La Francia
CENNI STORICI
Arrivati in Francia intorno al 900 a.C. i Celti (Galli) ne occuparono gran parte
del territorio verso il III secolo a.C. Nel 680 a.C. circa la costa mediterranea
vide l'arrivo dei primi coloni greci, con la fondazione di una colonia presso
Antibes.
La regione più meridionale della Gallia passò sotto la dominazione romana nel
125 a.C.), e successivamente il resto del territorio nel 51 a.C., dopo la guerra di
Gallia. Sotto l'Impero romano, si sviluppò una civiltà gallo-romana prospera,
portando alla Francia una base di cultura latina e, indirettamente, alla
successiva cristianizzazione, tra il II e il VI secolo.
La Francia merovingia e carolingia
Dopo la caduta dell'impero romano, la Gallia fu occupata da varie popolazioni
germaniche: i Franchi presero il sopravvento sulle altre popolazioni del Paese e
espansero ulteriormente i loro domini. Gran parte delle regioni che costituiscono
l'attuale Francia vennero unite sotto Clodoveo (dinastia merovingia), nel 507. A
partire dalla metà del VIII secolo Pipino il Breve, divenne il primo re dei Franchi
non merovingio. Il regno si estende considerevolmente, e venne eretto a Impero
durante il regno di suo figlio Carlo Magno. Dopo la morte del figlio di Carlo
Magno, Ludovico il Pio, l'autorità centrale crollò rapidamente. Con il
giuramento di Strasburgo dell'842 e la spatizione di Verdun dell'843 l'impero verrà
diviso in tre parti: la Francia orientale, la Francia occidentale, e il regno di
Lotario I. La parte orientale corrispondeva a ciò che più tardi sarebbe divenuto
il Sacro Romano Impero e la parte occidentale alla Francia. Il giuramento di
Strasburgo è stato spesso presentato come l'atto fondatore della Francia (e
Germania).
Visita di Carlo Magno al cantiere del
palazzo
e della cappella di Aquisgrana
La Francia Capetingia
I discendenti di Carlo Magno - i Carolingi - mantennero una simbolica influenza sui
territori che grosso modo corrispondono alla Francia fino al 987, quando Ugo Capeto,
iniziatore della dinastia dei Capetingi, duca di Francia e conte di Parigi, venne incoronato
re. I suoi discendenti governarono fino al 1792 quando, con la rivoluzione Francese, il
Paese si diede una forma di governo repubblicana, deponendo Luigi XVI.
I primi re della dinastia estesero progressivamente il dominio reale, che si materializzò con
la guerra dei cent'anni. Ma fu solo verso la fine del XII secolo, con Filippo Augusto, che
l'autorità dei re franchi riuscì ad estendersi, per la terza volta in un millennio, dai Pirenei
al canale della Manica. E fu in questo momento che si iniziò ad utilizzare il termine regno
di Francia, che acquisisce un peso paragonabile a quella d'Inghilterra o del Sacro Romano
Impero. Gli ultimi secoli del Medioevo, segnato dalla crisi della guerra dei cent'anni e dalla
peste nera, in ultima analisi, rafforzarono l'autorità reale, che diventò innegabile nel XV
secolo, con Luigi XI.
Divisioni territoriali durante il
Sacro Romano Impero
Rinascita e assolutismo
Nel tardo medioevo i re cattolici di Spagna e possedimenti degli Asburgo si unirono
dando vita all'impero di Carlo V. Francesco I e suo figlio Enrico II lottarono contro
questo nuovo potere alternando successi a battute d'arresto. Ma sarà solo con
Enrico IV e Luigi XIII e il Suo ministro Richelieu, che la preponderanza spagnola
verrà messa in discussione a vantaggio della Francia.
Il Cardinale Armand Jean du Plessis
Richelieu
La Rivoluzione
Durante la seconda metà del Settecento la Francia presentava una difficile situazione
finanziaria: enormi esborsi di denaro erano stati necessari per coprire le spese
dell’esercito; esorbitanti le spese sostenute per consentire al sovrano e alla sua corte
la vita presso la reggia di Versailles. Permanevano sempre gli antichi privilegi a carico di
clero e nobiltà, che erano esentati dal pagamento delle tasse, che invece gravavano sul
Terzo Stato.
Lo Stato si componeva di tre “Stati”, cioè di tre gruppi: il clero (Primo Stato), diviso in
alto clero (vescovi, cardinali, abati), e basso clero (sacerdoti, monaci e frati); la nobiltà
(Secondo Stato), e il Terzo Stato, composto da borghesi, piccoli artigiani,
commercianti e contadini. Clero e nobiltà godevano dell’esenzione del pagamento delle
tasse allo Stato, mentre i componenti del Terzo Stato non avevano accesso alla vita
politica ed inoltre sostenevano oneri pesanti, fra tutti il pagamento delle tasse.
Con l’ascesa al trono di Luigi XVI nel 1774, dopo la morte del padre Luigi XV, questi si
rese immediatamente conto della difficile situazione economica in cui si trovava lo
Stato francese. Chiamò diversi economisti, fra i quali Jacques Turgot e Jacques
Necker.
Jacques Turgot propose una riforma fiscale che prevedeva l’estensione dell’obbligo
del pagamento delle tasse anche a nobiltà e clero, ma trovò subito la ribellione di nobili
e appartenenti all’alto clero, fino ad essere allontanato dal governo nel 1776.
Un piano che prevedeva numIl nuovo ministro delle finanze, lo svizzero Jacques Necker, non
pensò di risanare il bilancio con l’estensione del pagamento delle tasse anche ai nobili e al clero,
ma attuò erosi tagli alle spese pubbliche, soprattutto quelle destinate al mantenimento della
corte presso la reggia di Versailles. Anch’egli trovò il disappunto dei nobili, e nel 1781 rassegnò
le dimissioni.
Jacques Turgot
Jacques Necker
Con il peggiorare della situazione politica ed economica, nel 1788 il re decise di convocare gli
Stati Generali, l’assemblea dei tre Stati, i quali avrebbero così potuto esprimere il loro parere
dando al sovrano consigli, ma non potevano prendere decisioni di alcun tipo. L’intenzione del
re era quella di favorire una collaborazione tra i diversi rappresentanti della società, per
permettere di raggiungere una rapida soluzione della grave crisi che lo Stato oramai
attraversava. Inoltre il re richiamò in servizio Jacques Necker, che però non prese iniziative
per capire quale fosse l’orientamento degli Stati Generali. Il 5 maggio 1789 i rappresentanti
dei tre Stati si radunarono per aprire l’assemblea.
Inaugurazione degli Stati Generali, 5 maggio 1789
Convocazione degli Stati Generali e
l’Assemblea Nazionale
Il 17 giugno fu approvata la scelta da parte dei rappresentanti del Terzo Stato di definirsi
“Assemblea Nazionale”, considerandosi gli unici rappresentanti di tutta la nazione, rifiutando
di riconoscere le decisioni prese da clero e nobiltà. Il re, per fermare il Terzo Stato, ordinò la
chiusura della sala dove si riuniva l’Assemblea, ma questo non fermò i membri, che altresì si
radunarono presso la “sala della pallacorda”, all’interno della reggia di Versailles. Giurarono di
restare uniti fino a che il re non avesse concesso la costituzione. Questo evento passò alla
storia come “giuramento della pallacorda”. Il re ordinò nuovamente di sciogliere l’assemblea,
ma invano e, alla fine di giugno, anche i rappresentanti di clero e nobiltà si unirono al Terzo
Stato, mutando l’Assemblea in “Assemblea nazionale costituente”, avente lo scopo di redigere
una nuova costituzione per il Paese, mettendo fine al regime assolutista. Era il 9 luglio 1789.
Giuramento nella sala della pallacorda
La presa della Bastiglia
Il re non voleva riconoscere la validità dell’Assemblea nazionale costituente e fece
circondare la città da mercenari svizzeri e tedeschi, pronti ad usare la forza contro i
rappresentanti dei tre Stati se non avessero rinunciato alle loro pretese. L'11 luglio 1789 Luigi
XVI licenziò il ministro delle finanze Necker, favorevole alle riforme proposte dall’Assemblea.
Le notizie della forzata dimissione di Necker raggiunsero Parigi nel pomeriggio di domenica
12 luglio, dove vennero generalmente interpretate come l'inizio di un colpo da parte degli
elementi conservatori. Necker godeva infatti del favore popolare, avendo scandalizzato
l'opinione pubblica perché aveva presentato pubblicamente le esose spese di corte.
La folla si raccolse in tutta la città, compresi più di diecimila al Palais Royal. Camille
Desmoulins, avvocato e giornalista, aizzò la folla salendo su un tavolo, pistola in mano,
ed esclamando: «Cittadini, non c'è tempo da perdere; la dimissione di Necker è
l'avvisaglia di un San Bartolomeo per i patrioti! Proprio questa notte i
battaglioni svizzeri e tedeschi lasceranno i Campi di Marte per massacrarci
tutti; una sola cosa ci rimane: prendere le armi!».
