Percorso di preparazione al
Matrimonio cristiano
Criteri e orientamenti
COMMISSIONE DIOCESANA PER LA
PASTORALE DELLA FAMIGLIA
DIOCESI DI CONCORDIA PORDENONE Diocesi di Concordia-Pordenone
Pastorale familiare
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Presentazione
Sono particolarmente grato alla Commissione diocesana per la Pastorale della Famiglia per aver raccolto e fatto sintesi delle espe‐
rienze e delle riflessioni di tanti operatori pastorali – sacerdoti e laici – che da più di trent’anni lavorano in Diocesi per garantire la prepa‐
razione alla celebrazione cristiana del matrimonio. Da queste esperienze e riflessioni sono emersi alcuni criteri rac‐
colti in questa “nota”, che faccio mia e che propongo con particolare insistenza a tutte le Comunità parrocchiali: sono il frutto dell’impe‐
gno di generosità, di cuore, di fatica, di intelligenza, di preghiera, di fede, di spirito di servizio ecclesiale e sociale che deve diventare seme prezioso per il futuro. È il volto e il cuore della Chiesa quello che vogliamo far conoscere a coloro che – forse dopo anni di lontananza – la avvicinano con l’intendimento di celebrare il matrimonio cristiano. Le motivazioni che li spingono a bussare alla nostra porta possono essere varie, alcu‐
ne anche discutibili o poco apprezzabili; come pure assai varie posso‐
no essere le situazioni che gli interlocutori stanno vivendo: fidanzati, conviventi, a volte sposati civilmente, a volte già genitori... La Chiesa li vuole accogliere a braccia aperte per fare con loro un cammino di riscoperta, di discernimento, di maturazione, perché la loro scelta del matrimonio cristiano sia il più possibile consapevole e responsabile. È una specie di “catecumenato all’amore”, che cerca di abilitare la cop‐
pia dei nubendi – sul piano sostanziale e non solo formale – a cele‐
brare, ricevere e vivere nella reciprocità il Sacramento del matrimo‐
nio: la vita degli sposi cristiani, infatti, dev’essere segno fecondo dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, perché la comunità dei creden‐
ti possa essere incarnazione dell’amore salvifico di Dio per l’umanità. Alcuni criteri di conduzione dei percorsi di preparazione al ma‐
trimonio cristiano quindi sono ormai consolidati: ‐ il cammino – pur essenziale, mai però parziale o sacrificato – ri‐
chiede che i partecipanti siano attivamente coinvolti nelle proposte; 3
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‐ l’équipe di accompagnatori, testimoni e fraterni compagni di per‐
corso, richiede la collaborazione di qualche coppia sposi e del sacerdo‐
te: essa è il perno di tutto il lavoro di preparazione, conduzione e ve‐
rifica; ‐ l’accoglienza fraterna e gioiosa si esprime attraverso sia la cordialità delle persone che il pur sobrio decoro dell’ambiente; ‐ l’intensa vitalità degli incontri è garantita da momenti di condivi‐
sione e di esperienza sul piano della fede, della preghiera, della spiri‐
tualità, della maturazione di coscienza, e anche sul piano dell’ami‐
cizia, della solidarietà, dell’apertura ai problemi vicini e lontani dell’odierna umanità. Sarebbe bello che anche gli amici e soprattutto i genitori di coloro che celebrano le nozze cristiane venissero in qualche misura coinvolti nella preparazione spirituale dell’evento: per i già sposati, specie i “consuoceri”, questa è una preziosa occasione per rinnovare il loro patto di amore perenne; per i non ancora sposati, può essere una con‐
divisione di valori ideali, di progetti di futuro; per tutti, la consape‐
volezza che la presenza alla celebrazione di un matrimonio cristiano è anche un impegno che ci si assume nei riguardi degli sposi: conti‐
nuare ad essere vicini alla giovane coppia nella discrezione e nella di‐
sponibilità a condividere i passaggi belli e soprattutto quelli più im‐
pegnativi della loro esperienza coniugale. Ogni équipe può dare una fisionomia e una caratterizzazione par‐
ticolare al percorso che offre nell’ambito delle varie Foranie o Unità pastorali o Parrocchie; anzi, è bene che tenga conto di contesti e si‐
tuazioni specifiche. Ritengo importante però che ci si attenga nel mo‐
do più fedele possibile ai criteri e agli orientamenti che hanno motiva‐
to la presente nota. A tutti gli operatori di pastorale auguro di sentire la responsabili‐
tà ma anche l’entusiasmo per essere stati chiamati dal Signore a svolgere questo delicato e prezioso ministero nell’am‐bito della nostra Comunità diocesana; a tutti ancora la mia gratitudine e la mia pasto‐
rale benedizione. + Ovidio Poletto, vescovo 4
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1- Finalità della nota
Questa nota rappresenta il frutto di una riflessione condotta
negli ultimi anni sulla realtà diocesana dei percorsi di preparazione al matrimonio cristiano e si propone innanzi tutto di favorire un ripensamento sull’importanza della pastorale
prematrimoniale.
La nostra situazione ecclesiale, infatti, è caratterizzata da
una crescente domanda d’interventi pastorali in ambiti diversi e
nello stesso tempo da una ridotta disponibilità di risorse umane
in grado di soddisfare tali richieste. Un maggiore impegno nella formazione di sposi umanamente e cristianamente maturi
non potrà che riflettersi in modo positivo – con effetto “a cascata” – in altri contesti: primo fra tutti, quello della formazione di bambini e ragazzi, che a tutt’oggi assorbe tante energie e
attenzioni pastorali.
