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Direttore Responsabile:
Calogero Garlisi
[email protected]
Coordinatore editoriale:
Eugenio Nastri
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Proprietario ed Editore:
Novecento Media S.r.l.
Direzione e redazione:
Novecento Media S.r.l.
Via Tenca 7, 20124 Milano
Hanno collaborato:
Renata Carrieri, Maria Grazia Colombo
(Ernst & Young), Matteo Cremonesi,
Piero Crivellaro, Giuseppe De Rossi,
Alberto Giordano, Gina Leo, Carlo
Morichini, Rita Piccinini, Sergio Ricci,
Alberto Rozza, Camilla Terenzi, Ufficio
studi della Banca Popolare di Milano
Redazione:
Stefania Riboldi
[email protected]
Impaginazione:
Studio Grafico Ceccherini, Milano
Stampa:
Graphicscalve S.p.A
Via Grinetta, 7/9
24068 Seriate (BG)
Registrazione testata Tribunale di Milano
n. 307 del 22.4.1998
Sommario
SOMMARIO
5 settembre 2012
NOVITÀ IN BREVE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3
AGEVOLAZIONI FINANZIARIE
NAZIONALI
Investimenti produttivi
Banca del Mezzogiorno, al via i prestiti per le Piccole
e medie imprese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
8
Commercio estero e internazionalizzazione
UniCredit-Sace, sostegno degli investimenti delle imprese italiane
all’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Ricerca e innovazione
Il nuovo bando Smart cities and communities trova applicazione
sull’intero territorio nazionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
I contributi per la certificazione ambientale delle Pmi . . . . . . . . . . . . . . 18
REGIONALI
Investimenti produttivi
Por Fesr Calabria, Mezzanine Financing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
Roma, più contributi ai Confidi per sbloccare
l’accesso al credito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
Abbonamenti:
Italia annuale: € 169,00
Copie arretrate: € 16,00
Si vende solo in abbonamento
Servizio abbonamenti:
Tel. 02.23002408 - Fax 02.23002411
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Le pubblicazioni o ristampa degli articoli
deve essere autorizzata per iscritto
dall’Editore previo consenso dell’Autore.
Sardegna, finanziamento per lo sviluppo di nuovi prodotti
nei settori agricolo, alimentare e forestale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
Ricerca e innovazione
Lombardia, il Fondo Seed per gli start-up delle idee
e delle imprese innovative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Commercio estero e internazionalizzazione
Sardegna, voucher per promuovere le Pmi nei mercati esteri . . . . . 38
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In questo numero
La Riforma del lavoro. La
Riforma, in vigore dal 18 luglio
2012, riconosce incentivi economici ai datori di lavoro che assumono anche a tempo determinato
per almeno 12 mesi, lavoratori
con almeno 50 anni di età e donne
in stato di disoccupazione.
DA NON PERDERE
Banca del Mezzogiorno, al via
i prestiti per le Piccole e medie
imprese. Con il via alla operatività della Banca del Mezzogiorno, partono le linee di credito a
favore dei progetti di sviluppo
promossi dalle Pmi con sede
legale nelle Regioni Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Campania,
Molise, Puglia, Sardegna e
Sicilia.
UniCredit-Sace, sostegno degli investimenti delle imprese
italiane all’estero. Stanziati
300 milioni di euro per l’internazionalizzazione e la crescita
delle Piccole e medie imprese.
Il nuovo bando Smart cities
and communities trova applicazione sull’intero territorio
nazionale. Dopo l’esperienza
positiva del primo bando dedicato alle Smart cities and communities dello scorso mese di
marzo e inerente solo le aree del
Mezzogiorno
d’Italia,
il
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con
recente decreto direttoriale n.
391 del 5.7.2012, ha dato vita
ad un analogo intervento per
l’intero territorio nazionale.
ALTRE DALLE REGIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
43
AGEVOLAZIONI ESTERE
Repubblica Ceca, bando per la crescita delle Pmi “Programma
Progres” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
Quebec, agevolazioni per gli investimenti
delle imprese italiane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
ANALISI E COMMENTI
Piemonte, una formula vincente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
L’ANGOLO DEL LETTORE
LE RISPOSTE DELL’ESPERTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
QUADRO DI RIFERIMENTO
Indicatori reali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
INSERTO
La riforma del lavoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
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NOVITÀ IN BREVE
Novità in breve
N
azionali
Avviso pubblico Smart cities and
communities e progetti di innovazione
sociale
Dd 5.7.2012, n. 391 Sul sito del Miur è stato pubblicato un avviso (Dd prot. n.
391/Ric del 5 luglio 2012) per la presentazione di idee
progettuali di ricerca e sviluppo. Si tratta del secondo
bando per Smart Cities e Communities, dopo il bando di
marzo 2012 rivolto solo alle regioni Convergenza (Calabria, Sicilia, Campania, Puglia).
Le idee progettuali devono riguardare le Smart Cities e
Communities e sviluppare modelli innovativi finalizzati a dare soluzione a problemi di scala urbana e metropolitana tramite un insieme di tecnologie, applicazioni,
modelli di integrazione e inclusione, attraverso la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo
sperimentale.
In particolare, i settori di intervento individuati sono: sicurezza del territorio, invecchiamento della società, tecnologie welfare ed inclusione, domotica, giustizia,
scuola, waste management, tecnologie del mare, salute,
trasporti e mobilità terrestre, logistica last-mile, smart
grids, architettura sostenibile e materiali, cultural heritage, gestione risorse idriche, cloud computing technologies per smart government.
Possono presentare idee progettuali le imprese, i centri
di ricerca, i consorzi e le società consortili, i parchi
scientifici e tecnologici con sede operative su tutto il territorio nazione. Le amministrazioni dovranno, inoltre,
essere coinvolte nella sperimentazione e applicazione
concreta dei risultati conseguiti.
Il bando prevede inoltre la presentazione di “Progetti di
innovazione sociale”, elaborati da giovani di età non superiore ai trenta anni e finalizzati alla realizzazione di
idee tecnologicamente innovative per la soluzione nel
breve-medio periodo di specifiche problematiche pre-
senti nel tessuto urbano di riferimento e riferite ai settori di intervento di cui sopra.
Il Miur mette a disposizione risorse a valere sul Far pari a complessivi 655,5 milioni di euro, di cui 170 nella
forma del contributo nella spesa e 485,5 nella forma del
credito agevolato.
Le idee progettuali e i “progetti” debbono essere presentati tramite il servizio telematico Sirio (http://roma.cilea.it/Sirio). La scadenza per la presentazione delle idee progettuali è stata fissata al 9 novembre 2012,
mentre i progetti di innovazione sociale possono essere
presentati fino al 7 dicembre 2012.
(v. pag. 13)
Iniziative per la formazione professionale
nel settore dell'autotrasporto di merci:
bando 2012
Nella Gu n. 152 del 2 luglio
2012 è stato pubblicato il decreto 3 maggio 2012 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che definisce
le modalità operative per l'erogazione dei contributi a
favore delle iniziative per la formazione professionale
nel settore dell'autotrasporto di merci, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 2009,
n. 83.
Possono presentare domanda le imprese di autotrasporto, i cui titolari, soci, amministratori, dipendenti o
addetti partecipino ad iniziative di formazione o aggiornamento professionale, generale o specifico, volte
all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione
d'impresa, ed alle nuove tecnologie, allo scopo di promuovere lo sviluppo della competitività, l'innalzamenDm 3.5.2012
Gu 2.7.2012, n. 152
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NOVITÀ IN BREVE
to del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro. Le iniziative sono realizzate attraverso piani formativi aziendali, interaziendali, territoriali o strutturati
per filiere da avviarsi dopo la presentazione della domanda.
L'intensità dell’aiuto non supera il 25% dei costi ammissibili per la formazione specifica e il 60% dei costi
ammissibili per la formazione generale. L'intensità di
aiuto può essere aumentata, a concorrenza di un'intensità massima dell'80% dei costi ammissibili, di 10 punti percentuali se la formazione è destinata a lavoratori
svantaggiati o disabili, di 10 punti percentuali per gli
aiuti concessi alle medie imprese e di 20 punti percentuali per gli aiuti concessi alle piccole imprese.
Le istanze devono essere presentate entro il 31 agosto
2012 al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Direzione generale per il trasporto stradale e per l'intermodalità, via Giuseppe Caraci n. 36, 00157 Roma.
Fondo paritetico interprofessionale
per la formazione del terziario, avviso
2/2012
Sito ufficiale Fondo ForTe: ForTe. è il Fondo paritetico per la formazione
www.fondoforte.it
continua dei dipendenti
delle imprese che operano nel settore terziario, ossia:
commercio, turismo, servizi, logistica, spedizioni,
trasporti. Promosso da Confcommercio, Confetra,
Cgil, Cisl e Uil, ForTe. opera a favore delle imprese
aderenti e dei loro dipendenti. L'obiettivo principale
di ForTe. è favorire l’utilizzo della formazione continua da parte delle aziende e dei lavoratori.
Sul sito ufficiale del Fondo paritetico è apparso l’Avviso di sistema 2/2012 per il finanziamento dei piani formativi aziendali, settoriali e territoriali in favore delle imprese aderenti al Fondo, appartenenti ai
settori commercio, turismo e servizi, logistica, spedizioni e trasporti, nonché ad altri settori economici.
I piani formativi sono rivolti alle imprese aderenti al
Fondo, che occupino da 1 a 149 dipendenti.
Destinatari finali della formazione sono i lavoratori
dipendenti per i quali i datori di lavoro sono tenuti a
versare il contributo di cui all’art. 12 della legge
n.160/1975, inclusi anche i lavoratori stagionali che,
nell’ambito dei 12 mesi precedenti la presentazione
del piano, abbiano lavorato alle dipendenze di imprese assoggettate al contributo di cui sopra ed aderenti al Fondo.
Sono, inoltre, ricompresi tra i beneficiari, con esonero dal cofinanziamento privato, i lavoratori sospesi, in mobilità, cassa integrazione, con contratti di
solidarietà, con contratti di apprendistato e con contratti a progetto.
I piani finanziati possono interessare uno solo dei seguenti ambiti:
- aziendali e interaziendali, finalizzati a soddisfare
esigenze espresse da singole aziende, gruppi di impresa e aziende costituite in associazioni temporanee
di scopo;
- territoriali, su base subregionale, regionale, multi
regionale, finalizzati a soddisfare esigenze formative aziendali, interaziendali, anche di reti e di filiere;
- settoriali, a carattere subregionale, regionale e multi regionale, per soddisfare fabbisogni formativi comuni alle aziende appartenenti alla stessa categoria
merceologica o a reti e filiere.
Le risorse stanziate per l’attuazione dell’Avviso ammontano complessivamente a 30 milioni di euro, di
cui:
• 26,2 milioni di euro per commercio, turismo e
servizi;
• 1,8 milioni di euro per logistica, spedizioni e
trasporti;
• 2,0 milioni di euro per altri settori economici.
Per la presentazione dei piani aziendali a valere sull’Avviso 2/2012 sono fissate tre scadenze: 19 ottobre 2012, 31 gennaio 2013 e 30 aprile 2013.
Per maggiori informazioni, consultare il sito www.
fondoforte.it.
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NOVITÀ IN BREVE
C
5
omunitarie
Programma gioventù in azione, inviti
a presentare proposte
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea sono stati pubblicati due inviti a presentare proposte nell’ambito del
programma Gioventù in azione. Il primo invito (n.
2012/187/09/Ce), incentrato sull’obiettivo secondario
4.4: Progetti volti a stimolare l’innovazione e la qualità,
è finalizzato a sostenere progetti che mirino all’introduzione, all’attuazione e alla promozione di elementi
innovativi e qualitativi nell’ambito dell’istruzione non
formale e del lavoro nel settore della gioventù.
L’innovazione può essere riferita ai contenuti e agli
obiettivi della cooperazione europea nel settore della gioventù, così come ai metodi utilizzati nel campo dell’istruzione non formale e della gioventù.
Beneficiari dell’invito sono organizzazioni giovanili non governative ed enti pubblici a livello regionale o locale, con sede da almeno 2 anni in uno dei paesi aderenti al programma, ossia gli Stati membri Ue,
gli Stati dell’Associazione europea di libero scambio
(Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e i paesi candidati che beneficiano di una strategia di preadesione (Croazia e Turchia).
I progetti devono essere realizzati da un partenariato transnazionale di almeno quattro promotori di
paesi diversi del programma, di cui almeno uno Stato membro dell’Unione europea.
Le proposte verranno selezionate sulla base delle seguenti priorità del programma:
• priorità permanenti: partecipazione dei giovani,
diversità culturale, cittadinanza europea, coinvolgimento di giovani con minori opportunità;
• priorità annuali: disoccupazione, povertà ed
emarginazione giovanili; spirito d’iniziativa,
creatività, senso imprenditoriale e occupabilità;
attività sportive accessibili a tutti e attività all’aperto; sfide globali dell’ambiente e mutamenti
climatici.
La dotazione finanziaria dell’invito ammonta a 1,5
milioni di euro. Si prevede una sovvenzione massiInviti a presentare proposte
Guue 27.6.2012, n. C 187
ma di 100.000 euro per progetto, corrispondente al
massimo al 70% delle spese ammissibili.
La scadenza per l’invio delle proposte è fissata al 3
settembre 2012.
Il secondo invito (n. 2012/187/10/Ce) è riferito ai Sistemi di sostegno per i giovani, Sottoazione 4.6, Partenariati, e si prefigge di sostenere partenariati con enti
pubblici regionali o locali o altre parti interessate attive
nel settore della gioventù a livello europeo allo scopo
di sviluppare progetti a lungo termine.
I partenariati devono essere rivolti a incoraggiare il
coinvolgimento degli enti pubblici a livello regionale o locale o di altre parti interessate attive nel settore della gioventù a livello europeo e delle attività nel
campo dell’istruzione non formale; sostenere lo sviluppo dello loro competenze in quanto enti attivi nel
campo della gioventù e impegnati a fornire opportunità di istruzione non formale ai giovani e agli operatori giovanili; promuovere lo sviluppo di reti sostenibili, lo scambio delle migliori prassi nonché il
riconoscimento dell’istruzione non formale.
Le priorità (permanenti e annuali) sulla base delle
quali verranno valutate le proposte sono le medesime già elencate per il primo invito.
Canditati ammissibili al bando sono i seguenti: enti
pubblici locali o regionali; associazioni o rete di enti pubblici regionali e/o locali; gruppi europei di cooperazione territoriale; enti senza fini di lucro, attivi
a livello europeo nel settore della gioventù, ai quali
facciano capo organizzazioni associate in almeno otto paesi partecipanti al programma; soggetti a scopo
di lucro attivi nella responsabilità sociale delle imprese a favore dei giovani.
Le attività ammissibili all’invito sono esclusivamente scambi di giovani a livello transnazionale, iniziative per la gioventù a livello nazionale o transnazionale, servizio volontario europeo, formazione e attività di networking.
L’invito dispone di una dotazione finanziaria pari a
2,5 milioni di euro e prevede una sovvenzione massima del 50% delle spese ammissibili, fino all’importo di 100.000 euro per progetto.
Le proposte devono essere inviate entro il 17 settembre 2012. Per ulteriori informazioni si rinvia al
sito: http://eacea.ec.europa.eu/youth/index_en.htm.
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NOVITÀ IN BREVE
Programma Media Mundus, invito a
presentare proposte 2013
La Commissione europea ha lanciato
l’invito a presentare
proposte 2013 nell’ambito di Media Mundus 2011-2013,
il programma di cooperazione nel settore audiovisivo
con i paesi terzi, sostenendo progetti di cooperazione tra
professionisti europei e professionisti dei paesi terzi, a reciproco vantaggio del settore audiovisivo europeo e di
quello dei paesi terzi.
I soggetti proponenti e loro progetti dovranno rispettare
alcune caratteristiche stabilite nel programma di lavoro
2013 di Media Mundus, ossia:
1. dovrà trattarsi di progetti eseguiti congiuntamente da
professionisti europei e dei paesi terzi;
2. dovrà essere promossa la creazione di reti internazionali, per cui ogni progetto deve essere guidato ed attuato
da un gruppo che rispetti tre criteri:
a. il gruppo deve essere composto da almeno tre partner,
con possibilità di due soli partner ove sia garantita la necessaria creazione di una rete;
b. il coordinatore del gruppo deve avere sede in uno Stato membro Ue oppure in Islanda, nel Liechtenstein o in
Norvegia. Sono ammissibili anche i progetti avviati dopo il 1° luglio 2013 e proposti da coordinatori con sede
legale in Croazia;
c. il gruppo deve comprendere almeno un co-beneficiario collegato al settore audiovisivo avente sede in un paese terzo (diverso dalla Croazia e dalla Svizzera).
Il budget comunitario stanziato per l’invito ammonta a
4,626 milioni di euro.
Le proposte devo essere inviate entro il 28 settembre
2012.
Per maggiori informazioni consultare il sito ufficiale del
programma all’indirizzo: http://ec.europa.eu/media.
Invito a presentare proposte
Guue 7.7.2012, n. C 199
7° PQ di R&ST, inviti a presentare
proposte
La Commissione europea ha pubblicato
in Gazzetta ufficiale
una nuova tornata di inviti a presentare proposte e due
premi nell’ambito dei programmi di lavoro 2012 e 2013
del 7° Programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione e del Programma quadro della Comunità dell’energia atomica per attività di ricerca e formazione 2007-2013.
Inviti a presentare proposte
Guue 10.7.2012, n. C 202
Si tratta complessivamente di 52 inviti a presentare proposte, suddivisi tra i diversi programmi specifici del 7°
PQ.
Nell’ambito del programma Cooperazione, gli inviti
pubblicati sono i seguenti:
- Salute: FP7-HEALTH-2013-INNOVATION-1 e
FP7-HEALTH-2013-INNOVATION-2;
- Prodotti alimentari, agricoltura, pesca e biotecnologie: FP7-KBBE-2013-7-single stage;
- Tecnologie dell’informazione e della comunicazione: FP7-ICT-2013-10, FP7-2013-ICT-GC, FP7-ICT2013-SME-DCA, FP7-ICT-2013-FET-F;
- Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione: FP7-NMP-2013-LARGE-7,
FP7-NMP-2013-SMALL-7, FP7-NMP-2013-SME7, FP7-NMP-2013-CSA-7, FP7-NMP-2013-EUCHINA, FP7-NMP-2013-EU-JAPAN, FP7-2013GC-MATERIALS;
- Energia: FP7-ENERGY-2013-1, FP7-ENERGY2013-2, FP7-ENERGY-2013-IRP;
- Ambiente: FP7-ENV-2013-two-stage; FP7-ENV2013-one-stage; FP7-ENV-2013-WATER-INNODEMO;
- Trasporti: FP7-AAT-2013-RTD-1, FP7-AAT-2012RTD-L0, FP7-AAT-2013-RTD-RUSSIA, FP7-AAT2013-RTD-HIGH SPEED, FP7-SST-2013-RTD-1,
FP7-TRANSPORT-2013-MOVE-1;
- Scienze socioeconomiche e scienze umane: FP7SSH-2013-1, FP7-SSH-2013-2;
- Spazio: FP7-SPACE-2013-1;
- Sicurezza: FP7-SEC-2013-1.
Nell’ambito del programma Idee, gli inviti pubblicati si
riferiscono alle seguenti tematiche:
- Sovvenzioni di avviamento Cer: ERC-2013-StG;
- Sovvenzioni Cer destinate a ricercatori esperti: ERC2013-AdG.
Nell’ambito del programma Persone, gli inviti pubblicati sono i seguenti:
- Reti per la formazione iniziale Marie Curie: FP7PEOPLE-2013-ITN;
- Cofinanziamento Marie Curie di programmi regionali, nazionali e internazionali: FP7-PEOPLE-2013COFUND;
- Programma internazionale di scambio Marie Curie
per personale di ricerca: FP7-PEOPLE-2013-IRSES.
Nell’ambito del programma specifico Capacità, gli inviti e i due premi pubblicati sono i seguenti:
- Infrastrutture di ricerca: FP7-INFRASTRUCTURES-2013-1;
- Ricerca a favore delle piccole e medie imprese: FP7SME-2013;
- Scienza nella società: FP7-SCIENCE-IN-SOCIETY-2013-1;
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NOVITÀ IN BREVE
- Sviluppo coerente delle politiche di ricerca: FP7CDRP-2013-STAKEHOLDERS; FP7-CDRP-2013INCUBATORS; Premio per le donne innovatrici
2014; Premio europeo per l’innovazione nella pubblica amministrazione;
- Attività di cooperazione internazionale: FP7-INCO2013-1; FP7-INCO-2013-2; FP7-INCO-2013-3;
FP7-INCO-2013-4; FP7-INCO-2013-5.
Nell’ambito di Euratom è stato pubblicato un invito in
materia di Fissione nucleare, sicurezza e radioprotezione (FP7-Fission-2013).
Sono, infine, stati pubblicati i seguenti inviti con approcci multi tematici:
- Temi: 3. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC); 5. Energia: FP7-SMARTCITIES2013;
- Temi: 3. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC); 4. Nanoscienze, nanotecnologie,
materiali e nuove tecnologie di produzione: FP72013-NMP-ICT-FoF;
- Temi: 4. Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e
nuove tecnologie di produzione; 6. Ambiente (ivi
compresi i cambiamenti climatici): FP7-2013-NMPENV-EeB;
- Temi: 2. Prodotti alimentari, agricoltura, pesca, e biotecnologie; 4. Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione; 5. Energia; 6.
Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici); 7.
Trasporti (ivi compresa l’aeronautica); 8. Scienze socioeconomiche e scienze umane: FP7-ERANET2013-RTD;
7
- Temi: 2. Prodotti alimentari, agricoltura, pesca, e biotecnologie; 4. Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione (NMP); 5. Energia; 6. Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici); 7. Trasporti (compresa l’aeronautica) (congiuntamente): FP7-OCEAN-2013;
- Scienza nella società: FP7-ERANET-2013-RTD.
Le proposte potranno essere presentate con scadenze differenziate per i diversi inviti, fino a febbraio 2013.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito: http://ec.europa.eu/research/participants/portal.
Tasso di riferimento europeo: nuovo
valore da luglio 2012
Avviso La Commissione europea ha reso noto sul
proprio sito (http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference_rates.html) il
nuovo tasso base valido dal 1° luglio 2012 per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della
concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore delle imprese.
Il tasso base è fissato nella misura dell'1,38%; il tasso di attualizzazione, invece, viene fissato al tasso
base aumentato di un punto percentuale, così come il
tasso utilizzato per il recupero degli aiuti di Stato, a
meno che la decisione di recupero non disponga diversamente.
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AGEVOLAZIONI
Agevolazioni finanziarie
Banca del Mezzogiorno,
al via i prestiti per le
Piccole e medie imprese
nato, in ogni caso, in base al
rating aziendale (in genere da un
minimo del 4% fino a un massimo
dell’8%). Tra le spese vive bisognerà considerare i costi connessi
alla tenuta di un conto Banco
Posta (BancoPosta In Proprio o
BancoPosta Impresa), su cui verrà
accredito il prestito oltre all’imposta sostitutiva pari allo 0,25% delL’accesso è però riservato alle sole imprese già operative con esclusione l’importo del finanziamento erodelle start-up
gato, salvo diverse previsioni normative. Le operazioni ammissibili
di Gina Leo, Progetto Arcadia Srl
possono, inoltre, accedere alle
garanzie dello Stato di cui al
Fondo di garanzia per le Pmi
er le Piccole e medie im- avvale, per collocare i propri pro- (legge n. 662/96) o al Fondo di
prese del Mezzogiorno si dotti finanziari sul mercato, dei garanzia Ismea.
prospettano ulteriori op- relativi sportelli di Poste Italiane a La Banca del Mezzogiorno rappreportunità di finanziamen- ciò abilitati. Sebbene la presenta- senta sicuramente un valido e inteto. Con il via alla opera- zione delle domande deve avveni- ressante strumento per incrementatività della Banca del Mezzo- re presso gli uffici postali, la valu- re la possibilità di ricorso all’indegiorno, istituita dall’art. 6-ter del tazione creditizia, la delibera di bitamento a medio-lungo termine
Dl 112/2008 (le cui attività sono ammissione ai finanziamenti, l’e- del tessuto produttivo italiano con
state ulteriormente definite dalla rogazione e il post-erogazione dei maggiori difficoltà in tal senso. La
legge 191/2009, art. 2, commi 162- prestiti costituiscono tutte attività ridotta rete di sportelli attualmente
169), partono, infatti, le linee di gestite direttamente dalla Banca operativi sul territorio di applicacredito a favore dei progetti di del Mezzogiorno.
zione potrebbe, tuttavia, essere una
sviluppo promossi dalle Pmi con Diversi gli elementi peculiari pecca del sistema. Chi ha interesse
sede legale nelle Regioni Abruz- degli strumenti finanziari promos- ad eccedere ai finanziamenti, infatzo, Basilicata, Calabria, Campa- si dalla Banca. Non sono, in primo ti, dovrà necessariamente rivolgernia, Molise, Puglia, Sardegna e luogo, previsti costi iniziali per si a un ufficio postale (abilitato e
l’accesso e le spese di istruttoria dove è presente lo sportello impreSicilia.
L’istituto nasce a seguito della (pari a euro 250) sono dovute solo sa) presso il quale potrà reperire
cessione a Poste Italiane Spa del in caso di stipula del prestito. I tutta la necessaria modulistica e le
100% di Mcc Spa, con la finalità tempi di erogazione dei finanzia- informazioni occorrenti.
di dare completa attuazione al pro- menti sono in media abbastanza In ogni caso, si intravede l’intengetto promosso dal Ministero rapidi (uno o due mesi al massi- zione di rafforzarne l’efficacia. In
dell’Economia e delle Finanze per mo). Il tasso di interesse applica- tale logica, si colloca, infatti, la
la sua creazione. La Banca si bile (fisso o variabile) è determi- recente notizia di un accordo sti-
P
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
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Le linee di intervento della Banca del Mezzogiorno
Linea impresa
Per le micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno che operano in tutti i settori, ad eccezione delle
imprese del comparto agricolo e che svolgono attività considerate non finanziabili.
La Linea Impresa prevede due prodotti:
• impresa 50, con finanziamenti fino a un importo massimo di euro 50.000;
• impresa Più, con finanziamenti per importi superiori a euro 50.000 e fino a euro 500.000
Linea agricoltura
Per micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno che svolgono attività nel settore dell’agricoltura o in settori ad essa connessi.
La Linea Agricoltura prevede due prodotti:
• Agricoltura 50, con finanziamenti fino a un importo massimo di euro 50.000;
• Agricoltura più, con finanziamenti per importi superiori a euro 50.000 e fino a euro 500.000
pulato tra Consiglio nazionale
delle ricerche (Cnr), Poste italiane
e Banca del Mezzogiorno, con l’obiettivo di valorizzare i risultati
dei progetti di ricerca, attraverso
l’attivazione di finanziamenti specifici, la diffusione di strumenti
finanziari di supporto alle imprese, la promozione di eventi e strumenti funzionali a rafforzare il trasferimento tecnologico soprattutto
verso le Pmi, nonché il sostegno
alle Pubbliche Amministrazioni
nelle fasi di valutazione dell’efficacia degli interventi.
Le linee di intervento
Due sono le linee di finanziamento gestite attualmente dalla Banca
del Mezzogiorno: “Linea impresa” e “Linea agricoltura” (v.
tavola sopra).
La prima linea - Linea Impresa è dedicata a tutte le imprese di
qualsiasi settore, fatta eccezione
per quelle del comparto agricolo,
per le imprese che svolgono attività finanziarie e assicurative, attività di amministrazione pubblica e
attività di famiglie e convivenze
come datori di lavoro. Sono esclusi anche le organizzazioni e gli
organismi extraterritoriali, le
imprese che operano nel settore no
profit e quelle in fase di start-up.
Tale ultima esclusione lascia un
po’ perplessi, dal momento che
una delle finalità espresse chiaramente dal legislatore con la creazione della Banca del Mezzogiorno era proprio quella di sostenere
la nascita di nuove imprese.
I finanziamenti possono essere erogati a fronte di investimenti già realizzati o da realizzare e per le esigenze finanziarie collegate all’attività aziendale, come per esempio le
scorte, con specifica esclusione del
consolidamento delle passività.
Le imprese potranno scegliere tra
prestiti di importo fino a euro
50.000 (e minimo euro 10.000) e di
durata da 18 a 60 mesi (prodotto
Impresa 50) e prestiti di importo
fino a euro 500.000 (a partire da
euro 50.000) e durata massima da
18 a 96 mesi (prodotto Impresa
più). I tassi di interesse possono
essere fissi o variabili, mentre il
rimborso avverrà con rate mensili.
L’erogazione del prestito è prevista
in un’unica soluzione.
Con la seconda linea di intervento Linea Agricoltura - i prestiti sono
dedicati esclusivamente agli investimenti e alle esigenze finanziarie
collegate all’attività agricola, come
l’acquisto di macchine e attrezzature, l’acquisto di bestiame e le opere
di miglioramento aziendale. I soggetti destinatari sono rappresentati
dalle imprese di micro, piccola e
media dimensione operanti nel settore agricolo e nei settori ad esso
connessi. Anche per la linea agricoltura sono previsti due specifici
prodotti, rappresentati dai finanziamenti per importi da un minimo di
euro 10.000 a un massimo di euro
50.000 e di durata tra i 18 e i 60
mesi (Agricoltura 50) e prestiti
più consistenti di importo superiore a euro 50.000 e fino a euro
500.000 e di durata massima di
96 mesi (Agricoltura più).
Per la linea di credito “Agricoltura più” è possibile, inoltre, finanziare anche la costruzione e l’acquisizione di beni immobili finalizzati allo svolgimento delle attività
agricole, agroalimentari, di pesca e
di quelle connesse.
In tutti i casi, il tasso di interesse
applicato può essere fisso o variabile; le rate di rimborso mensili, trimestrali o semestrali, secondo le
esigenze del richiedente. Anche per
la Linea Agricoltura le erogazioni
del mutuo concesso avverranno in
un’unica soluzione.
Possibilità di accedere
alla garanzia del “Fondo
di garanzia Pmi” o del
“Fondo Ismea”
Come anticipato, una delle caratteristiche fondamentali delle linee di
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
credito in commento è che esse
prevedono la possibilità di accedere alla garanzia statale. In particolare, per la linea impresa potrà operare la garanzia del Fondo di
garanzia per le Pmi di cui alla
legge 662/96, gestito da Mcc Spa,
mentre per la linea agricoltura
interviene il Fondo Sgfa (Società
di gestione fondi per l’agroalimentare) dell’Ismea. L’impresa che,
contemporaneamente al finanziamento, richiede anche che venga
acquisita la garanzia del Fondo di
competenza, in luogo di altre
garanzie, dovrà indicarlo nella
domanda. Sarà, poi, cura della
Banca, una volta ricevuta la richiesta di finanziamento e la dovuta
documentazione per l’accesso al
Fondo, predisporre e inviare la
domanda di ammissione alla
garanzia al Gestore del Fondo.
A tal fine, si ricorda che il Fondo
centrale di garanzia sostiene lo
sviluppo delle Pmi, concedendo la
garanzia dello Stato sui finanziamenti ad esse erogati dalle banche
e altri intermediari finanziari. La
garanzia può operare come garanzia diretta (rilasciata direttamente
ai soggetti finanziatori), controgaranzia (rilasciata su operazioni di
garanzia concesse da Confidi o
altro Fondo di garanzia). È prevista anche la cogaranzia concessa
direttamente a favore dei soggetti
finanziatori e congiuntamente ai
Confidi ed altri fondi di garanzia.
