Rassegna Stampa
APRILE
2008
Pontificia Università della Santa Croce
Piazza Sant’Apollinare, 49 - ROMA
© Elaborazione: Ufficio Comunicazione PUSC
[email protected] - +39 06 68164399
...dicono di noi
APRILE 2008
LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA
ATTIVITÀ DEI PROFESSORI
 IL PROF. GONZALEZ GAITANO AD UN CONVEGNO SULLA COMUNICAZIONE * Il 22 aprile, il prof.
Norberto Gonzalez Gaitano ha partecipato al Convegno – svoltosi al Laterano - sul tema scelto dal Papa per
la giornata mondiale delle comunicazioni del 2008. La nostra Università era tra gli enti organizzatori.
L’intervento del prof. Gaitano è stato ripreso da OSSERVATORIO COMUNICAZIONE & CULTURA della
CEI, SIR, AVVENIRE, ROMA SETTE.
Sempre il Prof. Gaitano è stato intervistato da ZENIT a motivo del suo ultimo libro su Media e Famiglia.
 I PROF. GAHL E WAUCK SULLA VISITA DEL PAPA NEGLI USA * I proff.ri Robert Gahl e John Wauck
sono intervenuti su alcuni media americani per commentare la visita del Papa negli Stati Uniti. Sono stati
citati in particolare dal CHICAGO TRIBUNE, RELIGION NEWS SERVICE, ABC NEWS, NEWS BUSTERS,
ASSOCIATED PRESS, THE CHRISTIAN POST.
 IL RETTORE RICORDA LA FIGURA DEL CARD. TRUJILLO * La RADIO VATICANA ha chiesto al
nostro Rettore di commentare la figura del Card. Trujillo a pochi giorni dalla sua scomparsa.
 IL PROF. MASPERO SULLA FIGURA DI SAN PAOLO * Il prof. Maspero ha tenuto, a Milano, una
conferenza sulla figura dell’Apostolo San Paolo. Ne ha fornito dettagliata copertura il quotidiano L’ECO DI
BERGAMO.
XXV PRELATURA OPUS DEI
 ANCORA SULLA PRELATURA * Anche nel mese di aprile si sono registrati articoli sul XXV Anniversario
della Prelatura dell’Opus Dei, celebrato presso la nostra Università con una giornata di studio. Hanno fornito
ulteriori dettagli sull’iniziativa il mensile IL CONSULENTE RE e l’agenzia AICA.
SPECIALE HONORIS CAUSA IN COMUNICAZIONE SOCIALE
 L’HONORIS CAUSA AL CARD. RUINI E AL PROF. NIETO * Il 9 aprile ha avuto luogo il conferimento
del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale al Cardinale Camillo Ruini e al Prof.
Alfonso Nieto. L’evento è stato ampiamente annunciato, seguito e commentato dalla stampa, sia cattolica
che laica. In particolare, si sono interessati all’evento: AVVENIRE, SIR, ADNKRONOS, ANSA, IL VELINO,
APCOM, RADIO VATICANA, PETRUS, Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, IL TEMPO,
FIDEST, AGI, Bollettino Università & Ricerca, ASCA, AGENZIA RADICALE, ZENIT, RADIO RADICALE,
OSSERVATORE ROMANO, ROMA SETTE, FIDES, H2O NEWS, LA GAZZETTA DEL SUD, ROME
REPORTS, CORRIERE DELLA SERA, Conferenza Episcopale Spagnola, ADISTA, IL REGNO,
COMUNITÀ NUOVA, LUMSA NEWS, CORRIERE CESENATE, DIARIO DE NAVARRA, DNEWS,
CAMINEO.
CONVEGNO DELLA FACOLTÀ DI COMUNICAZIONE
 CONVEGNO SULLA COMUNICAZIONE NELLA CULTURA DELLA CONTROVERSIA * Il Convegno
della Facoltà di Comunicazione si è svolto dal 28 al 30 aprile. Oltre al numero dei partecipanti, alta è stata
anche l’attenzione riservata dai media. In particolare, ne hanno parlato SIR, IL VELINO, ROMA SETTE,
Conferenza Episcopale Slovacca, Conferenza Episcopale Indiana, RADIO VATICANA, ANSA, ZENIT,
AVVENIRE, H2O NEWS, PETRUS, ASCA.
(**) Il seguente articolo è disponibile solo nella versione cartacea
N.B. – La Rassegna Stampa è consultabile anche in formato *pdf all’indirizzo:
http://news.pusc.it/rassegna/apr08.pdf
2
Indice
APRILE 2008
LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA
Data
Titolo e Testata
Pagina
Aprile 2008
Sommario introduttivo “Dicono di noi”
2
Aprile 2008
INDICE
3
Aprile 2008
Media al bivio tra protagonismo e servizio. – OSSERVATORIO C&C
6
Aprile 2008
I 25 anni della Prelatura dell’Opus Dei – IL CONSULENTE RE (cartaceo)
2 Aprile 2008
Media e cultura, corso alla Santa Croce - AVVENIRE
7
2 Aprile 2008
“Acta Philosophica”, quaderni tra creazionismo ed evoluzionismo - AVVENIRE
8
3 Aprile 2008
I media non guardano alla “normalità” della famiglia – ZENIT (anche in altre lingue)
9
3 Aprile 2008
Università: Laura honoris causa ai cardinali Martino e Ruini - SIR
12
3 Aprile 2008
El Opus Dei cumplió 25 años como prelatura personal - AICA
13
4 Aprile 2008
Università: Dottorato honoris causa per Card. Ruini - ADNKRONOS
14
4 Aprile 2008
Ruini: Dottorato Honoris Causa per idea progetto culturale - ANSA
16
4 Aprile 2008
Ruini dottorato H. C. in Comunicazione sociale istituzionale – IL VELINO
17
4 Aprile 2008
Le motivazioni della laura honoris causa in comunicazione al Card. Ruini – SIR
18
4 Aprile 2008
Ruini/ 9 aprile laura honoris causa in comunicazione da Opus Dei - APCOM
19
4 Aprile 2008
Dottorato honoris causa in comunicazione al card. Ruini – R. VATICANA
20
5 Aprile 2008
Agenda informazioni religiose della settimana - ANSA
21
5 Aprile 2008
Conferimento Laurea HC in Comunicazione al Card. Ruini – PETRUS
22
5 Aprile 2008
Comunicazione e cultura, laurea honoris causa al cardinale Ruini - UNCS
23
6 Aprile 2008
Università: Dottorato honoris causa per Card. Ruini - ADNKRONOS
24
6 Aprile 2008
Dottorato honoris causa in comunicazione per il Card. Ruini – IL TEMPO
26
7 Aprile 2008
Conferimento Dottorato honoris causa al Card. Ruini - FIDEST
27
9 Aprile 2008
Taccuino settimanale: mercoledì - AGI
28
9 Aprile 2008
Dottorato HC in Comunicazione al Card. Ruini e al Prof. Alfonso Nieto - BUR
29
9 Aprile 2008
Ruini: io, la Chiesa e i mass media - AVVENIRE
31
9 Aprile 2008
Media: Ruini, prevalgono orientamenti non favorevoli a Chiesa - AGI
33
9 Aprile 2008
Chiesa/Ruini: nei mass media italiani è vista con sfavore - APCOM
34
9 Aprile 2008
Ruini preoccupato: “In Italia orientamenti contrari alal Chiesa” - PETRUS
36
9 Aprile 2008
Ruini: sui media prevale immagine negativa della Chiesa - ASCA
37
9 Aprile 2008
Camillo Ruini: la Chiesa maltrattata dai media - AGENZIA RADICALE
38
9 Aprile 2008
Ruini: Da media immagine parziale e caricaturale della Chiesa - ANSA
39
9 Aprile 2008
Comunicazioni sociali: laura “honoris causa” al Card. Ruini - SIR
41
9 Aprile 2008
Media, Ruini: Immagine parziale e negativa della Chiesa – IL VELINO
45
9 Aprile 2008
Alla PUSC laurea HC in Comunicazione al Card. Ruini – RADIO VATICANA
46
9 Aprile 2008
Card. Ruini, saper cogliere movimenti che attraversano società - ADNKRONOS
47
9 Aprile 2008
Il Cardinale Ruini, dottore “honoris causa” in comunicazione sociale - ZENIT
49
9 Aprile 2008
Conferimento Dottorato al Card. Ruini e al prof. Nieto – RADIO RADICALE
51
9 Aprile 2008
Pope Benedict XVI blazing his own path – CHICAGO TRIBUNE
52
10 Aprile 2008
Ruini: “I media non sono favorevoli alla Chiesa” – IL TEMPO
54
10 Aprile 2008
Caricature e accenti negativi – OSSERVATORE ROMANO
55
3
6 bis
Indice
APRILE 2008
LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA
Data
10 Aprile 2008
Titolo e Testata
Pagina
In diocesi: Al cardinale Ruini il dottorato honoris causa – ROMA SETTE
58
10 Aprile 2008
La PUSC conferisce il dottorato in comunicazione al Card. Ruini - FIDES
59
10 Aprile 2008
Al cardinale Ruini dottorato honoris causa in comunicazione - AVVENIRE
60
10 Aprile 2008
Più spazio al sorriso nei media: così il prof. Nieto – RADIO VATICANA
61
10 Aprile 2008
Ruini: Aiart, apprezzamento per lectio magistralis - ANSA
62
10 Aprile 2008
Dottorato “honoris causa” in comunicazionee al card. Ruini – H2O NEWS
63
10 Aprile 2008
Dottorato honoris causa a Ruini – GAZZETTA DEL SUD
69
10 Aprile 2008
Honoris causa de Comunicación en la UPSC – OPUS DEI
70
10 Aprile 2008
El cardenal Ruini, doctor “honoris causa” en comunicación social - ZENIT
74
10 Aprile 2008
“La cultura europea necesita una nueva esperanza” - ZENIT
76
10 Aprile 2008
Honorary Doctorate for President of Romereports – ROME REPORTS
78
10 Aprile 2008
Dottorato / Ruini: media parziali sulla Chiesa – CORRIERE DELLA SERA
81
10 Aprile 2008
PC symposium to explore theology with secular, religious scholars - RIC
82
10 Aprile 2008
“Cultura européia precisa de nova e sprança” - ZENIT
83
11 Aprile 2008
La PUSC otorga el Doctorado Hc en Comunicación al Card. Ruini - FIDES
85
11 Aprile 2008
Pope, at U.N., to address issues that cross boundaries - RNS
86
11 Aprile 2008
Pope’s Vicar for Rome Given Honorary Doctorate - ZENIT
88
11 Aprile 2008
Vatican aims to soften pontiff’s strict image – PALM BEACH POST
89
13 Aprile 2008
El cardenal Ruini y el Prof. Alfonso Nieto, Hc per la UPSC - SIC
91
15 Aprile 2008
Doctor “mediaticus”. Dottorato in comunicazione a Ruini - ADISTA
93
15 Aprile 2008
Un Convegno analizza la dimensione giuridica della Parola di Dio - ZENIT
95
15 Aprile 2008
Who is Pope Benedict XVI? – ABC NEWS
97
15 Aprile 2008
Goal of Pope Visit to ‘Reinforce Hard-line Doctrine’ – NEWS BUSTERS
98
15 Aprile 2008
La Chiesa e i media: chiarezza e simpatia. – IL REGNO
100
16 Aprile 2008
Uno “stile” per comunicare - AVVENIRE
101
16 Aprile 2008
Al Card. Camillo Ruini laurea “honoris causa” – COMUNITÀ NUOVA (cartaceo)
17 Aprile 2008
Communicators To Study Church Conflict And Controversy – SAR NEWS
102
17 Aprile 2008
Role of laity under scrutiny after papal Mass – ASSOCIATED PRESS
103
18 Aprile 2008
Focus: “Ricerca della verità”, incontro alla Lateranense – ROMA SETTE
105
18 Aprile 2008
“La cultura europea ha bisogno di una nuova speranza” - ZENIT
106
18 Aprile 2008
Il comunicatore cristiano secondo Ruini: professionale, autoironico e santo
108
18 Aprile 2008
Due neo-dottori tra di noi: il Cardinal Ruini e il Prof. Nieto – LUMSA NEWS
109
19 Aprile 2008
Alfonso Nieto nuevo doctor honoris causa en Roma – DIARIO DE NAVARRA
110
19 Aprile 2008
San Paolo, L’apostolo ebreo della ragione greca – L’ECO DI BERGAMO
113
21 Aprile 2008
Il successo dei giornali? Il tempo che i lettori gli dedicano - DNEWS
117
21 Aprile 2008
Honoris Causa de Comunicación - CAMINEO
118
22 Aprile 2008
Comunicazioni sociali: Convegno lateranense - SIR
120
23 Aprile 2008
“Media”, l’uomo sia prima del mercato - AVVENIRE
121
23 Aprile 2008
Comunicazione della Chiesa e “cultura della controversia” - SIR
123
23 Aprile 2008
Focus: Premio Paoline a Ilaria Alpi – ROMA SETTE
124
23 Aprile 2008
Chiesa e media, corso alla S. Croce per operatori diocesani – IL VELINO
125
,
4
101 bis
Indice
APRILE 2008
LA PONTIFICIA U NIVERSITÀ DELLA SANTA C ROCE SULLA STAMPA N AZIONALE ED ESTERA
Data
Titolo e Testata
Pagina
24 Aprile 2008
Seminár na Pápezkej univerzite Sv. Kríza v Ríme o komunikácii Cirkvi - TKKBS
126
24 Aprile 2008
Focus: Un seminario sulla “Comunicazione della Chiesa” – ROMA SETTE
127
24 Aprile 2008
Testimonio del Rector de la PUSC sobre la figura del card. Trujillo – R. VATICANA
128
25 Aprile 2008
A Roma, seminario sulla comunicazione della Chiesa – RADIO VATICANA
129
25 Aprile 2008
Chiesa e media / Dentro la controversia - SIR
130
25 Aprile 2008
Chiesa e media / Oltre vecchi schemi - SIR
132
26 Aprile 2008
Benedict Believes in American Integrity – THE CHRISTIAN POST
134
26 Aprile 2008
Agenda informazioni religiose della settimana - ANSA
135
27 Aprile 2008
La comunicación de la Iglesia a través de sus webs diocesanas - ZENIT
136
28 Aprile 2008
La comunicazione della Chiesa attraverso i siti web diocesani - ZENIT
139
28 Aprile 2008
Trasformare le controversie mediatiche in occasioni di dialogo - ZENIT
142
28 Aprile 2008
Iglesia y comunicación : Transformar las controversias en “dialogo y amistad” - ZENIT
144
28 Aprile 2008
Igreja e comunicaçao: transformar controvérsias em “diálogo e amizade” - ZENIT
146
28 Aprile 2008
“Comunicarea Bisericii în cultura controversei” – RADIO VATICANA
147
28 Aprile 2008
Chiesa e media: il ruolo della Chiesa nelle “Controversie sociali pertinenti” – SIR
148
29 Aprile 2008
Bioetica e media, il dovere della competenza - AVVENIRE
149
29 Aprile 2008
Chiesa e media: i cattolici e le “leggi ingiuste” - SIR
151
29 Aprile 2008
Handling Crisis And Controversy In The Church - CBCI
152
29 Aprile 2008
Cómo comunicar eficazmente convicciones cristianas - ZENIT
153
29 Aprile 2008
Kirche und Kommunikation: Kontroversen in “Dialog und Freundschhaft” - ZENIT
155
29 Aprile 2008
Controversie ecclesiali e comunicazione positiva – H2O NEWS
157
29 Aprile 2008
Il ruolo del comunicatore nella Chiesa al centro di un seminario – RADIO VATICANA
160
29 Aprile 2008
“Comunicar la Iglesia en la cultura de la controversia” – RADIO VATICANA
161
30 Aprile 2008
Come comunicare efficacemente convinzioni di matrice cristiana - ZENIT
162
30 Aprile 2008
Benedetto XVI ripercorre la sua visita apostolica negli Stati Uniti – ZENIT
164
30 Aprile 2008
Un Observatorio global en defensa de los derechos de los creyentes - ZENIT
165
30 Aprile 2008
Comunicare la Chiesa, istruzioni per l’uso - AVVENIRE
167
30 Aprile 2008
Chiesa e media: come “far diventare notizia” la “routine” - SIR
169
30 Aprile 2008
Papa: saluta vicentini e convegnisti università S. Croce - ANSA
170
30 Aprile 2008
Comunicazione: numeri e temi seminario Università Santa Croce - ANSA
171
30 Aprile 2008
Terminato il IV Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione - PETRUS
172
30 Aprile 2008
Chiesa: comunicare in cultura della controversia a Università S. Croce - ASCA
174
30 Aprile 2008
Seminar for Church Communication Personnel in Rome
175
5
OSSERVATORIO C.&C.
n. 4/2008 pag. 9
6
Aprile 2008
AVVENIRE
Media & Cultura, p. 38
7
2 Aprile 2008
AVVENIRE
Agorà, p. 33
8
2 Aprile 2008
ZENIT
ZI08040308 - ZS08040302 ZP08040307
3 Aprile 2008
ZI08040308 - 03/04/2008 - Permalink: http://www.zenit.org/article-13959?l=italian
I media non guardano alla "normalità" della famiglia
Intervista al professor Norberto González Gaitano
di Miriam Díez i Bosch
ROMA, giovedì, 3 aprile 2008 (ZENIT.org).- Nei mezzi di comunicazione può essere più importante ciò che
non si dice che quello che si vede e si dice, soprattutto quando il tema è la famiglia, rivela un nuovo studio.
Il libro "Famiglia e media. Il detto e il non detto" (Edusc 2008) rappresenta uno studio multidisciplinare e
internazionale coordinato dal professor Norberto González Gaitano, editore del testo e docente presso la
Pontificia Università della Santa Croce.
Varie università del mondo hanno partecipato al progetto, in cui si analizza il modo in cui i mezzi di
comunicazione presentano la famiglia.
Uno studio sulla famiglia nei mezzi di comunicazione corre il rischio di essere molto negativo. O si tratta di
un pregiudizio?
González Gaitano: E' vero che la maggior parte degli studi sulla famiglia e i media è allarmista, di denuncia e
tende a lasciarci una sensazione di impotenza di fronte a ciò che va male.
Senza cadere nell'estremo opposto, un irreale e acritico "buonismo", mi sembra che il problema di alcuni di
questi studi sia il metodo.
La novità concettuale di questo progetto che proponiamo ha una finalità "operativa", cioè trovare risorse per
l'azione attraverso il discorso pubblico delle associazioni di radio-telespettatori e familiari.
Qual è l'ipotesi che guida questa ricerca?
González Gaitano: Quello che non si dice è, a volte, più importante di ciò che si dice.
I media prestano più attenzione alle patologie sociali e della famiglia che alla normalità. Questo non può
sorprenderci.
In questa situazione, abbiamo bisogno di interpretare quanto si dice a partire da ciò che si suppone. Ad
esempio, che l'unità familiare è un bene a rischio, non assicurato fin dall'inizio e che non si vive
meccanicamente. E' quindi un obiettivo di dura conquista, un presupposto antropologico che rende possibili
le storie.
Ad esempio, se il parricidio fosse normale, i media non ne parlerebbero. Dall'altro lato, i media devono
raccontare l'anormalità senza falsi neutralismi e senza stimolare il fascino per il male.
Perché i media dovrebbero promuovere un'immagine "positiva" della famiglia? Non è giusto che offrano la
pluralità di possibilità che oggi minacciano il nucleo familiare?
González Gaitano: L'informazione, e soprattutto la critica, hanno la funzione di segnalare il male sociale per
correggerlo. Se la comunicazione sociale dimentica i suoi obiettivi, rimane un esercizio ludico di denuncia,
senza senso. Anche i medici, se mi si permette il paragone, si occupano di malattie, ma non dimenticano
mai che il malato non è un cadavere.
Nel progetto di studio su famiglia e mezzi di comunicazione avete pensato di includere università non
cattoliche?
González Gaitano: L'interesse per l'uomo è ciò che sta al centro del progetto, che quindi sarà aperto a ogni
9
tipo di università che condivida questo interesse.
ZS08040302 - 03-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-26816?l=spanish
Los medios no se fijan en la «normalidad» de la familia, revela un
estudio
Entrevista con el profesor Norberto González Gaitano
ROMA, jueves, 3 abril 2008 (ZENIT.org).- Al analizar los medios de comunicación puede ser más importante
lo que no se dice que lo que se ve y se dice, especialmente cuando el tema es la familia, revela un nuevo
estudio.
El libro «Familia y medios. Lo dicho y lo no dicho» (Famiglia e media. Il detto e il non detto, Edusc 2008)
constituye un estudio multidisciplinar y internacional coordinado por el profesor Norberto González Gaitano,
editor del libro y profesor de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz.
Varias universidades del mundo han participado en este proyecto en el que se analiza la manera en que los
medios de comunicación presentan a la familia.
--Un estudio sobre la familia en los medios de comunicación tiene el riesgo de ser muy negativo. ¿O es un
prejuicio?
--González Gaitano: Es verdad que la mayor parte de los estudios sobre la familia y los medios son
alarmistas, de denuncia, y tienden a dejarnos una sensación de impotencia ante lo que va mal.
Sin caer en el extremo opuesto, un irreal y acrítico irenismo, me parece que el problema de algunos de esos
estudios es de método. La novedad conceptual de este proyecto tiene que ver con la dimensión
antropológica de la representación de la familia.
En nuestro caso, además, el estudio tiene una finalidad «operativa»: encontrar recursos para la acción a
través del discurso público de las asociaciones de radio-telespectadores y familiares.
--¿Cuál es la hipótesis que guía esta investigación?
--González Gaitano: Lo que no se dice es, a veces, más importante que lo que se dice.
Los medios prestan más atención a las patologías sociales y de la familia que a la normalidad. Esto no
puede sorprendernos.
Ahora bien, necesitamos interpretar lo dicho a partir de lo supuesto. Por ejemplo, que la unidad familiar es
un bien a riesgo, no asegurado desde el principio y que no se vive mecánicamente y que, en consecuencia,
es un objetivo de dura conquista, es un presupuesto antropológico que hace posible las historias.
Por ejemplo, si el parricidio fuera normal, los medios no hablarían de ello. Por otra parte, los medios deben
contar la anormalidad sin falsos neutralismos, sin estimular la fascinación por el mal.
--¿Por qué los medios deberían promover una imagen «positiva» de la familia? ¿No es justo que ofrezcan la
pluralidad de posibilidades que acechan hoy al núcleo familiar?
--González Gaitano: La información y, especialmente, la crítica tiene la función de señalar el mal social para
corregirlo.
Si la comunicación social olvida sus fines, se queda en un ejercicio lúdico de denuncia, sin sentido. Los
médicos, si se me permite la comparación, también se ocupan de enfermedades pero no olvidan jamás que
el enfermo no es un cadáver.
--En el proyecto de estudio sobre familia y los medios de comunicación, ¿han pensado incluir universidades
no católicas?
--González Gaitano: En el centro del proyecto está el interés por el hombre. Por tanto el proyecto está
abierto a todo tipo de universidades que compartan este interés.
Por Miriam Díez i Bosch
10
ZP08040307 - 03-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-18018?l=portuguese
Mídia não mostra «normalidade» da família, revela estudo
Entrevista com o professor Norberto González Gaitano
Por Miriam Díez i Bosch
ROMA, quinta-feira, 3 de abril de 2008 (ZENIT.org).- Nos meios de comunicação, o que não se diz pode ser
mais importante do que o que se vê e se diz. E especialmente quando o tema é a família, revela um novo
estudo.
O livro «Família e mídia. O dito e o não dito» (Famiglia e media. Il detto e il non detto, Edusc 2008) constitui
um estudo multidisciplinar e internacional coordenado pelo professor Norberto González Gaitano, editor do
livro e professor da Universidade Pontifícia da Santa Cruz.
Várias universidades do mundo participaram deste projeto no qual se analisa a maneira como os meios de
comunicação apresentam a família.
–Um estudo sobre a família nos meios de comunicação tem o risco de ser muito negativo. Ou é um
preconceito?
–González Gaitano: É verdade que a maior parte dos estudos sobre a família e os meios são alarmistas, de
denúncia, e tendem a deixar-nos uma sensação de impotência perante o que está mal.
Sem cair no extremo oposto, uma irreal «bondade», parece-me que o problema de alguns desses estudos é
o método.
A novidade conceitual deste projeto tem a ver com a dimensão antropológica da representação da família.
Em nosso caso, também, o estudo que nos propomos tem uma finalidade «operativa», que é encontrar
recursos para a ação através do discurso público das associações de rádio e televisão e da família.
–Qual é a hipótese que guia esta pesquisa?
–González Gaitano: O que não se diz é, às vezes, mais importante do que o que se diz.
Os meios prestam mais atenção às patologias sociais e da família que à normalidade. Isto não pode
surpreender-nos.
Pois bem, precisamos interpretar o que é dito a partir do suposto. Por exemplo, que a unidade familiar é um
bem arriscado, não assegurado desde o princípio e que não se vive mecanicamente e que, em
conseqüência, é um objetivo de dura conquista, é um pressuposto antropológico que torna as histórias
possíveis.
Por exemplo, se o parricídio fosse normal, a mídia não falaria disso. Por outra parte, os meios de
comunicação devem contar a anormalidade sem falsos neutralismos nem estimulando a fascinação pelo
mal.
–Por que a mídia deveria promover uma imagem «positiva» da família? Não é justo que ofereçamos a
pluralidade de possibilidades que envolvem hoje o núcleo familiar?
–González Gaitano: A informação e especialmente a crítica têm a função de assinalar o mal social para
corrigi-lo.
Se a comunicação social esquece seus fins, fica-se em um exercício lúdico de denúncia, sem sentido. Os
médicos, se me permite a comparação, também se ocupam de doenças, mas não esquecem jamais que o
enfermo não é um cadáver.
–No projeto de estudo sobre a família e os meios de comunicação, pensaram em incluir universidades nãocatólicas?
–González Gaitano: No centro do projeto está o interesse pelo homem. Portanto, o projeto está aberto a
todo tipo de universidades que compartilham este interesse.
11
SIR
Università
3 Aprile 2008
Giovedi 03 Aprile 2008
14:00 - UNIVERSITÀ: LAUREA HONORIS CAUSA AI CARDINALI
MARTINO E RUINI
Domani 4 aprile, il card. Renato Raffaele Martino, presidente dei Pontifici Consigli della giustizia e della
pace, e della pastorale per i migranti e gli itineranti, riceverà la laurea honoris causa in Scienze delle
relazioni internazionali dall’Università degli studi di Salerno, città che gli ha dato i natali nel 1932. Ordinato
sacerdote nel 1957, dal 1986 osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New
York, nel 2002 è stato nominato da Giovanni Paolo II presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e
della pace. Creato cardinale nel 2003, dal 2006 presiede anche il Pontificio Consiglio della pastorale per i
migranti e gli itineranti. Il prossimo 9 aprile sarà invece la Pontificia Università della Santa Croce a conferire
al card. Camillo Ruini, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, il dottorato honoris causa in
Comunicazione sociale istituzionale. Nato a Sassuolo (Modena) nel 1931, il card. Ruini ha ricevuto
l’ordinazione sacerdotale nel 1954. Consacrato vescovo nel 1983, nel 1986 viene nominato da Giovanni
Paolo II segretario generale della Cei, di cui è eletto presidente nel 1991; incarico quinquennale che gli verrà
rinnovato per due ulteriori quinquenni; sempre nel 1991 viene creato cardinale e nominato vicario generale
del Papa per la diocesi di Roma.
12
AICA
www.aica.org
3 Aprile 2008
AICA
http://www.aica.org/index.php?module=displaystory&story_id=11522&format=html&fech=2008-04-03
El Opus Dei cumplió 25 años como prelatura personal
Roma (Italia), 3 Abr. 08 (AICA)
El XXV aniversario de la erección del Opus Dei como prelatura personal sirvió para que personalidades
eclesiales reconozcan la contribución que realiza a la Iglesia la obra fundada por san Josemaría Escrivá de
Balaguer hace 70 años.
El cardenal Camillo Ruini, obispo vicario del Papa para la diócesis de Roma, en un acto celebrado en la
Pontificia Universidad de la Santa Cruz de Roma, recordó la decisión que Juan Pablo II tomó hace un cuarto
de siglo de publicar la constitución apostólica “Ut sit”, con la que dio este estatuto jurídico al Opus Dei.
En declaraciones efectuadas a la agencia católica romana Zenit, el purpurado romano confió algunos
aspectos de la contribución que ofrece a la Iglesia “la Obra”, -como se la conoce familiarmente.
“La Prelatura personal del Opus Dei realiza un gran trabajo, sobre todo apostólico -aseguró el cardenal
Ruini- en el sentido de que logra penetrar y llevar el mensaje de Cristo, el testimonio cristiano a muchos
ambientes -en la cultura, en la economía, en el trabajo, incluso en el arte-, en los que con frecuencia a las
diócesis les cuesta penetrar. Esta es una primera ayuda concreta”.
“En segundo lugar -añadió el purpurado-, la Prelatura tiene una actividad formativa de la que se benefician
muchas personas, aunque no pertenezcan plenamente a la prelatura, pero que pertenecen a las diferentes
diócesis esparcidas por el mundo. Esta es también una gran contribución, pues la formación de los fieles, en
particular de los laicos, es fundamental para el testimonio de vida, y antes aún, para la búsqueda de la
santidad”.
”El carisma propio de la Prelatura, que ya antes del Concilio Vaticano II insistió en la vocación universal a la
santidad -dijo el cardenal Ruini-, es hoy la contribución más grande que la Prelatura ofrece a la vida de las
diócesis”.
Conciencia bien formada y libertad de opciones
Por su parte el Prelado del Opus Dei, monseñor Javier Echevarría, explicó que la formación es la tarea en la
que se resume toda la labor de la Prelatura, de modo que las personas que se acercan a ella “puedan
actuar con sentido cristiano en la vida profesional, familiar y social y, con la conciencia bien formada, están
en condiciones de decidir libremente acerca de sus propias opciones”.
Recordando el legado de san Josemaría, el Prelado explicó a Zenit que “es difícil hacer una síntesis, pero
es importante recordar que constantemente nos invitaba a que santificásemos la vida de cada momento, la
vida ordinaria, sabiendo que en la gran misericordia de Dios todos estamos llamados a la santidad”.
“La prelatura -señaló monseñor Echevarría-, sólo busca “servir a la Iglesia en todo y para todo. Lo decía
san Josémaría tantas veces con un convencimiento pleno que respondía a lo que llevaba en el alma: "Si la
Obra no fuese para servir a la Iglesia no la querría, que Dios la destruya".
Las realidades temporales son medio para encontrar a Dios
Monseñor Fernado Ocáriz, vicario general del Opus Dei, sintetizó el mensaje de la espiritualidad de la
Prelatura con estas palabras: “No sólo todos estamos llamados a ser santos, a unirnos plenamente con
Jesucristo, sino que además todas las realidades temporales, el trabajo, la familia, pueden y deben ser
medios para encontrarse con Dios, para progresar en la vida espiritual”.
Forman parte de la Prelatura personal del Opus Dei más de 87.000 personas, de las que unas 1.900 son
sacerdotes. Del total de fieles, alrededor de la mitad son mujeres.
La “Obra” está presente en 61 países. En Europa sus miembros son 49.000; en América, 29.400; en Asia y
Oceanía, 4.800; y en África, 1.800.+
AICA - Toda la información puede ser reproducida parcial o totalmente, citando la fuente
13
ADNKRONOS
CRO
04/04/2008
12.40 – 12.55
4 Aprile 2008
12.40.47
UNIVERSITA': DOTTORATO HONORIS CAUSA PER CARD. RUINI DA
PONTIFICIA SANTA CROCE CONFERITO ANCHE AL PROFESSORE
ALFONSO NIETO
Roma, 4 apr. - (Adnkronos) - Sara' conferito il Dottorato Honoris Causa in Comunicazoine Sociale
Istituzionale al Card. Camillo Ruini e al professore Alfonso Nieto dalla Pontificia Universita' della Santa
Croce. La cerimonia si terra' mercoledi' 9 marzo nell'aula Magna Giovanni Paolo II (Palazzo dell'Apollinare Piazza di Sant'Apollinare, 49) alle 17 e sara' presieduta dal Gran Cancelliere della Pontificia Universita' della
Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, Mons. Javier Echevarri'a. Tra le motivazioni che hanno spinto la
giovane Facolta' di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Universita' della Santa Croce a
conferire un dottorato honoris causa al card. Ruini rientra "l'intuizione del progetto culturale orientato in
senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza Episcopale presento' alla Chiesa in Italia nel 1994
a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia
e antropologica della cultura stessa: cosi' intesa essa si estende dalle convinzioni piu' profonde riguardo al
significato e al destino della nostra vita e dell'intera realta' fino ai comportamenti piu' minuti e concreti. La
cultura costituisce allora il terreno fondamentale di crescita, o invece di alienazione e deviazione delle
persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo
confronto con altre e diverse concezioni, scelte o comportamenti". Da quella impostazione sono sorte molte
iniziative, alcune piu' visibili, con cui i cristiani stanno autonomamente dando un contributo storico alla
definizione della convivenza sociale in Italia. Il cardinale Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria
sensibilita' comunicativa che esprime un vero rispetto per l'opinione pubblica. Tale sensibilita' comunicativa
nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione". Questo atteggiamento
dialogico, "gli e' valso il riconoscimento di interlocutore di chi, non avendo fede cattolica, condivide le ragioni
di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignita' della persona umana". Il dottorato premiera' anche
il ruolo "propulsivo" del card. Ruini rispetto ai media cattolici in Italia, come la creazione dell'Ufficio Nazionale
per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e dell'agenzia Sir, la creazione dell'emittente
SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu. (segue) (Rre/Ct/Adnkronos) 04-APR-08 12:36 NNNN
14
CRO
04/04/2008
12.55.42
UNIVERSITA': DOTTORATO HONORIS CAUSA PER CARD. RUINI DA
PONTIFICIA SANTA CROCE (2)
(Adnkronos) - Verra' conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso Nieto, per essere
stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in Europa". Alfonso
Nieto e' il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed e' un'autorita' internazionale
negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, e' stato per dodici anni Rettore
dell'Universita' di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e lezioni per
conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli Usa, l'Universita' degli Studi Stranieri di
Kyoto (Giappone), il governo della Repubblica Federale Tedesca. E' stato inoltre membro della giunta
interministeriale spagnola - Ministero dell'Informazione e Ministero dell'Educazione - per la stesura della Ley
de Educaci'on e per l'organizzazione delle facolta' iberiche di Scienze della Comunicazione (1969-1975). Al
suo lavoro in quella commissione si deve il riconoscimento universitario, per la prima volta in Europa, degli
studi di giornalismo e comunicazione. Il riconoscimento della Facolta' di Comunicazione Sociale Istituzionale
della Pontificia Universita' della Santa Croce gli deriva, inoltre, dal fatto di essere stato "uno dei promotori
della stessa, con la quale ha continuato a collaborare come docente in tutti i corsi accademici sin dalla sua
fondazione". Il programma della cerimonia prevede la Laudatio del card. Ruini da parte del prof. Norberto
Gonza'lez Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica e gia' Decano della Facolta' di Comunicazione presso la
Santa Croce; la consegna del diploma al dottorando e la lezione magistrale di Ruini. La Laudatio del prof.
Nieto e' invece affidata al prof. Jose' Mari'a La Porte, Vice Decano della Facolta' di Comunicazione e dopo la
consegna del diploma seguira' la lezione magistrale di Nieto. (Rre/Ct/Adnkronos) 04-APR-08 12:51 NNNN
15
ANSA
POL
04/04/2008
POL 13.20
4 Aprile 2008
13.20.51
RUINI: DOTTORATO HONORIS CAUSA PER IDEA PROGETTO
CULTURALE
(ANSA) - ROMA, 4 APR - Un dottorato honoris causa in Comunicazione sociale istituzionale verra' conferito
al cardinale Camillo Ruini dalla Pontificia universita' della Santa Croce. La cerimonia si terra' mercoledi' 9
marzo nell'aula magna Giovanni Paolo II (Palazzo dell'Apollinare - Piazza di Sant'Apollinare, 49), alle 17 e
sara' presieduta dal gran cancelliere della Pontificia universita' della Santa Croce e prelato dell'Opus Dei,
mons. Javier Echevarria. Tra le motivazioni che hanno spinto l'universita' della Santa Croce a conferire un
dottorato honoris causa al card. Ruini rientra ''l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano'',
che l'allora presidente della Conferenza episcopale presento' alla Chiesa in Italia nel 1994. (ANSA). COMCHR 04-APR-08 13:16 NNN
16
IL VELINO
VELP
OL0
13.29 – 13.30
4 Aprile 2008
13.29.55
Ruini dottorato H.c. in Comunicazione sociale istituzionale
Roma, 04 APR (Velino) - Mercoledi' 9 aprile, nell'Aula Magna della Pontificia universita' della Santa Croce, si
terra' la cerimonia per il conferimento del dottorato Honoris causa in Comunicazione sociale istituzionale al
cardinale Camillo Ruini e al professor Alfonso Nieto. L'atto avra' inizio alle 17 e sara' presieduto dal Gran
Cancelliere della Pusc e Prelato dell'Opus Dei, monsignor Javier Echevarría. Tra le motivazioni che hanno
spinto la facolta' di Comunicazione sociale istituzionale della Pusc a conferire un dottorato honoris causa al
cardinale Ruini rientra "l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano", che l'allora presidente
della Cei presento' alla Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come
descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia e antropologica della cultura stessa: cosi' intesa essa si
estende dalle convinzioni piu' profonde riguardo al significato e al destino della nostra vita e dell'intera realta'
fino ai comportamenti piu' minuti e concreti (…) La cultura costituisce allora il terreno fondamentale di
crescita, o invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione
del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o
comportamenti". (segue) (com/ban) 041324 APR 08 NNNN
VELP
OL0
13.30.25
Ruini dottorato H.c. in Comunicazione sociale istituzionale (2)
Roma, 04 APR (Velino) - Da quella impostazione - si legge in un comunicato stampa - sono sorte molte
iniziative, alcune piu' visibili, con cui i cristiani stanno autonomamente dando un contributo storico alla
definizione della convivenza sociale in Italia. Il cardinale Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria
sensibilita' comunicativa che esprime un vero rispetto per l'opinione pubblica. Tale sensibilita' comunicativa
nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione". Questo atteggiamento
dialogico, "gli e' valso il riconoscimento di interlocutore di chi, non avendo fede cattolica, condivide le ragioni
di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignita' della persona umana". Il dottorato premiera' anche
il ruolo "propulsivo" del cardinal Ruini rispetto ai media cattolici in Italia, come la creazione dell'Ufficio
nazionale per le Comunicazioni sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e dell'agenzia SIR, la creazione
dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu. (segue) (com/ban) 041324 APR 08 NNNN
VELP
OL0
13.30.52
Ruini dottorato H.c. in Comunicazione sociale istituzionale (3)
Roma, 04 APR (Velino) - Nel corso della stessa cerimonia verra' conferito il dottorato honoris causa
parimenti al professor Alfonso Nieto, per essere stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di
comunicazione a livello universitario in Europa". Il programma della cerimonia prevede la Laudatio del
cardinale Camillo Ruini da parte del professor Norberto González Gaitano, ordinario di Opinione pubblica e
gia' decano della facolta' di Comunicazione; la consegna del diploma al dottorando e la lezione magistrale
del cardinale Ruini. La Laudatio del Prof. Alfonso Nieto e' invece affidata al professor Jose' Maria La Porte,
vice decano della facolta' di Comunicazione; alla consegna del diploma seguira' la lezione magistrale del
professor Nieto. (com/ban) 041324 APR 08 NNNN
17
SIR
Università
4 Aprile 2008
Venerdi 04 Aprile 2008
14:00 - UNIVERSITÀ: LE MOTIVAZIONI DELLA LAUREA HONORIS
CAUSA IN COMUNICAZIONE AL CARD. RUINI
Il cardinale Camillo Ruini ha “mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero
rispetto per l’opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce dalla comprensione del rapporto che
lega la cultura con la comunicazione”. È una delle motivazioni con cui la Facoltà di comunicazione sociale
istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce conferirà il dottorato honoris causa in
comunicazione sociale istituzionale al card. Ruini. La cerimonia per il conferimento del dottorato si terrà il 9
aprile nell’“Aula Magna Giovanni Paolo II” della Facoltà (ore 17, Piazza di Sant’Apollinare 49). L’atto sarà
presieduto dal gran cancelliere dell’Università, mons. Javier Echevarría. “Il dottorato - informa l’Università in
una nota diffusa oggi - premierà anche il ruolo propulsivo del cardinal Ruini rispetto ai media cattolici in Italia,
come la creazione dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e
dell’agenzia Sir, la creazione dell'emittente Sat2000 e del circuito radiofonico Inblu”. Nel corso della stessa
cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa ad Alfonso Nieto, primo professore ordinario di
comunicazione in Spagna (1976), per essere stato un “pioniere nel riconoscimento degli studi di
comunicazione a livello universitario in Europa”. Info: www.pusc.it.
18
AP COM
Politica
4 Aprile 2008
Politica
RUINI/9 APRILE LAUREA HONORIS CAUSA IN COMUNICAZIONE DA
OPUS DEI
Per aver intuito importanza del progetto culturale
APCOM
Roma, 4 apr. (Apcom) - Laurea honoris causa in comunicazione sociale istituzionale al cardinale Camillo
Ruini. Il riconoscimento verrà consegnato mercoledì 9 aprile, presso l'aula magna Giovanni Paolo II della
Pontificia Università della Santa Croce.
L'atto - spiega la Pontificia Università - avrà inizio alle ore 17.00 è sarà presieduto dal Gran Cancelliere della
Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, monsignor Javier Echevarria. Tra le
motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia
Università della Santa Croce a conferire un dottorato honoris causa al cardinale Ruini rientra "l'intuizione del
progetto culturale orientato in senso cristiano", che l'allora presidente della Conferenza Episcopale presentò
alla Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino.
Alla base di questo progetto sta, come descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia e antropologica
della cultura stessa: così intesa essa si estende dalle convinzioni più profonde riguardo al significato e al
destino della nostra vita e dell'intera realtà fino ai comportamenti più minuti e concreti. La cultura costituisce
allora il terreno fondamentale di crescita, o invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo
spazio privilegiato per l'incarnazione del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e
diverse concezioni, scelte o comportamenti".
Il cardinale Ruini ha "mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto per
l'opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura
con la comunicazione". Questo atteggiamento dialogico, "gli è valso il riconoscimento di interlocutore di chi,
non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignità della
persona umana". Il dottorato premierà anche il ruolo "propulsivo" del cardinal Ruini rispetto ai media cattolici
in Italia, come la creazione dell'ufficio nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del quotidiano
Avvenire e dell'agenzia SIR, la creazione dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu.
Nel corso della stessa cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso
Nieto, per essere stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in
Europa". Nieto è il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed è un'autorità
internazionale negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, è stato per dodici
anni Rettore dell'Università di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e
lezioni per conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l'Università degli
Studi Stranieri di Kyoto, il governo della Repubblica Federale Tedesca.
19
RADIO VATICANA
Chiesa – 19.57
4 Aprile 2008
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=197277
home > Chiesa > notizia
04/04/2008 19.57.18
ITALIA Dottorato honoris causa in comunicazione al card. Camillo Ruini
ROMA, 4apr08 - Il cardinale Camillo Ruini ha “mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che
esprime un vero rispetto per l’opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce dalla comprensione del
rapporto che lega la cultura con la comunicazione”. È una delle motivazioni con cui la Facoltà di
comunicazione sociale istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce conferirà il dottorato honoris
causa in comunicazione sociale istituzionale al card. Ruini. La cerimonia per il conferimento del dottorato si
terrà il 9 aprile nell’“Aula Magna Giovanni Paolo II” della Facoltà (ore 17, Piazza di Sant’Apollinare 49). L’atto
sarà presieduto dal gran cancelliere dell’Università, mons. Javier Echevarría. “Il dottorato - informa
l’Università in una nota diffusa oggi - premierà anche il ruolo propulsivo del cardinal Ruini rispetto ai media
cattolici in Italia, come la creazione dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, il rilancio del
quotidiano Avvenire e dell’agenzia Sir, la creazione dell'emittente Sat2000 e del circuito radiofonico Inblu”.
Nel corso della stessa cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa ad Alfonso Nieto, primo
professore ordinario di comunicazione in Spagna (1976), per essere stato un “pioniere nel riconoscimento
degli studi di comunicazione a livello universitario in Europa”.
( www.pusc.it. - MANCINI)
20
ANSA
ANSA
POL
POL 11.11
05/04/2008
5 Aprile 2008
11.11.55
AGENDA INFORMAZIONI RELIGIOSE DELLA SETTIMANA
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 5 APR - Questi sono i principali avvenimenti religiosi previsti da domenica
6 a sabato 12 aprile 2008: * MERCOLEDI' 9 APRILE - Citta' del Vaticano (10:30) - Udienza generale di
Benedetto XVI. - Roma (10:30) - Seconda tappa della presentazione del volume ''Fondamento e dimensione
oggettiva della fede, secondo la dottrina cattolica romana ed evangelica luterana''. Presso la Pontificia
Universita' Lateranense. Interventi di mons. Rino Fisichella e mons. Vincenzo Paglia. - Roma (17:00) Cerimonia per il conferimento del dottorato Honoris Causa in Comunicazione sociale istituzionale al card.
Camillo Ruini e al prof. Alfonso Nieto. Presso l'aula Magna Giovanni Paolo II della Pontificia universita' della
Santa Croce, Palazzo dell'Apollinare, piazza di Sant'Apollinare 49.
(ANSA). Y43-GR 05-APR-08 11:06 NNN
21
PETRUS
www.papanews.it - Id 6785
5 Aprile 2008
http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=6785
5.04.08
Mercoledì prossimo il conferimento della Laurea Honoris Causa in
Comunicazione Sociale e Istituzionale al Cardinale Ruini da parte
dell’Università della Santa Croce
CITTA’ DEL VATICANO - Mercoledì 9 aprile, presso l'Aula Magna Giovanni Paolo II (Palazzo dell'Apollinare
- Piazza di Sant'Apollinare, 49) della Pontificia Università della Santa Croce, si terrà la Cerimonia per il
Conferimento del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale al Cardinale Camillo Ruini
e al Chiarissimo Professor Alfonso Nieto. L'atto avrà inizio alle ore 17.00 e sarà presieduto dal Gran
Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, Monsignor Javier
Echevarría. Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale
della Pontificia Università della Santa Croce a conferire un dottorato honoris causa al Cardinale Ruini rientra
"l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza
Episcopale presentò alla Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come
descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia e antropologica della cultura stessa: così intesa essa si
estende dalle convinzioni più profonde riguardo al significato e al destino della nostra vita e dell'intera realtà
fino ai comportamenti più minuti e concreti. La cultura costituisce allora il terreno fondamentale di crescita, o
invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione del
Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o
comportamenti". Da quella impostazione sono sorte molte iniziative, alcune più visibili, con cui i cristiani
stanno autonomamente dando un contributo storico alla definizione della convivenza sociale in Italia. Il
Cardinale Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto
per l'opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce della comprensione del rapporto che lega la
cultura con la comunicazione". Questo atteggiamento dialogico, "gli è valso il riconoscimento di interlocutore
di chi, non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla
dignità della persona umana". Il dottorato premierà anche il ruolo "propulsivo" del Cardinal Ruini rispetto ai
media cattolici in Italia, come la creazione dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del
quotidiano Avvenire e dell'agenzia SIR, la creazione dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu.
Nel corso della stessa cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso
Nieto, per essere stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in
Europa". Alfonso Nieto è il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed è un'autorità
internazionale negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, è stato per dodici
anni Rettore dell'Università di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e
lezioni per conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli U.S.A., l'Università degli Studi
Stranieri di Kyoto (Giappone), il governo della Repubblica Federale Tedesca. È stato inoltre membro della
giunta interministeriale spagnola - Ministero dell'Informazione e Ministero dell'Educazione - per la stesura
della Ley de Educacíon e per l'organizzazione delle facoltà iberiche di Scienze della Comunicazione (19691975). Al suo lavoro in quella commissione si deve il riconoscimento universitario, per la prima volta in
Europa, degli studi di giornalismo e comunicazione. Il riconoscimento della Facoltà di Comunicazione
Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce gli deriva, inoltre, dal fatto di essere stato
"uno dei promotori della stessa, con la quale ha continuato a collaborare come docente in tutti i corsi
accademici sin dalla sua fondazione". Il programma della cerimonia prevede la Laudatio del Cardinale
Camillo Ruini da parte del Professor Norberto González Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica e già
Decano della Facoltà di Comunicazione presso la Santa Croce; la consegna del diploma al dottorando e la
lezione magistrale del Card. Camillo Ruini. La Laudatio del Professor Alfonso Nieto è invece affidata al
22
Professor José María La Porte, Vice Decano della Facoltà di Comunicazione; alla consegna del diploma
seguirà la lezione magistrale del Professor Alfonso Nieto.