C’è inoltre l’esigenza di valorizzare quanto di positivo si è
già realizzato in Diocesi e di indirizzare ad unità (pur nel rispetto delle legittime differenze) il cammino verso l’obiettivo
comune: aiutare le coppie che si preparano al matrimonio a collocare il loro progetto in un percorso di fede e in un contesto
ecclesiale.
Infine, si ritiene utile dare orientamenti di fondo su cui
ciascuna équipe di animatori possa costruire il proprio progetto di percorso.
La comunicazione di esperienze e la creazione di una rete di
contatti tra operatori di pastorale familiare possono facilitare
un’unità di intenti, traducibile poi in una flessibilità operativa
nelle singole situazioni specifiche.
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2 - Analisi della situazione
Perché le iniziative di formazione al matrimonio e alla famiglia lascino una traccia nella vita delle coppie, è necessario
che esse rispondano alle loro esigenze e siano in grado di coinvolgere il loro interesse personale. Per questo, è importante conoscere la “fisionomia” dei fidanzati ai quali oggi ci rivolgiamo: convinzioni di partenza, attese, bisogni, eventuali “vuoti di
formazione”, caratteristiche del contesto culturale.
Volendo sintetizzare, anche a rischio di semplificazioni, appare con evidenza che l’attuale realtà della relazione di coppia
è inserita in un contesto in cui l’attenzione ai bisogni percepiti
in maniera soggettiva prevale sui valori oggettivi; il primato
dell’emotività lascia in secondo piano la razionalità e porta ad
una frammentarietà di comportamenti e ad una mancanza di
senso della fedeltà; la conseguente caduta della progettualità
provoca uno spostamento d’interesse dal futuro al presente e
genera difficoltà a compiere scelte definitive. Di qui la diffusione delle esperienze di convivenza o di matrimoni civili, che
prevedono la possibilità di un ripensamento.
Di fronte a questa situazione, dobbiamo anzitutto riconoscere e valorizzare gli aspetti positivi che comunque sono
presenti, quali il valore della persona, la ricerca della verità,
l’apprezzamento dell’amore e della tenerezza, il desiderio di
comunicazione. È partendo da qui che i fidanzati potranno passare gradualmente dall’amore inteso come sentimento
all’amore come scelta di vita e, nella fede, come sacramento.
Ancor più sembra importante aiutare le coppie a cogliere i
limiti insiti in questa visione della relazione di coppia e a
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capire che la vita matrimoniale e familiare può trovare stabilità
e continuità di crescita solo all’interno di un progetto nel quale
le scelte durature e la fedeltà sono i cardini indispensabili.
Una situazione da tenere presente è quella dei fidanzati che
chiedono il matrimonio religioso dopo un vuoto di catechesi e
di “pratica cristiana” che parte generalmente dalla Cresima:
c’è il rischio di parlare un linguaggio che essi non comprendono o di scontrarsi con idee sulla religione e sulla Chiesa basate
su stereotipi non aderenti a una realtà che nel frattempo ha conosciuto una profonda evoluzione.
In questi casi, il percorso può essere davvero l’occasione di
una ripresa di un cammino di fede; sarà importante aiutare i
fidanzati a percepire che l’esperienza dell’amore che stanno vivendo e che sta mutando la loro vita ha la sua radice in Dio e
può ricevere dalla fede una ricchezza che va ben al di là del fatto umano. Questo potrà essere il punto di partenza per una riscoperta della fede che dovrà continuare dopo il matrimonio,
facilitata possibilmente da percorsi per giovani coppie di sposi.
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3 - Contenuti
Non intendiamo proporre un’analisi di dettaglio dei contenuti da inserire nel percorso di preparazione al matrimonio cristiano, ma solo fornire alcune indicazioni di fondo che potranno facilmente essere integrate dalle numerosissime pubblicazioni esistenti su questo argomento e rispetto alle quali sono
fornite informazioni nella bibliografia in appendice.
Sarà importante porre l’accento sull’unitarietà tra il filone
“antropologico” e quello “teologico-sacramentale”: nella stessa
persona le due dimensioni umana e religiosa non sono separate
e non si tratta in ogni modo di due proposte alternative tra loro.
Infatti un matrimonio povero di contenuto umano e di relazione
personale inevitabilmente mancherà anche nella sua significatività sacramentale.
Sarà bene prevedere un’articolazione degli incontri secondo
una certa gradualità riguardo agli argomenti da trattare; alcuni
approfondimenti di temi particolari poi, come quello giuridico
o medico, potrebbero essere collocati in una parte del percorso
“a richiesta”, se non addirittura inseriti in incontri eventualmente svolti in accordo con un ente pubblico che li organizzi in
vista di una formazione delle coppie per il matrimonio civile.
Dato che il percorso di preparazione al matrimonio costituisce un’occasione preziosa per dare spunti ad una ricerca di fede
personale e di coppia che dovrebbe continuare in seguito, è importante indicare ai fidanzati, durante gli incontri, la ricchezza
di occasioni di riflessione che il nostro contesto locale (ecclesiale e civile) offre a quanti desiderino dare maggior spessore
alle proprie scelte di vita.
Poste queste premesse, l’itinerario di preparazione al matrimonio potrebbe prevedere tre grandi aree tematiche.