Al fine dell’accesso alla garanzia, le imprese devono essere:
• valutate economicamente e
finanziariamente sane sulla
base dei dati contabili degli
ultimi due esercizi e di una
situazione contabile aggiornata
a data recente;
• appartenenti a qualsiasi settore economico, ad eccezione
dell’agricoltura, della pesca e
dei settori considerati sensibili dall’Unione europea (trasporto di persone, trasporto di
merci non su strada, industria
automobilistica, delle costruzioni navali, delle fibre sintetiche, carboniera e siderurgia);
• situate sul territorio nazionale.
Sono ammissibili le operazioni
finanziarie finalizzate all’esercizio dell’attività di impresa, come i
finanziamenti a fronte di investimenti, l’acquisizione di partecipazioni a fronte di investimenti e i
finanziamenti per liquidità aziendale a breve, medio e lungo termine. La copertura della garanzia
può arrivare fino all’80% dei
finanziamenti concessi.
Per il settore agricolo, la Sgfa
(Società di gestione fondi per l’agroalimentare) gestisce gli interventi per il rilascio delle garanzie
dirette e delle garanzie sussidiarie
attribuite a Ismea. Entrambe le
forme di garanzia (sussidiaria e
diretta) comportano un miglioramento delle condizioni sul prestito
effettuato dagli istituti di credito a
favore delle imprese agricole con
un implicito abbassamento del
tasso d’interesse.
L’accesso al Fondo è riservato
esclusivamente alle Pmi operanti
nel settore dell’agricoltura e nei
settori ad essa connessi, economicamente e finanziariamente sane
sulla base di criteri di valutazione
che tengono conto della consistenza patrimoniale e finanziaria dell’impresa e della capacità di far
fronte agli impegni finanziari derivanti dalle operazioni per le quali
è richiesto l’intervento del Fondo.
Il finanziamento da garantire deve
essere, in ogni caso, destinato al
perseguimento di finalità d’impresa (opere di miglioramento fon-
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
diario, valorizzazione commerciale dei prodotti, acquisizione e
miglioramento dei beni immobili,
acquisto di nuovi macchinari,
ecc.). La garanzia diretta può essere rilasciata fino al limite
dell’80% del finanziamento, per
quella sussidiaria la percentuale di
perdita rimborsabile può arrivare
fino al 75%.
Oltre ai Fondi appena richiamati,
le imprese possono sfruttare anche
eventuali convenzioni che la
Banca del Mezzogiorno stipula
con i Confidi locali. Attualmente
sono operative le convenzioni con
tre Confidi siciliani, che prevedono vantaggi nell’accesso ai finanziamenti.
Per poter richiedere il finanziamento è necessario rivolgersi ad
uno degli uffici postali abilitati
(il cui elenco è consultabile online) oppure è possibile prendere
un appuntamento con uno specialista commerciale telefonando al
numero verde 800.00.33.22 o fissando l’appuntamento on-line
(http://www.poste.it/bancadelmezzogiorno/finanziamenti/index
.shtml). La Guida ai finanziamenti e tutta la modulistica potrà essere ritirata, in ogni caso, presso gli
sportelli postali.
Tra gli elementi fondamentali
della domanda, si segnala la
necessità di indicare l’elenco degli
immobili che sono nella disponibilità dell’azienda, nonché l’elenco completo dei rapporti in essere
con il sistema bancario, sia a breve
sia a medio/lungo termine. Inoltre,
è necessario riportare i leasing in
corso, nonché le eventuali partecipazioni dell’azienda e/o nell’azienda.
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COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
AGEVOLAZIONI NAZIONALI
UniCredit-Sace, sostegno
degli investimenti delle
imprese italiane all’estero
Stanziati 300 milioni di euro per l’internazionalizzazione e la crescita
delle piccole e delle medie imprese
di Renata Carrieri
L
o scorso 9 luglio UniCredit e Sace (Sezione
speciale per l’Assicurazione del Credito all’Esportazione) hanno siglato un accordo che prevede lo
stanziamento di un plafond da 300
milioni di euro per linee di credito
a medio e lungo termine a favore
delle Pmi italiane che investono in
progetti di sviluppo delle proprie
attività all’estero.
L’accordo ha l’obiettivo di sostenere progetti di sviluppo delle imprese attraverso una serie di iniziative concepite per rendere l’offerta assicurativo-finanziaria di
Sace più flessibile e accessibile.
L’intesa si inserisce, infatti, nel
quadro delle iniziative previste
dal “Progetto Impresa Italia” (v.
box sotto), il programma ideato e
strutturato dal gruppo Unicredit
per fornire un sostegno finanziario concreto alle Pmi italiane in
un momento di grave crisi congiunturale.
L‘accordo consentirà l’erogazione di 500 milioni di euro finalizzati all’export credit soprattutto
delle Pmi che abbiano un fatturato non superiore a 250 milioni
generato per almeno il 10% all’estero. Sace, con un’azione sinergica con il Ministero del Tesoro e
la Cassa depositi e prestiti, garantirà l’accesso al credito bancario
assicurando il mercato interno e
garantendo il 50% dei finanziamenti alle Pmi erogabile attraverso le banche.
L’accordo siglato nasce con la
finalità di superare un problema
concreto quale l’accesso al credito
da parte delle Pmi, nonché il recupero crediti di cui vantano numerose imprese. Italiane.
Beneficiari
Le imprese che potranno accedere
11
ai finanziamenti saranno per
metà Pmi (ovvero imprese con
meno di 250 dipendenti e fatturato annuo non superiore ai 50
milioni di euro, ai sensi della
raccomandazione 2003/361/Ce)
e per la parte rimanente aziende con fatturato annuo inferiore a 250 milioni di euro.
La imprese beneficiarie dovranno avere significative attività
estere e realizzare almeno il 10
per cento del fatturato al di
fuori del nostro Paese pur mantenendo sede, direzione, ricerca
e parte preponderante della produzione in Italia.
Attività finanziabili
• Acquisto, riqualificazione o
rinnovo di impianti, macchinari, attrezzature industriali
e commerciali;
• promozione, pubblicità, tutela di marchi e brevetti;
• ricerca, sviluppo e partecipazione a fiere internazionali;
• acquisizione di partecipazioni non finanziarie all’estero;
• acquisto di terreni e loro
riqualificazione, immobili e
loro ristrutturazioni;
• accordi di cooperazione e di
joint venture con imprese
estere.
Vantaggi per le imprese
I finanziamenti, per importi
compresi tra 100 mila e 5
milioni di euro e con durate tra
3 e 5 anni, beneficeranno della
Progetto Impresa Italia
UniCredit, Associazioni di Categoria e Confidi sostengono l'economia reale attraverso un piano nazionale di intervento che mette
a disposizione un fondo riservato alle piccole imprese italiane.
UniCredit mette a disposizione 5 miliardi di euro di nuovi finanziamenti destinati alle aziende di micro e piccole dimensioni.
Con Impresa Italia le Pmi possono ottenere la concessione di crediti sia a breve termine (per il rafforzamento della gestione del
circolante aziendale), sia a medio-lungo termine (per effettuare i propri investimenti).
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
garanzia di Sace fino al 70% e
saranno erogati da UniCredit in
forma di mutuo chirografario.
I vantaggi di cui possono godere
le imprese sono molteplici:
• la garanzia rilasciata da Sace
consente alla banca di finanzia-
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COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
re i progetti di internazionalizzazione senza chiedere garanzie reali quali pegni e ipoteche;
• specialisti di UniCredit valutano i progetti di internazionalizzazione anche sotto il
profilo delle prospettive e dei
piani di sviluppo dell’impresa;
• l’impresa può ottenere un’assistenza personalizzata anche
grazie alle competenze specialistiche rese disponibili dalla
banca sui territori, oltre che al
pool di esperti in operazioni
cross border.
Informazioni
• UniCredit - Media Relations - Tel. +39 02 8862 8236 - [email protected]
• “wwwsace.it”
• [email protected] Sace - Servizio Media & Comunicazione - Tel. + 39 06 6736 448/906 - [email protected]
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
RICERCA E INNOVAZIONE
Il nuovo bando Smart
cities and communities
trova applicazione
sull’intero territorio
nazionale
Dopo l’esperienza positiva del primo bando dedicato alle Smart cities
and communities dello scorso mese di marzo e inerente solo le aree del
Mezzogiorno d’Italia, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca, con recente decreto direttoriale n. 391 del 5.7.2012, ha
dato vita ad un analogo intervento per l’intero territorio nazionale
di Gina Leo, Progetto Arcadia Srl
A
nche questa volta, l’obiettivo principale è
individuabile nella
promozione dell’utilizzo evoluto di tecnologie da parte di cittadini, imprese e amministrazioni. In coerenza con tale strategia, gli interventi
finanziabili devono essere in grado
di sviluppare soluzioni tecnologiche, servizi, modelli e metodologie
che si collocano sulla frontiera della ricerca applicata di origine industriale ed accademica. Il perimetro
applicativo è sempre quello delle
Smart cities and communities, ossia
dello sviluppo di modelli innovativi finalizzati a dare soluzione a problemi di scala urbana, metropolitana e, più in generale, territoriale tramite un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di integrazione
e inclusione.
Si ricorda che la Smart community, quale riferimento per l’in-
dividuazione delle aree di ricerca
e delle traiettorie di sviluppo, va
intesa in senso ampio, rispetto alla
definizione di agglomerato urbano
di grande e media dimensione, e si
riferisce al concetto di città diffusa e di comunità intelligente
(anche attraverso l’aggregazione
di piccoli comuni ovvero sistemi
metropolitani) nelle quali sono
affrontate congiuntamente tematiche inerenti le sfide sociali emergenti. Le Smart cities rappresentano, in conformità agli orientamenti europei di “Horizon 2020”, una
priorità strategica per l’intera politica nazionale di ricerca e innovazione, come peraltro sottolineato
dallo stesso Miur nell’atto di indirizzo 2012 per gli incentivi alla
ricerca (prot. n. 5851 del 3 aprile
2012).
Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 655,5 milioni
di euro, di cui 170 milioni di euro
13
sono destinati alle erogazioni sotto
forma di contributo nella spesa e
485,5 milioni di euro per il credito
agevolato.
Gli ambiti su cui sviluppare le proposte progettuali sono più ampi rispetto allo scorso bando. In particolare,
i temi di riferimento sono rappresentati da Sicurezza del Territorio,
Invecchiamento della Società,
Tecnologie Welfare ed Inclusione,
Domotica, Giustizia, Scuola,
Waste Management, Tecno-logie
del Mare, Salute, Trasporti e
Mobilità Terrestre, Logistica LastMile, Smart Grids, Architettura
Sostenibile e Materiali, Cultural
Heritage, Gestione Risorse Idriche,
Cloud Computing Techno-logies
per Smart Government.
Una quota della dotazione finanziaria, pari a 25 milioni di euro, è
destinata, inoltre, ai Progetti di
Innovazione Sociale proponibili
da giovani di età non superiore ai
30 anni.
Le idee progettuali
finanziabili
Le domande potranno essere presentate per il finanziamento di
idee progettuali destinate a promuovere azioni in grado di utilizzare le più avanzate soluzioni di
diretto impatto sui temi di interesse pubblico e sviluppare modelli
di integrazione sociale per risolvere problemi di scala urbana e
metropolitana, tramite un insieme
di tecnologie, applicazioni,
modelli di integrazione e inclusione (v. tavola a pagina seguente).
Le proposte candidate agli aiuti
devono fare riferimento a uno solo
degli ambiti ammissibili, considerato quale settore di riferimento
applicativo prioritario. In ogni
caso, è prevista una valutazione
premiale per quei progetti che presentano soluzioni tecnologiche
aperte e interoperabili in grado di
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
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RICERCA E INNOVAZIONE
Gli ambiti di intervento
Sicurezza
del territorio
Sostenere lo sviluppo di nuove conoscenze, di tecnologie innovative e di nuovi sistemi integrati per la prevenzione dei rischi, la difesa e la messa in sicurezza del territorio, attraverso l’impiego di soluzioni basate
sull’utilizzo di tecnologie Ict, che consentano un miglioramento dell’efficienza nella gestione delle diverse
matrici, nonché delle emergenze derivanti da catastrofi ambientali.
Invecchiamento
della società
Sostenere lo sviluppo di soluzioni innovative per migliorare la qualità di vita e la cura della popolazione anziana, attraverso lo sviluppo di nuovi sistemi e servizi finalizzati ad agevolare la mobilità, il prolungamento della
vita attiva e ridurre l’isolamento sociale, inclusa la realizzazione di approcci diagnostici e terapeutici innovativi per malattie particolarmente critiche.
Tecnologie welfare Sostenere l’inclusione di categorie a rischio e prevenire forme di disagio sociale, attraverso lo sviluppo di sere inclusione
vizi innovativi basati sull’impiego di tecnologie Ict e diretti alla soluzione dei problemi delle persone diversamente abili, all’inserimento sociale e lavorativo di immigrati provenienti da paesi esteri, al sostegno delle famiglie a basso reddito, al reinserimento nel sistema dell’istruzione di giovani che hanno anticipatamente abbandonato la carriera scolastica (drop-out), al miglioramento dell’accesso ai servizi assistenziali e sanitari.
Domotica
Promuovere lo sviluppo di nuove conoscenze, soluzioni tecnologiche innovative, impianti, costruzioni e prodotti altamente innovativi che, secondo uno schema di Ambient Intelligence ed “Ambient Assisted Living”,
permettano di ridisegnare l’ambiente di vita domestico in modo da garantire una migliore qualità della vita
delle persone, l’inclusione, la sicurezza, nonché una piena autonomia delle persone diversamente abili.
Giustizia
Promuovere l’innalzamento dell’efficienza del sistema giudiziario attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie
e sistemi innovativi interoperabili per il miglioramento dei modelli organizzativi e gestionali, per l’ottimizzazione della gestione documentale e la sua dematerializzazione, per l’informatizzazione dei servizi al pubblico, anche in un’ottica di contenimento dei costi del sistema.
Scuola
Sostenere la progettazione di devices innovativi destinati agli studenti, in grado di supportare sia la lettura
del libro elettronico, con schermi e risoluzioni idonee, sia l’accesso e l’utilizzo, con architetture aperte ai
principali sistemi operativi, di contenuti digitali multimediali accessibili in rete; Learning Management System
(LMS); sistemi di Content Management System(CMS), integrabili in ambienti LMS, rivolti agli insegnanti per lo
sviluppo di contenuti digitali multimediali.
Waste management Sviluppare in un’ottica eco-sostenibile nuove modalità di gestione e valorizzazione dei rifiuti, attraverso lo
sviluppo di sistemi tecnologici innovativi integrati per la raccolta, il trasporto, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti materiali; lo sviluppo di tecnologie per il monitoraggio, controllo e riduzione dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi derivanti dall’impiego di sostanze pericolose; la messa a punto di soluzioni tecnologiche
per il riutilizzo dei reflui e degli scarti della lavorazione industriale, anche in chiave energetica; lo sviluppo
di tecnologie per la realizzazione di nuovi prodotti derivanti dal riciclo dei materiali di scarto.
Tecnologie del
mare
Coniugare la promozione della tutela dell’ambiente e delle risorse marine con l’innovazione dei settori marittimo e della cantieristica navale attraverso lo sviluppo di nuovi sistemi e tecnologie per la sicurezza, il monitoraggio, la bonifica e la conservazione dell’ambiente marino; lo sviluppo di sistemi innovativi integrati per
la gestione delle emergenze; la messa a punto di nuovi metodi e di tecnologie per il miglioramento della qualità del prodotto ittico e il rafforzamento del settore della pesca secondo un approccio di filiera; la realizzazione o ottimizzazione di sistemi e tecnologie innovativi per la navigazione di superficie e subacquea.
Salute
Promuovere nuovi modelli del sistema sanitario, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie, soluzioni e componenti Ict funzionali e abilitanti che consentano l’attivazione di nuovi metodi di attività nell’area della salute e del benessere, lo sviluppo di servizi di e-sanità a livello sovraregionale, locale e individuale, il miglioramento del modello di interazione tra strutture sanitarie.
Trasporti e mobilità Promuovere, nell’ambito della mobilità marittima, urbana, su gomma e/o su rotaia, lo sviluppo di nuove tecterrestre
nologie e soluzioni Ict innovative finalizzate a migliorare l’interoperabilità dei sistemi informativi logistici
marittimi o tra i sistemi di infomobilità marittima, urbana, su gomma e/o su rotaia, anche in attuazione delle
disposizioni della normativa comunitaria vigente in materia.
Logistica last-mile Promuovere nuovi modelli nel settore della logistica in chiave eco-sostenibile anche attraverso lo sviluppo di
sistemi e tecnologie in grado di innalzare l’efficienza nella gestione dei circuiti di distribuzione dei beni.
(Segue)
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RICERCA E INNOVAZIONE
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
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Gli ambiti di intervento
Smart grids
Promuovere lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e gestionali in grado di favorire la produzione e la
gestione integrata a livello locale delle diverse fonti energetiche rinnovabili e dei relativi sistemi di distribuzione e la loro integrazione con i sistemi nazionali e europei.
Architettura soste- Promuovere, nell’ambito del settore edilizio e in chiave sostenibile, lo sviluppo di nuove soluzioni, tecnolonibile e materiali gie e nuovi materiali ad alte prestazioni, diretti, secondo il principio dello “Zero Impact Building”, al miglioramento dell’efficienza energetica, alla riduzione dell’impatto ambientale, al controllo e abbattimento dei
fattori di inquinamento, al miglioramento delle condizioni di salute nei luoghi abitativi e di lavoro, nonché
ad assicurare agli utilizzatori maggiore sicurezza e comfort.
Cultural heritage
Promuovere lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per la diagnostica, il restauro, la conservazione, la
digitalizzazione, la fruizione dei beni culturali materiali e/o immateriali, al fine di valorizzarne l’impatto in
termini ambientali, turistici e culturali, e di favorire l’integrazione di servizi pubblici e privati innovativi,
anche con riferimento alla capacità attrattiva dei territori.
Gestione risorse
idriche
Promuovere la tutela delle risorse idriche attraverso lo sviluppo di sistemi e tecnologie innovative per il
miglioramento della gestione delle acque attraverso un incremento dell’efficienza della rete e degli impianti di distribuzione esistenti nel territorio; lo sviluppo di nuovi sistemi e tecnologie per il monitoraggio, il controllo e la riduzione dei carichi inquinanti; lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche volte alla riduzione dell’impiego dell’acqua destinata all’agricoltura e all’industria.
Cloud computing
technologies per
smart government
Promuovere lo sviluppo di servizi innovativi al pubblico, con particolare riguardo al settore E-government, e
alle imprese mediante lo sviluppo di prototipi funzionanti che contribuiscano ad adottare e diffondere piattaforme “cloud” e le relative applicazioni e servizi.
avere un impatto su più di uno dei
comparti individuati.
I progetti candidati agli aiuti
dovranno contemplare attività di
ricerca industriale e di sviluppo
sperimentale (quest’ultima non
preponderante), finalizzate a nuovi
prodotti, processi, servizi, contribuendo anche a far crescere un capitale umano specializzato nell’economia dei servizi, al fine di innescare meccanismi di “crescita intelligente”. Tutte le attività dovranno
caratterizzarsi per il ricorso prevalente a tecnologie Ict e i risultati
della ricerca dovranno essere validati mediante sperimentazione condotta con il coinvolgimento delle
amministrazioni interessate.
In particolare, con riferimento a
tale ultimo aspetto, i progetti
devono contenere l’indicazione di
una o più delle Pubbliche
Amministrazioni presso cui si prevede di svolgere le attività di sperimentazione, accompagnata da
un atto dell’organo deliberante
dell’ente interessato attestante la
propria disponibilità alla partecipazione, l’inserimento dell’intervento all’interno dei propri strumenti di programmazione e pianificazione relativi agli ambiti dell’idea progettuale, nonché l’interesse ad acquisire il servizio sperimentato, eventualmente secondo
le forme e le modalità del
Precommercial Procurement. Sarà
necessario anche descrivere il
modello e i meccanismi di gover-
nance fra il raggruppamento proponente, la Pubblica Amministrazione
e l’eventuale partenariato locale
coinvolto.
Tutte le attività contemplate dal
progetto devono necessariamente
chiudersi entro la data ultima del
30 dicembre 2015.
Soggetti beneficiari
Le proposte possono essere presentate da imprese di qualsiasi
dimensione, centri di ricerca,
consorzi e società consortili,
parchi scientifici e tecnologici
(così come definiti all’art. 5
comma 1 del Dm 593/2000 - v.
box sotto), aventi sede operativa
nell’intero territorio nazionale.
I soggetti beneficiari (art. 5, comma 1 del Dm 593/2000)
•
•
•
•
•
•
Imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni e/o servizi;
imprese che esercitano attività di trasporto;
imprese artigiane di produzione (legge 443/85);
centri di ricerca con personalità giuridica autonoma promossi da uno o più soggetti dei punti precedenti;
consorzi e società consortili comunque costituiti, purché con una partecipazione finanziaria delle prime tre categorie di soggetti beneficiari sopra elencati superiore al 50%. Nelle aree economicamente svantaggiate del territorio nazionale il limite è
abbassato al 30%;
parchi scientifici e tecnologici indicati nella deliberazione ministeriale del 25.3.1994.
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AGEVOLAZIONI NAZIONALI
Per come indicato nel decreto di
approvazione del bando, possono
partecipare anche soggetti non
residenti purché gli stessi si impegnino a costituire una sede nel territorio italiano in caso di approvazione dei progetti stessi.
Ogni singola idea progettuale può
essere avanzata da un numero
massimo di otto proponenti e il
relativo costo complessivo non
può essere inferiore a 12 milioni
di euro e superiore a 22 milioni di
euro.
Il partenariato deve rispettare i
seguenti requisiti:
• la componente industriale dovrà
farsi carico di almeno il 50% dei
costi totali ammissibili (compresi i costi di sperimentazione che
non devono essere inferiori al
5%, né superiori al 10% del
costo totale della proposta);
• nell’ambito di tale 50%, una
quota non inferiore al 10% deve
essere sostenuta da una o più
imprese rientranti nella definizione di Pmi;
• sempre nell’ambito del 50% dei
costi totali ammissibili, lo stesso
soggetto industriale non può
sostenere costi per un importo
superiore ai 7,5 milioni di euro
per l’insieme dei progetti dello
stesso ambito;
• una quota non inferiore al 20%
del costo totale della proposta
deve essere sostenuta da
Università e Istituti universitari
statali e/o da Enti ed Istituzioni
pubbliche nazionali di ricerca
vigilati dall’Amministrazione
pubblica centrale.
Lo stesso raggruppamento di soggetti non può presentare più di
un’idea progettuale per ogni singolo ambito.
Aiuti concedibili
e spese agevolabili
Come anticipato, lo stanziamento
complessivo di 655,5 milioni di
euro sarà assegnato alle migliori
proposte attraverso la concessione
di contributi alla spesa e finanziamenti agevolati, nel rispetto
dei limiti massimi di aiuto riconosciuti dalla normativa comunitaria
(50% in Esl per la ricerca industriale e 25% in Esl per lo sviluppo sperimentale).
In ogni caso, le intensità di aiuto
potranno essere aumentate in funzione della tipologia del soggetto
proponente (piccola o media
impresa) e in presenza della collaborazione effettiva fra imprese e/o
con organismi di ricerca, così
come sancito dal Dm 593/2000
cui la norma fa pieno rinvio.
Nei confronti dei soggetti proponenti rappresentati da Università e
Istituti Universitari statali e/o da
Enti e Istituzioni Pubbliche
Nazionali di Ricerca, il Miur
interviene nella misura dell’80%
dei costi giudicati ammissibili.
Fino al limite del 20% dei costi,
l’agevolazione è riconosciuta
nella forma del contributo alla
spesa; per eventuali quote aggiuntive di costo ammissibile l’aiuto è
riconosciuto nella forma del credito agevolato.
Saranno finanziabili le spese
sostenute per:
• il personale (ricercatori, tecnici ed altro personale ausiliario
adibito all’attività di ricerca,
che risulti, in rapporto con il
soggetto beneficiario dei contributi, dipendente a tempo
indeterminato o determinato
e/o lavoratore parasubordinato,
e/o titolare di borsa di dottorato, o di assegno di ricerca, o di
borsa di studio che preveda attività di formazione attraverso la
partecipazione al progetto);
• costi degli strumenti e delle
attrezzature nella misura e per
il periodo in cui sono utilizzati
per il progetto di ricerca. Se gli
strumenti e le attrezzature non
sono impiegati per tutto il loro
RICERCA E INNOVAZIONE
ciclo di vita per il progetto di
ricerca, sono considerati ammissibili unicamente i costi di
ammortamento corrispondenti
alla durata del progetto di
ricerca, calcolati secondo i
principi della buona prassi
contabile;
• costi dei servizi di consulenza
e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, per una
quota non superiore al 10%
delle spese ammissibili;
• spese generali supplementari
derivanti direttamente dal progetto di ricerca, imputate con il
calcolo pro-rata all’operazione,
secondo un metodo equo e corretto debitamente giustificato.
In ogni caso, tali spese non
possono eccedere il 50% delle
spese del personale;
• altri costi di esercizio, inclusi
costi di materiali, forniture e
prodotti analoghi, sostenuti
direttamente per effetto dell’attività di ricerca, costi di
fideiussione, informazione e
pubblicità.
Procedura di accesso
agli aiuti
Il termine ultimo per l’inoltro
delle proposte, tramite il servizio
telematico Sirio (http://roma.
cilea.it/Sirio), è fissato alle ore
17.00 del 9 novembre 2012. Le
proposte e anche i successivi progetti esecutivi devono essere elaborati obbligatoriamente in lingua italiana e in lingua inglese, come
chiarito dal decreto n. 415 del 12
luglio 2012 che ha integrato
l’Avviso del 5 luglio 2012, n.
391/Ric.
Le domande saranno sottoposte
alla valutazione di un panel di
esperti che assegnerà un punteggio
sulla base di criteri predeterminati.
Solo per le proposte istruite positivamente e che raggiungono il pun-
13_17:Giuliodori_Idrogeno.qxd
28/07/2012
16.05
Pagina 17
AGEVOLAZIONI NAZIONALI
RICERCA E INNOVAZIONE
teggio minimo sarà richiesta la presentazione del relativo progetto
esecutivo. L’elaborazione di quest’ultimo potrà avvenire anche
attraverso un’attività di concertazione e negoziazione condotta in
modo condiviso tra i soggetti proponenti delle relative idee progettuali in coerenza con le valutazioni
effettuate.
L’istruttoria dei progetti esecutivi
sarà effettuata secondo quanto
previsto dalle vigenti disposizioni
normative e regolamentari in
materia. Il decreto specifica, al
riguardo, che la valutazione tecnico-scientifica dei progetti esecutivi sarà affidata allo stesso panel di
esperti che ha condotto la valutazione dell’idea progettuale, attraverso l’utilizzo dei medesimi criteri e punteggi.
A conclusione dell’intero iter
valutativo, il Miur disporrà l’ammissione al finanziamento dei
migliori progetti esecutivi, in
numero di due per ciascuno degli
ambiti di intervento.
I progetti di innovazione
sociale
Come anticipato, una parte delle
risorse, pari a 25 milioni di euro, è
destinata al finanziamento dei progetti di innovazione sociale diretti
alla messa a punto di idee tecnologicamente innovative per la soluzione, nel breve-medio periodo, di
specifiche problematiche presenti
nel tessuto urbano di riferimento,
con riferimento agli ambiti applicativi delle Smart cities and communities previsti dal bando.
In particolare, i progetti sono intesi come workpackages formativi
delle idee progettuali relative alle
Smart cities. A seguito delle valutazioni di merito, gli stessi saranno funzionalmente e strutturalmente collegati dal Miur all’inter-
17
no dei progetti esecutivi Smart
cities finanziabili.
L’accesso agli aiuti è subordinato
al rispetto della soglia massima di
spesa fissata a 1 milione di euro. I
soggetti proponenti sono individuati nei giovani residenti nel
territorio nazionale di età non
superiore ai 30 anni. L’intervento
agevolativo previsto è pari
all’80% dei costi ritenuti ammissibili e sarà erogato in base alle
modalità definite in successivi atti
disciplinari. Sono ammissibili le
stesse categorie di spese previste
per le Smart cities. Il termine ultimo per la presentazione delle
domande è fissato alle ore 17.00
del 7 dicembre 2012. Anche i
progetti di innovazione sociale
dovranno inoltrati per il tramite
del servizio telematico Sirio ed
essere redatti in lingua italiana e
inglese.
18_20:MEZZANINE CALABRIA.qxd
18
28/07/2012
16.06
Pagina 18
AGEVOLAZIONI NAZIONALI
I contributi per la
certificazione ambientale
delle Pmi
A disposizione ancora fondi per il rimborso delle spese già sostenute
di Gina Leo, Progetto Arcadia Srl
È
a ampliata la platea dei
soggetti ammissibili ai
contributi per la certificazione ambientale a favore delle Pmi. Il progressivo diffondersi dei Sistemi di
Gestione Ambientale sul territorio
nazionale e la volontà di promuovere ulteriormente l’eccellenza
ambientale delle strutture produttive, soprattutto nelle realtà di più
piccola dimensione, sono alla base
del decreto del Ministero dell’Ambiente n. 313 del 26 aprile 2012. Il
provvedimento ha, in particolare,
introdotto adeguamenti e modifiche al precedente decreto n. 2230
del 7 maggio 2003 con cui era stato
dato avvio alla procedura di concessione degli aiuti.
Dal 28 maggio 2012, data di pubblicazione del nuovo decreto in
Gazzetta, si è aperta una nuova fase
delle agevolazioni in commento.
Le domande dovranno essere presentate in conformità alle disposizioni contenute nello stesso, utilizzando esclusivamente la nuova
modulistica reperibile sul sito del
Ministero dell’Ambiente (www.
minambiente.it).
Trova, in ogni caso, applicazione
la procedura a sportello. Pertanto, le istanze potranno essere
inoltrate fino all’esaurimento delle
risorse disponibili che ammontano, al momento della pubblicazio-
ne del decreto, a circa 2,5 milioni
di euro. Tali risorse sono rappresentate dalle somme che sono residuate rispetto allo stanziamento
iniziale di cui al richiamato decreto del 7 maggio 2003 (pari a 8
milioni di euro). Il 30% del fondo
residuo, calcolato su base annua,
sarà destinato alle Regioni del
Mezzogiorno, così come disposto
dalla delibera Cipe n. 63 del 2
agosto 2002 di approvazione del
programma di attività inerente il
Fondo per la promozione dello
sviluppo sostenibile.
L’esaurimento del plafond a
disposizione sarà tempestivamente comunicato tramite apposito avviso nel sito internet del Ministero
dell’Ambiente.
Soggetti beneficiari
Destinatarie degli incentivi sono
le micro, piccole e medie imprese
produttrici di beni e/o servizi ed
attive sull’intero territorio nazionale regolarmente costituite ed
iscritte alla relativa Camera di
Commercio,
Industria
e
Artigianato alla data di presentazione della domanda.
