A cura di Leda Carbone
Definizione
Sostanze Vietate
Doping
Regole del
Fair Play
Pratiche Vietate
Vari tipi di
sport
DEFINIZIONE
Sport Termine inglese che designa le
discipline e i giochi, individuali o di squadra,
praticati a livello amatoriale o agonistico e
regolati da norme codificate. Il termine
“sport”, introdotto in Italia nel XX secolo,
deriva, analogamente alla parola italiana
“diporto”.
REGOLE DEL FAIR PLAY
I. Diritto di divertirsi e di giocare.
II. Diritto di fare sport.
III.Diritto di beneficiare di un ambiente sano.
IV.Diritto di essere trattato con dignità.
V. Diritto di essere circondato e allenato da persone competenti.
VI.Diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi e di
avere giusti tempi di riposo.
VII.Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le medesime
probabilità di successo .
VIII.Diritto di partecipare a competizioni adatte alla propria età.
IX.Diritto di praticare il proprio sport in assoluta sicurezza.
X. Diritto di non essere un campione.
VARI TIPI DI SPORT
Ci sono vari tipi di sport tra cui :
 Calcio
 Sci
 Nuoto
 Atletica leggera
 Pallavolo
 Ciclismo
 Wakeboard
CALCIO NELLA STORIA
Possibili antenati del calcio possono essere considerati
numerosi giochi che in epoche diverse hanno goduto di
grande successo, come l’episciro, l’urania, la feninda,
l’aporraxis dell’età ellenica e il romano harpastum, o
come, in periodo rinascimentale, il ben noto calcio
fiorentino, che si praticava già all’inizio del XV secolo sulle
piazze di Firenze tra squadre di 25 giocatori. La popolarità
di questi giochi è testimoniata dai numerosi trattati che gli
furono dedicati nel Cinquecento, tra cui il Trattato del gioco
della palla di Antonio Scaino e il Discorso supra il gioco del
calcio fiorentino di Giovanni de’ Bardi. Tra i calciatori
,attuali , più importanti , invece ricordiamo : Alessandro
Del Piero , Edinson Cavani ecc.
ALESSANDRO DEL PIERO
Alessandro , Del Piero (Conegliano Veneto,
Treviso 1974), calciatore italiano. Iniziò la
carriera nel 1991 in Serie B nel Padova e, dopo
due stagioni, approdò alla Juventus, squadra
con cui ha conseguito i maggiori successi. Con
la maglia bianconera si è aggiudicato, infatti,
cinque scudetti (1995, 1997, 1998, 2002,
2003), una Coppa dei Campioni (1996), una
Coppa Intercontinentale (1996), una Coppa
Italia (1994), una Supercoppa europea (1996) e
quattro Supercoppe italiane (1995, 1997, 2002
e 2003). Attaccante dotato di grande tecnica e
fantasia, ha partecipato con la nazionale agli
Europei d’Inghilterra nel 1996, di Belgio-Olanda
nel 2000 e del Portogallo nel 2004, e ai
Mondiali di Francia nel 1998, di GiapponeCorea nel 2002 e di Germania nel 2006.
EDINSON CAVANI
Edinson Roberto Cavani Gómez (Salto, 14 febbraio 1987) è un calciatore
uruguaiano, attaccante del Napoli e della Nazionale uruguaiana.
In Uruguay, ad inizio carriera, era soprannominato El Botija (termine
gergale uruguaiano con cui si indica un bambino)per via dei lineamenti
infantili e del fisico fragile ed esile. Successivamente inizia ad essere
soprannominato El Matador. Di origini italiane poiché il nonno paterno,
che aveva lavorato in Sicilia, era originario di Maranello, trascorre
l'infanzia giocando al confine con l'Argentina fino a quando, a dodici anni,
si trasferisce a Montevideo, capitale uruguaiana. Entra così nel settore
giovanile del Danubio, una delle dodici squadre di calcio della città. Anche
suo padre Luis è stato un calciatore: soprannominato El Gringo, ha
giocato in squadre uruguaiane di prima divisione e conta qualche
presenza in Nazionale; in seguito è divenuto allenatore, guidando l'altro
figlio Christian, difensore del Salto. Suo fratellastro maggiore, Walter
Guglielmone, gioca invece nel Pelotas, nella quarta serie brasiliana.Di
fervente fede cristiana evangelica pentecostale (è difatti un Atleta di
Cristo),il 9 giugno 2007 si è sposato con Maria Soledad dalla quale il 22
marzo 2011 ha avuto un figlio, Bautista.
