Gli spettacoli
Lo sport
Dagli scienziati
schiaffo a Darwin
“Copiò da Wallace”
Intervista a Jovanotti
“Io, il successo
l’amore e la morte”
Calcio e non solo
ecco i cento
protagonisti 2008
CINZIA
SASSO
GINO
CASTALDO
GIANNI
MURA
Fondatore Eugenio Scalfari
NZ
SS-1F
Il personaggio
❋
www.repubblica.it
Anno 15 - Numero 51
Direttore Ezio Mauro
€ 1,00 in Italia
lunedì 29 dicembre 2008
CON “BENIGNI” DVD € 10,90
ALVPFQMBeefaaeA CMDPDQDGDN
9 771128 445004 81229
SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA ALL’ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA,
MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA € 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; DANIMARCA KR 15; EGITTO EP 16,50; MAROCCO MDH 24; NORVEGIA KR 20; POLONIA PLN 9; REGNO UNITO LST 1,50; REPUBBLICA CECA CZK 60; SLOVACCHIA SKK 80/€ 2,66; SVEZIA KR 18; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TUNISIA TD 3,50; TURCHIA YTL 5,25; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1
I raid non si fermano. Tank sul confine, richiamati i riservisti. Il Papa: vi imploro, basta sangue. Londra, blitz di protesta all’ambasciata
Gaza, pronto l’attacco di terra
Oltre 300 morti, emergenza umanitaria. Hezbollah: guerra a Israele
UNA TRINCEA
PER OBAMA
Il reportage
L’iniziativa
Da oggi
con Repubblica
Benigni
legge Dante
Il caso
La paura al fronte
Scacchiera
tra parà e carri armati fuori controllo
BERNARDO VALLI
PROPRIO in questi giorni,
anzi in queste ore, che i negoziati israelo-palestinesi
più auspicati che annunciati
dalla conferenza di Annapolis,
organizzata da George W. Bush
nel novembre 2007, avrebbero
dovuto dare i primi frutti. È con
un misto di sarcasmo e di collera che uno ricorda l’ultimo degli
innumerevoli tentativi falliti di
gettare le basi per una pace in
Medio Oriente. Il fallimento di
quei negoziati (in realtà mai cominciati) è adesso celebrato nel
sangue. L’iniziativa lanciata
con solennità dal presidente degli Stati Uniti nascondeva un
bluff di cui tutti erano consapevoli, ben sapendo in cuor loro i
presenti alla cerimonia di Annapolis (americani, arabi, palestinesi compresi, e israeliani) che
non era consentita alcuna speranza. I due campi a confronto
erano, e sono, frantumati al loro
interno: vale a dire divisi in fazioni o partiti in aperta concorrenza e quindi incapaci di affrontare compatti un negoziato.
È da questo dato che bisogna
partire per capire come si è
giunti al massacro cominciato
sabato e ancora in corso.
Il conflitto israelo-palestinese, uno dei più dolorosi della nostra epoca, è anche il più complesso. Va ben oltre il braccio di
ferro tra due popoli che si contendono la stessa terra. Lo complicano le religioni, le culture, le
opposte interpretazioni di fatti
storici. «Due versioni divergenti della stessa storia» dice Elie
Bernavi. Per tutto questo la terra tre volte santa suscita passioni roventi nei più remoti angoli
del Pianeta.
SEGUE A PAGINA 14
È
dal nostro inviato
MARCO ANSALDO
RENZO GUOLO
EREZ
AZA brucia. L’odore delle
cento tonnellate di bombe cadute dal cielo negli
ultimi due giorni arriva fin qui, a
pochi metri dalle porte della Striscia, sigillata da Israele e completamente impermeabile a ogni ingresso.
SEGUE A PAGINA 2
OLA su Gaza il “piombo fuso” di Israele. Operazione
programmata da tempo,
che sancisce la fine della tahadiyeh, la tregua breve, già incrinata dal lancio di razzi sulle città del
Negev da parte di Ezzedin Al Kassam, il braccio militare del movimento islamista palestinese.
SEGUE A PAGINA 19
G
C
Civitavecchia, giù da un cavalcavia: 4 vittime. Il giovane alla guida era drogato
OGGI la prima uscita della collana
“Roberto Benigni. Tutto Dante”. In
edicola, a richiesta con Repubblica
o con L’espresso, il primo dvd “Inferno, canto primo” con un libretto
di 24 pagine con il testo integrale.
