Seduta consiliare del 9 giugno 2003
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 GIUGNO 2003
Presiede Riccardo Albertini – Consigliere designato
Partecipa il Vicesegretario Generale Dr.ssa M. Giuliana Ferrari
------Il Presidente dispone si proceda con interventi ai sensi dell’art. 21
del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio
Comunale.
Indi dà la parola al consigliere Rizzo.
Il consigliere Rizzo così interviene:
"Io volevo ricordare che nella precedente seduta ero intervenuto
sulla questione delle zanzare. Ci stiamo rendendo conto tutti che in
città la vita è invivibile per questa questione delle zanzare a cui si
aggiungono
in
numerosi
condomini
anche
il
problema
degli
scarafaggi che è dettato – parrebbe - dal fatto che non si sono fatte
le disinfestazioni nelle fognature e nel sistema dei tombini della città.
Adesso
ho
appena
ricevuto
la
risposta
d'interrogazione
dall’Assessore, che leggerò con attenzione, io però ho sfidato l’altra
volta e riconfermo qui questa sfida perché a me consta che non
siano stati fatti quei lavori di disinfestazione…".
Fuori microfono, interviene il consigliere Occhi pronunciando
le seguenti parole:
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
"Un
Assessore
però
ci
vorrebbe,
Presidente.
Almeno
un
risultati
elettorali,
ci
Assessore uno".
Il consigliere Rizzo così riprende:
"Ma
sono
impegnati
a
guardare
i
consoliamo lo stesso".
Il Presidente così interviene:
"Sono d'accordo anch'io che ci vorrebbe, ma non c'è, per cui
rileviamo il fatto ma proseguiamo nella nostra discussione".
Il consigliere Rizzo così riprende:
"Grazie. Concludevo su questo dicendo che io confermo che da
informazioni dirette da operatori del settore, che non citerò per non
far loro perdere il posto di lavoro, risulta che la disinfestazione, il
protocollo previsto dalla Regione Lombardia non è stato realizzato da
parte della Amministrazione Comunale. Questo causa i problemi che
si sono determinati. Io sfido… Si fa presto dire: 'Non è vero', basta
farmi vedere le fatture del lavoro che è stato fatto, se me le fanno
vedere io riconoscerò di aver sbagliato, ma io credo che non me le
possano far vedere perché non è stato fatto questo lavoro. Il
problema sul quale io chiedevo di intervenire era quello della AEM. I
più attenti fra noi credo che abbiano letto - i più attenti a queste
questioni - nei giorni scorsi, in particolare sui giornali economici,
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
delle ipotesi che venivano avanzate di un disegno che prevede l’AEM
alla guida del sistema delle ex municipalizzate lavorare per una
aggregazione con la Edison per costituire il secondo polo dell’energia
in Italia. Su questo io ho il mio parere, che è noto: sono favorevole a
che si faccia l’aggregazione delle municipalizzate, non sono
favorevole che questo serva soltanto a diluire la presenza pubblica in
questo settore. Ma quello che mi preme dire in questa occasione è
questo - e tradurrò questo in una interrogazione che presenterò
questa sera al signor Berton -: noi abbiamo dato incarico a
Mediobanca di studiare questo dossier come Amministrazione
Comunale? E, se sì, chi l’ha ordinato questo lavoro, questa
consulenza a Medio Banca? Oppure: chi ha dato gli indirizzi all’AEM
di operare in questo modo? Terza domanda: non sarebbe giusto,
visto che gli indirizzi sono di competenza del Consiglio Comunale,
che ne discutessimo o qui o nelle Commissioni, stante il fatto che
l’AEM è una delle nostre, diciamo, perle? Io non vorrei che dietro
questa operazione ci sia solo il tentativo di vendere surrettiziamente
la maggioranza di AEM, diluendola nel rapporto con Edison, senza
passare per il Consiglio Comunale che è l’unico abilitato a decidere
su questa questione. Quindi aspetto che ci siano delle risposte
precise da parte del Signor Sindaco, che non è presente, però sono
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
qui a dire, concludendo e scherzosamente, spero che da adesso in
poi faccia sempre la campagna elettorale perché pare che porti bene
là dove va”.
Il Presidente così interviene:
"Grazie, consigliere Rizzo, mi auguro che nel frattempo arrivi
l’Assessore che potrà dare risposta alla sua domanda”.
Indi dà la parola al consigliere Occhi.
Il consigliere Occhi così interviene:
“Mi
associo
anch’io
ai
complimenti
al
signor
Sindaco
relativamente alla sua presenza in campagna elettorale; Brescia e
Pescara promettono bene.
Io volevo dividere questo mio intervento rapidamente in due
parti: una riguarda il referendum sull’articolo 18 e (inc.) coattivi,
presenteremo una mozione questa sera, stiamo raccogliendo le
firme, se è possibile votarla in serata sarebbe meglio, altrimenti
vedremo. Chiediamo semplicemente che almeno i cittadini siano
informati, cioè sollecitiamo la Amministrazione affinché intervenga,
soprattutto presso la RAI pubblica, che c’è questo referendum e
ricordo
che
abbiamo
dei
doveri
anche
come
Pubblica
Amministrazione in quanto non arrivano più a casa, come un tempo,
i certificati elettorali quindi è chiaro che la mancanza di informazione
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
e il non ricevimento di certificati può provocare il fatto che molte
persone non sanno neanche che esiste il referendum. Siccome,
indipendentemente dalla volontà di voto, riteniamo che sia corretto
che
la
gente
almeno
conosca
che
c’è
questo
referendum,
innanzitutto, e possa conoscere i motivi del Sì ed anche i motivi del
No, riteniamo che per informare le persone è necessario, appunto,
che vi sia un vasto dibattito pubblico e quindi invitiamo la Giunta a
fare in modo che l’Amministrazione intervenga anche presso le
autorità radiotelevisive pubbliche affinché questo diritto venga
sancito a tutti i cittadini italiani e milanesi in particolare.
La seconda parte di questo mio intervento invece voleva portare
a conoscenza del Signor Sindaco e dell’assessore Manca – a lui vorrei
rivolgermi - relativamente alle nomine nella Serravalle. Abbiamo
appreso
dalla
stampa
che
al
Collegio
Sindacale
sono
stati
riconfermati i Consiglieri che in precedenza facevano parte dello
stesso Consiglio. Siccome il Comune di Milano aveva indetto un
bando, a questo bando vi era un posto che spettava di diritto, per
Regolamento e Statuto nostro, alla Minoranza, noi correttamente
abbiamo indicato come Minoranza un candidato, questo candidato
non ci risulta che sia stato eletto e vorremmo chiedere all’assessore
Manca se lui si è incaricato di portare quella candidatura, perché gli
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Uffici confermano che quella era l’unica candidatura portabile
all’assemblea della Serravalle; vorremmo sapere dall’assessore
Manca e dal Signor Sindaco se correttamente è stato portato quel
nome e, se sì, come mai l’assemblea non ha eletto quel nome,
stante il fatto che sino ad ora le indicazioni del Comune di Milano
venivano
rispettate
dall'assemblea
dei
soci
della
Serravalle.
Altrimenti si verificherebbe il caso che per un candidato proposto per
Regolamento e Statuto e spettante al Comune di Milano, l’assemblea
si comporti in maniera diversa e bocci il candidato del Comune di
Milano preferendo altri candidati a sua scelta. Ricordo a questa
Assemblea, all’Assessore e al signor Sindaco che abbiamo già fatto
un ricorso al TAR relativamente all’AEM e che questo ricorso ha dato
pienamente ragione alle Minoranze perché questo diritto è stato
riconosciuto sacrosanto da parte nostra e quindi, come tale, sapete
che poi all’AEM si è dovuto procedere alla dimissione ed alla
riconferma
di
un
candidato
proposto
dalla
Minoranza.
Non
vorremmo, appunto, che ogni volta dobbiamo fare questa tiritera di
ricorsi al TAR che hanno come unico scopo quello di farci spendere
dei soldi, perché sul diritto ci pare assolutamente inappellabile
questo tipo di ragionamento che qui ho cercato di fare.
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Quindi chiedo una risposta urgente, siccome non c’è né il Signor
Sindaco
né
l’assessore
quell’occasione,
chiedo
Manca,
a
lei,
che
è
stato
Presidente,
di
delegato
in
comunicare
tempestivamente – non ho dubbi che lo faccia, ma voglio ricordarlo questo mio intervento affinché vi sia una risposta rapida a questa
interrogazione verbale. Grazie”.
Il Presidente così interviene:
"Grazie a lei, consigliere Occhi, ovviamente mi farò interprete di
quello che ha detto”.
Indi dà la parola al consigliere Mattioli.
Il consigliere Mattioli così interviene:
“Intervengo per ricordare un impegno che l’Amministrazione ha
preso e fece prendere quando venne approvato il P.I.I. (Programma
Integrato d'Intervento) sull’area dell'ex stazione delle ferrovie di
Porta Vittoria. Come ricorderete, colleghi, da tempo noi abbiamo
approvato il P.I.I. prevedendo l'edificazione di una considerevole
volumetria ad uso residenziale, ricettivo, terziario, commerciale e
parallelamente all’assegnazione dell’area destinata ad ospitare in
futuro la Biblioteca Europea d'Informazione e Cultura la cui
costruzione, stante la mancanza del finanziamento, appare sempre
più incerta dall’intervento privato sull'area lì adiacente, ancorché
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
entrambi
siano
previsti
dal
medesimo
P.R.U..
Tra
le
poche
osservazioni al P.P.I. nella fase di adozione, una in particolare oggi
sono qui a richiamare: era quella che riguardava le famiglie che
conducono in locazione gli appartamenti, 12 appartamenti, di cui il
PPI prevedeva la demolizione - lì c’è un fabbricato con delle famiglie,
con degli appartamenti -, senza che negli atti urbanistici se ne desse
alcuna notizia. In sede di controdeduzioni il Consiglio Comunale
impegnò Metropolis, che gestisce gli interessi immobiliari delle
Ferrovie, a garantire, prima del rilascio delle concessioni edilizie per
lo sfruttamento dell'area, un trattamento adeguato alle famiglie
residenti i cui contratti di locazione sarebbero scaduti nel 2009 e la
cui presenza nell’edificio da demolire ovviamente è incolpevole.
Tuttavia, per essere state escluse dalla concertazione le modalità di
rilascio degli alloggi, le famiglie – ricordo - si sono opposte davanti al
TAR. Quindi sul P.P.I. dell’area Porta Vittoria c’è un ricorso. Più
recentemente la Direzione Centrale all'Urbanistica ha sottoscritto con
atto notarile la convenzione che regolerà i rapporti tra Metropolis ed
il Comune di Milano dovendosi, fra l’altro, procedersi ad importanti
scambi di aree. Nella convenzione sottoscritta Metropolis si impegna
a mettere a disposizione dei residenti altre idonee abitazioni nella
zona di Porta Vittoria garantendone la convenienza nella locazione e
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
comunque il rispetto dei parametri dell’accordo per Milano. Abbiamo
appreso però dalle famiglie interessate dall’intervento che non è
stato loro comunicato il contenuto degli accordi convenzionali e che
nelle more delle reiterate ed insistenti richieste a loro rivolte da
Metropolis affinché accettassero il trasferimento nella zona di Viale
Jenner… Cioè Metropolis sta disattendendo il contenuto della
convenzione, sta spingendo le famiglie ad accettare una ubicazione
diversa da quella che è stata oggetto della convenzione specifica.
Tutto questo per richiamare all’attenzione l’Amministrazione il
rispetto di questa convenzione: risultano totalmente disattese le
previsioni convenzionali e, a questo punto, stante il mancato rispetto
della procedura convenzionale da parte di Metropolis, non sarà
possibile rilasciare le concessioni edilizie previste, né Metropolis
potrà procedere allo scambio di aree tra cui quelle interessate nel
progetto della Biblioteca Europea, perché il ricorso che è già stato
presentato potrà portare con facilità alla sospensiva degli eventuali
atti conseguenti, come l'eventuale illegittimo rilascio di concessioni
edilizie determinando il blocco totale di tutto l'intervento con
conseguenze assolutamente indesiderate o indesiderabili. Quindi
chiedo al Presidente di fare avere questo intervento ed il verbale
all’assessore Verga; la situazione si sta abbastanza complicando,
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
vengono disattesi gli accordi presi, le famiglie ovviamente sono
legittimamente in ansia e in agitazione, la questione non si può
concludere semplicemente con il trasporto di queste famiglie
obbligandole ad accertare altre dislocazioni in parte opposte della
Città, bisogna richiamarsi e bisogna rispettare quelli che erano gli
accordi presi nella convenzione. Prego l’assessore Verga quindi di
interessarsi immediatamente della vicenda su cui a suo tempo si
interessò l’assessore Lupi".
Il Presidente dà la parola al consigliere Palmeri.
Il consigliere Palmeri così interviene:
"Presidente, io volevo intervenire in articolo 21 per parlare
brevemente (perché ovviamente in cinque minuti è impossibile
esaurire il tema) di quanto ho letto sull’ANSA di oggi: 'Ore 13.48,
assessore Tiziana Maiolo condannata per diffamazione'. Tiziana
Maiolo è un Assessore del Comune di Milano, ma a prescindere da
questo una riflessione su questo tema derivante da questa condanna
credo sia necessario. Le è stata inflitta una multa di 700 euro e un
risarcimento di 25 mila euro in quanto il Tribunale Penale di Milano,
la VI Sezione per essere più precisi, l’ha ritenuta colpevole di
diffamazione nonostante il Pubblico Ministero avesse chiesto
l’assoluzione. La querela era stata sporta dall’ex Procuratore della
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Repubblica di Palermo, Giancarlo Caselli, che si era ritenuto offeso da
alcune dichiarazioni, sul cui merito io non entrerò né mi permetterò
di entrare. Volevo soltanto contestualizzare dal punto di vista storico,
dal punto di vista politico il momento in cui Tiziana Maiolo aveva
pronunciato quelle frasi che oggi sono state ritenute diffamatorie dal
Tribunale di Milano. Era il 1988, era il congresso di Forza Italia
celebrato qui vicino, al Comune di Assago, ed era presente il
Presidente della Provincia - allora Presidente della Provincia ed
attuale Presidente della Provincia - di Palermo, Francesco Musotto,
che era stato appena assolto. Ricordiamo che quella fu un’esperienza
piuttosto
virulenta
in
quanto
Francesco
Musotto
era
stato
ingiustamente arrestato per la parola di un pentito di mafia e proprio
in quei giorni scarcerato perché assolto. Ricordiamo, tra l'altro, che
Tiziana Maiolo era Parlamentare della Repubblica e questo lo dico
perché credo si trattasse più di un giudizio politico nella sua
complessità.