Camille Desmoulins al Palais Royal incita i
francesi alla rivoluzione
Una folla crescente, che brandiva busti di Necker e del duca d'Orléans, passò
attraverso le strade fino a Place Vendôme, dove misero in fuga un
distaccamento dei soldati tedeschi del Re, con una pioggia di pietre. Il 13 luglio i
reggimenti della Guardia Francese, disposti in favore della causa popolare,
vennero confinati nelle loro caserme. L'assalto alla Bastiglia avvenne il giorno
successivo, quando gli insorti invasero l'Hôtel des Invalides per raccogliere armi.
Non trovarono però la polvere da sparo, che sicuramente si trovava nella
Bastiglia. Dopo quattro ore di combattimenti, riuscirono ad espugnare la
prigione-fortezza simbolo imponente dell'assolutismo, uccidendo alcune guardie
e pochi prigionieri detenuti per motivi politici.
Il marchese di La Fayette
La presa della bastiglia, 14 luglio 1789
Fu creata una Guardia Nazionale, affidata al comando del generale La Fayette, un membro di
spicco della nobiltà francese, che durante la convocazione degli Stati Generali si batté a favore
del Terzo Stato. Al generale La Fayette fu affidato il compito di reprimere ogni eventuale
tentativo antirivoluzionario: molti aristocratici fuggirono all'estero, parecchie città, imitando la
capitale, crearono nuove municipalità borghesi e scacciarono i rappresentanti del vecchio
regime. Si guardava all'Assemblea Nazionale Costituente come all'unica fonte di autorità.
Ciò nonostante, inizialmente la presa della Bastiglia non ebbe affatto il risvolto simbolico che
oggi le si attribuisce dell'inizio della rivoluzione francese, ma venne considerata alla stregua di
uno dei tanti eventi che sconquassavano Parigi. Luigi XVI riprese Necker come Ministro delle
Finanze, ma era ormai troppo tardi: il movimento della rivoluzione francese era in atto. Dopo il
14 luglio la rivolta si estese anche nelle campagne, con i contadini che assaltavano i castelli dei
nobili, che spesso erano costretti ad abbandonare le loro proprietà e fuggire all’estero.
Ovunque la Francia reclamava “liberté, egalité, fraternité” (ovvero “libertà, uguaglianza e
fratellanza”), quello che diventò successivamente il motto francese, che insieme alla bandiera
tricolore fu uno dei simboli più significativi del periodo rivoluzionario. Col declino della
monarchia, iniziava a sorgere tra i francesi un nuovo spirito patriottico, fondamento di una
nuova identità nazionale.
La Dichiarazione dei Diritti dell’
Uomo e del Cittadino
Nelle campagne, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, i contadini si ribellarono
contro i proprietari terrieri, massacrandoli e dando fuoco ai loro castelli: era
iniziata la «Grande Paura». Di fronte a queste violenze, nella notte del 4 agosto
1789 l'Assemblea reagì abolendo i privilegi, i diritti feudali, la venalità degli uffici
e le disuguaglianze fiscali. Fu la fine della società dell'Ancien Régime.
Il 26 agosto 1789 l'Assemblea costituente votò la Dichiarazione dei diritti
dell'uomo e del cittadino, ispirata ai principi degli Illuministi. Essa era il riflesso
delle aspirazioni della borghesia dell'epoca, e tra i suoi punti fondamentali
garantiva:
La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
La Francia restò una monarchia, ma il potere legislativo passò nelle mani dell'Assemblea
costituente. Delle commissioni specializzate, derivate dall'Assemblea, ebbero l'incarico di
mettere mano sull'insieme dell'amministrazione, che si preoccupava sempre meno del potere
reale.
I ministri non furono altro che degli esecutori tecnici sorvegliati dall'Assemblea. Tuttavia, il Re
conservò il potere esecutivo. I decreti promulgati dall'Assemblea non erano validi se il re non li
sanzionava. Gli intendenti e gli altri agenti dell'amministrazione dell'Ancien Régime restarono al
loro posto fino alla formazione di una nuova amministrazione. Fino all'estate 1790, gli intendenti
che non si dimisero, e continuarono le loro funzioni sebbene esse fossero state
considerevolmente ridotte. L'Assemblea costituente, in maggioranza formata da borghesi e
nobili, intraprese una vasta opera di riforme, applicando le idee dei filosofi e degli economisti
del XVIII secolo. Il 6 ottobre 1789 Luigi XVI, insieme alla sua famiglia, fu costretto a lasciare la
reggia di Versailles per trasferirsi nel palazzo reale di Parigi. Il popolo voleva tenere sotto
controllo il re per impedire eventuali colpi che avrebbero ripristinato il regime assolutista.
Le Riforme dell’Assemblea
Nazionale Costituente
L'Assemblea Nazionale Costituente capì ben presto che il popolo sarebbe stato dalla sua
parte ed iniziò tutta una serie di riforme:
•l’abolizione del regime feudale;
•l’emanazione della “Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino”, basata sul
modello del "Virginia Bill of Rights";
•la vendita delle ricchezze fondiarie della Chiesa, visto il prolungarsi della crisi
finanziaria;
•la soppressione di tutti gli ordini e le congregazioni religiose, facendo di vescovi e
sacerdoti dei semplici funzionari stipendiati, dietro obbligo di prestare giuramento di
fedeltà allo Stato, pena la mancata erogazione dello stipendio.
La Costituzione
Dall’inizio del 1790 Luigi XVI capì di non avere scampo: pur essendo il re, egli era ostaggio
dell’Assemblea nazionale costituente che lo obbligava a firmare i provvedimenti promulgati.
Egli iniziava a temere per la propria sorte e per quella della sua famiglia. Decise così di
lasciare la Francia e, il 20 luglio 1791, con la famiglia e pochi servitori, tentò di varcare la
frontiera per dirigersi in Austria, presso la famiglia della moglie, Maria Antonietta d’Asburgo.
Il re venne però riconosciuto a Varennes, al confine col Belgio, arrestato e ricondotto a
Parigi.
Dopo il fallimento della fuga del re, che era tenuto prigioniero nel palazzo di Parigi,
l’Assemblea costituente terminò la stesura della Costituzione. La prima Costituzione venne
approvata il 14 settembre 1791, ispirata agli ideali di uguaglianza e libertà dell’Illuminismo, dove
veniva stabilito “il principio della separazione dei poteri”, teorizzato da Montesquieu”.
Le regole contenute nella Costituzione prevedevano quanto segue:
•Il potere esecutivo spettava al re, che era tenuto a rispettare e a far rispettare le leggi dal
potere legislativo;
•Il potere legislativo era riservato ad un’assemblea eletta dai cittadini, ma solo chi aveva
compiuto 25 anni e pagava una tassa aveva diritto di voto;
•Il potere giudiziario veniva delegato ai giudici, eletti anch’essi dai cittadini.
Luigi XVI firmò la Costituzione, ed il 4 settembre 1791 la Francia diventò una
monarchia costituzionale.
All’interno dell’Assemblea legislativa si formarono due schieramenti politici
opposti:
Giacobini e girondini,
desiderosi
di
proseguire il cammino
rivoluzionario fino alla
proclamazione
della
repubblica
Foglianti,
tendenzialmente
moderati,
che
consideravano
la
proclamazione
della
monarchia
costituzionale
l’atto
finale della rivoluzione
Un gruppo di deputati nominati “la palude” non apparteneva ad alcun
schieramento, e appoggiava di volta in volta l’opinione che reputava più
opportuna.
Fine della monarchia costituzionale
Su proposta di Luigi XVI, il 20 aprile 1792 la Francia dichiarò la guerra al re di Ungheria
e di Boemia, il giovane imperatore Francesco II, appena succeduto al padre Leopoldo II.
I girondini parlarono di una guerra dei popoli contro i re, di una crociata per la libertà.
La Prussia si affiancò agli Austriaci qualche settimana più tardi.
L'armata francese, totalmente disorganizzata a causa dell'emigrazione di una parte degli
ufficiali nobili, non aveva la capacità di resistere alle pericolose armate prussiane,
perciò le frontiere furono rapidamente minacciate.
Tra i patrioti si sviluppò l'idea di un complotto della nobiltà, della corte e dei preti
refrattari per abbattere la Rivoluzione.
L'Assemblea votò allora tre decreti che permettevano la deportazione dei preti
refrattari, lo scioglimento della guardia personale del re e la costituzione di un campo di
guardie nazionali federate per difendere Parigi.
