Il contesto internazionale e le sue
evoluzioni recenti
Anni '50:
 Assistenzialismo, aiuto (spesso funzionale ai bisogni coloniali);
 Natura totalmente bilaterale (materie prime in cambio di
assistenza);
 Gestione prevalentemente USA;
 Carattere fortemente politico e ideologico.
Anni '60:
 Consolidamento della decolonizzazione;
 Ingresso dei Paesi dell'Est Europa nel settore dell'aiuto ed
assistenza;
 Aumento della domanda e disponibilità di nuovi Paesi;
 Diversificazione delle fonti;
 Espansione del multilaterale.
Anni '70:
 Forte crescita dei trasferimenti ai PVS sia come dono
(APS) che finanziamento pubblico e privato a prezzi di
mercato;
 Visione strettamente economica: trasferimento di
capitali e Assistenza Tecnica nei processi di crescita;
 Crisi delle Borse occidentali, investimenti esteri nei
PVS.
Anni '80:
 Politiche monetarie USA anti-inflazione con aumento
dei tassi, riduzione del ruolo dello Stato (deregulation),
calo del commercio mondiale, apprezzamento del
dollaro, crisi debitoria;
 Forte calo della quota privata dei programmi di
sviluppo rivolte ai pagamenti del debito;
 Il divario Nord-Sud si espande.







Anni '90 - 2000:
Collasso economico dell'Est Europa;
Brusco calo dell'APS (non più prioritaria la cooperazione,
perdita di fiducia dell'efficienza della cooperazione, impegno dei
Paesi UE a rientrare nei parametri di Maastricht);
Nuovi scenari internazionali: tigri asiatiche, importanza dello yen
giapponese, ripresa della Cina, India, Maghreb, Mercosur;
problemi nei Balcani e Medio Oriente, crisi economica in Africa
sub- Sahariana e America Centrale;
Crisi militari e politiche diffuse (sempre più interventi di
emergenza e meno di cooperazione);
La globalizzazione è il nuovo paradigma organizzativo
dell'ordine mondiale;
Si espande ancora di più il divario nord sud: emergono (oltre agli
“stati falliti”) gli stati canaglia
I passaggi fondamentali:
Logica di aiuto ai PVS: trasferimento di denaro dai
Paesi ricchi a quelli poveri(fino agli anni 70)
Deregolamentazione e liberalizzazione (anni 80)
Chiusura dei Paesi ricchi a causa delle perdite nei
bilanci pubblici
Perché viene attuata la politica di
cooperazione allo sviluppo?
Motivazioni egoistiche
 Motivazioni altruistiche
- Si sostiene la stabilità
- Si verificano
politica ed economica di
prevalentemente quando
alcuni Paesi per evitare
ci sono aiuti di
conflitti o flussi migratori
emergenza in risposta a
incontrollati
calamità naturali o guerre
- Si sostiene lo sviluppo
socio-economico dei
PVS per creare crescita
economica nei Paesi
donatori (es: materie
prime ecc.)

L’aiuto allo sviluppo può essere
uno “spreco di risorse”?

Molti studiosi (rif. tra gli altri Bauer) sostengono
che spesso il contributo economico destinato
all’aiuto allo sviluppo può essere uno spreco
perché non è diretto ai soggetti più poveri ma è
destinato ai governi che sono i maggiori
responsabili della povertà.
I risultati ottenuti:

Esistono, ancora, nel mondo, più di un milione
di persone definite “povere”.

Il concetto di aiuto allo sviluppo fino ad oggi
considerato valido deve essere rivisto: lo
sviluppo non è solo crescita della produzione ma
anche e soprattutto soddisfazione dei bisogni
primari: istruzione, sanità, rispetto dei diritti
umani
Come si individua un PVS?
1) Livello di reddito pro-capite (Banca Mondiale)
2) Pil Pro capite
3) Insieme di indicatori ESCOS: basso reddito;
debolezza risorse umane (salute, istruzione
alfabetizzazione); vulnerabilità economica (esportazioni
concentrate in pochi prodotti, instabilità della
produzione agricola, instabilità delle esportazioni,
ridotte dimensioni economiche, percentuale
popolazione sfollata per calamità)
Il nord e il sud del Mondo
Quali sono i paesi in via di sviluppo?
Il reddito pro capite
Le cause del sottosviluppo
Le strutture
internazionali per la
cooperazione
Il contesto: il sistema
internazionale


