Tesi 30
Il poema sinfonico
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La musica strumentale dell’ 800 e ‘900:
Il poema sinfonico e la musica a programma
La consuetudine di eseguire musiche sinfoniche per un vasto pubblico pagante e con programmi
stabiliti, si diffuse considerevolmente nel corso dell’800.
Varie società di concerti pubblici, sorsero nelle principali città europee e nord americane che
contribuirono alla diffusione della produzione sinfonica contemporanea.
Nacquero quindi, le prime società orchestrali, come la Società Orchestrale della Scala, oppure la
società dei Concerti Popolari, fondata da Carlo Pedrotti (1817-1893) a Torino nel 1872
A queste istituzioni si deve la progressiva scoperta del repertorio strumentale classico in Italia,
e il rinnovato interesse del nostro pubblico per la musica sinfonica.
Per la loro diversità e potenza espressiva, le sinfonie di Beethoven, furono il punto di partenza e
premessa, per molti compositori, anche di tendenze divergenti, nella storia del genere sinfonico
dell’800.
Alcuni compositori traevano ispirazione dalla Quarta, Settima e Ottava Sinfonia, muovendosi
dunque in direzione della musica, pura delle forme maggiormente legate alla tradizione classica.
Tra questi si ricordano Schubert, Mendelssohn, Schumann, e più tardi anche Brahms e Mahler.
Altri compositori presero le mosse principalmente dallo stile monumentale dell’Eroica , della
Quinta e della Nona sinfonia, e della Sesta definita anche la Pastorale.
Ad opera specialmente di Berlioz e Liszt, questa tendenza condusse alla sinfonia a Programma e
al nuovo genere del Poema sinfonico.
Il Poema Sinfonico, è basato su un programma poetico letterario, ed è di regola in un unico
esteso movimento. Le due tendenze però, furono comunque abbastanza mescolate tra di loro.
Questo vale per le sinfonie della maturità di Mendelssohn, (1809-1847) ed in particolare
la Quarta sinfonia il La magg.Op.56, o anche la Sinfonia Italiana, e la Sinfonia Scozzese.
Vale anche per i titoli della Primavera e della Renana di Schumann.
Nella Quarta sinfonia, in Re min. di Schumann si avverte l’influsso della Quinta di Beethoven.
Per altro, il romanticismo francese si differenziò nettamente da quello tedesco, poiché per i
francesi, la parola musica rimaneva indissolubilmente associata alla parola teatro, mentre il
romanticismo tedesco, dava nettamente più importanza alla musica strumentale.
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Berlioz
Un importante contributo al sinfonismo romantico riferito a tematiche letterarie ed extra musicali,
fu dato dal francese Hector Berlioz (1803-1869).
È sicuramente il più teatralizzato tra i compositori romantici, anche nella sua produzione di musica
strumentale pura, poiché cercava di sospingere il genere sinfonico, verso la teatralizzazione di
esso.
Berlioz compose quasi esclusivamente lavori orchestrali, tra cui molti, legati al sussidio delle voci
corali.
Berlioz, è nato vicino a Grenoble, dove rimase fino a 18 anni.
La sua formazione musicale fu da autodidatta. La lettura dei classici letterari francesi e latini,
furono le sue prime esperienze intellettuali. Nel 1826 si Trasferì a Parigi dove frequentò il
Conservatorio e fu allievo di Reicha e Le Suer.
A Parigi si appassionò alle opere letterarie di Shakespeare e Goethe, autori che gli forniranno
materia ispiratrice per le sue composizioni.
Il pensiero compositivo di Berlioz, ha le sue radici nella tradizione francese della tragedie
lyrique e della musica cerimoniale del periodo rivoluzionario.
Arrichisce la sonorità orchestrale, sperimenta nuovi impasti timbrici e accoglie nell’organico
orchestrale strumenti già utilizzati nella pratica operistica, come il corno inglese l’arpa e diversi
tipi di percussioni.
La musica sinfonica a programma
La musica sinfonica a programma è quel tipo di musica ispirata a un testo letterario non
cantato ne recitato ne rappresentato.
L’opera centrale della musica a programma è la Symphonie fantastique Op.14 del 1830 di Berlioz.
Per la prima volta nella storia della musica orchestrale, il compositore si affidò ad un programma
letterario scritto, fornendolo agli ascoltatori in occasione dell’esecuzione.
Nella Sinfonia Fantastica, Berlioz, fu fortemente influenzato dalla concezione teatrale
descrittiva della musica, che aveva appreso dal suo maestro Le Sueur.
Le Sueur, infatti, faceva distribuire fin dal 1786, un programma, prima dell’esecuzione delle
sue Messe, e in questo programma, si spiegavano le intenzioni drammatiche della sua musica.
Inoltre Berloiz, fu ispirato anche da Beethoven, dove imparò il coraggio della sperimentazione di
strutture compositive, caratterizzate da ciclicità, ripetizioni tematiche e dalla ricerca degli inediti
colori orchestrali.
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Il suo modello iniziale fu probabilmente la Pastorale, di Beethoven, con i suoi 5 movimenti capaci
di esprimere in modo esemplare, i sentimenti che la natura può suscitare.