SCI
Sci alpino Sport che si pratica in località montane
sopra pendii innevati naturalmente o artificialmente,
sui quali l’atleta scivola con l’ausilio di attrezzi stretti
e lunghi chiamati sci. Lo sci alpino si distingue dallo
sci nordico proprio per il terreno sul quale si
svolgono le discipline: mentre per lo sci nordico il
campo di gara, a eccezione della disciplina del salto
con gli sci, è senza grandi dislivelli altimetrici, per lo
sci alpino la pendenza è l’elemento fondamentale.
Tra gli atleti più importanti ricordiamo :Deborah
Compagnoni ,Gustavo Thoeni ……
DEBORAH COMPAGNONI
Compagnoni, Deborah (Santa Caterina Valfurva, Sondrio 1970), sciatrice italiana. Campione
mondiale juniores di gigante nel 1987, ha esordito in Coppa del Mondo 1987-88, con un quarto e un
quinto posto nelle classifiche finali di specialità rispettivamente di gigante e supergigante. Nel
gennaio del 1988, nella discesa di Zinai in Svizzera, cadde riportando la lesione dei legamenti del
ginocchio destro. Dopo aver subito due interventi chirurgici, poco prima del suo ritorno alle gare,
nell'ottobre del 1990 dovette essere operata per un grave attacco di peritonite. Tornò alle gare nel
1992, vincendo il supergigante di Morzine, in Francia e, nella stessa specialità, l'oro alle Olimpiadi
invernali di Albertville, sempre in Francia. Due giorni dopo, in slalom gigante cadde e di nuovo si
ruppe il legamento crociato del ginocchio sinistro. Tornata a grandi livelli di forma nel 1993, si dovette
fermare di nuovo per una forma di infezione renale. Guarì in tempo per aggiudicarsi, nel febbraio del
1994, l'oro nel gigante olimpico di Lillehammer in Norvegia. Operata ancora una volta al ginocchio
destro nel settembre 1995, tornò comunque alle gare, vincendo la prova di slalom ai Mondiali del
1996 in Sierra Nevada. Nel 1997 ai Mondiali del Sestrière ha trionfato in entrambe le discipline
tecniche (speciale e gigante) dello sci, mentre alle Olimpiadi di Nagano, nel febbraio 1998, ha vinto
l'oro in gigante e l'argento in speciale. Al termine della stagione 1998-1999 ha annunciato il suo ritiro
dall’attività agonistica. Il grande coraggio nel reagire di fronte ai ripetuti incidenti e l'istintiva simpatia
che contraddistingue il suo modo di presentarsi al pubblico hanno fatto di Deborah Compagnoni uno
dei personaggi sportivi più amati in questi ultimi anni: dotata di eccezionali qualità tecniche, la
Compagnoni, insieme ad Alberto Tomba, ha riportato lo sci azzurro ai livelli prestigiosi che lo avevano
visto protagonista a metà degli anni Settanta, con Gustavo Thoeni, Piero Gros e gli altri componenti
della storica 'valanga azzurra'.
