NAZ/381/2008
Periodico del Comune di Montevarchi - Sped. post. tariffa pagata aut. n°DCO/DM/SP/0091/2003 Valida dal 01.03.2004 Anno IX n° 1 - Aprile 2012 Uscita Bimestrale - www.comune.montevarchi.ar. it
La
nuova
autostazione
Bravo
Francesco
Quasi terminati i lavori per il capolinea degli autobus Premiato dal Magnifico Rettore
È in pieno svolgimento la realizzazione della
nuova autostazione denominata “Memorario” all’inizio di via IV Novembre, nei pressi della stazione ferroviaria, primo stralcio
E’ stata realizzata una recinzione perimetrale e si è provveduto alla delimitazione e alla
pavimentazione dei percorsi pedo-carrabili.
Saranno poi installate pensiline e una nuo-
tre autobus nelle apposite aree di parcheggio
oltre che di una corsia per la sosta veloce di
altri due autobus. Tale soluzione consente un
duplice utilizzo del piazzale garantendone
Il progetto della nuova autostazione
del progetto complessivo che porterà alla
realizzazione di un sistema ferro-gomma di
trasporto pubblico unico in tutto il Valdarno.
Un progetto innovativo volto a incrementare
l’utilizzo dei mezzi pubblici e a migliorare
la qualità della vita investendo in forme alternative di mobilità che si integrano maggiormente con il territorio. Contribuisce al
recupero, oggi in atto, del cuore della città.
La zona interessata dalla costruzione della
nuova autostazione è un fulcro cruciale tra
il muoversi a piedi lungo il centro storico e
accedere ai due più importanti sistemi di mobilità pubblica quali sono il treno e il trasporto su gomma. In questa prima fase dei lavori
verrà predisposta tutta l’area dedicata alla
manovra e allo stazionamento dei bus assieme al percorso pedonale di collegamento fra
via IV Novembre e la stazione ferroviaria.
va segnaletica orizzontale e verticale che
indicherà la superficie della stazione bus,
i percorsi e le aree di sosta per i cittadini,
andando a disegnare una piazza di circa
mq. 2.500. Per quanto concerne la viabilità,
l’accesso all’area avviene imboccando da
Piazza V. Veneto e via Mazzini, via IV Novembre. Tale accesso è riservato agli autobus
di linea, ai mezzi di soccorso e ai mezzi di
proprietà della R.F.I. La sosta è organizzata in modo da garantire lo stazionamento di
comunque il pieno utilizzo da parte di altri
mezzi in transito oltre che la possibilità di
manovra per quelli in sosta. Gli autobus in
uscita dall’autostazione hanno la possibilità
di continuare a destra lungo la via IV Novembre oppure tornare indietro verso Piazza
V. Veneto e Mazzini. Tale organizzazione
della viabilità interna consente così di avere
due soli punti di interferenza con il traffico
locale, uno in entrata ed uno in uscita.
Laurearsi con il massimo dei voti, nel più
breve tempo possibile è già una gran bella
soddisfazione, ma essere premiato addirittura dal Rettore della propria Università
come il miglior studente dell’anno della
propria facoltà è un privilegio che capita
a poche persone. Un privilegio che però
non è frutto del caso o della fortuna ma
della propria volontà e dell’amore per lo
studio. E’ quanto è successo lo scorso 3
febbraio a Federico Salvini che ha ricevuto il diploma di laurea in Architettura
direttamente dalle mani del Prof. Alberto
Tesi Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze durante la cerimonia
di premiazione di tutti coloro che si sono
distinti all’interno della comunità accademica fiorentina. Federico Salvini è un giovane di 24 anni, nostro concittadino che
abita a Levanella in via Aretina. Federico
si è laureato con 110 e lode dopo aver effettuato tutto il corso di studi in meno di
5 anni, rispettando tutti i tempi. Nella lettera inviata dal Rettore a Federico si legge
che nell’anno accademico 2010-2011 lui è
risultato lo studente migliore della sua facoltà avendo concluso gli studi più sollecitamente, con la media e il voto di laurea
più alti. Vedersi arrivare a casa una lettera
del genere, firmata dal Rettore, ed essere invitato alla cerimonia di premiazione
nell’Aula Magna del Rettorato, è certamente motivo di orgoglio e di felicità. Un
bel riconoscimento per lo sforzo compiuto. Immaginiamo dunque la soddisfazione non solo di Federico, ma di tutta la
sua famiglia e dei suoi amici. C’è però un
altro motivo per cui è importante ricordare il traguardo toccato da Federico, ovvero
l’argomento che è stato oggetto della sua
tesi: “Il progetto di recupero di Palazzo
Fuccini” che si trova nel nostro comune
a Levanella, lungo via Aretina. Non molti lo sanno, ma nella parte più antica di
Ecco
a
voi
la
banca
del
tempo
Uno spazio dove desideri e disponibilità si incontrano. Diventa un correntista
Nasce a Montevarchi la banca del tempo,
un’esperienza nuova che prende spunto
dall’iniziativa “Identità al centro” un progetto di partecipazione attiva dei cittadini
svoltosi nel corso del 2010. Fu durante
quei mesi di incontri, dibattiti, discussioni
che un gruppo di persone espresse il desiderio di dar vita ad una iniziativa che potes-
se ristabilire le cosiddette attività di buon
vicinato, forme semplici di aiuto reciproco
dove si potessero mettere in gioco professionalità e attitudini, per aiutare gli
altri mettendo in circolo una nuova
moneta: il proprio tempo. Un’idea
che nacque allora e che oggi finalmente si realizza. La banca del
tempo è uno spazio dove desideri
e disponibilità si incontrano. Basta
un gesto semplice, l’iscrizione alla
banca che ha aperto a Montevarchi
un vero e proprio sportello presso l’ufficio
“Incomune” in via Isidoro del Lungo, 34 il
giovedì e il sabato dalle 10 alle 12. La banca è uno spazio dove la moneta, o meglio,
l’unità di scambio è il tempo impiegato per
effettuare le attività, secondo una valutazione paritetica delle risorse di ognuno.