Poiché i contributi saranno erogati in applicazione della normativa
de minimis di cui al Regolamento
Ce 1998/2006, non sono ammessi:
• le imprese appartenenti al settore
della pesca e dell’acquacoltura;
• le imprese attive nel settore
RICERCA E INNOVAZIONE
della produzione primaria dei
prodotti agricoli di cui all’Allegato I del Trattato;
• le imprese attive nel settore
della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli elencati nell’Allegato 1 del
Trattato, quando l’importo dell’aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori
primari o immessi sul mercato
dalle imprese interessate o
quando l’aiuto è subordinato al
fatto di venire parzialmente o
interamente trasferito a produttori primari;
• le attività connesse all’esportazione (aiuti connessi ai quantitativi esportati, alla costituzione
e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti inerenti all’attività di esportazione);
• gli aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti
interni rispetto ai prodotti
importati;
• le imprese attive nel settore carbonifero;
• gli aiuti destinati all’acquisto di
veicoli per il trasporto di merci
su strada da parte di imprese di
trasporto merci su strada per
conto terzi.
Sono sempre escluse le Pmi che
hanno avuto già accesso agli aiuti
per la certificazione in base alla
precedente regolamentazione contenuta nel decreto n. 2230 del 7
maggio 2003, nonché le imprese
considerate in difficoltà ai sensi
degli Orientamenti comunitari
sugli aiuti di Stato in materia.
Alla data di presentazione della
domanda, le imprese richiedenti
devono possedere i seguenti
requisiti:
• disporre di codice Ateco primario corrispondente a quello
del certificato ambientale;
• rientrare nella normativa
comunitaria de minimis vigen-
18_20:MEZZANINE CALABRIA.qxd
28/07/2012
RICERCA E INNOVAZIONE
te in materia di aiuti di Stato. In
particolare, è possibile beneficiare di aiuti a titolo de minimis
fino all’importo di euro
200.000 su un periodo di tre
esercizi finanziari (limite ridotto a 100.000 per le imprese di
trasporto merci su strada);
• rispettare le disposizioni comunitarie di riferimento nell’ambito della definizione di Pmi;
• non avere pendenze fiscali/
contributive e rispettare le
normative in materia di sicurezza e salute sul lavoro;
• non essere soggetti a procedure concorsuali o liquidazione.
Il decreto dispone che l’impresa
beneficiaria deve mantenere i
requisiti prescritti dalla data di
concessione del contributo e per i
successivi cinque anni. Inoltre,
per la stessa durata opera il divieto di cessazione dell’attività. Il
mancato rispetto di tali condizioni
comporta la revoca degli aiuti
concessi.
Interventi finanziabili
e misura dell’aiuto
È finanziabile l’acquisizione di
servizi reali di consulenza ed
assistenza per una sola delle
seguenti tipologie di intervento:
1. la verifica e la registrazione
dell’organizzazione ai sensi del
Regolamento Emas;
2. la certificazione del Sistema di
Gestione Ambientale ai sensi
della norma internazionale Uni
En Iso14001;
3. la verifica e la registrazione
Emas di organizzazioni già certificate ai sensi della norma
internazionale Uni En Iso
14001.
Caratteristica principale dell’agevolazione è che la stessa opera expost. Il contributo verrà concesso,
infatti, mediante “procedura a rimborso” alle imprese che hanno già
ottenuto la registrazione Emas o la
certificazione Uni En Iso 14001 a
16.06
Pagina 19
AGEVOLAZIONI NAZIONALI
partire dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale del primo
decreto di attivazione del bando (n.
2230 del 7 maggio 2003, pubblicato il 6 ottobre 2003). Farà fede la
data apposta sul certificato rilasciato dall’Ente competente.
Gli aiuti sono corrisposti nella
forma del contributo in conto
capitale di intensità diversa a
seconda della tipologia di investimento e della dimensione dell’impresa richiedente (v. tavola a pagina seguente). Al fine del corretto
inquadramento dimensionale dell’impresa, si ricorda che, ai sensi
della normativa comunitaria, è
considerata microimpresa quella
con meno di 10 dipendenti e un
fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di
euro. Si definisce piccola, l’impresa con meno di 50 dipendenti
e un fatturato annuo o totale di
bilancio non superiore a 10 milioni di euro. È, infine, media l’impresa con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro o un
totale di bilancio non superiore a
43 milioni di euro.
La norma dispone un preciso
divieto di cumulo. Gli aiuti in
commento non potranno essere
cumulati, per la realizzazione
delle medesime spese, con ulteriori agevolazioni di fonte regionale,
statale o comunitaria. Inoltre, è
escluso l’accesso alle agevolazioni qualora l’adesione al sistema di
certificazione ambientale sia derivata dalla necessità di conseguire
una priorità di accesso a finanziamenti pubblici.
Sono ammissibili le spese (v. box
a pagina seguente) direttamente
riferibili ai servizi di consulenza
ottenuti dalle imprese richiedenti per il conseguimento delle certificazioni ambientali. Si evidenzia, al riguardo, che possono essere finanziate solo le spese inerenti
il conseguimento della prima cer-
19
tificazione/registrazione ambientale, con esclusione dei costi per il
mantenimento della stessa (il
mantenimento della certificazione
è, comunque, necessario al fine
dell’accettazione della domanda
di finanziamento). Come per il
precedente regime, saranno
ammissibili le spese sostenute a
partire dall’1 gennaio 2002, fermo
restante che le certificazioni devono essere possedute a partire dal 6
ottobre 2003.
Le spese sostenute devono essere
regolarmente quietanzate. A tal
fine, il Ministero dell’Ambiente
ha chiarito che per quietanza si
intende la dichiarazione liberatoria in originale del fornitore, timbro e firma in originale del fornitore con dicitura “pagato” o similari sulla fattura stessa, ovvero
documentazione bancaria nella
quale vi sia esplicito riferimento
alle fatture e che ne attesti l’avvenuto pagamento.
In ogni caso, i costi e le prestazioni devono risultare da specifici
contratti sottoscritti tra le parti.
Sono escluse dai contributi le
spese inerenti beni o consulenze
che rientrino nella normale gestione dell’impresa o per prestazioni
effettuate con personale impiegato
dall’impresa richiedente o con
coloro che collaborino continuativamente o ricoprano cariche
sociali
nell’impresa
stessa.
Parimenti escluse sono le spese
finalizzate al mero adeguamento
dell’impresa a norme di legge
ovvero relative a misurazioni,
misure, analisi, interventi, provvedimenti correttivi che servano a
dimostrare o conseguire il rispetto
degli obblighi di legge, nonché le
spese per l’acquisto e/o l’ammodernamento di macchinari per il
monitoraggio ambientale.
Procedura di accesso
agli aiuti
La domanda, unitamente all’alle-
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16.06
Pagina 20
AGEVOLAZIONI NAZIONALI
RICERCA E INNOVAZIONE
Le intensità di aiuto concedibili
Misura del contributo
Tipologia di intervento
Micro e piccola impresa
Media impresa
Certificazione Emas
-
80% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 15.000 euro
-
75% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 30.000 euro
Certificazione Uni En Iso
14001
-
40% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 7.500 euro
-
40% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 16.000 euro
Passaggio all’Emas per
realtà già certificate Iso
14001
-
80% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 7.500 euro
-
75% della spesa ritenuta ammissibile
Soglia massima del contributo: 7.500 euro
Le spese ammissibili
a) Spese per consulenza qualificata finalizzata alla definizione/progettazione del Sistema di Gestione Ambientale;
b) spese per l’ente di verifica e di certificazione;
c) spese per la realizzazione delle indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale (ad esempio, analisi delle emissioni, analisi
degli scarichi, carotaggi, analisi fonometriche);
d) spese per la formazione specifica, sia per gli addetti dell’impresa sia per il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale
della stessa;
e) spese per la comunicazione ambientale, quali diffusione della politica/dichiarazione ambientale (in caso di Emas), comunicazioni con le Istituzioni, la comunità locale e le realtà produttive relativamente al riconoscimento ottenuto, realizzazione di
un’area ambientale del sito internet.
gato tecnico e a tutta la relativa
documentazione indicata dal
bando, deve essere presentata in
formato cartaceo e su supporto
informatizzato elettronico, attraverso raccomandata A/R al Ministero dell’Ambiente - Dire-zione
generale per lo sviluppo sostenibile,
il clima e l’energia. È necessario
apporre sul plico la dicitura
“Decreto per la promozione dei
Sistemi di Gestione Ambientale”.
La modulistica è reperibile nel sito
web del Ministero dell’Ambiente
(www.minambiente.it).
Le domande pervenute sono esaminate nel rispetto dell’ordine cronologico di spedizione. Entro trenta
giorni dall’acquisizione della
domanda, la Segreteria Tecnica istituita presso il Ministero esamina la
domanda e la relativa documentazione, valutandone la completezza
formale.
Nei successivi trenta giorni, le
domande formalmente complete
sono sottoposte ad istruttoria anche
mediante controlli incrociati con
banche dati di altre Amministrazioni. Potranno essere richieste
eventuali integrazioni. A conclusione delle valutazioni, il Ministero
provvede a comunicare l’esito e ad
emettere i decreti di liquidazione
del contributo, la cui erogazione
avverrà in un’unica soluzione.
21_27:MEZZANINE CALABRIA.qxd
28/07/2012
16.08
Pagina 21
AGEVOLAZIONI REGIONALI
IN SINTESI
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
BENEFICIARI
Società per azioni, società in
accomandita per azioni, società
a responsabilità limitata rientranti nei parametri di Pmi
ATTIVITÀ AGEVOLABILI
Sono ammessi programmi che
prevedono investimenti produttivi nonché acquisizione di
servizi reali e attività di ricerca e sviluppo solo se strettamente connesse con gli investimenti produttivi
21
Por Fesr Calabria,
Mezzanine Financing
La Regione adotta uno strumento di finanza innovativa per facilitare
l’accesso al credito da parte delle Pmi
di Rita Piccinini, Europroject Bologna
SPESE AMMISSIBILI
Le spese riguardano beni materiali, immateriali, consulenze,
spese per ricerca e sviluppo
AGEVOLAZIONE
L’agevolazione consiste in un
finanziamento agevolato nella
misura massima del 70% dell’investimento
PROCEDURA
Le domande devono essere
presentate a Fincalabra
L
a Regione Calabria interviene per far fronte
alla difficile congiuntura economica e finanziaria dell’economia regionale e per facilitare l’accesso al
credito da parte delle imprese, localizzate sul territorio, che incontrano difficoltà a causa della forte
contrazione del credito posta in essere dal sistema bancario. Lo fa
con la creazione di un Fondo regionale di sostegno agli investimenti delle Pmi e ricorrendo ad
uno strumento innovativo, Mezzanine financing, che dovrà permettere alle imprese di attuare i
propri programmi di investimento
e di sviluppo aziendale.
Il Fondo, con una dotazione finanziaria di 25 milioni di euro a valere sulle risorse Fesr, è affidato in
gestione a Fincalabra Spa, Società
Finanziaria Regionale per lo
Sviluppo Economico della Calabria, quale Ente strumentale e soggetto in house della Regione Calabria.
Nello specifico, l’intervento dà
attuazione alla Linea 7.1.3.2
“Azioni per la promozione e l’utilizzazione di strumenti di finanza
innovativa”
dell’Asse
VII
“Sistemi Produttivi” del Por
Calabria Fesr 2007/2013.
La Regione ha inteso adottare lo
strumento del prestito mezzanino
ritenendolo, per gli elementi che
lo caratterizzano, particolarmente
adatto alle necessità delle imprese
calabresi. La Regione ritiene
infatti che il Mezzanine financing
costituisca un’alternativa finanziaria agli strumenti tradizionali
già utilizzati dalle imprese in un
sistema economico caratterizzato
da una bassa capitalizzazione,
scarsa propensione all’ingresso
nella compagine sociale di nuovi
soci di capitali, eccessivo ricorso
all’autofinanziamento o all’indebitamento bancario a breve e che
possa meglio venire incontro alle
esigenze di crescita e ed espansione delle imprese calabresi, in un
momento di riduzione della concessione di prestiti da parte delle
banche.
Il finanziamento mezzanino (mezzanine financing) può essere lo
strumento ideale per le piccole e
medie imprese relativamente consolidate ed in fase di espansione,
con buone prospettive di solidità
economica e finanziaria. Esso si
rivolge infatti alle imprese caratterizzate da una stabilità nella generazione prospettica di flussi di
cassa generati dal capitale operativo (free cash flows), in grado di
garantire al soggetto finanziatore
(mezzanine player) il rimborso del
capitale nonché la sua remunerazione alle condizioni richieste.
21_27:MEZZANINE CALABRIA.qxd
SCHEDA DI VALUTAZIONE
22
28/07/2012
Pagina 22
AGEVOLAZIONI REGIONALI
DIFFICOLTÀ
I parametri per l’ammissibilità
sono piuttosto stringenti soprattutto per quanto riguarda i requisiti soggettivi dei richiedenti
TEMPI
L’istruttoria richiede 30 giorni
dalla data di ricevimento della
domanda;
successivamente
l’impresa ammessa dovrà stipulare apposito contratto di finanziamento
COSTI
Variano in base alla complessità
del progetto e in base alla
necessità di un supporto qualificato per la fase di redazione
della domanda
PROBABILITÀ
Il Fondo ha una dotazione di 25
milioni di euro
IN DETTAGLIO
16.08
NORMATIVA
• Bando pubblicato nel Burc n.
25, parte III, del 22.6.2012
MODULISTICA
http://www.fincalabra.it/
Mezzanine.asp
PER INFORMAZIONI
Informazioni potranno essere
richieste a:
Fincalabra Spa: Tel. 0961/
770775; e-mail: [email protected]; Regione Calabria,
Dipartimento Attività Produttive: tel. 0961/856431; e-mail:
[email protected]
La caratteristica principale del
finanziamento, ciò che lo rende
particolarmente appetibile, è la sua
subordinazione (o postergazione)
rispetto alle tradizionali forme di
credito (per tale motivo viene
anche definito “debito junior” in
contrapposizione al debito tradizionale, “debito senior”).
In caso di liquidazione, fallimento
o altra procedura concorsuale, il
creditore mezzanino viene soddisfatto in maniera residuale rispetto ai senior: le entrate derivanti
dalla liquidazione dell’attivo dell’impresa insolvente vengono utilizzate per il pieno rimborso dei
creditori senior mentre il creditore
junior viene soddisfatto in modo
parziale o totale solo nel caso vi
siano disponibilità residue. Di
conseguenza il mezzanino determinerebbe una migliore posizione
creditizia per l’impresa sia grazie
alla “certificazione” di un terzo
operatore professionale, sia grazie
ad un maggiore potere contrattuale verso le banche conseguente
alla disponibilità di fonti finanziarie alternative, ma anche per la
possibilità di finanziare maggiori
attivi (tramite la copertura del
mezzanino) che possono poi essere liquidabili a favore dei creditori senior. Tale strumento permetterebbe, quindi, non solo una disponibilità aggiuntiva di risorse, ma
anche un miglioramento delle
condizioni di accesso al debito
senior bancario.
Il mezzanine financing, nella fattispecie prevista nell’avviso adottato dalla Regione, è subordinato a
tutti i finanziamenti bancari a
breve e/o a medio-lungo termine
attivati dal sistema bancario, a
qualsiasi titolo, con l’impresa
beneficiaria, successivamente alla
stipula del contratto di finanziamento mezzanino. La subordinazione è espressamente riservata ai
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
soli casi di liquidazione volontaria, fallimento o altra procedura
concorsuale a carico dell’impresa
finanziata, verificatisi durante il
periodo di ammortamento del
finanziamento mezzanino.
Un ulteriore vantaggio rispetto ad
altre forme di finanziamento del
debito è il ricorso a clausole contrattuali (covenants) piuttosto che
alle garanzie, che rendono il mezzanino uno strumento più flessibile: mentre la banca si trova a compensare il rischio con una richiesta
di maggiori garanzie reali e l’applicazione di standard di accesso
al credito più restrittivi, spesso
rigidi ed automatici, il mezzanine
player, soprattutto se pubblico,
può gestire il rischio in maniera
differente in quanto la concessione del credito dipende non dalla
presentazione di garanzie bensì
dalla capacità dell’impresa di
generare risultati prospettici duraturi e compatibili con il prestito. I
covenants costituiscono vincoli
all’azione dell’impresa per tutta la
durata del prestito impedendo
all’impresa finanziata di porre in
essere operazioni che possano
modificare in senso negativo la
situazione finanziaria mettendo a
rischio la sostenibilità del prestito.
In questo modo inoltre non vengono sottratte capacità di indebitamento al rapporto con i creditori
senior.
La Regione ha ritenuto quindi di
ricorrere al mezzanine financing
per permettere sia alle imprese che
abbiano già impegnati i propri
asset a garanzia dei finanziamenti
senior preesistenti sia alle imprese
sprovviste di garanzie, ma che
hanno buone prospettive di crescita, di ottenere più facilmente risorse finanziarie per lo sviluppo.
Beneficiari
Possono essere ammesse al finan-
21_27:MEZZANINE CALABRIA.qxd
28/07/2012
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
ziamento le Pmi, la cui unità produttiva oggetto dell’investimento
sia localizzata in Calabria e i cui
programmi di investimento proposti riguardino attività economiche
appartenenti ad uno o più dei settori della classificazione Ateco 2007
riportati in allegato all’Avviso pubblico, con le esclusioni e limitazioni di cui al Regolamento (Ce) n.
1998/2006 de minimis (Allegato A)
ed al Regolamento (Ce) n.
800/2008 (Allegato B).
Sono comunque escluse dal
finanziamento mezzanino le
imprese operanti nei settori della
produzione primaria di prodotti
agricoli, della pesca e/o dell’acquacoltura, dei trasporti, dell’industria carboniera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche.
Le imprese richiedenti devono
essere costituite nella forma giuridica di società per azioni o
società in accomandita per
azioni o di società a responsabilità limitata, già in possesso di
organo di controllo interno/revisione o, qualora sprovviste, che si
impegnino a dotarsi di tale organo nell’ipotesi di ammissione al
finanziamento mezzanino.
In generale, le potenziali imprese
beneficiare devono:
• operare in settori relativamente maturi, non soggetti a
sensibili fluttuazioni;
• godere di una posizione di leadership di mercato o comunque di una buona posizione di
nicchia;
• essere dotate di un management esperto e qualificato,
soprattutto nelle posizioni
chiave di carattere operativo
(direzione, produzione, marketing);
• garantire flussi di cassa non
soggetti ad ampie e prolungate fluttuazioni e il manteni-
16.08
Pagina 23
AGEVOLAZIONI REGIONALI
mento di discreti margini di
redditività anche in periodi di
recessione;
• essere in possesso di una solida situazione patrimoniale e
finanziaria e avere una struttura del passivo tale da lasciare
spazio ad un incremento della
leva finanziaria;
• essere fortemente strutturate
ed in grado di dimostrare, sia a
consuntivo che in via prospettica, una stabilità nella generazione di flussi di cassa generati dal capitale operativo (free
cash flows), tale da garantire al
soggetto finanziatore tanto il
rimborso del capitale quanto la
sua remunerazione;
• essere costituite da almeno
tre anni e avere approvato i
bilanci relativi agli ultimi tre
esercizi sociali.
Le richiedenti devono inoltre possedere tutti i seguenti parametri
aziendali (per la determinazione
di tali parametri si fa ricorso alla
metodologia aziendale generalmente riconosciuta nella prassi
contabile e, comunque, utilizzando il prospetto di riclassificazione
riportato nella modulistica):
• il risultato economico relativo
all’ultimo bilancio d’esercizio
approvato (esercizio più recente) deve essere positivo e la
media aritmetica dei risultati
economici relativi agli ultimi
tre bilanci d’esercizio approvati
deve essere positiva;
• il Margine operativo netto
(Ebit) relativo all’ultimo bilancio d’esercizio approvato deve
essere positivo;
• la media aritmetica del
Margine operativo lordo
(Ebitda) relativo agli ultimi tre
bilanci d’esercizio approvati
deve essere positiva;
• l’indice, dato dal rapporto
[(Capitale netto + Passività a
23
medio-lungo termine)/Attività
immobilizzate] relativo all’ultimo bilancio d’esercizio approvato, deve essere superiore a 0,90;
• l’indice, dato dal rapporto
(Margine operativo lordo/Oneri
finanziari) relativo all’ultimo
bilancio d’esercizio approvato,
deve essere superiore a 2,50;
• l’indice, dato dal rapporto
[(Debiti finanziari a m/l termine
+ Debiti finanziari a breve termine – Cassa e altre disponibilità liquide)/Valore della Produzione] relativo all’ultimo bilancio d’esercizio approvato,
deve essere inferiore a 0,80.
Attività
Il finanziamento viene concesso
esclusivamente a fronte di investimenti produttivi (creazione di
nuovi impianti produttivi, ampliamento di unità produttive esistenti,
ammodernamento di unità produttive esistenti) nonché a fronte di
acquisizione di servizi reali per
l’innovazione di prodotto, di processo e organizzativa e/o di attività
di ricerca industriale e sviluppo
sperimentale, purché l’acquisizione di servizi reali e le attività di
R&S siano strettamente correlati
agli investimenti produttivi.
Il programma di investimento
deve riguardare una sola unità
produttiva e deve essere organico
e funzionale, da solo idoneo, cioè,
a conseguire gli obiettivi produttivi ed economici prefissati dall’impresa ed indicati nella domanda di
finanziamento.
Il programma deve essere avviato
dopo la presentazione della
domanda e non oltre 3 mesi dalla
data di sottoscrizione del contratto
di finanziamento e deve avere una
durata massima di 20 mesi da tale
data o comunque compatibile con
la durata del periodo di preammortamento.
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
In merito agli investimenti produttivi sono ammessi i programmi:
• volti alla realizzazione di una
nuova unità produttiva da parte
di imprese già esistenti (nuovo
impianto);
• finalizzati ad accrescere la capacità di produzione dei prodotti
esistenti o ad aggiungerne altra
relativa a prodotti nuovi ampliamento orizzontale - e/o
creare nello stesso stabilimento
una nuova capacità produttiva a
monte o a valle dei processi produttivi esistenti - ampliamento
verticale - (ampliamento);
• volti ad apportare innovazioni
nell’impresa con l’obiettivo di
conseguire un aumento della
produttività e/o miglioramento
delle condizioni ecologiche
legate ai processi produttivi,
ovvero ad introdurre la riorganizzazione, il rinnovo, l’aggiornamento tecnologico dell’impresa (ammodernamento).
Per quanto riguarda l’acquisizione di servizi reali, questi devono
essere finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti e/o servizi dai
quali emergano rilevanti novità,
sotto il profilo delle prestazioni
funzionali, rispetto alla attuale
offerta del mercato; all’adozione
di nuove tecnologie, realizzate
all’interno dell’impresa o acquisite dall’esterno, per migliorare i
processi di produzione dei prodotti/servizi esistenti o di nuovi prodotti/servizi e all’innovazione del
processo aziendale, o riorganizzazione del medesimo, finalizzata ad
un sensibile miglioramento della
qualità/quantità dei prodotti/servizi e/o della efficienza/efficacia dei
processi produttivi.
Le spese per acquisizione di servizi reali per l’innovazione di prodotto, di processo ed organizzativa sono ammissibili nel limite del
15% dell’importo complessivo
degli investimenti produttivi ritenuti ammissibili e, comunque,
fino ad un importo massimo di
euro 50.000.
Le imprese possono, in particolar
modo, acquisire servizi per:
a) il miglioramento di prodotti, di
processi e di nuovi metodi di
produzione industriale (maggiore ecocompatibilità, miglioramento dell’efficienza energetica, miglioramento dell’informatizzazione dei processi);
b) la definizione e lo studio di
rendimenti, prestazioni e tolleranze, le modifiche di macchinari ed impianti produttivi esistenti;
c) la realizzazione di prototipi e
di modelli con moderne tecniche di assemblaggio e prototipazione rapida;
d) lo studio e la verifica di nuove
procedure organizzative per
l’innovazione o la razionalizzazione dei cicli di lavorazione;
e) la verifica delle conformità di
prodotto a normative vigenti
(Marcatura Ce, Ped, ecc.), a
norme tecniche specifiche e a
certificazioni volontarie (Iso,
Emas, Ecolabel);
f) la realizzazione di analisi,
prove, trattamenti, condizioni
d’uso, campionature di nuovi
prodotti e processi;
g) il design e l’ecodesign dei prodotti/servizi esistenti o di
nuova concezione;
h) la tutela della proprietà industriale.
Le attività di ricerca e sviluppo
finanziabili sono quelle ammesse
dalla normativa comunitaria (v.
box a pagina successiva). Le spese
per attività di ricerca industriale e
sviluppo sperimentale sono
ammissibili nel limite del 30%
dell’importo complessivo degli
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
investimenti produttivi ritenuti
ammissibili e, comunque, fino ad
un importo massimo di euro
150.000.
Spese ammissibili
Per la realizzazione di investimenti produttivi sono ammissibili le spese relative all’acquisto o
alla costruzione di immobilizzazioni, come definite dagli artt.
2423 e seguenti del codice civile,
nella misura in cui queste ultime
sono necessarie alla finalità del
programma oggetto della domanda di finanziamento e riguardano:
a) progettazioni ingegneristiche
riguardanti le strutture dei fabbricati e gli impianti, sia generali che specifici, direzione dei
lavori, studi di fattibilità economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale,
oneri per le concessioni edilizie, collaudi (tali spese sono
ammesse nel limite del 5% dell’investimento produttivo ammissibile; le spese relative allo
studio di fattibilità economico
finanziaria non possono eccedere il 2% dell’investimento
produttivo ammissibile e,
comunque, fino ad un importo
massimo di euro 20.000);
b) suolo aziendale, sistemazioni
del suolo e indagini geognostiche (tali spese sono ammesse nel limite complessivo del
10% dell’investimento produttivo ammissibile);
c) opere murarie e assimilate (le
spese per opere murarie ed
assimilate sono ammissibili nel
limite massimo del 40% dell’investimento produttivo ammissibile e, comunque, solo
qualora si tratti di opere strettamente funzionali al ciclo produttivo, mentre le spese relative all’acquisto o alla realizzazione di un immobile sono
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INVESTIMENTI PRODUTTIVI
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
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Ricerca industriale
La ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Essa comprende la
creazione di componenti di sistemi complessi necessaria ai fini della ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi.
Sviluppo sperimentale
L’acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica,
commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi. Tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra
documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale. Rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili. Sono, inoltre, ammissibili aiuti
alla produzione e al collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non possano essere impiegati o trasformati in vista
di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Lo sviluppo sperimentale non comprende, tuttavia, le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.
ammissibili nel limite massimo
del 70% dell’investimento produttivo ammissibile e anche in
questo caso solo qualora si tratti di spese strettamente funzionali al ciclo produttivo);
d) infrastrutture specifiche aziendali;
e) macchinari, impianti ed
attrezzature varie, nuovi di
fabbrica, ivi compresi quelli
necessari all’attività amministrativa dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attività di
rappresentanza; mezzi mobili
strettamente necessari al ciclo
di produzione purché dimensionati alla effettiva produzione, identificabili singolarmente
ed a servizio esclusivo dell’impianto oggetto dell’intervento
finanziario richiesto (per beni
nuovi di fabbrica si intendono
quelli mai utilizzati, e fatturati
direttamente dal costruttore o
dal suo rappresentante o rivenditore autorizzato; qualora vi
siano ulteriori fatturazioni
intermedie, fermo restando che
i beni non devono essere mai
stati utilizzati, non sono
ammessi incrementi del costo
del bene rispetto a quello fatturato dal produttore o suo rivenditore);
f) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
g) brevetti, licenze e know-how
e conoscenze tecniche non
brevettate concernenti nuove
tecnologie di prodotti e processi produttivi per la parte in cui
sono utilizzati per l’attività
svolta nell’unità produttiva
interessata dal programma.
Le spese relative a suolo aziendale, programmi informatici, brevetti, licenze ecc. che, per loro natura
possono essere riferite all’attività
dell’impresa nel suo complesso,
sono ammesse limitatamente alla
parte utilizzata per l’attività svolta
nell’unità produttiva interessata
dal programma agevolato e nei
limiti ritenuti congrui in relazione
alle condizioni di mercato.
I costi ammissibili per l’acquisizione di servizi reali per l’innovazione di prodotto, di processo
ed organizzativa sono i seguenti:
a) servizi di consulenza e di supporto in materia di innovazione, quali: consulenza gestionale; assistenza tecnologica; servizi di trasferimento di
tecnologie; formazione; consulenza in materia di acquisizione, protezione e commercializzazione dei diritti di proprietà
intellettuale e di accordi di
licenza; consulenza sull’uso
delle norme;
b) spese connesse ai diritti di
proprietà industriale, ed in
particolare:
- tutti i costi anteriori alla concessione del diritto nella
prima giurisdizione, ivi compresi i costi di preparazione,
presentazione trattamento
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
della domanda, nonché i
costi sostenuti per il rinnovo
della domanda prima della
concessione del diritto;
- i costi di traduzione e altri
costi sostenuti al fine di
ottenere la concessione o il
riconoscimento del diritto
in altre giurisdizioni;
- i costi sostenuti per difendere la validità del diritto
nel quadro ufficiale del trattamento della domanda e di
eventuali procedimenti di
opposizione, anche se
sostenuti dopo la concessione del diritto.
I costi ammissibili per la realizzazione di attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale
sono:
a) spese di personale (ricercatori, tecnici e altro personale
ausiliario nella misura in cui
essi sono impiegati nel progetto di ricerca);
b) i costi della strumentazione e
delle attrezzature utilizzate per
il progetto di ricerca e per la sua
durata (sono considerati ammissibili solo i costi d’ammortamento corrispondenti al ciclo di
vita del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della
buona prassi contabile nel caso
in cui l’utilizzo dei beni agevolati non dovesse coprire loro
intera durata di vita);
c) i costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, acquisiti o
ottenuti in licenza da fonti
esterne a prezzi di mercato tramite una transazione effettuata
alle normali condizioni di mercato e che non comporti elementi di collusione, così come
i costi dei servizi di consulenza
e di servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca;
d) le spese generali supplementari direttamente imputabili al
progetto di ricerca, da determinare e rendicontare su base forfettaria nella misura massima
del 20 % del totale dei costi
diretti ammissibili di cui alle
altre voci di spesa;
e) altri costi d’esercizio, inclusi i
costi dei materiali, delle forniture e di prodotti analoghi,
direttamente imputabili all’attività di ricerca.
Agevolazioni
Il bando prevede la concessione di
un finanziamento mezzanino nella
misura massima del 70% delle
spese complessive ritenute
ammissibili; le imprese possono
richiedere un prestito in percentuale minore e dovranno in ogni
caso garantire la copertura finanziaria della residua percentuale
delle spese non coperte dal finanziamento mezzanino, attraverso il
ricorso a risorse proprie e/o ad
altri finanziamenti bancari. La
copertura residua deve essere
esente da ogni aiuto pubblico poiché non è ammesso il cumulo con
altre agevolazioni sulle medesime
spese, neppure in de minimis.
L’importo del finanziamento è
compreso tra un minimo di euro
150.000 (a fronte quindi di un programma di investimento ammissibile di importo non inferiore ad
euro 214.286) e un massimo di
euro 750.000. L’importo massimo
del finanziamento non potrà
comunque essere superiore al
seguente parametro determinato
sulla base dei dati risultanti dall’ultimo bilancio d’esercizio
approvato: finanziamento Mezzanino richiedibile < [(5 x Margine
operativo lordo) - Debiti finanziari a m/l termine].
