MOVIMENTO 5 STELLE SICILIA
PROGRAMMA
AMBIENTE
URBANISTICA
1 – Piano anti-inquinamento luminoso regionale con divieti immediati di diffusione luminosa
finalizzato al risparmio energetico e alla tutela paesaggistica notturna del territorio; utilizzo di
sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica e ad alta resa cromatica (divieto di
illuminazione assoluto con lampade sap su tutto il territorio regionale, dismissione graduale delle
lampada istallate e loro sostituzione con lampade ad alta resa cromatica).
2 – Pianificazione acustica: al fine di garantire un elevamento della qualità ambientale e al fine di
tutelare la vita dei cittadini nell’ambiente extraurbano, pianificazione acustica regionale con divieto
di diffusione indiscriminata di musica all’aperto che violano le normative, imposizione di limiti
massimi rivisti al ribasso ed in funzione della effettiva percezione per il livelli di db emessi (regola
per esempio vigente in tantissime isole greche in cui locali e discoteche non diffondono all’aperto).
3 – Recupero di edifici e strutture fatiscenti nei centri storici, sia pubblici che privati (tramite
accordi con i proprietari) e adibimento degli stessi a centri di aggregazione sociale, affidandone la
gestione ad associazioni, enti o gruppi di cittadini che siano in grado di fornire servizi, spazi ed
eventi gratuiti al resto della cittadinanza.
Incentivazione del recupero di edifici che necessitano di consolidamenti antisismici, consolidamenti
ordinari o rifacimenti architettonici restaurativi di vecchi o antichi palazzi e costruzioni.
Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistente (anche con incentivi) ed
isolamento immediato per gli edifici strategici (ospedali, caserme etc).
4 – Creazione di un Piano Energetico Regionale che preveda una distribuzione energetica ottimale
per la Regione e che stabilisca un tetto massimo di produzione per tipologie energetiche (es. x%
Petrolio, x% fotovoltaico, etc) ed una localizzazione provinciale degli stessi tenendo conto degli
impianti esistenti e del fabbisogno energetico degli stessi. Questo servirà ad evitare la costruzione di
impianti superflui che stanno devastando il nostro territorio e che superano abbondantemente i
fabbisogni locali.
Incentivare la costruzione di piccoli impianti privati rispetto alla costruzione di grandi impianti.
Per i grandi impianti dovranno essere stabilite delle Royalty da pagare alle comunità locali.
Le comunità locali dovranno essere informate sugli impianti che si costruiscono nei loro territori.
Sanzioni pecuniarie e obbligo di bonifica del territorio per le imprese che inquinano per non aver
rispettato i limiti previsti dalla legge e per aver violato le norme di sicurezza previste, cagionando
danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.
5 – Eliminazione delle barriere architettoniche.
6 – Piste ciclabili in corsia protetta e parcheggi bici presso ogni luogo/ufficio pubblico.
7 – Progetto “Strisce verdi”: Definire aree di parcheggio a sosta ESCLUSIVA adibita alle auto a
minore impatto ambientale.
8 – Interventi sulla viabilità interna dei paesi e attuazione dei progetti di circonvallazione e sensi
unici.
Potenziamento arterie di collegamento con i paesi periferici. Realizzazione di nuovi assi stradali con
i “villaggi” o casali cittadini, dotati di piste ciclabili e illuminazione intelligente, con funzione di:
a) collegamento per l’istituzione di idonee e alternative vie di fuga;
b) by-pass per fluidificare la mobilità periferica.
9 – Realizzazione del Progetto Archimede, che prevede lo sfruttamento delle correnti dello stretto di
Messina mediante la realizzazione di mega turbine in mare.
TERRITORIO
1 – Apposizione di nuovi vincoli paesaggistici e monumentali. Strumenti democratici diretti per la
proposta di nuovi vincoli .
2 – Definizione di personale appositamente predisposto per il controllo sul territorio.
A) Immediata verifica dell’operato dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale):
dovranno essere rivisti, in termini di competenze ed efficienza, le attuali figure professionali che
operano al loro interno e nei casi limite si dovrà procedere con la riduzione del personale non
idoneo ed il potenziamento della restante parte.
B) Predisporre corsi di formazione ed informazione del personale, per il potenziamento delle figure
professionali specializzate in tecniche della gestione ambientale che affiancano gli ingegneri
ambientali in forza all’agenzia.
3 – Riforestazione del territorio regionale.
4 – Strategie per la tutela e la “riformazione” degli arenili lungo le coste siciliane
Regolamenti sovra comunali per la gestione degli arenili secondo protocolli unici. Esempio: divieto
di rimozione della poseidonia dagli arenili in quanto fondamentale mezzo di strutturazione dei
sistemi dunali.
Apposizione del vincolo di inedificabilità assoluta sui sistemi dunali presenti su tutto il territorio
regionale, individuazione dei sistemi dunali “intaccati ” e predisposizione di piani di recupero degli
stessi, previa valutazione di impatto ambientale.
Estensione della fascia di inedificabilità assoluta a 3 km dalla linea di costa.
5 – Stop al consumo del territorio.
Implementazione con innovativi sistemi costruttivi effimeri e reversibili, ecocompatibili,
biodegradabili invece dei consolidati sistemi pesanti in muratura portante.
Stop al consumo di territorio, stop ad interventi edilizi di matrice speculativa tramite la revisione
della LR 04/2003 che attualmente permette eccessi edilizi a norma di legge; blocco delle
concessioni edilizie per i comuni in cui non è stato approvato il piano regolatore; piani
intercomunali obbligatori per tutti i comuni che non si sono dotati di strumenti urbanistici adeguati
(PRG, piani intercomunali, piani comprensoriali ecc. ecc.)
6 – Tutela dei beni artistici ed archeologici e loro valorizzazione, analisi di costi benefici nella
realizzazione di strutture culturali tese alla promozione e fruizione del patrimonio culturale
conosciuto e quello ancora da individuare (nuovi scavi archeologici per es:); recupero del
patrimonio artistico ed archeologico trafugato dal territorio regionale ed esposto in musei pubblici
internazionali; incentivazione di un sistema museale diffuso in rete con standard espositivi di
qualità.
7 – Creazione di un grande parco marino nel canale dello Stretto.
Questo permetterebbe:
1) L’utilizzo razionale delle risorse ittiche che avrebbero degli spazi tutelati dove riprodursi
liberamente
2) Un’alternativa alla pesca, poiché si creerebbe un indotto legato all’ecoturismo (vedi esempio
Isole Medas in Spagna).
3) Incentivazione della ricerca scientifica nello studio di uno dei più interessanti (biologicamente e
geologicamente) tratti marini del mediterraneo.
8 – Interventi per impedire la realizzazione del Mobile User Objective System (MUOS).
9 – Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistente (anche con incentivi) ed
isolamento immediato per gli edifici strategici, come ospedali e caserme.
10 – Ripristino dell’edilizia popolare, anche con l’ausilio dei finanziamenti europei.
11 – Forestali:
A) Istituire dei bandi Regionali per terreni e strutture demaniali che abbiano un interesse
commerciale (sughero, uliveti, etc), concedendoli a cooperative o associazioni onlus o società
(come le SRL a capitale ridotto per gli imprenditori fino a 35 anni), dando un punteggio molto
favorevole a quelle i cui soci o il cui personale organico assunto, siano operai iscritti nelle
graduatorie speciali dei forestali, che devono in seguito all’assunzione, cancellarsi dalla graduatoria
stessa.
B) Istituire progetti di ricerca finanziabili tramite i FESR 2014-2020. Un Esempio è dato dalle aree
in cui sono presenti piante officinali (es. Monte Quacella nelle Madonie) che possano contribuire ad
uno sviluppo economico-ambientale del territorio e della ricerca scientifica.
C) Adoperare i fondi FESR 2014-2020 in progetti di prevenzione e pianificazione ambientale, in cui
possano anche essere coinvolti la cittadinanza e le scuole, al fine di garantire una corretta
educazione del rispetto ambientale e della prevenzione antincendio.
D) La costituzione di un “Ente Foreste Regione Siciliana” in House Providing della Regione dotato
di strumenti di trasparenza ed efficienza, che promuova un utilizzo produttivo del demanio
boschivo, che sia reso auto-finanziabile dall’uso delle risorse boschive a sua disposizione e dai
servizi che potrà espletare con privati e/o altri enti; Inoltre potrà gestire (come ente) aree attrezzate
volte a fini turistici con servizi a pagamento.
E) Introduzione di software come ad esempio la Tecnologia Gis per migliorare la pianificazione del
comparto e del territorio tramite Sistemi Informativi Territoriali (SIT) utilizzabili per un maggior
controllo e sviluppo del territorio boschivo e delle aree che necessitano intervento in base alle
risorse umane a disposizione della Regione.
F) Estendere le competenze del comparto antincendio dei forestali, anche in aree che si trovano a
ridosso delle zone boschive che spesso risultano private e di competenza dei VVF e della
Protezione Civile, al fine di coadiuvare e garantire una corretta prevenzione degli incendi e una
tempestività d’intervento.
G) Potenziare la pianificazione della prevenzione antincendio delle aree boschive: implementando
un telecontrollo delle zone a rischio; migliorando i software di comunicazione e controllo dagli
organi periferici (Torrette) agli organi centrali (Centri Operativi Regionali e Provinciali) ;
implementando anche strutture e attrezzature in uso dalle squadre antincendio.
H) Riportare la competenza specifica tra i dirigenti del Dipartimento Azienda Foreste,
programmando dei target preposti di efficacia, efficienza e produttività dei distretti di competenza.
I) Stipulare accordi con i Comuni della Regione Siciliana e gli Enti di natura pubblica favorendo il
passaggio di risorse umane dove necessarie dalla Regione ai Comuni e/o Enti che ne facciano
domanda in base alle competenze richieste, bloccando assunzioni ex novo, e consentendo uno
snellimento del comparto forestale nel tempo.
L) Recepimento della “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” n. 353/2000, emanata dal
Parlamento nazionale, ponendo particolare attenzione sulla mappatura delle zone incendiate e di
quelle a rischio e sulla impossibilità di avere una destinazione diversa da quella preesistente
all’incendio per almeno quindici anni.
M) Invertire i criteri che regolano la presenza degli operatori stagionali, ispirandosi ai principi
dell’Ente Parco dell’Aspromonte, in cui gli operatori non sono stipendiati per portare a verde le
zone che hanno subito incendi, ma meno incendi più incentivi per gli operatori che devono invece
dedicarsi alla prevenzione degli stessi.
