Il Vangelo
secondo Luca
Unità Pastorale “Beata Teresa di Calcutta” – Reggio Emilia
11 dicembre 2015
1. La “Questione sinottica”
• Un piccolo ripasso…
I Vangeli sinottici
I primi tre vangeli, Matteo, Marco e Luca, sono detti “sinottici”,
aggettivo che significa “sguardo d’insieme”.
Disponendo su colonne affiancate i tre testi, a colpo d’occhio, è
possibile notare le somiglianze e le differenze tra un testo e l’altro.
I tre testi procedono parallelamente riguardo l’attività di Gesù
secondo uno schema generale comune:
Gli scritti presentano una
comunanza di materiale da far
pensare che uno abbia copiato
l’altro, o che per lo meno, lo
abbia conosciuto.
D’altra parte si notano
numerose differenze e
discordanze di parole,
espressioni, fatti ed episodi
riportati dall’uno e omessi
dall’altro, o disposti in ordine
diverso.
Le ipotesi formulate
sull’origine del fenomeno, si
possono raggruppare in tre
categorie:
La predicazione di Giovanni Battista.
Il ministero di Gesù in Galilea.
Il viaggio di Gesù verso
Gerusalemme.
Il racconto della passione, morte e
risurrezione.
Ipotesi dei documenti scritti: somiglianze e discordanze dipendono
dal fatto di aver utilizzato, ognuno in maniera diversa, degli scritti
già esistenti, in particolare due fonti, di cui di una non si sa nulla e
l’altra è costituita dalla prima versione aramaica del Vangelo di
Matteo.
Ipotesi della mutua dipendenza: I tre vangeli sono interdipendenti;
in particolare Matteo e Luca dipendono da Marco.
Ipotesi della tradizione orale: differenze somiglianze sono dovute
alla sola predicazione orale, adattata all’ambiente e ai destinatari. Il
vangelo di Matteo propone la sua predicazione ai Giudei della
Palestina, quello di Marco la predicazione di Pietro ai pagani di
Roma, quello di Luca la predicazione mista di Paolo ai giudei e ai
pagani.
Nessuna di queste tre ipotesi spiega sufficientemente le
somiglianze e discordanze dei tre vangeli.
I Vangeli sinottici
MATTEO
MARCO
LUCA
330 Versetti
330 Versetti
330 Versetti
178 Versetti
100 Versetti
(Mc. 6,45 - 8, 21)
178 Versetti
(Mt. 14,22 - 16,12)
230 Versetti
100 Versetti
53 Versetti
230 Versetti
661 Versetti
330 Versetti
Tradizione
Duplice
1068 Versetti
Tradizione
Semplice
500 Versetti
1160 Versetti
Tradizione
Triplice
Fonte “Q”
dei“Detti di
Gesù”
I Vangeli sinottici
Fonti
(Orali o
Scritte)
M = Fonti proprie di Matteo
Q
Mc = Fonti proprie di Marco
M
Vangeli
MATTEO
Mc
L
L = Fonti proprie di Luca
Q = Fonte comune a Matteo e Luca
MARCO
LUCA
Il Vangelo di Marco è il più antico.
Matteo e Luca hanno presente il Vangelo di Marco e lo utilizzano
indipendentemente l’uno dall’altro quando scrivono il proprio.
Esiste una fonte che Matteo e Luca utilizzano per il loro Vangelo che
Marco non conosceva o non ha utilizzato (Fonte “Q”) che è
soprattutto, ma non solo, una raccolta dei “detti di Gesù”.
Matteo e Luca dispongono di fonti “proprie”, diverse per ciascuno dei
due (es. Vangeli dell’infanzia).
Fonti
• L’autore del terzo Vangelo appartiene alla seconda
generazione cristiana, come egli stesso testimonia. Per
questo, le fonti da cui attinge sono tre:
1. il Vangelo di Marco;
2. la cosiddetta fonte “Q” (Quelle = fonte) che lo
accomuna a Matteo, perché anche quest’ultimo
attinge da essa, riportando i “detti” (loghia) di Gesù;
3. infine, i “molti” che permettono a Luca di fare aggiunte
personali alla sua opera.