Anche se non sono richieste di
base garanzie reali, in fase contrat-
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
tuale è previsto il rilascio di
fideiussioni personali da parte di
tutti i soci dell’impresa. Nel contratto di finanziamento dovranno
invece essere inseriti i covenants,
clausole legali, vincoli e obblighi
specifici, finalizzati a garantire la
capacità creditizia dell’impresa
finanziata e la capacità di produrre
flussi di cassa adeguati e tali da
garantire il rimborso del finanziamento. In caso di violazione di tali
clausole, il contratto potrà essere
risolto e il finanziamento revocato.
A titolo esemplificativo, potranno
essere richiesti i seguenti covenants, da inserire nel contratto di
finanziamento:
a) mantenimento dei livelli patrimoniali e/o finanziari entro
prefissati range;
b) protezione dal compimento di
eventuali operazioni di finanza
straordinaria;
c) protezione da eventuali variazioni dell’assetto proprietario e
di controllo;
d) protezione da asimmetrie
informative.
La durata del finanziamento è
compresa tra un minimo di 36 ed
un massimo di 96 mesi, a cui
potrà essere aggiunto un periodo
di preammortamento “tecnico”
necessario per portare la scadenza
della prima rata alle scadenze fisse
ed un periodo di preammortamento “effettivo” della durata massima di 24 mesi. Il periodo di
preammortamento dovrà comunque essere compatibile con le date
di ultimazione del programma di
investimento ed erogazione del
finanziamento.
La remunerazione del finanziamento mezzanino verrà determinata applicando un tasso di interesse fisso, parametrato all’Euribor 3 mesi, maggiorato di uno
spread pari a 200 basis points (2
punti percentuali).
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
Dal punto di vista dell’intensità
dell’aiuto, il finanziamento mezzanino può essere concesso o in de
minimis oppure nel rispetto del
Regolamento (Ce) n. 800/2008, ed
in particolar modo ai sensi degli
artt. 28 e 29 del medesimo
Regolamento (Aiuti sotto forma di
capitale di rischio).
L’intensità dell’aiuto è nella fattispecie configurabile nell’applicazione di un tasso di interesse avente un valore inferiore rispetto al
valore medio dei tassi di interesse
praticati dal sistema bancario per
analoghe operazioni di finanziamento (si fa riferimento alla rilevazione trimestrale dei valori
medi dei tassi effettivi globali
segnalati dalle banche e dagli
intermediari finanziari ed utilizzati periodicamente dal Ministero
dell’Economia e Finanze, Dipartimento Tesoro, ai fini della legge
sull’usura): l’Equivalente sovvenzione lordo (Esl), determinato alla
data di conclusione delle attività
istruttorie, sarà calcolato quindi
applicando il differenziale tra il
valore medio del tasso effettivo
globale per analoga operazione di
finanziamento ed il tasso di interesse fisso del finanziamento mezzanino (Euribor 3 mesi, maggiorato di 2 punti percentuali).
Procedure
La domanda di finanziamento,
corredata dalla documentazione
prevista, deve essere inoltrata a
mezzo raccomandata postale,
posta celere o altri servizi di spedizione, al seguente indirizzo:
Fincalabra Spa - Soggetto gestore
del Fondo Mezzanine financing
Via Pugliese n. 30 - 88100 Catanzaro
Al termine delle valutazioni di
merito effettuate dal Soggetto
gestore e della delibera ammissione al finanziamento mezzanino, le
imprese stipulano un apposito
contratto di finanziamento nel
quale saranno specificate modalità, condizioni e termini relativi,
27
in particolar modo, alla realizzazione del programma di investimento, all’erogazione del finanziamento, alla rendicontazione
delle spese ed al rimborso del
finanziamento.
La selezione seguirà la procedura
valutativa a sportello ai sensi del
Dlgs 31 marzo 1998, n. 123, art. 5,
comma 3, di conseguenza l’istruttoria è effettuata in base all’ordine
cronologico di presentazione delle
domande.
Per l’erogazione è previsto un
massimo di tre tranches; la
prima, di importo pari al 30% del
finanziamento, può essere concessa a titolo di anticipazione mentre
la seconda, di importo pari al
40% del finanziamento, verrà
concessa a fronte della rendicontazione di spese ammissibili in
misura almeno pari al 60% del
programma di investimento
ammesso. Il saldo sarà erogato a
conclusione del progetto sulla
base della rendicontazione finale
delle spese.
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IN SINTESI
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
BENEFICIARI
Confidi iscritti al Registro delle
imprese della Camera di commercio di Roma con sede legale
o unità operativa nel territorio
della Provincia
AGEVOLAZIONE
Quattro milioni di euro per
rafforzare la struttura patrimoniale. Un milione di euro
per l’adeguamento dell’assetto organizzativo
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
Roma, più contributi
ai Confidi per sbloccare
l’accesso al credito
PROCEDURA
La Camera di commercio eroga un bando per rafforzare la struttura
patrimoniale degli organismi di garanzia. Un’iniziativa che dovrebbe
favorire le imprese nella richiesta di finanziamenti bancari
Domande da inviare entro il 30
settembre 2012. Invio con raccomandata A/R
di Giuseppe De Rossi
L
a Camera di commercio
di Roma apre un fondo
di 4 milioni di euro per
sostenere gli organismi
di garanzia al credito – i
cosiddetti Confidi – nel percorso
di trasformazione in intermediari
finanziari vigilati. I contributi sono
destinati a rafforzare la patrimonializzazione e a sostenere la nuova organizzazione delle strutture.
visto dalla legge 326/2003, svolgono
esclusivamente l’attività di rilascio di
garanzie collettive dei fidi (e relative
attività connesse) a favore delle Pmi
associate. In base a quanto previsto dall’art. 13, della legge 326/2003 possono
assumere la qualifica di soggetti operanti nel settore finanziario, iscritti in
un’apposita sezione dell’elenco regolato dall’art. 106 del Testo unico bancario
o nell’elenco speciale previsto dall’art.
107 del medesimo Testo unico.
Soggetti beneficiari
Possono accedere al bando, i
Confidi iscritti al Registro delle
imprese della Camera di commercio di Roma. Inoltre devono
avere sede legale o unità operativa
nel territorio della provincia.
Oltre ai requisiti d’iscrizione e
geografici, gli organismi di garanzia devono risultare dall’elenco
speciale previsto dall’articolo 107
del Testo unico bancario, ovvero
quel pacchetto di norme – relative
anche al rapporto tra indebitamento e patrimonio – che regola l’attiva di intermediazione finanziaria.
Cosa sono i Confidi?
L’acronimo Confidi sta per “consorzi e
cooperative di garanzia collettiva fidi”.
Sono soggetti che, secondo quanto pre-
Patrimonializzazione
Lo stanziamento erogato per
sostenere e rafforzare la patrimonializzazione dei Confidi è pari a
4 milioni di euro. Un’azione che
intende fornire a questi organi
maggiori strumenti per fungere da
garanti nelle procedure di accesso
al credito delle piccole e medie
imprese.
Il finanziamento è diviso in due
tranche:
1) una parte, pari a un milione di
euro, è attribuito in base al rapporto tra capitale sociale sottoscritto e versato dalle imprese
iscritte al registro della Camera
di commercio di Roma;
2) la parte rimanente, ovvero tre
milioni di euro, è calcolata in
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
IN DETTAGLIO
SCHEDA DI VALUTAZIONE
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
DIFFICOLTÀ
L’accesso al finanziamento prevede una procedura relativamente
semplice
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Calcolo della garanzia media
TEMPI
Termine di scadenza del bando:
30 settembre 2012
COSTI
Trascurabili
PROBABILITÀ
Il fondo messo a disposizione è
notevole, 4 milioni di euro per la
patrimonializzazione, un milione
per l’assetto organizzativo.
L’accesso al bando non dovrebbe
presentare difficoltà
MODULISTICA
Disponibile al seguente url:
http://www.rm.camcom.it/ar
chivio43_bandi-altribandi_0_37_82_1.html%20
PER INFORMAZIONI
Ufficio Contributi e credito alle
imprese: contributiecredito@
Mrm.camcom.it; Tel.: 06.52082
561-2539
funzione della garanzia media,
secondo la formula indicata
nella tavola sopra. Entrambi i
dati del rapporto devono essere
desunti dalle risultanze del
bilancio dell’esercizio 2011.
Le classi e le relative percentuali
sono ripartite secondo l’ordine
della tavola sotto.
In caso d’incapienza i contributi
saranno proporzionatamente ridotti.
Confidi, cinque anni di garanzia a
favore delle Pmi
Nel periodo 2008-2010, gli organismi
di garanzia hanno fatto registrate un
incremento dell’attività dell’8,55%
per ogni anno, toccando la somma di
26 miliardi e 430 milioni di euro. Un
valore ragguardevole, evidenziato
dalla ricerca “I Confidi in Italia”,
realizzata dal Comitato Torino finanza presso la Camera di commercio.
Dal lavoro emerge la fotografia di un
sistema-Confidi molto sviluppato
rispetto ad altri paesi come la
Germania o la Francia. In Italia,
infatti, esistono tutte le condizioni
per avere un sostenuto mercato
delle garanzie, ovvero elevata densità di Pmi, scarsa offerta di capitale di rischio e diffuso sistema associativo imprenditoriale.
Attraverso aggregazioni e fusioni è
diminuito il numero dei Confidi, nel
quinquennio in esame il tasso di
decrescita annuo è pari a – 6%. A
fronte, però, di un consistente
aumento del mercato delle garanzie
al ritmo del + 8,55% all’anno.
La regione con il maggiore numero di
Confidi è la Puglia (73), seguita dal
Lazio con 58. I Confidi del Nord
Italia, nonostante rappresentino il
31% del mercato, sono quelli che
pesano di più in termini di stock di
garanzie emesse: detengono, infatti,
il 60% dello stock totale. I Confidi
industriali gestiscono il 46% del mercato delle garanzie italiano, sebbene
siano soltanto il 14% in termini
numerici.
Assetto organizzativo
Decisamente più bassa la somma,
pari a un milione, messa a disposizione per l’adeguamento dell’assetto organizzativo. Sono ammes-
Rapporto tra classe di appartenenza, garanzia
media e percentuale
Classi
Garanzia media
Percentuale
1
Fino al 10%
10 * mille
2
11% - 20%
20 * mille
3
21% - 30%
30 * mille
4
31% - 40%
40 * mille
5
Oltre 40%
50 * mille
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
se a contributo le spese sostenute a
partire dal 1° ottobre 2011 fino
alla data di presentazione della
domanda. Naturalmente i costi
devono essere imputabili alla
messa in opera di quelle operazioni necessarie alla trasformazione
in intermediari finanziari.
Il contributo è erogato in funzione
delle spese sostenute e del numero
delle imprese del territorio indicate nel libro soci del Confidi alla
data del 31 dicembre 2012, valutando:
1) 10 punti per ogni impresa con
sede legale o operativa nella
Provincia di Roma;
2) 5 punti per ogni impresa avente sede legale o sede operativa
nelle altre Province del Lazio.
Ciò da luogo a un punteggio che
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
consentirà di suddividere i beneficiari nelle classi indicate nella
tavola sotto.
Anche in questo caso, se subentra
un’incapienza, i contributi saranno
ridotti in maniera proporzionale.
Erogazione
In caso di formale ammissione
della Camera di commercio, i contributi sono erogati ai Confidi in
un’unica soluzione.
Buona solidità patrimoniale, ma
scarsa produttività
Secondo i dati della ricerca “I
Confidi in Italia”, gli organismi di
garanzia si caratterizzano per una
buona solidità patrimoniale, registrando un indice di solvibilità Tier
2. In particolare il 98% del campio-
ne ha mostrato un livello superiore
al 6% previsto dalla normativa
secondaria della Banca d’Italia. E il
55% dei Confidi ha un valore Tier 2
superiore al 10%. Numeri che indicano l’ottima salute finanziaria del
mercato delle garanzie. Tuttavia,
quando l’indice di solvibilità supera
di molto il limite legale del 6%
significa che esiste una capacità
produttiva non sfruttata.
Procedura
Il termine di scadenza del bando è
fissato per il 30 settembre 2012.
Le domande vanno inviate attraverso raccomandata A/R al seguente indirizzo:
Camera di commercio di Roma Ufficio contributi e credito alle imprese - Vai de’ Burrò 147 - 00186 Roma
Punteggio e percentuale di contributo
Classe
1
2
3
4
Punteggio
Fino a 2.500 punti
da 2.501 a 5.000 punti
da 5.001 a 10.000 punti
da 10.001 punti
Percentuale
40%
50%
60%
70%
Le informazioni e i documenti da allegare alla domanda
Il modello per chiedere l’accesso al contributo è disponibile al seguente indirizzo online: http://www.rm.camcom.it/archivio43_bandi-altri-bandi_0_37_82_1.html%20. Le informazioni da allegare sono le seguenti:
a) i dati completi del Confidi;
b) il numero di iscrizione presso il Registro imprese della Camera di commercio di Roma;
c) il numero delle imprese consorziate o socie iscritte presso il registro imprese, con sede legale o unità operativa nella Provincia
di Roma;
d) il numero delle imprese consorziate o socie iscritte presso il Registro delle imprese di Frosinone, Latina, Rieti o Viterbo con
sede legale e/o operativa nelle Province di Frosinone, Latina, Rieti o Viterbo, come risultante dal Libro dei soci alla data del
31 dicembre 2011;
e) l’importo del capitale sociale sottoscritto e versato dalle imprese con sede legale o unità operativa nella Provincia (così come
risulta dal Libro soci al 31 dicembre 2011);
f) l’ammontare dei finanziamenti aperti e garantiti al 31 dicembre 2011, riferiti alle imprese consorziate o socie;
g) l’ammontare delle garanzie prestate alle imprese (secondo quanto risulta dal bilancio consuntivo per l’esercizio 2011);
h) l’importo del contributo richiesto.
Per quanto riguarda la documentazione:
1) atto costitutivo e statuto nel testo vigente alla data di presentazione della domanda;
2) copia dei documenti attestanti l’avvenuta iscrizione o la presentazione della domanda per l’iscrizione agli organi di vigilanza;
3) dichiarazione sostitutiva di atto notorio che riporti l’elenco dettagliato delle spese sostenute e la dichiarazione che le stesse
sono da imputarsi in via diretta alle attività necessarie o conseguenti alla trasformazione in intermediari finanziari;
4) copia delle fatture;
5) modulo di soggettività fiscale compilato;
6) fotocopia di un documento di identità in corso di validità del firmatario della domanda.
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
IN SINTESI
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
BENEFICIARI
Imprese agricole o forestali e di
utilizzazione boschiva, singole
o associate;
• Pmi che svolgono attività di
produzione e/o commercializzazione e/o trasformazione dei prodotti agricoli,
esclusi i prodotti della
pesca, in forma singola o
associata;
• le Pmi di utilizzazione
boschiva e di prima utilizzazione del legno (compreso il sughero) e/o le imprese di seconda utilizzazione
del legno, in forma singola
o associata.
ATTIVITÀ AGEVOLABILI
Gli interventi ammissibili
riguardano le operazioni che
precedono l’utilizzo ai fini
commerciali dei prodotti, processi e tecnologie nel settore
preso in considerazione, sviluppati mediante le iniziative
di cooperazione:
1. Progettazione/sviluppo/
sperimentazione/collaudo
nuovi prodotti;
2. Progettazione/sviluppo/
sperimentazione/collaudo
nuovi processi produttivi
e/o organizzativi;
3. Progettazione/sviluppo/
sperimentazione/collaudo
nuove tecnologie
SPESE AMMISSIBILI
Sono ritenute ammissibili tutte
quelle spese strettamente connesse agli interventi finanziabili
AGEVOLAZIONE
I progetti che fruiscono dell'aiuto devono prevedere un programma di spesa non superiore a
euro 400.000,00. Il contributo
previsto è pari al 100% del programma di spesa ritenuto
ammissibile
PROCEDURA
Le domande potranno essere
presentate dal 25 giugno al 10
settembre 2012
31
Sardegna, finanziamento
per lo sviluppo di nuovi
prodotti nei settori agricolo,
alimentare e forestale
La Regione ha approvato un bando con interventi che riguardano le operazioni
che precedono l’utilizzo ai fini commerciali dei prodotti, processi e tecnologie
nel settore preso in considerazione, sviluppati mediante le iniziative di
cooperazione
di Piero Crivellaro
C
on Determinazione n.
11007/416 del 4 giugno
2012, Bur 14 giugno
2012, n. 27, s.s. n. 10, è
stato approvato il bando relativo alla misura 124 “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi
prodotti, processi e tecnologie nei
settori agricolo e alimentare, nonché in quello forestale” del Psr
2007-2013. Possono partecipare
all’intervento:
• le imprese agricole o forestali e
di utilizzazione boschiva, singole o associate;
• le Pmi che svolgono attività di
produzione e/o commercializzazione e/o trasformazione dei
prodotti agricoli, esclusi i prodotti della pesca, in forma singola o associata;
• le Pmi di utilizzazione boschiva
e di prima utilizzazione del
legno (compreso il sughero) e/o
le imprese di seconda utilizzazione del legno, in forma singola o associata.
I destinatari del contributo devono
essere obbligatoriamente riuniti
sotto forma di associazione/rag-
gruppamento temporaneo di
imprese o in altre forme di raggruppamenti formalizzati giuridicamente. Inoltre, all’interno del
partenariato, deve essere presente
almeno un’impresa agricola o
almeno un’impresa forestale e di
utilizzazione boschiva e un’impresa di prima utilizzazione del
legno.
Beneficiari
Sono beneficiari dell’intervento i
seguenti soggetti:
• le imprese agricole o forestali
e di utilizzazione boschiva,
singole o associate;
• le Pmi che svolgono attività di
produzione e/o commercializzazione e/o trasformazione
dei prodotti agricoli (esclusi i
prodotti della pesca), in forma
singola o associata;
• le Pmi di utilizzazione boschiva e di prima utilizzazione del
legno (compreso il sughero) e/o
le imprese di seconda utilizzazione del legno, in forma singola o associata.
I beneficiari sopra elencati, per
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SCHEDA DI VALUTAZIONE
32
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Pagina 32
AGEVOLAZIONI REGIONALI
DIFFICOLTÀ
La redazione della domanda di
finanziamento è particolarmente
complessa in quanto comporta la
presentazione di numerosa documentazione tecnica. Inoltre, non
deve essere sottovalutato lo sforzo di mettere insieme diversi soggetti per poter presentare la
domanda
TEMPI
I tempi per la valutazione della
domanda dipendono dal numero
e complessità delle domande
ricevute
COSTI
I costi per la redazione della
domanda di finanziamento
dipendono dalla tipologia di
intervento che si intende realizzare. Vista comunque la complessità del bando, si consiglia
di stanziare un budget per la
redazione della domanda
PROBABILITÀ
La dotazione finanziaria del presente bando di gara è pari a euro
6.750.000, redendo così finanziabili un numero importante di
progetti
IN DETTAGLIO
10.46
NORMATIVA
• Det. 4.6.2012, n. 11007/416
MODULISTICA
www.regione.sardegna.it
PER INFORMAZIONI
Agenzia Argea Sardegna - Via
Caprera, 8 - 09123 Cagliari
accedere alla misura, devono essere obbligatoriamente riuniti sotto
forma di Associazione/ Raggruppamento Temporaneo di Imprese (Ati/Rti/Ats), di consorzi o
società consortili o in altre forme
di raggruppamenti formalizzati
giuridicamente. I beneficiari possono partecipare ad un solo partenariato.
È condizione essenziale, per l’accesso alla misura, la presenza
all’interno del partenariato, in
forma singola o associata, di
almeno un’impresa agricola, o
di almeno un’impresa forestale
e di utilizzazione boschiva e di
un’impresa di prima utilizzazione del legno.
Nella realizzazione del progetto il
partenariato proponente deve
obbligatoriamente avvalersi, per il
supporto tecnico-scientifico, di
Organismi di Ricerca, pubblici
e/o privati impegnati nel campo
della ricerca e sperimentazione
pre-competitiva.
Per Organismi di ricerca si intende soggetti, quali le università o
gli istituti di ricerca, indipendentemente dallo status giuridico o
fonte di finanziamento, la cui
finalità principale consista nello
svolgere attività di ricerca di base,
di ricerca pre-industriale, industriale e di sviluppo sperimentale
e nel diffonderne i risultati,
mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di
tecnologie.
All’interno dell’atto costitutivo
del partenariato devono essere
individuati i ruoli, gli impegni e le
responsabilità di ciascuno, per
quanto concerne lo svolgimento
delle attività specificatamente
risultanti dal progetto presentato.
Nessuna delle imprese comprese
nel partenariato deve sostenere da
sola più del 70% dei costi ammissibili del progetto.
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
I componenti del partenariato
devono individuare, sin dal
momento della presentazione
della domanda:
• il soggetto Capofila;
• il responsabile tecnico-scientifico, per quanto riguarda la realizzazione tecnica e scientifica
del progetto.
Il Capofila è il soggetto partecipante cui compete il ruolo di coordinatore delle attività progettuali,
di referente ufficiale nei confronti
della Regione Sardegna. Al
Capofila è dato mandato collettivo
speciale di rappresentanza, e sul
quale graverà l’onere di:
• presentare il progetto in nome e
per conto dei soggetti coordinati;
• curare i rapporti amministrativi e
legali con la Regione Sardegna;
• produrre l’atto costitutivo del
partenariato.
Iniziative ammissibili
Gli interventi riguardano le operazioni che precedono l’utilizzo ai
fini commerciali dei prodotti, processi e tecnologie nel settore preso
in considerazione, sviluppati
mediante le iniziative di cooperazione.
Le tipologie di intervento
ammissibili, relative alla costituzione del nuovo soggetto giuridico
societario/Ati/Ats/partenariato,
alla gestione della rete di cooperazione e alla divulgazione dei risultati e alla diffusione dell’innovazione, sono nello specifico le
seguenti:
1) Progettazione/sviluppo/sperimentazione/collaudo nuovi
prodotti;
2) Progettazione/sviluppo/sperimentazione/collaudo nuovi
processi produttivi e/o organizzativi;
3) Progettazione/sviluppo/sperimentazione/collaudo nuove
tecnologie.
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10.46
Pagina 33
AGEVOLAZIONI REGIONALI
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
Gli interventi non ammissibili
riguardano:
• interventi relativi a qualsiasi
attività di ricerca (fondamentale
ed industriale) ai sensi della
disciplina comunitaria per gli
aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo;
• interventi successivi alle operazioni che precedono l’utilizzo
diffuso a fini commerciali delle
nuove tecnologie adottate e/o la
messa in produzione dei nuovi
prodotti;
• interventi non coerenti con gli
obiettivi della presente Misura;
• interventi relativi all’ordinaria
attività di produzione o di servizio dei beneficiari;
• le mere analisi di fattibilità non
seguite dalla successiva fase di
sviluppo, quindi non integrata e
propedeutica alla realizzazione
della successiva fase di sviluppo;
• interventi di produzione e lancio sul mercato;
• attività di promozione e marketing;
• acquisto di materiale e macchinari usati;
• opere di manutenzione ordinaria;
• opere provvisorie non direttamente connesse all’esecuzione
del progetto;
• acquisto attrezzature non strettamente funzionali al progetto;
• l’introduzione di semplici
modifiche o personalizzazioni
di macchine e attrezzature esistenti;
• il semplice assemblaggio od
unione di attrezzature esistenti;
• la mera costituzione della
forma di cooperazione;
• l’acquisto di strutture, fabbricati, beni immobili e terreni;
• costruzione o ristrutturazione di
piazzali, capannoni, tettoie, ricoveri, uffici, abitazioni, ecc.);
Interventi avviati prima della data
di presentazione della domanda di
aiuto.
Spese ammissibili
Sono riconosciute ammissibili le
seguenti spese:
• costi di costituzione di società
o fusione di società;
• costi relativi all’analisi organizzativa dei soggetti coinvolti finalizzata a ottimizzare flussi di beni
e informazioni ed a pianificare
l’attività organizzativa e logistica
e purché limitati alla fase precompetitiva delle operazioni;
• costi di progettazione per i
nuovi prodotti e/o processi;
• costi relativi a studi di mercato e
di fattibilità, nel limite massimo
complessivo del 10% del valore
del programma di spesa;
• acquisto brevetti e licenze;
• acquisizione di know-how;
• acquisto di software;
• test e prove tecniche e commerciali, compresi costi di materiali a
perdere;
• costi inerenti la costruzione di
prototipi;
• investimenti materiali e immateriali relativi alla realizzazione
di progetti pilota.
Le voci di spesa sopra indicate comprendono, altresì:
a. spese per missioni e trasferte:
ammissibili solo se necessarie
alle attività di progetto ed in esso
esplicitamente programmate e
motivate;
b. spese di viaggio: ammissibili dietro presentazione dei documenti
giustificativi in originale. In ogni
caso può essere riconosciuta, ai
fini della rendicontazione, una
quota strettamente correlata
all’effettivo e documentabile
impegno sulle attività realizzate
per il progetto;
c. spese per utilizzo di mezzo proprio;
d. spese di vitto e alloggio;
33
e. spese per l’acquisto o noleggio
di strumenti e attrezzature
tecnico-scientifiche: a questa
voce sono riferibili le spese per
macchine agricole, strumentazioni scientifiche e attrezzature
informatiche;
f. beni di consumo: comprende
beni che esauriscono la propria
funzione con l’utilizzo per le
attività di progetto, quali materie prime, semilavorati, materiali da consumo specifico quali
reagenti, strumentazioni, altri
materiali utilizzati per la realizzazione di prototipi e/o impianti pilota;
g. prototipi e realizzazione di
test e collaudi: comprende
costi per beni di durata superiore a quella del progetto ma
integralmente finalizzati all’attività di progetto in quanto inerenti impianti pilota o prototipi;
h. investimenti immateriali: include acquisto di brevetti, licenze ecc., registrazione di diritti
di proprietà industriale;
i. spese generali: direttamente
imputabili all’attività di progetto e per un’entità massima pari
al 5% della somma delle voci
precedenti, purché appositamente documentate.
Il contributo è riservato esclusivamente alla copertura di spese connesse direttamente allo sviluppo
del progetto, sono pertanto escluse
le spese inerenti l’ordinaria attività
di produzione o di serviziosvolta
dalle imprese.
Agevolazioni previste
I progetti che fruiscono dell’aiuto
devono prevedere un programma
di spesa non superiore a euro
400.000. Il contributo previsto è
pari al 100% del programma di
spesa ritenuto ammissibile ed erogato in conto capitale.
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AGEVOLAZIONI REGIONALI
Procedure
La presentazione delle domande
di aiuto, a decorrere dal 25 giugno
2012, deve essere effettuata:
• per via telematica utilizzando
il Modello di Domanda attraverso gli appositi servizi online integrati nel sistema informativo agricolo regionale (Siar)
disponibile all’indirizzo internet http://intranet.sardegnaagricoltura.it;
• e in formato cartaceo, completa della documentazione da
allegare, in originale ed in
copia, siglata in ogni pagina e
firmata per esteso sull’ultima,
recapitandola a mano o per
INVESTIMENTI PRODUTTIVI
plico raccomandata A/R presso
l’Agenzia Argea Sardegna.
Dal momento della notifica del
provvedimento di concessione
dell’aiuto, il beneficiario, per il
tramite del soggetto Capofila, può
richiedere un’anticipazione fino
al 50% del contributo.
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16.15
Pagina 35
AGEVOLAZIONI REGIONALI
RICERCA E INNOVAZIONE
Lombardia, il Fondo
Seed per gli start-up
delle idee e delle
imprese innovative
Il Fondo di rotazione per il finanziamento di nuove imprese innovative
lombarde nella fase iniziale o di sperimentazione del progetto
d'impresa (“Fondo Seed”), promosso dalla Regione e gestito da
Finlombarda, ha l’obiettivo di sostenere le Piccole e Medie imprese
lombarde nella realizzazione di progetti di sviluppo innovativi
di Sergio Ricci, Studio Ricci e Maria Grazia Colombo, Ernst & Young
I
l Fondo Seed, con un finanziamento massimo di euro
150.000 per ciascuna impresa ammessa, è rivolto al supportare di iniziative che prevedono la nascita e lo sviluppo di
nuove imprese innovative sulla
base di programmi di sviluppo:
1) fondati su applicazioni e soluzioni innovative sia di prodotto/servizio che di processo;
2) attivati o da attivarsi in qualsiasi settore economico;
3) localizzati nell’ambito territoriale della Regione Lombardia;
4) da avviarsi successivamente alla data di presentazione della
domanda.
Il Fondo Seed è destinato a supportare l’investimento imprenditoriale nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa,
ossia quando è ancora da dimostrare la validità tecnica del prodotto/servizio. In particolare, è
pensato per un segmento di mercato generalmente non supportato
dagli operatori, proponendosi come strumento sussidiario rispetto
agli investitori istituzionali che,
generalmente, intervengono in fasi
più avanzate del ciclo d’impresa.
I soggetti beneficiari
Possono presentare domanda di
ammissione:
a) imprese, costituite da non oltre
sei mesi alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando relativo al
“Fondo Seed”;
b) imprese qualificate come
spin-off universitari, riconosciute tali con provvedimento
dell’Università di riferimento,
costituite da non oltre 2 anni alla data di presentazione della
domanda di partecipazione al
bando relativo al “Fondo
Seed”;
c) soggetti che si impegnino, all’atto della presentazione della
domanda di partecipazione al
bando relativo al “Fondo
Seed”, a costituirsi in forma
di impresa entro 90 giorni
dalla data di avvenuta conoscenza dell’approvazione del-
35
l’intervento finanziario. Le imprese di cui sopra devono:
1) essere costituite nella forma
di ditta individuale o società
di persone o società di capitali;
2) essere qualificabili come
micro, piccola o media impresa;
3) avere sede legale ed almeno
una sede operativa nel territorio della Regione Lombardia.
Spese ammissibili
Sono ammissibili, al netto di Iva, i
costi per la realizzazione del programma di sviluppo, sostenuti nei
primi 24 mesi successivi all’avvio del programma e relativi alle
seguenti tipologie di spesa:
a) consulenze tecniche e servizi
esterni finalizzati all’attività di
sviluppo, prototipazione, sperimentazione e collaudo del prodotto/servizio (ivi incluso l’utilizzo di macchinari, impianti,
attrezzature, strumentazione
informatica, materiali e lavorazioni esterne);
b) materie prime da impiegare
nella fase di prototipazione,
sperimentazione e collaudo del
prodotto/servizio;
c) acquisizione di marchi, di brevetti, di licenze di produzione,
di know how e di conoscenze
tecniche non brevettate;
d) consulenze tecniche finalizzate alla registrazione di marchi e
brevetti (ivi incluse le spese di
registrazione);
e) opere murarie, impiantistica
generale e costi assimilati (nel
limite del 15% del valore dell’intervento finanziario di cui al
“Fondo Seed”), ivi incluso le
spese di progettazione e direzione dei lavori;
f) acquisto di macchinari, impianti specifici ed attrezzature (nuovi di fabbrica) necessari
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36
g)
h)
i)
j)
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16.15
Pagina 36
AGEVOLAZIONI REGIONALI
per il conseguimento delle finalità produttive;
modificazione di macchinari,
impianti specifici ed attrezzature, nuovi o esistenti, necessari per il conseguimento delle finalità produttive;
sistemi gestionali integrati
(software & hardware);
personale dipendente utilizzato nelle fasi di sviluppo del
progetto innovativo;
scorte (nel limite del 10% del
valore dell’intervento finanziario di cui al “Fondo Seed”).