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Una prima, “La nostra storia di fidanzati: una vocazione
da chiarire”, in cui far emergere, valorizzare, interpretare il
ricco vissuto umano della persona e della coppia quale sfondo
antropologico nel quale si innesta la realtà sacramentale del
matrimonio; un vissuto questo che offrirà preziosi elementi per
far intuire la vocazione cristiana al matrimonio-sacramento e al
ministero coniugale. Più in particolare, il tema potrà articolarsi
in singoli incontri dedicati a “La persona e la coppia”,
“L’amore: verifica di una relazione”, “La persona e la sessualità”.
Una seconda, “Il progetto del Signore sulla coppia”, con
l’obiettivo di far maturare la consapevolezza che il sacramento
dell’amore di coppia e del matrimonio altro non è che una via
di salvezza che Dio in Gesù offre agli sposi. Si tratta di far
comprendere che c’è un mutuo richiamo tra l’amore e il progetto del Signore; richiamo che passa attraverso la libertà delle
persone e che si fa fiducia ed abbandono alle Sue promesse.
Anche in questo caso, l’articolazione può toccare temi quali:
“Perché il matrimonio cristiano?”, “Creati a immagine di Dio”,
“Il Sacramento del matrimonio”.
Infine una terza parte, “La nostra risposta di fede” in cui
esplicitare la risposta che la vocazione al matrimonio esige. La
fede diviene vita secondo lo Spirito e si fa sapienza, impegno
morale, servizio nella Chiesa e nella società. Le singole tematiche potranno riguardare “La spiritualità coniugale”, “La vita
morale”, “La ministerialità nella Chiesa e nella società” e “La
genitorialità”.
Le unità tematiche, che specificano le tre parti suggerite, saranno progettate dall’equipe attraverso un’indispensabile mediazione pastorale che sappia dosare i contenuti in relazione
alle condizioni e alle motivazioni dei destinatari. In questa prospettiva, l’itinerario si presta sia per una proposta che ruoti attorno a otto-dieci incontri, sia per un ulteriore cammino che è
auspicabile oltrepassi la celebrazione e accompagni i primi anni di matrimonio.
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4 - Metodi
Per quanto riguarda le metodologie, sono suggeriti degli accorgimenti pratici, frutto di esperienze realizzate in alcuni percorsi della nostra Diocesi e che possono costituire uno spunto
per l’équipe di operatori.
Gli incontri dovrebbero dare una risposta soddisfacente al
bisogno di relazioni personali significative presente nel nostro
contesto sociale; il clima dovrebbe favorire quindi la creazione
di legami sia tra le coppie partecipanti, sia con l’equipe che organizza il percorso. È importante per questo tener conto anche
della varietà di situazioni delle coppie (convivenze, presenza di
figli...) valorizzando quanto di positivo può emergere da questa
diversità.
Dato il costante e forte aumento della presenza di coppie che
convivono o sono sposate civilmente, qualora il loro numero
fosse particolarmente rilevante è possibile anche pensare ad un
percorso specifico per queste situazioni.
La conoscenza del vissuto umano e religioso delle coppie
che chiedono di frequentare il percorso, ottenuta attraverso un
colloquio iniziale (che si trasformi da necessità burocratica a
relazione umanamente consistente), permette di adattare alla
sensibilità dei partecipanti lo stile degli incontri; sulla base di
tale conoscenza, l’equipe degli operatori potrà programmare in
anticipo un itinerario “personalizzato”, cioè significativo in relazione ai reali bisogni dei destinatari.
È bene mantenere il numero dei partecipanti in limiti che
permettano il coinvolgimento personale e la possibilità di confronto e di dialogo.
È importante poi creare un clima di accoglienza, a comin11
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ciare dall’ambiente, dalla disposizione delle sedie, da modalità
di approccio che rendano possibile una relazione significativa
tra le coppie e con gli operatori.
La presenza di figure fisse durante l’intero percorso (possibilmente il sacerdote e più coppie) crea dei punti di riferimento che potranno rivelarsi preziosi anche in momenti successivi.
La previsione di uno o più incontri che occupino un’intera
giornata può favorire una migliore conoscenza personale tra i
partecipanti e dare l’opportunità di tempi non segnati da fretta
o stanchezza di fine giornata, per affrontare argomenti importanti.
È bene prestare attenzione all’uso di un linguaggio “significativo” anche per chi non abbia molta dimestichezza con la
frequentazione ecclesiale.
L’impostazione degli incontri sarà di tipo dialogico, con
presentazioni essenziali, spazi di confronto e dibattito, lavori in
coppia e in piccoli gruppi guidati da una coppia di sposi.
Le preghiere che accompagnano gli incontri è bene siano
in relazione con l’argomento trattato e tocchino il vissuto delle
coppie, per stimolare anche un loro personale percorso di preghiera.
La conclusione degli incontri con un momento conviviale
crea preziose occasioni di dialogo personale con gli operatori e
tra le coppie.
All’interno del percorso si possono eventualmente proporre
anche delle celebrazioni comunitarie, sempre valutandone attentamente l’opportunità in relazione alla sensibilità dei partecipanti. Un rito di benedizione dei fidanzati, una messa o una
veglia di preghiera, la celebrazione della riconciliazione possono sottolineare la dimensione ecclesiale in cui si inserisce la vita delle coppie.
È importante inoltre una verifica “in itinere” da parte
dell’equipe sulla validità di quanto proposto, con aggiustamenti
in corso d’opera, alla luce di quanto emerge durante gli incontri.
