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Anno XXII – n. 1
Autorizzazione del Tribunale di Milano
n. 70 del 5 febbraio 1994
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Consulente comunicazione
Gianfranco Carrettoni
Direttore responsabile
Franco Ranieri
Direttore 6cienti¿co
Bernardo Ruggeri
Comitato scienti¿co
Roberto CaYallo, Daniele Cazzuf¿,
Alessandro Cocchi, Biagio Gianni’,
Maurizio Gorla, Luigi Fanizzi, Vincenzo Francani,
Luca G. Lanza, Angelo Selis, Luca Talamona,
Giorgio Temporelli, Federico Valerio,
Alberto Verardo, Renato Vismara
Hanno collaborato a questo numero
G.F. Carrettoni, P. Difonzo, L. Fanizzi, V. Ferrari, A.
Lane, M. Marozzini, P. Pastore, C. Pollio, F. Ranieri, B.
Sera, T. Toto, A. Verardo, M. Votta
*ra¿ca ed impaJinazione
Gra¿ca Ripoli snc – TiYoli (RM)
7ipoJra¿a
Gra¿ca Ripoli snc – TiYoli (RM)
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Poliedit srl – Putignano (BA)
Abbonamento ordinario € 130,00
Socio sostenitore € 180,00
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Tiratura 9000 copie
Diffusione 8.500 copie
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ed in ogni caso non oltre sei mesi. Spese
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redazione non risponde del contenuto
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vale la ricevuta del versamento postale
a norma (DPR 22/1286 n.917 Art. 50 e
Art. 75). Conservate il tagliando - ricevuta, esso costituisce documento idoneo e
suf¿cente ad ogni effetto contabile.
Non si rilasciano, in ogni caso, altre quie
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editoriale
Zombie, smartphone e realtà oggettive
5
À scienza e inquinamento
Analisi e valutazione della sicurezza idraulica
nelle trasformazioni urbanistiche
6
# analisi e strumentazione
Atlete II: lavatrici “in prova” nei laboratori di IMQ
14
Gestione di un impianto a fanghi attivi mediante
controllo dei parametri ORP e OD
18
legislazione
La disciplina dei centri di raccolta
24
prima di copertina
Driving Innovation in Municipal Wastewater
Termoflow: un sistema innovativo per la
produzione di aria calda
48
L’evoluzione di un rotore nato vincente
52
Il Biometano: dalla teoria alla pratica
53
L osservatorio ambientale
Riflessioni sui processi decisionali in
materia di “marketing verde”
62
‰ rubriche
Il Libro
35
Attivi per l’ambiente
46
Fiere in Vetrina
47
Prodotti & Servizi
58
Libri
60
28
· report
RemTech Expo: un mondo di conoscenza,
tecnologie e opportunità
energia e ambiente 3
30
· tecnologie applicative
) le aziende informano
Caprari
54
Testo
55
Amianto dipinto
36
NSK
56
Reazioni a catena
40
Econorma
57
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Editoriale
Zombie, smartphone e…
realtà oggettive
Il mio precedente editoriale, in chiusura del trascorso 2014, aveva il seguente
titolo: “La specie umana, un futuro da zombie?“. Non si tratta più di fantascienza in divenire realtà, bensì di un segnale premonitore di come il destino
dell’uomo si stia inevitabilmente incamminando su tale percorso evolutivo. Un
percorso che, purtroppo per noi, è destinato a diventate un’autostrada con un
inizio che data dall’origine della specie ma con un termine che appare sempre
più ravvicinato, forse non quanti¿cabile in termini temporali, ma che nondimeno noi tutti sentiamo non lontano.
E lo avvertiamo non lontano perché molti assiomi del passato, tabù se si vuole,
sono caduti miseramente in polvere nel proseguo dei secoli che hanno caratterizzato l’evoluzione umana.
In particolare, il percorso evolutivo della nostra specie, esploso in misura
stupefacente negli ultimi cento anni con andamento esponenziale, peraltro
annullando molte credenze che apparivano inamovibili e destinate ad accompagnare l’uomo sino alla ¿ne, ha registrato una imprevedibile rivoluzione copernicana. La ricerca scienti¿ca, e le sue strabilianti applicazioni, hanno inferto
un colpo de¿nitivo ai dogmi del teismo nelle cui varie forme ci si rifugiava in
cerca di un abbraccio protettivo. La spiegazione della natura dei fenomeni
naturali ha reso inutile, ed anche fuori luogo, il perdurare dei misticismi vari
acquisiti sin dalla nascita e sovente imposti come obbligo di vita.
Uno dei Comandamenti delle Tavole di Mosè “Io sono il signore Dio tuo, non
avrai altro Dio al di fuori di me” ha costituito un assioma che solo da relativamente pochi decenni ha visto incrinati nelle masse popolari i fondamenti su
cui poggia; il suo dettato è impositivo ed implica l’accettazione passiva di un
“quid” sconosciuto senza il diritto di veri¿ca. I personaggi che nel lontanissimo
passato umano coniarono tali ardite costruzioni teologiche e le loro leggi furono dei Grandi e possono considerarsi i precursori dell’ordinato vivere sociale:
Mosè, Gesù, Confucio, Maometto meritano tutta la gratitudine e l’ammirazione
dei popoli cui hanno elargito il loro messaggio di coesione e dignità sociale.
Chi scrive queste riÀessioni si considera intellettualmente un agnostico, e ritengo lo rimarrà sino al termine del suo iter di vita. Lo è, e lo sarà giacché è sua
convinzione che né la scienza né le sue meravigliose derivazioni tecnologiche
riusciranno a risolvere il divario ormai molto esile che le separa dal concetto
astratto di divinità. A suo personalissimo avviso le due posizioni mentali riescono incompatibili l’una all’altra sino al limite loro consentito.
La prima risulta una costruzione mirabile per conoscenza e fattibilità, che rispecchia, peraltro, realtà oggettive di nostra appartenenza; la seconda delinea
il concetto astratto di dogma, da accettare o ri¿utare a priori; ossia l’incognita
nelle sue impenetrabili nebbie meta¿siche.
A questo punto si vorrebbe che siffatte realtà/non realtà potessero trovare il
loro punto di incontro in un dualismo che consenta ad entrambe di coesistere
in simbiosi armonica. Il che purtroppo non risulta possibile: per quanto fantastico il cammino evolutivo della scienza non risolverà mai il “quid “ dell’Universo
nel suo essere e relativa evoluzione. Ogni teoria in proposito potrà rivelarsi
sempre e comunque un’ipotesi; per quanto affascinante non sfuggirà ad ulteriori interrogativi. Per contro, il dogma non consente veri¿che né speculazioni
intellettuali: è e resta una posizione esclusiva di accettazione o ri¿uto.
La specie umana, come le altre, costituisce una delle variabili che compongono il complesso mondo “conosciuto” e sottoposto ad evoluzione continua.
Variabile dominante, che però rischia di restare vittima delle sorprendenti variazioni di cui lei stessa si è resa arte¿ce.
La realtà, il senso di vita quotidiana, rischiano di sfuggire alla percezione
dell’uomo di oggi. La tecnologia elettronica ha causato le più profonde modi¿cazioni al comportamento di ognuno di noi. Le comunicazioni si effettuano in
tempo reale quale che sia la distanza che intercorre fra le persone. Questo è
bello, meraviglioso? Per un verso, certamente, giacché risulta espressione di
completezza, sicurezza, compiacimento ed appagamento. Per un altro, l’allentamento delle relazioni personali si dimostra disarmante ed inevitabile. Il
rischio di perdere la nostra personalità, di non sapere più comunicare tra noi
se non con i supporti elettronici anche a distanza molto ravvicinata non solo è
reale bensì segno premonitore della nostra vulnerabilità soprattutto futura. Ai
tempi odierni, qualora si abbia ventura di salire su un trasporto pubblico anche
affollato, sette persone su dieci, di qualsiasi età, tengono gli occhi incollati a
ciò che io mi diletto di de¿nire lo “specchietto”, ossia lo smartphone: dentro tale
“aggeggio” è possibile introdurre di tutto, di utile ma anche di superÀuo. Però
ci dona una sensazione di sicurezza, di protezione dal malessere strisciante
de¿nito come solitudine.
Viene spontaneo il seguente interrogativo: ”Se già oggi il moltissimo di cui
siamo possessori non riesce a lenire la solitudine ed il vuoto che ci assalgono,
quale futuro ci verrà riservato? Quali le prospettive? Saremo ancora noi gli
arte¿ci dell’evoluzione dei pianeta oppure tale nostro ruolo si avvierà fatalmente, molto rapidamente, alla conclusione? C’è da temere un non certamente
allettante futuro da zombie? Tale rischio, purtroppo, è altissimo. Il rischio che
il futuro suf¿cientemente prossimo riuscirà esclusivo appannaggio dell’intelligenza arti¿ciale, scaturita a sua volta dall’intelletto umano, non appartiene più
alla fantascienza, bensì alle ipotesi possibili.
Per la nostra specie sussistono due pericoli estremi: la perdita dell’identità,
l’estinzione nel tempo a causa di quanto ha creato essa stessa.
il direttore responsabile
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5
À
Scienza & Inquinamento
Analisi e valutazione della sicurezza
idraulica nelle trasformazioni urbanistiche
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Gli obiettivi della sicurezza idraulica, nelle azioni di trasformazione
urbanistica, sono de¿niti, statisticamente, in termini di tempo di ritorno
(Tr) degli eventi meteorologici. All’uopo, pertanto, costituisce obiettivo
primario, la riduzione della pericolosità alluvionale, così come de¿nita dal D. Lgs. 23 febbraio 2010, n. 49, ossia la riduzione dei carichi
idraulici prodotti, in riferimento alle trasformazioni antropiche, operate
sul tessuto territoriale esistente.
Analisi pluviometrica
Per la determinazione dei carichi idraulici, prodotti dal progetto di una
nuova urbanizzazione territoriale, attraverso le tradizionali metodologie, è necessario calcolare la curva di possibilità pluviometrica (cpp),
che de¿nisce le altezze di pioggia e le relative intensità, per fenomeni
di durate temporali diverse. Dovendo affrontare, sostanzialmente, un
problema di reti fognarie, s’impiega la curva di possibilità pluviometrica, a due parametri, che meglio ricostruisce le precipitazioni intense
e di breve durata (E. -. Gumbel, 1957). Seguendo le indicazioni, presenti nella disciplina regionale (art. 113, comma 1, D. Lgs. 3 aprile
2006, n. 152 e s.m.i.), per la stima della portata di piena, viene adottato, normalmente, un tempo di ritorno idrologico di 5 anni (p.to 8.3.5,
di cui al DPCM 4 marzo 1996).
Stima ed impatto dei carichi idraulici
Nella fase di stima dei carichi idraulici, si valuta l’impatto, che questi
possono avere, nella trasformazione prevista in progetto, indicandone
gli interventi necessari e suf¿cienti atti a garantire l’invarianza idraulica ossia l’invarianza del dHÀuVVR idricR Vul VuRlR, rispetto alla condizione iniziale (anWH RpHraP). Si procede, quindi, a suddetta stima ed
alle relative misure compensative considerando, per le due tipologie
analizzate (ante e pRVt RperaP), secondo l’ipotesi d’intervento, con
un uso del suolo gravoso, in termini di formazione del carico idraulico
da smaltire. Le due tipologie d’uso del suolo: aJricRlR e prRduttivR;
riassumono le più frequenti con¿gurazioni d’uso che, nella fase progettuale, è possibile de¿nire con precisione. I carichi idraulici, prodotti
dalla trasformazione urbanistica, oggetto di studio, sono stimati utilizzando il metodo dell’invaso. Per la valutazione del coef¿ciente di
deÀusso >ij ” 1,00@, si fa riferimento all’espressione (AA.VV., 1997):
ij
ijIMP Â IMP ijPERM Â (1 – IMP)
Dove IMP è il cosiddetto cReI¿ciente di iPperPeaEilitj, rapporto tra
le aree impermeabili e l’area totale del bacino. Nella Tabella 1, sono
riportati i valori dei coef¿cienti ijIMP e ijPERM, in funzione del tempo di
ritorno Tr (AA. VV., 1997).
&XUYDGLSRVVLELOLWjSOXYLRPHWULFD
h = a’ ȉ t n’
con a’ >mm/hn’@ ed n’ >n. p.@, parametri della suesposta equazione monomia, rappresentativa della ccp, ragguagliati alla super¿cie, del bacino scolante, interessata dal progetto di trasformazione antropica (U.
Puppini, 1932):
a’ =
Per Tr = 5 anni, si adottano i valori: ijIMP = 0,80 e ijPERM = 0,20 (come
si appalesa, tali valori penalizzano le impermeabilizzazioni, sovrastimandone i coef¿cienti di deÀusso, al contempo sottostimano, in egual
modo, i coef¿cienti di deÀusso delle parti permeabili).
Metodi per il calcolo delle portate di piena
e
n’ =
nelle quali S >ha@ è la super¿cie del bacino, a >mm/hn@ il coef¿ciente
Tempo di ritorno Tr [anni]
MIMP
<2
0,60 y 0,75
0,00 y 0,15
2 y 10
> 10
0,65 y 0,80
0,10 y 0,25
0,70 y 0,90
0,15 y 0,30
MPERM
Tabella 1 – Valori dei coefficienti di deflusso per aree
impermeabili e permeabili (AA.VV. 1997).
6
della curva di pioggia ed n >n. p.@ il suo esponente.
Per il modello di calcolo delle portate di piena, si fa uso di metodi di
tipo concettuale ovvero dati da modelli matematici. Tra i modelli di
tipo analiticRcRncettuale, di trasformazione aIÀuVVi-deÀuVVi, disponibili in letteratura, il più adatto, in considerazione del grado di determinatezza di alcuni elementi progettuali (quali, ad esempio, la reale
distribuzione urbanistica, la reale lunghezza della rete di raccolta ¿no
al collettore fognario o al corpo recettore più vicino), appare il metodo
dell’invaso. Tale metodo de¿nisce la portata critica come quella portata che risulta esattamente pari, per la durata critica (șc), alla portata
di riempimento della rete, nella sezione di chiusura considerata. Da
questa condizione, con l’ovvio signi¿cato dei simboli, derivano le relazioni (G. Becciu et Al., 2013):
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l’Ambiente
șc = (2,6 + n’)
[h]
E’ sempre opportuno veri¿care che tale valore critico, non si discosti
troppo dal tempo di corrivazione (Tc = tempo di accesso alla rete di
drenaggio + tempo di rete). Onde:
1
șc = p0 × S × n’ ×
(φ
j ˜ a' ) n'
w
e
w=
1
1
n'
Esaminando la trasformazione, aIÀuVVi-deÀuVVi, secondo il modello
concettuale dell’invaso, il coef¿ciente udometrico può essere calcolato nel seguente modo (A. Pistocchi ed Al., 2004):
u=
[L/(s · ha)]
[m]
W0 = w0 Â S Â IMP [m3]
Per il volume invasato dalla rete, Wr, si considera, invece, l’80 % della
somma dei volumi massimi dei collettori a monte:
Wr = 0,80 Â S ʌ ·
L [m3]
ovvero, in mancanza di dati sulla rete di drenaggio, quest’ultimo può
essere stimato secondo la seguente relazione (mod. G. Iannelli1,
1969):
· (0,005 · r · S 0,227) · S · 104 [m3]
dove:
n’ (adimensionale) è l’esponente della curva di possibilità pluviometrica;
S [ha] è l’area del bacino di drenaggio;
0,005 m3/m2 volume dei piccoli invasi;
r (adimensionale) è il coef¿ciente di G. Cotecchia (G. Iannelli2, 1969),
che assume i seguenti valori:
0,27 per territori a forte pendenza;
0,29 per territori a media pendenza;
0,33 per territori a debole pendenza.
L [m] è la massima lunghezza della rete di drenaggio (AA.VV., 1997)
# 19,10 · (100 · S)0,548.
Valutazione dei volumi di invasi compensativi
Come misura di mitigazione e compenso, si provvede ad invasare
la differenza dei volumi, fra stato di progetto (pRVt RperaP) e stato
di fatto (ante RperaP). I volumi di invaso, da realizzare, per garantire
l’invarianza idraulica, nelle super¿ci soggette a trasformazione antropica, si possono ricavare con differenti metodologie, ognuna delle
1/2015
Metodo dell’invaso
[L/s]
dove p0 è un parametro che dipende dalle unità di misure richieste e
dal tipo di bacino (per bacini di modeste dimensioni, vale 2.168; G.
Becciu et Al., 2013), w [m] è il volume speci¿co d’invaso, ij [” 1] è il
coef¿ciente di deÀusso, S [ha] è l’area del bacino scolante, a’ [m/hn’]
ed n’ [n. p.], i parametri, ragguagliati, della curva di pioggia. Per quanto riguarda la stima del volume dei piccoli invasi, w0, si usano valori
unitari dell’ordine di w0 = 15 m3/haIMP, da applicare alla sola parte di
bacino impermeabile dell’area del bacino:
Wr = 0,80 ·
quali speci¿ca, per determinati casi. La letteratura riporta vari metodi
di calcolo, nel seguito, fra questi, viene descritto quello adottato ossia
il metodo dell’invaso.
In cui p0 è un parametro dipendente dalle unità di misura richieste
e dal tipo di bacino (generalmente, per piccoli bacini, vale 2530; C.
Datei et Al. 1996), a’ ed n’ sono i parametri della curva di possibilità
pluviometrica, ij rappresenta il coef¿ciente di deÀusso e w il volume
di invaso speci¿co. Volendo mantenere costante il coef¿ciente udometrico (invarianza idraulica), al variare del coef¿ciente di deÀusso,
indotto dalla trasformazione urbanistica ossia delle caratteristiche
idrauliche delle super¿ci drenanti, per valutare i volumi di invaso,
in grado di modulare il picco di piena, si può scrivere (A. Pistocchi,
2001):
w = w0 ·
[m3//h
[m
/ha]
ha
a]]
dove :
w0 = volume speci¿co di invaso, prima della trasformazione dell’uso
del suolo;
ij0 = coef¿ciente di deÀusso speci¿co, prima della trasformazione
dell’uso del suolo;
n’ = esponente, ragguagliato, della curva di pioggia, di durata inferiore all’ora (dal momento che i tempi di corrivazione attesi dalle aree,
tutte di modeste estensioni, sono inferiori all’ora);
Ȟ0 = volume speci¿co di invaso per super¿cie impermeabilizzata;
I = percentuale di super¿cie impermeabilizzata;
P = percentuale di super¿cie che non viene ViJni¿cativaPente modi¿cata, sistemata o regolarizzata, totalmente inalterata, indipendentemente dalla permeabilità o meno della sua super¿cie (I + P = 100 %).
Per la determinazione delle componenti di w0, le indicazioni di letteratura porgono, 50 m3/ha nel caso di fognature, in ambito urbano, comprendente i soli invasi di super¿cie e quelli corrispondenti alle caditoie
e similari (C. Datei et Al., 1997). Il Centro di Studi sui DeÀussi Urbani,
con sede presso il Politecnico di Milano, ha suggerito di calcolare il
volume dei piccoli invasi, in ragione di 15 m3/ha di area impermeabilizzata (A. Paoletti, 1996). Il volume totale, espresso dalla relazione:
W = w · S [m3]
a servizio del territorio di nuova urbanizzazione, essendo S l’area di
trasformazione, può essere realizzato sia sotto forma di rete di drenaggio (i cui collettori, però, andranno sovrastimati, rispetto alle pra-
7
À
Scienza & Inquinamento
tiche ordinarie), sia sotto forma di vasche d’invaso ovvero laghetti (a
seconda delle esigenze architettonico-urbanistiche).
Azioni compensative e di mitigazione
Per quanto riguarda il principio dell’invarianza idraulica, in linea generale, le misure compensative sono da individuarsi nella predisposizione di volumi di invaso che consentano la laminazione delle piene.
Nell’area in trasformazione territoriale, pertanto, andranno predisposti dei volumi che devono essere riempiti, man mano che si veri¿ca
deÀusso dall’area stessa, fornendo un dispositivo che ha rilevanza,
a livello di bacino, per la riduzione delle piene, nel corpo recettore.
L’obiettivo dell’invarianza idraulica, richiede una trasformazione d’uso, attraverso opportune azioni compensative, nei limiti del modello
adottato, per i calcoli dei volumi, gli oneri del consumo della risorsa
territoriale, costituita dalla capacità di un bacino di regolare le piene
e, quindi, di mantenere le condizioni di sicurezza idraulica, del territorio, nel tempo. Prima di entrare nel merito della speci¿ca tecnica di
calcolo, si introduce una classi¿cazione degli interventi, di trasformazione super¿ciale, che consente di de¿nire, qualitativamente, le soglie
dimensionali, in base alle quali applicare considerazioni differenziate,
in relazione all’effetto atteso dall’intervento (mod. M. G. Marziliano et
Al., 2008) .
Classe Intervento
Definizione
CL1
Trascurabile impermeabilizzazione
potenziale
Intervento su superfici di estensione inferiore
a 0,1 ha.
CL2
Modesta impermeabilizzazione
potenziale
Intervento su superfici comprese fra 0,1 e 1
ha.
CL3
Significativa impermeabilizzazione
potenziale
Intervento su superfici comprese fra 1 e 10
ha; interventi su superfici di estensione oltre
10 ha con grado di impermeabilizzazione
IMP 0,3.
CL4
Marcata impermeabilizzazione
Intervento su superfici superiori a 10 ha con
grado di impermeabilizzazione IMP ! 0,3.
Tabella 2 í Classificazione degli interventi di trasformazione
superficiale ai fini dell’innovazione idraulica.
Per ciascuna classe di invarianza idraulica, si riportano in tabella,
quindi, le azioni da intraprendere:
Calcolazioni (esemplificazioni)
Ad esempli¿cazione di quanto teoricamente esposto, si riporta,
di seguito, l’applicazione del calcolo della realizzazione di un invaso di compensazione dell’impermeabilizzazione, afferente un
intervento di trasformazione urbanistica, interessante una super¿cie totale pari a S = 3,54 ha > 1 ha.
Nel caso in esame (essendo S ” 10 ha), ci si trova nella situazione di “signi¿cativa impermeabilizzazione potenziale” (CL3), che
comporta, oltre alla normale veri¿ca, con il metodo convenzionale [w = w0 ·(ij/ij0)(1/(1-n))-15 · I – w0 · P], anche un’ulteriore valutazione, considerando, su un tempo di ritorno idrologico di 10 anni,
una durata di pioggia di 2 ore.
Calcolo del volume d’invaso
Per il calcolo del volume d’invaso, si applica la seguente formula:
w = w0 ·
[[m
[m]
m]
nella quale:
w0 = 50 m3/ha;
Ȟ0 = 15 m3/ha;
ij0 = coef¿ciente di deÀusso, prima della trasformazione (ante
RperaP);
ij = coef¿ciente di deÀusso, dopo la trasformazione (pRVt RperaP);
n’ = esponente della curva di pioggia;
I = percentuale di area trasformata;
P = percentuale di area non trasformata (p. inalterata).
Per la valutazione dei coef¿cienti di deÀusso, ij e ij0, si è fatto
riferimento alle seguenti espressioni:
ij0 = 0,80 · IMP0 + 0,20 · PER0 = 0,80 · IMP0 + 0,20 · (1 í IMP0)
e
ij = 0,80 · IMP + 0,20 · PER = 0,80 · IMP + 0,20 · (1 – IMP)
Classe G¶LQWHUYHQWR
Descrizione
CL1
Superfici 0,1 ha
Adottare buoni criteri costruttivi per ridurre le superfici
impermeabili, quali le superfici dei parcheggi (tetti
verdi, eccetera).
CL2
Superfici comprese fra 0,1 e 10
ha
Oltre al dimensionamento dei volumi compensativi
cui affidare funzioni di laminazione delle piene è
opportuno che le luci di efflusso non eccedano le
dimensioni di un tubo di diametro di 200 mm e che i
tiranti idrici ammessi nell’invaso non eccedano 1
metro.
nelle quali:
IMP0 = frazione dell’area totale, da ritenersi impermeabile, prima
della trasformazione;
IMP = frazione dell’area totale, da ritenersi impermeabile, dopo
la trasformazione;
Per0= frazione dell’area totale, da ritenersi permeabile, prima della trasformazione;
Per = frazione dell’area totale, da ritenersi permeabile, dopo la
trasformazione.
CL3
Superfici comprese fra 1 e 10 ha;
IMP 0,3
Oltre al dimensionamento dei volumi compensativi
cui affidare funzioni di laminazione, è opportuno che i
tiranti idrici ammessi nell’invaso e le luci di efflusso
siano correttamente dimensionati, in modo da
garantire la conservazione della portata massima
defluente dall’area in trasformazione ai valori
precedenti l’impermeabilizzazione.
Si precisa che la frazione P, si riferisce, esclusivamente, alla percentuale di area che non viene signi¿cativamente modi¿cata, regolarizzata o sistemata, totalmente inalterata, indipendentemente dalla permeabilità o meno della sua super¿cie.
Superfici ! 10 ha; IMP ! 0,3
E’ richiesta la presentazione di studio idraulico di
dettaglio, molto approfondito
CL4
Tabella 3 í Suddivisione degli interventi da intraprendere ai fini
dell’innovazione idraulica.
8
Ubicazione cartografica dell’area di intervento
Nel caso speci¿co, si prendono in esame le caratteristiche idrauliche di terreni agricoli siti nell’agglomerato urbano del Comune di
1/2015
l’Ambiente
Bari. La zona è caratterizzata dalla seguente curva di possibilità
pluviometrica (stazione pluviometrica di Bari Osservatorio; Bacino delle Murge), con Tr = 5 anni:
Pertanto i coef¿cienti di deÀusso risulteranno, rispettivamente,
pari a:
h = 35 · t 0,40 per t < 1h
e
ij0= 0,80 · 0 + 0,20 · ( 1 í 0) = 0,20
ij = 0,80 · (20.408/35.408) + 0,2 · (1 – 20.408/35.408) = 0,55
h = 35 · t 0,20 per t > 1 h
Situazioni idrauliche ante e post operam
L’intervento in progetto, oggetto d’invarianza, riguarda la realizzazione di un insediamento residenziale. Nel rispetto degli obiettivi dell’invarianza idraulica, che impone a chi effettua trasformazioni di uso del suolo, la realizzazione di azioni compensative
e di mitigazione, al ¿ne di mantenere inalterata la capacità di
un bacino di regolare le piene, si è considerata, come super¿cie
idraulicamente esposta, quella territoriale, oggetto d’intervento
urbanistico, d’estensione pari a 3,54 ha.
Nel caso speci¿co, per la trasformazione antropica, in oggetto,
avremo:
‡
Per lo stato di fatto iniziale (situazione idraulica ante operam):
Terreno agricolo
Aree impermeabili
Totale
Superficie
reale
U. M.
35.408
m
0
35.408
Coefficiente di
assorbimento
Superficie
equivalente
U.M.
0,00
0
m
2
2
m
2
m
1,00
2
2
0
0
m
2
m
Super¿cie impermeabile equivalente ante trasformazione =
0 m2 (IMP0 = 0);
Super¿cie permeabile equivalente ante trasformazione
=
2
35.408 m (PER0 = 1).
‡
Per lo stato di progetto (situazione idraulica post operam):
Superficie
reale
U.M.
Lotti edificabili
12.500
m
2
Strade, marciapiedi, piste ciclabili e
parcheggi (pavimentazioni
impermeabili)
14.158
m
2
Verde (area a parco)
6.150
m
Terreno non oggetto di significative
trasformazioni (vasca di
laminazione)
Totale
2.600
m
35.408
m
Superficie
equivalente
U.M.
6.250
m
2
1,00
14.158
m
2
2
0,00
0
m
2
2
0,00
0
m
2
20.408
m
2
Coefficiente di
assorbimento
0,50
()
e le percentuali di area, trasformata e non trasformata, pari a:
I = 32.808/35.408 = 0,93 percentuale di area trasformata;
P = 2.600/35408 = 0,07 percentuale di area inalterata;
I + P = 1,00 (100 %).
Quindi il “volume minimo” d’invaso, per ogni ettaro di super¿cie
(i. speci¿co), interessata idraulicamente dall’intervento di trasformazione urbanistica, verrà calcolato come segue:
w = 50 · (0,55/0,20)1/(1í0,40) – 15 · 0,93 – 50 · 0,07 = 252,44 m3/ha
Considerando che l’area interessata dall’intervento, ha una super¿cie di 3,54 ha, si ottiene un volume d’invaso, per il dimensionamento della vasca di laminazione, pari a:
W = 252,44 m3/ha · 3,5408 ha = 893,84 m3
Come volume d’invaso, quindi, è possibile computare, all’interno
del suddetto volume di laminazione anche l’80 % del volume,
costituito dalla rete fognaria, posta a monte della vasca di laminazione:
Wr = 0,80 · 163 m3 = 129,60 m3
A tale scopo si ritiene opportuno maggiorare leggermente il diametro della rete fognaria (D = 0,700 m), af¿nché sia possibile
ridurre il dimensionamento della vasca di laminazione. Se si considera di ridurre il volume, sopra calcolato, derivante dall’intera
rete fognaria di adduzione, corrispondente a ca. 130 m3, si ottiene un volume, residuo d’invaso, pari a:
ǻW = 893,84 – 129,60 = 764,24 m3
Pertanto la vasca di laminazione dovrà essere dimensionata per
contenere almeno 764,24 m3 di acqua. Si prevede, di conseguenza, una vasca di laminazione di 765 m3 d’acqua, con bocca
d’efÀusso tassata.
2
() Il coefficiente di assorbimento utilizzato per i lotti edificabili, tiene conto della percentuale del lotto che,
verosimilmente, sarà destinata a verde condominiale (aiuole) o comunque, avrà un certo grado di
permeabilità.
Super¿cie impermeabile equivalente post trasformazione =
20.408 m2 (IMP = 0,58 > 0,3);
Super¿cie permeabile equivalente post trasformazione
=
15.000 m2 (PER = 0,42);
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Super¿cie oggetto di signi¿cative trasformazioni
(35.408 í 2600) = 32.808 m2
Dimensionamento e verifica della strozzatura
(bocca tassata)
Le ipotesi di lavoro prevedono l’utilizzo di una tubazione circolare, a sezione chiusa, di diametro da calcolare, posta al fondo
della vasca d’invaso. Tale bocca tassata, dovrà essere dimensionata adeguatamente, af¿nché la portata ammissibile, efÀuente al
corpo ricettore, non risulti superiore a quella speci¿ca (coef¿cien-
9
À
Scienza & Inquinamento
te udometrico u), ante RperaP, stimata pari a 20 L/(s · ha). Inoltre, al ¿ne di evitare possibili intasamenti, della bocca tassata, in
uscita, è stato posto un limite massimo del diametro del tubo, pari
a 20 cm. Con le formule a seguire, valide per condotte circolari,
una volta ¿ssato il battente massimo, sopra l’asse della condotta
di immissione, al ricettore ¿nale, si determina il diametro della
bocca tassata, che impedisce il deÀusso nel ricettore di valle,
dell’acqua d’accumulo, in modo eccessivamente veloce (vu < 5
m/s). La formula, utilizzata, per il calcolo del diametro della bocca
tassata (luce a Eattente idraulicR, a spigolo vivo), è la seguente
D. Citrini et Al., 1987):
Qamm = ȝ · ȍ · (2 · g · h)0,5 [m3/s]
onde, imposto:
Qamm = Qagr = u · S = 0,020 m3/(s · ha) · 3,5408 ha
= 0,07082 [m3/s]
La velocità massima, invece, risulta di:
vu = 0,07031/0,01767 = 3,98 m/s < 5,00 m/s
derivano, la sezione del condotto:
ȍ=
Per la vasca d’invaso, pertanto, si prevedono le seguenti dimensioni geometriche utili:
[m2]
ed il suo diametro:
25,25 m · 25,25 m · 1,20 m = 765,08 m3 • 765 m3
Du =
[m]
dove:
ȝ = 0,82 (adimensionale), è il coef¿ciente di efÀusso dall’imboccatura Venturi (E. Scimeni, 1964);
g = 9,81 m/s2 è l’accelerazione di gravità, sulla super¿cie terrestre;
h = 1,20 m è il tirante idrico, ¿ssato sopra la mezzeria della sezione del condotto d’immissione.