Tipologie e importo dell’intervento finanziario
L’intervento finanziario viene concesso a titolo di de minimis e deve
quindi rispettare i limiti di cui al
Regolamento (Ce) 1998/2006.
L’importo erogabile per singolo finanziamento è compreso tra un
minimo di euro 30.000,00 (trentamila/00) ed un massimo di euro
150.000,00 (centocinquantamila/00). Vediamo di seguito le condizioni per il finanziamento a medio termine. La durata è sino a 36
mesi e la modalità di rimborso è in
un’unica soluzione alla scadenza
del contratto di finanziamento
comprensiva della quota capitale
ed interessi; questi ultimi sono determinati con tasso euribor a 6 mesi (determinato come media aritmetica tra gli euribor a 6 mesi rilevato in advance con periodicità semestrale) maggiorato di uno
Spread pari all’1% su base annua.
Il finanziamento concesso è subordinato a favore del debito bancario
nel limite del triplo del valore del
finanziamento concesso stesso. È
prevista la remissione parziale del
finanziamento (sino ad un massimo del 50%) in caso di procedura
di liquidazione dell’azienda, inoltre è prevista la remissione totale
del finanziamento in caso di procedura di fallimento dell’azienda.
RICERCA E INNOVAZIONE
Procedura operativa
La domanda a valere sul “Fondo
Seed” dovrà essere presentata con
procedura informatica (on line)
alla Regione Lombardia sul sito
https://gefo.servizirl.it.
La domanda di accesso deve obbligatoriamente contenere i seguenti allegati:
1) Scheda tecnica; 2) Budget economico-finanziario, e comprendere:
a) informazioni sul/i soggetto/i proponente/i;
b) descrizione degli elementi
qualitativi/quantitativi legati al programma innovativo
di sviluppo;
c) descrizione qualitativa
/quantitativa degli effetti attesi sull’attività aziendale;
d) elaborazione del piano economico-finanziario e l’indicazione di alcune informazioni ad esso connesse.
Relativamente a tali informazioni,
il fac-simile di scheda tecnica
Seed evidenzia i seguenti punti
chiave.
Relativamente all’analisi del
progetto, oltre ad una descrizione
di carattere generale, occorre indicare:
• gli elementi di innovazione del
progetto;
• le motivazioni e gli obiettivi
che hanno portato alla decisione di attuazione del progetto
(descrivere la tipologia di innovazione che si intende perseguire, evidenziandone le finalità e gli obiettivi, nonché specificandone i presupposti e gli
ambiti di applicazione);
• una descrizione comparativa
degli elementi di innovazione
del Progetto rispetto: a) al livello competitivo dell’impresa; b) allo stato attuale del settore di riferimento (a livello nazionale ed internazionale);
• una valutazione motivata del
•
•
•
•
•
grado di innovazione (“radicale” Oppure “incrementale” Oppure ”marginale”) del Progetto
rispetto al settore di riferimento
(a livello nazionale ed internazionale);
una descrizione dei bisogni
aziendali e/o di mercato che il
Progetto intende soddisfare;
una descrizione degli ambiti di
applicazione o utilizzo del Progetto;
l’analisi strategica (SWOT
analysis) del Progetto, con indicazione di Punti di forza
(Strengths), Punti di debolezza
(Weaknesses), Possibili minacce a cui è soggetto (Threats),
Possibili opportunità che coglie
(Opportunities). La SWOT
analysis è uno strumento di
supporto alla scelte e di pianificazione strategica tipicamente
utilizzato per valutare i punti di
forza e di debolezza (considerati fattori endogeni) e le opportunità e minacce (considerati fattori esogeni) di un progetto o in un’impresa in cui un
soggetto deve prendere una decisione per raggiungere un
obiettivo;
una descrizione dettagliata del
piano operativo, con esplicitazione delle fasi e con diagramma di Gantt. Il diagramma di
Gantt è uno strumento di supporto alla gestione dei progetti.
Con una struttura matriciale,
esso fornisce una rappresentazione grafica del calendario
delle attività in cui è suddiviso
il progetto: le barre orizzontali
di lunghezza variabile rappresentano le sequenze, la durata e
l’arco temporale di ogni singola attività del progetto e l’insieme di tutte le attività del progetto ne costituisce la Work
Breakdown Structure;
l’indicazione del Time to
Market, cioè il tempo necessario
affinché il prodotto dalla fase di
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16.15
Pagina 37
AGEVOLAZIONI REGIONALI
RICERCA E INNOVAZIONE
ideazione, possa effettivamente
essere commercializzato;
• una descrizione delle tipologie
di rischio a cui il progetto è sottoposto indicando, qualora possibile, le modalità di gestione dei
rischi di cui al punto precedente;
• l’ indicazione e la descrizione
della sede operativa in cui verrà
realizzato il Progetto;
Relativamente agli effetti dell’implementazione del progetto, occorre riportare:
• una descrizione degli effetti generali attesi in ambito aziendale
dall’implementazione del Progetto (esempi: affermazione e/o
riqualificazione del marchio
aziendale, posizionamento
aziendale nell’area di business,
ecc.);
• gli effetti del Progetto dal punto
di vista economico-reddituale;
• gli effetti del Progetto sui livelli
di efficienza produttiva (esempio: economie di scala), capacità
produttiva e sulla struttura organizzativa nonché altri eventuali
effetti attesi dalla realizzazione
del Progetto;
• descrizione delle competenze
tecniche e professionali richieste
per lo sviluppo del Progetto, e
quindi elencare i soggetti coinvolti nello svolgimento del Progetto, il ruolo all’interno dell’azienda e le esperienze professionali maturate ( evidenziare le
competenze maturate in linea
con lo sviluppo del Progetto,
eventuali esperienze di gestione
risorse finanziarie, risorse umane, progetti seguiti e obiettivi
raggiunti) nonché indicare le
motivazioni personali e professionali dei proponenti il progetto, nonché gli obiettivi di medio/lungo termine.
Invece con riferimento all’analisi
di mercato è necessario indicare e
presentare con precisione le seguenti argomentazioni:
• descrizione del mercato di sbocco: dimensioni, andamento storico, previsioni a livello nazionale e internazionale (citare anche
le fonti dei dati indicati);
• analisi del mercato Fornitori e
del mercato Clienti di riferimento;
• analisi della concorrenza;
• valutazione della concorrenza
potenziale (ingresso di nuovi
competitors);
• valutazione della presenza di
prodotti sostituti o alternative all’innovazione proposta;
• identificazione del proprio mercato di riferimento (clienti, territorio, dimensione);
• descrizione delle politiche di
marketing;
• descrizione della struttura commerciale (esistente e/o prevista).
Occorre inoltre includere un’analisi degli investimenti, con l’indicazione degli investimenti previsti (spesa, al netto di Iva, e tempistica prevista, con una distinzione
tra spese agevolabili e non agevolabili) ed una descrizione degli
stessi (dettagliata per singola tipologia di spesa agevolabile e
non).
Relativamente agli approfondimenti relativi alla parte economico-finanziaria sono previsti i
seguenti punti:
• valutazione del fatturato differenziale generato dall’attuazione del Progetto (se applicabile);
• descrizione delle voci del budget economico di cui al documento obbligatorio “budget
economico-finanziario”;
• descrizione delle voci del budget patrimoniale di cui al docu-
37
mento obbligatorio “budget
economico-finanziario”;
• descrizione delle voci del piano
finanziario di cui al documento
obbligatorio “budget economico-finanziario”;
• eventi pregiudiziali subiti dall’azienda nell’ultimo biennio
(indicare se l’azienda è stata
sottoposta a decreti ingiuntivi,
sequestri, pignoramenti, protesti, procedure concorsuali e
qualsiasi azione giudiziale effettuata nei suoi confronti o nei
confronti dei soci);
• assicurazioni in corso (indicare
le compagnie assicuratrici, i rischi e gli importi assicurati);
• termini medi di pagamento ai
fornitori (per investimenti), termini medi di pagamento altri
fornitori, termini medi di pagamento della clientela, percentuale insoluti nell’ultimo biennio, importo perdite su crediti
nell’ultimo biennio, importo
crediti in contenzioso, previsioni di realizzo, situazione contributiva Inps.
Per quanto concerne il business
plan, la Regione Lombardia ha precisato che si tratta di un allegato necessario ai fini della ammissibilità
della domanda e va presentato secondo lo schema disponibile sul
portale “Finanziamenti On Line”. Il
documento deve mostrare gli sviluppi e i dettagli delle proiezioni
dell’impresa per l’anno in corso ed
i successivi 4 anni del piano di investimento. Come sopra evidenziato, le voci economiche, patrimoniali e finanziarie incluse nel business
plan sono descritte nell’ambito della scheda tecnica.
A chi rivolgersi
Finlombarda Spa
E-mail: [email protected]
Oppure per una presentazione del finanziamento e dei relativi indirizzi cui rivolgersi: http://www.youtube.com/watch?v=faC25ZzmIRs
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IN SINTESI
38
28/07/2012
16.16
AGEVOLAZIONI REGIONALI
BENEFICIARI
Micro e Piccole e Medie
Imprese, rientranti nella definizione comunitaria, con sede
operativa nel territorio regionale e operanti in specifici settori di attività della classificazione “Ateco 2007”
ATTIVITÀ AGEVOLABILI
Linea di intervento “A”: servizi di consulenza e supporto
per l’internazionalizzazione;
linea di intervento “B”: partecipazione a missioni economiche
all’estero, in forma singola e in
forma coordinata; linea di
intervento “C”: partecipazione
a fiere internazionali all’estero
Pagina 38
COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Sardegna, voucher per
promuovere le Pmi
nei mercati esteri
La Regione ha pubblicato un avviso per assegnare voucher alle Pmi
che partecipano ad attività sui mercati esteri, finanziato dal Por Fesr
Regione Sardegna 2007-2013
di Camilla Terenzi
SPESE AMMISSIBILI
Per le spese ammissibili relative alle Linee di intervento A, B
e C si veda nello specifico
all’interno del commento
AGEVOLAZIONE
Contributo in conto capitale,
d’intensità variabile, in relazione alle diverse linee d’intervento, ai Paesi interessati e
all’entità dell’intervento proposto
PROCEDURA
Le domande dovranno essere
redatte, esclusivamente, su
apposito modulo elettronico
disponibile nell’apposita sezione
“Procedimenti/modulistica”
presente sulla pagina dedicata
all’Assessorato dell’Industria e,
successivamente, la copia stampata, munita del numero progressivo di registrazione, completa degli allegati richiesti e
della marca da bollo, dovrà
essere trasmessa in originale
cartaceo, entro 5gg. dall’invio
telematico, a mezzo Raccomandata A/R o corriere espresso
A/R, a Sfirs Spa, Via Santa
Margherita n. 4 09124 Cagliari.
Dette richieste devono essere
inviate in modalità cartacea dal
12 luglio 2012 al 28 giugno 2013
e fino all’esaurimento delle
risorse disponibili
I
n data 10 luglio 2012 è stato
pubblicato on line, sul sito
dell’Assessorato dell’Industria della Regione autonoma
della Sardegna, la Determinazione n. 12310/523 del 3 luglio
2012, a cura del Direttore f.f. del
Servizio per le politiche dello sviluppo industriale dello stesso Assessorato regionale, che approva
l’avviso per l’assegnazione di
“Voucher per la promozione delle
Pmi nei mercati esteri”.
In particolare, la Regione intende
favorire i processi di internazionalizzazione delle Micro, Piccole
e Medie imprese sarde attraverso
l’assegnazione di voucher intesi
come contributi a fondo perduto
per l’acquisizione di servizi di
consulenza e per la partecipazione
a fiere e/o missioni internazionali
all’estero, nell’ambito di un intervento di export presentato dalle
Pmi e/o di adesione ad un programma di manifestazioni, quali
fiere o missione all’estero.
Finalità dei voucher è, pertanto,
quella di costruire un sistema di
aiuti funzionale alle esigenze delle
imprese sarde interessate all’export, volto al perseguimento dell’obiettivo specifico “Sviluppare
l’apertura internazionale del siste-
ma produttivo regionale e potenziare la capacità di internazionalizzazione delle Pmi”, dell’obiettivo operativo 6.3.1 “Migliorare la
capacità del sistema produttivo di
internazionalizzazione delle Pmi”
e della linea di Attività 6.3.1.a)
“Azioni di sistema e supporto
all’internazionalizzazione delle
imprese” del Programma operativo Regionale (Por) Fondo europeo
di sviluppo regionale (Fesr)
Regione Sardegna 2007-2013,
Asse VI “Competitività”.
Il soggetto attuatore dell’intervento è la Sfirs (Società finanziaria
Regione Sardegna) Spa, società in
house della Regione.
Beneficiari
Micro, Piccole e Medie imprese
(v. box a pagina seguente) rientranti nella definizione comunitaria, con sede operativa nel territorio regionale, operanti, esclusivamente, nei seguenti settori di attività economica di cui alla classificazione Ateco 2007:
• sezione “B”, sottocategoria 08
(Altre attività di estrazione di
cave e miniere);
• sezione “C - Attività manifatturiere”;
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28/07/2012
16.16
Pagina 39
SCHEDA DI VALUTAZIONE
COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
DIFFICOLTÀ
La compilazione della domanda e
dei relativi allegati non presentano particolari problemi poiché
organizzati in formulario anche se
non contengono specifiche note
esplicative
TEMPI
Il termine per completare l’iter
amministrativo è stabilito in 15
gg., mentre quello per l’approvazione e la comunicazione al
beneficiario è indicato in 20gg.
I tempi richiesti per realizzare
l’intervento sono contenuti poiché devono concludersi entro
12 mesi dalla data di ricevimento della comunicazione di concessione
• Iscritte al Registro imprese della Camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura (Cciaa) territorialmente competente;
• essere in possesso di almeno un bilancio approvato o di documentazione fiscale
equivalente;
• non trovarsi nelle condizioni di difficoltà di cui al Reg. (Ce) n. 800/2008;
• non trovarsi in nessuna delle altre situazioni ostative relative agli aiuti di Stato
dichiarati incompatibili dalla Commissione europea;
• essere in regola con la normativa in materia di salute e di sicurezza sul lavoro di
cui al Dlgs 81/2008 3 successive modificazioni e integrazioni;
• non aver ricevuto sulla stessa iniziativa altri contributi pubblici per le spese
oggetto del finanziamento;
• essere in possesso di potenzialità di internazionalizzazione e capacità di apertu-
•
PROBABILITÀ
IN DETTAGLIO
Le probabilità di accedere all’agevolazione sono buone per le
risorse disponibili. In ogni caso,
considerato che il bando è a
“sportello”, si consiglia di presentare la domanda nel più
breve tempo possibile
NORMATIVA
• Reg. (Ce) 15.12.2006, n. 1998
• Racc. Ce 6.5.2003, n. 2003/
361/Ce
• Dgr 28.2.2012, n. 10/6
• Det. 3.7.2012, n. 12310/532
MODULISTICA
www.regione.sardegna.it/regione.assessorati/industria, sezione “Procedimenti/modulistica”
PER INFORMAZIONI
Servizio per le Politiche dello
Sviluppo Industriale, Viale
Trento n. 69 09123 Cagliari,
Dott.ssa Maria Simona Putzu,
Tel. 070 6062328, Fax 070
6062494, e-mail ind.incentivi@
regione.sardegna.it
Richieste di chiarimenti si possono inoltrare via e-mail al
Servizio politiche per lo sviluppo industriale
39
Requisiti richiesti alle imprese
COSTI
Oltre alle spese di bollo per la
domanda, la modulistica non
presenta particolari difficoltà
AGEVOLAZIONI REGIONALI
•
ra verso il mercato, ossia rispettare entrambi i seguenti requisiti minimi:
- avere sul sito internet o, in alternativa, essere presente con una pagina informativa in un social network;
- essere in grado di garantire una risposta telematica almeno in una lingua
straniera alle richieste provenienti dagli interlocutori esteri;
essere in possesso di solidità e competitività, ossia rispettare entrambi i seguenti parametri minimi, calcolati sulla base dell’ultimo bilancio approvato o documentazione fiscale equivalente:
- indice di indipendenza finanziaria > 0
- Margine Operativo Lordo > 0;
possedere criteri oggettivi di ammissibilità relativi all’operazione:
- rispetto della tempistica di realizzazione delle attività progettuali e del Por,
che prevedono la liquidazione del voucher entro il 31 dicembre 2015
• sezione “F” - Costruzioni”;
• sezione “H”, sottocategoria
52.29.22 (Servizi logistici relativi alla distribuzione delle
merci);
• sezione “J”, divisioni 62
(Produzione di software, consulenza informatica e attività
connesse) e 63 (Attività di servizi di informazione e altri servizi informatici);
• sezione “M”, gruppo 72.1
(Ricerca scientifica e sviluppo
sperimentale nel campo delle
scienze naturali e dell’ingegneria).
Attività escluse. a) Aiuti concessi a imprese attive nel settore
della pesca e dell’acquacoltura; b)
aiuti concessi a imprese attive nel
settore della produzione primaria
dei prodotti agricoli; c) aiuti con-
cessi a imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei
prodotti agricoli nei seguenti casi:
• quando l’importo dell’aiuto è
fissato in base al prezzo o al
quantitativo di tali prodotti
acquistati da produttori primari
o immessi sul mercato dalle
imprese interessate;
• quando l’aiuto è subordinato al
fatto di venire parzialmente o
interamente trasferito a produttori primari;
d) aiuti ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o
Stati membri, ossia aiuti direttamente collegati ai quantitativi
esportati, alla costituzione e
gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse con l’attività di esportazione; e) aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni
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16.16
AGEVOLAZIONI REGIONALI
rispetto ai prodotti di importazione; f) aiuti ad imprese attive nel
settore carboniero; g) aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il
trasporto di merci su strada da
parte di imprese che effettuano
trasporto di merci su strada per
conto terzi; h) aiuti concessi a
imprese in difficoltà.
Attività agevolabili
Programma di export per l’acquisizione di servizi di consulenza e
per la partecipazione a fiere e/o
missioni internazionali all’estero,
nell’ambito di un intervento di
export presentato dalle Mpmi e/o
di adesione ad un programma di
manifestazioni (fiere o missione)
all’estero.
In particolare, le azioni di sostegno prevedono tre Linee di intervento (A, B, C) per l’acquisizione
di servizi di supporto all’internazionalizzazione tramite voucher:
• linea di intervento “A”, che
prevede servizi di consulenza e
supporto per l’internazionalizzazione, volti a facilitare l’identificazione di partner esteri e lo
sviluppo e consolidamento di
relazioni economiche e commerciali con i mercati esteri;
• linea di intervento “B”, che
prevede la partecipazione a
missioni economiche all’estero, in forma singola e in forma
coordinata. In particolare,
finanzia i costi di partecipazione a missioni imprenditoriali
con l’obiettivo di facilitare i
rapporti economici e commerciali tra imprese stabilendo
contatti diretti mediante incontri d’affari in Paesi esteri. Le
Missioni economiche in forma
singola: consentono alla singola impresa richiedente di scegliere liberamente il mercato
estero di proprio interesse e di
porre in essere, autonomamen-
Pagina 40
COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
te, le attività volte all’organizzazione di incontri d’affari in
Paesi esteri. Le attività relative
alla ricerca di partner, fornitori
agenti o distributori esteri ai
fini della definizione di incontri di affari dovranno essere
svolte:
- da consulenti singoli o
società di consulenza in
possesso di comprovata
esperienza, almeno triennale, nelle tematiche legate
all’internazionalizzazione,
privi di collegamento, a
qualsiasi titolo, con l’impresa richiedente;
- dall’Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane;
- dalle Camere di Commercio
italiane all’estero.
Le missioni economiche in forma
coordinata presuppongono la presenza di soggetti qualificati che
curano l’organizzazione complessiva dell’evento. L’impresa richiedente potrà scegliere l’evento di
proprio interesse e potrà presentare la propria adesione direttamente al soggetto qualificato che organizza la missione economica in
forma coordinata;
• linea di intervento “C”, che
prevede la partecipazione a
fiere internazionali all’estero
diretta a finanziare i costi di
partecipazione a fiere internazionali all’estero in forma
aggregata e singola, secondo al
seguente articolazione:
C1) partecipazione diretta a
fiere internazionali all’estero in forma aggregata. In
particolare, la partecipazione in forma aggregata presuppone la presenza di soggetti qualificati che curano
l’organizzazione complessiva dell’evento. L’impresa
richiedente il voucher potrà
scegliere l’evento di proprio
interesse e potrà presentare
la propria adesione direttamente al soggetto qualificato che organizza la partecipazione diretta alla fiera
internazionale all’estero;
C2) partecipazione diretta a
fiere internazionali all’estero in forma singola. La partecipazione in forma singola consente all’impresa
richiedente il voucher di
scegliere liberamente la
fiera internazionale all’estero di proprio interesse e
di porre in essere, autonomamente, le attività, ad
esclusione di quelle relative
all’assistenza di personale
in loco, organizzazione di
incontri con buyers e clienti, convegni ed altri eventi
in loco ed iniziative di
comunicazione/promozione le cui spese sono ammissibili solo per la Linea di
intervento C1.
L’impresa richiedente potrà scegliere l’evento tra quelli ritenuti di
interesse, purché la fiera prescelta,
per cui si richiede il voucher, sia in
possesso dei requisiti di “fiera
internazionale all’estero”.
Nel caso in cui il Programma di
export sia composto da più voucher, le attività ad essi correlate
possono essere avviate e/o realizzate anche contestualmente.
Spese ammissibili
Le spese, Iva esclusa, sono
ammissibili dal giorno successivo
a quello di presentazione della
domanda di accesso al contributo
in originale cartaceo.
Per la Linea di intervento “A” le
seguenti attività:
• ricerca di fornitori, partner,
agenti e distributori esteri;
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16.16
Pagina 41
COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
• analisi di settore, ricerche di
mercato e altri studi dei mercati
esteri direttamente riconducibili
alle attività aziendali in corso o
in preparazione e relativo consolidamento di rapporti;
• supporto legale, fiscale, contrattuale per l’estero;
• supporto tecnico alle imprese
per tematiche legate all’internazionalizzazione, quali servizi di testing, certificazioni merceologiche;
• informazione/affiancamento/
supporto strettamente riconducibile ai temi dell’internazionalizzazione purché abbinato ad almeno una tra le altre
attività precedentemente indicate;
• azioni promozionali e campagne pubblicitarie per l’estero;
• altri servizi a supporto dell’internazionalizzazione.
I servizi devono essere erogati,
esclusivamente, da consulenti singoli o società di consulenza in
possesso di comprovata esperienza, almeno triennale, nelle tematiche legate all’internazionalizzazione, privi di collegamento, a
qualsiasi titolo, con l’impresa
richiedente.
Le spese relative ai servizi di consulenza sono ammissibili con le
seguenti limitazioni:
• i servizi non devono essere
continuativi o periodici;
• i servizi non devono essere
connessi alle normali spese di
funzionamento dell’impresa,
come la consulenza fiscale e
legale ordinaria;
• i servizi non possono essere
realizzati mediante commesse
interne o auto fatturazione.
Per la Linea di intervento “B” le
seguenti attività:
• ricerca di partner, fornitori
agenti o distributori esteri,
partner, agenti e distributori
AGEVOLAZIONI REGIONALI
esteri ai fini della definizione
di incontri d’affari;
• assistenza agli incontri all’estero da parte di personale qualificato, interpretariato e traduzione;
• affitto di sale per incontri, transfert in loco e altre spese direttamente legate alla missione,
ad esclusione delle spese di
viaggio, vitto e soggiorno;
• trasporto e destinazione di
materiali e prodotti, solo campionario, e relativa assicurazione;
• realizzazione di cataloghi promozionali in lingua estera o
plurilingue.
Nell’avviso si sottolinea che le
missioni economiche in forma
coordinata devono essere organizzate da soggetti qualificati, quali
Camere di Commercio, loro
Associazioni e Aziende Speciali,
Ministeri, Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Regioni, Consorzi Export;
Consorzi e società consortili,
Associazioni di categoria e territoriali, Associazioni di inprese e
altri soggetti e istituzioni.
Per la Linea di intervento “C” le
seguenti attività:
• affitto spazi espositivi, compresi eventuali costi di iscrizione, oneri e diritti fissi obbligatori in base al regolamento
della manifestazione;
• servizi di traduzione ed interpretariato dettagliati in fattura
o altra documentazione fiscale
o equivalente;
• allestimento stand;
• pulizia stand e allacciamenti
quali energia elettrica, acqua,
internet, ecc.;
• trasporto e destinazione di
materiali e prodotti, solo campionari e relativa assicurazione;
• realizzazione di cataloghi pro-
41
mozionali in lingua estera o
plurilingue.
Per la sola categoria C1, sono
ammissibili anche le spese per
l’assistenza di personale in loco,
organizzazione di incontri con
buyers, convegni o latri eventi in
loco e iniziative di comunicazione/promozione.
Anche in questo caso, la partecipazione diretta a fiere internazionali all’estero in forma aggeragata
di cui alla Linea di intervento C1,
deve essere organizzata dai soggetti qualificati, già indicati in
precedenza.
Per tutte le tipologie di voucher
non sono, invece, ammissibili, le
spese sostenute per viaggio, vitto
e soggiorno e le eventuali quote
associative a consorzi e/o associazioni, né altre somme eventualmente dovute ai soggetti qualificato sopra indicati per fini diversi da
quelli specificati.
Agevolazione
L’agevolazione a fondo perduto,
in forma di voucher diretto all’impresa, è concessa in una unica
soluzione nel rispetto del regolamento comunitario de minimis, a
condizione che, nell’arco di tre
anni, l’importo complessivo degli
aiuti pubblici accordati all’impresa beneficiaria non superi la
somma di 200.000,00 euro.
Gli importi massimi concedibili
per i singoli voucher, di cui alle
Linea d’intervento “B” e “C” non
può eccedere, per i Paesi
dell’Unione europea” 2.000,00
euro, elevato a 3.000,00 per i
Paesi extra Unione europea.
Ogni soggetto beneficiario può
richiedere,
nell’ambito
del
Programma di export, uno o più
voucher pari al raggiungimento
del contributo massimo di
10.000,00 euro. Ciascun voucher
ha un importo compreso tra
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16.16
AGEVOLAZIONI REGIONALI
1.000,00 e 3.000,00 euro e il contributo non potrà superare il 75/%
dei costi ammissibili ad agevolazione.
Procedura
Presentazione delle domande. I soggetti interessati possono
presentare domanda di concessione di voucher, redatta su apposito
modulo elettronico (v. box sotto)
disponibile nell’apposita sezione
“Procedimenti/modulistica” presente sulla pagina dedicata all’Assessorato dell’Industria, raggiungibile dalla home page del
sito istituzionale della Regione
http//www.regione.sardegna.it/reg
ione/assessorati/industria.
Completato il procedimento di
compilazione del modulo elettronico, il sistema restituirà al soggetto richiedente apposita attestazione di esatta ricezione della
domanda, attribuirà il relativo
Pagina 42
COMMERCIO ESTERO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
numero progressivo di registrazione e produrrà copia stampabile
della domanda stessa che, completa degli allegati richiesti e della
marca da bollo, dovrà essere trasmessa in originale cartaceo, entro
5gg. dall’invio telematico, a
mezzo Raccomandata A/R o corriere espresso A/R, a:
Sfirs Spa, Via Santa Margherita n. 4
09124 Cagliari.
Le richieste per tutte le tipologie
di voucher previste devono essere
inviate in modalità cartacea dal 12
luglio 2012 al 28 giugno 2013 e
fino all’esaurimento delle risorse
disponibili.
Valutazione delle domande.
L’intervento è attuato mediante
procedura valutativa a sportello,
seguendo l’ordine cronologico di
invio on line.
La valutazione sarà effettuata
sulla base del Programma di
export e il punteggio sarà determinato sulla base dei criteri (Coerenza dell’operazione in base ai
contenuti tecnici dell’avviso, efficacia dell’operazione in termini di
qualità tecnica ed economica-finaziaria degli interventi, sostenibilità/curabilità dell’operazione in
termini di capacità operativa) e dei
parametri di valutazione (chiara e
coerente identificazione del programma di export e dell’iniziativa/richiesta/e – 0/20 punti, capacità del programma di export di
raggiungere l’obiettivo prefissato
rispetto alle risorse finanziarie
previste – 0/15 punti, prospettive
di continuità e sviluppo dell’impresa in relazione al programma di
export – 0/15 punti) indicati nell’avviso. Saranno finanziabili, sino
ad esaurimento delle risorse disponibili, le domande che conseguiranno un punteggio almeno pari a
35 punti sui 50 disponibili.
Compilazione e validazione della domanda on line
Dalle ore 10,00 del 12 luglio 2012 alle ore 16,00 del 28 giugno 2013
L'accesso alla compilazione della domanda on line può essere effettuato anche con la sola prima parte della password assegnata
dal sistema IDM RAS.
Per poter compilare la domanda è necessario registrarsi al sistema di identificazione regionale (IDM RAS).
La registrazione può essere effettuata all'indirizzo https://idm.regione.sardegna.it/ras-idp/PaginaRegistrazione
Coloro che hanno già effettuato la registrazione devono utilizzare la password in proprio possesso.
Servizi di assistenza registrazione IDM RAS- Tel. 070 2426118, 6062279; e-mail: [email protected]
Orari, festivi esclusi: (mattina) dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00, (pomeriggio) dal lunedì al venerdì dalle ore
15,00 alle ore 18,00
Risorse finanziarie
1.000.000,00 euro
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11.20
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Altre dalle
Regioni
ALTRE
DALLE R
BASILICATA
Progetti innovativi per
l'avvio e la valorizzazione
della rete dei Centri per
la creatività giovanile:
bando Fse
Dgr 18.6.2012, n. 758
Bur 1.7.2012, n. 20
SETTORE: vari
SCADENZA: prima sessione:
29 ottobre 2012; seconda sessione:
30 maggio 2013
Con Dgr n. 758 del 18 giugno 2012
(Bur n. 20 del 1 luglio 2012) è stato
approvato un bando per la realizzazione di progetti innovativi finalizzati all'avvio e alla valorizzazione della rete dei Centri per la creatività giovanile, promosso nell'ambito dell'accordo sottoscritto tra la
Regione Basilicata e il Dipartimento della gioventù della Presidenza
del Consiglio dei Ministri; il bando è
cofinanziato dal Fondo sociale
europeo.
Il bando richiede la presentazione
di progetti innovativi di carattere
sperimentale, da realizzare in uno
o più dei cinque centri per la creatività aperti in Basilicata con il progetto "Visioni urbane", per la realizzazione di prodotti/servizi creativi economicamente sostenibili,
ovvero con potenziale di mercato;
gli ambiti di intervento sono i
seguenti:
a. inclusione sociale;
b. media e comunicazione;
c. narrazione dei territori;
d. servizi e prodotti per il turismo
e la filiera enogastronomica;
a. sostenibilità ambientale e
sociale.
