AAnno LXXI – Supplemento n. 1 a l’Allevatore n. 9 – 27 maggio 2015 - - Distribuzione Poste Italiane SpA
Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1, DCB Roma - ISSN 1972-8034
Periodico d’informazione
e aggiornamento
tecnico professionale
E milia
r omagn a lleva
27 maggio
2015
Emiliaromagnalleva
a cura dell’Associazione
l ’allevatore
magazine
Regionale Allevatori dell’Emilia Romagna
1
Sommario
l ’allevatore
magazine
Emiliaromagnalleva
Informazioni tecniche,
economiche e di attualità
a cura dell’Associazione
Regionale Allevatori
dell’Emilia Romagna
Supplemento n. 1
a l’Allevatore n. 9
27 maggio 2015
Anno LXXI
Coordinamento
Maurizio Garlappi
Presidente Araer
Claudio Bovo
Direttore Araer
Direttore responsabile
Alessandro Nardone
Redattore capo
Giovanni De Luca
([email protected])
In redazione
Alessandro Amadei
([email protected])
E milia r omagn a lleva
03
Editoriale
Attività e servizi, l’impegno
di Araer è a tutto campo
di Maurizio Garlappi
di Maurizio Dall’Argine
06
Ritorno in grande stile
per la “regionale” di Reggio
di Anna Mossini
Periodico
associato USPI
2
Una nuova vita per
il Centro lattiero-caseario
di Parma
15
09
Un meeting all’insegna
della professionalità
di Maurizio Dall’Argine
Autorizzazione del Tribunale
di Roma n. 323 del 14-7-1948
12
di Anna Mossini
Grafica
Garden - Lorena Lombroso
Organo ufficiale
di stampa
dell’Associazione
italiana allevatori
di Ercole Buriani
Attualità
Piatto ricco
per il nuovo Psr
Progetto grafico
Mediatime Editing - Padova
Stampa
San Patrignano Grafiche
Via San Patrignano, 53
Coriano (RN) - Italy
I migliori conigli in mostra
alla Fiera in Albis
di Vergato (Bo)
04
Camillo Mammarella
([email protected])
Editore
Servizi Commerciali
per gli Allevatori SCA srl
Via G. Tomassetti 9
00161 Roma
Tel. 06.8545.1226
([email protected])
11
10
Sfilata d’eccezione
per le Frisone piacentine
di luigi ambrosetti
Tecnica
Impianti di refrigerazione,
i controlli sono
obbligatori
di Anna Mossini
Editoriale
E milia r omagn a lleva
Attività e servizi,
l’impegno di Araer
è a tutto campo
Sono passate poche settimane
dalla 30ma edizione della Mostra
regionale delle vacche da latte
che si è svolta nei padiglioni di
ReggioEmiliaFiere il 24 e il 25
aprile scorsi, ma l’eco del suo
successo risuona ancora tra le
aziende dell’Emilia Romagna
e non solo.
Da inizio anno la base
associativa conta 60
aziende in più, pari a
circa 10mila vacche.
Segno evidente che
gli allevatori hanno
colto l’importanza
di una trasformazione
che li rende sempre
più protagonisti
Maurizio Garlappi
Presidente Araer
È stata senza dubbio una
manifestazione riuscita, che
ha coronato i successi ottenuti
nei mesi passati a Cremona e
a Montichiari, dove i migliori
soggetti di razza Frisona e Bruna
provenienti dalle stalle della nostra
regione hanno stravinto.
Ma l’appuntamento di Reggio
Emilia ha dimostrato molto
di più. E mi riferisco a quel
legame e a quella vicinanza al
territorio che per noi è sempre
stata fondamentale. Con la
riorganizzazione dell’Associazione
regionale qualcuno forse temeva
che questo requisito sarebbe
venuto a mancare. Non è stato
così, non è così. Tutt’altro.
L’impegno delle sezioni di razza
non ha mai cessato di esistere,
le iniziative dedicate ai giovani
allevatori sono state incentivate,
così come le manifestazioni e
l’attività di comunicazione, insieme
a un’offerta di servizi tecnici e
commerciali tarati per rispondere
alle esigenze di ogni singola
azienda, sono aumentati.
Un’evoluzione, quella di Araer, che
gli allevatori hanno ben percepito
e lo dimostra l’incremento della
base associativa che da inizio 2015
ha registrato una crescita di 60
aziende zootecniche, pari a circa
10mila vacche: il fatto di essere
solo a maggio ci induce a pensare
che da qui a fine anno questi
numeri subiranno una progressiva
e positiva accelerazione.
Maggio e giugno sono anche i mesi
delle assemblee, altro importante
momento per gli associati che
quest’anno cade
in uno dei periodi più difficili per
la redditività degli allevatori, nei
confronti dei quali però Araer
continua a rappresentare un
approdo sicuro in grado
di garantire una qualità di servizi
ai massimi livelli per il futuro
di tutto il nostro comparto
produttivo. n
3
Attualità
E milia r omagna a lleva
Piatto ricco per il nuovo Psr
Un miliardo e 190 milioni: a tanto ammonta la dotazione finanziaria del nuovo
programma di sviluppo rurale varato dalla Regione e approvato dalla Ue.
