Anno II – Nr. 05 – Maggio 2007 – E.mail [email protected] - Mensile realizzato dal gruppo “giovani” di Langhirano
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Ai giovani:
IN QUESTO
Lezioni di …
Uscita
non sprecate
NUMERO:
comportamento
2007
il vostro
tempo
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Ave, o Maria,
piena di grazia,
il Signore è con Te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del
tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra
morte. Amen.
DALLA REDAZIONE
Qual è la nostra percezione del Sacro? Ci siamo mai posti questa domanda? Ci siamo mai chiesti perché durante la
S. Messa, ad un “certo punto”, i fedeli si inginocchiano rivolti all’altare?
Inginocchiarsi è un gesto che ci costa fatica, non solo perché ci mette in una scomoda posizione ma perché ci fa
sentire piccoli dinnanzi a qualcuno o qualcosa. Lo sappiamo bene che sentirci piccoli o riconoscerci tali ci costa più
fatica di ogni altra cosa. Provate a pensare se ad un certo punto della celebrazione, dalla porticina laterale della
sagrestia entrasse Gesù Cristo e si mettesse a fianco del sacerdote. Che cosa fareste? Continuereste a parlare col
vostro vicino annoiati con l’occhio rivolto all’orologio? Rimarreste del tutto indifferenti dinnanzi all’accaduto? Io
non ci credo. E’ vero che cinema e tv ci stanno confondendo i sensi e la percezione della realtà ma non penso che
rimarremmo del tutto insensibili ad un evento straordinario come questo. Eppure quello che ho descritto è proprio
ciò che durante ogni celebrazione accade. Dobbiamo solo affinare la nostra vista ed aprire il nostro cuore per poter
vedere. A quel punto mettersi in ginocchio sarà un gesto naturale e spontaneo (“perché nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra”, Fil, 2-10); a quel punto il cellulare nella nostra tasca verrebbe
spento e non disturberebbe quel sublime momento di incontro con Dio; a quel punto non ci sogneremmo mai di
chiacchierare attendendo con ansia la fine della Messa, di entrare e uscire a piacimento o di girovagare per la Chiesa
come se fossimo al luna park.
Come fare allora? Potremmo iniziare andando a Messa con più convinzione soprattutto pensando a ciò che stiamo
andando a fare e al momento che stiamo andando a vivere, un momento di incontro con Colui che ci ha tanto amati
da dare la Sua vita per noi. Allora forse riusciremo ad alimentare quel senso del Sacro che dovrebbe essere
percepibile e palpabile durante ogni celebrazione. Solo così riusciremo a trasmettere ai nostri figli e ai piccoli
presenti, l’immensità di quel momento. Come si dice “un gesto ed un atteggiamento valgono più di mille parole”.
Mirco
Suore, mare e fantasia
Sono stato incaricato di fare una cronaca semiseria dell’uscita di alcuni del nostro gruppo a
Forlimpopoli (Forlì). Iniziamo intanto elencando
i partecipanti: Mirco, Laura (+ il bòcia), il Nello,
Fabio, il Marchio, il Bezzo, il Devo, la Michi e la
Mery.
Questa simpatica truppa si è messa in viaggio
sabato 28 aprile, alla volta della riviera
adriatica. Sarebbe stato un inizio quasi normale
ma ovviamente la nuvoletta di Fantozzi non da
tregua, così abbiamo rischiato di partire con
l’assicurazione del pulmino scaduta e ci siamo
fatti le nostre 2 ore comode di coda in
autostrada.
Finalmente
arriviamo
a
destinazione dove abbiamo il piacere di
incontrare suor Anna, che dopo qualche saluto
procede col mostrarci l’enorme casa dove
avremmo alloggiato.
La casa è ovviamente autogestita, quindi dopo
aver scaricato il pulmino, abbiamo provveduto
a spedire le donne ai fornelli (placate gli animi
femministi perché era solo una battuta).
Scherzi a parte ognuno si è reso utile anche in
cucina, con una particolare attenzione a non
far tribolare la futura mamma.
Il giorno seguente, ovvero domenica, è stato il
punto focale della nostra uscita. Abbiamo
avuto la possibilità di condividere con le suore
agostiniane, un’intera giornata di preghiera,
partendo dalla meditazione e lodi mattutine
alle ore 6.45, per poi procedere con la Santa
Messa e Ora Terza, Ora Sesta, Ora Nona e
Rosario, Vespri e adorazione eucaristica e per
terminare abbiamo recitato Compieta alle
21:30.
