N. 51
QUADERNETTI
DELLA VAL COLLA
QUADERNETTI DELLA VAL COLLA
Il valore di un
bicchiere d’acqua
Vi offriamo un bicchiere di pura e fresca acqua. La sua alta qualità è confermata dai controlli regolari ai quali essa
viene sottoposta e garantita dalla
certificazione dei processi di gestione ISO 22'000 che abbiamo ottenuto. Proteggiamo le
fonti, curiamo il prelievo e la
distribuzione fino al rubinetto di casa vostra, perché possiate disporre di
una bevanda perfetta in
qualsiasi momento della
giornata.
La qualità sta
nel dettaglio.
PUBBLICATI DAGLI «AMICI DELLA VAL COLLA»
ANNO XXXVI – NUMERO 51 – APRILE 2014
Aziende Industriali di Lugano (AIL) SA • CP 5131, 6901 Lugano • Tel. +41 058 866 75 70 • www.ail.ch • [email protected]
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
INDICE
Pag.
In copertina: Alla scoperta dell'acqua in Val Colla . . . . . . . . . . . . . . .   2
Ricordi di altri tempi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   7
La finestra del Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .   8
Comitato 2014
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  11
La nostra attività proposta per il 2014 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  13
Le fontane dei nostri villaggi
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  14
Saluto del Sindaco di Lugano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  16
Dalle montagne al Lago Ceresio col fiume Cassarate . . . . . . . . . . . . . . .  19
L'acqua e gli acquedotti, elementi indispensabili per l'urbanizzazione di una regione . .  20
Dal nostro shop . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  25
L'uso parsimonioso dell'acqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  28
L'altra faccia di Lugano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  34
Gita a Bergamo, visita della città . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  42
Comunicato Associazione Amici della Val Colla . . . . . . . . . . . . . . . . .  47
Giornata didattica per far scoprire ai ragazzi l'arte venatoria della caccia . . . . . . .  49
Nico van der Voet: un autentico campione della pallanuoto . . . . . . . . . . . .  50
Ricordando la Val Colla della mia infanzia . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  55
La dura lezione del 1973 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  56
Negli USA sulla via dell'emigrazione ticinese (1. parte) . . . . . . . . . . . . . .  64
Caccia alla lepre sui nostri monti, il fascino della seguita . . . . . . . . . . . . .  70
Una Valle e i suoi personaggi: el Pelo postin . . . . . . . . . . . . . . . . . .  76
L'intruso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  82
Ezio Campana panettiere e negozio di commestibili a Cimadera . . . . . . . . . .  86
La Pasquala e i pizz dal Signur . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .  90
Calendario degli eventi, feste e manifestazioni in valle . . . . . . . . . . . . . .  92
Fondazione della Svizzera italiana per la ricerca scientifica
    e gli studi universitari, F.SIRSSU, Lugano . . . . . . . . . . . . . . . . . .  96
Comunicato Consorzio Valle del Cassarate e golfo di Lugano . . . . . . . . . . .  96
1
IN COPERTINA
ALLA SCOPERTA DELL’ACQUA
IN VAL COLLA
Acqua, è il tema che cinquantunesima edizione dei “Quadernetti della Val Colla”
vuole affrontare, proponendo il viaggio attraverso il mondo dell’acqua, il mondo
della natura, e seguire l’acqua alla scoperta di quelle testimonianze lasciate dalla
civiltà rurale e che sono presenti in Val Colla.
In copertina, per simboleggiare l’acqua (in rügin: muréla, göita) abbiamo riprodotto
la fotografia della portatrice dei secchi d’acqua alla fontana. “La dona dala
aquadòra” (legno ricurvo, intagliato alle estremità adatto per appendervi i secchi,
tratto in spalla facilita il trasporto). Figura di un tempo che era presente in tutti i
nostri paesi.
L’acqua è l’elemento più diffuso sulla terra; copre i due terzi del globo, scorrendo
dentro e fuori di noi. È la matrice della vita. La fonte che la sostiene per tutti gli
esseri viventi della terra, compagna fedele, l’acqua fluisce senza sosta nella nostra
vita, ci disseta e ci attraversa purificandoci. In sua assenza moriamo rapidamente e
per conservarci a lungo in salute dobbiamo assumerne almeno un litro al giorno.
Dalle sorgenti al riale, al fiume, …
2
IN COPERTINA
Sul nostro pianeta la percentuale d’acqua dolce ammonta al 3,5% del totale, ma la
maggior parte d’essa è imprigionata nelle calotte polari e nei ghiacciai delle montagne. Da noi possiamo affermare che in Svizzera e in Ticino siamo privilegiati. Nel
nostro paese si trova il 6% delle riserve di acqua dolce d’Europea. Inoltre l’acqua
svizzera è ottima: circa il 40% di essa si può immettere nella rete di alimentazione
senza bisogno di speciali trattamenti. In Ticino vi sono riserve sotterranee notevoli
per qualità e quantità. La nostra acqua che gorgoglia dalle sorgenti, scorre nei fiumi
ed infine sgorga dal rubinetto è di qualità eccellente.
Ma prima di parlare dell’acqua in Val Colla è bene conoscerne i diversi aspetti. Nulla
è più distruttivo della forza dell’acqua. Le devastazioni che ha provocato nel mondo
sono innumerevoli e i danni incalcolabili. L’acqua, quando si scatena distrugge e uccide. Anche il Ticino ha
conosciuto la forza devastatrice
dell’acqua in più occasioni e in diversi modi, basti ricordare la frana di
Corticiasca Végia, il 5 agosto 1896.
Numerosi sono i cedimenti tuttora attivi in Ticino, come quelli in Val Colla, in Valle Maggia e a Cerentino,
tutti causati dall’acqua.
Non è da dimenticare che il paesaggio
ticinese è stato modellato dai ghiacciai nel corso dei millenni, il lavoro
dell’acqua allo stato solido è ancora
più potente e il nostro territorio lo testimonia in modo chiaro.
Una delle regioni più interessanti del
luganese è la Val Colla con i suoi
2ʼ350 ettari di superficie totale e luogo nel quale nasce e scorre il fiume
Cassarate. Con i venti chilometri di
cresta e di cime congiunte, che parI cassinelli di Condra e dei Monti di Brena,
tendo da Gola di Lago e percorrendo
da Viaggiare alla scoperta dell̓acqua,
il Motto della Croce, Caval Drossa,
Armando Dadò editore, 2003, pag. 57.
3
IN COPERTINA
Monte Bar, Gazzirola, Cima di Fojorina, Denti della Vecchia, Monte Boglia e Monte Brè che si spengono sulle sponde del Lago Ceresio, questa catena di cime impressionanti in ampiezza e bellezza sono una meta pregevole per ogni tipo di escursione.
Nel suo percorso siamo sempre alla presenza di acque con sorgenti, riali, ruscelli,
fiume e lago.
La montagna è un ecosistema delicatissimo che va conosciuto e tutelato e le sorgenti richiedono il dovuto rispetto. Quest’ultime sono il luogo in cui l’acqua affiora in
superficie dopo un lungo percorso sotterraneo. La sorgente non gela mai anche negli
inverni più rigidi. L’acqua sorgiva è sinonimo di forza vitale che purifica e rigenera.
Indubbiamente una delle visioni più appassionanti per l’escursionista è il trovarsi di
fronte a una sorgente: un’immagine biblica, emozionante ed evocativa.
Da Gola di Lago alla Fojorina, nella zona dei terrazzi glaciali, situati a circa 1200
m/sm, dove troviamo gli insediamenti dei monti detti i “barchi” della Capriasca e
della Val Colla, sgorgano una moltitudine di sorgenti che nel tempo sono state imbrigliate dalle necessità dell’uomo per il suo rifornimento idrico, con la formazione
di pozzi, fontane, canali e acquedotti. In origine l’acqua che sgorgava qua e là per i
prati, veniva captata e fatta scorrere all’interno dei cassinelli.
Il raffreddamento dei cassinelli e in alcune cantine, avveniva lasciando scorrere l’acqua sorgiva all’interno. In ampie conche di rame, poste a contatto con l’acqua fredda,
si conservava il latte per non farlo inacidire e per permettere la separazione delle sue
due componenti, facendo affiorare in superficie quella più leggera, la panna. Essa era
poi tolta con una spannarola di legno e messa nella zangola per produrre il burro.
Altro esempio della genialità dei nostri avi, confrontati con una situazione di dissesto ambientale sopra i barchi di Scareglia, con conseguenti franamenti ed erosioni
dei pascoli provocati dall’irruenza dell’acqua, con arguzia pensarono alla realizzazione di un canale di pietra che tagliava trasversalmente la montagna. Costruito
all’inizio del ’900 allo scopo di raccogliere le acque che durante i periodi di precipitazioni abbondanti impregnavano il sottosuolo creando rigagnoli improvvisati e
conseguenti smottamenti di terreno. Con la costruzione di questo manufatto, magistralmente inserito, si convogliarono direttamente le acque nel fiume, preservando i
prati dall’erosione e da franamenti.
Questo “Quadernetto della Val Colla” riporta vari temi che indicano come in più
modi, nel tempo, si è fatto uso dell’acqua da parte degli abitanti della nostra valle,
che ne hanno determinato gli atteggiamenti sensati nei riguardi della natura senza
prepotenza e abusi.
4
IN COPERTINA
A completamento del presente annuario, come già nelle passate edizioni, si sono
tralasciati i resoconti dei lavori dell’assemblea e dei conti; consultabili in altro modo
o durante la prossima Assemblea. Abbiamo proposto il nostro “shop” a disposizione
di tutti, nonché il calendario di tutte le manifestazioni che si svolgeranno in valle.
Rimandiamo alla finestra del nostro Presidente il compito di illustrare l’attività svolta nel 2013 e di quanto si propone per il 2014.
Nei contenuti troverete i saluti del nuovo Sindaco e della nuova Vice-sindaco di
Lugano agli abitanti del quartiere della Val Colla, i quali ci gratificano con un avvincente testo. Non abbiamo dimenticato di riportare l’esposto della gita a Bergamo,
i racconti e le impressioni di gente della valle, varie interviste a personaggi noti, una
serie di itinerari per escursioni alla scoperta dei nostri alpi e della loro ottima produzione di formaggi, come pure il racconto appassionante di una battuta di caccia
alla lepre col segugio. Il tutto accompagnato da tante belle ed interessanti fotografie.
Auguriamo quindi una buona lettura a tutti, con l’invito a chi non è ancora socio, di
voler volentieri aderire in quanto è attraverso il sostegno reciproco che si riesce a
costruire una vera crescita della Val Colla.
Piercarlo Poretti, Castagnola-Bogno,
responsabile di redazione del presente Quadernetto
Canale di scolo per lʼaccompagnamento delle acque a valle, nel fiume.
5
Impresa generale
di costruzioni
Edilizia
genio civile
Lavori specialistici
Certificato no. 70135
Ugo Bassi SA
Via S. Balestra 27
Casella postale 220
CH 6906 LUGANO
Tel. 091 941 75 55
Fax 091 940 95 93
Magazzino Pregassona:
Tel. 091 942 83 59
Amministrazione Pregassona:
Tel. 091 941 16 50
E-mail: [email protected]
No. IVA 188 276
6
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
RICORDI DI ALTRI TEMPI
Val Lavazzè, luglio 1923.
Scareglia, canali di scolo, ottobre 1930 .
Bidogno, Val Forgnoni, anno 1892.
Le fotografie sono state scelte dagli Album storici del Consorzio Alto Cassarate (Lugano),
e messe a disposizione dal Consorzio Valle del Cassarate (CVC) e golfo di Lugano.
7
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
LA FINESTRA DEL PRESIDENTE
Care amiche, cari amici e simpatizzanti,
non mi è stato facile trovare lo spunto e gli argomenti per
scrivere queste righe durante la settimana, nella vita frenetica del lavoro di ogni giorno con lo “stress a 1000”.
Mi è bastata una meravigliosa camminata con le “racchette” fino all’alpe Pairolo, in uno scenario incantevole tra
pendii innevati e alberi carichi di neve tra il silenzio incantato che la natura (per fortuna) ci dona, per far scattare quel
“clic” e trovare il giusto momento e gli argomenti da esporre. L’avrete capito che della mia valle ne sono innamorato,
visto che sa donarmi tante risorse.
Piergiorgio Rossini
Anche quest’anno “Quadernetti” uscirà con tanti spunti di sicuro interesse grazie ai
miei collaboratori di comitato ed in particolare a Pier Poretti che con tanto impegno
e dedicando del suo tempo prezioso, sta preparando da mesi questa pubblicazione
che senz’altro soddisferà ancora una volta i nostri fedeli lettori.
Il nostro “Quadernetti” ha comunque bisogno anche dell’aiuto di voi tutti, soci e
simpatizzanti, invitandovi ad una attiva collaborazione contattandoci o inviandoci
degli scritti, delle lettere o semplicemente delle fotografie di eventi capitati in Valle
nel periodo dei nostri nonni e bisnonni.
Questa documentazione è necessaria per conservare una parte della Vita culturale
della nostra Valle, lasciare dei ricordi che altrimenti potrebbero venir dimenticati.
Il vostro aiuto è prezioso e sono certo che molti di voi ci assisterà.
Ci potete contattare all’indirizzo posatale:
Associazione Amici della Val Colla - Casella Postale 33 - 6959 Maglio di Colla
o all’indirizzo di posta elettronica. [email protected]
Ora passo a presentare gli eventi organizzati lo scorso anno.
L’anno appena trascorso è stato un anno impegnativo per la nostra Associazione,
basta ricordare gli eventi organizzati nel 2013 che vi voglio ricordare.
A marzo Teatro con la compagnia dialettale Cittadella 2000 di Lugano nella palestra
del Centro Scolastico di Maglio di Colla, il 20 maggio, Gita sociale a Bergamo.
Sempre a maggio avremmo voluto organizzare la “Giornata didattica” nei boschi
della Valle con le scuole elementari di Maglio ma purtroppo a causa del maltempo
8
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
la stessa non ha potuto aver luogo è stata quindi rimandata all’anno successivo.
Il 21 giugno concerto con i “Cantori delle Cime” nella palestra delle Scuole di Maglio.
Concorso di disegno e di fotografia indetto durante l’estate e rivolto a tutti i ragazzi
in età scolastica.
In settembre la tradizionale festa di fine estate a Maglio di Colla con bancarelle,
artigianato e buona cucina, con la partecipazione del nostro “Gruppo Costumi della
Valcolla e la “Corale di Pregassona.
Nella stressa giornata è pure stata organizzata una Camminata Popolare il cui percorso si
snodava lungo sentieri e in un idilliaco paesaggio della sponda destra della nostra Valle.
Per finire a dicembre abbiamo offerto la tradizionale “Panettonata” in collaborazione
con il Gruppo Genitori, in occasione del
mercatino di Natale.
Come vedete l’annata è stata ricca di manifestazioni interessanti e anche quest’anno
andremo a proporre diversi eventi che vi
saranno illustrate nella rubrica ad essi dedicata.
Un doveroso riconoscimento lo voglio dedicare ai nostri soci che con il loro appoggio ci
permettono di mantenere viva la nostra Associazione e di poter organizzare eventi e
manifestazioni nella nostra cara Val Colla.
Ringraziandovi ancora per il vostro sostegno
porgo un cordiale saluto con l’augurio di
tanta salute e prosperità a tutti Voi.
Piergiorgio Rossini, Presidente
9
GHEZZIVIAGGI
VIAGGI
GHEZZI
VIAGGI
SA
GHEZZI
SA
Escursioni
in torpedone
Escursioni
in torpedone
6802
6802Rivera
Rivera
Tel.
946
11 21
Tel.091
091
946
11 21
e-mail: [email protected]
e-mail: [email protected]
www.ghezziviaggi.ch
www.ghezziviaggi.ch
10
SA
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
COMITATO 2014
Presidente:
ROSSINI Piergiorgio, 6962 Viganello
Vice-presidente:
PETRALLI Angelo, 6951 Scareglia
Segretaria:
RONCORONI Manuela, 6965 Cadro
Cassiera:
MORESI-BASSI Petra, 6963 Pregassona
Membri:
ANTONINI Ermidio, 6974 Aldesago
MAURI Danilo, 6959 Certara
PORETTI Piercarlo, 6976 Castagnola
************
Revisori:
CAMPANA Gabriele, 6959 Curtina
CANEPA-MORANDI Sara, 6802 Rivera
CHIESA Marco, 6970 Ruvigliana
PETRALLI Manuela, 6959 Piandera
Uno sguardo invernale sulla Val Colla dal Gazzirola (Foto: Andrea Poretti, Bogno).
11
generali lugano manno:1/8 vert
30.1.2012
13:28
Pagina 1
Agenzia Generale
Agenzia Principale
LUGANO
Agenzia Generale LUGANO
Giuseppe Cassina
Agente Generale
Via R. Simen 5 - 6904 Lugano
Tel. 058 471 17 17
MANNO
Agenzia Principale MANNO
Ivo Soldati
Agente Principale
Via Violino 11 - 6928 Manno
Tel. 058 471 16 88
Semplicemente
12
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
LA NOSTRA ATTIVITÀ
PROPOSTA PER IL 2014
• Quadernetto della Val Colla, edizione 2014, numero 51.