UNCS
CEI
5 Aprile 2008
http://www.progettoculturale.it/pls/cci_new_v3/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=4312
Comunicazione e cultura, laurea honoris causa al cardinale Ruini
Avrà luogo a Roma il 9 aprile 2008 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna Giovanni Paolo II della Pontificia
Università della Santa Croce, la cerimonia per il conferimento del Dottorato Honoris Causa in
Comunicazione Sociale Istituzionale a Sua Em.za Card. Camillo Ruini, Vicario del Papa per la Diocesi di
Roma.
La cerimonia sarà presieduta dal Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato
dell'Opus Dei S. E. Mons. Javier Echevarría. “Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di
Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce – viene spiegato in una
nota dell’Ateneo - a conferire un dottorato honoris causa al Card. Ruini rientra "l'intuizione del progetto
culturale orientato in senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza Episcopale presentò alla
Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino, spiga una nota della Pontificia università Santa Croce. Il dottorato
premierà anche il ruolo "propulsivo" del Cardinal Ruini rispetto ai media cattolici in Italia, come la creazione
dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e dell'agenzia SIR, la
creazione dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico InBlu”.
23
ADNKRONOS
ADNK
CRO
06/04/2008
CRO 17.19
6 Aprile 2008
17.19.50
UNIVERSITA': DOTTORATO HONORIS CAUSA PER CARD. RUINI DA
PONTIFICIA SANTA CROCE CONFERITO ANCHE AL PROFESSORE
ALFONSO NIETO
Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - Sara' conferito il Dottorato Honoris Causa in Comunicazoine Sociale
Istituzionale al Card. Camillo Ruini e al professore Alfonso Nieto dalla Pontificia Universita' della Santa
Croce. La cerimonia si terra' mercoledi' 9 marzo nell'aula Magna Giovanni Paolo II (Palazzo dell'Apollinare Piazza di Sant'Apollinare, 49) alle 17 e sara' presieduta dal Gran Cancelliere della Pontificia Universita' della
Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, Mons. Javier Echevarri'a. Tra le motivazioni che hanno spinto la
giovane Facolta' di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Universita' della Santa Croce a
conferire un dottorato honoris causa al card. Ruini rientra "l'intuizione del progetto culturale orientato in
senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza Episcopale presento' alla Chiesa in Italia nel 1994
a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia
e antropologica della cultura stessa: cosi' intesa essa si estende dalle convinzioni piu' profonde riguardo al
significato e al destino della nostra vita e dell'intera realta' fino ai comportamenti piu' minuti e concreti. La
cultura costituisce allora il terreno fondamentale di crescita, o invece di alienazione e deviazione delle
persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo
confronto con altre e diverse concezioni, scelte o comportamenti". Da quella impostazione sono sorte molte
iniziative, alcune piu' visibili, con cui i cristiani stanno autonomamente dando un contributo storico alla
definizione della convivenza sociale in Italia. Il cardinale Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria
sensibilita' comunicativa che esprime un vero rispetto per l'opinione pubblica. Tale sensibilita' comunicativa
nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione". Questo atteggiamento
dialogico, "gli e' valso il riconoscimento di interlocutore di chi, non avendo fede cattolica, condivide le ragioni
di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignita' della persona umana". Il dottorato premiera' anche
il ruolo "propulsivo" del card. Ruini rispetto ai media cattolici in Italia, come la creazione dell'Ufficio Nazionale
per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e dell'agenzia Sir, la creazione dell'emittente
SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu. (segue) (Rre/Opr/Adnkronos) 06-APR-08 17:15 NNNN
24
ADNK
CRO
06/04/2008
17.43.47
UNIVERSITA': DOTTORATO HONORIS CAUSA PER CARD. RUINI DA
PONTIFICIA SANTA CROCE (2)
(Adnkronos) - Verra' conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso Nieto, per essere
stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in Europa". Alfonso
Nieto e' il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed e' un'autorita' internazionale
negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, e' stato per dodici anni Rettore
dell'Universita' di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e lezioni per
conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli Usa, l'Universita' degli Studi Stranieri di
Kyoto (Giappone), il governo della Repubblica Federale Tedesca. E' stato inoltre membro della giunta
interministeriale spagnola - Ministero dell'Informazione e Ministero dell'Educazione - per la stesura della Ley
de Educaci'on e per l'organizzazione delle facolta' iberiche di Scienze della Comunicazione (1969-1975). Al
suo lavoro in quella commissione si deve il riconoscimento universitario, per la prima volta in Europa, degli
studi di giornalismo e comunicazione. Il riconoscimento della Facolta' di Comunicazione Sociale Istituzionale
della Pontificia Universita' della Santa Croce gli deriva, inoltre, dal fatto di essere stato "uno dei promotori
della stessa, con la quale ha continuato a collaborare come docente in tutti i corsi accademici sin dalla sua
fondazione". Il programma della cerimonia prevede la Laudatio del card. Ruini da parte del prof. Norberto
Gonza'lez Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica e gia' Decano della Facolta' di Comunicazione presso la
Santa Croce; la consegna del diploma al dottorando e la lezione magistrale di Ruini. La Laudatio del prof.
Nieto e' invece affidata al prof. Jose' Mari'a La Porte, Vice Decano della Facolta' di Comunicazione e dopo la
consegna del diploma seguira' la lezione magistrale di Nieto. (Rre/Opr/Adnkronos) 06-APR-08 17:39 NNNN
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IL TEMPO
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6 Aprile 2008
FIDEST
CODE09/18238
7 Aprile 2008
FIDEST
CODE09/18283 (7/4) (fidest) Roma Mercoledì 9 aprile alle ore 17.00, presso l'Aula Magna Giovanni
Paolo II (Palazzo dell'Apollinare - Piazza di Sant'Apollinare, 49) della Pontificia Università della Santa Croce,
si terrà la Cerimonia per il Conferimento del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale
a S. Em. R. Card. Camillo Ruini e al Chiarissimo Prof. Alfonso Nieto. L'atto sarà presieduto dal Gran
Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, S. Ec.R. Mons. Javier
Echevarría.Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale
della Pontificia Università della Santa Croce a conferire un dottorato honoris causa al Card. Ruini rientra
"l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza
Episcopale presentò alla Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come
descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia e antropologica della cultura stessa: così intesa essa si
estende dalle convinzioni più profonde riguardo al significato e al destino della nostra vita e dell'intera realtà
fino ai comportamenti più minuti e concreti (Š) La cultura costituisce allora il terreno fondamentale di
crescita, o invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione
del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o
comportamenti" .Da quella impostazione sono sorte molte iniziative, alcune più visibili, con cui i cristiani
stanno autonomamente dando un contributo storico alla definizione della convivenza sociale in Italia. Il
Cardinale Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto
per l'opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce della comprensione del rapporto che lega la
cultura con la comunicazione". Questo atteggiamento dialogico, "gli è valso il riconoscimento di interlocutore
di chi, non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla
dignità della persona umana". Il dottorato premierà anche il ruolo "propulsivo" del Cardinal Ruini rispetto ai
media cattolici in Italia, come la creazione dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del
quotidiano Avvenire e dell'agenzia SIR, la creazione dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu.
Nel corso della stessa cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso
Nieto, per essere stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in
Europa".Alfonso Nieto è il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed è un'autorità
internazionale negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, è stato per dodici
anni Rettore dell'Università di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e
lezioni per conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli U.S.A., l'Università degli Studi
Stranieri di Kyoto (Giappone), il governo della Repubblica Federale Tedesca. Il programma della cerimonia
prevede la Laudatio di S. Em.R. Card. Camillo Ruini da parte del prof. Norberto González Gaitano, Ordinario
di Opinione Pubblica e già Decano della Facoltà di Comunicazione presso la Santa Croce; la consegna del
diploma al dottorando e la lezione magistrale del Card. Camillo Ruini.La Laudatio del Prof. Alfonso Nieto è
invece affidata al prof. José María La Porte, Vice Decano della Facoltà di Comunicazione; alla consegna del
diploma seguirà la lezione magistrale del prof. Alfonso Nieto.
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AGI
OL0
07/04/2008
OL0 8.14
9 Aprile 2008
8.14.29
12 TACCUINO SETTIMANALE: MERCOLEDI' (2)
(AGI) - Roma, 7 aprile - M E R C O L E D I' (9 aprile) - Roma: Alitalia - Riprende il confronto con i sindacati
(ore 11). - Roma: Polizia Penitenziaria - Il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, partecipa al tavolo di confronto
con i sindacati organizzato dal capo del Dap, Ettore Ferrara (sede Dipartimento). - Roma: Pontificia
Universita' della Santa Croce - Cerimonia per il conferimento del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione
sociale Istituzionale al card.Camillo Ruini e al prof. Alfonso Nieto. Presiede la cerimonia mons.Javier
Echevarria (Palazzo Apollinare, piazza S.Apollinare 49, Aula Magna Giovanni Paolo II, ore 17). - Roma:
Forum Nazionale dei Giovani - Conferenza stampa di presentazione del manifesto e della lettera dei Giovani
alla futura classe politica. Presenti Marcello Veneziani e il prof. Tito Boeri (Hotel Nazionale, piazza
Montecitorio, ore 10). - Roma: Occupazione - Presentazione ricerca Istituto Iard per Adecco su "Formazione
e investimento in capitale umano" (Roma Eventi, piazza di Spagna, via Alibert 5a, ore 10,30). - Perugia:
Festival Internazionale del Giornalismo (fino al 13 aprile). (AGI) Ben 070811 APR 08 NNNN
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BUR
www.bur.it
9 Aprile 2008
http://www.bur.it/2008/N_M_080025.php
Pontificia Univ. della S.Croce
Conferimento del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale
Istituzionale a S. Em.R. Card. Camillo Ruini e al Prof. Alfonso Nieto
Mercoledì 9 aprile, presso l'Aula Magna Giovanni Paolo II (Palazzo dell'Apollinare - Piazza di
Sant'Apollinare, 49) della Pontificia Università della Santa Croce, si terrà la Cerimonia per il Conferimento
del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale a S. Em. R. Card. Camillo Ruini e al
Chiarissimo Prof. Alfonso Nieto. L'atto avrà inizio alle ore 17.00 è sarà presieduto dal Gran Cancelliere della
Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, S. Ec.R. Mons. Javier Echevarría.
Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della
Pontificia Università della Santa Croce a conferire un dottorato honoris causa al Card. Ruini rientra
"l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano", che l'allora Presidente della Conferenza
Episcopale presentò alla Chiesa in Italia nel 1994 a Montecassino. Alla base di questo progetto sta, come
descrive lo stesso promotore, "una accezione ampia e antropologica della cultura stessa: così intesa essa si
estende dalle convinzioni più profonde riguardo al significato e al destino della nostra vita e dell'intera realtà
fino ai comportamenti più minuti e concreti (Š) La cultura costituisce allora il terreno fondamentale di
crescita, o invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l'incarnazione
del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o
comportamenti".
Da quella impostazione sono sorte molte iniziative, alcune più visibili, con cui i cristiani stanno
autonomamente dando un contributo storico alla definizione della convivenza sociale in Italia. Il Cardinale
Ruini ha quindi "mostrato una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto per
l'opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura
con la comunicazione". Questo atteggiamento dialogico, "gli è valso il riconoscimento di interlocutore di chi,
non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignità della
persona umana".
Il dottorato premierà anche il ruolo "propulsivo" del Cardinal Ruini rispetto ai media cattolici in Italia, come la
creazione dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del quotidiano Avvenire e dell'agenzia
SIR, la creazione dell'emittente SAT2000 e del circuito radiofonico Inblu.
Nel corso della stessa cerimonia verrà conferito il dottorato honoris causa parimenti al professor Alfonso
Nieto, per essere stato un "pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario in
Europa".
Alfonso Nieto è il primo professore ordinario di Comunicazione in Spagna (1976) ed è un'autorità
internazionale negli studi di Economia della Comunicazione. Tra i suoi numerosi incarichi, è stato per dodici
anni Rettore dell'Università di Navarra. Ha pubblicato circa cinquanta libri e articoli e ha tenuto conferenze e
lezioni per conto di istituzioni internazionali come il Dipartimento di Stato degli U.S.A., l'Università degli Studi
Stranieri di Kyoto (Giappone), il governo della Repubblica Federale Tedesca.
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È stato inoltre membro della giunta interministeriale spagnola - Ministero dell'Informazione e Ministero
dell'Educazione - per la stesura della Ley de Educacíon e per l'organizzazione delle facoltà iberiche di
Scienze della Comunicazione (1969-1975).
Al suo lavoro in quella commissione si deve il riconoscimento universitario, per la prima volta in Europa,
degli studi di giornalismo e comunicazione. Il riconoscimento della Facoltà di Comunicazione Sociale
Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce gli deriva, inoltre, dal fatto di essere stato "uno dei
promotori della stessa, con la quale ha continuato a collaborare come docente in tutti i corsi accademici sin
dalla sua fondazione".
Il programma della cerimonia prevede la Laudatio di S. Em.R. Card. Camillo Ruini da parte del prof.
Norberto González Gaitano, Ordinario di Opinione Pubblica e già Decano della Facoltà di Comunicazione
presso la Santa Croce; la consegna del diploma al dottorando e la lezione magistrale del Card. Camillo
Ruini.
La Laudatio del Prof. Alfonso Nieto è invece affidata al prof. José María La Porte, Vice Decano della Facoltà
di Comunicazione; alla consegna del diploma seguirà la lezione magistrale del prof. Alfonso Nieto.
BUR.IT 07.04.08
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AVVENIRE
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9 Aprile 2008
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AGI
RO0
09/04/2008
RO0 11.55 – 11.58
9 Aprile 2008
11.55.51
MEDIA: RUINI,PREVALGONO ORIENTAMENTI NON FAVOREVOLI A
CHIESA
(AGI) - CdV, 9 apr. - In Italia, "nella comunicazione sociale" prevalgono "almeno sul piano quantitativo"
"orientamenti non favorevoli alla Chiesa". Lo rileva il card. Camillo Ruini nella "lectio magistralis" alla
Pontificia Universita' Santa Croce, in occasione del conferimento della laurea "honoris causa" in
Comunicazione sociale istituzionale. "Molti - dice il cardinale - ritengono che anche sul piano mediatico la
Chiesa in Italia sia fin troppo presente". Ma questo "e' vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello
dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne
risulta un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e
purtroppo anche del messaggio di salvezza che le e' affidato". L'ex presidente della Cei non intende con
questo disprezzare "tutto il lavoro" svolto per mettere in luce nella cultura e nella comunicazione sociale la
sostanza viva del cristianesimo". Un lavoro - sottolinea - compiuto "dai media cattolici" ma "anche, e sempre
piu'", da giornalisti di matrice culturale "laica", "profondamente sensibili alle implicazioni antropologiche ed
alla rilevanza pubblica del cristianesimo". (AGI) Siz 091152 APR 08 NNNN
RO0
09/04/2008
11.58.30
MEDIA: RUINI,PREVALGONO ORIENTAMENTI NON FAVOREVOLI A
CHIESA (2)
(AGI) - CdV, 9 apr. - "Ero da poco segretario della Cei e - racconta Ruini riferendo un episodio del 1987 tenevo una conferenza stampa dopo ogni sessione del Consiglio Episcopale Permanente, per presentare il
comunicato finale dei lavori. Ci furono domande incalzanti e un confronto piuttosto acceso. Un sacerdote mio
amico, che aveva molta esperienza di comunicazione sociale, mons. Giuseppe Cacciami, allora Presidente
della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, aveva seguito la conferenza stampa e, qualche giorno dopo,
mi disse che gli ero sembrato un teologo medievale il quale, armato della logica scolastica, disputava con i
giornalisti, i quali si muovevano invece all'interno delle attuali logiche e modalita' di comunicazione". "Piu' di
vent'anni di conferenze stampa e di interviste - conclude il cardinale - mi hanno poi insegnato qualcosa
riguardo all'utilizzo di tali logiche e modalita' da parte di un rappresentante della Chiesa. Soprattutto, pero',
mi sono reso conto ben presto della necessita', per la Chiesa stessa, di migliorare e sviluppare le proprie
capacita' di essere presente nel mondo dei media, per far conoscere all'opinione pubblica il suo vero volto e
soprattutto il messaggio di cui e' portatrice". (AGI) Siz 091155 APR 08 NNNN
http://www.agi.it/italy/news/200804091513-cro-ren0058-art.html
MEDIA: RUINI, ANTI-CHURCH ATTITUDE INCREASING
(AGI) - Vatican City, April 9 - In Italy, "in social communications, at least on a quantitative level, an antichurch orientation" is prevailing. Cardinal Camillo Ruini said this in his "lectio magistralis" at the 'University
Santa Croce', on the occasion of the honorary degree in social communication. Many, the cardinal said
"believe that the church in Italy is too much present". But this "is only true from a certain viewpoint, regarding
the relations between church and politics, or with money or the problems of sexual abuse. This results in a
distorted picture, mostly negative and often caricaturising the church, and unfortunately also its message of
salvation". The former president of the Bishops Conference doesn't want to scorn "all the work" carried out to
report on Christianity. Work, he underlined "carried out by the Catholic media" but "also and increasingly" by
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"laic" journalists, "deeply caring about the anthropological implications and the public relevance of
Christianity".
AP COM
AP
ALR
09/04/2008
ALR 11.57 - 12.18 – 18:28 – 19.09
9 Aprile 2008
11.57.32
*CHIESA/ RUINI: NEI MASS MEDIA ITALIANI E' VISTA CON SFAVORE
Oggi laurea honoris causa in comunicazione a università Opus dei
Roma, 9 apr. (Apcom) - Nei mass media, anche in quelli italiani, prevalgono, nei confronti della Chiesa
cattolica, "orientamenti non favorevoli", secondo il cardinale Camillo Ruini. "Come segretario e poi come
presidente della Cei, e anche come vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma, il mio incarico mi ha
quasi costretto a fare i conti con la sproporzione che esisteva, e che anche oggi non è del tutto superata, tra
la presenza capillare che, almeno in Italia, la Chiesa ha nel vissuto quotidiano della gente, sul versante
religioso, caritativo, familiare... ed il suo rilievo assai minore nella 'cultura pubblica' e nella comunicazione
sociale", afferma Ruini nella 'lectio magistralis' che pronuncerà oggi in occasione del conferimento della
laurea 'honoris causa' in comunicazione sociale istituzionale da parte dell'università dell'Opus dei, la
Pontificia università della Santa Croce, a Roma. L'ex presidente della Cei non manca di rilevare, nel suo
discorso anticipato dall''Avvenire', che "molti ritengono invece che anche sul piano mediatico la Chiesa in
Italia sia fin troppo presente, specialmente nella persona del Santo Padre e ahimè anche del cardinal Ruini",
ma questo, secondo il porporato, "è vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della
Chiesa con la politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne risulta secondo Ruini - un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa
stressa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato". Secondo il vicario del Papa per
Roma, "anche in Italia, nella comunicazione sociale prevalgono ancora, almeno sul piano quantitativo, quegli
orientamenti non favorevoli alla Chiesa a cui ho accennato". (segue) Ska 09-APR-08 11:52 NNNN
AP
ALR
09/04/2008
12.18.59
CHIESA/ RUINI: NEI MASS MEDIA ITALIANI E' VISTA CON SFAVORE -2Ma "sempre più" anche giornalisti laici sensibili a cristianesimo
Roma, 9 apr. (Apcom) - Il cardinal Ruini tiene a precisare che non tutti i mass media danno della Chiesa
cattolica un'immagine negativa. "Conosco e apprezzo grandemente tutto il lavoro in atto, spesso con brillanti
risultati, per mettere in luce nella cultura e nella comunicazione sociale, la sostanza viva del cristianesimo.
Un lavoro, questo, compiuto dai media cattolici o di ispirazione cristiana ma - tiene ad aggiungere in quello
che sembra un riferimento a giornalisti come Giuliano Ferrara - anche, e sempre di più, da giornalisti ed
opinionisti di matrice culturale 'laica', profondamente sensibili alle implicazioni antropologiche ed alla
rilevanza pubblica del cristianesimo". Il cardinal Ruini, peraltro, confida, nella sua 'lectio magistralis', di non
essere soddisfatto della propria immagine pubblica. "Può essere prezioso un atteggiamento sereno e anche
gioioso, accompagnato dal senso dell'umorismo, che ci aiuta a non prendere troppo sul serio noi stessi",
afferma, spiegando come un personaggio pubblico di Chiesa dovrebbe affrontare i mass media.
"Personalmente tutto ciò mi riesce in maniera abbastanza spontanea nelle omelie negli incontri con le
persone e el comunità: ho sperimentato molte volte quanto efficace sia, semplicemente, il mostrarsi
sorridente. A livello di comunicazione pubblica - aggiunge - l'immagine che ho dato è purtroppo piuttosto
diversa, fatti salvi i casi nei quali mi sono sentito particolarmente a mio agio". Ska 09-APR-08 12:14 NNNN
34
AP
ALR
09/04/2008
18.28.48
RUINI RICEVE LAUREA H.C.: DA MEDIA IMMAGINE CARICATURALE
CHIESA RUINI RICEVE LAUREA H.C.: DA MEDIA IMMAGINE
CARICATURALE CHIESA Folta platea applaude riconoscimento a ex
presidente Cei
Roma, 9 apr. (Apcom) - Il cardinale Camillo Ruini che indossa la veste accademica e il cappello quadrato
all'americana è un'immagine insolita; questo pomeriggio l'ex presidente della Cei ha ricevuto la laurea
honoris causa in Comunicazione sociale da parte della Pontificia Università della Santa Croce e la folta
platea ha potuto ammirare un Ruini 'diverso'. Al posto della mozzetta, dunque, la veste celeste e al posto
della porpora il tipico copricapo universitario. La lectio magistralis del vicario del Papa per la diocesi di
Roma, è stata accompagnata da applausi scroscianti del pubblico, a tratti anche divertito dalle battute del
cardinale Ruini, che ha ammesso il ruolo difficile di comunicatore. Al porporato sono stati così consegnati
l'anello e il diploma di laurea dall'Ateneo dell'Opus Dei. Al termine del suo intervento, una cordiale stretta di
mano con Gianni Letta ha catturato l'attenzione dei fotografi. "Molti ritengono che anche sul piano mediatico
la Chiesa italiana sia fin troppo presente, specialmente nella persona del Papa e, ahimé, anche del cardinale
Ruini - ha detto - ma questo è vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della chiesa
con la politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne risulta - ha aggiunto
Ruini - un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volta caricaturale della chiesa stessa, e
purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato". Insieme a Ruini, la laurea honoris causa è
stata assegnata al professor Alfonso Nieto. Tra il pubblico hanno partecipato la senatrice teodem Paola
Binetti, Gianni Letta, Ettore Bernabei, l'ex portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Tra le autorità
ecclesiastiche, il cardinale Bernard Law, Julian Herranz, monsignor Giuseppe Betori, Rino Fisichella,
Claudio Giuliodori, il direttore di Avvenire, Dino Boffo, e quello del Sir, Paolo Bustaffa. Ssa/Max 09-APR-08
18:24 NNNN
AP
ALR
09/04/2008
19.09.43
0 * ELEZIONI/ MONS. BETORI: IN QUESTI GIORNI E' MEGLIO TACERE *
ELEZIONI/ MONS. BETORI: IN QUESTI GIORNI E' MEGLIO TACERE Cita
Ruini: "Un bel tacere non fu mai scritto"
Roma, 9 apr. (Apcom) - "In questa circostanza è meglio tacere". Taglia corto monsignor Giuseppe Betori,
segretario della Conferenza episcopale italiana, interpellato dai giornalisti sul clima della campagna
elettorale a pochi giorni dal voto. "Come ha detto il cardinale Ruini nella sua lectio magistralis - ha proseguito
Betori - 'un bel tacere non fu mai scritto'". Anche il cardinale Ruini non ha voluto rispondere alle domande dei
giornalisti sui temi della politica. Ssa/Dav 09-APR-08 19:05 NNNN
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PETRUS
www.papanews.it / IdNews=6879
9 Aprile 2008
http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=6879
Fede e Comunicazione, il Cardinale Ruini preoccupato: "In Italia
orientamenti contrari alla Chiesa"
CITTA’ DEL VATICANO - In Italia, "nella comunicazione sociale" prevalgono, "almeno sul piano
quantitativo", "orientamenti non favorevoli alla Chiesa". Lo rileva il Cardinale Camillo Ruini (nella foto),
Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, nella "Lectio Magistralis" alla Pontificia Universita' della Santa
Croce, in occasione del conferimento della Laurea "Honoris Causa" in Comunicazione sociale e istituzionale.
"Molti - dice il porporato - ritengono che anche sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente".
Ma questo "e' vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la politica, o
con il denaro, o con problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne risulta un'immagine troppo parziale,
prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di
salvezza che le e' affidato". L'ex Presidente della Cei non intende con questo disprezzare "tutto il lavoro"
svolto per mettere in luce nella cultura e nella comunicazione sociale “la sostanza viva del cristianesimo". Un
lavoro - sottolinea il Cardinale Ruini - compiuto "dai media cattolici" ma "anche, e sempre piu'", da giornalisti
di matrice culturale "laica", "profondamente sensibili alle implicazioni antropologiche e alla rilevanza pubblica
del cristianesimo".
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ASCA
ASC
CRO
09/04/2008
CRO, 12.27
9 Aprile 2008
12.27.22
8 RUINI: SUI MEDIA PREVALE IMMAGINE NEGATIVA DELLA CHIESA
(ASCA) - Roma, 9 apr - ''La sproporzione tra la presenza capillare che, in Italia, la Chiesa ha nel vissuto
quotidiano della gente, sul versante religioso, caritativo, familiare, educativo ed il suo rilievo assai minore
nella ''cultura pubblica' e nella comunicazione sociale'' ''non e' del tutto superata'': a dirlo e' il card. Camillo
Ruini, Vicario del papa per la citta' di Roma e per oltre vent'anni segretario prima e presidente poi della
Conferenza episcopale italiana. Ruini riceve oggi pomeriggio alla Pontificia Universita' della Santa Croce a
Roma un dottorato honoris causa in Comunicazione sociale istituzionale e il quotidiano della Cei '''Avvenire''
anticipa oggi il testo della sua ''lectio magistralis'. Ruini riconosce che ''molti ritengono che sul piano
mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente, specialmente nella persona del Papa, e, ahime', anche
del cardinale Ruini''. Ma per il cardinale ''questo e' vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei
rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi''. ''Ne
risulta - conclude Ruini - un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della
Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le e' affidato''. Malgrado il rafforzamento,
che Ruini rivendica agli anni del suo mandato, dei ''media' della Cei, come ''Avvenire stesso'', l'agenzia Sir, il
canale tv Sat2000 e il circuito radiofonico, e malgrado l'apporto crescente ''di giornalisti ed opinionisti di
matrice culturale 'laica', profondamente sensibili alle implicazioni antropologiche ed alla rilevanza pubblica
del cristianesimo'', per il cardinal Vicario, ''in Italia, nella comunicazione sociale prevalgono ancora, almeno
sul piano quantitativo, orientamenti non favorevoli alla Chiesa''. asp/sam/ss 091225 APR 08 NNNN
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AGENZIA RADICALE
www.agenziaradicale.com
9 Aprile 2008
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=4240&Itemid=51
Camillo Ruini: la Chiesa maltrattata dai media
mercoledì 09 aprile 2008
Malgrado tutto, della Chiesa prevale sui media un'immagine negativa. Questa in sostanza l'opinione di
Camillo Ruini, neo-dottore honoris causa in Comunicazione sociale alla Pontificia Università della Santa
Croce. Per Ruini - che ha anticipato il testo della sua lectio magistralis - "non è del tutto superata
sproporzione tra la presenza capillare che, in Italia, la Chiesa ha nel vissuto quotidiano della gente, sul
versante religioso, caritativo, familiare, educativo ed il suo rilievo assai minore nella ‘cultura pubblica' e nella
comunicazione sociale''.
Ruini ammette che ''molti ritengono che sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente,
specialmente nella persona del Papa, e, ahimè, anche del cardinale Ruini''. Tuttavia ''questo è vero soltanto
sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con le
problematiche del sesso e dei suoi abusi''. ''Ne risulta - secondo Ruini - un'immagine troppo parziale,
prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di
salvezza che le è affidato''.
Malgrado il rafforzamento, che Ruini rivendica agli anni del suo mandato, dei ''media' della Cei, come
''Avvenire stesso'', l'agenzia Sir, il canale tv Sat2000 e il circuito radiofonico, e malgrado l'apporto crescente
''di giornalisti ed opinionisti di matrice culturale 'laica', profondamente sensibili alle implicazioni
antropologiche ed alla rilevanza pubblica del cristianesimo'', per il cardinal Vicario, ''in Italia, nella
comunicazione sociale prevalgono ancora, almeno sul piano quantitativo, orientamenti non favorevoli alla
Chiesa''.
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ANSA
ANS
POL
09/04/2008
POL 14.56 – 18.43 – 19.08
9 Aprile 2008
14.56.45
RUINI:DA MEDIA IMMAGINE PARZIALE E CARICATURALE DELLA
CHIESA DISCORSO PER LAUREA HONORIS CAUSA DA UNIVERSITA'
S.CROCE
(ANSA) - ROMA, 9 APR - ''Un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale
della Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le e' affidato''. ''Il lavoro compiuto dai
media cattolici per mettere in luce nella cultura e nella comunicazione sociale la sostanza viva del
cristianesimo''. L'impegno di ''evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo''. Sono i punti principali della
'lectio magistralis' che il cardinale Camillo Ruini oggi pronuncera' ricevendo la 'laurea honoris causa' in
comunicazione, conferitagli dalla Universita' della Santa Croce, di Roma. Il testo del discorso e' stato
anticipato da Avvenire. Il vicario del Papa riconosce di aver personalmente fatto dei passi avanti in ''piu' di
vent'anni di conferenze stampa e di interviste'' che, spiega, gli hanno insegnato ''qualcosa riguardo all'utilizzo
di logiche e modalita' proprie della moderna comunicazione di massa''. Anche se ''ancora oggi a livello di
comunicazione pubblica - si rammarica - l'immagine che ho dato e' purtroppo piuttosto diversa da quella
serena e gioiosa'' data nelle ''omelie, negli incontri con le persone e le comunita'''. L'ex presidente della Cei
ricorda il lavoro fatto in questi anni sul versante della ''creazione o potenziamento dei mezzi di
comunicazione cattolici, dal quotidiano Avvenire ai settimanali cattolici, dall'agenzia Sir all'emittente
televisiva Sat 2000''. Il secondo versante di impegno e' stato di andare ''alle radici'' attraverso ''il progetto
culturale orientato in senso cristiano'': ''evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo, mostrando che
essa, storicamente impregnata e in larga misura plasmata dal cattolicesimo, puo' rinnovarsi ed inoltrarsi nel
futuro traendo da essa nuova linfa ed ispirazione''. Il cardinale riconosce che ''la cultura di oggi e'
caratterizzata in profondita' dalla comunicazione sociale'' e che occorre ''la ricerca di un dialogo a tutto
campo con l'intero mondo della comunicazione''. In questo campo il prelato rilancia ''il grande ruolo del
laicato cattolico''. Al termine della sua 'lectio' il vicario indica cinque regole della comunicazione sociale. ''La
comunicazione e' sempre piu' importante, ma non basta da sola e non e' nemmeno la via piu' efficace''. Poi,
''a livello di comunicazione istituzionale - precisa il cardinale - bisogna avere un'idea precisa del messaggio
ed esprimerlo con un linguaggio sobrio'', ma e' anche valido il vecchio proverbio ''un bel tacer non fu mai
scritto''. In terzo luogo ''non solo le parole ma tutto l'atteggiamento del comunicatore devono cercare di
veicolare l'amore di Dio'', sapendo che ''un atteggiamento sereno e gioioso, accompagnato al senso
dell'umorismo'' puo' ''essere prezioso''. La quarta indicazione data dal cardinale riguarda la ''seria
professionalita' acquisita con uno studio previo, un continuo aggiornamento e un quotidiano esercizio della
professione''. Infine ''la professionalita' si deve sposare con l'umile ma decisa ricerca della santita', anche
attraverso il lavoro''. Al termine il cardinale Ruini ammonisce ''a non cercare di mettere in mostra noi stessi,
non perseguire il protagonismo o la soddisfazione personale'' nel modo di comunicare. (ANSA). I85-CHR 09APR-08 14:52 NNN
39
POL
09/04/2008
18.43.04
RUINI: RICEVE DOTTORATO AD HONOREM IN COMUNICAZIONE
SOCIALE (V. 'RUINI: DA MEDIA IMMAGINE PARZIALE...' DELLE 14:52)
(ANSA) - ROMA, 9 APR - Un dottorato honoris causa in Comunicazione Sociale Istituzionale a uno dei
maggiori ''comunicatori'' della Chiesa italiana. E' quello che e' stato conferito questo pomeriggio dalla
Pontificia Universita' della Santa Croce, che fa capo all'Opus Dei, al cardinale vicario Camillo Ruini. Tra le
motivazioni che hanno spinto la Facolta' di Comunicazione Sociale Istituzionale del Pontificio Ateneo ad
assegnare il titolo ad honorem a Ruini rientra ''l'intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano''.
L'ex presidente della Cei e' stato accolto con grandi applausi nell'aula magna ''Giovanni Paolo II'' della Santa
Croce, dove ha pronunciato la sua 'lectio magistralis' dedicata al lavoro compiuto dai media cattolici e
all'impegno per ''evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo''. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, il
rettore della Lateranense mons. Rino Fisichella, l'ex direttore della sala stampa vaticana Joaquin NavarroValls, il segretario della Cei mons. Giuseppe Betori, il cancelliere della Santa Croce e prelato dell'Opus Dei,
mons. Javier Echevarria, i cardinali Julian Herranz e Bernard Law. Presenti anche la senatrice Paola Binetti,
l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Lux Vide Ettore Bernabei.
Al termine, sempre tra gli applausi, la consegna a Ruini dell'anello, del diploma e del cappello da neodottore. (ANSA). I85-GR 09-APR-08 18:38 NNN
POL
09/04/2008
19.08.53
ELEZIONI: MONS.BETORI, 'UN BEL TACERE NON FU MAI SCRITTO'
(ANSA) - ROMA, 9 APR - ''In questa circostanza e' meglio tacere e vale il proverbio citato dal cardinale Ruini
nella sua 'lectio magistralis' di oggi: 'un bel tacere non fu mai scritto'''. Cosi' il segretario della Cei mons.
Giuseppe Betori ha risposto ai giornalisti che lo interpellavano sulle prossime elezioni e sul clima della
campagna elettorale, a margine del conferimento della laurea honoris causa in comunicazione della
universita' Santa Croce al cardinale Camillo Ruini.(ANSA). I85-CHR 09-APR-08 19:04 NNN
40
SIR
9:17 – 9:18 – 10:05 – 10:30 –
12:12 – 17:36
9 Aprile 2008
Mercoledi 09 Aprile 2008
09:17 - COMUNICAZIONI SOCIALI: LAUREA “HONORIS CAUSA” AL
CARD. RUINI, OLTRE 20 ANNI CON I MEDIA
Più di 20 anni di conferenze stampa e interviste. Un rapporto con i media che lo hanno aiutato a capire le
“logiche” della comunicazione. A ripercorrerli è il card. Camillo Ruini, nella “lectio magistralis” (il testo
integrale sarà oggi su www.agensir.it) che terrà questo pomeriggio alle 17 alla Pontificia Università Santa
Croce in occasione del conferimento della laurea “honoris causa” in Comunicazione sociale istituzionale. Il
cardinale inizia il suo intervento ricordando un aneddoto risalente al 1987 di cui è protagonista mons.
Giuseppe Cacciami, primo presidente del Sir: “Ero da poco Segretario della Cei e tenevo una conferenza
stampa dopo ogni sessione del Consiglio Episcopale Permanente, per presentare il comunicato finale dei
lavori. Ci furono domande incalzanti e un confronto piuttosto acceso. Un sacerdote mio amico, che aveva
molta esperienza di comunicazione sociale, mons. Giuseppe Cacciami, allora Presidente della Federazione
Italiana Settimanali Cattolici, aveva seguito la conferenza stampa e, qualche giorno dopo, mi disse che gli
ero sembrato un teologo medievale il quale, armato della logica scolastica, disputava con i giornalisti, i quali
si muovevano invece all’interno delle attuali logiche e modalità di comunicazione”. (segue)
Mercoledi 09 Aprile 2008
09:18 - COMUNICAZIONI SOCIALI: LAUREA “HONORIS CAUSA” AL
CARD. RUINI, OLTRE 20 ANNI CON I MEDIA (2)
“Più di vent’anni di conferenze stampa e di interviste – ha proseguito Ruini - mi hanno poi insegnato
qualcosa riguardo all’utilizzo di tali logiche e modalità da parte di un rappresentante della Chiesa.
Soprattutto, però, mi sono reso conto ben presto della necessità, per la Chiesa stessa, di migliorare e
sviluppare le proprie capacità di essere presente nel mondo dei media, per far conoscere all’opinione
pubblica il suo vero volto e soprattutto il messaggio di cui è portatrice”.
Mercoledi 09 Aprile 2008
10:05 - COMUNICAZIONI SOCIALI: CARD. RUINI, LE DUE “RISPOSTE”
DELLA CHIESA ITALIANA
Potenziamento dei mezzi di comunicazione cattolici, rafforzamento nel “progetto culturale” dell’attenzione
alla comunicazione sociale, cura della professionalità. Forte negli “ultimi venti anni” è stato l’impegno della
Chiesa italiana sul fronte dei mass media. A elencare gli impegni messi in atto dalla Chiesa su questo fronte
è il card. Camillo Ruini nella lectio magistralis che terrà questo pomeriggio in occasione del conferimento
della laurea “honoris causa”. La prima “risposta” è stata la creazione o il potenziamento dei mezzi di
comunicazione cattolici, dal quotidiano Avvenire ai settimanali diocesani, per i quali è stata costituita
l’agenzia Sir, all’emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu”. “A questo sforzo si sono
accompagnati il rafforzamento dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e l’impulso dato allo
sviluppo dei corrispondenti Uffici Diocesani”. Il secondo versante di impegno si riferisce al “progetto culturale
orientato in senso cristiano” e poiché “la cultura di oggi – spiega Ruini – è caratterizzata in profondità dalla
comunicazione sociale” “una dimensione essenziale del progetto culturale è costituita proprio dall’attenzione
alla comunicazione sociale”. Infine la cura ad una “seria professionalità” che in “un comunicatore cristiano” si
deve sposare “con l’umile e decisa ricerca della santità”.
41
Mercoledi 09 Aprile 2008
10:30 - COMUNICAZIONI SOCIALI: CARD. RUINI, “IMMAGINE TROPPO
PARZIALE” DELLA CHIESA NEI MEDIA
Un bilancio della presenza della Chiesa in Italia nei media con una constatazione finale: ”nella
comunicazione sociale” del nostro Paese prevalgono “almeno sul piano quantitativo” “orientamenti non
favorevoli alla Chiesa”. A stilarlo è il card. Camillo Ruini nella lectio magistralis che terrà questo pomeriggio
alla Pontificia Università Santa Croce in occasione del conferimento della laurea “honoris causa” in
Comunicazione sociale istituzionale. “Molti – dice il caridnale - ritengono che anche sul piano mediatico la
Chiesa in Italia sia fin troppo presente”. Ma questo “è vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello
dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne
risulta un’immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e
purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato”. Il cardinale non intende con questo
disprezzare “tutto il lavoro” svolto per mettere in luce nella cultura e nella comunicazione sociale la sostanza
viva del cristianesimo”. Un lavoro - sottolinea il card. Ruini - compiuto “dai media cattolici” ma “anche, e
sempre più”, da giornalisti di matrice culturale “laica”, “profondamente sensibili alle implicazioni
antropologiche ed alla rilevanza pubblica del cristianesimo”.
Mercoledi 09 Aprile 2008
12:12 - COMUNICAZIONI SOCIALI: LAUREA HONORIS CAUSA, I MERITI
DEL CARD. RUINI
Il progetto culturale, la fedeltà all’identità dell’istituzione attraverso l’unione con il Papa, l’ottimismo e
l’intraprendenza comunicativa: sono questi i “meriti comunicativi” che hanno valso al card. Camillo Ruini il
conferimento, oggi a Roma, del dottorato honoris causa in comunicazione da parte della Pontificia università
della Santa Croce. Ad elencarli, nella laudatio, è stato il docente Norberto Gonzàlez Gaitano. Il progetto
culturale della Chiesa italiana, voluto da Ruini, è “un percorso innovativo e fecondo” nato “per dare risposta
alla frattura fra Vangelo e cultura” e che ha raggiunto “soddisfacenti risultati” come il referendum sulla legge
40 e il family day. Tra i “talenti” del card. Ruini mostrati nella sua azione pastorale, c’è anche l’ottimismo: “chi
ne è manchevole, difficilmente può proiettarsi verso il futuro ed entusiasmare le persone”. Riferendosi alla
“intraprendenza comunicativa” di Ruini, Gaitano ha ricordato “le iniziative di comunicazione, promosse e
gestite da laici con i vescovi, attuate secondo la loro libertà e responsabilità personali”, come Sat 2000,
l’agenzia Sir, il rinnovamento di Avvenire e RadioInBlu. “La sensibilità comunicativa di Ruini – ha concluso nasce dalla comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione, specie nel mondo odierno:
la comunità nasce dalla comunicazione”.
Mercoledi 09 Aprile 2008
17:36 - COMUNICAZIONI SOCIALI: LAUREA “HONORIS CAUSA”, NIETO
“PIONIERE NEGLI STUDI” IN EUROPA
“Un porto intellettuale”, in movimento tra diversi Paesi “per contribuire allo sviluppo degli studi di
comunicazione”. Con quest’immagine il vicedecano della Facoltà di comunicazione della Pontificia Università
Santa Croce, José María La Porte, ha presentato oggi pomeriggio a Roma Alfonso Nieto, durante la
cerimonia per il conferimento, da parte dell'Ateneo pontificio, della laurea “honoris causa” in Comunicazione
sociale istituzionale, ottenuta per essere stato un “pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a
livello universitario in Europa”. “L’amore per la libertà, il suo contributo all’economia della comunicazione e la
sua capacità di formatore intellettuale” sono i tre pilastri, ha aggiunto La Porte, che riassumono “i numerosi
meriti della lunga e feconda traiettoria universitaria” di Nieto. In particolare, ha evidenziato il vicedecano, il
suo “amore per la libertà si coglie nel ruolo decisivo che egli ha svolto affinché gli studi di giornalismo e
comunicazione ottenessero un riconoscimento universitario in Spagna, tra il 1969 e il 1975, proprio quanto la
libertà di stampa in quel Paese era sottoposta a serie limitazioni”.
42
Mercoledi 09 Aprile 2008
18:05 - COMUNICAZIONI SOCIALI: NIETO, NEI MEDIA “SPAZI E TEMPI
CHE SUSCITINO IL SORRISO”
“Cosa scarseggia nel mercato dell’intrattenimento, soprattutto in quello digitale? Sicuramente manca molto:
realismo, veridicità, solidarietà e molto di più”. Ma soprattutto “manca buonumore”. Ad affermarlo, oggi
pomeriggio alla Pontificia Università Santa Croce a Roma, Alfonso Nieto, nella “lectio magistralis” in
occasione del conferimento, da parte dell’ateneo pontificio, della laurea “honoris causa” in Comunicazione
sociale istituzionale. Nieto, che ha ricevuto il riconoscimento assieme al card. Ruini, nel 1976 fu il primo
docente di Comunicazione in Spagna, e oggi è un’autorità internazionale in Economia della comunicazione.
Il buonumore, ha precisato, è “la disposizione abituale dell’animo che scopre, elabora, diffonde aspetti
positivi, amabili, dell’informazione o dell’intrattenimento con tale forza da suscitare un sorriso”. “È una virtù
propria dell’essere umano, dell’uomo che alla sua condizione di homo sapiens e di homo faber include
quella di homo sorridens”. E se “al buonumore è stato rubato tempo e spazio fino ad accantonarlo in una
sezione del giornale mischiato con il cruciverba e l’indovinello, in una battuta, nel concorso per un premio”,
ora “è necessario aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso in tutte o nella maggior parte delle pagine del
giornale, della rivista, nei telegiornali, nella pubblicità”.
Mercoledi 09 Aprile 2008
COMUNICAZIONE - Con un po’ di umorismo
Card. Ruini e Nieto: una seria professionalità non esclude il buonumore
Più di 20 anni di conferenze stampa e interviste. Un rapporto con i media che lo hanno aiutato a capire le
“logiche” della comunicazione. A ripercorrerli è stato il card. Camillo Ruini, nella “lectio magistralis” (testo
integrale su www.agensir.it, sezione Documenti) tenuta il 9 aprile alla Pontificia Università Santa Croce in
occasione del conferimento da parte dell’Ateneo della laurea “honoris causa” in comunicazione sociale
istituzionale. Insieme al card. Ruini è stato insignito del medesimo riconoscimento Alfonso Nieto, primo
docente di comunicazione in Spagna, e oggi autorità internazionale in economia della comunicazione.
Un “teologo medievale”. Il card. Ruini ha ricordato un aneddoto del 1987 di cui è protagonista mons.
Giuseppe Cacciami, primo presidente del Sir: “Ero da poco segretario della Cei e tenevo una conferenza
stampa dopo ogni sessione del Consiglio episcopale permanente, per presentare il comunicato finale dei
lavori. Ci furono domande incalzanti e un confronto piuttosto acceso. Un sacerdote mio amico, che aveva
molta esperienza di comunicazione sociale, mons. Giuseppe Cacciami, allora presidente della Federazione
italiana settimanali cattolici, aveva seguito la conferenza stampa e, qualche giorno dopo, mi disse che gli ero
sembrato un teologo medievale il quale, armato della logica scolastica, disputava con i giornalisti, i quali si
muovevano invece all’interno delle attuali logiche e modalità di comunicazione”. “Più di vent’anni di
conferenze stampa e di interviste – ha proseguito Ruini - mi hanno poi insegnato qualcosa riguardo
all’utilizzo di tali logiche e modalità”. Soprattutto, però, “mi sono reso conto ben presto della necessità, per la
Chiesa stessa, di migliorare e sviluppare le proprie capacità di essere presente nel mondo dei media”.
Chiesa e comunicazione. Oggi, ha osservato il cardinale, “nella comunicazione sociale” del nostro Paese
prevalgono, “almeno sul piano quantitativo”, “orientamenti non favorevoli alla Chiesa”. “Molti – ha detto –
ritengono che anche sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente”. Ma questo “è vero
soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o
con problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne risulta un’immagine troppo parziale, prevalentemente
negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è
affidato”. Ruini non intende con questo disprezzare “tutto il lavoro” svolto “per mettere in luce nella cultura e
nella comunicazione sociale la sostanza viva del cristianesimo”. Un lavoro compiuto “dai media cattolici” ma
“anche, e sempre più”, da giornalisti di matrice culturale “laica”, “profondamente sensibili alle implicazioni
antropologiche ed alla rilevanza pubblica del cristianesimo”.
Media cattolici e progetto culturale. Per il card. Ruini, negli “ultimi vent’anni” l’impegno della Chiesa italiana
sul fronte dei media si è concretizzato innanzitutto nella creazione o nel “potenziamento dei mezzi di
comunicazione cattolici, dal quotidiano Avvenire ai settimanali diocesani, per i quali è stata costituita
l’agenzia Sir, all’emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu”. “A questo sforzo si sono
accompagnati il rafforzamento dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e l’impulso dato allo
sviluppo dei corrispondenti Uffici diocesani”. Il secondo versante d’impegno si riferisce al “progetto culturale
orientato in senso cristiano” e poiché “la cultura di oggi – spiega Ruini – è caratterizzata in profondità dalla
43
comunicazione sociale”, “una dimensione essenziale del progetto culturale è costituita proprio dall’attenzione
alla comunicazione sociale”.
Infine la cura di una “seria professionalità” che, in “un comunicatore cristiano”, si deve coniugare con “un
atteggiamento sereno e anche gioioso accompagnato dal senso dell’umorimo”, il “mostrarsi sorridenti che
aiuta a non prendere troppo sul serio noi stessi”. Infine non può mancare “l’umile ma decisa ricerca della
santità”.