Vorrei soffermarmi un attimo su queste ultime
righe, che sembrano un freddo elenco di
noiose preghiere liturgiche, in realtà sono i
momenti in cui Dio ha scandito i tempi di una
giornata a Lui dedicata; ci siamo soffermati e
finalmente siamo riusciti, almeno per un
giorno, a non mettere Dio come ultimo nella
lista degli impegni, ma a far si che fosse Lui,
attraverso la preghiera, a darci il giusto
tempo… una sorta di “metronomo spirituale”.
Quello stesso giorno, dopo la Messa, ci siamo
soffermati assieme a suor Anna per fare una
chiacchierata e scambiarci così qualche
opinione. Si è parlato di preghiera, non di
quella liturgica, ma di quella preghiera
semplice e nello stesso tempo immensa che è
la nostra vita. Pregare vivendo. Eravamo
incantati e rapiti da queste parole, ma anche
incuriositi dal motivo che ha spinto suor Anna a
prendere i voti. Così ci ha raccontato un po’
della sua vita e vi posso garantire che dopo
aver incontrato lei e successivamente suor
Anna Chiara, vi viene completamente sconvolta
quell’ immagine che avete di una suora di
clausura. Io le definirei due persone
spumeggianti e molto spassose.
Il giorno seguente, per cercare un po’ di relax
siamo andati al mare a Cervia e tanto per
cambiare abbiamo preso coda anche lì. Arrivati
in spiaggia siamo incappati nel Festival del
volo, dove quasi tutta la spiaggia era occupata
da aquiloni di ogni genere e dimensione. Si
stava bene anche se ogni tanto qualcuno di
questi simpatici oggetti volanti precipitava in
picchiata. Senza troppi indugi io e Mirco ci
siamo gettati verso il mare aperto anche se
l’acqua era un tantino fresca e il fondale basso
per diversi metri. Quando il livello dell’acqua
cominciava a farsi accettabile, siamo stati
assaliti da alcuni granchi inferociti che ci hanno
pinzato i piedi, ma io e il Ferrari (come gloriosi
spartani) siamo passati al contrattacco
sferrando carcagnate verso gli ostili crostacei,
tornando vittoriosi sulla terra ferma.
Così siamo arrivati all’ultimo giorno, trascorso
da turisti per le vie di Forlì. È giunto il
momento di tornare a casa purtroppo e
montati sul pulmino ci siamo messi in viaggio.
L’unico problema è che non avevamo fatto i
conti con quella simpatica coda infernale che ci
attendeva a pochi metri dal casello dove siamo
entrati. Cosa ci vuoi fare…? È andata così. Un
grazie a Mirco e Laura per averci fatto vivere
questa bella esperienza e a presto…
Nello
CRISITIANI PER SCELTA O ABITUDINE?
Come già sapete dall’articolo del Nelly, alcuni di
noi hanno avuto la fortuna di partecipare alla
proposta di ritiro dei nostri amici speciali, Mirco e
Laura. Il tema di quest’anno è stato la preghiera, e
chi meglio di una monaca di clausura poteva darci
delucidazioni in merito?
Suor Anna, un “donnino” di 1 metro e 80, amante
della buona cucina si è resa disponibile a un
incontro con noi per guidarci in questi quattro
giorni di ritiro su questo complesso argomento. Ci
aspettavamo di dover ascoltare un discorso e
invece, prima di iniziare ci ha spiazzati con una
domanda, attirando subito la nostra attenzione:
<<Cos’è per voi la preghiera?>>.
Ammutoliti la fissavamo con lo sguardo perso nel
vuoto, ma i nostri neuroni in realtà, stavano
viaggiando all’impazzata cercando una risposta al
più presto possibile per non fare scena muta.
Niente da fare, il silenzio più totale calava nella
stanza. Ci siamo resi conto che la risposta non era
così scontata e immediata. Allora Suor Anna ha
cercato di aiutarci (si fa per dire) con altre
domande, per esempio: <<Chi è per voi Gesù?>>.