• Primavera, con data da definire: serata in concerto con cantori, presso il Centro
scolastico al Maglio di Colla. Sarà pubblicizzata con manifesti esposti in valle.
• Domenica 4 maggio: Assemblea sociale, pressso la sala del Consiglio Comunale
nell’ex Municipio del Maglio di Colla. Prima dell’inizio dei lavori assembleari si
procederà con la premiazione dei concorsi di disegno e di fotografia. Concorsi
indetti dalla nostra Associazione e rivolti ai ragazzi di tutte le scuole elementari
del luganese e Val Colla.
• Primavera, con data da definire: giornata didattica nei boschi della valle con gli
allievi delle scuole elementari del Maglio di Colla, per far scoprire ai ragazzi
l’arte venatoria della caccia e i nostri animali selvatici presenti. Organizzazione da
parte della nostra Associazione in collaborazione con la Federazione Cacciatori
Ticinesi (FCTI).
• Lunedì di Pentecoste, 9 giugno; Gita sociale al Lago dʼIseo e Monteisola. Seguirà la circolare a tutti i soci e simpatizzanti.
• Domenica 21 settembre (in caso di cattivo tempo domenica 28 settembre) “Festa
di fine estate” tutti in piazza al Maglio di Colla, con il mercatino dell’artigianato,
la Camminata podistica amatoriale “in giro per la Val Colla” , pranzo e musica
in allegra compagnia.
•Sabato 29 novembre: mercatino di Natale e l’immancabile panettonata e vin
brulé, offerta a tutti grandi e piccini, in collaborazione con l’Associazione dei genitori della Val Colla, presso la sede delle scuole elementari del Maglio di Colla.
(Alcune date e luoghi d’intrattenimento restano da definire).
Se qualcuno di voi avesse delle idee o delle osservazioni da proporre, non esiti a
contattarci tramite posta elettronica all’indirizzo: [email protected]
Diventa nuovo socio della nostra Associazione!
Associazione Amici della Val Colla – AAVC
Casella postale 33
6959 Maglio di Colla
www.amicidellavalcolla.ch - [email protected]
Conto corrente postale 69-3514-1
13
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
LE FONTANE DEI NOSTRI VILLAGGI
(Fotografie di Prisca Gilardi Herber, Aldesago-Signôra)
Scareglia
Insone
Signôra
Colla
Cozzo
Bogno
14
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Certara
Maglio di Colla
Piandera
Piandera
Cimadera
Curtina
15
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
SALUTO DEL SINDACO DI LUGANO
Sono molto lieto di portare un mio contributo alla nuova
edizione del Quadernetto della Val Colla. Un saluto particolare va a tutti gli abitanti dei comuni di Bogno, Certara,
Cimadera e Valcolla che con le ultime aggregazioni sono
entrati a far parte della nostra città.
Il tema di quest’edizione è l’acqua e la sua presenza in Val
Colla: credo che questo elemento prezioso e vitale per tutti
noi, fonte di sviluppo e di benessere, abbia da sempre unito
intimamente i comuni della montagna alla nostra città; dalMarco Borradori
la Val Colla nasce il fiume Cassarate che, scendendo lungo
i profili scoscesi della valle e attraversando la città, conclude il suo percorso nel Ceresio. Ricordo la creazione del “Raggio verde” lungo il
Cassarate: un percorso di tre chilometri, dal quartiere di Cornaredo al lago, che
verrà trasformato in parco fluviale, vero e proprio elemento di raccordo tra i quartieri. L’intervento di riqualifica della Foce consentirà a tutti i luganesi di godere di
un nuovo spazio pubblico e di praticare numerose attività sportive e di svago.
L’abbraccio dei nuovi quartieri della Val Colla completa l’arco ideale che dalla vetta del San Salvatore passa al Monte Brè, dal Boglia ai Denti della Vecchia, dal San
Lucio fino al Gazzirola che primeggia con i suoi 2116 metri.
Lugano non è più solo una città adagiata sul lago, ma anche una città di montagna,
di cime e valli legate da crinali magnifici. Non dimentico i boschi, gli alpeggi e i
punti panoramici mozzafiato dai quali osservare nella sua interezza la varietà e la
ricchezza del paesaggio naturale.
La città riserva una particolare attenzione alla protezione del patrimonio boschivo,
alla manutenzione delle aree aperte, come prati e pascoli, e agli interventi lungo i
sentieri. Si tratta infatti di un patrimonio ambientale e storico che offre ai cittadini
la qualità di una vita a diretto contatto con la natura e nuovi contenuti di pregio per
la promozione di tutto il territorio.
Il progetto aggregativo è stato ispirato dalla volontà di gestire in maniera più coerente e funzionale il territorio al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile, coinvolgendo nelle scelte non solo la popolazione del nucleo cittadino, ma anche tutti
coloro che vi abitano attorno e sono direttamente interessati dagli orientamenti
16
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
della città. L’estensione e la condivisione di servizi efficienti sul territorio sono condizioni che permettono di migliorare l’attrattività dei quartieri e la qualità di vita dei
cittadini.
I comuni della Val Colla, ciascuno con la propria storia e tradizione, sono una parte
fondamentale nella costruzione della nuova identità urbana; il loro patrimonio storico e culturale è una ricchezza che deve essere conosciuta e preservata dalla nostra
comunità.
Marco Borradori
Sindaco di Lugano
Cimadera
Certara
Scareglia
Signôra
17
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
DALLE MONTAGNE AL LAGO CERESIO
COL FIUME CASSARATE
Un fiume tutto dei cittadini e delle cittadine di Lugano,
dalle sorgenti alla foce.
Questo è oggi il Cassarate. Una ricchezza rara in una città.
Anzi, rarissima: un fiume interamente “nostro”, dalle sorgenti del Gazzirola sino alla foce, nel cuore del Golfo di
Lugano.
Per una città un fiume è un amico più unico che raro.
Giovanna Masoni-Brenni
Un amico che ci accompagna scendendo a valle dagli alpi
caricati, passando accanto all’attività casearia e forestale,
sino al contesto urbano. Una dimensione e una realtà nuove per la Città di Lugano.
Un simbolo, quindi, anche del nostro spettacolare paesaggio prealpino, sullo sfondo
del quale montagne e lago si congiungono in modo altrove irripetibile.
Il Cassarate, un fiume che un tempo era confine e barriera, oggi invece unisce. E si
fa segmento centrale dello sviluppo della Città, vero e proprio asse urbanistico.
Trattiamolo bene questo nostro fiume. Rispettiamolo. Sforziamoci di renderlo ancor
più pulito e puro, adottando un comportamento adeguato. E investendo quanto necessario nella depurazione. Valorizziamolo, con i percorsi verdi e pedonali. Fonte di
benessere per noi, per i visitatori e turisti.
L’oro blu del Cassarate, nostra “sora acqua”, e il polo verde della Val Colla, ci aiuteranno a superare meglio anche questi anni così difficili. Anni in cui però spesso si
recupera, nelle difficoltà, la capacità di tornare alla sostanza vera e profonda delle
cose. E la natura, e l’acqua, ne sono l’anima e l’origine.
Giovanna Masoni Brenni
Vicesindaca
Capo Dicastero Cultura
19
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
L’ACQUA E GLI ACQUEDOTTI,
ELEMENTI INDISPENSABILI
PER L’URBANIZZAZIONE DI UNA REGIONE
La Svizzera, il Ticino e anche la regione Valcolla è un territorio ricco di acqua e di
sorgenti che deve opportunamente essere protetto, le cui risorse devono essere utilizzate con parsimonia, affinché si possa dotare tutta la popolazione di un approvvigionamento consono ai fabbisogni attuali e futuri.
Compito di assicurare la fornitura di acqua potabile di qualità irreprensibile e in
quantità sufficiente spetta agli acquedotti.
La regione Valcolla con gli ex Comuni di Bogno, Certara, Cimadera e Valcolla ha
sempre cercato, limitatamente alle possibilità finanziarie concessagli dal Cantone di
dotarsi di acquedotti efficienti che permettessero un regolare approvvigionamento
idrico della popolazione.
Dal 1980 ad oggi, la conoscenza del territorio, l’esperienza accumulata dal mio
studio nella progettazione di opere idriche, la disponibilità dei diversi esecutivi che
si sono succeduti nella regione, mi hanno permesso di seguire passo per passo lo
sviluppo degli acquedotti comunali progettando e realizzando buona parte delle
opere ora esistenti.
In particolare citiamo i risanamenti delle sorgenti di Colla, Scareglia, Piandera, Signôra, Certara e Cimadera, la realizzazione dei nuovi serbatoi di Piandera, Insone,
Colla, Signôra e Cimadera e diverse condotte di collegamento e distribuzione nei
diversi comuni della Val Colla e nelle rispettive frazioni.
Gli acquedotti si compongono di opere di captazione, opere di adduzione, opere di
accumulo e rete di distribuzione.
Sorgente a Sasso Sciuera bassa a Bogno.
20
Captazione di sorgente con camera di rottura
a Bogno.
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Le zone urbanizzate della regione Valcolla sono concentrate attorno ai nuclei di
Bogno, Certara, Cimadera e ai nuclei delle frazioni dell’ex Comune di Valcolla.
I nuclei abitati situati ai lati della valle sulla sponda destra e sinistra del fiume Cassarate necessitano più che d’importanti opere di captazione, di accumulo e di distribuzione, d’importanti opere di collegamento tra le diverse zone abitate.
Le opere di presa e di captazione sono situate a monte dei nuclei abitati di Colla,
Signôra, Scareglia, Insone, Piandera, Cimadera, Bogno e Certara e confluiscono in
diversi serbatoi rinnovati ed eseguiti nel corso degli ultimi decenni.
I serbatoi di accumulo sono situati in una fascia variabile tra i 970 m.s.m. e i 1130
m.s.m.
Il volume di accumulo dei singoli serbatoi varia da un minimo di 100 mc ad un
massimo di 200 mc.
Alcuni serbatoi realizzati 30-40 anni fa e ancora funzionanti hanno volumi minori e
in alcuni casi la funzione di stoccaggio è ridotta a casi eccezionali.
Le opere dell’acquedotto della regione Val Colla sono state rinnovate nel tempo,
dagli anni 70 e con limitate possibilità finanziarie. La regione è sempre stata in regime di compensazione e nonostante il Cantone non abbia mai rifiutato di ratificare
investimenti per le opere primarie, i tempi di realizzazione sono risultati assai lunghi
e lo standard delle opere è sempre stato limitato al minimo indispensabile, necessario per una corretta funzionalità.
Ciò non ha comunque comportato disfunzioni o minor qualità nella distribuzione di
questo importante elemento ai propri cittadini.
Presa di sorgente sopra Colla.
Captazione di sorgente in Valle Tagliata, Certara.
21
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Le parti di acquedotto della regione Valcolla sono:
• L’acquedotto di Bogno che fa capo alle sorgenti situate nel quartiere di Bogno;
• L’acquedotto di Certara con le proprie sorgenti situate anch’esse a monte del nucleo;
•L’acquedotto di Cimadera, con il suo nuovo serbatoio inaugurato nell’ottobre
2008 e le opere di captazione situate nei monti di Cimadera.
• L’acquedotto di Valcolla con i diversi acquedotti di Colla, Signôra, Scareglia, Insone e Piandera che fanno capo a serbatoi rinnovati negli ultimi 20 anni e che,
oltre alle frazioni citate, approvvigionano le frazioni di Cozzo, Maglio, Malpensata, Curtina e Mulini di Piandera.
Negli ultimi anni la regione Valcolla, pur senza procedere a spese importanti, ha
mantenuto uno stato di efficienza ottimale dei propri impianti e ha, a piccoli passi,
rinnovato le diverse infrastrutture conformemente a quanto previsto dal piano cantonale di approvvigionamento idrico.
Serbatoio di Scareglia, vasca dʼentrata.
22
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
La regione Valcolla si è infatti dotata senza indugi, di un piano generale dell’acquedotto, che è servito da base per l’allestimento del piano cantonale di approvvigionamento idrico, che oltre alla Val Colla comprende anche la Capriasca.
La necessità di poter disporre di uno strumento di pianificazione che permetta di definire in modo inequivocabile le fonti di approvvigionamento e le opere di accumulo di
interesse generale, è risultato della massima importanza e a permesso ai diversi ex
Comuni di realizzare opere congruenti con le necessità dell’intera regione.
Il piano di approvvigionamento idrico è comunque in fase di approvazione e le opere più significative che dovranno essere messe in cantiere saranno le opere di collegamento delle diverse frazioni previste dal piano cantonale di approvvigionamento,
un nuovo serbatoio a Certara, un nuovo serbatoio a Curtina, le opere di gestione
dell’acquedotto e diverse opere di miglioria e potenziamento della rete.
Testo e fotografie ing. Tiziano Mauri, Lugano-Davesco
Serbatoio di Insone, locale valvole.
23
Studio d’ingegneria
MAURI T.
& BANCI F.
Ing. dipl. ETH - SIA - OTIA
Via al Ram 2
6969 Lugano-Davesco
Tel. 091 972 33 81
Fax 091 970 22 06
[email protected]
www.mauri-banci.ch
Reg. nr. 15168
24
DAL NOSTRO SHOP
Numeri arretrati dei Quadernetti ancora disponibili, in vendita a CHF 10 l’uno:
Nr. 5, 6, 7, 10-11, 14-15, 18, 31, 32, 33, 34-35, 36-40, 41, 42, 43,
44 (Una Valle da scoprire), 45, 46, 47, 48, 49 e 50
Pubblicazioni arretrate:
S. Lucio di Cavargna, degli Amici di Cavargna, CHF 22
Itinerari di Valli Ticinesi, di Piergiorgio Morandi, CHF 20
Generazioni a confronto, di Ezio Galli, CHF 20
Una piccola valle racconta, di Aldo Petralli, CHF 15
Glossarietto del gergo dei magnani, di Aldo Soldati, CHF 14
Sciur cürat, degli Amici della Cavargna, CHF 14
Altro materiale:
Poster con i paesi della Val Colla, CHF 5
Adesivi con il logo dell’Associazione, CHF 2
Vaso cilindrico con il logo dell’Associazione, CHF 10
“Tazzin” con il logo dell’Associazione, CHF 10
Maglietta color giallo con ricamato il logo
dell’Associazione, CHF 10
CD-video
“LA VALCOLLA”,
CHF 20
Fino a esaurimento scorta
Il materiale può essere ordinato per posta:
Associazione Amici della Val Colla
casella postale 33
6959 Maglio di Colla
Oppure inviando un messaggio e-mail: [email protected]
25
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
L’USO PARSIMONIOSO DELL’ACQUA
L’uso parsimonioso dell’acqua con l’adozione del Piano Cantonale di Approvvigionamento Idrico (PCAI) e la gestione delle Aziende Industriali di Lugano
(AIL SA).
Con il passare del tempo, l’approccio nella progettazione e gestione degli acquedotti si è evoluto. Contrariamente a quanto fatto in passato, lo sviluppo di un acquedotto non si focalizza unicamente sul singolo Comune o addirittura sulla singola frazione bensì a livello regionale. Questo cambiamento si è reso possibile grazie alla volontà dei Comuni e del Cantone. Quest’ultimo, una ventina di anni fa, si è dotato di
una specifica legge che disciplina le competenze e i compiti degli enti nell’ambito
dell’approvvigionamento d’acqua potabile. In particolare, i Comuni sono tenuti ad
assicurare un adeguato servizio di approvvigionamento e distribuzione d’acqua
mentre il Cantone è tenuto a definire il fabbisogno d’acqua potabile su tutto il territorio cantonale, a definire le fonti a cui si deve far capo e a promuovere l’uso parsimonioso dell’acqua. Il Cantone si sta dotando di un Piano cantonale di approvvigionamento idrico (PCAI), strumento indispensabile poter attuare quanto di sua competenza. Lo studio del piano di approvvigionamento idrico degli ex Comuni della
Val Colla e dei Comuni di Capriasca e Ponte Capriasca è stato avviato dal Cantone
nel 2004, lo ha sviluppato in collaborazione con i Comuni e a breve lo adotterà formalmente. Ciò permetterà di procedere con la richiesta dei crediti necessari per la
Sorgente Sassairora, Scareglia.