LA COMMEDIA
DEL POPOLO
Ecstasy e cocaina I
strage sull’auto
ALBERTO ASOR ROSA
Militare israeliano al confine con Gaza
La storia
Quegli otto ragazzi
simbolo della Striscia
dal nostro inviato
FRANCESCA CAFERRI
SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7
GERUSALEMME
IVENTARE falegname,
aiuto farmacista, tecnico dell’elettricità.
Avevano sogni forse piccoli
ma reali, gli otto ragazzi che
sono morti sabato durante
uno dei primi raid israeliani su
Gaza.
SEGUE A PAGINA 4
D
ROMA — Sono morti dopo un
volo nel vuoto, al ritorno dalla
discoteca. Anche a causa di un
mix di cocaina ed ecstasy. Ieri
cinque ragazzi, alle cinque del
mattino a bordo di una Nissan
Micra sono precipitati da un
cavalcavia vicino a Civitavecchia. Quattro sono morti sul
colpo, l’unico sopravvissuto è
il conducente. Che ha sfondato il guardrail della sopraelevata e da un’altezza di dieci
metri, dopo un volo di 25, si è
schiantato sul terrapieno sottostante. In 300 sono andati
all’obitorio per capire se si
trattava dei loro figli.
ANGELI, GENTILE E VINCENZI
A PAGINA 9
Il governo vuole ammorbidire
la carcerazione preventiva
Intercettazioni
Lega e An
frenano il premier
“Ai corrotti
nessuna impunità”
BEI E LOPAPA
ALLE PAGINE 10 E 11
N GENERE si pensa che la storia della letteratura sia un seguito di grandi uomini e di
grandi opere, che ci si deve accontentare di ammirare dal di sotto e
da lontano, quasi pargoli indigenti di ogni sapienza. Di certo è anche questo (e anche l’ammirazione da lontano va praticata): ma è
anche una moltitudine di minuscoli dati intellettuali e materiali,
la cui paziente osservazione porta
sovente a scoperte magari semplicissime nella sostanza ma estremamente rivelatrici negli effetti.
Questa considerazione mi viene in mente dalla rilettura di una
famosa «epistola» di Francesco
Petrarca niente di meno che a
Giovanni Boccaccio in merito alla produzione letteraria volgare
di Dante Alighieri (bella e straordinaria questa adunanza di «spiriti magni», riuniti intorno ad un
tavolo ideale, come soggetti e oggetti della conversazione, per discutere della natura e dei compiti della poesia, anzi, della Poesia).
SEGUE A PAGINA 19
R2
R2
La figlia di John esce allo scoperto: prenderò il seggio della Clinton
Nei tribunali migliaia di richieste bloccate dalla legge troppo rigida
La corsa di Caroline Kennedy
“Vi racconto i miei segreti”
Adozioni ormai impossibili
trova casa un bimbo su cinque
dal nostro corrispondente
MARIO CALABRESI
MARIA NOVELLA DE LUCA
NEW YORK
NA piccola folla la circonda, tutti vogliono stringerle la mano e chiederle se ce
la farà. Caroline Kennedy ha appena finito di correre nel Central
Park insieme ai due figli minori,
Tatiana e John, 18 e 15 anni, e si è
fermata a prendere un caffè dietro il Museo di Storia Naturale.
Pantaloncini aderenti al ginocchio, scarpe da ginnastica, cerca
di essere gentile con tutti, ma fatica a superare l’imbarazzo.
SEGUE A PAGINA 24
U
Smascherato da una fotografia
mentre li insegue con un bastone
Londra, animalisti
contro Edoardo
“Il principe
picchia i suoi cani”
SERVIZIO
A PAGINA 14
ELLE cancellerie dei tribunali per i minori la fila
si allunga e la montagna
cresce. Quindicimila domande
di adozione nel 2005, sedicimila
nel 2006, ventimila, un numero
enorme nel 2007, ancora di più
nel 2008, l’anno che sta per
chiudersi. Ventimila richieste,
poco più di quattromila i piccoli adottati. La statistica è di uno a
cinque, per gli altri ciò che resta
è attesa, desiderio, sogno mancato.
ALLE PAGINE 21, 22 E 23
N
à 2009
150 novit
terzata!