Panico! Peggio di prima. Ovviamente tutti
abbiamo un’idea, un rapporto intimo con Gesù, ma
trovare il coraggio di esprimerlo liberamente, non
è stato per niente facile e forse non lo è tuttora. A
quel punto, Suor Anna ci ha messi ko, ancora di
più di quanto non avesse già fatto: <<Perché siete
cristiani?>>
Vorremmo sapere se almeno voi adulti avete una
risposta precisa e convinta, perché noi ce lo stiamo
ancora chiedendo. Non sappiamo se il merito è
della nostra famiglia che ci ha cresciuti così, se lo
siamo per abitudine, o meglio, perché lo vogliamo
davvero. Una cosa è certa, siamo una minoranza,
ma questa non è una ragione valida per buttare
tutto all’aria: la voglia di provarci e la costanza ci
sono e nascono da una forza interiore che però non
riusciamo a identificare. E’ nel gruppo che
cerchiamo di aiutarci, giorno dopo giorno per
scoprire cosa sia.
Anche Suor Anna, come molti ragazzi, ha
attraversato quella fase dell’adolescenza in cui ci si
ribella agli schemi, alle “regole” che i genitori (più
severi) impongono. Proprio lei ha iniziato a
trasgredire su tutti i fronti: cominciando a
truccarsi, a indossare i jeans, a fumare e addirittura
a non frequentare più la parrocchia, smettendo di
andare a Messa. Una volta cresciuta, maturata e
diventata libera di scegliere, ha riscoperto la Fede
sotto un’ottica totalmente nuova, non più
opprimente e imposta, ma cercata, voluta e
finalmente trovata. Immaginatevi la faccia dei suoi
genitori alla notizia della sua futura entrata in
convento… Seppur sbalorditi e senza parole,
hanno accettato la sua scelta che si è rivelata
comunque, la migliore per lei. Questa è la prova
che la Fede esiste! Ma noi come facciamo a sapere
che la nostra è autentica?
Suor Anna ci ha dato la sua risposta alla prima
domanda, con semplicità e naturalezza: la VITA
stessa è preghiera! Proprio così, se ci facciamo un
segno della croce al mattino e prima di
addormentarci, possiamo pregare semplicemente
vivendo, ogni giorno, persino nella routine
frenetica dei nostri impegni. Noi preghiamo ogni
volta che siamo felici di vivere, che ci divertiamo,
che ci sentiamo soddisfatti perché è come se
dicessimo grazie al Signore per averci dato la
possibilità di fare tutte queste cose! Non è
meraviglioso?
Un altro modo di pregare è quello di cercare un
dialogo personale con Gesù, in qualsiasi ora della
giornata, purché sia un momento che ritagliamo
esclusivamente per Lui. La preghiera è il rapporto
d’amicizia per eccellenza. Forse l’unico che non ha
ostacoli, il più sincero e con la persona più
presente e disponibile che potremmo mai
incontrare nella vita.
Lui c’è, sta a noi esserci.
Mery e Michi
Non mancate al grest di quest’anno… squadre di
valenti animatori stanno già lavorando per voi!!!
Giocheremo insieme da lunedì 11 a venerdì 15
giugno dalle 9.00 alle 17,30. Stiamo anche
programmando una gita ma per ora non vi diciamo
dove si va… SORPRESA!
Ps. sarà chiesto un
piccolo contributo
spese…
FORLIMPOPOLI, domenica 29 aprile 2007
E’ ORA DI CRESCERE!!!
(riflessioni durante l’Adorazione Eucaristica)
L’idea di svegliarsi alle 6 del mattino per poi
partecipare a numerosi momenti tosti di preghiera
guidati dalle agostiniane, non mi era piaciuta per
niente. Ma mi sbagliavo. Si è vero, sono stati
momenti impegnativi ma alla fine hanno fatto bene.
Soprattutto l’incontro con Suor Anna… che mi ha
posto molte domande. Perché sono cristiano?
Perché lo fanno tutti? Perché mi è stato imposto o è
una mia libera scelta? Sono domande pesanti e per
rispondere ho dovuto scavare a fondo dentro di me.
La risposta l’ho trovata: ovvio che quando hai 7/8
anni sono i genitori che decidono di mandarti a
catechismo e le amicizie influenzano. Ora invece a
19 anni, la scelta di essere cristiano è più che libera
e fondata soprattutto sulla preghiera. Per me la
preghiera è un momento di sfogo che va oltre alla
chiacchierata con i genitori. Sono completamente
sincero e anche se non ci crederà nessuno ve lo dico
lo stesso. Nel novembre 2006 mi sono messo a
pregare, in Chiesa a Langhirano, perché mi avevano
appena detto che ero affetto da una malattia cronica
e dovevo “mangiare” del cortisone a vita. In più un
mio amico era in serie difficoltà ed io mi sono
messo a piangere. E’ stato un momento per me
molto difficile. Non ero più io. Suor Anna ci ha
anche chiesto cosa mettiamo nelle nostre preghiere.