28
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
progettazione e la realizzazione delle opere previste dal PCAI e, successivamente,
con la realizzazione delle opere che potranno beneficiare di sussidi cantonali. Accanto allo studio sviluppato dal Cantone e a seguito dell’esito positivo della procedura d’aggregazione dei Comuni della Val Colla con la Città di Lugano, le Aziende
industriali di Lugano (AIL SA) hanno deciso di approfondire ulteriormente l’analisi
degli acquedotti esistenti in modo da poter pianificare correttamente gli investimenti per conformare le infrastrutture agli standard attuali. I due studi sono stati allestiti in stretta collaborazione fra Cantone e Comuni e hanno permesso di definire lo
sviluppo futuro degli acquedotti dell’intera Val Colla. Uno dei progetti principali
previsti è il collegamento degli acquedotti di tutte le frazioni e di tutti gli ex Comuni in modo da permettere di ridistribuire l’acqua di sorgente a tutte le utenze riducendo i disagi in caso carenze d’acqua locali, dovute a fattori climatici o a imprevisti. Un altro progetto importante è quello relativo alle sorgenti. Quelle esistenti saranno risanate conformemente alle esigenze attuali mentre altre, che sono state individuate, controllate ed analizzate negli scorsi anni e saranno captate per alimentare
l’acquedotto incrementando l’apporto d’acqua specialmente in caso di siccità. Per
quanto concerne i serbatoi, alcuni saranno rinnovati, altri sostituiti e altri adattati a
nuove funzioni quali, ad esempio, manufatti di controllo o impianti di trattamento. Negli scorsi anni sono già stati
realizzati alcuni serbatoi, l’ultimo in ordine di tempo è quello di Cimadera che
è già stato progettato e costruito nell’ottica regionale. L’ultimo progetto riguarda la gestione degli impianti, finora
parziale e locale, sarà ampliata e centralizzata presso le AIL SA. Ciò permetterà
di avere sotto controllo, in ogni momento, le principali informazioni relative
agli acquedotti e permetterà di intervenire a distanza nella gestione degli impianti.
Oltre ai progetti di miglioria e potenziamento appena descritti, la cui realizzazione è già incorso e continuerà nei
Potenziale nuova sorgente.
29
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
prossimi anni, è prevista la sostituzione progressiva delle condotte al fine di mantenere aggiornata la rete. Una parte della rete di distribuzione è stata ammodernata
negli ultimi anni, l’ultima in ordine di tempo è quella della frazione di Curtina, ultimata nel corso del 2013.
Accanto ai lavori sugli acquedotti, sono previsti pure delle modifiche agli impianti
interni. In particolare, tutti gli utenti dovranno adeguare l’impianto interno, installando un contatore che permette di determinare il consumo d’acqua di ogni utente.
Ciò permetterà di perseguire sia uno degli obiettivi fissati dal Cantone, promuovendo un uso parsimonioso dell’acqua sia di uniformare le condizioni tariffali dell’utenza della Val Colla e quelle di Lugano.
Ultimo aspetto in ordine di tempo ma molto importante, è quello relativo alla Sicurezza Alimentare della qualità dell’acqua. Le Aziende Industriali di Lugano (AIL
SA), che gestiscono gli acquedotti della città di Lugano, mettono tutto l’impegno per
garantire ai loro clienti un approvvigionamento nel segno dell’efficienza e della
qualità. La costante manutenzione, i controlli e il rinnovamento di tutte le strutture
per la raccolta, il trattamento, lo stoccaggio e il trasporto dell’acqua, assicurano la
fornitura di una derrata alimentare impeccabile. Nel dicembre 2012, le AIL SA
hanno ottenuto la certificazione ISO
22000, uno standard internazionale che
definisce i requisiti per la realizzazione
di un sistema di gestione basato sulla
Sicurezza Alimentare, comprendente la
sorveglianza permanente dei pericoli
specifici di natura biologica, chimica e
fisica, principio base del sistema
HACCP. Questo significa che tutte le
strutture, partendo dalla captazione fino
alla distribuzione, passando dal trattamento, accumulo, trasposto e distribuzione, sono sottoposte ad una attenta
analisi mirata all’identificazione dei
pericoli e alla valutazione del rischio
inserendo, laddove si rende necessario,
dei punti di controllo critici atti ad eliminare i pericoli identificati.
Potenziale nuova sorgente.
30
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
La certificazione ISO 22000 ottenuta dalle AIL è una prima al livello nazionale,
infatti attualmente nessun’altra azienda distributrice di acqua potabile ne è in possesso. Oggi le AIL sta operando per estendere la certificazione anche agli acquedotti dei Comuni aggregati con la città durante il 2013. Uno degli obiettivi è quello di
integrare nella certificazione anche questi ultimi.
Le Aziende industriali di Lugano, AIL SA, gestiscono le infrastrutture dell’acquedotto della Città di Lugano per cui, a partire dall’aprile 2013 gestiscono pure quelle
della Val Colla. Le AIL SA dispongono di personale specializzato per la pianificazione, la progettazione, la posa delle condotte, la sorveglianza degli acquedotti e per
il montaggio e la gestione degli impianti interni per un totale di 45 persone. La
sorveglianza degli acquedotti è svolta autonomamente da AIL SA, che fa capo a
terzi per le analisi della qualità dell’acqua. Altre attività, quali ad esempio la pianificazione e la progettazione, sono svolte da AIL SA in collaborazione con Studi
terzi.
Ing. Andrea Canali, AIL SA Lugano
Sorgente Sassairora, Scareglia, in fase di risanamento.
31
MIRKO CAMPANA
6959 Piandera - Tel. e fax 091 944 10 79 - Natel 079 444 27 11
Lugafid ticino sa
Amministrazioni e Consulenze
Manuela Roncoroni
FIDUCIARIO IMMOBILIARE
Direttrice
Via San Gottardo 30
C.P. 691
6903 Lugano
32
Tel. 091 936 33 20
Fax 091 936 33 33
E-mail: [email protected]
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Realizzazione eseguita dal compianto Giovanni Cansani, che ricordiamo con tanta simpatia.
Richiedi il formulario di iscrizione a:
Associazione Amici della Val Colla, casella postale 33, 6959 Maglio di Colla
oppure e-mail: [email protected]
33
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
L'ALTRA FACCIA DI LUGANO
“La quarta tappa del progetto aggregativo, che ha preso forma lo scorso 14
aprile con l’elezione di Municipio e
Consiglio comunale, richiede un riorientamento strategico del piano di sviluppo territoriale di Lugano – sottolinea
Corrado Piattini (segretario-animatore
della Regione Valli di Lugano, in fase di
scioglimento dopo la costituzione
dell’ente regionale per lo sviluppo del
Luganese e l’avvio dell’attività dell’agenzia) – Il rapporto «Stato dell’agricoltura nella valle del Cassarate e proposte per lo sviluppo», inviato al Municipio e
ai patriziati, dovrà servire da guida alle autorità cittadine per la pianificazione
degli insediamenti e delle infrastrutture, dei trasporti e dell’energia, per gestire il
paesaggio, la promozione del settore primario e di altre attività d’incidenza territoriale”.
Dal 2002 a oggi, grazie alle aggregazioni, Lugano è
passata da una popolazione di 28’675 unità a
65’015; era la 61.ma città svizzera per superficie
con 11 kmq e ora ne conta 73,73 (seconda solo a
Zurigo, con un’estensione di 99,8 kmq). È invece la
prima considerando le superfici boscate (49,66 kmq,
il 67,35% del totale, e si arriva all’80% considerando le zone agricole e forestali); è il comune del
Sottoceneri con il maggior numero di alpeggi caricati (6). Insomma, alle molteplici e riconosciute vocazioni, si aggiunge quella del settore primario. Alla
luce di queste cifre, secondo Piattini “sarà necessario definire un programma di sviluppo agricolo e
forestale e prevedere misure di promovimento per
dare forma concreta alla nuova sfida territoriale
urbano-rurale”.
Nell’analisi del rapporto, partiamo proprio dal bosco, che significa legna, dunque energia. “Il bosco Corrado Piattini
Non solo lo shopping, le banche, la
movida, il casinò. Lugano è anche –
anzi, soprattutto – natura. È la città
svizzera con la maggiore superficie
boschiva, ha 6 alpi caricati, conta
mille capi di bestiame allevati. La
fotografia della situazione in un rapporto della Regione Valli di Lugano.
Ne parliamo con il suo segretarioanimatore, Corrado Piattini.
34
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
nella valle del Cassarate risulta attualmente di 3.909 ettari; permette un potenziale
teorico di legname prelevabile annuo di circa 18.500 mc. Un metro cubo di legna
boschiva (abete rosso, faggio e castagno) corrisponde alla resa media di circa 200
litri di olio combustibile extra-leggero. L’accrescimento annuo del bosco della valle del Cassarate equivale a 3,7 milioni di litri di olio combustibile: considerando un
costo dell’olio combustibile di 75 centesimi al litro, si parla di circa 2,8 milioni di
franchi”. In termini reali, con un’appropriata pianificazione energetica, integrando
la filiera bosco-legna-energia e prevedendo delle centrali di quartiere di teleriscaldamento che utilizzano il legname quale vettore, si può ipotizzare di utilizzare progressivamente il 30% del potenziale teorico, sostenendo il settore primario.
Aziende, bestiame e alpeggi
“A seguito della realizzazione, o in fase di conclusione, dei raggruppamenti dei
terreni nei diversi comparti funzionali della val Colla, sono state create le premesse,
a livello fondiario e di accessibilità ai fondi, per promuovere in modo razionale
35
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
l’attività agricola e la gestione forestale», prosegue
Piattini. «Lo sviluppo auspicato dovrebbe consentire di
ristabilire, in prospettiva, la
relazione diretta delle aziende agricole esistenti, o da
promuovere, con gli alpeggi
tuttora caricati di Pietrarossa, Corte e Alpe di Certara,
Cottino e Piancabella. Lo
stesso discorso vale anche
per l’alpe del Pairolo”.
In base a un’inchiesta promossa dalla Regione Valli di Lugano (agosto/novembre 2012) emerge che nella
valle del Cassarate sono attive 11 aziende a tempo pieno (occupano 28 persone), di
cui una dedita alla produzione di ortaggi, 8 a tempo parziale e circa 50 persone praticano l’agricoltura amatoriale. “Da segnalare che i patriziati di Colla e di Cimadera hanno fatto eseguire due studi (sostenuti dalla Regione e dall’agenzia regionale
per lo sviluppo del Luganese) per la verifica delle potenzialità agricole nei rispettive comprensori in previsione dell’avviamento di una nuova azienda”.
Per quanto riguarda i capi di
bestiame allevati, si contano
106 mucche, 14 manze, 26
giovenche da 1 a 2 anni, 78
giovenche fino a 1 anno, 239
capre, 410 pecore, 12 cavalli,
38 muli, 1 daino e 54 suini.
Totale: 978 animali. Se si
considerano le aziende che
operano a tempo parziale e le
persone che praticano l’agricoltura amatoriale, i capi di
bestiame superano le mille
unità. A titolo di confronto,
36
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
nel 1886 – in occasione del censimento federale del bestiame – nei comuni inclusi
nel bacino del Cassarate si contavano 1.574 proprietari di bestiame, che detenevano
4.076 bovini, 1.909 pecore e 2.059 capre. Nella scorsa stagione sono stati caricati 6
alpeggi, 4 in val Colla (Pietrarossa, Corte di Certara, Cottino e Piancabella), 1 a
Sonvico (Alpe Pairolo) e 1 Cadro (Alpe Bolla). Cento anni fa erano 13.
I patriziati, una presenza importante
I patriziati presenti nella valle del Cassarate, nel territorio giurisdizionale di Lugano,
sono 14: Bogno, Brè, Cadro, Castagnola, Certara, Cimadera, Colla, Davesco-Soragno, Insone-Corticiasca, Lugano, Piandera, Scareglia, Sonvico e Villa Luganese. Sono proprietari di una superficie complessiva, composta da bosco e alpeggi, di 2.694,70
ettari (il 45,26% della valle). Gli alpi di Pietrarossa (patriziato di Colla), Corte di
Certara (patriziato di Certara), Cottino (patriziato di Bogno), Piancabella (patriziato
di Cimadera), Pairolo (patriziato di Sonvico) e Bolla (patriziato di Cadro) finora sono
stati regolarmente caricati. Uno degli obiettivi consiste nel mantenere e ricreare la
connessione con le aziende agricole presenti o da promuovere nel fondovalle.
Per rafforzare e sostenere il settore agricolo e la gestione forestale in modo adeguato
e durevole, la Regione Valli di Lugano ha proposto di costituire la “Comunità d’intenti dei patriziati attivi nella valle del Cassarate”, che fanno o faranno parte della
città. Lo scopo dell’iniziativa è di meglio tutelare e promuovere gli interessi economici, sociali e culturali dei
patriziati della valle, contribuire a migliorare le relazioni
fra agricoltura, natura e paesaggio, discutere i problemi
comuni e trovare valide soluzioni nel rispetto dell’autonomia di ognuno e favorire la
collaborazione con la città, le
associazioni, l’ente regionale
per lo sviluppo del Luganese
e l’Alleanza patriziale ticinese (Alpa).
37
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Mungitura allʼalpe di Cottino.
Agricoltori riuniti e turismo rurale
Sempre su iniziativa della Regione valli di Lugano, nella primavera 2012 è nata
l’associazione delle “Aziende agricole della Capriasca e della valle del Cassarate
con superfici di compensazione ecologica interconnesse”, con l’adesione di una
quindicina d’agricoltori. “Il progetto «interconnessione» è in linea con gli indirizzi
fissati dalla politica agricola federale 2014-2017 intesi a sostenere maggiormente
lo spirito innovativo e accrescere ulteriormente la competitività del settore agroalimentare, nonché promuovere e indennizzare in maniera più mirata le prestazioni
d’interesse generale a favore della collettività. L’associazione permetterà fra l’altro
di sviluppare un dialogo diretto con gli attori territoriali che svolgono un ruolo
importante nella gestione e nella tutela del paesaggio, in particolare con la città di
Lugano”.
38
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Cantina per la maturazione del formaggio allʼalpe di Cottino.
E a proposito di città, si è già mossa concretamente a favore del settore con una
prima misura: “il Municipio ha sostenuto la proposta della Regione di riconvertire
le selve castanili di Brè e di Villa Luganese, che saranno gestite da agricoltori indigeni. Analoga iniziativa è stata portata a buon fine dal patriziato di Sonvico”.
Il settore primario contribuisce inoltre a sviluppare l’offerta del “turismo rurale” e
della ricreazione a contatto con la natura. Lugano, nel confronto delle 10 maggiori
città svizzere, è la terza meta turistica più ambita dopo Lucerna e Ginevra con 10
pernottamenti per abitante. Il paesaggio e la natura saranno sempre più un forte richiamo. “Da Gandria si sviluppa un corridoio di selvaticità che dal lago di Lugano,
seguendo la cresta delle montagne che fanno da corona alla valle del Cassarate,
raggiunge il Bellinzonese e la Mesolcina fino al passo dello Spluga, nei Grigioni,
per una lunghezza di circa 80 km senza essere attraversato da strade di collegamento; costituisce un parco naturale”.
39
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Futuro della valle del Cassarate
Dipinto questo scenario, bisogna guardare al futuro agricolo. È roseo? “Potenzialmente sì – risponde convinto Corrado Piattini – Emerge la volontà da parte degli
attori locali, che presidiano il territorio, di assumere un ruolo attivo e propositivo
nella gestione e nella tutela del paesaggio. Tenuto conto dell’elevata quantità di
pascoli rispetto ai prati idonei allo sfalcio, è necessario prevedere un tipo di allevamento che necessiti di una minima quantità di foraggio invernale e che il bestiame
rimanga il più a lungo possibile sui pascoli. È il caso, per esempio, degli allevamenti di caprini e di ovini già presenti. Occorre sostenere, orientare e privilegiare,
tramite una serie di azioni mirate, il recupero delle pratiche pascolive e lattierocasearie tradizionali, con la trasformazione dei prodotti garantendo la necessaria
visibilità”.
Il tutto nella consapevolezza che l’agricoltura di montagna e il mondo rurale rappresentano un valore che va oltre la fornitura di prodotti: hanno un ruolo fondamentale
nella manutenzione del territorio e nella difesa del paesaggio. “Concorrono a creare un’occupazione durevole e permettono agli agricoltori di rafforzare i loro redditi con la gestione alpestre, gli agriturismi, la vendita diretta dei prodotti e con i
servizi di pubblica utilità (la manutenzione dei boschi con funzione ricreativa, lo
sgombero della neve durante la stagione invernale, ecc…). Il futuro appartiene a
un’agricoltura innovativa che integri questi elementi. Il filo che lega agricoltura,
paesaggio, turismo e ricreazione contribuisce al benessere diffuso pure per gli abitanti del centro urbano; senza presidi nel territorio il paesaggio è a rischio. Si
rende indispensabile studiare forme di sostegno dirette e indirette, anche in termini
finanziari, nell’ambito delle strategie di sviluppo dei nuovi comparti territoriali”.
Testo intervista di Roberto Guidi a Corrado Piattini
(Da Rivista di Lugano, 24 maggio 2013, pag. 6-8)
40
Edilcapri S.A.
Impresa
di costruzioni
SALA CAPRIASCA
Tel. 091 943 32 07
Fax 091 943 45 86
41
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
GITA A BERGAMO
VISITA DELLA CITTÀ
Come oramai consuetudine anche nella primavera del 2013 abbiamo organizzato la
tradizionale gita che ha visto la partecipazione di una cinquantina di soci e simpatizzanti che, lunedì di Pentecoste, 20 maggio 2013, sempre con il confortevole torpedone della ditta “Viaggi Ghezzi” di Rivera, ha intrapreso la trasferta, destinazione
Bergamo, per la visita guidata della città e relativo pranzo gastronomico a base di
specialità locali.
