Metodologia epidemiologica
Gli studi epidemiologici
STUDI EPIDEMIOLOGICI
• Perseguono finalità diverse e rispondono a diversi disegni di studio
(uno di carattere orientativo, l’altro di carattere specifico).
• Gli studi epidemiologici, in base al “grado di intervento”
dell’operatore/conduttore, si articolano in due categorie:
• Studi osservazionali (conclusioni tratte dall’osservazione
dell’andamento naturale dei fenomeni, a loro volta suddivisibili in
studi descrittivi e studi analitici (trasversali e longitudinali).
• Studi sperimentali ( manipolazione ad hoc da parte dello
sperimentatore nei confronti di alcune condizioni e/o variabili di
studio e conseguente confronto tra due o più gruppi in condizioni
controllate di esperimento)
STUDI EPIDEMIOLOGICI
• OSSERVAZIONALI
– DESCRITTIVI (per generare ipotesi): viene descritta la distribuzione delle
malattie e dei loro determinanti secondo lo spazio, il tempo, la persona
• STUDI DI MORTALITA’
• INDAGINI DI MORBOSITA’
• SEGNALAZIONI DI CASISTICA (serie cliniche)
– ANALITICI (per saggiare ipotesi)
• TRASVERSALI (di prevalenza): viene stimata la prevalenza di una
malattia e dei suoi determinanti in un “punto” o “periodo” di tempo
• CASO-CONTROLLO (retrospettivi): vengono selezionati casi di malattia
e appropriati controlli e viene stimata l’esposizione a rilevanti fattori di
rischio
• LONGITUDINALI (di coorte): sono selezionati gruppi di soggetti esposti
e non esposti e osservata l’incidenza nei gruppi osservati
• SPERIMENTALI (o di intervento)
– viene assegnato un trattamento diverso e viene misurato il tasso
dell’evento nei soggetti con trattamento diverso
STUDI OSSERVAZIONALI
SELEZIONE DELLA POPOLAZIONE IN STUDIO
in base a
MALATTIA o EFFETTO
VALUTAZIONE ESPOSIZIONE
AL MOMENTO
DELLO STUDIO
STUDIO
TRASVERSALE
in base a
ESPOSIZIONE
INDIVIDUAZIONE NUOVI CASI
PRECEDENTE
L’INIZIO DELLO
STUDIO
STUDIO
RETROSPETTIVO
STUDIO
PROSPETTICO
STUDI DESCRITTIVI
•
DESCRIZIONE PRINCIPALI CARATTERISTICHE
EPIDEMIOLOGICHE DI MALATTIA
- frequenza, espressa attraverso prevalenza e incidenza
-PREVALENZA solo in condizioni a lungo termine
-INCIDENZA sia a breve che a lungo termine
-distribuzione
-CHI, ovvero età, sesso, razza, classe sociale, lavoro, stato civile,
-QUANDO, ovvero variazioni di frequenza temporali
-DOVE, ovvero variazioni di frequenza spaziali
19
71
19
72
19
73
19
74
19
75
19
76
19
77
19
78
19
79
19
80
19
81
19
82
19
83
19
84
19
85
19
86
19
87
19
88
19
89
19
90
19
91
19
92
19
93
19
94
19
95
19
96
19
97
19
98
ANDAMENTI TEMPORALI
andamenti ciclici o periodici
Morbillo
90000
80000
70000
60000
50000
40000
30000
20000
10000
0
ANDAMENTI TEMPORALI
andamenti a lungo termine o secolari
100
Casi notificati x 100,000 ab.