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È utile anche una verifica finale che tenga conto di eventuali suggerimenti proposti dalle stesse coppie partecipanti, in vista della programmazione di successivi itinerari.
Creare occasioni d’incontro successive alla conclusione del
percorso (è utile lo scambio di indirizzi e numeri di telefono,
delle date dei futuri matrimoni cui partecipare...) può costituire
la premessa per dare continuità ai momenti di riflessione comune e favorire la costituzione di gruppi di giovani coppie sposi.
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5 - Operatori
È auspicabile che, ad accompagnare il percorso di preparazione al matrimonio cristiano, ci sia un’équipe di animatori
formata da un sacerdote e una o più coppie di sposi. Una loro
presenza costante è già di per sé significativa della complementarità del ministero sacerdotale e di quello sponsale nella vita
della Chiesa ed è capace di mostrare le diverse modalità in cui
si può incarnare la fede nel vissuto di una persona.
Tale presenza acquista poi ancor più valore se tutti gli operatori sono coinvolti sia nella preparazione, sia nella presentazione dei temi, anche di quelli più direttamente teologici, il cui
annuncio può acquistare un’efficacia particolare se proviene
anche da chi vive in prima persona la sacramentalità della vita
coniugale.
Per far questo, non sono indispensabili titoli di studio particolari (anche se è bene che ci sia una formazione minima sui
temi affrontati), né esperienze di vita eccezionali: non coppiemodello dunque, ma persone che nell’ordinarietà delle vicende
quotidiane cercano di incarnare la loro fede. È importante
quindi una convinta adesione ai valori della fede, insieme con
una buona testimonianza di vita cristiana; il tutto accompagnato da doti umane di animazione e capacità di relazione accogliente.
Tanto più le coppie di sposi che accompagnano il percorso
riusciranno a far trasparire la verità della loro relazione
d’amore (fatta anche di fatiche, cadute, confronto, conversione), tanto maggiore sarà la loro credibilità e la possibilità di
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condividere con i partecipanti l’esperienza di fede nell’Amore
che ciascuna coppia è chiamata a realizzare. D’altra parte, la
presenza del sacerdote agli incontri è testimonianza importante
di una modalità di vivere l’Amore che ha trovato la strada della
disponibilità totale all’Altro e agli altri. Perciò è bene che egli
sappia porsi in un atteggiamento di accoglienza più che di giudizio, che sia disposto a seminare senza garanzie di raccogliere,
che si sforzi di scorgere nelle storie delle coppie di fidanzati la
possibilità di un cammino più profondo anche dove le povertà
spirituali sembrano evidenti.
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Appendice
Questa appendice raccoglie alcune esperienze realizzate da foranie o
parrocchie della Diocesi. Non si tratta di descrizioni dettagliate di percorsi,
ma di “spunti” nati dall’operare concreto, che possono essere utili per le
équipes di animatori alla ricerca di idee per organizzare la loro attività.
Non una “vetrina dei primi della classe”, dunque, ma un’occasione per
creare scambi tra persone, con l’auspicio che altri contributi possano aggiungersi nel tempo da parte di chi volesse condividere e mettere a disposizione la propria esperienza (in questo caso il riferimento è l’Ufficio diocesano famiglia).
1. Esperienza diocesana
Una proposta sperimentata in Diocesi, giunta nel 2005-06 alla sua 23ª
edizione con risultati molto positivi, è quella dell’“Itinerario di fede per
fidanzati”: una sorta di percorso di secondo livello, che permette di approfondire il cammino di preparazione verso il matrimonio e di dare continuità
alla riflessione anche dopo la sua celebrazione.
Rispetto alla forma tradizionale dei corsi, tale itinerario offre la possibilità di un maggiore approfondimento delle tematiche e di un più convinto
coinvolgimento personale e di coppia, sostenuto dalla marcata dimensione
comunitaria e dall’amicizia che gradualmente si stabilisce tra i partecipanti.
L’esperienza di questi anni ha insegnato che, se viene fatta una proposta
personale alle coppie, questa trova spesso un’adesione inaspettata da parte
di fidanzati che, pur non avendo fatto precedentemente un maturo cammino
di fede, intravedono in una preparazione più seria la garanzia della riuscita e
della durata del loro progetto coniugale.
Oltre a ciò, la partecipazione all’itinerario incide in maniera più profonda nelle coppie che lo frequentano, maturando in esse la consapevolezza del
ministero coniugale, e facilita una eventuale disponibilità ad impegnarsi direttamente nella pastorale familiare.
L’iniziativa consiste in un cammino di 6 - 8 mesi all’interno di un gruppo formato da alcune coppie di fidanzati (attorno alla decina), con
l’accompagnamento stabile di una equipe animatrice, formata da una o due
coppie di sposi e da un sacerdote.
Gli incontri possono essere quindicinali o mensili e prevedono tempi re17
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lativamente lunghi (ad esempio una domenica pomeriggio). Il programma
viene condiviso dal gruppo all’inizio dell’itinerario, in rapporto alla situazione umana e al cammino spirituale compiuto dalle coppie e tenendo presente la necessità di una preparazione completa ed approfondita.
Lo stile è quello dell’annuncio, del dialogo in coppia e della condivisione all’interno dell’intero gruppo. Si cerca di valorizzare l’esperienza e le
convinzioni dei partecipanti, insieme alla Parola di Dio e ai documenti del
magistero ecclesiale.
