CIRCA 2000 ANNI FA, LA VALLE
DELL’ARNO ERA ORMAI PARTE
DELL’IMPERO ROMANO.
Curtio sapiens racconta
“I ROMANI, AL CONTRARIO
DEGLI ETRUSCHI, AMAVANO
LE VIE AMPIE E DIRITTE: IL
BACINO DELL’ARNO FU PER
LORO UN OTTIMO
PASSAGGIO NATURALE”.
LE STRADE SI TROVAVANO
NEL GIARDINO D’EROSIONE
DEL FONDO DELL’ANTICO
LAGO.
QUI SORSERO I CENTRI PIÙ
ANTICHI (CASTELLI, POSTE E
TEMPLI) CHE DIFATTI NON
SCESERO MAI SOTTO I 180
METRI DI ALTITUDINE.
PER CINQUE SECOLI LA TERRA
RIMOSSA DAL LAVORO DEI
CAMPI E QUELLA TRASCINATA
DALLA PIOGGIA, HA FATTO
PROGREDIRE IL DELTA
DELL’ARNO VERSO IL MARE.
I ROMANI HANNO UNIFICATO
IN UN UNICO SISTEMA
ECONOMICO E POLITICO DUE
LATI DELLA VALLE DELL’ARNO
IL SISTEMA DELLE CITTÀ
ETRUSCHE, CHE COSTITUIVANO
GLI ISOLATI POLI COLLINARI DEL
TERRITORIO È STATO SOTITUITO
CON UNA SERIE DI CITTÀ DI
PIANURA: PISA, LUCCA, PISTOIA,
FIRENZE.
QUA SOTTO ABBIAMO UNA
CARTINA CHE FA VEDERE
FIRENZE ROMANA CON LA
CENTURIAZIONE.
SI POSSONO VEDERE LE
STRADE CHE DIPARTONO DAL
CENTRO DELLA CITTÀ:
VERSO L’ALTO PORTA A
FAENZA, A DESTRA LA VIA
CASSIA VETUS PORTA AD
AREZZO,
IN BASSO, ATTRAVERSANDO
L’ARNO, LA VIA CASSIANOVA
PORTA A SIENA,
QUA SOPRA ABBIAMO MESSO IL
PONTICELL0 CHE VEDIAMO NEL
DIPINTO DEL VASARI; SI TROVA
AL CENTRO, APPENA PIÙ
AVANTI DEL SACERDOTE CHE
STA TRACCIANDO IL PERIMETRO
DELLA CITTÀ.
NEL DIPINTO (SEMPRE DEL
VASARI)SI VEDONO UN GRUPPO
DI FANTI, UNO SQUADRONE DI
CAVALIERI, E DEGLI UFFICIALI.
A SINISTRA CI SONO SEMPRE
DEGLI OPERAI INTENTI A
MESCOLARE LA CALCINA,
MENTRE GLI ALTRI MISURAVANO
E SBOZZAVANO PIETRE.
UNO ATTINGE L’ACQUA AL
FIUME, MENTRE UNA VASCA
TONDA RICEVE L’ACQUA DELL’
ACQUEDOTTO, CHE È SU ARCHI.
AL CENTRO UN SACERDOTE
SEGUITO DA UN GRUPPO DI
GENTE SEGNA IL PERIMETRO
DELLA CITTÀ CON UN ARATRO
TIRATO DA DUE BUOI.
IL FIUME FU LA RAGIONE
DELLA FONDAZIONE DI
FIRENZE. ALMENO DA LÌ ERA
FACILE ATTRAVERSARLO;
LA COLONIA ROMANA VENNE
CHIAMATA PER LA DIFESA DEL
GUADO.
DEI SOLDATI VETERANI, NEL
59 A.C. FURONO PREMIATI DA
GIULIO CESARE, E DOPO
DISTRIBUÌ TERRE COLTIVABILI.
POI DIEDE LORO UNA
SISTEMAZIONE PER LA
VECCHIAIA. MA STABILÌ DUE
LEGGI (CHIAMATE LEGES
JULIAE):
IL GUADO SI TROVAVA SU UN
TRATTO STRADALE CHE
TENEVA ROMA E L’ITALIA
SETTENTRIONALE IN
CONTATTO.
FU DECISO CHE IL SENATO
INVIASSE AGRI MENSORI E
SACERDOTI A STABILIRE IL
LUOGO DELL’INSEDIAMENTO.
LA SEDE SCELTA PER LA
NUOVA COLONIA AVEVA UNA
COLLINETTA (FORSE ERA
L’ANTICA TERRAZZA DI UN
AFFLUENTE DELL’ARNO).
SULLA COLLINETTA C’ ERA IL
FORO CON IL TEMPIO DI GIOVE
CAPITOLINO.
FURONO TRACCIATI CON
L’ARATRO QUATTRO SOLCHI
CHE DELIMITAVANO UN
QUADRILATERO DI CIRCA
480x520m.
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la valle dell`arno in periodo romano