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
1925 1930 1935 1940 1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990
Anno
DISTRIBUZIONI SPAZIO TEMPO
• ENDEMIA
• Distribuzione degli eventi uniforme nel tempo e nello spazio
• EPIDEMIA
• Concentrazione degli eventi nel tempo e (o) nello spazio
• ENDEMIA
• n° casi osservati ~ n° casi attesi
• EPIDEMIA
• n° casi osservati >>> n° casi attesi
Esempi di curve epidemiche
Sorgente puntiforme
25
15
20
n. casi
20
10
15
10
19
16
13
0
10
0
7
5
1
4
7
10 13 16 19
tempo
tempo
20
15
n. casi
10
5
19
17
15
13
11
9
7
5
3
0
1
4
5
1
n. casi
Sorgente comune continua
tempo
Trasmissione persona-persona o epidemia subentrante
STUDI DESCRITTIVI
• DESCRIZIONE
– Raccolta ed analisi di statistiche correnti su morbosità / mortalità
• OBIETTIVI PRINCIPALI
– Fornire un quadro della distribuzione delle malattie in esame in zone
geografiche o in diverse categorie di popolazione
– Dare indicazioni sull’andamento nel tempo delle malattie in esame
• VANTAGGI
– Uso dati rilevati di routine, per lo più disponibili
– Buona completezza della rilevazione per dati mortalità e ricoveri
ospedalieri
– Uso di classificazioni standard, con facilità di confronti internazionali
• SVANTAGGI
–
–
–
–
Di solito mancanza di ipotesi specifiche
Dati individuali non disponibili
Talora mancanza di denominatori (es. immigrati)
Dati disponibili in ritardo
STUDI DESCRITTIVI (segue)
• SORGENTI DI DISTORSIONE
– Attendibilità dubbia del dato originale, variabile nel tempo e nello spazio
– Variabilità nella codifica
• ANALISI
– Utilizzare rapporti di derivazione e non rapporti di composizione
– Calcolare tassi specifici e/o standardizzati per sesso, età,…
– Negli studi sull’andamento temporale analisi per coorti
anno di notifica
2002
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
1986
1984
500
450
400
350
300
250
200
150
100
50
0
1982
n. casi
Regione Toscana
Trend notifiche TBC dal 1982 ad ottobre 2003
tbc polm tbc extrap
109
10
130
11
145
14
166
16
156
25
134
18
140
17
167
19
143
23
190
35
156
49
152
44
262
70
286
97
283
90
289
85
330
108
256
100
-
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1989
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003 (ottobre)
totale
119
141
159
182
181
152
157
186
166
225
205
196
332
383
373
374
438
356
401
360
410
307
Table 1 – Estimated incidence of reported cases of
Hepatitis A worldwide in 1990
Region
Estimated rate
of infection
(per 100.000 a vear)
North America
Central/South Africa
Europe
Africa/Middle East
Asia
Oceania
Total
10
20-40
5-60
20-60
10-30
15-30
Cases
per year
28,000
162,000
278.000
251.000
676,000
5,000
1,4 million
Tuberculosis notification rates per 100 000 population,
1999, WHO European Region
Notification rates/
100 000
0-19
20-49
50 +
Andorra
Malta
Monaco
San Marino
Cumulative Percentage Tuberculosis-Free by Category
of Silicosis Among Gold Miners, South Africa
100
Per cent disease-free
Category 0
90
Category 1
80
Category 2
70
60
Category 3
50
0
1
2
3
4
5
6
7
Year of observation