La portata uscente, con la condotta adottata (DN = 150 mm),
quindi, risulta di:
Qu = 0,82 · 0,01767 · (2 · 9,81 · 1,20)
= 0,07031 m3/s < 0,07082 m3/s
0,5
Verifica della volumetria, per piogge con tempo
di ritorno di 10 anni e durata di 2 ore
Il volume di invaso, di compensazione dell’impermeabilizzazione
effettuata (formula del W), avendo un valore di:
W = 893,84 m3 > ǻV = 433,32 m3
è, ampiamente, veri¿cato.
Parametri
Valori
Superficie territoriale (St)
U.M.
3,5408
ha
Tempo di ritorno idrologico (Tr)
10
anni
Coefficiente della curva di pioggia (a’)
40
mm/h
Esponente della curva di pioggia (n’)
0,20
í
2
h
Durata della pioggia (tp)
Parametri
Valori
U.M.
Coefficiente di deflusso post operam (ij)
0,55
í
Portata ammissibile
0,07082
m /s
3
Altezza d’acqua piovuta in tp (h = a’· tp )
48,25
mm
1,20
m
Volume d’acqua piovuto in tp (Vp = h · St)
1.708,27
m
3
0,01778
m
Volume effluente in tp (Ve = Vp · ij)
939,55
m
3
3
Battente massimo sulla bocca tassata
Sezione massima del condotto
2
n’
DN massimo condotto
0,151
m
Portata effluente dalla strozzatura adottata (Qu)
0,07031
m /s
DN adottato per il condotto
0,150
m
Volume scaricato nel ricettore in tp (VU = Qu · tp)
m
3
0,01767
m
506,23
433,32
m
3
Sezione del condotto adottato
10
2
Volume da laminare ('V = Ve – Vu)
n’
1/2015
À
Scienza & Inquinamento
Bibliografia
[1] C. Datei, L. Natale (1996): “Le reti idrauliche”, Manuale di
Ingegneria Civile, Ed. =anichelli ESAC, Bologna;
[2] C. Datei, L. Da Deppo, P. Saladin (1997): “6iVtePaziRne dei
cRrVi d’acqua”, Ed. Cortina, Padova;
[3] A. Paoletti (1996): “6iVtePi di IRJnatura e drenaJJiR urEanR”,
Ed. CUSL, Milano;
[4] AA.VV. (1997): “6iVtePi di IRJnatura 0anuale di prRJettaziRne”, Centro Studi DeÀussi Urbani, Ed. +oepli, Milano;
[5] U. Puppini (1932): “&ReI¿cienti udRPetrici per Jenerica Vcala
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[6] E. Scimeni (1964): “&RPpendiR di idraulica”, Ed. CEDAM,
Padova;
[7] G. Becciu, A. Paoletti (2013: “)RndaPenti di cRVtruziRni idrauliche”, Ed. UTET, Torino;
[8] M. G. Marziliano, P. Secondini (2008): “Le reti idrRJra¿che
urEane”, Ed. Alinea, Firenze;
[9] G. Iannelli1 (1969): “&RnVideraziRni per l’eVtenViRne delle
pRVViEilitj di applicaziRne del PetRdR dell’invaVR nel calcRlR delle IRJnature pluviali´, Ingegneria Sanitaria, n. 5, Ed. IPI, Milano;
[10] G. Iannelli2 (1969): “8na VePpli¿caziRne del PetRdR del vRluPe d’invaVR per il calcRlR delle IRJnature pluviali´, Ingegneria
Sanitaria, n. 4, Ed. IPI, Milano;
[11] A. Pistocchi, O. =ani (2004): “L’invarianza idraulica delle traVIRrPaziRni urEaniVtiche il PetRdR dell’$utRritj dei Eacini reJiRnali rRPaJnRli”, Atti del ;;I; Convegno di Idraulica e Costruzioni
idrauliche, Trento;
[12] E. J. Gumbel (1957): “6tatiVticV RI e[trePeV´ &RluPEia 8niverVit\ 3reVV 1eZ <RrN
[13] D. Citrini, G. Noseda (1987): “,draulica´ ,, (diziRne &aVa
(ditrice $PErRViana 0ilanR
[14] A. Pistocchi (2001): “La valutaziRne idrRlRJica dei piani urEaniVtici”, Ingegneria Ambientale, n. 7/8, Ed. CIPA, Milano;
Italia ancora ultima in Europa per il riciclo
delle pavimentazioni stradali
L’Italia è fanalino di coda nel riciclo delle pavimentazioni stradali: solo il 20% (contro una media europea
che s¿ora il 60%) viene recuperato. Ogni anno il pieno recupero delle pavimentazioni stradali “fresate” produrrebbe un valore economico di almeno 500 mln di euro senza contare la riduzione di emissioni inquinanti
equivalenti a quelle generate da 3 raf¿nerie di medie dimensioni e dal traf¿co prodotto da 330.000 autocarri
sul territorio nazionale. Sono questi i principali dati che emergono dall’analisi condotta dal Siteb - l’Associazione Italiana Bitume e Asfalto Stradale - che ha elaborato e confrontato i dati nazionali relativi al riciclo
delle pavimentazioni stradali con quelli dei principali Paesi Europei.
Come testimoniato dallo studio promosso dall’Associazione, l’Italia (un tempo il secondo mercato in Europa dietro alla Germania per le attività connesse alla realizzazione e manutenzione di strade) ha perso posizioni, ma comunque resta ai primissimi posti per la produzione di conglomerato bituminoso con 22,3 milioni
di tonnellate; la precedono solo Turchia (46,2 mln), Germania (41 mln) e Francia (35,4 mln). In compenso
il nostro Paese è in coda (terz’ultimo posto) nella speciale classi¿ca dei Paesi che riciclano maggiormente
questo materiale seguito solo da Repubblica Ceca (18%) e Turchia (3%). A differenza di ciò che avviene
in Paesi come Germania (90% di recupero), Francia (64%), Regno Unito (80%) e anche nel piccolo Belgio
(61%), in Ungheria (90%), in Svizzera (48%) e nella Slovenia (26%), in Italia si recupera solo il 20% del
fresato disponibile, con grave spreco di risorse economiche.
Questo materiale, oltre a possedere elevate caratteristiche tecniche e ad essere totalmente riutilizzabile
nelle costruzioni stradali, possiede infatti un notevole valore economico. Lo hanno capito bene nel resto
dell’Europa: in Francia vige il “divieto” di portare in discarica il fresato d’asfalto, considerato “prodotto primario”, da riutilizzare nel ciclo produttivo. La Germania, che ha perso quest’anno il primato europeo nella
produzione di asfalto a vantaggio della Turchia, giudica il fresato d’asfalto (11,5 mln di tonnellate) come il
miglior materiale costituente e lo recupera al 90%. In Olanda, Paese notoriamente povero di terra, sono
attivi impianti che eliminano l’eventuale presenza di catrame nel materiale raccolto e consentono di recuperare totalmente l’inerte. In Italia il fresato, pur avendo le caratteristiche di un sottoprodotto secondo l’art.
184 bis del Dlgs 182/06 (ovvero originato da un processo produttivo il cui scopo non è la produzione di questa sostanza, la certezza del suo riutilizzo e la valenza economica del materiale), viene considerato dalla
Pubblica Amministrazione un ri¿uto speciale e in tutti i modi si cerca di ostacolarne il recupero pensando
di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini (per informazioni: [email protected], [email protected]).
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11
AGRO-FARMACEUTICO
ABOCA
ALIMENTARE | AGRO-ALIMENTARE
CONSORZIO TUTELA GRANA PADANO
LAVAZZA
MARENCO VINI Viticoltori in Strevi
PERFETTI VAN MELLE
PODERE ARGO Agriturismo Biologico
ARREDAMENTO
NATUZZI GROUP
SCAVOLINI
SITLAND
VENETA CUCINE
ASSICURAZIONI
EUROP ASSISTANCE ITALIA
GLOBAL ASSICURAZIONI
GRUPPO ASSIMOCO
ASSOCIAZIONI | FONDAZIONI
AICA ASSOCIAZIONE ITALIANA
PER L’INFORMATICA ED IL CALCOLO
AUTOMATICO
AVIS COMUNALE DI MILANO
CONFARTIGIANATO IMPRESE VARESE
CONFINDUSTRIA UMBRIA
FONDAZIONE ENASARCO
FONDAZIONE MEDIOLANUM ONLUS
FONDAZIONE PROGETTO ARCA ONLUS
FONDAZIONE SVILUPPO COMPETENZE
AUTO
BMW ITALIA
MOCAUTO GROUP
BANCHE
BANCA MEDIOLANUM
CASSA DI RISPARMIO DI ASTI
FEDERLUS
GRUPPO CREDITO VALTELLINESE
ICCREA BANCAIMPRESA
ING BANK N.V. SUCCURSALE DI MILANO
RCI BANQUE SUCCURSALE ITALIANA
VENETO BANCA
BENI DI LARGO CONSUMO
ARTSANA GROUP
FATER
CAMERE DI COMMERCIO
CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA
CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO
CARTA
IPI ASEPTIC PACKAGING SYSTEMS
TECNOCARTA
CHIMICO | FARMACEUTICO | COSMESI
A.MENARINI
ABBVIE
ALPA
ANGELINI
ASTELLAS PHARMA
BASF the chemical company
BECTON DICKINSON
BIOFUTURA PHARMA
BRISTOL MYERS SQUIBB
CIP4
CLARIANT
FINE FOODS & PHARMACEUTICALS
GRUPPO BOERO
KEDRION BIOPHARMA
L’ERBOLARIO LODI
NOVARTIS FARMA
NOVARTIS VACCINES
ROQUETTE ITALIA
SANDOZ
SANOFI
SIAD
SOL GROUP gas tecnici, medicinali e homecare
UNIVAR
ZAMBON
ZOBELE GROUP
COMMERCIO | GRANDE DISTRIBUZIONE
BIANCHI CUSCINETTI
METRO ITALIA CASH AND CARRY
NSK ITALIA
COMPONENTI AUTO
APOLLO
COOPERATIVA VOLOENTIERI
DELPHI AUTOMOTIVE SYSTEMS
DELPHI CONNECTION SYSTEMS
MAGNETI MARELLI – Powertrain
MECCANOTECNICA UMBRA
TIBERINA
WEBASTO
EDITORIA
ABRUZZO MAGAZINE
AGENDA DEL GIORNALISTA
BUSINESSCOMMUNITY.IT
DEA EDIZIONI RIVISTA ECO
DM&C MAGAZINE
ECCELLERE BUSINESS COMMUNITY
EDIFORUM: Daily Media, Daily Net,
Mediaforum, Netforum
GUERINI E ASSOCIATI
GUERINI NEXT
GRUPPO MAGGIOLI
HARVARD BUSINESS REVIEW ITALIA
L’AMBIENTE GIRSA
MAGAZINE QUALITA’
MARIO MODICA EDITORE: Spot andWeb
MEDIA KEY
METHODO
MONDOLIBERO
PROMOTION MAGAZINE
PUBLITEC: Costruire Stampi,
Deformazione, InMotion, Soluzioni
di Assemblaggio&Meccatronica,
Applicazioni Laser, NewsMec, Elemento
Tubo
RIVISTA IL PERITO INDUSTRIALE
TECNA EDITRICE: L&M Leadership
& Management, ICT Security
TVN MEDIA GROUP: Pubblicità Italia,
Pubblicità Italia Today, AdV Strategie
di Comunicazione
V+ idee e strumenti per vendere
di più e meglio
ELETTRODOMESTICI
BERTAZZONI
BITRON INDUSTRIE
ELETTROTECNICA ROLD
FABER
INDESIT COMPANY
TVS
ELETTROMECCANICO | MAT. ELETTRICO
ABB - ABB SACE Division
ANSALDO ENERGIA
BTICINO
WEIDMÜLLER
ELETTRONICO | ELETTROTECNICO
CELLULARLINE
VISHAY SEMICONDUCTOR ITALIANA
ENTI DI CERTIFICAZIONE
CERTIQUALITY
SGS ITALIA
ENTI CULTURALI E DI FORMAZIONE
CENTODIECI - MEDIOLANUM CORPORATE
UNIVERSITY
I.I.S. ISTITUTO PACIOLI
ENTI PUBBLICI
AVEPA
AZIENDA SANITARIA TO3 REGIONE PIEMONTE
COMUNE DI SEGRATE
COMUNE DI SETTIMO MILANESE
COMUNE SESTO FIORENTINO
- Servizio Educativo
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
CONSORZIO ZAI INTERPORTO
QUADRANTE EUROPA
ENAC ENTE NAZIONALE
PER L’AVIAZIONE CIVILE
FOTO | CINE-OTTICA E COMPONENTI
BARBERINI lenti solari in vetro
DE RIGO VISION
LUXOTTICA
MARCOLIN EYEWEAR
GOMMA | PLASTICA
GALLAZZI
GIAT
GRUPPO PIRELLI
MICHELIN ITALIANA
GRANDI INFRASTRUTTURE | MAT. COSTRUZIONE
ASTALDI
COOP.COSTRUZIONI
IMPIANTISTICA | INGEGNERIA | PROGETTAZIONE
COMAU
ECOSPRAY TECHNOLOGIES
GEICO LENDER
OCME
INFORMATION TECHNOLOGY
GMSL software scientifico
RICOH ITALIA
XEROX
MECCANICO
AGRATI GROUP Fastening Systems
ALSTOM
ARISTON THERMO – riscaldamento
dell’acqua e degli ambienti
EMERSON PROCESS MANAGEMENT
FAIST COMPONENTI we think global
FINCANTIERI
FRANDENT
GEA PROCOMAC
GRUPPO ATURIA
IGV GROUP
I.M.M. HYDRAULICS
INGERSOLL RAND AIR
INNSE CILINDRI
LOMBARDINI
METAL WORK componenti
per automazione pneumatica
MONDIAL
MOTOVARIO
MUSTAD tecnologia delle viti
NARDI
ROBUR
SCM GROUP tecnologie per il legno
SLIMPA
TOSTI
VANESSA
ZUCCHETTI RUBINETTERIA
METALLURGICO
FIAMM
LAMINAZIONE SOTTILE GROUP
PETROLIFERO | ENERGETICO
API RAFFINERIA DI ANCONA
EDISON ENERGIA
GE OIL & GAS
KUWAIT PETROLEUM ITALIA
SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA’
ACEA
ETRA
GELSIA – energia elettrica e gas
GRUPPO HERA
SERVIZI VARI
COOPSERVICE S.Coop.p.A
EDENRED
ICM INDUSTRIAL
THE FOOL The Digital Reputation Company
WARRANT GROUP
TELECOMUNICAZIONI
SPARKLE
TELECOM ITALIA
TESSILE | CALZATURIERO
A.TESTONI
BATA - vendita calzature e accessori dal 1894
BERTO E.G. INDUSTRIA TESSILE
TRASPORTO MERCI - PERSONE
AIRGEST
A.N.M. – AZIENDA NAPOLETANA MOBILITÀ
CARONTE & TOURIST
CTM CAGLIARI
GESTIONE TRASPORTI METROPOLITANI
GRANDI NAVI VELOCI
HERMES ITALIA
MERIDIANA MAINTENANCE
SDA EXPRESS COURIER
TURISMO | ALBERGHI | RISTORAZIONE
CENTRO CONGRESSI VILLE PONTI
CIR FOOD
# Analisi e Strumentazione
Atlete II: lavatrici “in prova”
nei laboratori di IMQ
0480Z[P[\[V0[HSPHUVKLS4HYJOPVKP8\HSP[nTR['PTXP[
ef¿cienti. Al momento dell’acquisto, i consumatori devono essere
sicuri che i prodotti presenti sul mercato siano conformi alle disposizioni legislative.
Figura 1 - Ing. Stefano Ferrari, Responsabile Laboratorio elettrodomestici dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità IMQ.
La sorveglianza del mercato è essenziale per garantire agli operatori
economici pari opportunità e concorrenza leale e ai consumatori la
veridicità delle caratteristiche dichiarate dei prodotti.
In generale, la sorveglianza del mercato è un’attività svolta dalle
Autorità nazionali nominate per questo scopo da ogni Stato Membro.
Tuttavia, negli ultimi anni la Commissione Europea ha promosso una
serie di azioni dirette e indirette a supporto della sorveglianza del
mercato, co-¿nanziando una serie di progetti per valutare tra l’altro la
conformità dei principali elettrodomestici ai requisiti di etichettatura
ed ecodesign in tutta l’UE.
Fra questi progetti, Atlete I e Atlete II sono iniziative sostenute
nell’ambito del programma Intelligent Energy Europe della Commissione Europea che partono dalla convinzione che le etichette energetiche e i requisiti per la progettazione eco-compatibile sono driver
fondamentali per la trasformazione del mercato delle applicazioni ¿nali, in quanto orientano la scelta dei consumatori verso apparecchi
più ef¿cienti e favoriscono il progressivo smaltimento di quelli meno
14
In particolare, il progetto Atlete II (Appliance Testing for Washing Machines Energy Label & Ecodesign Evaluation), partito nel mese di
maggio 2012 e terminato a ottobre 2014, ha veri¿cato la conformità
di 50 modelli di lavatrici a tutti i requisiti applicabili di ecodesign e
all’etichettatura energetica.
I partner del progetto sono:
•
ISIS - Institute of Studies for the Integration of Systems, Italia,
coordinatore del progetto,
•
CECED - European Committee of Domestic Equipment Manufacturers, EU,
•
ENEA - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e
lo Sviluppo Economico Sostenibile, Italia,
•
SEVEn - The Energy Ef¿ciency Center, Repubblica Ceca,
•
ADEME - French Environment and Energy Management Agency, Francia,
•
ECOS - European Environmental Citizens Organisation for
Standardisation, EU,
•
AEA - Austrian Energy Agency, Austria,
•
Università di Bonn, Germania,
•
SEA - Swedish Energy Agency, Svezia,
•
ECEEE - European Council for an Energy Ef¿cient Economy,
EU,
•
ICRT - International Consumer Research Testing, EU.
Veri¿cando la conformità dei requisiti delle etichette energetiche delle lavatrici e le caratteristiche tecniche degli apparecchi, compresa la
loro ef¿cienza energetica e le prestazioni funzionali, il progetto Atlete
II si è posto quindi come supporto all’autorità di vigilanza nazionale
fornendo una dettagliata guida metodologica per lo svolgimento dei
loro compiti in modo ef¿cace ed economicamente ef¿ciente.
Ne parliamo con l’ing. Stefano Ferrari, Responsabile Laboratorio
elettrodomestici dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità IMQ, unico laboratorio di prova italiano ad aver partecipato al progetto.
Come è avvenuta la selezione di IMQ come unico laboratorio di
prova italiano del progetto?
La scelta di IMQ è avvenuta a seguito di un processo di selezione
af¿dabile e trasparente. Innanzitutto, una prima selezione dei laboratori papabili è stata fatta grazie a un mix di criteri “knock out” e di un
sistema a punti. Successivamente, abbiamo compilato un questio-
1/2015
l’Ambiente
nario contenente domande sull’esperienza e la capacità di prova del
laboratorio, sull’eventuale accreditamento per le prove degli elettrodomestici o a determinati standard come EN 17025, sulla strumentazione disponibile, la frequenza di calibrazione, ecc.
Lo step successivo ha visto un’ulteriore selezione dei laboratori
che in precedenza avevano superato i criteri “knock out” sulla base
dell’offerta economica inviata e di una visita da parte di due esperti
incaricati dal progetto Atlete II che hanno intervistato il responsabile
del laboratorio.
Alla ¿ne del processo, IMQ è risultato l’unico laboratorio di prova
italiano a essere selezionato per partecipare al progetto assieme ad
altri cinque laboratori europei (CTTN, Intertek, LCOE, SLG e VDE).
Come sono stati scelti i 50 modelli di lavatrice da testare?
I modelli sono stati selezionati fra quelli presenti sul mercato comunitario in modo da rappresentare sia i grandi produttori e sia, almeno
in parte, quelli con limitate quote di mercato. I modelli scelti sono
tutti “best seller”, criterio di scelta che si è confermato come il più
adeguato in caso di veri¿ca pan-europea della conformità, in quanto
garantisce che i prodotti veri¿cati coprano tutti i produttori e i marchi
presenti all’interno del Mercato comunitario. Il focus solo sui modelli
più ef¿cienti (quelli di classe energetica A++ o A+++), invece, non
sarebbe stato un buon criterio da seguire, dato che questi prodotti, solitamente, sono già nel mirino dei concorrenti, hanno una forte
visibilità ma una quota di mercato parecchio limitata. I modelli “best
seller”, invece, hanno un maggiore impatto sul mercato e un’elevata
pressione commerciale.
Quali sono i parametri delle lavatrici che avete testato?
I parametri che abbiamo sottoposto a veri¿ca nei nostri laboratori
sono:
x il consumo di energia;
x il consumo di acqua;
x l’ef¿cienza di lavaggio;
x l’ef¿cienza di centrifugazione;
x la velocità della centrifuga;
x la capacità di carico;
x il consumo in modalità “spento“ e in modalità “standby“;
x i requisiti minimi di eco design;
x i requisiti speci¿ci di prodotto;
x le informazioni obbligatorie.
Successivamente, siamo passati alle prove in laboratorio secondo
lo standard per i parametri misurabili (EN 60456: 2011) e abbiamo
raccolto i relativi risultati in un report sviluppato ad hoc.
Siamo così passati all’esame ¿sico delle macchine per il controllo
della corretta identi¿cazione dei programmi standard.
In¿ne, la veri¿ca dei requisiti generici dell’ecodesign. In questo caso,
abbiamo veri¿cato sia i requisiti generici per le lavatrici domestiche
(presenza e identi¿cazione del ciclo a 20 ƒC e identi¿cazione dei
programmi standard sul frontalino) e sia le informazioni presenti nel
libretto di istruzioni (indicazione dei programmi standard e loro caratteristiche, consumo nelle modalità “off” e “left-on”, raccomandazioni
sull’uso dei detersivi, informazioni indicative sui vari programmi di
lavaggio come la durata, il contenuto di umidità, il consumo di acqua
ed energia).
Quali risultati avete ottenuto?
I principali risultati emersi sono:
x 100% di conformità delle dichiarazioni relative alla classe di ef¿cienza energetica e al consumo di energia dellµetichetta energetica;
x 92% di conformità globale per le prestazioni funzionali e i relativi
parametri;
x 84% di conformità globale delle informazioni riportate sulla
scheda di prodotto (per lµetichettatura energetica) e sul libretto
di istruzioni (per la direttiva ecodesign);
x 64% di conformità allµidenti¿cazione dei programmi standard
sulle singole macchine;
x 38% di conformità per le informazioni da riportare obbligatoriamente sul libretto istruzioni;
x 30% di conformità considerando tutti i singoli parametri.
Al termine delle prove, i risultati sono stati immediatamente comunicati ai singoli produttori responsabili per ciascun modello e alle
autorità di sorveglianza del mercato dei paesi in cui queste lavatrici
erano disponibili per la vendita, e sono stati in¿ne resi disponibili
pubblicamente durante la conferenza ¿nale del progetto Atlete II nel
corso di giugno 2014.
Quali prove avete effettuato? Con quali macchinari e strumenti?
Innanzitutto, abbiamo ispezionato la documentazione di ogni modello per veri¿care la presenza dell’etichetta, della scheda prodotto, del
libretto di istruzioni, di tutte le informazioni sull’apparecchio e delle
dichiarazioni richieste.
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Figura 2 - Laboratorio IMQ di prova prestazioni lavatrici.
15
# Analisi e Strumentazione
Che ¿ne hanno fatto i prodotti risultati non conformi?
Per quanto riguarda i modelli che non hanno superato lµintero processo di veri¿ca, alcuni di questi non sono risultati conformi ad almeno uno dei parametri tecnici; per altri non sono state fornite tutte
le informazioni obbligatorie che il consumatore deve ricevere prima
di deciderne lµacquisto, o non sono state presentate nel formato richiesto. In tutti questi casi i risultati delle veri¿che sono stati immediatamente comunicati alle autorità di sorveglianza del mercato dei
paesi in cui i prodotti erano disponibili. Una parte dei modelli sono
stati resi conformi dai rispettivi produttori con delle speci¿che azioni
correttive volontarie.
In generale quali sono le sue considerazioni sui risultati del progetto Atlete e, oltre a questo, a che punto siamo con le etichette
energetiche?
I risultati emersi da Atlete II testimoniano la conformità delle lavatrici
all’etichettatura energetica comunitaria e ai requisiti di eco design.
Il progetto Atlete II dimostra anche i fondamentali bene¿ci derivanti
dalla veri¿ca della conformità dei prodotti a livello pan-europeo e
lµimportanza del supporto economico da parte della Commissione
Europea. Occorre anche sottolineare un altro aspetto: l’importanza
delle modalità di applicazione delle direttive. Mi spiego meglio. Tra
le non conformità segnalate molte erano da imputare non tanto ad
aspetti speci¿ci ma a requisiti più generali e di tipo formale. Cito il
caso di un’etichetta energetica trovata non conforme per l’incompletezza dei dati riportati sulla label. Un’incompletezza in realtà da
attribuire alla necessità di dover utilizzare il cirillico, una lingua dai
numerosi caratteri, impossibile da utilizzare per esteso in uno spazio
ridotto. Da qui l’importanza, da parte delle norme, di saper interpretare in maniera corretta ma nello stesso tempo Àessibile e pratica le
direttive.
Un’altra osservazione riguarda l’approccio olistico al prodotto. Il
progetto Atlete ci ha permesso anche di fare attenzione a non concentrarci esclusivamente sugli aspetti di ef¿cienza energetica, ma di
analizzare il prodotto sotto tutti i punti di vista. Faccio un esempio.
Se una lavatrice dimostra di avere un’altissima ef¿cienza energetica,
ma poi, per un lavaggio, richiede una durata di gran lunga superiore
alla media, il rischio è la perdita di praticità per il consumatore. O
ancora: se la fase di lavaggio dimostra di necessitare un consumo
ridotto di acqua, sono poi certo che il risciacquo sarà comunque
completo? Domande che i normatori si stanno ponendo: e infatti i
Comitati tecnici a livello internazionale stanno lavorando per inserire
nelle future edizioni della Normativa anche aspetti riguardanti l’ef¿cacia del risciacquo.
Circa le etichette energetiche in generale, è un percorso in continua
evoluzione. Tra le novità segnalo l’obbligatorietà di rendere visibile
l’etichetta energetica anche sui prodotti venduti on line (Regolamento 518/2014). L’estensione, in un futuro prossimo, (adesso non sono
ancora pubblicati) del Regolamento relativo alle etichette energetiche anche ai prodotti professionali come, ad esempio, macchine da
caffè, banchi refrigerati e così via. In¿ne, l’estensione dell’etichetta
anche ad altri elettrodomestici quali i forni elettrici e le cappe.
L¶Italia capo¿la in Europa di un network d’eccellenza
L’Italia guida la certi¿cazione europea degli impianti che trattano i ri¿uti elettronici
(RAEE). Ecodom, Ecolight, ERP Italia, RAEcycle e Remedia, cinque consorzi che
gestiscono complessivamente oltre l’80% dei RAEE prodotti in Italia, hanno aderito
al progetto Weelabex per la creazione di regole e standard omogenei in tutta Europa
nella gestione e trattamento dei ri¿uti elettronici
A distanza di un anno, sono 82 gli impianti in Europa che hanno avviato il processo di
certi¿cazione; di questi, il 30% (24 impianti) riguarda strutture italiane. Il processo di
accreditamento secondo gli standard Weeelabex è lungo e complesso: al momento
hanno ottenuto la certi¿cazione 30 impianti,10 italiani.
Weeelabex (acronimo di WEEE LABoratory of E;cellence, ovvero “Laboratorio di eccellenza dei RAEE”) è stato ideato dal
WEEE Forum in collaborazione con i principali stakeholder della ¿liera RAEE ed è co-¿nanziato dalla UE nell’ambito del
programma Life+. Il progetto ha il duplice obiettivo di mettere a punto nuovi standard di qualità per la raccolta, il trasporto e
il trattamento delle varie tipologie di RAEE, oltre a individuare e realizzare una modalità uniforme e strutturata di veri¿ca del
rispetto di questi standard in tutti i Paesi europei, attraverso auditors quali¿cati e opportunamente formati.
Il processo di audit, che in Italia ha mosso i primi passi nell’aprile dello scorso anno attraverso l’avvio dell’iter presso l’organismo internazionale no-pro¿t Weelabex Organisation, sta portando il nostro Paese ad essere la nazione europea con
il maggior numero di impianti accreditati Weeelabex, fornendo un grande esempio a livello internazionale a tutti i soggetti
impegnati nella gestione dei 5AEE
Gli audit italiani svolti tra la seconda metà del 2014 e l’inizio del 2015 hanno interessato prevalentemente i Àussi di trattamento dei RAEE pericolosi, ovvero i ri¿uti elettronici appartenenti ai raggruppamenti R1 (frigoriferi e congelatori) ed R3 (televisori
e monitor): complessivamente sono stati auditati 31 Àussi. Per quanto riguarda il trattamento di R2 (lavatrici, lavastoviglie,
forni) ed R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo), sono stati auditati 15 Àussi.
www.weeelabex.org
16
1/2015
sardinia_2015
15° SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLA GESTIONE
DEI RIFIUTI E SULLO SCARICO CONTROLLATO
Forte Village _ S. Margherita di Pula (Cagliari)
5 _ 9 ottobre 2015
CALL FOR WORKSHOP
1TICPK\\CTGWPYQTMUJQRCN5CTFKPKCQHHTGNŏQRRQTtuPKV´FKGUUGTGRTQVCIQPKUVCFKWPGXGPVQUEKGPVKſEQKPVGTPCzionale, un’incomparabile occasione per discutere il proprio progetto e le proprie opinioni davanti a un pubblico di
professionisti di altissimo livello. Le proposte dei workshop
saranno focalizzate su temi attuali e in continua evoluzione
TKIWCTFCPVKNCIGUVKQPGFGKTKſWVKRTQIGVVKFKTKEGTECKPEQTUQ
KPPQXC\KQPGUEKGPVKſECGVGEPQNQIKECFGNUGVVQTG
Le proposte dei workshop devono essere inviate in formaVQ2&(CRCRGTU"UCTFKPKCU[ORQUKWOKV entro il 15 marzo
2015 e dovranno includere le seguenti informazioni:
1TICPK\\CVQTGK TKVQNQFGNYQTMUJQR$TGXGFGUETK\KQPG
1DKGVVKXQ7PCRCIKPCFGNFKUEQTUQKPVTQFWVVKXQ7na lista
di speaker disposti a prendere parte al workshop con un
DTGXGKPVGTXGPVQ0WOGTQOCUUKOQFKRCTVGEKRCPVK
Per ulteriori informazioni si prega di contattare la Segreteria
1rganizzativa all’indirizzo [email protected]
organizzato da:
IWWG . International Waste Working Group
con il supporto
scientifico di:
7PKXGTUKV´FK2CFQXC
+TŖTongji 7PKXGTUKV[
%0ŖTGEJPKECN7PKXGTUKV[QH&GPOCTM
&-
(WMWQMC7PKXGTUKV[
,2Ŗ7PKXGTUKV[QH%GPVTCN(NQTKFC
75Ŗ*CODWTI7PKXGTUKV[QHTGEJPQNQI[
&'
PRESENTAZIONE
Sulla base della felice esperienza della 14esima edizione che si è tenuta nel 2013 e ha visto la
partecipazione di oltre 700 delegati provenienti da tutto il mondo, il Sardinia 2015 si preannuncia
EQOGNŏGXGPVQRKÔKORQTVCPVGFGNNŏCPPQPGNECORQFGNNCIGUVKQPGUQUVGPKDKNGFGKTKſWVKGFGNNQUECTKEQ
controllato.
Il programma si articolerà in otto sessioni parallele dedicate alla presentazione contributi orali, svariati workshop e una sessione poster. Prima dell’inizio del Simposio si svolgeranno alcuni corsi di
aggiornamento organizzati dall’IWWG.