Una volta iscritti e diventati correntisti, si
riceve un libretto di assegni per scambiare le varie attività. E’ stato sottoscritto un
protocollo d’intesa tra il comune e l’Associazione “Diversi – Uguali” chiamata a
gestire concretamente la banca del tempo.
Il comune mette a disposizione della ban-
ca una postazione all’interno dell’Ufficio
“Incomune” (Ufficio per le Relazioni con
il Pubblico) per l’espletamento delle atti-
tutta l’attività della banca e delle persone
che vi operano o che diventeranno sue
correntiste. Dovrà garantire l’apertura al
Levanella ci sono edifici di grande pregio
storico. Palazzo Fuccini è un edificio che
molto probabilmente risale alla seconda
metà del ‘500 anche se la prima immagine certa risale al 1698; però sappiamo che
Levanella come zona abitata esisteva già
da almeno 100 anni. Uno dei proprietari
di questo immobile fu certamente Cosimo Serristori proprietario del Collegio
Serristori. Nella sua tesi Federico illustra
e analizza il restauro integrale di questo
edificio storico. Sì perché Federico, che
intanto ha già sostenuto anche l’esame
di stato per potersi iscrivere all’albo de-
Federico Salvini con il Rettore dell’Università
gli architetti, intende ora specializzarsi
sempre più nelle tecniche del restauro e
del recupero conservativo. Il restauro è la
vera passione di Federico, una modalità
di recupero che nasce proprio in Italia e
che è oggi materia di grande attualità. Infatti Federico si è già iscritto a un master
post – laurea sul restauro e la tutela dei
beni culturali presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio presso la Facoltà di Architettura
di Firenze, che avrà la durata di 2 anni. La
laurea per Federico non è certo un punto
di arrivo, ma il punto da cui ripartire per
cercare di realizzare i propri sogni. Così
nel porgergli le nostre più sentite congratulazioni, gli auguriamo di finire anche
la specializzazione con il massimo dei
voti e nel minor tempo possibile e, contemporaneamente, di poter iniziare a fare
esperienze concrete nel mondo del lavoro
in modo da poter mettere quanto prima
a frutto le sue indubbie qualità, magari
contribuendo anche al restauro di alcuni
dei palazzi che hanno fatto la storia della
nostra città.
Sommario
Libretto di assegni del tempo
vità di sportello. La banca del tempo sarà
presente nel sito web istituzionale del municipio, con le informazioni relative alle
attività svolte dallo sportello. Il comune
diventa a sua volta socio effettivo della
banca del tempo nonché correntista, come
contropartita per l’utilizzo dello spazio
nell’ufficio “incomune”. L’ Associazione
“Diversi – Uguali” effettuerà attività di
formazione, sia all’atto dell’ apertura dello
sportello della banca sia tramite momenti
successivi di riflessione sull’ esperienza
effettuata e di aggiornamento sulle attività
da svolgere. Avrà il compito di coordinare
pubblico dello sportello e garantire tutti gli
scambi tra i correntisti. Un gruppo di persone è già al lavoro e stanno per prendere il
via i primi scambi concreti. Invitiamo tutti
coloro che fossero interessati a rivolgersi
allo sportello della banca aperto presso
l’ufficio “incomune” il giovedì e il sabato
dalle 10 alle 12 e comunque a contattare
i referenti. Ecco i contatti: il giovedì e il
sabato dalle 10 alle 12 durante l’apertura
dello sportello tel. 055.9108208; durante l’apertura dell’ufficio “incomune” tel.
055.9108246 email: [email protected]
Pagina 2:
La storia
di Putino
Pagina 3:
Centro
Culturale
La Ginestra
Pagina 4:
L’Urban Center,
la casa della
città
Aprile 2012
Campionesse...
Hanno vinto il titolo nazionale di Mah Jong
Sono di Montevarchi due delle quattro
campionesse italiane di Mah Jong, un gioco di origine cinese che ricorda la “scala
quaranta” per la composizione di tris e
scale ma che prevede tutta una serie di
combinazioni e raddoppi che lo rendono
diverso da tutti gli altri giochi. Il Campionato, alla fine del quale si proclamavano
ben tre campioni di specialità, oltre che il
Stefania, Sabrina, Elisa e Rossella
così un gruppo di persone che ogni sabato
sera a Firenze - in casa di Anna Maria e
di Tommaso, due signori oggi scomparsi
ma sempre nei nostri cuori - si ritrovavano
per giocare. E quello stesso gruppo di persone ha fondato nel 2000 il Club “Seipalle”- da una pedina che riporta un simbolo
che ricorda le 6 palle medicee raffigurate
sullo stemma del capoluogo toscano –
oggi composto
da 25 persone”. Durante
i due giorni di
campionato il
club fiorentino si è subito
proiettato verso
la
conquista
della
finale,
mantenendosi saldamente
nel gruppo dei
primi quattro
per tutte e due
le giornate di
gioco serrato.