Cowie RL. Am J Respir Crit Care Med 1994;150:1460-2
Incidence of Tuberculosis Among Tuberculin-Positive,
HIV Infected Persons in Three Selected Studies
Incidence per 100 person-yr
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
New York City
Spain
Italy
Selwyn PA, et al. N Engl J Med 1989;320:545-50
Guelar A, et al. AIDS 1993;7:1345-9
Antonucci G, et al. JAMA 1995;274:143-8
200
100
50
20
1920
1940
1960
1980
2000
Year of notification
New York City Department of Health, New York, 2000:25
Reported Tuberculosis Cases, Western Europe, 1974 - 1990
Notifications per 100,000 (log scale)
Notifications per 100,000
(log scale)
Tuberculosis Notification Rates in New York City, 1920 - 1999
30
20
15
1975
1980
1985
1990
Year of notification
Raviglione MC, et al. Bull World Health Organ 1993;71:297-306
Recent Cases per 100,000 population
Reported Cases of TB by Country of Birth United States, 1986-1998
40
35
30
25
Foreign-born
20
15
All Cases
10
5
U.S.-born
0
86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98
Year
Age-Specific Notification Rates of Sputum
Smear-Positive Tuberculosis, Senegal, 1999
2.9
Notifications per 100,000
2.9
2.5
200
2,2
150
3.0
Males
1.7
100
50
Females
0.9
0
0
15
25
35
45
55
65
Age group (years)
IUATLD Progress Report No. 28, August 2000
Tuberculosis Notification Rates Among Males,
Cross-Sectional Observations, Finland 1954 -1994
1954
1964
100
1974
50
1984
10
5
1994
1
0.5
0
20
40
60
80
Age (years)
Härö AS. Tuberc Respir Dis Yearbook 1998;24:1-151
Tuberculosis Notification Rates Among Males,
by Birth Cohort, Finland 1954 -1994
1902
500
Notifications per 100,000
(log scale)
Notifications per 100,000
(log scale)
500
1922
1932
194
100
50
1892
2
1952
10
196
5
1
1954
1912
1994
2
1972
0.5
0
20
40
60
80
Age (years)
Härö AS. Tuberc Respir Dis Yearbook 1998;24:1-151
EPIDEMIOLOGIA ANALITICA
• Indaga le cause o i fattori di rischio che determinano l’insorgere di
una malattia o ne influenzano la diffusione
• … ovvero indaga la relazione causa-effetto fra fattori di rischio e
patologie
• Il fattore di rischio aumenta la probabilità dei soggetti a esso esposti
di contrarre una determinata malattia.
• Può essere rappresentato da una condizione geneticamente
determinata, da una abitudine personale, da un particolare stile di
vita, da un evento accidentale, ecc.
• Fra un evento variabile (causa o fattore di rischio) e una malattia (o
una determinata condizione in studio) può esistere una certa
associazione statistica
• Per associazione si intende il grado di dipendenza statistica tra
due o più eventi variabili
ASSOCIAZIONE FRA DUE EVENTI
• causale (o eziologica)
• indiretta (o secondaria)
• spuria (o non causale)
CRITERI DI INFERENZA CAUSALE
•
•
•
•
•
•
•
PLAUSIBILITA’ BIOLOGICA
RELAZIONE TEMPORALE
FORZA DELL’ASSOCIAZIONE
DOSE-RISPOSTA
INDIPENDENZA DELL’EFFETTO (assenza di confondimento)
SPECIFICITA’
RIPRODUCIBILITA’
da Hill, modificati
Schema generale di uno studio analitico
esposti
non esposti
malati
malati
non esposti
esposti
sani
sani
La tabella 2x2
esposti
malati
sani
non esposti