In
effetti
la
Camera
si
era
pronunciata
sulla
insindacabilità delle parole pronunciate dalla parlamentare, prima in
Giunta e poi in aula. Successivamente è stato sollevato un conflitto
di attribuzioni di competenze alla Corte Costituzionale che si è risolto
nell’attribuzione alla Magistratura, quindi al Tribunale e non al
Parlamento, di questa competenza. Questo è anche un tema, perché
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
si parla di immunità, bisognerebbe anche, probabilmente, con una
riforma costituzionale, chiarire una volta per tutte il conflitto di
attribuzione quando si parla di argomenti, frasi pronunciate da
parlamentari nell’esercizio del proprio mandato. A parte l’episodio
specifico che, comunque, desta perplessità, tenuto conto che la
persona non era stata neanche citata dall’allora Onorevole Maiolo,
tuttora Onorevole Maiolo, ma, dico, nell'esercizio delle proprie
funzioni, non era stata neanche citata. Era un giudizio politico su un
tema particolarmente pregnante, particolarmente rilevante allora,
ma anche oggi, nel dibattito politico e della gestione dei pentiti o,
per meglio dire, dei collaboratori di giustizia.
Proprio oggi 'Il Giornale' di Milano titola: 'I killer pentiti in cella
solo 24 giorni. Su 180 collaboratori di giustizia, responsabili di 867
omicidi, ben 153' – ripeto, 153 – 'su 180 sono in libertà'. Non voglio
entrare nel merito delle frasi pronunciate dall’Onorevole Maiolo,
anche perché non sono state qui riportate, però mi corre l’obbligo di
una riflessione: io trovo assurdo che per delle frasi pronunciate
nell’esercizio del proprio mandato di Deputato della Repubblica ci sia
stata
questa
condanna,
anche
perché
il
tema
affrontato
dall’Onorevole Maiolo era ed è di grandissima pregnanza nel dibattito
politico e troppo spesso vi è stato un utilizzo dei pentiti di mafia poco
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
attento e certamente ha creato nocumento a molti politici, molti
parlamentari di questa Repubblica e, in particolare, vorrei ricordare
che Tiziana Maiolo stessa è stata per 8 mesi inquisita per voto di
scambio a seguito delle affermazioni di un pentito poi rivelatesi non
veritiere”.
Assume la presidenza della seduta il Presidente del
Consiglio Giovanni Marra.
Il Presidente dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così interviene:
“Intanto saluto il successo in molte città d’Italia delle liste del
Centrosinistra, unito, nelle elezioni comunali, provinciali e regionali
in cui i risultati di questi ultimi minuti ci dicono che stiamo
raccogliendo risultati importanti; credo che dimostrino che laddove
c’è un principio di unità e di collaborazione tra le Forze che in questo
Paese in questo momento sono all’Opposizione, questo porti a dei
risultati importanti. Mi permetto di dire che anche l’Opposizione in
quest'Aula lavora unitariamente dall’inizio di questo mandato
consiliare e credo che questo abbia un significato.
Intervengo su un argomento molto particolare: il Ministro
Tremaglia ha annunciato pochi giorni orsono in Parlamento che i
cittadini italiani residenti all’estero potranno votare per il referendum
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
prossimo venturo. Segnalo che la procedura prevede che questi
cittadini italiani residenti all’estero ricevano presso il proprio
domicilio i certificati elettorali. Mi sono stati segnalati invece dei casi
in cui questi certificati elettorali non sono per niente arrivati e il
cittadino italiano residente all’estero ha, a quel punto, diritto di
chiederne notizia presso le nostre sede consolari o diplomatiche, le
quali chiedono agli uffici comunali di origine, di nascita, dove sono
iscritti all'Anagrafe i cittadini italiani, notizie di questi certificati
elettorali. Mi è stato segnalato, Presidente, che in particolare si
direbbe - uso il condizionale, sarò più ricco di particolari in una
interrogazione – che il Comune di Milano non sia particolarmente
sollecito nel rispondere alle richieste delle nostre sedi diplomatiche
per permettere ai nostri concittadini residenti all’estero di entrare in
possesso dei loro certificati elettorali ed esercitare quindi il diritto di
voto anche all'estero, cosa notevole, conquista del tutto notevole.
Segnalo questa che è ovviamente una lesione dei diritti di questi
cittadini, produrrò una interrogazione scritta in maniera che gli Uffici
preposti possano verificare se le cose che mi sono state raccontate
rispondano al vero.
Ultima segnalazione: ho sentito il consigliere Rizzo (quindi la
faccio breve) che l’ha già citato, sono anch'io stato oggetto di
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
aggressione in questi giorni di pericolose zanzare, non piccole, non
so se l’aria di Milano faccia particolarmente bene alle zanzare, credo
che si debba ragionare su questo tema partendo dalla fine: la
quantità di zanzare esistente sul far della sera a Milano in questa
stagione è assolutamente incompatibile con la qualità della vita
accettabile. Pochi giorni orsono il consigliere Ugliano, in una
conferenza stampa, ha portato esempi di altre Città a noi vicine dove
il problema delle zanzare che si riproducono nelle risaie è stato
fortemente migliorato o risolto con alcuni metodi, diciamo così,
naturali, biologici, con l’introduzione di un pesce particolare, non di
origine italiana, la Gambusia, che é ghiotto di larve di zanzare nelle
risaie; ci sono altri metodi. Qui c’è stato spesso risposto che il
problema della disinfestazione dipende dal fatto che il 70% delle
aree verdi di Milano è di proprietà privata e non pubblica e su quelle
le ordinanze sindacali non hanno effetto. Noi possiamo anche
convincerci che l’analisi addotta sia corretta, il problema è che il
risultato non è sopportabile e che altre Città hanno meglio risolto il
problema.
C’è
un
problema,
io
credo,
anche
ecologico,
non
solo
amministrativo, nel senso che bisogna insieme studiare i metodi
15
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
migliori; mi auguro che i milanesi vedranno presto la risoluzione di
questo problema”.
Partecipa il Segretario Generale Dr. Giuseppe Albanese.
Il Presidente così interviene:
“Sono le 17.32, prego quindi la Segreteria Generale di fare
l’appello”.
Il consigliere Ciccioni così interviene:
“Presidente, io ero iscritto, se avessimo iniziato alle 16.30
avremmo potuto fare gli ultimi due interventi previsti".
Il Presidente così interviene:
“Purtroppo io sono arrivato adesso. Se l'Aula consente di far fare
gli ultimi due interventi io non ho problemi".
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere,
non
meglio
identificato, pronunciando parole che non risultano peraltro, udibili.
Il Presidente così interviene:
"Va bene, tutti sono d’accordo per far fare gli ultimi interventi di
articolo 21?".
Fuori
microfono
interviene
un
Consigliere
identificato, pronunciando le seguenti parole:
“Appello e poi articolo 21”.
Il Presidente così interviene:
16
non
meglio
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
“Appello e poi articolo 21, va bene. Io lo applico per questa volta
e poi decideremo nei… Questa la facciamo così e poi decideranno gli
organismi competenti”.
Fuori microfono, interviene il consigliere Massari le cui parole
non risultano, peraltro, comprensibili.
Il Presidente così riprende:
“Questa la facciamo andare così, poi per il futuro decideranno gli
organismi competenti. Lo riporto all'Ufficio di Presidenza nella
Conferenza dei Capigruppo.”
Indi dispone si proceda all’appello nominale.
Sono presenti il Sindaco Gabriele Albertini e i consiglieri:
ADAMO,
ALBERTINI
RICCARDO,
ANTONIAZZI,
BALDASSARRE,
BARUFFI, BASSI, BERETTA, BIANCO, CAPUTO, CARLINO, CARUGO,
CIABÒ,
CICCIONI,
COLOMBO,
CORMIO,
DE
ALBERTIS,
DE
PASQUALE, DI MARTINO, DI MAURO, FARINA, FERRARA, FIANO,
GAMBITTA, GAROCCHIO, GILARDELLI, GIOBBI MARTINI, GIUDICE,
LUCINI,
MAIO,
MARRA,
MARTINELLI,
MASCARETTI,
MASSARI,
MASSEROLI, MATTIOLI, MOLTENI, OCCHI, OTTOLENGHI, PALMERI,
PARLANTI, PENNISI, PILLITTERI, RICCI, RIZZI, RIZZO, SALVINI,
SANTOMAURO,
SPIROLAZZI,
TENCONI,
UGLIANO, VAGLIATI.
17
TINELLI,
TRISCARI,
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Sono assenti i consiglieri:
BIANCHI DI LAVAGNA, BOSSI EMILIA MORATTI, DALLA CHIESA,
FANZAGO, LIVA, MOLINARO, TESTORI, in numero di 7.
Sono altresì presenti gli assessori De Corato, Gallera, Martella,
Verga.
Ha giustificato l’assenza il consigliere Bianchi di Lavagna.
Essendo, pertanto, presenti il Sindaco Gabriele Albertini e n. 53
Consiglieri, alle ore 17,33 il Presidente dichiara valida la seduta.
Nomina scrutatori i consiglieri Bianco, Rizzi, Colombo.
Entrano in aula i consiglieri Molinaro e Fanzago: i presenti
sono, pertanto, 56.
N/212 – MODIFICA DEGLI ARTT. 36 E 43 DELLO STATUTO DEL
COMUNE DI MILANO.
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai Consiglieri comunali, illustrata e discussa
nelle sedute del 6, 10, 12 marzo e 12, 15, 20, 22, 29 maggio 2003.
Ricorda che nella seduta del 3 giugno 2003 si è proceduto alla
prima votazione che, ai sensi dell’art. 6, comma 4, del D.Lgs. n.
267/2000, prevedeva il voto favorevole dei 2/3 dei Consiglieri
assegnati.
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Al riscontro dei voti, la votazione dava il seguente esito:
Presenti
n. 51
Votanti
n. 51
Voti favorevoli
n. 34
Voti contrari
n. 17
Non essendo stata raggiunta nella circostanza la maggioranza
prevista, in data 5 giugno 2003 si è proceduto alla prima delle
successive due votazioni stabilite dall’art. 6, comma 4, del D.Lgs. n.
267/2000,
per
le
quali
è
previsto
il
voto
favorevole
maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
Al riscontro dei voti, la votazione dava il seguente esito:
Presenti
n. 46
Consiglieri
essendo
hanno
che,
pur
presenti,
non
partecipato
alla
n. 1
votazione e che quindi ai
sensi degli artt. 44 e 65
del
Regolamento
di
organizzazione
e
funzionamento
del
19
(Rizzo)
della
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Consiglio comunale sono
da considerare astenuti)
Votanti
n. 45
Voti favorevoli
n. 34
Voti contrari
n. 11
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--In data odierna Il Presidente pone in votazione la proposta di
deliberazione in oggetto nel testo, che si allega, risultante dai due
emendamenti approvati in precedenza e qui allegati da sub 1) a sub
2) e dalla seguente errata corrige:
“A pag. 4) della relazione, al termine del primo paragrafo,
aggiungere la seguente frase: ‘La modifica qui proposta si pone,
peraltro, in linea con i principi desumibili – anche a legislazione
vigente – della sentenza del TAR Campania, prima sezione, n. 1138
del 25 febbraio – 19 marzo 1998”.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
Consiglieri
essendo
n. 53
che,
presenti,
pur
n. 1 (Adamo)
non
20
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
hanno
partecipato
alla
votazione e che quindi ai
sensi degli artt. 44 e 65
del
Regolamento
di
organizzazione
e
funzionamento
del
Consiglio comunale sono
da considerare astenuti)
Votanti
n. 52
Voti favorevoli
n. 36
Voti contrari
n. 16
Il Presidente, visto l’art. 6, quarto comma, del T.U. n. 267/2000;
visto l’esito delle valutazioni intervenute nella seduta del 5 giugno
2003 ed in quella odierna, dichiara che la proposta di deliberazione
in oggetto è approvata.
(Si allegano, ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, i
pareri di regolarità tecnica espressi dal Direttore del Settore
Presidenza del Consiglio comunale sugli emendamenti approvati).
--Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo per mozione
d’ordine.
21
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il consigliere Adamo così interviene:
"Presidente, siccome lei mi ha preso alla sprovvista invertendo
l'ordine dei lavori perché prima si era detto che si proseguiva con
l’articolo 21, prima della votazione, non ho fatto in tempo ad
iscrivermi a parlare perché avrei voluto fare una breve dichiarazione
di voto, che faccio adesso ex post, per dire che non ho partecipato
alla votazione perché siccome è un provvedimento che io ritengo non
legittimo, e probabilmente o quasi sicuramente impugneremo con
altri colleghi davanti al Tribunale Amministrativo, non ritengo utile
partecipare in nessuna forma alla votazione".
Il Presidente così interviene:
"Adesso possiamo fare i residui due articoli 21 che sono quelli
del consigliere Vagliati e del consigliere Ciccioni”.
Dà indi la parola al consigliere Vagliati.
Il consigliere Vagliati così interviene:
“Io intervengo su due argomenti. Il primo argomento è
abbastanza rilevante e riguarda l’apertura di due cantieri per la
realizzazione di due grossi parcheggi sotterranei in Caterina da Forlì.
Questo cantiere praticamente eliminerà dalla zona oltre 250 posti
auto; non mi risulta al momento che nessun provvedimento
organizzativo sia stato messo in atto per verificare la possibilità di
22
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
ritrovare soluzioni nel periodo che questi cantieri occuperanno
questa zona, quest’area e, essendo 250–280 posti auto, un numero
rilevante di posti auto per la zona che è molto carente, è molto
critica per cui ha anche richiesto la realizzazione di due parcheggi
sotterranei, ritengo sia importante che si verifichi la possibilità di
trovare in zona qualche soluzione e qualche possibilità, magari
utilizzando strade limitrofe o di bassa percorrenza trasformandole in
parcheggio con costi abbastanza limitati. Ho fatto un paio di
proposte al Vicesindaco, spero che, visto che i tempi sono molto
stretti, possa intervenire in questo senso.
Per
quanto
riguarda
l’altro
argomento,
il
verde,
l’Amministrazione ha ristrutturato due aree verdi abbastanza
importanti per la zona, una in Pietro Strozzi e l’altra in Via Rubens,
angolo Antonello da Messina, sono aree che sono state sistemate con
chiaramente soldi comunali, sono state quindi messi in atto tutta una
serie di abbellimenti con panchine, luci e quant’altro e mi risulta – e
ho già fatto segnalazione alla Polizia Municipale – che le aree sono
oggetto di occupazione, sia diurna che notturna, di persone
sicuramente non italiane e con molti dubbi che abbiano anche
permessi di soggiorno: ci dormono, bivaccano, fanno i loro bisogni e
questo obiettivamente in due aree appena ristrutturate mi sembra
23
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
veramente poco dignitoso per la nostra Città. Invito l’Assessore alla
Sicurezza di segnalare alle forze di Pubblica Sicurezza un intervento,
sia notturno che diurno, per eliminare questo scempio".
Il Presidente dà la parola al consigliere Ciccioni.
Il consigliere Ciccioni così interviene:
“Poter comunicare meglio non credo sia solo un optional, ma
dovrebbe essere un dovere istituzionale, perlomeno per quanti
credono che la casa comunale debba essere una vera e propria casa
di vetro. Anche la comunicazione istituzionale del Comune potrebbe,
secondo
me,
guardare
più
coraggiosamente
al
futuro,
più
coraggiosamente di quanto non stia facendo oggi, puntando sulle
nuove tecnologie. Attualmente esiste una versione, a mio avviso,
assai modesta di giornale telematico, di fatto una gazzetta della
Maggioranza che si riceve tramite computer. Dal sito del Comune è
possibile certamente seguire in diretta le riunioni del Consiglio, però
si potrebbe compiere un ulteriore passo avanti ed usare il mezzo
innovativo per antonomasia, cioè quello satellitare.