“La vincita del
campionato a squadre per il secondo anno
consecutivo va ad arricchire un albo d’oro ormai di tutto rispetto, che negli anni
ha visto i nostri giocatori affermarsi varie volte come campioni di specialità, due
volte come campioni assoluti e per ben tre
volte conquistare il titolo di campione ita-
vincitore individuale assoluto e la squadra
campione d’Italia, si è svolto lo scorso 17
e 18 marzo a Cervia. Al torneo hanno partecipato molti Club di varie città - tutti raccolti nella Federazione Italiana Mah Jong
(Fimj) - tra cui il “Seipalle” di Firenze
risultato vincitore nel Campionato a Squadre. Tutto al femminile il gruppo
che si è giocato la finale: Sivia
Mazzotti, Serena Porrati, Stefania Gori e Elisa Alice, le ultime
due di Montevarchi. Sempre del
Valdarno e sempre appartenenti
al Club fiorentino, Rossella Calosci di San Giovanni Valdarno e
Sabrina Zanchi di Montevarchi.
Stefania, Elisa, Rossella e Sabrina - che sono grandi amiche Il gioco del Mah Jong
nella vita di tutti i giorni - hanno scoperto liano nel Mah Jong “Internazionale”, la
il Mah Jong nel ’99 quando, al mare per un modalità che si sta diffondendo da un po’
ultimo bagno di fine estate, causa maltem- di anni a questa parte, permettendo agli
po, hanno “ripiegato” sul curioso gioco. appassionati italiani di confrontarsi con
“E’ stata subito passione – affermano le avversari di tutto il mondo”. “Se il nostro
quattro -. Piano piano abbiamo imparato a entusiasmo per questo gioco pressoché
conoscerne i simboli strani – venti, draghi, sconosciuto ha suscitato la curiosità di
canne, palle e caratteri – e le regole. Ci è qualcuno, il Club sarà ben felice di accotalmente piaciuto quel gioco che quando è glierlo e condividere con lui la sua passiouscito un articolo sulla Nazione di Firenze ne!”. Sito http://seipalle.wordpress.com,
che annunciava l’apertura di un corso, al- una propria mail, [email protected] e tel.
cune di noi hanno subito aderito. E’ nato 329/2021199 Paolo.
Alè alè rossoblè
2
La storia di Putino ultimo fornaio di Montevarchi
Un vecchio panificio in via Marzia, la
zona del Cantone, come era conosciuta
allora questa strada nel cuore della città,
la vecchia Casa del Bersagliere, una delle sale da ballo più famose del Valdarno,
la maglia rossoblù e il tifo allo stadio,
l’amore da sempre per la bicicletta e per
Coppi. 4 momenti che racchiudono in
erano gli argomenti di discussione al forno, da affrontare sempre con il sorriso sulle labbra e la battuta pronta. “Putino” arrivava lì alle 2 della notte e vi rimaneva fino
alla sera. Una volta che il pane era pronto
partiva per andare a venderlo nelle case;
lui si definiva “l’ultimo fornaio di Montevarchi”. Si perchè il fornaio non è solo
Putino che consegna il pane
sintesi la vita di Andrea Salvini, per tutti
“Putino”. Difficile capire da dove viene il
soprannome, se non che anche il nonno
veniva chiamato così. Da anni una tradizione di produttori di pane, un’attività aperta dal nonno, fino a quell’ultimo
forno di via Marzia ai numeri 80 e 82,
inaugurato negli anni ’60 e rimasto nelle
mani di “Putino” fino al 1987 quando lui
decise di cedere, a 60 anni, la sua attività.
Gli anziani (e non) montevarchini hanno
ancora tutti presente il loro “Putino”, un
uomo che amava stare con gli altri, ridere,
scherzare, parlare, un uomo che aveva fatto diventare quel forno, aperto fin dal cuore della notte, un luogo di ritrovo e di in-
Putino nel suo forno di via Marzia
contro. Già, perché all’epoca i negozi e le
attività non erano solo un luogo di lavoro
ma uno spazio dove parlare, incontrarsi,
aprirsi agli altri. Sport, donne, Montevarchi, il ballo, ciò che accadeva nella vita,
colui che cuoce il pane, ma anche quello che lo vende passando di casa in casa,
incontrando le persone prima di vendere
il suo prodotto. “Putino” aveva compiuto
una scelta ben precisa: lui faceva il pane e
solo il pane, mai ha cercato di fare dolci,
pasticceria; la sua specializzazione era il
pane e quello e solo quello ha fatto per tutta la sua vita. Ma “Putino” non era solo un
fornaio, era soprattutto un uomo innamorato della vita. Scapolo di lusso, è sempre
stato amante delle donne e aveva un luogo
prediletto dove incontrarle, la sua Casa
del Bersagliere, la sala da ballo forse più
in voga del Valdarno negli anni ’60 e ’70,
un vero e proprio circolo al quale è rimasto legato per tanti anni e dove
metteva in luce le sue qualità
di ottimo ballerino. Non rifuggiva la vita mondana “Putino”, tutt’altro, era un uomo
che sapeva divertirsi e non
solo nel ballo, ma anche nello
sport. Amante da sempre del
ciclismo, “Putino” era un fan
sfrenato di Fausto Coppi, e
il suo amore per la bicicletta
lo porterà a diventare anche
presidente dell’Aquila Montevarchi 1902 nella sezione
dedicata al ciclismo. Grandi amicizie (tra
cui quella che durerà una vita con Vittorio
Firli, che ancora lo ricorda con affetto e
con gli occhi lucidi), voglia di divertirsi,
amore per lo sport, passione per il suo la-
voro, lui ha vissuto così, con semplicità,
godendo delle esperienze che la vita gli
offriva. E non poteva mancare un attaccamento sfrenato per i rossoblù dell’Aquila.