Ottimismo e intraprendenza. Il progetto culturale, la fedeltà all’identità dell’istituzione attraverso l’unione con
il Papa, l’ottimismo e l’intraprendenza comunicativa: ad elencare i “meriti comunicativi” che hanno valso al
card. Camillo Ruini il conferimento del dottorato honoris causa in comunicazione è stato, nella sua laudatio, il
docente dello stesso ateneo Norberto Gonzàlez Gaitano, mentre il vicedecano della Facoltà di
comunicazione, José María La Porte, ha definito Alfonso Nieto, un “pioniere nel riconoscimento degli studi di
comunicazione a livello universitario in Europa”. “Cosa scarseggia nel mercato dell’intrattenimento,
soprattutto in quello digitale? Sicuramente manca molto: realismo, veridicità, solidarietà”, ma soprattutto
“manca buonumore” ha affermato a sua volta Alfonso Nieto nella sua “lectio magistralis”. E se “al buonumore
è stato rubato tempo e spazio fino ad accantonarlo in una sezione del giornale mischiato con il cruciverba e
l’indovinello”, ha detto, ora “è necessario aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso in tutte o nella maggior
parte delle pagine del giornale, della rivista, nei telegiornali, nella pubblicità”.
44
IL VELINO
VELP
OL0
Ol0 19:21 -
9 Aprile 2008
19.21.10
Media, Ruini: Immagine parziale e negativa della Chiesa
Roma, 09 APR (Velino) - "In Italia, nella comunicazione sociale, prevalgono ancora, almeno sul piano
quantitativo, orientamenti non favorevoli alla Chiesa": e' l'analisi del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma,
che oggi ha ricevuto la laurea honoris causa in comunicazione sociale istituzionale dalla Pontificia universita'
della Santa Croce. Il cardinale ha tenuto una lectio magistralis sulla comunicazione: ancora oggi, secondo il
porporato, c'e' una sproporzione tra "la presenza capillare che, almeno in Italia, la Chiesa ha nel vissuto
quotidiano della gente" e "il suo rilievo assai minore nella 'cultura pubblica' e nella comunicazione sociale"
anche se "molti ritengono che anche sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente,
specialmente nella persona del Papa, e ahime' anche del cardinale Ruini" ha scherzato. Ma questa, ha
osservato, e' una immagine "troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa
stessa", in quanto se ne parla quasi esclusivamente "sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti con
la politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi". Il cardinale Ruini ha illustrato
come, negli ultimi 20 anni, la Chiesa italiana abbia cercato di rispondere alle sfide della comunicazione,
soprattutto con la creazione o il potenziamento dei mezzi di comunicazione cattolici, dal quotidiano Avvenire
ai settimanali diocesani, all'agenzia Sir, all'emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu.
(segue) (ban) 091900 APR 08 NNNN
VELP
OL0
19.21.44
Media, Ruini: Immagine parziale e negativa della Chiesa (2)
Roma, 09 APR (Velino) - "Il secondo versante di impegno e' piu' ampio e cerca di andare alle radici: mi
riferisco — ha continuato — al 'progetto culturale orientato in senso cristiano'", presieduto dallo stesso Ruini.
Poiche' "la cultura di oggi e' caratterizzata in profondita' dalla comunicazione sociale", essa e' "sempre piu'
importante per l'evangelizzazione e la comunicazione della fede". Ruini ha mostrato di conoscerla bene:
"Bisogna avere, specialmente a livello di comunicazione istituzionale, un'idea precisa del messaggio che si
vuole far passare ed esprimerlo con un linguaggio sobrio — per esporsi il meno possibile a distorsioni e
strumentalizzazioni —, ma anche e soprattutto chiaro e non equivoco. In certi casi, poi, vale anche per il
comunicatore l'antico proverbio italico: 'Un bel tacer non fu mai scritto'. Bisogna inoltre essere pronti a
cogliere i movimenti profondi che attraversano la societa' e la cultura, per inserire in essi il nostro messaggio,
capitalizzando e volgendo al bene le energie che da essi scaturiscono". Infine, la questione della
professionalita' degli operatori della comunicazione sociale: "In un comunicatore cristiano — ha spiegato il
cardinale — la professionalita' deve sposarsi con l'umile ma decisa ricerca della santita', in concreto con
l'impegno per la propria santificazione attraverso il lavoro del comunicatore: le tentazioni che lo
accompagnano sono uno stimolo ulteriore all'impegno, alla preghiera e all'umilta'". (ban) 091900 APR 08
NNNN
45
RADIO VATICANA
Redazione Italiana
9 Aprile 2008
http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=198105
09/04/2008 15.05.37
Alla Pontificia Università della Santa Croce laurea "honoris causa" in
Comunicazione sociale al cardinale Ruini
Un bilancio della presenza della Chiesa in Italia nei media con una constatazione: ”nella comunicazione
sociale” in Italia, prevalgono “almeno sul piano quantitativo”, “orientamenti non favorevoli alla Chiesa”. Ad
affermarlo è il cardinale Camillo Ruini nella “lectio magistralis” - anticipata dall’Agenzia Sir - che terrà questo
pomeriggio alla Pontificia Università Santa Croce in occasione del conferimento della laurea “honoris causa”
in Comunicazione sociale istituzionale ed . “Molti – sottolinea il porporato - ritengono che anche sul piano
mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente”. Ma questo “è vero soltanto sotto un ben determinato
profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con problematiche del sesso e dei
suoi abusi. Ne risulta un’immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della
Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato”. “In più di vent’anni di
conferenze stampa e di interviste – ha proseguito il cardinale Ruini -, mi sono reso conto ben presto della
necessità, per la Chiesa stessa, di migliorare e sviluppare le proprie capacità di essere presente nel mondo
dei media, per far conoscere all’opinione pubblica il suo vero volto e soprattutto il messaggio di cui è
portatrice”. Il porporato non ha mancato di sottolineare che negli “ultimi venti anni” forte è stato l’impegno
della Chiesa italiana sul fronte dei mass media. In primo luogo con la creazione o il potenziamento dei mezzi
di comunicazione cattolici: dal quotidiano Avvenire ai settimanali diocesani, per i quali è stata costituita
l’agenzia Sir, all’emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico 'InBlu'. “A questo sforzo si sono
accompagnati il rafforzamento dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali e l’impulso dato allo
sviluppo dei corrispondenti Uffici Diocesani”. Il secondo versante di impegno si riferisce al “progetto culturale
orientato in senso cristiano” e infine la cura ad una “seria professionalità” che in “un comunicatore cristiano”
si deve sposare “con l’umile e decisa ricerca della santità”. (R.P.)
09/04/2008 19.09.03
ITALIA Dottorato honoris causa in Comunicazione Sociale istituzionale
al cardinale Camillo Ruini
ROMA, 9apr08 - Nel pomeriggio di oggi, presso l’Aula Magna Giovanni Paolo II della Pontificia Università
della Santa Croce, ha avuto luogo la cerimonia per il conferimento del Dottorato Honoris Causa in
Comunicazione Sociale Istituzionale al cardinale Camillo Ruini e al Prof. Alfonso Nieto. L’atto è stato
presieduto dal Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell’Opus Dei, mons.
Javier Echevarría. Nella sua Lectio Magistralis, il cardinale Ruini ha affermato che “la comunicazione sociale
è sempre più importante per l’evangelizzazione e la comunicazione della fede, ma non basta da sola e non è
nemmeno la via più efficace, che rimane quella dei contatti e rapporti diretti, personali e nella comunità
credente”.
Allo stesso tempo, bisogna “essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la
cultura, per inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al bene le energie che da essi
scaturiscono”.
Tra le altre priorità che il neo dottore in comunicazione sociale ha ravvisato necessarie per coloro che
esercitano la professione, “non solo le parole, ma tutto l’atteggiamento del comunicatore devono cercare di
veicolare, unitamente alla verità del messaggio, e della natura stessa della Chiesa, anche e con non minore
impegno l’amore che Dio in Gesù Cristo ha manifestato per l’uomo”.
Il cardinale ha poi fornito ai presenti alcuni aneddoti e personali esperienze comunicative, molte delle quali
legate al “progetto culturale orientato in senso cristiano” della Chiesa italiana, di cui è stato promotore nel
1994 e che la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce ha ritenuto come
46
“valida intuizione” per il conferimento del dottorato.
(Comunicato-MANCINI)
ADNKRONOS
ADNK
CRO
CRO 20:03 – 20:06
09/04/2008
9 Aprile 2008
20.03.27
UNIVERSITA': CARD. RUINI, SAPER COGLIERE MOVIMENTI CHE
ATTRAVERSANO SOCIETA' DOTTORATO HONORIS CAUSA DA
PONTIFICIA SANTA CROCE
Roma, 9 apr. - (Adnkronos) - ''Bisogna saper cogliere i movimenti profondi che attraversano la societa' e la
cultura". Cosi' il Card. Camillo Ruini si e' espresso nel suo discorso per la cerimonia del conferimento del
Dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale dall'Universita' Pontificia Santa Croce
svoltasi oggi nell'Aula Magna Giovanni Paolo II dell'Universita' della Santa Croce. Lo stesso Dottorato
HOnoris Causa e' stato conferito anche al Chiarissimo Prof. Alfonso Nieto. L'atto e' stato presieduto dal Gran
Cancelliere della Pontificia Universita' della Santa Croce e Prelato dell'Opus Dei, Mons. Javier Echevarri'a.
Nella sua Lectio Magistralis, il Cardinale Camillo Ruini ha affermato che ''la comunicazione sociale e' sempre
piu' importante per l'evangelizzazione e la comunicazione della fede, ma non basta da sola e non e'
nemmeno la via piu' efficace, che rimane quella dei contatti e rapporti diretti, personali e nella comunita'
credente''. Allo stesso tempo, bisogna, ha sottolineato Ruini ''essere pronti a cogliere i movimenti profondi
che attraversano la societa' e la cultura, per inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al
bene le energie che da essi scaturiscono''. Tra le altre priorita' che il neo dottore in comunicazione sociale ha
ravvisato necessarie per coloro che esercitano la professione, ''non solo le parole, ma tutto l'atteggiamento
del comunicatore devono cercare di veicolare, unitamente alla verita' del messaggio, e della natura stessa
della Chiesa, anche e con non minore impegno l'amore che Dio in Gesu' Cristo ha manifestato per l'uomo''. Il
Cardinale ha poi fornito ai presenti alcuni aneddoti e personali esperienze comunicative, molte delle quali
legate al ''progetto culturale orientato in senso cristiano'' della Chiesa italiana, di cui e' stato promotore nel
1994 e che la Facolta' di Comunicazione della Pontificia Universita' della Santa Croce ha ritenuto come
''valida intuizione'' per il conferimento del dottorato. Il prof. Norberto Gonzalez Gaitano, ordinario di Opinione
Pubblica e autore della Laudatio al Card. Ruini, ha riconosciuto nel Prelato ''una straordinaria sensibilita'
comunicativa che esprime un vero rispetto per l'opinione pubblica. Tale sensibilita' comunicativa nasce della
comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione''. (segue) (Rre/Zn/Adnkronos) 09-APR08 19:59 NNNN
ADNK
CRO
09/04/2008
20.06.50
UNIVERSITA': CARD. RUINI, SAPER COGLIERE MOVIMENTI CHE
ATTRAVERSANO SOCIETA' (2)
(Adnkronos) - L'atteggiamento dialogico del Card. Ruini, ''gli e' valso il riconoscimento di interlocutore di chi,
non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignita' della
persona umana''. Il dottorato ha inoltre premiato il ruolo ''propulsivo'' del Cardinal Ruini rispetto ai media
cattolici in Italia, assunto con la creazione dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, il rilancio del
quotidiano Avvenire e dell'agenzia Sir, la creazione dell'emittente Sat2000 e del circuito radiofonico Inblu.
Nel corso della stessa cerimonia e' stato conferito il dottorato honoris causa parimenti al Chiarissimo
Professor Alfonso Nieto, per essere stato un ''pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a
livello universitario in Europa''. Il neo dottore in comunicazione sociale Nieto ha offerto alcuni spunti sul tema
del mercato della comunicazione concentrandosi sugli elementi del ''tempo'' dell'''apparenza'' e del ''buon
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umore''. Per Nieto, a fronte della elevata quantita' di denaro che consuma il mercato della comunicazione, ''la
moneta reale e' un'altra'' e si chiama ''tempo''.
E' intangibile e circola anche senza volerlo, ''in alcuni casi scarseggia e in altri abbonda; non ammette
devoluzioni; se si perde non la si puo' recuperare; alcuni possono pensare di possederne la proprieta', ma si
sbagliano: solo la possiedono in usufrutto e per un periodo di tempo incerto''. Oltre al tempo, l'esperto di
Economia della Comunicazione si e' focalizzato sull'''apparenza'' che investe il mercato dell'informazione. Ha
ricordato come ''nei contenuti dei periodici, riviste, programmi di radio e televisione, Web, siti Internet,
abbonda cio' che e' apparente, verosimile, cio' che sembra essere e in realta' non e'''. Tra gli esempi, Nieto
ha portato quello della ''gratuita'. Un programma televisivo che non richieda nessun pagamento sembra
essere una donazione fatta da qualcuno allo spettatore. Ma non e' cosi', e' pura apparenza. Nel mercato
della comunicazione non vi e' gratuita' gratuita, si paga sempre con la preziosa moneta prima menzionata,
tempo''. (segue) (Rre/Zn/Adnkronos) 09-APR-08 20:02 NNNN
ADNK
CRO
09/04/2008
20.13.26
UNIVERSITA': CARD. RUINI, SAPER COGLIERE MOVIMENTI CHE
ATTRAVERSANO SOCIETA' (3)
(Adnkronos) - In conclusione Nieto si e' chiesto ''cosa scarseggia nel mercato dell'intrattenimento, soprattutto
in quello digitale?'' Oltre a ''realismo, veridicita', solidarieta''', piu' di ogni altra cosa, manca il ''buon umore''.
Quindi appare piu' che mai necessario ''aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso in tutte o nella maggior
parte delle pagine del giornale, della rivista, nei telegiornali, nella pubblicita'. Sono i cittadini a chiederlo
sebbene non in modo esplicito, forse perche' non lo hanno mai vissuto. Per questo cammino, senza
smettere di vedere i problemi, si troveranno soluzioni migliori, ci renderemo conto che una delle cose piu'
serie della vita e' sorridere, iniziando dal sapere ridere di se stessi'', ha concluso Nieto. La laudatio al prof.
Nieto e' stata redatta e letta dal prof. Jose' Mari'a La Porte, Vice Decano della Facolta' di Comunicazione, il
quale ha riconosciuto che ''l'amore del professor Nieto per la liberta' si coglie nel ruolo decisivo che egli ha
svolto affinche' gli studi di giornalismo e comunicazione ottenessero un riconoscimento universitario in
Spagna, tra il 1969 ed il 1975, proprio quando la liberta' di stampa in quel Paese era sottoposta a serie
limitazioni. Ed era il primo riconoscimento in Europa''. Solo successivamente, infatti, gli altri Paesi hanno
approvato la creazione di facolta' universitarie specifiche per lo studio del giornalismo. ''Di fatto, quindi, Nieto
e' stato uno dei primi professori ordinari di Comunicazione, in Spagna e in Europa''. Tra i ''pregevoli
contributi'' attribuiti al professore di origini spagnole, La Porte ha citato''un libro del 1987 intitolato 'Cartas a
un empresario de la Informacio'n', nel quale chiedeva agli imprenditori della comunicazione di considerare
con maggiore serieta' e professionalita' il lavoro realizzato dai giornalisti e di essere consapevoli della
responsabilita' derivante dai rapporti, non soltanto economici, delle aziende nei confronti degli utenti
dell'informazione''. (Rre/Zn/Adnkronos) 09-APR-08 20:09 NNNN
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ZENIT
ZI08040910
9 Aprile 2008
ZI08040910 - 09/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14021?l=italian
Il Cardinale Ruini, dottore “honoris causa” in comunicazione sociale
“Bisogna saper cogliere i movimenti profondi che attraversano la
società e la cultura”
ROMA, mercoledì, 9 aprile 2008 (ZENIT.org).- Nel pomeriggio di mercoledì, presso la Pontificia Università
della Santa Croce, ha avuto luogo la cerimonia per il conferimento del dottorato “honoris causa” in
comunicazione sociale istituzionale al Cardinale Camillo Ruini e al professor Alfonso Nieto.
L’atto è stato presieduto dal Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato
dell’Opus Dei, monsignor Javier Echevarría.
Tra le motivazioni che hanno spinto la giovane Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Santa
Croce a conferire un dottorato “honoris causa” al Cardinale Ruini – spiega un comunicato dell'ateneo – c'è
“l’intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano”, che l’allora Presidente della Conferenza
Episcopale Italiana presentò nel 1994 a Montecassino.
Alla base di questo progetto sta, come descrive lo stesso promotore, “una accezione ampia e antropologica
della cultura stessa: così intesa essa si estende dalle convinzioni più profonde riguardo al significato e al
destino della nostra vita e dell’intera realtà fino ai comportamenti più minuti e concreti”.
“La cultura – spiegava il porporato – costituisce allora il terreno fondamentale di crescita, o invece di
alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l’incarnazione del Vangelo nella
vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o comportamenti” .
Nella sua lectio magistralis, il Cardinale Ruini ha affermato che l'Italia è dominata nell'ambito della
comunicazione sociale da “orientamenti non favorevoli alla Chiesa”, spesso criticata per la sua eccessiva
presenza sul piano mediatico.
Il porporato ha quindi illustrato come, negli ultimi venti anni, la Chiesa abbia cercato di rispondere alle sfide
poste dalla comunicazione.
A questo proposito ha ricordato la creazione o il potenziamento dei mezzi di comunicazione cattolici, dal
quotidiano “Avvenire” ai settimanali diocesani, per i quali è stata costituita l'agenzia SIR, all'emittente
televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu.
Successivamente, ha sottolineato che “la comunicazione sociale è sempre più importante per
l’evangelizzazione e la comunicazione della fede, ma non basta da sola e non è nemmeno la via più
efficace, che rimane quella dei contatti e rapporti diretti, personali e nella comunità credente”.
Allo stesso tempo, bisogna “essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la
cultura, per inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al bene le energie che da essi
scaturiscono”.
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“Si tratta, in concreto, di evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo, mostrando che essa,
storicamente impregnata e in larga misura plasmata dal cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel futuro
non allontanandosi da questa sua matrice, ma al contrario traendo da essa nuova linfa ed ispirazione”.
Il porporato ha quindi aggiunto che “non solo le parole, ma tutto l’atteggiamento del comunicatore deve
cercare di veicolare, unitamente alla verità del messaggio, e della natura stessa della Chiesa, anche e con
non minore impegno l’amore che Dio in Gesù Cristo ha manifestato per l’uomo”.
Gli operatori cristiani della comunicazione sociale, ha continuato, devono ricercare la “propria santificazione
attraverso il lavoro”, come ha ben insegnato san Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei.
Il professor Norberto Gonzalez Gaitano, ordinario di Opinione Pubblica e autore della laudatio al Cardinale
Ruini, ha riconosciuto nel prelato “una straordinaria sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto per
l’opinione pubblica. Tale sensibilità comunicativa nasce della comprensione del rapporto che lega la cultura
con la comunicazione”.
Questo atteggiamento dialogico, “gli è valso il riconoscimento di interlocutore di chi, non avendo fede
cattolica, condivide le ragioni di un ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignità della persona umana”.
Nel corso della stessa cerimonia è stato conferito il dottorato “honoris causa” anche al professor Alfonso
Nieto, primo docente ordinario di Comunicazione in Spagna (1976), per dodici anni Rettore dell’Università di
Navarra, per essere stato un “pioniere nel riconoscimento degli studi di comunicazione a livello universitario
in Europa”.
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RADIO RADICALE
www.radioradicale.it
9 Aprile 2008
http://www.radioradicale.it/scheda/251433/conferimento-del-dottorato-honoris-causa-in-comunicazionesociale-istituzionale-al-cardinale-camillo-ruini
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CHICAGO TRIBUNE
www.chicagotribune.com
9 Aprile 2008
published online: 4/9/2008
Pope Benedict XVI blazing his own path
Pontiff's first American visit to start Tuesday.
By MARGARET RAMIREZ and CHRISTINE SPOLAR
Chicago Tribune
CHICAGO -- Most Americans awaiting Pope Benedict XVI's first visit to the United States this month likely
know little about him beyond his fluffy white hair, his taste for red Prada shoes and his reputation as a hardnosed church enforcer.
But since the former Cardinal Joseph Ratzinger was elevated to pontiff three years ago, the exacting
professor with the authoritarian image has shown his pastoral side. His predecessor's magnetism captivated
crowds, but Benedict's own low-key charisma has drawn record numbers to his appearances at the Vatican,
including tens of thousands who braved heavy rains two weeks ago to hear him celebrate Easter Mass.
"Becoming pope, he's moving out of a very bureaucratic post into what is a pastoral role," said the Rev.
Donald Senior, president of Catholic Theological Union in Chicago and a member of the Vatican's Pontifical
Biblical Commission. "With Benedict, you feel like he is really fixing his gaze on you. There's a very earnest
connection, and I think that's projected even to the large crowds. It's not the rock star. It's more intimate."
Despite his gentler papal persona, Benedict hasn't softened his stance on defending the distinctiveness of
Roman Catholicism and clarifying what he believes are misinterpretations of the Second Vatican Council. At
heart, the German pope remains a religious intellectual devoted to guarding church doctrine and bringing
Catholics back to the core message of the faith.
In his first years as pope, Benedict has issued a document upholding a ban on gay priests, approved a text
asserting Catholicism as the "true church," stressed God's role in evolution, revived the pre-Vatican II Latin
mass and displayed a preference for traditional vestments and altar decorations.
Cardinal Francis George of Chicago, who will accompany the pope on a six-day visit to Washington and New
York beginning April 15, said Benedict's pastoral side has always been there but is more visible now.
"The Joseph Ratzinger that was head of the Congregation (for the) Doctrine of (the) Faith was a caricature,"
George said. "Americans didn't know him. They knew an image. Those of us who know him don't see any
change, except he has a different stage. ... But what he was saying 10 years ago, he's still saying today."
Apparently, many Americans still do not know the pope. A recent survey by the Pew Forum on Religion &
Public Life found that 32 percent of Americans say they do not know enough about him to offer an opinion.
As leader of 1 billion Catholics, Benedict's great concern has been restoring a strong sense of Catholic
identity, which he believes the secularized modern world has eroded over the last 40 years. Some have
criticized the pope's support of the Latin mass as a rollback of Vatican II reforms. The Rev. John Wauck,
professor at the Santa Croce Pontifical University in Rome, disagrees.
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"The reason it's important to Benedict is that the liturgy goes to the heart of Catholic identity. There is the
saying, 'You are what you eat.' Well, in Catholicism, 'You are what you pray,' " Wauck said.
"Maybe America is the next place for him to make a statement," he added. "The pope is clearly interested in
addressing the Catholic faith in full and unapologetic ways -- and let the chips fall where they may."
Still, Benedict, who turns 81 on April 16, defies simple definition. A 2006 charity calendar captured intimate
portraits of the pope strolling in his garden and playing piano. His fondness for cats was revealed in the
children's book "Joseph and Chico: The Life of Pope Benedict XVI as Told By a Cat."
Observers were struck that his first two encyclicals dealt with the simple, fundamental themes of love and
hope. About eternal life, Benedict wrote: "It would be like plunging into the ocean of infinite love, a moment in
which time -- the before and after -- no longer exists."
Historian R. Scott Appleby, director of the University of Notre Dame's Kroc Institute for International Peace
Studies, said the encyclicals were "elegant, precise, pastoral in nature and, still, very much teaching
documents in which the concepts of love and hope have laid a foundation for a vision of the church's role in
the world."
A central theme of Benedict's papacy has been his argument that reason without faith leads to materialism
and selfishness, while faith without reason leads to fundamentalism.
That concept was at the heart of a controversial 2006 speech in which Benedict quoted a Byzantine emperor
who described the Prophet Muhammad's teachings as "evil and inhuman." The speech sparked protests
across the Muslim world.
Marco Politi, Vatican expert at the Italian newspaper La Repubblica, said the incident showed the difficulty in
making the transition from theologian to Holy Father: "The pope is a great theologian, a great thinker and, we
could say, in a high sense, a great preacher of the gospel. But he doesn't have a spontaneous instinct for
politics."
Benedict used the misstep to plan a groundbreaking Catholic-Muslim summit to be held at the Vatican in
November. But last month he stumbled again after he publicly baptized Egyptian-born journalist Magdi
Allam. The Vatican later distanced itself from Allam's anti-Islamic views.
"He's had a rougher road on this very important issue of Catholic-Muslim relations," Appleby said. "And I
think because he's smart and absorbs the realities that he faces, he's rebounded."
George said he believes the pope's childhood experience under the Nazi reign shaped his view of religion's
role in society. The Bavarian-born Ratzinger enrolled in the Hitler Youth program like other young Germans
and was drafted into the army in the last months of World War II, though he deserted in the war's final days.
The pope has said the horrors of the period deepened his devotion to God and ultimately moved him to
become a priest.
"He is probably, because of the experience of Nazis, a man with a sense of history and the way in which
history can be betrayed by secular utopians," George explained.
"Nazism is supposed to be, after all, a scientific philosophy of national socialism based upon racist
philosophy that resulted in the murder of millions and millions of people. Therefore he has wariness, a critical
distance from ... any kind of social teaching that divorces itself from the critique of faith."
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IL TEMPO
p. 12
10 Aprile 2008
http://www.iltempo.it/interni_esteri/2008/04/10/864875-mass_media_anche_quelli_....shtml
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OSSERVATORE ROMANO
P. 7
10 Aprile 2008
10 aprile 2008
Il cardinale Ruini dottore "honoris causa" all'Università della Santa Croce
Caricature e accenti negativi
La Chiesa raccontata in Italia
di Marco Bellizi
"In Italia, nella comunicazione sociale, prevalgono ancora, almeno sul piano quantitativo, orientamenti non
favorevoli alla Chiesa": è l'analisi del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma, che oggi ha ricevuto la laurea
honoris causa in comunicazione sociale istituzionale dalla Pontificia Università della Santa Croce. Il
cardinale, presidente del Comitato per il progetto culturale della Conferenza episcopale italiana, la tenuto
presso l'ateneo una lectio magistralis sulla comunicazione: ancora oggi, secondo il porporato, bisogna fare i
conti con la sproporzione che anche ora non è del tutto superata, tra "la presenza capillare che, almeno in
Italia, la Chiesa ha nel vissuto quotidiano della gente, sul versante religioso, caritativo, familiare, educativo...,
ed il suo rilievo assai minore nella "cultura pubblica" e nella comunicazione sociale. Certo - ha aggiunto molti ritengono invece che anche sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente, specialmente
nella persona del Papa, e ahimé anche del cardinale Ruini, ma questo - fatta eccezione per il Magistero del
Santo Padre - è vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la
politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi. Ne risulta un'immagine troppo
parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e purtroppo anche del
messaggio di salvezza che le è affidato. Non intendo, così dicendo, essere a mia volta unilaterale: conosco
infatti, e apprezzo grandemente, tutto il lavoro in atto, spesso con brillanti risultati, per mettere in luce nella
cultura e nella comunicazione sociale la sostanza viva del cristianesimo. Un lavoro, questo, compiuto dai
media cattolici o di ispirazione cristiana ma anche, e sempre più, da giornalisti ed opinionisti di matrice
culturale "laica", profondamente sensibili alle implicazioni antropologiche ed alla rilevanza pubblica del
cristianesimo".
Il cardinale Ruini ha illustrato come, negli ultimi venti anni, la Chiesa abbia cercato di rispondere in Italia, alle
sfide poste dalla comunicazione. In primo luogo ha ricordato la creazione o il potenziamento dei mezzi di
comunicazione cattolici, dal quotidiano "Avvenire" ai settimanali diocesani, per i quali è stata costituita
l'agenzia SIR, all'emittente televisiva Sat2000 e al circuito radiofonico Inblu, oltre al rafforzamento dell'Ufficio
nazionale per le comunicazioni sociali e l'impulso dato allo sviluppo dei corrispondenti uffici diocesani. "Il
secondo versante di impegno - ha continuato - è più ampio e cerca di andare alle radici: mi riferisco al
"progetto culturale orientato in senso cristiano", da me proposto per la prima volta nella riunione del
Consiglio episcopale permanente del settembre 1994, dando voce all'istanza espressa da Giovanni Paolo II
nel discorso all'Unesco del 2 giugno 1980 ed ora approfondita e rilanciata dal Magistero di Benedetto XVI, in
particolare riguardo all'Italia, nel discorso al Convegno di Verona del 19 ottobre 2006. Si tratta, in concreto,
di evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo, mostrando che essa, storicamente impregnata e in
larga misura plasmata dal cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel futuro non allontanandosi da questa
sua matrice, ma al contrario traendo da essa nuova linfa ed ispirazione. È chiaro però che la cultura di oggi è
caratterizzata in profondità dalla comunicazione sociale, per quanto riguarda non solo i mezzi e gli strumenti,
ma anche i linguaggi e le forme espressive, anzi, la stessa formazione e configurazione del pensiero, della
mentalità e quindi dei comportamenti. Perciò una dimensione essenziale del "progetto culturale" è costituita
proprio dall'attenzione alla comunicazione sociale, in rapporto agli organi di comunicazione cattolici come
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agli addetti alla comunicazione istituzionale della Chiesa, ma anche, e non meno, attraverso la ricerca di un
dialogo a tutto campo con l'intero mondo della comunicazione sociale, nelle sue diverse articolazioni,
sensibilità, strumenti e orientamenti. È evidente, a tale riguardo, il grande ruolo del laicato cattolico".
La comunicazione sociale, ha ricordato il cardinale, è sempre più importante per l'evangelizzazione e la
comunicazione della fede, ma non basta da sola e non è nemmeno la via più efficace, che rimane quella dei
contatti e rapporti diretti, personali e nella comunità credente. Inoltre, ha spiegato il cardinale, "bisogna
avere, specialmente a livello di comunicazione istituzionale, un'idea precisa del messaggio che si vuole far
passare ed esprimerlo con un linguaggio sobrio - per esporsi il meno possibile a distorsioni e
strumentalizzazioni -, ma anche e soprattutto chiaro e non equivoco (il "sì sì, no no" del Vangelo: Matteo, 5,
37). In certi casi, poi, vale anche per il comunicatore l'antico proverbio italico: "Un bel tacer non fu mai
scritto". Bisogna inoltre essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la cultura,
per inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al bene le energie che da essi
scaturiscono. Così è stato, ad esempio, per il "progetto culturale" in rapporto all'emergere della cosiddetta
"questione antropologica"".
Non solo le parole, ma tutto l'atteggiamento del comunicatore devono cercare di veicolare, unitamente alla
verità del messaggio, e della natura stessa della Chiesa, anche e con non minore impegno l'amore che Dio
in Gesù Cristo ha manifestato per l'uomo: "In concreto si tratta di esprimersi con simpatia, cordialità,
accoglienza, comprensione, apertura d'animo, lasciando da parte reazioni, allergie e suscettibilità personali".
Infine, la questione della professionalità degli operatori della comunicazione sociale: "In un comunicatore
cristiano - ha spiegato il cardinale - la professionalità deve sposarsi con l'umile ma decisa ricerca della
santità, in concreto con l'impegno per la propria santificazione attraverso il lavoro - e non "nonostante il
lavoro" - del comunicatore: le tentazioni che lo accompagnano sono uno stimolo ulteriore all'impegno, alla
preghiera e all'umiltà. È questa la grande lezione di vita che ci ha dato san Josemaría Escrivá e che
ritroviamo nel Concilio Vaticano II".
Alla cerimonia per il conferimento della laurea erano presenti il Gran Cancelliere, vescovo Javier Echevarría
Rodríguez, prelato dell'Opus Dei, il rettore dell'università, monsignor Mariano Fazio, il decano della facoltà di
Comunicazione sociale istituzionale, Diego Contreras, e il professor Norberto Gonzáles Gaitano, che ha
pronunciato la laudatio del cardinale Ruini: "Dal mio punto di vista - ha ricordato Gonzáles Gaitano -, il
cardinale Ruini eccelle nei saggi brevi e ricchi di lucide analisi della situazione culturale, lette con lo sguardo
della fede e secondo la prospettiva del pastore, come già ebbe a dimostrare nei due magnifici saggi "Fede e
cultura" e "Redenzione e cultura", inclusi nel libro "Il Vangelo nella nostra storia", o anche nella prolusione al
VII Forum del progetto culturale del 2 dicembre 2005, poi ripresa nella stupenda raccolta di testi "Verità e
libertà. Il ruolo della Chiesa in una società aperta"". Gonzáles Gaitano ha ricordato poi i meriti comunicativi
che hanno giustificato il conferimento del dottorato: innanzitutto il progetto culturale orientato in senso
cristiano: "La Chiesa italiana di questi decenni sta compiendo un percorso innovativo e fecondo per dare
risposta concreta a quella frattura fra Vangelo e cultura che già Paolo VI aveva denunciato
nell'esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, individuando le strade per superarla. Il cardinale Ruini è
l'autore di questo progetto culturale; lo presentò alla Conferenza episcopale italiana nel Consiglio di
Montecassino del 1994 e la Chiesa in Italia lo ha fatto progressivamente proprio, non senza iniziali difficoltà
ma registrando poi un crescendo di consenso e di coinvolgimento. Da uomo di comunicazione non posso
non osservare come da questa impostazione siano sorte molte iniziative e si siano raggiunti soddisfacenti
risultati; alcuni di questi sono particolarmente visibili - referendum sulla legge 40 circa la fecondazione
medicalmente assistita, "family day", ecc. - e attraverso di essi i cristiani stanno dando un contributo storico
alla definizione della convivenza sociale in Italia, in dialogo costruttivo con i non credenti o con i
diversamente credenti, risvegliando così il protagonismo di una buona parte della società civile e indicando
una via che potrebbe rappresentare una utile esperienza per altri Paesi industrializzati".
Il secondo punto citato da Gonzàles Gaitano è la "Fedeltà all'identità viva dell'Istituzione attraverso l'unione
con il Vicario di Cristo": "Da quando è stato nominato pro-vicario generale di Sua Santità per la diocesi di
Roma, nell'ormai lontano 1991, il cardinale Ruini si è distinto pubblicamente per una sintonia di pensiero e di
azione con il Papa Giovanni Paolo II, assecondando con intelligenza e iniziativa propria le sue proposte
pastorali".
Nella laudatio ha trovato posto anche "l'ottimismo inguaribile", dote essenziale per la qualità della
comunicazione, "l'intraprendenza comunicativa" e l'importanza attribuita al ruolo dei laici. "L'attuale vicario
del Papa - ha detto Gonzáles Gaitano - aveva giustamente identificato da tempo l'accoglienza dell'universale
vocazione alla santità, che riguarda certo tutte le componenti della Chiesa, come la condizione fondante
dell'impegno dei laici nel sociale".
La Pontificia Università della Santa Croce ha conferito inoltre il dottorato honoris causa al professor Alfonso
Nieto, professore ordinario di comunicazione in Spagna.
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La facoltà di Comunicazione istituzionale
La Pontificia Università della Santa Croce è costituita dalle facoltà di Teologia, Diritto Canonico, Filosofia e
Comunicazione sociale istituzionale, complete dei tre cicli del curriculum universitario. I titoli accademici che
conferisce l'università (Baccellierato, Licenza e Dottorato), hanno piena validità canonica.
Gli studi della facoltà di Comunicazione istituzionale sono orientati alla preparazione di persone che
lavoreranno nell'ambito dei mass media cattolici. A titolo di esempio, i portavoce dei vescovi nelle diocesi o
nelle Conferenze episcopali, direttori o editori di giornali diocesani o cattolici, di stazioni di radio o TV
diocesane, e in generale, di tutte le persone che gestiscono la comunicazione istituzionale della Chiesa. I
corsi di studio possono risultare utili anche per quanti lavorano nell'ambito della informazione religiosa dei
mezzi di comunicazione (non cattolici). Infatti la formazione che si offre non è riservata a coloro che operano
nell'ambito ecclesiastico, ma anche a quanti si apprestano a lavorare in organizzazioni non profit.
Tra gli studenti, il cui numero è molto ridotto per il carattere pratico dell'insegnamento vi è comunque una
maggioranza di sacerdoti, pari al sessanta, sessantacinque per cento circa del totale.
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ROMA SETTE
In diocesi
10 Aprile 2008
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=3284
In diocesi: Al cardinale Ruini il dottorato honoris causa in
Comunicazione sociale istituzionale
Il titolo è stato conferito al cardinale vicario dalla pontificia
Università della Santa Croce, lo scorso mercoledì 9 aprile
di Angela Napoletano
Un lungo applauso accompagna il cardinale vicario Camillo
Ruini mentre riceve dal gran cancelliere della pontificia
Università della Santa Croce, monsignor Javier Echevarría,
il diploma di dottorato honoris causa in Comunicazione
sociale istituzionale, titolo conferito anche ad Alfonso
Nieto, ex rettore dell’Università di Navarra. Come previsto
dal cerimoniale, gli viene consegnato, oltre ad un anello,
anche il tipico copricapo in raso nero, il “tocco”, indossato
da chi riceve il riconoscimento. «Sono molto onorato per la
distinzione accademica conferitami», dice il cardinale Ruini
parlando all’aula magna dell’ateneo voluto da Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei.
La lectio magistralis del cardinale propone, passando attraverso qualche ricordo personale, una serie di
indicazioni sul ruolo degli operatori della comunicazione nell’ambito della Chiesa e della cultura
contemporanea. «Bisogna essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la
cultura - spiega - per inserire in essi il nostro messaggio». Sottolineando «la sproporzione, non del tutto
superata, tra la presenza capillare che, almeno in Italia, la Chiesa ha nel vissuto quotidiano della gente, sul
versante religioso, caritativo, familiare, educativo…, ed il suo rilievo assai minore nella “cultura pubblica” e
nella comunicazione sociale», spiega che «bisogna essere pronti a cogliere i movimenti profondi che
attraversano la società e la cultura per inserire in essi il nostro messaggio». Dopo aver evidenziato
l’importanza della comunicazione sociale per l’evangelizzazione, puntualizza come la «via più efficace» alla
diffusione della fede rimanga «quella dei contatti e dei rapporti diretti, personali, nella comunità credente».
La teoria della comunicazione sociale e istituzionale formulata dal cardinale Ruini non è riconducibile a
nessun manuale. A ricordarlo è Norberto Gonzales Gaitano, ordinario di opinione pubblica presso l’ateneo di
piazza Sant’Apollinaire (1475 iscritti per l’anno in corso), che nella laudatio al neo-dottore elenca «i meriti
comunicativi» del cardinale, «ciò che non è visibile nel curriculum accademico» ma che pure «giustificano il
conferimento del dottorato»: «sintonia di pensiero e di azione» con il Papa, «intraprendenza comunicativa» e
ruolo «propulsivo» rispetto ai media cattolici. Sono questi, spiega Gonzales Gaitano, gli elementi che hanno
fatto del cardinale vicario l’«interlocutore di chi, pur non avendo fede cattolica, condivide le ragioni di un
ethos sociale non negoziabile fondato sulla dignità della persona umana».
Tra le «valide intuizioni» indicate al senato accademico della pontificia Università della Santa Croce per il
conferimento del dottorato c’è, in particolare, «il progetto culturale orientato in senso cristiano» della Chiesa
italiana, promosso dal cardinale Ruini nel 1994: «Un’impalcatura teologica e pastorale - evidenzia il
professore - da cui sono sorte molte iniziative». Ciò che caratterizza la sua «straordinaria sensibilità
comunicativa», secondo il docente, è anche l’«ottimismo inguaribile». Il motivo torna nella lectio di Nieto, che
denuncia nel mondo dei media contemporanei la mancanza di «buon umore».
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10 aprile 2008
FIDES
Vaticano
10 Aprile 2008
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=17509&lan=ita
VATICANO. La Pontificia Università della Santa Croce conferisce il
Dottorato Honoris Causa in Comunicazione sociale istituzionale al Card.
Camillo Ruini
Roma (Agenzia Fides) - “Per la sensibilità comunicativa del Card. Ruini, sensibilità che esprime un vero
rispetto per l’opinione pubblica, cioè del popolo, e per l’opinione pubblicata”: questa, nella Laudatio del prof.
Norberto Gonzalez Gaitano, la motivazione per il conferimento da parte della Pontificia Università della
Santa Croce, del Dottorato Honoris Causa in Comunicazione sociale istituzionale al Vicario Generale di Sua
Santità per la Diocesi di Roma. La cerimonia si è svolta mercoledì 9 aprile presso l’Aula Magna della stessa
Università.
Nel saluto iniziale, il Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce e Prelato dell’Opus Dei,
Sua Ecc. Mons. Javier Echevarrià, ha ricordato l’antico e forte nesso che è sempre esistito tra Chiesa e
mondo della comunicazione. San Josemarìa Escrivà, promotore dell’Università della Santa Croce, aveva
compreso già negli anni ’40, con le sue lezioni di etica in quella che, a breve, sarebbe diventata la Scuola di
giornalismo, il ruolo fondamentale della professionalità, degli ideali cristiani e dell’amore alla verità di quanti
lavorano nel mondo della comunicazione. Quattro sono state le ragioni particolari che hanno fatto scaturire
la proposta di tale riconoscimento al Card. Ruini: il progetto culturale orientato in senso cristiano della
Chiesa italiana, di cui il Vicario del Papa è promotore dal 1994; la fedeltà all’identità viva dell’Istituzione
attraverso l’unione con il Vicario di Cristo, prima Giovanni Paolo II, ora il suo Successore; l’ottimismo
inguaribile e quel sorriso “franco, aperto, sereno e costante”, afferma il prof. Gaitano, riverbero della sua
fede; l’intraprendenza comunicativa e il ruolo dei laici, base per progetti nuovi come SAT 2000, l’agenzia
SIR, RadioInBlu e il restyling del quotidiano Avvenire.
Nella Lectio magistralis, attingendo alla sua lunga esperienza, il Card. Ruini ha ricordato di essersi reso ben
presto conto della necessità “per la Chiesa stessa di migliorare e sviluppare le proprie capacità di essere
presente nel mondo dei media, per far conoscere all’opinione pubblica il suo vero volto e soprattutto il
messaggio di cui è portatrice”. La comunicazione sociale è importante, ma non basta, la via più efficace
rimane quella dei contatti e rapporti diretti e personali; occorre che il comunicatore abbia chiaro il messaggio
e lo esprima in maniera sobria, non solo a parole, ma con tutto il suo comportamento; è inoltre necessaria
una grande professionalità da apprendere con lo studio e con la pratica sul campo. Infine, il Card. Ruini ha
dedicato l’ultima osservazione alla necessità che anche il comunicatore ricerchi la santità attraverso il suo
lavoro, senza mai sperare la sola soddisfazione personale. Durante la cerimonia è stato insignito del
Dottorato HC anche il Chiarissimo prof. Nieto, primo in Europa a dedicarsi all’insegnamento universitario
della comunicazione. (P.C.) (Agenzia Fides 10/4/2008; righe 31, parole 442)
59
AVVENIRE
Catholica, p. 24
60
10 Aprile 2008
RADIO VATICANA
Radiogiornale
10 Aprile 2008
http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2008/aprile/08_04_10.htm
Più spazio al sorriso nei media: co sì il prof. Nieto, insignito del
dottorato "honoris causa" insieme al cardinale Ruini, dalla Pontificia
Università Santa Croce
◊ “Bisogna essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la cultura” per
inserirvi “il messaggio cristiano, capitalizzando e volgendo al bene le energie” che da questi scaturiscono:
così il cardinale vicario Camillo Ruini, nel ricevere ieri pomeriggio il dottorato "honoris causa" in
Comunicazione sociale istituzionale conferito dalla Pontificia Università della Santa Croce a Roma. A
presiedere l’atto, il Gran Cancelliere dell’Ateneo e Prelato dell’Opus Dei, mons. Javier Echevarría. “La
cultura” – ha osservato il porporato nella sua Lectio magistralis – costituisce “il terreno fondamentale di
crescita, o invece di alienazione e deviazione delle persone, e anche lo spazio privilegiato per l’incarnazione
del Vangelo nella vita e nella storia e per il suo confronto con altre e diverse concezioni, scelte o
comportamenti”. “Si tratta, in concreto - ha spiegato ancora il cardinale Ruini - di evangelizzare la cultura
italiana del nostro tempo, mostrando che essa, storicamente impregnata e in larga misura plasmata dal
cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel futuro non allontanandosi da questa sua matrice, ma al
contrario traendo da essa nuova linfa ed ispirazione”. Nel corso della stessa cerimonia è stato conferito il
dottorato "honoris causa" anche al prof. Alfonso Nieto, primo docente ordinario nel 1976 di Comunicazione in
Spagna, per 12 anni Rettore dell’Università di Navarra, oggi esperto internazionale in Economia dei media.
Certamente originale nella sua Lectio magistralis il richiamo rivolto perché i media riservino maggiori spazi e
tempi dedicati al sorriso. “Cosa scarseggia nel mercato dell’intrattenimento, soprattutto in quello digitale?” si è chiesto il prof. Nieto - “Sicuramente manca molto: realismo, veridicità, solidarietà e molto di più”. Ma
soprattutto “manca buonumore”. “Il buonumore - ha sottolineato - è “la disposizione abituale dell’animo che
scopre, elabora, diffonde aspetti positivi, amabili, dell’informazione o dell’intrattenimento con tale forza da
suscitare un sorriso”. “È una virtù propria dell’essere umano, dell’uomo che alla sua condizione di 'homo
sapiens' e di 'homo faber' include quella di 'homo sorridens'”. E se “al buonumore è stato rubato tempo e
spazio fino ad accantonarlo in una sezione del giornale mischiato con il cruciverba e l’indovinello, in una
battuta, nel concorso per un premio”, ora “è necessario – ha concluso il prof. Nieto - aprire spazi e tempi che
suscitino il sorriso in tutte o nella maggior parte delle pagine del giornale, della rivista, nei telegiornali, nella
pubblicità”. (R.G.)
61
ANSA
ANS
POL
10/04/2008
POL 16.21
10 Aprile 2008
16.21.20
05 RUINI: AIART, APPREZZAMENTO PER LECTIO MAGISTRALIS
(ANSA) - ROMA, 10 APR - ''La Lectio magistralis svolta dal cardinale Camillo Ruini in occasione del
conferimento della laurea honoris causa in comunicazione sociale da parte della Pontificia Universita' della
Santa Croce e' un significativo incoraggiamento per l'Aiart e per quanti sono impegnati ad affermare
l'importanza ed il valore di una vera e propria info-etica''. Lo afferma il presidente dell'Aiart, Luca Borgomeo.
''Le cinque regole che indica il cardinale vicario sono: per dire il Vangelo i media non bastano, parlare chiaro,
esprimersi con simpatia, curare la professionalita', mirare alla santita'. Si tratta di una sorta di vademecum
che dovrebbe orientare tutti gli operatori dei media ed in particolare i cattolici impegnati in quella che e' una
vera e propria frontiera: il 'mondo dei mass-media' - continua Borgomeo - esprimendo la soddisfazione
dell'Aiart per questo significativo riconoscimento alle qualita' di 'comunicatore' del cardinale Ruini, sottolinea
la forte sintonia della 'lectio' con il Messaggio di Benedetto XVI per la 42/a giornata mondiale delle
Comunicazioni, significativamente intitolato: 'I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e
servizio. Cercare la verita' per condividerla'''. (ANSA). GR 10-APR-08 16:17 NNN
62
H2O NEWS TV AG.
www.h2onews.org
10 Aprile 2008
http://www.h2onews.org/_page_videoview.php?id_news=561&lang=it#
Dottorato “honoris causa” in comunicazione al cardinal Ruini
10/04/2008
Il Vicario del Papa per la diocesi di Roma, il Cardinale Camillo Ruini, ha ricevuto il dottorato “honoris causa”
in comunicazione sociale dalla Pontificia Università della Santa Croce.
Il porporato ha saputo manifestare la voce della Chiesa con fermezza ed equilibrio, con “una straordinaria
sensibilità comunicativa che esprime un vero rispetto per l’opinione pubblica”, ha riconosciuto il professor
Norberto Gonzalez Gaitano, nella laudatio al Cardinale Ruini.
“L'evangelizzazione è la comunicazione della verità salvifica. La comunicazione moderna, la comunicazione
sociale, esattamente, è molto importante per una diffusione ampia del Vangelo e per il radicamento del
Vangelo nella cultura del nostro tempo. E' un'opera che è apena iniziata e che dura molti anni, nella quale la
Chiesa deve molto impegnarsi”.
A ricevere il dottorato “honoris causa” è stato anche il professor Alfonso Nieto, pioniere nel riconoscimento
degli studi di comunicazione in Europa, che ha indicato nel servizio la missione dei media.
“La priorità consiste in una parola, in un verbo molto sensibile: servire, servire i cittadini, servire le
intelligenze. Ma il servire presuppone equilibrio, cioè presuppone una uguaglianza nella scelta che si ha a
disposizione per partecipare ad un derminato momento in tutte le culture”.
Il gran cancelliere di questa pontificia università, nonché prelato dell’Opus Dei, monsignor Javier Echevarría,
ha così sottolineato l'importanza della comunicazione nella Chiesa.