Luigi XVI oppose il suo veto ai decreti sui refrattari e sui federali. Questa situazione
provocò una nuova fiamma rivoluzionaria, che il 20 giugno vide il popolo attaccare il
Palazzo delle Tuileries, dove risiedeva il re. Ma per una volta il re riuscì a resistere.
Accettò l'umiliazione di portare il berretto frigio davanti ai sanculotti, ma rifiutò di
cedere.
Il cappello frigio
L'Assemblea legislativa aggirò il veto reale proclamando la patria in pericolo l'11
luglio 1792 e chiedendo a tutti i volontari di affluire verso Parigi. Le truppe
nemiche marciarono su Parigi inesorabilmente, facendo cadere una dopo l'altra
tutte le fortezze. In questo contesto Danton, ministro della giustizia, dichiarò il 2
settembre 1792 : «Audacia, audacia, sempre audacia e la Patria sarà salvata».
A causa del panico e del rancore, il popolo ritenne responsabili della situazione i
nemici interni. Tra il 2 ed il 6 settembre 1792 massacrò i preti refrattari, i sospetti
di attività controrivoluzionarie ed i detenuti di diritto comune incarcerati nelle
prigioni di Parigi. I massacri durarono diversi giorni senza che le autorità
amministrative osassero intervenire ed i deputati non li condannarono per diversi
mesi. Questi massacri di settembre, che scossero la Francia, segnarono una fase
essenziale nella Rivoluzione.
Le elezioni della Convenzione si svolsero nel mezzo dei massacri di settembre. Su 7
milioni di elettori, si stima che il 90% si siano astenuti. La scelta dei deputati
venne fatta da una minoranza decisa.
Come nel 1789, lo scrutinio a due turni ebbe per effetto l'eliminazione della classe
popolare dalla rappresentanza nazionale. Gli eletti furono quasi tutti della
borghesia.
Un terzo venne dagli operatori nel settore della giustizia. Malgrado questa
relativa omogeneità sociale, si opposero due campi antagonisti.
I girondini non si fidarono del popolo parigino. I loro appoggi furono in provincia e
tra la ricca borghesia dei negozi e delle manifatture.
Essi furono molto attaccati alle libertà individuali ed economiche del 1789 e
ripugnavano di prendere delle misure eccezionali per salvare la giovane repubblica
alla quale essi furono tuttavia attaccati.
Il 20 settembre, nella battaglia di Valmy, l'armata francese riportò una vittoria
insperata contro i prussiani, i quali, insieme agli austriaci, si ritirarono dalla
Francia, più preoccupati dagli affari polacchi.
La battaglia di Valmy
Le truppe francesi occuparono i Paesi Bassi austriaci.
Ad Est, le armate del generale Custine occuparono la riva sinistra del Reno.
Venne occupato anche il Ducato di Savoia, possesso della Casa Savoia.
Ovunque i francesi propagarono i loro ideali rivoluzionari.
Proclamazione della Repubblica
e condanna a morte di Luigi
XVI
L'ultimo atto dell'Assemblea Legislativa fu laicizzare lo stato civile. Il 20 settembre
1792 decise che i registri delle nascite e dei decessi da quel momento dovevano essere
tenuti dai comuni. L'indomani la Convenzione si riunì per la prima volta. Essa dispose
provvisoriamente dei poteri legislativo ed esecutivo. Decise di abolire la monarchia: il
22 settembre 1792 venne proclamata la Repubblica. Per la Rivoluzione fu l'inizio di una
nuova era.
La Convenzione era inizialmente dominata dai girondini. Essi sedettero al consiglio
esecutivo e provarono ad evitare il processo del re, temendo che questo potesse
rianimare la controrivoluzione e rinforzare l'ostilità delle monarchie europee. Alla
fine dei dibattiti, il re fu riconosciuto colpevole e condannato a morte. Il re Luigi
XVI venne ghigliottinato il 21 gennaio 1793 nella piazza della Rivoluzione.
Il re Luigi XVI
L’esecuzione di Luigi XVI – 21 gennaio 1793
Alla sua morte, il figlio di soli otto anni, Luigi Carlo di Francia, divenne
automaticamente, per i monarchici e gli stati internazionali, il re Luigi XVII.
La regina Maria Antonietta seguì Luigi XVI sulla ghigliottina il 16 ottobre
1793.
Il governo
rivoluzionario
Nel luglio 1793 la Convenzione votò una costituzione molto democratica e
decentralizzata, ratificata con un referendum. La Costituzione dell'anno I cercò di
stabilire una vera sovranità popolare grazie a delle frequenti elezioni a suffragio
universale, e alla possibilità per i cittadini di intervenire durante il percorso legislativo.
Ma questa Costituzione non entrò mai in vigore: infatti, il 10 agosto 1793 la
Convenzione decretò che l'applicazione della Costituzione era sospesa fino alla pace.
La Convenzione dovette fronteggiare i sanculotti parigini. Venne costituito un
governo d'eccezione, dominato dai montagnardi ed emanato dalla Convenzione.
Il decreto del 10 dicembre 1793 decise che: "il governo sarà rivoluzionario fino alla
pace". La convenzione nazionale assunse in principio tutti i poteri. Secondo la legge
del 4 dicembre 1793, la Convenzione era l'"unico centro d'impulso del Governo".
Maximilien François de
Robespierre
Georges Jacques
Danton
Il principale organo del Governo era il Comitato di salute pubblica. Esso venne
creato nell'aprile 1793 e fu dominato da Danton fino alla sua eliminazione,
avvenuta il 10 luglio, poi da Robespierre. Il Comitato era composto da 12
membri rieletti tutti i mesi dalla Convenzione ed ognuno specializzato in un
settore particolare, aveva l'iniziativa delle leggi, il potere esecutivo e quello di
nominare i funzionari. Centralizzava il potere in un periodo particolarmente
critico.
I membri del Comitato di Sicurezza Generale erano anche membri della
Convenzione. Questo comitato era incaricato della polizia e della tenuta della
lista dei sospetti. Una rivalità di competenze l'oppose al Comitato di salute
pubblica. Per applicare le misure adottate, la Convenzione inviò nei
dipartimenti e all'esercito alcuni dei suoi membri: i rappresentanti in missione.
Essi avevano dei poteri molto estesi per contrastare i controrivoluzionari.
Dinanzi al pericolo, la Convenzione votò tutte le leggi che le venivano
presentate dal Comitato di salute pubblica.
La legge del 23 agosto 1793 sulla leva di massa permise di inviare sotto gli
stendardi tutti i giovani celibi. Gli altri francesi dovevano partecipare agli
sforzi della guerra fornendo l'equipaggiamento militare, grattando i muri delle
cantine per raccogliere il salnitro, sostanza indispensabile alla fabbricazione
della polvere da sparo.
Tutta l'economia francese fu riconvertita per la guerra. In breve tempo
venne costituita un'armata di un milione di combattenti.
Pur non essendo mai entrata in vigore a causa dell'emergenza imposta dalla guerra
contro la prima coalizione, la Costituzione divenne punto di riferimento per il pensiero
democratico del secolo successivo.
Nella preliminare Dichiarazione dei diritti si affermavano nuovi principi quali la
fraternità tra i popoli e il diritto dei singoli al lavoro, all'istruzione, all'assistenza, alla
felicità, all'insurrezione.
Sfavorevole alle prerogative del potere esecutivo (esercitato da un Consiglio di
ventiquattro membri) di cui limitava pesantemente le competenze, privilegiava il corpo
legislativo composto da una sola Camera, i cui membri erano eletti annualmente a
suffragio universale.
I cittadini potevano intervenire direttamente nell'attività legislativa attraverso
referendum richiesti da almeno un decimo degli elettori delle assemblee primarie in metà
dei dipartimenti.
Il periodo del
terrore
Fino al 1794 la Francia venne governata in modo dittatoriale dal comitato di salute pubblica
di Robespierre, che giustiziava senza processo gli oppositori.
Egli aveva infatti fatto approvare la legge dei sospetti in base a cui la gente accusata di
tradimento veniva ghigliottinata senza processo. La lista dei sospetti era molto estesa: vi
rientravano i nobili, gli emigrati, i preti refrattari, i federalisti, gli speculatori e le loro
famiglie. Essi dovevano essere imprigionati fino alla pace.
Le società popolari, controllate dai sanculotti, ricevettero dei poteri di sorveglianza e di
polizia. Nel periodo della dittatura di Robespierre vennero giustiziate migliaia di persone
(17.000 solo a Parigi) a causa di questa legge, e per questo venne chiamato “periodo del
terrore”.
Il Terrore poteva reggersi solo sulla necessità di difendere una Repubblica in crisi: venuta
meno l'emergenza grazie alle vittorie interne ed esterne, essa cominciava a perdere il
sostegno popolare e la sua ragion d'essere. Perciò, per mantenere il massimo potere, i leader
del Terrore cominciarono a eliminare chiunque non fosse della loro schiera: Robespierre,
lottando contro le fazioni, si era fatto molti nemici, anche se era diventato l'uomo politico
più influente. Quando il 10 giugno 1794 presiedette la Festa dell'Essere supremo, i suoi
avversari mormorarono che egli volesse accaparrarsi il potere.