“Putino” non mancava mai al Brilli Peri
per le gare casalinghe del Montevarchi.
Non mancava mai neanche il suo tifo e
ancora oggi si ricorda lo slogan con cui
entrava allo stadio: “Alè ale rossoblè, da
Roma a Pechino il pane di Putino” e poi
non mancava la rima rivolta ad ogni squadra avversaria, con quella tendenza allo
“sfottere” bella e sana che mai scendeva
nella volgarità o nella violenza; sì perché
all’epoca si andava allo stadio per divertirsi e fare il tifo per la propria squadra e
lo sfottersi lasciava sempre il sorriso sulle
labbra. “Putino” ha chiuso la sua attività
nel 1987 e si è spento nella sua Montevarchi nel 1995 ancora giovane all’età di 68
anni. Ci piace ricordarlo con le parole che
sul “Grillo Parlante” del giugno del 1995
scrisse il suo più caro amico Vittorio Firli:
“….lui amava definirsi l’ultimo fornaio
di questa città e tanti lo ricordano ancora quando andava a portare il pane casa
per casa, con la sua immancabile battuta,
Putino
cordiale e sempre pronta per ogni evenienza. Portava pane, allegria, fantasia e
anche la sua arguta saggezza….Appariva
generalmente sereno e ottimista; ci ha
insegnato a sorridere anche nei momenti
più difficili e tristi, se è vero che neppure la malattia era riuscita a spegnerne il
sorriso”. Così “Putino” ha vissuto, così è
bello oggi ricordarlo nella nostra città.
Da Loro Ciuffenna a Hong Kong
La storia di Francesco Pasquini, montevarchino e ristoratore in uno dei luoghi magici dell’oriente
Francesco Pasquini, nostro concittadino,
gestisce con successo da quasi due anni
un ristorante a Hong Kong, dal nome
molto attraente e intrigante, la Bella
Francesco Pasquini
Vita. Se vi capita di andare a Hong Kong
per lavoro o viaggio di piacere fate un salto in quel ristorante; Francesco Pasquini
sarà ben lieto di raccontarvi la sua storia
professionale, che nasce qualche anno
prima a Loro Ciuffenna dove Francesco
ha gestito per anni il suo primo ristorante. Nato a Montevarchi 45 anni fa, la sua
vera passione è sempre stata la cucina, ereditata dal nonno. Francesco
ha lavorato per anni nel campo della
moda, ma alcuni suoi amici gestori di
un ristorante lo chiamavano durante
i fine settimana a dare una mano in
cucina. Nel 1998 ha iniziato a collaborare con un ristorante di Londra
dove ha incontrato Luigi, uno chef di
vecchio stampo che gli ha insegnato
i segreti del mestiere. Due anni dopo
in preda alla nostalgia dell’Italia, ha
aperto il suo primo ristorante a Loro
Ciuffenna. Li’ ha incontrato la persona che anni dopo lo porterà qui a
Hong Kong. I primi tempi a Loro
sono stati duri, per un anno i clienti erano pochi per i disastri causati
dai precedenti gestori. Poi a un certo
punto il locale inizia a riempirsi grazie al passaparola e da allora in poi tutto
è cambiato. E un giorno arrivò al ristorante un signore di Hong Kong che aveva
comprato casa in paese. Questo signore
si innamorò del posto e della cucina di
Francesco. Tra di loro nasce un rapporto
di conoscenza. Nel 2008 Francesco decido di vendere il ristorante e di dedicarsi
a progetti diversi: prima il Benedicta a
Firenze (il ristorante dell’hotel Rivoli),
poi un altro ristorante in Piazza Navona a
Roma, poi Milano, ma il signore di Hong
Kong nel 2010 riesce in qualche modo
a rintracciarlo perchè vuole aprire un ristorante a Hong Kong e vuole che vada
lui a gestire la cucina. Francesco pensa
a uno scherzo, e invece tre giorni dopo
riceve per email il progetto e un invito
a passare una settimana a Hong Kong in
agosto per vedere e provare. Ad agosto
Francesco e sua moglie vanno in oriente,
a novembre vi si trasferiscono e a dicembre il ristorante era già aperto. Francesco, nonostante la sua bravura, ha avuto
non poche difficoltà a far apprezzare la
buona cucina italiana. La nostra è una
cucina povera, che nasce dal basso con
mille cucine regionali, e ogni regione ha
mille varianti della stessa ricetta; insomma quella italiana è una cucina difficile
da codificare, impossibile da riassumere in un ricettario: è un feeling, e non è
facile comunicarla. A Hong Kong viene
identificato come buono un cibo caro,
che deve essere fuori dalla portata della
gente comune, altrimenti non è buono.