Le principali misure di cofinanziamento previste a favore degli agricoltori
di Maurizio Dall’Argine
“I
l via libera al Psr
dell’Emilia Romagna
da parte di Bruxelles è una grande opportunità per la nostra regione e
nell’anno dell’Expo questo
Psr vale doppio”. Con questa
dichiarazione Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ha
accolto l’8 maggio scorso la
notizia che la Direzione generale agricoltura dell’Unione
europea ha dato il via libera
al programma di sviluppo
rurale presentato alla Ue nei
mesi scorsi. “La priorità delle
priorità per noi è il lavoro –
4
ha continuato Bonaccini –
l’agricoltura, l’agroindustria
e l’agroalimentare sono filiere
che, opportunamente sostenute, potranno creare nuova e buona occupazione nei
prossimi anni”.
Molto alta la dotazione finanziaria messa a disposizione dal Psr per il settennato
2014-2020: 1 miliardo e 190
milioni di euro, la più elevata
delle ultime programmazioni
e tra tutte le regioni del Nord
Italia. Un importantissimo
strumento di sviluppo lo
ha definito Simona Caselli,
assessore regionale all’Agri-
coltura “che produrrà investimenti complessivi per circa
2 miliardi di euro. La nostra
scelta strategica – ha sottolineato – è la qualità dei prodotti e dei modi di produrre,
del territorio e dell’ambiente.
Siamo la regione con il più
alto numero di prodotti Dop
e Igp, la maggior biodiversità
e la più estesa concentrazione
di agricoltura biologica.
Anche per questo i nostri
obiettivi riguardano la competitività e l’internazionalizzazione delle imprese, l’innovazione e il rafforzamento
delle filiere”.
Lavoro di squadra
Grande e concreta attenzione
ai giovani agricoltori, nei confronti dei quali il Psr 20142020 prevede un premio fino
a 50mila euro per quelli che
aprono un’azienda agricola.
Ma anche stop al consumo di
terreno agricolo, con 230mila
ettari destinati al biologico e
alla produzione integrata e
cinquemila progetti di investimento per sostenere le imprese in agricoltura. “I primi
bandi possono già partire –
ha spiegato ancora l’assessore
– ed entro giugno inizieremo
con quelli per le indennità
compensative per le aziende
agricole che operano in zone
svantaggiate e per i giovani
che vogliono aprire un’impresa: gli under 40 avranno anche una priorità trasversale in
tutte le misure”.
La Giunta regionale, in una
nota, ha voluto sottolineare
che il testo del nuovo Psr “è
frutto di un’ampia consultazione con il mondo agricolo
che si è sviluppata in una serie
di numerosi incontri che hanno coinvolto oltre mille persone tra rappresentanti delle associazioni agricole, istituzioni
e portatori di interesse. Ri-
Attualità
E milia r omagn a lleva
Il nuovo Psr punta a favorire il
ricambio generazionale
spetto al Psr 2007-2013 – si
legge ancora – registriamo un
aumento della spesa pubblica
di 131 milioni di euro e, per
quanto riguarda il cofinanziamento regionale, di 100
milioni: la Regione raddoppia così le risorse del proprio
bilancio per i prossimi sette
anni”.
Entrando nel merito, 128milioni di euro saranno destinati
ai giovani. Chi infatti avvierà
una nuova impresa agricola
A sinistra: nella nostra regione
l’agricoltura e in particolare la
zootecnia alimenta una fiorente
attività di trasformazione che
genera reddito e occupazione
A destra: Il sostegno
all’agricoltura e alla zootecnia
di montagna è tra le priorità
del nuovo Psr
potrà contare su un premio
di 30mila euro per il primo
insediamento, che saliranno a
50mila nelle zone con vincoli
naturali o di altro tipo.
Inoltre, tutti gli under 40
avranno una priorità di accesso in tutte le misure previste
dal nuovo Psr. All’ambiente
andranno 509,3 milioni di
euro, in pratica il 42,8% del
totale, e serviranno per ridurre l’impatto delle attività
agricole, tutelare gli habitat
naturali, la biodiversità, il paesaggio, migliorare la fertilità
dei suoli e prevenire il dissesto idrogeologico.
Tutela ambientale
Per lo sviluppo delle Comunità rurali sono in cantiere risorse per 139,8 milioni di euro;
gli interventi per promuovere
lo sviluppo sostenibile delle
aree rurali più fragili gestiti
dai Gal e le forme di partenariato miste pubblico-privato
avranno a disposizione 66,4
milioni di euro, mentre le aree
rurali e appenniniche potran-
La soddisfazione delle
Organizzazioni professionali
“I primi a trarre vantaggio dal via libera della Ue al
programma di sviluppo rurale dell’Emilia Romagna sono
i giovani che vogliono lavorare in agricoltura e le aree
svantaggiate”. Così ha espresso la sua soddisfazione la
federazione regionale di Coldiretti, sottolineando il pieno
apprezzamento anche nel vedere la regione inserita nel
primo gruppo di quelle che hanno ottenuto l’approvazione
di Bruxelles insieme a Toscana, Veneto e Friuli Venezia
Giulia. “In Emilia Romagna – afferma Coldiretti – i
giovani under 40 occupati nelle 70mila aziende agricole
regionali sono 17.901, il 31% dei quali, pari a 5.800,
sono titolari delle proprie imprese”. Piena soddisfazione
è stata espressa anche da Agrinsieme che sottolinea
quanto sia ora necessario “proseguire assieme anche
nella definizione dei bandi: le aziende non possono più
aspettare e chiedono con urgenza misure volte
a generare reddito e nuova occupazione”.
no contare su 51,5 milioni
destinati all’implementazione
della banda larga e ultralarga:
49,5 milioni per la fibra e la
rete e altri 2 per la creazione
di servizi.