NUOTO NELLA STORIA
La pratica del nuoto era diffusa presso i popoli antichi, in particolare greci e
romani, che le attribuivano considerevole importanza ai fini dell’educazione
non solo fisica dei giovani, anticipando da questo punto di vista il generale
giudizio della medicina moderna che ritiene il nuoto esercizio completo,
utile a uno sviluppo fisico equilibrato. Mentre non era stato praticato in
Grecia a livello agonistico (tanto che non figurò mai nei programmi dei
giochi olimpici), il nuoto diede luogo a competizioni anche popolari nella
Roma imperiale. Il nuoto veniva infatti praticato come forma di allenamento
dai guerrieri; le fonti ci parlano di gare organizzate già nel I secolo a.C. In
Giappone si ricordano gare di nuoto nel 36 a.C., e dalla metà del 1600
l’insegnamento del nuoto fu inserito nei programmi scolastici.La pratica
natatoria sportiva scomparve nel Medioevo, in quanto l’immersione in
acqua veniva spesso associata ai rischi di sviluppo delle epidemie e alla
diffusione della peste. Per essere riscoperto il nuoto dovette attendere la
fine del XIX secolo, quando, in pieno clima positivista, se ne compresero
appieno le virtù terapeutiche e correttive. La prima società di nuoto fu la
National Swimming Society, fondata a Londra nel 1837. Le gare fecero
parte del programma delle Olimpiadi moderne fin dalla loro prima edizione,
tenuta ad Atene nel 1896.
TIPI DI NUOTO
Stile libero
 Rana
 Dorso
 Farfalla

STILE LIBERO
Per la posizione del corpo ,che implica una
minima resistenza all’acqua , lo stile libero è lo
stile di nuoto più veloce. Il ritmo coordinato dei
movimenti di braccia e gambe è di estrema
importanza. La testa è parzialmente immersa
nell’acqua e la respirazione avviene ruotando la
testa ora a sinistra e ora a destra del corpo.
RANA
E’ uno stile particolarmente adatto ai nuotatori inesperti o alle lunghe nuotate
perché consente di avanzare con la testa fuori dall’acqua quando viene
praticato agonisticamente , invece , deve seguire movimenti stabili dai
regolamenti del nuoto.
1 fase : Il corpo del nuotatore è completamente disteso e scivola sull’acqua. Il
viso è sott’acqua e le braccia sono allungate in avanti.
2 fase: Le braccia si allargano , i gomiti si spiegano e le mani cominciano il
movimento di trazione verso il basso. Il capo esce dall’acqua. Il nuotatore inizia
a piegare le ginocchia per effettuare il movbi9meto delle gambe.
3 fase: La testa e le spalle escono completamente dall’acqua, consentendo la
respirazione. Con un movimento continuo si richiudono lungo il corpo e le
braccia cominciano a distendersi in avanti. Il nuotatore continua a piegare le
ginocchia.
4fase: Il nuotatore immerge il viso nell’acqua e allunga le braccia in avanti
sott’acqua. Mantenendo le ginocchia unite spinge i piedi verso l’esterno. Perché
la gambata sia efficace , la posizione dei piedi in questa fase deve essere a
martello. Con un movimento rapido e semicircolare il nuotatore riporta le gambe
in posizione distesa ;in questo modo spinge il corpo in avanti.
FEDERICA PELLEGRINI
Federica Pellegrini (Mirano, 5 agosto 1988) è una
nuotatrice italiana, la prima donna italiana ad aver vinto
una medaglia d'oro nel nuoto ai Giochi olimpici, fatto
avvenuto a Pechino 2008 nei 200 m stile libero. In
carriera ha vinto anche quattro titoli mondiali nei 200 e
400 m stile libero. Attualmente (agosto 2011) è detentrice
dei primati mondiali in vasca lunga dei 200 e 400 metri
stile libero femminili. È l'unica nuotatrice italiana, ed una
delle poche europee, ad aver battuto i record del mondo
del nuoto in più di una specialità. È considerata la più
grande nuotatrice italiana di sempre, e più in generale,
una delle più grandi atlete nella storia dello sport italiano.
È fidanzata con Filippo Magnini, anch'egli nuotatore.
DOPING
Il doping è l’assunzione di sostanze chimiche e
l’impiego di pratiche per migliorare le prestazioni
fisiche di un’atleta prima di una gara.
EFREA
SOSTANZE VIETATE
Anabolizzanti
 Stimolanti
 Narcotici
 Ormoni peptidici
 Diuretici

ANABOLIZZANTI
Sono impiegati per potenziare la massa
muscolare, aumentare la carica aggressiva e
innalzare il punto di massimo consumo
dell’ossigeno a livello nei muscoli.