Gli orientali si avvicinano alla cucina
italiana con molta curiosità ma anche
con molto timore e quando provano
qualcosa di nuovo, se non ci trovano un
aggancio anche visuale con qualcosa che
conoscono, fanno fatica ad apprezzarlo.
Per questo motivo nei ristoranti italiani la
metà dei piatti è adattata per incontrare il
palato locale e arricchita con ingredienti
che magari non fanno parte della nostra
cucina di tutti i giorni. Ma ora il passaparola ha fatto colpo anche ad Hong
Kong e l’attività di Francesco va per la
maggiore. Un bel risultato frutto del suo
lavoro e delle sue qualità di cuoco. Un
risultato importante anche per far conoscere nel mondo la bellezza della nostra
terra e la qualità dei suoi prodotti e dei
suoi cibi. Buon lavoro a Francesco e alla
sua famiglia.
Francesco con la moglie e un suo collaboratore
a Hong Kong
3
Aprile 2012
Nasce il Centro Culturale La Ginestra
Una biblioteca comunale nuova e moderna ma non solo
Progetto
relativo agli
spazi dedicati
ai giovani e ai
bambini
Progetto relativo alla nuova biblioteca
Un progetto innovativo per uno spazio nuovo
Oltre 4 anni fa l’amministrazione comunale, confrontandosi in varie sedi con le
fissa e tramite rete wi-fi, l’archivio storico, lo spazio per le presentazioni di libri
e per le conferenze di scrittori,
artisti, attori. Un centro che
sta nel cuore della città. Infatti
la Filanda della Ginestra è: -il
nucleo abitato più antico della
città; -nel corso della sua storia è stato il centro del lavoro
di Montevarchi, in particolare delle donne; -è collocato a
poche centinaia di metri dal
centro della città (facilmente raggiungibile a piedi dalla
stazione, da piazza Varchi,
dall’ovale….con la possibilità
La Ginestra
di ampi parcheggi auto liberi).
associazioni culturali montevarchine, ha Questo, in sintesi, è il progetto che ha
iniziato un cammino per trasformare i destato qualche clamore e aperto anche
locali della filanda e del convento bene- un bel dibattito a Montevarchi. Collocadettino della Ginestra in un centro cultu- re il centro culturale alla Ginestra vuol
rale polifunzionale
innovativo e moderno, al cui interno operassero laboratori di formazione
in campo artistico e
culturale, laboratori
sulle nuove tecnologie applicate
alla comunicazione
multimediale, sala
aperta al pubblico
per le proiezioni
video, il teatro e lo
spettacolo, biblioteca/ludoteca per bam- dire rendere omaggio alla storia della
bini e ragazzi, spazi di incontro e di sva- città, recuperare le nostre antiche origigo informali, una nuova biblioteca con ni per vivere nel nostro tempo stando al
spazi per lo studio individuale, il lavoro centro di Montevarchi, creando nel condi gruppo, la lettura di giornali e riviste, tempo qualcosa di unico e di moderno
la consultazione internet da postazione per dare continuità alla nostra storia.
Uno spazio culturale unico in tutto il Valdarno
La Ginestra al centro
Come si può facilmente comprendere,
quello che sta avvenendo non è un semplice trasferimento della biblioteca da via
dei Mille alla Ginestra, che non avrebbe
senso, ma costruire a Montevarchi un
centro di cultura, di svago e di formazione
che attualmente non esiste e che una volta
realizzato rappresenterà un polo di attrazione per tutto il Valdarno. La Regione
Toscana, che già aveva partecipato economicamente al restauro di tutto l’edificio,
ha deciso di sostenere il progetto Ginestra
attraverso il Piuss finanziando in parte (il
60% della spesa complessiva) a fondo
perduto le opere di completamento, allestimento e accessibilità. A tale contributo
si aggiunge l’investimento da parte del
comune. C’è un detto dei nostri contadini
che ben si sposa con la creazione di un
centro culturale: “Nei momenti di crisi,
l’unica cosa su cui il contadino non risparmia è nella semina”. Se trasportato
Sono passati 30 anni dall’acquisto del
rudere dell’antica Filanda della seta.