Per contrastare il dissesto
idrogeologico e l’abbandono
dei campi - non si può sottovalutare che nel decennio
2000-2010 la superficie agricola in montagna è diminuita
del 21% - il Psr mette al centro la montagna, a cui andrà il
38% di tutte le risorse con ben
16 operazioni dedicate. Altri
93 milioni saranno destinati
ad interventi di formazione
e informazione e 24,8 milioni andranno alle attività di
supporto per l’attuazione del
programma, allo sviluppo di
software e ad azioni di monitoraggio e valutazione. n
5
Sommario
A
ttualità
milia
omagn a lleva
EEmilia
rromagna
Ritorno in grande stile per
la “regionale” di Reggio
Dopo tre anni di stop, la Mostra delle vacche da latte, interamente organizzata da Araer,
è tornata a calamitare l’attenzione di un folto pubblico di consumatori e addetti ai lavori.
Tra le frisone in evidenza l’azienda Al.Be.Ro. di Piacenza
di Anna Mossini
D
opo Cremona e
Montichiari, l’azienda agricola Al.Be.
Ro. di Piacenza è di nuovo
sugli allori. Alla 30ma edizione della Mostra regionale delle
vacche da latte, svoltasi alcune
settimane fà a ReggioEmiliaFiere, ha infatti centrato l’en
plein nella competizione riservata alla razza Frisona con tre
esemplari al top: Dirigo-Conant Pronto Roxette, che ha
Le tre vincitrici per la razza
Frisona. Al centro la campionessa,
Dirigo-Conant Pronto Roxette
6
vinto il titolo di campionessa
assoluta e di miglior mammella delle vacche adulte, Acqualunga Goldwin Renee Et, a cui
è andato il titolo di riserva, e
Diode, menzione d’onore.
Per la Bruna, l’altra razza che
insieme alla Frisona ha sfilato
nel ring allestito nei padiglioni
dell’ente fieristico, il premio di
campionessa è invece andato a Loca Doriana Paysli, di
proprietà dell’azienda agricola
Gugliemo Locatelli & C. di
Bergamo. Si sono così spenti i riflettori su una rassegna
che mancava da tre anni e
che quest’anno è stata interamente organizzata da Araer
(Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna).
Tra gli oltre 200 esemplari in
esposizione si contavano anche splendidi soggetti di razza
Reggiana, Pezzata Rossa, Jersey, Bianca Val Padana, tutti
espressione della miglior zootecnia emiliano romagnola a
cui, per la sola Bruna, si è unita
quella parte della Lombardia
che da Bergamo arriva fino a
Sondrio, dove l’allevamento di
questa razza esprime straordinarie performance.
Questa 30ma edizione della
Mostra reggiana, come si diceva, è arrivata a tre anni di
distanza dal suo ultimo allestimento e inevitabilmente le
aspettative sul suo successo
erano molto alte. “Ritengo che
la buona partecipazione di
pubblico, sia addetti ai lavori
che semplici visitatori – afferma il presidente di Araer,
Maurizio Garlappi – ma soprattutto l’altissimo livello del-
le vacche presenti alla rassegna
quale migliore espressione della genetica moderna, abbiano
sancito il successo della mostra, che quest’anno si è snodata nell’intero arco delle due
giornate di fiera, dando la possibilità agli operatori di seguire
le sfilate e le relative gare e di
avviare contatti commerciali
con le numerose ditte espositrici presenti con i loro stand”.
Giovani in crescita
Un altro dato che ha caratterizzato la kermesse è stata la
forte presenza di giovani allevatori, un segnale importante,
che stride positivamente con
l’attuale andamento negativo legato alla redditività delle
aziende. “La partecipazione
delle giovani generazioni di
allevatori a rassegne come
quella di Reggio – dichiara
Claudio Bovo, direttore di
Araer – è per noi uno stimolo importante, è lo sprone che
serve per continuare a lavorare
con l’obiettivo di consolidare il
nostro ruolo di insostituibile
Attualità
E milia r omagn a lleva
riferimento tecnico per gli allevatori dell’Emilia Romagna,
finalizzato a ottenere una produzione certificata e sempre
migliore da un punto di vista
qualitativo”.
“Il ricambio generazionale
nelle aziende zootecniche della nostra regione – interviene
Maurizio Garlappi – è una realtà in essere da diverso tempo.
Da un’indagine svolta 7 anni
fà, era emerso che nel sistema
delle aziende iscritte alla nostra associazione il numero di
giovani che avevano deciso di
subentrare nella conduzione
aziendale al padre o a un altro
parente era il più elevato. I numeri che abbiamo visto a Reggio Emilia confermano quel risultato e non vi è alcun dubbio
che un’azienda giovane, decisa
a solcare la strada tracciata dal
fondatore ma proiettata a quel
processo innovatore indispensabile oggi per competere,
rappresenta anche per noi un
incoraggiamento e una gratificazione”.