STIMOLANTI
Gli stimolanti come le anfetamine vengono a
volte prescritti dai medici per ridurre l'appetito. La
cocaina serve in medicina come anestetico
locale. Sia le anfetamine che la cocaina sono
usate al di fuori dell'ambito medico per produrre
euforia e per migliorare le prestazioni fisiche e
mentali.
NARCOTICI
I narcotici vengono assunti per eliminare la
sensazione di dolore e, ad esempio, permettere a
un atleta infortunato di gareggiare fino al termine
della competizione.
ORMONI PEPTIDICI
L’ormone della crescita è usato in alternativa agli
anabolizzanti perché determina effetti simili a
questi composti senza poter essere identificato in
sede di controllo. Quindi, anch’esso aumenta la
massa muscolare e potenzia l’effetto degli
anabolizzanti; a lungo termine, però, può indurre
deformazioni ossee, diabete, cardiopatie, tumori
e disturbi della tiroide.
DIURETICI
I diuretici, incrementando l’emissione di urina, vengono
utilizzati per produrre una rapida perdita di liquidi corporei
e, dunque, una veloce perdita di peso per rientrare nelle
categorie previste dalle federazioni sportive; inoltre, poiché
diluiscono le urine, abbassano la concentrazione di
sostanze proibite già assimilate e, quindi, ne mascherano
la presenza o ne riducono i valori entro i limiti tollerati. Tra
i diuretici sono compresi il bumetanide, il furosemide,
l’acetazolamide, il mannitolo, lo spirolattone. I principali
effetti collaterali consistono nel rischio di disidratazione,
anomalie cardiache (aritmie) e insufficienza della funzione
renale.
PRATICHE VIETATE
Una particolare pratica illecita è l’emodoping o doping ematico,
di cui viene fatto uso soprattutto in sport aerobici come il
ciclismo o lo sci nordico. Consiste nella inoculazione di sangue
o suoi derivati oppure di sostituti del plasma oppure di
molecole trasportatrici di ossigeno sintetiche. Nel caso
dell’autoemotrasfusione, all’atleta viene somministrato il suo
stesso sangue prelevato in precedenza. Ad esempio, gli atleti si
trasferiscono per un certo periodo in luoghi la cui altitudine
supera i 2500 m; qui, la minore concentrazione di ossigeno
stimola la produzione nel sangue dei globuli rossi; quindi si
effettuano prelievi di sangue che, conservato, verrà trasfuso
all'atleta prima dell'evento agonistico con effetti stimolanti.
L’emodoping è assai pericoloso in quanto può comportare la
formazione di trombi e disturbi vascolari.
Alimentazione sana
Alimentazione
Nella storia
ALIMENTAZIONE
Alimentazione dello
sportivo
Piramide alimentare
ALIMENTAZIONE SANA … 10 REGOLE
Ecco i consigli degli esperti per un'alimentazione sana, dieci regole d'oro :
1)Bevi ogni giorno acqua in abbondanza;
2) A tavola varia le tue scelte;
3) Fai sempre una sana prima colazione ed evita di saltare i pasti;
4) Consuma almeno 2 porzioni di frutta e 2 porzioni di verdura ogni giorno;
5) In una dieta equilibrata i cereali (pane, pasta, riso ecc.) devono essere
consumati ogni giorno;
6) Mangia pesce almeno due volte alla settimana (fresco o surgelato);
7) Ricordati che i legumi forniscono proteine di buona qualità e fibre;
8) Limita il consumo di grassi, soprattutto quelli di origine animale,
privilegiando l'olio extravergine di oliva;
9) Non eccedere nel sale;
10) Limita il consumo di dolci e di bevande caloriche.
PIRAMIDE ALIMENTARE
ALIMENTAZIONE DELLO SPORTIVO
L’alimentazione dello sportivo non è molto diversa dalla nostra
anzi è molto simile , la differenze principale è la quantità di calorie
.