Il suo temporaneo ritiro dalla scena politica permise la costituzione di un gruppo di
oppositori intorno al Comitato di Sicurezza Generale. Quando si decise infine a riapparire
alla Convenzione, minacciò una nuova epurazione, anche contro certi deputati. Robespierre
venne accusato dall'Assemblea ed arrestato. Un'azione del comune di Parigi lo liberò contro
la sua volontà e lo condusse all'Hôtel de Ville. La Convenzione, che lo mise immediatamente
fuorilegge, inviò delle truppe che presero d'assalto l'edificio. Il colpo di stato che pose fine
al periodo del Terrore, che culminò all'indomani, con l'esecuzione alla ghigliottina di
Robespierre e dei suoi collaboratori il 28 luglio 1794.
La morte di Robespierre,
ghigliottinato
il 28 luglio 1794
La nuova Costituzione dell'anno III fu votata dalla Convenzione il 17 agosto 1795 e
ratificata per plebiscito a settembre. Essa fu effettiva a partire al 26 settembre dello
stesso anno e fondò il nuovo regime del Direttorio.
Le guerre di Vandea
La sua esecuzione provocò delle reazioni mitigate nella popolazione francese. I sovrani
europei reagirono formando la prima coalizione nel febbraio 1793. Allora il 24 febbraio i
girondini decisero la leva di 300.000 uomini.
L'annuncio di questa leva provocò sollevamenti in Alsazia, in Bretagna e nel Massiccio
Centrale, sollevamenti subito repressi con la forza. Inoltre la Convenzione votò una
legge che realizzò una vera logica del terrore: tutti quelli che rifiutavano di prendere le
armi venivano giustiziati in 24 ore senza processo.
Una serie di conflitti scoppiati tra la popolazione della Vandea e di altri dipartimenti
contro il governo rivoluzionario diedero vita alle “guerre di Vandea”.
L'insurrezione ebbe inizio nel marzo 1793, proprio quando la Convenzione Nazionale
ordinò la leva obbligatoria per 300.000 uomini da inviare al fronte e proseguì per i
successivi tre anni, con brevi tregue durante le feste di Natale e di Pasqua.
La battaglia di Cholet
La repressione contro la Vandea fu terribile. Tra dicembre 1793 e febbraio 1794 furono
giustiziate diverse migliaia di persone a Nantes facendole annegare nella Loira.
Vennero poi create le "colonne infernali" che avevano l'ordine di uccidere qualunque
vandeano che incontravano sul loro cammino (senza badare all'età o al sesso dei
soggetti che avevano di fronte e soprattutto senza considerare se quelli avessero
preso parte o meno all'insurrezione) e di incendiare le città o i villaggi che erano insorti
o che erano state conquistati dai vandeani. Gruppi armati vandeani continuarono a
combattere, ma una tregua vera e propria si ebbe solo nella primavera del 1795, con la
pace di La Jaunaye. Questa prima guerra fu la più importante per numero di
operazioni militari. La rivolta si riaccese più volte negli anni seguenti, soprattutto nei
momenti di crisi dei governi repubblicani e napoleonici.
L'insurrezione riprese poi nel 1795 terminando l'anno successivo in seguito ad un
trattato di pace che acconsentì alle richieste dei vandeani. La guerra venne però
continuata in Bretagna fino al 1799, infine la Vandea insorse nuovamente in seguito ai
Cento Giorni (1815) aiutando Luigi XVIII di Francia a salire sul trono. All'inizio
dell'estate 1794 gli sforzi della guerra consentiti dalla nazione portarono i loro frutti:
la vittoria di Fleurus del 26 giugno 1794 permise alle truppe francesi di riprendere il
Belgio e nelle regioni occupate si iniziarono a requisire dei viveri che venivano inviati
in Francia.
Dipartimenti francesi coinvolti
nelle guerre di Vandea
La quarta guerra di Vandea iniziò nel marzo 1813, dopo la ritirata di Napoleone
dalla Russia (1812) ed ebbe una pausa quando, a seguito della sconfitta
dell'Imperatore a Lipsia (ottobre 1813), Luigi XVIII salì al trono, nell'aprile 1814.
Dopo il ritorno al potere di Napoleone con i Cento Giorni la guerra riprese il 15
maggio 1815 e terminò il mese successivo quando, a seguito della battaglia di
Waterloo, Luigi XVIII ritornò sul trono di Francia nel giugno 1815.
Il Sovrano, in segno di riconoscenza, conferì il grado di generale dei granatieri reali
al generalissimo dell'armata vandeana Louis de La Rochejaquelein, e lo stesso fece
con il suo successore Charles Sapinaud, che divenne generale e venne insignito del
titolo di duca.
La Costituzione
dell’anno III
Il Direttorio fu il secondo tentativo di creare un regime stabile in quanto
costituzionale. La pacificazione dell'ovest e la fine della prima coalizione permisero
di stabilire una nuova costituzione.
Per la prima volta in Francia il potere legislativo fu affidato ad un Parlamento
bicamerale, composto da:
•un Consiglio dei Cinquecento, formato da 500 membri,
•un Consiglio degli Anziani, formato da 250 membri.
Il potere esecutivo venne affidato ad un Direttorio di 5 persone nominate dal
Consiglio degli Anziani su una lista fornita dal Consiglio dei Cinquecento. I ministri
ed i cinque direttori non erano responsabili davanti alle assemblee ma essi non
potevano più scioglierle. Come nel 1791, non era prevista alcuna procedura per
risolvere i conflitti istituzionali.
Durante tutta la durata del Direttorio, l'instabilità politica fu incessante.
Le "reti di corrispondenza" realiste, appoggiate ai deputati realisti e
moderati del Club di Clichy e in parte coordinate con i due fratelli del
sovrano decapitato, Luigi e Carlo (e con le potenze nemiche), svolgevano
un'efficace azione di propaganda.
La situazione economica contribuì anche a distogliere i francesi dal
regime. Le imposte non bastavano più. La moneta in vigore, l’'assegnato,
aveva perso tutto il suo valore e fu sostituita da un'altra carta moneta, il
mandato territoriale, che subì in un anno la stessa sorte dell'assegnato.
A partire dal 1797, lo Stato chiese ai contribuenti di pagare le imposte in
denaro contante, ma con la crisi finanziaria la moneta metallica si era
rarefatta. Per sembrare credibile agli occhi dei creditori, nel 1798 venne
creata una nuova imposta sulle porte e sulle finestre. I gendarmi furono
precettati per coprire l'imposta.
La fine della Rivoluzione e l’Impero
di Napoleone
Nella primavera 1796 una grande offensiva attraversò la Germania per
costringere l'Austria alla pace. Ma fu l'armata d'Italia, comandata dal giovane
generale Napoleone Bonaparte, che creò la sorpresa aggiungendo sempre
nuove vittorie e forzando l'Austria a firmare la pace col Trattato di
Campoformio del 17 ottobre 1797.
Tra il 1797 ed il 1799 quasi tutta la penisola italiana fu trasformata in repubbliche sorelle
con dei regimi e delle istituzioni ricalcate su quelle francesi. Se le vittorie alleviavano le
finanze del Direttorio, esse resero il potere sempre più dipendente dall'armata e così
Bonaparte divenne l'arbitro del dissenso politico interno. La spedizione in Egitto aveva
l'obiettivo di colpire la via delle Indie al Regno Unito, ma i direttori furono contenti di
togliere il loro sostegno a Napoleone, che non nascondeva il suo appetito di potere.
La moltiplicazione delle repubbliche sorelle inquietò le grandi potenze, Russia e Regno
Unito in testa. Esse temevano il contagio rivoluzionario e una troppo forte dominazione
della Francia sull'Europa. Questi due Stati furono all'origine della seconda coalizione del
1798.
Le offensive inglesi, russe ed austriache furono respinte dalle armate francesi dirette da
Brune e Masséna, ma l'Italia fu in gran parte persa e i risultati della campagna di
Bonaparte resi vani.
Era ormai chiaro che il popolo francese cercava un nuovo uomo forte per difendere le
sorti della Repubblica, poiché il Direttorio era inesorabilmente corrotto e cominciava a
tramare con Luigi XVIII per restaurare il trono dei Borbone.
Allarmato da queste notizie e conscio che la sua ora era giunta, Napoleone tornò
dall'Egitto e assunse il comando del complotto che mirava a rovesciare il Direttorio, un
complotto tessuto tra gli altri da Sieyès e dal fratello di Napoleone, Luciano Bonaparte,
presidente dell'Assemblea dei Cinquecento. Il 9 novembre 1799 il colpo di Stato detto "del
18 Brumaio" rovesciò il Direttorio e instaurò un triumvirato retto dai consoli Bonaparte,
Sieyès e Ducos. Napoleone proclamò in quella sede l'atto di chiusura della Rivoluzione.