12 – Monitoraggio ambientale del GAS RADON e prevenzione tumore ai polmoni: ovvero
effettuare una prima analisi ispettiva generale. Mediante uno studio geologico-strutturalegeochimico preliminare delle zone di indagine, per individuare le aree a maggiore concentrazione di
Radon nei terreni e quindi esposte ad un maggior rischio. In un secondo momento si prevede di
intensificare il monitoraggio in queste ultime aree, richiedendo, laddove sia necessario, interventi di
bonifica da parte di operatori specializzati (ingegneri, architetti e geologi). – COSTO progetto 0,00
€.
GESTIONE RIFIUTI
1 – Attuazione di politiche locali che puntino al raggiungimento della strategia “Rifiuti Zero”:
Separazione dei rifiuti alla fonte
Raccolta “porta a porta”
Tariffazione puntuale
Compostaggio
Riciclo
Riduzione a monte dei rifiuti
Riuso e riparazione
Impianti per il recupero di altri materiali dalla frazione residuale
Centri di ricerca per l’analisi della frazione residuale
Riprogettazione di prodotti costituiti da materiali non riciclabili
Apposizione di aggravi fiscali su imballaggi non riciclabili
Responsabilizzazione della società (mediante concessione di benefit/malus legati al
comportamento).
2 – Smantellamento degli ATO o SRR e costituzione di consorzi tra comuni (partecipazione dei
sindaci a titolo gratuito).
3 – Ricognizione dell’impiantistica esistente in Sicilia e completamento della stessa sul modello del
Centro Riciclo Vedelago e/o simili.
4 – No alla distruzione termica, in qualsiasi forma, dei rifiuti.
5 – Rapido intervento che ponga rimedio al permanere in discarica della frazione umida dei rifiuti
solidi urbani. Il processo di decomposizione degli stessi, con conseguente formazione di percolato,
costituisce un danno immediato a causa del rilascio di pericolose tossine nell’atmosfera e negli strati
superficiali della geosfera fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’inquinamento della falda acquifera.
6 – Ripristino ed integrazione dei cestini gettacarte, realizzazione degli impianti di Compostaggio,
di riciclo degli Inerti e di raccolta dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).
7 – Incentivi per l’autodenuncia e/o dismissione di rifiuti pericolosi (amianto ecc.)
8 – Bonifica delle discariche abusive.
9 – Applicazione dell’art. 6, punti 3 e 5, del D. Lgs. n.95/92; e dell’art. 2 punto 4 del Decreto del
Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato n. 392 del 16/05/96 “Regolamento
recante norme tecniche relative alla eliminazione degli oli usati” ed estensione delle norma anche
alle batterie per veicoli.
10 – Scelta del TMM (trattamento meccanico manuale) dei rifiuti, rispetto al TMB (trattamento
meccanico biologico): nel primo caso si opera un trattamento a freddo dei rifiuti già differenziati a
monte dai cittadini, tramite la divisione secco-umido.
11 – Passaggio dalla TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani) alla TIA (Tariffa Rifiuti):
quest’ultima prevede una quota fissa a carico del contribuente, affiancata da un’altra quota, che
varia in base del volume di rifiuti prodotto.
12 – Green Public Procurement: in accordo con la direttiva 2008/98/CE, promozione da parte delle
PA, di iniziative che diano priorità alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti a monte e
subordinatamente alla corretta gestione degli stessi.
ACQUA
1 – Gestione pubblica del servizio idrico: Non più SPA pubbliche nè SPA private, ma enti di diritto
pubblico. Ripubblicizzazione dell’acqua: il disegno di legge si è arenato all’ARS malgrado il netto
risultato ottenuto durante i Referendum dello scorso 2011. I privati che hanno rilevato la gestione
del servizio idrico e che hanno commesso inadempienze (sia in fase di aggiudicazione della gara
d’appalto, sia nel periodo operativo) devono riconsegnare la gestione delle reti idriche nel più breve
tempo possibile, non attendendo la conclusione del contratto, senza alcuna penalità aggiuntiva per i
comuni.
2 – Controllo della qualità delle acque: riferimento ai processi industriali di trattamento delle acque
nei depuratori sia urbani che inerenti a zone o distretti industriali; individuazione di strumenti di
controllo dal basso per il controllo delle acque, ad opera di privati cittadini riuniti in comitati
spontanei o associazioni portatrici di interesse o enti di qualsiasi tipo o livello, interessati al
controllo della qualità ambientale ( es. asso albergatori).
3 - Assetto idrogeologico: strategie regionali per una sana gestione dei suoli:
traspirabilità, salvaguardia e sana gestione del sistema dei bacini idrografici, con semplici regole di
base, che assicurino standard minimi di deflusso delle acque senza appesantire, con
controproducenti infrastrutture, il territorio.
4 – Impianti di acque reflue : Prevedere e controllare che tutti i comuni ne siano dotati, iniziando da
quelli i cui scarichi terminano a mare o nelle falde acquifere.
5 – Adeguamento e/o rinnovamento della rete di distribuzione idrica mal funzionante. L’aumento
dell’efficienza è necessario per diminuire le perdite e gli sprechi di acqua nelle tubature.
CITTADINI
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
1 – Abolizione delle Province Regionali
Si intende nello specifico l’abolizione della giunta provinciale e del consiglio provinciale, istituendo
dei libero consorzi tra comuni.
2 – Riduzione delle indennità per i parlamentari regionali.
Indennità parlamentare da 5.101,68 euro a 2.500 euro netti al mese.
Abolire diaria 3.500 euro al mese
Abolire rimborso delle spese per l’esercizio del mandato parlamentare 4.180 euro al mese.
Spese di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo) 10.095,84 euro all’anno, da cambiare con
rimborso puntuale su presentazione di stato di servizio e ricevute di viaggio.
Spese di viaggio (macchina) residenti a Palermo 6.646 anno, da cambiare con rimborso come da
minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
Spese di viaggio (macchina) residenti entro 100 Km da Palermo 13.293 anno, da cambiare con
rimborso come da minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
Spese di viaggio (macchina) residenti oltre 100 Km da Palermo 15.979 anno, da cambiare con
rimborso come da minimo Tabella ACI per di media cilindrata.
Abolizione spese telefoniche 4.150 euro annui. Eventuale sostituzione con contratti tipo “aziendali”
Abolizione assegno di solidarietà al termine del mandato parlamentare pari all’80% dell’importo
lordo di una mensilità dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o
frazione non inferiore ai sei mesi).
Abolizione dell’assegno vitalizio dei deputati.
Abolire indennità di funzione.
3 – Pubblicazione online delle proposte di legge in modo tale da raccogliere i pareri dei cittadini ed
informarli.
4 – Legare gli stipendi dei dipendenti regionali agli obiettivi
Determinare gli stipendi dei dipendenti regionali legandoli agli obiettivi prefissati e raggiunti.
5 – L’attività parlamentare di ogni deputato deve essere resa nota tramite pubblicazione su web,
distinguendo l’attività propositiva proposte di legge come primo firmatario o come firmatario
successivo e l’attività ispettiva, con breve descrizione delle richieste e delle risposte ottenute.
6 – Introduzione del principio di responsabilità civile degli amministratori e dei funzionari pubblici
in caso di contenziosi legali dovuti a cattiva gestione della cosa pubblica. Se il comune, la provincia
o la regione, perde un contenzioso legale scaturito da un’inefficienza nella gestione amministrativa,
devono pagare i diretti responsabili, e non tutti i cittadini.
APPLICAZIONE DELLO STATUTO
1 – Attuazione completa degli artt. 14 e 17, in combinato disposto con l’art. 117 della Costituzione:
utilizzo pieno e attivo della potestà legislativa esclusiva e concorrente. Vantaggi: possibilità di
emanare leggi specifiche per la Sicilia e più rispondenti alle sue particolari esigenze.
2 – Applicazione della potestà legislativa consentita dall’art. 18: emanazione di leggi-voto, da
passare poi per la discussione e l’approvazione al Parlamento nazionale, su campi riservati alla
legislazione statale, ma d’interesse regionale, quali ad esempio la revisione di leggi di ratifica dei
trattati internazionali che impongono servitù militari alla Sicilia, come nel caso del MUOS di
Niscemi o l’abrogazione delle leggi statali istitutive della Società Stretto di Messina.
3 - Attuazione integrale dell’art.20, dell’art.31 e dell’art.37, secondo comma, sul passaggio delle
funzioni amministrative ed esecutive dallo Stato alla Regione o, per delega di quest’ultima, ai
Comuni.
4 - Attuazione completa degli art. 32, 33 e 34: devoluzione completa alla Regione – con l’eccezione
di quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale – dei beni ancora di
proprietà statale presenti nel territorio della Regione, ivi compresi i diritti economici sulle acque
territoriali prospicienti la Sicilia. Vantaggi: proprietà e disponibilità piena di tutto il patrimonio
pubblico nella Regione. Come: emanazione di decreti attuativi dello Statuto da sottoporre alla
Commissione paritetica, in cui la determinazione dei beni statali è esplicita e quella regionale
residuale, e in cui tutte le infrastrutture, idrauliche, elettriche, stradali, di telecomunicazioni, etc.
siano regionalizzate.
5 - Attuazione degli art. 36, 37 e 38 in materia di entrate regionali secondo le originarie ispirazioni
in combinato disposto con l’art. 119 della Costituzione: completa autonomia fiscale e tributaria con
istituzione di un regime fiscale proprio, riserva alla legislazione statale di soli tre tributi il cui gettito
comunque andrebbe alla Regione per lo svolgimento delle funzioni proprie, principio di
territorialità delle imposte, rinuncia a qualunque trasferimento dello Stato tranne un Fondo di
Solidarietà Nazionale per recuperare il gap infrastrutturale.
6 - Attuazione dell’art. 21: il Presidente della Regione, col rango di Ministro partecipa al Consiglio
dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione. Vantaggi: controllo
diretto e partecipazione al voto su tutte le decisioni del Governo centrale che riguardano la Sicilia.
Come: attraverso l’attuazione del secondo comma dell’art. 20, dell’art. 31 e del secondo comma
dell’art. 37 di cui sopra e l’inevitabile decreto attuativo che regolerebbe la partecipazione del
Presidente/Ministro al Consiglio dei Ministri.
7 – Conforme attuazione dell’art. 15 dello Statuto e abrogazione della legge regionale n. 9/86 (cioè:
abolizione delle province regionali e possibilità di istituire liberi consorzi tra comuni).