Le proposte progettuali devono
essere presentate da un partenariato composto da un soggetto operante sul territorio regionale ed un
soggetto operante in uno dei Paesi
dell'Ue diverso dall'Italia; i soggetti
possono essere associazioni culturali, fondazioni ed imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, operanti da almeno 3 anni nei
settori della creatività (arti visive,
arti dello spettacolo, letteratura e
fumetto, audiovisivo e nuovi
media, design, architettura, comunicazione, applicazioni digitali,
servizi al turismo).
Il contributo pubblico copre fino
ad un massimo del 70% delle
spese ammissibili, per un importo non inferiore a 25.000 euro né
superiore a 85.000 euro.
Le domande devono essere presentate alla Regione Basilicata
nei termini previsti dalle seguenti sessioni:
• prima sessione: 31 agosto 2012
– 29 ottobre 2012;
• seconda sessione: 1 aprile 2013
– 30 maggio 2013.
Incentivi fiscali per
l'assunzione di lavoratori
svantaggiati: approvato un
bando Fse
Dgr 29.6.2012, n. 843
Bur 16.7.2012, n. 21
SETTORE: vari
SCADENZA: seconda tranche: dal
1° ottobre 2012 al 13 giugno 2013
Con Dgr n. 843 del 29 giugno 2012
(Bur n. 21 del 16 luglio 2012) è
stato approvato un bando per la
concessione di incentivi fiscali
finalizzati all'assunzione di lavoratori svantaggiati in Basilicata; il
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16.43
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ALTRE DALLE REGIONI
bando è cofinanziato dal Fondo
sociale europeo.
L'opportunità è rivolta alle imprese
private costituite in qualsiasi
forma giuridica, ai lavoratori autonomi, alle organizzazioni private
con finalità solidaristiche che svolgono attività economica, alle
Onlus, Ong, organizzazioni di
volontariato, cooperative sociali
senza scopo di lucro, fondazioni e
associazioni di promozione sociale.
L'agevolazione è concessa a fronte dell'assunzione di lavoratori
svantaggiati o molto svantaggiati
con contratto di lavoro a tempo
indeterminato (full time o part
time), effettuata nel periodo
compreso tra il 14 maggio 2011
ed il 13 maggio 2013; più precisamente, è prevista la seguente
tempistica:
• per accedere alla prima tranche di finanziamento, le assunzioni devono essere state
effettuate tra il 14 maggio
2011 ed il 1° giugno 2012;
• per accedere alla seconda
tranche di finanziamento, le
assunzioni devono essere state
effettuate tra il 2 giugno 2012
ed il 13 maggio 2013.
Il beneficiario matura un credito
nei confronti dell'Erario, da portare in compensazione con altri
debiti dell'impresa; la misura
della spesa che si può portare in
compensazione è pari al 50% del
costo salariale per ciascun lavoratore assunto, per i 12 mesi successivi all'assunzione (24 mesi
per un lavoratore molto svantaggiato).
La domanda, da inviare telematicamente, deve essere presentata
alla Regione entro i seguenti termini:
• per accedere alla prima tranche: 16 agosto 2012;
• per accedere alla seconda
tranche: dal 1° ottobre 2012
al 13 giugno 2013.
FRIULI V. G.
Disciplina dell'artigianato:
modifiche al Testo unico
Decr. 25.6.2012, n, 0135/Pres.
Bur 4.7.2012, n. 37
decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81 (Attuazione dell’articolo 1 della
legge 3 agosto 2007, n. 123, in
materia di tutela della salute e della
sicurezza nei luoghi di lavoro). Sono
inoltre state aggiunte tra le spese
escluse le spese relative ad automezzi, macchinari, attrezzature ed
arredi e le spese relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria
degli impianti.
L’efficacia delle modifiche decorre
dal 1° gennaio 2013.
SETTORE: artigianato
SCADENZA: dal 1° gennaio 2013
Nel Bur n. 37 del 4 luglio 2012 è pubblicato il Decreto del Presidente
della Regione 25 giugno 2012, n.
0135/Pres.
che
adotta
il
Regolamento di modifica e integrazione al “Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di
incentivi e finanziamenti a favore
del settore artigiano” emanato con
decreto del Presidente della
Regione 25 gennaio 2012, n.
033/Pres.
La Regione ritiene che, a seguito dei
quesiti pervenuti in fase di prima
applicazione del Testo unico relativi
alla corretta interpretazione ed
applicazione, siano necessarie alcune modifiche del Testo unico stesso.
Inoltre ha ritenuto opportuno, al
fine di garantire un’equa distribuzione delle risorse fra le imprese
artigiane appartenenti alle quattro
province, prevedere che la concessione dei contributi di cui al titolo II
avvenga nei limiti delle disponibilità
finanziarie assegnate su base provinciale.
In relazione al capo I (incentivi per
l'adeguamento di strutture e
impianti) sono state modificate le
spese ammissibili elencando nel
dettaglio ogni spesa con esplicito
riferimento alla normativa di cui al
LAZIO
Fondo
patrimonializzazione Pmi:
bando
Avviso pubblico
Bur 3.7.2012, n. 25
SETTORE: vari
SCADENZA: fino a esaurimento
delle risorse
Nel Bur n. 25 del 3 luglio 2012 è
pubblicata la determinazione n.
B03715/2012 con cui è stato
approvato l'avviso pubblico a valere sulla Lr 31/2008 art. 9 che istituisce un Fondo per la patrimonializzazione delle Pmi.
Possono accedere le micro, piccole e medie imprese industriali,
artigianali, commerciali e di servizi costituite in forma di società di
capitali o che si trasformino in
società di capitali, costituite ed
operative da almeno due anni.
È prevista la concessione di un
finanziamento, a fronte di un
aumento di capitale da parte dell'impresa, composto da due quote:
• una quota, pari al 50%, viene
erogata a valere sulle risorse
regionali come finanziamento
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28/07/2012
16.43
Pagina 45
ALTRE DALLE REGIONI
agevolato ad un tasso pari allo
0.50%;
• l'altra quota consiste in un
finanziamento bancario a tasso di
mercato (entro i tetti massimi fissati dall'avviso pubblico).
Il finanziamento ha durata massima di cinque anni, più 12 mesi di
preammortamento oltre un eventuale periodo tecnico di allineamento alla scadenza del trimestre
solare.
Il finanziamento è concedibile per
un importo minimo di 50.000,00
euro e a fronte di una delibera di
aumento di capitale sociale di
importo minimo pari a 75.000,00
euro. l finanziamento massimo concedibile è pari a 400.000,00 euro al
quale deve corrispondere un aumento minimo di capitale sociale pari
almeno a 600.000,00 euro.
Il capitale deve essere versato per
1/3 o per un importo pari ad almeno
la metà dell'importo del finanziamento entro al data di sottoscrizione
dell’atto di impegno con Sviluppo
Lazio. I successivi versamenti sono
versati a rate corrispondenti al 20%
del valore finanziato, in un massimo
di 5 tranches annuali, entro la data
di approvazione del bilancio di esercizio.
Le imprese interessate presentano
domanda a Sviluppo Lazio, indicando la banca convenzionata
prescelta, a partire dal 4 luglio
2012. Le istanze saranno evase in
ordine cronologico di arrivo fino
ad esaurimento delle risorse.
LOMBARDIA
Start up moda individuazione e
valorizzazione di talenti
giovanili e/o femminili:
rettifica termini di
apertura
Dd 3.7.2012, n. 5895
In via di pubblicazione
SETTORE: moda
SCADENZA: 9 ottobre 2012
45
Det. 25.6.2012, n. 348
Bur 12.7.2012, n. 28
SETTORE: vari
Con il Decreto dirigenziale n. 5895
del 3 luglio 2012, non ancora pubblicato sul Bur, sono stati rettificati
i termini di apertura relativi al
bando
"Start
up
Moda
Individuazione e valorizzazione di
talenti giovanili e/o femminili" (si
veda l’articolo “Lombardia, interventi a favore dei giovani e delle
donne nel settore moda”, pag. 18,
fascicolo n. 6/2012 di questa
Rivista). Si ricorda che la misura è
finalizzata a promuovere e sostenere lo sviluppo ed il consolidamento
di nuove imprese operanti nel settore della moda, costituite in particolare da giovani (18-35 anni) e
donne e consiste in un contributo a
fondo perduto mediante lo strumento del “Voucher” che è nominativo non trasferibile e usufruibile
presso i Soggetti fornitori di servizi
settore moda accreditati da
Regione Lombardia.
Le domande vanno inoltrate dalle
h. 10,00 di martedì 4 settembre
sino alle h. 16,00 di martedì 9
ottobre 2012, on line mediante il
sistema informativo dedicato alla
misura, collegandosi al seguente
indirizzo: https://gefo.servizirl.it.
Per informazioni relative al bando
scrivere al seguente indirizzo:
[email protected]
Per assistenza tecnica alla compilazione online:
Lombardia Informatica Spa Tel.
800131151 dal lunedì al venerdì
dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e il
sabato dalle ore 8.00 alle ore 13.
PIEMONTE
Azioni per la diffusione
della cultura di parità e
di non discriminazione:
pubblicato un bando Fse
SCADENZA: 24 settembre 2012
Con Determinazione dirigenziale n.
348 del 25 giugno 2012 (Bur n. 28
del 12 luglio 2012) è stato approvato un bando, cofinanziato dal Fondo
sociale europeo, per la diffusione
della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro. Possono presentare progetti le
imprese ed associazioni già costituite e attive, anche in associazione
temporanea (Ats o Ati); i soggetti
destinatari delle azioni devono
essere i lavoratori e le lavoratrici di
imprese piemontesi e gli studenti
che frequentano scuole, agenzie
formative e atenei piemontesi.
Le attività ammesse al finanziamento riguardano la realizzazione
di prodotti o di “contenitori” di
prodotti finalizzati alla promozione
e alla diffusione della cultura di
parità e del principio di non discriminazione, con riferimento ad una
delle seguenti azioni (anche
entrambe, nel caso di Ati/Ats):
• AZIONE A - Realizzazione di prodotti finalizzati alla promozione
e alla diffusione della cultura di
parità e del principio di non
discriminazione, quali ad esempio:
1. animazioni teatrali;
2. audiovisivi
(documentari,
cortometraggi, spot,…);
3. nuovi media - social networking;
4. prodotti di educational ed
edutainment.
• AZIONE B - Progettazione, realizzazione e coordinamento di
contenitori per la divulgazione
di prodotti finalizzati alla diffusione della cultura di parità e
del principio di non discriminazione. Il soggetto proponente
dovrà garantire, attraverso effi-
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ALTRE DALLE REGIONI
caci canali di diffusione e/o di
distribuzione, la divulgazione:
1. di prodotti ritenuti idonei
per il raggiungimento delle
finalità del bando;
2. di almeno uno tra i prodotti
realizzati e finanziati tramite l’Azione A, oppure di uno
o più prodotti che la Regione
avrà pubblicato sull’apposito
Catalogo delle buone prassi
per la diffusione della cultura di parità.
Per ciascun progetto ammesso l’importo finanziabile è compreso tra
un minimo di 10.000 euro ed un
massimo di 30.000 euro, elevabile a
50.000 euro in caso di presentazione da parte di Ati/Ats per la realizzazione di entrambe le azioni.
Le domande devono essere presentate all'Agenzia Piemonte Lavoro
entro il 24 settembre 2012.
SICILIA
Psr mis 216 azioni B e C
investimenti di
valorizzazione delle
aree di pubblica utilità
e investimenti priorità
ambientali: avviso
Avviso pubblico
Gurs 22.6.2012, n. 25
SETTORE: agricoltura
SCADENZA: 16 ottobre 2012
Nella Gurs n. 25 del 22 giugno 2012
sono stati pubblicati l'avviso pubblico
e le disposizioni attuative della misura 216 azioni B e C del Psr.
Con l'avviso in oggetto si riapre la
seconda sottofase che era stata
sospesa nel maggio 2011. Considerando le risorse disponibili, la
Regione Sicilia rende noto che il
bando è da considerasi concluso con
questa riapertura.
Possono presentare istanza gli
imprenditori agricoli singoli e associati, le “Associazioni temporanee
di scopo (Ats)” costituite tra produttori agricoli, singoli o associati,
ed Enti locali e/o Associazioni
ambientaliste riconosciute.
L'Azione B "Investimenti aziendali di
valorizzazione delle aree di pubblica utilità per la pubblica fruizione"
intende favorire la pubblica fruizione delle aree Natura 2000, dei
Parchi e delle Riserve regionali.
Possono essere effettuati interventi che hanno come obiettivo l'incentivazione della fruibilità attraverso la realizzazione di investimenti non produttivi. L'Azione C
"Investimenti priorità ambientali"
consiste nella realizzazione di
investimenti per favorire la conservazione, la salvaguardia e la crescita della biodiversità.
L’intensità dell'aiuto è pari al
100% del costo ammissibile degli
investimenti.
La domanda di aiuto va presentata
telematicamente utilizzando il servizio disponibile sul sito del portale
Sian dal 16 luglio al 16 ottobre
2012. La versione cartacea deve
essere inviata entro i 10 giorni successivi dal rilascio dell'istanza telematica.
UMBRIA
Aiuti individuali per la
realizzazione di progetti
di ricerca: approvato un
bando Fse
Det. 3.7.2012, n. 5295
Bur 18.7.2012, n. 31, s. n. 3
SETTORE: vari
SCADENZA: 18 settembre 2012
Con Determinazione dirigenziale n.
5295 del 3 luglio 2012 (supplemento
n. 3 al Bur n. 31 del 18 luglio 2012)
è stato approvato un bando per la
concessione di aiuti individuali finalizzati alla realizzazione di progetti
di ricerca; il bando è cofinanziato
dal Fondo sociale europeo.
L’intervento sostiene il potenziamento della ricerca e dell’innovazione in regione mediante la concessione di aiuti individuali per la
realizzazione di progetti di ricerca
proposti da laureati/e disoccupati/e o inoccupati/e da realizzare
presso strutture pubbliche o private
- “soggetti ospitanti” - che aderiscono al progetto. I soggetti ospitanti possono essere imprese (compresi i poli di innovazione), agenzie
e centri di ricerca privati,
Università, agenzie e centri di ricerca pubblici.
I destinatari sono soggetti residenti
in regione, laureati e in stato di
disoccupazione o inoccupazione.
L'aiuto ammonta a 1.200 euro mensili, a fronte di un progetto di durata non inferiore a 6 mesi e non
superiore a 12 mesi.
Le domande devono essere inviate
alla Regione Umbria entro il 18 settembre 2012.
VENETO
Sostegno alle Pmi
colpite dal sisma:
approvato piano
straordinario di
interventi
Dgr 5.6.2012, n. 1065
Bur 3.7.2012, n. 51
SETTORE: vari
SCADENZA: 31 dicembre 2012
Con la Delibera n. 1065 del 5 giugno
2012 (Bur n. 51 del 3 luglio 2012) la
Giunta ha predisposto un piano
straordinario di interventi finanziari per il sostegno delle Pmi colpite
in Veneto dal sisma del 20 maggio
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2012, dei settori artigianato, industria, commercio e dei servizi
mediante la riattivazione dei
seguenti fondi di rotazione gestiti
da Veneto Sviluppo Spa:
• fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati per le imprese artigiane
(art. 21 Lr 2/2002);
• fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati per le Pmi (art. 23 Lr
5/2001);
• fondo di rotazione per la concessione di finanziamenti agevolati per gli investimenti delle
Pmi dei settori del commercio e
dei servizi (art. 6 Lr 1/1999).
La Giunta ha inoltre deciso di riattivare le modalità operative a suo
tempo già individuate con Dgr 2909
del 30 novembre 2010 per le imprese colpite dagli eventi alluvionali,
con le seguenti specifiche:
• modalità di intervento: finanziamento bancario chirografario
agevolato, erogato dalla banca
convenzionata scelta dall'impresa beneficiaria, con utilizzo della
provvista regionale a tasso zero
per il 100% dell'importo concesso, quest'ultimo compreso tra
euro 5.000 ed euro 100.000 per
singolo beneficiario;
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• durata massima di rimborso pari
a 7 anni, compreso un eventuale
periodo di preammortamento di
max 24 mesi;
• nessun onere sarà applicato
dalla banca convenzionata a
carico dell'impresa beneficiaria;
• contestualmente alla domanda
di finanziamento il richiedente
potrà inoltrare richiesta di
garanzia a valere sul Fondo
regionale di garanzia.
Le domande vanno inoltrate a
Veneto Sviluppo Spa entro il 31
dicembre 2012.
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AGOSTO - SETTEMBRE 2012
LA RIFORMA DEL LAVORO
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LA RIFORMA
DEL LAVORO
La Riforma del lavoro, in vigore dal 18 luglio 2012, introduce rilevanti
novità in relazione alla flessibilità in entrata e in uscita dei lavoratori e
all’aumento delle aliquote contributive per gli iscritti alla Gestione
separata Inps
di Alberto Rozza e Matteo Cremonesi, MGconsulting Srl
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LA RIFORMA DEL LAVORO
AGOSTO - SETTEMBRE 2012
L’occupazione incentivata e la flessibilità
in entrata e in uscita dei lavoratori
Sul Supplemento ordinario n. 136 alla Gazzetta
ufficiale n. 153 del 3 luglio 2012, è stata pubblicata la legge 92/2012, meglio conosciuta
come Riforma del lavoro. La nuova normativa è entrata in vigore il 18 luglio 2012, seppure l’applicazione di alcune specifiche disposizioni è differita, per espressa previsione del
disposto normativo, a date successive. La
legge, composta da quattro articoli, introduce
rilevanti novità in relazione alla flessibilità
in entrata e in uscita dei lavoratori e all’aumento delle aliquote contributive per gli
iscritti alla Gestione separata Inps. Inoltre, è
stata disposta l’introduzione dell’Aspi come
unico ammortizzatore sociale, è prevista l’istituzione dei Fondi di solidarietà bilaterali per
i settori non coperti dalla normativa in materia
di integrazione salariale sia ordinaria che
straordinaria e sono state adottate misure di
contrasto al lavoro irregolare. I provvedimenti sono intesi a realizzare un mercato del
lavoro inclusivo e dinamico, in grado di contribuire alla creazione di occupazione, tanto in
termini quantitativi che qualitativi e alla crescita sociale ed economica, nonché alla riduzione permanente del tasso di disoccupazione.
In particolare, si intende favorire l’instaurazione di rapporti di lavoro più stabili, valorizzando l’apprendistato come modalità prevalente di
ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Si
prevede, inoltre, di contrastare l’uso improprio
e strumentale degli elementi di flessibilità progressivamente introdotti nell’ordinamento con
riguardo alle tipologie contrattuali, adeguando,
contestualmente, la disciplina del licenziamento
alle esigenze del mutato contesto di riferimento.
L’occupazione incentivata
L’articolo 4 della Riforma introduce alcune
disposizioni rilevanti in materia di incentivi. In
particolare, vengono riviste le norme concernenti gli sgravi contributivi concessi per le
assunzioni di lavoratori c.d. svantaggiati e/o
molto svantaggiati. Vengono inoltre fissate
regole più stringenti per l’utilizzo degli incentivi, stabilendo una serie di ipotesi di esclusione
dagli stessi. Di particolare rilevanza è il comma
28, che prevede che sia reso strutturale lo sgravio contributivo sugli emolumenti legati alla
produttività.
Lavoratori ultracinquantenni - Il comma
8, intervenendo in relazione agli sgravi contributivi, stabilisce che, a decorrere dal 1° gennaio
2013, il datore di lavoro che assume con contratto di lavoro dipendente a tempo determinato
(anche in somministrazione) lavoratori con età
non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12
mesi, può fruire, per la durata di 12 mesi, della
riduzione del 50% dei contributi a carico dell’azienda. Se il contratto viene trasformato a
tempo indeterminato, la riduzione dei contributi
si prolunga di altri mesi, che in aggiunta a quelli previsti per il contratto a termine, possono
raggiungere il limite di 18 mesi. Se l’assunzione è effettuata fin dall’origine con contratto di
lavoro subordinato a tempo indeterminato, lo
sgravio contributivo spetta per un periodo di 18
mesi dalla data dell’assunzione stessa.
Donne disoccupate - Il comma 11 precisa che,
nel rispetto delle norme europee, l’agevolazio-
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AGOSTO - SETTEMBRE 2012
ne compete anche in relazione alle assunzioni di
donne di qualsiasi età, alle seguenti condizioni:
• prive di un impiego regolarmente retribuito
da almeno sei mesi (c.d. soggetti svantaggiati), residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali
comunitari e nelle aree di cui all’articolo 2,
punto 18), lettera e) del regolamento (Ce)
800/2008, annualmente individuate con
decreto del Ministro del lavoro di concerto
con il Ministro dell’Economia e delle
Finanze;
• prive di un impiego regolarmente retribuito
da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti (c.d. soggetti molto svantaggiati).
Esclusione dai benefici - Il legislatore però
è intervenuto anche per porre limiti agli sprechi.
In particolare il comma 12, riferendosi a tutti
gli incentivi alle assunzioni vigenti, stabilisce
che gli stessi non spettano laddove sussista una
delle seguenti condizioni:
• se l’assunzione costituisce attuazione di un
obbligo preesistente, stabilito dalla legge o
dalla contrattazione collettiva;
• se il lavoratore avente diritto all’assunzione
viene utilizzato mediante contratti di somministrazione;
• se l’assunzione viola il diritto di precedenza
alla riassunzione di un altro dipendente licenziato da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
• se prima dell’utilizzo di un lavoratore
mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non ha preventivamente offerto la
riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;
• se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione ha in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale (salvo che l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione
siano finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle
del lavoratore sospeso ovvero risultino con
quest’ultimo in rapporto di collegamento o
controllo). In caso di somministrazione quan-
LA RIFORMA DEL LAVORO
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to detto trova applicazione anche per l’utilizzatore.
NB - Gli incentivi non spettano con riferimento a
quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei
mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro
che, al momento del licenziamento, presenti
assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con
quelli del datore di lavoro ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo.
In caso di somministrazione tale condizione si
applica anche all’utilizzatore.
Determinazione degli incentivi - Il
comma 13, precisa che, ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha
prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato. Diversamente, non si cumulano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo
stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, anche se fornite dalla medesima agenzia
di somministrazione di lavoro, salvo che tra gli
utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo.
Il successivo comma 14, ha modificato l’art. 8
comma 9 della legge 407/90, che prevede uno
sgravio contributivo per l’assunzione di c.d.
grandi svantaggiati. La nuova formulazione
prevede che, nei confronti dei datori di lavoro
interessati, in caso di assunzioni con contratto a
tempo indeterminato di lavoratori disoccupati
da almeno ventiquattro mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di
integrazione salariale da un periodo uguale a
quello suddetto, quando esse non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle
stesse imprese licenziati per giustificato motivo
oggettivo o per riduzione del personale o sospesi, i contributi previdenziali ed assistenziali
sono applicati nella misura del 50 per cento per
un periodo di trentasei mesi. Nella precedente
formulazione, l’esclusione dall’applicazione del
beneficio era riferita a qualsiasi licenziamento e
non esclusivamente a quelli economici. Ne consegue che, ora, il beneficio è ammesso anche se
l’assunzione interessata è effettuata in sostituzione di lavoratori dipendenti licenziati per
motivi disciplinari.
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LA RIFORMA DEL LAVORO
NB - Ai sensi del comma n. 15, l’inoltro tardivo
delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di
lavoro o di somministrazione producono la perdita
di quella parte dell’incentivo relativa al periodo
compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato
e la data della tardiva comunicazione.
Sgravi contributivi legati alla produttività La Riforma del lavoro, art. 4 commi 28 e 29,
rende strutturale lo sgravio contributivo sulle
erogazioni, previste dalla contrattazione collettiva aziendale e territoriale, legati ad incrementi di produttività. Al terzo periodo del comma
67 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n.
247, sono, infatti, soppresse le parole: «In via
sperimentale, con riferimento al triennio 20082010». Inoltre, viene semplificata la procedura
di concessione dello sgravio contributivo (sopprimendo l’apposito Osservatorio istituito presso il Ministero del Lavoro e la procedura che
richiedeva una procedura annuale di conferma),
prevedendo che lo sgravio è concesso a valere
sulle risorse, pari a 650 milioni di euro, già presenti nello stato di previsione del Ministero del
Lavoro, relative al Fondo per il finanziamento
di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello. A fini di coordinamento normativo, poi, la norma dispone l’abrogazione del comma 14 dell’art. 33 della legge
183/2011 (proroga dello sgravio per il 2012). La
norma autorizza, inoltre, per l’anno 2011, il
Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ad
utilizzare le risorse iscritte nei capitoli del proprio stato di previsione già impegnate per gli
sgravi contributivi di cui all’art. 1, comma 47,
quarto periodo, della legge 220/2010.
Flessibilità in entrata
Sempre per rimanere in tema di assunzioni o
comunque di instaurazione di rapporti di lavoro
al fine di incrementare l’occupazione è opportuno evidenziare come le nuove disposizioni
hanno rivisitato gli istituti giuslavoristici rientranti nella c.d. flessibilità in entrata.
Contratto a termine - Il legislatore modifica in più parti il Dlgs 368/2001 evidenziando
AGOSTO - SETTEMBRE 2012
che il contratto a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro. Al
fine di semplificare il ricorso al contratto a termine (anche nell’ambito della somministrazione
di lavoro tempo determinato) viene previsto che
la sussistenza delle c.d. causali (ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive) non
sono necessarie per la stipula del primo contratto di lavoro a termine purché esso non sia di
durata superiore a 1 anno. In questi casi però il
contratto non potrà essere prorogato. È comunque lasciata alla contrattazione collettiva la
competenza ad individuare i casi in cui le predette ragioni possono essere escluse nell’ambito
di particolari processi produttivi nel limite del
6% dei lavoratori occupati nell’unità produttiva.
La legge 92/2012 ha poi previsto il prolungamento dei limiti temporali di prosecuzione
del rapporto di lavoro oltre i quali il contratto a termine si considera a tempo indeterminato. Dai 20 giorni attualmente previsti si passa
a 30 giorni in caso di contratti di durata inferiore a 6 mesi. Invece passa da 30 giorni a 50 giorni il periodo di prosecuzione per i contratti di
durata superiore. In questi casi il datore di lavoro ha un onere in più. Deve comunicare al
Centro per l’impiego territorialmente competente, entro la scadenza della durata del rapporto
prevista dal contratto, che il rapporto continuerà
indicando anche la durata della prosecuzione.
Viene anche prolungato l’intervallo di tempo
oltre il quale la stipula di un nuovo contratto
a termine dopo la scadenza del precedente si
considera come assunzione a tempo indeterminato. Dai 10 giorni attualmente previsti si
passa a 60 giorni per i contratti di durata inferiore a 6 mesi. Dai 20 giorni attuali a 90 giorni
per i contratti di durata superiore. In ogni caso
i contratti collettivi possono prevedere, nell’ambito di particolari processi produttivi, la riduzione dei predetti intervalli fino a 20 e 30 giorni.
Il legislatore interviene anche in merito al calcolo del limite complessivo di 36 mesi, superato il quali il contratto si trasforma in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. In particolare nel computo adesso rilevano anche i periodi di missione nell’ambito dei
contratti di somministrazione aventi ad oggetto
mansioni equivalenti e svolti tra gli stessi soggetti.
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AGOSTO - SETTEMBRE 2012
Vengono ampliati, a decorrere dall’1 gennaio 2013, i termini per l’impugnazione,
anche extragiudiziale, e per il successivo ricorso giudiziale o per la comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, nel contenzioso relativo
alla nullità del termine apposto al contratto
di lavoro. Il primo termine è elevato da 60 a
120 giorni, decorrenti dalla cessazione del contratto, mentre il secondo termine è ridotto da
270 a 180 giorni, decorrenti dalla precedente
impugnazione.
Inoltre la disposizione di cui al comma 5 dell’art. 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (il
giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del lavoratore stabilendo un’indennità
onnicomprensiva nella misura compresa tra un
minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità
dell’ultima retribuzione globale di fatto), si
interpreta nel senso che l’indennità onnicomprensiva costituisce l’unico risarcimento spettante al lavoratore, anche con riguardo alle competenze retributive e contributive, relative al
periodo compreso tra la scadenza del termine e
la pronuncia del provvedimento giudiziale di
conversione del rapporto di lavoro.
Infine la contribuzione verrà aumentata di
1,4 punti percentuali destinati al finanziamento dell’AspI.
Contratto di inserimento - È la tipologie
maggiormente colpita dal Riforma del lavoro
che ne prevede la soppressione, contestualmente all’introduzione, come ricordato sopra, di un
nuovo e più organico sistema di incentivi
all’occupazione per i lavoratori anziani e le
donne nelle aree svantaggiate. In ogni caso
una clausola di salvaguardia prevede che continueranno ad applicarsi le disposizioni per i contratti in corso e per quelli che verranno stipulati
entro il 31 dicembre 2012.
Apprendistato - Viene confermato sostanzialmente l’impianto del Dlgs 167/2011, introducendo però le seguenti modifiche:
• i contratti collettivi devono prevedere una
durata minima non inferiore a 6 mesi, fatte
salve le attività stagionali;
• nel caso di recesso al termine del periodo
LA RIFORMA DEL LAVORO
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formativo, durante il periodo di preavviso,
che decorre dal medesimo termine, continua
a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato;
• con riferimento alle assunzioni decorrenti dal
1° gennaio 2013, il numero degli apprendisti che possono essere contemporaneamente
occupati alle dipendenze di un medesimo
datore di lavoro (direttamente o mediante
ricorso ai contratti di somministrazione)
passa da un unico limite pari al 100% rispetto alle maestranze specializzate e qualificate
in servizio al rapporto di 3 a 2, ma solo per le
aziende che occupano più di 10 dipendenti
(per quelle di minori dimensioni vale sempre
il rapporto 1 a 1);
• è esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di
somministrazione a tempo determinato.
Il legislatore inoltre ha previsto che per i datori
di lavoro che occupano almeno 10 dipendenti, l’assunzione dei nuovi apprendisti sia subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro,
al termine del periodo di apprendistato, nei 36
mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno
il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso
datore di lavoro. In ogni caso la percentuale è
ridotta al 30% per i primi 36 mesi successivi alla
data del 18 luglio 2012.
Gli apprendisti assunti in violazione dei suddetti limiti sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato, sin dalla data di
costituzione del rapporto.
Infine il libretto formativo verrà sostituito da
una dichiarazione rilasciata dal datore di lavoro.
Part time - I contratti collettivi possono prevedere condizioni e modalità di revoca e/o di
modifica delle clausole elastiche e/o flessibili.
Inoltre al lavoratore è riconosciuta la facoltà in
determinati casi di revocare il consenso prestato all’inserimento di clausole elastiche o flessibili in casi di convivenza con figli di età non
superiore agli anni tredici, di presenza di patologie oncologiche, per i quali sussista una ridotta
capacità lavorativa, o di patologie oncologiche
riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore, o di convivenza con familiari portatori di
handicap. La revoca è consentita anche in caso di
lavoratori studenti.
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LA RIFORMA DEL LAVORO
Contratto intermittente - Vengono modificati i limiti di età del lavoratore entro i quali il
contratto di lavoro intermittente può sempre
essere concluso, a prescindere dal fatto che si
tratti di ipotesi individuate dalla contrattazione
collettiva. In particolare il limite minimo viene
abbassato dagli attuali 25 anni a 24 anni (a condizione che le prestazioni vengano svolte entro
il 25mo anno di età) mentre il limite massimo
viene alzato da 45 ani a 55 anni.