Partenza allo Stadio di Cornaredo il mattino alle 08.00 ed arrivo a Bergamo, dopo
un viaggio in tranquillità ed allegria di circa due ore. Ad attenderci c’era la nostra
simpatica e gentile guida che ci ha accompagnati ed eruditi sulla storia e la cultura
dei vari siti importanti della città.
Abbandonata la pianura costellata di aziende, da villaggi e da ancora molta campagna, si è delineata Bergamo come una soglia che introduce all’ambiente alpino.
La parte antica sorge all’imbocco delle valli Seriana e Brembana che si addentrano
tra i monti e le restanti montagne, note come le Alpi Orobiche.
Foto di gruppo con alle spalle il “Campanone”.
42
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Chi arriva può avere una rapida visione della singolarità della città antica, cinta da
5 Km di mura che la stringono in un morbido abbraccio e dietro, profili di torri,
campanili e cupole, con un centro storico che spicca isolato sul colle: la città alta.
Al di sotto, la Bergamo bassa, con i suoi commerci e palazzi signorili che formano
la città moderna pulsante di vita commerciale.
Arrivati ci siamo recati subito in città alta; visitiamo la Torre Civica, nota come il
“Campanone” risalente al XIV secolo. Si prosegue per le strade medievali lastricate
di pietra, per poi sbucare in Piazza Vecchia che è il cuore più antico della città e una
delle piazze più affascinanti del mondo, come scriveva Le Corbusier dopo averla
vista al tramonto. Quest’ultima è stata creata con la demolizione di case e botteghe
medievali. È uno spazio rinascimentale con al centro la fontana donata nel 1780 dal
podestà Contarini.
Qui, d’obbligo, abbiamo scattato la bella foto di gruppo!
Questa piazza, ai lati, è racchiusa da edifici storici come Palazzo del Podestà, il
Palazzo della Ragione, ora sede di mostre, e su tutti spicca l’imponente Torre medievale del Comune.
Piazza Vecchia con il Palazzo della Ragione e la fontana Contarini.
43
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Spostandoci sul lato posteriore visitiamo la Cappella Colleoni, il Duomo romanico
con interni barocchi, e l’austera Basilica romanica di Santa Maria Maggiore, il cui
portale è incorniciato da colonne sostenute da leoni rossastri.
La basilica è considerata il maggior monumento storico cittadino, serviva anche
come aula per le adunanze civiche. Quali opere d’arte vi spiccano il coro con stupefacenti tarsie eseguite su disegni di Lorenzo Lotto e il confessionale barocco di
Andrea Fantoni.
Il celebre condottiero Bartolomeo Colleoni non esitò a far demolire un’abside della
basilica per far erigere la propria tomba da parte di uno dei più noti artisti del momento: Giovanni Antonio Amedeo.
La facciata della Cappella Colleoni, dall’esuberante forza decorativa e cromatica ,
sembra voglia rivaleggiare con i famosi decori del protiro della basilica.
Tutte le vie hanno mantenuto integro il loro sapore medievale con edifici e portali
arcuati un tempo sede di antiche botteghe artigianali.
Vale una sosta all’Antica Pasticceria Cavour per gustare le squisite torte ed i pasticcini mignon.
La Torre Civica o “Campanone”.
44
La Cappella Colleoni.
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Di fronte si trova la Gastronomia Angelo Mangili, frequentatissima anche dai turisti.
Da qui ci portiamo verso il centro. Percorriamo via Arena, una delle strade più antiche della città, dove si affacciano il Monastero di clausura di Santa Grata e il
Museo Donizettiano che ospita i cimeli del musicista ed il suo pianoforte.
Proseguiamo tra botteghe di vario genere tra cui Minì che vende le specialità gastronomiche e piatti pronti. La passeggiata continua fino alla cinquecentesca Piazza
Mascheroni.
Siamo oltre mezzogiorno, il centro storico della città alta è stato ampiamente visitato e mirabilmente commentato dalla nostra guida che congediamo con tanti ringraziamenti. La fame comincia a farsi sentire, per cui concordiamo di portarci tutti “Da
Franco” dove si gusta la cucina tradizionale e ci attende l’agognato pranzo gastronomico.
Saliti al piano superiore, troviamo delle tavole imbandite e pronte per accoglierci in
un’allegra banchettata, con il seguente menù:
• Affettati misti di salumi e di prosciutti nostrani, con ogni ben di Dio di sottaceti,
verdure ed insalate.
• Bis di paste: casoncelli alla bergamasca e gnocchetti di patate al burro e salvia.
Il presidente Piergiorgio Rossini ringrazia i cuochi per la grande abbuffata.
45
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
• bis di carne: arrosto di vitello e coniglio con la profumata polenta bergamasca al
rosmarino.
• Dessert assortiti, sorbetti e macedonia di frutta.
Il tutto accompagnato da un ottimo vino della casa e, per chi lo desidera, un po’ di
acqua! Per terminare un buon caffè corretto grappa.
Al termine del lauto pranzo il nostro sempre sorridente presidente Piergiorgio Rossini, ha ringraziato tutti, commensali, camerieri e cucinieri, per la grande abbuffata
in allegra compagnia e ha spiegato a tutti che il pomeriggio rimaneva libero, sia per
un’ulteriore visita alla città bassa, sia per uno “shopping” per le botteghe del centro,
con la possibilità di poter scoprire i due volti di Bergamo.
Per scendere alla parte bassa si è consigliato l’uso della funicolare che da un lato
facilita sicuramente i collegamenti ed offre, al tempo stesso, un modo diverso e caratteristico per conoscere Bergamo.
La raccomandazione per tutti è il ritrovo puntuale alle 17.00, al torpedone, per il
rientro.
Come da consiglio, parte di noi usufruisce della comoda funicolare e ci portiamo
nella città bassa e più precisamente in Via XX Settembre che è una strada pedonale
ed è, insieme alle Vie Sant’Alessandro e
Sant’Orsola, centro dello “shopping”
cittadino: attrazione per le mogli e pena
per il borsello dei mariti!
Quasi tutti siamo puntualmente al nostro
torpedone “Viaggi Ghezzi” pronti per il
rientro, dopo un attimo d’attesa per i
soliti ritardatari…partenza per il viaggio
di ritorno.
Chi era ancora padrone di tutte le sue
forze si è unito al corista Giordano che
ha intonato le nostre belle canzoni popolari. Così senza fatica si è giunti, in tarda
serata allo Stadio di Cornaredo, stanchi
ma contenti della bella ed intensa giornata.
Testo e foto Piercarlo Poretti
46
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Dobbiamo malauguratamente comunicare ai nostri appassionati lettori che in
questa edizione siamo impossibilitati di procedere alla pubblicazione della ricorrente rubrica:
I nostri sposi nel 2013 – I nostri nastri rosa e azzurri nel 2013 –
I nostri lutti nel 2013.
In applicazione alla Legge sulla protezione dei dati personali la nostra richiesta
non ha avuto seguito e tali dati non ci sono stati trasmessi. In particolare in applicazione dei disposti di Legge, questi dati non possono essere resi pubblici tramite
la pubblicazione della succitata rubrica sul nostro presente Quadernetto 2014.
Intermediazioni / gestioni immobiliari
Cell. +41 79 414 11 08 - Fax 091 220 15 75
Via al Campanile 13a - 6962 Viganello
[email protected] - www.erregiemme.ch
6954 Sala Capriasca
Tel. laboratorio:091 943 16 18
Tel. abitazione: 091 943 54 21
Natel:
079 686 56 08
Falegnameria Paolo Nesurini
47
Strada di Pregassona 37A - 6963 Pregassona
Tel. 091 936 30 40 - Fax 091 936 30 41 - e-mail: [email protected]
nuova esposizione di 200 mq.
www.fornoni.ch
F I N A R D I PARTNERS
BROKERS ASSICURATIVI
Collaboratore: Vannini Gianluigi
Viale Cassone 3 - 6963 Pregassona - 091 942 01 91 - 079 230 15 23
48
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
GIORNATA DIDATTICA
PER FAR SCOPRIRE AI RAGAZZI
L’ARTE VENATORIA DELLA CACCIA
La nostra Associazione, in collaborazione con la Federazione Cacciatori Ticinesi
(FCTI), ha il piacere di organizzare una giornata didattica nei boschi della Val Colla
per far scoprire agli allievi delle scuole elementari della sede del Maglio di Colla, il
mondo degli animali selvatici, e far conoscere la figura del Cacciatore nella storia
dell’umanità e i suoi benefici.
Inoltre, si trattano i temi della professionalità del cacciatore e del guardiacaccia,
dell’importanza economica dell’attività venatoria, della proliferazione incontrollata
e della contrazione del biotopo della selvaggina, nonché di una ponderazione delle
risorse naturali grazie a un’azione integrata.
In questa giornata didattica si vuole esporre ai ragazzi l’attività venatoria con i suoi
svariati compiti, sul perché della caccia, la natura profonda della passione della
caccia che esercita un fascino sul cacciatore, e le conoscenze che questo deve avere
della selvaggina e delle sue abitudini comportamentali nel suo habitat, presentando
ai ragazzi la fauna nel proprio ambiente naturale.
Solo così si può dare una risposta credibile anche alle altre componenti dell’opinione pubblica.
Esiste un gran numero di buoni motivi che giustificano l’esercizio venatorio e che
saranno indicati durante questa lezione pratica nei boschi della Val Colla.
Piercarlo Poretti
49
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
INCONTRO CON UN PERSONAGGIO DELLO SPORT RESIDENTE IN VAL COLLA
NICO VAN DER VOET:
UN AUTENTICO CAMPIONE
DELLA PALLANUOTO
Il periodo d’oro della pallanuoto di casa nostra, con grandi sfide e numerosi successi della Società Nuoto Lugano, coincide in particolare con la presenza e il forte apporto di un autentico campione, l’olandese Nico Van Der Voet.
Ripercorriamo brevemente la sua carriera e la sua vita familiare.
Nico giunse a Lugano nel 1969 e fu portato al Lido dall’indimenticabile Flavio Bustelli. Trova un allenatore pure olandese il signor Bob Steegman, ex giocatore di una
squadra del paese dei tulipani ed amico del papà di Nico. Bob ha convinto Nico a
lasciare Den Haag per venire nella città che si affaccia sul lago di Lugano e militare
nella squadra del posto.
In quell’anno Nico si sposa con Adriana; anche Lei validissima pallanuotista olandese. Si stabiliscono a Loreto nel 1970. Ben presto la famiglia si arricchisce! Nel
1972 nasce Barbara, Nanette nel 1975 e Jeroen nel 1976. Allorquando i figlioli sono
stati grandicelli, Nico ed Adriana si sono trasferiti dapprima a Sonvico ed in seguito,
dal 1994 in uno dei bei paeselli della Val Colla: Piandera.
Qui Nico ci ospita nella sua accogliente casa con vista sulla magnifica vallata del
Cassarate, con accanto la sua Adriana. Sarà un’amichevole chiacchierata per ripercorrere e far conoscere ai suoi amici di quella che oramai è anche la sua Val Colla,
Nico Van der Voet al tiro.
50
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
la lunga carriera di questa bella figura di sportivo di classe, campione in una disciplina sportiva assai dura.
Abbiamo visto Nico lasciare Den Haag e la squadra dello Zian come pure la Nazionale Olandese con la quale partecipò alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 e in Messico
nel 1968, dove ottenne il titolo di capo-cannoniere, quale miglior realizzatore con il
maggior numero di reti al torneo olimpico.
Arrivato a Lugano, mostrò subito il suo grande valore e portò la squadra cittadina a
vincere ben sette titoli di “Campioni svizzeri di Divisione Nazionale A”, nel periodo
dal 1969 al 1987 quale giocatore, e in seguito altri due titoli di Campioni DNA nel
1988 e nel 1989 come allenatore. Copri pure il compito di allenatore della nostra
squadra nazionale nel periodo 1989 – 1990. Occorre far presente che la Società Nuoto Lugano ha ottenuto ben un totale di 13 titoli di “Campione svizzero di Divisione
Nazionale A”, di cui 9 con Nico, risultato mai raggiunto da una squadra in Ticino.
La squadra degli anni d’oro: da destra in piedi l’allenatore Coric, Carlo Stipanic, Teco Frischknecht,
Franco Semini, Nico Van Der Voet, Peter Furrer, Fabrizio Calori. Accosciati da sinistra Peter Frey,
Pinta Deluigi, Gianni Destefani, Turi Hofmann e Flavio Bustelli.
51
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Inoltre con Nico la locale formazione partecipò alla Coppa dei Campioni a livello
europeo e ai “Meeting” Internazionali del Ceresio nei quali la Società Nuoto Lugano conobbe i più bei momenti con varie vittorie ed ottimi piazzamenti.
Di questo periodo d’oro della Società Nuoto Lugano, ci si ricorda della validità del
giocatore Nico, che firmò grandi successi con le sue reti realizzate spesso con tiri
improvvisi, forti e potenti che talvolta attraversavano quasi tutta la vasca, reti ottenute con il suo gioco fatto anche di furbizia. Con lui la pallanuoto ha conosciuto un
notevole incremento, divulgando molto questa disciplina presso i nostri giovani, con
un incremento notevole della squadra giovanile e successivo inserimento in prima
squadra di giovani affermati, che hanno rappresentato il sicuro avvenire della pallanuoto Lugano e che hanno concorso alla gratificante incetta di titoli Svizzeri, pure
da parte della squadra giovanile.
Da due talenti come Nico e Adriana non potevano nascere che altri campioni!
Nico Van Der Voet all’attacco.
52
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Nanette vinse un titolo nazionale Svizzero nel nuoto. Jeroen ha giocato nella Società Nuoto Lugano per poi entrare, quale titolare, nella squadra Nazionale Svizzera.
Ora troviamo il nipote Giljan di tredici anni, nuova promessa del settore giovanile
della Nuoto Lugano al quale vanno gli auguri per una brillante carriera come quella
percorsa con grande successo dai suoi nonni Nico ed Adriana.
E’ risaputo che i nostri sportivi, seppur di grande classe, non possano certamente
vivere di solo sport! Nico ha lavorato alle dipendenze della Città di Lugano quale
programmatore informatico, dapprima nel primo Centro Elettronico di Lugano, in
seguito per il Servizio Organizzazione ed Informatica, e negli ultimi anni per le AIL
di Lugano, per poi passare, dopo parecchi anni di lavoro, alla meritata pensione da
godere nell’amata Val Colla.
Testo Piercarlo Poretti, Castagnola-Bogno
Fotografie messe a disposizione da Nico Van Der Voet, Piandera
Bella premiazione dei migliori sportivi del momento in Ticino al Gesti Bar con presenti da sinistra
Nico Van Der Voet, Mario Prosperi, il gestore dal Bar, Otto Lutrop e Sergio Dell’Acqua.
53
SERVIZIO TECNICO BRUCIATORI
PULIZIA E REGOLAZIONE
SU BRUCIATORI DI TUTTE LE MARCHE
CONTRATTI DI MANUTENZIONE
ANNUALE
6959 CIMADERA
079 340 80 66
CAMPANA
T
R
A
S
P
O
R
• SCAVI  • RECYCLING  • DEMOLIZIONI
• OLIO COMBUSTIBILE
T
I
6959 Valcolla - Tel. 091 944 11 12
54
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
RICORDANDO LA VAL COLLA
DELLA MIA INFANZIA
Con un benvenuto agli ex Comuni della Valcolla, ora facenti
parte della Grande Lugano, voglio ricordare qualche aneddoto
degli anni 1945-46. Nostra madre aveva affittato a Cimadera
una casa per le nostre vacanze.
Ci recavamo lì ad inizio luglio,
con il tram Lugano-Cadro-Dino
e poi con l’autopostale. La casa
era affacciata proprio sulla piazzetta, dove c’era la fontana del paese. In questo periodo, noi quattro fratelli eravamo
accuditi dalla zia Maria e da una nostra parente, la Peppa. Mamma e papà ci venivano a trovare la domenica poiché, a casa, vi era ancora la nostra sorellina neonata.
Ebbene, in queste vacanze ci divertivamo un mondo a correre lungo le stradine
senza pericoli e sul piazzale della Rivôla, piccola scuola di Cimadera. Nel pomeriggio ci incamminavamo a piedi verso la Piazzascia, dove i prati erano meravigliosi,
pieni di erica e rododendri di montagna. In certe zone si trovavano molti mirtilli e
rincasavamo la sera con la bocca e le dita tutte blu, a causa del gustoso succo colorato. Alla Piazzascia non c’era ancora l’attuale cappelletta; era il punto dove le
donne del paese si recavano ad attendere le mucche che scendevano dai pascoli del
Pairolo, per poi accompagnarle nelle loro stalle a lato del largo sentiero sassoso.