8 - Conforme attuazione dell’art. 13 bis dello Statuto, mediante una nuova legge regionale per
regolare l’istituto dei referendum regionali (consultivo, abrogativo e propositivo) in sostituzione
della legge regionale n. 1/2004 che ignora il referendum propositivo.
SANITA’
1 - Incremento delle attività di prevenzione e di educazione alla salute, in particolare riguardo
alimentazione e movimento (es. lotta all’obesità infantile), maggiori controlli sugli alimenti
(ispettori sanitari) e collaborazione con i pediatri di base per il monitoraggio di infanzia e
adolescenza, tramite fondi vincolati sulla prevenzione.
2 - Investimenti verso consultori familiari
3 - Finanziare la ricerca indipendente, in particolare sulle malattie rare, anche attraverso
presentazione di progetti alla comunità europea o attingendo dai fondi destinati alla tabella H.
4 – Obbligo di ogni azienda sanitaria al collocamento dei pannelli solari per il risparmio energetico.
5 – Implementare le funzionalità della tessera sanitaria elettronica in cui vengono immagazzinate
tutte le informazioni cliniche dei malati, (vaccini, esami, patologie, cure, ecc.) così da evitare
lunghe anamnesi e incomprensioni.
6 – Istituzione della figura “addetto al risparmio energetico” ed istituzione dell’obbligo per gli
ospedali di provvedere immediatamente alla raccolta differenziata nei singoli reparti ed uffici.
7 – Attuazione della legge 15/2000 riguardante l’istituzione dell’anagrafe canina e le norma per la
tutela degli animali da affezione e prevenzione del randagismo.
8 – Incarichi di Direzione e Manageriali designati tramite concorsi per titoli con alti standard
prestazionali (alti volumi di prestazioni con alte percentuali di successo in ampi campi di
intervento) da apposite commissioni nazionali, di nomina presidenziale. I membri della
commissione devono avere esperienza almeno decennale in ambiti affini.
9 - Assicurazione per i dipendenti ospedalieri obbligatoria con contratto regionale o nazionale.
10 – Formazione specifica per il personale del 118 (separato da quello di anestesia rianimazione e
terapia intensiva) e del PS medico e chirurgico tramite le relative scuole di specializzazione
dedicate; Formazione continua sul campo, istituzione di equipe multidisciplinari con riunioni
periodiche e rivisitazione dei casi interessanti.
11 – Incentivi e penalizzazioni del personale e dei dirigenti in base alle statistiche delle equipe e dei
singoli elementi per favorire la cooperazione fra gli stessi, formazione obbligatoria non pagata per
chi eccede la media di errori.
12 – Cartelle cliniche digitali ed esami diagnostici accessibili on line (cloud) con identificativo
univoco per paziente in ogni struttura tramite il proprio codice fiscale.
13 – Prenotazione delle prestazioni con identificativo numerico crescente, aggiornamento in tempo
reale dell’avanzamento consultabile in internet per verificare la reale progressione del servizio.
14 – Dirottamento dei fondi dalle strutture private convenzionate alle strutture pubbliche, istituzione
di strutture diagnostiche pubbliche per esterni, in alternativa le strutture private dovranno garantire
servizi di urgenza/emergenza nelle 24 ore per decongestionare gli ospedali.
15 – Eliminazione delle consulenze.
16 – Obbligo in caso di contenzioso professionale di consulenza collegiale. Il collegio deve
prevedere uno specialista della materia in oggetto ed un medico legale e preferenza delle
conciliazioni. In caso di denunce dolose, infondate o di franche truffe, costituzione in giudizio
penale e civile dell’ospedale, a tutela del medico
17 – Maggiore presenza della polizia in ambito ospedaliero specie nelle zone calde. Supporto legale
ospedaliero in caso di aggressioni
18 – Pubblicazione del bilancio ospedaliero consultabile online.
19 – Assunzioni rese pubbliche anche se effettuate da parte di organizzazioni a prevalente gestione
ospedaliera.
20 – Mobilità in ambito regionale di tutte le figure professionali (Medici, Infermieri, Tecnici, ecc.)
per incarichi o sostituzioni superiori a 6 mesi, istituendo una banca dati in tempo reale delle
disponibilità per gli spostamenti intraregionali stabilendo un tempo di circa 1 mese di attesa per
permettere le richieste di spostamento. In questo modo si favorisce l’avvicinamento alla famiglia di
migliaia di pendolari che passano ore ed ore del proprio tempo a viaggiare (inquinando ed
aumentando i consumi di petrolio ed incidendo in maniera significativa sul proprio reddito) o che
pagano affitti esosi.
21 – Riorganizzazione della funzione del medico di base, con stipendio indipendente dal numero di
mutuati e orario lavorativo di 38 ore settimanali da prestare in strutture condivise, fornite di
elementi di diagnostica ed intervento di prima linea.
22 – Collegamento fra medico e strutture sanitarie diretto per via informatica bidirezionale.
23 – Utilizzo della Prescrizione elettronica con dematerializzazione della ricetta cartacea secondo il
decreto 02/11/2011 del ministero delle finanze.
24 – Assistenza domiciliare come servizio coordinato da una centrale operativa fra Medici di base,
che conoscono bene il paziente, Continuità Assistenziale ( ex guardia medica ) e 118 per i casi di
urgenza-emergenza
25 – Realizzazione del “libretto del paziente” per età e sesso, che registri le patologie, le cure ed
eventuali allergie: la tessera sanitaria diverrebbe così una sorta di carta di circolazione.
26 – Disinfestazione e derattizzazione obbligatoria (in alcuni comuni non avviene). Porre
particolare attenzione in quei luoghi ove sono presenti discariche abusive e/o di cassonetti non puliti
e randagismo selvaggio in quanto si creano degli ambienti favorevoli allo sviluppo di agenti
patogeni, parassiti e animali, dannosi per la salute del cittadino.
SOCIETA’
1 – Iniziativa di legge popolare a voto popolare
La legge di iniziativa popolare con 10.000 firme deve essere discussa in tempi certi, entro 90 giorni
dalla presentazione delle firme al parlamento, se non avviene passa al voto popolare tramite
referendum.
2 – Introduzione del Referendum Propositivo
Introduzione di uno strumento per proporre leggi con una raccolta firme (20.000). Differisce dal
primo in quanto non passa dal parlamento ma va direttamente al voto popolare, questo giustifica il
doppio delle firme richieste.
3 – Interrogazione della popolazione sulle spese della Regione
Quando la Regione si appresta a varare la realizzazione di opere costose oltre la soglia dei 100
milioni di euro (cifra ipotetica quindi variabile), deve chiedere ai cittadini se sono d’accordo.
4 – Introduzione della Revoca del mandato elettorale
Nel momento in cui un deputato regionale offenda il ruolo istituzionale da lui ricoperto in termini
etici, morali o per qualunque altro motivo, può essere destituito tramite referendum di revoca.
Il comitato promotore dell’azione raccoglierà nella provincia dove è scattato il seggio al deputato
regionale oggetto della revoca il 20% delle firme degli aventi diritto al voto di quella stessa
provincia, per procedere al voto sulla effettiva revoca o conferma del mandato elettorale.
5 – Introduzione del Bilancio Partecipato
Introduzione di uno strumento che permetta di sorteggiare 5000 cittadini/anno i quali potranno
contribuire, col sistema del “town meeting”, a stilare il bilancio di previsione della Regione, cioè
quello in cui si individuano i vari capitoli di spesa.
6 – Società e diritti per la comunità LGBT e competenze regione siciliana in ambito legiferativo
6.a – Introduzione di un disegno di legge regionale contro l’omofobia, prendendo anche spunto
dalla l.r. 52/2009 della Regione Liguria sulle “Norme contro la discriminazione determinate
dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” e che si ispira ai principi dell’art. 3 della
Costituzione Italiana.
6.b – Implementazione ed estensione di norme in materia di welfare e politiche sociali che non
discriminino il cittadino per orientamento sessuale o identità di genere.
6.c – Disegno di Legge per l’istituzione di un Registro Regionale delle Unione Civili che rispecchi i
principi sanciti nell'art. 3 e all’art. 29 della Costituzione Italiana.
7- Società e diritti per la comunità LGBT in materia di attività propositive della Regione Siciliana
contro le discriminazioni per orientamento sessuale e la sensibilizzazione delle tematiche LGBT
all’interno del territorio regionale
7.a – Attività concrete atte a promuovere un cambiamento culturale attraverso azioni di
sensibilizzazione e formazione rivolte a dipendenti pubblici, personale scolastico, cittadinanza,
alunne/in particolare modo il primo ciclo.
7.b – Attività finalizzate al monitoraggio di situazioni di discriminazione e violenza e alla creazione
di servizi per la consulenza e il sostegno alle persone LGBT discriminate.
7.c – Attività finalizzate alla modifica di regolamenti o all’approvazione di nuovi dispositivi
amministrativi per garantire pari opportunità alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso.
7.d – Attività culturali e di legittimazione istituzionale, attraverso ad esempio i patrocini ad eventi
promossi dalle associazioni LGBT.
7.e – Attività atte a un tavolo di confronto tra Pubblica Amministrazione e associazioni LGBT
presenti sul territorio.
8 – Società multietnica: Promuovere una politica d’integrazione tra le culture presenti nel territorio
siciliano nel rispetto delle differenze, prendendo anche come riferimento società di tipo multietnico
come quella londinese.
9 – Lotta alla frammentazione sociale: Incentivare forme di aggregazione sociale che risolvano il
problema della frammentazione socio-culturale, mirando alla risoluzione di problematiche in cui i
singoli cittadini non devono essere lasciati soli.
10 – La disabilità: La Regione Siciliana è fornita di una legislazione completa di competenza, ma
non correttamente attuata, pertanto si propone di:
10.a – Recepire e individuare gli indirizzi attuativi di quanto è già stato emanato in questo ambito.
10.b – Riprogrammare le risorse economiche destinate ai disabili, affinché vi sia un’esatta
ripartizione finanziaria nell’intero territorio siciliano.
10.b – Istituire un tavolo di lavoro che possa migliorare e implementare quanto stabilito sia dal
P.S.R. che dal Piano triennale, in favore delle persone disabili della Regione Siciliana in tema di
“disabilità e riabilitazione”.A questi lavori dovranno prendere parte i rappresentanti dei cittadini
disabili e i rappresentanti del mondo delle professionalità sanitarie e mediche coinvolte nel processo
riabilitativo e di stretta competenza.