LATE ABSTRACT
Il termine per l’invio degli abstract per il Simposio Sardinia ÂWHſEKCNOGPVGUECFWVQKN
Gli autori che non avessero inviato il proprio abstract entro la data preposta, ma fossero interessati a
farlo ora, possono ancora inviare il proprio contributo utilizzando l’apposito form online e faremo del
PQUVTQOGINKQCHſPEJÃXGPICKPENWUQPGNRTQEGUUQFKTGXKUKQPGGUGNG\KQPGCVVWCNOGPVGKPEQTUQ
Tutti i lavori che verranno presentati durante il Sardinia 2015 saranno inclusi nel volume e nel cd
degli Atti del Simposio (con un ISSN e ISBN dedicato). Un considerevole numero di lavori inoltre
UCT´UGNG\KQPCVQFCN%QOKVCVQ5EKGPVKſEQFGN5KORQUKQUWNNCDCUGFGNNCSWCNKV´UEKGPVKſECGFGNNŏKPnovatività dei contenuti presentati, per la procedura di peer-review e pubblicazione su Waste MaPCIGOGPVNCTKXKUVCUEKGPVKſECEQPKNRKÔCNVQ+(
PGNUGVVQTGRWDDNKECVCFC'NUGXKGT
CALL FOR
COMPANIES
NN%QOKVCVQ5EKGPVKſEQFGN5CTFKPKCRTQOWQXGNŏKPXKQFKCDUVTCEVRGTQTICPK\\CTGWPCUGTKGFKUGUUKQPK
dedicate principalmente alle aziende, da inserire all’interno del Programma del Simposio.
.ŏCDUVTCEVFGXGGUUGTGRTGUGPVCVQKPHQTOCVQ2&(
RCIKPGGURGFKVQXKCGOCKNCRCRGTU"UCTFKniasymposium.it entro e non oltre il 31 marzo 2015.
Per ulteriori dettagli sulle Industrial Session e per conoscere tutte le opportunità riservate alle aziende si
RTGICFKKPXKCTGWPCOCKNCKPHQ"UCTFKPKCU[ORQUKWOKVQFKXKUKtare il sito www.sardiniasymposium.it
SEGRETERIA
ORGANIZZATIVA
'7419#ST'UTNŖXKC$GCVQ2GNNGITKPQŖ2CFQXC
+T
t ŖfŖKPHQ"GWTQYCUVGKVŖYYYGWTQYCUVGKV
Informazioni sempre aggiornate sono disponibili sul sito: www.sardiniasymposium.it
# Analisi e Strumentazione
Gestione di un impianto a fanghi attivi
mediante controllo dei parametri ORP e OD.
7PL[YV+PMVUaV0UNLNULYLJOPTPJV¶,THPS!WKPMVUaV'NTHPSJVT
Abstract
The wastewater treatment management requires knowledge
about hydraulics, mechanics, biology and analytic issues.
Monitoring the performance and the parameters on a plant,
it needs a proper sampling method which results suitable for
the scale and the layout complexity.
Through the support of a cloud system, it is possible to control the process in order to improve the efÀuent quality, focusing on the monitoring strategy, by increasing the sampling
frequency and the data type.
Below it is represented a study – case in which we tried to
apply a management protocol directly on real scale plant,
continuously monitoring processes parameters .
The whole project introduces an Oxidation - Reduction Potential parameter (ORP) that is a cheap and reliable way to
increase the number and the grouping of the parameters
used to improve the general performance. The trial aims to
reduce the energy, the chemicals and the environmental impact due to accurate management of them.
The ORP parameter reveals the importance of including effortless analytic factor able to determine the right condition
to enrich the information about the dynamic progress, within
the biological system where are delimited by biological reaction and the red-ox conversion.
La gestione dei presidi di depurazione rappresenta una materia complessa che presuppone la conoscenza di elementi
d’idraulica, elettromeccanici, di processo e microbiologici.
Le potenzialità di un sistema cloud di monitoraggio e controllo, a servizio di un impianto di trattamento, si riconoscono
nella disponibilità di una raccolta analitica capillare in assetto
dinamico, che permette di elaborare con maggior precisione
gli input acquisiti. Inoltre, si sempli¿ca la procedura d’intervento, funzione del modello di gestione, riducendo il numero
di sopralluoghi in-situ soprattutto a livello di ordinaria manutenzione e gestione.
Con questo articolo e attraverso la presentazione di un casestudy, si vuole enfatizzare la funzionalità di una sperimentazione supportata da un sistema di misura e controllo on-line,
in grado di identi¿care con maggior precisione l’intervento da
eseguire attraverso un’elaborazione più dettagliata, generata
da una valutazione su un data-set di più ampia estensione.
L’approccio seguito con la sperimentazione di seguito presentata, integra la metodologia a servizio dell’ingegneria di
18
processo capace di coniugare aspetti di sostenibilità ambientale ad esigenze produttive ed economiche, con l’aiuto degli
strumenti delle nuove tecnologie a servizio dell’Information
and Communications Technology (ICT).
La predisposizione di uno studio ¿nalizzato all’identi¿cazione della fenomenologia che regola i meccanismi di reazione,
attraverso l’elaborazione dei dati raccolti e la ricerca di correlazioni, ha permesso di incrementare la qualità dell’iniziativa
in virtù del fatto che la prima applicazione pratica si è concretizzata su un impianto a grande scala, a servizio quindi di un
agglomerato urbano reale.
L’acquisizione dei dati su un impianto reale ha facilitato l’identi¿cazione dei fenomeni, con maggiore ef¿cacia rispetto
ad un approccio relegato ad un’impiantistica su scala pilota
in quanto, spesso, l’incremento di scala ostacola la riproducibilità del protocollo di gestione e il metodo d’indagine. In
più, la manipolazione di un insieme di dati ha introdotto una
nuova metodica di calcolo con l’obiettivo di identi¿care interventi reali (spegnimento o accensione sof¿ante, apertura o
chiusura pompe di ricircolo, ecc.) attraverso la valutazione
delle combinazioni parametriche al variare delle condizioni esterne (eventi meteorologici, avaria di strumentazione,
cattiva ricezione segnale, ecc.). L’iniziativa vede anche l’introduzione di un parametro chimico-¿sico (il potenziale di
ossido-riduzione: ORP) nell’insieme delle misure, al ¿ne di
ricercare possibili impieghi come risposta all’ottimizzazione
strategica di processo.
La scelta di avvalersi di un parametro quale l’ORP deriva
da una serie di considerazioni di natura tecnico-economica:
bassi costi, af¿dabilità della misura, consolidamento della
tecnologia di misura e semplicità da interfacciare ad un sistema di controllo open–source.
La ¿nalità di introdurre una proposta innovativa punta a raggiungere elevati livelli di ottimizzazione complessiva in termini di ef¿cienza di rimozione degli inquinanti, con limitata
domanda di risorse (energia elettrica, aria e reagenti), promuovendo una politica di sostenibilità ambientale tanto importante nella manipolazione del processo, quanto delicata
nelle discussioni ambientali recenti.
Premessa teorica
Il monitoraggio basato sullo studio analitico tradizionale,
quindi, attraverso la caratterizzazione di un campione puntuale, rappresenta un limite tecnico nella conoscenza delle
1/2015
l’Ambiente
condizioni locali dinamiche: sono trascurati elementi peculiari dell’esercizio dell’impianto in costante assetto variabile
(distribuzione dei carichi lungo la giornata, eventi meteorici,
variabilità stagionale, modi¿ca dell’assetto urbano di riferimento, ricezione di scarichi anomali, ecc.).
Attraverso il monitoraggio intensivo, mirato ad incrementarne il numero di parametri di processo e la frequenza di acquisizione, si descrive il trend speci¿co con maggiore livello
di dettaglio. Tale prassi rappresenta già una soluzione innovativa, ¿nalizzata al raggiungimento di obiettivi di qualità in
linea con i vincoli normativi che disciplinano il livello di contaminazione consentito in uscita.
Il metodo di gestione associato al monitoraggio intensivo,
invece, rappresenta il legame logico in grado di completare
un approccio innovativo che miri ad ottimizzare l’impianto,
conseguentemente alle informazioni acquisite, elaborate,
trasmesse e gestite a distanza.
In un’ottica generalizzata quello che s’intende eseguire richiama la realizzazione di uno strumento ad alto contenuto
tecnologico di facile fruizione per la consultazione di dataset, come punto di partenza per le trattazioni attinenti la concezione smart-city, ma soprattutto uno strumento di supporto
alle decisioni per la gestione ottimizzata, come elemento di
sostegno per decretare la messa in essere di concrete attuazioni.
L’impianto, oggetto dello studio, rappresenta un tradizionale
presidio di trattamento a fanghi attivi con pre-denitri¿cazione
e ossidazione articolato su due linee, come la tipologia di
layout diffusa maggiormente sul territorio nazionale.
Nel lavoro di sperimentazione si è intervenuti, in primo luogo, nella stabilizzazione del processo biologico attraverso la
modi¿ca della logica intrinseca all’algoritmo, passando da un
proporzionale puro ad un proporzionale derivativo. In secondo luogo, è stato introdotto un parametro chimico-¿sico poco
diffuso (ORP), come elemento aggiuntivo, utile per integrare
i parametri di processo funzionali ad un controllo maggiormente spinto.
L’idea di impiegare sonde REDOX per la misura del potenziale di ossido riduzione (ORP), inserita nel contesto stringente di conseguire obiettivi di ottimizzazione, deriva dall’esigenza di avviare un percorso di studio e ricerca improntato sull’identi¿cazione di elementi di facile determinazione
analitica, in grado di fornire correlazioni causa-effetto con la
fenomenologia presente negli impianti di trattamento.
La sperimentazione condotta sull’impianto oggetto, si focalizza sulla capacità di captare bene¿ci gestionali con l’introduzione di un noto parametro chimico-¿sico, ma inutilizzato
nel trattamento dei reÀui: il potenziale di ossido-riduzione. Da
qualche tempo i tentativi di conciliare questi due elementi in
un’unica applicazione hanno trovato riscontro nella tipologia
impiantistica con funzionamento a cicli discontinui, a differenza del presente lavoro che si pre¿gge l’intento di proporre
una tecnica gestionale su un’architettura a funzionamento
continuo.
1/2015
Il caso reale
Layout di processo
L’impianto oggetto dello studio serve un agglomerato urbano
di tipo costiero ed ha una potenzialità complessiva di 18.000
A.E.
Esso è dimensionato per rimuovere gli inquinanti conformemente ai limiti normativi previsti per lo scarico in corpo idrico
recettore (Tab.4 – Allegato V- del D. Lgs. 152/06).
Considerando gli obiettivi dello studio in oggetto, interamente
concentrati nella valutazione puntuale del processo biologico
limitatamente alla matrice liquida, si delimiterà la descrizione
delle speci¿che nella linea acque, escludendo per semplicità
le fasi che prevedono ulteriori trattamenti nei confronti delle
matrici solide facenti parte della cosiddetta linea fanghi.
Il layout - come mostrato in Figura 1 - è del tipo “Ludzack- Ettinger modi¿cato” con comparto di denitri¿cazione a valle del
reattore aerobico. Esso si compone delle seguenti sezioni:
x grigliatura,
x sollevamento iniziale,
x dissabbiatore a sezione circolare,
x vasca di equalizzazione a sezione quadrata,
x due vasche di sedimentazione primaria,
x sollevamento intermedio costituito da tre pompe Pn= 6,7
kW (H= 18 m, Q= 287 m3/h) di cui due alimentano, rispettivamente, le due linee del comparto biologico e la terza
a soccorso delle due,
x vasca di sedimentazione secondaria che riceve i fanghi
biologici prodotti dalle reazioni di ossidazione-denitri¿cazione.
Il comparto biologico si ripartisce su due linee di processo, in cui è stata riscontrata una differenza dimensionale e
di con¿gurazione sul bacino di denitri¿cazione: la linea I presenta un volume del reattore anossico pari a 544 m3, mentre
la linea II un volume netto di 672 m3.
Figura 1 – Schema a blocchi impianto depurativo.
19
# Analisi e Strumentazione
Strumentazione di campo
Con l’integrazione strumentale sull’impianto, si è resa necessaria l’installazione delle sonde redox per entrambe le linee del
processo, su due punti rappresentativi delle condizioni operative, tipicamente ottenibili nei due ambienti del sistema biologico: denitri¿cazione e nitri¿cazione.
L’adozione di ulteriori sistemi di misura in questa fase ha reso
evidente la necessità di usufruire di una campagna di monitoraggio sugli assorbimenti energetici, a favore dei motori elettrici
annessi alle apparecchiature elettromeccaniche, soprattutto,
in riferimento al consumo elettrico dei compressori di aria, responsabili della fornitura di aria per il mantenimento dei livelli
di ossigenazione. Per monitorare gli assorbimenti energetici
dei compressori, è stato realizzato un apposito cablaggio con
l’acquisizione delle potenze assorbite da ciascuna sof¿ante,
con¿gurando il segnale 4-20 mA in uscita dal relativo inverter,
ed elaborare il consumo puntuale di ciascun’apparecchiatura
(primaria e di riserva) operante nella rispettiva linea biologica.
In de¿nitiva, considerando le integrazioni elettro-strumentali, il
sistema di acquisizione risulta così costituito:
x portata in ingresso all’impianto (Qin),
x portate di ripartizione sollevate dalla stazione di sollevato
intermedio (Qin, 1, Qin, 2),
x ossigeno disciolto nei comparti aerobici delle due linee
(OD1, OD2),
x potenziale di ossido-riduzione:
o redox 1,in = ingresso denitri¿cazione linea I,
o redox 1,out = uscita ossidazione linea II,
o redox 2,in = ingresso denitri¿cazione linea II,
o redox 2,out = uscita ossidazione linea II,
x energia totalmente assorbita dall’impianto,
x energia assorbita dalle apparecchiature di fornitura aria:
o INV1 e INV2 = sof¿anti regolate da inverter a servizio della
prima linea con funzionamento alternato,
o INV3 e INV4 = sof¿anti regolate da inverter, a servizio della
seconda linea a funzionamento alternato.
La strumentazione di misura installata in campo è collegata ad
un PLC il quale attraverso un router GPRS è connesso in VPN
con il server e trasmette tutti i parametri di processo e automazione al centro di controllo, con¿gurato per espletare le funzioni
di supporto alle decisioni attraverso il monitoraggio real-time
del processo.
La sperimentazione REDOX
Richiami teorici e applicabilità
Il potenziale di ossidazione rappresenta una misura indiretta
dell’attività degli elettroni, implicati nelle trasformazioni di ossido-riduzione negli ambienti di reazione.
La degradazione di materia organica appartiene alla categoria
dei processi ossido-riduttivi nella quale s’individua una correlazione tra ORP e attività biologica.
Lo studio dei parametri ORP e OD rappresenta una valutazione
20
funzionale al monitoraggio e al controllo dei processi biologici,
in virtù della loro natura esplicativa dello stato di avanzamento
del processo ossido-riduttivo (Ndegwa P.M., 2007).
In passato si ipotizzava dell’ORP come la risposta alle informazioni rimediabili nelle condizioni in regime di sovraccarico o
sottocarico ed eventualmente sovra-aerazione o de¿cit di aerazione. Al di sotto delle normali condizioni di carico, l’ORP nei
processi di nitri¿cazione si attesta all’interno di un range tipico
delle condizioni ossidative (O’Rourke J.J., 1963).
Una più recente trattazione, invece, attesta che nei processi
biologici di rimozione degli inquinanti, il valore dell’ORP riÀette
le variazioni di OD, le concentrazioni di substrato organico, l’attività dei microrganismi e le cinetiche di reazione. (Comolli P.,
1994) (Goncharuk V. V., 2010).
Inoltre un team di ricerca spagnolo avanza l’ipotesi dell’importanza dell’inibizione o la limitata ef¿cienza nella correlabilità
diretta, legata alla presenza di un rapporto COD/TKN diverso
da quello ottimale o dalla presenza di alcuni elementi tossici
nell’afÀuente, seppur in tracce (Martin de la Vega P.T., 2012).
In accordo con le sperimentazioni recenti operate dai diversi
team di ricerca, si può formulare l’ipotesi di escludere la regolazione diretta del comparto biologico mediante interfacciamento diretto degli organi di misura (sonde redox) con gli attuatori
(inverter).
A seguito di ciò è stato introdotto un nuovo parametro necessario per integrare le informazioni conseguite con il data-set a
base ORP, cioè il cosiddetto OUR (oxygen uptake rate).
Con buona approssimazione tale parametro è relazionabile alle
seguenti applicazioni:
x stima dei parametri cinetici e stechiometrici,
x ottenimento dei dati necessari per impostare un bilancio di
massa nelle componenti organiche ed azotate,
x valutazione dell’attività dei fanghi in termini di tasso di utilizzazione del substrato esogeno ed endogeno.
Si tratta di un parametro valutabile durante la fase di spegnimento delle sof¿anti, mediante una metodologia dinamica che
integra i fondamenti microbiologici dell’attività respiratoria alle
reali esigenze del ciclo biologico (Martin de la Vega P.T., 2012).
La determinazione dell’OUR in seguito allo stop di azionamento, passa attraverso la seguente espressione:
dove:
qO2 = tasso di assorbimento speci¿co di ossigeno [mol O2 kg-1
s-1]
Cx = concentrazione di biomassa [kg m -3]
OUR = tasso di assorbimento di ossigeno [mol O2 kg-1s-1]
L’OUR è calcolato dalla pendenza del gra¿co costruito interfacciando la concentrazione di OD in diminuzione durante l’interruzione del sistema di aerazione con il tempo (vedi Figura 2).
La concentrazione di biomassa in quel punto permette di corre-
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l’Ambiente
lare i parametri di processo per svincolare la dipendenza dagli
effetti Àuidodinamici di scambio gas-liquido.
L’esigenza di riuscire a correlare l’OUR in assetto dinamico,
fornirebbe indicazioni utili alla riformulazione del Àusso di O2
da insufÀare e di conseguenza al protocollo di gestione dettato
dalla concentrazione di OD.
Regolazione comparto biologico con sistema
ORP – OD
La de¿nizione del nuovo algoritmo nasce da una correlazione
dei dati rilevati in campo adeguatamente captati e trasferiti al
centro di calcolo. Si sottolinea che il metodo di correlazione è
stato accompagnato da valutazioni che hanno incluso approfondimenti tematici attraverso lo studio delle variazioni di carico
organico ed idraulico.
La metodologia seguita nasce aggregando le informazioni generate dal sistema di acquisizione attraverso una logica dettata
dalle assunzioni ottenute da studi di ricerca simili e disposti da
altrettanti team di ricerca.
L’intenzione di questo elaborato non pretende di eliminare l’entità del fenomeno celato dietro una gestione incontrollata, ma
mira alla riduzione della stessa introducendo una prospettiva
gestionale di diversa natura: il codice di calcolo è il risultato di
una valutazione della capacità biologica del sistema di trattamento, studiando i fenomeni che questo impianto presenta rispetto ad altri impianti, matrici di reÀui diverse e collocazioni
geogra¿che altrettanto differenti.
La regolazione del processo attraverso l’impiego dell’ORP, si
prepone di governare gli interventi di somministrazione di ossigeno, limitando il numero e la durata ai soli eventi di necessità
¿siologica dei microrganismi, abbandonando un metodo basato
sulla somministrazione di aria con intervalli di funzionamento
temporizzati.
L’inverter a servizio delle elettropompe è stato designato come
attuatore unico per la fornitura di aria, poiché la variazione della frequenza consente di mantenere, in maniera omogenea la
concentrazione interna al sistema reagente: la rapidità di intervento e la garanzia di risultato hanno contribuito a confermare
tale scelta.
Nel nuovo metodo il parametro di set-point non è ¿sso, ma può
subire modi¿che di alcuni punti decimali come indicato dalle osservazioni sul sistema durante il normale funzionamento.
Con l’implementazione del nuovo algoritmo s’introduce un arresto forzato alle sof¿anti, per comprendere in maniera dinamica
le condizioni e lo stato di vita del sistema biologico in termini di consumo netto di ossigeno a sof¿anti spente; quindi, per calcolare in maniera dinamica
l’assetto del parametro OUR.
Nella breve fase di spegnimento (al
max. cinque minuti, per agevolare repentinamente il ripristino di set-point
prestabilito) si determinerà la penden-
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Figura 2 – Esempio di elaborazione DO vs t.
za della retta, che indica la rapidità di assorbimento di ossigeno
durante l’adempimento delle funzioni vitali, cioè maggiore è l’inclinazione della retta, maggiore è l’attività respiratoria del sistema biologico e, quindi, maggiore deve essere la fornitura di aria.
L’automazione proposta in questa fase racchiude i seguenti fondamenti, relativamente al comparto aerobico del reattore biologico, come ipotesi confermate per la messa in atto del nuovo
algoritmo:
x il valore del parametro ORP rilevato sotto un regime di
somministrazione non apporta informazioni fruibili in modo
assoluto, in quanto la misura è in¿ciata dal quantitativo di
aria insufÀato e quindi dall’ossigeno (noto agente fortemente ossidante);
x la molteplice variabilità del sistema non permette di identi¿care i fattori determinanti nel costruire il pro¿lo temporale
del parametro ORP, per cui, eliminando il grado di dipendenza dall’ossigeno, si riduce l’effetto aleatorio del processo di regolazione;
x in termini di OUR, minore è la pendenza (vedi Figura 2)
tanto meno accentuato è il fabbisogno di ossigeno; quindi,
si sfavorisce un’attività respiratoria della Àora batterica. Al
contrario, maggiore è la pendenza, maggiore è l’assorbimento di ossigeno, quindi maggiore deve essere l’integrazione di aria (Ruano M. V., 2012);
x in regime di ossidazione-nitri¿cazione, non sono af¿dabili
valori puntuali del redox ai ¿ni di decretarne interventi di regolazione correttiva, ma risultano migliori gli intervalli chiusi
più o meno ristretti (Myers M., 2006).
Figura 3 - Andamento ORP nelle linee di processo I (rossa) e II (blu), in seguito ad
un mese di monitoraggio.
21
# Analisi e Strumentazione
Nel comparto di denitri¿cazione, invece, il compito di una
sonda redox aiuterebbe a comprendere alcuni elementi peculiari del ciclo di rimozione dell’azoto. E’ bene non dimenticare come la variabilità delle condizioni alla quale è soggetto
ciascun impianto non permette di generalizzare le assunzioni
delineate dalla campagna di monitoraggio seguita. L’evoluzione del processo con il tempo, la stagionalità e l’usura della
strumentazione sono alcuni dei fattori che comportano una
modi¿ca dinamica all’assetto di regolazione.
In merito all’implementazione di un nuovo algoritmo con il parametro ORP, si assumono come input di riferimento i dati
raccolti in un intervallo di tempo limitato, così come mostrato
in Figura 3 integrando le indicazioni del gestore in termini di
problematiche riscontrate nella corretta riduzione dei nitrati
nello stesso periodo.
Si evince dal gra¿co di Figura 3 come il parametro ORP descrive un andamento ciclico, con la quasi totalità dei picchi
superiori, soprattutto in corrispondenza di una fascia oraria di
alcune ore. Il picco superiore è compreso in una fascia tra –
50 mV e +50 mV.
Il superamento del limite superiore, nel nostro caso è stato
interpretato come anomalia nella corrente interna di ricircolo,
dove si riscontra un quantitativo di ossigeno disciolto superiore a quello atteso accentuato dall’assenza di un selettore
anossico.
In virtù della sito-speci¿cità di ciascun impianto, è impensabile adottare un algoritmo con il redox che sia utile in senso
generalizzato, o che si adatti per tutto il periodo di vita dell’impianto; ma come anticipato, esso deve essere sottoposto a
continua sintonizzazione, parallelamente all’interpretazione
dei nuovi dati generati. (Cola E., 2010).
La proposta de¿nitiva è valida per un periodo strettamente legato alla stagionalità, in quanto l’impianto è caratterizzato da
un duplice grado di funzionamento, in virtù del periodo estivo
che richiama un tessuto urbano differente.
Nel ragionamento dell’algoritmo si considera un range ottimale di funzionamento variabile sia nell’ambiente anossico che
in quello aerobico.
Gli interventi rilevanti sono governati da un superamento
della soglia superiore nel range anossico, con la risposta di
incremento del set-point di ossigeno, viceversa un superamento della soglia inferiore nell’ambiente anossico comporta
lo stop della sof¿ante.
'urante il tempo di arresto dell’insufÀazione, avviene il calcolo dinamico della pendenza della retta O' vs. t con il ¿ne
di decretare il ripristino o la modi¿ca del set-point ¿ssato, attraverso una variazione del valore o una conferma del precedente.
Conclusioni e prospettive
In merito all’obiettivo di questo studio, è stata indagata la
possibilità di coadiuvare un approccio tecnologico al moni-
22
toraggio ed alla telegestione, con uno studio sull’applicabilità
della misura del potenziale redox, quale indicatore dell’attività
della biomassa, nel comparto biologico di un impianto a scala
reale.
La ricerca di informazioni sullo stato di attività della biomassa
in correlazione con altri parametri oggetto del monitoraggio
intensivo, ha costituito il focus dello studio di ricerca. E’ importante sottolineare quanto uno studio simile, nelle condizioni auspicate, possa dare risultati confortanti in termini di
ottimizzazione del processo.
L’approccio seguito riconosce la fondamentale sito-speci¿cità
di ciascun impianto, scartando la pretesa generalizzata di risolvere le criticità che riguardano i depurativi, adottando una
metodica valida per la totalità dei siti. L’innovazione celata
nel metodo di monitoraggio segue una prassi sperimentale
eseguita su presidi reali e non su scala pilota poco rappresentativi delle effettive condizioni di processo, inoltre l’intensi¿cazione del monitoraggio fornisce maggiore corrispondenza
con la natura dinamica del sistema, irraggiungibile con campionamenti puntuali.
L’intenzione alla base dell’esperienza menzionata cerca risposte in una prospettiva gestionale fondata sul monitoraggio
differenziato e di facile determinazione, attraverso strumentazione consolidata dal punto di vista tecnologico e con incidenza economica ridotta.
I risultati riscontrati in un periodo di osservazione limitato,
sono confortanti soprattutto in chiave di continuità dello studio
per periodi stagionali diversi e più lunghi, in aggiunta ad una
completa sperimentazione estesa ai momenti di maggiore criticità ai quali l’impianto è sottoposto (estate per Àusso di turisti
che raddoppia, di fatto, l’incidenza del carico organico e stagioni con maggiore presenza di eventi meteorologici, quindi
con incrementi delle portate idrauliche).
In termini numerici, si è veri¿cata una maggiore stabilizzazione della concentrazione di ossigeno in vasca, spesso problematica con un algoritmo fondato sul sistema sonda-sof¿ante
tendenzialmente più instabile. Non è esclusa a questo punto
l’implementazione di ulteriori sfaccettature di sperimentazione che vedono alla base della modi¿ca la variazione del valore di set-point in base alle esigenze di carico.
Le attività alla base di questa esperienza, hanno permesso
di avviare un percorso di integrazione tra la scienza dell’automazione con l’ingegneria di processo industriale. Seppur pochi siano i risultati impiegabili in maniera diffusa, s’incentiva
con questa pubblicazione una nuova metodologia, in grado di
affrontare la gestione ottimizzata degli impianti di trattamento
attraverso l’incremento delle performance e con la riduzione
degli input ¿sici ed energetici.
L’introduzione di un nuovo metodo d’indagine su scala reale,
rappresenta un punto di partenza per la realizzazione di uno
strumento tecnologico in grado di supportare le decisioni in
campo, con un effetto immediato sulla manipolazione dei parametri attraverso la lettura e l’interpretazione delle condizioni
locali.
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l’Ambiente
Bibliografia
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casi reali nella Provincia Autonoma di Trento. Ecomondo Atti ,
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Anche le email inquinano
Che il web giocasse ormai un ruolo rilevante nel bilancio globale delle emissioni prodotte sul nostro Pianeta, si sapeva già da
un po’. Quello che ancora, forse, non era chiaro proprio a tutti è il “quanto” l’utilizzo, a volte incontrollato, della posta elettronica possa incidere sul consumo di energia e, di conseguenza, su inquinamento e emissione di gas a effetto serra.
Ademe – l’Agenzia francese che si occupa di ambiente ed energia – ha voluto così indagare quant’è l’impronta ambientale di
una delle pratiche web più diffuse al mondo: l’invio di posta elettronica. Il dato che emerge è davvero sorprendente, quanto allarmante. Si calcola infatti che una mail da 1megabyte emette circa 19 g. di CO2, tenendo conto sia del consumo energetico
del pc che di quello dei server coinvolti nel traf¿co. Volendo esempli¿care il concetto, sarebbe come dire che, per un’azienda
con 100 dipendenti che inviano in media 33 messaggi di posta al giorno, per circa 220 giorni all’anno, si producano all’incirca
13,6 tonnellate di CO2, equivalenti, ad esempio, a 13 viaggi andata e ritorno da Parigi a New York.
In poche parole, internet inquina, proprio come un volo intercontinentale o un viaggio in auto. Solo che, se per la maggioranza
di noi è chiaro che andando in auto si bruciano combustibili che poi inquinano l’aria, il concetto che mandare una “innocua
mail” posso inquinare l’ambiente risulta sicuramente meno chiaro e dif¿cile da comprendere con immediatezza.
In realtà, ogni volta che scriviamo sul web, lasciamo una sorta di “impronta ambientale”: questo succede perché prima
di raggiungere i vari destinatari, le nostre mail vengono copiate, più o meno 10 volte, dai vari server che hanno poi il compito
di trasmetterle all’indirizzo di posta digitato: in pratica tutti questi passaggi richiedono l’utilizzo di energia elettrica e quindi
producono emissioni di CO2.
Per questo, Tessa Gelisio – ambientalista e blogger di Ecocentrica.tv, storico volto di Pianeta Mare – ha pensato di porre
l’attenzione su questa pratica diffusa e sui pericoli per l’ambiente derivati da un uso improprio della posta elettronica grazie
ad un vademecum lanciato sul suo blog ecocentrica.tv. Tessa Gelisio ha realizzato una sorta di vademecum dell’eco-mail,
con consigli molto pratici per evitare di inquinare con l’invio di mail non sempre utili e, spesso, inopportune. Qualche regola,
insomma, per “rendere – come afferma Tessa - la nostra mailbox« un posto migliore” (http://ecocentrica.tv).
Ecco allora, qualche pratico consiglio di Tessa Gelisio per usare l’email nel modo corretto.
1. Pensare prima di scrivere
2. Rileggere prima di spedire
3. Evitare i CC inutili
4. Usare le mailing list con intelligenza
5. Evitare le mail non conclusive
6. Svuotare la mailbox
7. Ricordare l’allegato
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23
Legislazione
La disciplina dei centri di raccolta
)LYUHYKV:LYH(97(3HaPV¶,THPS!ILYUHYKVZLYH'HYWHSHaPVP[
Il DM Ambiente 8 aprile 2008 reca la “Disciplina dei centri di raccolta dei ri¿uti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183,
comma 1, lettera cc) del D. Lgs. 1522006”. I ri¿uti speciali puntualmente elencati nel relativo allegato, sono assimilati agli urbani solo
ai ¿ni del conferimento nel centro di raccolta. Ad oggi continuano
ad essere assimilati agli urbani anche i ri¿uti di cui all’art. 2 lettera
g) del DPR 254/2003 ed i ri¿uti di cui al punto 1.1.1 della Deliberazione CIPE 27 luglio del 1984.
I centri di raccolta
Il D. Lgs. 152/2006 all’art. 183 comma 1 lettera mm) de¿nisce centro di raccolta “area presidiata ed allestita, senza nuovi o maggiori
oneri a carico della ¿nanza pubblica, per l’attivitj di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei ri¿uti urbani per frazioni
omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento. La disciplina dei centri di raccolta q data con
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare, sentita la Conferenza uni¿cata, di cui al decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281´
Il DM Ambiente 8 aprile 2008 reca la “Disciplina dei centri di raccolta dei ri¿uti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183,
comma 1, lettera cc) del D. Lgs. 1522006”, che per vizio di forma è
stato successivamente modi¿cato dal DM 13 maggio 2009.
La Sentenza nƒ 1690 della Cassazione Penale Sezione III del 14
gennaio 2013, precisa : “Ê evidente che, a seguito dell’introduzione
nel D. Lgs n. 152 del 2006 della de¿nizione di ³centro di raccolta´,
non puz più essere seguito l’orientamento che attribuiva in passato
alle ³ecopiazzole´ la quali¿ca di centri di stoccaggio di ri¿uti soggetti al corrispondente regime autorizzatorio, poichp tali aree sono
ora normativamente individuate, ma q altrettanto evidente che, una
volta determinata la nozione di ³centro di raccolta´, la soggezione
alla relativa disciplina introdotta con i decreti ministeriali di cui si
q detto in precedenza deve ritenersi riservata esclusivamente a
quelle aree che presentino caratteristiche corrispondenti a quelle indicate nel D. Lgs n. 152 del 2006, articolo 183, lettera mm.