Questi ripari per i bovini venivano chiamati in dialetto i barche. Dopo le mucche,
scendevano verso gli ovili, le pecore con il pastore. Le capre, invece, si spostavano
anche da sole, in basso al paesello e da lì venivano avviate verso i pendii oltre il
cimitero, dove si trovavano tanti appezzamenti erbosi, ognuno di colore diverso, a
seconda se il proprietario tagliava l’erba o meno. È molto vivo il ricordo di questi
pezzetti di terreno; non era stato ancora fatto il raggruppamento ed ogni proprietario
possedeva dei “francobolli” di brughette sparse qua e là. Mi ricordo che una volta
mi rincorse il becco, un bestione alquanto aggressivo. Trovai rifugio dentro la chiesa e chiusi il portone. Il caprone prese a dar capocciate all’uscio fino a quando un
gruppo di donne lo cacciò con delle sassate e lui raggiunse finalmente le sue capre
con i capretti. Uscii dalla chiesa pallida dallo spavento e non dimenticherò mai la
puzza di selvatico che il tozzo animale lasciò dietro di sé!
Elena Sopranzi
55
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
LA DURA LEZIONE DEL 1973
Sono passati 40 anni, ma il ricordo dell̓incendio che devastò le piantagioni
della val Colla è ancora fresco nella memoria. Suscitò un̓enorme impressione
e soprattutto costrinse pompieri e sezione forestale a rivedere le strategie di
lotta e di prevenzione.
L̓incendio che dal 4 al 7 dicembre 1973 divorò 1̓750 ettari di boschi e pascoli
sulla sponda destra della val Colla fu uno dei più estesi e devastanti mai capitati
in Ticino. Provocò ingenti danni su una superficie boschiva di 800 ettari e distrusse 224 ettari di preziose piantagioni di protezione realizzate a partire dal 1895.
L̓evento fu il culmine di un̓evoluzione che, dall̓inizio degli anni cinquanta,
aveva visto il numero degli incendi, la superficie bruciata e i danni del fuoco aumentare impietosamente. Vane furono le misure di prevenzione e lotta messe in
atto per arginare il fenomeno. La sciagura della val Colla diede lo spunto decisivo
al cantone, ai proprietari di boschi (in particolare i patriziati), ai comuni, ai consorzi e ai pompieri per avviare una valutazione completa e critica delle modalità
in uso per prevenire e spegnere gli incendi di bosco. La riforma produsse misure
legislative d̓immediata attuazione e un progressivo aggiornamento dei mezzi
tecnici e delle strategie operative. L̓organizzazione attuale si basa, negli aspetti
generali, sui principi decisi allora.
56
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Annus horribilis
11 1973 è stato per il Ticino l̓anno record degli incendi di bosco, il più disastroso dal 1880, da quando cioè ci sono
le statistiche. Favoriti da una meteorologia eccezionalmente secca e ventosa, i
roghi sono stati oltre 180 e hanno interessato una superficie di 7.229 ettari di
boschi e pascoli in diverse regioni del
cantone. Ci sono stati eventi molto estesi ovunque, il più grave si è sviluppato
sul versante destro della val Colla. Il
fuoco fu favorito dalle condizioni metereologiche dei mesi di ottobre e di novembre: ci furono 50 giorni praticamente senza precipitazioni e 15 con vento
secco e caldo da nord, di cui 5 nei giorni
che precedettero l̓incendio, che scoppiò
il pomeriggio del 4 dicembre nelle vicinanze di Bogno, salendo lungo i fianchi
del monte Gazzirola. Durante la notte, spinto da un forte vento, si congiunse con un
secondo fronte partito nelle vicinanze di Cozzo la sera del 4. Si estese poi all̓intero
versante destro della valle, forse a causa di un nuovo innesco. Fu spento definitivamente il 7 dicembre.
Atto di piromania?
Non si riuscì mai a risalire alle cause. Si suppose un atto di piromania, per il quale
ci furono un arresto e un processo che si risolse con un̓assoluzione per insufficienza di prove. Fu uno degli incendi più estesi capitati in Ticino, un evento di tale
ampiezza che oscurò per tre giorni il cielo del Luganese, suscitando in Ticino e in
Svizzera impressione enorme. Le fiamme divorarono 224 ettari di piantagioni, alberi dai 3 agli 80 anni di età, frutto dell̓opera di almeno due generazioni di forestali.
57
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Si pensò immediatamente a una rapida e drammatica ripresa dei
fenomeni erosivi e di alluvionamento molto frequenti prima dei
rimboschimenti. Si reagì molto rapidamente e già nel 1974 il
consorzio Alto Cassarate (oggi valle del Cassarate e golfo di
Lugano) e i patriziati, assieme il servizio forestale cantonale
e federale, intrapresero una serie d̓interventi sia per rimarginare le ferite sia per prevenire eventi futuri. Le piantagioni erano assicurate e la compagnia versò all̓istante 600mila franchi, che furono molto utili per i primi interventi.
Nello stesso anno fu allestito il primo di una serie di progetti di ripristino delle piantagioni. Opere che permisero di ricreare i boschi distrutti con rimboschimenti e con il ringiovanimento naturale. Per agevolarne la gestione e proteggerli più efficacemente, furono costruiti 16 km di strade e piste forestali e un moderno
Gli incendi di bosco in Val Colla
Dall̓estratto della carta
nazionale si vede chiaramente come prima del
1980 gli incendi in Val
Colla fossero tanti e soprattutto estesi.
Le misure legislative, organizzative e tecniche
hanno cominciato a dare i
primi risultati negli anni
ottanta con una diminuzione della superficie percorsa, per poi manifestarsi in modo marcato dal
1990 a oggi con un netto
calo sia del numero (effetto dell̓informazione, della prevenzione e degli annunci di pericolo e divieto), sia della superficie percorsa (effetto
dell̓organizzazione dei corpi pompieri, del picchetto forestale e della disponibilità degli elicotteri e
delle infrastrutture come strade e riserve d̓acqua). Il fatto, ben leggibile sul piano, che dal 1990
nessun incendio si sia più sviluppato verso l̓alto, evitando qualsiasi minaccia ai rimboschimenti, è
una ulteriore conferma della bontà del nuovo approccio.
58
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
dispositivo antincendio, munito di una vasca per il carico degli elicotteri.
L̓investimento per la ricostruzione, durata una ventina d̓anni, fu di 5,1 milioni di
franchi, di cui 2,25 per il ripristino e la cura dei rimboschimenti, 2,35 per la rete
stradale e mezzo milione per le infrastrutture antincendio. Nel 2002 fu approvato un
progetto per la continuazione delle cure selvicolturali e per completare le infrastrutture per la lotta antincendio. Per i lavori, ultimati quest̓anno, sono stati investiti 1,52
milioni, di cui 310mila per opere antincendio. È allo studio un nuovo progetto per
la cura delle piantagioni adulte in tutta la vai Colla e per la sistemazione della rete
stradale e le infrastrutture antincendio nella zona di Bogno e Certara. A 40 anni
dall̓incendio i danni di allora, che fecero seriamente temere per la sicurezza della
valle, sono stati riparati, le piantagioni si sono ben sviluppate e la zona è protetta
contro gli incendi. Grazie al lavoro del circondario forestale (progetti e direzione
lavori), all̓ottima organizzazione del consorzio valle del Cassarate con la sua squadra, alla collaborazione con gli enti locali (patriziati e comuni) e alla presenza dei
corpi pompieri di Capriasca e Lugano, il risanamento del bacino del Cassarate è
Per agevolare la gestione e proteggere più efficacemente le piantagioni
furono costruiti 16 km di piste forestali.
59
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
stato completato e si può
guardare al futuro con ottimismo.
Il divieto di accendere
fuochi all̓aperto
Gli incendi del 1973 evidenziarono lacune sul piano
legale, organizzativo e tecnico. Si decise quindi di
elaborare una nuova legge
sulla polizia del fuoco con
il relativo regolamento di
applicazione: entrati in vigore tra il 1976 e il 1978,
essi rivoluzionarono quanto
fatto fino allora, creando
nuove basi per la gestione
degli incendi boschivi in
Mino. Furono istituiti annunci di pericolo d̓incendio
e di divieto di accendere
fuochi all̓aperto (la competenza per attivarli fu affidata alla sezione forestale) e
codificata una procedura
per informare la popolazione tramite Meteosvizzera. Furono costituiti i corpi pompieri di montagna che, in collaborazione e subordinati a quelli urbani, avrebbero
avuto il compito specifico della lotta contro gli incendi di bosco in sostituzione
delle squadre comunali create con risultati poco omogenei nel 1936. I costi di spegnimento passarono dai comuni al cantone. Furono definite le competenze per la
gestione degli incendi di bosco: alla sezione forestale furono delegati la prevenzione, la progettazione e il finanziamento di infrastrutture antincendio, la consulenza
60
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
specialistica ai pompieri e l̓organizzazione degli elicotteri; ai pompieri la conduzione degli interventi di spegnimento. Queste misure hanno permesso di rendere sistematici gli annunci di pericolo e divieto con grande effetto di prevenzione, annunci
che sono diventati parte integrante del meteo e sono ormai ben conosciuti e rispettati dalla popolazione. Inoltre i provvedimenti legislativi adottati hanno messo ordine in una struttura di volontari sì motivati, ma scarsamente equipaggiati e istruiti.
Inoltre mancava un comando unitario in caso d̓incendi di grandi estensioni. La
tattica, la tecnica, il materiale e i mezzi per lo spegnimento degli incendi di bosco
sono diventati parte integrante dell̓istruzione dei pompieri come specialità ticinese
a livello svizzero. Trasferendo i costi al cantone, i comuni, soprattutto piccoli, che
in caso d̓incendio dovevano pagare fino al 70% delle spese di spegnimento sul
proprio territorio, si sono visti togliere un onere pesante. In precedenza capitava che,
in modo più o meno palese, squadre di spegnimento di un comune si rifiutassero di
uscire dai propri confini per motivi finanziari. La sezione forestale ha poi collaborato con l̓Istituto svizzero di ricerche forestali allo sviluppo in Ticino di
un̓importante ricerca scientifica sul tema, grazie alla quale gli incendi di bosco
sono stati inseriti nella legge forestale nel capitolo dei pericoli naturali accanto a
frane e valanghe, riconoscendone finalmente la pericolosità per l̓ambiente. La costante diminuzione del numero d̓incendi, della superficie percorsa e dei danni,
malgrado annate di siccità estrema, dimostra che le scelte fatte dopo il 1973 andavano nella giusta direzione a dimostrazione della lungimiranza dei politici e dei
tecnici di allora.
Ing. forestale Gabriele Corti
Bibliografia
S. Mariotta, Il bacino del Cassarate 1880-2000, 120 anni di interventi forestali per
la sicurezza del territorio, Edizioni universitarie della Svizzera italiana.
Autori diversi, Quando il bosco va in fumo, ufficio di statistica del canton Ticino,
Dati, statistiche e società, anno V, marzo 2005.
Siti internet
www.ti.ch/Istat; www.valledelcassarate.ch; www.ti.ch/incendi-boschivi
(Da Rivista di Lugano, 18 ottobre 2013, pag. 14-16)
61
SANDRO RUTNER
SPAZZACAMINO Con autorizzazione cantonale
Pulizia camini e caldaie, revisioni,
fornitura e pulizia stufe a nafta,
caldaie a gas e pellett
6963 Pregassona - Via Arbostora 3B
Tel. 091 942 72 35 - Fax 091 940 40 90
Il Baracchino
Bar - Osteria - Pizzeria (con forno a legna) - Pianobar
BOGNO (VALCOLLA)
Per godere di ore serene
e spensierate: Aperitivi,
Happy Hour, Piatti tipici e speciali,
Proposte eno-gastronomiche
stagionali e a tema,
Pizze, Focacce, Dolci e…
Tanta Allegria!
Informazioni
e
Riservazioni
Tel. 091 930 70 87 - Mobile 079 949 59 54
62
Ticino by Night, via S. Gottardo 26, CH-6900 Lugano
tel. +41 (0)91 605 73 00 - fax +41 (0)91 605 73 04
Luogo e data:
Firma per accettazione:
Centro di assistenza tecnica
autorizzato
Artemide
Ronchetti Roberto sa
Impianti Elettrici e Telefonici
6900 LUGANO
Tel. 091 972 95 62
Natel 076 386 71 86
Fax 091 972 95 61
[email protected]
63
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
NEGLI USA SULLA VIA
DELL’EMIGRAZIONE TICINESE
(1. PARTE)
Sono un Moresi, originario di Certara (val Colla) ora Comune di Lugano, appartenente ad una famiglia di emigranti verso gli USA. Già mio bisnonno paterno Giovanni Gibellini, papà di mia nonna Edmea sposata in seguito con Rinaldo Moresi,
partì con alcuni suoi compaesani, verso le fine del 1800 per Chicago. Faceva di
mestiere il magnan (l’arrotino), tipica professione dei cületa (così sono soprannominati gli abitanti della val Colla). Divenne cittadino di quella nazione il 17 luglio
1923, cambiando il nome in John Gibelin. Lui poi ritornò nei suoi luoghi d’origine
attorno al 1930.
Per contro verso il 1920 mio nonno Rinaldo con i suoi due fratelli Giuseppe e Luigi
partì da Calais (Francia) con un bastimento verso New York. Loro erano attivi nel
settore della ristorazione.
Famiglia Moresi, North Adams, USA.
64
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Passarono, come tutti gli emigranti da Ellis Island, la famosa isola davanti a New
York, ora diventata Museo dell’immigrazione (consigliato per una visita: ne vale
veramente la pena). Lì si facevano tutte le procedure per poter entrare negli USA.
Rinaldo andò a fare il cuoco per decenni presso lo Stevens Hôtel, uno dei più grandi alberghi di Chicago. La sua famiglia, era rimasta a Certara, e lui rientrava in
Svizzera a scadenze regolari, a parte nel periodo della seconda guerra mondiale
poiché arruolato come cuoco della marina militare in Florida. Divenne cittadino
USA il 17 dicembre 1943. Fece questa vita fino al 1959, allorquando si trasferì definitivamente nel suo paesello natio di Certara, per godersi la meritata quiescenza.
Per contro i suoi fratelli Giuseppe e Luigi lavorarono e fecero famiglia negli USA,
stabilendosi a North Adams nello Stato del Massachusetts, ai confini con il Vermont,
Famiglia Righi, North Adams, USA.
65
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
chiamato il polmone verde degli USA per le sue caratteristiche montagnose con
immense distese di boschi.
Tutta questa introduzione per dirvi che sono sempre stato affascinato dalle storie
dell’emigrazione.
Al termine dei miei studi in scienze economiche e sociali all’Università di Friborgo,
nel 1976, ho fatto il mio primo viaggio sulla via dell’emigrazione, alla scoperta del
paese della grande mela. Era l’anno del 200° degli USA (bicentenial). Sono stato ai
due estremi, prima negli Stati di New York (la capitale è la città di Albany), nel
Massachusetts (la capitale è Boston), nel Vermont (la capitale è Montpelier), nel
Connecticut (la capitale è Hartford) e nel New Hampshire (la capitale è la città di
Concord), e poi in California (la capitale è la città di Sacramento) soprattutto nella
regione di San Francisco.
Sono poi ritornato esattamente 20 anni dopo, nel 1996, con la mia famiglia. Mia
moglie Fiorenza ed i miei figli Patrizia (allora 13enne), Carlo (12enne) e Fabia (9
G. Moresi, USA.
66
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
anni). In quest’occasione ho dato particolare attenzione alla visita dei nostri parenti
nel Massachusetts. Volevo che i miei figli conoscessero ed entrassero in contatto
personalmente con i loro “cugini” d’America. Parlavo prima dei fratelli di mio nonno Rinaldo, ossia Giuseppe e Luigi, che nel frattempo avevano cambiato nome in
Joe e Luis. Ebbene la grande famiglia dei Moresi lì ha avuto una grossa espansione.
Joe sr., attivo nella ristorazione, sposò Lina (una giovane proveniente da Tremosine
sul lago di Garda; un villggio gemellato con North Adams), ebbero tre figli: Rose,
Joe jr. e Bob, che a loro volta hanno fatto famiglia. Rose con Vergil ed i loro figli
Tom, Janice, Jmmy e Wyne. Joe jr. con Francis ed i loro figli Rusty, Nancy, Laurie
e Peter. Bob con Janice ed i loro figli Robin e David.
Luis, attivo anch’esso nella ristorazione, sposò Ida, anch’essa originaria di Tremosine (guarda un po’ che caso!), ed ebbero un figlio John. A loro volta i figli dei figli
si sono sposati e siamo arrivati ormai alla 5° generazione, formando in quella regione una vera e propria colonia di Moresi da Certara. Ai nostri giorni ormai nessuno
là parla più l’italiano. Ma le origini non si scordano. Anche i più giovani quando
visitano le grandi città europee vogliono scoprire con interesse il luogo da dove
sono partiti i loro antenati, la Val Colla. Ne sono fieri e rimangono pure impressionati quando nel cimitero di Certara vedono che l’80% dei defunti si chiama Moresi,
lo stesso loro cognome.