La Camera dei Deputati ha appena deciso di dotarsi di un canale
televisivo satellitare e questo progetto dovrebbe partire entro l’anno.
Come e in che modo potrebbe interessare a Milano un canale
satellitare? Oltre alle riunioni in aula, si potrebbero coprire anche le
24
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Commissioni, gli eventi politici, culturali, patrocinati dal Comune; si
potrebbe poi dare spazio e voce a quella che è la galassia delle
associazioni, dell’associazionismo milanese impegnato sull’ambiente,
sulla salute, sui diritti dei cittadini; si potrebbe poi curare una
programmazione plurilingue volta all’integrazione delle comunità
straniere. Io non credo che sia un segreto ricordare che esistono in
Italia circa 5 milioni di parabole, non credo di andare sul difficile
ritenendo che a Milano almeno 500 mila siano quelle che potrebbero
essere attivate e quindi, appunto, essere meglio informate sui lavori
del Comune. I programmi diffusi poi via satellite sono ricevibili in
un’area enorme che comprende l’Europa e gran parte del Medio
Oriente, infatti l’audience di questo mezzo satellitare è già oggi assai
significativo e lo sarà sempre di più, su questo è difficile non
convenire. Anche i costi non sarebbero molto impegnativi perché
potrebbero venir coinvolte le piccole televisioni che sono un
patrimonio culturale assolutamente già importante. E poi questo
spazio satellitare gestito dal Comune potrebbe costituire un vettore
per aumentare le occasioni di trasmissione in contemporanea e
favorire la costituzione di consorzi; una parte poi di questa
programmazione potrebbe essere messa in onda via etere da queste
TV di cui poco fa citavo l’esistenza numerosa a Milano e in
25
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Lombardia. Si potrebbe addirittura tentare un accordo con degli
sponsor tanto che in qualche modo vadano a versare l’equivalente di
quelle che sono le inserzioni pubblicitarie o quelle della televendita,
ad esempio: a Roma è stata attivata recentemente una radio
satellitare, il mondo del no-profit si sta attrezzando con una sua
radio satellitare che avrà il suo centro di messa in onda proprio da
Milano. Tra l’altro il Comune potrebbe dare il suo appoggio concreto
a questa iniziativa che nasce anche con il finanziamento del Ministero
del Welfare.
Ecco, io chiedo, abbiamo anche la presenza in questo momento
in aula dell’assessore Martella, se fare in modo che Milano non si
lasci sfuggire una occasione di questo tipo non sia cosa buona e
giusta da, appunto, perseguire in tempi estremamente rapidi.
Concludo questo intervento proprio perché c’è l’assessore Martella al
quale vorrei ricordare che questa mattina sono stato alla Sala
Matrimoni all’Arena dove una volta di più il condizionamento della
sala non funzionava e purtroppo abbiamo avuto ricadute negative
alla presenza di numerose coppie”.
Esce
dall’aula
il
consigliere
pertanto, 55.
26
Salvini:
i
presenti
sono,
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Entrano altresì in aula gli assessori Magri, Pagliarini e
Predolin.
N/218 – MODIFICA DEGLI ARTT. 6 E 34 E INTRODUZIONE DEI
NUOVI ARTICOLI 6 BIS E 103 BIS DELLO STATUTO DEL COMUNE DI
MILANO.
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai Consiglieri comunali.
Indi dà la parola al consigliere Giudice per mozione d’ordine.
Il consigliere Giudice così interviene:
"Noi avremmo bisogno di valutare un attimino con attenzione
questa proposta di delibera-stralcio presentata dall’Opposizione,
quindi avevo chiesto – me ne scuso perché non l’ho comunicato - ai
colleghi dell’Opposizione se era possibile il rinvio ad altra seduta;
penso che lunedì prossimo si potrà entrare nel merito, anche perché
sono state fatte alcune proposte di modifica su un emendamento che
volevamo presentare noi in Commissione e abbiamo bisogno del
tempo per valutarle un attimino. Quindi la richiesta è di rinviarla ad
altra seduta".
Il Presidente così interviene:
27
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
"Se l’Aula non ha opposizioni, possiamo spostarla alla prossima
seduta. Va bene, la 218 è rinviata alla prossima seduta”.
Comunica che la proposta di deliberazione N/218 è rinviata alla
prossima seduta.
N/240 – VENDITA AI SIGNORI ALESSANDRO TEZZA, VITTORIO
TEZZA
E
SERGIO
TEZZA
DELLE
QUOTE
DI
COMPROPRIETA’
APPARTENENTI AL COMUNE DI MILANO SU ALCUNI TERRENI SITI IN
COMUNE DI S. MAURO SALINE, AL PREZZO COMPLESSIVO DI €
5.393,00 (VALORE UNITARIO € 1,033/MQ. PER I TERRENI A PRATO;
€ 0,233/MQ. PER I TERRENI A BOSCO E PASCOLO; A CORPO PER I
FABBRICATI RURALI).
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai Consiglieri comunali.
Dà indi la parola all’assessore Pagliarini affinché illustri il
provvedimento.
L’assessore Pagliarini così interviene:
"Qui stiamo parlando di una piccolissima vendita di 5 mila euro.
In pratica si tratta di questo: nel ’95 il Comune di Milano aveva
ereditato da una signora che abitava vicino Verona, la signora Prada,
del denaro e dei piccolissimi appezzamenti di terreno; questa eredità
28
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
naturalmente era vincolata, bisognava utilizzarla per gli anziani e per
servizi a favore degli adulti in difficoltà. Naturalmente il contante che
abbiamo incassato è stato utilizzato per questi fini, ci sono rimasti
questi piccolissimi appezzamenti di terreno, dei lotti veramente
minimi in provincia di Verona, praticamente invendibili, abbiamo
trovato (e ci hanno chiesto di poterglieli vendere) dei signori che
facevano parte anche loro dell’asse ereditario, abbiamo fatto fare
una perizia, in pratica si tratta di 5 mila e 300 euro, ecco, però
formalmente dobbiamo passare comunque dall’aula per avare la
vostra approvazione per vendere questi pezzi di terreno che
altrimenti non danno nessun reddito e non potrebbero essere
utilizzati in nessun altro modo. Quindi vi prego di approvare questa
vendita”.
Il Presidente pone in votazione la proposta di deliberazione in
oggetto.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 48 Consiglieri, come da documento n.
2, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 48
29
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Astenuti
n. 18
(Adamo,
Antoniazzi,
Carlino,
Ciccioni,
Fanzago,
Baruffi,
Cormio,
Farina,
Fiano,
Gilardelli, Martinelli, Mattioli,
Occhi,
Ottolenghi,
Rizzo,
Santomauro, Tinelli, Ugliano)
Votanti
n. 30
Voti favorevoli
n. 29
Voti contrari
n. 1
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Escono dall’aula il Sindaco ed i consiglieri Pennisi, De
Pasquale, Albertini Riccardo: i presenti sono, pertanto, 51.
N/235 – ADOZIONE
DI
VARIANTE
ALLA
NORMATIVA
DELLA
VARIANTE AL P.R.G., APPROVATO CON DECRETO DEL PRESIDENTE
DELLA
REPUBBLICA
IN
DATA
30.5.1953,
APPROVATA
CON
DELIBERAZIONE DELLA G.R.L. N. 21212 IN DATA 23.1.1979
RIGUARDANTE IL QUARTIERE GALLARATESE, LA ZONA TORRAZZA,
TRENNO E TERRITORI CONTERMINI, RELATIVA ALL’ART. 11 –
RECINZIONI – AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 2°, LETTERA I) E
DELL’ART. 3 DELLA L.R. 23/6/1997 N. 23.
30
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai Consiglieri comunali.
Indi dà la parola al consigliere Adamo per mozione d’ordine.
Il consigliere Adamo così interviene:
“ Chiedo scusa, so di non rendermi simpatica, però io devo
stigmatizzare il fatto che lei ha fatto votare prima di concedere la
parola ai due articoli 21, cosa che aveva autorizzato l’Aula, perché
c’erano dei colleghi che erano qui solo per votare lo Statuto,
garantire i 31 e poi andarsene. Alla votazione precedente eravamo
già a 29. Io vorrei che rilevasse che questo modo, da parte della
Maggioranza, di considerare le presenze in relazione agli interessi di
questo o quel provvedimento è un modo che poi spinge l’Opposizione
ad avere quei comportamenti che il Sindaco tante volte, e forse
troppo, stigmatizza”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Verga affinché illustri il
provvedimento.
L’assessore Verga così interviene:
“Il provvedimento è stato in parte discusso nella scorsa seduta
per una interpretazione erronea dell’ordine del giorno, comunque
riguarda una modesta Variante normativa al quartiere Gallaratese
31
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
per rivedere e consentire alcune recinzioni prevalentemente fatte in
modo naturale, eventualmente con, solo in alcuni casi, recinzioni
artificiali per migliorare soprattutto i livelli di accessibilità e di
sicurezza del quartiere in quanto tali.
Per quanto riguarda poi le ipotesi progettuali, lo faccio per
rassicurare, se è possibile, anche i nostri Consiglieri, la Variante in sé
non ha dei contenuti specifici progettuali, ma dà delle indicazioni; i
contenuti specifici progettuali vanno ricercati poi nelle fasi operative.
Questo siccome era uno dei punti che era stato l’altra volta messo in
evidenza l’ho voluto qui riprendere per dare già, se è possibile, una
risposta”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Giobbi Martini.
Il consigliere Giobbi Martini così interviene:
“Come già detto e sottolineato dall’Assessore, avevamo già
aperto una discussione la volta precedente per quanto riguarda le
recinzioni
del
quartiere
Gallaratese.
E’
sicuramente
una
modificazione, però abbiamo già riscontrato anche sul luogo che va
nell’ordine di conferire maggiore vivibilità e sicurezza agli abitanti del
quartiere. Trovo superfluo perdere dell’ulteriore tempo, salvo per
concludere ed affermare con il voto favorevole”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Molinaro.
32
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il consigliere Molinaro così interviene:
“Non credo di esprimere una grande soddisfazione per la scelta
che il Consiglio si appresta ad approvare, pur essendo necessaria
una regolamentazione nel quartiere Gallaratese relativamente al
fenomeno delle recinzioni delle case che sono passate dalla proprietà
pubblica alla proprietà dei singoli condomini.
Nonostante l’esplosione di fenomeni di criminalità diffusa e
questo continuo alimentare l’aspetto della sicurezza quasi come
elemento
recinzioni,
che
non
comporta
è,
mi
necessariamente
pare,
il
tema
la
della
realizzazione
sicurezza
di
quello
fondamentale, è un altro, semmai è quello del degrado degli spazi
che sono passati dalla gestione pubblica a privati; il fatto che ci sia
una invasione di automobili che, penetrando nel quartiere, di fatto
compromettono aree e spazi privati e che oggi non sono più
sopportati dai residenti come spazi appunto che possono essere
degradati dalla presenza di automobili; ci sono fattori che hanno
determinato nel corso del tempo la perdita della identità che aveva
contraddistinto il Gallaratese come quartiere aperto, quartiere che,
appunto, non soffre certo, come altri quartieri di Milano, di problemi
così drammatici della sicurezza come in casi che abbiamo in questi
anni avuto all’attenzione della cronaca.
33
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Gallaratese è ancora un quartiere tranquillo, un quartiere tutto
sommato dignitoso, che soffre chiaramente di una deriva più
generale presente fra i cittadini che, appunto, illudendosi molto
spesso di poter risolvere alcuni problemi con le recinzioni, di fatto
hanno portato a questo tipo di scelta. Questo tipo di scelta che è
legata anche all’esplodere di fenomeni di abusivismo e quindi coloro
che hanno rispettato le regole si vedono oggi di fatto costretti a
rivendicare una modifica del Piano Regolatore, delle indicazioni del
Piano Regolatore per adeguare questi spazi che si sono mantenuti
aperti con gli altri spazi che abusivamente e progressivamente sono
stati chiusi nel corso degli anni.
Io penso che anche la visita fatta dalla Commissione, nel
quartiere Gallaratese, abbia reso evidente più una domanda di
ordine, pulizia, combattere il degrado presente in alcune aree
marginali, proprio perché gli spazi tutti aperti, senza quel rispetto
degli spazi comuni, quel rispetto e quel senso civico da parte dei
cittadini, portano poi, ad evidenziare fenomeni di degrado qualitativo
del quartiere. Da qui la richiesta delle recinzioni, da qui la richiesta di
regolamentare, appunto, con le recinzioni gli spazi che sono passati
da pubblici a privati. Il disegno più generale complessivo del
Gallaratese aveva nella penetrabilità del quartiere uno degli aspetti
34
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
significativi, anche perché la cortina di costruzioni, se totalmente
recintate, rischia di compromettere la possibilità di accedere
semplicemente
alle
funzioni
pubbliche,
dalla
fermata
della
metropolitana alle scuole e agli spazi, appunto, pubblici. Tutto
questo ha già generato e creato problemi al Gallaratese, in modo
particolare in corrispondenza della fermata della metropolitana di
Uruguay: per anni si è svolto un contenzioso tra i residenti e
l’Amministrazione Comunale che aveva indicato in un percorso di
accessibilità alla metropolitana un necessario percorso pubblico e
questo percorso era stato sbarrato e ci sono voluti anni di iniziative
per poter aprire questo percorso. Questo percorso, oltretutto, che
attraversa alcune aree private, è un percorso tortuoso, difficilmente
identificabile, non facilmente fruibile e, nella sua parte terminale,
completamente recintato tanto da creare un corridoio sicuramente
meno sicuro degli spazi aperti. In questo corridoio la sera una
persona sola potrebbe, se si avventurasse, trovarsi di fronte magari
a pericoli personali proprio perché non ci sono più vie di fuga, o si va
avanti o si torna indietro, è un corridoio di un tre metri, tre metri e
mezzo, lungo un centinaio di metri per poter accedere appunto alla
metropolitana.
35
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Quello che bisognerebbe evitare con l’approvazione di questa
delibera è la realizzazione di corridoi di questo tipo all’interno del
Gallaratese, cioè garantire l’accessibilità alle funzioni pubbliche, dalla
metropolitana alle scuole e così via, senza necessariamente creare
corridoi di questo tipo.
Questo è un appello che io faccio perché è difficile alla fine
negare la necessità di rimettere ordine all’interno del Gallaratese; il
Consiglio di Zona all’unanimità ha approvato la delibera; la delibera
ha in sé alcuni vincoli, che dovrebbero salvaguardare appunto
l’accessibilità di spazi pubblici. Chi avrà l’onere e l’incarico di definire
l’interesse pubblico e quindi garantire l’accessibilità agli spazi
pubblici, dovrà verificare anche la qualità degli interventi ed evitare,
insomma, i casi tipo quelli che vi ho raccontato dell’accesso alla
metropolitana di Uruguay.