Deve conseguentemente escludersi che, al di fuori dell’ipotesi contemplata dal legislatore, la predisposizione di aree attrezzate per
il conferimento di ri¿uti astrattamente riconducibili ad un generico
concetto di ³ecopiazzola´ o ³isola ecologica´ possa ritenersi sottratta alla disciplina generale sui ri¿uti, poiché l’intervento del legislatore ha ormai de¿nitivamente delimitato tale nozione prevedendo,
peraltro, un regime autorizzatorio e gestionale che, come si q visto,
consente il conferimento ai centri di raccolta di un’ampia gamma di
ri¿uti in maniera controllata. In tutti i casi in cui non vi sia corrispondenza con quanto indicato dal legislatore dovrj procedersi ad una
valutazione dell’attivitj posta in essere secondo i principi generali
in materia di ri¿uti.”
24
L’articolo 2 del succitato decreto precisa che la realizzazione dei
centri di raccolta è eseguita in conformità con la normativa vigente in materia urbanistica ed edilizia ed il Comune territorialmente
competente ne dà comunicazione alla Regione e alla Provincia
(l’adeguamento degli impianti esistenti, ai sensi del comma 7 del
succitato articolo, doveva avvenire entro 6 mesi dalla pubblicazione
del DM su Gazzetta Uf¿ciale); i centri di raccolta devono essere allestiti e gestiti in conformità a quanto riportato in allegato 1 al DM in
parola; il soggetto che gestisce il centro deve essere iscritto all’Albo
nazionale gestori ambientali di cui all’art. 212 del D. Lgs. 152/2006
nella categoria 1 “Raccolta e trasporto dei ri¿uti urbani” di cui all’art.
8 del DM Ambiente nƒ 406 del 28 aprile 1998.
I rifiuti assimilati agli urbani
Allo stato si hanno tre categorie di ri¿uti speciali assimilati agli urbani:
x i ri¿uti di cui di cui al punto 4.2 dell’Allegato I al DM 8 aprile
2008, assimilati “ope legis” e possono essere anche pericolosi;
x i ri¿uti di cui al punto 1.1.1 della Deliberazione CIPE 27 luglio
del 1984;
x i ri¿uti di cui all’art. 2 lettera g) del DPR 254/2003 (1).
I ri¿uti contemplati nella Deliberazione del CIPE e dal DPR
254/2003, necessitano di un regolamento comunale e sono solo
non pericolosi.
Si ricorda inoltre che ai sensi dell’art. 198 comma 1 del D. Lgs.
152/2006 ³«.. i Comuni continuano la gestione dei ri¿uti urbani e
dei ri¿uti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa
nelle forme di cui al l’articolo 113, comma 5, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267”
Compete al comune, ai sensi dell’art. 198 comma 2 lett. g) l’assimilazione, per qualità e quantità, dei ri¿uti speciali non pericolosi ai
ri¿uti urbani, secondo i criteri di cui all’articolo 195, comma 2, lettera
e), ferme restando le de¿nizioni di cui all’articolo 184, comma 2,
lettere c) e d).
L’articolo 195, al comma 2, pone in capo alle competenze dello Stato “e) la determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per
l’assimilazione, ai ¿ni della raccolta e dello smaltimento, dei ri¿uti
speciali e dei ri¿uti urbani. Con decreto del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare e del mare, d’intesa con il Ministro dello sviluppo economico, sono de¿niti, entro novanta giorni, i
criteri per l’assimilabilitj ai ri¿uti urbani”.
A tutt’oggi non essendo stati emanati i succitati criteri, l’articolo 265
(Disposizioni transitorie) del D. Lgs. 152/2006 precisa che “Le vigenti norme regolamentari e tecniche che disciplinano la raccolta,
il trasporto il recupero e lo smaltimento dei ri¿uti restano in vigore
1/2015
l’Ambiente
sino all’adozione delle corrispondenti speci¿che norme adottate in
attuazione della parte quarta del presente decreto. Al ¿ne di assicurare che non vi sia alcuna soluzione di continuitj nel passaggio
dalla preesistente normativa a quella prevista dalla parte quarta
del presente decreto, le Pubbliche amministrazioni, nell’esercizio
delle rispettive competenze, adeguano la previgente normativa di
attuazione alla disciplina contenuta nella parte quarta del presente
decreto, nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 264, comma 1,
lettera i). Ogni riferimento ai ri¿uti tossici e nocivi continua ad intendersi riferito ai ri¿uti pericolosi.”
Rimane tuttora in vigore la Deliberazione 27 luglio del 1984 “Disposizioni per la prima applicazione dell’ articolo 4 del DPR 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei ri¿uti” che al punto
1.1 detta i “Criteri generali per l’ assimilabilitj dei ri¿uti speciali ai
ri¿uti urbani” di cui al punto 1.1.1, fermo restando che l’assimilabilità
è di natura tecnologica e tali criteri sono rivolti a permettere, senza
maggiori rischi per la salute dell’uomo e/o per l’ambiente, lo smaltimento di ri¿uti speciali in impianti aventi le caratteristiche minimali
stabilite in funzione dello smaltimento, nei medesimi, di ri¿uti urbani;
inoltre, come precisato alla lett. c) del punto 1.1.1 “nel caso in cui
i ri¿uti speciali sopraindicati siano stati contaminati da sostanze o
preparati classi¿cati pericolosi ai sensi della normativa vigente in
materia di etichettatura (legge 29 maggio 1974, n. 256, decreto del
Presidente della Repubblica 24 novembre 1981, n. 927, e successive modi¿che ed integrazioni) o da policlorodibenzodiossine eo
policlorodibenzofurani, non possono essere ammessi in discariche
di cui al punto 4.2.2. se preventivamente non sottoposti ad adeguati
trattamenti di boni¿ca.”
Nel caso in cui per i ri¿uti di cui al punto 1.1.1 della succitata delibera non vi sia stata alcuna disciplina comunale, gli stessi sono ri¿uti
speciali e sono sottoposti al relativo regime.
Nel caso in cui per i ri¿uti di cui al punto 1.1.1 della succitata delibera sia stata emanata la relativa disciplina comunale di assimilazione, tutti i ri¿uti assimilati sono soggetti al diritto di privativa da parte
del comune e possono essere conferiti esclusivamente al comune,
nelle forme di cui all’articolo 113 comma 5 del D. Lgs. 267/2000.
Tale assimilazione deve essere effettuata sia qualitativamente che
quantitativamente, quest’ultimo aspetto sarà stabilito caso per caso
da ciascun Comune in funzione della capacità dei suoi sistemi di
trasporto e smaltimento, come peraltro ribadito dalla sentenza
nƒ 9631/2012 dalla Sezione tributaria della Corte di Cassazione,
la quale precisa che un regolamento comunale che prevede una
mera elencazione delle sostanze assimilabili, indicandole nominativamente e senza alcuna speci¿cazione dei relativi limiti quantitativi,
di conseguenza deve essere ritenuto illegittimo.
Questo perché l’impatto igienico ed ambientale di un materiale di
scarto non può essere correttamente valutato, nel rispetto della delibera CIPE 27 luglio 1984, “se non tenendo conto anche della sua
quantitj”.
I rifiuti conferibili presso i centri di raccolta
Le tipologie di ri¿uti che possono essere conferite presso i centri di
raccolta sono elencate al punto 4.2 dell’Allegato I al DM 8 Aprile 2008.
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Le 32 tipologie di ri¿uto sono assimilate ai ri¿uti urbani ai soli ¿ni
del conferimento presso i centri di raccolta; la tipologia di ri¿uti di
cui al punto 32 dell’allegato I al DM in parola è costituita da “ri¿uti
assimilati ai ri¿uti urbani sulla base dei regolamenti comunali, fermo restando il disposto di cui all’art. 195, comma 2, lettera e) del
decreto legislativo 1522006 e smi”.
Per alcune tipologie di ri¿uto indicate al punto 4.2 viene puntualizzato che le stesse possono provenire esclusivamente da utenze
domestiche, per esempio:
x il punto 25 è relativo a “batterie ed accumulatori di cui alle
voci 160601 160602 160603 provenienti da utenze domestiche) (codice CER 200133)”;
x il punto 32, prima voce, è relativo a “toner per stampa esauriti
diversi da quelli di cui alla voce 080317 (provenienti da utenze domestiche) (codice CER 080318)”;
x Il punto 32, quarta voce, è relativo a “pneumatici fuori
uso (solo se conferiti da utenze domestiche) (codice CER
160103)”;
x il punto 32, sesta voce, è relativo a “componenti rimossi da
apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 16
02 15 (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche) (codice CER 160216) ”.
Restano fermi per i gestori del centro di raccolta:
x gli obblighi relativi all’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’art. 212 del D. Lgs. 152/2006 nella categoria
1 “Raccolta e trasporto dei ri¿uti urbani” di cui all’art. 8 del DM
Ambiente nƒ 406 del 28 aprile 1998;
x gli obblighi relativi agli adempimenti documentali (FIR, registro di carico e scarico, SISTRI, MUD);
x la compilazione dei moduli conformi a quelli indicati agli allegati IA e IB al DM 8 aprile 2008, ai soli ¿ni della contabilizzazione dei ri¿uti da utenze non domestiche in ingresso ed in
uscita dal centro di raccolta
Ricorre l’obbligo della compilazione di formulari identi¿cativi del
ri¿uto nel trasporto verso il centro di raccolta, obbligo più in generale per “chiunque effettua a titolo professionale attivitj di raccolta
e trasporto dei ri¿uti” a meno che non si tratti di ri¿uti non pericolosi trasportati dal produttore dei ri¿uti stessi, in modo “occasionale”
e “saltuario” che non eccedano la quantità di 30 chilogrammi o di
30 litri (oltre che ovviamente per il soggetto che gestisce il servizio
pubblico di raccolta e trasporto dei ri¿uti).
Conclusioni
Il DM Ambiente 8 aprile 2008 reca la “Disciplina dei centri di raccolta dei ri¿uti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183,
comma 1, lettera cc) del D. Lgs. 1522006”. I ri¿uti speciali puntualmente elencati nel relativo allegato, sono assimilati agli urbani
solo ai ¿ni del conferimento nel centro di raccolta. Si applica la
disciplina ordinaria al di fuori delle condizioni richiamate nel succitato DM, fermo restando gli obblighi di cui agli artt. 189, 190 e 193
del D. Lgs. 152/2006 per i gestori dei Centri di Raccolta.
Ad oggi continuano ad essere assimilati agli urbani anche i ri¿uti
25
Legislazione
di cui all’art. 2 lettera g) del DPR 254/2003 ed i ri¿uti di cui al
punto 1.1.1 della Deliberazione CIPE 27 luglio del 1984 solo ed
esclusivamente sulla base di regolamenti comunali che devono
prevedere anche un’assimilazione quantitativa.
Note
art. 2 lettera g) del DPR 2542003
1) i ri¿uti derivanti dalla preparazione dei pasti provenienti dalle
cucine delle strutture sanitarie
2) i ri¿uti derivanti dall’attivitj di ristorazione e i residui dei pasti
provenienti dai reparti di degenza delle strutture sanitarie, esclusi
quelli che provengono da pazienti affetti da malattie infettive per i
quali sia ravvisata clinicamente, dal medico che li ha in cura, una
patologia trasmissibile attraverso tali residui
3) vetro, carta, cartone, plastica, metalli, imballaggi in genere,
materiali ingombranti da conferire negli ordinari circuiti di raccolta
differenziata, nonchp altri ri¿uti non pericolosi che per qualitj e
per quantitj siano assimilati agli urbani ai sensi dell’articolo 21,
comma 2, lettera g), del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
4) la spazzatura
5) indumenti e lenzuola monouso e quelli di cui il detentore intende disfarsi
6) i ri¿uti provenienti da attivitj di giardinaggio effettuata nell’ambito delle strutture sanitarie
7) i gessi ortopedici e le bende, gli assorbenti igienici anche contaminati da sangue esclusi quelli dei degenti infettivi, i pannolini
pediatrici e i pannoloni, i contenitori e le sacche utilizzate per le
urine
8) i ri¿uti sanitari a solo rischio infettivo assoggettati a procedimento di sterilizzazione.
(1)
Bibliografia
[1] Deliberazione 27 luglio 1984 ³Disposizioni per la prima applicazione dell’articolo 4 del DPR 10 settembre 1982, n. 915, concernente lo smaltimento dei ri¿uti´ (6O nƒ 253 alla GU 13 settembre 1984.
[2] Pasquale )imiani, ³La tutela penale dell’ambiente´, 6econda
Edizione, Giuffrq Editore, Milano 2011
[3] Gianfranco Amendola, ³Gestione dei ri¿uti e normativa penale´,
Giuffrq Editore, 2003
[4] Gianfranco Amendola, ³La gestione dei ri¿uti´, Maggioli Editore,
2005
[5] Gianfranco Amendola, ³Inquinamenti, istruzioni per l’uso. Manuale pratico di pronto intervento contro gli inquinamenti di aria,
acqua e da ri¿uti secondo il testo unico ambientale´, EPC, 2009
[6] D. Lgs. 362003 ³Attuazione della direttiva 199931CE relativa
alle discariche di ri¿uti´ (6O nƒ 40 alla GU 12 marzo 2003 nƒ 59)
[7] D. Lgs. 1522006 ³Norme in materia ambientale´ (6O nƒ 96 alla
GU 14 aprile 2006 nƒ 88)
[8] Mauro 6anna ³I nuovi ri¿uti assimilati´, industrie ambiente.it
[9] DM Ambiente 8 aprile 2008 ³Disciplina dei centri di raccolta dei
ri¿uti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, e successive modi¿che´ (GU 6erie Generale n.99 del 28-42008)
[10] DM Ambiente 13 maggio 2009 ³Modi¿ca del decreto 8 aprile
2008, recante la disciplina dei centri di raccolta dei ri¿uti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma
1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modi¿che´ (GU 6erie Generale n.165 del 18-7-2009)
[11] 6entenza nƒ 96312012 dalla 6ezione tributaria della Corte di
Cassazione, www.reteambiente.it
Delibera Comitato Interministeriale 27 luglio 1984 “Disposizioni per la prima applicazione dell’articolo 4 del D.P.R.
VHWWHPEUHQFRQFHUQHQWHORVPDOWLPHQWRGHLUL¿XWL´
Il Punto 1.1.1 Punto della succitata delibera, ai ¿ni dello smaltimento dei
ri¿uti in discarica, elenca i ri¿uti assimilati agli urbani, in particolare:
“Abbiano una composizione merceologica analoga a quella dei ri¿uti urbani o, comunque, siano costituiti da manufatti e materiali simili a quelli
elencati nel seguito a titolo esempli¿cativo:
- imballaggi in genere (di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili);
- contenitori vuoti (fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e lattine e
simili);
- sacchi e sacchetti di carta o plastica; fogli di carta, plastica, cellophane; cassette, pallets;
- accoppiati quali carta plasti¿cata, carta metallizzata, carta adesiva,
carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili;
- frammenti e manufatti di vimini e di sughero;
- paglia e prodotti di paglia;
- scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e
segatura;
- vibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile;
- ritagli e scarti di tessuto di ¿bra naturale e sintetica, stracci e juta;
- feltri e tessuti non tessuti;
- pelle e simil-pelle;
- gomma e caucciù (polvere e ritagli) e manufatti composti prevalentemente da tali materiali, come camere d’aria e copertoni;
- resine termoplastiche e termo-indurenti in genere allo stato solido e
26
manufatti composti da ali materiali;
- ri¿uti ingombranti analoghi a quelli di cui al punto 2) del terzo comma
dell’art.2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982;
- imbottiture, isolanti termici ed acustici costituiti da sostanze naturali e
sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi plastici e minerali, e
simili;
- moquettes, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;
- materiali vari in pannelli (di legno, gesso, plastica e simili);
- frammenti e manufatti di stucco e di gesso essiccati;
- manufatti di ferro tipo paglietta metallica, ¿lo di ferro, spugna di ferro e
simili;
- nastri abrasivi;
- cavi e materiale elettrico in genere;
- pellicole di lastre fotogra¿che e radiogra¿che sviluppate;
- scarti in genere della produzione di alimentari, purché non allo stato
liquido, quali ad esempio scarti di caffe, scarti dell’industria molitoria e
della pasti¿cazione, partite di alimenti deteriorati, anche inscatolati o
comunque imballati, scarti derivati dalla lavorazione di frutta e ortaggi,
caseina, sanse esauste e simili;
- scarti vegetali in genere (erbe, ¿ori, piante, verdure, ecc.), anche i derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici (bucce, baccelli, pula,
scarti di sgranatura e di trebbiatura, e simili);
- residui animali e vegetali provenienti dall’estrazione di principi attivi.
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LA FIERA INTERNAZIONALE DEDICATA A CHIMICA, STRUMENTAZIONE, CONTROLLO DI
PROCESSO, SISTEMI DI AUTOMAZIONE E IMPIANTISTICA PER L’INDUSTRIA E I LABORATORI
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W PRIMA DI COPERTINA
Driving Innovation in Municipal
Wastewater
Le elettropompe XFP
Le elettropompe sommergibili per fognatura Sulzer XFP sono
state le prime pompe ad essere dotate di motore sommergibile ad elevato rendimento secondo lo standard IE3. In realtà il
motore rappresenta solo una delle esclusive caratteristiche. Le
pompe XFP sono un prodotto completamente ingegnerizzato,
la cui progettazione tiene conto di tutti gli aspetti legati alla gestione dei reÀui fognari.
Ancora oggi la pompe sommergibili per fognatura XFP sono
ai vertici del settore per af¿dabilità e prestazioni energetiche,
grazie in particolare agli ulteriori sviluppi nella tecnologia di realizzazione della girante Contrablock Plus, progettata speci¿catamente per gestire i reÀui di oggi, sempre più dif¿cili.
Figura 1 - Installazione di un turbocompressore HST.
Il continuo impegno di Sulzer a superare i limiti della tecnologia
nel settore della depurazione, con particolare attenzione all’ef¿cienza energetica, abbracciando la catena produttiva, dalla progettazione alla realizzazione, ha consentito di ottenere soluzioni
innovative che riducono il consumo di risorse.
La gamma di prodotti world-class Sulzer è la risposta completa
alle s¿de di oggi, e incorpora una ricca varietà di bene¿ci in termini di consumo energetico e di af¿dabilità, sia nel caso di grandi
che di piccole apparecchiature.
La gamma risponde ai nuovi requisiti normativi, soddisfando al
tempo stesso le esigenze pratiche manifestate oggi dal settore del collettamento e trattamento dei reÀui.
Oltre ad aver scelto l’utilizzo di motori ad
elevato rendimento (IE3 o equivalenti)
per l’intera gamma, abbiamo affrontato
e ridotto il rischio di bloccaggi e gli effetti
della riduzione del consumo idrico e del
cambiamento nelle abitudini in tema di
igiene personale.
Trovare il giusto equilibrio tra queste
diverse esigenze è la chiave che consente di ottenere risparmi sia in termini
energetici che di costi operativi. La gamma di prodotti world-class Sulzer garantisce la massima ef¿cienza e af¿dabilità,
e si pone ai vertici assoluti nel campo
della tecnologia per le acque reÀue.
28
I principali vantaggi includono:
• massimo risparmio energetico,
• af¿dabilità nel tempo,
• eccellente pompaggio di reÀui contenenti stracci e ¿bre,
• progettate per il futuro,
• sostenibilità nel ciclo di produzione e di funzionamento.
Le giranti ContraBlock Plus
La nuova serie delle giranti Contrablock Plus ride¿nisce la resistenza al bloccaggio, garantendo un passaggio libero mai inferiore a 75 mm. La girante è progettata in modo tale che l’80%
dei materiali ¿brosi in ingresso vengano convogliati attraverso il canale della
stessa, riducendo così la necessità di
ricorrere ad azioni di taglio e l’usura
che ne deriva.
Le nuove giranti sono disponibili in
versione monocanale e multicanale,
per tutte le pompe sommergibili per fognatura XFP nella gamma da 1,3 kW/
DN80 a 400 kW/DN400.
I miscelatori XRW
Figura 2 - Installazione di una pompa XFP.
I miscelatori sommersi Sulzer XRW
si contraddistinguono per la capacità
di offrire equilibrio tra ef¿cienza energetica e investimento iniziale, grazie
all’utilizzo di tre distinte con¿gurazioni
di motorizzazioni:
x alta velocità - motore a gabbia di
1/2015
l’Ambiente
x
x
x
x
la tecnologia di motore più appropriata,
minimi consumi energetici,
economicità nell’installazione e manutenzione,
massima af¿dabilità.
I turbocompressori HST
Figura 3 - Elettropompe sommergibili XFP.
scoiattolo ad elevato rendimento IE3,
x media velocità - motore a magneti permanenti ad elevato
rendimento (equivalente IE3),
x velocità medio-bassa - motore ad elevato rendimento IE3
con riduttore.
L’impiego di un’unica tecnologia di motorizzazione non è in
grado di garantire lo stesso equilibrio tra investimento iniziale,
ef¿cienza energetica e costi operativi nell’intero ciclo di vita utile. La combinazione di tecnologie di motorizzazione ad elevato rendimento con eliche dal design ottimizzato e ampiamente
collaudato garantisce i più bassi consumi energetici a qualsiasi
velocità di miscelazione. Ciò consente di ottenere ¿no al 35% di
miglioramento dell’ef¿cienza totale rispetto agli altri miscelatori
presenti sul mercato, risultato che si traduce in una sostanziale
riduzione dei consumi energetici.
I vantaggi esclusivi di questa gamma di miscelatori includono:
I turbocompressori HST rappresentano la terza generazione
dei compressori Sulzer raffreddati ad aria. Eccezionali risparmi
energetici “wire-to-air” consentono di offrire la massima portata
d’aria per ogni singolo kilowatt assorbito dalla rete. Inoltre, l’integrazione di silenziatori e di altri accessori consente un’installazione compatta, silenziosa e conveniente.
Se poi aggiungiamo l’af¿dabilità dei cuscinetti magnetici e l’intuitivo sistema di controllo che ottimizza i vostri processi di aerazione, i turbocompressori HST sono l’evidenza assoluta di
una indiscutibile leadership.
Il controllore per pompe PC 441
Sviluppato appositamente per l’utilizzo in stazioni di pompaggio
di acque reÀue municipali, il controllore per pompe Sulzer PC
441 offre funzioni avanzate, ma di facile utilizzo, che consentono di ridurre i costi di esercizio e accrescere l’operatività della
stazione di sollevamento – con bene¿ci sull’intera rete fognaria.
Recenti studi dimostrano che modi¿cando le apparecchiature
o i sistemi di automazione, è possibile risparmiare dal 30 al
50% dell’energia consumata da una stazione di sollevamento.
Questo risultato può essere ottenuto grazie al controllore per
pompe PC 441, in grado di effettuare il telecontrollo e l’automazione per stazioni da una a quattro pompe sommergibili, e
che può anche essere impiegato come sistema di comando e
controllo locale.
La Società
Il gruppo Sulzer, la cui sede è
a Winterthur in Svizzera, nasce
nel 1934 ed è specializzato in soluzioni per il pompaggio, l’aerazione e miscelazione, oltre che nell’assistenza e manutenzione
di apparecchiature rotanti. Sulzer progetta, sviluppa e fornisce
soluzioni complete per il pompaggio in tutto il mondo. Una ricerca e sviluppo incessante in materia di Àuidodinamica, prodotti
orientati ai processi, materiali speciali oltreché soluzioni per un
servizio di assistenza af¿dabile, consentono a Sulzer di mantenere una posizione di leadership nei suoi mercati chiave: oil
gas, energia e acqua. La società tratta con clienti in tutto il
mondo, grazie ad una rete di oltre 150 sedi produttive e di centri
di assistenza, ed è ben radicata anche nei mercati emergenti.
Nel 2014, Sulzer ha raggiunto un fatturato di oltre 3.200 MCHF,
con circa 15.000 dipendenti.
Driving Innovation
in Municipal Wastewater
(www.sulzer.com)
1/2015
29
·
Report
RemTech Expo: un mondo di conoscenza,
tecnologie e opportunità
<MÄJPV:[HTWH9LT;LJO,_WV,THPS!JVT\UPJHaPVUL'MLYYHYHÄLYLP[
Abstract
Since 2007, it is the main point of reference among trade fairs in
Italy for the remediation community - private companies, public
bodies, universities and research centers, associations, professionals, industry, oil sector and real estate - that, year after
year, chooses it as an authoritative showcase, a place where
sharing virtuous experiences and an opportunity for the growth
of knowledge. Also for the ninth edition, scheduled at FerraraFiere on September 23 to 25, RemTech Expo con¿rms itself to
be the more quali¿ed Italian event on remediation of contaminated sites, maintenance and requali¿cation of the territory,
protection of the coast. Organized by Ferrara Fiere Congressi,
with the partnership of the Emilia-Romagna Region and the
sponsorship of Eni Saipem, RemTech and its Special Sections
CoastEsonda and Inertia have among their strengths ¿rstly a
prestigious and highly specialized exhibition area, with the most
advanced solutions, products and projects. Furthermore RemTech includes a conference session of high scienti¿c and technical level, training and advanced training courses for operators, authorities and decision makers, multidisciplinary debates
at national and international level on the latest technologies and
excellent case studies, moments dedicated to the deepening,
Dal 2007, è il principale punto di riferimento ¿eristico in Italia
per la community delle boni¿che – società private, enti pubblici, università e centri di ricerca, associazioni, professionisti,
mondo dell’industria, comparto petrolifero e real estate – che,
anno dopo anno, lo elegge a vetrina autorevole, luogo di condivisione delle esperienze virtuose e momento di crescita della
conoscenza.
Anche per la IX edizione, in programma alla Fiera di Ferrara
dal 23 al 25 Settembre, RemTech Expo (www.remtechexpo.
com) si conferma l’evento italiano più quali¿cato sulle boni¿che dei siti contaminati, la manutenzione e la riquali¿cazione
del territorio, la protezione e la tutela della costa. Organizzati
da Ferrara Fiere Congressi, con la partnership della Regione
Emilia-Romagna e la sponsorship di Eni Saipem, RemTech
e le sue Sezioni speciali CoastEsonda e Inertia hanno tra i
propri punti di forza innanzitutto un’area espositiva prestigiosa
e altamente specializzata, dove trovano spazio le soluzioni, i
prodotti e i progetti più avanzati.
Un esempio è SmartStripping®, l’innovativo processo di green
remediation promosso da Ecosurvey per la boni¿ca del sotto-
30
Figura 1 - Area Espositiva della scorsa edizione di Remtech.
suolo e delle acque sotterranee da composti organici volatili
e semi-volatili (VOC and sVOC). Come valutato anche dalla
commissione Eco-Innovation, EACI, della Commissione Europea, si tratta di una tecnica ecocompatibile ad alta ef¿cienza,
ovvero di un ricircolo continuo e forzato di aria nelle acque
sotterranee, che stimola la rimozione degli agenti inquinanti
senza emissioni in atmosfera, senza scarichi idrici e tutelando la risorsa idrica sotterranea. Un software di modellazione
dedicato è, inoltre, in grado di valutare l’applicazione in condizioni sito-speci¿che.
Tra i protagonisti di RemTech anche il progetto MIAPI (Monitoraggio e Individuazione di Aree Potenzialmente Inquinate nelle
Regioni obiettivo convergenza), cui lavora la società HELICA.
Nato dalla collaborazione tra il Comando Carabinieri per la
Tutela Ambientale e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio e del Mare, è stato ¿nanziato con 10.556.570,00
euro e si rivolge a Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, allo
scopo di fornire agli Enti investigativi preposti alla prevenzione dei crimini informazioni territoriali nuove, per contrastare
più ef¿cacemente i reati ambientali e piani¿care interventi di
boni¿ca.
In materia di boni¿ca di acque sotterranee, tra gli espositori
che saranno presenti in Fiera spicca Tauw Italia, che ha di
recente applicato le più moderne tecniche di bioremediation
in ambiente sia aerobico che anaerobico, in casi di contaminazione da inquinanti di natura diversi¿cata (solventi clorurati, idrocarburi, BTEX e alcuni metalli). Tauw ha realizzato una
doppia barriera biologica (aerobica/anaerobica) in grado di
intercettare le acque di falda e degradare i contaminanti, sti-
1/2015
l’Ambiente
molando così una naturale attività biologica.
Nell’ambito dei sistemi ad alta tecnologia, i prodotti che Codevintec presenta a Ferrara restano un caposaldo sia per quanto
riguarda le Scienze della Terra e del Mare (geo¿sica, geologia,
monitoraggio terremoti e vulcani, oceanogra¿a), lo studio del
sottosuolo (georadar, sismogra¿, magnetometri, geoelettrica,
logger da foro, inclinometri), i rilievi di fondali e delle coste
(Multibeam, SideScan Sonar, SubBottom Pro¿ler, ADP, Sonar3D, Camere Acustiche), la vulcanologia e il monitoraggio
sismico (reti sismiche, gravimetri, inclinometri), sia in relazione
a navigazione, posizionamento e misura di assetto – anche
sott’acqua (GNSS, INS, IMU, USBL) – telerilevamento e 3D
Imaging (Camere Iperspettrali, LIDAR).
I servizi industriali per l’ambiente saranno anche quest’anno
rappresentati a RemTech da aziende della caratura di Petroltecnica S.p.A., che contribuisce alla prevenzione e alla risoluzione delle problematiche ambientali del suolo e del sottosuolo offrendo servizi specialistici e integrati, con l’impiego di
sistemi innovativi e tecnologie “No Man Entry”, in un’ottica di
rispondenza assoluta ai principi della sicurezza per l’uomo e
della sostenibilità per l’ambiente. Boni¿ca e diagnostica serbatoi, trattamento e gestione ri¿uti, recupero siti contaminati,
boni¿che siti industriali, pronto intervento ambientale, trattamento e recupero acque compongono il portfolio dei principali
servizi offerti da Petroltecnica.
RemTech prevede, inoltre, una sessione congressuale di elevato livello tecnico-scienti¿co, corsi di formazione e di alta formazione per operatori, autorità e decision maker, dibattiti multidisciplinari a livello nazionale e internazionale sulle tecnologie più all’avanguardia e i casi di studio eccellenti, momenti
dedicati all’approfondimento e altri allo scambio e all’incontro
fra domanda e offerta, aprendo la strada ai mercati emergenti
e creando nuove occasioni di business per gli espositori.
A questi obiettivi puntano le novità introdotte nella IX edizione,
a partire dalla costruzione di nuove partnership con importanti
network internazionali, per favorire la partecipazione dei progetti transfrontalieri ad alto contenuto tecnologico e dei key
Figura 2 - Panoramica padiglione, Remtech 2014.
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partner. Oltre ai mercati già coinvolti da RemTech, quali quelli
cinese e russo, sono in fase di de¿nizione percorsi mirati che
interessano alcuni Paesi dell’Est Europa, della Turchia e del
Nord Africa. Tutti i temi affrontati da RemTech, CoastEsonda
e Inertia saranno oggetto di internazionalizzazione mentre la
RemTech Russia School (II edizione) si focalizzerà sulla formazione di key manager russi, pubblici e privati, e consentirà
alle imprese espositrici di presentare e proporre a un nascente mercato internazionale le migliori soluzioni tecnologiche, le
proprie competenze e il know-how italiano.
Tra i driver della manifestazione, anche il potenziamento del
comparto istituzionale, degli organi di controllo, della rappresentanza industriale – chimica e petrolifera – e delle più importanti strutture appaltanti.
Inedito è, poi, il Comitato Espositori, che af¿ancherà il lavoro dei Comitati Scienti¿ci. Attraverso quest’organo, le aziende potranno trasferire la propria conoscenza ed esperienza
nella costruzione di RemTech 2015. Durante la prima riunione
di Febbraio del Comitato Espositori, sono state condivise strategie, percorsi, proposte e progetti che faciliteranno il match
tra domanda e offerta. La Project Manager di RemTech, Silvia
Paparella, ha inoltre presentato alle aziende presenti all’incontro importanti anticipazioni sulla prossima edizione e i nuovi
servizi attivati in esclusiva per gli espositori (Carta dei Servizi),
allo scopo di incentivare la cooperazione su argomenti di comune interesse, accrescere la visibilità di tutti gli attori e organizzare momenti di incontro con interlocutori di primo piano e
potenziali partner.
Se la formazione sarà garantita dall’assegnazione di crediti
formativi, per soddisfare le esigenze di aggiornamento professionale continuo, i Premi di Laurea Magistrale e di Dottorato si
apriranno a tutte le tematiche trattate e ogni sessione congressuale uf¿ciale sarà pubblicata in forma di “Atti”.