Confronto aperto
Un appuntamento così
partecipato dagli allevatori dell’Emilia Romagna non
poteva non essere anche un
momento di confronto e discussione sull’andamento del
settore, a iniziare dal prezzo
del latte. “Oggi gli allevatori –
insiste Garlappi – stanno perdendo tra i 13 e i 15 euro/q,
una cifra enorme che in alcuni
casi potrebbe minare la sopravvivenza di molte aziende.
In questi giorni (questa intervista è stata raccolta lo scorso
25 aprile: ndA) qualcosa sulla
trattativa del prezzo del lat-
te sembra si stia muovendo e
personalmente non posso che
auspicare questo tipo di evoluzione, perché è solo da qui che
può partire il rilancio del settore”. Intanto, da inizio anno a
oggi, ad Araer si sono iscritte
altre 60 nuove aziende, pari a
circa 10mila vacche, altro segnale tangibile che l’attività
dell’associazione è percepita
in tutto il suo valore e la sua
importanza, il che fa ragionevolmente ipotizzare che da
qui a fine anno il numero sia
destinato ad aumentare ulteriormente.
Risorse dai Psr
Significativa la presenza alla
mostra di Davide Barchi, responsabile del Servizio sviluppo economico, ittico e delle
produzioni animali della Re-
gione, che nel suo intervento a
margine delle premiazioni delle campionesse ha sottolineato
la solidità del tessuto produttivo della zootecnia emiliano
romagnola, nei confronti della
quale “grazie ai Psr di ormai
imminente approvazione da
parte di Bruxelles – ha affermato – si potranno intercet-
La vincitrice per la razza Bruna,
Loca Doriana Paysli
tare le risorse necessarie per
incentivare le iniziative più
strategiche per lo sviluppo del
settore, senza prescindere da
innovazione e aggregazione”.
“La Mostra di Reggio Emilia
– è il pensiero conclusivo di
La gara degli Istituti agrari
Alla Mostra regionale delle vacche da latte di Reggio Emilia i giovani non erano
rappresentati soltanto dai tanti allevatori “juniores” presenti sul ring o nelle sue
vicinanze. Ben 17 Istituti agrari distribuiti sull’intero territorio nazionale hanno
partecipato alla preventiva selezione per poter poi partecipare alla rassegna e
valutare, motivando la loro scelta, 4 vacche di razza Frisona e altrettante di Bruna.
Al primo posto come giudizio migliore si è piazzato l’Itas Tosi di Codogno, in
provincia di Lodi; al secondo posto l’Iis Della Lucia di Feltre, provincia di Belluno,
mentre il terzo piazzamento è andato all’Itas Vegni di Arezzo. (A.Mo.)
Gli studenti degli Istituti agrari che hanno partecipato alla gara organizzata durante la mostra
7
Attualità
E milia r omagna a lleva
Da Araer servizi e iniziative a tutto campo
Circa 2.100 allevamenti iscritti, pari a 230mila vacche. Sono questi i
numeri di Araer. E per un così cospicuo numero di adesioni il pacchetto di
servizi offerti non può che essere ai massimi livelli. Dal sistema gestionale
Si@lleva, partito non più tardi di un anno fà e già adottato da un numero
sempre crescente di aziende, all’attività del Laboratorio analisi cliniche che
oltre a quelle standard effettua anche la diagnosi precoce di gravidanza
e la ricerca del micobatterio che provoca la paratubercolosi, passando
per le polizze assicurative che coprono i danni causati da epizoozie e/o
dallo smaltimento delle carcasse. “I nostri tecnici opportunamente formati
– puntualizza il direttore Claudio Bovo – effettuano gli idonei controlli sulle
mungitrici e agli impianti di refrigerazione, mentre l’Associazione gestisce
le informazioni che affluiscono alla Banca dati nazionale (Bdn), cura la
fornitura di marche auricolari, del seme e oggi anche degli accessori
per la conduzione del bestiame e della stalla, come l’innovativo kit da
utilizzare per la ricerca di residui di antibiotici eventualmente presenti nel
latte ottenuto da vacche precedentemente trattate per malattia. In pratica –
spiega Bovo – con un semplice prelievo, l’allevatore può verificare se dopo
i 7 giorni di sospensione previsti dall’assunzione dell’ultimo antibiotico, il
latte presenta o meno residui che ne possano impedire il conferimento al
caseificio per la trasformazione”. Uno strumento testato, presentato anche
alla mostra di Reggio Emilia, semplice da utilizzare e molto affidabile. Con
un costo davvero contenuto: solo 2euro/kit. (A.Mo.)
In alto a sinistra: Claudio Bovo, direttore di Araer
A fianco: il kit per la ricerca di residui di antibiotici nel latte
Maurizio Garlappi – è un’ulteriore conferma agli allevatori
di quanto Araer sia intenzionata a mantenere ben saldo
il radicamento sul territorio.
Con l’assetto riorganizzativo di questi ultimi due anni
qualcuno aveva temuto che
questo requisito scomparisse. In realtà, si è consolidato
e sviluppato. Lo dimostrano
le iniziative giovanile organizzate, l’attività delle sezioni
provinciali, le manifestazioni e
l’impulso a una nuova forma di
comunicazione”.