Fu messo in piedi il Consolato: un regime autoritario diretto da tre consoli,
di cui solo il primo deteneva realmente il potere. La Francia cominciò un
nuovo periodo della sua storia apprestandosi a consegnare il proprio destino
ad un imperatore.
Napoleone Bonaparte
XIX secolo
Il 2 dicembre 1851 il Presidente della Repubblica, Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di
Napoleone, organizzò un colpo di stato. Il 4 gennaio 1852 venne proclamato imperatore
con il nome di Napoleone III.
Moriva la Seconda Repubblica francese, e nasceva il Secondo Impero.
Inizialmente il paese visse un'importante fase di industrializzazione, guidato dalla
politica liberale in base economico, basata su una forte struttura capitalistica
(banche, imprese ferroviarie e marittime, tessili e industrie pesanti, grandi magazzini,
ecc,).
Napoleone III si assicurò la fiducia nel Regno Unito (Guerra di Crimea), aumentò
l'influenza della Francia in Medio Oriente, e le sue azioni in Italia contro l'Austria
permisero l'annessione,in seguito a referendum pilotati,delle regioni piemontesi
della Savoia e di Nizza.
Ma gravi battute d'arresto offuscarono notevolmente l'immagine del regime e lotta
contro la Prussia di fatto ne precipitò la caduta. Nel 1870 dopo la sconfitta di
Sedan, e la perdita di Alsazia e Lorena aumentarono il risentimento nazionale.
Altro fatto significativo era sul fronte demografico, la Francia non era più il paese
più popoloso d'Europa, come prima della Rivoluzione francese, ma si vedeva oramai
sopravanzato della popolazione tedesca e italiana di gran lunga superiore.
Charles de Gaulle
La Terza Repubblica e la Liberazione
del 1945
La guerra franco-prussiana del 1870 portò alla caduta del Secondo Impero e al ritorno
della Repubblica. Sotto la Terza Repubblica la Francia estende il proprio impero
coloniale, la cui conquista era iniziato sotto la monarchie del XIX secolo (Africa
occidentale equatoriale, Marocco, Tunisia, Madagascar, Indocina).
Uscita vittoriosa, ma a un notevole prezzo in termini demografici ed economici, dalla
prima guerra mondiale, la Francia visse un periodo di crisi economica e politica negli
anni trenta.
L'invasione tedesca della Francia settentrionale nel maggio 1940 e quella italiana di
Mentone e di altri territori a Sud dopo la dichiarazione di guerra del 10 /06 portarono
alla firma dell'armistizio con la Germania ( 22 giugno) e con l'Italia (25 giugno) e a votare
i pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain durante la seconda guerra mondiale.
Egli sostituì la repubblica con uno Stato francese che si battè in più occasioni contro
l'ex-alleato britannico (ad esempio in Siria)e contro gli Americani opponendosi al loro
sbarco in Africa Settentrionale nel novembre 1942.
Il Generale Charles de Gaulle, considerato traditore dallo Stato francese legittimo,
creò a Londra il movimento "France libre" che combatté al fianco degli inglesi.
La Francia dovette spostare il confine con l'Italia ad ovest di Mentone,
riconoscendone l'annessione al vicino Regno. Nel novembre 1942, reagendo
all'occupazione americana del nordafrica, l'Italia occupò anche Nizza e l'intero
territorio dell'antica contea sabauda, amministrandolo fino all'8 settembre 1943.
Fu l'unico periodo storico in cui il confine politico occidentale italiano coincise con
quello geografico; Nizza fu allora rifugio di Ebrei, perseguitati e sfollati che poterono
godere di quasi un anno di tranquillità sotto la protezione del regio esercito.
Liberazione di Parigi nel 1944
Quarta e Quinta
Repubblica
Alla fine della seconda guerra mondiale De Gaulle riuscì a far includere la Francia tra i
vincitori, nonostante lo stato francese legittimo (Vichy) avesse combattuto in più occasioni a
fianco dell'Asse. A Parigi fu concessa una zona d'occupazione in Germania e un settore di
Berlino (ambedue ritagliati dalla zona britannica).
Alla contea di Nizza furono riunite, nel maggio 1947, Briga e Tenda strappate all'Italia contro
il volere delle popolazioni; la Quarta Repubblica fu promulgata il 27 ottobre 1946, ma dovette
affrontare gravi difficoltà nell'impero coloniale, prima in Indocina e poi in Algeria, oltre alla
decolonizzazione attraverso negoziati.
Nonostante l'instabilità politica il Paese partecipò attivamente alla creazione della Comunità
europea del carbone e dell'acciaio nel 1950, e alla firma del Trattato di Roma del 1957 come
membro fondatore del mercato comune. Inoltre, la politica di sviluppo del nucleare, sia civile
che militare, contribuì ad una politica indipendente negli anni sessanta.
La Costituzione della Quinta Repubblica, venne adottata il 4 ottobre 1958 rendendo la
Repubblica più resistente alle instabilità. Dal 1973 l'economia francese ha conosciuto un
susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al
potere. Dagli anni cinquanta, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno
consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione
europea, in particolare con la Comunità economica europea. È diventata uno dei principali
paesi dell'Unione europea, a favore di un'Europa politica forte, anche se ha respinto la
Costituzione europea con il 55% dei voti il 29 maggio 2005.
L’attuale Presidente della Repubblica Francese è Nicolas Sarkozy,
eletto il 6 maggio 2007.
Il Presidente della Repubblica
Nicolas Sarcozy
La Francia è una regione montuosa ma
prevalentemente pianeggiante.
I monti principali sono quelli della catena
dei Pirenei.
…I FiUmI e i MaRi…
Le CoStE
Il cLiMa
D’ Inverno
& D’ Estate
VeGeTaZiOnE
PIANTE
Le più tipiche sono:
Alberi da frutto,
Crisantemi,
Gigli, etc…
C
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Parigi
Parigi è la capitale della Francia e capoluogo della regione dell‘Ile-de-France.
È anche il comune più popoloso del Paese, nonché il quinto dell’ Unione
Europea, dopo Londra, Berlino, Madrid e Roma. L’area metropolitana di
Parigi è la più popolata d‘Europa, con 12 milioni di abitanti.
La città, costruita su un‘ansa della Senna, oltre che fondamentale snodo di
trasporti e traffici del continente europeo, è una delle più importanti ed
influenti metropoli mondiali, nonché centro culturale, politico ed economico
molto forte sia a livello nazionale che internazionale.
I patroni della città sono san Germano e santa Genoveffa, accreditata di
aver convinto Attila a risparmiare la città, nel V secolo.
La città di Parigi occupa una superficie di 105,40 chilometri quadrati ma la
sua agglomerazione è molto più grande. La "piccola corona, composta dalla
Città e dai 3 dipartimenti confinanti di Seine-Saint-Denis , Valle della Marna
ed Hauts-de-Seine, occupa una superficie di 762,40 km²; con una popolazione
di circa 6.260.000 abitanti.
Il clima di Parigi è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e
il clima continentale. L’inverno non è particolarmente prolungato e rigido.
Esso è infatti caratterizzato da un'alternanza di periodi miti e piovosi e
periodi invece più rigidi e nevosi (con minime anche di -10°). Allo stesso modo
l’estate può presentare giornate calde e afose con temperature massime
anche di +35°/+38°, e giornate assai fresche, ventose e piovose (con
temperature minime sui +10°). Inoltre i quartieri meridionali e orientali
presentano inverni più rigidi rispetto al centro-città e ai quartieri
settentrionali e occidentali. Le minime invernali nel centro-città raramente
sono particolarmente basse, grazie al fenomeno dell'Isola di calore urbana. I
periodi più consigliati per visitare la città sono quindi la tarda primavera
(maggio) e l'inizio dell’autunno (settembre e inizio ottobre).
Tribù celtiche sono stanziate da molti secoli in un’ansa della
Senna. Cesare le incontra durante la campagna di conquista
della Gallia
Arrestata l'avanzata di Attila nel 451 grazie a Genoveffa, la città si
dà ai Franchi Merovingi, la civilizzazione romana si tramuta in civiltà
romano-barbarica, e Parigi riesce a sopravvivere al Medioevo, tra
carestie e faticosa civilizzazione: il IX secolo passa sotto le ripetute
estorsioni e la continua minaccia di vichinghi e, normanni, attorno
alle istituzioni cristiane si coagula la nuova civiltà: nel 1021 il
capitolo di Notre-Dame è già meta di molti clerici vagantes; nel 1246
l'università di Parigi vedrà riconosciuta la propria autonomia, e nel
1257 nasce la scuola della Sorbona: Parigi si avvia a diventare uno
dei centri della cultura europea, nel cuore della Francia medioevale.