Lo sportivo segue un’alimentazione bilanciata , significa
introdurre ogni giorno una buona varietà di alimenti per essere
certi di assumere tutti i principi nutritivi necessari . Ecco delle
regole che uno sportivo deve rispettare:
1.
Prima della gara: Almeno tre ore prima deve fare un pasto
appetitoso ma non abbondante
Preistoria
Il pasto tipo degli uomini primitivi probabilmente vi sembrerà poco attraente. Ma se siete i tipi che non mangiano volentieri minestrone, cavolo o
spinaci, forse li rimpiangereste, nel caso in cui una famiglia di primitivi vi invitasse a pranzo. Molto probabilmente vi farebbero assaporare termiti,
cavallette, formiche o piccoli topini di campagna. Se improvvisamente decideste di diventare vegetariani pur di non mangiare queste cose, potreste
sempre gustare qualche uovo di uccello, tuberi o radici.
Neolitico
Nel neolitico le vostre abitudini alimentari sarebbero diverse. I vostri nonni, zii e genitori hanno appena scoperto l'agricoltura e l'allevamento, così
avrete da mangiare i cereali e le carni degli animali allevati nella vostra tribù. Dimenticavo di dirvi che è stato scoperto il fuoco, quindi a pranzo ora
mangerete i cibi cotti.
Età dei metalli
Ancora più avanti nel tempo, nelle età dei metalli, sulla vostra tavola si aggiungono ai cereali la frutta e i prodotti dell'orto, ma non pensate di poter
mangiare una bella insalata di pomodori, è ancora troppo presto!
4000 a.C.
Egiziani
All'epoca degli antichi egiziani, cioè da almeno 4000 anni prima della nascita di Cristo, avreste mangiato molto pane. Fatto con farina di frumento o,
più spesso, di orzo, questo era infatti alla base dell'alimentazione degli antichi egizi. Non avreste mangiato molta carne perché gli egiziani non la
usavano, o quasi; così insieme al pane avreste mangiato del pesce sotto sale, affumicato o seccato al sole, formaggio, legumi e frutta. Questa
avreste potuto mangiarla cruda, proprio come fate ora, oppure la mamma avrebbe preparato una focaccia dolce con frutta e miele. Da bere c'era già
il vino e la birra, però era un po' diversa da quella che conosciamo oggi: non aveva bollicine.
Babilonesi
Più o meno nello stesso periodo, però in Mesopotamia, avreste mangiato del cibo lesso. I babilonesi bollivano tutto, quindi probabilmente la mamma
vi avrebbe preparato un buon lesso di carne preparato con cipolla, porri, aglio, sangue, formaggio fresco e magari anche samidu e shuhutinnu: che
cosa sono? Niente paura, si tratta di piante aromatiche. Come condimento avreste usato olio di sesamo o di oliva, e come dolcificante il miele o la
frutta, che avreste mangiato anche cruda, proprio come probabilmente fate ogni giorno anche ora che non siete in Mesopotamia. Ci sarebbe stata
una grande differenza tra la vostra vita attuale e quella di allora: il vostro zainetto per la scuola sarebbe pesantissimo, i libri e i quaderni, infatti,
sarebbero di argilla. Proprio dalle tavolette di argilla, scritte in caratteri cuneiformi, abbiamo potuto conoscere le abitudini e la cultura della grande
civiltà babilonese.
1000 a.C.
Ebrei
Se un migliaio di anni prima di Cristo vi foste trovati in Palestina vi sareste seduti a tavola con gli antichi ebrei. Anche
per questo popolo il pane era alla base dell'alimentazione, e oltre al pane lievitato veniva preparato anche un pane
senza lievito, detto pane azimo. Avreste mangiato carne di montone, di vitello o di bue; quella di maiale no, perché era
proibita. Queste pietanze venivano lessate o arrostite, ma si trattava di cibi non comuni e riservati ai giorni di festa.
Quindi non avreste trovato molto spesso la carne in tavola, in compenso avreste mangiato legumi, frutta e formaggio.
Da bere anche qui c'era il vino, e insieme a questo bevande ricavate dalla fermentazione dell'orzo, del miele e delle
mele.