Bhè, cerco sempre di ringraziare anche se in certi
momenti è assai difficile; metto dolore, rabbia,
ansia, paura, insicurezza… e anche richieste. E’
successo solo una volta che io chiesi a Dio “perché
mi fai questo”?
Volevo mettere in chiaro una cosa: l’importanza dei
miei genitori. Ultimamente ho imparato a
ringraziarli. Paolo, mio padre, si spezza la schiena
di lavoro per non far mancare niente alla famiglia;
lo stimo tanto e gli voglio un bene dell’anima.
Franca, mia madre, è una roccia, è uno dei punti
fermi della mia vita; per me c’è sempre e so che per
aiutarmi farebbe di tutto, mi appoggia sempre nelle
mie scelte, mi lascia anche sbagliare per farmi
ragionare e capire l’errore che ho fatto. Le voglio
un bene dell’anima.
Fabio
Il tempo dello svago pomeridiano è ormai finito
(se tutto va come deve andare), il tempo delle
estati passate a divertirsi in piscina è destinato
a essere un ricordo. Impossibile ma vero, i
“matti” della classe 88 sono tutti diciottenni,
quasi tutti patentati e sono arrivati ad una
svolta nella loro vita. Questa svolta è quella di
cercare di mettere “la testa a posto”, di
diventare più responsabili, di assumersi le
proprie responsabilità e preparasi a vivere la
loro vita iniziando a pensare al futuro con una
moglie e (col tempo) con un figlio. Ebbene si,
quelli che adesso vengono definiti “matti” sono
destinati a cambiare; non tutti ma alcuni
continueranno anche gli studi iscrivendosi
all’università. Io sono uno di loro, ne sono fiero
e sono convinto che di questa generazione di
autonomi, che spesso le cose se le devono
guadagnare, i genitori dovrebbero esserne fieri
perché abbiamo regalato loro molte più
soddisfazioni che insoddisfazioni. Auguro a tutti
i miei amici e compagni di annata di avere un
bellissimo futuro e ricordo alle generazioni
future che 88 li si nasce non li si diventa.
Geneticamente 88
LA CIOTTI
Nome: Serena Ciotti
in arte sereCio
Occhi: profondi
Capelli: arruffati
Stato familiare: giovane zia
Telefono: non sapete che
esiste la privacy?!?
Occupazione: studentessa
Hobby: a quando la prossima festa in casa senza
genitori?
Segni particolari: la “bambina” più piccola ad aver
assemblato un computer
Passatempo: risistemare casa dopo le prove di
arredamento effettuate dal Nello e il Barbi
Frasi celebri: “Beh, va bene Marchiani tanto hai
sempre ragione tu!”
Note in rima: una sua dote è disegnare, ma ha scelto
mate da studiare, se qualcosa in più tu vuoi scoprire,
nel suo blog devi finire… ma sappi che… è ben decisa
e sa farsi ascoltare, se gli altri torto le vogliono dare!
Firmato due che ti vogliono bene
LA CASA DEL PADRE COME UN SUPERMERCATO
I “BENEDUCATI”
Qualche domenica fa si è tenuta, nella chiesa di
Langhirano, la festa per la prima Santa Comunione
dei ragazzi di quarta elementare. Come ogni anno in
questa felice ricorrenza la chiesa si riempie di gente,
tanto che in molti non trovano posti a sedere; amici
e parenti non vogliono mancare… Non vogliono o
non possono mancare? Non volendo chiedere
“permesso” a troppe persone, alla celebrazione di
quest’anno, per raggiungere una posizione più
avanzata nella chiesa, mi sono fermato proprio in
fondo, tra la porta d’entrata e l’acquasantiera. Mai
fu fatto errore più grave: credete che sia riuscito a
seguire la celebrazione come tutte le domeniche?