Loro sono nati e cresciuti in quella zona del Massachusetts che confina con il Vermont, che è veramente bella. Sembra alquanto strano, ma questi emigranti valcollesi lasciarono le loro terre montagnose per stabilirsi in una zona proprio simile dal
punto di vista geografico. L’unica ma fondamentale differenza è che qui da noi si
viveva di stenti, mentre là negli USA c’erano più opportunità di lavoro. E la maggior
parte di loro fece fortuna! Ho avuto l’opportunità di viaggiare con loro ed ho scoperto una parte del mondo talvolta poco turistica ma agli antipodi dell’America che
noi europei conosciamo attraverso televisione e giornali. Nel contempo ho cercato
interessanti informazioni da Wikipedia su questi due Stati. E con piacere le riscrivo.
Il territorio del Massachusetts nell'entroterra è collinare; è attraversato dal sistema
degli Appalachi la cui vetta più alta è quella del Monte Greylock (1064 m). Le coste
sono pianeggianti e fronteggiate da isole tra le quali Martha's Vineyard e Nantucket. I fiumi principali sono il Taunton, il Connecticut, il Charles e il Merrimack. I
più grandi laghi sono il Quabbin Resevoir e il Wachusett Reservoir, entrambi di
origine artificiale. Grazie al fascino degli eventi storici che hanno avuto luogo in
67
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
questa zona, il Massachusetts è un'importante meta turistica. La capitale, Boston,
riunisce in sé il fascino del vecchio mondo e della metropoli americana rendendola
una città unica. Molto forte anche la spinta culturale, vi sono oltre 50 istituiti tra
college e università tra le quali la famosissima Harvard e il Massachusetts Institute
of Technology MIT. La popolazione ha origini multietniche, di cui il 23,8% irlandesi americani, il 14,2% italoamericani, il 11,8% statunitensi di ascendenza britannica, l’8,7% franco-americani, il 7,0% americani, il 6,7% tedeschi, il 4,9% portoghesi, il 4,2% franco-canadesi ed il resto di svariate altre provenienze.
Il nome del Vermont deriva dal francese e significa monte verde, proprio come la
catena delle Green Mountains che attraversa lo stato. È l'unico stato del New England a non affacciarsi sull'Oceano Atlantico. Il Vermont confina con il Massachusetts a sud, il New Hampshire ad est, New York ad ovest, e il Canada a nord (Quebec). L'economia, come nel resto del New England, si basa sulla coltura di cereali,
ortaggi, patate e frutta, sull'allevamento di bovini e animali da cortile e sullo sfruttamento dell'ampia area boschiva. In generale quindi tutte attività economiche legate al verde. Inoltre in Vermont si trovano cave di marmo e di granito. Lo Stato è
famoso anche per la produzione di sciroppo d'acero. Nel secondario sono sviluppate le industrie alimentare, tessile, del legno, della carta e della cellulosa.
Nel 2009 ho poi fatto un altro bel viaggio negli USA, stavolta visitando la California, la Georgia ed il New York State, sempre sulle vie dell’emigrazione ticinese. Ma
questo sarà il tema per un racconto in un’altra puntata. Buona lettura ed arrivederci
sul prossimo numero dei nostri bei Quadernetti della Val Colla.
Testo e foto di Gianni Moresi, Bissone
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Siamo sempre alla ricerca di vecchie documentazioni quali: fotografie, mappe e
documenti da poter riprodurre sul nostro “Quadernetto”.
Inviare a:Associazione Amici della Val Colla – AAVC
Casella postale 33 - 6959 Maglio di Colla
[email protected]
68
Da Michela e Mariagrazia
Ristorante
Venerdì, sabato, domenica
e giorni festi vi
dalle 19.00 è in funzione la
PIZZERIA
WASHINGTON
6959 MAGLIO DI COLLA
Tel. 091 944 11 55
Ampio parcheggio
Garage Carrozzeria Maffeis SA
091 943 24 57 www.maffeis.ch 6950 Tesserete
Garage Carrozzeria Maffeis SA
091 943 24 57
www.maffeis.ch
6950 Tesserete
69
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
CACCIA ALLA LEPRE SUI NOSTRI MONTI,
IL FASCINO DELLA SEGUITA
Era ancora buio pesto e noi eravamo già in macchina: caricati i cani, sistemati i fucili, tutto a posto. Partiamo!
Ci attendeva un’intensa giornata di caccia. Arrivati sopra l’ultimo paese, lasciata la
macchina, ci incamminammo verso gli “alpetti”.
Un’occhiata alle condizioni meteorologiche della notte, uno sguardo alle fasi lunari
e al vento, bastarono per far capire la scelta della zona e del tipo di terreno più adatto per favorire la concentrazione e l’attività dei cani.
L’aria era frizzante, non c’era vento, le cime più alte svettavano imbiancate di neve
nel cielo plumbeo, per cui si decise di salire al “Böscior”, all’”alpett dala nonna
Gnagna”, dove alcuni giorni prima, durante una giornata di addestramento “prova
cani”, il giovane Clay, da solo, aveva scovato una lepre e l’aveva cacciata per più di
un’ora, facendogli ripercorrere il giro del “Triem-Faedin” per ben tre volte.
I segugi bernesi Lillo e Clay al San Lucio con la neve.
70
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Arrivati, sciogliemmo i cani. Il più vecchio, Lillo, prese la passata verso il crinale e
salì in direzione di “Triem” e il giovane Clay, figlio di Lillo, lo seguì perlustrando il
terreno a ventaglio. Procedevano quasi a passo d’uomo nella ricerca della pastura,
con fare compassato e senza troppe fughe in avanti, ma cerchiando la zona per trovare l’incontro giusto.
Lasciai fare ai cani, anche se volevo essere il primo a provare al di sotto del sentiero, dove vi è l’ultimo prato e dove Clay, alcuni giorni addietro, aveva fatto l’incontro giusto per lo scovo.
Certo che chi ama il lavoro del segugio lo trova affascinante dovunque, ma sicuramente tra i tuoi monti che conosci a menadito, la caccia col segugio alla lepre è tra
le più coinvolgenti.
Talvolta nel fitto del bosco li perdi di vista, ma loro, nel loro mestiere, non perdono
il collegamento con il padrone canettiere.
Tutte le fasi della cacciata: cerca, accostamento, scovo e seguita sono poi “raccontate” dal segugio stesso, attraverso i suoi scagni e l’emissione della voce, che di
fase in fase cambia l’enfasi (tono) e nella frequenza (ritmo).
Vista l’infilata presa dai cani, indicai a Guerino di fermarsi al “Böscior” e a Giancarlo di proseguire e portarsi nel bosco di faggio in zona “Cartel dal foc”.
Sopra di me sentii che Lillo batteva l’incontro. E’ un cane di grande olfatto e attaccato alla pastura che sta proseguendo nella battuta. Subito Clay crede nel lavoro di
suo padre, lo raggiunse e batte pure
lui. Vuol dire che la
lepre non è lontana!
In quel momento la
voce dei due segugi
bernesi si spostò verso il crinale del Pizzo
Ferraro, sempre più
sicura in fase di accostamento, risolvendo
le ultime doppie…
esplode nello scovo; i
due cani partirono sicuri, veloci, verso
Due lepri maschi in combattimento per il possesso della femmina.
71
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
l’alto. Guerino urlò a Giancarlo di portarsi verso il sentiero del “Cartel dal foc” ed
io mi alzai fino a raggiungere la radura sotto a una grande pietraia a metà Faedin,
dove la lepre è già passata giorni fa sotto la cacciata del Clay.
La seguita proseguì in direzione della “Bassa” e per qualche attimo non si sentì più.
Fui sicuro che la lepre aveva portato i cani in fallo prima di cambiare direzione e
probabilmente scollinare sull’altro versante della montagna.
Passarono, infatti, alcuni momenti di trepidazione, che a me sembrarono interminabili non sapendo se i cani avessero scollinato e quale direzione avessero preso; poi,
in lontananza, in alto, si sentirono le voci spiegate all’unisono dei due segugi che
spingevano la fuggitiva nella nostra direzione.
Mi preparai: aguzzando l’udito scrutai tutti gli anfratti davanti a me. Malaugurata-
I segugi bernesi Lillo e Clay alla ricerca della passata notturna.
72
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
mente sentii due “fungiat”, marito e moglie che si chiamavano e schiamazzavano a
vicenda a una cinquantina di metri in direzione della cacciata.
Sicuramente la lepre che secondo la direzione presa dalla cacciata doveva discendere versi di me, era stata deviata e i cani erano entrati in fallo nella pietraia, con
conseguente difficoltà a riprenderla.
I cercatori di funghi, capito quanto stava accadendo e gentilmente redarguiti ed invitati a non fare baccano dal sottoscritto, si allontanarono. Nel frattempo Clay si era
alzato a cerchio, fece una rabbiosa riborsa e, infilata bene, la lepre si diresse nuovamente in direzione della “Bassa”.
Anche Lillo raggiunse suo figlio e la cacciata serrata proseguì nel folto della faggeta, attraversò la piana sopra la zona del “Cartel dal foc” e l’indomita corsa dei cani
sagaci all’agognata preda che si diresse verso il basso, dove ad attenderla c’è Giancarlo che, con una fucilata ben assestata, arrestò la grossa lepre.
Subito i cani raggiunsero il luogo del lepricidio e si accontentano di assestare qualche mordicchiata alla preda morta, quindi furono premiati con un pezzo della lingua
di lepre a ciascuno.
Contenti di come si era conclusa la battuta, con Guerino, raggiungemmo Giancarlo
che nel frattempo aveva marcato nel foglio di statistica l’uccisione e controllato la
preda constatando che era un lepre maschio di peso notevole, sicuramente oltre i
cinque chili. Con sorpresa riscontrammo che era privo dei suoi attributi. Infatti, era
un maschio castrato che, probabilmente durante un combattimento con un altro maschio, magari più giovane e per il possesso della femmina, aveva subito la sconfitta
con la conseguente castrazione per opera del vincitore.
Fatto non nuovo in natura, per cui si può affermare che la vittima dell’entusiasmante battutta di caccia non era più buona per la riproduzione; in conclusione il “danno”
alla zona degli alpetti fu minore.
Ma ad avermi soddisfatto di più è stato il lavoro dei cani, che hanno saputo eseguire un accostamento ampio e metodico su terreno pietroso e difficile. Saper levare,
cacciare, risolvere i falli velocemente dimostrando le loro capacità intellettive, olfattive e di persistenza. Saper cacciare da vicino la preda fuggitiva senza dargli tregua!
Testo e foto Piercarlo Poretti
Presidente del Club Segugio Svizzero, Sezione Ticino
(www.segugiosvizzero.ch)
73

  


f i d a m p o
amministrazioni sagl
consulenza e gestione amministrativa, fiscale, contabile,
commerciale e immobiliare
mauro poretti
fiduciario commercialista
c.p. 202
6934 bioggio
74
+41 (0)79 283 71 62
[email protected]
Interventi selvicolturali - Taglio boschi
Taglio alberi pericolanti con elicottero
Tagli in pianta e potature (tree climbing)
Ingegneria naturalistica - Ripristini ambientali
Paleria di castagno (scortecciata - fresata - in corteccia)
Legna da ardere (tronchi - steri - camino - cippato - pellets)
Azienda forestale
Valli di Lugano SA
Al Dosso
CH-6807 TAVERNE (TI)
Telefono: ++41 (0)91 945 36 33
Fax: ++41 (0)91 945 00 39
Natel:--41 (0)79 686 36 72
e-mail: [email protected]
75
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
UNA VALLE E I SUOI PERSONAGGI!
EL PELO POSTIN
È la volta del postino del paese, in questo caso Cimadera, che ai tempi, girando
casa per casa, conosceva vita e miracoli di ogni abitante.
La bella descrizione di questo personaggio fatta in modo eccezionale dalla maestra
signora Luciana Antonini-Bassi, che ringraziamo in modo particolare, sia per noi,
che per averci dato la possibilità di pubblicarla sui “Quadernetti della Val Colla”
di cui proprio, il Pelo, fu tra i cinque Soci fondatori dell’allora “Associazione Amici di Cimadera e Piandera” merita di essere letta.
Era stato in America, almeno così mi par di ricordare (biascicava, infatti, alcune
parole d’inglese), ma la nostalgia della sua terra, il ricordo di profumi e sapori nostrani, così profondamente radicati in lui, lo costrinsero ben presto a ritornare a quel
selvaggio villaggio aggrappato alle montagne, così vicino al cielo. Si stabilì per
sempre, in una modesta casetta in fondo
al paese.
Indossò con grande orgoglio e doveroso
rispetto la divisa grigio-azzurra e il cappello con l’ala rigida e la scritta P.T.T. Il
Pelo iniziò così la carriera di postino
buralista che durò un’intera vita.
Il suo ufficio, un locale angusto a pianterreno di un antico edificio, era diviso a
metà da uno sportello di vetro rialzabile
e dalla cabina telefonica con l’apparecchio nero affisso al muro, a disposizione
di tutti.
Nell’altra metà, ammucchiati in buon
ordine, c’erano i sacchi di stoffa rigida,
color cenere, ben sigillati da un lucchetto argenteo; contenevano i pacchi da
spedire o da distribuire.
In quel locale era d’obbligo entrare uno
alla volta, in ordine d’arrivo, come in
confessionale. Nessuno, infatti, doveva
sapere quel che diceva, che confidava o
che spediva all’altro.
Chicago, 5 settembre 1927
76
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Il Pelo considerava il suo mestiere come una missione e si comportava di conseguenza; al pari di un medico coscienzioso rispettava il segreto professionale.
Lavorava senza fretta. Eseguiva le operazioni con estrema minuzia e puntigliosità.
Andavo anch’io in posta, a fine mese, a saldare le fatture con gli spicciolo ricavati
dalla vendita del latte e del burro. Ne avevo tanti, dentro un sacchetto di carta pesante. Il buon uomo chiudeva la porta, sollevava lo sportello di vetro e con la massima pazienza e discrezione contava e ricontava le monetine e le rare banconote,
annotandone man mano l’ammontare. Addizionava dal basso all’alto, dall’alto al
basso, a più riprese – sicché – diceva concludendo: “As disaria che al sia giüste, ma
al saria mei che tü controlàs ammò ̓na volta anca ti”.
Ricontrollavo, tanto per accontentarlo, mentre lui bollava con agilità il libretto giallo delle ricevute: tam, tam, tam, tam, … Sempre più velocemente, quasi con piacere.
E firmava, prima in aria, poi sulla carta, con gesti ampi.
Mi sembra di riudirlo quel rumore rassicurante, e di risentire l’odore del cuscinetto
d’inchiostro color viola copiativo.
Uscivo lasciando il posto alla donna
vestita di scuro che spediva la busta leggera come l’aria al figlio giovane o al
marito emigrati in America o in Australia.
Il Pelo pesava la lettera su un bilancino
d’ottone (chissà dove sarà finito?) simile a quello usato dagli speziali, e tamtam, la lettera finiva inghiottita nella
capiente borsa di cuoio nero, insieme a
tante altre che raccontavano di gioie
(poche!) e di dolori, di speranze e delusioni, di fatiche, di salute e di malattie,
di nascite e di morti, di giovenche e vitellini…
All’orario stabilito (non un minuto in
anticipo, non uno in ritardo) il postino
chiudeva a doppia mandata la porta di
legno dell’ufficio, si caricava il sacco di
tela su una spalla e la pesante borsa,
El Pelo con una figlia.
77
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
odorosa di cuoio a tracolla. S’avviava a
piedi verso i Mulini.
Quattro volte al giorno, in ogni stagione,
percorreva quel sentiero di cui conosceva ogni albero, ogni ombra, ogni sasso,
ogni profumo. Camminava spedito, le
ginocchia flesse, molleggiate, i piedi
saldi a leggere il terreno per renderselo
amico, come solo san fare gli uomini di
montagna.
Quattro volte al giorno a macinar chilometri senza lamentarsi mai.
Giunto alla meta, scaricato il peso e tanta responsabilità, si concedeva un attimo
di riposo. Rinfrescava il viso e i polsi
nell’acqua serena del ruscello, se ne riempiva più volte il cavo delle mani e la
sorseggiava goloso.
Un attimo di tregua prima di ricaricarsi
altro peso, altre lettere e pacchi da distribuire porta a porta, con la neve, con il El Pelo con le figlie fuori dallʼufficio postale.
vento, con la pioggia e con il sole.
Nei giorni precedenti il Natale, quando il lavoro diventava troppo oneroso, alcune
donne lo aiutavano a trasportare i pacchi fino in paese caricandoli sulla gerla a stecche rade (el cargànsce). A distribuirli però era sempre lui, puntuale e preciso.
In quel periodo anche noi bambini lo aspettavamo con gioia. Ci regalava il catalogo
dei giocattoli del Franz-Karl Weber; un dono grande di carta lucida e colorata. Ci bastava sfogliarlo – fa una pell d’öcc – per essere felici; altro non si poteva pretendere.
Ci faceva sognare ad occhi aperti e così, come per magìa, le bambole e gli orsacchiotti di carta diventavano veri.
A fine mese, il buon postino, sfoderava quel suo bonario sorriso, apriva il capiente
sacchetto di cuoio dentro il quale tintinnavano i pochi preziosi quattrini dell’A.V.S.
e li consegnava soddisfatto.