A metà del XIV secolo , Parigi cerca di fare la propria politica
municipale: ha già più di 150mila abitanti e, attraverso sollevazioni
e alleanze mostra di non voler rinunciare alla propria indipendenza.
La
città
si
estende
soprattutto
sulla
riva
destra.
Bisogna arrivare al1473 , perché Carlo VII possa fare di Parigi,
indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città si
intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia della Francia.
Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1.100 ettari e conta oltre
600mila abitanti.
Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la
propria rivoluzione. Lo spirito di ribellione e d'indipendenza dei parigini
viene di nuovo duramente represso, che segna l'inizio del Terrore di
Robespierre : per più di un anno, tra il 1793 e il 1794, le piazze di Parigi
ospitano il lavoro indefesso della ghigliottina.
Parigi, è la città più grande di Francia. Assieme ai suoi sobborghi e città
satellite forma l’area metropolitana della Grande Parigi che copre 14.518 km²,
ed ha una popolazione di 11.174.743 abitanti. L'area metropolitana della
Grande Parigi è la più ampia d'Europa (assieme a Londra e Mosca), ed è
all'incirca la ventesima al mondo.
L'area metropolitana della Grande Parigi, è il più grande centro economico e
finanziario d'Europa alla pari con Londra. Ospita più del 30% dei “colletti
bianchi" francesi, e più del 40% delle sedi centrali delle compagnie francesi,
con il più grande distretto finanziario d'Europa per dimensioni (La Defénse),
e la seconda più grande borsa d'Europa (Euronext).
Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la "città delle luci"), Parigi è
una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la
bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per
l'abbondanza dei suoi musei. Costruita su un'ansa della Senna, è divisa in due
parti la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud.
Un tempo capitale di un impero coloniale che si estendeva su cinque
continenti, Parigi è tuttora considerata come il centro del mondo francofono
ed ha mantenuto una forte posizione internazionale, ospitando il quartier
generale dell‘OECD e dell‘UNESCO, tra gli altri. Questo, combinato alle sue
attività finanziarie, affaristiche, politiche e turistiche, ha reso la città uno
dei principali “hub" del mondo, e Parigi è riconosciuta come una delle poche
“città mondiali".
Fin dal Medioevo, Parigi ha sempre attratto forestieri. Dagli studenti
olandesi e svedesi, ai rifugiati giacobiti inglesi del XVII secolo, dai rifugiati
nazionalisti polacchi dell'inizio del XIX secolo, agli operai belgi della fine dello
stesso, dagli ebrei sefarditi del Nord Africa della metà del XX secolo, agli
africani ed est-asiatici dei giorni nostri, Parigi ha ricevuto ondate su ondate
di immigranti, che la hanno arricchita. Oggi, come altre città del mondo,
Parigi è una città multiculturale.
I censimenti francesi non fanno mai domande riguardanti l'etnia o la
religione, perciò non è possibile conoscere la composizione etnica dell'area
metropolitana di Parigi. Ciononostante alcuni dati interessanti possono
essere estratti da tali censimenti.
Aeroporti
Parigi è servita da due aereoporti principali: Aereoporto di Orly, che si trova
a sud della città, e l’Aereoporto internazionale Charles De Gaulle. Un terzo
aeroporto più piccolo, nella città di Beauvais, 70 km a nord di Parigi, viene
utilizzato per i voli charter e dalle compagnie low-cost. L‘Aereoporto di Le
Bourget attualmente ospita solo jet privati, fiere aeronautiche e un museo
dell'aerospazio.
Ferrovie
La capitale francese è il maggior punto di snodo ferroviario nazionale, nel
quale si accentra anche la quasi totalità delle linee ad alta velocità.
È anche un nodo primario in Europa, e la rete ferroviaria
s'irradia da 7 stazioni di testa: Paris Austerlitz, Paris
Bercvy, Paris Est, Paris Lyon, Paris Montparnasse, Paris
Nord e Paris St. Lazare. La ex-stazione terminale di Paris
Orsay, chiusa negli anni cinquanta, è oggi un museo.
Trasporti urbani
Parigi è densamente coperta da un sistema di metropolitane,
il Métro, così come da un grande numero di linee di autobus.
Queste si interconnettono con una rete regionale ad alta
velocità, la RER (Réseau Express Régional), e con la rete
ferroviaria: treni pendolari, linee nazionali e TGV. Esistono
due tramvie tangenziali nei sobborghi: la linea T1 e la linea
T2. Una terza linea a Sud della città, T3, è stata completata
alla fine del 2006. L'intera rete metropolitana è coperta da
segnale per i telefoni cellulari ed è gestita, come tutti i
trasporti urbani parigini, dalla compagnia RATP.
È allo studio un progetto di automazione della metro, che
verrebbe guidata "a distanza" senza un conducente. La linea
14 è interamente automatizzata.
Marciapiede mobile
nel Metrò di Parigi
Autostrade
La città è il nodo principale della rete autostradale francese, ed è circondata
da una tangenziale interna, il Boulevard Priphérique o il "périph" (35 km) ed
una esterna ("La Francilienne"). Gli svincoli del "Boulevard Périphérique" sono
chiamati 'Portes', in quanto corrispondono alle antiche porte della città
essendo il viadotto costruito sulla traccia delle ultime mura di Parigi.
Marsiglia
Marsiglia è una città della Francia meridionale, capoluogo della regione
Provenza-Alpi-Costa Azzurra e del dèpartement delle Bocche del Rodano,
oltre che il primo porto della Francia.
È soprannominata in francese la cité phocéenne (la città focese), perché fu
fondata nel 600 a.C. da marinai greci originari di Focea, e "focesi" vengono
ancora detti i suoi abitanti.
I Focei si integrarono rapidamente nel territorio sul substrato di popolazioni Liguri
costruirono un nucleo urbano sul preesistente Pagu orientato verso il mare e il
commercio. Infatti, fu il commercio a caratterizzare la lunga storia della Città di
Marsiglia e fu sempre il commercio che ne decise le sorti: guerre, momenti di pace e
alleanze. La leggenda dell'incontro e dell'unione fra il marinaio Protis e la bella
Gyptis rafforzò la sua tradizione di città commerciale.
Un'altra caratteristica della città è la sua indipendenza nei confronti delle altre
città e del potere :Marsiglia è una città che cambia bandiera in base ai suoi interessi.
Per molto tempo ha avuto una propria amministrazione. Solo con la Rivoluzione
Francese, con l'intento di unificazione della Francia sotto un'unica moneta, un'unica
lingua e con gli stessi diritti e doveri per tutti, Marsiglia perderà questa tendenza
autonoma che ha sempre cercato di mantenere.
La città di Marsiglia e i suoi dintorni godono dei benefici del clima mediterraneo.
L‘inverno si caratterizza per il freddo molto moderato, mentre l‘estate è calda ma
ben ventilata. Le precipitazioni si concentrano prevalentemente in autunno e nel
periodo di transizione tra l'inverno e la primavera; in estate sono possibili prolungati
eventi di siccità.
Lione
Lione è la terza città più grande della Francia dopo Parigi e Marsiglia,
ma la seconda area metropolitana ed è il capoluogo della regione
Rodano-Alpi. La città sorge alla confluenza del Rodano e della Saona
ed è composta da un centro storico e da un centro più commerciale
sulla penisola tra Rodano e Saona.
I suoi abitanti si chiamano Lionesi. Il motto della città è "Avant,
Avant, Lion le Melhor”, cioè “Avanti, avanti, Lione la migliore”.
Lo sviluppo della città fu favorito dalla sua posizione, sulla
via di accesso dall’Italia, alla confluenza della Saona e del
Rodano e dal suo statuto di colonia. In occasione della
divisione del territorio gallico in tre province in aggiunta alla
già esistente Gallia Narbonese, nel 27 a.C., Lione divenne
capitale della "Gallia Lugdunense".
Lo sviluppo economico maggiore si ebbe a partire dal XVI, con l'arrivo dei
banchieri fiorentini e di mercanti, attirati dalle franchige rege e dalle fiere che vi si
tenevano quattro volte l'anno. Vi si sviluppò in particolare il commercio della seta.
Di quest'epoca restano numerosi immobili di stile rinascimentale, che testimoniano
la ricchezza della città.
Il periodo di maggiore prosperità terminò con le guerre di religione: Lione risentì in
modo particolare dei massacri della notte di San Bartolomeo nel 1572. La città
riuscì a riprendersi, ma senza raggiungere più il prestigio del periodo precedente.
