio Comune (che per la maggioranza vivono di
sola pensione, così come per la stragrande maggioranza dei comuni in particolar modo quelli
montani) con un forte aumento delle tariffe insostenibile per gli stessi, di fatto privandoli di un
bene vitale come l’acqua con conseguenze negative anche sulla loro salute (diritto garantito
dall’art. 32 della Costituzione).
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 Fraz. Patigno – 54029 ZERI (MS)  0187 447127  0187 447484
 www.comune.zeri.ms.it  [email protected] - [email protected]
Comune di Zeri
Provincia di Massa Carrara
IL SINDACO
Segnalo sul punto la delibera della Corte dei Conti (delibera 76_2015 della Sezione
Regionale di Controllo per la Regione Toscana) e le ricadute su alcuni Comuni.
Sotto ogni profilo intendo tutelare sia i miei cittadini sia il bilancio del mio Comune.
Chi vuole privatizzare l'acqua non è né di sinistra né di destra, è solo uno speculatore
"finanziario politico".
Evidenzio inoltre che in data 8 settembre 2015 il Parlamento Europeo, in plenaria a
Strasburgo, ha votato una risoluzione che promuove il diritto umano all’acqua.
Vi chiedo, pertanto cortesemente, di utilizzare ogni strumento e facoltà in Vostro
possesso in sede parlamentare e nelle sedi da Voi ritenute più opportune, per impedire
l’attuarsi di questo processo di privatizzazione dell’acqua a scapito dei cittadini, anche
attraverso la presentazione di disegni di legge di opportuna modifica del D.lgs. 152/2006
laddove vorrebbe obbligare i Comuni a trasferire il servizio alle Autorità d’ambito
individuate in ciascuna Regione e di fatto consegna la gestione degli acquedotti dei nostri
Comuni a società "private o di impostazione privatistica", ostando ai richiamati principi
costituzionali.
Motivi per i quali non ho nessuna intenzione di cedere per problemi di coscienza e
come sindaco Ufficiale di Governo di andare contro i convincimenti di rispetto della nostra
Costituzione.
Tanto dovuto, confido in un Vostro intervento.
Distinti saluti
IL SINDACO
Egidio Enrico Pedrini
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Acqua - On Parlamentari 21-09