2. Forania di Maniago
Da “Corso per fidanzati” impostato su intervento di relatori e/o esperti,
gradualmente siamo passati all’odierno “Percorso di preparazione al matrimonio cristiano”, che vede la partecipazione di coppie eterogenee per provenienza, sensibilità e scelte di vita. Pur proponendolo tre volte l’anno,
l’affluenza è alta e non sempre permette un pieno coinvolgimento di tutte le
coppie partecipanti.
Si è andata delineando l’esigenza di formare un gruppo di operatori locali costituito dal sacerdote, dalle coppie, dalla psicologa, dal medico, che
programmino insieme il percorso e che possibilmente partecipino a tutti gli
incontri. Stiamo facendo piccoli passi in questa direzione.
Il nostro primo intento comunque è l’accoglienza calorosa di ogni coppia con la sua storia, con il suo progetto. I primi due incontri sono dedicati a
questo e a favorire uno scambio interno alla coppia e tra i partecipanti, animatori compresi, anche con l’aiuto della psicologa. Il secondo scopo è quello di offrire una lettura della propria storia e del matrimonio come vocazione e sacramento. Viene preparato un libretto con riferimenti biblici (nella
maggior parte presi dal lezionario della celebrazione del matrimonio) e con
spunti di preghiere che si fanno insieme all’inizio o alla fine di ogni incontro. Viene curata la preparazione della sala con le sedie in cerchio, un tavolo
con fiori, lampada accesa e Bibbia aperta. Il dono di una copia dei Vangeli è
sempre stato gradito e apprezzato e ha offerto alle coppie l’occasione di ricercare e leggere direttamente dal testo.
L’ultimo incontro è dedicato alla convivialità, con una cena preparata
con l’apporto di tutti, cui vengono invitate due coppie di sposi che danno la
loro testimonianza. Si conclude con una celebrazione che vede partecipi le
coppie attraverso letture, preghiere e un gesto simbolico e con la benedizione e lo scambio degli auguri.
Alla fine di ogni percorso viene dato un oggetto-ricordo che si lega o al
filo conduttore o a qualche aspetto particolare emerso durante gli incontri
(per esempio: un cofanetto con “perle” preziose, una ricetta del “dolce” ma18
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trimonio + mestolino del miele, un sasso con frase biblica, un volumetto con
il Cantico dei Cantici...).
Nel momento di verifica finale, emerge in tante coppie il desiderio di
continuare ad incontrarsi anche dopo la celebrazione del matrimonio e, grazie al coinvolgimento di una giovane coppia di sposi, stiamo tentando di dare concretezza a questa richiesta.
3. Forania di Santo Stino di Livenza
I percorsi proposti dalla Forania di Santo Stino di Livenza sono molto
semplici. Siamo arrivati a 11 incontri, così articolati.
Il primo incontro è dedicato alla reciproca conoscenza e si chiede ai presenti perché hanno scelto di sposarsi in chiesa. Il secondo incontro viene
destinato alla testimonianza delle tre coppie che accompagnano il percorso
insieme al sacerdote. Il terzo e il quarto: “Costruire la coppia” (psicoterapeuta). Il quinto: “Anche la legge sta con l’amore” (avvocato). Il sesto:
“Scoprire il mistero del corpo” (medico). Il settimo: consumiamo la pizza
insieme. L’ottavo: “Donarsi e donare” (moralista). Il nono: “Celebrare il
matrimonio: preparazione e sacramento” (sacerdote). Il decimo: “Riflessione sulla Bibbia” (sacerdote). L’undicesimo: tutta la domenica pomeriggio
viene dedicata a un tempo di ritiro, alla celebrazione eucaristica e alla cena
comunitaria.
Dopo la fine del percorso, proponiamo alcuni temi da svolgere per chi lo
desidera:
1) ci si ritrova almeno due volte l’anno per stare insieme a tavola;
2) si propone la “lectio divina” due volte al mese (il secondo e il quarto
martedì di ogni mese);
3) si propongono dei corsi di formazione: “Comunicazione e ascolto” (4 incontri); “I metodi naturali” (3 incontri). Altri temi da proporre per
l’approfondimento sono in fase di definizione.
Il sacerdote incaricato dalla Forania cerca di sentire telefonicamente i
fidanzati e le giovani coppie almeno una volta ogni quattro mesi.
In questi ultimi due anni, hanno frequentato i percorsi 127 coppie, di cui
2 si sono lasciate dopo il percorso e più della metà sono gia sposati. Ci si
ritrova due volte l’anno con circa 60 coppie,
Quest’anno sono appena iniziati gli itinerari di formazione, frequentati
da 15 coppie. La “lectio” invece è frequentata da una coppia e qualche persona (siamo fiduciosi).
Abbiamo nel cuore un sogno: istituire in Forania un piccolo centro di
aiuto per la famiglia, dove chi lo desidera possa trovare momenti di forma-
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zione umano-spirituale; formazione non solo di coppie, ma anche di futuri
genitori, per aiutarli nella crescita loro e dei loro figli attraverso corsi mirati
e accompagnamento umano e spirituale.
4. Parrocchia di Santa Maria Maggiore - Cordenons
La Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Cordenons propone un itinerario con la partecipazione di un numero di coppie in media tra 15 e 20, che
si preparano alla celebrazione del matrimonio (la gran parte si sposa entro
un anno).