Nel sistema internazionale, nell’ultimo secolo, si
verifica la graduale perdita di peso dello Stato a
favore di istituzioni sovranazionali
In particolare, nel dopoguerra sono nate le
Organizzazioni di Bretton Woods (Banca
Mondiale, OMC, GATT) con il compito di
realizzare un canale multilaterale di
regolamentazione del commercio e della finanza
internazionale
si sviluppano in prevalenza nel corso del ‘900:
Nel 1909 le organizzazioni governative erano 37 e quelle
non governative 176
Oggi esistono 258 OIG e più di 5.580 ONG
Organizzazioni internazionali

OIG, Organizzazioni intergovernative





organizzazioni internazionali costituite tra Stati e/o altre OIG, oppure
costituite da membri nominati da Stati o da altre OIG
derivano da un atto costitutivo di diritto internazionale: carta, statuto,
trattato o convenzione
hanno organi permanenti e stabili organizzazioni
hanno personalità giuridica, distinta da quella degli Stati membri
ONG, Organizzazioni non governative



associazioni tra privati, che perseguono obiettivi su scala internazionale
derivano da un atto costitutivo di diritto privato
hanno personalità giuridica
1) LE OIG

Definizione: unione di più soggetti di diritto
internazionale, costituita su base paritaria, dotata
di un proprio ordinamento e mezzi propri,
mirante a perseguire, conformemente all’accordo
che l’ha istituita, finalità comuni ai membri che
la compongono
1)Tipologia.
1) Criterio della composizione: Universali –
Particolari (es: economiche, politiche,culturali)
2) Criterio geografico: organizzazioni globali,
regionali, continentali)
3) Sfera di azione: generale o settoriali (Es: Fim;
Unesco, Fao, Nato)
4) Natura dell’attività svolta: Normativa/
Operativa
5) (solo per OInG): Profit /No profit
2) Ruolo: in che misura sono in grado di influenzare la politica
internazionale?
PREMESSA: le attività delle OIG possono essere analizzate
da due diverse prospettive:
Visione statocentrica:
Le OIG sono network di
contatti con scarso potere
decisionale
Visione sistemica:
Le OIG sono parte attiva del
processo politico decisionale
che si svolge a livello
internazionale. Anche le
OIG, così come altri organi
politici, rispondono alle
domande dei cittadini
Ruolo passivo
Ruolo attivo

1)
2)
3)
In base alla visione (attiva o passiva) è
possibile individuare un ruolo differente:
Strumento degli Stati membri: sono un mezzo
per rispondere alle esigenze “egoistiche” dei
singoli membri (ruolo passivo)
Arena in cui vengono discussi problemi
internazionali da parte degli stati (ruolo
passivo)
Attori del sistema internazionale (ruolo attivo)
Quale delle visioni è la più
condivisibile?


Dal 1956 sono state realizzate più di 50 missioni che
hanno sicuramente influenzato la politica
internazionale.
Sono state numerose le operazioni di Peace Keeping
che hanno ristabilito l’ordine in alcune situazioni di
conflitto
Le OIG sono attori del panorama internazionale che
svolgono un ruolo autonomo rispetto ai singoli stati
membri
3) Funzioni: a che scopo vengono
costruite?



Hanno l’obiettivo di fornire strumenti per
favorire la cooperazione politica, attraverso il
negoziato.
Costituiscono un apparato amministrativo che
traduce le decisioni in azioni.
Forniscono canali di dialogo tra i membri utili ad
aprire nuovi canali di cooperazione e
collaborazione
4) OIG e ONG

I cittadini e/o altri soggetti formulano domande

Le OIG e ONG articolano le domande

Comunità internazionale le riceve
In che modo svolgono questa
funzione?



1) Strumento attraverso cui vengono poste le
domande. Es: OPEC è uno strumento attraverso
cui i produttori di petrolio formulano domande
alla comunità internazionale
2)Strumento di aggregazione delle domande dei
singoli paesi.
3)Strumento di formulazione di domande. Es: In
modo particolare le ONG formulano domande
proprie su temi specifici (Fame, ambiente , ecc.)
ONU
Fondata nel dopoguerra da 51 Stati intenzionati a
preservare la pace attraverso la cooperazione
internazionale e il principio della sicurezza
collettiva


La più estesa organizzazione internazionale, con la
quasi totalità degli Stati del pianeta: 192 stati membri.
Gli Stati non membri sono lo Stato della Città del
Vaticano (che ne è osservatore permanente), Taiwan ed
il neo costituito Kossovo
Dove si trova