Assolutamente no, ma non perché la sera prima ero
andato a letto tardi e neanche perché la bimba nel
passeggino
di
fianco
a
me
piangeva
comprensibilmente. Per tutto il tempo della
celebrazione le porte di entrata e uscita sono rimaste
aperte a causa del viavai di gente che continuava a
entrare e uscire dalla chiesa; sul marciapiede appena
fuori dalle porte si era formato un “capannello” di
parenti e amici di coloro che avrebbero ricevuto la
Comunione che, non contenti di essere usciti
durante la celebrazione, hanno continuato a ridere e
parlare ad alta voce disturbando così anche chi era
all’interno. Purtroppo però non erano gli unici a
parlare. Infatti erano in molti ad aver deciso di
restare dentro sicuramente più per il timore che uno
dei bimbi o i suoi genitori li cercassero con lo
sguardo e non li trovassero, che per ascoltare la
parola del Signore. Anche questi individui hanno
continuato per tutto il tempo della celebrazione a
parlare di dove avrebbero trascorso le vacanze o di
chi avrebbe vinto la champions league. La bassezza
dei discorsi, il viavai dalle porte e il disinteresse che
notavo nelle persone che mi circondavano mi hanno
fatto credere di essere in un supermercato e non
certo nella casa del Padre. Questo comportamento
non è assolutamente giusto, non tanto nei confronti
del povero Don Guido che parlava senza essere
ascoltato o di chi voleva seguire la messa senza
però riuscirvi, quanto nei confronti di chi ci ha
creati e ci ha dato tutto ciò che abbiamo. Una
mancanza di rispetto così grande nei confronti di
chi ha sacrificato suo Figlio per noi non è
assolutamente tollerabile. Nessuno si dovrebbe
sentire obbligato ad andare a messa, dovremmo tutti
sentirne la necessità. Purtroppo sono in molti a non
capire che la Comunione non è una cosa carina che
si fa tanto per fare, quindi decidono di farla fare ai
propri figli perché la fanno tutti i loro amici. La
Comunione è uno dei sette sacramenti, quello grazie
al quale riceviamo il corpo di Cristo, e come tale
non andrebbe sottovalutato.
L.C.
Ho annunciato lo scorso numero come vi siano
persone che lottino, nel vero senso della parola,
contro la Chiesa. In questo numero vi voglio spiegare
perché queste persone sono ritenute da me dei veri
“deficienti”. Sfogliando un giornale mi è capitato di
leggere un bellissimo articolo il cui tema centrale
riguardava frasi presenti in siti internet. Il premio sulla
frase più esilarante la troviamo sul sito
www.anticlericali.it : <La tolleranza non è il contrario
dell’intolleranza, ma è l’anticamera del razzismo;
accettare la tolleranza è subire la sottomissione>.
Vorrà dire che ritornerò a essere intollerante, almeno
non sarò razzista. Darò un ultimo premio, questa
volta per la miglior frase scritta da una persona non
ubriaca anche se non sembrerebbe: <Nella mia
cantina c’è una riserva Doc, Brunello anno 1991. Le
stappo sempre quando un cardinale o un vescovo o
meglio un Papa rende l’anima al suo Dio. Spero di
stapparne una prestissimo. Così contento lui che va in
Paradiso, contento io e i miei amici che si brinda>.
Indecente. Voglio pizzicare la vostra curiosità se non
avete già mangiato o stracciato Divieto di Sosta. La
curiosità riguardava il sito che lascia pubblicare certe
schifezze ovvero www.uaar.it, dove Uaar sta per
Unione degli atei e degli agnostici razionalistici.
Personaggi che si trovano nei vari consigli e comitati
dell’Uaar sono ex ministri, sociologi, opinionisti,
scrittori, matematici e vignettisti. I volti più noti sono
quelli di Laura Balbo, Carlo Flamigni, Danilo
Mainardi, Piergiorgio Odiffredi e Sergio Staino. Mi
stavo per scordare “il pezzo grosso”, Margherita
Hack. Fa ridere come queste persone non prendano
una posizione di primo piano, mandando avanti
sconosciuti che non hanno nemmeno il coraggio di
firmarsi. Pensare che se volessero le prime pagine dei
giornali sarebbero loro. Perché tutti questi volti noti
non si professano ne favorevoli ne contrari alle
dichiarazioni esposte nel loro sito? Fate sapere quali
sono esattamente le vostre opinioni, saremo noi a
giudicare se sono prive o meno di fondamento.
Un’ultima cosa che vi vorrei dire è la rabbia che mi fa
venire l’Osservatore Romano. Che bisogno c’è di far
la voce grossa su situazioni inesistenti o quasi? Perché
non sottolinea cose più concrete come ho fatto io in
modo che gli italiani capiscano che tipi di persone
siano realmente quelle che attaccano il Papa e la
Chiesa? Non si capisce meglio in questo modo il
motivo per cui, Bagnasco ed altri, cercano di guidarci
verso il giusto? Numerose sono le persone che
saranno contrarie al mio articolo e pertanto li invito
ad una discussione che spero possa essere costruttiva.