“In questo momento si può dire che la comunicazione è praticamente il mezzo principale per relazionarsi agli
altri e anche per annunciare la buona dottrina di Gesù Cristo che deve essere la preoccupazione principale
di coloro che hanno il dono della fede cattolica”.
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http://www.h2onews.org/_page_videoview.php?id_news=561#
Doctorado Honoris Causa al cardenal Ruini
10/04/2008
El obispo vicario del Papa para la diocesis de Roma, el cardenal Camilo Ruini, ha recibido el doctorado
Honoris Causa en comunicación por la Pontificia Universidad de la Santa Cruz en Roma.
El purpurado ha sabido manifestar la voz de la Iglesia con firmeza y equilibro, con una “extraordinaria
sensibilidad comunicativa que expresa un auténtico respeto por la opinión pública”, afirmó el catedrático
Norberto González Gaitano, en la justificación del reconocimiento.
“La evangelización es comunicación de la verdad salvífica. La comunicación moderna, la comunicación
social, en concreto, es muy importante para una amplia difusión del Evangelio y para radicar el Evangelio en
la cultura de nuestro tiempo, es una obra que ha empezado hace poco y en la cual la Iglesia tiene que
comprometerse mucho”.
También recibió el Honoris Causa el profesor Alfonso Nieto pionero del reconocimiento de los estudios de
periodismo en Europa, que subrayó cómo la misión de los medios es servir.
“Lo primero que tienen que hacer es una palabra, un verbo muy sencillo que es: servir. Servir a los
ciudadanos, servir a las inteligencias y servir supone equilibrio, es decir supone igualdad en la opción que
se tiene para participar en un determinado momento en todas las culturas”.
El gran canciller de esta universidad pontificia y prelado del Opus Dei, monseñor Javier Echevarria, subraya
la importancia de la comunicación en la Iglesia.
“En este momento la comunicación prácticamente se puede decir que es el medio principal para poder
llegar a tratarnos unos a otros y también para dar la buena doctrina de Jesucristo que es lo que nos debe
preocupar a los que tenemos el gran don de la fe católica”.
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Kommunikation für die Ausbreitung des Evangeliums
10/04/2008
Der Bischofsvikar des Papstes für die Diözese Rom, Kardinal Camillo Ruini hat den Ehrendoktor für
Kommunikation von der Päpstlichen Universität vom Heiligen Kreuz in Rom erhalten.
Der Kardinal habe die Stimme der Kirche beharrlich und ausgeglichen „mit außerordentlichem
kommunikativen Gespür, das von authentischen Respekt für die öffentliche Meinung zeugt“, hörbar
gemacht. Das bestätigte Professor Norberto Gonzales Gaitano.
„Evangelisieren bedeutet, die Wahrheit, die uns rettet, zu kommunizieren. Die moderne Kommunikation,
konkret die soziale Kommunikation, ist sehr wichtig für die Verbreitung des Evangeliums…damit das
Evangelium in der Kultur unserer Zeit Wurzeln schlagen kann. Dieses Werk hat vor kurzem begonnen und
wird sicher noch andauern. Deshalb muss sich die Kirche dort stark einsetzen.“
Ebenfalls erhielt Professor Alfonso Nieto das Ehrendoktorat. Nieto, der maßgeblich zur gesellschaftlichen
Akzeptanz von Studien über den Journalismus in Europa beigetragen hat, verwies darauf, dass die Medien
dienen müssen.
„Das, was als erstes zu tun ist, lässt sich in einem Wort zusammenfassen: „dienen“. Den Bürgern dienen,
der Klugheit dienen…und das Dienen setzt Gleichgewicht voraus; das bedeutet, in gerechter Weise die
Informationen auszuwählen, um über dieses oder jenes Ereignis in allen Kulturen zu berichten.“
Der Großkanzler der Universität und Prälat des Opus Dei, Msgr. Javier Echevarria, betont die Wichtigkeit der
Kommunikation in der Kirche.
„Im Moment kann man sagen, dass die Kommunikation praktisch das einzige Mittel ist, um miteinander in
Verbindung zu treten und auch das Mittel, die gute Nachricht Jesu Christi zu verbreiten. Schließlich ist das
unser größtes Anliegen, da wir das große Geschenk des katholischen Glaubens bekommen haben.“
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Honorary Doctorate to Cardinal Ruini
10/04/2008
CArdinal Ruini receives Honorary Doctorate in Communications from University of Santa Croce in Rome
The Bishop vicar of the Pope for the diocese of Rome, Cardinal Camillo Ruini, has received an Honorary
Doctorate in Communication from the Pontifical University of the Holy Cross in Rome.
The Cardinal has been able to express the voice of the Church firmly and with balance, with an
"extraordinary and communicative sensitivity that expresses a genuine respect for the public," said Professor
Norberto Gonzalez Gaitano during the award ceremony.
"Evangelization is the communication of the truth of salvation. Modern communication, social communication
in particular, is very important for the wide diffusion of the Gospel and to root the Gospel in the culture of our
time. It is a work that has only begun recently and in which the Church has to commit much."
Professor Alfonso Nieto also received the honorary doctorate for pioneering studies of journalism in Europe,
which underlined that the mission of the media is to serve.
"The first thing they have to do is, in one word, a verb that is very simple: serve. To serve the citizens, to
serve intelligence and serve a supposed balance, that is to say a supposed balance in giving proper
attention at the appropriate time to all the different cultures."
The chancellor of this fine university and the prelate of Opus Dei, Monsignor Javier Echevarria, stresses the
importance of communication in the Church.
At this moment, communication can almost be said to be the primary means of reaching and relating with
each other and also of sharing the Good News, which Christ Jesus said is what we who have the great gift of
the Catholic faith need to concern ourselves with."
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Le cardinal Ruini Docteur Honoris Causa
10/04/2008
Le cardinal Camillo Ruini, Vicaire du Pape pour le diocèse de Rome, a reçu le titre de Docteur Honoris
Causa en communication de l’université pontificale de la sainte Croix. « Le cardinal a su faire entendre la
voix de l’Eglise d’une manière ferme et équilibrée », déclare le professeur Norberto Gonzalez Gaitano, en
donnant les motivations de cette récompense. Il lui reconnait un penchant extraordinaire pour la
communication dans le plein respect de l’opinion publique :
“ Evangéliser c’est communiquer la vérité qui sauve. La communication moderne , la communication sociale,
concrètement, est très importante pour une plus large diffusion de l’Evangile et pour enraciner l’Evangile
dans la culture de notre temps. Cette œuvre a commencé depuis peu et qui est destinée à durer, c’est
pourquoi l’Eglise doit s’y engager à fond”
Le titre de docteur Honoris causa a également été attribué au professeur Alfonso Nieto, pionnier dans
l’étude de la presse en Europe, qui explique comment les médias peuvent servir l’opinion publique :
“La première chose à faire tient en un mot tout simple , un verbe : « servir » . Servir les citoyens, servir les
intelligences… et servir suppose équilibre , c’est-à-dire savoir choisir équitablement pour informer sur tel ou
tel événement dans toutes les cultures ”.
Le grand chancelier de l’université de la Sainte-Croix et prélat de l’Opus Dei, Mgr Javier Echevarria, souligne
pour sa part l’importance de la communication dans l’Eglise.
“Actuellement on peut dire que la communication est pratiquement le seul moyen de communiquer les uns
les autres et aussi le moyen de diffuser la bonne nouvelle de Jésus-Christ car c’est là notre principal soucis,
nous qui avons reçu le grand don de la foi catholique ”.
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Doutorado Honoris Causa ao cardeal Ruini
10/04/2008
O bispo vigário do Papa para a diocese de Roma, cardeal Camillo Ruini, recebeu o doutorado Honoris
Causa em comunicação na Pontifícia Universidade da Santa Cruz em Roma.
O purpurado soube manifestar a voz da Igreja com firmeza e equilibro, com una “extraordinária
sensibilidade comunicativa que expressa um autêntico respeito pela opinião pública”, afirmou o catedrático
Norberto Gonzalez Gaitano, na motivação do reconhecimento.
Também recebeu o Honoris Causa o professor Alfonso Nieto, pioneiro do reconhecimento dos estudos de
jornalismo na Europa, que destacou que a missão da mídia é servir.
O grão-chanceler desta universidade pontifícia e prelado do Opus Dei, monsenhor Javier Echevarria,
destaca a importância da comunicação na Igreja.
Monsenhor Javier Echevarria – Prelado do Opus Dei
Card. Camilo Ruini – vigário do Papa para a diocese de Roma
Prof. Alfonso Nieto – Ex-reitor da Universidade de Navarra
“A evangelização é comunicação da verdade salvífica. A comunicação moderna, a comunicação social,
concretamente, é muito importante para uma ampla difusão do Evangelho e para radicar o Evangelho na
cultura do nosso tempo, é uma obra que teve início há pouco e na qual a Igreja tem que se empenhar
muito”.
“O primeiro que deve ser feito é uma palavra, é um verbo muito simples que é: servir. Servir os cidadãos,
servir as inteligências e servir supõe equilíbrio, ou seja, supõe igualdade na opção que se tem para
participar em um determinado momento em todas as culturas”.
“Neste momento, a comunicação praticamente se pode dizer que é o meio principal para poder chegar a
tratarmos uns aos outros e também para dar a Boa Nova de Jesus Cristo, que é o que nos deve preocupar
para os que têm o grande dom da fé católica”.
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GAZZETTA DEL SUD
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10 Aprile 2008
OPUS DEI
www.opusdei.org.ar
10 Aprile 2008
http://www.opusdei.org.ar/art.php?p=27298
Honoris Causa de Comunicación en la Universidad Pontificia de la
Santa Cruz
Mons. Javier Echevarría, Prelado del Opus Dei y Gran Canciller de la Pontificia Universidad de la Santa
Cruz ha concedido el doctorado “Honoris Causa” al Cardenal Camillo Ruini y al profesor Alfonso Nieto. La
máxima distinción universitaria se les ha concedido por sus méritos en el mundo de la comunicación.
10 de abril de 2008
Tras el desfile académico, en el que participaron profesores de las cuatro licenciaturas de la Universidad y
profesores de otras universidades, Mons. Javier Echevarría abrió el acto con un discurso sobre la
comunicación.
El Prelado del Opus Dei presidió el acto y concedió los Honoris Causa.
Señaló que “San Josemaría sostenía que los hijos de Dios tienen que estar presentes, con profesionalidad,
identidad cristiana y amor a la Verdad, en los lugares donde se forma la opinión pública".
“Es difícil –añadió citando un texto del santo- que haya verdadera convivencia donde falta verdadera
información; y la información verdadera es aquella que no tiene miedo a la verdad y que no se deja llevar
por motivos de medro, de falso prestigio, o de ventajas económicas”.
El Prelado ha invitado a todos los profesionales creyentes del mundo de la información "a conjugar el don
gratuito de la fe con el esfuerzo cotidiano en el estudio racional de todos los saberes implicados en la
comunicación". A continuación se ha entregado el primer doctorado Honoris Causa.
LAS CINCO REGLAS DEL CARDENAL RUINI
El cardenal Camillo Ruini ha sido durante muchos años el presidente de la Conferencia Episcopal Italiana, y
actualmente es el vicario del Santo Padre al frente de la diócesis de Roma. El doctorado le ha sido
concedido, entre otros motivos, por el exitoso “Proyecto Cultural” que el cardenal propuso en 1994 a la
Iglesia italiana. El proyecto, que ha dado numerosos frutos, se propuso enriquecer de nuevo la cultura
italiana con la identidad cristiana.
Tras recibir de manos de Mons. Echeverría el anillo, la medalla, el diploma y el gorro de doctor, el cardenal
Camillo Ruini ha dicho en su discurso –llamado en estas ocasiones “Lectio Magistralis”- que “la
comunicación social es un elemento cada vez más importante para la evangelización y transmisión de la fe.
Pero, al mismo tiempo, ni basta ni es el factor más eficaz. Sí lo son, en cambio, los contactos y las
relaciones directos, personales, de la comunidad creyente”.
El Cardenal ha señalado que “es necesario advertir los profundos movimientos que están agitando
actualmente la sociedad y la cultura, para introducir en ella nuestro mensaje, mejorando y atrayendo al bien
las energías que en esa sociedad se producen”.
La concesión del birrete.
70
En estos años de diario diálogo con los medios de comunicación, el Cardenal ha aprendido “cinco reglas:
uno, no bastan los medios de comunicación para transmitir el Evangelio; dos, hay que hablar claro; tres, es
necesario expresarse con simpatía; cuatro, ser profesionales; y cinco, aspirar a la santidad”. Mons. Ruini ha
desarrollado estas cinco ideas en un profundo y divertido discurso lleno de anécdotas.
Ruini fue presentado por el profesor Norberto Gonzalez Gaitano, de la Facultad de Comunicación
Institucional de la Universidad. El profesor subrayó la “extraordinaria sensibilidad comunicativa, que revela
un sincero respeto por la opinión pública” del nuevo doctor Honoris Causa. “Tal sensibilidad nace de la
compresión de la relación que hay entre cultura y comunicación”.
ALFONSO NIETO, PIONERO EN LA EDUCACIÓN PERIODÍSTICA
También recibió el doctorado Honoris Causa el profesor Alfonso Nieto, principal impulsor y pionero de los
estudios universitarios de Periodismo en España, y rector de la Universidad de Navarra en la década de los
80. En su discurso, el nuevo doctor ha analizado el mercado actual de la comunicación. En él, dijo, la nueva
moneda ya no es el euro o el dólar, sino “el tiempo. En algunos casos, escasea; en otros, abunda; no
admite devoluciones; si se pierde, no se puede recuperar; algunos creen que lo poseen, pero se
equivocan…”.
Abrazo entre el Prelado y el prof. Nieto.
Nieto ha hablado también sobre la “apariencia” con la que juegan todos los medios de comunicación.
“Desde los periódicos hasta Internet, abunda lo que es aparente, verosímil, lo que parecer ser pero en
realidad no es. Por ejemplo, un programa de televisión parece ser gratis, pero en realidad no. Estamos
pagando con nuestro tiempo”.
El profesor ha sugerido que, para mejorar los medios de comunicación, es necesario llenarlos de “realismo,
veracidad, solidaridad y, sobre todo, buen humor”. El doctor Honoris Causa ha invitado a “abrir espacios y
tiempos que susciten la sonrisa en todas o en la mayor parte de las páginas del periódico, de las revistas,
de los periódicos o la publicidad".
"Son los ciudadanos quienes lo piden, quizá no de un modo explícito, quizá porque no han tenido la
experiencia. Por este camino, sin dejar de ver los problemas, se encontrarán soluciones mejores y nos
daremos cuenta de que una de las cosas más importantes de la vida es sonreír y saber reírnos de nosotros
mismos”.
De izquierda a derecha: Norberto González Gaitano, el cardenal Ruini, Alfonso Nieto y José María La Porte.
La laudatio a Alfonso Nieto la ha realizado el profesor José María La Porte, vicedecano de la Facultad de
Comunicación. La Porte incidió en “el amor del profesor Nieto por la libertad, que se manifestó en su lucha
porque los estudios de periodismo y comunicación obtuvieran reconocimiento universitario en España, entre
1969 y 1975, en un momento en que la libertad de prensa en aquel país estaba sometida a serias
limitaciones”.
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http://www.opusdei.it/art.php?p=27302
Lauree “Honoris Causa” in comunicazione all’Università Pontificia della
Santa Croce
Mons. Javier Echevarría, Prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa
Croce, ha conferito il 9 aprile la laurea “Honoris Causa” al cardinale Camillo Ruini e al professor Alfonso
Nieto, per i loro meriti nel mondo della comunicazione.
10 aprile 2008
Dopo la sfilata accademica, cui hanno partecipato professori delle quattro facoltà dell’Università e professori
di altre università, mons. Javier Echevarría ha aperto l’atto accademico con un discorso sulla
comunicazione.
Il Prelato dell'Opus Dei ha presieduto l'atto e ha conferito le lauree "Honoris Causa".
Ha messo in evidenza che “San Josemaría sosteneva che i figli di Dio devono essere presenti con
professionalità, identità cristiana e amore alla verità nei luoghi dove si configura l’opinione pubblica”.
“È difficile – ha aggiunto citando un testo del santo – che ci sia vera convivenza là dove manca vera
informazione; e la vera informazione è quella che non ha paura della verità e non si lascia guidare da
interessi di potere, di falso prestigio o di lucro”.
Il Prelato ha invitato tutti i professionisti credenti del mondo dell’informazione “a coniugare il dono gratuito
della fede con lo sforzo quotidiano nello studio razionale di tutti i saperi coinvolti nella comunicazione”.
Subito dopo è stato conferita la prima laurea “Honoris Causa”.
LE CINQUE REGOLE DEL CARDINALE RUINI
Il cardinale Camillo Ruini è stato per molti anni Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ed è
attualmente Vicario del Santo Padre per la diocesi di Roma. La laurea gli è stato concessa, tra gli altri motivi,
per il successo del “Progetto Culturale” che il cardinale ha proposto alla Chiesa italiana. Questo progetto,
che ha dato abbondanti frutti, si propone di arricchire nuovamente la cultura italiana con l’identità cristiana.
Dopo aver ricevuto da mons. Echevarría l’anello, la medaglia, il diploma e il tocco di dottore, il cardinale ha
detto nel suo discorso – chiamato in queste occasioni “Lectio Magistralis” – che “la comunicazione sociale è
sempre più importante per l’evangelizzazione e la comunicazione della fede, ma non basta da sola e non è
nemmeno la via più efficace, che rimane quella dei contatti e rapporti diretti, personali e nella comunità
credente”.
Allo stesso tempo, bisogna “essere pronti a cogliere i movimenti profondi che attraversano la società e la
cultura, per inserire in essi il nostro messaggio, capitalizzando e volgendo al bene le energie che da essi
scaturiscono”.
In questi anni di dialogo quotidiano con i mezzi di comunicazione, il cardinale ha appreso “cinque regole:
uno, per dire il Vangelo i media non bastano; due, bisogna parlare chiaro; tre, è necessario esprimersi con
simpatia; quattro, curare la professionalità; cinque, mirare alla santità”. Il cardinale Ruini ha poi sviluppato
queste cinque idee in un profondo e divertente discorso.
Ruini è stato presentato dal professor Norberto González Gaitano, della facoltà di Comunicazione
Istituzionale dell’Università. Il professore ha sottolineato la “straordinaria sensibilità comunicativa che
esprime un vero rispetto per l’opinione pubblica” del nuovo dottore “Honoris Causa”. “Tale sensibilità
comunicativa nasce dalla comprensione del rapporto che lega la cultura con la comunicazione”.
ALFONSO NIETO PIONERE DELL’EDUCAZIONE GIORNALISTICA
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La laurea “Honoris Causa” è stata conferita anche al professor Alfonso Nieto, che per primo ha dato un
impulso agli studi universitari di giornalismo in Spagna; Alfonso Nieto è stato anche primo rettore
dell’Università di Navarra, negli anni 80.
Nel suo discorso, il nuovo dottore ha analizzato il mercato attuale della comunicazione. In questo mercato la
nuova moneta non è né l’euro né il dollaro, ma “il tempo. In alcuni casi scarseggia e in altri abbonda; non
ammette devoluzioni; se si perde non lo si può recuperare; alcuni possono pensare di possederne la
proprietà, ma si sbagliano: solo la possiedono in usufrutto e per un periodo di tempo incerto”.
Nieto ha parlato anche di “apparenza” con cui giocano tutti i mezzi di comunicazione. “Nei contenuti dei
periodici, riviste, programmi di radio e televisione, Web, siti Internet, abbonda ciò che è apparente,
verosimile, ciò che sembra essere e in realtà non è. Un programma televisivo che non richieda nessun
pagamento sembra essere una donazione fatta da qualcuno allo spettatore. Ma non è così, è pura
apparenza. Nel mercato della comunicazione non vi è gratuità gratuita, si paga sempre con la preziosa
moneta prima menzionata, tempo”.
Il professore ha suggerito, per migliorare i mezzi di comunicazione, di riempirli di “realismo, veridicità,
solidarietà e soprattutto buon umore”. Ha inoltre invitato “ad aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso in
tutte o nella maggior parte delle pagine del giornale, della rivista, nei telegiornali, nella pubblicità”.
“Sono i cittadini a chiederlo sebbene non in modo esplicito, forse perché non lo hanno mai vissuto. Per
questo cammino, senza smettere di vedere i problemi, si troveranno soluzioni migliori, ci renderemo conto
che una delle cose più serie della vita è sorridere, iniziando dal sapere ridere di se stessi”.
Da sinistra a destra: Norberto González Gaitano, il cardinale Ruini, Alfonso Nieto e José María La Porte.
La laudatio al prof. Nieto è stata redatta e letta dal prof. José María La Porte, Vicedecano della facoltà di
Comunicazione, il quale ha riconosciuto che “l’amore del professor Nieto per la libertà si coglie nel ruolo
decisivo che egli ha svolto affinché gli studi di giornalismo e comunicazione ottenessero un riconoscimento
universitario in Spagna, tra il 1969 ed il 1975, proprio quando la libertà di stampa in quel Paese era
sottoposta a serie limitazioni”.
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ZENIT
ZS08041002
10 Aprile 2008
ZS08041002 - 10-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-26897?l=spanish
El cardenal Ruini, doctor «honoris causa» en comunicación social
«Hay que saber captar los movimientos profundos que atraviesan la
sociedad y la cultura»
ROMA, jueves, 10 abril 2008 (ZENIT.org).- En la tarde de este miércoles, en la Universidad Pontificia de la
Santa Cruz, el cardenal Camillo Ruini, obispo vicario del Papa para la diócesis de Roma, recibió el
doctorado «honoris causa» en comunicación social institucional, junto al profesor Alfonso Nieto.
El acto fue presidido por el gran canciller de la Universidad y prelado del Opus Dei, el obispo Javier
Echevarría.
Entre las motivaciones que han llevado a la reciente Facultad de Comunicación Social Institucional de la
Santa Cruz a conferir este doctorado al cardenal Ruini, explica un comunicado del centro académico, está
«la intuición del proyecto cultural orientado en sentido cristiano», que el entonces presidente de la
Conferencia Episcopal Italiana presentó en 1994 en Montecasino.
En la base de este proyecto está, como afirmó el mismo cardenal, «una acepción amplia y antropológica de
la misma cultura: así entendida, esta se extiende desde las convicciones más profundas respecto al
significado y al destino de nuestra vida y de toda la realidad hasta los comportamientos más menudos y
concretos».
«La cultura --explicaba el purpurado-- es entonces el terreno fundamental de crecimiento, en lugar de
alienación o desviación de la persona, y también el espacio privilegiado para la encarnación del Evangelio
en la vida y en la historia y para su confrontación con otras y diversas concepciones, elecciones o
comportamientos».
En su lección magistral, el cardenal Ruini afirmó con frecuencia el ámbito de la comunicación social está
dominado por «orientaciones no favorables a la Iglesia».
En este contexto, el purpurado explicó que, en los últimos veinte años, la Iglesia ha tratado de responder a
los desafíos que presentaba la comunicación.
En este sentido, recordó la creación o la potenciación de los medios de comunicación católicos en Italia:
desde el diario «Avvenire» a los semanales diocesanos, para los que se creó la agencia SIR, hasta la
emisora televisiva Sat2000 y el circuito radiofónico Inblu.
Así mismo subrayó que «la comunicación social es cada vez más importante para la evangelización y la
comunicación de la fe, pero no basta por sí sola y no es ni siquiera la vía más eficaz, que sigue siendo la de
los contactos y relaciones directas, personales y en la comunidad creyente».
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Al mismo tiempo, hay que «estar preparados para captar los movimientos profundos que atraviesan la
sociedad y la cultura, para introducir en ellos nuestro mensaje, capitalizando y dirigiendo al bien las
energías que derivan de ellos».
El purpurado añadió que «no sólo las palabras, sino toda la actitud del comunicador debe tratar de
vehicular, junto a la verdad del mensaje, y de la naturaleza misma de la Iglesia, también y con no menor
empeño el amor que Dios ha manifestado por el hombre en Jesucristo».
Los agentes cristianos de la comunicación social, añadió, deben buscar la «propia santificación a través del
trabajo», como enseñó bien san Josemaría Escrivá, fundador del Opus Dei.
El profesor Norberto González Gaitano, ordinario de Opinión Pública y autor de la laudatio al cardenal
Ruini, reconoció en el purpurado «una extraordinaria sensibilidad comunicativa que expresa un verdadero
respeto por la opinión pública. Tal sensibilidad comunicativa nace de la comprensión de la relación que liga
la cultura y la comunicación».
Esta actitud dialógica «le ha valido el reconocimiento como interlocutor que quien, sin tener la fe católica,
comparte las razones de un ethos social no negociable fundado en la dignidad de la persona humana».
En el curso de la misma ceremonia fue conferido también el doctorado ‘honoris causa' al profesor Alfonso
Nieto, primer docente universitario de Comunicación en España (1976), durante doce años rector de la
Universidad de Navarra, por haber sido un «pionero en el reconocimiento de los estudios de comunicación a
nivel universitario en Europa».
Traducido del italiano por Nieves San Martín
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ZENIT
ZS08041005
10 Aprile 2008
ZS08041005 - 10-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-26900?l=spanish
«La cultura europea necesita una nueva esperanza»
Según el rector de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, Mariano
Fazio
ROMA, jueves, 10 abril 2008 (ZENIT.org).- La cultura europea necesita una nueva esperanza, que sólo
podrá evitar la desilusión y la frustración en la medida en que se abra a la verdad sobre el hombre. Lo
sugiere Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960), profesor ordinario de Historia de las Doctrinas Políticas en la
Facultad de Comunicación Social de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz de Roma.
En esta entrevista, explica el papel de los intelectuales cristianos en el período de entreguerras y afirma que
«Maritain y muchos otros, en particular Etienne Gilson y Christopher Dawson, hacen propuestas que van en
la línea de una "sana laicidad", preconizada por el Vaticano II, Juan Pablo II y Benedicto XVI».
Lo sostiene en el libro «Cristianos en la encrucijada», publicado por Rialp (www.rialp.com).
El rector, autor también de «Historia de las ideas contemporáneas», propone «no avergonzarnos de lo que
nos tiene que enorgullecer sanamente, y a hacer valer, con los métodos democráticos, sin violencia y
siempre con amor, misericordia y una sonrisa en los labios, la visión cristiana de la vida y de la sociedad».
--¿La exclusión de Dios es la causa de la crisis de la cultura europea?
--Fazio: Me parece que la crisis de la cultura occidental se hace conciente durante y después de la Primera
Guerra Mundial, cuando las visiones cerradas a la trascendencia mostraron su poder destructivo.
Eran los portaestandartes de las falsas esperanzas de las que habla Benedicto XVI en su última encíclica.
Las promesas incumplidas de paraísos en esta tierra --utopías nacionalistas, positivistas, marxistas-- abrió
espacio a la desesperanza, al relativismo y al escepticismo en la capacidad de la razón de encontrar la
verdad.
La cultura europea necesita una nueva esperanza, que sólo podrá evitar la desilusión y la frustración en la
medida en que se abra a la verdad sobre el hombre, que encuentra en Dios su fundamento.
--¿Es pensable hoy día una «nueva cristiandad» tal y como la proponía Maritain y algunos autores del
período de entreguerras?
--Fazio: En mi libro presento distintas propuestas que algunos intelectuales de la primera mitad del siglo XX
han barajado para recristianizar la sociedad.
Una de ellas es la de Maritain. Considero que toda cultura es susceptible de ser llevada a su plenitud
gracias al fermento del Evangelio. Por lo tanto, también en el caso de la cultura europea secularizada.
76
La Modernidad ha llevado adelante un proceso muy positivo de toma de conciencia de la autonomía relativa
de las cosas temporales, que presenta una plataforma adecuada para dar un tono cristiano a la sociedad,
sin correr el riesgo del clericalismo, que tanto daño hizo a la vivencia cristiana en los siglos anteriores.
Cuando hablo de clericalismo me refiero a la confusión entre los órdenes natural y sobrenatural, entre lo
político y lo espiritual, el no haber sacado las consecuencias de la frase «Dad al César lo que es del César y
a Dios lo que es de Dios».
Maritain y muchos otros, en particular Etienne Gilson y Christopher Dawson, hacen propuestas que van en
la línea de una «sana laicidad», preconizada por el Vaticano II, Juan Pablo II y Benedicto XVI.
--¿Qué se ganaría con una sociedad cristiana a la manera del intelectual Eliot?
--Fazio: Lo que más me gustaría destacar de la propuesta de Eliot es la íntima unión que hay entre una
sociedad inspirada cristianamente y una sociedad que respeta el orden natural.
Eliot incluso habla de los daños ecológicos que han producido las ideologías cerradas a la trascendencia.
La inspiración cristiana de la sociedad traería como consecuencia el respeto a los dos derechos humanos
fundamentales, el derecho a la vida y a la libertad religiosa, una propuesta educativa más pluralista que la
que difunden los principales estados europeos, y un fortalecimiento de la familia como célula vital de la
sociedad.
--El carácter público de la fe y la coherencia entre fe y vida son dos ejes que se deberían recuperar, según
su análisis. ¿Cuáles son los obstáculos?
--Fazio: Todos los autores que he estudiado subrayan la necesidad de ser coherentes entre lo que se cree y
lo que se predica.
El ejemplo de vidas cristianas coherentes y alegremente vividas es el medio más eficaz para dar un poco de
oxígeno a esta cultura que a veces asfixia por su cerrazón a la trascendencia.
El principal obstáculo me parece que son los respetos humanos, la falta de audacia para proclamar con
nuestras vidas los valores y la belleza de la dignidad de la persona humana por miedo a ir contracorriente,
para no ser "políticamente incorrectos".
Los cristianos tenemos un tesoro en nuestras manos: conocemos el sentido último de la existencia, que en
definitiva es el amor de Dios por el hombre, manifestado en la Encarnación.
Vamos a no avergonzarnos de lo que nos tiene que enorgullecer sanamente, y a hacer valer, con los
métodos democráticos, sin violencia y siempre con amor, misericordia y una sonrisa en los labios, la visión
cristiana de la vida y de la sociedad.
Por Miriam Díez i Bosch
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ROME REPORTS
www.romereports.com
10 Aprile 2008
http://www.romereports.com/index.php?lnk=700&id=717
10/04/2008
HONORARY DOCTORATE FOR PRESIDENT OF ROMEREPORTS
For the first time in history, an honorary doctorate has been given in the field of communication in the
Church.
The awards, presented at the Pontifical University of Santa Croce in Rome, were given to Alfonso Nieto,
president of the news agency ROMEreports, and the Vicar of Rome and former president of the Italian
bishops, Cardinal Camillo Ruini.
Presenting the award to Cardinal Ruini, Mariano Fazio, Rector of the Pontifical University of the Holy Cross,
said: “For the talent and the clarity through which he has been able to introduce the Church and her doctrine,
and for the apostolic activity in which you have united love towards people and love of the truth, I bestow this
Doctorate Honoris Causa in Institutional Social Communications.”
In his acceptance lecture, Cardinal Ruini gave this advice to those working in communications in the Catholic
Church.
“Here, as in any job, you need serious, professional communicators - journalists and spokesmen in charge of
institutional communications – who, through study, remain always up to date,” he said.
In his speech, Alfonso Nieto, a professor and former rector of the University of Navarre, Spain, recalled the
founder of Opus Dei, Saint Josemaría Escrivá.
“An old proverb says that "when you drink from the source, do not forget the spring",” he said. “My thanks
therefore go to heaven, there is the spring. The lessons learned from St. Josemaría led me to freely dedicate
myself to the field of professional communications.”
Professor Alfonso Nieto co-founded the Faculty of Institutional Social Communications at the Pontifical
University of the Holy Cross. So during the ceremony, he had the pleasure of being accompanied by many of
his students.
78
10/04/2008
HONORIS CAUSA PARA EL PRESIDENTE DE ROMEREPORTS
Es la primera vez en la historia que se entrega un doctorado “honoris causa” en Comunicación Social de la
Iglesia, y ha tenido lugar en la Pontificia Universidad de la Santa Croce de Roma. Los elegidos han sido
Alfonso Nieto, presidente de la Agencia de noticias ROMEreports y el cardenal vicario de Roma y ex
presidente de los obispos italianos, Camillo Ruini.
El rector de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz, Mariano Fazio, leyó el texto del diploma entregado al
cardenal Ruini. “Por el talento y la claridad con la que ha sabido presentar la Iglesia y la doctrina, por la
actividad apostólica en la que se han unido amor a la verdad y a las personas, sea hoy investido Doctor
Honoris Causa en Comunicación Social Institucional”, proclamó Fazio.
El cardenal Camillo Ruini, en su lección magistral, dio un consejo a quienes trabajan en la comunicación de
la Iglesia católica: “hace falta una seria profesionalidad que los comunicadores pueden adquirir con un
estudio previo que se mantenga siempre al día”, aseguró.
Alfonso Nieto, profesor y antiguo rector de la Universidad de Navarra, España, recordó en su lección
magistral al fundador del Opus Dei, San Josemaría Escrivá. “Un antiguo proverbio aconseja que “cuando
bebas de la fuente, no te olvides del manantial”, por eso, mi agradecimiento va al Cielo, allí está el
manantial”. Se refería a “las enseñanzas que recibí de San Josemaría Escrivá, que me llevaron libremente a
dedicarme de modo profesional a la comunicación”.
El profesor Alfonso Nieto ha sido uno de los creadores de la Facultad de Comunicación Social Institucional
de la Pontificia Universidad de la Santa Croce. Por eso, durante la ceremonia le acompañaron muchos
alumnos y profesores de otros centros académicos.
JMB
79
CORRIERE DELLA SERA
Pag. 9
10 Aprile 2008
Betori: Sulle elezioni meglio tacere
Il segretario della Cei monsignor Giuseppe Betori sceglie il silenzio riguardo alle prossime elezioni e al clima
della campagna elettorale: «In questa circostanza è meglio tacere - ha detto ieri - e vale il proverbio citato
dal cardinale Ruini nella sua lectio magistralis di oggi: "un bel tacere non fu mai scritto"»
Pagina 9
(10 aprile 2008) - Corriere della Sera
80
CORRIERE DELLA SERA
Pag. 25
10 Aprile 2008
Dottorato
Ruini: media parziali sulla Chiesa
Un dottorato honoris causa in Comunicazione Sociale Istituzionale è stato conferito ieri dalla Università della
Santa Croce, che fa capo all' Opus Dei, al cardinale Camillo Ruini. Sui mass media italiani l' immagine della
Chiesa, ha detto Ruini, «è troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale».
Pagina 25
(10 aprile 2008) - Corriere della Sera
81
Rhode Island Catholic
http://thericatholich.com
10 Aprile 2008
http://thericatholic.com/stories/1063.html
PC symposium to explore theology with secular, religious scholars
Posted Apr. 10, 2008
PROVIDENCE – Dr. F. Russell Hittinger, the Rev. Robert Randall Distinguished Professor in Christian
Culture at Providence College, will be the featured speaker during Providence, Practical Reason and the
Common Good, a symposium scheduled at the college April 25-26.
The symposium will be held in Aquinas Lounge and is open to the public.
Hittinger will be one of several secular and religious scholars to present during the conference.
Others include John Bowlin, the Rimmer and Ruth de Vries Associate Professor of Reformed Theology and
Public Life at the Princeton University Theological Seminary; John Witte Jr., the Jonas Robitscher Emory
University Professor of Law and director of the Center for the Study of Law and Religion at Emory; Rev.
Stephen Brock of the Pontifical University of the Holy Cross in Rome; and Rev. Laurence Dewan, O.P. of
Dominican University College in Canada.
The participants will be challenged to consider the relationship between the metaphysical and theological
dimensions of divine governance and creaturely participation, on the one hand, and moral theory, on the
other.
Hittinger, who is the college’s fourth Randall Professor, holds the Warren Chair of Catholic Studies at the
University of Tulsa, where he is also a research professor in the School of Law. He has been a visiting
professor at Princeton University, New York University, Charles University School of Law in Prague, and at
the Pontifical Università Regina Apostolorum in Rome. He specializes in areas where philosophy, religion,
and law intersect.
The symposium begins with Witte’s presentation on Friday, April 25, at 7 p.m., followed by a reception. On
Saturday, April 26, the presentations begin at 9:00 a.m. and conclude with Hittinger’s featured lecture at 3:30
p.m.
For more information, contact Dr. James F. Keating, associate professor of theology and director of the
Humanities Program at PC, at 865-1349 or at [email protected]
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ZENIT
ZP08041013
10 Aprile 2008
ZP08041013 - 10-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-18097?l=portuguese
«Cultura européia precisa de nova esperança»
Segundo o reitor da Universidade Pontifícia da Santa Cruz, Mariano
Fazio
Por Miriam Díez i Bosch
ROMA, quinta-feira, 10 de abril de 2008 (ZENIT.org).- A cultura européia precisa de uma nova esperança,
que só poderá evitar a desilusão e a frustração na medida em que se abrir à verdade sobre o homem,
sugere Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960), professor de História das Doutrinas Políticas na Faculdade de
Comunicação Social da Universidade Pontifícia da Santa Cruz de Roma.
Nesta entrevista, ele explica o papel dos intelectuais cristãos no período entre as guerras e afirma que
«Maritain e muitos outros, em particular Etienne Gilson e Christopher Dawson, fazem propostas na linha de
uma ‘sã laicidade’, preconizada pelo Vaticano II, João Paulo II e Bento XVI», sustenta no livro «Cristãos na
encruzilhada», publicado pela Rialp (www.rialp.com).
O reitor, autor também de «História das idéias contemporâneas», propõe «não envergonhar-nos do que
temos de nos orgulhar de forma sã, e a fazer valer, com os métodos democráticos, sem violência e sempre
com amor, misericórdia e um sorriso nos lábios, a visão cristã da vida e da sociedade».
–A exclusão de Deus é a causa da crise da cultura européia?
–Fazio: Parece-me que a crise da cultura ocidental se faz consciente durante e depois da Primeira Guerra
Mundial, quando as visões fechadas à transcendência mostraram seu poder destrutivo.
Eram os porta-estandartes das falsas esperanças das quais fala Bento XVI em sua última encíclica. As
promessas não cumpridas de paraísos nesta terra – utopias nacionalistas, positivistas, marxistas – abriram
espaço ao desespero, ao relativismo e ao ceticismo na capacidade da razão de encontrar a verdade.
A cultura européia precisa de uma nova esperança, que só poderá evitar a desilusão e a frustração na
medida que se abra à verdade sobre o homem , que encontra em Deus seu fundamento.
–É razoável pensar hoje em dia em uma «nova cristandade», tal como propunha Maritain e alguns autores
do período entre as guerras?
–Fazio: Em meu livro, apresento diferentes propostas que alguns intelectuais da primeira metade do século
XX levantaram para recristianizar a sociedade.
Uma delas é a de Maritain. Considero que toda cultura é suscetível de ser levada à sua plenitude graças ao
fermento do Evangelho; portanto, também no caso da cultura européia secularizada.
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A Modernidade levou adiante um processo muito positivo de tomada de consciência da autonomia relativa
às coisas temporais, que apresenta uma plataforma adequada para dar um tom cristão à sociedade, sem
correr o risco do clericalismo, que tanto dano causou à vivência cristã nos séculos anteriores.
Quando falo de clericalismo, refiro-me à confusão entre as ordens natural e sobrenatural, entre o político e o
espiritual, o não ter assimilado as conseqüências da frase «dai a César o que é de César e a Deus o que é
de Deus».
Maritain e muitos outros, em particular Etienne Gilson e Christopher Dawson, fazem propostas na linha de
uma «sã laicidade», preconizada pelo Vaticano II, João Paulo II e Bento XVI.
–O que se ganharia com uma sociedade cristã à maneira do intelectual Eliot?
–Fazio: O que eu mais gostaria de destacar da proposta de Eliot é a íntima união que há entre uma
sociedade inspirada de forma cristã e uma sociedade que respeita a ordem natural.
Eliot inclusive fala dos danos ecológicos que produziram as ideologias fechadas à transcendência.
A inspiração cristã da sociedade traria como conseqüência o respeito aos dois direitos humanos
fundamentais, o direito à vida e à liberdade religiosa, uma proposta educativa mais pluralista que a que
difundem os principais estados europeus, e um fortalecimento da família como célula vital da sociedade.
–O caráter público da fé e a coerência entre fé e vida são dois eixos que deverão ser recuperados, segundo
sua análise. Quais são os obstáculos?
–Fazio: Todos os autores que estudei sublinham a necessidade de ser coerentes com relação ao que se crê
e o que se prega.
O exemplo de vidas cristãs coerentes e alegremente vividas é o meio mais eficaz para dar um pouco de
oxigênio a esta cultura que às vezes se asfixia por seu fechamento à transcendência.
O principal obstáculo me parece que são os respeitos humanos, a falta de audácia para proclamar com
nossas vidas os valores e a beleza da dignidade da pessoa humana por medo a ir contra a corrente, para
não ser «politicamente incorretos».
Nós, cristãos, temos um tesouro em nossas mãos: conhecemos o sentido último da existência, que, em
definitivo, é o amor de Deus pelo homem, manifestado na Encarnação.
Não nos envergonhemos do que temos de nos orgulhar e façamos valer, com os métodos democráticos,
sem violência e sempre com amor, misericórdia e um sorriso nos lábios, a visão cristã da vida e da
sociedade.
84
FIDES
www.fides.org
11 Aprile 2008
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=14454&lan=spa
VATICANO - La Pontificia Universidad de la Santa Cruz otorga el
Doctorado Honoris Causa en Comunicación social institucional al Card.
Camillo Ruini
Roma (Agencia Fides) - "Por la sensibilidad comunicativa del Card. Ruini, sensibilidad que expresa un
verdadero respeto por la opinión pública, es decir del pueblo, y de la opinión publicada": este ha sido el
motivo, en el Laudatio del Prof. Norberto Gonzalez Gaitano, para la asignación por parte de la Pontificia
Universidad de la Santa Cruz, del Doctorado Honoris Causa en Comunicación social institucional al Vicario
General de Su Santidad para la Diócesis de Roma. La ceremonia stuvolugar el miércoles 9 de abril en el
salón de actos de la misma Universidad.
En el saludo inicial, el Gran Canciller de la Pontificia Universidad del Santa Cruz y Prelado del Opus Dei, Su
Exc. Mons. Javier Echevarrià, ha recordado el antiguo y fuerte nexo que siempre ha existido entre Iglesia y
mundo de la comunicación. San Josemarìa Escrivà, promotor de la universidad de la Santa Cruz,
comprendió ya en los años '40, con sus lecciones de ética en la que en breve, se convertiría en la Escuela
de periodismo, el papel fundamental de la profesionalidad, de los ideales cristianos y del amor a la verdad
de quienes trabajan en el mundo de la comunicación. Cuatro han sido las razones particulares para la
propuesta de dicho reconocimiento al Card. Ruini: el proyecto cultural orientado en sentido cristiano de la
Iglesia italiana, del que es promotor desde 1994 el Vicario del Papa; la fidelidad a la identidad viva de la
Institución por la unión con el Vicario de Cristo, primero Juan Pablo II, ahora su Sucesor; el optimismo
incurable y esa sonrisa "franca, abierta, serena y constante", afirman el prof. Gaitano; la iniciativa
comunicativa y el papel de los laicos, base para proyectos nuevos como SAT 2000, la agencia SIR,
RadioInBlu y el rediseño del cotidiano Futuro.
En la Lectio magistralis, acudiendo a su larga experiencia, el Card. Ruini ha recordado que muy pronto se
dio cuenta de la necesidad "para la Iglesia misma de mejorar y desarrollar sus propias capacidades de estar
presente en el mundo de los medios de comunicación, para hacer conocer a la opinión publica su verdadero
rostro y sobre todo el mensaje que lleva". La comunicación social es importante, pero no basta, el camino
más eficaz continua siendo el de los contactos y relaciones directas y personales; es necesario que el
comunicador tenga claro el mensaje y lo exprese de manera sobria, no sólo de palabra, sino con todo su
comportamiento; además es necesaria una gran profesionalidad que se debe aprender con el estudio y con
la práctica. Por último, el Card. Ruini ha dedicado la última observación a la necesidad de que también el
comunicador busque la santidad por medio de su trabajo, sin buscar nunca tan sólo su propia satisfacción
personal. Durante la ceremonia también ha sido condecorado Doctor HC el Prof. Nieto, primero en Europa
que se ha dedicado a la enseñanza universitaria de la comunicación. (P.C) (Agencia Fides 10/4/2008;
Líneas: 34 Palabras: 503)
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RELIGION NEWS SERVICE
www.religionnews.com
11 Aprile 2008
April 11, 2008, 12:55PM
Pope, at U.N., to address issues that cross boundaries
By FRANCIS X. ROCCA
Religion News Service
VATICAN CITY — Next week, Pope Benedict XVI will become the third leader of the Catholic Church to
address the United Nations General Assembly in New York, following Pope Paul VI in 1965, and Pope John
Paul II in 1979 and 1995.
Vatican officials have not indicated what Benedict might say in his April 18 speech, but if his past statements
are any guide, he will address some of the U.N.'s most prominent agenda items, such as arms control and
the fight against global poverty and disease, along with issues of particular interest to the Holy See, such as
religious freedom and abortion.
Whatever the precise content, Benedict's U.N. speech is bound to reflect a vision of peace and development
drawn from Catholic social teaching — priorities that cut across the usual geographic, political or ideological
boundaries of the world community.
Like his predecessors, Benedict enthusiastically supports the U.N.'s founding mission, as defined in the
Universal Declaration of Human Rights, and its central operating principle of multilateral diplomacy.
In February, the pope told the new U.S. ambassador to the Holy See, Mary Ann Glendon, that resolving
global conflicts calls for "trust in, and commitment to, the work of international bodies such as the United
Nations."
The reference had special resonance since the Vatican opposed the U.S.-led invasion of Iraq in 2003 largely
because the Bush administration lacked an explicit U.N. mandate.
Benedict's U.N. speech is likely to clash with White House policy in other areas, too.
"On Iraq, terrorism, poverty, refugees, disarmament, the environment, Third World debt, trade — on these
issues, the pope is usually to the left of the Democrats," said the Rev. Thomas J. Reese, a senior fellow at
Georgetown University's Woodstock Theological Center.
For Benedict, peace is inextricably related to economic development. He has said that "one cannot speak of
peace in situations where human beings are lacking even the basic necessities," and has called for new
"legal structures" to remedy the inequality "between the First and the Third World."
Benedict has also spoken out in favor of protecting the natural environment. "We can't simply do whatever
we want with this earth that has been entrusted to us," he said last year. "We have to respect the inner laws
of creation ... and obey them if we want to survive."
Speaking to an audience as diverse as the General Assembly, the pope will not appeal to specifically
Catholic beliefs, but to common ethical principles of "natural law." Yet Benedict's unique role as a head of
state and leader of the world's largest church inevitably implies special attention to religion.
86
Benedict has repeatedly spoken out against religiously based discrimination and persecution, particularly
against Christians in Islamic nations.
Benedict believes "religious freedom must be protected, including the right to convert and even to promote
conversions," says the Rev. Robert A. Gahl Jr., an American who teaches at Rome's Pontifical University of
the Holy Cross. "The Pope advocates the free discussion of faith, even, one could say, a competitive and
free market place among religions."
Any reference to religiously justified terrorism, which Benedict has forcefully denounced on other occasions,
will be especially potent in the U.N. context.
The proximity of Ground Zero (which the pope will visit two days later) will render his words on the subject all
the more poignant, and the presence of scores of ambassadors from Islamic states will add to the drama. A
2006 lecture in which Benedict quoted a 14th-century description of the Prophet Muhammad's legacy as "evil
and inhuman" drew condemnation from Muslim leaders and sparked violent protests.
On the other hand, most of his Muslim listeners are likely to welcome any papal remarks regarding sexual
and medical ethics. In his official message for the World Day of Peace this year, Benedict suggested that
abortion, birth control and same-sex marriage all pose threats to peace by undermining the traditional family.
The Vatican's positions on these issues increasingly put it at odds with leaders and citizens in the wealthy,
global West. But the same issues are areas of agreement with the Bush administration, whose U.N.
representatives have backed the Holy See on such questions as abortion funding and the use of condoms to
fight the spread of AIDS.
Benedict's address to the General Assembly is likely to offer something for everyone — and to make
practically everyone listening at least a little uneasy.
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ZENIT
ZE08041107
11 Aprile 2008
ZE08041107 - 2008-04-11
Permalink: http://www.zenit.org/article-22268?l=english
Pope's Vicar for Rome Given Honorary Doctorate
Recognized for Work in Communication and Culture
ROME, APRIL 11, 2008 (Zenit.org).- Benedict XVI's vicar for the Diocese of Rome was awarded an honorary
doctorate in institutional social communications from the Pontifical University of the Holy Cross.
