FILIPPO POGGI
LA CHIESA DI SANTA MARIA SOPRA MINERVA A ROMA
Ricerca di Arte – Classe Ia Media sez. I – Istituto Belli
Santa Maria sopra Minerva è dal 1566 una basilica minore con titolo
cardinalizio. Già nel sec. VIII esisteva un’antico oratorio dedicato alla
Vergine, che papa Zaccaria nel 750 aveva concesso a monache
basiliane fuggite dall’Oriente, a cui fin dall’VIII sec. fu aggiunto il
toponimo di Minervum.
L’aggiunta era dovuta al fatto che l’oratorio sorgeva nei pressi del
tempio di Minerva Chalcidica. In realtà su tutta l’area attualmente
occupata dalla basilica di Santa Maria sopra Minerva e dell’annesso
ex-convento, sorgevano tre templi dell’antica Roma: il Minervium, di
origine domizianea eretto in onore di Minerva Calcidica, l’Isèum
dedicato a Iside, e il Serapèum dedicato a Serapide.
Il primo documento del passaggio dell’oratorio ai frati predicatori è
del 1266; nel 1275 ne ottennero il possesso effettivo per
interessamento del loro confratello fra Aldobrandino Cavalcanti,
vescovo di Orvieto e vicario del papa a Roma.
Nel 1280, sotto il pontificato di Niccolò III,
l'oratorio fu costruito ex novo ed ebbe inizio la
costruzione della grandiosa chiesa gotica a tre
navate, probabilmente su disegno dei domenicani
Fra Sisto Fiorentino e Fra Ristoro da Campi.
Bonifacio VIII fu il propulsore del progetto, quando
nel 1295 elargì una ingente somma di denaro.
Molti fedeli seguirono l’esempio.
Anche dopo il trasferimento del papato ad
Avignone la costruzione della basilica proseguì.
Verso la metà del XIV sec. fu aperta al culto, dopo il
completamento della zona absidale, della crociera
e delle navate laterali con copertura a capriate
visibili.
Importanti rifiniture, tra cui la sistemazione della
facciata e il rafforzamento della navata laterale
destra, furono finanziate dal conte Orsini nel 1453.
Quasi
contemporaneamente
il
cardinale
domenicano Giovanni Torquemada, zio del celebre
inquisitore, fece erigere la navata centrale. Le
difficoltà di finanziamento dei lavori e la riduzione
di altezza dell’edificio, dovuta alla sostituzione
della copertura a capriate visibili con le volte,
ridussero lo slancio tipico dello stile gotico.
Particolare della volta a crociera
Monumento funebre del Cardinale Pimentelli – Bernini.
Monumento funebre in memoria di Suor Maria RaggiBernini
Nel 1600, in seguito al rifacimento delle cappelle del transetto, alla costruzione o ricostruzione delle laterali, alla
riduzione a tutto sesto degli archi delle navate mediante soprastrutture in legno e stucchi, la chiesa assunse un
aspetto prevalentemente barocco. Nel secolo XVIII, la decorazione della facciata rimasta in nudi mattoni fino al
1725 fu resa più decorosa dall’impegno di Benedetto XIII e dai progetti degli architetti Raguzzini e Marchionni
che accentuarono il carattere barocco di tutto l'edificio. Nel 1824 l’architetto domenicano fra Girolamo
Bianchedi ricondusse l’edificio a linee più essenziali eliminando le impalcature barocche dalle arcate laterali. Ma
dopo la sua morte i lavori che seguirono furono di segno opposto. I rivestimenti in finto marmo dei pilastri e
delle colonne e le decorazioni pittoriche delle pareti e delle volte erano visibilmente in contrasto con la
semplicità delle linee architettoniche. Sebbene l’aspetto dell’edificio porti i segni visibili di tortuose vicende
storiche, la basilica è l’unico esempio di chiesa gotico medievale nella città di Roma. In Santa Maria sopra
Minerva sono contenute le tombe di Santa Caterina da Siena, Patrona primaria d’Italia e del pittore fra Giovanni
da Fiesole, il Beato Angelico, nel 1984 dichiarato da Giovanni Paolo II "Patrono Universale degli Artisti".
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