I programmi erano dunque dei testi scritti, e servivano a introdurre i brani di musica, e il testo
trovava espressione e carattere nella musica.
La Sinfonia Fantastica parla di un giovane musicista, ossessionato dall’immagine della donna da
lui fortemente amata.
Questa donna turba i suoi sogni :
I° Sogni e passioni Largo –allegro-agitato
Ella gli appare nella cornice di un ballo:
II°Un ballo valse Allegro non troppo, musica seducente.
Il giovane cerca pace nella contemplazione della natura:
III° Scena campestre Adagio, pensieri d’amore turbati da oscuri presentimenti.
In un eccesso di disperazione ingerisce una dose di oppio e nel sogno immagina di
aver ucciso l’amata :
IV° Marcia al supplizio Allegretto ma non troppo musica selvaggia e pomposa, e di incontrare ella
In un luogo infernale circondato da streghe:
V° Sogno di una notte di sabba, Larghetto Allegro, musica grottesca e spettrale;
Le allusioni alla droga sono riallacciabili all’influenza letteraria di Beaudelaire.
La melodia del primo Allegro della Sinfonia fantastica, contiene quella che è stata l’idee fixe, cioè
idea fissa, che poi esprime l’immagine ossessiva, che il musicista ha della donna amata.
Nel finale questa melodia fissa viene combinata con altri due temi, uno dei quali è la sequenza
medievale del Dies irae.
Ciò che colpisce maggiormente l’ascoltatore, è comunque, il vocabolario molto esteso e variegato
della strumentazione, con effetti e sfumature e minuziosa precisione nella stesura della partitura.
In particolare ad esempio la Coda dell’Adagio, dove si descrive in musica l’effetto di un tuono in
lontananza, grazie all’ausilio dei timpani e del corno inglese.
Dopo la Fantastica, compose anche Romeo e Juliette e Il pellegrinaggio del giovane Arnoldo.
La Sinfonia Fantastica rimase l’opera di maggior successo di Berlioz, e influenzò molto anche
Liszt.
Successivamente Berlioz, andò a dirigere una serie di concerti a San Pietroburgo e a Mosca.
La sua musica fu una vera e propria rivelazione per il gruppo di giovani musicisti di tendenza
nazionalista chiamati Gruppo dei Cinque, che formtosi intorno a Balakirev (1837-1910).
La musica russa del secondo Ottocento, era orientata su programmi extramusicali, sviluppati
da cori orchestrali e materiali folkloristici.
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Litsz
Ad orientare il sinfonismo in nuove direzioni, fu soprattutto Frantz Liszt (1811-1886) il quale
chiarisce e definisce la finalità estetica della musica a programma.
Liszt riprese il messaggio di Berlioz rilanciandolo verso nuove mete.
Il suo maggiore intento, fu quello di letterarizzare la musica, cercando di fondere l’ispirazione
letteraria con la musica strumentale pura, esprimendo in musica, quelle azioni interiori, che
sono oggetto dell’espressione poetica stessa, per creare un doppio volto sonoro della poesia.
Nato a Raiding in Ungheria, Liszt svolse una carriera di virtuoso pianista, compositore e direttore
d’orchestra, tra i più brillanti del periodo romantico.
Studiò composizione anche con Salieri a Vienna, e fin dall’età di 11 anni cominciò la carriera di
concertista che lo portò a girare tra le varie capitali europee. Dal 1824 si stabilì a Parigi.
Un'altra impegnativa composizione per soli coro e orchestra, ispirata a un capolavoro teatrale
letterario è La dannazione di Faust del 1846, dove cerca di creare una personale sintesi tra musica
e teatro.
Dal 1848 al 1861, si trasferì a Weimar, in Germania, città di residenza di Goethe.
Gli ultimi 25 anni della sua vita, li trascorse a Roma, dove assunse gli ordini minori e si dedicò
alla composizione di opere sinfonico corali, come La leggenda di Santa Elisabetta e Christus.
Secondo Liszt, era l’idea poetica, che doveva esprimersi con la musica, che doveva quindi
diventare musica poetica.
Il programma, ha la funzione di indicare all’ascoltatore, i pensieri le immagini che il
compositore vuole esprimere. Indispensabile è dunque, il collegamento tra musica e letteratura,
per raggiungere un’alta e precisa espressione tra parola e immagine.
Il poema sinfonico
Per elevare la musica a programma, da una pura descrizione di eventi naturali in musica, ad un
livello superiore, Liszt creò il Poema Sinfonico.
Tra i primi poemi sinfonici ci fu la Bergsymphonie ispirata a un ode di Hugo.
Mentre la sinfonia a programma è articolata in più movimenti,
il Poema Sinfonico è di regola sviluppato, in un unico vasto movimento con varie sezioni,
differenziate per carattere e tempo.
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Ci sono poi pochi temi contrastanti, che vengono variati e trasformati nei caratteri espressivi e
dinamici.
Più che determinare l’andamento della musica, il programma deve scorrere parallelamente ad
essa, nell’Idea Poetica.
L’elemento che ispira la musica, può essere suggerito da qualche opera letteraria o un dramma
o una poesia, ma anche un opera d’arte figurativa, e lo spunto extramusicale viene comunque
identificato nel titolo.