nella vita sociale di una comunità, ciò significa che, in momenti di crisi, un’amministrazione lungimirante investe in
cultura e istruzione, perché è da lì che
si gettano le basi per l’uscita dalla crisi che non è mai solo economica. Negli
altri paesi europei, Francia e Germania, ci
si è comportati così. E’ quello che sta facendo questa amministrazione comunale
con il recupero del Cassero, del Museo
Paleontologico, del Palazzo del Podestà,
del Centro Culturale la Ginestra. Storia,
arte, cultura, istruzione, al centro…
La nuova Biblioteca Comunale
Ma cosa si potrà fare in concreto alla Ginestra? Molte cose. Per esempio, i ragazzi
delle scuole elementari e medie potranno
con i loro insegnanti consultare libri, cd
e collegarsi a Internet per le ricerche di
classe. Nel pomeriggio i genitori potranno andare con i figli nella ludoteca/
biblioteca dei bambini per attività di
gioco e di svago. Tutti potremo andare a
leggere libri e giornali seduti in comode
poltrone, scambiando quattro chiacchiere
con l’amico o il vicino di lettura. Lo studioso di storia potrà consultare gli antichi
registri dell’archivio cittadino seduto su
tavoli ben illuminati, mentre gli appassionati di cinema potranno assistere a una
retrospettiva del regista preferito o alla
presentazione di un film e gli appassionati di scrittura assistere alla presentazione
di un libro. Si potranno prendere a noleg-
gio dvd e cd musicali e si potrà navigare
gratuitamente su internet. Gli studenti
avranno spazi silenziosi per le loro ricerche e i loro studi, gustando il magnifico
panorama della città che si gode dalla Ginestra. Sarà un modo per essere isolati e
concentrati, ma non staccati dalla propria
storia e dalla propria comunità. Il wi-fi libero permetterà a tutti di poter utilizzare i
propri portatili e iphone e smarthphone. I
laboratori di formazione rivolti prevalentemente ai giovani (ma anche ai bambini)
avranno come oggetto attività di tipo creativo: come si realizza un film, un documentario, come costruire un progetto di
comunicazione, come approfondire passioni e conoscenze musicali e/o teatrali,
come affrontare la fotografia in maniera
professionale o per hobby.
Molto presto riprenderà in pieno la vita
di questo luogo bellissimo, da sempre al
centro della storia del nostro paese: da
ostello per i pellegrini in marcia verso la
città santa, a convento di operose suore
benedettine, a filanda della seta, luogo
di emancipazione e sofferenza per tante donne – le nostre nonne e bisnonne
– di Montevarchi. È in ricordo di quelle
donne e di quelle che hanno reso Montevarchi e i suoi cappelli famosi in tutto
il mondo, che è stato pensato il nuovo
Centro Culturale. Trasformato in centro
culturale, ci fa piacere immaginarlo pieno di giovani, di madri e padri con i propri figli, di anziani e di tutti coloro che
pensano che la vita possa avere molte e
diverse attrattive oltre alla televisione e
al consumo, riscoprendo il gusto dello
stare insieme. Tornando al concetto dei
nostri contadini sulla semina, oggi ancor
di più la conoscenza è la materia prima
che fa ricche le comunità, è la nostra
seta, è il nostro feltro. Dobbiamo investire in conoscenza che è l’unico vero
strumento per uscire dalla crisi del nostro Paese.
Dai Cantieri alla Ginestra, fabbrica della conoscenza
Un modo nuovo di fare cultura con l’istituzione di laboratori e scambi di idee e di professionalità
Lo scorso 21 aprile si è svolto nelle vie
del centro storico a Montevarchi l’evento
pubblico “Cultus – coltiviamo cultura”
uno spettacolo per far conoscere ai cittadini le attività svolte al’interno del laboratorio “Creative Net”, tenutosi presso
Ginestra Fabbrica della Conoscenza nei
mesi di Gennaio e Febbraio 2012. “Creative Net” è stato un vero e proprio scam-
bio di idee e professionalità che ha visto
la partecipazione di persone provenienti
dal mondo della cultura, delle arti, della
formazione, della comunicazione e della
progettazione territoriale. I docenti del
laboratorio - esperti di comunicazione,
management, arte e cultura, coordinati
da artway of thinking - hanno permesso
al gruppo dei partecipanti di conoscere
e sperimentare potenzialità e strumenti
del processo creativo collettivo. Gli strumenti messi in campo
hanno portato alla stesura di un progetto di
coinvolgimento della
cittadinanza che è
poi culminato nell’evento pubblico dello
scorso 21 aprile che
ha coinvolto centinaia
di persone in una iniziativa che si è mossa
da piazza Varchi fino
alla Filanda della Ginestra. L’idea è stata
quella di unire simbolicamente il centro
storico alla Fabbrica della Conoscenza,
collocata alla Ginestra, primo nucleo
abitato nell’antichità di Montevarchi,
partendo da Piazza Varchi, attuale cuo-
re della città. Ma
è stato anche un
modo per far capire
come la Ginestra,
da un punto di vista
fisico e da un punto
di vista sociale, sia
uno spazio che è a
tutti gli effetti parte
del centro storico
della città. Contemporaneamente si è
cercato di far capire
come “Creative Net”
sia stato un modo
concreto di fare cultura oggi nel nostro
mondo contemporaneo. Un’arte pubblica che trova la sua forza nell’interazione
delle diversità e il cui obiettivo è il bene
comune. Intenzione dell’Amministrazione Comunale è di dare
continuità a questo progetto con
lo sviluppo, all’interno del nuovo centro culturale della Ginestra, di laboratori di vario tipo
aperti alla cittadinanza, creando
una sinergia di idee, di proposte
Laboratorio
e di progetti tra le due anime che daranno vita al centro culturale stesso, ovvero
la Biblioteca Comunale e “La Ginestra,
fabbrica della conoscenza”.