Lo ringraziavano, le mani giunte in orazione – che Dio et benedisa. Gesù Maria ai
pore morte! – Gesù Maria per tücc – rispondeva… ma e dovaresov miga ringraz78
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
ziam mi, l’è al Canevascin che a dovresov dig grazie, l’è lü che l’ha inventà
er’A.V.S. – e si riavviava con passo veloce.
Quando però era costretto a consegnare l’avviso della visita del BECAFALÌ*, il buon
uomo s’incupiva come se la colpa di quel funesto messaggio fosse anche sua.
La poveretta, cui era indirizzata la maledetta lettera raccomandata, firmava il libretto nero con le mani tremanti, i capelli scompigliati irti sul capo. Scompariva poi,
umiliata, nel buio del corridoio, inghiottita da una porta pesante che si richiudeva
con uno scricchiolio sinistro, un cigolio simile ad un prolungato lamento.
Il Pelo rimaneva solo sull’uscio, impalato, quasi non avesse più il coraggio di continuare. Il profondo senso del dovere però, più forte del momentaneo sconforto, gli
ridava la spinta di terminare il suo giro.
Dopo il lavoro, per riprendere vigore, se ne andava nella natura, in posti discosti,
sconosciuti ai più, alla ricerca di erbe selvatiche, medicinali o aromatiche che costituivano in gran parte la sua salutare dieta.
Era particolarmente goloso del crescione; ne apprezzava il sapore fresco e pizzicante che rinvigoriva il corpo e depurava il sangue. Cresceva in primavera nei posti
umidi, vicino ai ruscelli. Il Pelo lo coglieva a mazzi e lo gustava condito con un filo
d’olio e un “cicinin de sa”.
Consigliava a tutti quella miracolosa dieta primaverile e se qualcuno si dimostrava
scettico cercava di persuaderlo dicendo: – Credum a mì. De creson en mange üna
biela strecolma tücc i sante dì. L’è ’na bontà! Vardon scià. E som qui sücc comè ün
corné, san comè un corài. Tü dovarìa provà a fa era cüra anca ti, per üna qüai
qüindesena de dì. E pö tüm darè reson! –
I più si limitavano ad ascoltarlo ma, al crescione, preferivano un appetitoso salame
o ün “schnüc” de larde lübrificante.
Nei giorni festivi, libero da pacchi e lettere, si recava alla piccola osteria del paese
per godersi qualche ora di meritato svago.
Appoggiava (finalmente!) l’amato cappello sul bancone reso lucido da mani ruvide
e offriva un bicchiere di vino a tutti i presenti. Cantava, unendosi ai loro cori sguaiati; la sua voce, chiara e intonata emergeva potente riuscendo a soffocare, almeno
in parte, le stecche dei compaesani.
In quei momenti il suo viso si coloriva, si distendeva, rilassato. Il buon uomo dimenticava il tempo e il lavoro e osava persino fare le ore piccine.
La sua pacatezza, il gusto per la vita e per le cose semplici m’interessavano.
Ora il buon postino non c’è più. Vive nel ricordo di molti. Spesso mi fermo davanti
79
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
El Pelo alla consegna della posta.
alla sua tomba, sempre adorna di fiori di campo. Lo saluto con un Requiem. Ancora
mi sorride dalla foto.
Indossa, con il solito orgoglio, la divisa blu swissair e l’inseparabile cappello con la
scritta argentea P.T.T. che luccica nei miei occhi e nel sole.
Leggere queste righe è per noi un’emozione forte che ci fa ricordare la nostra gioventù fatta di cose semplici e di grande significato, vissuta con persone semplici e
di grande dignità.
Grazie Luciana! Da parte delle due figlie di Pelo, Sonia Albertini-Bassi e Gabriella
Cavallini-Bassi.
Testo di Luciana Antonini-Bassi, Capriasca, Cimadera.
Foto gentilmente concesse per la riproduzione da parte delle figlie di Pelo,
signore Sonia Albertini-Bassi, Sonvico e Gabriella Cavallini-Bassi.
* BECAFALÌ: era incaricato dall’Ufficio Esecuzione e Fallimenti di eseguire il pignoramento; un vero
spauracchio per la povera gente di quei tempi.
80
Acque minerali - Vini - Birre - Liquori
Zona industriale 3 - 6805 Mezzovico - Tel. 091 935 96 96
GALLI
COSTRUZIONI S.A.
Galli Costruzioni s.a.
Impresa generale
6802 Rivera
201362
Tel. 091 946 11 33
Fax 091 946 20 39
E-mail: [email protected]
Nr. IVA 447230
81
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
L’INTRUSO!
Era il mese che precede quello del Santo Natale, il tempo era nuvoloso ed una leggera pioggerella cadeva e con lei le ultime foglie rimaste sugli alberi. La giornata
presso il Centro Scolastico di Maglio di Colla stava per iniziare. La maestra Morena
era quasi sempre la prima a girare la chiave nella toppa e, in quel giorno senza sole,
ad accendere le luci dello spazioso atrio. Ancora un po’ assonnata rifece quei gesti
che faceva da anni. Si recò nel piccolo locale che si affaccia sul cortile e dal quale
si vede l’asilo. Là le luci erano ancora spente ed una leggera nebbia si era prepotentemente infilata tra i due stabili. Morena si avvicinò ancora di più al vetro, poi con
la mano cercò di pulirlo, ma questi era lindo. Lei vedeva qualcosa di molto strano
in quello spazio che aveva visto innumerevoli volte. Era presto e la notte non si era
ancora decisa a lasciare alla luce mattutina l’impegno di gestire quel piovoso giorno.
Non riusciva a capire cosa fosse quell’ immensa ombra che si vedeva al centro del
piazzale.
Seppur poco impressionabile un brivido le corse lungo la schiena. Ma non voleva
lasciarsi trascinare da quel senso di paura che quella “cosa” le stava causando. Decise di uscire nel cortile, lo voleva fare prima che arrivassero i suoi colleghi. Con
piglio deciso abbassò la maniglia della porta e si trovò sul piazzale. Al centro di
questo vi era un immenso albero che il giorno prima non c’era! Incredula si avvicinò. Un albero, il cui tronco misurava almeno un metro di diametro, usciva dall’asfalto in modo netto e, da dove Morena lo osservava, questi aveva ancora tutte le
foglie. In quel momento sentì dei rumori, sicuramente i suoi colleghi erano arrivati.
Decise di informarli anche perché se quello era uno scherzo, poteva essere un grosso pericolo per i bimbi che fra poco avrebbero invaso quello spazio e non da ultimo
quel grosso intruso che svettava al di sopra della scuola stessa, poteva cadere e rovinare seriamente tutto! Come fosse arrivato lì era un problema in quel momento
secondario. I colleghi videro subito dall’espressione dell’amica che qualcosa di
grave era successo. Non proferendo parola Morena li accompagnò a cospetto
dell’intruso. Stupore, incredulità erano aggettivi che si leggevano sui visi di tutti.
Poi la decisione di non permettere a nessuno di avvicinarsi di più, fintanto che la
direzione della scuola e la polizia non fossero avvisati e che si fossero prese le prime
precauzioni. Fu sempre Morena a telefonare al direttore Lanzetti che si trovava nel
suo ufficio a Cassarate. L’insegnante dovette ripetergli diverse volte cosa occupava
il cortile della sede scolastica al Maglio di Colla. Dopo una lunga e a momenti concitata comunicazione nella quale furono coinvolti anche gli altri insegnanti, il primo
provvedimento che fu preso era di allontanare tutti nell’attesa che il direttore e la
82
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
polizia arrivassero sul posto. Nel frattempo alcune automobili che da Signôra erano
scese verso Maglio di Colla, si erano accorti dell’intruso e si erano fermati. I maestri
si impegnarono con decisione a tenere a debita distanza i curiosi scolari spiegando
loro che poteva esserci un serio pericolo ad avvicinarsi. Ben presto si sentirono le
sirene della Polizia avvicinarsi. Arrivarono anche i pompieri ed il direttore Lanzetti
che come tutti non voleva credere a quanto i suoi occhi stavano vedendo! Giunse sul
posto anche un botanico ed un esperto di selve di nome Angelo.
Ora la luce del giorno lasciava vedere chiaramente la folta chioma e la grandezza
dell’intruso che sovrastava il tetto dello stabile scolastico. Le foglie avevano una
forma di goccia ed erano di un color rosso vivo. Sembravano gocce di sangue appese! Erano talmente folte che difficilmente si
riusciva ad intravedere i rami. Transenne e
le alte scale dei pompieri furono sistemate.
Gli specialisti si aggiravano con cautela
attorno al tronco. Ben presto arrivarono
anche dei giornalisti della stampa scritta,
della radio e della televisione per documentare l’evento. Anche da debita distanza si
poteva vedere l’albero e, chi si era potuto
avvicinare, diceva che il tronco usciva nettamente dall’asfalto. Nessuna fessura attorno: sembrava lì da sempre! Gli specialisti si
misero al lavoro con strumenti modernissimi per determinare la solidità dell’apparato
radicale, la compattezza del tronco e dei
rami e non da ultimo che tipo di pianta fosse. Fu deciso di legare il tronco con cavi
d’acciaio che furono fissati ai muri portanti
dello stabile e a delle rocce nelle vicinanze.
La scuola e l’asilo restarono chiusi per
giorni, mentre il paese era assalito da moltissimi curiosi e da specialisti botanici da
tutto il mondo. Nessuno aveva mai visto un
albero simile ed anche nei vecchi tomi di
botanica non si trovava nessuna pianta che
83
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
potesse lontanamente assomigliargli. Passarono i giorni e le foglie dell’intruso restavano rosse, mentre tutti gli alberi, a parte i sempreverdi, erano ridotti a scheletri.
Passarono pure le feste natalizie, ripresero le lezioni anche a Maglio di Colla. L’intruso era sorvegliato come un pericoloso criminale. Si era accertato che era saldamente ancorato al suolo, anche se nessuno sapeva spiegarsi come fosse stato possibile che fosse cresciuto in una notte. Le autopostali trasportavano in continuazione
persone che volevano vedere questa miracolosa pianta che fin dal primo momento
fu chiamato “l’intruso”. Si cercò di ritrovare una certa normalità anche nelle aule. I
bambini ripresero le loro attività e con esse i piccoli litigi durante la ricreazione e
dopo il termine delle lezioni. I maestri e i botanici, quest’ultimi oramai di casa al
Maglio, si accorsero che l’albero ogni tanto perdeva delle foglie. C’erano dei giorni
che ne perdeva poche, in altri momenti ne cadevano veramente tante. Foglie che al
mattino seguente erano sostituite. Avvenne un giorno che alcuni bambini, poco distanti dall’intruso, litigarono ferocemente e vennero alle mani. Improvvisamente
tutte le foglie dell’albero caddero! Tutti capirono che i comportamenti violenti ferivano l’intruso e di conseguenza le foglie cadevano come gocce di sangue o lacrime!
Da quel giorno gli allievi si comportarono sempre bene per non ferire quell’amico
che li osservava dal cortile. Ogni tanto, accanto al fusto, si trovava qualche fogliolina che veniva mostrata ai bambini come monito. Le vermiglie foglie della bella e
ricca fronda danzavano mosse da ogni alito di vento nel piccolo villaggio della Val
Colla.
“L’intruso” era giornalmente ammirato da centinaia di persone!
La storia dell’albero sensibile si diffuse e tutti in valle ma anche più lontano divennero più buoni!
Passarono i giorni, i mesi e gli anni. L’intruso vide tanti bimbi diventare grandi e
lasciare il posto ad altri più piccoli. Le sue foglie rosse non cadevano quasi più!
Anche quel mattino la maestra fece girare la chiave nella toppa, accese la luce nel
grande atrio della scuola al Maglio di Colla, poi come faceva da tempo, si accinse
ad andare a salutare l’amico nel cortile. Il sorriso sulle labbra della maestra era quello che ogni giorno accompagnava i suoi passi fino ad accarezzare il liscio tronco e
a guardare se per terra c’era qualche foglia. Restò impietrita appena uscita sul piazzale. L’intruso non c’era più! Dove c’era il tronco posò i suoi piedi; l’asfalto era liscio ed integro! L’intruso come era comparso era scomparso.
Prisca Gilardi Herber, Aldesago-Signôra
84
Fondazione della Svizzera italiana per la ricerca scientifica e gli studi universitari
ILI
Scuola
di lingua e cultura italiana
CORSI DI LINGUA ITALIANA
a tutti i livelli, in piccoli gruppi o individuali
intensivi, pomeridiani, serali
Preparazione agli esami
riconosciuti internazionalmente
via Basilea 22 / Gradinata Mimosa, CH-6900 Lugano (dietro la Stazione FFS)
Tel.: +41-91 950 86 86 • Fax +41-91 950 86 87
http://www.ti-edu.ch/ili • [email protected]
85
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
EZIO CAMPANA PANETTIERE
E NEGOZIO DI COMMESTIBILI A CIMADERA
L’Ezio adesso è lì curvo come un frassino cresciuto tra i rovi, quelli dei Müfin, dove
cercava funghi. Molto più in su, andate a vedere in Piancabella l’albero sul quale ha
inciso il suo nome e la data: aveva ottant’anni, era in gamba. Al rampegava a mo!
Adesso lo spostano le giovani infermiere con la carrozzella vecchia e cigolante, lui
non sa guidarla; non era un bullo nemmeno in macchina, ma la strada CimaderaLugano fino a piazza Molino Nuovo la sapeva a memoria: anzi la sua Fiat verde
pisello la sapeva a memoria. Ci andava quasi tutti i giorni a fare la spesa. Riempiva
la macchina, era per la botega, e anche per il prestino, poco sotto, ma separato. Il
prestino, il suo regno. Geloso di ogni oggetto e di ogni
spazio. Guai a spostargli
una spatola, l’impastatrice
si pulisce senz’acqua, la diventa rügina dopo, il tavolo
di marmo sempre sgombro,
con la raspa di ferro non si
gratta mai il tavolone di legno sul quale apparivano
magicamente ogni mattina,
michette, lunghini, pagnotte, mezzi chili e i cannoncini che così buoni li trovi
solo in Sicilia: si fa per dire.
A volte veneziane. Si infuriava silenziosamente quando vedeva che alcuni ragazzi, spesso i Ber dan giö,
mangiavano via della veneziana solo lo zucchero a
granelli che la copriva. I
capis nagot. La sua giornata, anzi la sua nottata? Si
alzava prestissimo, alle due
o tre del mattino. E go miga
bisogn dara sveglia! Tutto
86
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
legato al clima, alla temperatura, alle stagione, all’umidità. Il suo lavoro dipendeva
dalla lievitatura della pasta: sempre grande mistero. Lui l’accarezzava ogni cinque
minuti e d’improvviso era pronta. Ades sì che l’è viva. E da quell’ammasso vermiforme con precisione maniacale prendevano forma le varietà più semplici di pane
bianco e semibianco. Non c’erano pani speciali. Già il pane era speciale. Semmai
venerdì pane nero e strappo alla regola, per le nipotine gli Zibak. Alle sei suonavano
le campane alla radio. I primi clienti arrivavano poco dopo l’inno nazionale quando
l’Ezio si sintonizzava su Monte Ceneri. Risvegliati dalle prepotenti fragranze del
forno. Qualcuno chiedeva
una cottura personalizzata,
più croccante se può signor
Ezio. Lo interrompevano, lo
distraevano, gli toglievano
la concentrazione soprattutto dal radiogiornale, il primo della giornata sul Ceneri. Le stesse notizie le avrebbe ancora risentite e risentite. Ma loro, non le notizie,
lo disturbavano, i me stufis
’ra zücoria, e a lui sembrava di perdere tempo. La radio a transistor gracchiava
tutta la notte, Tirreno mosso, golfo di Taranto molto
mosso, gli teneva compagnia e lo informava emozionandolo, primo allunaggio
21 luglio alle ore 02:56.
Armstrong trascorse due
ore e mezza al di fuori della
navicella, mentre Aldrin un
po' meno. Annotava proverbi e ricette su quaderni
sgualciti. Era un curioso e
87
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
intelligente solitario e così è rimasto. Sempre sul suo. Intimorito per ogni possibile
conflitto. Am pias miga taca lit. Anche quando i ragazzini, per la terza di luglio,
Madonna del Carmelo, suonavano la Tittella dal campanile esattamente di fronte
alle sue finestre, non osava protestare. Sbuffava, sopportava. Si lamentava con la
Marina. I ragazzi suonavano di pomeriggio insistentemente, ma lui di pomeriggio
andava a fare un sognetto per essere riposato la notte successiva. Infame il mestiere
di panettiere. Quando il Diego, sacrestano, è andato in pensione l’Ezio l’ha sostituito. Brontolando e brontolando non ha mai sbagliato orario di richiamo a Messa. Va
giö ti Marina a sonà! Ligio e preciso aveva rubato il mestiere da paneté dal Pellegrini a Lugano. Per cinque franchi al mese impastava cento chili di pasta al giorno.