Il XVII secolo fu comunque un'epoca tranquilla e di grande fasto: regnava la
tolleranza e la città si abbellì con la costruzione del nuovo municipio. La sua
fedeltà alla corona durante la Fronda le valse le elargizioni reali. Alla fine del
secolo l'industria della seta ne aveva assorbito gran parte delle forze economiche,
mentre commercio ed attività bancarie erano state lasciate ai ginevrini e agli
svizzeri.
Nel XVIII secolo proseguì il periodo di tranquillità e si videro altre importanti
costruzioni, come quelle di Soufflot.
La società Trasporti Comunali di Lione (TCL), costituisce la
seconda rete di trasporto pubblico della Francia dopo quella
della RATP parigina.
I fiumi Saona e Rodano a valle di Lione sono vie navigabili.
Il porto fluviale di Lione,è situato nella zona di Gerland.
La messa in servizio del TGV,nel 1981 ha gradualmente
cambiato le comunicazioni interregionali. Dopo il
successo della nuova linea verso il Nord e la capitale, e
della linea verso il Mar Mediterraneo si è decisa la
costruzione della linea TGV tra Lione e Torino, che
dovrebbe facilitare il superamento delle Alpi. La linea di
TGV Reno-Rodano è in progetto da molti anni, ma il suo
finanziamento non è fissato.
L’aeroporto internazionale di Lione, porta da alcuni anni il nome
di Lyon-Saint-Exupéry. È un importante scalo di coincidenze e
dispone di una stazione per treni TGV.
Lione è la sede di EuroNews TV paneuropea d’informazione
multilingue che si è imposta come l’emittente all news leader in
Europa.
Lille
Lille è una città di 225.100 abitanti della Francia settentrionale posta nel
Dipartimento del Nord, capoluogo della regione Nord-Pas-De-Calais,
situata a poca distanza dal confine con il Belgio.
Lille fu fortificata al principio dell’XI secolo dai conti di
Fiandra. Ceduta nel 1312 alla Francia, passò poi sotto la
dominazione della Borgogna, dell’Austria e della Spagna; nel 1713
venne quindi restituita alla Francia. Patì l'occupazione da parte
delle truppe tedesche in entrambi gli ultimi conflitti mondiali.
La città deve il nome alla sua ubicazione, in mezzo al fiume
Deule. Ha oltre 200.000 abitanti .Del comprensorio fanno parte
le città di Roubaix, Tourcoing e Villeneuve-d’Ascq.
Importante centro culturale, Lille può far conto su una
florida economia basata su numerose imprese operanti nel
settore manifatturiero, siderurgico e conserviero; sede di un
importante crocevia dei trasporti verso il nord Europa, è
conosciuta anche per i suoi tessuti. Diverse sono le università
presenti in città, una delle quali statale e molto antica. La più
grande manifestazione della città è indubbiamente la Braderie
di Lille, grande mercato delle pulci che si svolge a Lille ogni
anno il primo week end di Settembre.
Il polo universitario di Lille è uno dei principali in Francia.
L’Universitè Lille de France, risultavano iscritti 110.000
studenti. I principali istituti di studi superiori sono l’Universitè
Lille Nord de France, il Università Cattolica di Lille, l’Ecole
Centrale de Lille.
Città di Lille antica
Tolosa
Tolosa è per popolazione la quarta città della Francia
dopo Parigi, Marsiglia e Lione.
È attraversata dal fiume Garonna. Si trova nel sud-ovest
del paese, a 100 km di distanza dai Pirenei spagnoli. È la
capitale del dipartimento dell’Alta-Garonna e della
regione dei Midy-Pyrenees. Ha ricevuto l'appellativo di
Città Rosa per il colore dominante degli antichi edifici.
Il motto della città è, in Occitano: “per Tolosa totjorn
mai” cioè “Per Tolosa, sempre di più”. I suoi abitanti si
chiamano Tolosani . Il simbolo che appare sulla bandiera
della città è la croce occitana.
Cattedrale di
Saint-Sernin
Tolosa è conosciuta nel mondo per l'industria ad alta
tecnologia, tra cui spicca quella aeronautica: con Amburgo, è
infatti una delle due città che assemblano gli aerei della casa
produttrice europea Airbus, la cui sede e lo stabilimento si
trovano nei pressi dell’aeroporto di Toulouse-Blagnac. A Tolosa
dal 2005 viene costruito inoltre l'aereo più grande del mondo,
l’Airbus A380. Nella città hanno sede anche numerose altre
aziende che operano nel settore dell'Alta Tecnologia, tra cui la
SPOT images (immagini per satelliti), l'Alcatel, Astrium, e il
CNES (Centro Nazionale di Studi Spaziali). Nel sud della città si
incontrano numerose fabbriche dedicate alla produzione di
prodotti chimici, tra cui AZF, il cui sito tuttavia è attualmente
in corso di riqualificazione.
Tolosa possiede uno splendido patrimonio artistico,
indirizzato soprattutto negli edifici religiosi. Il più famoso
di questi è il monastero degli Agostini, splendido esempio
di monastero gotico medievale che alla fine del XVIII
secolo venne trasformato nel Museo di Belle Arti di
Tolosa, già Accademia
Nizza
Nizza è una città della repubblica francese affacciata sulla Costa
Azzurra di cui è il maggior centro, vicino alla frontiera con l’Italia,
nel dipartimento delle Alpi Marittime.
Fino al secolo scorso la popolazione autoctona del Nizzardo rientrava culturalmente
nell'area italiana, mentre dal punto di vista linguistico era occitano-provenzale con
notevoli influenze liguri: tuttavia, l'opera di "francesizzazione" avviata da Parigi nella
zona e nella città stessa, come il cambiamento dei cognomi , o la chiusura dei giornali
in lingua italiana come il famoso “La Voce di Nizza", riuscirono in poche decine d'anni
ad attenuare l'italianità della regione. Ancor oggi, comunque, parte della popolazione
autoctona porta un cognome italiano o "italianeggiante", cosa ancor più evidente per
chi osservi le lapidi commemorative più vecchie. Una parte della popolazione conserva
il dialetto nizzardo, appartenente all'ambito linguistico occitano, seppur con ampi
influssi della lingua ligure.
La città di Nizza si affaccia sul Mar Mediterraneo
su una stretta pianura delimitata dal massiccio
montuoso del Mercatore.
La città ha anche due piccoli fiumi di solito in secca
durante l'estate: il Paviglione e il Magnano. Varie
colline dominano la città, la più conosciuta di queste
è la collina di Cimiez con le sue rovine di epoca
romana. La collina del Castello separa la città dal
porto. Il clima è subtropicale e assai mite.
L'alternanza delle stagioni non si fa quasi sentire: le
giornate sono calde e le notti sono fresche tutto
l'anno.
Nizza notturna
Spiaggie Nizza
La Francia è il primo produttore agricolo dell'Unione europea.
Le colture principali sono i cereali (grano e mais), zucchero, vino, prodotti lattierocaseari, frutta, verdura, l'allevamento animale e la produzione di carne.
Il settore ha subito un ammodernamento che ha aumentato la sua produttività. La
popolazione attiva in agricoltura continua a diminuire dai massimi dell'immediato dopo
guerra. Le attività agricole si sviluppano sul 60% della Francia metropolitana
corrispondenti a circa 28 milioni di ettari, ma solo la metà di questa superficie è posta a
coltura.
Il settore secondario rappresentava il
20,6% del PIL francese nel 2006.
La Francia è una delle più grandi potenze
industriali del mondo. Nelle loro attività,
diversi gruppi francesi occupano un posto
di primo piano rispetto ai loro concorrenti
stranieri, come nel caso
L‘ Oréal , Michelin e Alcatel.
I rami che occupano il più grande numero
di lavoratori dipendenti sono le industrie
della meccanica, elettrica ed elettronica
(25% nel 1998), dei prodotti in metallo
(11,7%) e il settore legno, carta e stampa
(10,2%).
Inoltre il settore automobilistico riveste
una notevole importanza, con una
produzione annuale di circa 5 milioni di
veicoli, forte di circa 300.000 dipendenti,
con grandi gruppi quali Peugeot - Citroen
e Renault).
L’industria nucleare francese è ora
un settore leader dell'economia e
uno dei pilastri della sua politica
energetica.
La Francia è il secondo maggior
produttore di energia nucleare del
mondo dietro solo agli USA. Con 58
reattori nucleari, tutte gestite
dall’EDF, la Francia possiede il
secondo parco al mondo
(preceduta sempre dagli USA),
mentre la quota di energia nucleare
sulla produzione totale di energia
elettrica corrisponde a quasi il 79%,
ponendo la Francia come leader a
livello mondiale.
Il settore terziario ha un posto di rilievo nell‘ economia francese a
immagine degli sviluppi compiuti negli altri principali paesi
industrializzati.
Il settore terziario impiega il 71,5% della popolazione attiva, più di 16
milioni di francesi.
Questo è il settore che contribuisce maggiormente alla crescita
economica.