Le coppie con cui lavoriamo sono molto eterogenee per formazione e
sensibilità, sia religiosa che di valori, essendo un itinerario parrocchiale aperto a quanti, con diverse motivazioni, chiedono di sposarsi in chiesa. Lo
chiamiamo “Percorso di preparazione al matrimonio cristiano” anziché
“Cammino per fidanzati”: infatti sono presenti spesso coppie conviventi o
civilmente sposate, talvolta anche con figli. Per questo motivo, alcuni degli
argomenti proposti nel sussidio di Caresto (per esempio come cambia la vita
da “singoli” a coppia, la sessualità, ecc.) richiedono una ulteriore elaborazione per poter essere presentati e condivisi in gruppo.
Nel nostro percorso collaborano un sacerdote e tre coppie; le tre coppie
si alternano nel portare testimonianze ed esperienze (ad ogni coppia viene
affidato un incontro, a rotazione).
Ciò che tentiamo di fare è soprattutto condividere con i partecipanti le
esperienze di noi sposi, presentare il nostro vissuto, le nostre scelte, anche le
nostre difficoltà alla luce del sacramento che ci unisce, alla scelta di fedeltà
fatta nel matrimonio e rinnovata lungo la nostra vita, seguendo i temi proposti nel sussidio e, per quanto possibile, la metodica e la scansione temporale. Tentiamo di avviare su questi argomenti un dialogo nelle coppie partecipanti, a partire dalla loro diversa sensibilità, con qualche “provocazione” o
stimolo. Puntiamo molto sul lavoro dei gruppi “ristretti”, dove le persone si
aprono maggiormente ed inizia anche una interazione tra le coppie.
Tutto sommato, troviamo buona risposta nei partecipanti, che dimostrano di trovarsi a proprio agio in un clima disteso e colloquiale. Molto importanti e partecipati sono anche i momenti “conviviali”.
5. Parrocchia del Sacro Cuore - Pordenone
Il percorso di preparazione al matrimonio cristiano, che da alcuni anni
accompagniamo presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Pordenone, si arti20
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cola in otto incontri, due dei quali comprendono l’intera giornata della domenica. L’equipe è formata dal parroco e da tre coppie di sposi di diversa
età, in modo da coprire un po’ tutte le fasi della vita matrimoniale. I partecipanti (in linea di massima non più di 15 coppie) arrivano al percorso dopo
aver già avuto un contatto con il sacerdote, per cui nella preparazione degli
incontri è possibile già aver presenti le situazioni specifiche e “tarare” su di
esse lo stile e le modalità di svolgimento.
L’ambiente in cui i fidanzati vengono accolti è una stanza spaziosa, ben
riscaldata e illuminata; le sedie disposte in circolo permettono di vedersi reciprocamente e dei cartellini con i nomi dei partecipanti vengono consegnati
all’inizio di ogni incontro per facilitarne la memorizzazione.
L’impostazione del percorso è molto attenta a favorire il più possibile la
creazione di legami personali tra le coppie di fidanzati e con gli operatori:
per questo, un intero incontro iniziale è dedicato al “presentarsi” reciprocamente e al termine di ogni riunione c’è un momento di convivialità (c’è
sempre un compleanno, un anniversario... come scusa per brindare insieme),
che a volte si prolunga per il gusto di proseguire a tu per tu le riflessioni fatte in precedenza.
La maggior parte degli incontri non prevede la partecipazione di persone
“esterne” all’equipe ed è impostata su lavori di piccoli gruppi (seguiti ciascuno da una coppia animatrice) preceduti da un momento assembleare per
la presentazione iniziale del tema e seguiti dalla condivisione finale.
Anche quando l’incontro è animato da un “esperto”, l’impostazione
mantiene comunque un tono dialogico e in questi casi l’argomento viene
ripreso in momenti successivi per verificare le risonanze che esso ha avuto
nei partecipanti.
Gli incontri sono accompagnati nel momento iniziale o finale da una
preghiera legata al tema affrontato, che viene poi consegnata ai fidanzati.
Le due domeniche trascorse insieme (solitamente in un luogo diverso da
quello degli incontri serali) permettono di rinsaldare i legami che si sono
creati nelle prime serate, di affrontare con più calma argomenti importanti o
ritornare su questioni già toccate, di condividere il pranzo e la celebrazione
eucaristica che assume in questa sede una particolare significatività, permettendo anche a chi non ha più molta consuetudine con le frequentazioni ecclesiali di riscoprire il senso di una liturgia vissuta “in prima persona” e di
riflettere sulla celebrazione del proprio matrimonio.
L’equipe si incontra continuamente durante il percorso per verificare
l’andamento delle serate, aggiustare il tiro rispetto alla programmazione iniziale, valutare l’opportunità delle successive proposte.
Al termine del percorso, ad ogni coppia si richiede una valutazione
dell’esperienza e a ciascuno viene lasciato un foglio con nomi, indirizzi,
numeri di telefono e date dei matrimoni già fissati. Ciò permette di creare
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contatti successivi sia per una serata in pizzeria che in occasione di conferenze o iniziative presenti nel territorio che possano interessare le tematiche
familiari, e diventa poi occasione di partecipazione alle celebrazioni delle
nozze e... premessa per la formazione successiva di gruppi di giovani coppie, che nel tempo continuano ad incontrarsi per proseguire il cammino avviato quando erano fidanzati.
6. Parrocchia di Santa Rita - Portogruaro
Da un paio d’anni, durante il percorso di preparazione al matrimonio
cristiano, la Parrocchia di Santa Rita di Portogruaro ha messo in atto
un’adozione a “distanza ravvicinata”.