Liszt compose 12 poemi sinfonici e alla loro base c’è sempre un opera letteraria, come ad esempio
Tasso lamento e trionfo, che era ispirato al dramma di Goethe, oppure il poema, Ciò che si ode in
montagna, ispirato ad un ode di Hugo, o ancora il poema Hamlet, ispirato a Shakespeare.
Il poema sinfonico di più vaste dimensioni di Liszt, è la Sinfonia su Faust in tre ritratti
psicologici.
Quest’opera consiste in tre poemi sinfonici, centrati sui tre protagonisti del Faust di Goethe:
Faust, Margherita e Mefistofele.
I tre movimenti sono correlati tra loro, per mezzo di otto temi di carattere contrastante, che si
alternano e si trasformano secondo il programma.
Altri poemi sono la Divina Commedia di Dante, e Les preludes, che è uno dei suoi più celebri
poemi ispirato all’opera di Lamartine.
Scrisse anche le Annes de pellegrinagie, dove scrive nell’epigrafe : Io non vivo in me stesso ma
divengo parte di ciò che mi circonda, frase di Byron tratta dal Childe Harold
Nel 1853, si cimentò nella composizione definita assoluta, cioè la Sonata in MI min. per
pianoforte, utilizzando la formula di sonata ciclica, ovvero un unico movimento nel quale sono
compressi, tutti i movimenti di un intera sonata tradizionale.
Strauss
Richard Strauss(1864-1949), fu lui a portare il poema sinfonico alla maturazione più completa.
I suoi otto poemi sinfonici composti tra il 1886 e il 1903, sono grandi e affascinanti creazioni
musicali, che rivelano il magistrale possesso che il compositore bavarese aveva, della scrittura
orchestrale.
Questi lavori si distinguono per la raffinata rielaborazione e combinazione dei motivi.
La maggiore complessità la raggiunge nel Don Chisciotte, variazioni fantastiche su un tema di
carattere cavalleresco del 1897, che è chiaramente la trattazione sinfonica del celebre romanzo di
Cervantes.
Qui, i due personaggi principali, cioè Don Chisciotte e Sancio Pancia, sono rappresentati da due
temi, esposti da un violoncello solista e da un clarinetto basso.
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Segue poi, una serie di dieci variazioni, che alludono alle avventure del cavaliere e del suo
scudiero. L’impianto coloristico orchestrale ci trasporta in un mondo fantastico di sogno.
In questo e negli altri suoi poemi sinfonici, Strauss rivela il suo talento particolare, nel dare vita a
temi, motivi, immagini musicali, che rimangono impressi nella memoria e che vengono
indelebilmente associati, al colore sonoro del particolare strumento o dell’intera orchestra.
Altra opera di notevole rilevanza fu il Cosi Parlò Zaratustra del 1896 ispirato all’opera di
Nietzsche la cui teoria del super uomo, stava destando interesse in tutta l’Europa.
Strauss, scrisse nella prefazione della partitura, di aver voluto esprimere in un quadro musicale,
lo sviluppo della razza umana attraverso le sue fasi e i suoi conflitti interiori.
Ad ogni episodio corrisponde un titolo, ed inizia con l’esposizione del famoso
tema motto DO - #SOL - DO eseguito dalle trombe, che simboleggia il superuomo.
Così il quinto episodio, che rappresenta la scienza, è costruito sotto forma di fuga, cioè la forma più
alta e rigorosa della composizione. In questo tema derivato dal motto iniziale, sono toccati tutti i
suoni della scala cromatica.
Brahms
Johannes Brahms (1833-1897), nato ad Amburgo, vi restò fino all’età di 30 anni e si trasferì poi a
Vienna dove trascorse tutto il resto della sua vita.
Le quattro sinfonie di Brahms composte tra il 1876 e il 1885, sono eredi di quelle di Beethoven
e non sono ispirate però, ad alcun programma extramusicale.
In queste sinfonie Brahms, utilizza, infatti, la forma sonata in maniera molto essenziale, ed anche il
contrappunto di tipo tradizionale, che viene inserito in ogni parte della composizione proprio
come nelle ultime opere di Beethoven.
Ma le sinfonie di Brahms, seppur tematicamente classicheggianti, sono anche dense di una
sonorità orchestrale densa e piena di colore, tipica del sinfonismo prettamente romantico.
Il vertice più alto di questo classicheggiante romanticismo, lo raggiunge probabilmente nel finale
della Quarta sinfonia in Mi min.Op.98
Bruckner
Anton Bruckner (1824-1896) diede un contributo essenziale all’arricchimento del linguaggio
sinfonico del secondo Ottocento.
Le sue sinfonie sono tutte ripartite nei quattro movimenti convenzionali, costruite in una forma
sonata di ampie dimensioni, e hanno soprattutto una coda molto estesa.
Principalmente, le sinfonie di Bruckner, non sono programmatiche e solo nella
Quarta Sinfonia definita Romantica, è presente una breve descrizione.
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Brukckner solitamente revisionava continuamente le sue sinfonie, per cui di quasi tutte, esistono
due o più versioni diverse di sua stessa mano.
La sua composizione derivò molto dalla Nona sinfonia di Beethoven ed inoltre, le sue sinfonie sono
solitamente di dimensioni colossali, e di lunghissima durata anche fino a 90 minuti.