Per quanto riguarda le due Sezioni speciali di RemTech, CoastEsonda Expo, l’evento sulla gestione e tutela della costa
Figura 3 - Sala Rossa
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·
Report
e del mare, il dissesto idrogeologico e la manutenzione del
territorio a rischio, prevede la partecipazione delle imprese più
competitive e delle principali autorità del settore, tra le quali il
Ministero, Italiasicura (Struttura di missione contro il dissesto
Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche), la
Protezione Civile, ISPRA, le Autorità Portuali, i Distretti Idrogra¿ci e i Consorzi di Boni¿ca, le Regioni, i Comuni e le Associazioni. Al programma congressuale sui temi della valorizzazione delle coste, opere, monitoraggio, porti, marine strategy e
offshore si af¿ancano la Direttiva Alluvioni, il dissesto idrogeologico e il rischio idraulico, alla luce dell’aumentata frequenza
e intensità degli eventi meteoclimatici calamitosi. Nell’ambito
di CoastEsonda si terrà, poi, la III Conferenza Nazionale sul
Dissesto Idrogeologico.
Inertia, con un ampio spazio espositivo dedicato anche al settore estrattivo, rappresenta l’appuntamento italiano più quali¿cato sui ri¿uti inerti e gli aggregati naturali, riciclati e arti¿ciali.
Nell’agenda di Inertia, spiccano le demolizioni civili e industriali, gli impianti per la selezione e il riciclaggio dei ri¿uti CD,
l’utilizzo degli aggregati riciclati, la certi¿cazione e marcatura
CE, il movimento terra, l’attività estrattiva e gli impianti specializzati, la gestione dei materiali da scavo, le costruzioni, le infrastrutture, il risanamento e la riquali¿cazione del patrimonio
Figura 3 - Particolare espositivo a Remtech 2014.
edilizio, il Life Cycle Assessment. Tra le novità di quest’anno,
il I Premio per la Sostenibilità Ambientale delle Grandi Opere,
promosso in collaborazione con Italferr, la tavola rotonda che
coinvolgerà i principali general contractor, i focus sui temi delle
strade, con la partecipazione di ANAS, del back¿lling e del
recupero ambientale, e della gestione dei materiali da scavo
contenenti amianto.
Solar Share: la condivisione a distanza dell’energia solare
Il primo esperimento italiano di solar energy sharing è uf¿cialmente partito ed è già un successo: 121 famiglie provenienti da ogni parte d’Italia
hanno aderito a Solar Share, il primo progetto nazionale di condivisione
a distanza dell’energia solare, che permette di superare ogni limite geogra¿co sfruttando in tutto il territorio italiano l’energia prodotta dall’impianto La Masseria del Sole, in funzione a Lecce. L’iniziativa è stata sviluppata da LifeGate, punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile, in
collaborazione con ForGreen, partner tecnico con grande esperienza
nella creazione di progetti di condivisione di energia proveniente da fonti
rinnovabili.
Le motivazioni che hanno portato le famiglie ad aderire sono diverse: investire nelle rinnovabili, produrre energia per la propria casa, avere un impianto di energia solare a prescindere dal condominio
in cui si risiede, risparmiare, essere autonomi e indipendenti.
Solar Share, oggi pienamente attivo, ma ancora aperto a nuove adesioni, ha permesso ¿nora di portare energia solare in 13
regioni italiane, compresa la Puglia sede dell’impianto: Veneto e Lombardia sono le regioni con il maggior numero di adesioni
(rispettivamente 53 e 42), seguono Piemonte (8), Emilia Romagna (4), Liguria (3), Trentino Alto Adige (2), Umbria (2), Toscana
(2), Puglia (2), Lazio (1), Sardegna (1), Friuli Venezia Giulia (1), Abruzzo (1).
Le famiglie che hanno aderito al progetto hanno scelto di diventare socie della Cooperativa Energia Verde WeForGreen e
hanno partecipato all’acquisto dell’impianto solare che è in grado di produrre l’energia necessaria a soddisfare il loro fabbisogno energetico.
Solar Share è il primo progetto italiano che apre questa opportunità a tutti, indipendentemente dalla loro ubicazione geogra¿ca
e superando limiti architettonici o il fatto di abitare in un condominio. Solar Share rappresenta un nuovo modello di investimento energetico, una soluzione virtuosa per l’ambiente e per l’economia domestica: scegliere energia pulita, infatti, signi¿ca
contribuire concretamente alla riduzione dell’inquinamento e, al contempo, risparmiare sul prezzo della bolletta di casa, rendendosi indipendenti dal mercato energetico.
www.solarshare.it
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IL CONTROLLO STATISTICO DELLE
ANALISI CHIMICHE E MICROBIOLOGICHE
La diffusione crescente dei metodi statistici nell’interpretazione dei dati delle analisi chimiche e microbiologiche
impone oramai al chimico, al tecnico e al biologo un
certo volume di conoscenze della materia che superino
decisamente le nozioni di calcolo degli errori.
Alla luce della normativa tecnica di settore (ISO 17025),
in questo volume vengono esposte tutte le modalità
di controllo qualità interno attraverso una panoramica
completa delle “carte di controllo”; vengono inoltre approfonditi i modelli di determinazione dell’incertezza di
misura e di campionamento.
ww.ranierieditore.it
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(Cognome)
(Nome)
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(TIPLU[HSL
0)(5!0; = (Società)
(Indirizzo)
‹(ZZLNUVIHUJHYPVPU[LZ[H[VH.Y\WWV0[HSPHUVKP
9PJLYJH:VJPV(TIPLU[HSL
(N°)
(Località)
0U]PHYLPSZLN\LU[LTVK\SVJVUKVJ\TLU[HaPVUL
JVTWYV]HU[LPSWHNHTLU[VHSS»PUKPYPaaVLTHPS
SHTIPLU[L'YHUPLYPLKP[VYLP[VHSU\TLYVKP-H_
(Provincia)
(CAP)
(P. IVA)
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(Tel.)
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(Fax)
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E-mail
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Il Libro
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Gli ingranaggi di dio
Dal caos molecolare alla vita
(\[VYL!7L[LY4/VMMTHUU*HZHLKP[YPJL!)VSSH[P)VYPUNOPLYP
Il libro che presentiamo è un’opera altamente complessa in quanto ad argomenti, ma in
ogni caso offertaci in linguaggio semplice, Àuido, particolarmente assimilabile da quanti
non appartengono al singolare mondo, talora ermetico, della scienza.
Peter M. Hoffmann ha maturato la sua prima formazione scienti¿ca in Germania, alla
Technische Universitat Clausthal. Già ricercatore a Oxford, attualmente insegna ¿sica e
scienza dei materiali alla Wayne State University di Detroit, in Michigan. In questa università dirige il laboratorio di nanomeccanica ed è promotore di un intenso programma
di biomedica.
Ma torniamo a questa sua prima opera divulgativa, ove scienza e ¿loso¿a si fondono in un
dualismo che si presenta sì armonico ma pure inconciliabile. Già il titolo, ”Gli ingranaggi di
Dio”, la dice lunga sui signi¿cati nascosti al suo interno; il sottotitolo, dal caos molecolare
alla vita, è molto più esplicativo, e sarebbe appannaggio esclusivo delle varie discipline
scienti¿che se Hoffmann non ci porgesse le complesse argomentazioni con un linguaggio
che permette una loro agevole assimilazione.
Il tema su cui ruotano tutti gli argomenti è quello della natura della vita, argomento di
scontro intellettuale e psicologico in cui il dualismo millenario “visuale scienti¿ca (da Democrito a Darwin) e la propensione vitalista ”riconducibile” a Dio ha trovato fertile terreno di scontro. Da diversi decenni la lettura vitalista, del resto non supportata da
riscontri oggettivi, ha ceduto il passo alle ipotesi ed affermazioni della scienza, che pur non ha risolto la questione né proposto
risposte de¿nitive. La vita, nella sua espressione globale, permane un mistero forse non risolvibile. Essa appartiene al disordine/
ordine sorto dal primo caos molecolare, a sua volta generato dal nano-cosmo corpuscolare nella primitiva formazione. In fondo,
tutto si riduce ad un rapporto di forze ed energia. Il meraviglioso consiste nell’ordine generato dal disordine.
Il controllo statistico delle analisi chimiche e microbiologiche
(\[VYL)PHNPV.PHUUP»*HZHLKP[YPJL!.09:(,KPaPVUP
Questa ultima fatica del dr. Biagio Giannì, già autore di testi fondamentali sulle metodiche
analitiche del laboratorio chimico (Excel per chimici – Le analisi chimiche ambientali – Manuale operativo delle emissioni e della qualità dell’aria) è incentrato su un argomento molto
tecnico, basilare per l’attendibilità dei risultati ottenuti da qualsiasi processo di analisi.
In effetti l’interpretazione dei dati delle analisi chimiche richiede al chimico analitico ed al microbiologo di oltrepassare i limiti propri al “calcolo degli errori”, metodo non più suf¿ciente per
veri¿care l’attendibilità dei dati ottenuti. Si presenta quindi l’esigenza di acquisire conoscenze
decisamente maggiori che solo lo sviluppo dei metodi statistici può colmare positivamente.
Invero, bisogna riconoscere che la normativa tecnica sui laboratori di analisi chimiche e di
microbiologia ha imposto di addentrarsi per necessità nelle conoscenze di statistica e relative
applicazioni, un compito del resto enormemente facilitato dall’uso dei computer e di software
molto specialistici.
L’ISO 17025 rispecchia la normativa tecnica dei laboratori chimici e microbiologici, ed in base
ad esso, nel libro qui presentato, il dr. Giannì espone tutte le modalità di controllo qualità
interno, grazie a una panoramica completa sulle “Carte di Controllo”. Nel testo è compresa
anche un’ampia trattazione dei modelli sulla determinazione dell’incertezza di misura e del
campionamento. Considerato a livello pratico il testo del dr.Giannì si pone come una guida di consultazione Immediata, molto completa ed esaustiva, certamente in grado di colmare quelle carenze di conoscenza disciplinare che impediscono a troppi chimici analitici
di raggiungere l’eccellenza del dato ¿nale in fatto di attendibilità.
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T Tecnologie Applicate
Amianto dipinto
(SILY[V=LYHYKV,THPS!HSILY[V]LYHYKV'NTHPSJVT
Il più famoso è sicuramente “La gioia di vivere” (450x247 cm), un
dipinto ad olio su una lastra in cemento-amianto realizzato da Pablo
Picasso nel 1946 durante il suo soggiorno nel Castello Grimaldi in
Costa Azzurra, ma già nel 1907, in Italia, Lorenzo Viani realizzò un
pastello su Eternit che denominò “La cieca” (99x56 cm), aprendo un
¿lone di attività che si andò progressivamente affermando.
L’esperienza si protrasse, indicativamente, sino agli anni ottanta, lasciando un patrimonio di opere in parte, ancora oggi, scarsamente
conosciuto.
Nella seconda metà del secolo scorso, numerose sono state altresì
le opere di pittori dilettanti, ma non di basso livello, impegnati a realizzarle nel corso di manifestazioni culturali pubbliche di paesi e di
piccoli borghi. Parte da questo presupposto l’intervento di seguito
illustrato.
Premessa
Nel corso del 2010, il Comune di Apricale (IM), ottenne dagli aventi
titolo le necessarie autorizzazioni a procedere per la realizzazione di
opere edilizie di recupero conservativo dell’edi¿cio municipale.
Figura 2 – La preparazione delle opere provvisionali.
Trattandosi di palazzo storico, tra coloro che si espressero, vi fu
la struttura regionale preposta alla conservazione dei beni storici e
architettonici che formulò la speci¿ca prescrizione, in ordine alla presenza sul prospetto frontale dell’edi¿cio di lastre in cemento-amianto
affrescate e sagomate ¿ssate con tasselli murali, della loro eliminazione per recuperare all’edi¿cio l’originale stile sobrio ed essenziale.
Le lastre affrescate, installate non solamente sul frontale del Palazzo
Municipale ma bensì in numerose vie della cittadina, rappresentano
ancora oggi l’evidenza storica di una iniziativa culturale, che si protrasse per numerosi anni a cavallo di metà secolo scorso, legata
alla pittura e ad artisti di un discreto livello.
L’Amministrazione Comunale, non volendo rinunciare a questo patrimonio culturale, decise allora di procedere allo smantellamento delle
opere, come era stato descritto, ma anche al loro recupero con conseguente idonea ricollocazione lungo le vie della località.
La strategia comportamentale
Figura 1 – Il municipio di Apricale con i pannelli dipinti.
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Trattandosi di un intervento che riguardava lo smantellamento ¿nalizzato alla reinstallazione di lastre in cemento-amianto ¿ssate alla
muratura con tasselli di tenuta in gomma e viti di pressione, sono
state avviate dal Comune di Apricale tutte le procedure necessarie
per individuare una Impresa idonea allo svolgimento dell’intervento
in base alle corrette procedure e all’assegnazione dell’opera.
La scelta cadde sull’Impresa Sol.Tec. di Sanremo che, come prescritto all’art. 256 del Decreto Legislativo 09/04/2008 numero 81,
predispose un idoneo Piano di Lavoro che fu visionato e approvato
dalla struttura di vigilanza dell’Azienda Sanitaria Locale competente
per territorio.
Tenuto conto della particolarità dell’intervento (che richiedeva delicatezza) e della sua atipicità (derivante anche dalla particolare collocazione) venne convenuto che il medesimo - dalla strategia da adot-
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l’Ambiente
Figura 3 – Uno dei pannelli da rimuovere.
tare per intervenire sulle lastre dipinte sino alla nuova installazione
delle medesime - fosse seguito da uno speci¿co gruppo di lavoro
rappresentativo delle diverse componenti coinvolte.
La movimentazione delle lastre installate, del loro recupero e della
loro nuova installazione, doveva tener conto, oltre che delle condizioni di sicurezza ambientale e degli operatori, del fatto che l’intervento riguardava lastre in cemento-amianto di un’età strutturale non
inferiore ai sessant’anni, con pregressa e continuativa esposizione
agli agenti atmosferici, e che le medesime non dovevano assumere,
dopo il loro distacco dal prospetto murario, la veste di ri¿uto come
invece previsto dalle vigenti disposizioni.
di lavorazione contenenti amianto, che dovessero essere prodotti o
generati da inconvenienti durante le movimentazioni.
Tralasciando il dettaglio dell’articolato del Piano di Lavoro presentato all’Organo di Vigilanza dalla Sol.Tec. per le conseguenti valutazioni, in quanto il medesimo ha seguito lo sviluppo previsto dal già
citato articolo 256 del D.Lgs. 81/2008 come modi¿cato dal D.Lgs.
106/2009, merita rilievo soffermarsi sulle modalità di esecuzione
dell’intervento.
Le fasi operative dell’intervento hanno avuto inizio con la rimozione
dei cavi elettrici – in taluni casi – adiacenti alle lastre in cementoamianto dipinte, per poi proseguire con la pulizia a umido di ogni
singola lastra dipinta sottoposta allo smontaggio a cui è seguito l’incapsulamento dei bordi delle lastre affrescate con prodotti certi¿cati;
la sequenza di intervento ha previsto l’applicazione di un “primer” ¿ssativo di tipo trasparente, e successiva applicazione di incapsulante
acrilico in soluzione acquosa. Per non danneggiare l’opera pittorica,
durante l’applicazione del prodotto incapsulante (a bassa pressione),
i bordi superiori dei pannelli dipinti furono opportunamente nastrati.
Ê quindi iniziata l’operazione di rimozione delle lastre in cementoamianto attraverso l’inserimento, nella zona immediatamente sottostante ciascuna lastra, di due cunei in legno con funzione di appoggio provvisorio per sostenere le lastre nelle successive operazioni di
sblocco dei tasselli di tenuta.
L’azione successiva ha riguardato lo sblocco delle viti di tenuta dei
tasselli in gomma senza giungere al disancoraggio dalla muratura,
avendo quindi cura di mantenere i relativi gommini inseriti anche
nelle sedi della lastra e quindi ad essa ancorati; i gommini vennero
asportati successivamente in condizioni di maggiore sicurezza.
Il distacco della lastra dal diretto contatto con la parete cui era appoggiata, ha comportato la necessità di appoggio della stessa sui
tasselli provvisori precedentemente posizionati.
A posizionamento avvenuto è seguito l’incapsulamento – ancorché
oggettivamente sommario – della parte dell’intradosso della lastra,
introducendo nell’esiguo spazio venutosi a determinare, la lancia
della pompa airless. Gli spazi aperti tra muratura e lastre, vennero
sistematicamente tamponati esternamente per evitare inutili dispersioni di prodotto incapsulante.
Giunti a questo punto la Sol.Tec. ha proceduto al posizionamento –
L’intervento
L’azione ipotizzata venne considerata come una boni¿ca mediante
rimozione con successivo recupero conservativo di lastre in cemento-amianto affrescate e con l’evidente necessità di fornire indicazioni
sulla corretta procedura da adottare ai ¿ni della protezione individuale dei lavoratori e dell’ambiente, nonché sul rispetto delle prescrizioni
normative connesse al corretto intervento; da ciò, anche l’esigenza
di valorizzare adeguatamente l’azione di coordinamento degli operatori coinvolti da osservare in corso d’opera.
L’Impresa Sol.Tec., a seguito dell’incarico ricevuto da parte del Comune di Apricale per l’esecuzione dei lavori, considerata la tipologia
di intervento che si andava a connotare con un potenziale basso
rischio per i lavoratori e avendo presente le direttive dell’Azienda
Sanitaria Locale competente per territorio, propose il relativo Piano
di Lavoro che conteneva anche indicazioni circa le preventive opere
provvisionali e per il conferimento in discarica degli eventuali residui
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Figura 4 – Evidenza del bordo di una lastra.
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T Tecnologie Applicate
Figura 5 – Una lastra dipinta predisposta per il confinamento finale.
in aderenza con la super¿cie dipinta della lastra in cemento-amianto
– di una “cassaforma provvisoria” in MDF con struttura lignea esterna e materiale antiurto interno precedentemente allestita, di dimensioni e sagoma idonea al contenimento e al calo al piano di campagna delle lastre in essa depositate.
Alla precedente operazione è seguito il distacco dal muro dei tasselli in gomma e il conseguente ribaltamento della “cassaforma” con
all’interno la lastra, che di volta in volta è diventata oggetto dell’intervento, sul piano di appoggio allestito all’atto della realizzazione della
punteggiatura che è stata asservita al medesimo.
La fase successiva ha riguardato l’incapsulamento omogeneo dello
intradosso e l’asportazione dei gommini rimasti ancorati alla lastra in
cemento-amianto.
Adempiuto a questa operazione, la “cassaforma” è stata adeguatamente chiusa con un coperchio a tenuta, e trasferita al piano di
campagna. L’intervento, esclusi i tempi per l’allestimento e lo smontaggio delle opere provvisionali connesse alla speci¿ca azione che
ha interessato le lastre di cemento-amianto, è stato svolto in cinque
giorni lavorativi.
È doveroso precisare che tutte le operazioni sono avvenute in
condizioni di sicurezza per gli operatori che erano adeguatamente
bardati dei DPI necessari e anche di tutela ambientale avendo avuto
l’accortezza di svolgere le operazioni sopra elencate, laddove necessario, in presenza di aspiratori a ¿ltri assoluti attivi, gestiti puntualmente da operatori.
Tutti i residui di lavorazione, come i prodotti venuti a contatto con
le lastre di cemento-amianto e dalle stesse smontati nonchè gli indumenti da lavoro dismessi (compresi gli eventuali ¿ltri), sono stati
confezionati, diligentemente etichettati e destinati al conferimento in
apposito centro di stoccaggio temporaneo, come ri¿uti pericolosi
contenenti amianto.
de¿nitive”, allestite in ferro e policarbonato, destinate a contenere
in forma de¿nitiva e stabile, completamente sigillate, le lastre di cemento-amianto affrescate.
Ciascuna delle opere temporaneamente allocata nella “cassaforma provvisoria”, è quindi stata trasferita nell’area di deposito delle “bacheche de¿nitive” e, seguendo la procedura inversa a quella
precedente descritta, dopo aver estratto il coperchio a tenuta della
“cassaforma” assicurando una aspirazione con ¿ltri assoluti, la Sol.
Tec. ha proceduto al trasferimento dei pannelli in cemento-amianto
affrescati, nella “bacheca de¿nitiva”.
Quest’ultima, posizionata a fronte e in aderenza alla “cassaforma
provvisoria”, ha ricevuto, di volta in volta, la lastra in cemento-amianto con l’affresco che, con movimento rotatorio verticale, è stata traslata al suo interno, bloccata con fermi precedentemente predisposti
e sigillata con il posizionamento del coperchio, reso solidale con il
contenitore, sistemato in aderenza alla medesima. Nel contempo
si è proceduto, con idonei comportamenti e azioni, alla rimozione
delle nastrature poste, come citato in precedenza, sui bordi della
super¿cie dipinta a protezione dei medesimi dal possibile deposito
di incapsulante.
Le misure di protezione dell’ambiente e dei lavoratori
Con il ¿ne di tutelare e salvaguardare l’ambiente e, ancor più, i lavoratori, tutti gli interventi sono stati effettuati in presenza di aspiratori a
¿ltri assoluti da operatori opportunamente e adeguatamente formati
e informati, in modo particolare sui rischi da dispersione e possibile
inalazione di ¿bre di amianto, in possesso altresì di idoneità sanitaria.
La squadra operativa è stata formata da quattro persone tra le quali
La collocazione finale
L’allestimento del cantiere di lavoro aveva preventivamente tenuto
conto della necessità di destinare un’area opportunamente delimitata e inaccessibile, nella quale vennero collocate le “bacheche
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Figura 6 – Una lastra dipinta confinata installata.
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l’Ambiente
era presente un “Dirigente delle attività di boni¿ca”, con compiti di
indirizzo e coordinamento.
Gli operatori hanno osservato scrupolosamente le misure disposte
dal datore di lavoro ai ¿ni della sicurezza individuale e collettiva,
usando con cura i dispositivi di sicurezza e i mezzi di protezione
messi a disposizione e segnalando immediatamente, al proprio datore di lavoro, le eventuali de¿cienze - qualora ce ne fossero state
- dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza, laddove presenti.
Relativamente all’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali, che
corrispondono alla classi¿cazione di IIIƒ Categoria (contro i rischi di
danno mortale o permanente), gli operatori hanno utilizzato tute in
Tyvek tipo 6 (EN13034), scarpe antinfortunistiche, guanti e maschera facciale ¿ltrante P3.
Al termine di ciascuna giornata di lavoro, l’operatore ha provveduto
a smaltire - secondo le procedure normative vigenti – la tuta e la
maschera FFP3, mentre i guanti e le scarpe antinfortunistiche sono
stati puliti a umido (con conseguente smaltimento del panno come
ri¿uto) e resi riutilizzabili per la giornata successiva.
SOL.TEC snc - Impresa di costruzioni
Bussana di Sanremo - IM
La denominazione “SOL.TEC.”,
acronimo di “Soluzioni
Tecnologiche”, nasce nel 1987 e si quali¿ca sul territorio
per interventi di impermeabilizzazione, risanamento strutturale, consolidamento e boni¿ca.
Gli albori degli anni novanta, inducono l’Impresa, sempre
attenta alle esigenze ambientali, ad intraprende un percorso di ulteriore specializzazione nel campo della boni¿ca da
amianto dove si è progressivamente affermata, svolgendo
interventi per soggetti pubblici e privati, con personale adeguatamente formato e periodicamente aggiornato.
www.soltec-edilizia.it
Corrono gli investimenti delle utility: +6,8%
Top Utility Analysis: prima in Italia è Acque S.p.A. Per sostenibilità vince Hera, per comunicazione il gruppo Cap,
per tecnologia A2A, per performance operative Contarina.
Il piano del Governo Renzi per dare alle aziende di servizi pubblici locali più ef¿cienza economica e un servizio migliore ai cittadini trova un
settore in lieve crescita, con capacità di investire in impianti e in tecnologia, più vicino ai consumatori. Emerge dalla terza edizione del rapporto Top Utility Analysis presentato oggi che ha preso in esame le maggiori 100 utility pubbliche e private italiane attive nel gas, luce, acqua e ri¿uti. La migliore azienda in assoluto è Acque, del Basso Valdarno, (in ¿nale con Aimag, Hera, Marche Multiservizi e Nuove Acque).
Ecco il risultato delle valutazioni: oltre alla graduatoria assoluta, prima per sostenibilità è Hera di Bologna (¿nalista con Acea, Acque, Iren
e Marche Multiservizi), primo per comunicazione è il gruppo Cap della provincia di Milano (con A2A, Acea, Acque ed Hera), prima per
tecnologia e innovazione è A2A (con Acqua Novara Vco, Acque del Chiampo, Aimag e Metropolitana Milanese), prima per performance
operative è la trevigiana Contarina (con Atena, Etra, Lario Reti e Toscana Energia).
Il report esamina il quadro economico e la situazione ¿nanziaria dell’ultimo triennio, la gestione operativa, la comunicazione, la sostenibilità sociale e ambientale, il rapporto con i consumatori e con il territorio, il patrimonio tecnologico e l’innovazione per valutare in un’ottica
integrata di sostenibilità economica, ¿nanziaria, sociale e ambientale le performance delle principali utility attive sul territorio italiano, evidenziandone eccellenze, criticità e tendenze di fondo.
La carta d’identità del settore
Il sistema dei servizi pubblici locali ha un ruolo fondamentale. Il fatturato sviluppato dalle 100 aziende più grandi rappresenta il 7,7% del
Prodotto interno lordo italiano 2013. I loro servizi condizionano la competitività delle imprese e il benessere dei cittadini. Fanno parte del
settore utility imprese di grandi dimensioni a ¿anco di piccole e medie aziende locali (il 53% fattura meno di 100 milioni). L’insieme delle
100 più grandi utility italiane copre nel 2013 oltre il 52% dell’elettricità prodotta in Italia, il 66% dell’acqua potabile erogata e il 36% dei ri¿uti.
Nel 2013 le 100 Top Utility hanno visto un calo leggero dei ricavi complessivi (125,1 miliardi di euro, -1,3%) e un aumento degli investimenti
(5,7 miliardi, +6,8%).
La tendenza af¿anca alle grandi utility stabilmente in alto anche una serie di medie e piccole realtà, grazie a ottimi risultati della gestione
operativa, a una particolare considerazione per la sostenibilità, all’attenzione ai clienti e al territorio. Ricavi stabili o in crescita per le aziende medio piccole dei comparti ambientali (servizio idrico integrato e ri¿uti).
I risultati delle aziende di nettezza urbana sono superiori alla media, con una percentuale di raccolta differenziata che raggiunge il 49%.
Il settore dell’acqua invece rileva perdite medie attorno al 35%, soprattutto al Sud (50%) mentre il Nord è vicino agli standard europei,
indicando la necessità di investire di più sulle condutture, sebbene una parte consistente delle perdite sia di natura amministrativa. Ma il
dato sulle perdite può essere anche condizionato dal maggior rigore nelle rilevazioni statistiche conseguente all’avvento dell’AEEGSI. Le
perdite in Gran Bretagna sono il 19%, in Danimarca il 10% e in Germania il 7%.
Il livello di customer satisfaction (soddisfazione dei cittadini) è pari all’83,92% con un numero particolarmente ridotto di reclami. I tempi di
attesa per la risposta dei call center, ad esempio, sono diminuiti da 89 a 75 secondi. A ¿anco a molti casi di eccellenza, vi sono però ancora
aziende, soprattutto alcune di minori dimensioni, che mancano di trasparenza, non pubblicando adeguate informazioni sulle proprie attività
e risultati e che necessitano ancora di uno sforzo nella comunicazione agli stakeholder.
www.toputility.it
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T Tecnologie Applicate
Reazioni a catena
Un viaggio al centro delle resine a scambio ionico
(SL_HUKLY3HUL*VTTLYJPHS+PYLJ[VY,4,(¶,THPS!HSHUL'KV^JVT
Chain reaction. A deep dive into ion exchange
resin
Global water usage is usually most commonly associated with
municipal drinking water, used every day for showering, cooking as well as other domestic uses. However, what is not often
considered is that municipal water use is relatively low when
compared to the amount of water required for many manufacturing and industrial processes. In order to produce the variety
of water qualities required for each industrial process, a wide
range of treatments are employed, one of which is ion exchange
elements. Ion exchange resins, either positively or negatively
charged and typically an insoluble matrix or support structure in
the form of small beads made of styrene-divinylbenzene or other monomers, are used to alter the ionic and chemical composition of liquids. They are widely employed in different separation,
puri¿cation, and decontamination processes to obtain clean water of varying qualities, depending on the ¿nal desired use.
In the following article, Dow Water & Process Solutions presents
its ion exchange resin solutions within the context of various industrial processes, from ultra-pure water (UPW) for electronics
manufacture, to water required for the generation of energy, to
food and beverage production. For more information, please visit www.dowwaterandprocess.com.
Quando parliamo del consumo idrico, i primi aspetti a cui pensiamo sono forse l’acqua potabile, quella per fare la doccia, per
cucinare e per altri usi domestici. Tuttavia, tutto questo rappresenta solo la punta dell’iceberg. Ciò che molti di noi non sanno
è che il consumo dell’acqua comunale è relativamente ridotto:
in realtà, le statistiche fornite dall’ISTAT indicano che, in Italia,
ognuno dei suoi circa 60 milioni di abitanti ne usa direttamente
solo 175 litri al giorno a scopo domestico, mentre è il consumo
di acqua pulita necessaria per produrre praticamente qualsiasi
cosa – dai 120 litri d’acqua necessari per produrre un bicchiere di vino ai 235.000 litri utilizzati per fabbricare una tonnellata
di acciaio – che sta veramente esaurendo le risorse di acqua
pulita. Inoltre, la produzione di acqua pulita per produrre cibo
e bevande non richiede lo stesso dispendio energetico né i sistemi di separazione richiesti invece, ad esempio, per la produzione di acqua ultra-pura necessaria per fabbricare prodotti
elettronici.
Per garantire la quantità suf¿ciente di acqua pulita per soddisfare la crescente domanda dei processi di produzione, vengono spesso impiegate le resine a scambio di ioni per trattare
40
l’acqua modi¿candone la qualità in modi diversi. Queste resine,
dotate di carica positiva o negativa, sono di norma una matrice
insolubile o una struttura di supporto in forma di piccole perle di
stirene-divinilbenzene o di altri monomeri, e sono impiegate per
alterare la composizione ionica e chimica dei liquidi utilizzati in
numerosi processi industriali. I campi di applicazione possono
includere i più variegati settori quali il farmaceutico, l’industria
mineraria e idrometallurgica, il settore chimico e petrolchimico,
nonché quello sanitario e quello energetico, ognuno dei quali
richiede una speci¿ca qualità dell’acqua. L’eliminazione degli
ioni dal liquido trattato avviene immettendo allo stesso tempo
altri ioni: è per questo motivo che il processo è chiamato scambio di ioni.
Dow Water & Process Solutions, fornitore leader di tecnologie
di ¿ltrazione, depurazione e separazione, è consapevole delle
complessità dei processi mirati ad ottenere la qualità dell’acqua
adeguata per ogni singola applicazione ed offre un ampio ventaglio di soluzioni avanzate a base di resine per imprese, consumatori, settori e municipi in tutto il mondo.
Nel 1983, Dow Water & Process Solutions fu la prima a produrre, commercializzare e lanciare resine in gel a scambio di ioni
con dimensioni uniformi delle particelle (UPS – uniform particle size). Ad oggi, è la prima e unica azienda che offre una linea
completa di resine a scambio di anioni e cationi UPS, sia in
gel che macro-porose, per le applicazioni più disparate, come il
Figura 1 - Le resine a scambio di ioni di Dow Water & Process Solutions sono ampiamente utilizzate nell’industria di
processo alimentare.
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l’Ambiente
semplice addolcimento dell’acqua a ¿ni industriali, la produzione di acqua ultra-pura o depurazione per dolci¿canti. Tuttavia,
tutte le soluzioni a base di resine di Dow Water & Process Solutions offrono quanto segue:
x Af¿dabilità – investimento di capitali in infrastrutture di
produzione in tutto il mondo, per soddisfare la domanda
sempre più globalizzata e garantire qualità di prima categoria, servizi e assistenza di livello mondiale.
x Valore – prodotti sviluppati per applicazioni che riducono
i costi operativi, aumentando al contempo produttività, fatturato e qualità del cibo.
x Innovazione – R&S mirati alla fornitura di prodotti innovativi
ad alte prestazioni.