Greci
Nall'antica Grecia, all'ora dell'ariston, il pranzo, il pasto sarebbe stato veloce: olive, pesce fritto o formaggio e pane di
orzo. A proposito, sapevate che in panificio avreste trovato tantissimi tipi diversi di pane? Se ne conoscono addirittura
72, tra cui il daraton, che era un pane senza lievito; il phaios, un pane scuro; il semidelites, fatto con fior di grano; il
caibanites, un pane composto da varie farine. E poi pani con olive, uva passa e fichi secchi. Anche qui non avreste
mangiato molta carne, i greci la consideravano un cibo di lusso e compariva solo sulle tavole dei ricchi; la preferita era
la carne di maiale, anche perché il pollame fece la sua apparizione solo nell'età classica. Se la vostra famiglia fosse
stata non proprio ricca avreste mangiato principalmente pane e legumi, oppure pesci sotto sale o affumicati, e forse la
mamma vi avrebbe preparato il garon, una specie di salsina a base di pesce e erbe aromatiche. Se foste stati molto
poveri vi sareste dovuti accontentare di pane e frutta. Ciliegie, uva e fragole erano molto comuni, mentre le pesche, di
origine persiana, furono portate in Grecia dopo il IV secolo avanti Cristo. Da bere, anche qui, c'era il vino, che si
consumava anche nei thermopolia, i bar dell'epoca. C'era anche un'altra bevanda, però non sappiamo se vi sembrerà
buona: si chiamava kikeon ed era a base di farina d'orzo, semi di coriandolo e lino, vino, formaggio grattugiato e
foglioline di menta.
Fenici
Se foste andati a pranzo con un fenicio, in tavola avreste trovato una buona zuppa di farro o legumi come lenticchie,
fave o ceci. Insieme al pane, fatto con farina di orzo, avreste mangiato cipolle, radici, cetrioli o lattuga. In una famiglia
ricca avreste potuto gustare anche dell'ottima selvaggina; in una povera, invece, avreste mangiato del buon pesce. I
fenici usavano conservare le pietanze facendole essiccare o mettendole sotto sale, quindi in occasione di una
scampagnata avreste potuto assaggiare, per esempio, della carne secca, mentre al posto delle merendine vi avrebbero
dato fichi, uva, datteri o melagrane. Come condimenti venivano usati olio, sesamo e miele per i dolci. E da bere? Birra e
vino. La birra era una bevanda molto diffusa in tutta l'Asia Minore e in Egitto, terre in cui orzo e grano venivano coltivati
in abbondanza; questa veniva consumata quotidianamente come dissetante e, in certi casi, anche come ricostituente. Il
vino era di buona qualità e veniva consumato in tutto il Mediterraneo Orientale.
Tra il VII e il IV secolo a.C.
Etruschi
Se in questo viaggio nel tempo vi fermate nell'Italia centrale tra il VII e il IV secolo avanti Cristo, conoscerete le
abitudini alimentari degli etruschi. A pranzo, tanto per cominciare, vi offrirebbero una bella farinata di cereali,
un piatto tradizionale, e insieme a questa anche farro, orzo, fave, piselli, fichi, frutti selvatici, latte e formaggio
di capra. La carne più usata era quella di maiale, ma venivano arrostiti anche cervi, lepri e qualche orso. Se
deciderete di fermarvi in qualche città della costa potrete fare una scorpacciata di pesce: piccoli tonni, pesci
spada e razze. Nelle lagune di Maccarese e di Orbetello non mancavano le anguille e i capitoni, le spigole e le
orate. Ma questi sono piatti per i ricconi! Se invece volete assaggiare il menù di una famiglia del popolo, eccovi
accontentati: pane e olive, polenta e verdure cotte o crude, pesci in salamoia, frattaglie, conserve sotto aceto e
castagne. Il vino era la bevanda preferita anche se spesso veniva annacquato e poi c'era un'altra bevanda
molto rinfrescante, fatta con latte fermentato.
Tra il III secolo a.C. e il X secolo d.C.