Cardinal Camillo Ruini, along with Professor Alfonso Nieto, received their degrees Wednesday in a
ceremony presided over by Bishop Javier Echevarría, prelate of Opus Dei.
A communiqué from the university explained why Cardinal Ruini was selected, mentioning his role in
launching a "cultural project given a Christian bearing" that he presented in 1994 to the Italian episcopal
conference, of which he was then president.
At the heart of this project, the cardinal himself affirmed, is "an ample and anthropological acceptance of
culture itself: Understood in this way, this extends from the deepest convictions regarding the meaning and
destiny of our life and all its reality to the most concrete and frequent activities."
"Culture is then the fundamental ground for growth, in place of alienation or deviation of the person, and also
the privileged space for the incarnation of the Gospel in life and in history and for its confrontation with other,
different concepts, choices or behaviors."
Orientations
In his teaching, Cardinal Ruini has often affirmed that social communications are dominated by "orientations
unfavorable to the Church."
In this context, the prelate explained that in the last 20 years, the Church has tried to respond to the
challenges presented by communication. He recalled the progress made in Italy, ranging from the
establishment of the SIR news agency to diocesan papers to the daily Avvenire.
The cardinal also highlighted that "social communication is ever more important for evangelization and the
communication of the faith, but it is not enough in itself and is not even the most efficient path, which
continues being that of personal, direct contact and relationships within the believing community."
At the same time, he said, one has to be "prepared to understand the deep movements that pass through
society and culture, to introduce our message into them, capitalizing on them and directing toward the good
the energies derived from them."
Christians who work in the media, Cardinal Ruini added, should seek their sanctification through work, as St.
Josemaria Escrivá, founder of Opus Dei, always taught.
Professor Norberto González Gaitano, author of the "laudatio" of Cardinal Ruini, described the prelate as
having "an extraordinary communicative sensitivity that expresses a true respect for public opinion. Such a
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communicative sensitivity is born from the understanding of the relationship that links culture and
communication."
During the same ceremony, Alfonso Nieto also received an honorary doctorate. He was rector of Spain's
University of Navarre for 12 years, and the degree recognized him as "a pioneer in the recognition of
communication studies at the university level in Europe."
PALMBEACHPOST
www.palmbeachpost.com
12 Aprile 2008
http://www.palmbeachpost.com/news/content/world/epaper/2008/04/12/m1a_pope_0413.html
Vatican aims to soften pontiff's strict image
By SHELLEY EMLING
Palm Beach Post-Cox News Service
Saturday, April 12, 2008
ROME — When Cardinal Joseph Ratzinger was the Vatican's stern watchdog on church doctrine, critics
often described him as "God's Rottweiler."
But many say the German-born cleric now known as Pope Benedict XVI will pleasantly surprise Americans
during his first visit to the United States as pope.
"The further you get away from Rome, the more people seem to rely on caricature," said Sean-Patrick
Lovett, head of English and Italian programming for Vatican Radio, who will travel with the pope. "People
think of him as a rigid Vatican policeman who is obsessed with dogma. But he is the opposite of this."
Vatican officials intend to use the pope's U.S. trip beginning Tuesday as an opportunity to introduce him to
American Catholics and non-Catholics who may not know much about the man.
It will be the first U.S. papal visit since 1999, when Pope John Paul II drew audiences befitting a rock star.
President Bush will greet Pope Benedict XVI when his plane lands Tuesday. The next day, on the pope's
81st birthday, the two will meet at the White House.
Tens of thousands of Catholics from across the country will celebrate Mass at Nationals Stadium in
Washington and Yankee Stadium in New York.
The pope also plans to pray at the ground zero site in New York, speak to the United Nations and meet with
representatives from Catholic universities.
The pope, elected three years ago after the death of John Paul, is expected to offer a special message of
hope to Roman Catholics in America, where churches have been roiled by financial woes and abuse
scandals. Among the bright spots for U.S. Catholics are Hispanic immigrants, who are swelling ranks in
parishes.
"I think Americans of all faiths - and no faith - will be similarly interested in what he has to say, especially
since he has the gift of expressing profound thoughts in clear and accessible ways," said Mary Ann Glendon,
U.S. ambassador to the Holy See.
Glendon said the pope and Bush seem to have developed a personal relationship built over several
encounters, yet the pope has been highly critical of Bush administration policy.
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On Palm Sunday last month, he denounced in his strongest language yet the Iraq war and the five years of
suffering it has inflicted on Iraqi civilians.
"Enough with the slaughters. Enough with the violence. Enough with the hatred in Iraq!" he said.
The pope also arrives amid the presidential campaign to succeed Bush.
Although he is not expected to directly address U.S. politics, he likely will make his views known on issues
consistent with Catholic doctrine. The pope has praised Americans who oppose gay marriage and abortion.
Lovett said the pope's tendency to "go back to basics" will resonate with American conservatives.
He predicted that the trip's theme - that God is hope - also will strike a chord with non-Catholics who are
worried about global strife and jittery financial markets.
Glendon, a Harvard law professor, said Bush and the pope will discuss shared goals.
"These include advancing peace throughout the Middle East and other troubled regions," she said.
As for his public persona, the pope is shy but much more forthright and accessible than he has been
portrayed by the media, Lovett said.
Amanda Pawloski, a graduate student from Michigan studying philosophy at the Pontifical University of the
Holy Cross in Rome, said Americans may be surprised to learn that the scholarly Pope Benedict XVI, a
former professor, has strong popular appeal and that his Wednesday audiences are overflowing.
Tickets to upcoming papal events are long gone.
The Rev. Robert Gahl, a Catholic priest from Wisconsin who teaches theology at the Pontifical University of
the Holy Cross, agreed that the pope has an understated charisma but said he also has an abundance of
courage that has led him to tackle tough issues.
"I think he's the foremost leader when it comes to bringing Muslims and Christians together," he said. "He's
even bringing Muslims together since Muslims don't have one governing body."
The pope angered many Muslims in 2006 with a speech at Regensburg University in Germany that seemed
to link Islam with violence.
Since then, however, he has convened a Catholic-Muslim forum that will hold its first summit at the Vatican
in November.
Some Vatican watchers said the pope risked a renewed split with the Muslim world by baptizing a Muslim
journalist on Easter. But others say the pope is not out to win a popularity contest.
"This is a pope who receives people you wouldn't think he'd receive," said Miriam Diez, who runs H2Onews,
a Catholic news service in Rome.
"And this is a pope who doesn't always do what a pope's supposed to."
90
SIC
www.signispania.com
13 Aprile 2008
http://www.signishispania.com/sic/index.php?option=com_content&task=view&id=3685&Itemid=1
El cardenal Ruini y el Prof. Alfonso Nieto, Honoris Causa por la
Universidad Pontifia de la S. Croce
13 - 04 - 2008
SIC (Roma). La pasada semana se ha celebrado en Roma el solemne acto académico en el que Mons.
Javier Echevarría, Prelado del Opus Dei y Gran Canciller de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz ha
concedido el doctorado “Honoris Causa” al Cardenal Camillo Ruini y al profesor Alfonso Nieto. La máxima
distinción universitaria se les ha concedido por sus méritos en el mundo de la comunicación.
Tras el desfile académico, en el que participaron profesores de las cuatro licenciaturas de la Universidad y
profesores de otras universidades, Mons. Javier Echevarría abrió el acto en el aula magna de la
mencionada Universiad con un discurso sobre la comunicación.
Señaló que “San Josemaría sostenía que los hijos de Dios tienen que estar presentes, con profesionalidad,
identidad cristiana y amor a la Verdad, en los lugares donde se forma la opinión pública".
“Es difícil –añadió citando un texto del santo- que haya verdadera convivencia donde falta verdadera
información; y la información verdadera es aquella que no tiene miedo a la verdad y que no se deja llevar
por motivos de medro, de falso prestigio, o de ventajas económicas”.
El Prelado ha invitado a todos los profesionales creyentes del mundo de la información "a conjugar el don
gratuito de la fe con el esfuerzo cotidiano en el estudio racional de todos los saberes implicados en la
comunicación". A continuación se ha entregado el primer doctorado Honoris Causa.
LAS CINCO REGLAS DEL CARDENAL RUINI
El cardenal Camillo Ruini ha sido durante muchos años el presidente de la Conferencia Episcopal Italiana, y
actualmente es el vicario del Santo Padre al frente de la diócesis de Roma. El doctorado le ha sido
concedido, entre otros motivos, por el exitoso “Proyecto Cultural” que el cardenal propuso en 1994 a la
Iglesia italiana. El proyecto, que ha dado numerosos frutos, se propuso enriquecer de nuevo la cultura
italiana con la identidad cristiana.
Tras recibir de manos de Mons. Echeverría el anillo, la medalla, el diploma y el gorro de doctor, el cardenal
Camillo Ruini ha dicho en su discurso –llamado en estas ocasiones “Lectio Magistralis”- que “la
comunicación social es un elemento cada vez más importante para la evangelización y transmisión de la fe.
Pero, al mismo tiempo, ni basta ni es el factor más eficaz. Sí lo son, en cambio, los contactos y las
relaciones directos, personales, de la comunidad creyente”.
El Cardenal ha señalado que “es necesario advertir los profundos movimientos que están agitando
actualmente la sociedad y la cultura, para introducir en ella nuestro mensaje, mejorando y atrayendo al bien
las energías que en esa sociedad se producen”.
En estos años de diario diálogo con los medios de comunicación, el Cardenal ha aprendido “cinco reglas:
uno, no bastan los medios de comunicación para transmitir el Evangelio; dos, hay que hablar claro; tres, es
necesario expresarse con simpatía; cuatro, ser profesionales; y cinco, aspirar a la santidad”. Mons. Ruini ha
desarrollado estas cinco ideas en un profundo y divertido discurso lleno de anécdotas.
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Ruini fue presentado por el profesor Norberto Gonzalez Gaitano, de la Facultad de Comunicación
Institucional de la Universidad. El profesor subrayó la “extraordinaria sensibilidad comunicativa, que revela
un sincero respeto por la opinión pública” del nuevo doctor Honoris Causa. “Tal sensibilidad nace de la
compresión de la relación que hay entre cultura y comunicación”.
ALFONSO NIETO, PIONERO EN LA EDUCACIÓN PERIODÍSTICA
También recibió el doctorado Honoris Causa el profesor Alfonso Nieto, principal impulsor y pionero de los
estudios universitarios de Periodismo en España, y rector de la Universidad de Navarra en la década de los
80. En su discurso, el nuevo doctor ha analizado el mercado actual de la comunicación. En él, dijo, la nueva
moneda ya no es el euro o el dólar, sino “el tiempo. En algunos casos, escasea; en otros, abunda; no
admite devoluciones; si se pierde, no se puede recuperar; algunos creen que lo poseen, pero se
equivocan…”.
Nieto ha hablado también sobre la “apariencia” con la que juegan todos los medios de comunicación.
“Desde los periódicos hasta Internet, abunda lo que es aparente, verosímil, lo que parecer ser pero en
realidad no es. Por ejemplo, un programa de televisión parece ser gratis, pero en realidad no. Estamos
pagando con nuestro tiempo”.
El profesor ha sugerido que, para mejorar los medios de comunicación, es necesario llenarlos de “realismo,
veracidad, solidaridad y, sobre todo, buen humor”. El doctor Honoris Causa ha invitado a “abrir espacios y
tiempos que susciten la sonrisa en todas o en la mayor parte de las páginas del periódico, de las revistas,
de los periódicos o la publicidad".
"Son los ciudadanos quienes lo piden, quizá no de un modo explícito, quizá porque no han tenido la
experiencia. Por este camino, sin dejar de ver los problemas, se encontrarán soluciones mejores y nos
daremos cuenta de que una de las cosas más importantes de la vida es sonreír y saber reírnos de nosotros
mismos”.
La laudatio a Alfonso Nieto la ha realizado el profesor José María La Porte, vicedecano de la Facultad de
Comunicación. La Porte incidió en “el amor del profesor Nieto por la libertad, que se manifestó en su lucha
porque los estudios de periodismo y comunicación obtuvieran reconocimiento universitario en España, entre
1969 y 1975, en un momento en que la libertad de prensa en aquel país estaba sometida a serias
limitaciones”.
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ADISTA
www.adistaonline.it
15 Aprile 2008
http://www.adistaonline.it/?op=articolo&id=42062
DOCTOR "MEDIATICUS". DOTTORATO IN COMUNICAZIONE
A RUINI, ATTIVISSIMO "PENSIONATO"
34371. ROMA-ADISTA. Difficile immaginare un premio ‘alla carriera’ più significativo e calzante: lo scorso 10
aprile, il card. Camillo Ruini ha ricevuto dalla Pontificia Università della Santa Croce un dottorato honoris
causa in comunicazione sociale istituzionale; tra le motivazioni che hanno spinto l’ateneo dell’Opus Dei a
conferire il riconoscimento a Ruini c'è proprio "l’intuizione del progetto culturale orientato in senso cristiano"
che l’allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana presentò nel 1994. L’evento, a pochi giorni dal
voto, è stata anche l’occasione per ritrovarsi con alcuni vecchi e fidati alleati della lunga ‘campagna d’Italia’
della Chiesa, da Gianni Letta a Paola Binetti, da Ettore Bernabei a Joaquín Navarro Valls, oltre a mons.
Giuseppe Betori, mons. Rino Fisichella, mons. Claudio Giuliodori, il direttore di Avvenire Dino Boffo e quello
del Sir Paolo Bustaffa.
Nella sua lectio magistralis, il neo-dottore di ricerca non ha perso l’occasione per tracciare un bilancio
dell’azione dei suoi venti anni alla guida della Cei, e per tornare a lamentare la ‘persecuzione’ di cui sarebbe
oggetto la Chiesa italiana. "In Italia, nella comunicazione sociale prevalgono ancora, almeno sul piano
quantitativo, orientamenti non favorevoli alla Chiesa", ha affermato, e anche se "molti ritengono che sul
piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente, specialmente nella persona del Papa, e, ahimè,
anche del cardinal Ruini", cioè "è vero soltanto sotto un ben determinato profilo, quello dei rapporti della
Chiesa con la politica, o con il denaro, o con le problematiche del sesso e dei suoi abusi". In realtà, "la
sproporzione tra la presenza capillare che, in Italia, la Chiesa ha nel vissuto quotidiano della gente, sul
versante religioso, caritativo, familiare, educativo ed il suo rilievo assai minore nella ‘cultura pubblica’ e nella
comunicazione sociale" "non è del tutto superata" e l’immagine della Chiesa fornita dai media è
"un'immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte caricaturale della Chiesa stessa, e
purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato".
Alla lamentazione Ruini ha affiancato l’elogio della sua opera di ‘ristrutturazione’ dei media cattolici compiuta
nel corso del suo ‘ventennio’ e, soprattutto, del "progetto culturale", descritto come il tentativo di
"evangelizzare la cultura italiana del nostro tempo, mostrando che essa, storicamente impregnata e in larga
misura plasmata dal cattolicesimo, può rinnovarsi ed inoltrarsi nel futuro non allontanandosi da questa sua
matrice, ma al contrario traendo da essa nuova linfa ed ispirazione". In conclusione, il cardinale non ha
mancato di ringraziare i propri ospiti descrivendo il loro fondatore Josemaria Escrivá de Balaguer addirittura
come un ‘precursore’ del Concilio Vaticano II. "In un comunicatore cristiano – ha detto infatti Ruini – la
professionalità deve sposarsi con l’umile ma decisa ricerca della santità (...). È questa la grande lezione di
vita che ci ha dato S. Josemaría Escrivá e che ritroviamo nel Concilio Vaticano II".
In questi che sembrano essere davvero gli ultimi mesi prima del definitivo addio alla guida del Vicariato,
Ruini sta mettendo in fila i pezzi per assicurarsi potere e rilevanza anche durante la pensione e per fare in
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modo che la sua ‘eredità’ non vada dispersa. Lo scorso gennaio, la Cei lo ha messo alla guida di un
Comitato per il progetto culturale creato appositamente per lui, e riempito di personalità a lui fedelissime: il
patriarica di Venezia, card. Angelo Scola, l’arcivescovo di Oristano mons. Ignazio Sanna, Paola Bignardi,
Dino Boffo, gli esperti di antropologia Francesco Botturi e mons. Fiorenzo Facchini, l’ex-presidente del
Comitato nazionale di bioetica Francesco D’Agostino, Andrea Riccardi, la professoressa Paola Ricci Sindoni,
membro del CdA di Avvenire, il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi e Eugenia Scabini, che insegna,
sempre alla Cattolica, psicologia sociale della famiglia.
Per celebrare l’opera ruiniana di riorganizzazione dei media cattolici è inoltre previsto, dall’8 al 10 maggio a
Milano, un grande convegno per celebrare contemporaneamente i 40 anni di Avvenire, i 20 del Sir e i 10 di
Sat2000: ad aprire la tre giorni sarà il successore di Ruini alla guida della Cei, il card. Angelo Bagnasco. Ai
primi di giugno è invece previsto il Convegno diocesano di Roma: potenzialmente, soprattutto se sarà papa
Benedetto XVI a inaugurarlo, una buona occasione per annunciare il successore alla guida del Vicariato
(sempre in bilico tra Fisichella e Betori, anche se c’è chi scommette sull’outsider card. Agostino Vallini). E
qualche settimana dopo cadono, quasi in contemporanea, il 25° anniversario della sua ordinazione
episcopale e il 17° del cardinalato: sono in preparazione festeggiamenti sontuosi. Ma guai a chiamarla festa
di addio. (alessandro speciale)
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ZENIT
ZI08041501
15 Aprile 2008
ZI08041501 - 15/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14068?l=italian
Un Convegno analizza la dimensione giuridica della Parola di Dio
Organizzato dalla Pontificia Università della Santa Croce
di Roberta Sciamplicotti
ROMA, martedì, 15 aprile 2008 (ZENIT.org).- In vista dell'Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei
Vescovi, in programma per l'ottobre prossimo sul tema "La parola di Dio nella vita e nella missione della
Chiesa", un Convegno di Studi ha deciso di approfondire gli aspetti giuridici collegati a questa realtà.
L'iniziativa, dal titolo "Parola di Dio e Missione della Chiesa. Aspetti giuridici", è stata organizzata dalla
Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università della Santa Croce il 10 e l'11 aprile.
Il Convegno, hanno spiegato gli organizzatori, si è proposto di riflettere sulla dimensione giuridica della
Parola e di ripercorrere alcuni aspetti pratici e applicativi dei settori che nel contesto giuridico sono
tradizionalmente oggetto del munus docendi della Chiesa, come la predicazione e la catechesi.
Nella Chiesa, ha osservato il professor José A. Fuentes, della Facoltà di Diritto Canonico dell'Università di
Navarra, la predicazione è estremamente necessaria per diffondere la Parola di Dio ed è un compito che
spetta a ogni membro, configurandosi quindi come vero e proprio dovere.
La Parola è dunque "un diritto, un bene umano (oltre che divino) di cui è titolare ogni persona", ha ricordato
Fernando Puig, della Pontificia Università della Santa Croce.
"Siccome l'esistenza di un diritto postula un debitore, è ovvio che questo debitore è la Chiesa stessa", che
"'deve' la parola di Dio ad ogni uomo, indipendentemente dal fatto che si sia o no verificata una richiesta di
adempimento".
Se la Chiesa deve "consegnare la Parola come condizione assoluta per qualsiasi avvicinamento visibile a
Gesù", ha aggiunto, il singolo che la riceve deve dare una risposta "altrettanto visibile ed esterna".
"Indipendentemente dalla molteplicità delle espressioni storiche dei primi tempi", ha chiarito, "in sostanza
l'accesso alla Chiesa si materializza nella ricezione del battesimo unita alla professione di fede".
Uno degli elementi caratteristici del rapporto tra Parola di Dio e diritto, ha commentato Puig, "si condensa
nell'uso neotestamentario del concetto di 'deposito' (1 Tim 6, 20; 2 Tim 1, 12, 14)".
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Il deposito "può essere ritenuto oggettivo, e quindi essere posseduto, identificato con precisione e
trasmesso, solo nella misura in cui fa riferimento a soggetti concreti che hanno la funzione di insegnare
autenticamente: di fare sì che non soltanto arrivi la voce del Signore a tutte le genti, ma anche che arrivi
autenticata da una voce umana, viva, adatta a generare l'adesione personale sulla quale si basa l'atto di
fede".
"La giuridicità della parola si rende evidente nel ministero apostolico e nei rapporti sociali tra tutti i fedeli
relativi alla parola di Dio, fondati non già su una convergenza di opinioni soggettive", "ma su dei beni certi".
L'annunzio di Gesù come Signore, ha sottolineato l'esperto, "è un diritto d'ogni cristiano che non può essere
limitato dall'autorità".
L'annuncio, ha ricordato la prof.ssa Angela Maria Punzi Nicolò, dell'Università degli Studi "Roma Tre",
avviene anche in famiglia.
La costituzione Lumen gentium, ha osservato, "parla di specifico apostolato dei laici, dei coniugi cristiani, che
nell'ambito familiare esercitano una funzione profetica, come testimoni della fede e dell'amore di Cristo".
Del dovere di educare i figli alla fede, sottolinea, parlano anche il Decreto Apostolicam actuositatem, la
Dichiarazione Gravissimum educationis e la Costituzione Gaudium et spes.
L'azione educativa, ha aggiunto, "è dialogica e necessariamente 'circolare'. Nella piccola Chiesa familiare i
genitori educano i figli, ma i figli - lo ricordano numerosi testi del Magistero - educano, a loro volta, gli adulti".
Diego Contreras, della Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce,
ha spiegato dal canto suo che la fede cristiana ha una dimensione missionaria assente in altre religioni, e il
cristiano sa che è anche tramite i media che le persone si possono avvicinare o allontanare da Dio.
Sull'informazione religiosa, ha osservato, incidono alcuni condizionamenti generali dell'informazione
giornalistica.
Tra questi, ha menzionato gli atteggiamenti personali del giornalista, forse in questo campo più rilevanti che
in altri, e i formati giornalistici, che condizionano i contenuti e rendono difficile la trattazione di temi
particolarmente complessi.
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ABC NEWS
www.abcnews.go.com
15 Aprile 2008
http://www.abcnews.go.com/GMA/story?id=4655148&page=1
Who Is Pope Benedict XVI?
3 Years Into His Papacy: 'Defender of Faith,' Fixer of Sex Scandals,
Controversial, Mozart Lover
By CHRIS CUOMO, LISA FLETCHER and MARY PFLUM
April 15, 2008
He's been pontiff for three years, but for many Americans, Benedict XVI is still best known as the pope who
followed John Paul II.
Washington on Monday April 14, 2008. Collapse
(Jacquelyn Martin/AP Photo)
As Pope Benedict arrives in Washington, D.C., this afternoon, the United States has never been more
important for the Roman Catholic Church.
His visit comes at a time when religion has high cultural relevance and the American Catholic Church, for all
the talk of scandal and division, is actually growing.
It's a big opportunity for the pope to introduce himself to the American audience. A recent ABC
News/Washington Post poll showed that 62 percent of American Catholics now say the church is out of
touch with their views.
"I think for many Americans, the jury is still out with this pope. They don't know what to think," said the Rev.
John Wauk from the Pontifical University of the Holy Cross in Rome.
While his predecessor was something of a rock star among Catholics and chipped away at the Iron Curtain
and won over the hearts of Catholic youth with his very public warmth, Benedict is a decidedly different pope.
He served John Paul II as "defender of the faith," a hard-liner responsible for protecting Catholic orthodoxy.
His passions include books, cats and Mozart. Interestingly, he did not take his cat to live with him in the
Vatican, but he did bring his piano.
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"What people say is that they came to see John Paul II and now they come to hear Benedict XVI," said
Wauk.
Born in Germany, Benedict interrupted his seminary studies during World War II to become a member of the
Hitler Youth and the Nazi army before being taken as an American prisoner of war.
In the United States, Benedict is perhaps best remembered as the cardinal in charge of dealing with the
church sex abuse scandal, who seemed at times to defend the priests accused of the wrongdoing.
"Always, temptations of human beings are present also for the priests. So always we have to accept that,"
Pope Benedict said in an interview when he was a cardinal.
NEWS BUSTERS
Newsbusters.org
15 Aprile 2008
http://newsbusters.org/blogs/scott-whitlock/2008/04/15/abcs-chris-cuomo-goal-pope-visit-reinforce-hard-linedoctrine
ABC's Chris Cuomo: Goal of Pope Visit to 'Reinforce Hard-line Doctrine'
Photo of Scott Whitlock.
By Scott Whitlock | April 15, 2008 - 13:20 ET
On Tuesday's "Good Morning America," news anchor Chris Cuomo used the upcoming visit of Pope
Benedict XVI to label the pontiff as uncompromising and assert that the Catholic Church sees the visit as "an
opportunity for the Pope to come here and reinforce hard-line doctrine." Earlier in the segment, Cuomo
described Benedict as "a hard-liner charged with protecting Catholic orthodoxy."
Cuomo also went on to claim that the Pope's goal is to strike a balance "between placating conservative
followers and giving hope to liberals who seek social reform." The ABC journalist went on to mention the
pontiff's background and note, "Born in Germany, Benedict's seminary studies were interrupted by World
War II when, reluctantly, he says, he became a member of the Hitler youth and the Nazi army..." Cuomo
provided no elaboration on that statement, but, as a New York Times AP report stated in April of 2005, thenJoseph Ratzinger was indeed reluctant about Germany's war:
TRAUNSTEIN, Germany (AP) -- Blinds drawn, windows closed, Joseph Ratzinger huddled with his father
and older brother around a radio and listened to Allied radio broadcasts, volume on low.
It was a small and risky act of defiance in this conservative Bavarian village deep inside Adolf Hitler's
Germany. But the father wanted his sons to know the truth about the Nazis and World War II, says Georg
Ratzinger, who like his brother drew strength from the Catholic Church.
The MRC's Matt Balan described Monday how HBO's Bill Maher slammed the Pope as "a Nazi." Tuesday's
"Early Show" on CBS also provided skepticism about the Pope's visit.
A transcript of the segment, which aired at 7:14am on April 15, follows:
ROBIN ROBERTS: Now to the Pope's visit to America. He'll be arriving in Washington, D.C. later this
afternoon. Thousands expected to greet him at the White House. Quite an opportunity for the Pope to
introduce himself to an American audience. Chris has been following the story for us.
CHRIS CUOMO: Benedict XVI has been pontiff for three years but for many Americans he's still best known
for the Pope who followed John Paul II.
FATHER JOHN WAUK (Pontifical University of the Holy Cross): I think that American opinion is still
undecided about the Pope. The jury is still out.
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CUOMO: His predecessor was something of a rock star among Catholics who managed to chip away at the
iron curtain and win over the hearts of Catholic youth with his very public warmth. Benedict is a decidedly
different pope. As Cardinal John Ratzinger, he served John Paul as defender the faith, a hard-liner charged
with protecting Catholic orthodoxy. His passions, books cats, Mozart. Interestingly, he didn't take his cat to
live with him in the Vatican but he did bring his piano.
WAUK: But what people say, they came to see John Paul II, and come to hear Benedict XVI.
CUOMO: Born in Germany, Benedict's seminary studies were interrupted by World War II when, reluctantly,
he says, he became a member of the Hitler youth and the Nazi army, before being taken as an American
prisoner of war. Here in the U.S., Benedict is perhaps remembered as the cardinal in charge of dealing with
the church sex abuse scandal, who seemed at times defending the priests accused of wrongdoing.
JOSEPH RATZINGER: Always the temptation of human beings are present also for the priest. Always we
have to accept it.
CUOMO: And controversy has followed Benedict in his role as pope. In 2006, the Pope set off a fire storm
after making a speech in which he quoted a description of 14th century Islam as evil. He later apologized.
But coming to the U.S. may present the biggest challenge yet for Pope Benedict. His goal, to unite a
splintered American Catholic Church, striking a balance between placating conservative followers and giving
hope to liberals who seek social reform.
FATHER KEITH PECKLERS (Pontifical Liturgical Institute): The American church is extremely important
to this pope, and I think his trip to the United States will win people over.
CUOMO: It's interesting to hear "will win people over." It's not believed that the Pope is coming here to
charm anyone. You know, it's interesting, for all of the talk about scandal here, the American church, the
Catholic Church is actually growing. So, they see this as an opportunity for the Pope to come here and
reinforce hard-line doctrine.
—Scott Whitlock is a news analyst for the Media Research Center.
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IL REGNO
Documenti – n. 7/2008
15 Aprile 2008
http://www.ilregno.it/it/rivista_articolo.php?RID=1&CODICE=48837
La Chiesa e i media: chiarezza e simpatia.
Lectio magistralis del card. Ruini
Tipo di contributo:
Documento
Autore: C. card. Ruini
Titolo: La Chiesa e i media: chiarezza e simpatia. Lectio magistralis del card. Ruini
Tema: Attualità ecclesiale, Cultura e società, Scuola
Riferimento:
Regno-doc. n.7, 2008, p.210
«Mi sono reso conto ben presto della necessità, per la Chiesa stessa, di migliorare e sviluppare le proprie
capacità di essere presente nel mondo dei media», e insieme della «sproporzione che esisteva, e che anche
oggi non è del tutto superata, tra la presenza capillare» della Chiesa italiana nel vissuto quotidiano della
gente e «il suo rilievo assai minore nella “cultura pubblica” e nella comunicazione sociale». Insignito dalla
Pontificia
università della Santa Croce del dottorato honoris causa in Comunicazione sociale istituzionale, il card.
Camillo Ruini, vicario del papa per la città di Roma, ha partecipato alla cerimonia, il 9 aprile scorso,
pronunciando una
«piccola lectio» che ripercorre come egli, nei vent’anni trascorsi ai vertici della CEI, abbia chiaramente
collocato la questione del rapporto tra Chiesa italiana e comunicazione sociale all’interno di quello tra
Vangelo e cultura. Da questa impostazione è discesa poi la proposta e l’attuazione di quel «progetto
culturale orientato in senso cristiano» di cui egli è tuttora,
anche formalmente, alla guida.
100
AVVENIRE
Media & Cultura, pag. 38
101
16 Aprile 2008
SAR NEWS
17 Aprile 2008
SAR NEWS STORY 17-04-2008
Communicators To Study Church Conflict And Controversy
By SAR NEWS
102
ROME (SAR News) -- Catholic Church communications officials from around the world will meet in Rome
April-end for a conference on how to spread the Church's message in an era of conflict and controversy.
The conference, 'The Sixth Professional Seminar for Church Communications Offices', will be held at the
Pontifical University of the Holy Cross April 28-30.
The three-day seminar is specifically organised for communications personnel of dioceses, bishops'
conferences and other Church institutions.
Communications officials from about 70 countries are expected to participate. "Church communications
personnel need to address numerous controversial issues, including public discussions about the family,
protection of the needy, and respect for religious freedom," said Diego Contreras, president of the organising
committee.
He added: "We need to explore the fundamental question: How should church officials intervene in debates
about topics of public interest?"
Besides meeting with the director of the Vatican Press Office, Jesuit Father Federico Lombardi, the
conference includes a presentation by Pat Ryan Garcia of the United States Conference of Catholic Bishops.
He will discuss the public service announcement campaign, "What have you done for your marriage today?"
CNN Vatican analyst Delia Gallagher will comment on her experiences working with Church communications
offices while John L. Allen of the National Catholic Reporter (USA) will explain how to show the "other" news
about the Church.
The Pontifical University of the Holy Cross is an institution in Rome for research and study in the
ecclesiastical sciences. The university is chartered by the Holy See and entrusted to the Prelature of Opus
Dei.
ASSOCIATED PRESS
www.associatedpress.com
17 Aprile 2008
Role of laity under scrutiny after papal Mass
For some, the ceremony shows divide between clergy and lay people
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updated 9:17 p.m. ET April 17, 2008
WASHINGTON - For 46,000 Catholics, it was a Mass like no other, with the altar standing in the center of a
ballpark and the presiding clergyman arriving in a bulletproof vehicle.
But Pope Benedict XVI's Mass in the U.S. capital Thursday was also different from a typical service in
another way: Lay people were not asked to distribute Communion, which was administered exclusively by
300 priests and deacons.
Organizers of the Mass at Nationals Park were only following the letter of church law. But to some Roman
Catholics, the ceremony was symbolic of what they see as Benedict's desire to erect clear boundaries
between clergy and lay people.
"What he wants to do really is to reinforce the old categories and classifications — different roles for different
people," said David Gibson, author of books on Benedict and the future of the U.S. church.
"Men and women, priests and lay people. Each one has their role according to their talents, their ordained
status in the church."
Divison of roles
The clear division of roles does not sit well with all American Catholics, who are used to living in a
democracy. Some would like a greater say in church affairs, including choosing their parish priests. Others
cherish the distinct roles held by clergy and point to several examples of the two working together in
harmony.
The pope has signaled his position through some relatively small gestures, Gibson said.
For example, the Vatican has issued a document reaffirming that only priests and deacons can touch and
clean the chalice after Mass, something many lay people have done.
The Rev. John Wauck, a professor of literature at Rome's Pontifical University of the Holy Cross, warned
against measuring appreciation for the laity by what they can and cannt do in church.
"The life of the church doesn't take place in sacristies and parish meeting halls alone," Wauck said. "It takes
place in homes, shops, sports fields, businesses, hospitals ... wherever there are Catholics."
He added: "The relationship between the clergy and the laity can't be seen in terms of a power struggle. Both
are serving the church in their own way."
New duties with priest shortage
Because of the priest shortage in the U.S., lay people are increasingly being called upon to run the
administrative side of parishes while leaving sacramental duties to clergy.
In 2005, nearly one-quarter of the 217,000 U.S. parishes were without a resident parish priest. At the end of
Pope John Paul II's pontificate, more lay people than clergy were working full-time in American parishes and
many of those lay leaders were women.
Lay people also have taken more active roles on parish financial councils and high-profile panels like the
church's National Review Board, which was formed in response to the clergy sex abuse crisis.
Even so, that board is advisory. Bishops still make policy decisions, and board members have left after
complaining their advice was not heeded.
For distribution of the Eucharist, priests and deacons are known as "ordinary" ministers, meaning they
should do the job when they are available.
At Thursday's Mass, 1,500 priests and deacons were in the stadium _ five times the number needed, said
Susan Gibbs, spokeswoman for the Archdiocese of Washington.
Some high-profile roles
104
Another staple of parish life — altar boys and girls — also were missing from the Mass. Under papal liturgy
guidelines, seminarians perform those duties.
But lay people also played high-profile roles, reading the Scripture and serving as cantors and petition
readers.
"To me, it's almost seamless how we work together," said Gibbs, one of nine lay people on the archdiocese's
papal planning committee. "Clergy bring pastoral teaching and direction. Lay people bring business skills,
administrative skills."
Patty Olszewski, 51, was disappointed about the lack of lay Eucharistic ministers — she is one.
She describes herself as an anti-abortion Catholic who wishes the church would at least consider women
priests and disagrees with church teaching against homosexuality. Even so, she said she is happy with her
role and feels like she is contributing.
ROMA SETTE
Focus
http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=3311
Focus: "Ricerca della verità", incontro alla Lateranense
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18 Aprile 2008
Durante il convegno, in programma per il 22, verrà assegnato il Premio Paoline Comunicazione e cultura,
alla memoria di Ilaria Alpi di R. S.
In che modo i mass media possono porsi al servizio della verità, se e come è possibile oggi la ricerca della
verità nell’informazione e quale prospettive si aprono per una nuova educazione alla comunicazione. Questi
alcuni dei temi che saranno approfonditi martedì 22 aprile, alla pontificia Università Lateranense, nel corso di
un convegno promosso dall’ateneo insieme all’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali e al Centro
comunicazione e cultura delle Paoline, in collaborazione con la pontificia Università della Santa Croce e la
pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium.
L’appuntamento, che riprende il tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, si aprirà con i
saluti di monsignor Dario Edoardo Viganò, preside del pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis.
Seguirà l’intervento di don Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali,
su “I media al servizio della verità”. Sulla “ricerca della verità nell’informazione” interverrà Francesco
Giorgino, conduttore del Tg1 e docente della Lateranense, mentre sul tema “Educare a una comunicazione
al servizio della verità” interverrà Maria Antonia Chinello, della facoltà Auxilium. “Giornalismo ed etica della
prima persona” è il tema di Norberto Gonzales Gaitano, della pontificia Università della Santa Croce.
Nel corso del convegno verrà assegnato il Premio “Paoline” Comunicazione e Cultura 2008 alla memoria
della giornalista Ilaria Alpi, del Tg3 Rai, uccisa a Mogadiscio, capitale della Somalia, il 20 marzo 1994
insieme all’operatore Miran Hrovatin. Saranno presenti i genitori della giornalista, Giorgio e Luciana.
18 aprile 2008
ZENIT
ZI08041808
ZI08041808 - 18/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14105?l=italian
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18 Aprile 2008
“La cultura europea ha bisogno di una nuova speranza”
Secondo il rettore della Pontificia Università della Santa Croce
di Miriam Díez i Bosch
ROMA, venerdì, 18 aprile 2008 (ZENIT.org).- La cultura europea ha bisogno di una nuova speranza, che
potrà superare il senso di delusione e frustrazione solo nella misura in cui sarà aperta alla verità sull’uomo.
È quanto suggerisce Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960), professore ordinario di Storia delle dottrine
politiche presso la Facoltà di comunicazione sociale della Pontificia Università della Santa Croce di Roma.
In questa intervista egli spiega il ruolo degli intellettuali cristiani nel periodo fra le due Guerre Mondiali e
afferma che “Maritain e molti altri, in particolare Etienne Gilson e Christopher Dawson, avanzarono proposte
nel senso di una ‘sana laicità’, preconizzata dal Vaticano II, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI”.
Questa tesi è sostenuta nel suo libro “Cristianos en la encrucijada”, edito da Rialp (www.rialp.com).
Il rettore, autore anche di “Historia de las ideas contemporáneas”, ci invita “a non vergognarci di ciò che ci
deve inorgoglire in modo sano e a far valere, con i metodi democratici, senza violenza e sempre con amore,
misericordia e un sorriso sulle labbra, la visione cristiana della vita e della società”.
L’esclusione di Dio è la causa della crisi della cultura europea?
Fazio: La crisi della cultura occidentale si rende manifesta durante e dopo la Prima Guerra Mondiale,
quando le visioni chiuse alla trascendenza mostrarono il loro potere distruttivo.
Erano portabandiera di quelle false speranze di cui parla Benedetto XVI nella sua ultima enciclica. Le
promesse non compiute di paradisi terreni - utopie nazionaliste, positiviste, marxiste - lasciarono il posto alla
disillusione, al relativismo e allo scetticismo sulla possibilità per la ragione di raggiungere la verità.
La cultura europea ha bisogno di una nuova speranza, la quale potrà superare la delusione e la frustrazione
solo nella misura in cui sarà aperta alla verità sull’uomo, che trova in Dio il suo fondamento.
È possibile al giorno d’oggi pensare ad un “nuovo Cristianesimo” così come lo proponeva Maritain e altri
autori del periodo fra le due Guerre?
Fazio: Nel mio libro illustro diverse proposte che alcuni intellettuali della prima metà del XX secolo hanno
avanzato al fine di ricristianizzare la società.
Una di queste è quella di Maritain. Ritengo che ogni cultura sia suscettibile di essere portata alla sua
pienezza grazie al fermento del Vangelo. Ciò vale anche per il caso della cultura europea secolarizzata.
La modernità ha portato avanti un processo molto positivo di presa di coscienza dell’autonomia dell’ordine
temporale, che rappresenta un terreno idoneo allo sviluppo di un carattere cristiano da parte della società,
senza correre il rischio di scadere nel clericalismo, che tanto danno ha fatto alla vita cristiana nei secoli
anteriori.
Quando parlo di clericalismo mi riferisco alla confusione fra l’ordine naturale e quello soprannaturale, tra la
dimensione politica e quella spirituale; non aver tratto le dovute conseguenze dalla frase “Rendete a Cesare
ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”.
Maritain e molti altri, in particolare Etienne Gilson e Christopher Dawson, avanzarono proposte nel senso di
una “sana laicità”, preconizzata dal Vaticano II, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI
Quali vantaggi deriverebbero da una società cristiana sul modello dell’intellettuale Eliot?
Fazio: Ciò che più mi piace sottolineare del pensiero di Eliot è l’intimo legame fra una società ispirata
cristianamente e una società che rispetta l’ordine naturale.
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Eliot parla persino dei danni ecologici che le ideologie chiuse alla trascendenza hanno prodotto.
L’ispirazione cristiana della società avrebbe come conseguenza il rispetto dei due diritti umani fondamentali:
il diritto alla vita e alla libertà religiosa; oltre ad una proposta educativa più pluralistica rispetto a quella dei
principali Stati europei e un rafforzamento della famiglia come cellula vitale della società.
Il carattere pubblico della fede e la coerenza tra fede e vita sono due elementi che dovrebbero essere
recuperati, secondo la sua analisi. Quali sono gli ostacoli?
Fazio: Tutti gli autori che ho studiato sottolineano la necessità di essere coerenti fra ciò in cui si crede e ciò
che si predica.
La testimonianza di vite cristiane coerenti e vissute nella gioia è il mezzo più efficace per dare una boccata
di ossigeno a questa cultura che è talvolta asfissiante nella sua chiusura alla trascendenza.
L’ostacolo principale mi sembra che sia il “rispetto umano”: la mancanza di audacia nel proclamare con la
nostra vita i valori e la bellezza della dignità della persona umana, per paura di andare controcorrente, per
non essere “politicamente scorretti”.
Noi cristiani abbiamo un tesoro nelle nostre mani: conosciamo il senso ultimo dell’esistenza, che in definitiva
è l’amore di Dio per l’uomo, manifestato nell’Incarnazione.
Non vergognamoci di ciò che ci deve inorgoglire in modo sano e facciamo valere, con i metodi democratici,
senza violenza e sempre con amore, misericordia e un sorriso sulle labbra, la visione cristiana della vita e
della società.
CORRIERE CESENATE
www.corrierecesenate.com
18 Aprile 2008
http://www.corrierecesenate.com/2008/04/18/il-comunicatore-cristiano-secondo-ruini-professionaleautoironico-e-santo/
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Il comunicatore cristiano secondo Ruini: professionale, autoironico e
santo
Villaggio Globale
di Ernesto Diaco
Più di vent’anni di conferenze stampa e interviste, in un rapporto sempre più familiare con i media, per i quali
è subito diventato il volto pubblico - e ricercatissimo - della Chiesa italiana. Il cardinale Camillo Ruini il
mondo dell’informazione lo conosce bene. Ricevendo una laurea honoris causa da parte della Pontificia
università della Santa Croce, ha offerto nei giorni scorsi un interessante spaccato del dialogo tra comunità
ecclesiale e mezzi di comunicazione.
Curioso l’episodio del 1987 confidato dal cardinale alla platea. “Ero da poco segretario della Cei e tenevo
una conferenza stampa dopo ogni sessione del Consiglio episcopale permanente, per presentare il
comunicato finale dei lavori. Ci furono domande incalzanti e un confronto piuttosto acceso. Un sacerdote mio
amico, che aveva molta esperienza di comunicazione sociale, monsignor Giuseppe Cacciami, allora
presidente della Federazione italiana settimanali cattolici, aveva seguito la conferenza stampa e, qualche
giorno dopo, mi disse che gli ero sembrato un teologo medievale il quale, armato della logica scolastica,
disputava con i giornalisti, i quali si muovevano invece all’interno delle attuali logiche e modalità di
comunicazione”.
Il “teologo medievale” ha in seguito raffinato gli strumenti, ma non ha abbandonato la logica e la convinzione
del valore che ha per la Chiesa la presenza tra le antenne. “Molti - ha spiegato Ruini - ritengono che anche
sul piano mediatico la Chiesa in Italia sia fin troppo presente”. Ma questo “è vero soltanto sotto un ben
determinato profilo, quello dei rapporti della Chiesa con la politica, o con il denaro, o con problematiche del
sesso e dei suoi abusi. Ne risulta un’immagine troppo parziale, prevalentemente negativa e a volte
caricaturale della Chiesa stessa, e purtroppo anche del messaggio di salvezza che le è affidato”.
Anche se spesso non appare, grande è il lavoro volto a “mettere in luce nella cultura e nella comunicazione
sociale la sostanza viva del cristianesimo”, senza limitarsi agli aspetti marginali o di folclore. Ne sono
testimoni i media cattolici, grandi e piccoli, e molti professionisti laici, “profondamente sensibili alle
implicazioni antropologiche ed alla rilevanza pubblica del cristianesimo”.
L’orizzonte d’impegno è quello del “progetto culturale”, perché la cultura di oggi, ha proseguito il cardinale, “è
caratterizzata in profondità dalla comunicazione sociale”. Le qualità del comunicatore cristiano?
Professionalità e umorismo: “un atteggiamento sereno e anche gioioso”, capace di “non prendere troppo sul
serio noi stessi”. Senza che manchi però, ha concluso Ruini, “l’umile ma decisa ricerca della santità”.
LUMSA NEWS
www.lumsanews.it
18 Aprile 2008
http://www.lumsanews.it/LUMSANEWS/DesktopModules/Articles/ArticlesView.aspx?tabID=0&ItemID=1820&
mid=2943
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Due neo-dottori tra di noi: il Cardinal Ruini e il Professor Nieto
4/18/2008
ROMA – Il Cardinale Camillo Ruini e il Professor Nieto sono diventati “neo-dottori”. Nell’aula Giovanni Paolo
II della Pontificia università della Santa Croce, ai due emeriti rappresentanti del mondo della comunicazione
e di quello ecclesiale è stato conferito, per mano del Cancelliere dell’università e Prelato dell’Opus Dei S.
Ecc. R. Mons. Javier Echevarrìa, il dottorato Honoris Causa in Comunicazione Sociale Istituzionale.
Tra i canti corali e i flash dei fotografi, al cospetto dell’intero corpo accademico, l’ex Presidente della Cei e il
discepolo di san Josemarìa Escrivà hanno ricevuto il diploma, la medaglia, il tocco e l’anello. Momenti diversi
seguiti dalle rispettive lectio magistralis e preceduti da due Laudatio: da parte del professore Norberto
Gonzales Gaitano verso il Cardinal Ruini e da parte del vice decano della facoltà di Comunicazione, José
Marìa La Porte, nei confronti dell’ex Rettore dell’Università di Navarra.
“Onorati” entrambi, i due “grandi comunicatori” hanno esposto le rispettive “tesi di laurea” dinanzi alla platea,
agli applausi scroscianti e alle risa di allegria per alcune battute. Così, il Cardinal Ruini ha spiegato come da
inesperto comunicatore nei primi tempi, abbia poi cercato di “far conoscere all’opinione pubblica il vero volto
(della Chiesa) e soprattutto il messaggio di cui è portatrice”, in quanto “resta il dato di fatto che, anche in
Italia, nella comunicazione sociale prevalgono ancora, almeno sul piano quantitativo, orientamenti non
favorevoli alla Chiesa”.
Un discorso pervaso non da quella tensione emotiva che sovrasta il neo dottore, ma dalla comprensione e
dalla contentezza del momento. Un clima che ha permesso allo studente di dialogare, e giungere alle proprie
conclusioni: il “progetto culturale della Chiesa” consiste tuttora nell’ “evangelizzare la cultura italiana”,
guardando al ruolo degli addetti della comunicazione, all’uso dei media e ai “movimenti profondi che
attraversano la società”, per cercare una comune identità interculturale e sociale. Un obiettivo che si può
raggiungere se i comunicatori coniugano professionalità e “ricerca della santità” con una ben definita
costruzione del messaggio: un “linguaggio sobrio” che sia orientato alla verità vera, ovvero “l’amore che Dio
in Gesù Cristo ha manifestato per l’uomo”.
Il percorso del professor Nieto è stato, invece, solcato da una profonda riflessione critica sul mercato della
comunicazione globale e dei suoi mezzi, dove la “moneta reale è il tempo”. Quel tempo che è legato a un
dialogo costruttivo dell’umanità tutta basato sulla fiducia e sulla relazione che è “relazione di fiducia,
informativa o di intrattenimento”. Nell’odierno mondo dell’informazione e della digitalizzazione mancano tali
aspetti e, soprattutto, manca “il buon uomore” che “è una virtù propria dell’essere umano, dell’uomo che alla
sua condizione di homo sapiens e di hono faber include quella di homo ridens”. Secondo la tesi
dell’esaminato, “al buon umore è stato rubato tempo e spazio fino ad accantonarlo in una sezione del
giornale mischiato con il cruciverba”, perciò diventa necessario “aprire spazi e tempi che suscitino il sorriso”.
Sono gli stessi ”cittadini a chiederlo sebbene non in modo esplicito”, perché una delle cose più serie della
vita è sorridere”.