Appena il percorso è iniziato, il parroco, alle celebrazioni della domenica, lancia un appello cercando coppie di sposi della parrocchia disponibili a
sostenere con la preghiera una coppia di quei giovani che stanno iniziando il
loro percorso... una sorta di adozione spirituale.
Con un po’ di titubanza all’inizio, si sono fatte avanti tutte le coppie necessarie. Ogni coppia di sposi sorteggia un bigliettino su cui sono riportati i
nomi di una coppia di aspiranti al matrimonio e, con le modalità che ogni
coppia decide, prega per loro.
Durante tutto il percorso prematrimoniale, la comunità parrocchiale viene costantemente informata – tramite il foglio di collegamento – di come il
percorso stesso si viene sviluppando, quali sono gli argomenti trattati in ogni incontro, ecc..
I giovani non conoscono le coppie di sposi che li hanno “adottati”, sanno
soltanto che c’è qualcuno che prega per loro. Il mistero viene svelato la sera
dell’incontro: mentre il parroco spiega il rito del matrimonio ai fidanzati, le
coppie di sposi si ritrovano in chiesa dove Suor Luiselda riassume il percorso fatto. Poi arriva il momento in cui si incontrano assieme gli sposi e gli
aspiranti sposi. Ogni giovane coppia legge il proprio nome e finalmente ha
luogo l’incontro: le coppie, a due a due, hanno l’occasione di conoscersi, di
parlarsi, di scambiarsi occhiate e sentimenti, e non di rado si è vista spuntare su qualche ciglio una lacrima.
Ad ogni coppia viene poi consegnato un dono simbolico; il parroco
quindi invita tutte le coppie ad accostarsi all’altare per un momento di preghiera personale, mentre la musica contribuisce a creare un clima di raccoglimento. Si conclude poi con un momento di festa nella sala parrocchiale.
Ci siamo accorti che, in questi tempi, quando si fatica a trovare gli spazi
da dedicare alla preghiera, fare un’esperienza di affido spirituale come quella che abbiamo messo in atto è una cosa che colpisce molto i giovani e permette loro di fare esperienza di comunità.
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Alcune delle coppie adottanti partecipano alla cerimonia nuziale degli
sposi adottati e, per chi viene ad abitare in parrocchia, il legame continua...
5. Parrocchia di Spilimbergo
La proposta di un percorso per fidanzati alternativo al corso tradizionale
è nata per l’esigenza di offrire, ai giovani che si preparano al matrimonio,
un’esperienza di cammino con forte coinvolgimento religioso, culturale e
umano.
Il percorso si caratterizza prima di tutto per lo stile di relazione caloroso
e intimo, che invita i fidanzati ad una maggior partecipazione e favorisce un
confronto aperto e spontaneo. Sin dal primo appuntamento, che è un momento conviviale, si cerca di mettere a proprio agio i partecipanti, per consentire un clima sereno, dove ognuno si senta accolto e partecipi senza timori nelle attività di gruppo. Le coppie sposate, che animano il percorso, si
propongono come accompagnatori, svolgendo anche la funzione di “tutor”:
seguono perciò, in modo particolare, alcuni dei fidanzati presenti, ricordando loro gli impegni, ospitandoli nella propria casa per un incontro-confronto
sull’esperienza quotidiana della famiglia, cercando di creare con loro un
rapporto di confidenza e fiducia, che possa perdurare anche oltre la conclusione del percorso. L’impegno a vivere relazioni significative con questi
giovani è un elemento essenziale, perché dopo il matrimonio, possano contare su alcune figure di riferimento per proseguire nell’esperienza di fede in
parrocchia e per trovare supporto nei momenti di difficoltà, che potranno
sperimentare lungo il loro cammino.
I temi che si affrontano sono generalmente quelli tradizionali, ma sin
dall’inizio si cerca di modellare il cammino sulle esigenze espresse dai giovani fidanzati. In tutti gli incontri, l’obiettivo prioritario rimane quello di
mettere al centro dell’esperienza sponsale la fede, quale elemento fondante
della vita di coppia, e il progetto della coppia quale risposta alla chiamata di
Dio. Per questo si sviluppano e approfondiscono gli. argomenti, tenendo
presente il cammino vocazionale che la coppia cristiana è invitata a percorrere, e su questo i fidanzati sono invitati a riflettere, per scoprire fin d’ora,
nella loro storia, i segni della presenza di Dio che li ha fatti incontrare.
Gli incontri, che sono otto ed hanno una cadenza mensile da ottobre a
maggio, sono attualmente gestiti da tre coppie di sposi e dal parroco; due di
questi incontri prevedono la presenza di esperti. Ogni incontro viene organizzato con particolare cura, al fine di rendere questi appuntamenti il più
possibile coinvolgenti. Per stimolare la riflessione, si utilizzano strumenti
originali e innovativi; poi si dà spazio alle testimonianze delle coppie di
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sposi e ai lavori in coppia e in gruppo, per consentire a tutti di sviluppare gli
argomenti con un’attenzione particolare alla propria storia personale e condividere con gli altri la propria esperienza, i dubbi, le paure, le speranze.
L’itinerario, come abbiamo già anticipato, inizia con un momento conviviale, dove è possibile conoscersi in un clima di gioia e condivisione. In
questo primo incontro si invitano le coppie a condividere le aspettative sul
corso, per capire quali sono le attese dei partecipanti, e si illustra il programma generale del percorso.