Costruiamo legami nel settore
Per quanto concerne le acque industriali, Dow Water & Process
Solutions ha sviluppato una gamma di resine a scambio di ioni
per migliorare i processi industriali, aumentandone l’ef¿cienza
energetica e migliorando le prestazioni di altri impianti di trattamento dell’acqua, quali le membrane ad osmosi inversa o di
ultra-¿ltrazione.
L’addolcimento dell’acqua è una delle prime operazioni di base
nel trattamento dell’acqua, ed è volto a proteggere le super¿ci
di trasferimento termico e l’impianto di produzione del vapore.
Il processo di addolcimento elimina dall’acqua gli ioni di calcio e
magnesio, noti come durezza. Comuni nelle acque sotterranee,
questi ioni formano sali insolubili che si legano alle super¿ci di
trasferimento termico, interferendo con quest’ultimo processo
e aumentando così i costi energetici per i bollitori. Su scala
industriale, l’addolcimento dell’acqua può avvenire sia tramite
¿ltrazione sia, più comunemente, attraverso processi a scambio
di ioni.
Dealcalinizzazione
La tecnologia più impiegata per l’addolcimento di acqua industriale è lo scambio di ioni del ciclo del sodio. Durante tale processo, l’acqua viene attaccata da una resina a scambio cationico con acido forte (SAC – Strong Acid Cation) nel sodio (Na+),
permettendo lo scambio tra il calcio (Ca+2) e il magnesio (Mg+2)
contenuti nell’acqua “dura” e gli ioni di sodio più solubili contenuti nella resina. Questa reazione è reversibile e, non appena
Salamoia
NaCl
Acqua grezza
Figura 3 - Le resine di Dow Water & Process Solutions aiutano a proteggere le membrane di osmosi inversa durante il
processo di addolcimento dell’acqua.
terminata, la resina può essere riconvertita alla forma di sodio
tramite rigenerazione, attaccandola con un eccesso di cloruro
di sodio (NaCl).
Una resina ideale - sviluppata speci¿catamente per i processi di
addolcimento dell’acqua - è la Dowex™ Marathon™ C. Si tratta
di una resina cationica con acido forte, con dimensione uniforme
delle particelle, costituita da piccole perle uniformi che presentano una cinetica più rapida rispetto alle resine di dimensioni convenzionali. La cinetica migliorata di norma aumenta l’ef¿cienza
rigenerativa e la capacità operativa, riducendo, al contempo, il
consumo di rigenerate e la produzione di acque di scarico.
L’addolcimento con cambio di ioni nel ciclo del sodio viene effettuato in recipienti in pressione con interni ingegnerizzati per
distribuire e raccogliere liquidi e mantenendo le resine al loro interno. I sistemi rigenerati con co-Àusso semplice, in cui il Àusso
di servizio ed il Àusso di rigenerante acido scorrono nella stessa
direzione, sono di norma gli impianti con i costi di capitale più
ridotti; i sistemi rigenerati a Àussi inversi, in cui il rigenerante
viene iniettato in direzione opposta rispetto al Àusso di servizio,
sono quelli che garantiscono la migliore qualità dell’acqua, riducendo al minimo gli scarti.
Anche l’addolcimento dell’acqua è un’eccellente prassi per proteggere le membrane ad osmosi inversa dalla sporcizia, e la
combinazione dei due trattamenti costituisce un sistema di trattamento dell’acqua resistente ed a prestazioni costantemente
elevate.
Demineralizzazione
Dove R = resina a scambio di ioni
Acqua addolcita
Ciclo di servizio
Ciclo rigenerativo
Salamoia di scarto
(NaCl, CaCl2, MgCl2)
Figura 2 – Tipico processo di addolcimento con scambio di
ioni nel ciclo del sodio.
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Un altro importante trattamento per i processi industriali è la
demineralizzazione. Questo trattamento, a base di resine, implica l’eliminazione di quasi tutti gli ioni presenti nell’acqua grezza,
ed è comunemente impiegato per applicazioni con vapore ad
alta pressione in cui è richiesta acqua molto pura. Le resine a
scambio di ioni sono state la prima tecnologia sviluppata per
demineralizzare completamente l’acqua.
41
T Tecnologie Applicate
Figura 4 - Confronto tra un tipico letto compatto ed una configurazione standard a scambio di ioni
Mentre i processi ad osmosi inversa rappresentano una conveniente alternativa per la demineralizzazione dell’acqua, le
resine a scambio di ioni dovrebbero essere prese in considerazione laddove il contenuto di silicati è basso e la quantità
totale di liquidi disciolti non raggiunge i 200 mg/l. I sistemi a
letto compatto sono i più ef¿cienti per demineralizzare i liquidi
impiegando resine a scambio di ioni, poiché presentano i costi
chimici e i volumi di scarto più bassi, garantendo la miglior qualità di prodotto e mantenendo, al contempo, livelli di conduttività a 0,1 uS/cm e di silice inferiori a 5 ug/l (ppb).
Prendiamo in esame, ad esempio, le tecnologie a scambio di
ioni con letto compatto Amberpack™, UpcoreŒ e Advanced
Amberpack di Dow, sviluppate per trattamenti di demineralizzazione in grado di addolcire un’ampia gamma di acque di
alimentazione diverse, soddisfacendo anche i più severi requisiti di qualità. AmberpackŒ è un sistema rigenerato a Àussi
inversi con Àusso di servizio e contro-Àusso di rigenerazione. I
recipienti possono contenere combinazioni di resine con elettroliti forti e deboli, consentendo così di ottenere sistemi ad
alta ef¿cienza. Idealmente, vengono utilizzate insieme alle resine UPS Amberjet™, che contribuiscono a massimizzare le
prestazioni del sistema.
Generazione energia elettrica
L’industrializzazione e l’aumento della popolazione stanno ampliando la domanda di elettricità, che a sua volta incrementa il
fabbisogno di acqua. Se pensiamo che possono essere necessari quasi 60 litri d’acqua circa per accendere una lampadina
da 60 watt per 12 ore, possiamo considerare l’acqua come la
linfa vitale del settore energetico. Tuttavia, i requisiti di qualità
dell’acqua per la generazione di energia elettrica dipendono
principalmente dal tipo di operazione, dall’acqua di alimentazione per i bollitori ¿no alla depurazione del condensato. Pertanto, la tecnologia di trattamento può variare moltissimo.
Uno dei principali utilizzi dell’acqua negli ambiti della generazione dei carburanti fossili e dell’energia nucleare è la depurazione del condensato, un processo attraverso il quale il
condensato generato dal vapore viene ¿ltrato allo scopo di
eliminare qualsiasi traccia di minerali disciolti e contaminanti
42
sospesi prima che venga riutilizzato come acqua di alimentazione del bollitore. Tale processo è simile a quello della demineralizzazione (già descritto in precedenza); infatti, il trattamento di “depurazione” permette l’eliminazione degli ioni per
riportare il condensato ad uno stato di pH naturale, riducendo
il tasso di corrosione quando viene a contatto con i metalli, ad
esempio in bollitori, generatori e turbine.
Inoltre, le perdite nel condensatore rappresentano un notevole
rischio per le operazioni nelle centrali elettriche. Che si tratti di
una piccola perdita da un tubo o di un guasto catastro¿co, gli
agenti di depurazione del condensato come le resine Dowex
Monosphere aiutano a proteggere i componenti fondamentali
delle centrali elettriche, migliorandone l’af¿dabilità.
Ad esempio, la resina a scambio di cationi DowexŒ MonosphereŒ 650C (H) è una resina in gel UPS di elevatissima
qualità, sviluppata speci¿catamente per l’uso in letti misti, ed
è ideale per le elevate esigenze di portata delle applicazioni di
depurazione del condensato. L’uniformità delle dimensioni delle perle è sviluppata speci¿catamente per compensare la minore densità della resina anionica Dowex Monosphere 550A
(OH) e, se combinate, offrono una separazione quasi perfetta
in letti misti. Le perle translucide, color ambra scuro, garantiscono una conversione ionica del 99,7%, dimostrando l’elevatissima ef¿cienza nell’eliminazione degli ioni indesiderati.
Cibi e bevande di qualità migliore
Uno dei settori in cui le resine a scambio di ioni sono più frequentemente impiegate è quello alimentare. Tutti gli ingredienti
naturali usati per produrre cibi e bevande presentano proprietà
uniche che de¿niscono le caratteristiche del prodotto ¿nale,
come sapore, colore e consistenza. Ad esempio, l’alimentazione di una mucca inÀuisce sul sapore del formaggio ottenuto
dal suo latte, mentre i sali e i minerali contenuti nell’acqua
hanno un impatto sul sapore e la qualità delle birre: tutto questo costituisce una s¿da per i produttori di cibi e bevande, che
devono garantire una qualità coerente dei loro prodotti. Pertanto, molti ingredienti richiedono trattamenti di puri¿cazione
prima di poter essere venduti ed usati per la fabbricazione dei
prodotti ¿nali.
Le resine a scambio di ioni sono impiegate per trattare l’acqua
ed altri liquidi in processi come la raf¿nazione di sciroppi di
mais ad elevato contenuto di fruttosio, la deamarizzazione dei
succhi di frutta, la separazione cromatogra¿ca degli zuccheri e
la concentrazione di sciroppo d’acero.
Composizione dei dolcificanti
Attualmente, i dolci¿canti a base di mais e di amido sono i più
usati nel settore alimentare. A causa della varietà delle loro
fonti e utilizzi, i dolci¿canti richiedono un’ampia gamma di tecnologie di processo durante la lavorazione. Essi variano dall’eliminazione delle impurità ioniche, nota anche come deashing,
ai processi cromatogra¿ci per la separazione di diversi agenti
chimici o composti.
1/2015
l’Ambiente
Il deashing
Le impurità inorganiche e proteinacee sono presenti nei dolci¿canti a base di amido ricavati sia da risorse naturali che
da additivi aggiunti. Tali impurità devono essere eliminate sia
per i requisiti di qualità che per ottimizzarne l’elaborazione a
valle. Quando viene applicato ai dolci¿canti, questo processo
è detto deashing.
Dow Water & Process Solutions offre un ventaglio di prodotti e tecnologie per produrre dolci¿canti della più elevata purezza, consentendo l’impiego dei processi di produzione più
ef¿cienti in termini di costi. Le resine a scambio di ioni sono
la tecnologia preferita, e le resine Dowex™ e Dowex™ Monosphere™ stabiliscono lo standard in quanto a rendimento
nell’ambito del deashing dei dolci¿canti a base di amido. Tali
resine sono il prodotto leader per quanto concerne il deashing
e la depurazione in letti misti, permettendo di eliminare gli ioni
indesiderati ed altri contaminanti dallo sciroppo. Le resine a
scambio di ioni impiegate per il deashing sono costituite da
perle macroporose di polistirene funzionalizzate per raccogliere gli ioni indesiderati. Il design e la produzione di ogni resina
a scambio di ioni Dowex derivano da una scienza complessa
e di precisione che implica il controllo delle dimensioni delle
perle, la porosità, la lunghezza delle catene di polimeri, i legami incrociati (i legami molecolari che garantiscono l’integrità
strutturale), nonché altre proprietà che contribuiscono all’equilibrio ottimale tra lunga durata e funzionamento ef¿ciente.
Ad esempio, la resina cationica ad acido forte Dowex 88 viene
caricata inizialmente con ioni di idrogeno positivi. Quando lo
sciroppo viene pompato attraverso il letto di resina, Dowex 88
scambia prontamente i propri ioni di idrogeno con altri cationi
indesiderati, come calcio e sodio, presenti nel Àusso di sciroppo. Poiché le perle sono porose, lo scambio di ioni avviene sia
al loro interno che sulla loro super¿cie mentre il Àusso di sciroppo si sposta sul letto. Tali resine sono dette perle macroporose a causa dei loro pori relativamente ampi, che permettono
ai componenti dello sciroppo di spostarsi liberamente nella
perla, garantendo un ef¿ciente scambio di ioni. La capacità
totale di scambio di ogni resina dipende dal numero di siti
attivi nel polimero. La capacità operativa di ogni resina speci¿ca, ossia la capacità impiegata per produrre sciroppo di una
determinata qualità, dipende anche dalle condizioni operative
dell’impianto e dal design delle resine. Quando quasi tutti i siti
attivi sono stati scambiati, la resina deve essere rigenerata.
Per la resina cationica ad acido forte Dowex 88, la rigenerazione avviene forzando il ritorno degli ioni di idrogeno nei
siti di scambio pompando nel letto acido cloridrico o, in alcuni
casi, acido solforico.
Separazione cromatografica
La separazione cromatogra¿ca è un processo di produzione
attraverso il quale si separa un componente chimico disciolto
dall’altro; esso viene eseguito mediante la resina che serve
come “supporto” cromatogra¿co o “fase stazionaria”. Nel caso
dell’elaborazione dei dolci¿canti, lo scopo è separare i diversi
1/2015
Figura 5 - La resina per separazione cromatografica Dowex
Monosphere 99.
zuccheri contenuti nell’ingrediente originale, come fruttosio e
glucosio.
Uno dei fattori più delicati nella separazione cromatogra¿ca
è l’uniformità delle perle di separazione. Essa inÀuisce sia
sul grado di separazione ottenuto nel dolci¿cante che sulla
pressione nelle colonne cromatogra¿che del sistema di elaborazione. Le resine con un’ampia distribuzione di dimensioni
delle particelle mostrano un’elevata diminuzione della pressione del sistema, diminuendo la produttività. Inoltre, generano più Àussi di prodotto diluito a causa della scarsa separazione (fasce di separazione ampie e meno nette). Le sfere con
particelle di dimensioni ampie richiedono ulteriore acqua di
eluzione e, poiché alla ¿ne tutta quest’acqua dovrà essere
eliminata, implicano fabbisogno e costi più elevati per il processo di evaporazione, già costoso di per sé.
Le resine Dowex Monosphere 99 aiutano ad eliminare questi problemi. Si tratta di una resina per separazione cromatogra¿ca, idonea per varie applicazioni nella produzione di
dolci¿canti, che aiuta ad ottenere separazioni cromatogra¿che
in modo rapido, ef¿ciente ed economico. Le dimensioni e la
struttura uniformi delle perle di resina, così come la loro super¿cie liscia, aiutano a produrre fruttosio arricchito in modo
più ef¿cace. A differenza della struttura macroporosa e dell’aspetto opaco delle resine Dowex impiegate nel deashing, le
resine di separazione Dowex Monosphere 99 sono costituite
da perle di gel che presentano una super¿cie liscia, uniforme
e translucida. Le resine per separazione cromatogra¿ca sono
funzionalizzate e raccolgono una notevole quantità d’acqua.
Gli zuccheri da separare possono disciogliersi nell’acqua delle sfere ed interagire con lo ione calcio, ed è proprio questo
il meccanismo di separazione del fruttosio dal glucosio. Nella
43
T Tecnologie Applicate
separazione di glucosio e fruttosio queste resine sono impiegate in forma di calcio, tuttavia per altre separazioni sono disponibili anche resine simili in forme di potassio e sodio.
Questa tecnologia ha ricevuto riconoscimenti a livello mondiale, poiché contribuisce ad aumentare la capacità di sciroppo
dell’impianto e a generare riduzioni durante la rigenerazione,
abbassando i costi chimici ¿no al 25%. Quando il Àusso di sciroppo raggiunge l’unità del processo di separazione cromatogra¿ca, la concentrazione di fruttosio è circa il 42-45% dei
solidi disciolti. Con la separazione cromatogra¿ca del glucosio
e del fruttosio, viene facilitata la produzione di fruttosio arricchito e la concentrazione di fruttosio può essere aumentata
¿no a oltre il 90%.
Più che pura
Mentre i trattamenti ad osmosi inversa solitamente sono suf¿cienti per depurare l’acqua marina o l’acqua di scarico a
standard accettabili per il consumo umano, non è considerata
suf¿cientemente pulita per altre applicazioni, soprattutto quelle relative alla produzione di elettronica. L’acqua ultra-pura è
essenziale per la corretta fabbricazione di circuiti stampati integrati nel settore dei semiconduttori. Poiché il grado di integrazione sta diventando sempre più complesso, questo settore
richiedi livelli di purezza dell’acqua ancora più elevati. I sistemi
con resine a scambio di ioni con letti singoli e misti sono ideali
per l’impiego nella produzione di acqua ultra-pura.
Numerosi esperti raccomandano sistemi ad osmosi inversa a
doppio passaggio o a elettrodeionizzazione per la produzione di
acqua ultra-pura per la ridotta quantità di agenti chimici richiesti e la scarsa produzione di scarti durante il normale funzionamento. Tuttavia, questi sistemi possono essere sensibili alle
oscillazioni nella composizione dell’acqua in ingresso. Tali oscillazioni possono causare depositi imprevisti di composti chimici
all’interno delle attrezzature, compromettendone le prestazioni
e aumentando l’esigenza di frequenti lavaggi. Le oscillazioni
nella composizione dell’acqua di entrata possono anche variare la qualità del permeato, facendo aumentare il caricamento
ionico nel letto misto a valle del sistema ad osmosi inversa o a
elettrodeionizzazione. L’installazione di una tecnologia con resine a scambio di ioni con rigenerazione controcorrente in letti
impacchettati a monte del sistema ad osmosi inversa consente
di ottenere una Àuttuazione relativamente ampia nell’acqua di
entrata e presenta diversi vantaggi tecnici nella produzione di
grandi volumi di acqua ultra-pura.
DOW Amberjet UP6150 è un letto misto completamente rigenerato, concepito per l’impiego in sistemi ad elevata purezza
dell’acqua a valle dell’osmosi inversa. Questo prodotto con letto
misto è particolarmente idoneo per l’impiego nella depurazione dell’acqua ad elevata purezza per applicazioni speci¿che di
elettronica come dispositivi di visualizzazione, CD-ROM, chip
IC a bassa densità, dispositivi con semiconduttori o nelle operazioni back-end di taglio e montaggio dei die nei circuiti elettrici
stampati.
Nei sistemi ad acqua ultra-pura adeguatamente progetta-
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ti, la resina Amberjet UP6150 fornirà acqua di qualità di 18
Megohm •cm, con livelli totali di carbonio organico ben al di sotto dei 5 ppb nel suo primo ciclo operativo come letto misto di
depurazione. Grazie al suo elevato livello di rigenerazione, è
idonea anche per qualsiasi applicazioni con letto misto per scopi generici per la produzione economica di acqua ad elevata
purezza. Le resine componenti hanno dimensioni uniformi delle
particelle, le cui grandezze sono state selezionate per garantire
prestazioni eccellenti nel letto misto di primo ciclo, permettendo
al contempo la futura separazione e rigenerazione delle resine.
Le resine sono miscelate per ottenere un equivalente stechiometrico della capacità di scambio di cationi e anioni, e la miscela
di resine non presenta agglomerazione. Le dimensioni uniformi
delle particelle delle resine massimizzano le prestazioni cinetiche nel ciclo di servizio del letto misto, consentendo al contempo la successiva separazione e rigenerazione.
Tutte queste caratteristiche sono essenziali per produrre acqua
ad elevata purezza riducendo al minimo i lavaggi.
Made in Italy
I materiali copolimerici e le soluzioni basate su
resine a scambio ionico costituite dalle varie
perle polimeriche porose, sono fabbricati
nello stabilimento di Dow Water & Process
Solutions di Fombio, in Italia, da dove vengono
poi vendute ad aziende ed imprese in tutta
Europa, nel Medio Oriente e in Africa.
Le resine vengono chimicamente modi¿cate
con
vari
gruppi
funzionali,
a
seconda
dell’impiego desiderato.
Dow Water & Process Solutions dedica
costantemente le proprie risorse allo sviluppo
di soluzioni a base di resine innovative e più
ef¿cienti dal punto di vista energetico e che
aiutino non solo a migliorare le infrastrutture
di trattamento e di processo dell’acqua, ma
che possano anche contribuire a migliorare
notevolmente la qualità in tutto il settore della
produzione industriale.
1/2015
MANUALE OPERATIVO
PER IL MONITORAGGIO DELLE EMISSIONI E DELLA QUALITÀ DELL’ARIA
Nei paesi industriali la politica ambientale che riguarda l’inquinamento atmo di qualità, valori limite, metodologie di controllo e criteri autorizzativi, tutte
Uno degli strumenti fondamentali per il controllo dell’inquinamento atmosferico
è rappresentato dalla disciplina delle emissioni. La legislazione nazionale, anche
sotto la spinta delle direttive europee, ha subito un rapido processo di evoluzione
nel decreto legislativo 152/06.
Parallelamente allo sviluppo del quadro legislativo di settore, gli enti di norma zione tecnica quali UNICHIM e UNI a livello nazionale, CEN a livello europeo,
l’americana EPA e ISO hanno prodotto una serie di norme tecniche sulle quali si
basa il processo di controllo, descrivendo nel dettaglio le modalità di effettuazio ne del campionamento e dell’analisi dell’emissione industriale.
In questo ambito, la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per l’accreditamento
delle prove, ormai diffusa e adottata in tutto il territorio nazionale, enfatizza
l’importanza del piano di campionamento come parte integrante del processo
di analisi. Il processo di campionamento deve tenere conto di fattori che devono
essere controllati per assicurare la validità dei risultati di prova e di taratura.
In questo senso l’UNI ha recepito in una norma UNI CEN TS 15675 2008 come
applicazione della UNI EN ISO/IEC 17025 alle misurazione periodiche.
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Attivi per l’ambiente a cura di Mariano Votta e Tiziana Toto
Mobilitazione civica in occasione della
Giornata Mondiale dell’Acqua.
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Oltre 200 appuntamenti in tutto il Paese per informarsi, partecipare e discutere sull’acqua, bene comune, organizzati e promossi da Cittadinanzattiva.
Banchetti informativi, incontri istituzionali, workshop, consultazione dei cittadini interessati e attivi sul tema, questi ed altri ancora i tipi di iniziative che
prevedono il coinvolgimento di tutte le regioni italiane.
Ogni italiano in media consuma 175 litri di acqua: si tratta di una quantità
in diminuzione ma ancora alta rispetto alla media europea. A fronte di ciò è
fondamentale adottare comportamenti più responsabili per un uso consapevole della risorsa idrica ma è altrettanto importante garantire ai cittadini un
servizio di qualità che consenta loro di soddisfare i propri bisogni.
Il servizio idrico integrato, come anche gli altri servizi pubblici locali (in particolare trasporti e ri¿uti), è caratterizzato da varie criticità, prima fra tutte
la mancanza di coinvolgimento e di partecipazione dei cittadini nella de¿nizione del servizio e nella sua valutazione, come è invece previsto ormai
da anni dal comma 461, art. 2 legge 244/2007. Infrastrutture obsolete e non
adeguate, gestioni frammentate e poco ef¿cienti del servizio sono responsabili di non poche inef¿cienze che pesano sui cittadini: acqua contaminata
in alcune zone del nostro Paese, non adeguato trattamento delle acque
reÀue in speci¿che città, tariffe in aumento per un servizio di acquedotto
a intermittenza, specialmente in alcuni periodi dell’anno, ecc. A margine di
ciò, si pensi che in media il 33% dell’acqua immessa nelle tubature (per tutti
gli usi) viene persa a causa delle perdite di rete.
Risultato di ciò è che ogni anno sempre più cittadini si rivolgono alle Associazioni di consumatori come Cittadinanzattiva perché vedono leso o addirittura non riconosciuto un proprio diritto. Quotidianamente si confrontano
con servizi di pubblica utilità non sempre in linea con le proprie esigenze e
individuano nelle Associazioni un riferimento per saperne di più sui propri
diritti e su cosa fare per farli valere. L’obiettivo di questa nostra grande mobilitazione è proprio quello di informare le persone su come partecipare attivamente alla costruzione dei propri diritti e quali strumenti di tutela possono
adoperare per farli valere, perché secondo noi fare i cittadini è il modo
migliore di esserlo!
46
Le iniziative organizzate da Cittadinanzattiva riguardano tutto il mese di
marzo e ruotano intorno a due appuntamenti fondamentali: il 16 marzo
– Giornata Europea del Consumatore e il 22 marzo – Giornata mondiale
dell’acqua.
Tra i materiali messi in distribuzione è prevista una piccola guida (scaricabile dal sito www.cittadinanzattiva.it) contenente cinque consigli per far
conoscere il servizio idrico, la sua organizzazione, le forme e i modi di partecipazione previsti per i cittadini:
x Conosci l’acqua, bene comune! Ricorda che l’acqua è fonte di vita e, in
quanto tale, è patrimonio di tutti.
x Riduci la tua impronta idrica! Non usare più acqua del necessario e fai
attenzione a ciò che compri.
x Conosci e partecipa! Informati sul modo in cui viene gestito il servizio
idrico integrato e sulle forme e i modi previsti per apportare il tuo contributo per il miglioramento.
x Informati prima di pagare! Informati su come si compone la tariffa del
servizio idrico e su cosa paghi in bolletta.
x Tutelati se subisci un disservizio! Se non sei soddisfatto del servizio
erogato nella tua zona di residenza attivati e presenta un reclamo.
A completare i materiali, gratuitamente a disposizione, un pieghevole “Domande e risposte per la tutela del cittadino” sul servizio idrico integrato e una
video-pillola che in 120 secondi istruisce su un uso consapevole dell’acqua
(visualizzabile sul canale You Tube di Cittadinanzattiva).
In occasione degli appuntamenti animati dai volontari i cittadini sono invitati
a esprimere una valutazione sul servizio idrico integrato del proprio territorio
partecipando ad una consultazione civica (aperta anche online). L’obiettivo è quello di individuare le criticità e valutare le proposte a partire dal punto
di vista del cittadino, utente ¿nale del servizio e destinatario delle peggiori
conseguenze della cattiva gestione.
Queste iniziative rientrano nel quadro del progetto “Consumatori in rete:
diamo forza ai nostri diritti” realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione
con Adiconsum (capo¿la), Associazione Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi,
CTCU e ¿nanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.
CITTADINANZATTIVA-ONLUS
C.F.: 80436250585
centralino: 06367181 (dal lunedì al venerdì 9.00/17.00 orario continuato);
Per la tutela dei tuoi diritti, contatta il PiT Servizi: 0636718555
(lun. - merc. - ven. 9.30/13.30); [email protected];
Per saperne di più sulle attività di Cittadinanzattiva, visita il sito, iscriviti
alla newsletter gratuita su www.cittadinanzattiva.it
e seguici su
1/2015
Fiere in Vetrina
The Mediterranean Chemical Event
L’unica manifestazione in Italia
in grado di offrire una vetrina
completa di prodotti, tecnologie, processi e strumentazione per l’industria del settore:
Chem-Med/Rich-Mac torna dal
23 al 25 settembre 2015 nel
quartiere espositivo di ¿eramilanocity proprio in concomitanza con EXPO 2015, cui
parteciperanno oltre 150 Paesi e a cui sono attesi più di 20 milioni
di visitatori provenienti da tutto il mondo.
E sarà proprio l’Esposizione Universale milanese, articolata sul
decisivo tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, a offrire
una cornice d’eccezione assolutamente irripetibile e ad aumentare
ulteriormente la capacità di attrazione di Chem-Med/Rich-Mac,
che giunge alla sua 43ª edizione forte del successo dell’appuntamento del 2013 (oltre 200 espositori su una super¿cie espositiva
di 15.000 metri quadrati e più di 8.000 visitatori dal pro¿lo altamente quali¿cato e dal forte potere decisionale all’interno delle
proprie aziende).
Sempre più ampio il ventaglio dell’offerta merceologica, che nella
prossima edizione del 2015 spazierà da apparecchiature, tecnologie e materiali per il laboratorio, strumentazione, controllo
di processo, sistemi di automazione e impiantistica (tutti raccolti sotto lo “storico” marchio Rich-Mac) a macchinari, attrezzature e componenti per la produzione e il processing chimicofarmaceutico, tecnologie e strumentazione di veri¿ca, di controllo
e per l’automazione, camere bianche e attrezzature per ambienti in
atmosfera controllata, materie prime per l’industria chimica e chimico-farmaceutica, soluzioni per la sicurezza industriale e del lavoro,
che costituiscono invece il contesto espositivo di Chem-Med.
La sezione espositiva di Chem-Med/Rich-Mac sarà af¿ancata anche da un interessante programma di convegni e workshop che
vedrà il coinvolgimento di quali¿cati rappresentanti di istituzioni,
università, associazioni e aziende.
Inoltre, per incrementare le opportunità di contatto professionale
offerte da Chem-Med / Rich-Mac , anche nella prossima edizione
sarà attivato (a partire da maggio 2015) il servizio My Partnering ,
incontri di business one-to-one.
A conferma dell’importanza della manifestazione, la “tre giorni” di
¿eramilanocity può già contare sulla collaborazione
scienti¿ca di Gisi (Associazione Italiana Imprese
di Strumentazione) e sui
prestigiosi patrocini di A¿,
Aias, Ais-Isa, Aidic, Anipla,
Ascca, Assicc, Cnr, Ordine
Interprovinciale dei Chimici
della Lombardia, Sci e Sisnir.
Ulteriori informazioni su Chem-Med/Rich-Mac 2015 sono
disponibili visitando il sito www.chem-med.eu.
1/2015
Torna “l’evento italiano di riferimento” per
Cogenerazione, Biomasse e Biogas
Il 25 giugno 2015 a Milano (Crowne Plaza Hotel
San Donato) torna di scena l’importante giornata
mcTER, evento leader in
Italia dedicato alle tematiche della Cogenerazione,
dell’Energia e dell’Ef¿cienza Energetica.
Un appuntamento che è
cresciuto negli anni, divenendo punto d’incontro privilegiato
del settore, anche per la capacità di coinvolgere nell’ultima
edizione oltre 100 espositori diretti - i protagonisti del mondo della cogenerazione e delle soluzioni e servizi collegati
- unitamente a più di 1.100 visitatori quali¿cati tra progettisti,
ingegneri, impiantisti, responsabili tecnici, manager, integratori, utilizzatori di energia e calore dall’industria, dal terziario
e dai servizi tecnici. La cogenerazione resta infatti una delle
tecnologie più ef¿cienti per un uso razionale dell’energia: secondo la relazione annuale sulla cogenerazione trasmessa
alla Commissione europea il 30 aprile 2014, in Italia nel 2012
si è avuta una capacità di generazione di 13.986 MW, con un
risparmio complessivo di energia primaria pari a 1,46 Mtep
(-10,3%) derivante dalla generazione combinata di elettricità
e calore rispetto alla generazione separata.
L’edizione del 2015,
per massimizzare
l’interesse e le sinergie di operatori e
aziende, si svolgerà
ancora in concomitanza con mcTER
Forest
(appuntamento dedicato a
soluzioni, tecnologie, componenti per
impianti alimentati a biomassa, anche in assetto cogenerativo) e mcTER Bio-Gas (iniziativa rivolta alla ¿liera del BioGas e alla cogenerazione da Bio-Gas e Gassi¿cazione), con
particolare attenzione al mercato del Biometano.
Una interessante novità che si aggiunge alla giornata è poi
il primo appuntamento con mcT Ecoindustria Olii, Mostra
Convegno Ef¿cienza, Trattamento, Riciclo e smaltimento olii,
nuovo appuntamento verticale che si integrerà perfettamente
con le tematiche del settore, consentendo agli operatori interessati al ciclo dell’olio di trovare in mostra soluzioni dedicate.
mcTER, a partecipazione gratuita per tutti gli operatori quali¿cati, prevede una sessione congressuale mattutina curata
da ATI, un’area espositiva e una serie di workshop tecnicoapplicativi pomeridiani organizzati dalle stesse aziende partecipanti che potranno presentare approfondimenti, soluzioni
e novità legate alle tematiche.
Il programma della giornata è disponibile sul sito
www.mcter.com/cogenerazione_milano
47
Energia e Ambiente 3
Termoflow: un sistema innovativo per la
produzione di aria calda
4HYJV4HYYVaaPUP7HVSV7HZ[VYL*LU[YVYPJLYJOL*,:(),THPS!WHVSVWHZ[VYL'JLZHIYPJLYJOLP[THYJVTHYYVaaPUP'JLZHIYPJLYJOLP[
Abstract
The current economic and energy crisis that our country is going
through, it may represent a development opportunity for ¿rms
to invest in technological innovation related to energy and environmental sector. This is also the philosophy upon which the
CESAB, Centre for Research in Environmental Sciences and
Biotechnology, Scienti¿c Institute, Catholic-inspired. Together
with the company Termotend sas has signed an agreement for
the testing of a solar collector named termoFlow can produce
hot air from solar energy in order to verify its performance.The
experiment has yielded impressive results.