L’appuntamento con la Mostra
regionale delle vacche da latte
dell’Emilia Romagna è quindi
per il prossimo anno. La macchina organizzativa si sta già
mettendo in moto. n
8
Attualità
E milia r omagn a lleva
Un meeting all’insegna della professionalità
L’azienda Zanichelli di Reggio Emilia è stata teatro di un interessante evento
al quale hanno partecipato anche Anafi e Purina Italia
di Maurizio
L’
’azienda agricola San
Giulio di Andreina e
Giuseppe Zanichelli,
di Reggio Emilia, è stata di recente al centro del Meeting regionale dell’Emilia Romagna,
organizzato da Araer in collaborazione con Anafi (Associazione nazionale allevatori Frisona italiana) e Purina Italia.
Un appuntamento di valenza
nazionale, tant’è vero che oltre
ai vertici di Araer, ai controllori
e ai tecnici provenienti da tutta
l’Emilia Romagna, ai ragazzi
del Dairy Club, per l’Anafi sono intervenuti i giudici
nazionali, gli esperti di razza
in carica e quelli candidati al
riconoscimento di questo prestigioso titolo per una giornata
di aggiornamento. E a riprova
dell’importanza dell’incontro,
anche l’azienda Zanichelli ha
messo a disposizione ben 16
capi di bestiame, suddivisi tra
manze e vacche, tutti ben preparati e condotti dai ragazzi
del Dairy Club Araer, provenienti dalle province di Reggio
Emilia, Parma e Piacenza.
La giornata ha preso avvio da
una visita alle strutture aziendali per arrivare al ring, dove
personale di Purina Italia ha
illustrato le performances
produttive e riproduttive delle
vacche allevate che si caratterizzano a livello nazionale per
le loro eccellenti qualità.
La seconda parte della giornata è stata dedicata all’aspetto
tecnico, momento particolarmente atteso dagli appassionati di morfologia che hanno
potuto seguire e partecipare
attivamente all’aggiornamento
condotto dai giudici nazio-
nali, con i quali i partecipanti
alla giornata hanno interagito
in un utile confronto di idee,
quesiti, suggerimenti.
Un appuntamento importante
e ben riuscito quindi, rispetto
al quale il direttore di Araer,
Claudio Bovo, ha sentito il
dovere di ringraziare Andreina
e Giuseppe Zanichelli per la
disponibilità mostrata, riconoscimento che non ha potuto
prescindere dall’apprezzamento di aver saputo costruire
negli anni, con costanza e sacrificio, un allevamento di eccellenza a livello nazionale.
Allevatori al centro
Per l’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna, incontri come quello
svoltosi all’azienda agricola
Zanichelli sono molto impor-
Dall’Argine
A sinistra: il gruppo di allevatori,
tecnici Araer, Anafi e Purina riuniti
per la giornata dimostrativa
A destra: al termine della
giornata, la premiazione
dell’azienda Zanichelli
tanti perché dimostrano nei
fatti quanto essa tenga e faccia
per stare vicino ai propri soci
in un rapporto di confronto
e crescita costruttiva a beneficio del comparto. Una valutazione, questa, che coinvolge
anche l’Anafi, che sull’intero
territorio nazionale non manca mai di dare il suo supporto
tecnico sempre necessario. E
un ringraziamento, in ultimo
ma non per ultima, va anche
a Purina Italia, che con il suo
sostegno e i suoi mezzi ha reso
possibile la perfetta riuscita
dell’evento. n
9
Attualità
E milia r omagna a lleva
Le tre vacche che hanno dominato
la finale per il titolo assoluto
Sfilata d’eccezione per
le Frisone piacentine
Il 21 e il 22 marzo scorso Cortemaggiore
ha ospitato la 33ma edizione della mostra
provinciale dedicata alle bianconere
di Luigi Ambrosetti
L
a suggestiva cornice del
convento francescano
di Cortemaggiore (Pc)
ha ospitato il 21 e il 22 marzo
scorsi la 33ma edizione della
Mostra provinciale di bovini
di razza Frisona in occasione
della locale Fiera di San Giuseppe. La rassegna zootecnica
è stata organizzata dall’Associazione regionale allevatori
dell’Emilia Romagna (Araer)
con il patrocinio e il contributo del Comune e come ogni
anno era riservata agli allevatori della provincia di Piacenza.
Splendidi i soggetti in mostra
10
che, suddivisi in varie categorie, hanno gareggiato sottoponendosi al giudizio di Davide
Errera, allevatore mantovano e
proprio per questo totalmente
super partes, oltre che persona
professionalmente molto competente. Parlando di numeri,
i 15 allevatori in gara hanno
portato in esposizione 60 capi.