E+
M+
M-
3
2
a
E-
1
b
4
c
4
malati
sani
5
5
d
6
10
MISURE DI ASSOCIAZIONE
malati
sani
totale
esposti
a
b
a+b
non esposti
c
d
c+d
a+c
b+d
a+b+c+d
totale
• Rischio per gli esposti = a/(a+b)
• Rischio per i non esposti = c/(c+d)
• Rischio per la popolazione = (a+c)/(a+b+c+d)
MISURE DI ASSOCIAZIONE
malati
sani
totale
esposti
a
b
a+b
non esposti
c
d
c+d
a+c
b+d
a+b+c+d
totale
• Differenza tra rischi = Rischio attribuibile (RA)
= Rischio(esposti) – Rischio(non esposti) = [a/(a+b)] – [c/(c+d)]
• Rischio relativo = Rapporto tra rischi (RR)
= Rischio(esposti) / Rischio(non esposti) = [a/(a+b)] / [c/(c+d)]
• Odds Ratio (OR) = (a/b) / (c/d) = ad / bc
RISCHIO RELATIVO
TRA FUMATORI E NON FUMATORI
CAUSA DI MORTE
RR
K polmone
10,8
Bronchite ed enfisema
6,1
K laringe
5,4
K cavo orale
4,1
K esofago
3,4
Ulcera gastrica e duodenale
2,8
Mal. apparato circolatorio
2,6
Cirrosi epatica
2,2
K vescica
1,9
Coronariopatie ischemiche
1,7
Altre cardiopatie
1,7
Cardiopatia ipertensiva
1,5
Arteriosclerosi
1,5
K rene
1,5
da Fletcher e Horn, 1970
MISURE DI ASSOCIAZIONE
• Rischio attribuibile percentuale negli esposti = RA%(esposti)
= Rischio(esposti) – Rischio(non esposti)
x 100
Rischio(esposti)
= RR -1 x 100
RR
= OR -1 x 100
OR
• Rischio Attribuibile nella Popolazione (RAP) =
= Rischio(totale) / Rischio(non esposti)
• Rischio attribuibile percentuale negli esposti = RAP%
= Rischio(totale) – Rischio(non esposti)
x 100
Rischio(totale)
= (Pe) (RR -1)
x 100
1 + (Pe) (RR -1)
Pe = proporzione della popolazione effettivamente esposta al fattore di rischio
INTERPRETARE IL RISCHIO RELATIVO
Il fattore a cui la popolazione in studio è esposta se:
• RR >1
– è un fattore di rischio
• RR =1
– non ha alcuna relazione con la malattia in esame
• RR <1
– è un fattore protettivo
… tuttavia bisogna valutarne la significatività statistica
RISCHIO RELATIVO E RISCHIO ATTRIBUIBILE NELLA
MORTALITA’ PER K POLMONARE E CORONARIOPATIE
IN FORTI FUMATORI E NON FUMATORI
mortalità x 100.000
Esposizione
cancro
polmonare
coronariopatia
forti fumatori
166
599
non fumatori
7
422
RISCHIO RELATIVO
 K POLMONARE = 166 / 7 = 23,7
CORONARIOPATIA = 599 /422 = 1,4
RISCHIO ATTRIBUIBILE (per 100.000 ab.)
 K POLMONARE = 166 - 7 = 159
CORONARIOPATIA = 599 - 422 = 177
da Doll R., Hill A.B., BMJ 2, 1071,1956
Significatività dell’RR
M+
E+
M-
200
150
a
E-
170
c
E+
400
M+
M-
20
15
17
IC 95% = (1,22-1,64)
770
35
RR = 1,41
42
IC 95% = (0,89-2,25)
b
25
c
37
420
d
a
E-
RR = 1,41
b
250
370
350
d
40
77
ESERCIZIO
• Nel 1986 in USA la mortalità per cancro per 100.000 era di
– 72,5 nella popolazione generale
– 8,7 nei non fumatori
– 191 nei fumatori, che costituivano il 35 % della popolazione.
Calcolare:
Rischio relativo
Rischio attribuibile
Rischio attribuibile percentuale
negli esposti
Rischio attribuibile nella
popolazione
Rischio attribuibile percentuale
nella popolazione
ESERCIZIO
• Nel 1986 in USA la mortalità per cancro per 100.000 era di
– 72,5 nella popolazione generale
– 8,7 nei non fumatori
– 191 nei fumatori, che costituivano il 35 % della popolazione.