Fonti
• In primo luogo viene il vangelo di Marco scritto una trentina di anni prima e
di cui segue da vicino il susseguirsi dei fatti; poi, Luca, in compagnia di
Matteo, usa un libretto contenente tutte le parole pronunciate da Gesù
durante la sua predicazione in Palestina e chiamato “loghia” di Gesù; inoltre
Luca ha parecchio materiale suo, frutto delle sue ricerche personali e
proveniente dalla comunità da lui stesso conosciute di Gerusalemme, di
Antiochia di Siria e di Cesarea Marittima, dove nelle soste fatte assieme
all’apostolo Paolo, poté incontrare personaggi di primo piano i quali
conobbero direttamente Gesù.
• Da queste fonti, Luca ha tratto notizie abbondanti su Maria la Madre di
Gesù e su molte parabole di Gesù che non sono riferite né da Matteo né da
Marco. Insomma, Luca non dice nulla di approssimativo ma riferisce tutto
con estremo rigore. La sua lingua greca è di molto superiore a quella di
Matteo e marco, i quali rivelano la loro dipendenza dalla lingua e tradizione
ebraiche.
2. L’opera lucana
Il piano di Luca: un’opera in due atti
• Novità: il prologo
• Luca è il solo evangelista che premette al suo scritto un
prologo nel quale dichiara, nei primi due versetti, le Fonti
a cui attinge: “Coloro che furono testimoni e divennero
ministri della parola” (gli apostoli) e nei due versetti
successivi, lo scopo e le caratteristiche del lavoro che
intraprende: “Ho deciso di fare ricerche accurate e di
scriverne un resoconto ordinato … perché ti possa
rendere conto della solidità degli insegnamenti”.
I due prologhi di Lc e At
Lc 1,1-4
At 1,1-3
Poiché molti hanno intrapreso ad
esporre ordinatamente la narrazione
delle cose che si sono verificate in
mezzo a noi, come ce le hanno
trasmesse coloro che da principio ne
furono testimoni oculari e ministri
della parola, è parso bene anche a me,
dopo aver indagato ogni cosa
accuratamente fin dall' inizio, di
scrivertene un resoconto ordinato,
eccellentissimo Teofilo, affinché́ tu
riconosca la certezza delle cose che ti
sono state insegnate.
Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo,
circa tutte le cose che Gesù prese a
fare e ad insegnare, fino al giorno in
cui fu portato in cielo dopo aver dato
dei comandamenti per mezzo dello
Spirito Santo agli apostoli che egli
aveva scelto. Ad essi, dopo aver
sofferto, si presentò vivente con
molte prove convincenti, facendosi
da loro vedere per quaranta giorni e
parlando delle cose riguardanti il
regno di Dio.
Luca ha pensato un’opera in due volumi:
il Vangelo è la prima parte e gli Atti degli Apostoli la seconda
Due opere, un grande viaggio
• Un unico grande piano inizia nel Vangelo e si compie in Atti.
• Sia il vangelo che Atti iniziano nella Gerusalemme messianica
con il dono dello Spirito (Lc 1,5-2,52;3,21-22; At 1-2). Il
Vangelo ci presenta poi il ministero galilaico di Gesù (Lc 4,19,50) e il suo viaggio a Gerusalemme (Lc 9,51-19,28). Il libro
degli Atti continua questo piano descrivendo il primo
ministero degli apostoli, limitato per la massima parte
all’ambiente giudaico (At 8,15), a cui fa seguito il viaggio di
Paolo al centro del mondo: Roma.
• Non soltanto esiste questo parallelo tra il Vangelo e gli Atti, ma
gli Atti continuano là dove il Vangelo termina.
Due opere, un grande viaggio
Galilea
Gerusalemme
Roma
Luca 1:
26Al sesto mese,
l'angelo Gabriele
fu mandato da
Dio in una città
della Galilea,
chiamata
Nàzaret, 27a una
vergine,
promessa sposa
di un uomo della
casa di Davide, di
nome Giuseppe.
La vergine si
chiamava Maria.
Atti 1:
7Ma egli rispose:
"Non spetta a voi
conoscere tempi o
momenti che il
Padre ha riservato
al suo potere, 8ma
riceverete la forza
dallo Spirito Santo
che scenderà su di
voi, e di me sarete
testimoni a
Gerusalemme, in
tutta la Giudea e la
Samaria e fino ai
confini della terra”.