Il linguaggio sinfonico di Bruckner, fu inoltre influenzato dalla musica di Wagner, al quale
dedicò esplicitamente la Terza sinfonia.
L’influsso di Wagner, in Bruckner, si fa sentire soprattutto nell’imponente organico orchestrale
che si avvicina a quello della Tetralogia, e comprendeva tra l’altro anche la bellezza di ben otto
corni.
Come in Wagner, Bruckner elabora piccole cellule di note, per espanderle in ampie e
complesse ramificazioni, ed inoltre utilizza molto la successione dei passaggi modulanti.
La composizione di Bruckner, è anche caratterizzata da un impianto solenne e strutturale compatto,
di stile organistico corale, disponendo cioè, gli strumenti per gruppi o blocchi compatti di
suono, divisi in registri contrastanti, come se fossero appunto i manuali di un organo.
Tale espediente, lo si spiega, poiché nella sua vita fu a lungo organista del Duomo di Linz e
professore d’organo al Conservatorio di Vienna.
Un altro carattere saliente del linguaggio sinfonico di Bruckner, sono le lunghe distese di tremoli
di archi, che facevano da sfondo a linee melodiche delineate da altri strumenti.
In tal modo, infatti, iniziano tutte le sinfonie del compositore. Tutti questi elementi conferiscono
alle sinfonie di Bruckner, un carattere particolarmente estatico devoto e solenne.
Mahler
Gustav Mahler(1860-1911) era tra quei compositori, i quali sostenevano che la sinfonia, dovesse
scaturire necessariamente da un programma extramusicale.
Nato a Kaliste sul confine tra Boemia e Moravia, si trasferì a Vienna, dove compì gli studi di
pianoforte e composizione al conservatorio, e frequentò anche corsi di filosofia e storia della musica
all’università.
Fu anche direttore d’orchestra della Hofoper, avendo anche minuziosa cura degli aspetti
scenotecnici, oltre che delle partiture, nelle quali indicava anche, tutti gli aspetti espressivi utili al
direttore d’orchestra, dalla più delicata sottigliezza fino alle grandi sonorità.
Il mondo interiore di Mahler, appare dominato da un senso di angoscia esistenziale, di profonda
malinconia e di tragica grandiosità, associabile ad decadentismo di fine secolo.
Le sue sinfonie, sono in un certo qual modo ideologiche e devono soggiogare e purificare lo
spettatore.
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Chiaramente, sono tutti lavori che scaturiscono da un programma letterario o filosofico.
I programmi, dovevano essere un filo conduttore della ricezione musicale.
Gustav Mahler è stato certamente il principale sinfonista dell’Europa centrale nei decenni a
cavallo tra Ottocento e Novecento, ed è forse l’ultimo dei compositori del filone iniziato da
Beethoven.
Mahler scrisse nove sinfonie alle quali si aggiungono anche, i numerosi Lieder per voce solista e
pianoforte.
Le sue sinfonie, sono percorse da frequenti inserimenti di musica bassa, come fanfare, marce
militari canti popolari e musiche da bar, ma questo poiché in Mahler l'arte e quindi il bello, si
doveva appropriare anche del brutto o del banale accostandolo però alle pagine della bellezza
pura e sublime.
Scrisse Nove sinfonie, dove anticipa le nuove tendenze della musica Novecentesca, ispirandosi
tra gli altri, anche a musicisti come Schombnerg.
Un esempio è la Prima Sinfonia detta il Titano, del 1893, che non è altro che la versione in modo
minore, del vecchio canone popolare Fra Martino campanaro.
Quindi l'antico canone allegro e gioioso, viene trasformato in una marcia funebre dal tono cupo
quasi spettrale.
La composizione è stata ispirata da un incisione riportata su un libro di fiabe, dove vi era
rappresentato, il funerale di un cacciatore, con gli animali del bosco, che accompagnavano il
cacciatore alla tomba.
La Seconda Sinfonia è detta La sinfonia della Resurrezione e rappresenta la cerimonia funebre
dell’eroe della prima sinfonia, è di dimensioni molto ampie.
La Quinta La Sesta e la Settima sono opere unicamente strumentali e ricordano la monumentalità
delle sinfonie di Bruckner.
Nelle opere composte negli ultimi anni, Malher tratta molto il tema tragico della morte.
Compone l’Ottava Sinfonia detta Sinfonia dei Mille, per la grandissima quantita di esecutori che
richiedeva.
In questa sinfonia, sono evidenti gli influssi contrappuntistici di Bach, con ad esempio la doppia
fuga, presente nell’inno medievale gregoriano Vieni Creator Spiritus, mentre la seconda parte
si basa sul Paradiso descritto nel Faust di Goethe.
La Nona Sinfonia è quella maggiormente intrisa di senso di solitudine e di morte, che poi sono
gli stati d’animo maggiormente presenti nel tardo Romanticismo.
Gli ultimi lavori di Malher, sono caratterizzati da un orchestrazione raffinata, una distorsione tonale
e una scrittura polifonica sempre più complesse.
