IPSIA “g.MARCONI”
CLASSE 1 A
CLASSE 1B
CLASSE 2 A
CORSO MODA
Anno scolastico 2010/2011
Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un
ingresso a strapiombo.
E’ in queste voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947
sono gettati, vivi e morti, quasi 10.000 italiani.
Foiba deriva dal latino fovea che
significa fossa, cava, buca.
Le foibe vengono originate dall’azione
corrosiva dell’acqua sulle rocce
calcaree.
Poco visibili all’esterno (si presentano
spesso con aperture di pochi metri) si
sviluppano in ampiezza e profondità
all’interno del sottosuolo.
E’ stato accertato che alcune foibe
arrivano ad essere profonde anche 300
metri.
Nella regione giuliana sono state
individuate oltre 3000 fra grotte e foibe.
Le foibe, in origine, venivano utilizzate
come vere e proprie discariche, nelle
quali veniva gettato ciò che non serviva
più (carcasse di animali, derrate
alimentari avariate, sterpaglia e altro
ancora).
Negli anni ‘40 assunsero, invece, un’altra
macabra funzione, divenendo la tomba naturale
di migliaia di persone.
Le foibe diventarono così uno strumento di
martirio.
Durante e dopo la seconda guerra mondiale le
foibe divennero quindi grandi fosse comuni per
esecuzioni sommarie collettive.
“ Gettare un uomo in una foiba significa
considerarlo alla stregua di un rifiuto, gettarlo
là dove da sempre la gente istriana getta ciò
che non serve più (…) la vittima, sprofondata
nell’antro, viene cancellata nell’esistenza
fisica ma anche nell’identità nel nome e nella
memoria. Uccidere chi è considerato nemico
non basta: occorre andare oltre, occultarne il
corpo e la vita, eliminare ogni traccia, come se
non fosse mai vissuto”.
MAPPA DELLE FOIBE
La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma
dell’armistizio dell’8 settembre 1943.
In Istria e Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i
fascisti e gli italiani non comunisti.
Torturano, massacrano e poi gettano nelle foibe circa un
migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”.
La violenza aumenta nella primavera del 1945 quando la
Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria.
Le truppe del maresciallo Tito si scatenano contro gli
italiani.
A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici,
liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne,
anziani e bambini.
Dopo la sentenza di morte,
le vittime venivano portate
sul luogo dell’esecuzione
con i polsi legati con il filo
di ferro dietro la schiena.
Giunti sull’orlo dell’abisso, i
carnefici
davano
inizio
all’esecuzione sparando un
colpo di pistola alla testa
della vittima, facendola
cadere
all’interno
della
voragine
nella
quale
trascinava
con
sé
il
compagno ancora vivo a
cui era legata.
I prigionieri erano legati gli
uni agli altri con un filo di
ferro.
Monumento foiba di Basovizza
La foiba di Basovizza era un pozzo minerario, nel
maggio del 1945 divenne un luogo di esecuzioni.
Si calcola che gli infoibati, in questo luogo, siano stati
oltre 2000.
Nel 1992 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi
Scalfaro ha dichiarato la foiba di Basovizza
Monumento nazionale.
Sezione della foiba di Basovizza
Recupero delle
delle vittime
salme
La
difficoltà
nel
recuperare i corpi ha
reso
estremamente
difficile,
se
non
impossibile,
stabilire
con certezza il numero
esatto delle vittime.
Cappi di filo di ferro
La persecuzione prosegue fino alla
primavera del 1947, fino a quando viene
fissato il confine fra l’Italia e la
Jugoslavia.
Nel febbraio 1947 l’Italia ratifica il trattato
di pace che pone fine alla Seconda
guerra mondiale: l’Istria e la Dalmazia
vengono cedute alla Jugoslavia.
350.000 persone si trasformano in esuli,
costrette a lasciare la loro terra natìa.
Scappano dal terrore, non hanno nulla,
sono bocche da sfamare che non
trovano
in
Italia
una
grande
accoglienza.
La sinistra italiana li ignora: non
suscita solidarietà chi sta sfuggendo
dalla Jugoslavia, da un paese
comunista alleato dell’URSS, in cui si è
realizzato il sogno del socialismo reale.
La
stessa
classe
dirigente
democristiana considera i profughi
dalmati cittadini di serie B.
Esuli istriani
Mappa dei campi profughi che accolsero i giuliano dalmati
dopo la seconda guerra mondiale
LINKOGRAFIA
-www.lastoriasiamonoi.it
www.lefoibe.it
www.istruzione.it
www.leganazionale.it
www.foibadibasovizza.it
www.arcipelagoadriatico.it
Musiche di Ennio Morricone
Colonna sonora del film
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