Che s
ggevole
e: dalla supermane
È l’ora delle piccol alla C3. E poi l’Alfa Milano...
o,
Pol
alla
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TA
TOYO
IN EDI
COLA
Sassari, per salvarla i medici
volevano amputarle un piede
Donna rifiuta
operazione e muore
Il vescovo
“È un orrore”
CATERINA PASOLINI
A PAGINA 16
Repubblica Nazionale
LUNEDÌ 29 DICEMBRE 2008
R2 CULTURA
■ 32
Un’iniziativa editoriale di “Repubblica” e “L’Espresso”
La strepitosa lettura della “Divina Commedia” in Dvd
La selva oscura
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte,
che nel pensier rinova la paura
INFERNO CANTO I
BENIGNI
LEGGE
DANTE
ROBERTO BENIGNI
Q
uando si parla di Dante, mi si rigirano subito il corpo e l’anima;
è un poeta eterno, che ho sempre sentito come un amico. Il
mio vuole essere solo un omaggio: quello che dico non ha
carattere scientifico, ma personale. Del resto, qualsiasi
cosa si dica su Dante va sempre bene, perché è un contributo che diamo alla poesia, alla bellezza e alla gioia
del vivere.
Questo Dante Alighieri, ma chi era? In passato ho
fatto tanti incontri nelle università per parlare di
lui, e una volta anche in America, quando
m’hanno tenuto là mesi e mesi per tutti i giracci che mi facevano fare prima dell’Oscar. Mi
hanno voluto all’Università di Los Angeles
perché ne parlassi addirittura in inglese. Naturalmente stavo tranquillo perché di quello che dicevo non capiva niente nessuno:
andavo a ruota libera.
Di lui si sa poco
La porta dell’inferno
“Per me si va nela città dolente;
per me si va nel’etterno dolore;
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e ’l primo amore
INFERNO CANTO III
Su Dante si sa davvero poco. Di
lui non è rimasta neanche una firma, un’orma, il numero di scarpe,
la taglia del vestito... In ogni caso,
non bisogna immaginarselo così
come l’hanno raffigurato nelle statue o nei quadri, col cipiglio serio,
la palandrana lunga e il cappuccio
in testa: era un ragazzo di trentacinque anni quando scrisse la Divina Commedia, uno giovane giovane, che portava perfino dei bei pantaloni allegri e colorati. Perché si
usavano molto i colori, nel Medioevo, che a torto viene descritto
come un periodo buio e tremendo.
In verità era un’epoca spettacolare. Firenze era la Wall Street del
Duecento e il fiorino era una moneta fortissima. Tutti volevano venire in Italia, e Firenze era la meta
più ambita.
I fiorentini tirchi
Paolo e Francesca
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui della bella persona
che mi fu tolta: e ’l modo ancor m’offende
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
mi prese del costui piacer sì forte
che, come vedi, ancor non m’abbandona
INFERNO CANTO V
Erano tirchi, i fiorentini. Avevano inventato le banche: i Peruzzi,
gli Spini, i Valdi... Facevano prestiti al sessanta-settanta per cento di
interessi, e siccome la Chiesa condannava l’usura, questi banchieri
dicevano: - Sì, però noi s’è fatta la
ditta... la ditta non ha mica l’anima... Se volete mandare all’Inferno
la ditta è un discorso, ma noi non
c’entriamo nulla. E la Chiesa: Mah... forse hanno ragione loro...
Comunque, applicavano sui
prestiti dei tassi così alti che in punto di morte si pentivano di aver praticato l’usura. Oggi è rimasto tutto
uguale, eccetto che i banchieri non
si pentono più in punto di morte.
La vita a Firenze era bellissima.
(...) E si praticava il sesso sfrenato. I
tantissimi bordelli erano tollerati,
solo non dovevano stare nei pressi
delle chiese, e alle prostitute era
vietato andare con i malati per non
diffondere contagi. In compenso ai
magnaccia tagliavano le mani e li
castravano. A un certo punto era
stato chiamato un certo fra’ Giordano da Pisa, un sant’uomo, il quale raccontò di aver sentito una ragazza in chiesa pregare così: - O
Madonnina bella, tu che sei rimasta incinta senza fare l’amore, fammi fare l’amore senza rimanere incinta!
Preoccupato, il frate decise di
correre ai ripari. Si diceva che Firenze fosse la città delle undicimila vergini, e dal momento che i costumi erano assai licenziosi, fra’
Giordano
cominciò a
confessarle. In
capo a un mese e
mezzo le aveva
confessate tutte e
undicimila. Arrivato
all’ultima disse: - Non ce
n’è più neanche una... Sopra i diciassette anni, scordatevele... E non solo non c’è più
una vergine, ma peccano anche
contronatura!