L’attuale crisi economica ed energetica che sta attraversando
il nostro paese può rappresentare un’occasione di sviluppo
per le imprese che investono nell’innovazione tecnologica legata
al settore energetico-ambientale. Questa è anche la ¿loso¿a su
cui si basa il CESAB, Centro Ricerche in Scienze Ambientali e
Biotecnologie, istituto scienti¿co interuniversitario di ispirazione
cattolica. Assieme alla società Termotend sas di Carpi ha sottoscritto un accordo per la sperimentazione di un collettore solare,
denominato TermoFlow, in grado di produrre dall’energia solare aria calda, che può essere immessa direttamente negli ambienti. La sperimentazione è consistita nel veri¿care gli aspetti
quali¿canti del sistema, riscontrando i dati e le caratteristiche
dichiarate dalla società produttrice.
L’obiettivo del progetto è quello di assicurare vantaggi innovativi
dal punto di vista tecnologico e pratico grazie alla tecnologia utilizzata che mira ad ottenere ottimi rendimenti con totale assenza
di manutenzione. Non sono impiegati circuiti contenenti liquidi e
quindi il pannello può essere esposto a temperature esterne di
qualsiasi natura senza riportare alcun danno. La conformazione
speci¿ca è idonea a limitare l’accumulo di polveri all’interno
e la continua esposizione al sole ed a temperature elevate
rendono l’ambiente ostile alla proliferazione di batteri nocivi quali
la legionella.
Nella seguente tabella si riportano le caratteristiche tecniche del
dispositivo:
Figura 1 – Thermoflow: il funzionamento del sistema è regolato da un controllore elettronico programmabile, fornito con
il collettore. La superficie captante è realizzata senza l’impiego di vernici o sostanze che possano volatilizzare ed
emettere esalazioni inquinanti di alcun tipo.
48
Dimensioni
200x100cm
Pot. Termica nom.*
1400 W
Dt tipica
30 °C
Sup. esposta
2 m2
Portata aria
180 nm3 /h
Peso Kg
16,5 kg
Adatto per ambienti di:
30 m2
* Potenza misurata con 1000
8-10
W/m2 di insolazione
Tabella 1 – Caratteristiche tecniche TermoFlow.
1/2015
l’Ambiente
Il pannello è stato installato presso una chiesa di Roma
per fornire calore ad un locale parrocchiale (Figura 2).
E’ stata testata e monitorata l’ef¿cienza del pannello
in termini di gestibilità, rumorosità, apporto termico, consumi, anche in relazione all’irraggiamento solare fruibile tenuto
conto della posizione dell’installazione. La sperimentazione è
iniziata il 4 aprile 2014 ed è durata due mesi.
Il pannello presenta molte caratteristiche innovative positive che sono state testate, tra cui la leggerezza e la
velocità di risposta alla radiazione solare. Queste speci¿che
sono state sviluppate per consentire al sistema di sfruttare
al meglio tutta l’insolazione disponibile, anche in situazioni
di cielo parzialmente coperto e velato. La sua leggerezza,
inoltre, mira ad assicurare una notevole versatilità in fase di
installazione, senza richiedere opere particolarmente invasive. Il sistema è regolato da un controllore elettronico programmabile, integrabile con il crono termostato ambientale.
Il suo basso pro¿lo, meno di 10 cm, ed il suo colore grigio
brillante sembrano particolarmente idonei a consentire un
ridotto impatto visivo negli edi¿ci. Sono state, inoltre, monitorate l’incidenza delle attività di manutenzione e il grado di
automazione della gestione.
La tecnologia utilizzata per realizzare la super¿cie assor-
Figura 3 – Interno ufficio parrocchiale.
bente è molto sensibile alla banda dell’infrarosso, con una
prevedibile ef¿cienza del pannello anche nella fase di valorizzazione del fenomeno della radiazione notturna a scopo
di raffrescamento.
La sperimentazione ha visto il monitoraggio delle seguenti
caratteristiche:
x rumorosità della ventola per la circolazione dell’aria;
x consumi elettrici;
x ef¿cienza nella conversione della radiazione solare in
energia termica sotto forma di aria calda;
x facilità e costi di installazione;
x ef¿cacia dell’apporto termico sviluppato dal pannello.
Figura 2 – TermoFlow all’esterno della chiesa.
1/2015
Il pannello è stato installato su parete verticale adiacente la
sacrestia e collegato all’ambiente parrocchiale tramite due
tubi collettori: uno di aspirazione (in alto) e uno di immissione di aria calda (in basso), posizionati verticalmente sulla
parete interna (Figura 3). Il pannello è stato posizionato con
un orientamento di 170 gradi sud e una inclinazione verso
il basso di 1,5 gradi. Si evidenzia anche una facilità dell’installazione. Infatti, l’intervento è consistito essenzialmente
nel creare due fori profondi cm. 50 su muro pieno di diametro 102 mm oltre a opere e forniture accessorie. All’interno
compaiono solo due piccole griglie: una ospita la ventola
49
Energia e Ambiente 3
che aspira aria dall’interno per inviarla al collettore che la
restituirà riscaldata all’altra griglia.
Ora
T Controller T Esterna T Sala
Condizioni
Cielo
Le attività di sperimentazione sono state condotte misurando
le seguenti grandezze:
(1) temperatura interna del pannello rilevata dal controller;
(2) temperatura esterna limitrofa al pannello rilevata da termometro in ombra;
(3) temperatura della sala interna parrocchiale rilevata da termometro collocato in posizione perpendicolare sotto alla
griglia di ingresso dell’aria calda ad una distanza di due
metri;
(4) livello di insolazione del pannello in relazione alla copertura del cielo,
(5) rumorosità della ventola espressa in decibel.
9,30
17
18
21
sereno
10,15
19,2
19,5
21,5
sereno
10,45
22,5
19,9
21,5
sereno
11,00
29
22
21,5
sereno
11,30
38
28
21,5
velato
11,55
40 *
30
21,5
coperto
12,00
29
23,5
21,5
coperto
12,30
27,2
23
21,5
velato
13,00
28,1
24,2
21,4
velato
13,30
26
24,2
20,9
velato
Il locale assistito dal pannello presenta le seguenti dimensioni:
• altezza: 7,35 m.;
• lunghezza: 17 m.;
• larghezza 7,5 m.
14,30
25,2
23,5
20,9
nuvoloso
15,00
22,8
23
20,8
nuvoloso
La misurazione di cui al numero (5) ha fornito i seguenti
risultati:
• 74 decibel fonometro aderente griglia;
• 43 decibel fonometro a 1 metro da griglia.
Per quanto riguarda le misurazioni dal numero (1) al numero
(4), esse sono state effettuate ad intervalli di 30 minuti, dal
momento dell’inizio della fase di insolazione al momento dell’inizio della fase di ombreggiamento, con i risultati di seguito
speci¿cati. Allo scopo di esaminare la differente reazione termica del pannello in presenza o meno della circolazione d’aria
interna, la ventola è stata attivata in ritardo rispetto all’inizio della sperimentazione e precisamente alla temperatura
di 40 °C del controller. Si riporta l’esito delle misurazioni in
Tabella 2 e se ne da una rappresentazione gra¿ca in ¿gura 4.
MISURAZIONI TEMPERATURA
42
39
36
33
30
27
24
21
18
15
9,3
10,15
10,45
11
11,3
t controller
11,55
t ext
12
12,3
13
13,3
t sala
Figura 4 – Misurazioni temperatura Termoflow.
50
14,3
15
Tabella 2 – Misurazioni TermoFlow.
Conclusioni
La sperimentazione condotta, ha potuto veri¿care quanto indicato dalla ditta costruttrice. Si osserva che il sistema mantiene una temperatura interna stabile, per tutto l’arco della
giornata, nonostante le variazioni esterne di temperatura.
Il collettore risponde rapidamente alle variazioni esterne di
temperatura, mantenendo la temperatura di esercizio costante. Si osserva che questa caratteristica viene mantenuta anche in condizioni di cielo coperto o velato, sfruttando quindi
l’insolazione disponibile. Il sistema non impiega circuiti
contenenti liquidi quindi può essere esposto a temperature
esterne di qualsiasi natura senza riportare alcun danno.
Il pannello, inoltre, presenta una facilità d’installazione e bassi
costi di gestione. Si sottolinea inoltre, che si tratta di un sistema che si integra facilmente in strutture preesistenti e consente di ottenere risparmi energetici signi¿cativi. La leggerezza
e lo spessore ridotto del collettore, consentono una rapida e
semplice installazione su qualsiasi tipologia di parete. Sono
suf¿cienti quattro tasselli del diametro di 8 mm, forniti con il
collettore. Il dispositivo viene semplicemente appeso come un
quadro aderente alla parete, in modo da non lasciare entrare
insetti o altri animali. Può essere facilmente rimosso e reinstallato, nel caso si rendano necessarie eventuali ispezioni
della parete sottostante. Con la stessa tecnologia possono
essere realizzate dimensioni personalizzate o realizzate in
opera su strutture preesistenti. Quest’ultima possibilità consente di avere dispositivi perfettamente integrati nella struttura ed integrabili con i sistemi di condizionamento ambientale,
asserviti dai normali controlli elettronici.
Attraverso questa sperimentazione il Cesab prosegue sui
principi etici su cui è stato fondato, evidenziando che è possibile realizzare sistemi innovativi in grado di rispettare
l’ambiente e produrre bene¿ci economici ed ambientali.
1/2015
7,
$
5( ,),&
7
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/
,2 48$
7
6
,
,
(9 725
5
3 5$
(
23
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Cogenerazione
Bio-Gas
Termoindustria
Biomasse
Soluzioni, Tecnologie, Componenti
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www.mcter.com/forest
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Energia e Ambiente 3
REDAZIONALE
L’evoluzione di un rotore nato vincente
Figura 1 - Le nuove lame del modello MT3000.
Figura 2 - Output paglia.
Ormai vicini al trentennale di attività, perpetuando il binomio lavoroprofessionalità cresciuto nel tempo, Molinari, con sede a Lenna, si
distingue ancora una volta per l’elevata innovazione dei prodotti
offerti, progettando e portando sul mercato nazionale e internazionale macchinari destinati al settore del recycling e del waste-toenergy.
prodotti di plastica di grandi dimensioni, riducendoli ad una dimensione omogenea adatta alla termovalorizzazione o altri processi.
Le lame del rotore possono essere utilizzate quattro volte prima
dell’af¿latura, e sono af¿labili ¿no a 6 volte. Un’altra importante particolarità di questa macchina consta nello speciale dispositivo di alimentazione forzata posto sopra la camera di macinazione. È costituito da due rulli dentati, che hanno la funzione di sfaldare ed aprire
le balle o eventuali agglomerati voluminosi di materiale. Lo stesso
consente anche di regolare, in base all’assorbimento energetico
del rotore della camera di macinazione, l’afÀusso del materiale in
ingresso, consentendo così di rimanere nei parametri di consumo
energetico ottimale e lavorando in continuo.
In linea con le caratteristiche di tutti i suoi prodotti (qualità, funzionalità e bassi consumi), anche con il nuovo MT3000, Molinari
consente ai suoi clienti di raggiungere alte performance e consumi
energetici ridotti.
Il trituratore MT3000 nasce come evoluzione del tradizionale rotore cavo a lame sfalsate che già contraddistingue i Granulatori
Molinari.
È stato rivisitato per trattare espressamente CDR e combustibili
alternativi come pallet, biomasse di vario genere, balle di paglia e
I vantaggi di questa nuova macchina e le sue performance in termini di produzione oraria e consumi sono state apprezzate da un’altra
importante realtà bergamasca, che li ha installati in due suoi impianti in India (www.of¿cinamolinari.it).
Figura 3 - Output RDF.
Figura 4 - La linea di macinazione installata in India.
52
1/2015
Energia e Ambiente 3
REDAZIONALE
Il Biometano: dalla teoria alla pratica
Figura 1 - Da biogas a biometano.
Austep dal 1995 progetta e realizza impianti di trattamento
anaerobici per il settore agricolo, agro zootecnico e industriale.
Propone impianti di trattamento di digestione anaerobica per la
produzione di energia da fonti rinnovabili in grado di rispondere
ef¿cacemente anche ai recenti sviluppi introdotti dalla normativa
FER.
Grazie al nuovo Decreto Legislativo del 5 dicembre 2013, è stata
introdotta la possibilità di immettere in rete o utilizzare come carburante per autotrazione il metano ottenuto dalla raf¿nazione del
Biogas, de¿nito Biometano.
Ma di cosa si tratta?
Il Biometano è metano come quello che utilizziamo nella nostra
vita quotidiana. La differenza è che il metano che conosciamo
e che abitualmente utilizziamo è un combustibile fossile, il biometano è una fonte energetica rinnovabile prodotta attraverso
un processo biologico. Il procedimento che porta a ottenere il
biometano è comunemente chiamato “upgrading”. Il combustibile
ottenuto ha caratteristiche idonee a poter essere utilizzato sia per
l’autotrazione sia per l’immissione in rete.
Il Biometano rappresenta un’opportunità nascente sia per le
aziende che già producono Biogas, sia per chi si affaccia per la
prima volta, al mondo delle energie rinnovabili e alla produzione
di biocombustibili e biocarburanti. In pratica è un biocombustibile
prodotto dal biogas, con eliminazione della CO2 che consente un
aumento del potere calori¿co.
dimento upgrading proposto da Austep impiega speciali membrane semi-permeabili e non richiede complessi sistemi di
monitoraggio poiché si tratta di un processo automatico a funzionamento continuo, controllato da un PLC e da un analizzatore per la veri¿ca delle caratteristiche del biometano prodotto.
La tecnologia b:UP sviluppata da Austep è semplice dal punto di vista della gestione, economica, sicura e af¿dabile in
termini di durata dei componenti e di qualità del Biometano.
L’impianto di upgrading può essere alimentato con il biogas prodotto da digestione anaerobica di sottoprodotti agricoli, deiezioni,
FORSU, scarti di macellazione; è prevista una sezione di pretrattamento speci¿ca in funzione delle caratteristiche del biogas
di alimentazione. b:UP è realizzato in prossimità dell’impianto
biogas in soluzione modulare e containerizzata. L’impianto è scalabile in diverse taglie con capacità produttive differenti.
La tecnologia si basa sulla ¿ltrazione a membrana del biogas.
La ¿ltrazione a pressione controllata garantisce un’operatività costante ed af¿dabile, la strumentazione e i dispositivi di controllo
consentono il completo automatismo dell’impianto, con conseguenti vantaggi:
x sistema semplice,
x compatto e continuo,
x economico in termini di costo di investimento e di esercizio,
x elevate rese di recupero.
Austep cura l’intera realizzazione, a partire dalla stesura del progetto preliminare, progettazione esecutiva, realizzazione e gestione.
E’ stata infatti la prima società italiana ad avere sviluppato la tecnologia b:UP, applicandola già concretamente ad impianti Biogas
per la conversione in Biometano.
Tecnologia e processo di conversione
L’upgrading del biogas a biometano consiste nel rimuovere la
CO2 ed eliminare le impurità quali H2S, umidità, etc. Il proce-
1/2015
Figura 2 - Austep_bUPT.
53
) Aziende Informano
Alberto Caprari eletto presidente Anima
L’industria meccanica, che si compone di oltre 194mila addetti e 40 miliardi di ricavi, è la spina dorsale dell’industria
italiana e rappresenta una vera eccellenza in Europa e nel
Mondo. ANIMA, la Federazione della Meccanica Varia di
Con¿ndustria, è una delle Associazioni più importanti ed affermate in tutta Europa e comprende ben 34 associazioni e
oltre mille Aziende associate.
Alberto Caprari, già Vice Presidente di ANIMA dal 2010,
dopo aver ricoperto l’incarico di Presidente di Assopompe
per 6 anni, è stato eletto, con una larghissima maggioranza
del Consiglio Direttivo, all’importante ruolo di Presidente della Federazione.
Durante la presidenza Caprari, Assopompe ha assunto nuovo vigore attraendo numerosi nuovi soci ed acquisendo una
maggiore rilevanza a livello europeo nei tavoli tecnici in cui si
discutono i temi proposti dai vari organismi e le future normative, diventando così uno dei maggiori riferimenti nella vita
associativa di Europomp a livello europeo e internazionale.
Il gruppo Caprari è tra le principali realtà internazionali nella
produzione di Pompe ed Elettropompe centrifughe e nella
realizzazione di soluzioni avanzate per la gestione del Ciclo
Integrato dell’Acqua; la capogruppo, che ha sede in Italia, è
riconosciuta come protagonista del settore da 70 anni e rappresenta un brand apprezzato nel mondo. Forte di oltre 700
collaboratori, Caprari si compone di diverse realtà produttive
(tre in Italia, una in Cina e una in Turchia), di dieci Filiali Estere, Joint Ventures e una presenza consolidata in tutti i cinque
continenti tramite la propria rete di distribuzione.
L’Azienda e il Gruppo hanno sostenuto Alberto Caprari lungo
questo signi¿cativo percorso ed oggi possono dirsi orgogliosi
dell’incarico che egli ha assunto, convinti che il suo operato
conferirà un prestigio ancora maggiore ad ANIMA ed al settore fondamentale che essa rappresenta.
Il programma di lavoro presentato dal nuovo Presidente mira
allo sviluppo di strumenti ed azioni per rafforzare la presenza
delle imprese italiane della meccanica nei mercati internazionali, proprio quelli più ricettivi ed interessati al know-how
manifatturiero italiano, e alla crescita in segmenti di mercato
ad alto valore aggiunto in Italia, utilizzando l’esperienza di
Caprari.
Sono infatti questi gli ambiti in cui ha trovato successo l’azienda Caprari, la cui storia e caratteristiche potranno essere
di ottimo esempio per numerose imprese della meccanica ed
elettromeccanica.
Siamo certi che il lavoro di Alberto Caprari contribuirà fortemente a rafforzare la percezione di qualità ed af¿dabilità del
vero “Made in Italy” che nelle mille aziende in ANIMA trova la
sua migliore testimonianza.
In questo modo la Federazione ANIMA consoliderà ancora
di più il suo ruolo di interlocutore privilegiato per le istituzioni
italiane ed internazionali sui temi che vedono la Manifattura quale motore competitivo del XXI Secolo come indicato,
peraltro, nei programmi di sviluppo della Commissione Europea.
Caprari Spa
Via Emilia Ovest, 900 – 41123 Modena
Tel. 059.897611 - Fax 059.897897
Email: [email protected] – Web: www.caprari.com
54
1/2015
l’Ambiente
Analisi di combustione: il modo più semplice
Se un sistema di riscaldamento
non lavora in modo ef¿ciente, questo consumerà troppo combustibile
e produrrà molta fuliggine. Ancora
peggio è il fatto che esso potrebbe
emettere gas velenosi di CO nell’aria ambiente, i quali rappresentano
un pericolo potenzialmente mortale
per le persone presenti nei locali.
Per questo motivo, la misurazione
dei gas di combustione non è un
lusso, ma una necessità.
Testo AG, il produttore leader mondiale di strumenti di misura portatili,
ha presentato l’analizzatore di gas
di combustione Testo 310. E’ robusto e semplice da usare, conforme
a quanto richiesto dal nuovo D.P.R.
74 per eseguire la regolazione e i controlli di ef¿cienza energetica degli impianti termici. Testo 310 offre quattro funzioni
di misura per analisi di combustione, tiraggio, CO ambiente
e pressione. Ai ¿ni della misura diretta, lo strumento dispone
di due sensori di gas per O2 e CO, e una sonda per il gas di
combustione che integra la sonda di temperatura. Da queste
misure, tutti i parametri signi¿cativi come valore di CO2, il ren-
Nuova architettura per Public Utility
La nuova architettura FP7 di Panasonic per le Public Utility
(Depurazione e Ciclo Idrico integrato) offre una piattaforma
che permette di eseguire contemporaneamente Acquisizione, Controllo, Automazione & Telecontrollo.
dimento, le perdite, l’eccesso d’aria e il CO non
diluito sono calcolati. Lo
strumento integra le formule e la procedura per
la media delle tre misure richieste dalla norma
UNI 10389-1.
Subito operativo,
comodo da usare
Ergonomico, struttura
dei menu chiara, azzeramento di sensori
rapido, ampio display
retroilluminato, durata
della batteria ¿no a 10
ore, caricabatterie USB: sono queste le caratteristiche che
distinguono testo 310 nell’utilizzo quotidiano. L’analizzatore
può passare da una misura all’altra semplicemente premendo i pochi ma ben pensati pulsanti. I valori misurati sono
ben leggibili anche in condizioni di scarsa luminosità. Grazie
all’azzeramento automatico dei sensori, lo strumento è pronto in 30 secondi dalla sua accensione. La nuova stampante
sviluppata appositamente per Testo 310, permette di presentare i risultati e lasciarli al cliente.
Testo SpA
Via F.lli Rosselli, 3/2 - 20019 Settimo Milanese (MI)
Tel. 02.335191 – Fax 02.33519200
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nale) per acquisire sensori di precisione con elevata velocità.
x Design compatto ad elevata modularità (¿no a 4096 punti
I/O) per elevate integrazioni.
ni.
x Alimentazione diretta a 24V per
temi di
utilizzo da batterie e sistemi
backup.
Perché sceglierla?
x Ethernet a bordo PLC (Modbus TCP, IEC60870-5-104, FTP)
per connettività IT.
x Performance della CPU (11nsec/passo) per gestire processi
e algoritmi complessi.
x Performance delle schede analogiche (16 bit @ 25msec/ca-
1/2015
x Elevato numero di portee seriali
/RS485)
(¿no a 35porte RS232/RS485)
per interfaccia a strumentazioni
Per maggiori informazioni:
https://www.panasonic-electric-works.com
ric-works.com
55
) Aziende Informano
Cuscinetti per riduttori industriali
Prestazioni ottimali e massima affidabilità
NSK, uno dei più importanti produttori al mondo di cuscinetti volventi, ha
investito in maniera signi¿cativa nello sviluppo di nuovi materiali e design
per soddisfare i requisiti dei riduttori industriali. Nel settore industriale moderno, i sistemi ad azionamento meccanico devono garantire af¿dabilità
e prestazioni elevate in un’ampia gamma di condizioni. I requisiti per i
cuscinetti utilizzati in processi di precisione come le macchine da stampa sono molto diversi rispetto a quelli che caratterizzano, ad esempio, le
applicazioni delle turbine eoliche, dove si richiede un funzionamento il
più possibile esente da manutenzione. Comprendere tali requisiti è fondamentale per sviluppare cuscinetti in grado di garantire af¿dabilità e un
servizio ef¿ciente.
All’interno di un riduttore si trovano diversi cuscinetti, ognuno dei quali
ha un compito preciso, e sussistono condizioni operative differenti per le
quali è necessario adottare design speci¿ci. A seconda del riduttore in
questione, le esigenze in termini di cuscinetti possono variare. Anche la
disposizione degli alberi dei riduttori e il sistema di lubri¿cazione de¿niscono i requisiti per il design del cuscinetto. La capacità di acquisire tutte le
informazioni rilevanti e trasformarle in un progetto speci¿co rappresenta
una delle s¿de più importanti che il produttore di cuscinetti sta affrontando.
Un albero di un riduttore necessita di almeno due cuscinetti per un supporto ed una guida ottimali rispetto all’elemento ¿sso. I cuscinetti volventi,
oltre a sopportare i rispettivi carichi radiali ed assiali, consentono l’espansione termica dell’albero. Un aspetto di notevole interesse riguarda la
disposizione di un cuscinetto assiale (supporto ¿sso) e di un cuscinetto
Àottante e tutte le regolazioni necessarie per il corretto funzionamento.
Il cuscinetto assiale è progettato per sostenere i carichi assiali dell’ingranamento, mentre il cuscinetto Àottante sostiene i carichi radiali e agevola
il movimento assiale, oltre a compensare le tolleranze di produzione e
le variazioni della temperatura di esercizio. Questo agevola la scelta del
cuscinetto standard e l’abbinamento con altri cuscinetti su ogni albero
dell’azionamento.
Calcolare il carico del cuscinetto e la direzione richiede una notevole conoscenza ed esperienza e risulta fondamentale per effettuare la scelta
corretta. La tipologia di cuscinetto costituisce solo la fase iniziale del processo; è necessario de¿nire la disposizione dei cuscinetti, oltre al materiale, le dimensioni, il design della gabbia e i sistemi di lubri¿cazione.
Anche la scelta dei materiali per la realizzazione del cuscinetto costituisce
un aspetto fondamentale da tenere in considerazione. Il materiale, la gabbia dell’elemento volvente e ogni materiale di tenuta devono essere scelti
con cura per garantire un livello ottimale delle prestazioni del sistema.
56
NSK, esaminando un ampio numero di cuscinetti guasti e utilizzando tecniche avanzate d’ispezione, ha messo a frutto la propria ricerca per sviluppare l’acciaio Super-TF il quale, grazie a una nuova composizione di materiali
e a uno speciale trattamento termico, garantisce un aumento signi¿cativo
della durata anche in presenza di contaminazione, ¿no a dieci volte superiore rispetto a un materiale standard. Inoltre, si sono ottenuti bene¿ci per
la resistenza allo sfaldamento, all’usura e alle sollecitazioni termiche.
Un ulteriore fattore che è necessario considerare è la durata del cuscinetto,
che dipende essenzialmente dall’utilizzo operativo. Per questo motivo,
NSK ha sviluppato il software “ABLE-Forecaster” (Advanced Bearing Life
Equation – metodo di calcolo avanzato della durata dei cuscinetti) che
utilizza dati effettivi di applicazioni e test – acquisiti in decenni di attività
sul campo – e li abbina a dati riferiti a sistemi di lubri¿cazione, condizioni
ambientali, fattori di contaminazione e analisi dei materiali fornendo un modello predittivo per prendere decisioni progettuali importanti.
La gamma di prodotti NSK varia dai cuscinetti miniaturizzati con diametro
del foro pari a 1 mm ai cuscinetti volventi con diametro di 5 metri. L’azienda
produce oltre 35.000 tipi diversi di cuscinetti a sfera e a rulli, e continua a
sviluppare nuove soluzioni e migliorie per anticipare le richieste del settore.
Al ¿ne di supportare tutte le persone coinvolte nel processo di selezione
dei cuscinetti, NSK ha prodotto una guida approfondita per rendere più
chiari e intuitivi i principi base e gli ultimi sviluppi nel campo dei cuscinetti.
E’ possibile scaricare una copia gratuita della brochure dedicata ai cuscinetti per riduttori industriali dal sito di NSK www.nskeurope.it.
NSK Italia S.p.A.
Silvia Cozzi
Via Garibaldi, 215 - 20024 Garbagnate Milanese (MI)
Tel. 02.995191 - Fax 02.99025778
Email: [email protected] – Web: www.nskitalia.it
1/2015
l’Ambiente
Termometro FT-Reader/TE
Termometro palmare multisonda per il monitoraggio della temperatura
in laboratori, processi industriali e agricoltura
Si tratta di un dispositivo portatile palmare per il monitoraggio della
temperatura.
Applicazioni tipiche di questo strumento sono la mappatura delle celle climatiche e frigoriferi, manutenzioni, laboratori di analisi, ricerche
agronomiche, gestione calore, ricerche ambientali, ecc.
Ha due batterie ricaricabili da 6 volt che permettono all’operatore di
utilizzare il dispositivo in modo indipendente per circa 61 ore continue. L’FT-Reader/TE può comunque registrare anche per più tempo
lasciandolo collegato all’ alimentatore a 7,5 V.
Caratteristiche
La memoria è di tipo circolare, quindi i dati più vecchi vengono sovrascritti. E’ disponibile un software per scaricare i dati registrati in
formato per Excel. Fra una missione ed un’altra è possibile fare un
reset della memoria, liberando spazio per successive registrazioni.
modo univoco, sempli¿ca il cablaggio del sistema; inoltre, rende
la comunicazione insensibile ai disturbi e consente di veri¿care la
presenza o meno delle sonde rilevando eventuali guasti;
x possono essere posizionate anche a notevole distanza dallo strumento senza che questo inÀuenzi l’accuratezza della misura. La
nuova serie di Controller FT-200/MP prevede la possibilità di collegare una stampante termica. Soluzione molto utile nel settore dei
trasporti a temperatura controllata. Si possono infatti registrare e
stampare, sia in continuo che come report ¿nale, i valori di temperatura durante il tragitto ¿no a 4 sonde.
Per il trasferimento dei dati registrati dal palmare al PC, si utilizza il
relativo programma di scarico mediante porta seriale RS232.
Il programma è multipiattaforma per cui gira su sistemi operativi Windows, Mac-Os, Linux.
Il termometro FT-Reader/TE utilizza la tecnologia digitale per la visualizzazione e memorizzazione dei dati di temperatura. Ha un display
gra¿co LCD retroilluminato ed una porta di comunicazione RS232
per riversamento dati. La programmazione avviene tramite il tastierino
frontale. Si possono registrare ¿no a 13.700 letture. Ha batterie ricaricabili ad alta capacità ed un orologio interno con batteria tampone.
Il contenitore è in ABS colore nero. Si possono collegare in serie ¿no
a 12 sonde di temperatura digitali in parallelo. Le sonde utilizzate per
le misure, di tipo digitale, presentano i seguenti vantaggi rispetto alle
tradizionali sonde analogiche:
x escludono la necessità di provvedere a tarature periodiche;
x il tipo di protocollo usato ed il fatto che ogni sonda è identi¿cata in
1/2015
Econorma sas
Prodotti e Tecnologie per l’Ambiente
Via Olivera, 52 - 31020 S. Vendemiano (TV)
Tel. 0438.409049
E-Mail: [email protected] – Web: www.econorma.com
57
Prodotti e servizi
Heat & Power
Grundfos
Produzione di lieviti ad alta efficienza
Nuova gamma di pompe SP
Un risparmio di 715.000 standard metri
cubi all’anno di gas naturale: questo è
in un solo dato l’effetto dell’intervento di
recupero termico effettuato da Interesco, azienda specializzata del Gruppo
Heat&Power, presso lo stabilimento
di Casteggio (PV) della AB Mauri Italy
S.p.A., società del Gruppo AB|Mauri –
Associated British Foods plc (ABF plc).
Si tratta di uno dei più grandi stabilimenti mondiali dedicato alla produzione di lieviti di ogni tipo, con maggiore
focalizzazione sui lieviti per pani¿cazione (freschi, essiccati e disattivati) e su
quelli per uso speciale, utilizzati nell’industria farmaceutica ed enotecnica. La
produzione di lieviti e dei suoi derivati
richiede l’utilizzo di grandi quantità di
energia termica, principalmente negli
impianti di produzione di lievito essiccato, negli impianti di produzione di lievito disattivato attraverso Spray Dryers ed in¿ne nel trattamento dei brodi esausti di fermentazione, da cui deriva la produzione di concentrati proteici depotassati e Solfati
Potassici. L’energia termica viene distribuita all’interno dello stabilimento utilizzando
quale Àuido termovettore vapore tecnologico, prodotto nella centrale termoelettrica
a ciclo combinato in assetto cogenerativo basata su due gruppi turbogas, due generatori di vapore a recupero ed una turbina a vapore in contropressione. La centrale,
così come l’intero stabilimento produttivo, opera su base continuativa con ciclo 24/7.
Su entrambi i gruppi turbogas Interesco è intervenuta con un sistema di recupero termico posto a valle dei generatori di vapore e con presa fumi al camino, che permette
di estrarre energia termica a bassa temperatura recuperando buona parte del calore
sensibile e latente che ancora era presente nei fumi. La potenza di recupero media è
pari a 1100 kW (potenza massima di recupero superiore a 1500 kW), corrispondente
ad un recupero energetico di circa 9.000 MWh l’anno. L’energia recuperata serve per
produrre acqua calda in circuito chiuso, impiegata per preriscaldare diverse utenze
termiche a bassa temperatura all’interno dello stabilimento.
L’intervento realizzato da Interesco è in parte ripagato dal contributo dei Titoli di Ef¿cienza Energetica, acquisiti e gestiti direttamente dalla stessa. Questo consente tra
l’altro al Cliente la possibilità di avere il service incluso per il periodo di erogazione
dei TEE senza alcun onere.
Grundfos ha lanciato una nuova gamma di pompe SP di medie dimensioni.
Sono pompe sommerse ad elevata ef¿cienza energetica per acqua di falda. La
migliorata ef¿cienza e resistenza all’usura della pompa permette di accrescere
ancora di più la già ottima reputazione che la pompa SP detiene in termini di
af¿dabilità, integrazione in impianti ed ef¿cienza.