La sede
dell'organizzazione si
trova a New York
L’Italia e l’ONU

L’Italia è entrata a far parte dell’ONU soltanto
nel 1955, per l’opposizione dell’Unione Sovietica
come reazione al veto degli Stati Uniti
all’ingresso nell’ONU dei paesi comunisti.
I compiti




Articolo 1 dello Statuto: Mantenere le pace e la sicurezza
internazionale, attraverso la conciliazione o la soluzione pacifica
delle controversie internazionali e l’adozione di misure collettive
dirette a prevenire e rimuovere le minacce alla pace e a reprimere
le aggressioni;
Favorire le relazioni di amicizia tra le nazioni, basate sul rispetto
reciproco e sui principi del riconoscimento della uguaglianza dei
diritti e della autodecisione dei popoli;
Dare impulso alla cooperazione internazionale per risolvere i
problemi di ordine economico, sociale, culturale o umanitario;
Promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle
libertà fondamentali, senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua
o di religione
Le misure per attuare gli obiettivi

Misure preventive di
carattere persuasivo o
dissuasivo

Misure coercitive,
basate sull’impiego
della forza
Gli organi






Assemblea generale
Il consiglio di sicurezza
Il segretario generale
La corte internazionale di giustizia
Il consiglio economico e sociale
Corte penale internazionale
Assemblea generale







E’ l’organo politico e deliberativo dell’ONU
E’ formata da 5 rappresentanti per ogni Stato membro
Si riunisce a New York almeno una volta l’anno
Può esprimere delle raccomandazioni non vincolanti
né per gli Stati membri né per il Consiglio di sicurezza.
Ogni Stato ha diritto a un voto
Le decisioni di regola vengono adottate a maggioranza
semplice dei votanti, ma per le decisioni più importanti
serve la maggioranza dei due terzi
Esprime pareri vincolanti su questioni giuridiche
relative ai rapporti internazionali
Il consiglio di sicurezza
Caratteristiche :
 E’ l’organo più importante
dell’ONU dal punto di vista
politico e militare perché può
votare risoluzioni vincolanti per
tutti gli stati membri e può
imporne il rispetto anche con l’uso
della forza.

Il Consiglio di sicurezza si riunisce
solo quando è necessario.

E’ composto da 15 membri:
 cinque dei quali (Stati
Uniti,Federazione Russa, Francia,
Gran Bretagna e Cina) sono
membri di diritto e permanenti e ,
hanno diritto di veto; gli altri 10
stati sono eletti dall’Assemblea
generale a rotazione tra gli stati
membri per un periodo di due
anni.
Funzioni
 invitare gli stati coinvolti in una
controversia internazionale a
cercare di raggiungere una
soluzione pacifica

adottare misure non implicanti
l’uso della forza in caso di una
minaccia alla pace o di una
violazione della pace oppure di
un’aggressione

ordinare e coordinare altre misure
coercitive nei confronti dei
trasgressori
La guerra in Iraq e i limiti del
Consiglio di sicurezza





La risoluzione 1441(8 novembre 2002), offriva all'Iraq un'"ultima
possibilità di adempiere ai propri obblighi in materia di disarmo"
e minacciava "serie conseguenze" in caso contrario
L'Iraq accettò la risoluzione, permettendo il ritorno degli
ispettori
Il 5 febbraio il segretario di stato USA Colin Powell cercò di
convincere il Consiglio ad autorizzare l'uso della forza poiché a
suo dire l'Iraq aveva ancora una volta dimostrato di non
rispettare le risoluzioni ONU
Il Consiglio non accetta e solo 4 dei 15 Stati presenti (USA,
Regno Unito, Spagna e Bulgaria) erano intenzionati ad approvare
la risoluzione (Francia, Germania, Cina, Pakistan e Siria
sembravano contrari
Gli USA agiscono senza il parere il del Consiglio e attaccano
l’Iraq
Il segretario generale






Viene nominato dall’assemblea
generale per 5 anni su proposta del
Consiglio di sicurezza e
rappresenta l’ONU nei rapporti
con i singoli Stati e con le altre
organizzazioni internazionali o
sopranazionali
Dà esecuzione delle decisioni
dell’Assemblea Generale e del
Consiglio di Sicurezza
Esercita le funzioni delegate da tali
organi
Dirige l’apparato burocratico
dell’ONU
Coordina i lavori degli altri organi
Ha il ruolo di mediatore
internazionale
La Corte internazionale di giustizia