11 – Gli anziani:
11.a – Trasformare le “case di riposo” in veri e propri “condomini” per gli anziani, con personale
addetto ala reception, alla pulizia e alla manutenzione ordinaria. Promuovere nelle “case di riposo”
la dotazione di aree comuni destinate al gioco, alle proiezioni, alle letture e alle conferenze con
psicologi, geriatri e nutrizionisti
11.b – Promuovere un’idea di “slow life”, che significa far prevalere ritmi di vita non incalzanti,
con un’agenda di impegni e di relazioni orientata ai rapporti umani e all’autenticità.
11.c – Implementare i servizi socio-sanitari e territoriali nei luoghi di residenza.
11.d – Promuovere nella popolazione anziana opportunità per le relazioni sociali e maggiore
coinvolgimento nella vita della comunità favorendo, per esempio, la loro partecipazione in attività
di volontariato ed iniziative culturali.
11.e – La Regione deve garantire particolare attenzione nei casi in cui il cittadino anziano presenti
fragilità di tipo economico.
11.f – Istituire nei consultori presenti nel territorio siciliano, servizi appositi, che diano alle famiglie
il giusto supporto psicologico per affrontare le innumerevoli difficoltà che gravitano intorno alla
gestione di un anziano in casa.
12 – I nidi familiari:
12.a – Restituire ai cittadini gli asili nido presenti nei territori.
12.b – In assenza di fondi necessari alla ristrutturazione delle strutture pubbliche non accessibili per
mancanza di risorse economiche, istituire Asili Nido Familiari: consentono alle famiglie di “affidare
i propri figli in modo stabile e continuativo, a operatori educativi (Tagesmutter) appositamente
formati professionalmente, in collegamento con organismi della cooperazione sociale o di utilità
non lucrativi, forniscono educazione e cura a uno o più bambini di altri presso il proprio domicilio o
altro ambiente adeguato ad offrire cure familiari.” (Tratto da L.P. 4/2002, art. 4 della Provincia di
Trento).
Le caratteristiche del servizio sono:
- l’affidamento del bambino ad un preciso operatore;
- il supporto (organizzativo, pedagogico e psicologico) fornito all’operatore dalla cooperativa cui
appartiene;
- il contesto domestico e familiare;
– è un servizio rivolto a bambine e bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e, nei
periodi e tempi extrascolastici, anche a bambine/i di età compresa tra i 3 e i 12 anni.
CULTURA
BENICULTURALI
1 – Valorizzazione dei luoghi e delle zone archeologiche, di cui il nostro territorio è ricco,
attualmente chiusi o inaccessibili al pubblico, stipulando un concordato tra regione/comuni
(quest’ultimi cedendo in gestione gratuita un’area o una zona di interesse storico, archeologico,
culturale, ambientale, etc…) ed associazioni/singoli cittadini accreditati (che riceverebbero in
gestione gratuita l’area o la zona).
Il gestore dell’area otterrebbe una percentuale per ogni biglietto di ingresso venduto o potrebbe
autofinanziarsi tramite l’organizzazione di sagre ed eventi. La rimanente percentuale verrebbe
trattenuta dalla Regione e/o Comune, con l’impegno da parte degli stessi di pubblicizzare il più
possibile le zone cedute, così da farle conoscere al pubblico ed ai turisti (cercando di garantire un
afflusso minimo continuo) attraverso istituzione di sito internet in lingua inglese in rete, accordi con
tour operator, etc… La riforma è a costo zero e può avere sbocchi positivi sul lavoro.
2 – Maggiore fruizione del patrimonio culturale. A tal fine si propone:
- pedonalizzazione totale e recupero architettonico, urbanistico e artistico dei centri storici più
antichi, garantendo al cittadino la possibilità di fruire pienamente dei beni culturali, materiali e
immateriali tramite riapertura di ville, palazzi, case, musei, gallerie, parchi, giardini di inestimabile
valore artistico/culturale. Qualora fosse necessario per la riapertura al pubblico, la Regione dovrà
garantire un intervento di messa in sicurezza e restauro del bene in questione, anche con bandi di
assegnazione dell’appalto, a patto ovviamente che tutto si svolga nella massima trasparenza e
legalità, quindi, per fare un esempio, attraverso la pubblicazione online di tutta la documentazione
relativa;
- incrementare il numero di guide turistiche preventivamente selezionate attraverso bandi di
concorsi pubblici, (opportunamente segnalati e pubblicizzati) e qualora non siano già presenti fra il
personale della Regione, nei quali venga richiesta una solida competenza sia in storia dell’arte che
in lingue, all’interno di musei, gallerie d’arte, giardini e chiese, che si occupino del rapporto diretto
con i turisti. Ridurre, se non abolire completamente, i finanziamenti a scuole di musica private,
accademie teatrali, di arti figurative e musicali private e finanziare, piuttosto, accademie e scuole
pubbliche già esistenti e crearne nuove laddove il territorio sia scoperto. L’intento è quello di creare
una rete viva di accademie e scuole in tutto il territorio regionale che cooperino all’interno dei molti
luoghi attualmente inutilizzati e che favoriscano lo scambio artistico tra le città;
- maggiore trasparenza e chiarezza nell’assegnazione dei beni confiscati alla mafia e nella
pubblicazione di bandi;
- riapertura degli spazi, chiusi da tempo, e destinarli all’arte e alla cultura, considerato che uno dei
problemi principali degli artisti e dei gruppi è il reperimento di spazi dove lavorare. In questi spazi
si potrebbero promuovere laboratori di arte sociale.
- organizzazione di serate nei siti archeologici con cene storiche in costume (per guide turistiche e
per turisti) con degustazione – a basso costo -di prodotti tipici dell’epoca di riferimento (es: piatti
greci antichi o punici);
ISTRUZIONE
1 – Deroghe allo spending review (per l’orografia, la distanza, i trasporti):
Ulteriore razionalizzazione (sia accorpamento che scorporamento) tenendo conto delle esigenze del
territorio, della rete scolastica siciliana (es: ripristinare l’autonomia delle scuole nelle Eolie o in
Comuni montani), in deroga alla L. 111/2011, coscienti (e consapevoli) che investire sulla cultura
“non costa ma paga”.
Individuazione degli indirizzi scolastici necessari in ogni singola realtà locale, eliminando nel
contempo i doppioni.
2 – Senso d’appartenenza e cultura/turismo siciliani:
Istituzionalizzare nel curriculum/corso di studi delle scuole, alcune visite guidate in siti culturali
siciliani nell’arco della vita scolastica dello studente, sino ai 18/19 anni (parchi letterari, siti
archeologici, musei, architetture ecc.), scelti secondo parametri storico/pedagogici coerenti con lo
sviluppo psicofisico dello studente (ad es. una o due visite per ogni anno scolastico), per cementare
il rapporto di appartenenza dello studente al territorio, anche in virtù della cornice culturale generale
della Legge Regionale Siciliana n° 9 del 31/05/2011.
3– Scuola
Scuola dell’obbligo
Gratuità dell’istruzione obbligatoria e adozione di software liberi.
-Introduzione, nell’offerta formativa, di materie come l’educazione civica; studio ed analisi della
storia contemporanea già a partire dalle scuole medie; studio degli intrecci mafia-politica dagli
esordi ad oggi, passi salienti della lotta alla mafia, studio degli “eroi della lotta alla mafia”; elementi
base della legislazione a partire dalle scuole elementari: dal codice civile al codice stradale; buone
pratiche (ambiente, consumi, rifiuti e comportamenti virtuosi, studio delle diverse culture,
partecipazione alla vita democratica, studio della Costituzione Italiana e dello Statuto Regionale e
confronto con le altre costituzioni);
- educazione alimentare (dando gli strumenti per analizzare la qualità dei cibi, analizzare le
etichette dei cibi confezionati, autoprodurre i cibi rispettando regole che puntino tutte alla qualità
degli alimenti);
- Istituzione dell’orto scolastico e introduzione nelle mense di prodotti a km0 e stoviglie
biodegradabili ed ecocompatibili (cultura fluorovivaista ed agraria)
Scuola superiore
Grazie all’introduzione della tecnologia si può estendere la gratuità della scuola dell’obbligo anche
a quella superiore. La tecnologia, comunque, non è solo utile per ridurre i costi per gli alunni, ma
necessaria al processo formativo e di addestramento, propedeutico all’inserimento nel mondo del
lavoro.
- Rafforzamento dello studio delle lingue straniere, introdurre materie che insegnino i metodi di
problem solving.
Università
Obbligo delle Università di dotarsi di archivi digitali di tesi, tesi di dottorato, laboratori,
pubblicazioni e progetti vari.
I Comuni, le Provincie e la Regione, prima di bandire gare o richiedere consulenze, dovranno
verificare l’esistenza di risorse umane idonee all’interno dell’università, così da abbattere costi di
consulenza e professionali.
Introduzione nelle università delle Competition che permettono di fare sperimentazione reali. Le
competition ovviamente possono dare crediti formativi.
Le Università si prenderanno carico di BREVETTARE le idee migliori.
Investire nella ricerca.
4 – Formazione professionale:
a) Assicurare, ad ogni percorso di intervento formativo, uno sbocco certo per ogni partecipante
risultato idoneo (per sbocco certo si deve intendere ad esempio immissione lavorativa, tirocini
,abilitazione all’ immissione a corsi di livello superiore ecc). Il finanziamento di questi interventi
dovrà essere realizzato prevalentemente con fondi comunitari e qualora venisse impegnato
personale con contratti a tempo indeterminato, iscritto all’albo dei formatori, la Regione Siciliana
dovrà predisporre gli strumenti finanziari idonei per assicurare l’esigibilità degli istituti contrattuali
previsti.
b) Potenziare il servizio di consulenza orientativa, attraverso gli sportelli multifunzionali, al fine di
rendere efficienti le metodiche del punto 1 e limitare al massimo fenomeni di dispersione formativa,
predisporre servizi innovativi di orientamento di base che bene si integrino con eventuali e
auspicabili innovativi sistemi di ammortizzazione sociale (esempio reddito di cittadinanza e/o
reddito minimo ecc).
c) Ripristino dei capitoli di bilancio della L.R. 24/76 per assicurare un servizio di formazione
professionale di base nella Regione Siciliana dove verrà impegnato il personale degli enti di
formazione regolarmente iscritto nell’albo ex art 14 lg 24/76 con individuazione di percorsi
propedeutici alla inclusione dei soggetti che con più difficoltà potrebbero accedere alle azioni del
punto 1. Progressivamente nel corso degli anni lo stanziamento regionale dovrà ridursi
proporzionalmente alla riduzione dei corsi di base che vedono impegnati il personale iscritto
all’albo che verranno integrati con interventi finanziabili con risorse comunitarie.
d) Aggiornamento dell’albo dei formatori ex art 14 lg 24/76.
e) Dotazione congrua per ogni anno del fondo di garanzia per i lavoratori iscritti all’albo, secondo la
legge regionale 16 aprile 2003 n. 4 art. 132.
f) Assicurare la continuità lavorativa dei dipendenti del settore iscritti all’albo dei formatori ex art
14 lr 24/76, con contratto a tempo determinato, fissando un numero congruo di iscritti massimo, non
permettendo nuove iscrizioni fino al raggiungimento dell’obiettivo a regime da individuare rispetto
ai fabbisogni formativi di base della regione siciliana.