Calcolare:
Rischio relativo
= 191/8,7 = 22
Rischio attribuibile
= 191-8,7 = 182,3 per 100.000 per anno
Rischio attribuibile percentuale
negli esposti
= 182,3/191 x 100 = 95,4
Rischio attribuibile nella
popolazione
= 72,5 -8,7 = 63,8 per 100.000 per anno
Rischio attribuibile percentuale
nella popolazione
= 63,8/72,5 x100 = 88
STUDI TRASVERSALI
• DESCRIZIONE
– Rilevazione istantanea di dati da una popolazione definita,
contemporaneamente sui fattori di rischio, l’esposizione agli stessi, le
patologie presenti
• OBIETTIVI PRINCIPALI
– Descrivere il carico di malattie in una comunità, a scopo di
pianificazione sanitaria
– Ottenere informazioni sugli atteggiamenti della popolazione nei confronti
dei servizi sanitari, sui bisogni di assistenza percepiti, sull’utilizzo dei
servizi sanitari stessi
– Descrivere la distribuzione di una variabile fisiologica in una comunità
– Analizzare l’associazione di un fattore con una malattia (spesso prima
fase di uno studio longitudinale)
STUDI TRASVERSALI (segue)
• VANTAGGI
– Possibilità di scelta della popolazione, dei metodi di rilevazione, dei
criteri diagnostici
– Relativamente poco costosi e di breve durata
– Se il campionamento è corretto, i risultati sono generalizzabili a tutta la
popolazione
• SVANTAGGI
–
–
–
–
Non adatto per condizioni molto rare o di corta durata
Proporzione di non partecipazione talora elevata
Se uso di sola intervista, dati sulle diagnosi poco attendibili
Non fornisce indicazioni sull’incidenza ma solo sulla prevalenza per cui:
• Se la malattia è di breve durata o porta all’allontanamento dal gruppo
esaminato o ha lungo periodo di latenza può dar luogo a conclusioni erronee
• È possibile interpretare come causa della malattia un suo effetto o un fattore
legato alla sua sopravvivenza o all’esposizione
LO STUDIO LONGITUDINALE O DI COORTE
esposti
esposti
malati
sani
E+
M+
M-
3
2
a
non esposti
non esposti
E-
1
b
5
4
c
4
malati
5
d
6
10
sani
Rischio = I E+ = a/(a+b) = 3/5
Relativo
I Ec/(c+d) 1/5
=3
STUDI LONGITUDINALI PROSPETTICI E RETROSPETTIVI
malattia
malattia
retrospettivi
prospettici
studio
STUDIO LONGITUDINALE O DI COORTE
Soggetti
esposti
Selezione dei componenti:
a. intera popolazione
b. gruppi selezionati (simili per
variabili indipendenti)
Soggetti
non
esposti
Durata del tempo di osservazione
( follow-up )
S
M
S
Quantificazione dei rischi :
Rischio assoluto, Rischio relativo, rischio
attribuibile individuale e di popolazione
M
STUDIO LONGITUDINALE O DI COORTE
Obiettivi:
1.calcolare i tassi di incidenza
2.calcolo del RR e il RA attraverso l’osservazione diretta dei casi
3.analisi differenziale per livelli e durata delle esposizioni
Svantaggi
Vantaggi - Modello naturale di
1. Costosi
studio
a) per la quantificazione diretta dei 2. richiedono notevole
organizzazione e
tassi d’incidenza
standardizzazione nella
b) per la riduzione delle fonti di
realizzazione del progetto
distorsione
3. di lunga durata
4. difficile mantenere costanti nel
tempo le modalità di rilevazione
Distorsioni (bias)
5. non si possono saggiare ipotesi
1. perdita al follow-up
etiologiche che emergono in
2. cambiamenti nelle
itinere
metodiche di rilevazione
1. per malattie a media ed alta
incidenza
Studio longitudinale o di coorte
Doll R e Peto R.,1976
Mortalità anno x 100.00 x numero sigarette
<14
15-24
>25
t. polmonare
78
127
251
i. miocardio
608
652
792
Mortalità anno x 100.000
RR x
100.000
RA x
100.000
non fumatori
fumatori
t. polmonare
10
140
14
130
i. miocardio
413
669
1,6
256
Numero di sigarette
< 14
RR
15 - 24
RA
RR
> 25
RA
RR
RA
t. polmonare
7,8
68
12,7
117
25,1
240,1
i. miocardio
1,5
195
1,6
239
1,9
379
STUDI LONGITUDINALI
• DESCRIZIONE
– Rilevazione dei possibili fattori di rischio in una popolazione e suo
follow-up
• OBIETTIVI PRINCIPALI
– Descrivere il cambiamento nel tempo di variabili fisiologiche quantitative
in rapporto alla intensità di esposizione a possibili fattori di rischio
– Analizzare l’associazione di un possibile fattore di rischio con l’incidenza
futura della malattia
– Indagare il destino a distanza di tempo di pazienti trattati da differenti
istituzioni sanitarie
• VANTAGGI
– È il metodo di gran lunga migliore per le indagini eziologiche
– Si possono verificare tutti i casi di malattia o di complicazioni che si
verificano in un periodo definito
– Si possono calcolare i diversi tassi di incidenza in relazione alla diversa
esposizione ai fattori di rischio
– La rilevazione dei fattori di rischio non è distorta dalla presenza della
malattia
STUDI LONGITUDINALI (segue)
• SVANTAGGI
– Lunga durata, costo elevato; difficoltà di mantenere costanti le modalità
di rilevazione.