Molti miglioramenti presenti nella nuova gamma SP da 4” sono stati presi dalla
gamma di pompe “Large” SP di grandi dimensioni per uso professionale. La gamma si è ingrandita ed ora sono disponibili tre famiglie, invece di due, ed è costruita
in acciaio inox, con tre possibili gradazioni del materiale, permettendone l’utilizzo
con liquidi di diverse caratteristiche: dall’acqua potabile ¿no all’acqua di mare.
Oltre le speci¿che di ef¿cienza energetica: la Direttiva EuP stabilisce una serie di modalità e di criteri per implementare speci¿che di progettazione ecosostenibile all’interno dell’UE. Le speci¿che EuP per le pompe per acqua rotodinamiche
sono stabilite utilizzando l’Indice di Ef¿cienza Minima, noto come MEI. Dal 1°
Gennaio 2015 ogni pompa per acqua all’interno dell’ambito di applicazione della
Direttiva EuP deve possedere un MEI • 0.40. La nuova gamma estesa di pompe
sommerse per acqua di falda SP va ben oltre il valore MEI minimo necessario.
Pompe per acqua di falda af¿dabili e testate: la gamma di pompe sommerse
Grundfos SP è ormai nota per la propria elevata ef¿cienza e af¿dabilità. Ogni
pompa SP è totalmente in acciaio inox, altamente resistente alla corrosione.
Per questo motivo le pompe possono essere impiegate in moltissime e differenti
applicazioni, dal prelievo dell’acqua di falda, irrigazione, aumento di pressione, alle applicazioni industriali. Ogni pompa Grundfos SP è dotata di avanzate
soluzioni progettuali che forniscono un eccellente livello di ef¿cienza. Ne derivano
costi a lungo termine molto bassi e un’elevatissima af¿dabilità di funzionamento,
indipendentemente dall’applicazione. La pompa sommersa SP da 4” per acqua
di falda sarà inizialmente immessa sul mercato Europeo e successivamente in
alcuni mercati selezionati del mondo.
Per informazioni:
Heat&Power
Tel. 0131.810275 – Fax 0131.810270
Email: [email protected]
Web: www.heat-and-power.com
Per informazioni:
Grundfos spa
Tel. 02.9583811 – Fax 02.95367421
Email: [email protected]
Web: www.grundfos.it
Montech AG
Nastri trasportatori silenziosi
Il nastro trasportatore BTB di Montech trasporta prodotti o pezzi in modo rapido e
silenzioso.
Il picco massimo di pressione sonora del nastro è infatti compreso fra 45 e 50 dB(A),
un livello di rumorosità paragonabile a quello di un appartamento tranquillo o di una
radio a basso volume. Questa soluzione è quindi ideale in ambienti e/o processi di
montaggio con postazioni di lavoro
manuale presidiate da addetti, ai quali
è richiesta una certa concentrazione.
Un esempio è la produzione di apparecchi acustici, orologi o smartphone,
che richiede operazioni manuali eseguite in ambienti silenziosi.
Il livello di rumorosità standard dei nastri trasportatori di Montech è comunque attorno ai 60 dB(A), equivalenti al
volume di una normale conversazione.
Il nastro BTB non solo è silenzioso, ma
ha anche un azionamento compatto
che consente di trasportare carichi ¿no
a 40 kg. Il modello BTB è disponibile in
58
sette diverse larghezze da 45 a 250 mm e cinque velocità di avanzamento.
Montech AG commercializza in tutto il mondo componenti modulari per l’automazione
di complessi processi produttivi, di trasporto e di assemblaggio. La gamma di prodotti
comprende nastri trasportatori
tradizionali, componenti per
automazione e il sistema di
pro¿li Quick-Set. Specializzata
in sistemi di trasporto e nastri
sia standard che personalizzati, Montech offre una combinazione ottimale di soluzioni su
misura per ciascun cliente con
un grado elevato di standardizzazione. Fondata nel 1964, l’azienda ha sede in Svizzera ed
è sinonimo di innovazione nel
settore dell’automazione.
Per informazioni
Montech AG - Elke Manthei
Telefon: +41 (0)32 6815542 - Fax: +41 (0)32 6821977
E-Mail: [email protected]
Web: www.montech.com
1/2015
l’Ambiente
Flir Systems
Omron
C2, termocamera tascabile con piene funzionalità
La sostituzione dell’Inverter per una “rete smart”
Flir Systems presenta Flir C2, la
prima termocamera di dimensioni
tascabili con funzionalità complete, progettata per aiutare gli
esperti del settore costruzioni a
visualizzare la distribuzione del
calore, altrimenti invisibile ad occhio nudo, e indicare chiaramente
le aree problematiche, quali dispersioni di calore, difetti strutturali, e molto altro.
Compatta e sottile, la C2 può
essere portata comodamente in tasca. La C2 concentra in appena 125 × 80 × 24
mm e 130 g tutte le funzionalità, attestandosi come la termocamera più conveniente
disponibile sul mercato. Grazie alla funzionalità MSX® in tempo reale, un brevetto
FLIR, e al touch screen luminoso e facile da usare con orientamento automatico, la
termocamera crea immagini termiche dettagliate, utili a identi¿care facilmente le problematiche. MSX aggiunge dettagli determinanti (acquisiti dalla fotocamera integrata)
alle immagini termiche riprese dalla C2, rendendo chiaramente riconoscibili elementi
quali cifre, lettere, conformazione dei materiali e altre caratteristiche ¿siche, senza
compromettere le proprietà e l’ef¿cacia dell’immagine termica. Il sensore ad alta sensibilità della C2 con una risoluzione di 4800 pixel, cattura e visualizza le caratteristiche termiche e le più piccole differenze di temperatura. La C2 integra inoltre un illuminatore e un Àash, utili nelle ispezioni in aree scarsamente illuminate, che consentono
di ottenere, in aggiunta all’immagine termica, fotogra¿e chiare e de¿nite anche in
situazioni di scarsa luminosità. Basta inquadrare la scena e premendo un pulsante
la C2 memorizza ¿le jpeg radiometrici. Una volta scaricate le immagini sul computer
con il software Flir Tools,
è possibile regolare i livelli dell’immagine termica, isolare e aggiungere
misure di temperatura,
cambiare le tavolozze
dei colori e creare ef¿caci rapporti di ispezione.
Flir C2 sarà disponibile
presso i partner Flir da
marzo 2015, al prezzo di
699 euro.
Siamo a Lucera, in provincia di Foggia, dove l’azienda agricola Paolucci ha installato sul
tetto di un ricovero per attrezzi un impianto fotovoltaico da 50 kWp che ha avuto accesso
al secondo conto energia e tariffa premio per integrazione architettonica. Anche questo,
come tutti gli impianti fotovoltaici connessi alla rete di Bassa Tensione ed entrati in esercizio prima del 31 marzo 2012, ha subito l’adeguamento normativo che richiede la conformità
con la CEI 0-21, quindi inverter in grado di contribuire alla stabilità della rete di distribuzione, messa a dura prova dall’enorme crescita del numero di impianti di generazione diffusa.
Purtroppo la dif¿cile situazione del mercato fotovoltaico ha causato “l’uscita di scena” di
molte aziende, anche produttrici di Inverter, che non sono state in grado di adeguare la loro
tecnologie alla nuova normativa. Esattamente in questa situazione si è trovato l’impianto
dell’azienda agricola Paolucci: il produttore degli inverter installati era in crisi e quindi, oltre
alle criticità legate all’adeguamento normativo, con ogni probabilità non avrebbe potuto
rispettare i termini dei 5 anni di garanzia.
La soluzione proposta dalla società progettista dell’impianto, la TreE s.r.l. di Gravina in
Puglia, e accettata di buon grado dal proprietario, è stata la sostituzione dell’inverter originale con il KP100L della Omron che
garantisce la Àessibilità architetturale
necessaria per essere inserito in impianti esistenti. L’inverter Omron infatti
ha 3 MPPT (Maximum Power Point
Tracking) agevolmente con¿gurabili via
software, e un ampio range di tensione
in ingresso tali da adattarsi a un vasto
numero di installazioni esistenti senza
richiedere modi¿che architetturali .
“Le caratteristiche tecniche del KP100L, in particolare la tecnologia inverter di stringa con
3MPPT, oltre a essere con¿gurabile e quindi adattabile a qualsiasi impianto, garantisce
ottime prestazioni di esercizio” afferma l’ing. Pace delle TreE “limitando le interruzioni a
situazioni veramente estreme. L’operazione è stata indolore tecnicamente, e anche la procedura burocratica non particolarmente onerosa: è stato suf¿ciente comunicare al distributore e al GSE la sostituzione degli inverter dando i nuovi numeri di matricola e allegando
la dichiarazione sostitutiva di atto notorio del costruttore che certi¿ca la conformità alla
Delibera 84/2012, allegato A70 e CEI 0-21.
Dal 2006 gli inverter fotovoltaici Omron sono venduti in Europa, e dal 2011 è presente sul
mercato italiano la Environment Solution Business Unit che segue il settore fotovoltaico
per l’Italia e per diverse altre Nazioni, tra cui la Spagna, la Danimarca, la Germania, la
Turchia e il Sud Africa. Le attività di questa divisione rientrano nel brand Green Automation
che comprende tutte le attività Omron nel settore delle energie rinnovabili e dell’ef¿cienza
energetica.
Per informazioni
Flir Systems
Tel. 02.99451001 – Fax 02.99692408
Email: [email protected]
Web: www.flir.com/C2
Per informazioni:
Omron Italia
Tel. 02.32681 – Fax 02.3268282
Email: [email protected] - www.industrial.omron.
it/it/solutions/green-automation
Philips
Più prodotti green
Royal Philips (NYSE:
PHG, AEX: PHI) ha annunciato di avere raggiunto un buon livello nel
miglioramento delle sue
performance di sostenibilità con l’aumento delle vendite dei prodotti Green ¿no a 11,1
miliardi di euro nel 2014, valore che rappresenta il dato record del 52% del totale delle
vendite. I prodotti Green devono dimostrare la leadership in almeno una delle Green
Focal Area rispetto agli standard dell’industria, che sono de¿niti da un gruppo di lavoro
speci¿co del settore. Questo avviene sia superando le performance dei prodotti di riferimento (che può essere un concorrente o un prodotto predecessore in una particolare
famiglia di prodotti) di almeno il 10%, superando eco-requisiti speci¿ci del prodotto o
essere premiato con un marchio di qualità per le prestazioni eco. Le Green Focal Area
sono: ef¿cienza energetica, packaging, sostanze pericolose, peso, sistemi di riciclo e
smaltimento e af¿dabilità.
Nel 2014, Philips ha investito 463 milioni di euro in Innovazioni Verdi e ha raggiunto con
un anno di anticipo il suo obiettivo di 2 miliardi di euro che era stato de¿nito all’interno
del programma EcoVision. Nel 2014 il portafoglio prodotti di Philips ha visto un leggero
aumento delle soluzioni sempre più attente all’ef¿cienza energetica. Per esempio, nella
città di Madrid, Spagna, Philips rinnoverà l’illuminazione della città con 225.000 luci a
1/2015
risparmio energetico, diventando questo il più importante progetto di miglioramento d’illuminazione stradale al mondo. Nel settore Healthcare, il portafoglio di prodotti Green si
è ampliato con l’introduzione di sette nuove soluzioni che migliorano i risultati e l’accesso
alle cure dei pazienti e riducono al contempo l’impatto ambientale.
Philips si è impegnata maggiormente anche nel campo dell’economia circolare e ha
aperto un nuovo centro dedicato alla diagnostica per immagini a Best in Olanda. Questa
struttura rappresenta un’importante pietra miliare nel trasferire i bene¿ci economici e ambientali dell’economia circolare
all’industria sanitaria. Un altro
esempio è la nuova macchina
del caffè Senseo ® Up, composta per il 13% da plastiche
riciclate.
L’aggiornamento relativo alla
sostenibilità Philips 2014 è parte integrante del report Annuale 2014 di Philips disponibile al
seguente link: www.annualreport2014.philips.com.
Per informazioni:
Philips Group Communications
Eeva Raaijmakers
E-mail: [email protected]
59
Libri
Perché non vediamo le crisi
Autore Gary B.Gorton
Casa editrice FrancoAngeli
Prezzo € 33,00 - Pagine 287
4XHVWRODYRURGL*RUWRQVXOOHFULVLÀQDQ]LDULHSUHQGHQGRVSXQWRGDTXHOODGHOGUDPPDWLFDHSHUFHUWL
DVSHWWLQRQDQFRUDSLHQDPHQWHDVVRUELWDYHUWHVXTXHVWRTXHVLWRSHUFKpLOPRQGRFRQWHPSRUDQHRKDGLPRVWUDWR
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Energia da Biogas
Manuale per la progettazione, autorizzazione e gestione degli impianti
Autore Francesco Arecco
Casa editrice Edizioni Ambiente
Prezzo € 40,00 - Pagine 210
(·XQPDQXDOHPROWREHOORFRPSOHWRQHOODVRVWDQ]DSUHFLVRQHOO·HVSOLFD]LRQHGHJOLDUJRPHQWLFRQFLVRHGLQFLVLYRQHOO·DUWLFROD]LRQHSHUGLSL(GL]LRQL$PELHQWHFHORSRUJHLQXQDYHVWHJUDÀFDDEEDVWDQ]DLQXVXDOHLQTXDQWRDOIRUPDWRPDPRGHUQDHG
DFFDWWLYDQWH
1HOO·DPELWRGHOOHHQHUJLHULQQRYDELOLTXHOODGDELRJDVFHUWDPHQWHULFKLHGHPDJJLRULFRQVLGHUD]LRQLLPSLDQWLVWLFKHSLDQLGLIDWWLELOLWjSLVHYHULHWXWWDXQDJDPPDGLYDOXWD]LRQLFKHYDQQRGDOO·DQDOLVLGHOVLWRSUHVFHOWRDOOHGLQDPLFKHFKLPLFKHÀVLFKHGHO
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FKHFHUWDPHQWHQRQVRQRVHPSOLFL3HUzLOELRJDVVRSUDWWXWWRTXHOORRWWHQXWRGDOOHPDWULFLDJUR]RRWHFQLFKHYDQWDDVXRIDYRUH
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4XHOORFKHVWLDPRSUHVHQWDQGRqXQPDQXDOHFKHYDGDOOD$DOOD=GDPRQWHDYDOOH6LLQL]LDGDOOHGHOXFLGD]LRQLVXOOHPDWULFLVLQR
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SLHQDPHQWHYDOLGR
Acque di prima pioggia da insediamenti produttivi
Caratterizzazione e depurazione
Autore Nicola Giovanni Grillo
Casa editrice Geva Edizioni
Prezzo € 24,00 - Pagine 138
%HQHIjO·DXWRUHGLTXHVWRYROXPHO·LQJ1LFROD*LRYDQQL*ULOORDGHYLGHQ]LDUHFRPHOHDFTXHGLSULPDSLRJJLDVLDQRTXHOOHDFTXHFKHSRVVRQRULVXOWDUHGRSSLDPHQWHLQTXLQDWHLOSULPRLQTXLQDPHQWRGHULYDQWHGDOOD
FDWWXUDGLLQTXLQDQWLVRVSHVLLQDWPRVIHUDLOVHFRQGRFRPHQDWXUDOHFRQVHJXHQ]DGHOO·D]LRQHGLGLODYDPHQWR
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DWPRVIHULFR6RWWRTXHVWDSUHFLVDRWWLFDO·DXWRUHGLTXHVWDPRQRJUDÀDPDQXDOHVLSUHRFFXSDGLLOOXVWUDUHLO
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SUREOHPDWLFD
60
1/2015
l’Ambiente
La fisica dei perplessi
L’incredibile mondo dei quanti
Autore Jim Al-Khalili
Casa editrice Bollati Boringhieri
Prezzo € 22,00 - Pagine 175
8QEUHYHÁDVKVXOO·DXWRUH-LP$O.KDOLOLSXzIRUVHDLXWDUHDPHJOLRFRPSUHQGHUHORVSHVVRUHFXOWXUDOHHGLYXOJDWLYRGLTXHVWROLEURFHUWDPHQWHLQIRUPDWLYRPD
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PHPEURGHOOD%ULWLVK$VVRFLDWLRQIRU7KH$DYDQFHPHQW6FLHQFH)UDLQXPHURVLULFRQRVFLPHQWLHODUJLWLJOLVSLFFDQRLO0LFKDHO)DUDGD\SUL]HHGLO.HOYLQSUL]H
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SDUODQGRGHOODWHRULDGHLTXDQWLODTXDOHKDIDJRFLWDWRODPHFFDQLFDFODVVLFDLQJOREDQGRODHGHVFULYHQGRFLLOPRQGRGHOO·LQÀQLWDPHQWHSLFFRORDOÀQHGL
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2JJLOHFRJQL]LRQLVXOODPDWHULDYDQQREHQROWUHODVFRSHUWDGHOO·DWRPR(·O·LPPHQVRPRQGRGHOOHSDUWLFHOOHVXEDWRPLFKHDGDVVRUELUHJOLVIRU]LHOHLQWHOOLJHQ]HGHLÀVLFLGLWXWWRLOPRQGR6XVFDODPDFURVFRSLFDDLQRQDGGHWWLDLODYRULVLSXzGLUHFKHVHQ]DODWHRULDTXDQWLVWLFDQRQYLVDUHEEHVWDWDODIDPRVD
UHOD]LRQHGL(LQVWHLQVXOUDSSRUWRPDVVDHQHUJLDPDQHSSXUHVWUXPHQWLDGXVRVRFLDOHJOREDOHGLFXLQRQSRVVLDPRSLIDUHDPHQRTXDOLFRPSXWHUWHOHYLVRUL
PLFURRQGHODVHUWHOHIRQLFHOOXODULHWDQW·DOWURWXWWHFRQTXLVWHFKHIDQQRSDUWHGHOODQRVWUDTXRWLGLDQLWj
1HOVXRLQVLHPHLOWHVWRULVSHFFKLDXQDUJRPHQWRDOWDPHQWHWHFQLFRFKHSHUzFLYLHQHSRUWRLQPDQLHUDSDUWLFRODUPHQWHJUDGHYROH/HJJLDPROR
Il responsabile amianto
0HWRGLGLYDOXWD]LRQHHGLJHVWLRQHGHOULVFKLRDPLDQWRQHJOLHGLÀFLHQHJOLLPSLDQWL
Autori Fulvio Cavariani , Fulvio D’Orsi
Casa editrice EPC Editore
Prezzo € 25,00 - Pagine 224
(·LQHYLWDELOHGLWDQWRLQWDQWRWRUQDUHDSDUODUHGLTXHVWRPDWHULDOHXQLFRSHUOHVXHTXDOLWjSLURIREHLQVRQRUL]]DQWL
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Utilizzo del calore geotermico
Manuale di tecniche geotermiche per la climatizzazione e gli usi tecnologici
Autore Massimo Ghisleni
Casa editrice Tecniche Nuove
Prezzo € 34,90 - Pagine 238
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1/2015
61
L
Osservatorio Ambientale
Riflessioni sui processi decisionali
in materia di “marketing verde”
Nell’affrontare tale argomento possono essere premessi alcuni interrogativi preliminari:
•
•
•
Il prorompere di una coscienza ecologica è in
grado di mutare il rapporto fra acquirenti e produttori?
La messa in conto della protezione ambientale,
in che misura inÀuenza il comportamento dei
consumatori?
Quali strategie di marketing debbono essere
intraprese per soddisfare le nuove tipologie di
clienti che, di sovente, si aggregano in gruppi
di pressione ma anche di azione organizzando,
ad esempio, forme di boicottaggio nei confronti
delle aziende produttrici?
Cercheremo di fornire qualche forma di risposta a
tali quesiti.
Nota introduttiva
Le discussioni intorno agli adeguamenti fra le procedure di Marketing e quanto in genere viene de¿nito come ”s¿da ecologica”, determinata questa
da problemi complessi, si cercherà di sempli¿carle
compendiandole in una visione che costituisca il
punto di partenza delle decisioni raggiunte di conseguenza. Infatti è abbastanza noto come in materia ambientale le problematiche siano assai più
dipendenti da realtà oggettive piuttosto che dai differenti umori dei protagonisti più o meno numerosi;
assai spesso sfocianti in una dualità intransigente:
opposizione inamovibile/totale unanimità.
62
Nell’ottica di quanto esposto brevemente sopra, può
constatarsi come si sia sviluppato un fatto curioso:
l’entusiasmo intercorso dalla ¿ne degli anni ottanta
sino ad oggi ha prodotto una “sorta di matrimonio“
di convenienza fra la militanza ecologista all’interno
dei movimenti dei consumatori e le strategie sia di
produzione che di mercato.
Questa specie di alleanza richiede comunque una
qualche precisazione: la dif¿denza fra il mondo
degli ecologisti (armati dei loro dati “assoluti”) e le
strategie imprenditoriali di produzione e commercio
risulta ancora latente, tuttavia è radicata la consapevolezza di come l’evoluzione collettiva sociale/industriale suggerisca di sottoporre ad attenta revisione diverse convinzioni passate in materia di ¿loso¿a
industriale.
In questo settore, come in altri, il criterio di un’azione
ef¿cace consiste nello spostare le modalità del presente e mettere in rilevanza i confronti intrattenuti
tra le parti, sia che si tratti di organizzazioni sociali,
sia dei gruppi del management imprenditoriale.
A tale proposito riesce opportuno rilevare come l’inconciliabilità drastica molto spesso non appartenga
soltanto al mondo degli ecologisti, ma anche alle
organizzazioni imprenditoriali; sotto tale pro¿lo il
marketing ecologico ci propone una ¿gura emblematica dell’andamento di confronto di una società,
la nostra, che cerca da oltre un secolo di esprimere
le proprie scelte secondo le modalità del consenso
maggioritario.
Per cui, da una parte si viene ad avere un insieme
di modelli che a dir poco potrebbero essere de¿niti “apocalittici” (si tratta di una serie di dati dif¿cilmente contestabili sotto il pro¿lo tecnico-analitico),
dall’altra viene messo a confronto il cosiddetto “Modello umanista”.
I primi sono patrocinati da una minoranza in grado
di annunciare in linguaggio suf¿cientemente stringato le conseguenze fatali derivanti da condotte
imprudenti ed improvvide da parte di dirigenti male
illuminati, il secondo - a sua volta - in nient’altro
consiste che il sottoporre un problema (o quant’altro) all’approvazione generale.
Il problema che sorge è che queste due posizioni
hanno in comune un grave handicap, quello di ignorare la discussione dell’argomento; in una parola, si
presentano come modalità contrapposte, ma in realtà risultano segretamente connesse: un fatalismo
persino astioso contrapposto ad un senso di suf¿cienza di forgia squisitamente tecnocratica; però, a
dire Il vero, viene a svilupparsi un tipo di confronto
nel quale molto spesso interviene risolutivo un compromesso a carattere politico.
Bisogna comunque ammettere che, malgrado le dif¿cili condizioni iniziali del confronto e delle relative
negoziazioni, le espressioni di inquietudine degli
ecologisti non hanno mai mancato di raccogliere
attenzione e recepimento sia da parte del settore
pubblico che privato. E, possiamo dirlo, soprattutto
in Italia…
1/2015
Il confronto fra partners differenti
Riconversione interna
In questo paragrafo passiamo ad esaminare alcuni
componenti sociali in relazione all’evoluzione del marketing nei confronti dell’ecologia.
Più che di evoluzione delle idee, abbiamo constatato
come si tratti di interpellanza fra le sponde del fossato
che divide gli antagonisti i quali, pur parlando la stessa lingua, tuttavia si ignorano volutamente.
Le aziende sanno, da molto tempo, che il cliente è
pronto a cambiare prodotto se è in gioco un vantaggio ambientale; ma sanno anche che non è disposto
a pagarne lui stesso la differenza di prezzo. La condotta delle operazioni in un ambiente incerto rappresenta l’arte del manager: costituisce l’oggetto di corsi
di formazione avanzati, e, soprattutto, del lavoro di
ricerca; per un certo verso rappresenta il saper fare
della buona strategia; può incoraggiare l’evoluzione
dei regolamenti in modo tale da spingere i suoi vantaggi di concorrenza.
Perché siano ef¿caci, questi movimenti tattici suppongono una rilettura dell’insieme delle attività dell’azienda. Se si dà ascolto alle conclusioni secondo cui
l’inquinamento è una componente intrinseca dell’intero processo di trasformazione non risulta utile
persistere nel considerare l’iter di riÀessioni sull’ambiente come una sommaria lotta antispreco, ispirata
dall’idea acquisita secondo la quale l’inquinamento
costituirebbe un errore di cui dovrebbero occuparsi
gli altri, giacché tutti i processi di trasformazione presentano aspetti dissipativi.
Nelle discussioni sulla gestione dei sottoprodotti
delle attività industriali solo obiettivi ben de¿niti potranno essere discussi, per il fatto che possono presentarsi molte soluzioni, da valutarsi con cura al ¿ne
di ben de¿nire l’impostazione ¿nale, nella quale ogni
tassello dello schema globale può essere chiamato
a giuocare ruoli imprevisti.
Per addurre un esempio, un’impresa aveva appreso di
dover disporre in tempo breve di competenze certi¿cate per affrontare la questione ambientale. Ma viene
assodato che questa è stata talvolta inÀuenzata da
gruppi il cui capitale intellettuale era a dir poco assai
differente da quello al quale era intenzionata ad accedere. Il dialogo critico sulla gestione delle risorse
è in fase di attuazione, ma è già stato soppiantato da
una molteplicità di dubbi. Tale drammatizzazione a
volte un po’ bizzarra della problematica ecologica può
distogliere l’osservatore dalla realtà sociale, qualora
egli sia intenzionato all’ascesa della razionalità nelle interazioni umane. Alcuni processi di questo tipo
hanno qualcosa di sproporzionato; ma i loro stessi
eccessi ci rendono edotti di quanto il loro andamento
di pensiero collettivo risulti indifeso alle ampli¿cazioni,
spesso del tutto indotte, deformate, e talora grossolane.
Tutte le interazioni sociali sono soggette a tali processi, spesso sottovalutati, e persino soprannominati
“sbalzi di irrazionalità”. La loro analisi si rivela necessaria di anno in anno.
Consideriamo tali curiose interazioni per la loro incidenza sulle prese di decisioni all’interno del management. L’azienda cui abbiamo fatto riferimento abbandona, per imballare i suoi panini farciti di carne trita, la
scatola di polistirolo espanso in favore dell’imballaggio di carta. La stessa azienda, qualche anno prima,
era giunta alla conclusione, in linea con le conoscenze disponibili, che dati i diversi problemi, i quali vanno
dal riciclo alla produzione, era preferibile il materiale
sintetico. Sia i fornitori quanto l’entourage non mancano di rimarcare ciò pubblicamente.
L’esempio che abbiamo riportato, di molto ampli¿cato
dai mass media, la dice lunga sulla sensibilità assai
vulnerabile degli stati d’animo dei clienti ed anche dei
gruppi ecologisti. Tutto questo, però, appare nient’affatto appropriato…
Ma bisogna rimarcare che tale modo di fare è tipico
segnale della fragilità delle industrie la cui produzione
riguarda direttamente il contatto con il corpo umano
(prodotti di bellezza, indumenti intimi, alimentari,…) allorché ci si rende conto che il segmento produttivo può
essere messo in relazione con l’impatto ambientale.
1/2015
Questo dato fondamentale della costruttività nei sistemi operativi entra come parte essenziale e imprevedibile dell’evoluzione intellettuale, dalla storia degli
insiemi dei numeri a quella della gestione ecologica.
Le funzioni bloccate, priorità assolute, risorse-miracolo, e miraggi vari costituiscono le “risorse” assai
conosciute degli scenari catastro¿ci.
L’effetto moltiplicativo dei provvedimenti governativi
e delle scelte imprenditoriali sarà determinante per
la costruzione di uno spazio di razionalità migliore.
Al ¿ne di evitare gli errori di comportamenti arbitrari
non risulta affatto suf¿ciente volersi razionalizzare:
sarà saggio creare le condizioni che permettano alla
razionalità di risultare pro¿cua
Studio L’Ambiente
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LE ANALISI CHIMICHE AMBIENTALI
SECONDA EDIZIONE
Le ANALISI
CHIMICHE
AMBIENTALI
Seconda Edizione
Biagio Giannì
!
METODI DI CAMPIONAMENTO DI ACQUE SOLIDI E ARIA
!
PARAMETRI CHIMICO-FISICI DELLE ACQUE
!
COSTITUENTI INORGANICI NON METALLICI
!
PREPARATIVA DEL CAMPIONE
!
PARAMETRI ORGANICI
!
LC-MS NELLE ANALISI CHIMICHE AMBIENTALI
I.C.S.A.
INIZIATIVE CULTURALI SOCIETÀ AMBIENTE
EDIZIONE CORRETTA, RIVISTA, AMPLIATA, UTILE PER LE ANALISI
SECONDO LA NORMATIVA IPPC
(JX\PZ[VU‡FFFFFF]VS\TLP3,(5(30:0*/040*/,
(4)0,5;(3000,KPaPVULHSJVZ[VKPÁ
Edizione riveduta e ampliata utile per le analisi secondo la normativa IPPC
(Cognome)
‹)VUPÄJVIHUJHYPV*(907(94((NLUaPH
.Y\WWV0[HSPHUVKP9PJLYJH:VJPV(TIPLU[HSL
0)(5!0; = (Nome)
(Società)
‹(ZZLNUVIHUJHYPVPU[LZ[H[VH.Y\WWV0[HSPHUVKP
9PJLYJH:VJPV(TIPLU[HSL
(Indirizzo)
(N°)
(Località)
0U]PHYLPSZLN\LU[LTVK\SVJVUKVJ\TLU[HaPVUL
JVTWYV]HU[LPSWHNHTLU[VHSS»PUKPYPaaVLTHPS
SHTIPLU[L'YHUPLYPLKP[VYLP[VHSU\TLYVKP-H_
(Provincia)
(CAP)
(P. IVA)
6WW\YLZWLKPYLH!9P]PZ[H3»(4)0,5;,
=PH,NHKP4PSHUV
(Tel.)
KH[H
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(Fax)
E-mail
7LYPUMVYTHaPVUP!
.09:(,KPaPVUP=PH,NHKP4PSHUV
;LS -H_ LTHPS!SHTIPLU[L'YHUPLYPLKP[VYLP[^LI!^^^YHUPLYPLKP[VYLP[
MANUALE APPLICATIVO
Le analisi chimiche ambientali, che spesso sono parte integrante delle leggi, non sono sempre esposte in modo unitario e coordinato, dando in questo modo pochi riferimenti a chi
si affaccia per la prima volta al settore. La normativa ambientale nella sua applicazione ha
diverse prospettive di lettura e si rivolge a differenti tipi di professioni e di professionisti.
L’obiettivo degli enti di controllo e dei professionisti è quello di ottenere dati ambientali
validi attraverso l’adozione di tecniche di campionamento e di analisi ufficiali o condivise
dalla comunità scientifica. Sappiamo che esistono diverse metodologie di campionamento
e analisi che provengono da enti tecnici di normazione o scientifici che possono confondere
un professionista come disorientare un neofita della materia.
Per ogni parametro chimico esistono diverse norme tecniche emanate da organismi nazionali ed internazionali che non sono sempre degli organismi di normazione. Nella maggior
parte dei casi l’aggiornamento della legislazione ha tempi più lunghi rispetto a quelli delle
norme tecniche che viceversa si evolvono più velocemente. In quest’ottica rispetto alla prima
edizione, oltre alla rivisitazione di alcuni capitoli, la grossa novità consiste nell’introduzione
di un capitolo ampliato sul campionamento che riguarda le analisi delle emissioni industriali
e della qualità dell’aria. Si è cercato di trattare un’ampia panoramica cercando di dare un
supporto pratico, ed offrire una trattazione unitaria di alcuni argomenti specifici del settore
che normalmente non trovano spazio nei libri di chimica analitica. L’indice del volume si
può consultare sul sito www.ranierieditore.it.
TRATTAMENTO ACQUE
WATER TREATMENT
Grigliatura / Screen filtering
Disoleazione / Oil separation
Sedimentazione primaria / Primary sedimentation
Ossidazione biologica / Biological oxidation
Sedimentazione secondaria / Final sedimentation
Filtrazione terziaria / Tertiary filtration
Flottazione / DAF flotation
ACQUA, un bene
prezioso da recuperare.
WATER, a precious resource to recover
Progettazione e dimensionamento
per ogni esigenza specifica.
Planning and design for any specific requirement
Allegri Geom. Primo S.r.l. • Parma • Italy
www.allegriecologia.it
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