Le valutazioni sono iniziate
nella mattinata di domenica
con la sfilata delle manze e delle giovenche, al termine della
quale la corona di campionessa è andata a Genesis, una
splendida vitella Red dell’alle-
vamento di Fausto Moschini
di Carpaneto, a cui appartiene anche Exloer Carlot Po,
campionessa di riserva nella
categoria delle manze, mentre
a Coda Vecchia Fever Gilda
dell’azienda agricola Giacomo
e Franco Repetti di Cortemaggiore è andata la menzione d’onore. La valutazione dei
capi esposti nella sezione delle
vacche da latte ha messo a dura
prova Davide Errera sia per il
numero dei soggetti in gara
che, soprattutto, per le loro ottime caratteristiche. Alla fine,
per le vacche giovani l’incoronazione è andata a Chizzola
Atwood Aloee dell’azienda
Antonio Bollati & figli, mentre
come riserva è stata designata
A-L-H Berber dell’azienda
agricola Fausto Moschini; la
Menzione d’onore è andata
a Casabianca Glauco Dethel
dell’azienda Massimo Bergamaschi di Besenzone, che con
Casabianca Percheron Derisa
ha vinto anche il premio come
miglior mammella delle giovani bovine. Per le vacche adulte
il giudice ha deciso che il titolo
di campionessa, per il quinto
anno consecutivo, dovesse andare a Matthenhof Lightning
Utta dell’azienda Al.Be.Ro.,
mentre il titolo di campionessa
di riserva è andato a Galiverta
Kingley Gamma dell’azienda
agricola Fausto Moschini; la
menzione d’onore nella medesima sezione è stata assegnata
a Casablanca Zeling Alessandra dell’azienda agricola Massimo Bergamaschi, risultata
anche miglior mammella della
sua categoria.
Titolo assoluto
Prima della finale assoluta,
come consuetudine è stata selezionata la coppia di vacche a
cui assegnare il premio speciale in memoria di Rino Duani
riservato alle bovine con le migliori mammelle.
Il riconoscimento è andato anche quest’anno all’allevamento
di Massimo Bergamaschi che
oltre all’ambìto trofeo, si è aggiudicato il gagliardetto come
miglior allevatore e miglior
espositore di questa 33ma
edizione della mostra.
Al termine della rassegna,
il giudice Davide Errera ha
proceduto all’incoronazione
delle campionesse assolute,
aggiudicando il titolo a Lightning dell’azienda Al.Be.Ro: e
a Kingley dell’azienda Fausto
Moschini, mentre a Zeling
dell’azienda di Massimo Bergamaschi è andata la menzione d’onore. n
Attualità
E milia r omagn a lleva
I migliori conigli in mostra alla
Fiera in Albis di Vergato (Bo)
Splendidi gli esemplari esposti alla 31esima edizione della rassegna,
in rappresentanza di 13 razze iscritte al Registro anagrafico dell’Anci
di Ercole Buriani
S
i è svolta a Vergato (Bo)
la 31ma edizione della
Mostra cunicola provinciale, in concomitanza con
la tradizionale Fiera in Albis e
organizzata dall’Associazione
regionale allevatori dell’Emilia
Romagna (Araer) in collaborazione con il Comune di Vergato. Circa un centinaio i soggetti esposti, tra adulti e giovani,
appartenenti a 13 delle razze
iscritte al Registro anagrafico.
Davanti agli allevatori provenienti dalle province di Bologna e Ferrara, Gianfranco Bertolotti, giudice nazionale Anci,
ha individuato i campioni di
razza e ha proclamato il campione assoluto della Mostra,
un soggetto di razza Fulva di
Borgogna, maschio, dell’alleva-
mento Gazzotti e Romagnola
di San Pietro in Casale (Bo).
A margine, sono stati proclamati 10 campioni di razza
per gli adulti e 8 nella sezione
dedicata ai giovani esemplari.
La premiazione ha riguardato
anche gli allevatori, alla presenza del direttore di Araer,
Claudio Bovo, e delle autorità
locali. Numeroso il pubblico
intervenuto alla rassegna, che
ha confermato la connotazione
territoriale, ma tempo orientata a interessare le province
limitrofe dove la presenza di
allevamenti cunicoli è significativa. Spenti i riflettori su questa
31ma edizione della Mostra
cunicola provinciale di Vergato, l’appuntamento si rinnova
così per il prossimo anno. n
11
Attualità
E milia r omagna a lleva
Una nuova vita per il Centro
lattiero-caseario di Parma
Dopo le vicende giudiziarie che nell’estate
scorsa ne avevano decretato la chiusura,
oggi il Clca vanta una nuova dirigenza e
offre una vasta gamma di analisi e servizi
di anna mossini
Q
uando le vicende giudiziarie
azzerano i vertici e l’attività di
centri d’eccellenza che nel corso dei decenni sono diventati
punti di riferimento per la città
dove si trovano e per la relativa
provincia, risollevarsi e rifarsi
una nuova immagine è sempre
molto complicato e difficile.
Lo sanno bene al Centro lattiero caseario di Parma, oggi
più precisamente denominato Centro lattiero caseario e
agroalimentare (Clca) e nato
in sostituzione del vecchio
ente Csa che nel giugno dello
scorso anno è stato al centro di
un’inchiesta della magistratura
che ne determinò la chiusura,
il sequestro e nel successivo
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mese di novembre la messa in
liquidazione della società che
per anni lo aveva guidato.