Il settore commerciale è stato caratterizzato negli ultimi anni da
perturbazioni da cui ha tratto vantaggio la grande distribuzione, spesso
attraverso fusioni e acquisizioni di grandi dimensioni.
Alcuni nomi dei principali gruppi hanno risonanza in tutto il mondo
(Carrefour, Auchan, Group Casino, E.Leclerc, Intermarché solo per
citarne alcuni)
La Torre Eiffel a Parigi, il monumento più visitato.
La Francia è il paese più visitato nel mondo (per numero di
visitatori stranieri), e lo stesso vale per Parigi, che è la prima
città turistica in termini di arrivi e, infine, la Torre Eiffel
che è il monumento più visitato del mondo.
Il paese si presenta come leader indiscusso in questo settore e
presenta una grande varietà di monumenti e siti di notevole
interesse.
Tuttavia le entrate del turismo internazionale sono più elevate
negli Stati Uniti rispetto alla Francia.
Disneyland Resort Paris
Da un lato soggiorni in Francia sono generalmente di breve
durata e, in secondo luogo il tipo di turismo è differente
rispetto agli Stati Uniti (un turismo familiare invece che un
turismo d'affari).
T
o
u
r
Nel 2000 è stato segnato il record assoluto con 75,5 milioni di
arrivi. La grande varietà di paesaggi, la lunghezza di costa, il
numero e la diversità dei monumenti presenti, oltre al
prestigio della cultura francese (cucina, stile di vita, ecc.) e
il ricco patrimonio (letteratura, pittura) spiega senza dubbio
l’attrattività del paese, anche se si prevede che lo sviluppo
del turismo in Cina potrebbe strappare nei prossimi anni il
trono alla Francia come paese più visitato del mondo.
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i
f
f
e
l
La cucina francese è caratterizzata per la sua estrema diversità. Attualmente è
considerata come una delle cucine più raffinate ed eleganti, ed é rinomata sia per
la cosiddetta haute cuisine ("alta cucina" in lingua francese) che per la sua cucina
regionale.
La Prima Colazione
La prima colazione in Francia è molto simile a quella italiana.
Generalmente consiste in:
una bevanda calda (caffè, tè, latte),
pane con burro e marmellata, spesso sostituiti da cereali,
qualche frutto o succo di frutta.
Tipiche sono le viennoiseries, cioè prodotti di panetteria spesso a base di pasta
sfoglia come per esempio i croissants, le madeleines o i pains au chocolat. In realtà le
viennoiseries vengono spesso servite a colazione negli hotel o consumate nei bar
mentre non sono un'abitudine per le persone che consumano la prima colazione a
casa.
Alcuni tipi di VIENNOISERIES
Pain au
Chocolat
Croissant
Beignet
Chausson
aux
pommes
Brioche
Pain aux
raisins
Il pranzo
Un normale pasto completo consiste in:
un antipasto, detto entrée. Si tratta di un piatto spesso costituito da crudités
(verdura cruda), a volte da charcuterie (salumi o patés), ma può anche includere alcuni
tipi di frutta come pompelmi, meloni o avocado, il piatto principale, in genere carne o
pesce presentati insieme a verdure cotte, pasta o riso, del formaggio, un dessert, cioè
della frutta, un dolce o uno yogurt.
Il pranzo è a volte accompagnato da vino o, occasionalmente, da birra. In genere
termina con un caffè.
Alcuni tipi di
Carne
Due tipi di Pasta:
Spaghetti & Fusilli
La Cena
Chicchi di
Riso
Cecik Turco
(fatto con yogurt
e cetrioli)
Tazzina di
Caffè
La successione delle pietanze è molto simile a quella del pranzo. Spesso al posto
dell'antipasto viene servita una zuppa che può essere costituita da un brodo, una
crema (di verdura, carne o pesce) o un "consommé" (freddo o caldo).
Zuppa di
Pesce
Zuppa di
Cipolle alla
Francese
Gli Antipasti
Gli antipasti più popolari sono composti quasi sempre di verdure cotte e accompagnate
da salse di ogni tipo. Antipasti più elaborati sono i patè e le terrine, a base di carne,
selvaggina o pesce servite in crosta di pane o in terrine da forno. Antipasti meno
popolari e molto più costosi sono le lumache (escargots), le ostriche (huitres) i
molluschi (moules) e l'astice.
Escargots
(lumache)
Le Insalate
Huitres
(ostriche)
Moules
(molluschi)
Molto utilizzate in Francia dove vengono spesso servite come antipasto o entrée, come nel caso delle
carote o dei pomodori per esempio (raramente si utilizzano le lattughe o altre foglie verdi se non per la
decorazione; le carote vengono grattugiate; si può aggiungere olio e limone con scalogno tritato e
prezzemolo).
I francesi usano fare una vinaigrette prima, direttamente nell'insalatiera con olio (quello d'oliva viene
sempre più usato oggigiorno) e aceto (quello balsamico viene sempre più apprezzato), sale, pepe e
cipolla gialla o cipollina tritata o odori come erba cipollina, dragoncello, prezzemolo, cerfoglio (a
secondo del tipo d'insalata verde alla quale meglio si addice).
Spesso vengono composte insalate miste, ma è anche usuale, senza ricorrere a tanti miscugli,
aggiungere nel caso della lattuga, per esempio, qualche noce sgusciata insieme a groviera in dadini e,
volendo, pure un po' di prosciutto cotto, anch'esso tagliato a dadini.
Se si vorrà preparare quest'ultimo tipo, sarà opportuno utilizzare aceto di mele al posto di ogni altro
per ottenere un sapore più fine.
La Vinaigrette
Per vinaigrette si intende una miscela di sale, olio, aceto (classico o balsamico).
Se sostituito dal succo di limone si parla di una citronette. Vari tipi di vinaigrette sono
composte anche da pepe e senape, utilizzate per condire le insalate, piatti di verdure
crude ed alcune varietà di pesce. Esistono infinite varianti della vinaigrette, ad esempio
con aceto balsamico, o con aggiunta di vino bianco, o con aromi ecc.
Le esatte quantità per la preparazione di una vinaigrette variano a seconda dei gusti.
In generale si prepara con una uguale dose di olio e aceto e l'aggiunta degli altri
ingredienti a scelta e gusto personale.
Fondamentale per una buona riuscita della salsa è che gli ingredienti siano perfettamente
amalgamati e che l'emulsione risulti omogenea.
La Quiche
La quiche è una torta francese, che può presentarsi dolce o salata.
Generalmente la base è composta da pasta brisée mentre la farcitura varia a seconda
dei gusti. Esistono diverse ricette della quiche (della Lorena, normanna, parigina, etc.).
In Francia la quiche salata è servita come antipasto.
Quiche
Le Zuppe
Le zuppe in Francia sono numerose e vengono preparate soprattutto durante
l'inverno e nei periodi freddi. Le più tipiche sono le zuppe con le cipolle (cioles in
francese).
Zuppa di Cipolle
I Formaggi
Alcuni tra i formaggi francesi più diffusi sono:
Beaufort, Bleus, Bleu d'Auvergne, Bleu de Causses, Brie, Camembert, Camembert di Normandia, Camembert al
Calvados, Camembert fermier, Camembert stagionato al sidro, Cancoillotte, Cantal, Comté, Crottin de
Chavignol, Emmental, Epoisses, Fourme d'Ambert, Livarot, Mimolette, Mont-d'Or, Morbier, Munster, Pont
l'évêque, Raclette, Reblochon, Roquefort, Saint-félicien, Saint-nectaire, Tomme de Savoie, Vacherin, Rambol.
I Vini
I vini francesi sono tra i più pregiati del mondo e prendono nome dalla località di
provenienza, come lo Champagne e il Bordeaux (prodotto nel bacino della Garonna), i
vini bianchi della Valle della Loira e dell'Alsazia.
Nella vallata della Charente, si produce il liquore famoso in tutto il mondo.
Ricetta della Quiche
In cucina la Quiche è un tipo di torta salata inizialmente tipica della cucina francese.
Si prepara principalmente con uova e panna avvolti da un impasto a base di farina che si
cucina al forno.
La possibilità di includere altri alimenti permette di cucinare innumerevoli varianti a base
di carne e/o vegetali (sedano, peperoncino, cipolle, porri, ecc.).
La parola quiche deriva dal dialetto lorenese del francese.
Varianti
La Quiche Lorraine (originaria della regione della Lorena, Francia) è la varietà più
conosciuta di quiche. Contiene assieme all'uovo e alla panna, la pancetta.
Il formaggio (generalmente quello svizzero, perché fonde meglio) non è un ingrediente
della ricetta originale della quiche lorraine. Quando si aggiunge la cipolla alla quiche
lorraine si dice che la nuova variante si chiami quiche alsacienne.
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Presentazione in Power Point 2007: La Francia