4
Aprile 2012
La frana di Valdilago Una borsa di studio per grafici
Il progetto per la sicurezza della zona Istituita dal Comune in collaborazione con l’I.S.I.S. “B. Varchi”
La Giunta Comunale di Montevarchi tervento finale ora approvato. Il progetto
ha approvato il progetto esecutivo ri- esecutivo si divide in due parti essenziaguardante il consolidamento e la boni- li: una relativa alle opere da realizzare,
fica della frana di Valdilago. Si tratta di l’altra concernente più approfondite riun’opera importante per la quale Mon- cerche ed analisi sui terreni. L’interventevarchi era stata inserita nel piano dei to principale riguarda la stabilizzazione
finanziamenti regionali conseguenti del terreno in modo tale da garantire
agli eccezionali eventi atmosferici del una regimazione delle acque superficiadicembre 2008 e del gennaio 2009 che li con opere di ingegneria naturalistica.
causarono l’ostruzione della strada e l’i- Verrà realizzata una “gabbia” di tronchi
solamento di alcune famiglie. L’ufficio di contenimento per il materiale inertecnico immediatamente eseguì dei la- te e vegetale vivo. Lo stesso materiale
vori per ripristinare la viabilità e mettere vegetale vivo, una volta attecchito e
in sicurezza la zona. Nel giugno del 2009 la Regione Toscana deliberò per l’intervento definitivo sulla frana con
un contributo di € 130.000
e la compartecipazione del
comune con € 30.000. Si è
dunque arrivati alla predisposizione del progetto esecutivo. Il progetto viene ora traStrada di Valdilago interessata dal progetto di messa
smesso alla Regione Toscana
in sicurezza della zona
per il definitivo stanziamento
economico a cui farà seguito la gara per sviluppato, svolgerà nel tempo un’effil’assegnazione dei lavori. La strada di cientissima azione di consolidamento
Valdilago parte dalla zona di Levanella del terreno. Tale opera inizierà dal muro
e si addentra nelle colline che condu- già esistente e si svilupperà per una luncono verso il Chianti. La parte di strada ghezza di 63 metri. La parte soprastante
interessata dalla frana è quella al confine sarà protetta con palizzate e con ulteriotra i comuni di Montevarchi e Bucine. A ri interventi di regimazione delle acque.
seguito di ulteriori forti piogge nel corso Si opererà poi sulla sede stradale per la
del 2010 la situazione si è aggravata e raccolta delle acque, con l’esecuzione di
il comune di Montevarchi è intervenu- drenaggi superficiali e la realizzazione
to nuovamente con lavori di somma ur- di fognature. Un lavoro dunque di ingegenza, realizzati però tenendo conto di gneria naturalistica che tiene conto del
quello che avrebbe dovuto essere l’in- rispetto dell’ambiente.
Nuovi orari al pubblico
Dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle
ore 13.00. Il martedì e giovedì anche
dalle ore 16.00 alle ore 18.00.
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00
alle ore 13.00. Il sabato dalle ore 10.00
alle ore 13.00. Chiuso il pomeriggio.
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Telefono 055 9108246
Telefono 055 9108201
Il Comune di Montevarchi, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Istruzione Secondaria “Benedetto Varchi”, ha
istituito una borsa di studio rivolta agli
studenti della classe V^ del corso di grafica dell’Istituto Professionale “R. Magiotti”. La borsa di studio consiste nello
svolgimento di un tirocinio di 6 mesi
presso l’Amministrazione Comunale,
nello spazio della Ginestra, Fabbrica
della Conoscenza, dove è collocata idonea attrezzatura nel campo della grafica.
L’Amministrazione Comunale intende
valorizzare l’attività svolta dalla scuola
in questo specifico settore e nel contempo favorire l’inserimento nel mondo del
lavoro dei neo diplomati, rispettando i
criteri su stage e tirocini regolamentati
dalla Regione Toscana grazie al progetto “Giovani sì”. Per l’assegnazione della borsa di studio è stato predisposto un
apposito bando di concorso per gli studenti della classe V^ del corso di grafica dell’Istituto “R. Magiotti” finalizzato
alla presentazione di progetti grafici che
saranno esaminati da una specifica commissione. I risultati del bando saranno
pubblicati contemporaneamente ai risul-
tati degli esami di maturità. Il borsista
sarà assegnato alla struttura dell’Unità
Organizzativa Autonoma Informazione e
Comunicazione. La borsa di studio avrà
inizio il 1° ottobre 2012
con orario settimanale di
30 ore distribuite su 5/6
giorni settimanali e terminerà il 30 marzo 2013.
Entro tale data i due enti
dovranno aver predisposto un nuovo bando tra i
diplomati sempre dell’anno scolastico 2011 – 2012
per individuare un nuovo borsista per il
successivo tirocinio sempre di 6 mesi. Il
comune di Montevarchi vuole dare continuità a questo progetto in modo tale che
ogni anno, due diplomati del corso di
grafica dell’istituto “R. Magiotti”, possano avere la possibilità di svolgere un tirocinio per 6 mesi. Saranno nominati due
tutor, uno da parte dell’Amministrazione Comunale, uno da parte dell’I.S.I.S.