Coraggio, scrivete a [email protected] e
non abbiate paura a mostrare le vostre idee.
Luca M.
DATE TEMPO
TEMPO AL TEMPO
Eccomi qui, dopo non aver scritto per
qualche mese (di questo chiedo scusa a
tutti voi) sono ritornato con nuove idee in
testa, nuovi argomenti ma la finalità
principale è sempre e rimarrà sempre
quella: cercare di parlare, in special
modo ai ragazzi giovani della parrocchia,
dei problemi che si incontrano nella vita
comune. In questi mesi ho riflettuto
molto. Dopo un attento ed accurato
esame di coscienza mi sono reso conto
che i tempi sono cambiati, tutto nei
giovani d’oggi è cambiato, sono cambiati
i modi di fare, di parlare, di vivere la vita.
Per essere precisi anche le annate
precedenti non sono state da meno, però
tutto quello che hanno fatto e fanno lo
fanno con sicurezza e responsabilità se
queste riguardano argomenti seri. I
ragazzi che in questo periodo della loro
vita iniziano ad uscire le prime volte la
sera hanno un unico obbiettivo, non
quello di fumare la prima sigaretta, non
quello di incontrarsi con alcool e droga
ma come diceva la Mery nel suo articolo
il mese scorso, l’unico obbiettivo è quello
dell’incontro con l’altro sesso. Questo
incontro che col passare degli anni
avviene sempre più precocemente non
dovrebbe teoricamente arrecare nessun
danno se entrambi sono coscienti delle
azioni che compiono. Il problema però è
proprio questo, sia in campo femminile
che maschile senza differenze: la non
conoscenza di quello a cui si va in
contro, dei rischi che si possono
verificare, per poi non parlare dei metodi
preventivi che sono del tutto scartati e
non presi in considerazione. Questo
messaggio è proprio rivolto a voi giovani
che rischiate di commettere errori che
rimangono segnati come tatuaggi sulla
vostra pelle e sul vostro cuore: in certe
situazioni
non
dovreste
essere
superficiali perché correte il rischio di
rovinare momenti importanti. Per questo
vi dico che senza sentimento non ne vale
la pena.
Ricordate anche di dare tempo al tempo
e vedrete che la vostra vita non sarà
rovinata da spiacevoli inconvenienti.
Mayo
---------------------VANGELI PER I DICIOTTENNI
Venerdì 27 aprile tutti i ragazzi di Parma e
provincia che nel 2007 compiono 18 anni, sono stati
invitati direttamente dal Vescovo a partecipare ad
una serata in Battistero. Tema: “consegna del
Vangelo”. Noi di Langhirano eravamo in 6; appena
entrati in Battistero ci siamo seduti insieme agli altri
ragazzi intorno all’imponente fonte battesimale ad
osservare le bellissime decorazioni alle pareti.
Abbiamo cantato, pregato e ascoltato le parole del
Vescovo. La parte della celebrazione che è durata di
più, è stata la testimonianza di una ragazza di una
parrocchia cittadina che ha deciso di intraprendere il
suo cammino nella chiesa, iniziando come
animatrice, poi come catechista e diventando una
delle principali aiutanti del parroco. Questo
intervento era volto ad invitare e incoraggiare i
ragazzi ad essere attivi nelle parrocchie e diffondere
a loro volta gli insegnamenti della chiesa ai più
piccoli. Poi il momento più bello: il Vescovo ha
chiamato uno ad uno per nome i ragazzi presenti e
noi, immergendo la mano nell’acqua del fonte
battesimale e facendo il segno della croce, abbiamo
ritirato un “libretto” direttamente dalle sue mani. Il
“libretto” che ci ha regalato racchiude il Vangelo di
Luca e alcuni commenti per aiutarci a pregare e a
comprenderlo. Aprendolo si nota in prima pagina la
dedica di Cesare Bonicelli: “ecco il Vangelo per la
tua vita. Leggilo, pregalo … seguilo”.
Maver
Non vi sembra
un’ antilope con
la testa bassa?
Spostando solo 4
bastoncini,
riuscite ad
alzargli la testa?
Fateci avere i
vostri risultati.
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Maggio 2007 - Nuova Parrocchia di Langhirano