Romani
Tra i romani primitivi i vostri pasti sarebbero stati frugali, me se volete fare una sosta nelle epoche successive,
e in particolare in quella imperiale, vedrete che cambiamento! I romani avevano per la buona tavola un amore
che non risparmiava cure e non badava a spese. Anche per loro il pane era alla base dei pasti, però il suo uso si
diffuse solo verso il II secolo avanti Cristo. Prima si mangiava una specie di pappa di farro e grano, detta puls.
Questa veniva consumata con legumi come fave, lenticchie e ceci, oppure con la carne allo spiedo. Tra i romani,
oltre alle solite carni come bue, agnello e vitello, avreste assaggiato anche quella di asino, di ghiro, di cinghiale,
di fagiano e di pavone. Nelle villae si allevavano i pesci, la selvaggina e gli uccelli che venivano poi cucinati con
maestria dai cuochi. Ma non illudetevi, quasi sicuramente tutti questi cibi non vi piacerebbero: i funghi venivano
cucinati col miele; i piccioni con datteri, pepe, miele, aceto, vino, olio e senape; e le pesche venivano preparate
come noi facciamo le anguille marinate. Si trattava di una cucina in cui venivano mescolati sapori pungenti e
sapori dolciastri: nelle stesse pietanze, accanto all'aceto e alla menta, si usavano il miele, il mosto cotto e la
frutta ridotta a purè. Anche qui il vino era la bevanda preferita, e si beveva caldo anche nei bar, che, a giudicare
da Pompei, erano diffusi come ai giorni nostri.
Tra il VII e il IV secolo a.C.
Etruschi
Se in questo viaggio nel tempo vi fermate nell'Italia centrale tra il VII e il IV secolo avanti Cristo, conoscerete le
abitudini alimentari degli etruschi. A pranzo, tanto per cominciare, vi offrirebbero una bella farinata di cereali,
un piatto tradizionale, e insieme a questa anche farro, orzo, fave, piselli, fichi, frutti selvatici, latte e formaggio
di capra. La carne più usata era quella di maiale, ma venivano arrostiti anche cervi, lepri e qualche orso. Se
deciderete di fermarvi in qualche città della costa potrete fare una scorpacciata di pesce: piccoli tonni, pesci
spada e razze. Nelle lagune di Maccarese e di Orbetello non mancavano le anguille e i capitoni, le spigole e le
orate. Ma questi sono piatti per i ricconi! Se invece volete assaggiare il menù di una famiglia del popolo, eccovi
accontentati: pane e olive, polenta e verdure cotte o crude, pesci in salamoia, frattaglie, conserve sotto aceto e
castagne. Il vino era la bevanda preferita anche se spesso veniva annacquato e poi c'era un'altra bevanda
molto rinfrescante, fatta con latte fermentato.
Tra il III secolo a.C. e il X secolo d.C.
Romani
Tra i romani primitivi i vostri pasti sarebbero stati frugali, me se volete fare una sosta nelle epoche successive,
e in particolare in quella imperiale, vedrete che cambiamento! I romani avevano per la buona tavola un amore
che non risparmiava cure e non badava a spese. Anche per loro il pane era alla base dei pasti, però il suo uso si
diffuse solo verso il II secolo avanti Cristo. Prima si mangiava una specie di pappa di farro e grano, detta puls.
Questa veniva consumata con legumi come fave, lenticchie e ceci, oppure con la carne allo spiedo. Tra i romani,
oltre alle solite carni come bue, agnello e vitello, avreste assaggiato anche quella di asino, di ghiro, di cinghiale,
di fagiano e di pavone. Nelle villae si allevavano i pesci, la selvaggina e gli uccelli che venivano poi cucinati con
maestria dai cuochi. Ma non illudetevi, quasi sicuramente tutti questi cibi non vi piacerebbero: i funghi venivano
cucinati col miele; i piccioni con datteri, pepe, miele, aceto, vino, olio e senape; e le pesche venivano preparate
come noi facciamo le anguille marinate. Si trattava di una cucina in cui venivano mescolati sapori pungenti e
sapori dolciastri: nelle stesse pietanze, accanto all'aceto e alla menta, si usavano il miele, il mosto cotto e la
frutta ridotta a purè. Anche qui il vino era la bevanda preferita, e si beveva caldo anche nei bar, che, a giudicare
da Pompei, erano diffusi come ai giorni nostri.