5 – Strategie logistiche per itinerari culturali e scolastico/universitari in zone deprivate:
Potenziare e pubblicizzare gli Uff. Universitari Comunali (ed, in subordine, i bar delle Stazioni
FF.SS. adibiti al rilascio biglietti/abbonamenti ferroviari) con lo scopo di ridurre le problematiche
connesse alla mobilità, con mezzi pubblici a basso impatto ambientale (treni).
6 – Libertà di scelta scolastica degli studenti/famiglie:
Rendere effettivamente libera la scelta degli studenti della scuola, anche fuori dal Comune di
residenza, mediante rimborso o gratuità delle spese di trasporto per gli studenti che frequentano
anche scuole d’indirizzo simile a quelle esistenti nel Comune di residenza.
7 – Istruzione permanente (Life Long Learning Project)
Secondo le direttive dell’Unione Europea in materia di “Educazione permanente” (riprendendo il
modello francese del Centre Culturel), istituire in ogni Comune una scuola di istruzione permanente
per la formazione professionale.
8 – Aumentare le ore dedicate alle Scienze Motorie, uniformandole alle richieste europee.
LEGALITA'
NO MAFIA
1 – Introduzione della “storia delle mafie e antimafia in Italia” come materia scolastica nella scuola
dell’obbligo e secondo competenze regionali. Organizzazione di convegni e tavole rotonde,
all’interno delle scuole, con familiari delle vittime di mafia e addetti ai lavori. Possibilità , da parte
degli studenti aderenti alle predette iniziative, di conseguire crediti utili al superamento dell’anno
scolastico.
2- Obbligo di trasparenza per tutti gli atti pubblici che comportino spesa di danaro alla collettività.
Valutazione ex-post della qualità dell’esecuzione dei lavori a regola d’arte ed in onore di quanto
pattuito e dei materiali previsti nei capitolati. La commissione valutatrice estratta a sorte fra esperti
professionisti dell’intera Unione e resa nota il giorno stesso della data del sopralluogo. Se la
commissione estratta a sorte darà il benestare si liquideranno gli ultimi importi, altrimenti obbligo
di ripristino come da appalto e secondo i materiali previsti ed il progetto approvato. In seguito ad
ulteriore valutazione si liquideranno le somme dovute.
Certificazione antimafia prefettizia (con esclusione di qualsiasi forma di autocertificazione) per tutti
gli appalti pubblici e per tutte le erogazioni di contributi.
Limiti al sub appalto negli appalti pubblici, con previsione di certificazione antimafia prefettizia
anche per i sub appaltatori.
Istituzione dell’Albo regionale delle imprese appaltatrici in regola con la certificazione antimafia
(cd white list).
Valutazioni qualitative sulla realizzazione degli appalti, con attribuzione di punteggi utili ai fini
delle aggiudicazioni di altri appalti.
3 – Rafforzamento delle forze dell’ordine per il controllo del territorio
Controlli più stringenti nei quartieri a rischio delle città siciliane e cooperazione con le associazioni
di settore per il recupero dei cittadini in difficoltà di questi quartieri. Postazioni fisse delle forze
dell’ordine nei quartieri degradati e destinazione al recupero presso le associazioni specializzate o
lavori socialmente utili per i minorenni e gli indigenti.
4 – Adottare, quale criterio di valutazione preferenziale di tutti i dirigenti della PP.AA.,
l’applicazione delle direttive contro il fenomeno mafioso.
Obbligo di richiedere la certificazione antimafia prefettizia prima di procedere al conferimento
ovvero al rinnovo degli incarichi dirigenziali, per tutto il personale, anche interno, degli enti
regionali centrali e locali.
5 – Consulenze esterne
Limitazione drastica dell’accesso alle consulenze esterne, per le regione e per tutti gli enti regionali
e/o a partecipazione regionale, con divieto assoluto di conferimento delle stesse a candidati delle
ultime elezioni, ovvero a personale che ha collaborato ad attività politiche nonché a personale in
pensione.
6 – Antiracket e vittime di mafia
Revisione della legislazione in materia di antiracket e di interventi in favore delle vittime della
mafia, con l’assegnazione di fondi a titolo di prestito per le vittime che si costituiscano parte civile.
7 – Chiediamo i danni a cosa nostra
Applicazione effettiva ed estensione dell’articolo dell’ultima legge finanziaria regionale che
prevede la costituzione di parte civile della Regione Siciliana in tutti i processi per reati di mafia e
assimilati, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, patiti dalla collettività. Tali somme saranno
impiegate per attività di difesa e promozione della cultura della legalità.
8 – Fuori la mafia dal parlamento
Approvazione di un codice etico che obblighi tutti i parlamentari alle immediate dimissioni in caso
di esercizio dell’azione penale per delitti contro la PP.AA., contro l’amministrazione della giustizia
e per delitti di mafia o assimilati.
9 – Attivita’ d’inchiesta
Rilancio concreto dell’attività della Commissione antimafia regionale, che dovrà svolgere reale
attività di inchiesta politica sulla criminalità organizzata e sui fenomeni di collusioni politiche,
economiche e istituzionali, con missioni almeno semestrali in ognuna dei nove territori provinciali e
con relazioni almeno annuali sull’andamento del fenomeno mafioso in ogni provincia e nella
complessiva realtà regionale, con pubblica denuncia di tutti i casi di collusione istituzionale
politicamente (anche se non penalmente) accertati.
SVILUPPO
ECONOMIA
1- Riduzione dei costi della macchina amministrativa: le risorse sprecate dall’inefficiente macchina
regionale devono essere usate per rilanciare l’economia siciliana .
2- Adeguamento dell’organico: l’organico deve essere rapportato alle reali necessità. È
indispensabile instaurare un sistema premiante a tutti i livelli basato sul merito, secondo il quale
dirigenti e funzionari di maggiore livello che si dimostrano incapaci di realizzare i programmi politici siano rimossi per essere sostituiti da soggetti capaci.
3- Finalità del lavoro pubblico: il lavoro pubblico deve essere finalizzato alla risoluzione dei
problemi collettivi ed essere retto dai principi di efficacia ed efficienza.
4- Partecipazione: tutte le decisioni devono essere prese seguendo criteri di partecipazione diretta
della cittadinanza interessata, a partire dalla pianificazione strategica pluriennale relativa ai piani di
lungo termine per un periodo che va oltre la durata del governo regionale, fino alla programmazione
strategica che invece riguarda le modalità di attuazione di tali piani da parte del governo regionale.
5- Riforma delle società controllate e partecipate dalla Regione: è fondamentale il principio di
responsabilità, a livello politico e manageriale, dei risultati delle aziende pubbliche che eroga-no
servizi pubblici, in termini di efficacia, efficienza, qualità dei servizi determinati tramite indi-ci
riconosciuti a livello internazionale, processi di feedback attivo, chiarezza e correttezza dei bilanci.
Non si devono più effettuare assunzioni politiche bensì solo per necessità di organico in relazione ai
servizi dei quali i cittadini hanno bisogno.
6- Semplificazione burocratica: nel rispetto del bene collettivo, la pubblica amministrazione deve
facilitare, non ostacolare o penalizzare, l’attività privata.
7- Utilizzo efficiente dei fondi nazionali e comunitari: costituire una task-force attraverso il
reclutamento dei funzionari maggiormente preparati e formati nel campo dei finanziamenti
comunitari, che renda conto direttamente all’Assemblea Regionale e non alla Giunta. La task-force,
integrata da incaricati delle rappresentanze tecniche di categoria nonché dalle associazioni
rappresentative degli interessi diffusi (con funzioni propositive e senza potere di veto), pubblicherà
periodicamente il risultato della propria attività in rete in un’area del sito istituzionale della
Regione. Dettagliando sui rapporti con i singoli assessorati e indicando i nomi dei funzionari
responsabili. La task-force sarà l’interlocutrice unica degli imprenditori interessati ai progetti da
sottoporre a finanziamento comunitario
8- Sviluppo economico locale: tramite la realizzazione dei punti precedenti e tramite la concessione
di prestiti di microcredito a tasso agevolato per lo sviluppo dell’imprenditoria privata.
9- Incentivare l’economia reale per aumentare l’occupazione nel settore dell’artigianato: settore da
rilanciare per mantenere e creare posti di lavoro con produzione rivolta sia per il mercato interno
siciliano che per quello nazionale ed estero grazie allo sviluppo dell’e-commerce secondo i sistemi
e le metodologie più moderne e la creazione di una rete di artigiani grazie ad un apposito ente di
sviluppo dell’artigianato.
10- Supporto alle piccole e medie imprese: incentivi per le imprese locali che assumono nuovi
dipendenti a tempo indeterminato e per attirare PMI estere (che devono investire una buona parte
degli utili nel territorio) anche grazie alle ZFU (zone franche urbane) esistenti in Sicilia. Ridurre il
carico fiscale rideterminandolo anche in funzione dei livelli di occupazione. Facilitare l’accesso al
credito.
11- Riconvertire la domanda e l’offerta in modo da creare lavoro: la domanda interna deve essere
soprattutto soddisfatta dalla produzione interna. Quella non soddisfatta dalla produzione interna
deve essere coperta con beni italiani e, se esteri, con beni appartenenti per quanto possibile ai
prodotti del mercato equo e solidale, con qualità controllata da enti non-profit, non-governativi
internazionali a partecipazione italiana.
12- Attrarre gli investimenti esteri che portano ricchezza reale: le aziende estere che investono in
modo reale e duraturo una quota significativa degli utili sul territorio devono godere di meccanismi
di incentivo quali riduzioni del carico fiscale.