ANNAMARIA DE FELICE
(LUMSA NEWS)
DIARIO DE NAVARRA
www.diariodenavarra.es
19 Aprile 2008
ALFONSO NIETO NUEVO DOCTOR HONORIS CAUSA EN ROMA
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"Por la universidad deben circular libremente las ideas"
- Acaba de ser investido Doctor Honoris Causa en Roma por la Pontificia Universidad de la Santa Cruz. Fue
rector de la UN (1979-1991) y a sus 75 años sigue investigando sobre el futuro del negocio de la
comunicación.
- "¿Medicina en la UPNA? Ante todo, libertad. Si quien tiene que decidir decide que sí, adelante"
- "Entretenerse con la televisión puede ser bueno, sonreír con los amigos es mejor"
- "En cinco años vamos a ver un aumento de la participación de los ciudadanos en los soportes de
información
G. ASENJO . PAMPLONA
Sábado, 19 de abril de 2008 - 04:00 h.
Más partidario de hablar de los nuevos escenarios en la industria de la comunicación que de su persona, el
nuevo Honoris Causa en Comunicación Social Institucional, hace más de 30 años, cuando no se conocía el
término gurú, era referencia en el mundo de habla hispana en materia de empresas periodísticas. En
tiempos de la Hispano Olivetti reflexionaba ya sobre el poder de la prensa gratuita. Ahora, jubilado, señala
que la riqueza en el negocio de la comunicación es el tiempo propiedad del ciudadano y que el periodista
debe saber conquistar. "Ustedes viven del tiempo de sus lectores", repite. Su otro tiempo, el personal y el
académico, lo distribuye entre Pamplona y Roma.
Ciclista en bicicleta estática al punto de la mañana y montañero los domingos tras superar un infarto, dice
que la enfermedad es parte de la vida y la vida es constante construcción. En su despacho de Pamplona un
certificado de peregrino jacobeo y otro de la Hermandad de Ujué enmarcados en la pared delatan cierta
condición de tipo que ajusta la biomecánica de cada paso por el mundo a un avanzar suave, constante y
observador. Respondiendo a su condición de periodista y experto en empresa, circula por la conversación
planteando interrogantes y cifras.
¿Sus preguntas? ¿Hacia dónde se orientan en este momento sus principales reflexiones?
Me pregunto quién es el dueño del poder de informar. El poder de informar se está desplazando al
distribuidor. Antes el distribuidor era la persona que te dejaba el periódico en el portal. Ahora observas
cuánto ha pagado Murdoc por el Wall Street Journal: 5.000 millones de dólares. ¿Cuánto está ofreciendo
Microsoft por Yahoo?: 44.600 millones. Observe otra experiencia: dos norteamericanos inventan YouTube
en febrero del 2005, por decirlo de alguna manera, con un valor contable cero. En octubre del 2006 lo
venden en 1.580 millones. Cien millones de rentabilidad al mes. ¿Quiénes son hoy los grandes
distribuidores?: Microsoft, Google, American Online y Yahoo.
¿Dónde está hoy el poder? En el poder de distribuir, pero de distribuir también publicidad, entretenimiento y,
por supuesto, información, pero con un paso más: intentamos meter al lector dentro del proceso haciéndole
preguntas e invitándole a participar.
¿Las claves del proceso de la comunicación siguen pasando hoy por los contenidos?
Escribas con una pluma de ave o con ordenador, el contenido es la clave. Pero, amigo, las alas de ese
contenido son la distribución. Sin los grandes distribuidores no llega el contenido. Pero junto a los
contenidos no debemos perder de vista esa maravilla que se llama tiempo, el tiempo de las personas que
leen. ¿Qué hago yo dando clase si el alumno no me regala su tiempo? El poder del ciudadano está en su
tiempo que se lo regala a un distribuidor. Estamos cambiando, pero cada vez se respeta más al ciudadano
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porque, insisto, dependemos de su tiempo. ¿Si nadie dedica tiempo para leer el periódico en papel o a
través del móvil, de qué sirve lo que hace el periodista? ¿Cómo se llama el gratuito de España que más
vende? Se llama 20 minutos porque es el tiempo que necesitas para ese periódico.
A la hora de medir el prestigio social, las encuestas indican que los políticos son los peor valorados, pero los
periodistas no estamos muy lejos del prestigio del político. ¿Qué falla?
Pues a lo mejor fallan los encuestadores que solo preguntan a pseudo políticos o a . pseudo periodistas.
Habla de la importancia del contenido. Al periodista se le pide, cada vez más, entretener. ¿Qué panorama y
qué exigencias se van a encontrar los actuales alumnos de comunicación?
El panorama no se hace solo, siempre hay generaciones que comienzan a trazar uno nuevo. En los
próximos cinco años vamos a ver un aumento de la participación de los ciudadanos en los soportes de
información y en los espacios de entretenimiento. Será una especie de "autoservicio" que no debería reducir
la calidad. La elaboración final de los contenidos seguirá siendo tarea de pocos que atraen la atención de
muchos. Y estos muchos, ayudarán a esos pocos.
Escribió Cartas a un Empresario. ¿Qué mensaje trasmite hoy a los nuevos empresarios de la información?
No abusen del tiempo de los demás. Compártanlo. Sean solidarios con el tiempo. Integren en el mercado de
la comunicación el nuevo fenómeno de los contenidos generados por los usuarios como los blogs. Hay
periódicos que prácticamente obligan a sus redactores a mantener su blog para escuchar a sus lectores. De
alguna manera el ciudadano ha pasado de ser un marginado en el mundo de la comunicación a ser una
persona reconocida y, actualmente, ha pasado a ser un implicado. Observe Facebook. Es como la página
de fotos de los cumpleaños. Ha pasado de cien millones de usuarios. Bebo, alternativa a MySpace, la acaba
de comprar American Online porque no tenía MySpace, de Yahoo. ¿Y qué es lo que le falta a Microsoft? Le
falta Yahoo.
¿Y qué le subrayaría ahora al nuevo ciudadano?
Que sepa hacer uso de su tiempo. Que dedique tiempo a aquello que merece la pena, a lo que él le
interese, que sepa a qué dedica su tiempo; y ante la publicidad, que la vea como un instrumento que
purifica la oferta, no otra cosa. Que vea fútbol, pero que se dé cuenta de que está viendo fútbol.
Se detecta que los jóvenes observan menos televisión y utilizan la pantalla de su ordenador de forma activa
para conectarse con el exterior.
La libertad es una gran cosa y, al haber una oferta tan plural, la gente, para no ahogarse, busca al prójimo,
al próximo. Busca a uno del Polo Norte que tenga los mismo gustos que él y establece una relación de
comunicación.
Apelando a lo personal y recordando que Muñoz Sola pintó su retrato. ¿Cómo y con qué rasgos
fundamentales se define su retrato?
Lo de provinciano es un término que a mí me cae muy bien. Va para 42 años que llevo en Navarra y estoy
encantado de ser ciudadano de Navarra. Era catedrático en la Complutense y me llamaron loco cuando me
vine a Navarra. Fue de las mejores decisiones que tomé en mi vida porque he conseguido algo para mí
fundamental: trabajar con estudiantes que siempre tienen la misma edad. No miro para atrás. Tengo que
mirar para adelante. Y si me duele la cabeza me voy hasta Esparza, ensancho los pulmones, y veo cómo
viene la cebada este año y cómo llega el mirlo. Aquí tengo muy buenos amigos.
Es posible entender que usted se trasladara a una Navarra en pleno desarrollo de los años 70 abandonando
Madrid, lo que cuesta explicar es que se instalase una universidad en la Navarra agraria de 1952 ¿Qué
razones o estudios de viabilidad se manejaban?
Hay respuestas que esperan para el juicio final, pero aquí había algo que creo que el fundador de esta
universidad tuvo en cuenta: un fuero, una autonomía, una libertad, un decir las cosas como son y una tierra
en la que se trabaja bien.
Hay quien asegura que, en proporción al número de habitantes, la UN y su entorno han proporcionado más
ingresos a Navarra que el Vaticano a Italia.
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Es un intangible. No sé cuánto habrá proporcionado el Vaticano. Álvaro D"Ors, un catedrático de Derecho
Romano, decía en los años "cincuenta y muchos" que esta universidad tiene que vivir porque sabe que cada
día puede morir.
Se sugiere estos días que la UPNA implante estudios de Medicina. ¿Juzga necesarios otros estudios de
Medicina en Navarra?
La competencia me parece muy bien. Ante todo, libertad. Si quien tiene que decidir decide que sí, adelante.
Una facultad no es cuestión de llenar edificios, es cuestión de empezar poco a poco. Por otra parte, no hay
que olvidar que la propia carrera de medicina produce una selección académica natural. Sin estudiar las
circunstancias en la que se puede llevar a cabo un proyecto no puedo opinar. No conozco la situación para
dar una opinión sobre viabilidad.
¿Si escucha que la UN es un centro ideológico, lo entiende como un elogio, como un reproche o le resulta
indiferente?
La Universidad es una de las instituciones donde nacen y se cultivan ideas, en plural. Una persona puede
tener "su" ideología. Una Universidad, no. Por la Universidad deben circular libremente las ideas. Ideología
es sistema cerrado de ideas. Si se comprendiera sin darle significado peyorativo, diría que ideología es a
corral lo que ideas a océano. En ambos casos, está en la base el irrenunciable respeto a las personas.
Dejando la industria de la prensa. ¿En la industria personal de la vida, cómo se reconstruye uno después de
haberse enfrentado a un infarto y a una grave enfermedad?
No hace falta reconstruir nada porque la enfermedad es parte de la vida y la vida es constante construcción.
Referido a las personas, "industria" significa maña o destreza para hacer algo. Hacer el día a día pide
mucha maña porque es administrar tiempo, y la industria del entretenimiento cada vez ocupa más horas.
Entretenerse con la televisión puede ser bueno, sonreír con los amigos es mejor.
¿A estas alturas de la vida, si mira a su interior, qué encuentra?
Que vivimos porque tenemos que morir. Suelo contar en clase lo del sabio y el incendio de una ciudad
griega. Todo el mundo huía de la quema llevándose algo en la mano y el sabio abandonaba la ciudad sin
nada. Todo lo mío lo llevo conmigo, respondió cuando le preguntaron el porqué. Encontraría a alguien que
está mirando arriba. ¿Me entiende?
Usted que es periodista. Imagínese que arriba se encontrase con Dios. ¿Qué le preguntaría?
No le preguntaría nada. Hablaría yo y le diría gracias.
L’ECO DI BERGAMO
Cultura, pag. 35
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DNEWS
www.dnews.eu, pag. 2
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21 Aprile 2008
CAMINEO
www.camineo.info
21 Aprile 2008
CAMINEO.INFO
http://www.camineo.info/news/209/ARTICLE/4665/2008-04-21.html
Honoris Causa de Comunicación
José Luis Turiel
21-04-2008
CAMINEO.INFO.- Mons. Javier Echevarría, Prelado del Opus Dei y Gran Canciller de la Pontificia
Universidad de la Santa Cruz ha concedido el doctorado “Honoris Causa” al Cardenal Camillo Ruini y al
profesor Alfonso Nieto. La máxima distinción universitaria se les ha concedido por sus méritos en el mundo
de la comunicación.
Tras el desfile académico, en el que participaron profesores de las cuatro licenciaturas de la Universidad y
profesores de otras universidades, Mons. Javier Echevarría abrió el acto con un discurso sobre la
comunicación.
El Prelado del Opus Dei presidió el acto y concedió los Honoris Causa.
Señaló que “San Josemaría sostenía que los hijos de Dios tienen que estar presentes, con profesionalidad,
identidad cristiana y amor a la Verdad, en los lugares donde se forma la opinión pública".
“Es difícil –añadió citando un texto del santo- que haya verdadera convivencia donde falta verdadera
información; y la información verdadera es aquella que no tiene miedo a la verdad y que no se deja llevar
por motivos de medro, de falso prestigio, o de ventajas económicas”.
El Prelado ha invitado a todos los profesionales creyentes del mundo de la información "a conjugar el don
gratuito de la fe con el esfuerzo cotidiano en el estudio racional de todos los saberes implicados en la
comunicación". A continuación se ha entregado el primer doctorado Honoris Causa.
Las Cinco Reglas Del Cardenal Ruini
El cardenal Camillo Ruini ha sido durante muchos años el presidente de la Conferencia Episcopal Italiana, y
actualmente es el vicario del Santo Padre al frente de la diócesis de Roma. El doctorado le ha sido
concedido, entre otros motivos, por el exitoso “Proyecto Cultural” que el cardenal propuso en 1994 a la
Iglesia italiana. El proyecto, que ha dado numerosos frutos, se propuso enriquecer de nuevo la cultura
italiana con la identidad cristiana.
Tras recibir de manos de Mons. Echeverría el anillo, la medalla, el diploma y el gorro de doctor, el cardenal
Camillo Ruini ha dicho en su discurso –llamado en estas ocasiones “Lectio Magistralis”- que “la
comunicación social es un elemento cada vez más importante para la evangelización y transmisión de la fe.
Pero, al mismo tiempo, ni basta ni es el factor más eficaz. Sí lo son, en cambio, los contactos y las
relaciones directos, personales, de la comunidad creyente”.
El Cardenal ha señalado que “es necesario advertir los profundos movimientos que están agitando
actualmente la sociedad y la cultura, para introducir en ella nuestro mensaje, mejorando y atrayendo al bien
las energías que en esa sociedad se producen”.
La concesión del birrete
En estos años de diario diálogo con los medios de comunicación, el Cardenal ha aprendido “cinco reglas:
uno, no bastan los medios de comunicación para transmitir el Evangelio; dos, hay que hablar claro; tres, es
necesario expresarse con simpatía; cuatro, ser profesionales; y cinco, aspirar a la santidad”. Mons. Ruini ha
desarrollado estas cinco ideas en un profundo y divertido discurso lleno de anécdotas.
Ruini fue presentado por el profesor Norberto Gonzalez Gaitano, de la Facultad de Comunicación
Institucional de la Universidad. El profesor subrayó la “extraordinaria sensibilidad comunicativa, que revela
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un sincero respeto por la opinión pública” del nuevo doctor Honoris Causa. “Tal sensibilidad nace de la
compresión de la relación que hay entre cultura y comunicación”.
Alfonso Nieto, Pionero En La Educación Periodística
También recibió el doctorado Honoris Causa el profesor Alfonso Nieto, principal impulsor y pionero de los
estudios universitarios de Periodismo en España, y rector de la Universidad de Navarra en la década de los
80. En su discurso, el nuevo doctor ha analizado el mercado actual de la comunicación. En él, dijo, la nueva
moneda ya no es el euro o el dólar, sino “el tiempo. En algunos casos, escasea; en otros, abunda; no
admite devoluciones; si se pierde, no se puede recuperar; algunos creen que lo poseen, pero se
equivocan…”.
Abrazo entre el Prelado y el prof. Nieto
Nieto ha hablado también sobre la “apariencia” con la que juegan todos los medios de comunicación.
“Desde los periódicos hasta Internet, abunda lo que es aparente, verosímil, lo que parecer ser pero en
realidad no es. Por ejemplo, un programa de televisión parece ser gratis, pero en realidad no. Estamos
pagando con nuestro tiempo”.
El profesor ha sugerido que, para mejorar los medios de comunicación, es necesario llenarlos de “realismo,
veracidad, solidaridad y, sobre todo, buen humor”. El doctor Honoris Causa ha invitado a “abrir espacios y
tiempos que susciten la sonrisa en todas o en la mayor parte de las páginas del periódico, de las revistas,
de los periódicos o la publicidad".
"Son los ciudadanos quienes lo piden, quizá no de un modo explícito, quizá porque no han tenido la
experiencia. Por este camino, sin dejar de ver los problemas, se encontrarán soluciones mejores y nos
daremos cuenta de que una de las cosas más importantes de la vida es sonreír y saber reírnos de nosotros
mismos”.
La laudatio a Alfonso Nieto la ha realizado el profesor José María La Porte, vicedecano de la Facultad de
Comunicación. La Porte incidió en “el amor del profesor Nieto por la libertad, que se manifestó en su lucha
porque los estudios de periodismo y comunicación obtuvieran reconocimiento universitario en España, entre
1969 y 1975, en un momento en que la libertad de prensa en aquel país estaba sometida a serias
limitaciones”.
Fuente: Prelatura del Opus Dei en México
http://www.opusdei.org.mx
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SIR
18:40 – 18:43
22 Aprile 2008
Martedi 22 Aprile 2008
18:40 - COMUNICAZIONI SOCIALI: CONVEGNO LATERANENSE, I
MEDIA TRA PROTAGONISMO E SERVIZIO
“Siamo al bivio, dice il papa. Ovvero è necessario scegliere tra un sistema dei media che punta sull’efficacia
della comunicazione come criterio morale oppure su quello che decide di servire la persona umana”. E’
quanto ha affermato oggi mons. Dario E. Viganò, aprendo il IV convegno promosso dalla università
Lateranense per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali (4 maggio). Per don Domenico Pompili,
direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della Cei, “curiosità e mercificazione sono oggi le fonti del nostro
sapere, mentre la ricerca della verità presuppone da sempre un rapporto dialogico e relazionale con l’Altro e
con gli altri”. Sulla stessa linea Maria Antonia Chinello dell’Auxilium: “l’ascolto diventa sentirsi
empaticamente nella pelle la presenza dell’altro”. La tematica dell’etica nel giornalismo è stato affrontata da
Norberto G. Gaitano, docente della Pontificia università della Santa Croce. “La coscienza – ha detto - resta
un punto irrinunciabile nell’argomentazione relativa all’informazione. Come per il discorso del Papa a
Ratisbona, così troppo spesso si creano dei veri e propri casi e non esiste altra difesa da questi abusi se non
la coscienza, che non può fare a meno della verità”.
Martedi 22 Aprile 2008
18:43 - COMUNICAZIONI SOCIALI: CONVEGNO LATERANENSE,
PREMIO PAOLINE A ILARIA ALPI
E’ andato a Ilaria Alpi, la giornalista della Rai uccisa in Somalia, il “Premio Paoline”. La cerimonia di
consegna è avvenuta oggi a Roma nel corso di un convegno promosso dalla università Lateranense in
occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (4 maggio). A ritirarlo la madre Luciana Alpi:
“io e mio marito – ha detto - cerchiamo verità e giustizia sulla morte di nostra figlia”. Giunto alla quarta
edizione, il convegno ha visto la partecipazione di molti giovani studenti della Pontificia Università
Lateranense, della Santa Croce e dei vari istituti. “Un’occasione importante – ha detto il preside dell’Istituto
Pastorale Dario E. Viganò – perché l’ambito dell’agire ecclesiale e i centri di ricerca accademica possono
confrontarsi e individuare percorsi nuovi nei processi formativi”.
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AVVENIRE
Catholica, pag. 27
122
23 Aprile 2008
123
SIR
13:00 – 13:01
23 Aprile 2008
Mercoledi 23 Aprile 2008
13:00 - CHIESA E MEDIA: COMUNICAZIONE DELLA CHIESA E
“CULTURA DELLA CONTROVERSIA”
"Di fronte ai dibattiti che mettono in discussione la famiglia, il rispetto della libertà religiosa, le questioni
bioetiche o la protezione dei più deboli e bisognosi, il rischio per gli uffici di comunicazione della Chiesa è di
vedersi costretti a svolgere una comunicazione di reazione, con tutti i connotati peggiorativi che questa
comporta. Il Seminario vuole perciò chiedersi come presentare la proposta cristiana in modo efficace e
propositivo". Diego Contreras, presidente del Comitato organizzatore e Decano della Facoltà di
Comunicazione del Pontificio Ateneo della Santa Croce, spiega così gli obiettivi del VI Seminario
professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 aprile sul
tema:” Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”. L’iniziativa, promossa dalla Pontificia
Università della Santa Croce, parteciperanno circa 300 persone, provenienti da più di 60 nazioni. Tra le
esperienze comunicative che saranno analizzate nel corso del Seminario, figurano la campagna promossa
dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti in favore della stabilità familiare; - le trattative di pace e della
lotta contro l'AIDS promosse dalla Comunità di Sant'Egidio; lo sviluppo di www.sqpn.com, la rete cattolica di
podcast più premiata nei "People's Choice Podcast Awards". (segue)
Mercoledi 23 Aprile 2008
13:01 - CHIESA E MEDIA: COMUNICAZIONE DELLA CHIESA E
“CULTURA DELLA CONTROVERSIA” (2)
Tre vescovi - mons. Barry J. Hickey, arcivescovo di Perth (Australia); mons. Alfonso Delgado, arcivescovo di
San Juan de Cuyo (Argentina) e mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata (Italia) e alcuni direttori di
Uffici Comunicazione rifletteranno su "Cosa si aspetta un vescovo dall'ufficio di comunicazione e cosa si
aspetta un direttore di comunicazione dal proprio vescovo". Esperti in comunicazione istituzionale della
Chiesa e giornalisti incaricati di informazione religiosa in testate di grande “audience”dibatteranno su alcune
esperienze di dialogo fra queste due realtà; sociologi come Andrea Maccarini, dell'Università di Padova,
rifletteranno sulle "tendenze culturali" da tener presenti nel lavoro di comunicazione della Chiesa. Il
programma comprende, inoltre, sessioni pratiche sulla preparazione degli interventi pubblici dei portavoce
della Chiesa e sul loro ruolo di fronte alle telecamere. Tra gli altri partecipanti, lo scrittore e giornalista John
L. Allen, Jean-Etienne Rime, presidente dell'agenzia di comunicazione Giotto (Francia); Andreas Englisch,
corrispondente a Roma di Axel Sprinter Verlag (Germania), Delia Gallagher, analista vaticana della CNN
(Stati Uniti) ed Eugenia Roccella, saggista e opinionista in diverse testate italiane. Previste la partecipazione
all'udienza generale con il Santo Padre e una visita alla sala stampa della Santa Sede.
124
ROMA SETTE
Focus
23 Aprile 2008
Focus: Premio Paoline a Ilaria Alpi
Lo ha ritirato la madre al termine del convegno che si è svolto alla Lateranense in vista della 42° Giornata
mondiale per le comunicazioni sociali di Angela Napoletano
«Una martire della comunicazione al servizio dell’informazione libera e vera». Questo è stata Ilaria Alpi, la
giornalista del Tg3 uccisa a Mogadiscio, in Somalia, nel 1994 «mentre cercava una verità da condividere». A
ricordarlo, ieri - 22 aprile -, è suor Teresa Braccio, delle Figlie di San Paolo, mentre consegna a Luciana Alpi,
madre della reporter, il premio “Paoline Comunicazione e Cultura 2008”. Il «grazie» della donna è strozzato
dal pianto. «Mia figlia – dice - non si era neppure accorta di essere arrivata così vicina alla verità».
La consegna del premio avviene al termine di un convegno promosso dalla Pontificia Università
Lateranense, insieme all’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e al Centro comunicazione e
cultura delle Paoline, per mettere a fuoco il nodo da cui scaturisce il tema portante della 42ª Giornata
mondiale delle Comunicazioni Sociali, in programma il 4 maggio prossimo: “Mezzi di comunicazione sociale
al bivio tra protagonismo e servizio”. All’aula Pio XI dell’ateneo Lateranense, non a caso, Ilaria Alpi viene
indicata come esempio di chi, nel mondo dell’informazione, sceglie di lavorare, per usare le parole della
signora Alpi, «stando dalla parte dei deboli, sempre nel rispetto di tutti».
Il ricordo dell’inviata del Tg3 amplifica così i toni della riflessione scaturita dai lavori del congegno: al di là
delle logiche di mercato e dei codici di deontologia professionale, la bussola che deve orientare il lavoro di
chi, oggi, opera nel mondo dell’informazione è l’etica.
Sullo sfondo delle riflessioni che si sono succedute all’ateneo pontificio c’è il Messaggio che Papa Benedetto
XVI scrisse lo scorso 24 gennaio (festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti) proprio in vista
dell’evento che, tradizionalmente, ricorre la domenica che precede la Pentecoste. Il bivio di fronte a cui si
trovano i media, scrive il Pontefice, è quello creato dall’ambiguità del progresso: «Inedite possibilità per il
bene», da un lato; «Possibilità abissali di male», dall’altro. «L’immagine del crocevia reclama l’urgenza di
una scelta», dice monsignor Dario Viganò, preside del pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis.
Quella che perciò s’impone agli operatori della comunicazione, prosegue don Domenico Pompili, direttore
dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, «è una decisione che va sempre rinnovata». La
posta in ballo, sottolinea il sacerdote, «è la verità, questione scottante e non da oggi». Dopo un breve
excursus storico, da Platone e Umberto Eco, tra i pensatori che hanno descritto le difficoltà insite nella
ricerca della verità, Pompili spiega che «anche oggi il verosimile passa per vero». «Sembra che la
moltiplicazione delle informazioni e la mole di immagini – insite – aiutino a toccare la verità». Ma così non è.
La conferma arriva da un addetto ai lavori. Francesco Giorgino, conduttore del Tg1 e docente di Sociologia
del giornalismo alla Lateranense, prova a elencare le cause della distorsione involontaria dell’informazione
contemporanea: semplificazione della realtà, ricerca del sensazionalismo e autoreferenzialità dei media, per
citarne alcune. Dopo aver accennato alla personale difficoltà di lavorare, oggi, «come giornalista cattolico in
un sistema laico, sempre più laicista», Giorgino spiega: la ricerca della verità nell’informazione è una
questione di «responsabilità e libertà». È a questi principi che bisogna «educare i giovani», dice Maria
Chinello, insegnante alla pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium”. «La regola interna alla
libertà è l’etica – aggiunge Norberto Gaitano, docente alla pontificia Università della Santa Croce – senza la
quale la professionalità svanisce e si diventa mercenari di poteri forti».
125
IL VELINO
POL
23 Aprile 2008
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=534851
POL - Chiesa e media, corso alla S.Croce per operatori diocesani
Roma, 23 apr (Velino) - Da lunedì 28 a mercoledì 30 aprile, presso la Pontificia Università della Santa Croce
avrà luogo la sesta edizione del Seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa,
organizzato dalla facoltà di Comunicazione sociale istituzionale. Il tema scelto per quest'anno è
“Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”. Hanno già confermato la loro adesione circa 300
persone, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di uffici stampa di diocesi,
Conferenze episcopali e altre realtà ecclesiali, provenienti da più di 60 nazioni. Tra le esperienze
comunicative che saranno analizzate nel corso del Seminario figurano la campagna “What have you done
for your marriage today?” promossa dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti in favore della stabilità
familiare; le trattative di pace e della lotta contro l'Aids promosse dalla Comunità di Sant'Egidio; e lo sviluppo
di www.sqpn.com, la rete cattolica di podcast più premiata nei “People's Choice Podcast Awards”. Tre
vescovi monsignor Barry J. Hickey, arcivescovo di Perth (Australia); monsignor Alfonso Delgado,
arcivescovo di San Juan de Cuyo (Argentina) e monsignor Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata (Italia) e
alcuni direttori di Uffici comunicazione rifletteranno su “Cosa si aspetta un vescovo dall'ufficio di
comunicazione e cosa si aspetta un direttore di comunicazione dal proprio vescovo”.
Esperti in comunicazione istituzionale della Chiesa e giornalisti incaricati di informazione religiosa in testate
di grande audience dibatteranno su alcune esperienze di dialogo fra queste due realtà. Sociologi come il
professor Andrea Maccarini, dell'Università di Padova, rifletteranno sulle “tendenze culturali” da tener
presenti nel lavoro di comunicazione della Chiesa. Il programma comprende, inoltre, sessioni pratiche sulla
preparazione degli interventi pubblici dei portavoce della Chiesa e sul loro ruolo di fronte alle telecamere. Lo
scrittore e giornalista John L. Allen farà un'analisi sulle “altre notizie della Chiesa, quelle che non arrivano a
essere stampate perché nessuno sa scoprirle”. Jean-Etienne Rime, presidente dell'agenzia di
comunicazione Giotto (Francia), condividerà le sue esperienze di consulente di comunicazione nel rapporto
con aziende in momenti di difficoltà. Altre relazioni proverranno da giornalisti internazionali quali Andreas
Englisch, corrispondente a Roma di Axel Sprinter Verlag (Germania), Delia Gallagher, analista vaticana della
CNN International (Stati Uniti) o Eugenia Roccella, saggista e opinionista in diverse testate italiane.
Fra le altre attività, la partecipazione all'Udienza generale con Benedetto XVI e una visita alla sala stampa
della Santa Sede con successivo dibattito con il suo direttore, padre Federico Lombardi. Il professor Diego
Contreras, presidente del Comitato organizzatore e Decano della facoltà di Comunicazione, spiega che “di
fronte ai dibattiti che mettono in discussione la famiglia, il rispetto della libertà religiosa, le questioni bioetiche
o la protezione dei più deboli e bisognosi, il rischio per gli uffici di comunicazione della Chiesa è di vedersi
costretti a svolgere una comunicazione di reazione, con tutti i connotati peggiorativi che questa comporta. Il
Seminario vuole perciò chiedersi come presentare la proposta cristiana in modo efficace e propositivo”. Oltre
alle classiche relazioni, è prevista la presentazione di Comunicazioni proposte dai partecipanti. Tra queste,
si segnalano: “I conflitti mediatici tra la Chiesa e il governo in Spagna” di José Pou Amérigo; “La causa di
beatificazione e canonizzazione di John Henry Newman” di Peter Jenning; “La comunicazione sull'Islam
dalla prospettiva cattolica” di Joan-Andreu Rocha Scarpetta, oltre ad esposizioni di esperienze, progetti ed
iniziative di particolare utilità per gli uffici di comunicazione della Chiesa.
(com/ban) 23 apr 2008 12:45
126
TKKBS
Conferenza Episcopale Slovacca
24 Aprile 2008
http://www.tkkbs.sk/view.php?cisloclanku=20080424015
Seminár na Pápežskej univerzite Sv. Kríža v Ríme o komunikácii Cirkvi
P:3, 24. 04. 2008 08:23, ZAH
Od 28. do 30. apríla sa na Pápežskej univerzite Sv. Kríža v Ríme stretne tristo pracovníkov masmédií z viac
ako šesťdesiatich krajín pri príležitosti VI. Profesionálneho seminára o centrách masmediálnej komunikácie v
Cirkvi. Témou tohtoročného seminára, ktorý organizuje fakulta inštitucionálnej komunikácie je „Komunikácia
Cirkvi a kultúra kontroverzií“. Prednášky, diskusie a projekty masmediálnej tvorby budú v taliančine,
španielčine a angličtine, v troch najrozšírenejších jazykoch, ktorými Cirkev vo svete hovorí.
Tvorcovia masmediálnej komunikácie cirkevných inštitúcii a novinári, ktorí informujú o živote Cirkvi v
svetových médiách, budú analyzovať kampa „Čo si dnes urobil pre svoje manželstvo“, ktorú iniciovala
biskupská konferencia Spojených štátov, aby podporila stabilitu amerických rodín. Medzi ďalšími
konkrétnymi príkladmi budú kroky za mier a boja proti AIDS, ktoré vyvíjala rímska Komunita Sv. Egídia. V
Aula magna Jána Pavla II. pápežskej univerzity austrálsky arcibiskup Barry J. Hickey, argentínsky arcibiskup
Alfonso Delgado a bývalý hovorca talianskej biskupskej konferencie biskup Claudio Giuliodori spolu s
hovorcami a vedúcimi tlačových kancelárii otvoria otázku „Čo očakáva biskup od centra pre komunikáciu a
naopak, čo očakáva jeho vedúci pracovník od svojho biskupa“.
Účastníci budú diskutovať o otázke Islamu z katolíckej perspektívy a iných aktuálnych témach v svetovej
mediálnej agende. V rámci konkrétnych príkladov zo sveta katolíckych masmédií bude príspevok „Ako
komunikovať život Cirkvi cez video-clip“, ktorý priblíži Andrea Scorzoni, spoluzakladateľ a výkonný riaditeľ
multimediálnej informačnej agentúry H2Onews. Súčasťou seminára je návšteva a diskusia v tlačovom
stredisku Svätej stolice, ktorú bude viesť pápežský hovorca Federico Lombardi SJ.
TK KBS informovala Zuzana Juhaniaková.
127
ROMA SETTE
Focus
24 Aprile 2008
Focus: Un seminario sulla "Comunicazione della Chiesa"
L'iniziativa, dal 28 al 30 aprile nell'ateneo della Santa Croce, farà il punto sul ruolo dei portavoce nella
"cultura della controversia" da Agenzia Sir
«Di fronte ai dibattiti che mettono in discussione la famiglia, il rispetto della libertà religiosa, le questioni
bioetiche o la protezione dei più deboli e bisognosi, il rischio per gli uffici di comunicazione della Chiesa è di
vedersi costretti a svolgere una comunicazione di reazione, con tutti i connotati peggiorativi che questa
comporta. Il seminario vuole perciò chiedersi come presentare la proposta cristiana in modo efficace e
propositivo». Diego Contreras, presidente del Comitato organizzatore e decano della Facoltà di
Comunicazione del Pontificio Ateneo della Santa Croce, spiega così gli obiettivi del VI Seminario
professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 aprile sul
tema: ”Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”.
All’iniziativa, promossa dalla pontificia Università della Santa Croce, parteciperanno circa 300 persone,
provenienti da più di 60 nazioni. Tra le esperienze comunicative che saranno analizzate nel corso del
Seminario, figurano la campagna promossa dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti in favore della
stabilità familiare; - le trattative di pace e della lotta contro l'Aids promosse dalla Comunità di Sant'Egidio; lo
sviluppo di www.sqpn.com, la rete cattolica di podcast più premiata nei "People's Choice Podcast Awards".
Tre vescovi - Barry J. Hickey, arcivescovo di Perth (Australia); Alfonso Delgado, arcivescovo di San Juan de
Cuyo (Argentina) e Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata (Italia) - e alcuni direttori di Uffici Comunicazione
rifletteranno su "Cosa si aspetta un vescovo dall'ufficio di comunicazione e cosa si aspetta un direttore di
comunicazione dal proprio vescovo". Esperti in comunicazione istituzionale della Chiesa e giornalisti
incaricati di informazione religiosa in testate di grande “audience” dibatteranno su alcune esperienze di
dialogo fra queste due realtà; sociologi come Andrea Maccarini, dell'Università di Padova, rifletteranno sulle
"tendenze culturali" da tener presenti nel lavoro di comunicazione della Chiesa.
Il programma comprende, inoltre, sessioni pratiche sulla preparazione degli interventi pubblici dei portavoce
della Chiesa e sul loro ruolo di fronte alle telecamere. Tra gli altri partecipanti, lo scrittore e giornalista John
L. Allen, Jean-Etienne Rime, presidente dell'agenzia di comunicazione Giotto (Francia); Andreas Englisch,
corrispondente a Roma di Axel Sprinter Verlag (Germania), Delia Gallagher, analista vaticana della CNN
(Stati Uniti) ed Eugenia Roccella, saggista e opinionista in diverse testate italiane. Previste la partecipazione
all'udienza generale con il Santo Padre e una visita alla sala stampa della Santa Sede.
24 aprile 2008
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RADIO VATICANA
www.oecumene.radiovaticana.org
24 Aprile 2008
http://www.oecumene.radiovaticana.org/spa/Articolo.asp?c=201472
home > Iglesia > noticia
24/04/2008 17.38.38
Testimonio del Rector de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz,
Mons. Mariano Fazio sobre la figura del cardenal Alfonso López Trujill
Jueves, 24 abr (RV).- En la solemne misa fúnebre de ayer, en la basílica de san Pedro, por el Cardenal
Alfonso López Trujillo, Benedicto XVI destacó la infatigable misión de este purpurado colombiano en la
defensa y promoción del Evangelio de la familia y el sentido cristiano del amor conyugal. Hoy, les
presentamos el testimonio que nos ha ofrecido el Rector de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz,
Mons. Mariano Fazio:
129
RADIO VATICANA
ZS08041005
25 Aprile 2008
http://www.vaticanradio.org/it1/Articolo.asp?c=201566
25/04/2008 15.35.56
A Roma, a partire da lunedì prossimo, seminario sulla comunicazione
della Chiesa, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce
“Di fronte ai dibattiti che mettono in discussione la famiglia, il rispetto della libertà religiosa, le questioni
bioetiche o la protezione dei più deboli e bisognosi, il rischio per gli uffici di comunicazione della Chiesa è di
vedersi costretti a svolgere una comunicazione di reazione, con tutti i connotati peggiorativi che questa
comporta”. Da questa osservazione prende spunto il VI seminario professionale sugli uffici di comunicazione
della Chiesa che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 aprile prossimi. La riunione, promossa dalla Pontificia
Università della Santa Croce, sarà dedicata al tema: “Comunicazione della Chiesa e cultura della
controversia”. Esperti in comunicazione istituzionale della Chiesa e giornalisti incaricati di informazione
religiosa – riferisce il SIR – dibatteranno su alcune esperienze di dialogo tra queste due realtà. Il programma
comprende anche sessioni pratiche sulla preparazione degli interventi pubblici dei portavoce della Chiesa. Si
prevede la partecipazione, tra gli altri, dell’arcivescovo di Perth, mons. Barry James Hockey, dell’arcivescovo
di San Juan de Cuyo, mons. Alfonso Rogelio Delgado Evers, e del vescovo di Macerata – Tolentino –
Recanati – Cingoli - Treia, mons. Claudio Giuliodori. (A.L.)
130
SIR
File n. 32
25 Aprile 2008
CHIESA E MEDIA
Dentro la controversia
Comunicazione istituzionale e opinione pubblica
“Le controversie pertinenti, se gestite bene, non sono che l’altra faccia della rilevanza”. Lo ha detto Marc
Carroggio, della Pontificia Università della Santa Croce, aprendo il 28 aprile il 6° seminario professionale
sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso in questi giorni a Roma dal citato ateneo sul tema:
“Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia” (cfr SIR 31/2008). Secondo il relatore, chi parla a
nome della Chiesa “deve prendere le distanze dal modello comunicativo del consenso, che sottomette ogni
azione ai sondaggi di popolarità”: anche a costo di incassare forme di “contrarietà” al messaggio cristiano
che arrivano “fino a forme di ostilità pubblica e di rifiuto”. Gestire le controversie significa, nello stesso tempo,
“domandarsi se la controversia non sia anche un segno di efficienza nella comunicazione del messaggio
stesso: a volte le controversie sono la conferma che il messaggio è arrivato”.
Le controversie “pertinenti”. Come esempio di “controversie sociali pertinenti” - in cui “la voce della
Chiesa è adeguata e necessaria” - Carroggio ha citato i dibattiti “di interesse pubblico con implicazioni etiche
e antropologiche”, che chiamano in causa i “valori non negoziabili”. Per quanto riguarda, invece, il dibattito
sulle “questioni negoziabili”, che si riferiscono cioè “all’ambito delle opinioni personali”, esistono “molte
opinioni del mondo cattolico”: potrebbe essere, quindi, “controproducente un ruolo troppo attivo” di chi parla
a nome della Chiesa, nelle “controversie superflue”. Il ruolo degli uffici di comunicazione della Chiesa,
dunque, “non è di eliminare le controversie, ma di gestirle, sfruttando appieno ogni possibilità comunicativa”.
Come? Anzitutto – ha risposto il relatore – tramite la “chiarezza nei contenuti”, espressi “in linguaggio
giornalistico e non omiletico”; in secondo luogo, utilizzando “un approccio positivo”, attraverso “una
successione di persone e fatti che si muovono in senso opposto a quello delle controversie”. “Contribuire ad
elaborare un discorso convincente e pubblico sugli argomenti oggetto di dibattito”: secondo Carroggio è
questo il “compito chiave” del comunicatore cattolico, chiamato ad un lavoro di “rimboschimento culturale” e
di “intraprendenza creativa”, per “cercare di trasformare le controversie mediatiche in uno sforzo di dialogo e
di amicizia”.
Il punto di vista dell’altro. “C’è un unico modo di comunicare, quando c’è troppa distanza nella
controversia tra l’uno e l’altro: va preso per normale il punto di partenza dell’altro”. A lanciare la provocazione
è stato Mario Marazziti, responsabile della comunicazione della Comunità di Sant’Egidio Per cercare di
risolvere positivamente le controversie, ha detto il relatore citando il caso dei negoziati di pace in Mozambico
e del progetto “Dream” promosso da Sant’Egidio per sconfiggere la piaga dell’Aids in Africa, occorre creare
una sorta di “banca dati dei problemi concreti che non hanno ancora una risposta, e da lì provare ad
inventare soluzioni”, a partire da “dati di verità” come “storie, persone, numeri, difficili da contraddire”.
Nel pubblico dibattito. “La Chiesa entra oggi nella sfera pubblica in modo diverso rispetto al passato della
tradizione moderna: non per difendere i suoi interessi, ma nel vivo del discorso su democrazia e diritti
umani”. A farlo notare è stato Andrea Maccarini, docente di sociologia all’Università di Padova, secondo il
quale sono tre i “modelli alternativi” di azione della Chiesa nella sfera pubblica: il primo consiste nell’”usare”
la modernità per “salvare” il passato, e rappresenta una modalità “sicuramente superata e portatrice di
conflitti”. Il secondo comporta “il dissolvimento pratico dell’agenda cristiana nel programma politico e
filosofico della modernità, proprio nel momento in cui questa si rivela in crisi”. Il terzo, infine, vede “la fede
come discorso culturale che poi genera impegno sociale e politico”, e per il relatore “ha il merito di riproporre
un discorso religioso che ha qualcosa da dire al mondo e che sa mettere a disposizione di esso risorse
simboliche e di senso non attingibili altrove”.
131
I cattolici e le “leggi ingiuste”. “Chi si occupa di presentare all’opinione pubblica le posizioni della Chiesa
cattolica si troverà spesso nel dovere di esporre e motivare delle critiche ad alcune leggi dello Stato o a
qualche provvedimento governativo”. A farlo notare è stato mons. Angel Rodriguez Luňo, della Pontificia
Università della Santa Croce. “Se la legge dello Stato – ha affermato il teologo – approva esplicitamente
comportamenti eticamente negativi, per esempio l’eutanasia, allora tale legge ingiusta dovrà essere
combattuta con le argomentazioni etico-politiche pertinenti, fondate sui diritti umani e sul bene comune”.
Quanto allo specifico delle controversie, il relatore ha osservato: “Con un colpo ad effetto si può far
momentaneamente tacere l’avversario, ma se le sue idee non sono state capite e oggettivamente
neutralizzate con una risposta culturalmente adeguata, tali idee avranno lunga vita”.
A CURA DI M. MICHELA NICOLAIS
132
SIR
File n. 31
25 Aprile 2008
CHIESA E MEDIA
Oltre vecchi schemi
Un seminario su comunicazione nella Chiesa e “cultura della controversia”
"Di fronte ai dibattiti che mettono in discussione la famiglia, il rispetto della libertà religiosa, le questioni
bioetiche o la protezione dei più deboli e bisognosi, il rischio per gli uffici di comunicazione della Chiesa è di
vedersi costretti a svolgere una comunicazione di reazione, con tutti i connotati peggiorativi che questa
comporta. Il Seminario vuole perciò chiedersi come presentare la proposta cristiana in modo efficace e
propositivo". Diego Contreras, presidente del Comitato organizzatore e decano della Facoltà di
Comunicazione del Pontificio Ateneo della Santa Croce, spiega così gli obiettivi del VI Seminario
professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, che si svolgerà a Roma dal 28 al 30 aprile sul
tema: ”Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”. Il Sir gli ha rivolto alcune domande
sull’iniziativa, promossa dalla Pontificia Università della Santa Croce, e alla quale parteciperanno circa 300
persone, provenienti da più di 60 nazioni.
Il pubblico dibattito sui media sui temi di scottante attualità è speso "rappresentato" solo in termini
di contrapposizione "laici-cattolici". E' possibile, e come, uscire da questo schema?
“L’informazione religiosa – e non solo - ha il problema di adattarsi agli schemi di lavoro, molte volte
discutibili, tipici del giornalismo, che consistono nel sottolineare i contrasti. L’informazione giornalistica si
concentra sugli aspetti più clamorosi della realtà ed è condizionata anche dai formati. A volte la
contrapposizione ‘laici-cattolici’ risponde a questo schema. Allo stesso tempo, non bisogna dimenticare che i
media non sono semplici trasmettitori di ciò che accade nella società, ma sono essi stessi ‘istituzioni’, ossia
attori della vita sociale, con una agenda ed un punto di vista propri. Anche sotto il profilo economico, i gruppi
a cui appartengono questi mezzi di comunicazione sono spesso molto più potenti della maggior parte delle
aziende oggetto di cronaca nelle loro pagine”.
C’è poi il fenomeno della strumentalizzazione politica ed ideologica…
“Senza dubbio: un tipico esempio è il modo in cui vengono presentate le dichiarazioni pubbliche della
gerarchia ecclesiastica riguardo a questioni sociali: si definiscono come ‘ingerenza’ quando non coincidono
con ciò che io penso; in caso contrario, vengono definite come ‘parole sagge’. Queste difficoltà oggettive
non stanno a significare che nella stampa sia impossibile affrontare questioni complesse o profonde, uscire
da queste trappole. Sono numerosi gli esempi che dimostrano il contrario. Anche temi che apparentemente
sono poco giornalistici, come ad esempio il sacramento della confessione o l’eucaristia, sono stati oggetto di
ampie informazioni giornalistiche pubblicate non su settimanali cattolici ma su quotidiani come The New
York Times o The Washington Post. Sono apparsi perché erano rilevanti e il giornalista ha saputo cogliere
quella rilevanza, a volte per via indiretta. Ma bisogna essere un bravo giornalista e conoscere bene la
materia sulla quale si scrive”.
Di fronte alla "cultura della controversia", diventa per lo meno problematico per chi fa
comunicazione ecclesiale coniugare "efficacia" del messaggio e "serietà" di contenuti...
“Può apparire paradossale, ma io penso che davanti all’immensità di informazioni disponibili il lettore di oggi
cerchi innanzitutto il senso delle cose. Il giornalista deve saper rendere interessanti le cose importanti.
Anche questo richiede qualità professionali non indifferenti, perché è molto più facile cavarsela – almeno
apparentemente - con l’ escamotage di una controversia, che alla fine stanca perché molte volte è
pretestuosa”.
133
L’immagine della Chiesa nei media è spesso “appiattita” sulle attività e i pronunciamenti del Papa, o
su un’informazione religiosa che diventa oggetto di interesse solo se “pruriginosa” o folkloristica. Si
può contribuire, e in che modo, a “spostare i riflettori” anche sulle altre notizie ecclesiali, quelle
apparentemente “minori” o meno clamorose?
“Sembra evidente che molte attività e realtà attraversano oggi una crisi di identità, o perlomeno, una crisi nel
modo in cui vengono intese. Anche l’informazione giornalistica si trova in questa situazione: perciò a volte la
si confonde con lo spettacolo, l’intrattenimento, e questo porta le imprese di comunicazione a perdere il
polso della realtà. Il giornalismo ha bisogno forse di riscoprire il suo ruolo di servizio, di toccare il mondo
concreto dove vive, di essere consapevole che la redditività economica non è l’unico criterio per prendere
decisioni in una impresa di comunicazione. Solo così si potranno volgere i riflettori verso altre notizie meno
clamorose ma rilevanti per il pubblico”.
a cura di M. Michela
134
ZENIT
ZS08041005
26 Aprile 2008
http://www.christianpost.com/article/20080426/32133_Benedict_Believes_in_American_Integrity.htm
Benedict Believes in American Integrity
By
Amanda Pawloski
Christian Post Contributor
Sat, Apr. 26 2008 12:33 PM ET
As the hype over Benedict’s visit to the U.S. fades, it is time to reflect more deeply on how his message
should change the way we think and act. While his comments on the sex abuse scandal, human rights, and
9/11, drew the most attention, I find his call to integrity to be the most striking.
Last Wednesday, on the South Lawn of the White House the Pope said,
“As the nation faces the increasingly complex political and ethical issues of our time, I am confident that the
American people will find their religious beliefs a precious source of insight and an inspiration to pursue
reasoned, responsible and respectful dialogue to build a more humane and free society.”
Integrity is living in accordance with one’s stated beliefs. In the United States, where more than ninety
percent claim to believe in God and a large majority of those profess to be Christians, social and economic
life should reflect gospel principles. It is heartening to hear straight from his own lips that the Holy Father has
hope in the integrity of Americans, in spite of the challenge of managing a complicated and diverse society.
He believes that our moral formation will guide us through difficult decisions. Benedict’s affirmation comes at
an important time, with a disquieting economic situation confronting us and Presidential elections right
around the corner.
How to integrate religion into the public sphere in a pluralistic culture is and has been a demanding task for
modern secular America. Twentieth-century political philosophers, such as the late John Rawls, saw a
solution in simply drawing together our most common “unbiased” factors and leaving the rest aside. In
Rawls’ Political Liberalism he clearly stated that no arguments deriving from faith should be admitted into
public debate.
Benedict XVI begs to differ. “Faith also gives us the strength to respond to our high calling and the hope that
inspires us to work for an ever more just and fraternal society,” he insists. “Democracy can only flourish, as
your founding fathers realized, when political leaders and those whom they represent are guided by truth and
bring the wisdom of firm moral principle to decisions affecting the life and future of the nation.”