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Un tipico esempio particolare ed emblematico della musica di Mahler è contenuto nel finale della
Sesta Sinfonia contraddistinto, da un accordo introduttivo con arpe e tremoli, dove poi si
inseriscono anche colpi di martello e i suoni di natura, come campanacci e imitazioni di canti
di animali, definiti appunto Naturlate.
La musica di Malher costituì un influenza, ed anche un punto di partenza, per i musicisti successivi
tra i quali Schonberg, Berg e Webern.
Skrjabin
Alexander Skrjabin (1872-1915) fu il maggior interprete del decadentismo russo. Nel suo Poema
d fuoco, inventa la tastiera per luci, uno strumento nato, per mettere in relazione luci suoni e
colori.
Skrjabin, tentò dunque di realizzare una sintesi completa di tutte le arti, una specie di
Gesamtkunstwerk di ascendenza wagneriana.
Nelle sue composizioni, utilizza spesso un tipo di accordo, ottenuto dalla aggregazione di una serie
di quarte di vario tipo, (diminuite eccedenti e giuste), questo tipo di accordo fu definito accordo
mistico. Questo tipo di accordo, è molto evidente ad esempio nella Settima sonata del 1911.
Nei primi anni dopo la rivoluzione, comparvero diverse organizzazioni, che avrebbero svolto un
ruolo importante nello sviluppo musicale della Nazione. Una di queste fu la Società dei musicisti
proletari.
Trasformata poi con la dittatura di Stalin, che impose anche la censura per certe opere, in Unione
dei Compositori Sovietici.
La musica del regime, bandiva ogni forma di innovazione e ricerca musicale, censurava la
dodecafonia e promuoveva la musica di genere trionfalistico e patriottico.
In questo periodo, si affremò soprattutto Sergej Prokof’ev (1891-1953), il quale collaborò col
regista Ejzenstejn, e scrisse anche il balletto in quattro atti Romeo e Giulietta, e poi, negli anni della
guerra compose anche la sua opera più monumentale, e cioè Guerra e Pace, tratta dall’omonimo
lavoro di Tolstoj.
Un'altra figura di rilievo in questo panorama, la ebbe Sostakovic, che scrisse 15 sinfonie tra le quali
si ricordano la Seconda Sinfonia, cioe quella cioè definita All’ottobre, scritta per celebrare il
decimo anniversario della Rivoluzione russa, ed inoltre anche la Settima Sinfonia definita di
Leningrado certamente quella più monumentale.
Stravinskij
Igor Stravinsky( 1882-1971), nato nei pressi di San Pietroburgo, passò quasi tutta la sua vita fuori
dalla Russia. Girò dunque l’Europa e fu spesso anche a Parigi.
Fu allievo di Rimskij –Korsakov (membro del gruppo dei cinque) e sotto la sua guida compose
Scherzo fantastique ed anche Feu d’artifice.
Questi lavori ebbero da subito un discreto successo, e l’impresario Djagilev gli commissionò le
partiture per alcuni balletti per la Compagnia dei Balletti Russi. Nacquero cosi L’Oiseau de feu,
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del 1910, Petruska, del 1911 e Le sacre du printemps del 1913.
Questi balletti consacrarono Stravinskij definitivamente a livello internazionale.
La compagnia dei balletti russi, infatti, non si esibì praticamente mai in Russia, e vide conivolti
anche i pittori, Picasso, Braque e De Chirico, oltre ai musicisti Debussy, Ravel e appunto
Stravinskij.
L'Orchestrazione di queste opere è assai ricca e brillante, densa di propulsione ritmica degli ostinati
e di asimmetrie armoniche. Utilizza anche la scala octatonica, cioè una scala in cui l’ottava è
suddivisa in otto note in modo da alternare sempre un tono e un semitono.
Ad es. Do- Re- Re diesis-Mi diesis ecc, utilizza inoltre spesso anche i temi del folklore russo.
Utilizza sia elementi folkloristici sia cromatici diatonici orientaleggianti per L’Uccello di Fuoco.
Le fonti folkloristiche sono ancora più evidenti in Petruska, fantasia di marionette in quattro scene
ambientata nella piazza dell’ Ammiragliato di San Pietroburgo in una fiera carnevalesca.
Petruska e il Moro si contendono la Ballerina e alla fine il Moro uccide Petruska.
Nelle scene carnevalesche, la musica è fortemente folkloristica russa, mentre la musica dei burattini
è fortemente dissonante e né è un esempio il famoso tema di Petruska costituito da due accordi
sovrapposti, dissonanti distanti una quarta eccedente l’uno dall’altro Do magg. e Fa diesis Magg.
La sagra della primavera di Stravinskij e senza dubbio tra le composizioni più famose del XX
secolo. Estrema vitalità ritmica, e un' armonia che sembra voler escludere tutto ciò che è gradevole
all’orecchio.
Molto vicino al movimento pittorico francese dei Fauve, caratterizzato dai colori aggressivi e dal
recupero del primitivismo, Stravinskij, ha l’intento di trasportare l’ascoltatore in questo mondo
primordiale avvalendosi di sonorità colossali duramente percussive ed aggressive di una violenza
quasi inaudita.
Impiego simultaneo di due o più accordi diversi e opposti ovviamente dissonanti, ritmi
ossessionanti e mutevoli che sfuggono a qualsiasi uniformità metrica.