“Benedetto Varchi” che seguiranno
l’attività del borsista durante l’anno di
svolgimento dell’attività, al termine del
quale stileranno un giudizio finale sul
lavoro svolto. L’Amministrazione Comunale riconosce al borsista un gettone
mensile di € 500,00 a titolo di compenso
per l’attività svolta. E’ previsto, alla fine
I.S.I.S. “Benedetto Varchi”
del periodo di tirocinio, la possibilità di
un premio economico del valore massimo di € 300,00 lordi che verrà rilasciato
sulla base del giudizio finale insindacabile espresso dai due tutor. Il progetto
grafico nel suo complesso dovrà essere
presentato da ciascun partecipante entro
il 30 aprile 2012. La borsa di studio verrà
assegnata al lavoro grafico che risulterà
vincitore della selezione sulla base della
decisione di una specifica commissione.
Unico obbligo per il vincitore o per l’assegnatario è quello di aver superato con
esito positivo l’esame di stato.
Il Comune su Facebook e Twitter
Seguiteci per essere informati su eventi e notizie dell’attività dell’ente
Da qualche mese il Comune d Montevarchi ha aperto pagine istituzionali sia
su facebook che twitter. Tramite questi spazi si può essere costantemente
informati sugli eventi e le notizie che
provengono
dall’Amministrazione
Comunale e vedere anche tutti i video
dei notiziari curati in collaborazione
con le emittenti locali Tv1 e Valdarno
Channel. Come fare? É molto semplice: su facebook collegarsi a www.
facebook.com/comune.montevarchi;
su twitter collegarsi a @montevarchi.
Se invece volete restare in contatto con
noi e automaticamente ricevere i nostri
aggiornamenti basta cliccare “mi piace” su facebook e a diventare follower
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L’Urban Center, la casa della città
Ecco cosa nascerà nei locali che attualmente ospitano la biblioteca comunale
A Montevarchi, nei locali che attualmente ospitano la Biblioteca Comunale, nascerà l’Urban Center più comunemente
conosciuto come Casa della Città. Negli
ultimi anni sono stati aperti in diverse città spazi di incontro tra l’ente e i cittadini,
dedicati a fornire servizi e a tenere informate le persone su programmi e progetti
degli enti, ma anche impegnati a promuovere una visione condivisa della propria
governare i processi di sviluppo, legare i
progetti ad una memoria continuamente
ritrovata. All’interno dell’Urban Center
di Montevarchi troveranno posto alcuni
uffici importanti dell’Amministrazione
Comunale come l’ufficio “Incomune”, il
servizio comunicazione e informazione
del comune. Ma anche altri uffici come i
servizi demografici, lo sportello QuiEnel,
l’ufficio del catasto e quello che gestisce
la rete del servizio del
gas. Quindi un luogo
dove si danno servizi
essenziali per i cittadini. In questi ultimi
tempi sta prendendo
corpo l’idea di inserire
Biblioteca vista dal lato della ferrovia
all’interno dell’Urban
comunità, grazie alla comunicazione e Center anche l’Ufficio di Piano che guida
alla partecipazione. Uno spazio che di- la trasformazione del territorio e ha comventa uno strumento di democrazia parte- petenza nel SIT (Sistema Informativo
cipata nei processi di trasformazione del- Territoriale). Un’analisi questa che è in
la città. Queste in breve le caratteristiche corso di approfondimento. Ma in questi
dell’Urban Center che nascerà a Monte- spazi troverà la sua collocazione anche
varchi: unire le attività di informazione e l’intero archivio corrente dell’ente. L’idea
comunicazione con le attività legate allo è di costruire uno spazio “dinamico”, che
sviluppo del territorio. Il progetto è già
evolve nel
stato predisposto. L’Urban Center del cotempo, dedimune di Montevarchi, il primo spazio di
cato princiquesto tipo in una città di medie dimenpalmente e
sioni nel nostro territorio, vuole essere
all’incontro
un luogo dove ascoltare le esigenze di
con la colletuna società sempre più composita e diftività.
Portone biblioteca
ferenziata, condividere un’idea di futuro,
Il progetto dell’Urban Center
Registrazione:
Tribunale di Arezzo n. 9 del 19.5.2003
Proprietà:
Amministrazione Comunale di Montevarchi
Direttore Responsabile:
Pierluigi Ermini
Redazione: Informazione e
Comunicazione (Urp - Ufficio Stampa)
Foto: Associazione Fotoamatori “F. Mochi”
Impaginazione, grafica e stampa:
Torelli Marketing & Pubblicità
Hanno Collaborato a questo
numero:
Anna Braccini, Elisa Alice, Cinzia Sgrevi, Severiano Paolini, Luciana Consumati, Andrea Cipriani,
Lia Vasarri, Alessio Monsecchi, Tiziana Nannini, Maurizio Di Dato, Valentina Sottili, Rossana
Rossi, Roberto Nocentini, Franco Nocentini,
Chiara Cardinali, Alberto Callotti, Cristina Moretti, Cristiano Magi, Rossella Valentini, Marco
Agnolucci, Vittorio Firli, Camilla Ferrario, Vania
Piovosi, Chiara Manetti, Linda Roncolini.
>>Vi invitiamo a scriverci a: Redazione incomune
Palazzo Comunale piazzaVarchi, 5 - 52025
Montevarchi
e-mail: [email protected] - per informazioni telefonare allo 055 9108245
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Ecco a voi la banca del tempo La nuova autostazione