Faith is an important foundation not only for politics, but also for business. Who really believes that an
“unbiased” Business Ethics 101 course at a secular university will adequately substitute for the morality
ingrained in a child who has been reared in a Christian home? Critics of capitalism say that businessmen are
greedy, and often in the same breath denounce Christian morals for “constricting” personal freedom and
imposing standards upon others.
Ethical principles based on faith form an integral person, who cannot be split between a public and a private
sphere. Without the integrity of our beliefs, society is at risk of exhibiting a severe multiple personality
disorder. The Pope gives Americans a simple solution for such an ailment. He is urging us to stay true to
what is best in our traditions and values.
________________________________________________
Amanda Pawloski is an intern at the Rome office of the Acton Institute. She is currently working on a license
in philosophy at the Pontifical University of the Holy Cross.
135
ANSA
ANSA
CRO
CRO 15:26
26/04/2008
26 Aprile 2008
15.26.26
AGENDA INFORMAZIONI RELIGIOSE DELLA SETTIMANA
(ANSA) - ROMA, 26 APR - - Questi sono i principali avvenimenti di informazione religiosa e dal Vaticano
previsti da domenica 27 aprile a sabato 3 maggio 2008: DOMENICA 27 APRILE - (h. 9.30) - Benedetto XVI
presiede messa per l'ordinazione presbiterale di 29 diaconi. (h. 12.00) - Benedetto XVI recita il Regina Coeli.
Caracas (Venezuela) - Beatificazione di Candelaria de San Jose Paz-Castillo Ramirez (1863-1940),
fondatrice delle suore carmelitane della Madre Candelaria, presso lo stadio Olimpico universitario. Il rito sara'
presieduto dal card. Jose' Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. LUNEDI' 28
APRILE - Citta' del Vaticano - Visita ''Ad limina Apostolorum'' dei vescovi di Cuba. Roma - (h.9.30) - VI
Edizione del seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa, dal titolo ''Comunicare la
chiesa nella cultura della controversia'' organizzato dalla pontificia universita' della Santa Croce presso la
propria sede, piazza Sant'Apollinare 49. Prendono parte responsabili degli uffici stampa ecclesiali e
professionisti della comunicazione di circa 70 Paesi. Citta' del Vaticano - (h.11.30) - Presso la sala stampa
della Santa Sede conferenza stampa di presentazione dell'indagine ''La lettura delle Scritture in alcuni Paesi
(Usa, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Spagna, Francia, Italia, Polonia, Russia), condotta da GFKEurisko e patrocinata dalla Federazione biblica cattolica. Partecipano mons. Gianfranco Ravasi, presidente
del Pontificio consiglio della Cultura, mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, il prof. Massimo Cacciari,
docente di Estetica all'Universita' Vita-Salute San Raffaele di Milano. Da oggi al 4 maggio - III Edizione della
''Settimana della Comunicazione'', promossa dalla Societa' San Paolo e dalle Figlie di San Paolo per
divulgare e approfondire il tema e il messaggio dedicato dal Santo Padre alla 42.ma Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali: ''I mezzi di comunicazione sociale: al bivio fra protagonismo e servizio. Cercare la
Verita' per condividerla''. MARTEDI' 29 APRILE - Roma (11,30) Conferenza stampa di presentazione della
XIII assemblea generale della Azione cattolica italiana. Via della Conciliazione, 1. MERCOLEDI' 30 APRILE Roma (h. 10.30) - Udienza generale di Benedetto XVI. Nel corso della mattinata il Papa benedice la statua di
San Giovanni Leonardi, patrono dei farmacisti. Roma - (h.17.30) - Presentazione del libro ''Bernardo. Il
chiostro e la strada'' di Andrea Pamparana nell'aula Pio XI della pontificia Universita' Lateranense, piazza
San Giovanni in Laterano. Intervengono mons. Rino Fisichella, rettore della Lateranense, mons. Antonio Livi,
decano della Facolta' di filosofia della Pul e Magdi Allam, vicedirettore del ''Corriere della Sera''. VENERDI' 2
MAGGIO Roma - (h.9.00) - Presso la pontificia universita' Regina Apostolorum si tiene il forum ''L'America
Latina e il progetto internazionale sui diritti umani: ieri, oggi e domani'', promosso dall'ambasciata degli Stati
Uniti presso la Santa Sede, l'ambasciata del Costarica presso la Santa Sede e l'ambasciata del Cile presso
la Santa Sede. - Y43 26-APR-08 15:21 NNN
136
ZENIT
ZS08042709
27 Aprile 2008
ZS08042709 - 27-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-27108?l=spanish
La comunicación de la Iglesia a través de sus webs diocesanas
Entrevista con el profesor Daniel Arasa
ROMA, domingo, 27 abril 2008 (ZENIT.org).- La página web diocesana ideal no existe. Pero se pueden
ofrecer instrumentos para mejorarlo. Lo intenta el profesor Daniel Arasa (Barcelona, 1971) en su libro
«Church communications through diocesan websites. a model of analysis», (Comunicación de la Iglesia a
través de los websites diocesanos: un modelo de análisis) publicado en inglés por la EDUSC (www.pusc.it).
Este profesor de la Pontificia Universidad de la Santa Cruz ha estudiado nueve diócesis del mundo: Bogotá
(Colombia), Johannesburgo (Sudáfrica), Los Ángeles (USA), Madrid (España), Manila (Filipinas), Melbourne
(Australia), Ciudad de México (México), Milán (Italia) y Sao Paulo (Brasil).
Sintetizando, los problemas principales que tienen los sitios diocesanos pueden reducirse a dos, explica:
«recursos y formación en comunicación».
Daniel Arasa coordina los estudios en la Facultad de Comunicación Institucional de su universidad y es
periodista y doctor en comunicación.
--¿Qué le impulsó a realizar una investigación sobre websites diocesanas?
--Arasa: Por un lado, Internet y el web en particular se han convertido en instrumentos y ámbitos de
comunicación esenciales. Creo muy interesante conocer qué hace o puede hacer la Iglesia católica para
comunicar en esos ámbitos.
Podría añadir que es hora de hacer ver que la comunicación de la Iglesia es digna de ser estudiada desde
un punto de vista académico y científico.
--¿Qué hace falta para mejorar la presencia de la Iglesia en Internet?
--Arasa: Mejorar la comunicación digital de la Iglesia no es cuestión de voluntarismo. Hace falta partir de un
análisis y evaluación de la realidad y de las propias capacidades, así como de una profesionalización de las
personas que se dedican a ello.
Esta investigación no pretende dar un elenco práctico de cosas a hacer y otras a evitar: eso sería reductivo
y de corto alcance. Aunque ciertamente se deducen opciones particulares, se pretende más bien ofrecer
criterios para la proyectación, gestión, evaluación y análisis de iniciativas web.
En otras palabras, aquellas dimensiones que deben ser consideradas antes, durante y después de cualquier
proyecto digital, así como la actitud que está detrás de estas iniciativas.
En este sentido, pienso que este estudio tiene particular interés para dos grupos de personas: en primer
lugar, la comunidad académica dedicada a la investigación de la comunicación institucional y de la
comunicación electrónica; y, en segundo lugar, a todos aquellos responsables de comunicación de la
Iglesia, desde los obispos hasta los directores de oficinas de comunicación o los webmasters.
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--¿Qué imagen de la Iglesia sale a la luz del análisis de los sitios web diocesanos?
--Arasa: Una imagen ciertamente variopinta, pero a la vez homogénea. Es significativo encontrar en todas
las páginas web diocesanas una atención muy particular al Santo Padre y al Vaticano.
La variedad se descubre en la atención a la idiosincracia de cada diócesis y de sus gentes: hay sitios web,
por ejemplo, que ponen un gran énfasis en aspectos devocionales (por ejemplo, en Filipinas); otros, en
cambio, enfatizan la información sobre las parroquias y los sacerdotes (muy propio de sitios web en
Latinoamérica); otros la amplitud de la documentación, etc.
--¿Me confiesa cuál es la diócesis católica con el mejor website?
--Arasa: ¡Ya me gustaría saberlo!... No creo que sea posible contestar a esta pregunta: cada diócesis tiene
características propias, circunstancias específicas y exigencias particulares muy ligadas al territorio y a la
población.
Son factores que influyen y determinan sus modos e instrumentos de comunicación y, por tanto, también
sus websites. Además, el mundo web es un mundo en constante movimiento: lo que era «bueno» ayer, no
lo es hoy. Por eso, no creo que sea posible decir: ésta o aquella es la diócesis con el mejor website.
En todo caso, lo que sí es posible, y con esta investigación intento hacer esto, es señalar elementos
positivos, casos de buenas prácticas que pueden ser tomados como modelo por otros websites diocesanos.
--Pero algún ejemplo podrá citar...
--Arasa: Sí, muchos. La diócesis de Los Ángeles, por ejemplo, es un modelo de compatibilidad y
accesibilidad: ofrecen numerosas posibilidades de descargar documentos y de hacerlos compatibles con
PDAs. Tienen en cuenta la movilidad de las personas que usan su website, de manera que facilitan que
puedan oír o leer documentos de interés o seguir eventos con un lector digital, en su ordenador, etc.
¿Otro ejemplo positivo? La diócesis de Milán, que es la más grande de Europa, tiene un website muy
completo y actualizado; la de Madrid, en España, que tiene un gran servicio de noticias eclesiales; la de
Melbourne, que está muy bien organizada; etc.
Seguramente pueden encontrarse también muchos puntos positivos en websites de otras diócesis que no
he estudiado. Aunque, por supuesto, no todo es positivo. También hay cosas en las que mejorar.
--Hablemos de los aspectos mejorables. Como los links que no funcionan, por ejemplo...
--Arasa: Efectivamente, en algunos casos, es significativo el caso de links que no funcionan, problemas de
navegación al interno de los sitos web (repetición de secciones, incoherencias, caracteres demasiado
pequeños que dificultan la lectura, etc.), o lentitud de la interacción (mensajes de correo electrónico no
contestados, etc.).
Un aspecto en el que los websites diocesanos se han quedado atrás es el de la multimedialidad: está
cambiando, pero todavía hay muy pocos servicios audio y casi ninguno de vídeo, cuando el web ofrece
tantas posibilidades para ello. A pesar de tener muchas cosas positivas, el mundo web eclesial puede y
debe aprender mucho de otros ámbitos.
--¿De quién es la culpa de estas negligencias?
--Arasa: Los aspectos que he resaltado no tienen intención crítica. Entre las personas que he encontrado,
he descubierto una gran profesionalidad y preparación y, sobre todo, un enorme deseo de servir a su iglesia
local y a la Iglesia universal.
Sintetizando, los problemas principales pueden reducirse a dos: recursos y formación en comunicación.
En cuanto al primero, es evidente que las organizaciones eclesiales no pueden competir con el ámbito
comercial. Falta dinero y, por tanto, recursos materiales y humanos. Sin embargo, una mayor atención a los
aspectos comunicativos, junto a una mayor profesionalidad y creatividad, pueden ser determinantes en la
mejora de los websites.
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El segundo aspecto, el de la formación, está muy ligado al primero. Gran parte del personal que trabaja en
los «website teams» de las diócesis tiene una alta o medio-alta formación en aspectos tecnológicos y
gráficos, pero carece, en la mayor parte de los casos, de un background en comunicación.
--En su investigación, ha entrevistado a numerosos periodistas que cubren la información de la Iglesia.
¿Son muy críticos?
--Arasa: Son más de cuarenta las entrevistas en profundidad que he realizado con corresponsales en el
Vaticano y con periodistas que informan sobre la Iglesia. Obviamente, cada uno tiene una visión personal,
sus gustos, sus preferencias y sus objeciones.
Quizá lo más positivo es que la gran mayoría de periodistas han destacado una notable mejora de la
comunicación de la Iglesia en los últimos años, también en el ámbito de los websites.
Junto a ello, los periodistas opinan que los sitios web diocesanos no responden a sus necesidades. Un
ejemplo concreto: muchos periodistas desearían tener documentos las homilías, los mensajes o los
comunicados anticipadamente para poder lanzarlos enseguida en el momento en que estos son públicos;
muchas oficinas de comunicación no ofrecen esta posibilidad, cuando el uso del embargo es algo muy
generalizado en otro tipo de comunicación como por ejemplo, la política.
Un periodista profesional respeta siempre el embargo que es, a la vez, un modo de facilitar su trabajo.
En cualquier caso, hay que entender que no siempre los objetivos de un comunicador institucional coinciden
con los de los periodistas. Creo que es normal encontrar motivos de discrepancia entre ellos.
Por Miriam Díez i Bosch
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ZENIT
ZI08042802
28 Aprile 2008
ZI08042802 - 28/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14196?l=italian
La comunicazione della Chiesa attraverso i siti web diocesani
Intervista al professor Daniel Arasa, docente presso la Santa Croce di
Roma
di Miriam Díez i Bosch
ROMA, lunedì, 28 aprile 2008 (ZENIT.org).- Non esiste il sito web diocesano ideale, ma è possibile offrire
degli strumenti utili per migliorarlo. E' quanto sta cercando di fare il professor Daniel Arasa (Barcellona,
1971) con il suo libro “Church communications through diocesan websites. a model of analysis”
(“Comunicazione della Chiesa attraverso i siti web diocesani: un modello di analisi”), pubblicato in inglese da
EDUSC (www.pusc.it).
Il docente della Pontificia Università della Santa Croce ha studiato nove diocesi del mondo: Bogotà
(Colombia), Johannesburg (Sudafrica), Los Angeles (USA), Madrid (Spagna), Manila (Filippine), Melbourne
(Australia), Città del Messico (Messico), Milano (Italia) e San Paolo (Brasile).
Ciò che emerge in sintesi è che i problemi principali dei siti diocesani possono ridursi a due: “risorse e
formazione nella comunicazione”.
Daniel Arasa coordina gli studi nella Facoltà di Comunicazione Istituzionale della sua università ed è
giornalista e dottore in comunicazione.
Cosa l'ha spinta a realizzare una ricerca sui siti web diocesani?
Arasa: Da un lato, Internet e il web in particolare sono diventati strumenti e ambiti di comunicazione
essenziali. Credo che sia molto interessante sapere cosa fa o può fare la Chiesa cattolica per comunicare in
questi ambiti.
Potrei aggiungere che è il momento di far vedere che la comunicazione della Chiesa è degna di essere
studiata da un punto di vista accademico e scientifico.
Cosa serve per migliorare la presenza della Chiesa in Internet?
Arasa: Migliorare la comunicazione digitale della Chiesa non è una questione di decisionismo. Bisogna
partire da un'analisi e da una valutazione della realtà e delle proprie capacità, così come da una
“professionalizzazione” delle persone che vi si dedicano.
Questa ricerca non pretende di fornire un elenco pratico di cose da fare e di altre da evitare: sarebbe
riduttivo e di portata limitata. Anche se sicuramente si deducono opzioni particolari, si vuole piuttosto offrire
criteri per la progettazione, la gestione, la valutazione e l'analisi di iniziative web.
In altre parole, quelle dimensioni che devono essere considerate prima, durante e dopo qualsiasi progetto
digitale, così come l'atteggiamento che sta dietro a queste iniziative.
In questo senso, penso che lo studio in questione abbia particolare interesse per due gruppi di persone: in
primo luogo la comunità accademica che si occupa della ricerca della comunicazione istituzionale e della
comunicazione elettronica; in secondo luogo, tutti quei responsabili di comunicazione della Chiesa, dai
Vescovi ai direttori degli uffici di comunicazione o webmaster.
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Che immagine della Chiesa esce dall'analisi dei siti web diocesani?
Arasa: Un'immagine certamente variegata, ma allo stesso tempo omogenea. E' significativo trovare in tutte
le web diocesane un'attenzione molto particolare al Santo Padre e al Vaticano.
La varietà si scopre nell'attenzione all'idiosincrasia di ogni diocesi e dei suoi abitanti: ci sono siti web, ad
esempio, che pongono grande enfasi sugli aspetti devozionali (ad esempio nelle Filippine); altri, invece,
sottolineano le informazioni sulle parrocchie e sui sacerdoti (i siti web dell'America Latina); altri ancora
l'ampiezza della documentazione, ecc..
Può confessarci qual è la diocesi cattolica con il migliore sito web?
Arasa: Vorrei proprio saperlo! Non credo sia possibile rispondere a questa domanda: ogni diocesi ha
caratteristiche proprie, circostanze specifiche ed esigenze particolari molto legate al territorio e alla
popolazione.
Sono fattori che influiscono e determinano i loro modi e strumenti di comunicazione e, quindi, anche i loro siti
web. Il mondo web, inoltre, è in costante movimento: ciò che era “buono” ieri non lo è oggi.
Per questo, non credo sia possibile dire “questa o quella è la diocesi con il migliore sito web”.
In ogni caso, ciò che è possibile, e con questa ricerca tento di farlo, è segnalare elementi positivi, metodi che
possono essere presi come modello da altri siti web diocesani.
Può citarne qualcuno?
Arasa: Sì, molti. La diocesi di Los Angeles, ad esempio, è un modello di compatibilità e accessibilità: si
offrono numerose possibilità di scaricare documenti e renderli compatibili con i PDA. Si tiene conto della
mobilità delle persone che usano il sito web, e per questo si favorisce il fatto che possano sentire o leggere
documenti di interesse o seguire eventi con un lettore digitale, nel proprio computer, ecc.
Un altro esempio positivo? La diocesi di Milano, che è la più grande d'Europa, ha un sito web molto
completo e aggiornato; quella di Madrid, in Spagna, che ha un grande servizio di notizie ecclesiali; quella di
Melbourne (Australia), che è molto ben organizzata...
E' sicuramente possibile trovare molti punti positivi anche in siti web di altre diocesi che non ho studiato.
Ovviamente non tutto è positivo. Ci sono cosa che vanno migliorate.
Parliamo degli aspetti migliorabili. Come i link che non funzionano, ad esempio...
Arasa: Effettivamente, in alcuni casi, sono significativi aspetti come link che non funzionano, problemi di
navigazione all'interno dei siti web (ripetizione di sezioni, incoerenze, caratteri troppo piccoli che ostacolano
la lettura, ecc.) o lentezza dell'interazione (e-mail senza risposta, ecc.).
Un aspetto nel quale i siti web diocesani sono rimasti indietro è quello della multimedialità: sta cambiando,
ma ci sono ancora pochissimi servizi audio e quasi nessuno video, quando il web offre tante possibilità al
riguardo. Nonostante abbia molte cose positive, il mondo web ecclesiale può e deve imparare molto dagli
altri ambiti.
Di chi è la colpa di queste negligenze?
Arasa: Gli aspetti che ho sottolineato non hanno un'accezione critica. Tra le persone che ho incontrato, ho
scoperto grande professionalità e preparazione, e soprattutto un enorme desiderio di servire la propria
Chiesa locale e la Chiesa universale.
Sintetizzando, i problemi principali possono ridursi a due: risorse e formazione nella comunicazione.
Quanto al primo, è evidente che le organizzazioni ecclesiali non possono competere con l'ambito
commerciale. Manca denaro e, quindi, risorse materiali e umane. Una maggiore attenzione agli aspetti
comunicativi, tuttavia, insieme a una maggiore professionalità e creatività, possono essere determinanti per
migliorare i siti web.
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Il secondo aspetto, quello della formazione, è molto legato al primo. Gran parte del personale che lavora nei
“website teams” delle diocesi ha una formazione alta o medio-alta in aspetti tecnologici e grafici, ma manca,
nella maggior parte dei casi, di un background in comunicazione.
Nella sua ricerca, ha intervistato numerosi giornalisti che coprono l'informazione della Chiesa. Sono molto
critici?
Arasa: Sono più di quaranta le interviste approfondite che ho realizzato con corrispondenti in Vaticano e con
giornalisti che informano sulla Chiesa. Ovviamente, ciascuno ha una visione personale, i suoi gusti, le sue
preferenze e le sue obiezioni.
Forse l'aspetto più positivo è che la gran parte dei giornalisti ha sottolineato un notevole miglioramento della
comunicazione della Chiesa negli ultimi anni, anche nell'ambito dei siti web.
Accanto a questo, i giornalisti ritengono che i siti web diocesani non rispondano alle loro necessità. Un
esempio concreto: molti giornalisti desidererebbero avere documenti delle omelie, dei messaggi o dei
comunicati in anticipo per poterli poi lanciare subito non appena sono resi pubblici; molti uffici di
comunicazione non offrono questa possibilità, mentre l'uso dell'embargo è molto generalizzato in altri tipi di
comunicazione, come in politica.
Un giornalista professionista rispetta sempre l'embargo che è, allo stesso tempo, un modo per facilitare il
suo lavoro.
In ogni caso, bisogna capire che non sempre gli obiettivi di un comunicatore istituzionale coincidono con
quelli dei giornalisti. Credo che sia normale trovare elementi di discrepanza tra loro.
[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]
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ZENIT
ZI08042806
28 Aprile 2008
ZI08042806 - 28/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14200?l=italian
Trasformare le controversie mediatiche in occasioni di dialogo
Lo propone il professor Marc Carroggio
di Miriam Díez i Bosch
ROMA, lunedì, 28 aprile 2008 (ZENIT.org).- Le controversie mediatiche possono diventare occasioni di vero
dialogo e amicizia. E' quanto ha fatto Benedetto XVI e quanto si comincia a vedere nelle diocesi.
Lo ha detto questa mattina il professor Marc Carroggio, incaricato di inaugurare il Sesto Seminario
Professionale per gli Uffici di Comunicazione della Chiesa che si terrà a Roma fino a mercoledì, presso la
Pontificia Università della Santa Croce.
“Si può dire che 'il giornalismo ama i conflitti', ama le controversie. Senza una certa dose di conflitto non c’è
talk show o dibattito politico che possa resistere al prime time televisivo”, ha specificato Carroggio di fronte ai
quasi trecento partecipanti da tutto il mondo giunti per il convegno.
“Bisogna vedere come trarre beneficio anche da queste situazioni in apparenza solo negative”, ha poi
continuato questo esperto in rapporti con i media e docente alla Facoltà di Comunicazione Istituzionale della
Chiesa della medesima università.
Le controversie, ha ricordato Carroggio, “generano confusione nei contenuti, tensione nei rapporti e rifiuto
delle proposte degli interlocutori”.
Il docente è poi passato ad analizzare le similitudini e le differenze tre le crisi e le controversie.
“Le crisi e le controversie hanno delle analogie – ha spiegato –: condividono una negatività comune e sono
pubbliche (si esprimono attraverso i mezzi di comunicazione; raggiungono un gran numero di persone che
non sono specialiste del tema in discussione)”.
Mentre le crisi “provengono da fatti di una certa entità che possono comportare la perdita del controllo: una
catastrofe naturale, un incidente, un caso di corruzione, una bancarotta”, “nelle controversie c'è discordanza
su idee, valori e proposte”.
È nelle controversie che “si discute di ciò che è bene e male: eutanasia, esperimenti con animali, politiche
familiari, legislazioni in materia di bioetica. Nelle controversie entrano in conflitto questioni di principio,
diverse visioni del mondo”, ha chiarito il docente catalano.
“La crisi giunge in modo rapido e inatteso. La controversia, invece, è in un certo qual modo prevedibile”.
E se la crisi richiede un'azione immediata e a breve termine, che limiti i danni potenzialmente disastrosi, “la
controversia consente un maggior controllo e richiede un'azione comunicativa di base e a lungo termine”.
Il relatore ha concluso poi con un riferimento al Papa, il quale “senza volere, si è trovato immerso in
controversie locali già dal momento della discussione della sua tesi di abilitazione e dal suo lavoro di
docente a Tubinga; a livello globale, come cardinale prima e da quando occupa la cattedra di Pietro, ogni
tanto 'si ritrova nella mischia suo malgrado'”.
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“In questi momenti di controversia mediatica, non ha perso mai la serenità nella pace che lo caratterizza –
ha sottolineato –. E' rimasto fedele al suo metodo: dialogo con intelligenza, approccio positivo della sua
proposta, chiarezza cristallina nei suoi messaggi, estrema amabilità nei suoi atteggiamenti”.
“Il Papa fa quello che sarebbe auspicabile per ogni ufficio comunicazioni: cercare di trasformare le
controversie mediatiche in uno sforzo maieutico, di dialogo e di amicizia”.
“In ogni controversia, si è guadagnato degli amici – ha evidenziato Carroggio –. Ogni volta ci sono più
intellettuali non cristiani che lo ascoltano con interesse”.
“Il caso di Benedetto XVI – ha poi ribadito – è, dal mio punto di vista, un esempio chiaro di quanto abbiamo
cercato di dire dall’inizio: le controversie pertinenti, se gestite bene, non sono altro che l’altra faccia della
rilevanza”.
Nella tre giorni di lavori si esploreranno anche alcuni casi di controversie come la lotta contro l'AIDS
promossa dalla Comunità di Sant'Egidio o lo sviluppo di www.spqn.com, la rette cattolica di podcast più
premiata nei “People's Choice Podcast Award”.
Il Seminario riunisce professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di uffici stampa di diocesi e
conferenze episcopali provenienti da più di 60 nazioni.
144
ZENIT
ZS08042810
28 Aprile 2008
ZS08042810 - 28-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-27121?l=spanish
Iglesia y comunicación: Transformar las controversias en «diálogo y
amistad»
Propuesta de Marc Carroggio en un seminario de comunicadores
eclesiales
ROMA, 28, abril 2008 (ZENIT.org).- Las controversias mediáticas pueden convertirse en ocasiones de
auténtico diálogo y amistad, ha afirmado este lunes el profesor Marc Carroggio, al inaugurar el sexto
seminario profesional para las oficinas de comunicación de la Iglesia.
El seminario, que tiene por título «Comunicación de la Iglesia y cultura de la controversia» («Church
Communication & The Culture Of Controversy»), se celebra hasta el próximo miércoles en la Universidad
Pontificia de la Santa Cruz, en Roma.
«Se puede decir que "al periodismo le gustan los conflictos", le gustan las controversias. Sin una cierta dosis
de conflicto no puede haber "talk show" o debate político capaz de resistir a los horarios de máxima
audiencia televisiva», ha reconocido Carroggio ante los casi trescientos participantes en el congreso,
procedentes de todo el mundo.
«Es necesario ver cómo se puede sacar un beneficio incluso de estas situaciones aparentemente
negativas», ha añadido el profesor de la Facultad de Comunicación Institucional de la Iglesia en la
universidad organizadora.
Las controversias, recuerda Carroggio, «generan confusión, tensión en las relaciones y rechazo de las
propuestas de los interlocutores». Por este motivo, ha considerado importante distinguir entre crisis y
controversias.
«Las crisis y las controversias tienen analogías: comparten un carácter negativo común y son públicas: se
expresan a través de los medios de comunicación, llegan a un gran número de personas que no son
especialistas en el tema discutido».
Mientras las crisis «proceden de hechos de una cierta envergadura, que pueden implicar la pérdida de
control --una catástrofe natural, un accidente, un caso de corrupción, una bancarrota--», «en las
controversias se diverge sobre ideas, valores, propuestas».
En las controversias «se discute sobre lo que está bien y lo que está mal: eutanasia, experimentos con
animales, políticas familiares, legislaciones en materia de bioética. En las controversias entran en conflicto
cuestiones de principio, diferentes visiones del mundo», aclara el profesor.
«La crisis llega de manera rápida e inesperada. La controversia, por el contrario, en cierto sentido es
previsible».
La crisis exige una acción inmediata y a breve plazo, que limite los daños potencialmente desastrosos; «la
controversia permite un mayor control y exige una acción comunicativa de base y a largo plazo».
145
El relator revivió la experiencia de Benedicto XVI, quien «sin querer se ha visto sumergido en controversias
locales» cuando era teólogo, y en controversias globales, como cardenal y Papa.
«En esos momentos de controversia mediática nunca ha perdido la serenidad en la paz que le caracteriza.
Ha permanecido fiel a su método: diálogo con la inteligencia, planteamiento positivo en su propuesta,
claridad cristalina en sus mensajes, máxima amabilidad en sus actitudes».
«El Papa hace lo que debería hacer toda oficina de comunicación: tratar de transformar las controversias
mediáticas en un esfuerzo mayéutico, de diálogo y de amistad».
«En toda controversia se ha ganado amigos. Cada vez hay más intelectuales no cristianos que le escuchan
con interés», ha constatado.
Las controversias en torno al Papa son signos evidentes de su relevancia y de la eficacia de su
comunicación.
El caso de Benedicto XVI, según Carroggio, es un ejemplo claro: las controversias pertinentes, si se
manejan bien, no son más que la otra cara de la relevancia.
El seminario está explorando, en este sentido, casos comunicativos, como el que acompaña a la lucha
contra el sida promovida por la Comunidad de San Egidio y el desarrollo de www.spqn.com, la red católica
de podcast más premiada por los «People's Choice Podcast Award».
El congreso reúne a profesionales de la comunicación a directores y responsables de oficinas de
información de diócesis y de conferencias episcopales de más de 60 naciones.
Más información sobre el seminario en: http://www.pusc.it/csi/conv/conv08/index.html
Por Miriam Díez i Bosch
146
ZENIT
ZP08042808
28 Aprile 2008
ZP08042808 - 28-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-18265?l=portuguese
Igreja e comunicação: transformar controvérsias em «diálogo e
amizade»
Proposta de Marc Carroggio em um seminário de comunicadores
eclesiais
Por Miriam Díez i Bosch
ROMA, 28 de abril de 2008 (ZENIT.org).- As controvérsias da mídia podem converter-se em ocasiões de
autêntico diálogo e amizade, afirmou nesta segunda-feira o professor Marc Carroggio, ao inaugurar o 6º
seminário profissional para os escritórios de comunicação da Igreja.
O seminário, que tem por título «Comunicação da Igreja e cultura da controvérsia» («Church
Communication & The Culture of Controversy»), celebra-se até a próxima quarta-feira, na Universidade
Pontifícia da Santa Cruz, em Roma.
«Pode-se dizer que ‘o jornalismo gosta de conflitos’, gosta das controvérsias. Sem certa dose de conflito,
não pode haver ‘talk show’ ou debate político capaz de resistir aos horários de máxima audiência
televisiva», reconheceu Carroggio diante dos quase 300 participantes no congresso, procedentes do mundo
inteiro.
«É necessário ver como se pode tirar um benefício inclusive destas situações aparentemente negativas»,
acrescentou o professor da Faculdade de Comunicação Institucional da Igreja na universidade
organizadora.
As controvérsias, recorda Carroggio, «geram confusão, tensão nas relações e rejeição das propostas dos
interlocutores». Por este motivo, considerou importante distinguir entre crise e controvérsias.
«As crises e as controversas têm analogias: compartilham um caráter negativo comum e são públicas: elas
se expressam através dos meios de comunicação, chegam a um grande número de pessoas que não são
especialistas no tema discutido.»
Enquanto a crise «procede de fatos de uma certa envergadura, que podem implicar a perda de controle –
uma catástrofe natural, um acidente, um caso de corrupção», «nas controvérsias se diverge sobre idéias,
valores, propostas».
O seminário está explorando, neste sentido, casos comunicativos, como o que acompanha a luta contra a
Aids, promovida pela Comunidade de Santo Egídio e o desenvolvimento de www.spqn.com, a rede católica
de podcast mais premiada pelo «People's Choice Podcast Award».
O Congresso reúne profissionais da comunicação, diretores e responsáveis de escritórios de informação de
dioceses e de conferências episcopais de mais de 60 nações.
Mais informação sobre o seminário em: http://www.pusc.it/csi/conv/conv08/index.html
147
RADIO VATICAN
Rumeno
28 Aprile 2008
http://www.radiovaticana.org/rom/Articolo.asp?c=202157
28/04/2008 15.58.28
„Comunicarea Bisericii în cultura controversei”: pe această temă în
curs la Roma un seminar internaţional al responsabililor birourilor de
presă ale Bisericii
(RV - 28 aprilie 2009) Se desfăşoară între 28 şi 30 aprilie la Universitatea Pontificală Sfânta Cruce din
Roma a VI-a ediţie a Seminarului profesional asupra Birourilor de presă ale Bisericii pe tema
„Comunicarea Bisericii în cultura controversei”. Participă responsabili ai birourilor de presă bisericeşti şi
profesionişti ai comunicării împreună cu un grup de episcopi din circa 70 de ţări, inclusiv România, care este
reprezentată de Pr. Francisc Doboş şi Pr.Francisc Ungureanu precum şi Cristina Grigore din arhidieceza de
Bucureşti. Ideea organizării seminarului porneşte de la cuvintele adresate de Benedict al XVI-lea unui grup
de ziarişti, în ajunul călătoriei sale apostolice în Germania din septembrie 2006: „Creştinismul, catolicismul
nu este un cumul de interdicţii, de îngrădiri, ci o opţiune pozitivă…S-a spus atât de mult despre ceea
ce nu este permis, încât acum trebuie să spunem: dar noi avem o idee pozitivă de propus?” În lumina
acestor cuvinte ale Papei, şi birourile de comunicare trebuie să se întrebe asupra felului de a înfrunta
controversele suscitate de dezbaterile actuale referitoare la teme precum cea a familie, respectării libertăţii
religioase, tutelării persoanei umane şi a vieţii, pentru a oferi o comunicare nu doar de „reacţie”, dar de
propunere a conţinuturilor principale ale mesajului creştin. Iată câteva dintre temele dezbătute în prima zi a
lucrărilor: „Birourile de comunicare ale Bisericii şi gestiunea controverselor”; „Catolicismul în sfera publică.
Tendinţe culturale”. Raporturile dintre episcopi şi directorii diecezani ai comunicării, dar şi aşteptările
reciproce, au fost examinate în cadrul unei mese rotunde. Programul prevede şi prezentarea unor experienţe
concrete de comunicare: cazurile de tratative de pace şi lupta împotriva SIDA, în care a fost implicată
Comunitatea Sfântul Egidiu; de asemenea, campania de radio şi televiziune a Bisericii din Statele Unite ale
Americii intitulată „Ce ai făcut azi pentru căsătoria ta?”, asupra importanţei „gesturilor mici” în viaţa conjugală
de fiecare zi şi valoarea vieţii matrimoniale de căsătorie pentru Biserică şi societate. Alte spaţii ale
seminarului includ masa rotundă privind experienţele de dialog dintre responsabili ai comunicării bisericeşti
şi jurnalişti şi o sesiune practică privind pregătirea intervenţiilor purtătorilor de cuvânt ai Bisericii în faţa
camerelor de luat vederi. În ultima zi a lucrărilor, miercuri 30 aprilie, după audienţa generală a Papei,
participanţii la Seminar au posibilitatea să viziteze Sala de presă a Sfântului Scaun şi să dialogheze cu
directorul acesteia părintele iezuit Federico Lombardi. Între relatorii de după amiază, scriitorul şi jurnalistul
american John Allen de la CNN şi „National Catholic Reporter” se opreşte asupra temei „alte ştiri” din viaţa
Bisericii, şi anume ştirile care nu ajung în redacţiile ziarelor pentru simplul fapt că nimeni nu ştie să le
descopere.
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SIR
15:06 – 15:07 – 15:15
28 Aprile 2008
Lunedi 28 Aprile 2008
15:06 - CHIESA E MEDIA: IL RUOLO DELLA CHIESA NELLE
“CONTROVERSIE SOCIALI PERTINENTI”
“Le controversie pertinenti, se gestite bene, non sono che l’altra faccia della rilevanza”. Lo ha detto Marc
Carroggio, della Pontificia Università della Santa Croce, aprendo oggi il 6° seminario professionale sugli
Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso a Roma (fino al 30 aprile) dal citato ateneo sul tema:
”Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia”. Secondo il relatore, chi parla a nome della
Chiesa “deve prendere le distanze dal modello comunicativo del consenso, che sottomette ogni azione ai
sondaggi di popolarità”: anche a costo di incassare forme di “contrarietà” al messaggio cristiano che arrivano
“fino a forme di ostilità pubblica e di rifiuto”. Gestire le controversie significa, nello stesso tempo,
“domandarsi se la controversia non sia anche un segno di efficienza nella comunicazione del messaggio
stesso: a volte le controversie sono la conferma che il messaggio è arrivato”. “Affermare la priorità dio Dio
sul mondo – ha spiegato Carroggio – è inevitabilmente motivo di scontro per chi dà la supremazia ai beni
economici o finanziari: questo, però, non vuol dire che le posizioni della Chiesa generino sempre
controversie”. Di qui la necessità, per gli uffici di comunicazione ecclesiali, di “svolgere un ruolo attivo proprio
a patire dal rispetto delle posizioni dell’altro, come argomenti che stimolano le proprie idee” (segue).
15:07 - CHIESA E MEDIA: IL RUOLO DELLA CHIESA NELLE
“CONTROVERSIE SOCIALI PERTINENTI” (2)
Come esempio di “controversie sociali pertinenti” - in cui “la voce della Chiesa è adeguata e necessaria” Carroggio ha citato i dibattiti “di interesse pubblico con implicazioni etiche e antropologiche”, che chiamano
in causa i “valori non negoziabili”. Per quanto riguarda, invece, il dibattito sulle “questioni negoziabili”, che si
riferiscono cioè “all’ambito delle opinioni personali”, esistono “molte opinioni del mondo cattolico”: potrebbe
essere, quindi, “controproducente un ruolo troppo attivo” di chi parla a nome della Chiesa, nelle “controversie
superflue”. Il ruolo degli uffici di comunicazione della Chiesa, dunque, “non è di eliminare le controversie, ma
di gestirle, sfruttando appieno ogni possibilità comunicativa”. Come? Anzitutto – ha risposto il relatore –
tramite la “chiarezza nei contenuti”, espressi “in linguaggio giornalistico e non omiletico”;in secondo luogo,
utilizzando “un approccio positivo”, attraverso “una successione di persone e fatti che si muovono in senso
opposto a quello delle controversie”. “Contribuire ad elaborare un discorso convincente e pubblico sugli
argomenti oggetto di dibattito”: secondo Carroggio è questo il “compito chiave” del comunicatore cattolico,
chiamato ad un lavoro di “rimboschimento culturale” e di “intraprendenza creativa”, per “cerare di trasformare
le controversie mediatiche in uno sforzo di dialogo e di amicizia”.
15:15 - CHIESA E MEDIA: MARAZZITI, “PARTIRE DAL PUNTO DI VISTA
DELL’ALTRO”
“C’è un unico modo di comunicare, quando c’è troppa distanza nella controversia tra l’uno e l’altro: va preso
per normale il punto di partenza dell’altro”. A lanciare la provocazione è stato Mario Marazziti, responsabile
della comunicazione della Comunità di Sant’Egidio, intervenendo oggi al 6° Seminario professionale sugli
Uffici di comunicazione della Chiesa, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce. Per cercare di
risolvere positivamente le controversie, ha detto il relatore citando il caso dei negoziati di pace in Mozambico
e del progetto “Dream” promosso da Sant’Egidio per sconfiggere la piaga dell’Aids in Africa, occorre creare
una sorta di “banca dati dei problemi concreti che non hanno ancora una risposta, e da lì provare ad
inventare soluzioni”, a partire da “dati di verità” come “storie, persone, numeri, difficili da contraddire”. Per
quanto riguarda il progetto “Dream”, partito nel 2002 in Mozambico e ora presente in 10 paesi africani ,
“abbiamo dovuto dimostrare – ha raccontato Marazziti – che i costi sono compatibili e che l’efficacia della
terapia rende possibile anche la prevenzione. Oggi la comunità internazionale ritiene la terapia contro l’Aids
una delle priorità dell’Africa”. Tutto ciò, ha concluso il relatore, “perché siamo riusciti a spostare il dibattito da
‘condom o no condom’ al diritto umano ad avere la terapia e il diritto inumano a non averla”.
149
AVVENIRE
Primo Piano, pag. 8
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29 Aprile 2008
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SIR
14:36 – 14:54
29 Aprile 2008
Martedi 29 Aprile 2008
14:36 - CHIESA E MEDIA: I CATTOLICI E LE "LEGGI INGIUSTE"
“Chi si occupa di presentare all’opinione pubblica le posizioni della Chiesa cattolica si troverà spesso nel
dovere di esporre e motivare delle critiche ad alcune leggi dello Stato o a qualche provvedimento
governativo”. A farlo notare è stato mons. Angel Rodriguez Luno, della Pontificia Università della Santa
Croce, intervenendo oggi al sesto seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa,
organizzato dal citato ateneo. “Se la legge dello Stato – ha affermato il teologo – approva esplicitamente
comportamenti eticamente negativi, per esempio l’eutanasia, allora tale legge ingiusta dovrà essere
combattuta con le argomentazioni etico-politiche pertinenti, fondate sui diritti umani e sul bene comune,
senza dare l’impressione che la legge viene criticata perché nega ad un privato cittadino un potere di
coercizione su un altro che sostiene idee eticamente errate”. Secondo l’esperto, “dare una risposta
culturalmente adeguata ad un atto ritenuto sbagliato di un parlamento o di un governo è assai difficile,
perché richiede innanzitutto un grande senso dello Stato e una fine consapevolezza dei valori etico-politici”
in gico. D’altra parte, per il relatore “la fermezza nei principi deve essere compatibile con la coscienza che la
realizzazione concreta di beni umani e sociali in un contesto storico, geografico e culturale determinato, è
caratterizzata dalla contingenza”.
Martedi 29 Aprile 2008
14:54 - CHIESA E MEDIA: “PRETESTUOSE” LE ACCUSE DI INGERENZA
Di fronte ad “accuse” spesso “pretestuose” e persino “malintenzionate”, il compito della comunicazione
istituzionale della Chiesa “è offrire innanzitutto una risposta adeguata alla consistenza oggettiva delle
critiche”. Ne è convinto mons. Angel Rodriguez Luno, della Pontificia Università della Santa Croce,
intervenuto oggi al sesto seminario professionale sugli Uffici di comunicazione della Chiesa. Tra le
“strategie” da usare, il teologo ha menzionato quella di “fare tutto il possibile affinché l’intervento di chi cura
la comunicazione istituzionale della Chiesa possa essere adeguatamente contestualizzato da chi lo riceve”.
“Talvolta succede – ha spiegato il relatore – che la posizione sostenuta dalla Chiesa su materie etiche viene
a coincidere con quella di tutti o di molti dei cittadini che militano legittimante in una parte politica. La Chiesa
viene allora accusata di intromettersi nelle politiche dello Stato, compromettendone la laicità”. Al contrario,
“la fede cristiana non si identifica con alcuna politica concreta, anche se ha da dire tante cose alle diverse
culture politiche degli uomini e dei popoli”. Quanto allo specifico delle controversie, il relatore ha osservato:
“Con un colpo ad effetto si può far momentaneamente tacere l’avversario, ma se le sue idee non sono state
capite e oggettivamente neutralizzate con una risposta culturalmente adeguata, tali idee avranno lunga vita”.
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CBCI
Catholic Bishops’ Conference of India
29 Aprile 2008
http://www.cbcisite.com/cbcinews2246.htm
Handling Crisis And Controversy In The Church
By Fr CM Paul
ROME, APR. 29, 2008, 09.10 Hrs (CBCI News):
Catholic Church communications officials from around the world are meeting in Rome 28-30 April for a
conference on how to spread the Church's message in an era of crisis and controversy. The conference,
"The Sixth Professional Seminar for Church Communications Offices," organized by the Pontifical University
of Santa Croce Rome has about 300 participants from 55 countries.
The three-day seminar is specifically organized for communications personnel of dioceses, bishops'
conferences and other Church institutions. About ten Indian students from the Roman Pontifical Universities
are participating in the Conference which occurs once in two years.
"Church communications personnel need to address numerous controversial issues, including public
discussions about the family, protection of the needy, and respect for religious freedom," said Diego
Contreras, president of the organizing committee.
He added: "We need to explore the fundamental question: How should church officials intervene in debates
about topics of public interest?"
Besides meeting with the pope at the general audience on Wednesday, the participants will have a tour of
the Vatican Press Office and meet its Jesuit Father Federico Lombardi, on 30 April.
CNN Vatican analyst Delia Gallagher will comment on her experiences working with Church communications
offices while John L. Allen of the National Catholic Reporter (USA) will explain how to show the "other" news
about the Church.
The Pontifical University of the Holy Cross is an institution in Rome for research and study in the
ecclesiastical sciences. The university is chartered by the Holy See and entrusted to the Prelature of Opus
Dei.
Photo by: Anthony Lobo
Photo Caption: Mr. Ashley De’Mello assistant editor of the Times of India, Mumbai with Fr Tony Charangatt,
editor of The Examiner weekly Mumbai and Fr C.M. Paul, Salesian Univeristy Rome.
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ZENIT
ZS08042909
29 Aprile 2008
ZS08042909 - 29-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-27133?l=spanish
Cómo comunicar eficazmente convicciones cristianas
Según monseñor Rodríguez Luño
ROMA, martes, 29 abril 2008 (ZENIT.org).- Una comunicación cristiana eficaz debe atender a la
consistencia de las ideas, más que a intenciones individuales o argumentaciones dialécticas, advierte
monseñor Ángel Rodríguez Luño en el seminario internacional que celebra, en Roma, la Pontificia
Universidad de la Santa Cruz.
«Comunicación de la Iglesia y cultura de la controversia» es el tema de esta VI convocatoria profesional
sobre Oficinas de Comunicación de la Iglesia, en la que participan del 28 al 30 de abril, de diversas formas,
trescientas personas de unos 60 países.
Enmarcada en el magisterio de Juan Pablo II y de Benedicto XVI, la intervención de monseñor Ángel
Rodríguez Luño, consultor de la Congregación para la Doctrina de la Fe, --«Comunicar las propias
convicciones»-- recordó que «la comunicación genera cultura y la cultura se transmite mediante la
comunicación», un nexo que suscita gran interés en la ética, dado que la consecución «de la conciencia
moral personal no es independiente de la comunicación y de la cultura».
«Si a la ética le interesa la relación entre comunicación, cultura y conciencia moral personal, a los
profesionales de la comunicación les importa sobre todo que la cultura posee una lógica inmanente y
objetivada, en la que las ideas y los sentimientos tienen una consistencia y un desarrollo en cierto modo
autónomos», puntualizó este martes.
Siguiendo al teólogo, «es como si las ideas, cuando salen de la conciencia y pasan al plano de la
comunicación, se separaran de las mentes singulares que las han producido y comenzaran a vivir una vida
propia y a desarrollarse con una fuerza que depende sólo de ellas mismas, de su consistencia objetiva y de
su dinámica intrínseca», posiblemente bien distinta «de la intencionalidad de la persona que las puso en
circulación».
Por eso advierte de que «quien a través de la comunicación aspira a intervenir positivamente,
cristianamente podríamos decir, en la creación y transmisión de la cultura, debe prestar atención a la
consistencia y al desarrollo objetivo de las ideas más que a la intencionalidad de las personas singulares»,
«a las ocurrencias afortunadas o a las argumentaciones puramente dialécticas».
«Con un golpe de efecto se puede hacer callar momentáneamente al adversario --admite--, pero si la mayor
o menor consistencia intrínseca de sus ideas y de sus posibles líneas de desarrollo no se han comprendido
y neutralizado objetivamente con una respuesta culturalmente adecuada, tales ideas tendrán larga vida,
aunque el adversario haya sido reducido al silencio».
Conocedores de estos procesos, los profesionales de la comunicación «sitúan en la base de toda estrategia
comunicativa un trabajo de análisis orientado a entender los puntos de fuerza de la posición contraria»,
pues, como señala monseñor Rodríguez Luño, «sólo una posición bien comprendida puede ser
contrarrestada» con eficacia, esto es, logrando «elaborar una perspectiva positiva que conserve y supere lo
que exista de bueno en la posición del adversario».
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Entre las situaciones de este tipo que se dan frecuentemente en las sociedades pluralistas, el profesor de
Teología señala «el conflicto entre libertad y verdad», o, de manera semejante, la cuestión del relativismo.
En tales fenómenos el punto de apoyo está la realidad histórica de que «en el curso de los siglos algunos
han sacrificado violentamente la libertad sobre el altar de la verdad, creando así una contraposición entre
verdad y libertad que la sensibilidad actual pretende hacer valer por completo a favor de la libertad».
En la comunicación de las convicciones cristinas, en este contexto se debe evitar siempre, en opinión de
monseñor Rodríguez Luño, «usar palabras o actitudes que refuercen aquello que en la mentalidad relativista
es más persuasivo, esto es, hacer pensar que el cristiano convencido es alguien siempre dispuesto a
sacrificar la libertad en aras de la verdad».
«La comunicación de las convicciones cristianas, o más en general de los contenidos éticos positivos, debe
mostrar con los hechos, y no sólo con las palabras, que entre verdad y libertad existe auténtica armonía -recalca--, y ello requiere demostrar siempre una conciencia convencida, y no sólo táctica, del valor y del
sentido de la libertad personal».