– Non può saggiare rapidamente nuove ipotesi eziologiche
– Non adatto per malattie rare
– Questi svantaggi sono ridotti negli studi longitudinali storici
• SORGENTI DI DISTORSIONE
– Perdite al follo-up
– La conoscenza dell’esposizione può influenzare la diagnosi
• ANALISI
– Tener conto degli anni-uomo di esposizione
– Analisi differenziata per età e durata della esposizione (es.fenomeno
lavoratore sano)
– Effettuare confronti sia interni (tra soggetti esposti in modo diverso) sia
con la popolazione generale
STUDIO CASO-CONTROLLO
E
nE
E
nE
Valutazione dell’esposizione
in modo retrospettivo
Casi:
malati
Scelta dei casi e dei
controlli,
appaiati per tutte le variabili
indipendenti note
Controlli:
non
malati
STUDIO CASO-CONTROLLO
malati
M+
M-
E+
3
1
E-
2
a
c
5
4
4
esposti
non esposti
b
6
sani
sani
d
10
5
esposti
Odds Ratio=
malati
a/c
b/d
=
axd
=
bxc
non esposti
3/2
1/4
=6
STUDIO RETROSPETTIVI O CASO-CONTROLLO
Obiettivi:
1. valutare il ruolo di uno o più fattori di rischio nell’etiologia e
della eventuale interazione
2. stimare il RR attraverso il calcolo dell’odds ratio - OR
Vantaggi:
1. rapida esecuzione
2. basso costo
3. Impiego per malattie a
bassissima incidenza
4. validi per saggiare più fattori di
rischio
5. validi per saggiare ipotesi
recentemente emerse
6. validi in quanto è semplice
mantenere costanti le modalità
di rilevazione
Svantaggi:
1. impossibile calcolare i tassi
2. problematica la scelta dei casi
e dei controlli
3. Impossibile annullare le fonti
sistematiche di distorsione
(bias)
Distorsione:
recall bias
interviewer bias
Relative Odds for Tuberculosis Among Male
Smokers, Aged 30 Years and Older, Great Britain
95% upper
confidence interval
6
Odds ratio
5
4
3
95% lower
confidence interval
2
1
0
10
20
30
40
Number of cigarettes smoked per day
Edwards JH. Br J Prev Soc Med 1957;11:10-11
Selected Risk Factors for Tuberculosis Given
that Tuberculous Infection has Occurred
Referent: Infection >7 yr past
Infection <1 yr past
HIV infection
Fibrotic lesions
Silicosis
Carcinoma of head or neck
Hemophilia
Immunosuppressive treatment
Hemodialysis
Underweight
Diabetes
Smoking, heavy
Gastrectomy
Jejunoileal bypass
Infecting dose
1
2
5
10
20
50
Relative risk / odds (log scale)
100
STUDI CASO-CONTROLLO
• DESCRIZIONE
– Rilevazione prospettica di dati da due gruppi paragonabili, di cui uno
con una certa malattia o esito,ed uno senza
• OBIETTIVI
– Esplorazione iniziale di possibili fattori di rischio, in particolare per
condizioni patologiche rare
• VANTAGGI
–
–
–
–
–
Organizzazione semplice, rapidi, poco costosi
Permette di indagare contemporaneamente su più fattori possibili
Permette di saggiare rapidamente nuove ipotesi
Può essere utilizzato per malattie rare
E’ facile mantenere nel tempo le modalità di rilevazione
• SVANTAGGI
– Non permette di calcolare i rischi assoluti ma solo quelli relativi