Volevo richiamare, però, il Consiglio e l’assessore Verga ad un
impegno che l’Amministrazione Comunale, in occasione del dibattito
sul Piano della Mobilità, si era assunto e cioè la realizzazione di
un’isola ambientale al Gallaratese. La realizzazione dell’isola
ambientale probabilmente potrebbe risolvere in buona parte i
problemi che abbiamo visto di sosta selvaggia, di scarso, se non
nullo rispetto del verde, dei marciapiedi e degli spazi pubblici; la
36
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
realizzazione di un’area, appunto, come quella del Gallaratese che è
un quartiere omogeneo dell’isola ambientale potrebbe effettivamente
dissuadere l’accessibilità al traffico privato di attraversamento e di
sosta, questo anche perché, con la prossima inaugurazione del
parcheggio di Molino Dorino, probabilmente bisognerà agire…
Mi spiace che l’Assessore non ascolti perché volevo appunto
richiamare il fatto che tra poco verrà inaugurato il parcheggio di
Molino Dorino, però gli interventi di dissuasione all’accesso del
traffico privato nel Gallaratese non si vedono, quindi non avremo una
corrispondenza tra la realizzazione, l’avvio, la possibilità di utilizzare
quel parcheggio e l’invasione delle automobili private che sostano nei
pressi delle fermate della metropolitana all’interno del quartiere per
evitare,
appunto,
di
parcheggiare
le
auto
nei
parcheggi
di
corrispondenza.
Questo è un problema che va affrontato urgentemente, non ci si
può limitare a realizzare le isole ambientali solo nel centro della
Città, sarebbe utile ed opportuno che il progetto di riqualificazione
più generale del Gallaratese, attraverso dissuasori dell’accesso del
traffico di attraversamento, limitatori di velocità, una migliore,
diciamo,
qualità
più
complessiva
del
patrimonio
stradale
di
attraversamento pedonale e così via del Gallaratese, alla fine porti
37
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
ad
una
riduzione
dell’accesso
delle
auto
dei
non
residenti
orientandole verso i parcheggi di corrispondenza, che sono ormai
pronti, e a questo punto anche migliorare complessivamente la
qualità del quart iere”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Occhi.
Il consigliere Occhi così interviene:
“La ringrazio, Presidente, ma siccome io l’intervento su questa
delibera l’ho già fatto l’altra volta sbagliando delibera, chiedo se è
possibile far verbalizzare l’intervento dell’altra volta, non lo sto a
ripetere. Grazie”.
(Segue l’intervento svolto dallo stesso consigliere Occhi nella seduta
del 5.6.2003 sulla N/238):
“Questa delibera è vero che è stata abbastanza approfondita,
anche se io devo dire che, nonostante l’approfondimento e quel
brutto sopralluogo – poi dico il perché ‘brutto’ – che abbiamo fatto in
quartiere, non mi è del tutto chiaro che cosa succederà; che poi è
stata dichiarata discussa alcune volte, come dire, si ha molta
premura dichiarare discusse alcune delibere che non sono così
urgenti come…
Il problema non so se è chiaro a tutti i Consiglieri: il Gallaratese
aveva, diciamo, una specie di Piano Regolatore a parte, che cosa
38
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
diceva questo Piano Regolatore del Gallaratese? Diceva che quello
veniva dichiarato un quartiere aperto e quindi come tale veniva
stralciato dal Piano Regolatore e non consentiva - così com’era stato
pensata la dislocazione degli edifici, pensata la viabilità eccetera - la
chiusura delle aree di pertinenza dei singoli stabili. Ricordo che la
Gallaratese è un quartiere popolare, di edilizia economica popolare,
quindi pubblica, quindi anche tutte le aree di pertinenza degli stabili
erano, fra virgolette, pubblici, cioè era possibile quindi accedere,
attraverso passaggi eccetera, da una pertinenza all’altra perché
appunto l’insieme del quartiere era stato immaginato in questo
modo, dagli architetti, da chi l’ha costruito eccetera. E, devo dire la
verità, il risultato a noi sembrava buono, efficace da un punto di
vista della percorrenza, dal punto di vista della vita in comune del
quartiere e di un sacco di altre cose. È successo nel tempo che il
quartiere è stato venduto, perché le case popolari sono state
vendute, e dobbiamo dire che i nuovi proprietari, ancorché titolari di
contratti
precedenti
di
edilizia
economica
popolare,
hanno
incominciato a pensare che siccome sono diventati proprietari anche
delle pertinenze degli stabili, hanno pensato, come tutti coloro che
passano dall’affitto alla proprietà privata, che la proprietà privata
starebbe bene recintata. Ed allora, questioni di sicurezza, questioni
39
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
eccetera, però, dobbiamo dirla, credo che la sostanza vera del
problema è che ognuno tende a recintare il proprio pezzo perché così
può parcheggiarci la macchina solo lui, perché così la proprietà è ben
definita, perché così, così e così; perché forse la sicurezza è anche
maggiore, è innegabile che vi siano problemi anche di questa natura
eccetera. Quindi si è arrivati ad una pressione dei cittadini, che sono
diventati proprietari, che vogliono chiudersi il proprio pezzetto nel
modo classico: cioè un bel muretto con sopra la staccionata di ferro,
chiusa, col cancello e tutto quanto. Cosa che il vecchio Piano
Regolatore non consentiva.
Io devo dire che, da un punto di vista di un interesse pubblico,
questa cosa qui non esiste, Assessore! Se parliamo di ‘interesse
pubblico’ questa questione andrebbe bocciata ed andrebbe detto:
‘Cari cittadini, questo non risponde all’interesse pubblico’ perché il
chiudere degli spazi che oggi sono percorribili da tutta la Città e fare
diventare, ancorché privati, anche cintati, significa togliere alla Città
un beneficio che sino adesso ha usato. Quindi, se lo vediamo da un
punto di vista di interesse generale, a noi non sembra il rispetto di
interessi generali questa Variante, è fatta su misura di interessi
privati, sacrosanti, ma che devono essere chiariti, insomma, perché
altrimenti non ci intendiamo. Sennò sembra un’opera di risanamento
40
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
del quartiere non ben definita… No. Andiamo incontro a richieste di
proprietà private che vogliono chiudersi la loro parte. Punto e chiuso.
Che il vecchio Piano Regolatore non consentiva e che con questa
Variante si vuole consentire. Punto. Cioè diciamola per quella che è!
Può avere delle giustificazioni ma è questa.
Ora si dice: ‘verranno salvaguardati una serie di passaggi per
consentire il collegamento fra alcune vie e i mezzi pubblici, fra
alcune
vie
del
centro
commerciale
Bonola,
gli
accessi
alla
metropolitana’, perché lì stiam parlando anche di un quartiere che è
servito dalla metropolitana eccetera. Ora, io vi invito ad andare a
vedere alcuni di questi passaggi che già esistono, perché sono stati
conquistati e mantenuti nel tempo dagli altri cittadini che ci passano,
alcuni di questi percorsi sono talmente stretti che una volta che
verranno allungati con due bei muri di siepi con muratine di
staccionata sopra ai lati, in quelle strade lì vi posso garantire che non
ci passerà più nessuno! Diventano sentieri impercorribili dal punto di
vista della sicurezza, di notte non ne parliamo proprio ma anche di
giorno rischiano di diventare pericolosi.
E poi onestamente – la richiesta che ho fatto in Commissione non ho avuto modo di valutare quali sono questi percorsi: si dice che
sono stati studiati in collaborazione con la zona, non ho dubbi che
41
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
quindi sia così e non ho dubbi neanche nel pensare che se le
prescrizioni di questa variante dicono alcune cose poi verranno
attuate. Spero che così sia perché altrimenti andiamo a fare
veramente
un’operazione
che
non
solo
stravolge
la
vecchia
condizione di quartiere aperto ma limita seriamente la possibilità di
percorrerlo da parte di coloro che sinora l’hanno percorso. Guardate
che ve lo dice uno che abita dall’altra parte di via Gallarate e che ci
va spesso a piedi, adesso; ho l’impressione che dopo non sarà più
così semplice. Ce lo dobbiamo dire. Io quando, in alcune occasioni,
sono andato a prendere la metropolitana a piedi da casa mia ho
attraversato il quartiere passando in questi posti che verranno chiusi,
per cui lo dico anche sapendo di cosa stiamo parlando. Mi spiace se
poi il consigliere Molinaro che dirà la sua, abitando proprio in quel
quartiere, penso che avrà ancora più di me le idee chiare su questa
vicenda.
Quindi io capisco i cittadini che hanno fatto queste richieste,
capisco la zona che ha assecondato in qualche modo questa
domanda che viene dai cittadini, però rendiamoci conto che
probabilmente dovremmo pensare un po’ di più agli interessi in
generale quando poi andremo a rendere esecutiva questa delibera
perché altrimenti il rischio grosso è che facciamo un torto a migliaia
42
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
di altri cittadini che, secondo me, vengono danneggiati da questa
operazione.
Quindi, decisione difficile, me ne rendo conto, io sarei per
inviare questa decisione ad una comprensione migliore di questa
variante perché confesso che c’è difficoltà nel prendere una
decisione, almeno da parte nostra c’è tutta”.
Il Presidente dà la parola all’assessore Verga per la replica.
L’assessore Verga così replica:
“Ho detto già in relazione nell’illustrare la delibera che i problemi
connessi a questi percorsi, a queste attenzioni sono problemi che
vanno rinviati al momento progettuale dei percorsi stessi, delle
recinzioni e quant’altro. Quindi raccolgo l’invito a porre attenzione a
questi problemi; peraltro, mi sembra assolutamente di poter
riconfermare i contenuti generali della Variante”.
Il Presidente pone in votazione la proposta di deliberazione in
oggetto.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 32 Consiglieri, come da documento n.
3, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
43
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Presenti
n. 32
Consiglieri
essendo
hanno
che,
pur
n. 5 (Adamo,
presenti,
non
Martinelli,
partecipato
alla
Spirolazzi)
Antoniazzi,
Mattioli,
votazione e che quindi ai
sensi degli artt. 44 e 65
del
Regolamento
di
organizzazione
e
funzionamento
del
Consiglio comunale sono
da considerare astenuti)
Votanti
n. 27
Voti favorevoli
n. 27
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Entra in aula l’assessore Brandirali.
N/241 – ADOZIONE DI VARIANTE AL P.R.G. VIGENTE, APPROVATO
CON DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDIA N.
29471 IN DATA 26/2/1980, AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 2,
LETTERA
A)
LEGGE
REGIONALE
23/1997
RELATIVA
ALL’AMPLIAMENTO E ALLA RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO TERAMO
44
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
ED
AL
PRIMO
TRATTO
DI
ITINERARIO
DI
COLLEGAMENTO
BUCCINASCO – CORSICO – VIALE FAENZA.
Il Presidente invita il Consiglio a procedere alla trattazione
dell’argomento in oggetto, di cui alla proposta di deliberazione che si
allega e già notificata ai Consiglieri comunali.
Dà
indi
la
parola
all’assessore
Verga
affinché
illustri
il
provvedimento.
L’assessore Verga così interviene:
"Il provvedimento riguarda una modesta variante per rendere
coerente un progetto del Settore Comunale Parchi e Giardini e
Problemi di Viabilità con l’ampliamento di questo parco, Parco
Teramo, che è un importante elemento di connessione con il Parco
Sud e gli insediamenti vicini del quartiere. È una delibera di modesta
rilevanza, però è importante proprio per garantire questi tipi di
continuità e di connessioni. Per questo la sottopongo alla vostra
approvazione”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Ciccioni.
Il consigliere Ciccioni così interviene:
“Grazie, conigliere Marra. Solo per dire che di queste delibere ne
vorremmo
molto
più
numerose
perché
ogni
tanto
bisogna
riconoscere che l’Amministrazione, che pure potrebbe farlo più
45
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
spesso, quando fa queste delibere, naturalmente viene, anche da
parte di gruppi dell’Opposizione, favorevolmente accettata”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Giobbi Martini.
Il consigliere Giobbi Martini così interviene:
“È veramente una novità la dichiarazione che ci ha reso adesso il
consigliere Ciccioni, per cui, onde evitare che si ricreda e che cambi
magari motivazione, desiderosa di vedere come si esprimerà con il
voto, dichiariamo voto favorevole”.
Il Presidente pone in votazione la proposta di deliberazione in
oggetto.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 43 Consiglieri, come da documento n.4,
che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 43
Astenuti
n. 1
Votanti
n. 42
Voti favorevoli
n. 42
(Antoniazzi)
Il Presidente ne fa la proclamazione.
---
46
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio la mozione a firma
del consigliere Ciccioni ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n.
231, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Ciccioni affinché la illustri.
Il consigliere Ciccioni così interviene:
“Grazie. Naturalmente non leggerò il testo della mozione perché
ciascuno ce l’ha davanti; mi limiterò a fornire qualche osservazione
più generale sull’economia, diciamo, di questa proposta che viene
offerta all’aula. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ha
il pregio – va ricordato – di accogliere tutte le previsioni del Parco
Agricolo Sud Milano: infatti solo il 20% del territorio comunale di
Milano, essendo ancora, potremmo dire, libero da urbanizzazioni,
ricade quasi totalmente nel Parco Agricolo Sud Milano. Milano non ha
molte aree a disposizione, infatti i due depuratori stanno occupando
aree che forse, senza l’istituzione del Parco Sud, sarebbe stato
impossibile identificare perché qui gli abitanti sono molto lontani. Se
avessimo lasciato alla speculazione queste aree, ora per Milano si
aprirebbero ancora nuove conflittualità sociali; più che di parco in
senso stretto dovremmo parlare di aree di riserva da lasciare a chi
verrà per il futuro dei milanesi di domani. Le aree del Parco Sud sono
in gran parte occupate dai grandi parchi comunali, dall’agricoltura e
47
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
dalle infrastrutture. Il Piano Territoriale del Parco Sud prevede sulle
aree in comune di Milano quattro grandi comparti: il comparto est
Forlanini–Idroscalo, il sud Chiaravalle– Ticinello, il sud-ovest Barona,
cosiddetto 'Parco dei Navigli', ed il comparto ovest denominato
'Bosco in Città San Siro’, che è quello per cui siamo qui questa sera.
Questi comparti non hanno una definizione puntuale, per essi il
legislatore ha voluto rimandare ad un particolare strumento di
pianificazione detto ‘Piano d’area’ ma rinominato poi ‘Piano di
cintura’ a seguito dell’approvazione nel 2000 del Piano Territoriale di
Coordinamento del Parco da parte della Regione. Alcuni anni fa il
Comune di Milano, in collaborazione proprio con il Parco Sud, cui
spetta congiuntamente la pianificazione dei Piani d’area (sto
parlando della Provincia), aveva avviato e finanziato gli studi
preliminari per questi grandi comparti, ma non si capisce perché non
siano andati avanti come previsto.
Per venire a noi, se i Piani di cintura fossero stati definiti ed
avessero completato il loro iter, oggi non ci troveremmo qui a
discutere di San Siro, supportati e, peraltro, pressati da comitati,
associazioni ed abitanti. Perché quindi siamo ancora qui a discutere?