L’omosessualità infatti era molto diffusa, tant’è che, nel mondo,
“omosessuale” si diceva florenzen,
“fiorentino”. Ma era un segno di
grande civiltà, di apertura mentale.
Pensate che in tempi recenti,
quando vennero a Roma, quelli
della Lega Nord organizzarono
una delle solite manifestazioni:
«Romani ladroni! Roma terrona!» I
romani, per tutta risposta, un gior-
IL POETA
Dante Alighieri
in un dipinto
di Botticelli
tra i più celebri
illustratori
della “Commedia”
no che andarono a Milano per assistere a una partita di calcio, si portarono dietro uno
striscione con sopra
scritto: «Quando voi
eravate ancora sugli alberi, noi eravamo già froci!».
Quanta differenza di civiltà...
Tempo fa, il professor Umberto
Eco ha consigliato agli studenti di
imparare un’altra volta le poesie a
memoria. In questo modo, oltre alla parola, ti viene dentro anche il
suono, che è come una musica bellissima. A me la mia mamma lo diceva sempre: - Impara a memoria!
Lo vedi Dante? Era tremendo. Devi
diventare come lui, che sapeva tutto a memoria. Conosceva ogni cosa!
E mi raccontava il famoso aned-
Repubblica Nazionale
@
LUNEDÌ 29 DICEMBRE 2008
PER SAPERNE DI PIÙ
www.tuttobenigni.it
http://ed.espresso.repubblica.it/benigni
www.repubblica.it
■ 33
L’ATTORE
Un’immagine
di Roberto Benigni
durante una lettura
della “Commedia”
Farinata degli Uberti
LO SPETTACOLO
I 14 Dvd di “Roberto
Benigni, Tutto Dante”
contengono l’intero
spettacolo recitato in
Piazza Santa Croce
I CANTI
La prossima uscita il 7 gennaio
OGGI IN EDICOLA
INFERNO, CANTO PRIMO
CON il titolo “Roberto Benigni, Tutto Dante” arriva oggi in edicola la nuova iniziativa editoriale di Repubblica e L’Espresso:
il primo di 14 dvd che ripropongono gli straordinari spettacoli teatrali di Benigni e tutta la grandezza della Divina Commedia di Alighieri. A ogni dischetto è affiancato un librino in cui si
riproduce integralmente il canto “letto” dall’attore, oltre a pagine di materiale iconografico con incisioni e quadri sul tema
(da Doré a Blake, a Gabriel Rossetti), approfondimenti e presentazioni storiche dei personaggi via via citati (da Farinata
degli Uberti a Ciacco, al conte Ugolino). “Tutto Dante” è un
successo dovuto alla straripante personalità di Benigni, capace di rendere appetibile un prodotto coltissimo al più vasto
pubblico. Le prossime uscite sono in programma tutti i mercoledì, a partire dal 7 gennaio. Il prezzo di ogni dvd è di 9,90
euro.
I Canti scelti per le
serate di Firenze sono i
primi dieci dell’Inferno,
più il XXVI e il XXXIII,
e il XXXIII del Paradiso
LA PIAZZA
Le registrazioni dello
spettacolo sono state
effettuate in Piazza
Santa Croce a Firenze
nell’estate 2006
IL TOUR
“Tutto Dante”, oltre alle
13 registrazioni,
contiene anche lo
spettacolo che Benigni
ha portato in tour
di quell’età una dietro l’altra e
arriverete a Dante. Solo dieci
persone!
Il capolavoro dantesco è uno
dei racconti più cristallini, più
semplici che siano stati scritti;
bisogna avvicinarcisi con
l’innocenza di un bambino, e solo in seguito
impegnarsi a capire
le allegorie e le
metafore, quando si faranno le
seconde letture,
le terze, le quarte, e così via. Ma
all’inizio non
dobbiamo privarci del piacere
di leggere questo
libro, di godere di
un racconto dove ci
sono il canto, la musicalità, la narrazione e, naturalmente, la poesia.
Leggere, gridare
E la poesia, come si sa, va letta ad
alta voce, perché viene dalla tradizione orale. Si dice che sant’Agostino sia rimasto molto colpito il giorno in cui andò a trovare sant’Ambrogio e lo trovò intento a leggere
mentalmente; una cosa mai accaduta prima, che lasciò sant’Agostino stralunato. In ebraico, addirittura, «leggere» e «gridare» si dicono
nella stesa maniera. Segno, dunque, che tutta la grande poesia deve essere letta ad alta voce. Umberto Eco ha detto anche questo: oltre
che imparare a memoria, bisogna
leggere ad alta voce.