Un terremoto nella terra del
Parmigiano Reggiano, uno
sfregio a una vera e propria
istituzione della città, visto
che la nascita del Centro risale addirittura al 1936, quando
Antonio Bizzozero, agronomo, decise di fondare una
scuola per casari. Prima della
traumatica chiusura, il Centro
effettuava i controlli su latte
conferito da 116 caseifici; oggi
sono 46. Sì, perché il Centro
lattiero-caseario e agroalimentare di Parma è di nuovo una
realtà attiva risorta sulle ceneri
di un passato che non esiste
più, e con il quale la nuova dirigenza e la nuova impostazione statutaria che si è dato non
hanno nulla da spartire. È da
qui allora che bisogna partire,
da un nuovo inizio. Tutto in
salita, certo, e un inizio in cui
la necessità di rifarsi un’immagine che rispecchi i valori della
professionalità, della correttezza e dell’affidabilità del lavoro
svolto è prioritaria, ma non
sempre facile da trasmettere.
Dirigenti giovani
All’indomani della chiusura
imposta dalla Magistratura le
organizzazioni professionali, il
mondo cooperativo, la fondazione Bizzozero hanno capito
che era necessario rimboccarsi
subito le maniche e dare vita a
un lavoro di squadra che permettesse al Centro di riprendere a lavorare in condizioni
diverse e con garanzie certe. Il
primo segnale è arrivato con
la nomina del nuovo Consi-
glio di amministrazione e del
presidente, un giovane allevatore di soli 33 anni, Daniele
Mazzocchi, e del nuovo direttore, Alessandro Raffaini, 41
anni. Un segnale forte, che ha
voluto mettere subito in luce
la nuova strada da intraprendere. “Si tratta di una strada
– sottolinea Mazzocchi – che
stiamo ancora percorrendo
non senza qualche difficoltà,
ma siamo convinti di riuscire
a raggiungere la mèta perché
stiamo lavorando bene grazie
alla professionalità di tutti gli
addetti, all’ausilio di strumenti
tecnologicamente innovativi, a
un’impostazione basata sulla
più assoluta trasparenza.
Il Centro lattiero-caseario e
agroalimentare di Parma oggi
A sinistra: Daniele Mazzocchi,
il giovane presidente del Clca
di Parma
A destra: Alessandro Raffaini,
direttore del Centro
Attualità
E milia r omagn a lleva
è una società cooperativa, ha
un piano industriale serio e
per questo approvato dagli
enti preposti, ed è in grado di
offrire un servizio accurato,
competente e a prezzi convenienti. Dei 116 di una volta, oggi si servono dei nostri
controlli in 46, poco più di un
terzo, ma sono convinto che già
nel corso del secondo semestre
dell’anno e durante il 2016 arriveremo a contare un numero
ben più cospicuo di aziende
casearie che si appoggeranno a
noi per i controlli sul latte destinato al Parmigiano Reggiano”.
Servizi innovativi
Una convinzione condivisa anche dal direttore, Alessandro
Raffaini. “I controlli che ef-
Prezzi competitivi per un’offerta di alto livello
Questo l’elenco delle analisi e dei servizi offerti dal Centro lattiero-caseario e
agroalimentare di Parma.
Analisi
• Analisi chimico-fisiche e microbiologiche sul latte
• Analisi chimiche e microbiologiche degli alimenti
• Analisi/controllo microbiologico delle superfici (tamponi)
• Analisi potabilità delle acque
Servizi
• Assistenza tecnologica di caldaia e post-lavorazione
• Assistenza tecnica in aziende zootecniche
• Espertizzazione del formaggio tramite raggi X
• Ispezione igienica degli impianti di mungitura e dei tank di raccolta latte
• Prelievo di latte su singole bovine
• Studio dei punti critici dei cicli produttivi e stesura dei manuali di autocontrollo
igienico-sanitario (Haccp)
• Corsi per il rilascio o rinnovo dell’attestato di idoneità sanitaria per operatori
del settore alimentare
• Elaborazione di sistemi di pagamento differenziato del latte personalizzati
e adattati alle diverse esigenze
13
Attualità
E milia r omagna a lleva
Il Clca di Parma si avvale
di personale competente
e di tecnologie innovative
fettuiamo – sottolinea – non
sono rivolti solamente ai caseifici della provincia di Parma,
ma anche a quelli delle province a noi confinanti che intendono avvalersi del nostro servizio, e fanno parte di una vasta
gamma di analisi in aggiunta a
quelle standard stabilite per la
caseificazione del Parmigiano
Reggiano. In pratica, abbiamo aumentato e potenziato i
servizi offerti, a iniziare dagli
accertamenti all’interno delle
forme per verificare che non
esistano difetti. Disponiamo infatti di una macchina
a raggi X grazie alla quale
è possibile effettuare l’ispezione senza dover tagliare la
forma; allo stesso tempo il
nostro laboratorio è in grado
di effettuare analisi chimicofisiche anche dell’acqua che
viene utilizzata in caseificio
e possiamo garantire un ser-
vizio di assistenza e consulenza alla caseificazione. Non
solo. In materia di assistenza
possiamo offrire il nostro intervento per l’implementazione del sistema Haccp, quindi
il pacchetto igiene, anche alle
aziende alimentari come le
macellerie o i salumifici tanto per fare un paio di esempi.