Viene introdotto l’obbligo di comunicazione
preventiva del datore di lavoro, con modalità
semplificate (Sms, fax o Pec), alla Dtl competente, prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di
durata non superiore a 30 giorni. In caso di
omissione: S.A. da euro 400 a euro 2.400, per
ciascun lavoratore (non si applica la diffida)
È stabilita l’abrogazione dell’articolo che
dispone che in caso di lavoro intermittente per
prestazioni da rendersi il fine settimana, nonché
nei periodi delle ferie estive o delle vacanze
natalizie e pasquali, l’indennità di disponibilità
è corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso
di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro.
I contratti in essere non compatibili che le nuove
norme, cessano di produrre effetti decorsi 12
mesi dalla data di entrata in vigore.
CoCoPro - A decorrere dal 18 luglio 2012, il
committente non potrà più far riferimento al
programma o fase di esso, ma dovrà individuare unicamente uno o più progetti a cui legare
il contratto di collaborazione che intende stipulare.
Detto progetto, funzionalmente legato ad un
risultato, non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale. Spetterà in ogni
caso alla contrattazione collettiva definire i casi
in cui il lavoro a progetto non potrà essere attivato perché riferito a mansioni meramente esecutive o ripetitive.
Al fine di limitare l’abuso del lavoro a progetto,
il legislatore ha previsto che il CoCoPro si
dovrà intendere lavoro subordinato, se al collaboratore vengono fatti eseguire lavori analoghi a quelli svolti dai dipendenti del committen-
AGOSTO - SETTEMBRE 2012
te, salvi la prova contraria del committente e i
casi in cui le prestazioni siano di elevata professionalità.
Ai CoCoPro deve essere corrisposto un compenso che, in assenza di contrattazione collettiva non può essere inferiore a parità di estensione temporale dell’attività oggetto della prestazione, alle retribuzioni minime previste dai Ccnl
di categoria applicati nel settore di riferimento.
Il committente potrà recedere prima della scadenza del termine se sono emersi oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore
tali da rendere impossibile la realizzazione del
progetto.
Sempre al fine di disincentivarne il ricorso illegittimo, è infine previsto l’incremento della
contribuzione previdenziale di un punto percentuale dal 2013 fino a raggiungere nel 2018 il
33,72% ovvero, per chi è già iscritto ad altra previdenza obbligatoria, fino a raggiungere il 24%.
Titolari di partita Iva - Sempre con la finalità di contrastare il ricorso irregolare ai lavoratori autonomi, che celano vere e proprie attività
dipendenti, il legislatore ha previsto, a decorrere dal 18 luglio 2012, che i titolari di partita Iva
siano da intendersi invece delle collaborazioni
coordinate e continuative qualora ricorrano
almeno due dei seguenti presupposti: la durata
della collaborazione è superiore a 8 mesi nell’arco dell’anno solare; il ricavo dei corrispettivi percepiti dal collaboratore nell’arco dello
stesso anno solare supera la misura dell’80% dei
compensi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare; il
prestatore ha la disponibilità di una postazione
fissa di lavoro presso il committente.
In ogni caso è previsto un periodo transitorio
della durata di 12 mesi decorrente dall’entrata in
vigore della legge 92/2012, entro il quale i contratti in essere dovranno adeguarsi alle nuove
disposizioni.
La presunzione di cui sopra però non opera
se la prestazione di lavoro: è connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da
capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso
rilevanti esperienze maturate nell’esercizio con-
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creto dell’attività; è svolta da un soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non
inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali, relativo alla gestione commercianti.
La presunzione non opera neppure nei confronti delle prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruolo o
elenchi professionali qualificati (per la ricognizione delle attività in esame si attende un decreto ministeriale).
Nei casi in cui trova applicazione la predetta
presunzione, gli oneri contributivi dovuti alla
Gestione separata, si ripartono 1/3 al collaboratore e 2/3 al committente.
Infine viene previsto che l’art. 61, comma 3 del
Dlgs 276/2003 va inteso che le norme che disciplinano il lavoro a progetto ed il lavoro occasionale non trovano applicazione soltanto per le
prestazioni professionali riconducibili alle attività per il cui esercizio è necessaria l’iscrizione
in appositi albi. In ogni caso resta ferma la possibilità per i professionisti abilitati di svolgere,
sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, attività diverse da quelle per le quali è
necessaria l’iscrizione.
Associato in partecipazione - Viene previsto che se il conferimento dell’associato consiste anche in una prestazione di lavoro, il numero degli associati impegnati in una medesima
attività non può essere superiore a 3, indipendentemente dal numero degli associanti, a meno
che gli associati non siano legati da un rapporto
coniugale, di parentela entro il terzo grado o di
affinità entro il secondo. In caso di violazione
del divieto in esame il rapporto con tutti gli
associati si considera rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
In ogni caso i contratti in essere che sono stati
certificati ai sensi dell’art. 75 del Dlgs 276/2003
continuano a produrre effetti fino alla loro cessazione.
Viene inoltre introdotta una più efficace disciplina antielusiva, che prevede che i rapporti di
associazione in partecipazione con apporto di
LA RIFORMA DEL LAVORO
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lavoro, instaurati o attuati senza che vi sia stata
un’effettiva partecipazione dell’associato agli
utili dell’impresa o dell’affare, ovvero senza
consegna del rendiconto, si presumono, salva
prova contraria, rapporti di lavoro subordinato a
tempo indeterminato.
Lavoro accessorio - Il testo del provvedimento contiene misure correttive finalizzate a
restringere il campo di operatività dell’istituto, che potrà essere utilizzato solo in attività
lavorative di natura meramente occasionale.
I compensi non potranno essere superiori a euro
5.000 (rivalutati annualmente dall’Istat) nel
corso dell’anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti.
In ogni caso le attività lavorative in oggetto possono essere svolte a favore di ciascun singolo
committente per compensi non superiori a euro
2.000 annui.
In agricoltura, il lavoro accessorio può essere
applicato:
• alle attività lavorative occasionali rese nell’ambito di attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani
con meno di 25 anni se regolarmente iscritti
ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in
qualunque periodo dell’anno se regolarmente
iscritti ad un ciclo di studi presso l’università
(restano escluse le casalinghe);
• alle attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’art. 34, c. 6, Dpr 633/72 (produttori agricoli con volume d’affari annuo
non superiore a 7.000 euro), che non possono, tuttavia, essere svolte da soggetti iscritti
l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei
lavoratori agricoli.
I compensi per i lavoratori stranieri computano
ai fini del calcolo dei redditi necessari per il
rilascio del permesso di soggiorno.
I carnet dei buoni devono essere: orari, numerati progressivamente e datati (il valore è definito con decreto ministeriale). Il valore è periodicamente aggiornato tenendo conto delle risultanze del confronto con le parti sociali.
Resta fermo l’utilizzo secondo la previgente
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disciplina per i buoni già richiesti alla data di
entrata in vigore della riforma e comunque
non oltre il 31 maggio 2013.
I licenziamenti
Al fine di adeguare la disciplina della flessibilità in uscita alle mutate esigenze del quadro economico, sono state introdotte, altresì,
importanti modifiche in materia di licenziamenti. Le nuove regole, di cui ai commi da
37 a 69 dell’art. 1 della Riforma, interessano
tanto le modalità attraverso le quali il datore
può procedere alla risoluzione del rapporto a
tempo indeterminato, tanto le conseguenze
del recesso illegittimo. Infatti, viene introdotto un nuovo iter che deve seguire il datore che
intenda proseguire ad un licenziamento economico, ovvero per giustificato motivo oggettivo. Del pari, viene innovato il rito del lavoro, con la previsione di una fase nuova, c.d.
tutela urgente, che consente una rapida defi-
AGOSTO - SETTEMBRE 2012
nizione delle vertenze aventi ad oggetto i
licenziamenti. Anche la disciplina dei licenziamenti collettivi è interessata dal provvedimento, che, oltre a introdurre alcune novità
marginali in merito alla procedura sindacale,
adegua le disposizioni previgenti alla nuova
formulazione dell’articolo 18. In particolare,
in relazione a tale ultimo aspetto, si riportano
le principali novità introdotte dalla Riforma
con riguardo ai licenziamenti disciplinari
(giusta causa e giustificato motivo soggettivo) ed economici. Occorre tenere in considerazione che le novità rilevano per i datori con
i requisiti occupazionali specificati nel provvedimento, conformi a quelli già in vigore.
Licenziamento disciplinare - Mentre
nella precedente formulazione l’art. 18 prevedeva una conseguenza sanzionatoria unica a
prescindere dalle ipotesi di illegittimità del
licenziamento disciplinare, la Riforma prevede le seguenti due distinte ipotesi:
• insussistenza del fatto contestato o punibilità con sanzione conservativa
Disciplina
Indennizzo al lavoratore
Precedente
normativa
È annullato dal giudice.
Tutela obbligatoria: in assenza di riassunzione inden• Riassunzione in caso di tutela obbligatoria o nizzo da 2,5 a 6 mensilità
Tutela reale: retribuzione dal giorno del licenziamenindennità
to a quello della reintegrazione (minino 5 mensilità)
• Reintegrazione in caso di tutela reale
più 15 mensilità in caso di rinuncia alla reintegra
Riforma
Fornero
È annullato dal giudice
• Riassunzione in caso di tutela obbligatoria o
indennità
• Reintegrazione in caso di tutela reale. Il lavoratore deve riprendere entro 30 gg, salvo
chieda indennità sostitutiva di 15 mensilità
Tutela obbligatoria: in assenza di riassunzione indennizzo da 2,5 a 6 mensilità
Tutela reale: retribuzione dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione (massimo 12 mensilità) dedotto quanto percepito svolgendo altre attività o percepibile se avesse cercato occupazione
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• Altre ipotesi in cui non ricorrono i presupposti di giusta causa e giustificato motivo soggettivo
Disciplina
Indennizzo al lavoratore
Precedente
normativa
Si applica quella prevista in via generica per i
licenziamenti disciplinari: annullato dal giudice.
• Riassunzione in caso di tutela obbligatoria o
indennità
• Reintegrazione in caso di tutela reale
Tutela obbligatoria: in assenza di riassunzione indennizzo da 2,5 a 6 mensilità
Tutela reale: retribuzione dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione (minino 5 mensilità)
più 15 mensilità in caso di rinuncia alla reintegra
Riforma
Fornero
Fino a 15 dipendenti: riassunzione o indennità.
Sopra i 15 dipendenti: il giudice dichiara
comunque risolto il rapporto con effetto dalla
data del licenziamento
Sopra i 15 dipendenti: indennità tra 12 e 24 mensilità
omnicomprensive (il giudice la determina tenendo
tenendo conto di: anzianità lavoratore, num. dipendenti, dimensioni attività, ecc.)
Licenziamento economico - Anche in questi casi, mentre nella precedente formulazione
l’articolo 18 prevedeva una conseguenza san-
zionatoria unica a prescindere dalle ipotesi di
illegittimità del licenziamento, la Riforma prevede le seguenti due distinte ipotesi:
• Insussistenza del fatto
Disciplina
Indennizzo al lavoratore
Precedente
normativa
È annullato dal giudice.
Tutela obbligatoria: in assenza di riassunzione inden• Riassunzione in caso di tutela obbligatoria o nizzo da 2,5 a 6 mensilità
Tutela reale: retribuzione dal giorno del licenziamenindennità
to a quello della reintegrazione (minino 5 mensilità)
• Reintegrazione in caso di tutela reale
più 15 mensilità in caso di rinuncia alla reintegra
Riforma
Fornero
È annullato dal giudice.
• Fino a 15 dipendenti: riassunzione o indennità
• Più di 15 dipendenti: il giudice dichiara
risolto il rapporto con effetto dalla data del
licenziamento, ma può disporre la reintegrazione (decisione motivata del giudice)
Sopra i 15 dipendenti, se non dispone la reintegra: tra
12 e 24 mensilità, omnicomprensive (tenendo conto
di: iniziative lavoratore per ricerca lavoro, comportamento delle parti nella procedura sindacale). Se
dispone le reintegra: indennizzo commisurato alla
retribuzione dal giorno del licenziamento a quello
della reintegrazione (massimo 12 mensilità)
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• Altre ipotesi
Disciplina
Indennizzo al lavoratore
Precedente
normativa
È annullato dal giudice
Tutela obbligatoria: in assenza di riassunzione inden• Riassunzione in caso di tutela obbligatoria o nizzo da 2,5 a 6 mensilità
Tutela reale: retribuzione dal giorno del licenziamenindennità
to a quello della reintegrazione (minino 5 mensilità)
• Reintegrazione in caso di tutela reale
più 15 mensilità in caso di rinuncia alla reintegra
Riforma
Fornero
Fino a 15 dipendenti: riassunzione o indennità
Sopra i 15 dipendenti: il giudice dichiara
comunque risolto il rapporto con effetto dalla
data del licenziamento (in tale ipotesi il giudice
non può disporre la reintegrazione)
Sopra i 15 dipendenti: tra 12 e 24 mensilità, omnicomprensive
Se dispone le reintegra: commisurato alla retribuzione dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione (massimo 12 mensilità)
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AGEVOLAZIONI
Agevolazioni estere
Repubblica Ceca,
bando per la crescita
delle Pmi “Programma
Progres”
Obiettivo dello strumento è quello di supportare la competitività
attraverso lo sviluppo d’impresa e l’innovazione tecnologica delle
Piccole e medie imprese del settore industriale e dei servizi, mediante
un finanziamento bancario per l’acquisizione e la ristrutturazione
di beni materiali
di Alberto Giordano, Giordano consulting
L’
attuale fase macroeconomica spinge parecchi analisti economici a
ritenere che le prospettive di crescita dell’Europa dell’Est siano buone, a fronte
di un’aspettativa per l’Europa occidentale di debole crescita (incremento del Prodotto interno lordo
di un solo punto percentuale atteso
nel 2012 per l’eurozona). A susci-
tare ottimismo sono soprattutto la
Polonia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca. Nonostante le violente
correzioni in borsa delle ultime
settimane e la svalutazione delle
rispettive monete, i dati macroeconomici rimangono incoraggianti.
Il rapporto tra debito e prodotto interno lordo è migliore di quello
medio dell’area euro: il 77% per
l’Ungheria, il 55% per la Polonia e
il 40% per la Repubblica Ceca. In
particolare la Repubblica Ceca
aderirà all’eurozona nei prossimi
anni e la moneta presenta un buon
potenziale di crescita prima dell’adozione della moneta unica, che
avverrà a partire dal 2015 (all’11
luglio la corona ceca Czk corrispondeva a 25,431 per 1 Euro). Sul
fronte borsistico, inoltre, la discesa dei corsi avvenuta in estate rende le società quotate particolarmente attrattive. Secondo i dati
dell’istituto Ibes, i titoli trattano
sulla base di 5,3 volte l’utile per
azione atteso nel 2012 rispetto a
8,7 volte per l’indice Stoxx 600.
Per quanto riguarda i dati a consuntivo occorre ricordare che per
l’intero 2011 il Pil della Repubblica Ceca ha registrato nuovamente un segno positivo con un
andamento in crescita (+1,7% su
base annua), il che equivale a
quanto emerso dalle prime stime
preliminari. L’andamento economico durante l’ultimo trimestre
del 2011 ha registrato un calo
dello 0,1% rispetto al trimestre
precedente. Per l’intero anno 2012
la Banca Nazionale Ceca prevede
una stagnazione del Pil, mentre il
Ministero delle Finanze indica un
aumento dello +0,2%. La crescita
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AGEVOLAZIONI ESTERE
dell’economia Ceca è stata stimolata dall’incremento delle esportazioni e dallo sviluppo positivo dell’industria.
La produzione industriale nel
2011 è aumentata, su base annua,
del 6,9%. Questo valore conferma
il trend positivo iniziato nel
dicembre 2009 quando, dopo il
periodo di flessione, la produzione
ha cominciato a svilupparsi con
cifre positive. Tale crescita è stata
determinata soprattutto dai seguenti settori: automobilistico
(+21,2%), macchine e macchinari
(+12,3%), gomma e materie plastiche (+10,1%). Un segno negativo troviamo invece nella produzione degli strumenti elettronici,
ottici e computer (-9,8%), della
energia elettrica, gas (-2,8%) e dei
prodotti alimentari (-4,6%) (fonte
“Nota congiunturale della Repubblica Ceca”, Ice Praga marzo
2012).
In tale contesto assume rilievo
nell’ambito del Programma operativo “Impresa e innovazione”
2007-2013 del Ministero Industria
e Commercio, l’operatività di un
nuovo bando del programma
Progress (III), relativo al sostegno
dei finanziamenti per la crescita
delle Pmi.
Le Piccole e medie imprese attualmente risentono della difficoltà di
accesso al credito, spesso una barriera insormontabile. Tale barriera
riguarda sia l’avviamento di
nuove imprese che lo sviluppo
d’imprese già operative. La crescita aziendale infatti spesso non
può essere sostenuta con l’autofinanziamento, o in altri casi può
non essere l’approccio più conveniente.
Obiettivo dello strumento è proprio quello di supportare la competitività attraverso lo sviluppo
d’impresa e l’innovazione tecnologica delle Piccole e medie
imprese del settore industriale e
dei servizi, mediante un finanziamento bancario per l’acquisizione
e la ristrutturazione di beni materiali. In particolare l’attenzione è
rivolta alle infrastrutture e alle tecnologie per il business. Per l’intera programmazione del Programma si ritiene di poter supportare
11.000 progetti di finanziamento
(fonte: pag. 88 dell’Programma
Operativo Oppie - aggiornamento
novembre 2011 - Ministero dell’Industria e del Commercio).
Dal punto di vista territoriale la
competenza dell’intervento copre
l‘intero territorio della Repubblica
Ceca con la sola eccezione della
Città di Praga. Possono partecipare imprese con sede nel territorio
della Repubblica Ceca anche con
capitale al 100% italiano. Lo strumento finanziario è il Fondo europeo di sviluppo regionale. Lo
stanziamento previsto per il periodo è pari a 300 milioni di corone
Ceche (Czk). Il rapporto all’11
luglio 2012 era di 25,431 corone
Czk per 1 euro).
Il bando (III) è stato presentato il 2
gennaio 2012 e la scadenza per la
presentazione dei progetti è il 31
dicembre 2012, secondo la modalità a sportello sempre aperto.
L’esito positivo delle domande in
questo caso dipende dall’ammissibilità formale delle richieste, dall’affidabilità del soggetto presentatore, dalla credibilità del piano di
crescita aziendale, in coerenza con
lo stanziamento disponibile in quel
momento e con il numero d’imprese richiedenti.
Si riportano nel seguito le caratteristiche dello strumento disponibile.
Finalità
a) Supportare progetti di sviluppo
e crescita di Piccole e medie
imprese con pochi anni di vita per
le quali forti sono le barriere al
finanziamento per bassa capitalizzazione o limitata capacità a offrire garanzie; b) supportare la crescita delle imprese già attive da
anni con la focalizzazione sull’acquisto di nuove tecnologie che
includono innovazioni di prodotto
e processo con un alto impatto
sulla crescita del fatturato; c) facilitare l’implementazione dei progetti di business per il mantenimento della competitività a fronte
di vincoli di varia natura sull’accesso al credito bancario; e) supportare lo sviluppo del mercato
del capitale di rischio in Repubblica Ceca.
Beneficiari
Pmi di settori vari (salvo esclusioni), con capitale anche al 100%
italiano. Area territoriale: intero
territorio della Repubblica Ceca,
eccetto la Città di Praga.
Spese ammissibili
Acquisto di macchinari e impianti; ristrutturazione, acquisto e
costruzione di immobili con i
connessi macchinari e impianti;
le scorte necessarie a sostenere
nelle fasi di crescita i nuovi contratti e a coprire adeguatamente i
cicli della domanda di beni e servizi (Iva inclusa tra le spese
ammissibili).
Agevolazione prevista
Tasso agevolato. Importo del prestito subordinato: fino a Czk 20
milioni , in crescita del 75% dei
costi ammissibili del progetto stimato.
Il tasso d’interesse è fisso e pari
al 3% annuo. La durata è fino a 9
anni dalla data di conclusione del
prestito. Il rinvio del rimborso del
capitale del prestito: fino a 3 anni
dalla data di conclusione del prestito. I massimali dell’intensità di
aiuto variano dal 40% al 60% a
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AGEVOLAZIONI ESTERE
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Sezioni territoriali
Praga Branch: Gerusalemme street, 964 / 4, 110 00 Praga 1, Tel. 255 721 111 Fax: 255 721 584
• Filiale di Brno: Hlinka 120/47, 603 00 Brno, Tel: 538702111 Fax: 538702110538 702 111, fax: 538 702 110;
• Filiale di Ostrava: Přívozská 133 / 4, 701 77 Ostrava, tel: 597 583 111; fax: 597 583 110;
• Filiale di Hradec Kralove: Eliščino waterfront 777 / 3, 500 03 Hradec Kralove, tel: 498 774; fax: 498 774 110;
• Filiale di Plzeň: Ibsen 147 / 8, 303 76 Plzen; tel: 378 775 11; fax: 378 775 110
Fonte: www.cmzrb.cz/kontakty
seconda dell’area territoriale nella
quale si effettua l’investimento.
Modalità di partecipazione
La richiesta di un prestito subordinato deve essere fatto dal richiedente presso la filiale della Banca
Cmgdb. La domanda deve essere
presentata utilizzando gli appositi
moduli scaricabili dal sito
www.cmzrb.cz/formulare/podrizeny-uver-v-programu-progres.
L’applicazione del modello è in
xls. La domanda deve essere completa versioni di MS Excel 97 e
versioni successive. Si consiglia
di contattare il riferimento territoriale (v. box sopra) più vicino che
può fornire il supporto per il ricevimento delle domande e fornisce
le informazioni necessarie sullo
strumento di sostegno.
L’ufficio regionale supporta le
imprese per il ricevimento delle
domande e fornisce informazioni
sullo strumento di finanziamento.
Gli allegati richiesti in formato
elettronico, possono essere presentati su Cd-Rom, Dvd Rom,
floppy disk da 3,5” o inviati tra-
mite una e-mail del ramo selezionato o nella casella dati Cmgdb.
Un sito informativo offre l’opportuntà di essere informati sul
tema (sito internet: www.cmzrb.
cz/kontaktyinformacni-misto):
Zlin Ca-mera di Commercio della
contea; Vavrečková 5.262; 760
01 Zlin; Tel.: 573 776 001; Fax:
573 776 003; sito internet utile:
www.cmzrb.cz/kontakty/pobocky.
La scadenza è prevista per il 31
dicembre 2012.
Riferimenti utili
Programma Progres - Sede centrale: Českomoravská záruční a rozvojová banka, a.s. (Garanzia ceco-moravia e Banca di sviluppo),
Gerusalemme, 964 / 4, 110 00 Praga 1; tel. +420 255721 110; e-mail:[email protected], sito internet: www.cmzrb.cz
Ufficio Ice di Praga, Zámecké schody 1, Praha 1, 118 00, Tel.: +420 257 532 590; Fax: +420 257 532 597, sito web: www.ice.gov.it. Referente
del Desk: Dr. Barbora Ogurcáková
Riferimenti normativi
“Bando per la crescita delle Pmi”, Programma Progres, Programma operativo Impresa e innovazione - Opei 2007-2013, Fondo europeo di
sviluppo regionale, Repubblica Ceca, pubblicato sul sito www.cmzrb.cz. Ministry of Industry and Trade of the Czech Republic, Operational
programme Enterprise and innovation, Prague, november 2007.
Nel 2011, l’Autorità di gestione del programma Opei ha predisposto la seconda versione rivista del Programma Opei come previsto dall’art.
33 (1a), (1c), rispettivamente (1d) del Council Regulation (EC) n. 1083/2006. La proposta per la modificazione del Programma Opei è stata
approvata dal Monitoring Committee del Programma Opei ufficialmente dalla Commissione europea con la Commission Decision C(2011)
9981 del 21 dicembre 2011. Il Ministero dell’Industria e Commercio pubblicato l’attuale versione aggiornata del Programma Opei
(Operational Programme Enterprise and Innovation 2007-2013)
Condizioni necessarie per poter presentare la richiesta
Rispondere alla definizione di piccola e media impresa; rispetto delle norme per lo svolgimento dell‘attività di produzione di beni
e servizi sul territorio della Repubblica Ceca; essere ufficialmente registrato con l’Autorità competente per il pagamento delle
tasse; mancanza di debiti nei confronti della Pubblica amministrazione per la gestione di fondi pubblici, dei dipendenti (stipendi
e contributi e tutte le altre voci previste); non essere in bancarotta o in liquidazione.
(segue)
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AGEVOLAZIONI ESTERE
Documentazione necessaria
a) progetto di sviluppo; b) dettagli del progetto; c) presentazione situazione economico finaziaria e debitoria; d) presentazione
del richiedente e della sua situzione finanziaria; e) dichiarazioni sullo stato di salute dell’impresa; f) bilanci recenti (almeno 3
anni)
Caratteristiche del bando
cazioni e non per la presentazione
dei progetti.
Difficoltà. L’ingegneria progettuale per la predisposizione della
domanda deve tenere conto dei
criteri di priorità previsti dal
bando, che ne determinano la
valutazione tecnica. Il progetto
deve essere credibile in termini
d’impatto di efficacia ed efficienza dell’investimento, e affidabile
(imprenditore e risorse d’impresa, sia tecnologiche che professionali). I documenti devono
essere presentati in lingua Ceca,
la versione in inglese può essere
utilizzata ma solo per comuni-
Tempi. La durata prevista per
l’iter burocratico di valutazione
dei progetti è stimabile in circa 90
giorni circa, dalla data di presentazione della richiesta, salvo integrazioni aggiuntive richieste dalla
pubblica amministrazione.
Costi. I costi per la predisposizione del progetto sono indicativamente equiparabili a quelli previsti in Italia per procedure analoghe
di Fesr e di richiesta di finanzia-
mento bancario, salvo le spese di
traduzione e di verifica tecnica
dell’adattamento alla normativa
vigente in Repubblica Ceca, sul
piano tecnologico, ambientale e
contrattuale.
Probabilità. Per quanto riguarda
la misura a finestra con scadenza,
vale la regola che vengono finanziati i progetti ammissibili e credibili,
coerentemente con lo stanziamento
disponibile e il numero d’imprese
valutate ammissibili a scadenza di
valutazione periodica.
Presentazione Banca Cmzr - (Ceco-morava, Garanzia e Banca per lo Sviluppo)
Banca per interventi a lungo termine. Si concentra sulla fornitura di assistenza alle Piccole e Medie imprese, con l'obiettivo di
consentire loro un più facile accesso al capitale finanziario, condividere il loro rischio di business e ridurre i costi del progetto
attraverso diversi tipi di strumenti di supporto come garanzie bancarie, prestiti agevolati e sussidi finanziari. Oltre a ciò, Cmzr
Banca partecipa anche nella realizzazione della politica di Stato volta a sostegno di finanziare progetti specifici, aiutando a migliorare a livello regionale le infrastrutture immobiliari e i capannoni produttivi. Cmzr Bank è la banca di sviluppo la cui missione è
quella di facilitare l'attuazione della strategia di governo a livello nazionale, così come la politica delle singole regioni in relazione ai settori economici che richiedono il supporto della finanza pubblica
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AGEVOLAZIONI ESTERE
Quebec, agevolazioni
per gli investimenti
delle imprese italiane
Un primo panorama sulle diverse possibilità di sostegno finanziario
attualmente previste per gli investitori
di Sergio Ricci, Studio Ricci
L’
economia del Québec ha
subito delle profonde
trasformazioni nel corso
di questi ultimi decenni.
Il Québec è una Provincia del Canada, la più estesa per superficie e la seconda più popolosa
della Confederazione Canadese.
Con la sua lingua, la sua cultura e le
sue istituzioni, esso costituisce una
Provincia specifica all’interno del
Canada. A riprova della sua forma
autonomia, nel 2006 il governo centrale canadese ha dovuto riconoscere lo status di nazione al Québec,
concedendogli una forte autonomia
e la possibilità di leggi proprie all’interno del sistema canadese, motivo per il quale il Québec ha anche
emanato una forte politica di attrazione di investimenti esteri ( anche
con strumenti di natura legislativa).
Da un punto di vista economico, la
provincia del Québec è il maggior
produttore al mondo di energia
idroelettrica (affidata all’agenzia
governativa Hydro Quebec) piazzandosi davanti a Brasile e Stati
Uniti. Proprio gli Stati Uniti acquistano quasi il 30% dell’energia prodotta dalla provincia per alimentare
gran parte del New England e dello
stato di New York (compresa la
stessa città’ di New York). Oltre
all’energia, un altro caposaldo dell’economia della provincia del
Québec è il settore minerario, che
da solo è uno dei 5 maggiori del
mondo e conta più di 200 compagnie. Altri settori importanti sono
quello dei servizi (finanza, sanità,
commercio, ecc.) e dell’industria
manifatturiera (cartiere, metalli,
aeronautica,
treni,
ecc.).
Nell’agricoltura si nota lo sciroppo
d’acero, di cui la provincia è da sola
il principale produttore mondiale.
Quindi si tratta di un’economia fortemente trainata dalle materie
prime. Negli ultimi anni molto fiorente è stata anche l’industria cinematografica, anche per effetto di
importanti agevolazioni fiscali
governative. Tutta l’attività’ finanziaria e direzionale della provincia è
concentrata nella metropoli di
Montreal, che secondo uno studio
della London School of Economics
in collaborazione con il Qatar
Research Fund, è uno dei 20 maggiori centri finanziari del pianeta (si
pensi che, secondo il medesimo studio, Parigi é classificata 24ª e
Milano 50ª) e tra i primi 5 per l’industria mineraria ed energetica.
I costi di avvio e di gestione per le
società risultano tra i più bassi
rispetto ai principali paesi industrializzati. Le imprese godono inoltre
di un regime fiscale competitivo per
gli investimenti nuovi e le spese
nella ricerca e lo sviluppo. Peraltro,
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una equilibrata gestione delle finanze pubbliche ha consentito di raggiungere da diversi anni un equilibrio di bilancio, e sono state adottate delle misure per riportare il debito al di sotto del 25%.
Le agevolazioni per le
imprese in Québec:
l’Agenzia di sviluppo
Investissement Québec
Investissement Québec è una società
governativa che incoraggia e segue
le aziende e gli investitori stranieri
che vogliono insediarsi e svilupparsi in Québec. Questo organismo
mette a loro disposizione un insieme di soluzioni finanziarie (tra cui
programmi di finanziamento), alcuni vantaggi fiscali e misure fiscali
regionali.
La Société générale de financement
del Québec era la società finanziaria
pubblica che gestiva il capitale di
sviluppo per investire, sotto forma
di capitali-azioni, in imprese commercialmente vitali per partecipare
alla loro nascita e alla loro crescita
in Québec; la sua elevata capacità
finanziaria gli permetteva infatti di
essere il partner maggiore di natura
finanziaria per gli investitori stranieri. Attualmente tale società è stata
fusa in Investissement Québec e
grazie a tale fusione si è realizzato
un ente unico che presenta un’interessante combinazione di ente
finanziario e agenzia per lo sviluppo
economico.