Atti 28:
30Paolo trascorse
due anni interi
nella casa che
aveva preso in
affitto e accoglieva
tutti quelli che
venivano da lui,
31annunciando il
regno di Dio e
insegnando le cose
riguardanti il
Signore Gesù
Cristo, con tutta
franchezza e senza
impedimento.
3. L’autore del terzo Vangelo
L’autore del terzo Vangelo è davvero
Luca?
Agli inizi, l’unico scopo del Vangelo non era quello di porre la firma allo scritto,
ma di esserne servitori anche attraverso la stesura. Solo in seguito, quando si
avverte la necessità di individuare gli autori, la Chiesa vuole evidenziare che
negli scritti vi è la testimonianza apostolica, o attraverso gli apostoli (Matteo
e Giovanni), o attraverso loro stretti collaboratori (Marco) o anche attraverso
i loro diretti discepoli, come Luca lo fu di Paolo.
Ecco perché nasce il Vangelo “secondo Luca”: si cerca di distinguere lo scritto
apostolico o collegato a essi, dalle false testimonianze.
Luca (in greco Λουκάς) è originario di Antiochia di Siria, medico di professione,
celibe, discepolo degli apostoli e compagno di Paolo.
Chi è l’autore?
Le testimonianze dei Padri su Luca
La testimonianza di IRENEO
«Luca, compagno di Paolo, annotò in un libro il Vangelo che questi predicava»
(Adv. Haer. 111,1,1)
«Questo Luca era inseparabile da Paolo e suo collaboratore nel Vangelo» (Adv.
Haer. 111,14,1)
(Ireneo, originario di Smirne Vescovo di Lione verso il 180 d.C.)
dal «Prologo anti-marcionita», antico testo latino del II secolo
«Luca è un Siro di Antiochia, medico di professione, discepolo degli apostoli; in
seguito seguì Paolo fino al suo martirio, servendo Dio in modo irreprensibile.
Quando erano già stati scritti dei Vangeli, da Matteo in Giudea, da Marco in
Italia, mosso dallo Spirito Santo scrisse in Grecia questo Vangelo».
Chi è l’autore?
Un compagno di viaggio di Paolo
• Che l’autore dell’opera Lc-At sia stato in stretto contatto con Paolo ce
lo dice lui stesso: infatti in At troviamo infatti cinque passaggi in cui
l’autore passa dalla terza persona singolare “egli” alla prima plurale
“noi”. Sono le cosiddette “sezioni noi”
• (At 16,10-17; 20,5-8.13-15; 21,1-18; 27,1–28,16)
• Es. di At 16,7-10:
7Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di
Gesù non lo permise loro; 8così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a
Tròade. 9Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un
Macèdone che lo supplicava: "Vieni in Macedonia e aiutaci!".
10Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la
Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il
Vangelo.
Chi è Luca? Le testimonianze del NT
• «Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema» (Col
4,14)
• «...con Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei
collaboratori» (Fm 24)
• 9Cerca di venire presto da me, 10perché Dema mi ha
abbandonato, avendo preferito le cose di questo
mondo, ed è partito per Tessalònica; Crescente è
andato in Galazia, Tito in Dalmazia. 11Solo Luca è con
me. Prendi con te Marco e portalo, perché mi sarà
utile per il ministero. (2Tm 4,9-11)
Chi è Luca? Le testimonianze del NT
• Luca è un greco-pagano convertito, (così si spiega la sua
familiarità con la Bibbia nella versione greca liturgica).
• Fece il suo primo incontro con in cristianesimo ad Antiochia di
Siria; egli appartiene a coloro che non avevano visto di
persona Gesù, ma approdarono a Lui attraverso la parola e i
fatti dei Suoi discepoli che lo videro direttamente e di altri.
• Attualmente Antiochia, l’attuale Antakya, si trova in Turchia ai
confini con la Siria, e conta più di 200.000 persone.
• Al tempo di Luca, Antiochia aveva 500.000 abitanti ed era una
città sul Mediterraneo, molto fiorente per il commercio, per la
cultura e la lingua greche. Era il più importante centro del
Medio Oriente, intorno al 40-50 dopo Cristo.
Chi è Luca? Le testimonianze del NT
• I discepoli di Gesù di origine greca e che dimoravano a
Gerusalemme, furono costretti ad abbandonare la città dopo la
lapidazione del diacono Stefano (anche lui di cultura greca) avvenuta
nell’anno 34 dopo Cristo e la morte dell’apostolo Giacomo . Essi si
sparsero nelle varie città del Mediterraneo tra cui Antiochia di Siria,
dove per la prima volta “i discepoli vennero chiamati cristiani” (At
11,26). Per loro, greci di origine, era pericoloso trattenersi a
Gerusalemme.