“Da ultimo, ma non certo per
importanza – aggiunge ancora
Raffaini – oggi il Centro lattiero-caseario agroalimentare
di Parma è anche riconosciuto
come polo scientifico, e per
questo in grado di sviluppare
percorsi di ricerca scientifica
in collaborazione con l’Università per migliorare qualitativamente le tipologie dei
prodotti lattiero-caseari”. Sia
Mazzocchi che Raffaini concordano nel definire il nuovo
progetto del Centro lattierocaseario parmigiano complicato e ambizioso, “ma non per
questo inattuabile – conclude
Mazzocchi –. Questo non è
un ente privato, bensì appartiene ai soci e tutti gli utili
verranno reinvestiti come
prevede la normativa vigente. Perché questo è un punto
fondamentale del nuovo corso del Centro: il rispetto delle
regole previste dalla normativa è la nostra stella polare,
quella che ci ha permesso di
ripartire da zero e quella che
ci guiderà per dimostrare che
quanto avveniva in passato da
ora non accadrà mai più”. n
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Tecnica
E milia r omagn a lleva
Impianti di refrigerazione,
i controlli sono obbligatori
In vigore dall’1 gennaio il Regolamento comunitario che ne sancisce le modalità.
Araer in campo a sostegno degli allevatori
di anna
concepito soprattutto per rispondere a quel concetto di
sostenibilità ambientale oggi
così importante. Infatti, è proprio scongiurando eventuali
perdite di gas dagli impianti
di refrigerazione che si evita
di alimentare l’effetto serra in
atmosfera”.
D
al primo gennaio di
quest’anno è entrato
in vigore il Reg. CE
842/2006 relativo al controllo obbligatorio annuale degli
impianti di refrigerazione e
Araer (Associazione regionale
allevatori dell’Emilia Romagna) ha messo a disposizione
dei suoi associati tre tecnici
preventivamente e opportunatamente formati. In pratica,
il Regolamento comunitario
indica i componenti su cui
eseguire i controlli in maniera sistematica quali i giunti, le
valvole, i filtri, le connessioni
per individuare eventuali fughe di gas, ritenendoli quelli
dove è più probabile che si verifichino le perdite, prevedendo però all’occorrenza anche
la verifica nei restanti compo-
nenti del circuito frigorifero.
Successivamente, le operazioni
di controllo e le situazioni problematiche riguardanti il gas
contenuto nel circuito frigorifero devono essere registrate
su un apposito libretto, che è
obbligatorio, dandone comunicazione all’Ispra (Istituto
superiore per la protezione e la
ricerca ambientale). Tre, come
dicevamo, i tecnici abilitati in
Emilia Romagna: Bruno Rocchetta per le province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena,
Rimini e Ravenna; Claudio
Bertocchi per le province di
Modena e Reggio Emilia; Alfredo Sanini per le province di
Parma e Piacenza.
“Questo nuovo provvedimento imposto dalla Ue – spiega
Bruno Rocchetta – è stato
Minor spesa
Il compito dei tecnici Araer
è solamente quello di verificare gli impianti e compilare
il libretto: per eventuali interventi di manutenzione gli
allevatori si devono rivolgere
ad altri operatori specializzati. Le basse quotazioni del
latte che stanno penalizzando
pesantemente la redditività
dei produttori, rischiano purtroppo di confinare in secondo
piano l’applicazione del Reg.
842/2006 e attualmente, da
parte dei tecnici Araer, è in
atto un’attività di forte sensibilizzazione per far capire agli
allevatori che non è possibile
derogare a questo provvedimento. “I produttori di latte
stanno attraversando un periodo molto difficile – sottolinea ancora Rocchetta – e ogni
costo in più da sostenere non
può che aggravare la situazio-
mossini
ne. Per questo l’Araer ha previsto una modalità che permette
di contenere la spesa relativa
ai controlli da effettuare sugli impianti di refrigerazione.
Ogni anno infatti effettuiamo
una visita in stalla per controllare gli impianti di mungitura.
Per spendere un po’ meno gli
allevatori potrebbero sfruttare
questa visita e far controllare,
nella stessa occasione, anche
l’impianto di refrigerazione.
Viceversa, se io e i miei colleghi veniamo chiamati esclusivamente per questa verifica, la
spesa è un po’ più onerosa”.
Sanzioni pesanti
“È inoltre importante sapere –
conclude il nostro interlocutore – che il mancato rispetto di
quanto prevede il Regolamento comunitario comporta sanzioni pesanti, che vanno da un
minimo di 7.000 a un massimo di 100mila euro, una cifra
molto elevata e decisamente
superiore alle poche decine di
euro previste per il controllo
degli impianti, la compilazione
dei libretti e la comunicazione
all’Ispra, da cui possono partire gli ordini di accertamento
presso le aziende zootecniche
del territorio nazionale”. n
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DATI ANAFI 01/2015
OBIETTIVO
REDDITO
GPFT +3277
Latte
Materia Utile
Longevità
Fertilità
+1462
+137
112
110
Sunday
Amighetti Inseme Sunday ET
IT017991362512 - aAa 432516
Supersire x Jeeves x O-Man x Adam
GPFT +3160
Latte
+1710
Materia Utile
+140
Longevità
111
Cellule somatiche
110
Kruger
Mr Inseme Kruger 8282
ET US000072436829 - aAa 432
Cashcoin x Man-Oman x Shottle x BW Marshall
GPFT +3305
Latte
Materia Utile
Longevità
Fertilità
+1712
+146
122
114
Landon
Snowbiz Landon ET
CA000011658896 - aAa 423
Numero Uno x Snowman x Planet x Goldwyn
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