– Grande facilità di distorsione
STUDI CASO-CONTROLLO (segue)
• SORGENTI DI DISTORSIONE
–
–
–
–
Scelta errata dei casi e soprattutto dei controlli
Atteggiamenti psicologici e ricordi diversi nei casi e nei controlli
Mancano quasi sempre dati “obiettivi” sulla esposizione
Atteggiamento diverso dell’intervistatore
Indagine su una epidemia
di tossinfezione alimentare
Approccio 1: studio di coorte
 intervista a tutti i partecipanti
 calcolo dei tassi d’attacco specifici per alimento
 valutazione del rischio relativo
Approccio 2: studio caso-controllo
 intervista a un campione di partecipanti
 valutazione degli alimenti consumati da casi e controlli
 valutazione dell’odds ratio
Indagine su una epidemia
di tossinfezione alimentare
Nome
Intervistato 1
Intervistato 2
Intervistato 3
Intervistato 4
Intervistato 5
Intervistato 6
Intervistato 7
Intervistato 8
Intervistato 9
Intervistato 10
Intervistato 11
Intervistato 12
coorte
sesso età
Data
sintomi
M
M
F
M
F
F
F
M
M
F
F
M
12/12/97
13/12/97
13/12/97
12/12/97
13/12/97
13/12/97
20
24
35
12
45
48
10
25
41
10
5
49
Ora
sintomi
12:00
09:00
11:30
10:30
08:15
15:00
Antipasto
Primo
Secondo
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Contorno
X
X
X
X
RR primo = 5/8 = 2,5
1/4
X
X
Dolce
X
X
X
RR secondo = 4/8 = 1,0
2/4
caso
5/1 = 5,0 OR secondo = 4/2 = 1,0
OR primo =
4/2
3/3
controllo
STUDI SPERIMENTALI O DI INTERVENTO
Preventivi
Clinici
( clinical trial )
terapia terapia
nuova vecchia
A
B
pazienti pazienti
Guariti non guariti
vivi
morti
Sul campo
(field trial)
Int.
prev. 1
Int.
prev. 2
B
A
popolazione popolazione
sana
sana
Incidenza Incidenza
in B
in A
Comunitari
(Community
trial)
Int.
prev. 1
Int.
prev. 2
A
B
comunità comunità
Incidenza Incidenza
in B
in A
STUDI SPERIMENTALI
ASSEGNAZIONE CONTROLLATA
NON RANDOMIZZATA
RANDOMIZZATA
STUDIO
SU COMUNITA’
SPERIMENTAZIONI
CLINICHE
STUDI SPERIMENTALI O DI INTERVENTO
Obiettivi:
1. si valuta l’efficacia di due studi o più trattamenti sperimentali su
malati - clinical trial
2. si valuta l’efficacia di un intervento di prevenzione o di rimozione di
fattori di rischio su un gruppo di popolazione sana - field trial
3. si valuta l’efficacia di un intervento di prevenzione o di rimozione di
fattori di rischio su intere popolazioni - community trial
Vantaggi
1. è lo studio per eccellenza, metodologicamente corretto sia per la
distribuzione casuale dei fattori non noti, che per la possibilità di
condurlo in cieco;
2. viene eliminato il condizionamento psicologico di paziente e
sperimentatore
3. si può applicare il concetto di inferenza statistica
Svantaggi
•applicazioni limitate sull’uomo per
problemi etici
•di non semplice organizzazione e
costosi
Bias
perdita al follow-up
rifiuto alla partecipazione
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RR -1