Questa società di finanziamentosviluppo opera su varie strategie,
tutte potenzialmente molto interessanti per gli investitori stranieri che
intendessero effettuare un investimento in Québec. Infatti l’operatività va dal finanziamento debitorio
tradizionale, alla partecipazione
diretta nel capitale delle società a
mezzo conferimento capitale di
rischio, fino al finanziamento di
fondi di capitale che a loro volte
investono nelle società ritenute inte-
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AGEVOLAZIONI ESTERE
ressanti per l’investimento. La
società può intervenire pressoché in
tutti i settori ritenuti interessanti, tra
cui è previsto uno specifico capitolo
di investimento sia per il settore dell’economia sociale (cooperative ed
enti senza scopo di lucro) che per il
settore della cultura.
L’importanza del business
plan per gli investimenti
in Québec
Pur essendo francofono, il Québec
segue tassativamente le regole
degli investimenti in Nord
America. La redazione di un valido business plan è un fattore
determinante per l’ottenimento di
qualsiasi finanziamento ed è un
requisito fondamentale richiesto
dalle agenzie governative, compresa quella del Québec, di discutere l’approvazione di un finanziamento. Un business plan deve
includere un piano di attività nel
quale viene descritto il potenziale
di mercato all’interno del proprio
settore industriale, delineando il
piano d’azione dettagliato che si
intende intraprendere negli anni
futuri. Il business plan, inoltre,
dovrà essere corredato da un
importante piano finanziario che
descriva il livello presente di
finanziamento e che identifichi il
tipo di finanziamento ricercato,
spiegando il tipo di utilizzo dei
fondi. Il business plan deve essere
supportato da un rendiconto d’esercizio che contenga il bilancio e
un’analisi del flusso di cassa su
base mensile. Il business plan
dovrà essere redatto in maniera
meticolosa e conforme agli standard nord-americani.
Le aree in cui opera la
società ed i piani di aiuto
per gli investitori
Diverse possono essere le possibilità di sostegno finanziario attualmente previste per gli investitori
in Québec. Vediamoli in dettaglio,
senza pretesa esaustività, in quanto i fondi e le modalità di agevolazione in Québec sono realmente
numerose.
1. Il Programma d’aiuto agli
investitori stranieri. Per gli
investitori stranieri, la società
Investissement Québec ha costituito un’apposita filiale per valutare
ed affiancare e gestire i progetti di
investitori esteri. La filiale “IQ
Immigrants Investisseurs inc”
gestisce i fondi versati dagli investitori esteri ammessi ed accettati
nella loro qualità di investitori nei
piani di immigrazione per soggetti
qualificati.
Gli investimenti effettuati ( a garanzia) dagli immigrati investitori producono degli interessi e dei redditi
che vengono utilizzati per il finanziamento delle imprese medesime.
Tale programma viene gestito congiuntamente a degli intermediari
finanziari accreditati, il cui parere
positivo è indispensabile per il
finanziamento medesimo. I settori
per tale programma sono: manifatturiero, biotecnologico, farmaceutico, aereonautico o aereospaziale,
turistico, riciclaggio, recupero e
trattamento dei rifiuti, acquacoltura
e biotecnologia marina, orticoltura
specializzata. In questi settori i progetti ammissibili sono quelli legati
allo sviluppo della commercializzazione di un prodotto sui mercati
esteri al di fuori del Québec oppure
quelli relativi all’avviamento d’impresa ed all’ottenimento d una certificazione oppure all’innovazione
tecnologica o al design. I costi del
progetto devono essere almeno di
300.000 dollari canadesi ( ridotti a
270.000 dollari nel caso di avviamento di un’impresa). Il finanziamento è a fondo perduto e l’importo minimo del contributo è 40.000
Euro. L’importo massimo del contributo non può essere superiore al
10% dei costi complessivi del pro-
getto (15% nel caso di progetti in
avviamento), ma per progetti con
costi ricompresi tra 300.000 e
400.000 dollari canadesi, l’importo
del contributo è fissato a 40.000
dollari.
2. Il Programma d’aiuto
all’economia sociale. Il settore senza scopo di lucro ha ormai
un’importante ruolo in qualunque
tipo di economia, compresa quella del Québec.
Ad esempio, il programma per
investitori esteri presentato al
punto 1) sopra può essere effettuato, sotto certe condizioni particolari, anche da cooperative ed
organismi senza scopo di lucro. Vi
è comunque una specifica linea
dedicata a tale settore non lucrativo, in particolare è rivolta a:
• Cooperative e federazioni di
cooperative;
• Organismi senza scopo di lucro.
Il finanziamento viene concesso
per favorire una migliore struttura finanziaria dell’ente ed
esclusivamente ad organizzazioni che hanno una struttura
gestionale adeguata e del personale adeguato ad una corretta
politica gestionale. Il finanziamento può variare da 25.000 a
500.000 dollari canadesi.
3. Il Fier (Regional Economic
Intervention Fund). Il Regional Economic Intervention Fund
(Fier) è un fondo di sviluppo ideato per aiutare le aziende a ottenere finanziamenti (azionari o quasiazionari) al momento dello startup, delle fasi di sviluppo, di successione e di riconversione. Mira
inoltre a supportare la creazione
di fondi settoriali e l’implementazione di progetti di sviluppo, principalmente a livello regionale. Vi
sono dei fondi per ciascuna
micro-area regionale all’interno
del Québec medesimo.
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AGEVOLAZIONI ESTERE
4. Il Piano Nord. Un programma
particolare di finanziamento è quello
destinato allo sviluppo del Nord del
Québec, area vastissima grande due
volte la Francia e ricca di materie
prime e di risorse naturali. Il piano di
investimenti destinato al “Piano
Nord” è di circa 1,625 milioni di
dollari nel periodo 2011-2016. Le
azioni di investimento favoriranno i
seguenti settori: energia idroelettrica
ed eolica, lo sfruttamento delle
risorse minerarie, le risorse forestali,
lo sviluppo turistico legato a spazi
incontaminati e alla possibilità di
caccia e pesca a fini turistici, la pro-
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duzione bio-alimentare. Secondo le
fonti governative del Québec il
“Piano Nord” si svilupperà anche in
seguito alla prima fase la cui conclusione è prevista per il 2016 e durerà
nell’insieme circa 25 anni, permettendo la creazione di circa 20.000
posti di lavoro annui.
Contatti e informazioni sugli investimenti in Quebec
Ufficio Italiano
Delegazione del Québec a Roma - Via Delle Quattro Fontane n. 16 Piano 2, Interno 5 - 00184 Roma Italia – Tel. Locale: 06 4203
4501 Interno 54301 - Fax Locale: 06 4203 4502
Antenna del Québec a Milano - 2° piano, ufficio 204 - Via Manfredo Camperio, 1 - 20123 Milano Italia – Tel. Locale: 02 8052 210
- Fax Locale: 02 72016399
Uffici Internazionali
Amérique du Nord: 1 866 870-0437
Montréal
Centre de commerce mondial de Montréal - 413, rue Saint-Jacques, bureau 500 - Montréal (Québec) H2Y 1N9 CANADA Téléphone: 514 873-4375 - Télécopieur: 514 873-5786
Amérique du Nord
Atlanta
Délégation du Québec - 191 Peachtree St. NE - Suite 3240 - Atlanta, GA 30303 - ÉTATS-UNIS - Téléphone: 404 584-5340 Télécopieur: 404 584-2089 - Contact: Annie Bréard
Chicago
Délégation du Québec - 444 N. Michigan Avenue - Suite 3650 - Chicago, IL 60611-3977 - ÉTATS-UNIS - Téléphone: 312 645-0398 Télécopieur: 312 645-0542 - Contact: Jérôme Nadeau
Los Angeles
Délégation du Québec - 10940 Wilshire Boulevard, Suite 720 - Los Angeles, CA 90024 - ÉTATS-UNIS - Téléphone: 310 209-3332 Télécopieur: 310 824-7759 - Contact: Nathalie Rivard
New York
Délégation générale du Québec - One Rockefeller Plaza, 26th Floor - New York, NY 10020-2102 - ÉTATS-UNIS – Téléphone: 212 8430976 - Télécopieur: 212 757-4753 - Contact: Sophie Plante
Europe
Londres
Délégation générale du Québec - 1 Heddon Street - Londres W1B 4BD - ROYAUME-UNI - Téléphone: +44 20 7766 5931 - Télécopieur:
+44 20 7766 5939 - Contact: David MacFarlane
Munich
Délégation générale du Québec - Karl - Scharnagl - Ring 6 - 80539 Munich - ALLEMAGNE - Téléphone: +49 (0) 89 255 49 31-19 Télécopieur: +49 (0) 89 2101 9474 - Contact: André Pratte
Paris
Délégation générale du Québec - 66, rue Pergolèse - 75116 Paris - FRANCE - Téléphone: +33 (0)1 40 67 85 26 - Télécopieur: +33
(0)1 40 67 85 91 - Contacts: Linda Houle, Dany LaRochelle
Stockholm
Ambassade du Canada - Klarabergsgatan 23, 6e étage - Case postale 16129 - 103 23 Stockholm – SUÈDE - Téléphone: +46 8 453 30
37 - Télécopieur: +46 8 453 30 16 - Contact: France Bourdon
Asia
Mumbai
Consulat général du Canada - 221, Dr. D.N. Road, bureau 616 - 6e étage, Fort House (Old Handloom House) - Mumbai - 400 001,
INDE - Téléphone: +91 22 6749-4486 - Télécopieur: +91 22 6749-4415 (temporaire) - Contact: Mitali Bandekar
Beijing
Ambassade du Canada - 19 Dongzhimenwai Dajie, Chaoyang District - Beijing 100600, CHINE - Téléphone: +86 10 5139 4265 Télécopieur: +86 10 5139 4445 - Contact: Haiqing Jiang
Tokyo
Délégation générale du Québec - Shiroyama JT Trust Tower 32e étage 4-3-1, Toranomon - Minato-ku - Tokyo 105-6032 - JAPON Téléphone : +81 3 5733-4588 - Télécopieur: +81 3 5472-6721 - Contact: Mohan Patel
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Analisi e commenti
ANALISI E COM
Piemonte, una formula
vincente
poco orientate all’export. La discesa dei fatturati, le difficoltà d’incasso e la contrazione dei risultati
economici hanno appesantito la loro posizione finanziaria, peggiorando il rapporto tradebiti presenti
in Centrale Rischi e vendite. Il deAnalisi delle modalità operative con cui la Regione Piemonte, tramite la terioramento del rating è arrivato
propria finanziaria regionale, approccia tutta la tematica della finanza subito dopo, accendendo un faro di
attenzione se possibile ancora più
agevolata
critica nei loro confronti.
In un quadro di riferimento simile,
di Carlo Morichini
la modalità operativa con cui
Regione Piemonte, tramite la proasilea da un lato e crisi se, come la copertura di investi- pria finanziaria regionale, approcfinanziaria dall’altro, menti produttivi. La crisi economi- cia tutta la tematica della finanza
hanno fatto schizzare ca ha modificato la sensibilitàver- agevolata assume una valenza, se
alle stelle il costo del so determinate tipologie di spesa possibile, ancora superiore al pasdenaro, innescando una da parte delle banche e delle so- sato. La stragrande maggioranza
pericolosa spirale di crescita degli cietà di leasing. I capannoni, i degli strumenti agevolativi a
spread applicati ai finanziamenti. macchinari, gli impianti sono di- sostegno dello sviluppo delle Pmi
Nel giro di un paio di anni siamo ventati improvvisamente infungi- piemontesi si fonda su alcuni capipassati da meno di un punto di bili e quindi più rischiosi da finan- saldi che hanno dimostrato negli
anni la loro forza, incontrando
spread per un finanziamento a me- ziare, soprattutto in aree geografisempre di più il favore del sistema
dio termine chirografario concesso che o in settori merceologicipartiproduttivo locale. Il primo elead un’impresa di medio livello, a 4 colarmente colpiti da crisi economento vincente è sicuramente rap/ 5 punti. Stessa controparte, stessa mica e delocalizzazione produtti- presentato dalla struttura dell’agedurata, stesso prodotto. Aggiunge- va. Il calo degli ordinativi ha co- volazione: più fondi rotativi,
teci un sostenuto contingentamen- stretto le imprese a comprimere i meno contributi a fondo perduto del credito da parte del sistema propri margini nel tentativo più o to. Grazie al meccanismo del
finanziario nel tentativo di mante- meno riuscito di mantenere i volu- fondo, le risorse pubbliche vengonere entro soglia il proprio rappor- mi, peggiorando conti economici no utilizzate innumerevoli volte su
to tra rischi e patrimonioed otterre- già affaticati da pressione fiscale una pluralità di soggetti. Man
te un quadro abbastanza definito elevata e aumento del costo del de- mano che un’azienda utilizzatrice
della situazione attuale, dove a naro. Come sempre, primo bersa- rimborsa quote di debito, si liberafronte di un euribor mai così basso, glio della stretta creditizia e del- no risorse per un nuovo intervenassistiamo all’impossibilità per il l’impennata degli spread sui finan- to. Il contributo a fondo perduto,
sistema produttivo di approvvigio- ziamentisono state le Piccole e viceversa, azzererebbe la risorsa
narsi a costi accettabilise non addi- Medie Imprese, più vulnerabili al pubblica con un solo intervento,
rittura di approvvigionarsi in toto. mutamento d’umore dei mercati. E esaurendo nel breve periodo la sua
Anche a fronte di richieste virtuo- tra di loro, in particolare, quelle funzione di veicolo di sviluppo.
B
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ANALISI E COMMENTI
Prestiti mirati, quindi, anziché
interventi a pioggia.
Alle imprese vengono proposti
finanziamenti agevolati, a fronte
di determinate tipologie di spesa.
L’elemento interessante è rappresentato dal fatto che tali finanziamenti vengono erogati per il 70%
con fondi regionali e per la rimanente parte con fondi bancari. La
parte regionale è normalmente a
tasso zero. La parte bancaria
riflette il mercato e permette l’attivazione di una serie di operatori,
tra cui i confidi, che permettono di
calmierarne il costo. Il fatto di
dover dipendere dal sistema bancario soltanto per il 30% dell’investimento, semplifica enormemente l’ottenimento del prestito.
La banca è meno esposta e quindi accetta più di buon grado di
entrare nell’operazione. Dall’altro
lato l’azienda presenta in Centrale
Rischi minori esposizioni verso il
sistema creditizio, migliorando
conseguentemente i propri indicatori andamentali ed economicofinanziari. È facile immaginare
che peggiore è il rating aziendale,
maggiore è il beneficio trasmesso
dall’ente pubblico all’impresa
attraverso questa forma di agevolazione. Senza il finanziamento
regionale l’azienda debole non
avrebbe trovato sul mercato una
controparte disposta a finanziarle
il piano di investimenti. Così invece, grazie alla possibilità di ribaltare la parte maggioritaria del
debito sul soggetto pubblico,
anche aziende di standing medio
basso possono avere un futuro. I
confidi possono intervenire in
qualità di garanti nell’operazione,
permettendo un’ulteriore frazionamento del rischio su più soggetti. A fronte di un finanziamento
agevolato di 100 euro, in caso di
intervento consortile al 50%, il
rischio per la banca scende a 15
euro! Capite anche voi che in
momenti di stretta creditizia, per
un istituto, ben diverso è esporsi
su una controparte per 15 euro,
piuttosto che per 100!
Ma non si tratta dell’unico elemento interessante… La possibilità di indebitarsi per due terzi dell’importo del finanziamento a
tasso zero consente di abbassare
drasticamente il costo del finanziamento. E questo proprio nel
momento in cui la crescita degli
spread si sta affermando in maniera drammatica. Una cosa è indebitarsi al 5/7% , un’altra è non pagare interessi! Immaginate il divario
in termini di pricing per un’azienda di rating non particolarmente
brillante. In un momento in cui la
sua redditività operativa soffre per
la compressione dei margini sulle
vendite, la possibilità di indebitarsi a tassi irrisori, piuttosto che a
doppia cifra, rappresenta la differenza tra restare sul mercato e
chiudere. Grazie all’intervento
pubblico l’impresa porta a casa
denaro a medio termine a costo
zero e può ringiovanire il proprio
parco macchine, diventando più
competitiva sul mercato. In assenza di questa misura i suoi oneri
finanziari schiaccerebbero il conto
economico, inficiando la bontà
dell’investimento. Qualche conteggio a titolo d’esempio. Ipotizziamo un finanziamento di 500.000
euro per investimenti, durata 5
anni. Ipotizziamo che la controparte (azienda) non riscuota troppo successo nei confronti del
sistema finanziario (rating B, al
limite della finanziabilità). Stiamo
parlando di un soggetto cosiddetto
“investment grade” (cioè finanziabile dalle banche), ma per il rotto
della cuffia, molto vicino al
mondo parallelo del “non investment grade”(aziende non più interessanti per le banche. Se l’azienda ricorresse al credito ordinario
per finanziare i propri investimen-
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ti, pagherebbe almeno un 6/7%.
Significherebbe sborsare in termini di interessi, in 5 anni, circa
94.000 euro. Viceversa rivolgendosi all’ente regionale, grazie alla
possibilità di indebitarsi per
350.000 euro (70% della cifra) a
tasso zero e soltanto per la parte
rimanente al 7%,il costo scenderebbea 28.000 euro, con un risparmio di circa 66.000 euro! Senza
considerare l’eventuale abbattimento in termini di spread sulla
parte bancaria (30% del finanziamento, 150.000) in caso di intervento di un confidi.
L’ultima interessante chiave di lettura, tutt’altro che scontata in
tempi di vacche magre, è rappresentata dalla disponibilità di
risorse finanziarie sui vari programmi e della tempistica limitata per ottenere il gradimento da
parte della Regione. Le aziende
devono presentare istanze non
complicate nella compilazione,
che vengono analizzate dal soggetto gestore dell’agevolazione in
tempi accettabili. Nel giro di qualche mese l’operazione giunge a
compimento. Se l’azienda dispone
di un minimo di programmazione
e non attende l’ultimo minuto per
andarsi a cercare la copertura
finanziaria per il proprio piano di
investimenti, le misure rispondono alle sue esigenze in maniera
esauriente. Tutte le misure ragionano a preventivo; non è quindi
possibile presentare domande a
fronte di programmi già effettuati
(presenza di fatture). È necessario
agire in fase preventiva, preparare
la domanda, inviarla alla Regione,
attendere l’assenso e poi procedere con le fasi successive (ordini,
conferme d’ordine, fatture…).
Le forme agevolative toccano tutti
i settori economici e sono fruibili,
nelle varie misure, per una molteplicità di tipologie di spesa.
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L’ANGOLO DEL
L’angolo del lettore
R
LE RISPOSTE DELL’ESPERTO
Veneto, finanziamenti
nel settore turisticoalberghiero
D
Sono un giovane imprenditore di 32 anni
del settore turistico alberghiero in provincia di Vicenza.
Ho trovato nella mia zona la possibilità
di rilevare un piccolo albergo. Si tratta di
una struttura che peraltro occorre completamente ristrutturare e mettere a
norma. Nella situazione attuale economica del territorio lo considero per me
un ottimo affare.
Sono giovane e pertanto non ho una
grande liquidità per questo investimento. Sono altresì convinto che l’investimento possa andare a reddito abbastanza velocemente (ho già pronto un business plan dettagliato). In casi del genere la Regione prevede un sostegno per
persone con le mie caratteristiche? Quali sono le scadenze per presentare le domande? È difficile ottenere l’incentivo?
(A.R. prov. di Vicenza)
La Regione Veneto ha in essere lo strumento del Fondo di rotazione
“Finanziamenti nel settore turisticoalberghiero, Estensione alle nuove
strutture ricettive, Dgr 16 marzo
2012, n. 400”, che prevede gli interventi finalizzati alla realizzazione
anche di “nuove strutture ricettive
alberghiere”. Si applica alle seguenti
attività: strutture ricettive alberghiere
(art. 22, Lr 33/2002; strutture ricettive
extralberghiere (art. 25, Lr 33/2002);
strutture ricettive all’aperto (art. 28, Lr
33/2002); altre strutture ammissibili
(art. 97, comma 1, della Lr 33/2002).
Beneficiano dell’intervento sia le
Piccole e medie imprese turistiche che
i consorzi tra piccole e medie imprese
turistiche e gli altri soggetti previsti
dall’art. 97, comma 1, della Lr
33/2002. Si tratta di un finanziamento a
tasso agevolato particolarmente vantaggioso per i giovani under 35 anni,
applicabile a imprese insediate o insediabili su tutto il territorio regionale. La
domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno. In presenza
dei requisiti richiesti ottime sono le
possibilità di ottenere l’agevolazione.
Le ricordo che in presenza di scarsa
liquidità e peraltro di un ottimo investimento e progetto risulta più agevole
utilizzare il tasso agevolato anziché il
fondo perduto, visto che nel secondo
caso l’incentivo viene attribuito a rendiconto spese sostenute.
Si riportano nel seguito le caratteristiche dello strumento di finanziamento.
Beneficiari.
Le Piccole e medie
imprese turistiche che gestiscono direttamente la struttura ammissibile al
finanziamento; i consorzi tra piccole e
medie imprese che gestiscono direttamente la struttura ammissibile al finanziamento; altri soggetti previsti. In dettaglio sono ammesse: 1) le strutture
ricettive alberghiere: alberghi (comprese residenze d’epoca alberghiere),
motel, villaggi-albergo, residenze turistico-alberghiere; 2) le strutture ricettive extralberghiere: esercizi di affittacamere, attività ricettive in esercizi di
ristorazione, attività ricettive a conduzione familiare - bed & breakfast, unità
abitative ammobiliate ad uso turistico,
strutture ricettive - residence, attività
ricettive in residenze rurali, case per
ferie, ostelli per la gioventù, foresterie
per turisti, case religiose di ospitalità,
centri soggiorno studi, residenze d’epoca extralberghiere, rifugi escursionistici, rifugi alpini; 3) le strutture ricettive
all’aperto: villaggi turistici, campeggi;
4) le altre strutture: stabilimenti balneari, impianti di risalita, parchi divertimento e altre strutture nelle quali sono
esercitate le attività codificate
dall’Istituto nazionale di statistica correlate al settore turismo e rette a regime di piccola e media impresa, come
elencate nell’allegato U della Lr
33/2002.
Rientrano tra le attività ammissibili:
1. gli interventi finalizzati alla realizzazione di “nuove strutture ricettive
alberghiere” attraverso la ristrutturazione, il recupero o la nuova costruzione di immobili già in possesso di
destinazione d’uso alberghiera e da
adibire alla ricettività turistica e alla
realizzazione di attività integrate dell’offerta e della qualità dei servizi turistici, limitatamente alla realizzazione
di dipendenze alberghiere (immobili
ubicati nella stessa area dell’edificio
principale o entro la distanza dall’edificio principale prevista dalle vigenti
norme di legge regionale); 2. la ristrutturazione di edifici esistenti da adibire
all’attività alberghiera, a condizione
che gli interventi riguardino edifici
che al momento della domanda abbiano la destinazione d’uso alberghiera;
3. gli immobili che possiedono la
destinazione d’uso alberghiera, in
conformità alla vigente normativa
urbanistica e edilizia, ma che attualmente hanno perso i requisiti di classificazione di struttura ricettiva alberghiera, a condizione che entro dodici
mesi dall’ultimazione degli interventi
finanziati, ottengano la relativa classificazione di: albergo, motel, villaggioalbergo o residenza turistico-alberghiera, rilasciata dalla Provincia competente; 4. gli interventi edilizi su edifici già esistenti, a condizione che
entro dodici mesi dall’ultimazione
degli interventi finanziati sia presentata al Comune competente la segnalazione certificata di inizio attività ricettiva extralberghiera; 5. le strutture
ricettive che a seguito degli interventi
finanziati assumono una nuova e
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R
L’ANGOLO DEL LETTORE
diversa classificazione o codifica di
struttura ricettiva.
I contributi sono concessi sotto
forma di tasso agevolato, tramite
una banca o intermediario finanziario convenzionato con Veneto
Sviluppo Spa, così strutturato: a)
una quota pubblica a tasso zero, del
Fondo regionale di rotazione
(Veneto sviluppo Spa) pari al 50%
della spesa ammissibile per finanziamenti fino a 15 anni per strutture
localizzate nell’area montana del
Veneto e nei limiti del 40% delle
spese ammissibili per finanziamenti
agevolati con durata massima di 10
anni e del 30% per finanziamenti di
durata massima di 15 anni per le
strutture localizzate nel resto del
territorio regionale; b) una quota
privata fornita da una banca/intermediario finanziario convenzionato,
regolato a tasso variabile, costituito
da Euribor tre/sei mesi, maggiorato
di uno spread non superiore a quello
convenzionato con Veneto Sviluppo
Spa.
Per i giovani imprenditori di età non
superiore ai 35 anni valgono le
seguenti regole: a) quota di partecipazione pubblica nel limite del 50%
della spesa ammissibile; b) durata
massima del finanziamento agevolato
pari a 15 anni.
Le domande per accedere ai finanziamenti, predisposte utilizzando l’apposito modulo predisposto da Veneto
sviluppo Spa, scaricabile dal sito
internet: www.venetosviluppo .it, e
sottoscritto, vanno presentate per il
tramite di una banca o dal Confidi
convenzionati al seguente indirizzo:
Veneto Sviluppo Spa, c/o Parco
scientifico e tecnologico Vega, edifi-
69
cio Lybra, Via delle Industrie 19/d,
30175 Venezia. La modalità di presentazione è a sportello aperto.
Per
informazioni. Veneto
Sviluppo Spa, c/o Parco scientifico e
tecnologico Vega, edificio Lybra, via
delle industrie 19/d, 30175 Venezia;
041-3967211- fax: 041-5383605; email: [email protected]; sito
internet: www.venetosviluppo.it
Riferimenti normativi. Finanziamenti nel settore turistico alberghiero. Estensione alle nuove strutture ricettive. Fondo di rotazione. Dgr
16 marzo 2012, n. 400 (Bur del 30
marzo 2012, n. 24); Dgr n. 898 del 21
giugno 2011 (Bur n. 49 dell’8 luglio
2011); Dgr n. 117 del 31 gennaio
2012 (Bur n. 13 del 10 febbraio 2012)
(Alberto Giordano,
Giordano Consulting)
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QUADRO DI RIFERIMENTO
A cura dell’ufficio studi della Banca Popolare di Milano
Indicatori reali
Euribor 365 (dati giornalieri)
Economia reale
e tassi di interesse
La ripresa economica globale
rimane debole e il direttore generale del Fmi Christine Lagarde, nel
corso della riunione del 6 luglio
2012, ha dichiarato che l’economia mondiale sta peggiorando e la
crisi negli ultimi mesi è diventata
preoccupante. Secondo gli ultimi
dati diffusi dal Centro Studi di
Confindustria, il commercio mondiale nel primo trimestre del 2012
è cresciuto dell’1,4% su base congiunturale mentre nel solo mese di
aprile c’è stato un calo dello 0,8%
su marzo. Il rallentamento è ascrivibile all’acutizzarsi della crisi del
debito sovrano in alcuni paesi
dell’Eurozona e al rallentamento
della crescita nei paesi emergenti.
Le quotazioni del petrolio Brent
restano alte, ma risultano in flessione; a giugno, infatti, il barile ha
registrato un prezzo medio di 96,9
dollari, rispetto ai 124,7 di marzo
2012.
Negli Stati Uniti, la crescita economica durante il primo trimestre
dell’anno ha registrato una dinamica del +0,5% su base congiunturale, mentre con riferimento allo
stesso periodo dell’anno precedente la crescita è stata del +2%,
in rallentamento rispetto al +3%
Interest rate swap (dati giornalieri)
dell’ultimo trimestre del 2011.
Tra aprile e giugno 2012 la media
mensile dei nuovi occupati è
stata di 75.000 nuove unità, contro i 225 mila dei primi tre mesi
dell’anno. Il tasso di disoccupazione a giugno è stato dell’8,2%.
Nell’Area Euro, nel secondo tri-
I cambi dell’euro (dati giornalieri)
mestre del 2012 la crisi economica
non ha risparmiato i paesi più virtuosi e gli indicatori congiunturali
attualmente disponibili confermano un elevato rallentamento dell’economia in tutti i paesi dell’Ue,
Germania compresa. In data 25
giugno 2012, il Governo spagnolo ha
ufficialmente formalizzato ai partner dell’Eurogruppo la richiesta di
aiuti finanziari senza, però, quantificarne l’importo. Sempre a giugno,
inoltre, Fitch ha declassato il rating
da ‘A’ a ‘BBB’ del paese iberico,
con outlook negativo mentre Cipro
è, in ordine cronologico, l’ultimo
paese dell’Area ad aver richiesto
aiuti per quasi 10 miliardi di euro
all’Esm. In data 28 giugno 2012
sono stati raggiunti importanti
accordi tra i capi di stato
dell’Unione europea volti, fra l’al-
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INDICATORI REALI
tro, a spezzare il circolo vizioso tra
situazione delle banche e debiti
sovrani. In virtù di tali accordi i fondi
dell’Esm verranno utilizzati direttamente per ricapitalizzare le banche
senza transitare dai Governi nazionali e, su richiesta di Mario Monti, è
stato approvato il meccanismo antispread, che dovrebbe intervenire
per stabilizzare il mercato primario
e secondario dei titoli di Stato nei
paesi high-spread più virtuosi. La
Bce, nella riunione del 5 luglio 2012,
ha abbassato di un quarto di punto il
tasso di policy dall’1% allo 0,75%.
Con questa manovra il tasso di rifinanziamento principale scende per
la prima volta sotto l’1%.
In Italia, i dati più recenti diffusi
dall’Istat sulla produzione industriale indicano che a maggio 2012 l’indice destagionalizzato è aumentato
dello 0,8% rispetto ad aprile mentre
nella media del trimestre marzomaggio l’indice è diminuito dell’1,9%
rispetto al trimestre immediatamente precedente. Corretto per gli
effetti di calendario, in maggio l’indice è diminuito in termini tendenziali del 6,9% e nella media dei primi
cinque mesi dell’anno la produzione
è diminuita del 6,7% rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente. Nel confronto tendenziale, gli
unici settori in crescita sono quelli
dell’attività estrattiva (+2,3%) e
della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+2,2%). Le diminuzioni più
ampie si registrano per i settori della
fabbricazione di articoli in gomma e
materie plastiche, altri prodotti
della lavorazione di minerali non
metalliferi (-12,2%), delle industrie
tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-11,5%), della fabbricazione di
apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non
elettriche (-9,7%).
Nei primi sei mesi del 2012 il fabbisogno del settore statale si è fermato a 29,1 miliardi di euro, quasi 15
QUADRO DI RIFERIMENTO
Principali indicatori economici
miliardi in meno rispetto al
valore riferito ai primi sei mesi
del 2011. Nel solo mese di giugno 2012 il dato presenta un
avanzo di 5,8 miliardi di euro, in
aumento rispetto allo stesso
mese del 2011 in cui si registrò
un avanzo di 1 miliardo di euro.
Mercato dei cambi
A seguito delle notizie sul peggioramento dei conti finanziari
di alcuni governi autonomi iberici (in particolare della
Catalogna) e del quadro di
incertezza delle banche spagnole, l’euro ha toccato il
minimo semestrale di 1,24 a
inizio giugno. Il cambio con lo
yen giapponese è sceso, a fine
maggio, sotto quota 100, fino a
raggiungere il minimo semestrale di 96,25 il 1° giugno.
Zona euro
Fonte: DG Economic and Financial Affairs, EU
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