Perché sappiamo che gli strumenti urbanistici attualmente in vigore
lasciano varchi ad iniziative immobiliari che la coscienza della Città, a
48
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
mio avviso, non intende accettare: sono passati molti anni dal 1980
quando fu approvato il nuovo P.R.G.. Sugli Ippodromi di San Siro si è
venuta manifestando una sensibilità straordinaria che addirittura ha
portato
questo
Consiglio
la
richiesta
di
apporre
un
vincolo
monumentale e paesaggistico da parte dello stato. Qual è allora,
questo strumento che noi come Amministrazione possiamo mettere
in cantiere? Io penso sia proprio il Piano di cintura perché: è già in
vigore,
è
finalmente
previsto
la
dalla
normativa,
destinazione
delle
permette
singole
aree,
di
identificare
permette
di
programmare nel tempo, permette di costruire per il futuro e di
immaginare la Città del futuro su quelle aree.
Del resto, con questa mozione non chiediamo l’avvio di tutti i
piani, ma soltanto da subito quello di “San Siro-Bosco in Città”. Su
questo territorio si sono sedimentate grandi aspettative, è quello
dove sono state avanzate le più precise indicazioni da parte della
stessa Amministrazione. Va dato atto a questa Amministrazione che
ha individuato qui tre grandi aree, quelle dei parchi Bosco in Città,
Parco Cave e Trenno, che oggi sono luogo di svago ambito da parte
di molti milanesi. Ci sono ancora grandi aziende agricole, servizi
importanti per la Città, aree strategiche da tutelare, però bisogna
passare dalla episodicità ad una visione di sistema: ci sono pezzi di
49
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
storia da tutelare, c’è soprattutto San Siro che non dovrebbe passare
da un isolamento dorato ad un altro isolamento dorato, bensì a
diventare servizio continuo in una visione strategica che potrebbe
collegare Piazzale Lotto fino a Rho, a Settimo Milanese, fino a Pero,
in un percorso verde ideale tale da rilanciare ambientalmente e,
anzi, bilanciare ambientalmente l’impatto della nuova Fiera, del
depuratore di Pero e dell’impianto di trattamento dei rifiuti Silla 2.
Occorre avere il coraggio di programmare e di non abbandonare
questa preziosa area, questo mi pare lo spirito della mozione
sottoscritta anche da rappresentanti della Maggioranza. Nella
mozione diamo una precisa indicazione per gli Ippodromi che non
possono essere smembrati perché uno dei più importanti impianti
d’Europa - questo di San Siro - e dunque del mondo, né nella
mozione vi sono intendimenti ideologici o tutele di parte.
Per questo motivo chiedo all’Aula di esprimersi favorevolmente
su questa mozione”.
Entra in aula il consigliere Dalla Chiesa: i presenti sono,
pertanto, 52.
Il Presidente dà la parola all’assessore Verga.
L’assessore Verga così interviene:
50
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
“Signor Presidente, ho già avuto occasione in aula, in Consiglio,
in altri momenti di dibattito intorno alle vicende in particolare
dell’Ippodromo e, in senso più dilatato, del contesto urbano nord–
ovest, di non solo leggere in modo confermativo le previsioni di
Piano Regolatore di Milano, ma di leggere altrettanto in modo
confermativo le previsioni del Parco Sud in questa zona, mi sono
attivato, come sapete, a fronte di un precedente pronunciamento del
Consiglio Comunale, anche perché la Soprintendenza ponga i vincoli
sugli edifici e sulle strutture sull’Ippodromo; quindi la posizione, non
solo mia ma della Giunta, a riguardo è corale.
Io ritengo che i Piani d’area, i Piani di cintura del Parco Sud
siano uno strumento importante, io credo che debbano essere vissuti
ed interpretati esattamente nella logica iniziale orientativa della
legge istitutiva del Parco Sud; quello che voglio aggiungere solo è
che l’auspicio è che si riesca a rendere questi vincoli e queste
indicazioni un fatto di animazione che realizzi, un fatto positivo, un
fatto cioè che favorisca il conseguimento ed il perseguimento degli
obiettivi. Questo è l’auspicio che io sottolineo, peraltro l’ho fatto in
tutte
le
sedi;
credo
che
non
mi
si
potrà
trovare
nessun
pronunciamento che non sia coerente con questo, l’ho fatto in tutte
le sedi e lo ribadisco qui, in questa occasione”.
51
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente dà la parola al consigliere Antoniazzi.
Il consigliere Antoniazzi così interviene:
“Prendo la parola per sostenere questa mozione. Molte sono le
iniziative presenti in quest’area, diverse sono le proposte, si sono
mosse associazioni anche di grande tradizione, cito per tutti ‘Italia
Nostra’, ma tanti altri comitati ed iniziative di quartiere e diversi
Consiglieri Comunali di vari Gruppi si sono interessati alla questione.
Io credo che si possa accettare questa via, se ne potevano pensare
anche altre: il mio Gruppo stava pensando ad una proposta di
delibera consiliare per la realizzazione di un grande parco relativo
agli ippodromi, ma ci va bene questa proposta che probabilmente è
quella che segue di più le regole urbanistiche relative a quest’area.
Quest’area è interna al Parco Sud e una decisione preliminare spetta
appunto a questo ente. Quindi giustamente la mozione si propone di
porre il problema a questo livello chiedendo che l’Amministrazione
Comunale si faccia promotrice di un’iniziativa coerente, un’iniziativa
adeguata all’interno del Parco Sud dove devono essere prese le
decisioni.
Io vorrei dire subito che questo è il quadro entro cui si devono
prendere le decisioni; naturalmente sul merito di queste decisioni,
sulla definizione dell’area relativa all’Ippodromo, credo che bisognerà
52
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
ritornare con più precisione. È importante in questo momento che il
Consiglio Comunale deliberi un impegno per quanto riguarda
l’Amministrazione e per quanto riguarda la Giunta per andare in
questa direzione e per andare il più rapidamente possibile perché poi
i tempi saranno lunghi. Io credo che una volta avviata questa
procedura sarà bene che nello stesso Consiglio Comunale si
incominci anche a discutere del merito di quello che il Comune deve
proporre a livello dell’ente Parco Sud come sua proposta di
definizione di queste aree. Se quella è la sede per decidere, io credo
che invece la sede comunale sia sempre la sede dove devono
avvenire le proposte concrete di definizione di questa area.
Per
cui
approviamo
pienamente
questa
mozione
che
giustamente, è stato ricordato dal consigliere Ciccioni, porta le firme
anche
di
altri
Consiglieri
della
Maggioranza;
è
una
visione
sicuramente molto ampia, la consideriamo un passo giusto, il primo
passo necessario, e una volta avviata questa procedura pensiamo di
poter proseguire anche con gli altri atti coerenti di cui ci faremo
responsabili”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Molteni.
Il consigliere Molteni così interviene:
53
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
“Questa mozione è importante perché tramite questo strumento
possiamo realizzare insieme alla Provincia di Milano, che è l’ente
gestore del Parco Agricolo Sud Milano, l’avvio di tutte le pratiche e
procedure per poter arrivare all’accordo ed attivare detto accordo di
programma tra i due enti al fine di promuovere un Piano di cintura
urbano, il comparto 1, parco ovest, Bosco in Città, del quale se ne
sente parlare da anni.
Questa è una mozione per la quale ero stata interpellata anch’io,
a suo tempo, dal “Comitatone”, è una mozione del Comitatone dove i
Consiglieri Comunali che l’hanno sottoscritta, che l'hanno redatta, ne
sono in sostanza i portavoce. In questo Comitatone non è che ci
sono forze politiche di un’area piuttosto che di un’altra area, questo
è un bene che interessa - il bene relativo appunto all’Ippodromo di
San Siro - tutta la Città di Milano, interessa tutti i cittadini,
indipendentemente dal colore politico che noi, come Consiglieri
Comunali, rappresentiamo. Ci siamo mossi – perlomeno io mi sono
mossa - proprio nell’ottica di salvaguardare al massimo e con tutti i
mezzi possibili un bene che è un patrimonio storico, culturale,
proprio della nostra Città di Milano, appunto l'Ippodromo, anzi, non
l'Ippodromo, gli Ippodromi di San Siro con le piste del galoppo, del
trotto, le piste di allenamento, le scuderie, affinché in tale Piano di
54
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
cintura urbana il quartiere ippico San Siro mantenga appunto la sua
originaria e storica destinazione ippica in modo che possa essere
salvaguardato così il suo valore paesaggistico, architettonico, storico
e culturale. Voglio ricordare ancora ai Consiglieri presenti che lo
stesso Hemingway in 'Addio alle Armi' citava l'Ippodromo di San
Siro.
Quindi torno a sollecitare tutti quei Consiglieri che sono venuti
quando c'è stata la riunione all'Omnicomprensorio in Via Natta, se
non ricordo male, ad esprimersi con libera coscienza in un senso di
responsabilità, anche rispetto agli impegni assunti di fronte ai
cittadini, al fine che questa mozione venga votata con esito
favorevole".
Esce
dall’aula
il
consigliere
Pillitteri: i presenti sono,
pertanto, 51.
Escono altresì dall’aula gli assessori Martella e Brandirali.
Il Presidente pone in votazione la mozione a firma del consigliere
Ciccioni ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n. 231,
precedentemente indicata.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 44 Consiglieri, come da documento n.
5, che si allega.
55
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Al riscontro dei voti, risulta approvata all’unanimità.
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Il Presidente sottopone all’esame del Consiglio la mozione a firma
dei consiglieri Antoniazzi e Albertini Riccardo, iscritta all’ordine del
giorno con il n. 234, che si allega.
Dà indi la parola al consigliere Antoniazzi affinché illustri.
Il consigliere Antoniazzi così interviene:
"La questione del parcheggio sotterraneo in Via Monte Baldo è
stata affrontata in sede di Commissione dove è stato sentito il
Presidente dei rappresentanti della zona, della circoscrizione
comunale, che ha fatto un insieme di osservazioni che credo abbiano
trovato
anche
un
certo
favore,
insomma,
all’interno
della
Commissione: non si mette evidentemente in discussione il problema
dei parcheggi sotterranei, che sono sicuramente una necessità per la
nostra Città, ma chiaramente non sempre la localizzazione è ben
individuata o trova un consenso adeguato. In questo caso si viene a
mettere in discussione, si viene a rovinare da un certo punto di vista
un campo che è stato appena attrezzato, un campo giochi, che è
anche un campo dove si trovano gli anziani, dove si trovano anche le
persone adulte, che è ritornato ad essere un luogo vitale per il
56
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
quartiere, un quartiere che conosco perché tanti anni fa avevo un
gruppo
di
giovani
in
questo
quartiere
popolare,
ho
molto
frequentato, c’è una vita sociale molto intensa. Questo luogo è un
luogo indispensabile a questa vita sociale; io credo che sia
importante dare una risposta alle macchine, ma non è meno
importante dare una risposta alle esigenze delle persone, credo che
le persone siano anche più importanti delle automobili: una volta che
c’è un luogo dove la vita sociale si è ricreata, dove la gente è
contenta, non vedo perché rovinarlo.
Allora le proposte che facciamo in coerenza con quanto
sostenuto dalla zona è, punto primo, non riesumare la collocazione,
non c'è niente da riesumare perché non c'è nessuna tumulazione,
ma di riesaminare evidentemente la collocazione – qua c'è un errore
di italiano piuttosto grave -, sono state fatte varie proposte dalla
zona sull'accesso, sui modi con cui potrebbe – questo parcheggio –
realizzato senza disturbare e senza intralciare e rovinare la realtà
attualmente presente. Sono state avanzate le proposte dal Consiglio
di Zona che andrebbero considerare; non elenco tutte le proposte
che
sono
qua,
ma
riguardano
sostanzialmente
un
invito
all’Amministrazione di tener conto delle proposte dei cittadini della
57
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
zona per trovare una soluzione, almeno parzialmente differente, che
potrebbe dare soddisfazione alle esigenze che sono state espresse.
Quindi con questa proposta fatta insieme dal consigliere
Albertini e dal sottoscritto, proponiamo all’Amministrazione di dare
ascolto e di riaprire una discussione con i rappresentanti della zona
per individuare una soluzione più soddisfacente".
Entra in aula il consigliere Bossi Emilia Moratti: i presenti
sono, pertanto, 52.
Assume
la
presidenza
della
seduta
il
consigliere
designato Maria Rosaria Parlanti.
Il Presidente dà la parola al Vicesindaco De Corato.
Il Vicesindaco De Corato così interviene:
"Io chiedo scusa ai Consiglieri Antoniazzi ed Albertini, ma come
Vicesindaco devo comunque giustamente rispondere, chiederei un
rinvio di un quarto d’ora perché in qualche maniera come Assessore
ai Parchi e Giardini questa vicenda mi ha interessato. Io ho avuto
modo anche di rispondere su un quotidiano, su La Stampa, ad una
lettera dei cittadini che ponevano gli stessi quesiti che pongono i
Consiglieri Antoniazzi ed Albertini. Quindi sono in grado forse di dare
una risposta nei limiti di quello che posso dare, però mi devono dare
almeno un quarto d’ora di tempo per ricercare la risposta. Quindi io
58
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
pregherei il Presidente, se è così cortese, di passare ad altre risposte
(ce ne sono altre, presumo, di interrogazioni) ed appena sono pronto
sarò in grado di dare qualche notizia, quelle che ho ovviamente, ai
Consiglieri Antoniazzi ed Albertini".
Il Presidente sospende temporaneamente l’esame della mozione in
argomento.
Indi sottopone all’esame del Consiglio la mozione a firma del
consigliere Massari ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n. 211,
che si allega.
Dà quindi la parola al consigliere Massari affinché la illustri.
Il consigliere Massari così interviene:
“La mozione riguarda il C.A.M.D., Centro Azione Milano Donna.
Tengo a precisare che è stata sottoscritta da tutta la Commissione, è
stata approntata da tutta la Commissione e, appunto, affronta un
problema che abbiamo affrontato prima in alcune Commissioni
perché abbiamo incontrato i delegati politici ed i funzionari che nelle
varie zone si occupano nel Centro Azione Milano Donna e ci siamo
resi conto che negli ultimi tempi le ragioni che avevano istituito
appunto il C.A.M.D. sono state un pochino messe da parte,
comunque si sono persi un pochino gli obiettivi. Per cui noi
chiediamo (senza stare a leggere tutta la mozione onde velocizzare
59
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
anche il rapporto) fondamentalmente che in tutte le zone ci siano siccome adesso con il nuovo Statuto è passato sotto l’Assessorato al
Decentramento – dei riferimenti, non solo politici, ma anche dal
punto di vista dell'amministrazione, cioè ci vogliono delle risorse, ci
vuole del personale, cosa che adesso non c'è. Noi chiediamo che in
zona 2 venga istituito il C.A.M.D., cosa che adesso non c'è, proprio
non c'è nessuno in questo momento.
Questi Centri Azione Donna - e questo è un invito anche
all’Assessore competente in questo momento, che è l'assessore
Gallera - devono essere un po' ristudiati perché ci vogliono, sì, dei
servizi di informazione e, sì, delle consulenze, ma anche un
orientamento all’impiego e tutto questo deve essere coordinato in
una maniera che fino adesso non abbiamo visto, non abbiamo
riscontrato venga fatto in maniera giusta, in maniera corretta.