Gli strumenti a percussione sono molto potenti e l’intera orchestra ha un organico molto grande.
Un esempio è offerto dall’introduzione dove un fagotto apre la Sagra con una melodia impostata su
una scala modale lituana formata da mi-sol-la-si-do-re-mi
Caratteristica di intensa irregolarità ritmica è anche la Il finale con il tema della Danza sacrificale.
Il neoclassicismo di Stravinskij
Negli anni dell'esilio in Svizzera 1914-1920
Sravinskij, inizia a fare uso di certe forme tipiche della tradizione musicale dell'Europa
occidentale.
Si tratta di un orientamento stilistico definito Neoclassicismo, che investì l'esperienza musicale di
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molti compositori sia francesi che europei.
Questa tendenza in Stravinskij si avverte fin dal Histroie du soldat,del 1918, un opera da camera
articolata in 19 numeri comprendenti narrazione comica mimica e danze.
Si parla di un soldato che vende il suo violino al diavolo, il quale gli dona un libro magico che gli
darà denaro e potere. ( In pratica una sintesi in chiave grottesca della leggenda di Faust).
In quest'opera Stravinskij riduce al minimo i temi popolari russi e introduce i temi tratti dalla
tradizione occidentale, come canzoni popolari francesi o il paso doble spagnolo, un tango argentino,
un valzer e persino due corali luterane.
L'orchestrazione comprende sette strumenti messi in contrasto tra loro. La melodia è basata sui
passaggi indefiniti tra tono maggiore e minore. In questo periodo Stravinskij si appropria dunque
degli aspetti della tradizione europea e li porta in un contesto differente.
Non è un ritorno al passato ma una rielaborazione di esso, che viene proiettato nel futuro. La prima
opera definita ufficialmente neocalssica è data dalle Symphonies pour Instruments a vent, del
1920.
Sinfonia significa suonare insieme, e in queste composizioni esprime il massimo della relazione
tra strumenti, con impiego di velocità contrastanti ed inoltre è una sinfonia di notevole impegno
contrappuntistico.
Questi caratteri stilistici sono presenti anche nell' Ottetto per strumenti a fiato del 1923, e del
Concerto per pianoforte e strumenti a fiato del 1924 e nella Sonata per pianoforte del 1924,
composizioni di vaga influenza bacchiana.
Partitura caratteristica del periodo neoclassico di Stravinskij fu anche il poema oratorio Edipo Re,
del 1927, scritto con Cocteau e ricavato dalla tragedia di Sofocle.
Opera molto statica senza alcuna azione scenica in latino. Riferimenti nel passato sono la grande
aria Giocasta Nonn'erubescite del secondo atto.
Le Symphonie de psaumes (sinfonie dei salmi), del 1930 per coro e orchestra, affermano la nuova
tendenza di Stravinskj verso la musica religiosa.
Nel dopoguerra compone l'opera la Carriera di un libertino ispirata ad un opera pittorica di
William Hogart (1967-1764).
Negli anni 1939-40, Stravinskij, tiene alcune lezioni conferenze ad Harvard (USA) nelle quali
sostiene la sua Poetica della musica dove riafferma il suo pensiero estetico anti wagneriano e anti
romantico.
Stravinskij, sostiene, che la musica è impotente a esprimere qualsiasi cosa, dai sentimenti agli
stati psicologici o la descrizione della natura. Il valore di una musica è dunque esclusivamente nella
sua struttura formale. La composizione è un rigoroso processo razionale e non è legato
all'ispirazione, ne ad alcun processo emotivo.
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Stravinskij arrivò gradatamente all'utilizzo della dodecafonia. Dapprima utilizza una serie di 5 note
nei canoni funebri in memoriam Dylan Thomas del 1954, e poi vi arriva totalmente nei tre
movimenti centrali del Canticum sacrum ad honorem Sancti Marci Nomini.
É questa una cantata per coro voci soliste e orchestra per celebrare la città di Venezia e il suo
patrono.
Qui utilizza espedienti sonori derivati dall'antica tradizione corale veneziana. Stravinskij fu molto
affascinato legato a Venezia e qui vi chiedette di essere sepolto.
Il primo lavoro interamente basato sulle 12 note è il Therni ossia Le lamentazioni del profeta
Geremia, si ispira con alcune tecniche canoniche di Webern.
In Movementes del 1958-59 per pianoforte e orchestra, il procedimento seriale dodecafonico e
ritmico raggiunse il più alto livello espressivo del maestro con combinazioni polirimiche, che hanno
come parallelo il secondo Agnus Dei della Missa L'Homme Armè di Desprez.
La scuola di Vienna
Schomberg Berg Webern
Schomberg
Arnold Schomberg(1874-1951), fu lui ad aprire una strada che si rivelò decisiva per il futuro.
Schomberg subisce l'influsso di Wagner per il cromatsimo e Brahms per l'aspetto conservatore, ed
inoltre aveva un immensa ammirazione anche per Mahler.
Nel 1908 nasce l'atonalità e scompare dunque il sistema tonale. Dissonanza e intensità
d'espressione, fanno nascere l'Espressionismo, il cioè il Grido originario.