• Essi sono chiamati Ellenisti in quanto nati fuori della Palestina, nella
Diaspora, in Asia Minore. Quindi gli Ellenisti non erano imbevuti di
cultura giudaica e tendevano, per questo ad essere dei progressisti,
più aperti al mondo pagano. Avevano meno remore verso i pagani di
coloro che erano di cultura e lingua ebrea.
Chi è Luca? Le testimonianze del NT
• Essi, quindi, “giunti ad Antiochia, cominciarono a parlare
anche ai Greci (pagani), predicando la buona novella del
Signore Gesù” così come è scritto in Atti 11,20.
• Formarono una comunità che riuniva insieme ebrei e
pagani convertiti. In breve tempo la comunità divenne
fiorente, tanto che da lì partiranno come missionari
Paolo e Bàrnaba e lì torneranno dopo il viaggio.
Morte di Luca secondo la tradizione
• L’Evangelista morì all'età di 84 anni e sarebbe stato
sepolto a Tebe, capitale della Beozia. Secondo quanto
riportato da San Girolamo (De viri ill. VI, I), le sue ossa
furono trasportate a Costantinopoli nella famosa Basilica
dei Santi Apostoli.
• Le sue spoglie giunsero poi a Padova, dove tuttora si
trovano nella basilica di santa Giustina; solo la testa è
invece conservata a Praga. Unico evangelista non ebreo,
il suo emblema è il bue (simbolo di tenerezza, dolcezza e
mansuetudine).
La personalità dell’autore del Vangelo
• Sebbene l’autore dell’opera lucana, chiunque egli sia, è fortemente
legato alla figura di Paolo, non si può dire che sia uno “storico” nel
senso moderno del termine.
• Infatti anche quando narra la vicenda di Paolo si discosta in modo
notevole da ciò che Paolo dice di sè (cfr. Gal 2 con At 15)
4Giunti poi
a Gerusalemme, [Paolo e altri] furono ricevuti
dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono
quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. 5Ma
si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano
diventati credenti, affermando: "È necessario circonciderli
e ordinare loro di osservare la legge di Mosè". 6Allora si
riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo
problema.
7Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro:
"Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in
mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni
ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede… 10Ora
dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei
discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati
in grado di portare? 11Noi invece crediamo che per la
grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro".
Quattordici anni dopo, andai di nuovo a
Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba… Esposi
loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo
esposi privatamente alle persone più autorevoli.
6Da parte dunque delle persone più autorevoli a
me non imposero nulla…
11Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi
a lui a viso aperto perché aveva torto. 12Infatti,
prima che giungessero alcuni da parte di
Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani;
ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a
tenersi in disparte, per timore dei circoncisi.
1
La personalità dell’autore del Vangelo
• Luca è si uno storico, ma è più che altro un
teologo che inquadra i fatti in un insieme assai
preciso e dentro un orizzonte di fede.
• Egli usa i dati storici ed archeologici “piegandoli”
al suo intento teologico: tutta la storia parte da
Gerusalemme (“cominciando da Gerusalemme”)
per estendersi a cerchi concentrici “di città in
città” fino agli estremi confini della terra: Roma.
4. Destinatari di Luca
Due indizi dal Prologo
1. “Teòfilo”: l destinatario citato nel Prologo porta un
nome greco.
2.
“4in
modo che tu possa renderti conto della solidità
degli insegnamenti che hai ricevuto”: sempre dal
Prologo apprendiamo che i destinatari hanno già
ricevuto la notizia del Vangelo. Il terzo Vangelo
non ha funzione di evangelizzare ma di
confermare.
Caratteristiche dei destinatari
• Il Vangelo di Luca è, di fatto, l’unico del Vangeli che si indirizza non a
una comunità di origine giudaica, ma a una comunità di origine
pagana-ellenistica, anche se non siamo in grado di identificare la
regione esatta della provenienza dei destinatari (Asia Minore,
Antiochia di Siria, Alessandria?).
• Questa comunità tuttavia conosce il giudaismo e le sue tradizioni.