13- Realizzare alternative alla grande distribuzione organizzata: creare una filiera siciliana della
qualità (anche attraverso l’impiego di un marchio di qualità siciliano che sia riconosciuto in tutto il
mondo) che consideri la produzione e la distribuzione basati sul biologico controllato e
sull’acquisto razionale.
14- Sviluppare gli strumenti della cooperazione locale in tutte le fasi: produzione, acquisto, gestione
dei rifiuti. L’associazionismo, il cooperativismo, il confederalismo e il federalismo, non sono
strumenti per creare profitto privato bensì per creare sviluppo locale. Esempi positivi da sviluppare
sono i mercati del contadino (o mercati del produttore), i GAS (gruppi di acquisto solidale), i GAC
(gruppi di acquisto collettivo) e in generale qualunque forma di acquisto di gruppo che permetta di
ridurre la distanza fra produttore e consumatore; allo stesso modo è necessario sviluppare cultura e
strumenti cooperativi fra i produttori.
15- Usare indicatori alternativi al PIL: esempi sono l’HPI (happy planet index), il PIL Verde e il
FIL, (felicità interna lorda). Il PIL, giusto per fare un esempio, prevede un aumento di ricchezza anche con la produzione e vendita di armi, la produzione e vendita di medicine, rimanere bloccati nel
traffico (si consuma più benzina) altri indicatori no. Questo passaggio è tra l’altro in linea con
quanto sta facendo l’ISTAT col progetto BES (benessere equo sostenibile).
16- Favorire il rientro dei cervelli: i cervelli esportati rappresentano una delle voci più apprezzate
del made in Sicily: come invertire il trend? La Regione Siciliana potrebbe vendere la partecipazione
che detiene in Unicredit e destinare queste risorse ad attività di ricerca pura ed applicata con sede in
Sicilia. Il capitale verrebbe affidato ad un trust che avrebbe il compito di individuare un comitato
scientifico di livello internazionale che indichi alcuni settori in cui indirizzare attività di ricerca,
approntare le strutture e mettere a contratto a tempo determinato ricercatori siciliani/italiani
selezionati solo in base a criteri meritocratici, i quali avrebbero un medio periodo per pubblicare
articoli scientifici di livello oppure per proporre brevetti.
ENERGIA
1 - Riordino dell’attuale normativa regionale di recepimento della Direttiva Comunitaria
2002/91/CE sull’efficienza energetica in edilizia. Tale riordino proporrà una nuova normativa che
preveda il ripristino degli obblighi di fornitura di attestato di certificazione energetica in caso di
compravendita e locazione degli immobili (l’Italia ha subito sanzioni per aver levato l’obbligo), la
creazione di sanzioni per le parti che non dovessero ottemperare (costruttori, progettisti, direttori
lavori, proprietari, tecnici comunali), l’istituzione dell’albo dei certificatori energetici degli edifici
in sostituzione dell’attuale albo di preaccreditamento, indicando da qua-li ordini e collegi
professionali vi si potrà accedere quale esperienza dovrà essere dimostrata, l’istituzione di un
gruppo di ispettori regionali con competenze adeguate che in seno all’ufficio speciale dell’Energy
Manager avvii una verifica delle certificazioni depositate in regione, applicando sanzioni pari alla
parcella presunta, per le certificazioni energetiche che presentassero errori tali da essere fuorvianti
(Epi calcolato errato per oltre il 30% in positivo o negativo), la revisione dell’attuale meccanismo di
deposito degli attestati di certificazione energetica predisponendo un portale regionale al quale
accedere per depositare i calcoli svolti e i documenti a supporto del calcolo, analogamente a quanto
già fatto dalla Regione Lombardia. Solo a seguito del deposito il portale genererà l’attestato di
certificazione energetica che potrà essere consegnato al cliente, in tal modo si avrà certezza che il
deposito avverrà. Introduzione per il raffrescamento estivo di una scala energetica con
classificazione da A a G in analogia a quanto fatto per il riscaldamento invernale dalla normativa
nazionale.
Individuazione della formazione tecnica e delle competenze degli Energy Manager per poter essere
nominati in enti pubblici e privati, considerando in ogni caso quali requisiti minimi quelli previsti
per l’iscrizione all’albo dei certificatori energetici, al quale in ogni caso gli Energy Manager
dovranno essere iscritti, obbligo per tutti gli Energy Manager di enti pubblici, ivi incluso l’energy
manager della Regione Sicilia, di redarre entro 6 mesi dalla nomina, pena decadimento, una
relazione riepilogativa del totale dei consumi di energia elettrica e gas dell’ente, con una
ripartizione di consumi e di costi legati a consumi per ciascun contratto di fornitura di energia. Tale
relazione dovrà essere resa pubblica attraverso l’integrale pubblicazione sul sito dell’ente, inclusi
allegati. Gli Energy Manager di enti pubblici che nei 12 mesi successivi alla pubblicazione della
relazione non otterranno risultati di contrazione dei consumi di energia per l’ente per cui lavorano
decadranno automaticamente senza necessità di specifico provvedi-mento dell’ente a meno che non
siano in grado di dimostrare un legame dell’insuccesso con fattori esterni da essi indipendenti
(ampliamento attività ente, fattori climatici, ecc.)
Revisione della normativa edilizia regionale con un riesame dei criteri di concessione di bonus di
cubature per nuove costruzioni conseguenti particolari efficienze energetiche, la introduzione di
obbligo di rinnovabili per nuove costruzioni eliminando, se giuridicamente possibile, la necessità di
recepimento dell’obbligo da parte dei comuni con proprio regolamento per la cogenza, indicando
chiaramente quali siano i motivi di esclusione dall’obbligo e i valori minimi di produzione di
energia (elettrica o termica), introduzione dell’obbligo di schermatura di tutte le superfici vetrate
esposte a sud, est ed ovest, introduzione di percentuale massima di superficie vetrata rispetto al
totale della superficie con uguale esposizione per le porzioni di involucro edilizio esposte a sud.
Forte limitazione della possibilità di realizzare lucernai sovra-stanti zone climatizzate.
2 – Introduzione dell’obbligo, per tutti i distributori di energia elettrica e gas, di inserire nelle
bollette, oltre al consumo medio annuo dell’utente, come già accade, la media di consumi degli
utenti della stessa città per immobili con stessa destinazione d’uso. In tal modo si con-sentirà agli
utenti di avere una percezione dei propri consumi medi annui non in assoluto, ma rispetto alla
media cittadina, evidenziando, a chi risulterà particolarmente energivoro, la situazione critica. Tale
obbligo potrà avere grandi risultati in particolare sul settore del consumo elettrico, nel quale in
consumi degli utenti sono legati alle dimensioni dell’alloggio in modo modesto.
3 – Realizzazione di studi di fattibilità di impianti di teleriscaldamento da realizzarsi a servizio di
città (quale può essere Termini Imerese) che si trovano in prossimità di centrali termoelettriche che
hanno esubero di calore quale scarto di produzione di energia elettrica.
4 – Predisposizione di un tavolo tecnico con l’Autorità Energia Elettrica e Gas che motivi le
modalità di formazione del prezzo del gas metano in Italia al fine di chiarire i divari tra zone
temperate quale mediamente è la Sicilia e le zone meno temperate del Paese. Tale tavolo tecnico
trova giustificazione nel fatto che nelle grandi città siciliane il gas metano ha un sovracosto
dell’ordine del 20% rispetto alle zone del nord Italia nonostante l’approvvigionamento in Sicilia
avvenga direttamente dall’Algeria, si desidera valutare se tali differenze di prezzo abbiano ragione
di esistere alla luce delle attuali norme sul federalismo che riducono di fatto il mutuo soccorso
economico tra le regioni.
5 – Introduzione di un regolamento regionale che preveda per ogni provincia la costituzione di
alcuni gruppi di tecnici, da scegliere tra le numerose risorse umane già a disposizione della regione,
che eseguano verifiche sulle caldaie esistenti negli immobili privati, segnalando le inadempienze
per mancata manutenzione periodica obbligatoria ad un organo regionale preposto ad erogare
sanzioni. In tal modo si ridurranno le emissioni dovute al malfunzionamento di impianti di
riscaldamento, che si ricordano essere la principale fonte di inquinamento delle città. Il mancato
adempimento a tale regolamento produrrà sanzioni in capo ai dipendenti pubblici che verranno
individuati in tale proposta come responsabili, che dovessero risultare inadempienti.
6 – Recepimento del D.lgs. 387/2003 (cosí come modificato dal D.lgs. 28/2011) nonché aggiornamento del PEARS alla luce degli obiettivi burden sharing.
Nuovo piano regionale per l’efficienza e il risparmio energetico.
7 – Creazione di un Piano Energetico Regionale che preveda il mix energetico ottimale per la
Regione e preveda un tetto massimo di produzione per tipologie energetiche (es. x% Petrolio, x%
fotolvoltaico , etc). Localizzazione provinciale degli stessi indici tenendo conto degli impianti
esistenti e del fabbisogno energetico locale per ridurre l’utilizzo dei grandi impianti. Si produce
l’energia che serve dove serve.
Incentivazione con regolamenti estremamente più snelli ed altre modalità dei piccoli impianti dei
privati a scapito dei grandi impianti.
8 – Individuare nuove royalty a favore delle comunità locali per i grossi impianti nonché
meccanismi di trasparenza, informazione diretta e partecipazione attiva (attraverso public inquiry)
delle comunità in materia, di nuovi impianti da realizzare nei territori ad essi limitrofi.
9 – Massima priorità alla chiusura dell’anello ad altissima tensione che consentirà di avere una rete
elettrica più efficiente, in grado di sopportare la connessione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili
attualmente progettati e non allacciabili per i limiti della rete elettrica attuale per il trasporto
dell’energia
10 – Incentivare la creazione di comitati-cooperative di quartiere che istallino in parte con fondi
propri ed in parte con approvvigionamento di capitali sul mercato impianti di produzione di energia
da fonti rinnovabili che coprano una consistente quota di fabbisogno del quartiere, anche con
riferimento all’illuminazione pubblica.
11 – Creazione di tavoli tecnici per massimizzare lo sforzo regionale per la creazione in Sicilia di
smartgrid, mediante convocazione degli operatori del settore, utilizzo degli immensi incentivi
attualmente disponibili per l’implementazione di tali reti, capaci di gestire in modo intelligente i
flussi di energia, ottimizzando il trasporto con una riduzione delle perdite di trasporto, massimizzando l’utilizzo e consumo immediato di energie da fonti rinnovabili con una riduzione
dell’energia fornita dalle centrali a turbogas.