I tre pezzi per pianoforte di Schomberg, sono i primi lavori del sistema atonale, che prevede
l'assenza di tema e la completa dissonanza.
Successivamente Schomberg, utilizza la dodecafonia, con tutti e 12 i suoni della scala cromatica.
La dodecafonia, infatti, prevede l'utilizzo di 12 suoni, disposti in serie, e nessun suono deve
prevalere sull'altro. Nessun suono inoltre, deve essere ripetuto per più di una volta
nell'esecuzione di quella serie.
I Cinque pezzi per pianoforte del 1923 e poi le Serenade Op.24 e la Suite Op.25 sono le prime
composizioni, che utilizzano il sistema della dodecafonia.
Berg
Alban Berg (1885-1935) fu allievo di Shomberg.
Ebbe un linguaggio compositivo legato alla solitudine e all'angoscia. Tra le sue composizioni si
ricordano l'opera in tre atti Wozzeck, il Concerto da camera per violino, pianoforte e 13 strumenti
a fiato e soprattutto la Suite lirica del 1925.
Webern
Anton von Webern (1883-1945), utilizza la dodecafonia per conquistare un'assoluta purezza
stilistica.
I Cinque movimenti per quartetto d'archi, Op.5 sono un esempio di ciò.
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Il poema sinfonico
Inoltre, Webern, inserisce nelle sue composizioni, il cosiddetto puntillismo.
Il puntillismo consiste in una forma compositiva data da brani brevi, e poi anche da note,
alternate da molte pause. Ogni nota quindi, assumeva un peso assai importante, sulla
composizione poiché sembrava galleggiare nel silenzio.
Hindemith
Paul Hindemith (1895-1963), studiò composizione con Mendelshonn,divenne poi
Konzertmeister dell'Opera di Francoforte.
Assasinio speranza delle donne del 1919 e Sancta Susanna del 1921
si accostò alla corrente tedesca detta nuova oggettività, sorta intorno al Bauhaus di Gropius.
Fu in questo ambito, che si affermò la musica d'uso, in contrapposizione alla musica d'arte.
In questo senso si muovono le composizioni come, Pezzi didattici e Kamermusiken del 1921,
caratterizzate da robustezza contrappuntistica ed aggressività ritmica.
La sua musica, è comunque fondata sui principi della forma sonata e della fuga.
Perciò Hindemith si colloca in una restaurazione della tradizione strumentale tedesca pre
romantica.
Costretto ad emigrare in seguito al nazismo negli Stati Uniti, e poi in Svizzera. Qui terminò la
partitura di Mattia il pittore, un opera in cui sono presenti sette pannelli scenico musicali, ispirati al
misterioso pittore Mattia Grumewald.
Scrive poi il trattato Regola del comporre dove afferma il concetto di Grundton ossia del Suono
fondamentale come padre generatore di tutta l'armonia.
Busoni
Ferruccio Busoni (1866-1924), musicista e critico musicale, fu protagonista sia della scena
compositiva e sia di quella letteraria e filosofica. Scrisse, infatti, il trattato Abozzo di una nuova
estetica della musica.
Nato ad Empoli, si formò musicalmente a Berlino. Fu quindi a stretto contatto con la musica
tedesca del tempo e i loro compositori più importanti.
Scrisse e pubblicò saggi, ed anche i libretti delle sue quattro opere teatrali in lingua tedesca.
Busoni, aveva in comune, con i compositori della generazione Ottanta, la rivalutazione della
musica italiana antica, e fu legato all’amicizia con Malipiero e Casella.
Virtuoso pianista, revisionò le opere di Bach, componendo anche dei brani ispirati ai temi di
Bach per l'appunto.
Sulle musiche apponeva spesso stravaganti indicazioni di tempo, come Andantino idilliaco, oppure
Allegro moderato ed eroico ecc.
I saggi di estetica di Busoni, destarono l’interesse di molti compositori, tra cui anche Schonberg.
Busoni propone il superamento del sistema tonale, la rottura delle simmetrie formali, e dei temi
melodici, teorizzando anche terzi e sesti di tono.
Teorizza il suono astratto indipendente dagli strumenti, per un illimitatezza sonora, che si
realizzerà poi mezzo secolo più tardi con la musica elettronica.
Esprime l’idea di ritorno al passato, con la nuova classicità, ma non come ritorno nostalgico
dell'antico, bensì come sintesi tra vecchio e nuovo, per giungere quindi a nuove mete.
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Il poema sinfonico
Busoni vuole evidenziare il distacco definitivo del tematismo, e l' impiego della melodia, (intesa
come melodia pura e non come semplice motivo orecchiabile), quale dominatrice di tutte le voci e
generatrice dell’armonia.
In breve la polifonia sviluppata (non complicata) al massimo, e la classicità come perfezione
assoluta.
Busoni mira inoltre, al superamento della quadratura ritmica, di fatto abolisce le indicazioni di
misura e di metro e di battute. Né è un esempio la partitura della Sonatina Seconda.
Compone anche la Fantasia Contrappuntistica,nata come il tentativo di completare la grande fuga
finale a più soggetti Contrapunctus XIX di Bach.
L'impressionismo in musica
Ravel
Maurice Ravel (1875-1937) è considerato insieme a Satie e Debussy il principale compositore
francese degli inizi del Novecento.