E’ il principale organo giurisdizionale dell’ONU
ha sede all’Aja
è composta da 15 giudici eletti dall’Assemblea
Generale e dal Consiglio di Sicurezza per 9 anni
La corte giudica, su richiesta degli Stati, in base
alle norme del diritto internazionale le
controversie di natura giuridica tra Stati
Ha funzione consultiva in questioni giuridiche.
La corte penale internazionale
 E’ un organo permanente che esercita il suo potere
giurisdizionale sulle persone fisiche per i più gravi
crimini di portata internazionale
 Ha sede all’Aja
 E’ composta da 18 giudici eletti dall’Assemblea tra
persone che godono di un’elevata considerazione
morale
Il consiglio economico e sociale
 si occupa di questioni di carattere economico, sociale,
culturale, sanitario.
 è formato da 54 membri eletti dall’Assemblea per 3
anni
Atti giuridici tipici dell’ONU

Risoluzione






sia il Consiglio di sicurezza, sia l’Assemblea Generale, possono adottare risoluzioni
una risoluzione è una decisione, di carattere politico, sul comportamento che uno
o più Stati devono tenere riguardo ad una determinata controversia o situazione
secondo l'articolo 25 della Carta, gli Stati membri delle Nazioni Unite sono
obbligati ad adempiere alle "decisioni del Consiglio di sicurezza
la maggior parte degli studiosi di diritto internazionale considerano gran parte
delle risoluzioni dell'Assemblea Generale come non vincolanti
tuttavia alcune risoluzioni dell'Assemblea generale, riguardanti questioni interne
alle Nazioni Unite, come le decisioni di bilancio o le istruzioni dirette agli organi
ONU di rango minore, vincolano i loro destinatari
Raccomandazione




le risoluzioni , considerate non vincolanti, diventano (in pratica) delle
raccomandazioni
una raccomandazione è un invito rivolto ad uno o più Stati a tenere un
determinato comportamento
non ha effetto vincolante per i destinatari, che non sono obbligati a conformarvisi
produce però effetti giuridici, perché è considerata preminente rispetto ad obblighi
internazionali preesistenti
I limiti militari all’azione dell’ONU


1)
2)
3)
L’ONU è un’ organizzazione a partecipazione volontaria, manca
un esercito internazionale in grado di imporre il rispetto delle
norme e dei principi del diritto internazionale.
L’Onu dispone dei caschi blu che Sono contingenti militari che
gli Stati membri mettono a disposizione delle Nazioni Unite per
realizzare specifici interventi di pace. Perciò sono sottoposti ad
alcune limitazioni:
non possono schierarsi a favore di una delle parti in conflitto;
possono utilizzare solo armi leggere;
non possono usare la forza se non in caso di attacco.
Organi sussidiari aggiuntivi












UNICEF (1946): Fondo delle Nazioni Unite per i soccorsi di urgenza
all’infanzia
OMS (1948): Organizzazione mondiale della sanità
UNHCR (1951): Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
(protezione giuridica ed assistenza materiale)
PAM/WFP (1963): Programma alimentare mondiale
UNDP (1965): Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo
UNCTAD (1964): Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo
sviluppo
UNFPA (1967): Fondo delle Nazioni Unite per le attività in materia di
popolazione (assistenza in campo demografico)
UNEP (1972): Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente
UNHCHR (1993): Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti
umani
UNITAR (1993): Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la
ricerca
Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia
(1993)
Tribunale penale internazionale per i crimini in Ruanda (1994)
Istituzioni specializzate






UNESCO (1945): Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione,
la scienza e la cultura
OIL (1919 Pace di Versailles/1946): Organizzazione internazionale per il
lavoro
FMI (1944 Bretton Woods/1945): Fondo monetario internazionale
Banca mondiale (1944 Bretton Woods/1945): BIRS (Banca
Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo) + SFI (Società
Finanziaria Internazionale) + AID (Associazione per la ricostruzione e lo
sviluppo)
FAO (1945): Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e
l’agricoltura
IMO (1975): Organizzazione marittima internazionale
Organizzazioni a statuto speciale
 AIEA (1957): Agenzia internazionale per l’energia atomica
 OMT (1977): Organizzazione mondiale per il turismo
ONU IERI E OGGI



L’ONU ha seguito nelle sue funzioni e nelle sue
evoluzioni i mutamenti dello scenario
internazionale
Il 1989 (fine della guerra fredda) segna un punto
di cesura anche nella “vita” dell’ ONU
Dopo il 1989 l’ONU diventa più attiva nelle
operazioni di peace-building perché non più
fiaccata dal veto interno dell’Unione Sovietica
Le sfide future