Otra situación frecuente ante la que se encontrará quien se ocupa de presentar a la opinión pública las
posturas de la Iglesia católica es «el deber de exponer y motivar las críticas a algunas leyes del Estado» o
medidas de un gobierno.
Ofrecer una respuesta culturalmente adecuada en estos casos «requiere ante todo un gran sentido del
Estado, una fina conciencia de los valores ético-políticos de las diversas instituciones del Estado moderno,
conciencia que no debe ofuscarse ni siquirea por el hecho, tal vez muy doloroso, de que el acto
parlamentario» de que se trate «se considere claramente equivocado».
También ocurre a veces «que la postura que sostiene la Iglesia en materias éticas coincide con la de todos
o muchos ciudadanos que militan legítimamente en una parte política», una situación delicada, porque,
como apunta el profesor de la Pontificia Universidad, «pueden surgir críticas contra la Iglesia como si
apoyara no una posición ética o ético-política, sino a un grupo concreto de ciudadanos como una parte
política en lucha».
Es cuando se acusa --muchas veces como pretexto o por mala intención-- a la Iglesia «de entrometerse en
las políticas del Estado, comprometiendo su laicidad», explica.
En la línea de ofrecer, ante todo, una respuesta adecuada a la consistencia objetiva de las críticas,
monseñor Rodríguez Luño aclara, en primer lugar --en el ejemplo citado--, «que todos los ciudadanos,
también los que son miembros de un órgano legislativo o de gobierno, tienen del derecho y el deber de
sostener motivadamente las soluciones que en conciencia consideren útiles para el bien del propio país».
«Las soluciones políticas hay que examinarlas por su valor intrínseco y por las argumentaciones racionales
que las sostienen», añade.
En segundo lugar recuerda la distinción entre las tareas del Estado y las de la Iglesia. A aquél «le
corresponde interrogarse sobre el modo de realizar concretamente justicia aquí y ahora»; por su parte, la
doctrina social católica se ofrece como una ayuda, argumentando «a partir de la razón y del derecho
natural».
«Si queremos dar una pequeña aportación a la gran tarea de iluminar el mundo de la comunicación y de la
cultura con la luz del Evangelio, es necesario empeñarse para que la oscuridad del adversario, si la hubiera,
no quite a nuestras palabras y actitudes la luminosidad que brota del mensaje cristiano, que está hecho de
amor a la libertad, búsqueda sincera de la verdad, respeto a la autonomía de las cosas temporales, atención
a la consistencia objetiva de las críticas y amistad magnánima hacia todas las personas», concluye.
Por Marta Lago
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ZENIT
ZG08042904
29 Aprile 2008
ZG08042904 - 29.04.2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-15017?l=german
Kirche und Kommunikation: Kontroversen in „Dialog und Freundschaft“
verwandeln
Seminar für kirchliche Medienmitarbeiter an der Päpstlichen Universität
Santa Croce in Rom
ROM, 29. April 2008 (ZENIT.org).- Kontroversen, die in den Medien ausgetragen werden, sollten genutzt
werden und echten Dialog und wahre Freundschaft fördern, bekräftigte Professor Marc Carroggio am 28.
April bei der Eröffnung des insgesamt sechsten Journalismus-Seminars für kirchliche Medienmitarbeiter der
Päpstlichen Universität Santa Croce in Rom.
Das Seminar dauert bis Mittwoch und widmet sich dem Thema „Kirchliche Kommunikation und Streitkultur“
(„Church Communication & The Culture Of Controversy“).
„Man könnte sagen, dass dem Journalismus Konflikte gefallen“, erklärte Carroggio. „Ihm gefallen
Diskussionen. Ohne eine gewisse Dosis Konflikt kann es weder eine ‚talk show’ noch eine politische Debatte
geben, die imstande wäre, einen Sendeplatz in den Zeiten der höchsten Einschaltquoten zu ergattern“, so
Carroggio vor rund 300 Seminarteilnehmern.
„Es ist notwendig darauf zu achten, wie man selbst aus scheinbar negativen Situationen Nutzen ziehen
kann“, fügte der Fachmann hinzu. Kontroversen stifteten Verwirrung, führten zu Spannungen und würden
Gesprächspartner dazu veranlassen, die Vorschläge der anderen Seite zurückzuweisen. Und es gelte,
zwischen Krise und Kontroverse zu unterscheiden.
„Krisen und Kontroversen weisen Analogien auf. Beide haben einen negativen Charakter und sind öffentlich:
Sie werden über die Kommunikationsmittel ausgetragen und erreichen eine große Anzahl von Menschen,
die auf dem Gebiet, das zur Diskussion steht, keine Experten sind.“
Während Krisen aus Ereignissen hervorgingen, die mit einem Kontrollverlust einhergingen – „eine
Naturkatastrophe, ein Unfall, ein Korruptionsfall oder ein Bankrot“ –, gehe es bei Kontroversen um
unterschiedliche Vorstellungen, Werte und Vorschläge. „Man diskutiert über das, was gut und schlecht ist:
Euthanasie, Experimente mit Tieren, Familienpolitik, Gesetze zu bioethischen Fragen. In Kontroversen
treten Prinzipien und verschiedene Sichten der Welt gegeneinander auf“, erläuterte der Professor.
„Eine Krise bricht rasch und unerwartet herein. Eine Kontroverse dagegen ist in gewisser Hinsicht
vorhersehbar.“ Aus diesem Grund müsse auf eine Krise rasch reagiert werden, denn schließlich wolle man
den möglichen Schaden so weit wie möglich minimieren. „Eine Kontroverse lässt mehr Kontrolle zu. Sie
erfordert eine überlegte, weitsichtige Kommunikationsarbeit.“
Um seine Erörterungen zu veranschaulichen, kam Carroggio auf Benedikt XVI. zu sprechen, der sich als
Theologe wie auch später als Kardinal und Papst – gegen seinen Willen – in unterschiedliche Diskussionen
hineingezogen gesehen habe.
„In diesen Zeiten der Medienkontroverse hat er nie diese friedliche Gelassenheit verloren, die ihn
auszeichnet. Er ist seiner Methode treu geblieben: Vernünftiger Dialog, positive Darlegung der eigenen
Gesichtspunkte, kristallklare Botschaften, größtmögliche Liebenswürdigkeit.“
156
Der Papst agiere, wie es jede Pressestelle tun sollte: „den Versuch zu unternehmen, die medial
ausgeschlachteten Kontroversen in eine maieutische Bemühung zu verwandeln, aus der Dialog und
Freundschaft hervorgehen können. Bei allen Diskussionen gewinnt man Freunde. Es gibt heute immer mehr
Intellektuelle unter den Nichtchristen, die dem Papst interessiert zuhören.“
Benedikt XVI. ist nach den Ausführungen von Professor Carroggio ein sehr gutes Beispiel dafür, dass
Kontroversen und Diskussionen – wenn sie gut geführt werden – nicht mehr sind als das andere Gesicht der
Bedeutsamkeit des Diskussionsgegenstandes.
Die Seminarteilnehmer werden in diesen Tagen verschiedene Fallbeispiele analysieren, darunter die
Kommunikationsarbeit, die den Kampf der Gemeinschaft Sant’Egidio gegen die Ausbreitung der
Immunschwäche Aids begleitet hat, oder die Entwicklung von www.spqn.com, des katholische PodcastNetzwerks, das die meisten Publikumspreise gewonnen hat.
Der Kongress führt Wissenschaftler, Verantwortliche von diözesanen Pressestellen und Pressesprecher von
Bischofskonferenzen aus mehr als 60 Ländern in Rom zusammen.
Von Miriam Díez i Bosch; Übertragung ins Deutsche von Dominik Hartig
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H2O NEWS TV AG.
News=628
29 Aprile 2008
http://www.h2onews.org/_page_videoview.php?id_news=628
Controversie ecclesiali e comunicazione positiva
29.04.08
Le controversie mediatiche che investono la Chiesa possono diventare un'occasione per presentare il punto
di vista della Chiesa in maniera positiva. E' il tema analizzato da un congresso internazionale in corso in
questi giorni a Roma.
“Molte volte, appunto, il modo migliore di lottare contro le controversie, di superare le controversie è
scatenare tutta una successione di eventi informativi, culturali, di comunicazione positivi”.
“Direi che la controversia fa parte del DNA del giornalismo. Se non ci fossero le controversie, se non ci
fossero le polemiche, se non ci fossero i conflitti molte delle informazioni che vediamo pubblicate sulla
stampa non esisterebbero”.
“Abbiamo deciso di organizzare una conferenza internazionale sulla comunicazione della Chiesa e la cultura
della controversia spinti dal fenomeno che stiamo osservando negli ultimi anni e riguardante la Chiesa e
alcune controversie serie come lo scandalo degli abusi sessuali negli Stati Uniti. Mi riferisco anche alle
controversie sul discorso di Benedetto XVI a Ratisbona che hanno prodotto enormi conseguenze e che sono
state a volte viste come negative per la Chiesa, e in una certa misura lo sono, però allo stesso tempo sono
anche opportunità enormi per spiegare che cos'è la Chiesa e offrire una testimonianza cristiana al mondo”.
Controversias eclesiales y comunicación positiva
29/04/2008
Las controversias mediáticas acerca de la Iglesia pueden ser aprovechadas para presentar el punto de vista
de la Iglesia de manera positiva. Un congreso internacional en Roma está analizando este tema.
Las controversias mediáticas acerca de la Iglesia pueden ser aprovechadas para presentar el punto de vista
de la Iglesia de manera positiva. Un congreso internacional en Roma está analizando este tema.
"Muchas veces la mejor forma de luchar contra la controversia, de superar las controversias es provocar
una sucesión de eventos informativos y culturales de comunicación positiva".
"La controversia diría que forma parte del ADN del periodismo. Si no hubiera controversia, si no hubiera
polémica, si no hubiera conflictos muchas de las informaciones que nosotros vemos publicadas en la prensa
no existirían".
"Hemos decidido hacer una conferencia internacional sobre la comunicación de la Iglesia y la cultura de
controversia por el fenómeno que estamos presenciando en los últimos años, respecto a la Iglesia y algunas
controversias serias como el escándalo del abuso sexual en los Estados Unidos o las controversias
alrededor del discurso de Benedicto XVI en Ratisbona que han tenido enormes consecuencias y que han
sido vistas a veces como negativas para la Iglesia y en cierta manera lo son pero al mismo tiempo son
oportunidades enormes para explicar lo que la Iglesia es y ofrecer un testimonio cristiano al mundo".
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Ecclesial Controversies and Positive Communication
An international convention being held in Rome claims that media controversies that affect the Church can
become an occasion to present the Church's point of view in a positive way.
"Many times, in fact, the best way to fight against controversy, to overcome controversy, is to start up a
succession of informative, cultural, positive communications events."
"I would say that controversy is part of journalism's DNA. If there weren't controversies, if there weren't
arguments, if there weren't conflicts, much of the information we see published by the press wouldn't exist."
"We decided to hold an international conference about Church communication and the culture of controversy
because of the phenomenon that we've been witnessing in recent years involving the Church in very serious
controversies like the sex abuse scandals in the United States or the controversies surrounding Benedict
XVI's speech in Regensburg that had enormous public consequences. And those moments are frequently
seen as something negative for the Church and in some ways they are. But at the same time, there are
enormous opportunities to explain what the Church is, to provide a Christian witness in the world."
Controverses d’Eglise et communication positive
29/04/2008
Les controverses médiatiques qui entourent l’Eglise peuvent devenir une occasion pour présenter le point de
vue de l’Eglise de manière positive. Une question au centre des travaux d’un congrès international en cours
à Rome.
“Très souvent, le meilleur moyen de lutter contre les controverses, de surmonter ces controverses, est de
déclencher toute une série d’événements informatifs, culturels, de communication positive ”.
“Je dirais que la controverse est inscrite dans le code génétique du journalisme. S’il n’y avait pas de
controverses, s’il n’y avait pas de polémiques, s’il n’y avait pas de conflits, la plupart des informations que
nous voyons publiées dans la presse n’existeraient pas”.
“ Nous avons décidé d’organiser une conférence internationale sur la communication de l’Eglise et la culture
de la controverse, poussés par ce phénomène que nous observons ces derniers années, qui concerne
l’Eglise et certaines controverses graves come le scandale des abus sexuels aux Etats-Unis. Je veux parler
aussi des controverses nées autour du discours de Benoît XVI à Ratisbonne et dont les conséquences ont
été énormes… considérées même parfois comme négatives pour l’Eglise. ET elles le sont en quelque sorte,
en étant quand même de grandes occasions pour expliquer ce qu’est l’Eglise et donner un témoignage
chrétien au monde”.
Controvérsias eclesiais e comunicação positiva
As controvérsias mediáticas acerca da Igreja podem ser aproveitadas para apresentar o ponto de vista da
Igreja de maneira positiva. Um congresso internacional em Roma está analisando este tema.
Muitas vezes a melhor forma de lutar contra a controvérsia, de superar as controvérsias é provocar uma
sucessão de eventos informativos e culturais de comunicação positiva. A controvérsia diria que forma parte
do DNA do jornalismo. Sem não houver controvérsia, se não houver polêmica, sem não houver conflitos
muitas das informações que nós vemos publicadas na imprensa não existiriam. Decidimos fazer uma
conferência internacional sobre a comunicação da Igreja e a cultura de controvérsia pelo fenômeno que
estamos presenciando nos últimos anos em relação à Igreja, e algumas controvérsias sérias como o
escândalo do abuso sexual nos Estados Unidos ou as controvérsias acerca do discurso de Bento XVI em
Regensburg, que tiveram enormes conseqüências e que foram vistas às vezes como negativas para a
Igreja e, de certa maneira, o são, porém, ao mesmo tempo, são oportunidades enormes para explicar o que
a Igreja é e oferecer um testemunho cristão ao mundo.
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Kirche und Kontroverse
29/04/2008
Kontroversen in den Medien über die Kirche können der Kirche durchaus zugute kommen – wenn sie
genutzt werden, um die kirchliche Sichtweise auf positive Weise darzustellen. Ein internationaler Kongress in
Rom beschäftigt sich mit diesem Thema.
„Sehr oft ist die beste Art, gegen Kontroversen anzugehen und sie zu meistern, eine Reihe von positiven
Informations- und Kulturveranstaltungen zu starten.“
„Ich würde sagen, dass die Kontroverse zur DNA des Journalismus gehört. Gäbe es keine Diskussionen,
keine Polemik , keine Konflikte, würde es auch viele der Nachrichten, die in der Presse veröffentlicht werden,
nicht geben.“
„Wir haben uns dazu entschlossen eine internationale Konferenz über Kommunikation in der Kirche und
über die Kultur der Kontroverse zu veranstalten, weil sich in den letzten Jahren ein bestimmtes Phänomen
gezeigt hat: die Diskussionen über die Kirche und einige ernste Themen, wie den sexuellen Missbrauch in
den USA oder die Debatten rund um die Regensburger Rede von Benedikt XVI. hatten enorme Folgen;
diese Auseinandersetzungen wurden als sehr negativ für die Kirche empfunden und das waren sie sicherlich
auch. Zugleich handelt es sich aber auch um große Chancen, um zu erklären, was die Kirche ist und um in
der Welt ein positives Zeugnis zu geben.“
160
RADIO VATICANA
Radiogiornale
29 Aprile 2008
http://www.radiovaticana.org/radiogiornale/ore14/2008/aprile/08_04_29.htm
Il ruolo del comunicatore nella Chiesa al centro di un seminario
internazionale a Roma
◊ “Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia” è il titolo del convegno organizzato a Roma
dalla facoltà di comunicazione della Pontifica Università della Santa Croce. Al centro della tre giorni di lavori
- a cui partecipano 300 professionisti tra docenti ed esperti di uffici stampa, conferenze episcopali di oltre 60
Paesi - il ruolo del comunicatore chiamato a gestire in un modo competente e nuovo la controversia.
Importante il tema scelto da Marc Carroggio, docente della facoltà di comunicazione della Santa Croce, che
ha incentrato la sua relazione su cosa si attende un vescovo dal proprio ufficio di comunicazione e viceversa
cosa si aspetta un esperto dal proprio vescovo. Ieri nella prima giornata si sono poi susseguiti gli interventi di
Eugenia Roccella e di Mario Marazziti. La portavoce del Family Day, come riporta Avvenire, ha sottolineato
come nelle questioni antropologiche sia necessario mantenere un approccio comunicativo aperto ed ha
citato l’esempio dell’associazione donne marocchine in Italia attiva nel territorio. La giornalista ha anche
puntato l’accento sulla necessità di un atteggiamento critico e competente riguardo all’informazione in
ambito bioetico. Il portavoce della comunità di Sant’Egidio ha invece analizzato il ruolo della stessa comunità
nelle trattative di pace in Mozambico. Un successo che nel Paese africano ha aperto la strada alla
formazione sanitaria e all’educazione alla prevenzione. (B.C.)
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RADIO VATICANO
www.oecumene.radiovaticana.org
29 Aprile 2008
http://www.oecumene.radiovaticana.org/spa/Articolo.asp?c=202399
29/04/2008 16.21.31
«Comunicar la Iglesia en la cultura de la controversia», VI edición del
Seminario profesional dedicado a las Oficinas de comunicación de la
Iglesia
Martes, 29 abr (RV).- Con el título «Comunicar la Iglesia en la cultura de la controversia», se está
celebrando en Roma la VI edición del Seminario profesional sobre las Oficinas de comunicación de la
Iglesia. Se inauguró ayer y terminará mañana. Ha sido organizado por la Pontificia Universidad de la Santa
Cruz y hemos conversado con el responsable de Prensa de este ateneo, Marc Carroggio, que nos explica
en primer lugar que este encuentro se inspira en las palabras con las que Benedicto XVI destaca que «el
cristianismo, el catolicismo no es un cúmulo de prohibiciones, sino una opción positiva»:
A la luz del magisterio pontificio, los participantes en este seminario se plantean cómo afrontar las
controversias en temas de gran actualidad. Como son la familia, el respeto de la libertad religiosa, la tutela
de la dignidad humana y de la vida. Marc Carroggio subraya la importancia de lo que define ‘el estilo de
Benedicto XVI’. Es decir, impulsar el diálogo «hablando a la razón y al corazón»:
Esta cita romana está poniendo de relieve, una vez más, la universalidad de la Iglesia. Participan
representantes de 70 países:
Mañana todos participarán en la Audiencia General del Papa culminando así este seminario. Marc
Carroggio nos adelanta además el tema del próximo encuentro, que estará dedicado a la juventud:
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ZENIT
ZI08043001
30 Aprile 2008
ZI08043001 - 30/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14217?l=italian
Come comunicare efficacemente convinzioni di matrice cristiana
Secondo monsignor Rodríguez Luño
di Marta Lago
ROMA, mercoledì, 30 aprile 2008 (ZENIT.org).- Una comunicazione cristiana efficace deve soddisfare la
consistenza delle idee più che intenzioni individuali o argomentazioni dialettiche, avverte monsignor Ángel
Rodríguez Luño nel seminario internazionale che celebra a Roma la Pontificia Università della Santa Croce.
"Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia" è il tema di questa VI convocazione professionale
sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, alla quale partecipano dal 28 al 30 aprile, in vari modi, 300
persone di circa 60 Paesi.
Inserito nel magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, l'intervento di monsignor Rodríguez Luño "Comunicare le proprie convinzioni" - ha ricordato che "la comunicazione genera cultura e la cultura si
trasmette mediante la comunicazione", un nesso che suscita grande interesse nell'etica, visto che "il
raggiungimento della consapevolezza morale personale non è indipendente dalla comunicazione e dalla
cultura".
"Se all'etica interessa il rapporto tra comunicazione, cultura e consapevolezza morale personale, ai
professionisti della comunicazione importa soprattutto che la cultura possiede una logica immanente e
oggettivata, nella quale le idee e i sentimenti hanno una consistenza e uno sviluppo in certo modo
autonomi", ha sottolineato.
Secondo il teologo, "è come se le idee, quando escono dalla coscienza e passano al piano della
comunicazione, si separassero dalle menti singolari che le hanno prodotte, e cominciassero a vivere una vita
propria e a svilupparsi con una forza che dipende solo da se stesse, dalla loro consistenza oggettiva e dalla
loro dinamica intrinseca, forse ben diverse dall'intenzionalità della persona o delle persone che le hanno
messo in circolazione".
Per questo, avverte che "chi attraverso la comunicazione aspira a intervenire positivamente, cristianamente
potremmo dire noi, nella creazione e trasmissione della cultura, deve fare attenzione alla consistenza e allo
sviluppo oggettivo delle idee più che all'intenzionalità delle singole persone, agli argomenti ad hominem, alle
battute fortunate o alle argomentazioni puramente dialettiche".
"Con un colpo ad effetto si può far momentaneamente tacere l'avversario - ammette -, ma se la maggiore o
minore consistenza intrinseca delle sue idee e le loro possibili linee di sviluppo non sono state capite e
oggettivamente neutralizzate con una risposta culturalmente adeguata, tali idee avranno lunga vita, anche
se l'avversario è stato ridotto al silenzio".
Conoscitori di questo processo, i professionisti della comunicazione "mettono alla base di ogni strategia
comunicativa un lavoro di analisi volto a capire i punti di forza della posizione contraria", perché, come
sottolinea monsignor Rodríguez Luño, "solo una posizione ben capita può essere efficacemente contrastata"
con efficacia, cioè riuscendo "ad elaborare una prospettiva positiva che conservi e superi ciò che di buono
c'è nella posizione dell'avversario".
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Tra le situazioni di questo tipo che si verificano frequentemente nelle società pluraliste, il docente di Teologia
segnala "il conflitto tra libertà e verità", o in modo simile la questione del relativismo.
In questi fenomeni, il punto di sostegno è la realtà storica per la quale nel corso dei secoli "alcuni hanno
sacrificato violentamente la libertà sull'altare della verità, creando così una contrapposizione tra verità e
libertà che la sensibilità odierna intende far valere interamente in favore della libertà".
Nella comunicazione delle convinzioni cristiane, secondo Rodríguez Luño, si deve sempre evitare di "usare
parole o atteggiamenti che vengano a rafforzare ciò che nella mentalità relativista è più persuasivo, vale a
dire, far pensare che il cristiano convinto è uno sempre pronto a sacrificare la libertà sull'altare della verità".
"La comunicazione delle convinzioni cristiane, o più in generale la comunicazione di contenuti etici positivi,
deve mostrare coi fatti, e non solo con le parole, che tra verità e libertà esiste vera armonia - sottolinea -, e
ciò richiede dimostrare sempre una consapevolezza convinta, e non solo tattica, del valore e del senso della
libertà personale".
Un'altra situazione frequente di fronte alla quale si troverà chi si occupa di presentare all'opinione pubblica
gli atteggiamenti della Chiesa è il "dovere di esporre e motivare delle critiche ad alcune leggi dello Stato o a
qualche provvedimento governativo".
Offrire una risposta culturalmente adeguata in questi casi "richiede innanzitutto un grande senso dello Stato,
una fine consapevolezza dei valori etico-politici delle diverse istituzioni dello Stato moderno, consapevolezza
che non deve restare offuscata neppure dal fatto, forse molto doloroso, che l'atto parlamentare tale o quale,
con il quale si ha a che fare nel momento presente, lo si ritiene nettamente sbagliato".
A volte accade anche che "la posizione sostenuta dalla Chiesa su materie etiche viene a coincidere con
quella di tutti o di molti dei cittadini che militano legittimamente in una parte politica", una situazione delicata
perché, sottolinea il professore, "possono scaturire critiche alla Chiesa come se essa appoggiasse non una
posizione etica o etico-politica, ma un gruppo concreto di cittadini in quanto essi sono una delle parti
politiche in lotta".
E' quando la Chiesa viene accusata - molte volte come pretesto o con intenzioni negative - "di intromettersi
nelle politiche dello Stato, compromettendone la laicità", spiega.
Per offrire una risposta adeguata alla consistenza oggettiva delle critiche, monsignor Rodríguez Luño
spiega, in primo luogo, che "tutti i cittadini, anche coloro che sono membri di un organo legislativo o di
governo, hanno il diritto e il dovere di sostenere motivatamente le soluzioni che in coscienza ritengono utili
per il bene del proprio Paese".
"Le soluzioni politiche vanno valutate per il loro valore intrinseco e per le argomentazioni razionali che le
sostengono", aggiunge.
In secondo luogo ricorda la distinzione tra i compiti dello Stato e quelli della Chiesa. Al primo "spetta
interrogarsi sul modo di realizzare concretamente la giustizia qui e ora"; da parte sua, la dottrina sociale
cattolica si offre come un aiuto, argomentando "a partire dalla ragione e dal diritto naturale".
"Se vogliamo dare un piccolo contributo al grande compito di illuminare il mondo della comunicazione e della
cultura con la luce del Vangelo, occorre adoperarsi affinché l'oscurità dell'avversario, qualora ci fosse, non
tolga alle nostre parole e atteggiamenti la luminosità che scaturisce dal messaggio cristiano, che è fatto di
amore della libertà, ricerca sincera della verità, rispetto dell'autonomia delle cose temporali, attenzione alla
consistenza oggettiva delle critiche, e amicizia magnanima verso tutte le persone", ha concluso.
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ZENIT
ZI08043006
30 Aprile 2008
ZI08043006 - 30/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14222?l=italian
Benedetto XVI ripercorre la sua visita apostolica negli Stati Uniti
Nell'udienza generale del mercoledì
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 30 aprile 2008 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito il testo
dell'intervento pronunciato questo mercoledì da Benedetto XVI in occasione dell'udienza generale in Piazza
San Pietro in Vaticano.
[Dopo l'udienza, il Papa ha salutato i presenti in varie lingue. In italiano ha detto:]
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto voi, Religiose di diverse
Congregazioni partecipanti all'incontro promosso dall'USMI e invoco lo Spirito Santo perché vi aiuti a
proseguire con generosità nella vostra testimonianza evangelica. Saluto voi, Seminaristi della diocesi di
Vicenza, accompagnati dal vostro Pastore Monsignor Cesare Nosiglia. Cari amici, vi assicuro la mia
vicinanza spirituale e prego perché lo Spirito del Risorto vi illumini nel discernere la vostra vocazione e nel
seguirla con fedeltà e gioia. Saluto voi, partecipanti al convegno promosso dalla Pontificia Università della
Santa Croce, ed auguro che Cristo sia sempre per voi la Via, la Verità e la Vita.
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ZENIT
ZS08043009
30 Aprile 2008
ZS08043009 - 30-04-2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-27146?l=spanish
Se necesita un Observatorio global en defensa de los derechos de los
creyentes
Propuesta del profesor Banacloche en un seminario internacional en
Roma
ROMA, miércoles, 30 abril 2008 (ZENIT.org).- El fenómeno globalizador afecta también a las controversias
que involucran a los creyentes, por lo que, para canalizar respuestas eficaces, conviene crear un
Observatorio Internacional de defensa de sus derechos y de la libertad religiosa.
Es la propuesta que el catedrático de Derecho Procesal (Universidad Complutense de Madrid, España) y
abogado Julio Banacloche Palao presentó el martes en Roma en la Pontificia Universidad de la Santa Cruz
(PUSC), en el marco de su VI Seminario profesional --del 28 al 30 de abril-- sobre Oficinas de Comunicación
de la Iglesia.
«Comunicación de la Iglesia y cultura de la controversia» es el tema que, en esta edición, ha reunido en la
romana Facultad de Comunicación a trescientos participantes --profesionales de la comunicación, directores
y responsables de oficinas de prensa de diócesis, conferencias episcopales y otras realidades eclesiales,
profesores universitarios y periodistas-- de 60 países.
En las jornadas de trabajo han intervenido una veintena de ponentes; entre ellos, el profesor Banacloche ha
advertido de la necesidad de concretar una solución globalizada para dar respuestas coordinadas a
personas de cualquier país que entiendan que sufren agresiones en sus convicciones religiosas.
Los avances en los medios de comunicación e Internet multiplican la divulgación de libros, películas,
exposiciones o cualquier tipo de declaraciones que se extienden a gran velocidad de unos países a otros.
Se trata de «una situación global que merece una respuesta global», esto es, «un instrumento
internacional», explica el profesor Banacloche a Zenit; «un observatorio internacional que precisamente
defienda a los creyentes de cualquier tipo de actuación que pueda entenderse como un ataque, una
difamación, etc., ya sea dirigida a las instituciones o a los símbolos sagrados de las religiones», por ejemplo
«como consecuencia de una malentendida libertad de expresión».
El mecanismo idóneo, en opinión del jurista, es --como punto de partida-- recopilar los datos de los hechos
que se producen y centralizar la información; asimismo, brindar apoyo y ayuda, teniendo siempre en cuenta
los casos concretos. Esta iniciativa tendría rápida repercusión.
Actualmente «cuando una persona, asociación, diócesis o comunidad eclesial se encuentra con lo que
entiende que es un ataque o una vulneración de su derecho a su libertad religiosa --en su vertiente no sólo
de ejercerla, sino también de no verla atacada--, desconoce cómo reaccionar, o si un hecho semejante se
ha producido en otros sitios, o si le compensa presentar acciones judiciales o sencillamente actuar en la
opinión pública, o incluso cómo actuar en la opinión pública», constata el profesor Banacloche.
Un Observatorio como el que propone facilitaría que «cualquier persona o comunidad en tal situación lo
comunicara»; se comprobaría si se ha producido en otros sitios, se podría analizar el caso igualmente «por
el país en que se encuentra y por el sistema jurídico específico», y la reacción posiblemente más adecuada,
«indudablemente contactando con entidades locales -abogados del lugar, jefe de prensa de la diócesis o
comunidad, etc.».
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Se conseguiría así «centralizar la información y dar una asistencia, pero con una visión global del problema
-subraya--, evitando esas reacciones espontáneas o naturales que son muy bien intencionadas, pero que a
veces resultan incluso contraproducentes».
Dada la dinámica mediática y la comunicación interpersonal --básicamente a través de la red--, no es fácil
pensar en fronteras. «Si se lanza una película ofensiva, se va a ver en todo el mundo; es muy difícil saber
cómo reaccionar en un solo país», ejemplifica el profesor Banacloche. Por eso la idea de un Observatorio
de estas características tiene carácter internacional
En su actividad elaboraría una memoria anual, un sitio web de consulta y, sobre todo, se podría «convertir
en un punto de referencia» --sugiere-- para aquellas personas o comunidades que tengan problemas como
los citados.
Por delante, ahora, está la tarea de hallar la forma más adecuada de articulación jurídica de un Observatorio
así. En cualquier caso, «el hecho de que sea abierto exige un tipo de organización no vinculada
directamente a ninguna otra en cuanto tal», puntualiza el catedrático de Derecho.
«Es distinto que, precisamente por el servicio que pueda prestar, reciba apoyo de hecho por las confesiones
religiosas que consideren que se trata de una buena tarea», añade.
La actividad del Observatorio podría convertirle asimismo en un «punto de referencia del diálogo ecuménico
e interreligioso», «porque en definitiva lo que se busca es una protección en general del sentimiento
religioso --recuerda el jurista--, de la libertad religiosa, de la libertad de convicción, frente a unas agresiones
o un mal entendimiento de qué es la libertad de expresión cuando ésta no respeta la libertad de otros a no
ser ofendidos en cuestiones que para ellos son fundamentales».
Propuesta pendiente de articulación, la creación de tal Observatorio se ha lanzado en el Seminario de la
PUSC, por lo que el profesor Banacloche sugiere que los comentarios o indicaciones que se deseen señalar
al respecto, se hagan llegar a esta universidad (http://www.pusc.it).
Por Marta Lago
167
AVVENIRE
Oggi Italia, p. 11
168
30 Aprile 2008
169
SIR
17:33
30 Aprile 2008
Mercoledi 30 Aprile 2008
17:33 - CHIESA E MEDIA: COME “FAR DIVENTARE NOTIZIA” LA
“ROUTINE”
“A differenza della politica, della finanza e dello sport, la religione diventa notizia solo quando accade
qualcosa fuori del normale, di controverso o di esotico: il che significa che la copertura mediatica della
religione è spesso episodica, casuale, e raramente penetra nel cuore dell’esperienza religiosa”. A farlo
notare è stato John Allen, giornalista del National Catholic Reporter e della Cnn, intervenuto all’ultima
giornata del sesto seminario professionale sugli uffici di comunicazione della Chiesa, promosso in questi
giorni a Roma dalla Pontificia Università della Santa Croce- “Neanche durante il periodo tra la morte di
Giovanni Paolo II e l’elezione di Benedetto XVI, tre anni fa – ha fatto notare il vaticanista americano – le reti
nazionali Usa hanno trasmesso tre messe in una settimana, della durata di oltre due ore ciascuna. Questa è
stata, in effetti, la più ampia settimana di ‘seminario sul cattolicesimo’ mai offerta dai media americani”. La
“sfida” che resta da affrontare, invece, è per Allen quella di “comunicare la vita della propria comunità
locale”. Come? Ad esempio, incoraggiando la nascita di un “ministero delle comunicazioni” come parte del
“pacchetto base” della vita pastorale cattolica: ciò comporta, ha spiegato Allen, far diventare le
comunicazioni “una componente essenziale delle attività pastorali, alla pari della pastorale giovanile o del
ministero liturgico”.
170
ANSA
POL
30/04/2008
POL 12:19
30 Aprile 2008
12.19.45
PAPA: SALUTA VICENTINI E CONVEGNISTI UNIVERSITA' S.CROCE
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 APR - Al termine dell'udienza generale, rivolgendosi ai gruppi italiani, il
Papa ha rivolto un saluto ai seminaristi della diocesi di Vicenza guidati dal vescovo mons. Cesare Nosiglia e
ai partecipanti al convegno promosso dalla Pontificia universita' della Santa Croce, in corso in questi giorni a
Roma sui temi della comunicazione nella Chiesa. (ANSA). CHR 30-APR-08 12:15 NNN
171
ANSA
POL
30/04/2008
POL 17:38
30 Aprile 2008
17.38.37
COMUNICAZIONE: NUMERI E TEMI SEMINARIO UNIVERSITA' S.CROCE
(ANSA) - ROMA, 30 APR - Trecento partecipanti, tra professionisti della comunicazione, direttori
e responsabili di uffici stampa di diocesi, Conferenze episcopali ed altre realta' ecclesiali, docenti universitari
e giornalisti provenienti da oltre 60 Nazioni. 20 relatori, tra cui tre Vescovi. 35 Comunicazioni sotto forma di
esposizioni di esperienze, progetti ed iniziative di particolare utilita' per gli uffici di comunicazione della
Chiesa. Sono questi i numeri del VI Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa che
si chiude oggi a Roma presso la Facolta' di Comunicazione della Pontificia Universita' della Santa Croce. Il
tema di quest'anno e' stato ''Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia''. Tra le esperienze
comunicative analizzate, la campagna ''What have you done for your marriage today?'' promossa dalla
Conferenza Episcopale degli Stati Uniti in favore della stabilita' familiare; le trattative di pace e della lotta
contro l'AIDS promosse dalla Comunita' di Sant'Egidio; lo sviluppo di www.sqpn.com, la rete cattolica di
podcast piu' premiata nei ''People's Choice Podcast Awards''. Tre Vescovi - Mons. Barry J. Hickey,
Arcivescovo di Perth (Australia); Mons. Alfonso Delgado, Arcivescovo di San Juan de Cuyo (Argentina) e
Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo di Macerata (Italia) - e alcuni direttori di Uffici Comunicazione hanno
invece riflettuto su ''Cosa si aspetta un vescovo dall'ufficio di comunicazione e cosa si aspetta un direttore di
comunicazione dal proprio vescovo''. (ANSA). COM-CHR 30-APR-08 17:33 NNN
172
PETRUS
www.papanews.it IdNews=7389
30 Aprile 2008
http://www.papanews.it/news.asp?IdNews=7389
Terminato il VI Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione
della Chiesa promosso dall’Università ‘Santa Croce’: "Cristo sia sempre
per voi la Via, la Verità e la Vita"
CITTA’ DEL VATICANO - 300 partecipanti, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di
uffici stampa di Diocesi, Conferenze episcopali ed altre realtà ecclesiali, docenti universitari e giornalisti
provenienti da oltre 60 Nazioni. 20 relatori, tra cui tre Vescovi. 35 Comunicazioni sottoforma di esposizioni di
esperienze, progetti ed iniziative di particolare utilità per gli uffici di comunicazione della Chiesa. Sono questi
i numeri del VI Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa che si è chiuso a Roma
presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce. Il tema di quest'anno è
stato: "Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia". Tra le esperienze comunicative analizzate,
la campagna "What have you done for your marriage today?" promossa dalla Conferenza Episcopale degli
Stati Uniti in favore della stabilità familiare; le trattative di pace e della lotta contro l'AIDS promosse dalla
Comunità di Sant'Egidio; lo sviluppo di www.sqpn.com, la rete cattolica di podcast più premiata nei "People's
Choice Podcast Awards". Tre Vescovi - Monsignor Barry J. Hickey, Arcivescovo di Perth (Australia);
Monsignor Alfonso Delgado, Arcivescovo di San Juan de Cuyo (Argentina) e Monsignor Claudio Giuliodori,
Vescovo di Macerata (Italia) - e alcuni direttori di Uffici Comunicazione hanno invece riflettuto su "Cosa si
aspetta un vescovo dall'ufficio di comunicazione e cosa si aspetta un direttore di comunicazione dal proprio
vescovo". A tal proposito, l'Arcivescovo di San Juan de Cuyo ha detto che "il dialogo frequente fra il Vescovo
e l'ufficio di comunicazione è di grande utilità. Lo scambio costante di approcci e di impressioni permette di
vedere i problemi da una prospettiva più larga e più ricca per la comunicazione e per la responsabilità
pastorale". Gli ha fatto eco Monsignor Hickey, Arcivescovo di Perth, per il quale il dipartimento di
comunicazione deve aiutare a "trarre vantaggio dalle situazioni di controversia per presentare il messaggio
della Chiesa con chiarezza e con dettaglio". Anziché limitarsi a "rispondere alle domande" l'ufficio deve
essere in grado di "creare storie".Per il sociologo Andrea Maccarini, le controversie sono per la Chiesa come
"un laboratorio simbolico che formula problemi e risposte interessanti per l'intera società". Mario Marazziti,
raccontando alcune esperienze umanitarie vissute con la Comunità di Sant'Egidio, ha affermato che "c'è un
unico modo di comunicare, quando c'è troppa distanza nella controversia tra l'uno e l'altro: va preso per
normale il punto di partenza dell'altro". La prima giornata del Seminario si è chiusa con la partecipazione
della giornalista Eugenia Roccella, che ha commentato l'esperienza del Family Day in Italia come "riscoperta
del senso comune" e come dimostrazione che "nelle questioni antropologiche è fondamentale mantenere un
approccio comunicativo capace di arrivare a tutti, credenti e non credenti". Lo scrittore e giornalista John L.
Allen ha parlato del viaggio del Papa negli Stati Unti come "un successo comunicativo massiccio" e ne ha
spiegato le ragioni. Ha poi fornito un'analisi sulle "altre notizie della Chiesa, quelle che non arrivano a essere
stampate perché nessuno sa scoprirle". Jean-Etienne Rime, presidente dell'agenzia di comunicazione Giotto
(Francia), ha condiviso le sue esperienze di consulente di comunicazione nel rapporto con aziende in
momenti di difficoltà. Altre relazioni sono state tenute dai giornalisti internazionali Andreas Englisch,
corrispondente a Roma di Axel Sprinter Verlag (Germania), Delia Gallagher, analista vaticana della CNN
International (Stati Uniti), e dai direttori di Uffici di Comunicazione Colleen Dolan, dell'Arcidiocesi di Chicago
(USA) e María Elena Rojas, della Conferenza Episcopale Peruviana, che hanno fornito alcune esperienze di
dialogo fra gli uffici di comunicazione della Chiesa e i giornalisti, appunto. La giornata di martedì 9 aprile si è
aperta con una solenne Santa Messa presieduta da Monsignor Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio
Consiglio per le Comunicazioni Sociali, nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Durante l'omelia,
Monsignor Celli ha suggerito ai partecipanti di "imparare dalla passione per la verità di Santa Caterina da
Siena", Patrona della Facoltà di Comunicazione. La prima relazione del giorno è toccata al prof. Angel
Rodríguez Luño (Università della Santa Croce) che ha offerto alcuni spunti dal Magistero di Giovanni Paolo
II e Benedetto XVI su come comunicare le proprie convinzioni. Per lo studioso, di fronte ad "accuse" spesso
"pretestuose" e persino "malintenzionate", il compito della comunicazione istituzionale della Chiesa "è offrire
innanzitutto una risposta adeguata alla consistenza oggettiva delle critiche". Il cattedratico di Diritto
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Processale, Julio Banacloche, ha parlato invece dello strumento giuridico nella risposta alle controversie,
attraverso l'analisi di alcuni casi internazionali. Banacloche ha anche proposto la creazione di un
Osservatorio Internazionale di difesa dei diritti dei credenti e della libertà religiosa. "Una soluzione
globalizzata per dare risposta coordinata a persone di qualsiasi Paese, centralizando le informazioni e
offrendo assistenza generale". Il programma ha previsto anche sessioni pratiche sulla preparazione degli
interventi pubblici dei portavoce della Chiesa e sul loro ruolo di fronte alle telecamere. Ne hanno parlato a tal
proposito Marie Oates, del Boston Group (USA) e Santiago de la Cerva, Direttore di Rome Reports Tv News
Agency. Fra le altre attività, questa mattina i partecipanti al seminario hanno assistito all'Udienza Generale
con il Santo Padre Benedetto XVI, che li ha pubblicamente salutati augurando loro "che Cristo sia sempre
per voi la Via, la Verità e la Vita". Successivamente, ha avuto luogo una visita alla Sala Stampa della Santa
Sede, dove il direttore, Padre Federico Lombardi, si è intrattenuto con gli ospiti rispondendo alle loro
domande e ricordando alcuni principi fondamentali per un comunicatore della Chiesa: "Dire sempre la verità,
essere tempestivo, cercare di rispondere bene con uguaglianza a tutti i giornalisti e riconoscere i bisogni dei
propri superiori". Oltre alle classiche relazioni, il Seminario ha registrato la presentazione di Comunicazioni
proposte dai partecipanti. Tra queste, si segnalano: "I conflitti mediatici tra la Chiesa e il governo in Spagna";
"La causa di beatificazione e canonizzazione di John Henry Newman"; "La comunicazione sull'Islam dalla
prospettiva cattolica"; "Il viaggio di Benedetto XVI in Turchia sulla stampa araba"; "Analisi della copertura
informativa su Regensburg e la visita del Papa in Turchia"; "La comunicazione della Chiesa in video-clip
mediante l'agenzia televisiva h2onews.org" oltre ad esposizioni di esperienze, progetti ed iniziative di
particolare utilità per gli uffici di comunicazione della Chiesa.
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ASCA
CRO
30/04/2008
CRO 18:10
30 Aprile 2008
18.10.30
CHIESA: COMUNICARE IN CULTURA DELLA CONTROVERSIA A
UNIVERSITA' S. CROCE
(ASCA) - Roma, 30 apr - 300 partecipanti, tra professionisti della comunicazione, direttori e responsabili di
uffici stampa di Diocesi, Conferenze episcopali ed altre realta' ecclesiali, docenti universitari e giornalisti
provenienti da oltre 60 Nazioni. 20 relatori, tra cui tre Vescovi. 35 Comunicazioni sottoforma di esposizioni di
esperienze, progetti ed iniziative di particolare utilita' per gli uffici di comunicazione della Chiesa: sono questi
i numeri del '''VI Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa'' che si chiude oggi a
Roma presso la Facolta' di Comunicazione della Pontificia Universita' della Santa Croce. Il tema di
quest'anno e' stato ''Comunicazione della Chiesa e cultura della controversia''. Tre Vescovi - Mons. Barry J.
Hickey, Arcivescovo di Perth (Australia); Mons. Alfonso Delgado, Arcivescovo di San Juan de Cuyo
(Argentina) e Mons. Claudio Giuliodori, Vescovo di Macerata (Italia) - e alcuni direttori di Uffici
Comunicazione hanno riflettuto su ''Cosa si aspetta un vescovo dall'ufficio di comunicazione e cosa si
aspetta un direttore di comunicazione dal proprio vescovo''. Per il sociologo Andrea Maccarini, le
controversie sono per la Chiesa come ''un laboratorio simbolico che formula problemi e risposte interessanti
per l'intera societa'''. Mario Marazziti, raccontando alcune esperienze umanitarie vissute con la Comunita' di
Sant'Egidio, ha affermato che ''c'e' un unico modo di comunicare, quando c'e' troppa distanza nella
controversia tra l'uno e l'altro: va preso per normale il punto di partenza dell'altro''. La prima giornata del
Seminario si e' chiusa con la partecipazione della giornalista Eugenia Roccella, che ha commentato
l'esperienza del Family Day in Italia come ''riscoperta del senso comune'' e come dimostrazione che ''nelle
questioni antropologiche e' fondamentale mantenere un approccio comunicativo capace di arrivare a tutti,
credenti e non credenti''. Lo scrittore e giornalista John L. Allen ha parlato del viaggio del Papa negli Stati
Unti come ''un successo comunicativo massiccio'' e ne ha spiegato le ragioni. Ha poi fornito un'analisi sulle
''altre notizie della Chiesa, quelle che non arrivano a essere stampate perche' nessuno sa scoprirle''. JeanEtienne Rime, presidente dell'agenzia di comunicazione Giotto (Francia), ha condiviso le sue esperienze di
consulente di comunicazione nel rapporto con aziende in momenti di difficolta'. La giornata di martedi' 9
aprile si e' aperta con una solenne Santa Messa presieduta da Mons. Claudio Maria Celli, Presidente del
Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva. Durante
l'omelia Mons. Celli ha suggerito ai partecipanti di ''imparare dalla passione per la verita' di Santa Caterina
da Siena'', Patrona della Facolta' di Comunicazione. Fra le altre attivita', questa mattina i partecipanti al
seminario hanno assistito all'Udienza Generale con il Santo Padre Benedetto XVI, che li ha pubblicamente
salutati augurando loro ''che Cristo sia sempre per voi la Via, la Verita' e la Vita''. Successivamente, ha avuto
luogo una visita alla Sala Stampa della Santa Sede, dove il direttore P. Federico Lombardi si e' intrattenuto
con gli ospiti rispondendo alle loro domande e ricordando alcuni principi fondamentali per un comunicatore
della Chiesa: ''dire sempre la verita', essere tempestivo, cercare di rispondere bene con uguaglianza a tutti i
giornalisti e riconoscere i bisogni dei propri superiori''. asp/sam/bra 301806 APR 08 NNNN
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DON BOSCO INDIA
www.donboscoindia.com
30 Aprile 2008
DON BOSCO INDIA
http://www.donboscoindia.com/english/bis/default_ms.php?newsid=1939&pno=1&newsidlist=,1940,1939,193
8,1937,1936,1935,1931,1930,1929,1928,
Seminar for Church Communication Personnel in Rome
By C.M. Paul
Kolkata, Apr. 30. ROME, 29 April -- Most church men and women shun journalists and avoid television
camera like a plague. They dread courting controversy. Hence, Catholic Church communications officials
from around the world are meeting in Rome 28-30 April for a conference on how to thrive on controversy
turning crisis into opportunity to spread the Church`s message of good news and compassion.The
conference, The Sixth Professional Seminar for Church Communications Offices, organized by the Pontifical
University of Santa Croce Rome has about 300 participants from 55 countries.
The three-day seminar is specifically organized for communications personnel of dioceses, bishops`
conferences and other Church institutions. About ten Indian students from the Roman Pontifical Universities
are participating in the Conference which occurs once in two years.
``Church communications personnel need to address numerous controversial issues, including public
discussions about the family, protection of the needy, and respect for religious freedom,`` said Diego
Contreras, president of the organizing committee.
He added: ``We need to explore the fundamental question: How should church officials intervene in debates
about topics of public interest?``
President of the Pontifical Council for Social Communications Archbishop Claudio Maria Celli presided over
the Eucharist for the participants at the Church of St. Mary on Minerva, 29 April.
Besides meeting with the pope at the general audience on Wednesday, the participants will have a tour of
the Vatican Press Office and meet its Jesuit Father Federico Lombardi, on 30 April.
CNN Vatican analyst Delia Gallagher commented on her experiences working with Church communications
offices while director of Rome Reports TV News Santiago de la Cierva spoke on Church persons in front of
the camera: ten mistakes to avoid.
National Catholic Reporter journalist John L. Allen will talk on Turning the Iceberg Upside Down: How to
show the ``Other`` News about the Church, 30 April.
The Pontifical University of the Holy Cross is an institution in Rome for research and study in the
ecclesiastical sciences. The university is chartered by the Holy See and entrusted to the Prelature of Opus
Dei.
Photo: Moses Nigeria
Photo Caption: Frs Antony Lobo of Mozambique and C.M. Paul, the only two Salesian participants at
the international convention.
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Rassegna Stampa - Pontificia Università della Santa Croce