Negli appuntamenti successivi, si affrontano i temi prescelti. Per entrare
pienamente nel tema del matrimonio e scandagliare tutte le problematiche
che si incontrano nell’esperienza quotidiana della coppia, ci affidiamo alla
visione del film “Casomai”, del regista italiano Alessandro D’Alatri. A seguire, ogni coppia “tutor” invita le coppie di fidanzati che le sono state assegnate nella propria casa. Nel corso della serata, utilizzando i numerosi
spunti del film come stimolo per la discussione, ci si confronta cercando di
far emergere gli elementi positivi, i punti di forza, le ricchezze che
l’esperienza matrimoniale offre.
Il percorso prosegue con una riflessione sull’identità della famiglia cristiana. L’incontro si svolge a dicembre, per cui alle coppie viene proposta
una piccola veglia al presepio, e in particolare alla Sacra Famiglia, in preparazione al Natale. Sono Maria, Giuseppe e Gesù Bambino a guidarci in un
momento di preghiera e meditazione, per scoprire il modello ideale della
famiglia cristiana.
I due appuntamenti successivi sono gestiti da esperti: il primo è la riflessione sul tema del sacramento del matrimonio, che viene affrontato da un
parroco; il secondo è dedicato alle dinamiche della vita di coppia tra confronto e conflitto, con. la presenza di una psicologa.
Il tema della fecondità viene trattato con l’ausilio di un audiovisivo,
commentato dalle coppie sposi. Lo scopo è quello di allargare il tema dalla
procreazione all’apertura alla vita, per far comprendere che l’esperienza
sponsale si arricchisce se la coppia vive tutta la sua esistenza con un atteggiamento fecondo, anche verso le molteplici richieste che provengono dalla
realtà sociale.
Mentre il penultimo appuntamento rimane libero per le eventuali richieste di approfondimento del gruppo, il cammino si conclude a Fusine dove,
in una uscita domenicale che dura tutto il giorno, i fidanzati sono invitati a
progettate i primi passi verso il loro matrimonio cristiano e, insieme, si verifica il percorso condiviso.
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Bibliografia
● Diocesi della Lombardia - In cammino verso il matrimonio - Centro Ambrosiano
● Ufficio famiglia Diocesi di Urbino - Comunità di Caresto - Un cammino
per i fidanzati EDB
R. Bonetti - P. Rota Scalabrini - M. Zattoni - G. Gillini - Innamorati e fidanzati San Paolo
● CEI, Ufficio Nazionale per la Pastorale della famiglia e servizio nazionale
per la Pastorale giovanile - Il fidanzamento. Tempo di crescita umana e cristiana - Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo
● CEI, Direttorio di Pastorale Familiare per la Chiesa in Italia - Fondazione di religione (Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena)
● S. Caccia - D. Caldirola - A. Fumagalli - G. Gillini - M. Paleari - A. Torresin - M. Zattoni -Fidanzati e comunità - ANCORA
● Taddei - Navigheremo insieme la vita - LDC
● Mazzinghi - Tobia: il cammino della coppia - Ed. Qiqajon
● Bastare - Eros redento - Ed. Qiqajon
● Albisetti - Amore nonostante tutto - Ed. Paoline
● Martinoi - Sul corpo - Centro Ambrosiano
● Avanti - Ci sposiamo - Ed. Paoline
● L.Padovese - Impegno morale del cristiano - Ed. Concordia 7
● P. Bassani - Navigare a vista. I primi anni di vita insieme alla giovane
coppia - Ed. San Paolo
● R. Beretta e E. Broli - Peccato non farlo - Ed. Piemme
● R. Sonetti - Dire l’amore con corpo e anima - Ed. San Paolo
● R. Sonetti - La reciprocità uomo-donna. Via di spiritualità coniugale e
familiare - Città nuova
● R. Sonetti - Lezioni di amore - Ed. Queriniana
● R. Sonetti - Mistero pasquale e mistero nuziale - Ed. Città nuova
● G. Campanini - Dal cortile del mondo. La famiglia e la società - Ed. San
Paolo
● B. e B. Chovelon - L’avventura del matrimonio - Ed. Qiqajon
● Comunità di Caresto - Venite in disparte e …riposatevi un po’. Schede
per sposi e fidanzati - Ed. Gribaudi
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● C. Gallagher - Incarnati nell’amore. Spiritualità sacramentale e intimità
sessuale - Ed. Gribaudi
● Gruppo LA VIGNA - Abitare la casa. Abitare la vita - EDB
● Gruppo LA VIGNA - Storie di coppie e tracce di Dio - EDB
● L. Moia e P. Tettamanzi - La famiglia, la parrocchia e la pastorale. Storie vere di famiglie aperte alla Chiesa e al mondo - Ed. San Paolo
ENCICLICHE
● Humanae Vitae
● Deus charitas est
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Indice
Presentazione del Vescovo mons. Ovidio Poletto
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1 - Finalità della nota
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2 - Analisi della situazione
7
3 - Contenuti
9
4 - Metodi
11
5 - Operatori
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Appendice
1. Esperienza diocesana
2. Forania di Maniago
3. Forania di Santo Stino di Livenza
4. Parrocchia di Santa Maria Maggiore di Cordenons
5. Parrocchia del Sacro Cuore di Pordenone
6. Parrocchia di Santa Rita di Portogruaro
7. Parrocchia di Spilimbergo
Bibliografia
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settembre 2006
© Commissione diocesana per la Pastorale della Famiglia
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