• È una comunità già cristiana.
• Questo lo si capisce anche da alcune caratteristiche letterarie del
Vangelo:
- universalismo;
- buona lingua greca (la migliore tra i Vangeli);
- minore insistenza sugli “aspetti giudaici” del contesto.
5. Struttura
Due opere, un grande viaggio
Galilea
Gerusalemme
Roma
Luca 1:
26Al sesto mese,
l'angelo Gabriele
fu mandato da
Dio in una città
della Galilea,
chiamata
Nàzaret, 27a una
vergine,
promessa sposa
di un uomo della
casa di Davide, di
nome Giuseppe.
La vergine si
chiamava Maria.
Atti 1:
7Ma egli rispose:
"Non spetta a voi
conoscere tempi o
momenti che il
Padre ha riservato
al suo potere, 8ma
riceverete la forza
dallo Spirito Santo
che scenderà su di
voi, e di me sarete
testimoni a
Gerusalemme, in
tutta la Giudea e la
Samaria e fino ai
confini della terra”.
Atti 28:
30Paolo trascorse
due anni interi
nella casa che
aveva preso in
affitto e accoglieva
tutti quelli che
venivano da lui,
31annunciando il
regno di Dio e
insegnando le cose
riguardanti il
Signore Gesù
Cristo, con tutta
franchezza e senza
impedimento.
Il Vangelo come un viaggio
• Come abbiamo già visto Luca racconta struttura tutta la sua opera
organizzandola in modo da comporre il suo Vangelo come
un grande viaggio verso Gerusalemme
• Ma c’è di più... : il Vangelo di Luca inizia con una scena nel tempio di
Gerusalemme (apparizione dell’angelo a Zaccaria) e termina con
un’altra scena analoga: «E gli apostoli, dopo aver adorato Gesù,
tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel
tempio lodando Dio» (Lc 24,52-53).
• Alla luce di questo quasi tutti gli autori concordano nell’individuare
una struttura come questa, o simile:
Il prologo (Lc 1,1-4).
1.
(Lc 1,5-4,13). I Vangeli dell’infanzia (tempio di Gerusalemme) e
l’inizio della vita pubblica: Luca mostra in parallelo gli annunci e le
nascite di Giovanni e di Gesù̀ che inizia il suo ministero col
Battesimo.
2.
(Lc 4,14-9,50). Ministero in Galilea: lunga catechesi dell’ascolto,
con gli insegnamenti di Gesù̀ per prepararsi al cammino verso
Gerusalemme.
Lc 9,51: “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto , egli
prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”.
3.
(Lc 9,51-19,28). Viaggio verso Gerusalemme che è una catechesi
durante il cammino.
4.
(Lc 19,29-24,53): Passione, morte, risurrezione e ascensione di
Gesù̀ , e la risalita dei discepoli verso il tempio di Gerusalemme.
6. Il Parallelismo
Parallelismo nel Vangelo
• Inoltre, Luca, come gli storici contemporanei, usa fare dei
parallelismi, cioè mette a confronto tra loro i personaggi più
significativi del Vangelo e il loro ambiente storico. All’inizio del
Vangelo, mette, infatti figure rappresentative dell’Antico
Testamento: Zaccaria, Elisabetta, Simeone ed Anna; e figure
rappresentative del Nuovo Testamento, cioè di un nuovo modo di
vivere la fede in Dio: Maria la Madre di Gesù e Gesù stesso.
• Ma lo stacco più evidente tra un mondo vecchio che scompare e un
mondo nuovo che inizia, è evidenziato da Luca nelle due figure
parallele di Giovanni Battista (di cui narra l’annuncio della nascita, la
nascita stessa, la circoncisione e la predicazione al Giordano) e
quella di Gesù (di cui narra le stesse cose). Due mondi paralleli ed
insieme così diversi tra loro.
Parallelismo in Atti
• Negli Atti degli Apostoli, Luca procede nello stesso modo:
Stefano il diacono lapidato dai giudei, figura del vero
credente in Cristo è parallelo a Gesù morto in Croce,
fedele al Padre Celeste.; l’Apostolo Pietro domina,
inoltre, i primi capitoli mentre l’apostolo Paolo i restanti
capitoli degli Atti.