Tra l'XI al XV secolo d.C.
Siamo giunti alle invasioni barbariche, e ora c'è poco da scegliere: grandi quantità di selvaggina cotta allo spiedo e un vino molto
forte. In questo periodo, avendo la fortuna di partecipare a un banchetto, capireste che i cibi non venivano presentati con un
ordine prestabilito ed erano cucinati piuttosto grossolanamente. Se vi piacciono le salse forti qui avreste trovato pane per i vostri
denti, infatti nel medio evo si faceva un uso massiccio di spezie, sia nei cibi che nelle bevande. E poi vi capiterà di assaggiare i
cigni e le gru. Formaggi, verdure e frutta completavano i banchetti. Ma se, per sfortuna, in questo viaggio nel tempo vi trovaste a
far parte dei poveri, molto probabilmente sareste denutriti e correreste anche il rischio di morire di fame. Invitati da una famiglia
né ricca né povera mangerete verdure, frutta e uova sode. Comunque alla base dell'alimentazione medioevale c'era sempre il
pane e tra le bevande quella che andava per la maggiore era la birra, poi il vino e il sidro. 1400 Se avete voglia di curiosare
anche nel 1400, vedrete che nella seconda metà di questo secolo la successione delle portate diventa più curata e durante i
pranzi si passa da piatti leggeri a piatti più sostanziosi, per finire con frutta e dolci.
Dal 1500 al 1600
Ma la vera arte nella preparazione dei cibi inizia nel 1500. Con la scoperta dei nuovi continenti arrivano le patate, il riso, il mais,
gli asparagi, gli spinaci, e finalmente potete farvi quell'insalata di pomodori che sino ad ora vi era impossibile da preparare. Tra il
XVI e il XVII secolo, il mais diventa alimento di base dei contadini, soprattutto nell'Italia settentrionale, e sì, l'avete riconosciuta, è
proprio la polenta. Francia Ora facciamo un salto in Francia. Qui nel XVII secolo i re cominciano ad occuparsi personalmente di
cucina e se abbiamo i liquori dobbiamo ringraziare Luigi XIV. Luigi infatti amava molto le "bevande cordiali", che altro non erano
se non alcol, zucchero e aromi. Al regno di Luigi XV risalgono il consommé e la fricassea di pollo e di piccione, e poi alcune salse
che usiamo ancora oggi: la besciamella, che sicuramente avrete assaggiato con le lasagne al forno, e la maionese, ottima con le
patatine fritte. Il caffè, il tè e, finalmente, la cioccolata chiudevano i pranzi più importanti.
1700
Se per disgrazia vi fosse capitato di vivere durante la grande carestia del 1769, sapete cosa vi avrebbe salvato dalla fame? Le
patate! Queste venivano coltivate già da molti anni in Germania, ma furono introdotte in Francia solo sotto Luigi XVI. Nel XVIII il
pranzo diventa un'occasione per riunirsi e a Parigi viene aperta la prima trattoria. L'arte della conservazione dei cibi fa enormi
progressi ed ora è possibile avere marmellate, formaggi di molte qualità, salumi e salsicce. Ma la notizia più importante è
un'altra: nasce l'arte dolciaria! Torte, pasticcini e meringhe fanno il loro ingresso trionfale nei pranzi importanti.
1800
Con il XIX secolo in seguito alle scoperte scientifiche applicate all'industria e all'agricoltura l'alimentazione cambia
profondamente. All'inizio dell'ottocento viene impiantata in Francia la prima industria di lavorazione della barbabietola: grazie a
questo ora diventa normale avere lo zucchero in tavola. Le teorie di Pasteur sulla fermentazione permettono progressi in campo
enologico e caseario, quindi migliora la qualità
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