AGRICOLTURA
1- Blocco delle imposte e contributi e sospensione immediata delle cartelle esattoriali con
successivo pagamento rateale senza interessi e lotta all’abusivismo nel settore produttivocommerciale.
2- Minore pressione burocratica delle attività agricole e riduzione degli oneri fiscali e
amministrativi.
3- Passaggio graduale all’agricoltura biologica, sinergica o in permacultura, disincentivando
l’utilizzo di prodotti chimici e incentivando le produzioni che non ne fanno uso. Recupero delle
varietà locali e incentivi per gli operatori che le adottano.
4- Incentivazione dell’allevamento basato su razze locali e sul rispetto degli animali.
5- Creazione di una rete di produttori, secondo forme associative e cooperative, che permettano di
raggiungere una massa critica necessaria per competere in modo efficace sia nel mercato interno
contro i distributori di prodotti non locali sia, se la produzione lo consente, in quello estero,
puntando sulla qualità del prodotto; promozione della filiera corta e dell’acquisto a chilometro zero:
dal produttore locale all’acquirente locale, in modo da ridurre i passaggi e i costi di trasporto così da
mantenere basso il prezzo finale.
6- Soddisfare la domanda locale con le produzioni locali e destinare le eccedenze e le eccellenze al
mercato estero supportando le aziende che esportano o che decidono di specializzarsi in tali mercati.
Recupero delle colture dimenticate per la conquista dei mercati esteri.
7- Attivazione delle zone franche rurali e montane anche tenendo conto del modello francese delle
Zones de Revitalisation Rurale. Rimboschimento delle montagne ove necessario e utilizzo delle
stesse per finalità turistiche e ricreative, nel rispetto della natura.
8- L’abbruciamento dei residui vegetali dovuti ad interventi colturali, interventi fitosanitari, di
potatura, ripulitura o da altri interventi agricoli e forestali consentito esclusivamente nell’ambito dei
terreni coltivati. E’ fatto obbligo che il materiale triturato e le ceneri siano reimpiegate nel ciclo
colturale come sostanze concimanti o ammendanti tramite distribuzione e che devono essere,
inoltre, rispettate le norme antincendi boschivi indicando le prescrizioni e le relative sanzioni in
caso di inosservanza.
9- Costituzione di regolamenti del verde tesi a ricostituire un buon apporto di biodiversità e
opportuni ripari per specie avicole e per fauna locale sui bordi dei campi a coltivazione intensiva.
10- Creare realtà imprenditoriali locali di lavorazione del sughero a ciclo sostenibile, cioè senza
scarti ed incentivare campagne per il riciclo dei tappi da sughero, i quali verranno reimpiegati
nell’industria dei coibentati: il risultato della triturazione del sughero, con l’aggiunta di colle
naturali è la base per creare panelli per isolamenti termo-acustici.
11- Ripristino dei finanziamenti agricoli a tassi agevolati attualmente inesistenti.
12- Investire fortemente in una strategia di comunicazione utilizzando tutti i canali disponibili, per
informare i cittadini e aiutarli a cambiare le loro abitudini d’acquisto dei prodotti agroalimentari
verso un modello più salutare ed economicamente valido unitamente ad un sistema di tracciabilità
sicuro e certificato dall’amministrazione pubblica (per non gravare sul produttore) controllato dalle
forze dell’ordine anche sotto il profilo della qualità fitosanitaria.
13- Creazione di un marchio DOC per i prodotti agricoli del territorio siciliano e sensibilizzazione
del consumatore finale in tal senso con campagne di promozione a livello Nazionale ed Europeo
utilizzando i fondi comunitari relativi.
14- Eliminazione dei premi per chi abbandona i terreni coltivati (es. ritiro dei seminativi per 20
anni, trasformazione di seminativi in pascoli permanenti) e incentivazione, invece, delle realtà
contadine che mantengono in stato efficiente l’azienda e il territorio. Incentivi orientati alla
produzione e alla tutela e conservazione del territorio tradizionale (agrumeti – vigneti- seminativiecc.).
15- Uso efficace, efficiente e non clientelare, dei fondi dei Programmi Operativi Regionali e di
quelli relativi al Piano di Sviluppo Rurale, uso che deve dipendere dalle necessità degli operatori del
settore e delle strategie di crescita di lungo termine dell’economia siciliane tali da realizzare
l’indipendenza produttiva alimentare, l’autonomia del comparto dalla congiuntura dei mercati non
locali e un reddito di lungo termine per tutti gli operatori.
16- Le associazioni Regionali dei Produttori Agricoli e Florovivaistici devono partecipare ai tavoli
di programmazione presso l’Assessorato delle Risorse Agricole e su ogni disegno di legge regionale
concernente il settore dell’agricoltura dovrà essere acquisito il parere di tali organizzazioni. Il parere
pur non vincolante dovrà essere acquisito e diventerà parte integrante dei lavori.
17- Incentivare la nascita di mercatini agricoli a chilometro zero in ogni comune per garantire
qualità e salubrità dei prodotti e risparmio delle famiglie. Per la tutela dei prodotti oltre al rispetto
dei disciplinari previsti è fondamentale che vi sia una normativa che impedisca la realizzazione di
impianti inquinanti e insalubri, inceneritori, centrali termoelettriche) e la chiusura graduale di quelle
esistenti, nelle zone di produzione dei prodotti tipici.
18- Ristrutturazione degli organismi di controllo delle derrate alimentari al loro ingresso nel
territorio siciliano ed attivare la tracciabilità e rintracciabilità di tutti i prodotti e dei loro derivati.
19- Incentivare la nascita di mense pubbliche e private con prodotti ecocompatibili e a chilometro
zero, soprattutto per gli asili, le scuole, gli ospedali, enti pubblici e aziende. Promozione del
consumo di prodotti siciliani nelle famiglie e nelle istituzioni (per es. mense scolastiche, ospedali,
eccetera).
20- Avviare progetti, con la collaborazione di Regione e Comuni, per realizzare orti urbani in pieno
campo o in serra, nelle scuole primarie e secondarie e nel territorio comunale e per la fruizione della
popolazione più anziane e dei disabili.
21- Riforma dell’Assessorato alle risorse agricole ed alimentari – sburocratizzazione e meritocrazia
– carichi di lavoro ed incentivi al raggiungimento di obiettivi predefiniti – Formazione continua dei
dirigenti e funzionari.
22- Presenza presso ASP provinciali di un tecnico diplomato o laureato in scienze agrarie o equivalenti al fine di garantire la giusta professionalità sul controllo e ispezione per le attività di
produzione primaria alimentare.
23- Prevedere da parte di ciascun Comune la presenza nella pianta organica della figura di un
tecnico agrario (diplomato o laureato) e un numero congruo di operatori del verde per garantire la
gestione ottimale delle zone a verde e dell’arredo urbano.
24- Obbligo di inserimento nei Piani Regolatori Generali di zone a verde urbano e benessere della
collettività nei riguardi dei rumori e inquinamento da traffico per mezzo della realizzazione di
barriere verdi anti rumore con assorbimento di smog.
25- Detassare tutti gli immobili strumentali all’attività agricola (magazzini, case di abitazione di
residenza principale del coltivatore diretto e/o IAP).
26- Cambiare la legge del 1929 sulla trasformazione del latte d’asina (attualmente il produttore può
vendere solo al minuto e non all’ingrosso).
27- Costituzione di Unità Operative specializzate nel settore florovivaistico utilizzando
professionalità esistenti e immobili esistenti (presso SOAT o Condotte Agrarie) e quindi senza
aggravio di costo per l’Amministrazione Regionale (attualmente tali professionalità formate in
campo si stanno perdendo per l’utilizzo in altri settori non agricoli e mortificando il relativo
personale).
28- Attivare dei progetti di specializzazione pratica di coltivazione florovivaistica, rivolte alle
Scuole Agrarie e Universitarie da espletare presso le aziende del territorio. Tale formazione darà
acquisizione di crediti per gli studenti che parteciperanno oltre ad interventi formativi presso scuole
elementari con alcune ore di lezione settimanale che trattino cultura florovivaistica e risanamento
ambientale. I corsi saranno tenuti da insegnanti delle stesse scuole all’uopo formati sulle materie
florovivaistiche con esami finali.
29- Elaborare dei Piani sul trasporto per diminuire le distanze che separano le produzioni siciliane
dai mercati del centro Europa o comunque del consumatore finale. Utilizzare tutte le risorse per lo
stato di Insularità.
30- Riforma e riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica e adeguamento del costo dell’acqua
all’andamento del mercato utilizzando le economie risultanti da un ottimizzazione della rete, la
riduzione della spesa corrente, l’adeguamento di incarichi e relative indennità.
31- Istituire un centro di ricerche interuniversitario per lo studio di nuove varietà vegetali.
Utilizzando professionalità esistenti e/o a tal uopo formate e avvalendosi delle tecnologie presenti
nelle Scuole Agrarie o nell’Università, il centro si occuperà di ricercare novità varietali per territorio di interesse e per zone vocate: agrumi, vigneti, floricoltura, seminativi e di individuare le
colture più adatte o più remunerative.
TECNOLOGIE
1- Promozione e divulgazione concetti base del software libero.
2- Costituzione di un Osservatorio Informatico per il software libero, ovvero un portale internet che
sia di supporto alle Pubbliche Amministrazioni e ai privati nella scelta del loro software libero.
3- Definizione di centri di recupero e ripristino vecchio hardware per il successivo
ricondizionamento.
Questi centri dovranno poter servire più di una Pubblica Amministrazione.
4- Implementazione della dottrina open government e open data: la Pubblica Amministrazione deve
agire con la massima trasparenza. Chiunque dovrà essere in grado di capire che fine fanno i fondi
pubblici e a cosa sono destinati. Quindi si propone la creazione di un protocollo standard per
rendere subito e universalmente fruibili questi dati.
5- Censimento di tutti gli applicativi e sistemi operativi proprietari utilizzati dalla Regione.
6- Creare i presupposti, nei casi in cui possibile, per il telelavoro. Per telelavoro si intende la
possibilità di lavorare dalla propria abitazione, costantemente in contatto con l’ ufficio d’appartenenza. I vantaggi sono immediatamente intuibili: risparmio per la Regione, risparmio e più tempo
per il lavoratore, meno inquinamento dovuto ai trasporti.