Dobbiamo
perciò
l’orientamento
alla
supportare
formazione,
l’imprenditorialità
l’accesso
ai
femminile,
programmi
e
finanziamenti mirati alle donne, ci deve essere l’ascolto, ci deve
essere anche un sistema di rilevazione di quelli che sono i problemi
di oggi, delle donne di oggi, non di vent’anni fa, sono cambiati
veramente i tempi. C’è un servizio di consulenza legale che è legato
alle problematiche proposte, appunto, dalle donne, però abbiamo
60
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
scoperto che questo servizio di consulenza legale deve andare a
supportare un patrocinio gratuito che è già fornito. Ecco, ci sono dei
punti che sono disattesi in questo momento. Per cui noi vogliamo
che ci sia un regolamento di servizio di articolazione delle attività da
sottoporre anche in Consiglio di Zona; ho già detto che il Consiglio di
Zona 2 deve dotarsi di un C.A.M.D. e dobbiamo promuovere
l'informazione riguardo l'attività e le funzioni messe in rete dai
relativi servizi.
Questa mozione è stata formata dai Consiglieri Comunali
presenti nella Commissione e di tutte le forze politiche”.
Entra in aula il consigliere Liva; ne escono i consiglieri
Gambitta e Garocchio: i presenti sono, pertanto, 51.
Il Presidente dà la parola al consigliere Adamo.
Il consigliere Adamo così interviene:
“Come ha già detto il Presidente Massari, questa mozione è
frutto di un lavoro magari un po’ troppo lungo, ma sicuramente utile,
che ha visto confrontarsi le diverse posizioni iniziali in Commissione.
Io, insieme alle altre colleghe dell’Opposizione, la collega Moratti,
Carlino e Gilardelli, avevamo presentato un’altra mozione, la 184,
che quindi, se il Consiglio accoglierà la mozione testé illustrata, la
211, naturalmente ritireremo, anche se alcuni dei contenuti che noi
61
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
ritenevamo importanti sono (come dire) per noi momentaneamente
accantonati e ci riserviamo in un futuro di farli nuovamente
presente. Io naturalmente, avendolo sottoscritto, condivido il testo di
questa mozione, condivido soprattutto la volontà che vi si esprime di
mantenere i Centri Donna nella loro autonomia, di qualificarli e
supportarli sia di personale che di risorse economiche finalizzate, di
contrastare quindi alcune ipotesi che si erano fatte di una fusione
indifferenziata con i servizi del tempo libero; il punto 3: 'dotare di un
Centro Azione Milano Donna la zona 2', devo dire risolverebbe anche
- il nostro voto - l’attuale situazione per cui abbiamo previsto uno
stanziamento in Bilancio e la zona non sa come spendere i soldi,
quindi questa nostra votazione porterebbe a compimento una
volontà che il Consiglio…
Scusi, però, Presidente, si fa fatica proprio!".
Il Presidente così interviene:
"Prego i colleghi di star seduti, un momento, ed attenti
all’intervento della consigliera Adamo".
Il consigliere Adamo così riprende:
"Dicevo, il Consiglio questa volontà – riferita all'istituzione del
Centro Azione Milano Donna in zona 2 - l’aveva già espressa in
occasione del Bilancio votando uno stanziamento iniziale per poterlo
62
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
aprire visto che tutta la zona 2 ne è priva. Qual è il punto che ci vede
ancora con una qualche riserva (ma questo non toglie che voteremo
questa mozione)? E’ venuta a cadere una questione che noi
ritenevamo importante, ci riserveremo di riparlarne con i colleghi, un
coordinamento centrale che si avvalesse anche di quello che una
volta era una specie di comitato scientifico di supporto a questi
Centri. Si è detto con il collega Massari che si può tentare, come si
dice in mozione, di avere come riferimento la Commissione Pari
Opportunità e, magari, per qualche progetto la Commissione stessa
potrà avvalersi di esperti per aiutare i Centri Donna ad accordarsi e
poi
vedremo,
se
passa
questa
mozione,
quando
si
farà
il
Regolamento che è uno dei punti inseriti in mozione, come risolvere
questo problema che resta un problema; anche se qui si riconferma
l’attribuzione al Decentramento di questi servizi che è stata una
attribuzione storica che crea una contraddizione che
solo il
Regolamento potrà sanare, perché noi abbiamo qui un altro
Assessore che è delegato alle politiche femminili con cui questi Centri
dovrebbero avere una interazione.
A me non interessa che ce l’abbiano evidentemente con
l’Assessore ics piuttosto che ipsilon, ma che ce l’abbiano con le
politiche dell’Amministrazione che risultino quindi politiche unitarie”.
63
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente dà la parola il consigliere Gilardelli.
Il consigliere Gilardelli così interviene:
"Sarò
molto
breve,
ma
intervengo
come
rappresentante
dell'unico gruppo a maggioranza femminile per sostenere quanto
detto dalla consigliera Adamo: avremmo preferito qualcosa di più,
chiediamo all’Assessore di rivalutare i Centri Azione Milano Donna
che, per alcuni tempi, hanno avuto responsabili femminili, oggi
hanno responsabili maschili, ma devono intendersi questi Centri
come punto di aggregazione, culturale, del tempo libero, con
personale adeguato e con le risorse adeguate perché possano ben
funzionare".
Il Presidente dà la parola all’assessore Gallera.
L’assessore Gallera così interviene:
"Sono estremamente contento che nella Commissione Pari
Opportunità ci sia stato modo di sviluppare e di approfondire il tema
dei servizi alle donne. Devo dire che questi due anni di monitoraggio
ed anche le esperienze ultime che sono state compiute ed affiancate
al C.A.M.D. in termini di servizi offerti alle donne hanno dimostrato
che vi è sul territorio una assoluta esigenza di articolare servizi
qualificati professionali, capillari di aiuto e di sostegno all’universo
femminile che, sotto alcuni punti di vista, sicuramente può essere
64
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
considerato una realtà ancora debole o che comunque necessita di
un momento di avvicinamento e di sostegno. Quello che emerge in
maniera molto chiara dalla mozione che è stata presentata, che è la
211 e non è la 184 che ritengo abbia delle differenze importanti, è
che la Commissione chiede in maniera forte di riattivare, perché
forse c’erano, o comunque di articolare oggi sul territorio dei servizi
qualificati per le donne, facendo tesoro delle audizioni che erano
state compiute in Commissione e che avevano evidenziato il fatto
che i servizi e quindi, nella sostanza, il servizio di assistenza legale
compiuto per le donne, è un servizio che va benissimo, che ha dei
risultati ottimi, che è di sostegno vero alle problematiche delle
donne.
Dall’altro
lato,
era
emerso
che
nella
composizione,
nell'articolazione dei C.A.M.D., ci sono da un lato questa attività di
servizio e da un altro un'attività ludico - ricreativa che molte volte si
va a sovrapporre o ad avvicinare o a collocare, a volte con delle
logiche che non sempre sono comprensibili e non sempre portano a
derogare
iniziative
ed
attività
di
livello
pari
alla
qualifica
professionale che è svolta dall’attività del servizio legale o che invece
verrebbe richiesta alle donne che è quella, appunto, ludico ricreativa dei C.A.M.D..
65
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Allora, nell’impegno dell’Assessorato c’è quello di mantenere
assolutamente un'attenzione alle donne da parte dei Consigli di Zona
e dell’attività del Decentramento, attività di sostegno e di attenzione
alle donne che deve essere il più qualificato ed il più efficace
possibile, quindi vuol dire per quanto riguarda l’attività, diciamo, più
ludico-ricreativa, avere la possibilità di ragionare in termini più ampi
e con risorse anche diverse, a volte maggiori, quindi in una logica di
sinergia con le altre attività ludiche ricreative che vengono realizzate
dal
Decentramento;
per
questo
chiederei
ai
membri
della
Commissione di sottolineare questo secondo aspetto. Io accolgo con
forza un invito che sento mio di potenziare i servizi alle donne sul
territorio perché oggi c’è una assistenza legale, qui viene chiesta una
assistenza e un orientamento anche al mondo del lavoro che ha visto
un episodio, quello degli sportelli rosa, estremamente felice, che si è
svolto nel Decentramento, nei 9 Consigli di Zona; in poco più di 5
mesi 2 mila donne si sono rivolte a questo servizio, che ha avuto
alcune risposte positive, ma soprattutto è riuscito ad essere di
sostegno alle donne che per il 90% cercano di rientrare nel mondo
del lavoro e hanno bisogno di punti di riferimento e di sostegni.
Quindi
questo
andrà
riconiugato
insieme
all’altra
attività
di
assistenza legale, avvicinandosi anche ad altri tipi di attività
66
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
professionali, il che potrebbe essere una prima accoglienza di
carattere psicologico od altre cose che potranno emergere anche
dalla Commissione.
Ritengo che per fare un servizio ottimo alle donne, cioè per
cercare di essere vicino ad un mondo che ancora sul territorio ha
bisogno, c’è necessità di ottimizzare le risorse per quelle che sono le
attività ludico-ricreative, aspetto, se volete, molto più simile a quello
degli altri soggetti presenti sul territorio, perché le iniziative che oggi
vengono articolate possono essere indistintamente per uomini e per
donne e, anzi, poche sono le risorse e ridotti sono i luoghi.
Per quanto riguarda invece l'attività di servizio: uno sportello
che deve essere presente, deve essere realizzato, ed allora lì ha, sì,
senso il Decentramento perché tra i compiti del Decentramento vi è
quello di offrire dei servizi di base vicini al territorio; io non posso
che accogliere e far mia la proposizione della Commissione.
Per cui io proporrei soltanto di sottolineare all’interno della
vostra mozione la terminologia di servizi rivolti alle donne, nel senso
che la terminologia cambia, verificate nell'accezione non come oggi
di un diverso e un distinto un po’ l'uno e un po’ l’altro, ma di servizio
alle donne che (è il nostro compito primario) mi vede sicuramente
d’accordo. Quindi in questo senso, se è possibile modificarla in
67
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
questo modo, vede il mio pieno supporto e, anzi, l’impegno sin d’ora
a fare passo per passo, insieme anche alla Commissione Pari
Opportunità, nella fase di definizione ed elaborazione di quali servizi
andare ad istituire sul territorio".
Fuori microfono interviene il consigliere Adamo pronunciando
parole che risultano incomprensibili.
L'assessore Gallera così riprende:
"Per esempio, nel 'considerato che' ai 'singoli campi zonali' far
riferimento ad ogni singola zona: 'implementare in ogni singola zona
i servizi rivolti alle donne', che mi sembra una terminologia più
chiara per dire che dobbiamo andare verso la strada di offrire servizi
qualificati e professionali alle donne, di sostegno vero alle difficoltà
che oggi vivono le donne.
E poi dove parliamo di dotare un C.A.M.D. in zona 2, proprio
perché non c’è la logica di non dare alcuni servizi alle donne,
neanche di carattere ricreativo, non è nella mia intenzione, la mia
idea è quella di dire: 'Di dotare la zona 2, attualmente sprovvista, di
servizi alle donne, nonché di invitare il Consiglio di Zona ad
incrementare le iniziative ludico-ricreative per le donne'. Cioè
l’aspetto ludico-ricreativo non deve venire meno, ma deve essere
ricomposto in una logica diversa. Ci mancherebbe, assolutamente,
68
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
anche quelli sono aspetti importanti per le donne, ma oggi ritengo
che sia molto più importante articolare un vero servizio professionale
e qualificato alle donne.
Quindi, al punto 4: 'promuovere l’informazione riguardo ai
servizi rivolti alle donne', invece 'dell’attività dei C.A.M.D.', 'alle loro
funzioni con messe in rete dei relativi servizi'.
Grazie”.
Entra in aula l’assessore Manca.
Il Presidente dà la parola al consigliere Bossi Emilia Moratti.
Il consigliere Bossi Emilia Moratti così interviene:
"Mi spiace perché mi ero prenotata prima, ma è più interessante
così dopo aver sentito le parole dell'Assessore. Infatti io penso che
un po’ di ragione ce l’abbiate tutte e due: sia Massari quando ha
fatto le sue proposte, che condivido assolutamente, sia l’Assessore
perché secondo me in questo tipo di gestione in mano al
Decentramento effettivamente i Centri Azione Milano Donna hanno
svolto
una
funzione
un
po’
da
sportello,
a
volte,
è
vero,
sovrapponibile con altri tipi di sportelli non esplicitamente dedicati
alle donne, ma non è questo che noi vorremmo.
Infatti, pur aderendo assolutamente alla proposta del nostro
Presidente, avevamo dettagliato in una mozione forse più specifica
69
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
l’importanza di ripristinare il coordinamento centrale dei Centri
Azione Milano Donna proprio per garantire quel tipo di contenuto
veramente col taglio del punto di vista femminile su questa Città,
perché è vero che per adesso molta parte dell’azione si svolge in
consulenza giuridica (diciamo quando una donna ha in corso
un’azione legale con l’ex marito, l’affidamento dei figli eccetera) e
qualche azione… ma non solo, perché ci sono dei Centri che
funzionano anche in altro modo. Certo, prima di tutto sono contenta
che almeno l’Assessore condivida il fatto che bisogna tappezzare la
Città, quindi nella zona 2 deve tornare, deve esserci il Centro…".
Fuori microfono interviene il consigliere Adamo pronunciando
le seguenti parole:
"Questo non l’ha detto".
Il consigliere Bossi Emilia Moratti così riprende:
"Non l’ha detto? Vabbè, allora la invito caldamente. Infatti io
penso che la competenza di questo - io faccio una proposta, invito a
meditare - dovrebbe più rientrare nella delega che ha l’Assessore
Maiolo nelle Politiche Femminili perché solo così costruiremmo, sulla
base, ad esempio, dell’intersezione col variegato e ricchissimo
mondo dell’associazionismo femminile, un coordinamento centrale
che riproponga ad ogni Centro di zona la intersezione ed il
70
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
collegamento con l'associazionismo sia di quella zona, ma anche di
tutta la Città. Perché una donna abita in una zona, lavora in un'altra,
accompagna i bambini a scuola in un'altra ancora e fa la spesa in
un'altra ancora, e poi magari va anche, forse, beata lei, a divertirsi
in un'altra ancora. Una donna percorre la Città in lungo e in largo
molto più di un uomo ogni giorno, quindi è molto importante che
conosca tutto quello che a lei si rivolge sia nella fase destruens della
sua vita, cioè quando ha dei problemi, sia nella fase costruens, ad
esempio: specificamente un supporto sulle iniziative a livello europeo
specifico per le donne. Io mi sono resa conto – vi dico banalmente –
andando al Ministero dell'Agricoltura quante iniziative specifiche ci
sono per promuovere aziende agricole al femminile, veramente ci
sono un sacco di spazi e di risorse che noi non conosciamo, non
utilizziamo e le donne in particolare non si sognano neanche di
desiderare, e non hanno il tempo di conoscerle. Quindi io dico che
ancora di più occorrerebbe proprio una ristrutturazione dal punto di
vista centrale che arricchisse questi Centri veramente del contenuto
che dovevano avere e, oltretutto, secondo me è molto importante lo ricordo in questa occasione, nella nostra mozione - anche il punto
di vista del rivolgersi alle donne straniere che ormai costituiscono,
anche come forza lavorativa, una bella porzione della femminilità
71
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
milanese e che veramente hanno problemi di tutti i tipi, da quelli dei
figli, che sono più problematici per loro perché, magari, non parlano
la lingua ed hanno problemi, visto che poi si sono tagliati i fondi
anche nei nidi, negli asili proprio per i bambini stranieri che
dovevano avere un supporto per l'alfabetizzazione… Ecco, mi preme
ricordare anche quello: cioè io sono assolutamente d'accordo nel
votare la mozione proposta dal nostro Presidente, vorrei che poi
fosse il punto di partenza per non dimenticare tutte le proposte che
avevamo dettagliato nella mozione che con le colleghe avevamo già
preparato. Ed invito veramente colleghe e colleghi a pensare alla
validità della proposta del Presidenti della Commissione Pari
Opportunità".