Ravel è' senza dubbio il più noto musicista francese di livello internazionale.
La sua musica quasi esclusivamente orchestrale e pianistica, si distingue per la perfetta chiarezza
delle strutture compositive, la netta melodia e un andamento ritmico in genere accentato e
scorrevole.
Fu influenzato dall’orchestrazione russa di Rimskyij-Korsakov, oltre che da Satie e Debussy.
Ravel era dell' idea, che per sapere il proprio mestiere è necessario apprendere il mestiere degli altri.
Studiò al conservatorio di Parigi e fu subito considerato un seguace di Debussy.
Jeux d’eau di Ravel è per altro simile al terzo brano di Jardins sous pluie, di Debussy
Ma l’orchestrazione di Ravel è molto diversa da quella di Debussy.
Infatti, Ravel fa eseguire le linee melodiche ai gruppi di strumenti senza distribuire le melodie in
tutta l’orchestra, ma vuole esaltare la sontuosità timbrica.
Esempi della scintillante tecnica orchestrale di Ravel sono Rapsodie espagnole del 1907 e
Alborada del Gracioso del 1918.
Trascrisse inoltre per orchestra, composizioni di pianoforte, sia sue, come ad esempio Habanera da
Sites auricularies, che di altri autori, tra i quali si ricordano ad esempio, i Quadri di un esposizione
del 1922 di Musorgskij. Molte sue opere per pianoforte si prestano per altro all’esecuzione
orchestrale.
Ravel utilizza un tipo di armonia, che procede dall’alternanza tra modo maggiore e minore. Un
ostinato ritmo di danza spagnola, è sicuramente il Bolèro per orchestra del 1928, forse la
composizione di maggior successo.
L’intero brano, è costruito di sole due frasi musicali esternamente semplici ed elementari scandite
dallo stesso ritmo uniforme.
Le due frasi sono eseguite da strumenti o gruppi strumentali diversi, secondo una crescente ed
intensa sonorità.
Di richiamo antico, sono le composizioni Menuet antique e la Pavane pour une infante dèfunte.
Compone anche un quartetto per archi in FA magg. Ed anche diverse sonate tra cui La Sonata
per Violino e Pianoforte, del 1923-27 nella quale cerca di accentuare i contrasti tra i due strumenti.
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Il poema sinfonico
Debussy
Claude-Achille Debussy(1862-1918),è considerato e celebrato in patria e nel mondo come uno dei
più importanti compositori francesi di tutti i tempi, nonché uno dei massimi protagonisti insieme a
Ravel dell'impressionismo musicale.
La musica di Debussy presenta influenze sia nazionali (Gounoud, Frank, Massanet Faurè), sia
internazionali (Chopin per il pianoforte e Musorgskij per l'antiaccademismo).
Debussy è stato un musicista antiwagneriano, tuttavia è vicino alla sua musica per quanto riguarda
la concezione del discorso musicale aperto.
La sua musica è stringata, non pomposa e colossale, puntando alla brevità aforistica alla maniera
degli impressionisti e dei simbolisti: come loro inoltre, Debussy ricerca l'innovazione
nell'esotismo.
Il neoclassicismo di Debussy compie quindi una sintesi tra estetica classica e modernismo, grazie a
un contrappunto innovativo e a dinamiche molto curate.
Utilizza spesso un tipo di tonalità melodica sospesa, cioè ne maggiore ne minore.
La sua opera Pelleas et Melisande di Debussy (1862-1918), che sconvolse il pubblico parigino,
per il totale rifiuto della melodia, (tutta l'opera si svolge infatti con un continuo declamato lirico)
ed anche per il rifiuto degli elementi passionali.
Debussy, utilizza un orchestrazione ricca di atmosfere vaghe, e grazie anche al libretto di
Maeterlinck l’opera è pienamente immersa nel clima simbolista dell’epoca.
L’opera, Pelleas et Melisande, è un dramma dalla angoscia e dalla fascinazione della morte, con
innumerevoli allusioni simboliche. La vicenda non è localizzata nel tempo e nello spazio, e narra
della giovane Melisande sposa al principe Golaud, ma lei ama però il fratellastro di lui.
Ella muore ferita dal marito, dopo aver ucciso l’amante. La storia non ha un andamento logico ma si
muove quasi per atmosfere sognanti.
Utilizza anche, un tipo di recitativo declamato e solo di rado si intravede una spiccata cantabilità.
La musica di Debussy, viene spesso associata all’impressionismo, per l’evocazione di immagini
sonore, come Notturni orchestrali.
Bibliografia:
M.Carrozzo C.Cimagalli, Storia della Musica Occidentale Volume 2, Armando Roma 2008
pp.245-261
M.Carrozzo C.Cimagalli, Storia della Musica Occidentale Volume 3, Armando Roma 2008
pp.135 -149, 245-260, 351, 453
E.Surian, Manuale di Storia della Musica volume 2, Rugginenti Torino 2006
pp., 221-228
E.Surian, Manuale di Storia della Musica volume 3, Rugginenti Torino 2006
pp.75-120
E.Surian, Manuale di Storia della Musica volume 4, Rugginenti Torino 2006
pp.77-108
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Il poema sinfonico e la musica a programma