7- Eliminazione del digital divide: nei limiti e nel rispetto delle precauzioni in materia di effetti
delle onde elettromagnetiche sull’uomo così come risultanti dalle ultime ricerche scientifiche,
garantire il diritto di accesso alla rete per tutti i cittadini, attraverso infrastrutture localizzate in
diversi punti delle città.
8- Trasparenza dell’Assemblea Regionale Siciliana in rete. Ristrutturare il sito ARS alla luce
dell’esigenza di un maggiore controllo dei cittadini: 1) sull’operato dei deputati; 2) nonché sul
bilancio regionale, in modo da rendere partecipi gli utenti della contabilità pubblica attraverso un
sistema completo di monitoraggio dello stato dei conti.
9- Implementazione di canali informativi all’interno dei siti istituzionali, con particolare attenzione
alla diffusione di tutti i bandi regionali, spesso poco visibili in rete.
TURISMO
1- Creazione di un programma pluriennale di azioni di valorizzazione delle peculiarità identitarie
del territorio.
2- Creazione di una conferenza annuale degli enti comunali del comprensorio finalizzato alla
verifica degli obbiettivi e dei risultati raggiunti in tema di promozione territoriale/locale con il
coinvolgimento delle associazioni di categoria degli intessi diffusi nonché degli imprenditori locali
impegnati nel campo del turismo.
3- Costituzione di assemblee cittadine tese alla sensibilizzazione ed informazione in merito alle
azioni e alle buone pratiche finalizzate alla valorizzazione/promozione del territorio.
4- Incentivare i Comuni ad elaborare piani di attività culturali e di intrattenimento che vadano dalle
mostre d’arte, a mostre che sfruttino una sola importante opera in esposizioni temporanee
monotematiche facili da pubblicizzare a feste religiose e sagre improntate alle tipicità dei prodotti
locali e culinari, festival incentrati su elementi folcloristici locali, agli spettacoli , festival teatrali
coordinate su ampia scala in modo da offrire un cartellone regionale che copra tut-to l’anno il
territorio.
5- Declinare il turismo alla luce della protezione ambientale: il turismo deve coniugarsi con il
rispetto del territorio pertanto occorre, da un lato ripristinare le aree degradate al fine di restituirle
allo stato originario e dall’altro accompagnare e monitorare tutte le realtà che operano nel settore
verso obiettivi virtuosi e di sostenibilità.
Pertanto occorre:
1) avviare le procedure di demolizione delle opere abusive (ai sensi della L. 431/1985 e del D.lgs.
42/2004) che infesta-no i litorali e le zone di pregio dell’isola (cabine Mondello, hotel alla Scala dei
Turchi, ecc.);
2) formare ed incentivare le aziende al fine di incanalarle verso le più avanzate tendenze ecosostenibili (Ecolabel, Emas, Green Key, ISO 14001); 3) incrementare le aree di raccolta dei rifiuti
nelle zone di maggiore flusso turistico (attrezzare le spiagge con un maggior numero di cestini per i
rifiuti, ecc.).
6- Aumentare l’accessibilità viaria attraverso:
1) migliori reti stradali e nuova cartellonistica;
2) migliori servizi e strutture ferroviarie regionali;
3) creazione di servizi navetta comunali a basso costo attivi nelle zone di villeggiatura.
7- Turismo naturale e sportivo: il successo riscosso dalle diverse forme di turismo legate alla fruizione della natura è segno del mutamento dei paradigmi culturali della società moderna sem-pre più
aperta ai temi della compatibilità ambientale e della sostenibilità dello sviluppo. Su questa linea
occorre ultimare il progetto delle “ferrovie dimenticate” completando gli itinerari delle vecchie
tratte ferroviarie le quali devono cedere il passo a percorsi per passeggiate a ca-vallo, mountain bike
e trekking.
8- Accesso ai diversabili: formare le aziende al fine di sensibilizzarle sul tema dell’accessibilità
delle strutture ricettive per i diversabili.
9- Migliorare il marketing pubblicitario servendosi soprattutto della rete: la ricerca Mediascope
Europe di EIAA chiarisce che i turisti (allo stesso modo di molte altre categorie di consumatori)
utilizzano internet quale principale bacino di informazioni. E’ quindi, prioritario rivitalizzare questo
settore servendosi delle nuove tecnologie.
10- Sbloccare i concorsi di abilitazione per guida turistica.
11- Creare un programma scolastico che preveda nel territorio siciliano delle gite per ogni classe
delle scuole elementari (all’interno della provincia di appartenenza) e medie (nelle altre provincie).
12- Abolire la tassa di soggiorno per i turisti siciliani.
13- Creare una diversificazione delle tariffe museali e dei servizi in base al tipo di turista (maggior
costo per turisti stranieri, minore per gli italiani, minimo/gratuito per i siciliani).
14- Maggiore attenzione circa l’attuazione della legge Piano di sviluppo della nautica da diporto
della Regione Siciliana del 2001.
15- Creazione della Fidelity Card per i diportisti, con sconti per voli aerei da e per le città siciliane e
servizio navetta gratuito, previa richiesta.
16- Itinerari per il turismo crocieristico: alla luce del fluente flusso turistico crocieristico che insiste
nelle città di Palermo e di Messina, creare un itinerario turistico delimitato da una red line a bordo
marciapiede (da pubblicizzare sulle imbarcazioni), che percorra i punti salienti principali della città
e che conduca i turisti lungo un tragitto storico culturale ed enogastronomico ben individuato ed
arricchito eventualmente da iniziative ed eventi in sinergia tra loro, da godere e visitare coordinando
anche gli orari di arrivo e partenza.
TRASPORTI
1- Predisposizione di un piano regionale dei trasporti che avvii innanzitutto un coordinamento tra
sistemi di trasporto, integrando orari e luoghi di interscambio, al fine di ottimizzare la semplicità di
spostamento di siciliani e turisti all’interno dell’isola. Questo piano strategico dei trasporti però
dovrà accogliere le esigenze di chi più di frequente è costretto a spostarsi, paralizzando spesso i
principali assi viari regionali
La finalità ultima sarà quella di ridurre la necessità di utilizzo dell’automobile,
2- Creazione di un grande portale web regionale trasporti dal quale chiunque potrà scoprire i mezzi
disponibili per andare da un punto all’altro di una città o da una città all’altra della Sicilia, onerando
gli operatori di servizi pubblici e privati di trasporti comunali, provinciali e regionali (prevedendo
sanzioni economiche in caso di mancato ottemperamento) di comunicare tratte, percorsi ed orari,
nonché variazioni successive delle stesse.
3- Istituzione di nuove autolinee e collegamenti: considerato il blocco delle istituzioni di nuovi
collegamenti (fermi al 1997), e che da allora sono nate nuove esigenze legate alla pubblica utilità,
sia in termini di spostamenti legati alla pendolarità giornaliera (professionale, studentesca e/o di
accesso a strutture sanitarie ecc), e sia in termini turistici; avviare una immediata riapertura dei
termini di presentazione delle istanze tendenti
alla istituzione di nuove autolinee e collegamenti da assegnarsi senza copertura di costi pubblici e
con il criterio della tariffa piu’ conveniente al cittadino.
4- Istituzione di una commissione con lo scopo di avviare delle iniziative legali , azioni di
responsabilità , nei confronti di tutti gli amministratori e dirigenti delle società pubbliche , in carica
negli ultimi 10 anni, al fine di addebitare le eventuali responsabilità riconducibili a mala gestio, e
causa delle perdite di bilancio e patrimonialità.
5- Azzeramento di tutti i Consigli di amministrazione riconducibili a società di proprietà regionale,
con momentanea nomina di Amministratori unici da reclutarsi con evidenza meritocratica, e con il
supporto delle organizzazioni sindacali aziendali, anche tra le professionalità presenti negli organici
aziendali .
6- Avvio di tutte le iniziative burocratico/legislative atte ad avviare le procedure di gara, ad
evidenza europea, al fine di concedere a società e/o consorzi fra esse , la gestione con l’istituto
dell’AFFITTO DI AZIENDA, delle imprese di proprietà regionale , garantendo alle stesse analoghi
corrispettivi standard assicurati all’impresa privata.
7- Le iniziative dei punti 5) e 6), imprescindibili per le imprese di proprietà regionale, servano da
indirizzo per le imprese pubbliche di proprietà comunale.
8- L’applicazione di tutte le clausole contenute nei contratti di servizio che oggi regolano il rapporto
tra Regione e aziende di trasporto in termini di
1)qualità del servizio;
2) Carta dei diritti del passeggero;
3) forma e modalità di reclamo eccetera.
9- Sostituzione graduale degli autobus in servizio nelle città metropolitane, cambiando il tipo di
alimentazione dal tradizionale diesel a quello elettrico, prevedendo nel contempo nei principali siti
di sosta punti di accesso/ricarica, alimentati da fonti rinnovabili, da usufruirsi anche per la mobilità
privata (noleggio autovetture elettriche e bicicletta a pedalata assistita).
10- Revisione del contratto di servizio stipulato con Trenitalia in materia di trasporto pubblico
locale, dando voce ai numerosi comitati pendolari spontanei nati per contestare il comportamento
monopolista, causa di disservizi, ritardi e soppressioni.
11- Studio sulla situazione dell’aeroporto di Comiso ed eventuale apertura, incentivando in loco
l’operatività’ delle compagnie aeree low-cost, per quanto attiene il trasporto passeggeri, ricercando
e preferendo le compagnie che possano offrire il trasporto merci deteriorabili (vani a temperatura
controllata), in modo da offrire un volano di sviluppo a tutte le imprese agricole presenti nel
territorio ragusano e/o limitrofo, che avrebbero la possibilità di avvicinare i propri prodotti a tutti i
mercati nazionali ed europei.
12- Revisione i contratti di servizio stipulati con le compagnie aeree e di navigazione per la
copertura delle tratte di collegamento con le isole minori, evitando sperperi di risorse, e garantendo
nel contempo il diritto alla mobilità sia dei residenti che il trasporto turistico e merci.
13- Trasporto gratuito delle biciclette sui treni regionali.
14- Aree per il noleggio di biciclette tradizionali ed elettriche: accanto alla rete di trasporto
pubblico, creare – soprattutto nei centri urbani delle città metropolitane e possibilmente in
prossimità dei parcheggi – aree per il noleggio di biciclette tradizionali e a pedalata assistita
ricaricabili attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili istallati nelle pertinenze.
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