Il Presidente dà la parola al consigliere Massari.
Il consigliere Massari così interviene:
“Assessore, premesso che io sono il primo firmatario per cui è
una decisione comunque che dovrebbe essere presa secondo me da
tutto il Gruppo, io condivido completamente quello che lei ha detto,
però, vede Assessore, finché c’è il C.A.M.D. noi appoggiamo il
C.A.M.D. perché è quella la struttura che si deve occupare di
determinate problematiche, per cui noi vogliamo che ci sia il
C.A.M.D. in zona 2 perché ci deve essere il C.A.M.D. in zona 2. Cioè
72
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
in questo momento la struttura che deve supportare l’attività delle
donne nelle zone è il C.A.M.D.; io mi sento di ribadire tutte e due le
volte in cui ho citato il nome C.A.M.D. perché mi sembra quello
giusto. Non so se gli altri la pensano così, comunque… Cioè io ho
capito quello che lei dice, però ritengo che sia giusto votarla così
com’è perché c'è il C.A.M.D. e, anzi, dove non c’è ci deve essere".
Il Presidente dà la parola all’assessore Gallera.
L’assessore Gallera così interviene:
"Io accolgo l’invito soprattutto perché sono contento che ci sia
una adesione di alcuni alla filosofia. Voglio dire che tutte le
riflessioni, fatte dal consigliere Bossi Emilia Moratti prima e dalla
consigliera Adamo poi, sono l'invito a costituire all'interno, cioè a
dare consistenza ad una delega che è quella delle Pari Opportunità,
no? In termini di uffici operativi e quant’altro mi possono vedere
complessivamente
e
totalmente
d’accordo,
ci
mancherebbe.
Sottolineo, perché è mio dovere, che il Decentramento si occupa di
giovani, di anziani, di donne, non per questo né esautorandosi né
volendo lavorare meno; è una declinazione sul territorio, è un
lavorare, se vogliamo, più piccolo e più diffuso sul territorio, a volte
declinando linee che arrivano dal Centro e a volte in autonomia
interpretando le esigenze nella realtà. Questo non esclude il fatto
73
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
che al Centro c’è una politica per i giovani o non c’è, secondo alcuni,
una politica per le donne e quant'altro. Secondo me, quello che voi
oggi chiedete, che mi può trovare d'accordo, è che ci sia un ufficio,
cioè un Assessorato, un Settore Pari Opportunità che studi la
complessità della società d'oggi dando delle risposte che non per
forza si devono determinare nel C.A.M.D., ma invece… Però mi
sembrano due piani un po' diversi, senza riaprire un dibattito, ma mi
sembrano corretti. Ecco, forse non è questo il luogo e non è questo
l'argomento".
Il Presidente così interviene:
"Grazie, assessore Gallera. Mettiamo in votazione la mozione
211…".
Fuori microfono interviene il Consigliere Adamo pronunciando
le seguenti parole:
"Così com'è".
Il Presidente così riprende:
"Così com'è. Io ho detto 'mettiamo in votazione', certo
Consigliera, dal momento che il Presidente Massari, nonché primo
firmatario, si è espresso chiaramente di non voler modificare, a
nome anche del gruppo dei firmatari.”
74
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente pone in votazione la mozione a firma del consigliere
Massari ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n. 211,
precedentemente indicata.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 37 Consiglieri, come da documento n.
6, che si allega.
Al riscontro dei voti, risulta approvata all’unanimità.
Il Presidente ne fa la proclamazione.
--Il Presidente comunica che la mozione N/209 è rinviata in quanto è
assente l’Assessore alla partita.
Sottopone indi all’esame del Consiglio la mozione a firma dei
consiglieri Ricci, Di Martino, Parlanti, Santomauro, Ciabò, De
Albertis, iscritta all’ordine del giorno con il n. 114, che si allega.
Dà quindi la parola al consigliere Ricci affinché la illustri.
Il consigliere Ricci così interviene:
“Questa è una mozione che è stata presentata all’Ufficio di
Presidenza ormai più di due anni fa, finalmente la stiamo discutendo.
Purtroppo rappresenta una delle pagine più tristi della politica, della
politica milanese certamente, ma della politica in generale.
Chiediamo un posizionamento per il Consigliere Provinciale Pedenovi,
75
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
allora Consigliere del Movimento Sociale, ucciso il 29 aprile del '76
sotto casa, mentre si recava a prendere il giornale all’edicola, da un
commando di 'Prima Linea'. Per noi è molto importante, è un
appuntamento che tutti gli anni onoriamo, è un appuntamento nel
quale il nostro mondo non ha la possibilità di affiggere la corona su
di una targa. Di fatto ancora oggi la corona in memoria dell’Avvocato
Pedenovi viene posta su d'una pianta. Riteniamo sia un segno di
civiltà quello di poter avere una targa che ricordi questo barbaro e
tragico assassinio, una targa che ci consentirebbe, come in tutti gli
altri casi consente, la possibilità di affiggere sulla targa stessa la
corona.
Ecco, Presidente, io non ho nulla altro da fare se non quello
eventualmente di dire che cosa noi vorremmo sulla targa; potrebbe
essere: 'Qui fu assassinato il 29 aprile del '76, dalla mano armata di
un commando di terroristi di Prima Linea, l’Avvocato Enrico
Pedenovi, Consigliere Provinciale del Movimento Sociale'.
Grazie, Presidente”.
Escono dall’aula i consiglieri Molinaro e Giudice: i presenti
sono, pertanto, 49.
Il Presidente dà la parola al consigliere Farina.
Il consigliere Farina così interviene:
76
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
"Vorrei che fosse chiaro, e lasciare a verbale, che c’è un accordo
sicuramente sul merito di questa mozione ed io personalmente, tra
l'altro, ritengo che sarebbe cosa assolutamente giusta che in ordine
ad alcuni fatti di sangue accaduti in questa Città fosse possibile, non
dico in automatismo ma quasi, porre degli elementi di ricordo su fatti
sanguinosi che hanno segnato la coscienza di questa Città, la sua
storia eccetera, e tra queste certamente l’assassinio di Pedenovi.
Ed è quindi con sincero rammarico che mi troverò a votare
contro, pur essendo d’accordo sul merito, perché non mi sembra che
quest’Aula abbia avuto ed abbia un peso ed una misera. Ricordo che
la mozione che chiedeva una piccola lapide, ad un mese dalla morte,
per un ragazzo ucciso a coltellate, Davide Cesari - sono chiaramente
episodi molto diversi, ma nascevano un po’ dalla stessa esigenza di
una parte della comunità milanese di ricordare e di ricordarsi -, è
stata da quest’Aula rigettata in prima votazione e abbiamo, infine,
dovuto ritirarla. È questa la semplice ragione perché questi fatti non
diventino elemento di speculazione politica, ma abbiano il valore e la
dignità che invece necessitano, per cui voterò in maniera contraria”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così interviene:
77
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
"Credo che l’occasione della discussione di questa mozione sia
un’occasione importante; anch’io credo, come Daniele Farina, che
non sempre – avrei piacere che mi ascoltasse il Capogruppo di
Alleanza Nazionale, collega Ricci - in quest’Aula ci sia stato un unico
peso ed un’unica misura anche nell’episodio che ha citato prima
Daniele Farina. Io vorrei ricordare che ci sono stati altri ragazzi morti
negli anni in cui questo succedeva con terribile facilità in questa
Città, ragazzi di Sinistra (per essere chiari) uccisi in quegli anni
innocentemente, che non hanno trovato ancora in questa Città il
ricordo di una lapide. Ci sono molti nomi famosi di quegli anni Varalli,
Zibecchi
-
morti
assassinati
ingiustamente
ed
innocentemente, questo però - lo dico a Daniele Farina del quale
rispetto molto le opinioni, penso anche al terribile assassinio di
Fausto e Iaio per il quale ancora non c’è stata giustizia - non è una
ragione sufficiente per dire che un morto innocente non vada
comunque ricordato, perché un morto innocente è un morto
innocente per me, a prescindere dal fatto che altri morti innocenti in
questa Città e in quest’Aula non hanno avuto giustizia, anche
recentemente come ricordava Farina. Io credo che su questo voto
non si debba esprimere una linea politica, ma una libertà di
coscienza perché quegli anni sono stati anni di sangue e questo
78
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
sangue in alcuni brucia ancora e probabilmente il giudizio è
influenzato anche da quel sangue. Enrico Pedenovi era un Consigliere
Provinciale, apparteneva ad un partito di tradizione fascista, non
potrebbe essere più lontana da me quella tradizione, io che faccio
dell’antifascismo una professione di fede, ma l'uccisione barbara a
tradimento per mano di un commando terrorista di una vita è un
atto contro l’umanità.
Io ricordo che 'Prima Linea' non ha agito solo contro la Destra,
'Prima Linea' è famosa per un altro episodio, anche, quello del
giudice Alessandrini. Mi auguro che questa votazione - per la quale,
non senza difficoltà, io personalmente esprimerò parere favorevole che sia letta da chi mi sta di fronte come l’idea che vanno ricordate
anche altre morti e che in quegli anni, e dopo, altre morti sono state
dimenticate.
Ho chiesto che fosse esplicitata la targa che ricorderebbe, nel
caso questa votazione avesse esito favorevole, quell’assassinio
perché di queste morti non bisogna oggi fare propaganda politica,
bisogna ricordare l'episodio di un assassinio barbaro, bisogna
ricordare l’ingiustizia di una violenza.
Non aggiungo un giudizio sulla persona che non ho conosciuto,
anche se ho cercato di informarmi, anche se penso che, come dire, il
79
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
giudizio sulla persona, sulle sue attività, sulle sue idee non dovrebbe
comunque influenzare il giudizio, che deve essere categorico, sulla
modalità con cui lui è stato ucciso. Devo dire anche che in questi casi
io comprendo qualsiasi opinione, qualsiasi atteggiamento proprio
perché la violenza tende ad essere dirompente nei confronti della
razionalità. Io mi farò promotore in quest’aula sulla base di un
equilibrio, di una simmetria dell’atteggiamento che avrò questa sera,
sperando di trovare lo stesso equilibrio nella parte che sta di fronte,
mi farò promotore di far sì che anche altri giovani che in quegli anni
morirono per mano violenta, barbara ed assassina, trovino il ricordo
di una lapide. E mi auguro che episodi come quello che ha citato
prima Farina, cioè del fatto di dover ritirare una mozione che
riguarda un episodio molto più fresco, magari non analogo, ma
comunque terribilmente violento, ingiusto, barbaro ed assassino, non
debbano essere ritirate perché c’è una parte di quest’Aula che può
dare a quell'episodio un colore politico o un altro. Credo che sia
giusto che anche il Gruppo al quale appartengo, che mi onoro di
presiedere, esprima il voto che crede, con libertà di coscienza, il mio
voto sarà favorevole”.
Esce dall’aula il consigliere Giobbi Martini: i presenti
sono, pertanto, 48.
80
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente dà la parola al consigliere Palmeri.
Il consigliere Palmeri così interviene:
"Io ho ascoltato con grande attenzione le parole del consigliere
Fiano che nella parte terminale del suo discorso faceva riferimento a
questa parte dell’Aula. Ebbene, almeno per quanto riguarda, non
dico questa parte dell’Aula, certamente questo banco, legge le sue
parole credo con il giusto spirito e le apprezza con il giusto spirito.
È tragico parlare di chi è stato assassinato per le proprie idee,
per la propria attività, per la propria militanza politica, per la propria
appartenenza politica, per la propria presenza nelle istituzioni: morte
tragica, che va ricordata, che fa venire in mente anni difficili, anni
che io non ho vissuto, di cui ho sentito parlare, ed è importante che
con questo nostro atto aiutiamo la memoria affinché si abbia la
coscienza che siano stati anni tragici, difficili, per fortuna anche se
solo in parte, superati. Anni di barbarie, la stessa barbarie che ha
fatto sì che un povero ragazzo, il ragazzo che ricordava prima
Daniele Farina, non ci sia più: quella notizia recente ha provocato
assoluto sgomento in me per la tragica violenza dell’episodio. Dico
anche che quando verrà fatta luce su quell’argomento e quando
saremo pronti a scrivere sagge parole su quella lapide, io sarò il
primo a votare con il consigliere Farina. Faccio presente, per amore
81
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
di verità, che già in quel tragico luogo o, meglio, in quel luogo reso
tragico dalla cattiveria degli uomini, è presente una lapide all’angolo
con Via Zamenhof che ricorda Davide Cesari. Quindi questo lo faccio
presente per amore della verità a prescindere dal giudizio o dalla
mozione che questo Consiglio Comunale ha votato o non ha votato,
perché tutti ricorderete il momento in cui è stata messa in votazione
e poi è mancato il numero".
Fuori microfono interviene il consigliere Tinelli pronunciando
parole incomprensibili.
Il consigliere Palmeri così riprende:
"Lo ricordo, consigliere Tinelli, per amore della verità, però è
giusto che tutti i colleghi sappiano che in quel momento, a
prescindere dal pronunciamento del Consiglio Comunale, qualcuno
ha ritenuto di apporre una lapide. Quindi barbarie dall’una e dall’altra
parte e credo che a prescindere dal mio voto favorevole a questa
mozione, come, ripeto, in futuro, quando il Consiglio Comunale
dovrà esprimersi su fatti analoghi, a prescindere da chi sia la vittima,
a prescindere da chi sia la mano assassina, ci sarà il mio voto
favorevole affinché rimanga la memoria.
E poi, a prescindere dal voto, credo che l’augurio e l’auspicio sia
che chi è presente in quest’Aula, come chi è presente nelle
82
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Istituzioni, lavori affinché nulla di ciò che è stato ricordato accada
mai più, ripeto: mai più".
Il Presidente dà la parola al consigliere Dalla Chiesa.
Il consigliere Dalla Chiesa così interviene:
“Signor Presidente e colleghi, io credo che fra le tante
minutaglie di cui è costretto ad occuparsi il Consiglio Comunale ogni
tanto ne spunti una che ha un valore simbolico– politico rilevante,
sembra cosa piccola, ma ci aiuta anche a riflettere su qualcosa che
va oltre la dimensione del Consiglio Comunale.