Domenica esclusa perché la domenica tornava a Cimadera con la bicicletta, senza
marce. Cimadera dove ha deciso di continuare e terminare la sua vita. Non ha mai
visto il mare. L’è trop lontan. Al massimo è andato ad Einsielden dove sfortuna
vuole si è beccato una polmonite. Fragile di polmoni. Asma costante. La farina entra
dappertutto. Ogni tanto a fare il pane ci
andava la Marina o qualche figlio mal
pratico ovviamente. Oggi si ricorda del
suo anniversario di matrimonio, 67 anni,
e con mano lenta ma ferma sorseggia,
forse per la prima volta uno e un solo
sorso di champagne. E poi chiede dei
funghi. Se quest’an l’è staia bona. Ma
quando non ne venivano e al mercato di
Lugano la sua povera mamma scendeva
con la cavagna mezza vuota ci racconta
che la gente diceva: dal sass dara Piazascia, da lì a pasa rin sü, trovai üna tognaca becada dal cücü.
Testo di Albino Campana
(figlio di Ezio)
Fotografie di Marycarmen
Bricalli Campana
(figlia di Ezio)
88
CRISTIAN CAPRA
Responsabile generale
Natel 079 874 15 19
Via Trevano 29
6900 Lugano
Tel. 091 971 67 57
Fax 091 971 67 56
[email protected]
www.yesmultiservice.ch
cucine bagni arredamenti
SIBI ARREDAMENTI SA
Via Fola 15
CH-6963 Pregassona
Tel. 091 971 65 81
Fax 091 971 36 61
www.sibigroup.ch - E-mail: [email protected]
24 ORE SU 24
091 973 50 50
www.galli-sicurezza.com
SICUREZZA SA
SERRATURIERI DAL 1958
89
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
LA PASQUALA E I PIZZ DAL SIGNUR
Una vita di lavoro intenso ma sempre accompagnata dal suo “Signur” che le sta
vicino, la conforta, e non da ultimo risponde alle sue invocazioni; a volte attraverso
la voce di altre persone ma che Lei sa sono le parole e i consigli del suo “Signur!
È al secolo Pasquala Moresi, nata il 3 maggio 1923. Abita a Colla, nella sua casa
paterna; mura che hanno condiviso con Lei gioie e dolori. Pasquala è la figlia più
grande, oltre a Lei due sorelle ed un fratello, ritornato accanto al “Signur” all’età di
5 anni a causa di una meningite. Questo è il dolore più grande che ha sopportato ed
ha accompagnato Pasquala e che ancora oggi oscura il suo radioso sorriso che l’accompagna sempre.
Mi racconta delle sue giornate di quando già bambina accudiva le mucche e le capre.
Il suo lavoro in campagna accanto alla mamma ed alle sorelle; Lei la più vivace non
aveva paura della mole dei suoi animali; le disturbava solo che non la lasciavano in
pace mentre lei lavorava ad uncinetto sporcandole i motivi che nascevano tra le sue
mani. Già perché la piccola Pasquala è molto brava in questa delicata attività insegnatale dalla sua “Tata” sorella del papà che viveva in famiglia con loro. Quel padre
emigrato in America e che là vi morì nel 1948. Anche il disegno ed il lavoro a maglia
erano delle attività in cui Lei eccelleva; tanto che per otto anni impartì alle bambine
delle scuole di Colla i primi approcci con il filato.
90
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
Pasquala si ricorda molto bene dei suoi anni di scuola a Colla; le sue maestre Pellegatta di Cadro e Carpinetti di Morcote e dei suoi tre anni alle scuole Maggiori al
Maglio di Colla. Mi racconta poi degli anni di lavoro in diversi alberghi: a Castagnola e a Lugano. Agli anni trascorsi presso l’Istituto Don Orione a Lopagno, dove
impartiva anche lezioni di lavoro a maglia alle suore che vi operavano. Ai due anni
trascorsi presso una famiglia a Milano dove aveva il compito di accudire alla casa
ed ad un neonato. Ride sonoramente al ricordo di quando glielo misero in braccio la
prima volta e le chiesero di cambiargli i pannolini; vedendolo così piccolo disse:
“No, vöri mia fal, al rumpi!” In seguito questo piccino le si affezionò ed ancora
oggi questo architetto la ricorda con affetto!
Pasquala ha molto piacere di parlare dei suoi ultimi sei anni lavorativi trascorsi alla
stazione FFS a Lugano. Durante questo periodo prese in affitto un appartamento
poco distante in quanto doveva alzarsi molto presto per riordinare gli uffici. Lì finalmente aveva tempo per i suoi preziosi pizzi raffiguranti scene tratte dai Vangeli
e nei quali non mancava mai la raffigurazione del suo “Signur”.
Uno di questi capolavori lo chiese e ricevette il signor Gianinazzi, ispettore ferroviario che lo volle per esporlo all’entrata della sua nuova abitazione e come mi
precisa Pasquala: “All’ammirazione degli ospiti!”.
Pure la sua attività di sacrestana presso la parrocchia di Colla non è certamente trascurabile. Tranne brevi periodi nei quali lavorò lontana, la dedizione per la casa del
“So Signur” duro per 70 anni!
Lavoro, fede, altruismo, estro, una simpatia che ti contagia al primo incontro ed
un pizzico di sregolatezza che segna
sempre l’esistenza di persone non comuni e che forse avrebbero meritato di nascere in un’altra era.
La signora Pasquala mi dice sorridendo
che della sua vita è contenta e che “Ul
mé Signur al m’a dii
che par incuntrass da persona a ghè ammò temp!”
Attimi di vita
raccolti da Prisca Gilardi Herber,
Aldesago-Signôra
91
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
CALENDARIO DEGLI EVENTI, FESTE
E MANIFESTAZIONI IN VALLE
Ogni piccolo borgo della nostra valle offre momenti di svago e di amicizia; ogni
paese c’è una sagra in onore del Santo Patrono Protettore. Per conoscersi, per stare
insieme, la dimensione più naturale è quella ludica, quella della festa. Vi proponiamo un dettaglio, che speriamo esaustivo, di queste feste nostrane, invitandovi a
partecipare e a creare nuove amicizie tra gli amici della nostra valle.
BOGNO
Propaganda turistica di Bogno e la Parrocchia di Bogno:
•Sabato 12 luglio: Festa di San Lucio sulla capanna al passo di San Lucio.
•Martedì 15 luglio: Festa dell’Assunzione in paese, con la parrocchia di Bogno.
•Sabato 16 agosto: Festa di San Rocco sulla capanna al passo di San Lucio.
Società Cacciatori Gazzirola di Bogno:
•Sabato 22 marzo: Assemblea Generale Ordinaria con il Cenone, Località da stabilire.
•Sabato 26 aprile: Tiro Sociale Gazzirola, con la Soc. Cacc. Capriasca allo Stand
a Gola di Lago.
•Sabato 17 maggio: 1° Tiro dell’amicizia in Italia, al lago d’Elio (sopra Maccagno).
•Sabato 12 luglio: Mini Maratona di 50 piattelli allo Stand di Gola di Lago.
•Sabato 19 luglio: Grande Maratona Non-Stop di 100 Piattelli, presso lo Stand di
tiro a Serpiano.
•Domenica 27 luglio: Tiro Sociale della Società Cacc. Capriasca congiuntamente
con i Soci della Società Cacciatori Gazzirola di Bogno presso lo Stand di Gola di
Lago.
CERTARA
Associazione Amici dell’Alpe Corte di Certara:
-diversi appuntamenti a partire da marzo fino a fine anno fra cui in particolare:
-domenica 24 agosto Festa sull’Alpe Corte di Certara con gli Amici dell’Alpe.
CIMADERA
Unione Tiratori Monte Era e la Parrocchia di Cimadera:
•Domenica 18 maggio: Tiro obbligatorio a 300 m. con l’Unione Tiratori Monte
Era.
92
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
•Domenica 1 giugno e domenica 6 luglio: Tiro federale di campagna, tiro obbligatorio e, al pomeriggio tiro sociale. A mezzogiorno sarà servito il pranzo.
•Domenica 15 giugno: Festa di Sant’Antonio.
•Domenica 20 luglio: Festa patronale della Madonna del Carmelo.
•Sabato 2 e 9 agosto: Pomeriggio, tiro per i “Giovani Tiratori” organizzato con la
collaborazione dei Civici Carabinieri di Lugano presso lo Stand di Cimadera.
È rivolto un caloroso invito a tutti i giovani della Val Colla a voler approfittare
dell’occasione per una loro partecipazione ai corsi indetti per i “Giovani Tiratori”
che normalmente sono organizzati presso lo Stand dei Civici Carabinieri della
Resega a Lugano.
Immagine di altri tempi per il poligono dell’Unione Tiratori del Monte Era, nuovamente popolato da
Giovani Tiratori a 300 m. (GT) anche solo per
qualche ora. In particolare si tratta dei GT della
Civici Carabinieri di Lugano, che ai primi di agosto del 2013 sono venuti a recare visita ai loro neoconcittadini ove hanno affinato la preparazione in
vista della finale del campionato gruppi di categoria. Le trasferte presso il piccolo ma funzionale
poligono di Cimadera hanno portato fortuna ai
giovani luganesi, che si sono poi aggiudicati l’oro
cantonale e la partecipazione alla finale nazionale.
COLLA
Patriziato di Colla, la Parrocchia di Colla e il Centro Orizzonte:
•Domenica 4 maggio: Apertura dell’Alpe di Pietrarossa con l’arrivo delle capre.
•Domenica 8 giugno: Festa della Polenta e formaggio, presso il Centro Orizzonte
di Colla.
•Sabato 28 e domenica 29 giugno: Festa patronale dei SS Pietro e Paolo alla chiesa di Colla.
•Venerdì 1. agosto: Festa nazionale. Brunch all’Alpe Pietrarossa, organizza il
Team Christian.
•Domenica 17 agosto: Festa dell’Alpe di Pietrarossa, organizza il Team Christian.
•Domenica 8 febbraio 2015: Festa di carnevale, organizzata dal Comitato Carnevale di beneficenza “El Colèta” presso il Centro Orizzonte di Colla.
93
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
COZZO
Comitato dell’Oratorio della Beata Vergine Maria del Carmelo:
•Sabato 12 e domenica 13 luglio: Festa patronale della B.V. Maria del Carmelo,
sagra paesana presso l’Oratorio di B.V. Maria del Carmelo.
CURTINA
Amici della Curtina:
-sabato 26 e domenica 27 luglio – Festa di Sant’Anna, sagra paesana.
INSONE
Comitato dell’Oratorio di San Rocco:
•Domenica 24 agosto: Festa paesana di Pro San Rocco, pranzo di Polenta con
contorni nostrani presso il capannone “Al Ritrovo”.
•Sabato 27 settembre, ore 19.00: Festa del bollito presso il capannone “Al Ritrovo”.
•Sabato 8 novembre, ore 19.00: Fondue ai 4 formaggi per tutti, presso il capannone “Al Ritrovo”.
MAGLIO DI COLLA
Associazione Amici della Val Colla, Associazione Genitori della Val Colla,
Società Tiratori Gazzirola e Comitato Carnevale di beneficienza
“El Colèta” Val Colla:
•Domenica 4 maggio: Assemblea sociale dell’Associazione Amici della Val Colla,
presso la sala del Consiglio Comunale della ex casa comunale al Maglio di Colla,
con la premiazione dei ragazzi partecipanti ai due concorsi di disegno e di fotografia banditi dall’Associazione Amici della Val Colla.
•Data da definire, in primavera, che sarà pubblicizzata con manifesti in valle.
Serata in concerto con un coro di cantori, presso la palestra del Centro scolastico
al Maglio di Colla.
•Data da definire con i maestri, in primavera: Giornata didattica nei boschi della Val Colla con gli allievi delle scuole elementari del Maglio di Colla, per far
scoprire ai ragazzi l’arte venatoria della caccia. Organizzazione da parte dell’Associazione Amici della Val Colla in collaborazione con la Federazione Cacciatori
Ticinesi (FCTI).
94
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
•Domenica 4 maggio e domeniche 1 e 15 giugno: Tiro obbligatorio e tiro federale
di campagna organizzato dalla Società Tiratori Gazzirola.
•Lunedì di Pentecoste, 9 giugno: Gita sociale con l’Associazione Amici della Val
Colla, al Lago d̓Iseo e Monteisola. Seguirà invito tramite circolare a tutti i soci e
simpatizzanti.
•Domenica 21 settembre (in caso di cattivo tempo domenica 28 settembre):
“Festa di fine estate” in piazza al Maglio di Colla, con il mercatino dell’artigianato e gara podistica amatoriale “In giro per la Val Colla”. Organizzazione Associazione Amici della Val Colla.
•Sabato 29 novembre: Mercatino di Natale e Panettonata offerta, presso il Centro
Scuole Elementari. Organizzato in collaborazione dell’Associazione Genitori con
l’Associazione Amici della Val Colla.
•Sabato 17 gennaio 2015: Polenta e merluzzo in umido.
•Venerdì 24 e sabato 25 gennaio 2015: L’inizio del Carnevale con il Comitato del
Carnevale di beneficenza “El Colèta” presso il capannone al Maglio di Colla.
PIANDERA
Pro Piandera e Comitato dell’Oratorio di Santa Maria Maddalena:
•Domenica 27 luglio: Festa paesana dell’Oratorio di Santa Maria Maddalena.
•Venerdì 1. agosto: Festa nazionale.
SCAREGLIA
Comitato dell’Oratorio di Santa Maria della Neve:
•Domenica 27 aprile: Festa della Madonna di Re.
•Giovedì 31 luglio, sabato 9 e domenica 10 agosto: Festa patronale all’Oratorio
di Santa Maria della Neve. Programma dettagliato vedere www.scareglia.ch
SIGNÔRA
Comitato dell’Oratorio di San Giuseppe:
•Martedì 18 e mercoledì 19 marzo, e di seguito al giovedì 1° maggio: Festa patronale di San Giuseppe, presso l’Oratorio di San Giuseppe.
95
ASSOCIAZIONE AMICI DELLA VAL COLLA
FONDAZIONE DELLA SVIZZERA ITALIANA
PER LA RICERCA SCIENTIFICA E GLI STUDI
UNIVERSITARI, F.SIRSSU, LUGANO
Concorso per l’assegnazione di borse di studio
2013 / 2014
Fondo dott. Cleto Paltenghi per studenti della Val Colla
Richiamato il suo regolamento, la Commissione del Fondo apre il concorso per
l’assegnazione della/e borsa/e di studio per l’anno universitario 2013/2014 a favore
di studenti originari della Val Colla (comuni di Bogno, Certara, Cimadera e Valcolla) o ivi residenti, di condizione modesta, che si distinguono negli studi e che necessitano di un aiuto finanziario, iscritti alla formazione di base presso la facoltà di
medicina di un’università svizzera o, in mancanza di concorrenti, in una disciplina
delle scienze naturali (email: [email protected] e info: www.ti-edu.ch/
sirssu).
Per la valutazione delle necessità finanziarie la Commissione si basa sia sui fattori
di reddito della famiglia e dello stesso studente senza appoggi familiari (dichiarazione fiscale aggiornata) sia su altri fattori d’aggravio economico, dovuti per esempio
a fratelli/sorelle contemporaneamente agli studi fuori casa, persone a carico, particolari difficoltà dovute a perifericità del domicilio e simili, purché credibilmente
documentati nella loro incidenza economica all’atto della richiesta.
Le domande, corredate dai necessari allegati che comprovino la situazione scolastica dello studente (iscrizione ai corsi ed esami sostenuti), la sua condizione economica, l’attestazione d’eventuali altre borse di studio ottenute come pure ogni altro
elemento utile a illustrare la specifica situazione dello studente, vanno inoltrate alla
Commissione Fondo Paltenghi, Fondazione SIRSSU, c/o avv. Enzio Bertola, c.p.
336, 6906 Lugano-Cassarate (TI), entro venerdi 16 maggio 2014.
Consorzio Valle del Cassarate e golfo di Lugano
Cerchiamo foto vecchie della Val Colla
con ampie vedute delle nostre montagne, alta Capriasca
e Valle di Lugano da inviare a:
[email protected]
96
Con le carte Raiffeisen
il mondo è ai vostri piedi.
Banca
Raiffeisen
Con
le carte
del ilCassarate
mondo è ai
6950 Tesserete
Raiffeisen
Sede giuridica
vostri piedi.
Tel. 091 936 36 36
Fax 091 936 36 37
CB 80366
6950 Tesserete
6952 Canobbio
Sede commerciale
Tel. 091 936 36 76
Fax 091 936 36 77
Banca Raiffeisen
6952 Canobbio
del Cassarate
giuridica
commerciale
Agenzie
a: 6965 Cadro / 6949 Sede
Comano
/ 6944 Cureglia /Sede
6964
Davesco-Soragno
Con noi
Agenzie a:
Tel. 091 936 36 36
6946 Ponte Capriasca
/ 6968 Sonvico
Fax 091 936 36 37
CB 80366
per nuovi orizzonti
Tel. 091 936 36 76
Fax 091 936 36 77
6965 Cadro / 6949 Comano / 6944 Cureglia / 6964 Davesco-Soragno
6946 Ponte Capriasca / 6968 Sonvico
Con noi per nuovi orizzonti
Scarica

QUADERNETTI DELLA VAL COLLA