Laboratorio di Comunicazione
organizzativa
Anno accademico 2013-14
Andrea Rocchi
Obiettivi del corso
• fornire una introduzione ai principi della moderna
comunicazione organizzativa
•
delineare il panorama degli strumenti
comunicativi di base
• definire alcune linee guida e declinazioni per la
principale comunicazione organizzativa: quella
scritta e il documento informatico
Titolo Presentazione
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Lezioni
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ottobre: Introduzione al laboratorio e alle definizioni di comunicazione
organizzativa
ottobre: e-government e la comunicazione pubblica digitale
ottobre: la PA e la comunicazione organizzativa; il concetto di id digitale
ottobre: smart cities, come le città diventano intelligenti
ottobre : overbrowser (company workshop e esercitazione)
novembre: web reputation in una organizzazione
novembre: social media e organizzazione
novembre: Le Imprese e la comunicazione (company workshop)
novembre: il lancio di un prodotto ict (esercitazione)
dicembre: piano di comunicazione (esercitazione)
dicembre: Comunicazione organizzativa e approccio socio tecnico (Cinti)
dicembre: Il processo come comunicazione e il ruolo agito del
comunicatore (Cinti)
dicembre: La rete organizzativa (Cinti)
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Per iniziare
alcune domande
• quanto è importante comunicare nella vita di
un’organizzazione?
• che cosa intendiamo praticamente per
comunicazione?
• quali tipi di comunicazione trovate più difficili?
• Quali obiettivi vi ponete quando comunicate?
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Organizzazione
un’organizzazione è un’entità sociale costituita da:
- persone: iscritti, dipendenti
- regole: statuti, organigrammi
- obiettivi: ideali, mission, budget
che (inter)opera con altre organizzazioni in un’unità
sociale (comunità) più vasta
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Assunto
“Non si può non comunicare”
Paul Watzalick
• Quando?
• Il silenzio comunica?
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Elementi prioritari della comunicazione
• Il mezzo influenza la comunicazione
• I messaggi (verbali e non verbali) possono non
essere congruenti tra loro
• Non tutti ricevono lo stesso messaggio
• Non tutti comprendono lo stesso significato
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La comunicazione
• Un trasferimento di informazioni codificate da
un soggetto ad un altro mediante processi bilaterali
di emissione, trasmissione, ricezione e
interpretazione
• Una relazione sociale nel corso della quale due o
più soggetti arrivano a condividere particolari
significati
– L. Gallino.
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Organizzazione
• Attività diretta di proposito a stabilire, mediante
norme esplicite, relazioni relativamente durevoli tra
un complesso di persone e di cose in modo da
renderlo idoneo a conseguire razionalmente uno
scopo.
• Entità concreta, l’insieme del sistema sociale che
risulta da una tale attività
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La comunicazione organizzativa
Una organizzazione comunica, all’interno (c. interna)
e con l’ambiente (c. esterna), per raggiungere i
propri obiettivi
• trasmettendo messaggi
• condividendo significati
• consolidando la propria struttura
Qualsiasi cosa si intenda per comunicazione è
un’attività vitale per ogni organizzazione
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Comunicazione organizzativa: definizione
La comunicazione organizzativa è
l’insieme di processi strategici e operativi, di
creazione, di scambio e di condivisione di messaggi
informativi e valoriali all’interno delle diverse reti
di relazioni che costituiscono l’essenza
dell’organizzazione e della sua collocazione
nell’ambiente
– E. Invernizzi
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Alcune categorie
La comunicazione organizzativa può essere:
• persuasiva: per convincere e motivare
• informativa: per dare notizie
• cognitiva: per comprendere
• funzionale: per decidere e agire
Spesso questi caratteri sono compresenti
La comunicazione organizzativa è principalmente
scritta ma è comunque sempre finalizzata.
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I codici della comunicazione
Comunicare non equivale solo a parlare: tre codici
comunicativi diversi e complementari:
• VERBALE: i contenuti della comunicazione
(parole, linguaggio, gergo ecc.)
• VOCALE (PARAVERBALE): tono di voce,
velocità dell’eloquio, silenzio, ritmo ecc.
• GESTUALE (NON VERBALE): posizione del
corpo, contatto visivo, gestualità, abbigliamento
ecc.
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……..
• Questi tre codici non sono equivalenti ai fini
dell’impatto sull’interlocutore. Ciò che il ricevente
ricorda non è equamente distribuito.
• L’aspetto gestuale e paraverbale sono certamente
più importanti di quello verbale in termini di
“impressione comunicativa”.
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