Ma come mai la Divina Commedia resiste da così tanto tempo? Un
libro che resiste così tanto, o è erotico o è religioso.
Prendiamo la Bibbia: non esiste
opera più erotica e mistica della
Bibbia, è il libro più venduto e più
letto, anche perché è facile, quando si sanno i gusti dei lettori... La
Bibbia infatti è l’unico caso in cui
l’autore del libro è anche l’autore
dei lettori.
Memoria di ferro
Quest’aneddoto la mia mamma
me lo ripeteva sempre, per farmi
capire che Dante aveva una memoria di ferro e che anch’io dovevo
avere la memoria di ferro che aveva
Dante. E pure il mio babbo voleva
che sviluppassi la memoria, così mi
buttava sul palco con i cantori d’ottave, per farmi fare a gara con loro a
improvvisare in rima.
Dante Alighieri ci ha lasciato l’apice di tutte le letterature. Io sono
un uomo di spettacolo, e come tale
vengo dalla narrazione, perché per
stare sul palcoscenico devo essere
capace di raccontare. Quindi sono
anche un uomo di lettere, e pure
piuttosto esigente, nel senso che
quando leggo mi piace godere della lettura. Dunque, quando dico
che la Divina Commedia è la vetta
delle letterature, lo dico proprio
perché è un piacere leggerla, e chissà cosa abbiamo fatto di straordinario per meritarci un dono così
bello. È come se Dio avesse detto:
«Guarda, sono stati talmente bravi
e buoni che li voglio premiare; gli
do uno che gli scrive la Divina Commedia!».
È un poema che narra non solo
delle passioni, ma dei ramarri, della brina, di come guarda un uomo
dall’occhio pigro, di come ci si gratta il capo, di cosa si pensa quando
si sta sdraiati sul letto a pancia sotto.
Dio e la Commedia
Dante ha detto praticamente
tutto, e nemmeno Shakespeare è al
suo livello: Shakespeare ha abbracciato tutti gli uomini, ma non ha
sfiorato il divino. E Dante non ha
scritto la Divina Commedia solo
perché Dio esiste, ma anche perché Dio esista.
La Commedia è ambientata nel
1300. Sono passati settecento anni
da allora, ma sono niente... Settecento anni equivalgono a dieci persone di settant’anni. Uno muore a
settant’anni, e dopo di lui nasce subito un altro: mettete dieci persone
INFERNO CANTO X
Pia de’ Tolomei
“Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via,
ricorditi di me, che son la Pia:
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”
PURGATORIO CANTO V
Colui che tutto move
Sensualità e poesia
doto del sasso... Dante è seduto su
un sasso davanti al Duomo di Firenze. Arriva un signore e gli dice: Qual è il miglior boccone? E Dante:
- L’ovo!
E l’altro se ne va. Un anno dopo,
lo stesso signore ritorna nello stesso posto dove Dante è seduto sullo
stesso sasso, e gli chiede a bruciapelo: - Con che? E Dante: - Col sale!
“O tosco, che per la città del foco
vivo ten vai così parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco.
La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patria natio
ala qual forse fui troppo molesto”.
La Divina Commedia è estremamente erotica, ma più che erotica è
sensuale. Non solo: c’è dentro tutto lo scibile umano. Dante ha scritto per redimere le anime future in
una lingua futura, che dura tutt’oggi, che è viva, palpitante, voluttuosa. Non basta: ci ha messo dentro
l’anatomia, la veterinaria, l’astronomia, l’ingegneria, la fisica, la matematica. Nella Commedia c’è una
cartina dell’Italia che sembra fatta
coi satelliti. C’è la musica, c’è la
poesia, c’è la teologia, e non si può
fare a meno di chiedersi: ma chi è
questo Dante? Da dove è venuto?
Le cose che dice sembrano premonizioni... Va rimarcato che in duemila anni di poesia cristiana, teologica, erotica, critica, Dante non è
mai stato superato. Nessuno è stato capace di eguagliare tanta scandalosa bellezza. Il suo è un libro in
cui si volta pagina e si applaude.
La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là sù discende;
PARADISO CANTO I
Repubblica Nazionale
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Ecstasy e cocaina strage sull`auto