• Così scrivevano gli storici del tempo di Luca. Plutarco, lo
storico greco del primo secolo dopo Cristo, scrive le Vite
Parallele di vari personaggi del suo passato. Altrettanto
fa Luca, sia nel Vangelo che negli Atti.
7. Il messaggio del Vangelo
Universalismo: apertura a tutti i popoli
• In Luca Gesù non predica direttamente ai pagani, né
porta a termine l’instaurazione del suo regno. Il regno
deve includere anche i pagani, ma questa dimensione
universale è realizzata soltanto dopo l’ascensione di
Gesù, nel ministero della Chiesa,
come viene descritto in Atti.
• Ma nella sua predicazione Gesù annuncia che il perdono
è offerto a tutti gli uomini, e possiamo così dire che Luca
ha composto il “Vangelo della salvezza universale”.
Universalismo: apertura a tutti i popoli
• La tavola genealogica (Lc 3,23-38) non circoscrive la stirpe di Gesù unicamente alla
linea regale di Davide, come avviene in Mt 1,1-16, ma colloca Gesù nell’albero
genealogico dell’intera razza umana in quanto figlio di Adamo che era figlio di
Dio. La fede di Abramo può essere condivisa da tutti gli uomini, che diventano
per ciò stesso figli di Abramo (Lc 3,8).
Genealogia secondo Mt 1
Genealogia di Gesù Cristo figlio di
Davide, figlio di Abramo. 2Abramo
generò Isacco, Isacco generò
Giacobbe… Eleazar generò Mattan,
Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe
generò Giuseppe, lo sposo di Maria,
dalla quale è nato Gesù, chiamato
Cristo.
1
Genealogia secondo Lc 3
Gesù, quando cominciò il suo
ministero, aveva circa trent'anni
ed era figlio, come si riteneva, di
Giuseppe, figlio di Eli, 24figlio di
Mattat, figlio di Levi… figlio di
Maleleèl, figlio di Cainam, 38figlio
di Enos, figlio di Set, figlio di
Adamo, figlio di Dio.
Lo Spirito Santo
• Tra i Vangeli Sinottici Luca è quello che dà maggior
spazio, maggior risalto all’azione e al ruolo dello Spirito
Santo (1,15.35.41.67; 2, 25-27; 3,16.22; 4,1.14.18; 10,21;
11,13; 12,10.12).
• Per esempio il Vangelo di Matteo in 7,11 parla delle “cose
buone che il Padre dà a coloro che gliele chiedono”,
mentre nel passo parallelo Luca (11,13) parla
esplicitamente dello Spirito come del dono per
eccellenza.
La misericordia
• È forse l’aspetto più celebre Vangelo di Luca,
tanto più in questo Anno del Giubileo della
Misericordia.
• Alcuni esempi celebri. Solo in Luca troviamo:
- l’episodio della peccatrice (7,36-50);
- le tre parabole della misericordia: pecora
smarrita, della dramma perduta, del “figliol
prodigo” (Lc 15);
- l’episodio di Zaccheo (19,1-10) ;
- l’episodio del “buon ladrone” (23,35-43).
La figura di Maria
• I “Vangeli dell’infanzia” di Luca (Lc 1–2) sono i più noti:
• Alcuni esempi celebri. Solo in Luca troviamo:
- annunciazione a Maria;
- annunciazione a Zaccaria;
- cantici del Benedictus e del Magnificat;
- Visitazione di Maria ad Elisabetta.
- Poi Maria come figura scompare, per riapparire in At
nel giorno della Pentecoste (At 1,14): “Tutti questi
erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme
ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai
fratelli di lui”.
Il discepolato: andare dietro a Gesù
• Il terzo Vangelo è sempre stato definito come il Vangelo del
discepolato.
• Per Luca per diventare discepolo di Gesù e poterLo seguire è
necessario lasciare “tutto” (Lc 5,11) e dedicarsi completamente a Lui
(9,62). E ripercorrendo la strada tracciata da Matteo che scrive
“accumulatevi dei tesori nel cielo” (6,20), Luca dice, “vendete quello
che possedete e datelo in elemosina” (12,33).
Il distacco dagli affetti e la rinuncia ai beni materiali sono condizioni
necessarie per intraprendere un cammino in perfetta sintonia con
quello tracciato personalmente da Gesù.
• L’idea più vivida del discepolato è dato dall’episodio dei discepoli di
Emmaus (Lc 24,13-35).
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