Coniugare le richieste dei singolo stati (o entità
territoriali) a quelle dei cittadini (la cui voce è
sovente raccolta dalle ONG)
Razionalizzazione dell’Organizzazione e
gestione delle molteplici istanze interne

ONU, commercio e sviluppo prima e
dopo la guerra fredda
1)prima
L’appoggio delle NU ai paesi in via di sviluppo coinvolge più di
tre quarti delle risorse dell’organizzazione;
 l’Assemblea generale istituì nel 1964 l’UNCTAD
(United Nations Conference on Trade and Development,
Conferenza delleNazioni Unite sul commercio e lo sviluppo) allo
scopo di migliorare le condizioni di scambio dei paesi in via di
sviluppo nel commercio internazionale;
 L’UNCTAD ha tentato di rendere stabile il mercato mondiale
delle materie prime o non sostituibili, senza riuscire a evitare che
il crollo del prezzo di alcuni beni primari danneggiasse
fortemente la crescita di molti paesi in via di sviluppo
 Il Nuovo ordine economico internazionale” del 1980 (New
International Economic Order, NIEO) prevede un aumento
dell’assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo, negoziato
nell’ambito l’UNCTAD



2) Prima
Le NU hanno attutito gli attriti fra le superpotenze e hanno
favorito il processo di disarmo e di controllo delle armi atomiche
e biologiche attraverso l’IAEA (Agenzia Internazionale per
l’Energia Atomica).
Gli accordi fondamentali in questo campo, es: trattato sul
parziale blocco degli esperimenti nucleari (1963), il trattato di
non proliferazione delle armi nucleari (1968), i SALT (Strategic
Arms Limitation Talks, Conferenze per la limitazione degli
armamenti strategici) del 1972 e del 1979 e lo START (Strategic
Arms Reduction Treaty, trattato per la riduzione delle armi
strategiche) del 1991 e del 1993, furono però conclusi attraverso
negoziati diretti tra le superpotenze.
Le NU hanno dato vita a conferenze mondiali di grande
importanza come la Conferenza sull’ambiente umano (1972), la
Conferenza sulla popolazione mondiale (1974), la Conferenza
mondiale per l’anno della donna (1975), la Conferenza per gli
insediamenti umani (1976), la Conferenza sulla desertificazione
(1977), l’Assemblea mondiale sull’invecchiamento (1982)
2) Dopo



Con la fine della rivalità tra USA e Unione Sovietica e la caduta
del blocco comunista in Europa orientale tra il 1989 e il 1991, le
NU hanno potuto affrontare con più libertà i conflitti e le
tensioni internazionali, dal problema del nuovo ruolo mondiale
di Germania e Giappone, alle guerre civili in Iugoslavia, in
Cecenia, in Kosovo.
Dopo quarant’anni di discussioni, nel 1993 si è potuto finalmente
istituire la figura dell’Alto commissariato per i diritti umani.
Le NU continuano non costituiscono un governo sovranazionale
mondiale, ma uno strumento flessibile di collaborazione e
coordinamento tra gli stati membri, la cui efficacia dipende dalla
volontà dei governi più che dalla struttura dell’organizzazione
stessa.
Revisione delle azioni di peace-keeping

Azioni “storiche”: proteggere
i convogli con gli aiuti
umanitari, provvedere alla
loro distribuzione, occuparsi
dei rifugiati

Azioni attuali: mantenere la
pace significa spesso imporre
un cessate il fuoco o una
tregua nell’ambito di un
contesto statale in cui non
esistono più strutture
politiche e burocratiche
Peacekeeping
Peacemaking
Riformare gli OIG?



Esiste un sistema di aiuto internazionale o un’industria degli aiuti
internazionali?
Le OIG emanano atti di natura generale (raccomandazioni) ma
non riescono ad incidere realmente nel processo con cui i singoli
PVS mettono realmente in atto strategie di sviluppo
Sulla carta i principi tutelati (tutela ambiente, difesa dei diritti
umani, ecc) sono esemplari ma le loro prospettive di
realizzazione sono ristrette
ESISTE UNO SCARTO TRA LE REALI CONDIZIONI
DI VITA DEI DESTINATARI (TEMA DI SVILUPPO
LOCALE) E LE AZIONI INTERNAZIONALI (TEMA di
SVILUPPO INTERNAZIONALE)
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Le strutture internazionali per la cooperazione