Il Gruppo della Margherita voterà a favore di questa proposta
convinti che ogni pezzo della storia di Milano debba essere rivisto,
ripensato, soprattutto i periodi più sanguinosi, quelli che hanno
avuto più vittime da una parte e dall’altra. Io non credo che qui noi
dobbiamo metterci a fare un'analisi, perché ognuno la sa fare ed
ognuno ha poi la sua biografia e le sue dimensioni affettive di
amicizie, di ideali di chi avesse più o meno ragione in quel periodo.
Io credo semplicemente che ci troviamo davanti ad una persona che
rappresentava le istituzioni milanesi che è uscita di casa ed è stata
uccisa al mattino senza avere compiuto alcun atto di violenza e voglio ricordarlo, perché io ricordo anche la notizia di quell'omicidio senza
che
questa
persona
fosse
83
conosciuta
per
avere
un
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
atteggiamento violento o prevaricatore nei confronti dei propri
avversari politici. Questo non toglie e non aggiunge nulla al nostro
rifiuto della violenza, ma è qualcosa che comunque depone a favore
della storia di quella persona.
Credo che dobbiamo anche sapere ricordare non soltanto gli
scontri tra Destra e Sinistra, perché Pedenovi venne ucciso dalla
nascente 'Prima Linea' e, per le ragioni che ho detto, probabilmente
come anche Alessandrini, (anche se questo può sembrare incredibile
a chi lo sente dire dopo), venne ucciso semplicemente perché era più
facile colpire lui che altri. Questo le memorie dei terroristi ce l’hanno
consegnato abbondantemente e spesso è stato scelto il più debole
anche se le rivendicazioni dei volantini poi indicavano questa persona
come autrice di chissà quali misfatti.
Io credo che sia dovuta questa lapide e credo anche che i
colleghi che hanno fatto la proposta debbano essere apprezzati per
averla fatta in forme stringate, concise, legate alla verità fattuale e
non permeata o impregnata di faziosità ideologica. In un momento in
cui spesso la faziosità ideologica tende a rimarcarsi, io per esempio
non avrei mai titolato una via e mai avrei messo una lapide intitolata
a Filippo Anfuso che, secondo la storia, è tra i mandanti o è il
mandante morale dell’assassinio dei fratelli Rosselli, per capirsi: a
84
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Catania è successo questo. Quindi apprezzo invece che da parte dei
nostri colleghi in questo Consiglio Comunale ci sia stato un
riferimento ad un dato di fatto, ad un dato di fatto che non viene
caratterizzato ideologicamente, il ricordo di una persona delle
istituzioni di Milano che una mattina è stata uccisa da un gruppo
terroristico. E credo che su questo il senso di comune appartenenza
alla vita delle istituzioni debba fare pregno su qualsiasi altra
considerazione; per questo, noi votiamo a favore”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Di Martino.
Il consigliere Di Martino così interviene:
"Io devo ringraziare i colleghi che hanno parlato prima di me,
anche lo stesso Farina che si è espresso in modo positivo anche se,
per problemi diversi, citando un fatto diverso, ritiene di non dover
dare il suo parere positivo a questa iniziativa, a questo ricordo della
Città di Milano.
Io ritengo che i tempi possono essere maturi, tra qualche mese,
tra un anno, tra qualche anno, anche forse per ricordare quel
ragazzo che è stato ucciso; ritengo che non ci siano problemi politici
su quella cosa, ma comunque lo verificheranno le persone che
stanno indagando, anche perché quel ragazzo prima apparteneva
alla Destra, poi si è spostato a Sinistra (quello che è stato ucciso, il
85
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
collega Farina lo sa), quindi non penso che neanche da parte nostra,
visto che militava da noi prima, ci siano delle situazioni negative nei
confronti di quella figura. Quindi chiedo al collega Farina un
eventuale ripensamento su quello che ha detto prima, se può.
Ringrazio Fiano perché so che, come ha detto, fa della sua
posizione politica una bandiera nei confronti di certe situazioni
storiche, però Pedenovi, anche con il fascismo, diciamo, che lo ha
preceduto, storicamente, in quel momento c’entrava poco: era un
Consigliere come noi, in un altro consesso, stava organizzando aveva fatto tardi la sera prima, mi ricordo - le cerimonie per il primo
anniversario della morte di Sergio Ramelli, perché è stato ucciso lo
stesso giorno che è morto Sergio Ramelli: Sergio Ramelli è morto il
29 aprile 1975, lui è stato ucciso il 29 aprile dell’anno successivo. E
quindi aveva fatto tardi perché in quel momento anche i Consiglieri
Provinciali e Comunali del Movimento Sociale stavano organizzando
quella cerimonia: la mattina presto era andato a prendere i giornali
per vedere se c’erano notizie ed è stato colpito in Viale Lombardia da
queste persone che forse neanche lo conoscevano.
Ecco, io ritengo che lo sforzo che questo Consiglio Comunale
debba fare sia quello di ricordare queste persone che, in modo
democratico, servivano le istituzioni, come le stiamo servendo noi
86
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
oggi. E in quel momento è stato colpito forse perché era più facile
magari colpire lui, come ha ricordato un collega prima di me, che
colpire altri. Ecco, io ringrazio anche Dalla Chiesa che ha comunque
impostato il suo discorso in modo pacato; ho letto un articolo
ultimamente, un commento a determinati fatti riferiti a quel ragazzo,
che forse aveva dei toni un pochettino differenti, quindi vedo che
anche in questa fase anche il collega Dalla Chiesa è ritornato nella
pacatezza che lo contraddistingue. Lo ringrazio anche per aver avuto
questi toni rivolti ad Enrico Pedenovi.
Io ritengo di non dover aggiungere altro; ritengo di dover in
questo momento ripensare a quella persona che stava servendo
quell’Istituzione e stava servendo la Città di Milano, stava servendo
la Provincia ed è stato barbaramente colpito ed ucciso forse perché
aveva delle idee diverse da qualcun altro, e solo per quello, perché
non era un militante acceso, era una persona molto pacata; so che ai
funerali tutti i colleghi del Consiglio Provinciale si sono portati vicino
alla sua cassa e l’hanno salutato.
Quindi ritengo che dopo tanti anni la Città di Milano debba
ricordare quella persona e forse girare pagina; sicuramente questo,
come ha detto il collega Fiano, è il primo passo che dovrà comunque
precedere altri passi nel ricordo di altre persone che nella nostra
87
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Città hanno insanguinato i marciapiedi, e non solo i marciapiedi di
questa Città, che comunque ritengo che debba ricordare tutte queste
persone.
Comunque ritengo che questo sia il primo passo e ringrazio tutti
i colleghi per le espressioni che hanno avuto”.
Entra in aula il Sindaco; ne esce il consigliere Baruffi: i
presenti sono, pertanto, 48.
Entra altresì in aula l’assessore Simini.
Il Presidente dà la parola al consigliere Martinelli.
Il consigliere Martinelli così interviene:
“Presidente e colleghi, intervengo anch’io brevemente per
dichiarare il mio voto a favore per i motivi già espressi da altri
colleghi qui, perché un assassinino è sempre da condannare,
l’assassinino di un rappresentante politico democraticamente eletto è
ancora più grave perché colpisce non solo quella persona, ma tutti
coloro che l’hanno scelto per rappresentare le loro idee, i loro
interessi e colpisce la democrazia. Quindi questo voto ha un valore
simbolico in questo riafferma con forza il principio che il conflitto
politico, anche aspro, non deve mai degenerare in atti di violenza.
Voto quindi a favore, anche se anch’io sono molto distante da
quelle che erano le opinioni politiche di Pedenovi, e voto anche per la
88
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
formulazione, che trovo molto equilibrata e che ho apprezzato, con
cui lo si vuole ricordare e che è molto distante – lo voglio ricordare
qui – da alcune affermazioni di Vermi che ho letto su un libretto che
è stato distribuito a tutti. Se quello fosse stato lo spirito non avrei
certo votato a favore, se lo spirito è questo voto molto volentieri per
i motivi che ho detto”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Antoniazzi.
Il consigliere Antoniazzi così interviene:
“Personalmente sarei portato a votare astensione perché dietro
a questo problema vedo un enorme cumulo di problemi complessi
che meriterebbero di essere affrontati più approfonditamente. Tante
questioni non sono risolte fra di noi sulle tematiche di questa natura,
ma sono disposto, con fatica, devo dire, con uno sforzo personale,
anche a votare favorevolmente, così come fanno altri amici, per
dimostrare, non solo evidentemente, cosa che per me è scontata, la
critica più radicale a qualunque atto terroristico, tanto più nei
confronti evidentemente di persone innocenti, ma anche per
dimostrare un atto di buona volontà rispetto ad un fatto circoscritto
che sicuramente merita adesione, merita attenzione.
Su queste tematiche – io credo - avremo occasione di affrontare
problematiche più difficili, più complesse; visto che oggi il problema
89
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
è relativamente più circoscritto, un atto positivo vuol dire per me un
significato che anche quando dovremo affrontare tematiche più
difficili relativamente a questi problemi ci sarà da parte di tutti
un'adeguata attenzione nell'affrontarli. Quindi voterò favorevolmente
con questo spirito attendendomi che possa effettivamente verificarsi,
anche successivamente, la possibilità di un confronto serio,
ponderato, ragionato e attento sempre alle considerazioni e alle
posizioni delle altre parti”.
Il Presidente dà la parola al Vicesindaco De Corato.
Il Vicesindaco De Corato così interviene:
"Io più che il parere, che ovviamente è positivo, volevo
ringraziare il Consiglio Comunale per il tono, soprattutto per le
parole del Senatore Dalla Chiesa, del consigliere Fiano, ma anche del
consigliere Farina. Io ho conosciuto personalmente Enrico Pedenovi e
mi ritrovo nelle valutazioni che sono state fatte dal senatore Dalla
Chiesa, nel senso che in quel periodo sono avvenuti, come tutti
sappiamo, gravissimi fatti di sangue ed evidentemente il terrorismo
sceglieva le sue vittime, come ha ricordato giustamente – e lo
ricordo, perché poco fa è stato ricordato sia dal consigliere Fiano che
dal consigliere Dalla Chiesa – che anche il giudice Alessandrini era
tra quelli che venivano considerati i meno difesi, diciamo, coloro che
90
Seduta consiliare del 9 giugno 2003
era più facile uccidere in agguati di quel tipo, come sono stati uccisi
sia il giudice Alessandrini sia il consigliere provinciale Enrico
Pedenovi. Quindi io ringrazio l’intero Consiglio Comunale perché è
difficile quando si parla di gente assassinata in quelle circostanze,
con quei fatti, con quella metodologia, è sempre molto difficile e
delicato trattare queste questioni in un’aula consiliare. Però credo
che
questa
sera
abbiamo
affrontato
questo
argomento
che
ovviamente pone il problema di cui parlava il consigliere Farina se è
giusto o meno ricostruire la storia di quegli anni che indubbiamente è
una storia di sangue, perché le vittime ci sono state da tutte le parti,
attraverso una ricostruzione che non mi trova contrario, anche
ricostruendo sui luoghi dove sono avvenuti questi fatti - gravi fatti di
sangue - quello che è il ricordo di quanto è successo.
Non ho consultato la Giunta, però posso dire che non c’è
nessuna remora a ricostruire, ricordare, perché la memoria delle
future generazioni… si ricordi che quando si entra in quella spirale, in
quel clima, io mi auguro, come credo tutti quanti noi, che mai più
Milano attraversi quel clima di quegli anni che io ho vissuto, come
credo probabilmente il consigliere Farina, il Senatore Dalla Chiesa,
Fiano, tutti noi qui, faccio riferimento a chi ha i capelli bianchi (io
parlo di uomini, mai di donne ovviamente quando si parla di capelli
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
bianchi), però voglio fare riferimento a chi era a cavallo in quegli
anni, a chi ha vissuto quegli anni stando da una parte o dall’altra in
maniera evidente. Quindi credo che può essere utile far ricordare alle
future generazioni - anche attraverso quei simboli, lì dove sono
caduti questi uomini - che quella storia è stata una storia di sangue
che mai più… E quando si mettono le lapidi io credo che le si
mettano per ricordare, in bene o nel male, quello che è accaduto in
quel momento. E credo che una fotografia di quanto accaduto in
quegli anni possa essere utile per far sì che mai più – e lo ripeto
credo insieme a voi - Milano attraversi una stagione come
drammaticamente noi tutti abbiamo attraversato in quegli anni.
Quindi grazie ancora, credo che abbiamo scritto questa sera
(anche se con i pochi rimasti) una pagina importante da parte del
Consiglio Comunale di Milano”.
Il Presidente dà la parola al consigliere Fiano.
Il consigliere Fiano così interviene:
“Volevo solo chiedere che il testo che ha letto il collega Ricci
fosse aggiunto alla mozione, alla fine dove si dice: 'A posizionare una
lapide in onore e ricordo del Consigliere Provinciale - eccetera - che
avrà il seguente testo', siccome lui l’ha già letto a verbale
l’aggiungiamo, così l'aggiungiamo".
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Il Presidente così interviene:
"È stata accolta, perciò, la richiesta del consigliere Fiano dal
consigliere Ricci”.
Indi pone in votazione la mozione a firma dei consiglieri Ricci, Di
Martino, Parlanti, Santomauro, Ciabò, De Albertis, iscritta all’ordine
del giorno con il n. 114, nel testo risultante dalla modifica apportata
nel corso del dibattito, che si allega.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 38 Consiglieri, come da documento n.
7, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 38
Votanti
n. 38
Voti favorevoli
n. 36
Voti contrari
n. 2
Il Presidente pertanto proclama che la mozione è approvata.
--Il Presidente comunica che la mozione a firma del consigliere
Adamo ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n. 184, che si
allega, è ritirata.
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
Indi pone in votazione la mozione a firma dei consiglieri
Molinaro, Fiano ed altri, iscritta all’ordine del giorno con il n. 232,
che si allega.
Dal
sistema
di
votazione
elettronico
risulta
che
hanno
partecipato alla votazione n. 36 Consiglieri, come da documento n.
8, che si allega.
Al riscontro dei voti, la votazione dà il seguente esito:
Presenti
n. 36
Astenuti
n. 4
(Baldassarre,
Ciabò,
De
Albertis, Vagliati)
Votanti
n. 32
Voti favorevoli
n. 32
Il Presidente pertanto proclama che la mozione è approvata.
--Il Presidente dà la parola all'assessore De Corato.
L’assessore De Corato così interviene:
"Consigliere Antoniazzi, volevo dirle che intanto non è presente
il consigliere Albertini, però, per carità, se lei ritiene io posso dare
una risposta, ma non posso dare un giudizio negativo o positivo
sull'approvazione…".
Il consigliere Antoniazzi così interviene:
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Seduta consiliare del 9 giugno 2003
"Va bene, rinviamola”.
L'assessore De Corato così riprende:
"Grazie, e chiedo scusa ai Consiglieri".
Il Presidente comunica che la mozione n. 234, precedentemente
sospesa, è rinviata.
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09-06-03 Approvato