della diocesi di como
Periodico Settimanale | Poste Italiane S.P.A. | Sped. In Abbonamento Postale |
D.L. 353/2003 (Conv. In L. 27/02/2004 N° 46) Art. 1, Comma 1, Dcb Como
Anno XXXV - 5 novembre 2011 - € 1,20
Europa
5
Mondo
41
6
Como
14
Tirano
Armenia,
una terra
ed un popolo
Turchia, dopo
il sisma è corsa
ai soccorsi
ProTIN:
dalle mamme
per le mamme
I dieci
anni della
Caritas
l popolo armeno ha
Itormentata,
vissuto una storia
ripercorsa
l 31 ottobre i morti
A
accertati erano 582
e i feriti 4.152. Appello
no “Spazio AscolU
to” al Sant’Anna
per sostenere i genito-
on Virginio ColmeD
gna ha aperto un ciclo di incontri per cele-
in un incontro a Como.
Editoriale
La nostra libertà
della Caritas.
ri di bimbi pretermine.
29
brare questo traguardo.
Assisi. Un comune impegno per la pace
di Francesco Zanotti
Presidente della Federazione italiana settimanali cattolici
A
bbiamo sottoscritto una
lettera al Presidente della
Repubblica. Vista la gravità
della situazione, non si
poteva agire in maniera diversa. Se il
rischio di chiusura è incombente per
molti nostri giornali, e per tanti altri
come noi che in queste settimane
sono sulla graticola, qualche azione
eclatante andava pur messa in campo.
Altre ne seguiranno, se qualcosa
non cambierà nei prossimi giorni.
Quando in ballo c’è la libertà di
informazione non si può andare per il
sottile. Troppo importante è la posta
in gioco, oltre al destino di migliaia
di lavoratori e di centinaia di testate,
alcune storiche. Veniamo da un anno
e mezzo di sofferenze. Prima si è
trattato dell’aumento improvviso delle
tariffe postali. Per i nostri settimanali è
stato un sacrificio enorme, sopportato
perché allenati a patire. Si è tirato
avanti, fra innumerevoli difficoltà, con
i bilanci sempre più risicati, al limite
della sopravvivenza. Poi, i nuovi costi
entrati in vigore il primo settembre
dello scorso hanno riacceso le
speranze di un futuro meno nero. Si
è trattato solo di un’illusione: dietro
l’angolo c’era l’ennesimo taglio
lineare ai contributi all’editoria. Se a
dicembre prossimo i nostri giornali
(circa la metà) percepiranno il 90 per
cento dei contributi relativi all’anno
precedente, per il 2011 (quelli che
si incasseranno a dicembre 2012)
la previsione ad oggi è del 15 per
cento. Le proposte inserite nei giorni
scorsi nella Legge di Stabilità dicono
di un taglio terribile per i contributi
all’editoria che di fatto verrebbero
quasi azzerati. E’ l’ennesimo tentativo
di mettere il bavaglio al territorio. Sì,
perché tra le testate che godono dei
contributi ci sono i giornali diocesani
che in totale percepiscono 3,7
milioni di euro. Si tratta di ‘briciole’,
come abbiamo ricordato in diverse
sedi istituzionali, ma essenziali per
numerosi nostri periodici che di
quelle risorse fanno tesoro. Siamo
di certo consapevoli che non si può
sperperare denaro pubblico e che
vanno individuati eventuali abusi. Per
questo da tempo parliamo di “rigore
e di equità”, due principi da applicare
con scrupolosità nella gestione delle
risorse disponibili. Occorre ricordare
il valore del pluralismo informativo.
Infatti, oltre al cosiddetto circo
mediatico costituito dalle maggiori
emittenti televisive e dai grandi
quotidiani nazionali, c’è una realtà di
media locali, di idee e non profit cui
non si può mettere il silenziatore. Ne
andrebbe del dibattito democratico
del nostro Paese e verrebbero meno
voci autorevoli della provincia italiana
che meritano, invece, di essere
sostenute. La lettera al Presidente
Napolitano é stata sottoscritta da
direttori di testate del più variegato
orientamento culturale e politico,
a dimostrazione che il pluralismo
nell’informazione è un bene da
tutelare per tutti. Sì, perché per ogni
voce che si spegne ogni cittadino ci
rimette in libertà.
A 25 anni dall’appuntamento
voluto da Giovanni Paolo II, i
leader delle religioni mondiali si
sono ritrovati nella città di San
Francesco per pregare insieme.
“Mai più violenza! Mai più
guerra! Mai più terrorismo! In
nome di Dio”, ha detto papa
Benedetto XVI, giunto in treno
da Roma. Per la prima volta
erano presenti all’incontro
di Assisi due rappresentanti dei
non credenti. Dodici impegni in
un testo comune.
12
In missione
10
Un ritratto di
mons. Alberto De Maron
Como
15
Gerardo Larghi (Cisl):
sguardo al futuro
Brenta
25
Il ricordo del terremoto
che scosse il Cile
Sondrio
28
La ballata
del carcere di via Caimi
Domenica
13 novembre
sarà, come da tradizione,
la “Giornata del settimanale
della diocesi di Como”.
Entro venerdì 4 novembre
è possibile prenotare le
copie del numero speciale
telefonando allo
031-263533
dalle ore 9.00
alle ore 18.00
Idee e opinioni
2 Sabato, 5 novembre 2011
i
l dialogo tra le diverse
religioni è tema spesso
evocato, a volte discusso,
a volte infine temuto.
Dalla prospettiva conciliare
un’indicazione emerge chiara:
il dovere totalmente nuovo
di acquisire una conoscenza
e una comprensione tanto
reali quanto possibili delle
religioni non cristiane. Questo
orizzonte conciliare non
implica in alcun modo la
“svalutazione” della missione
che la Chiesa ha di annunciare
Gesù Cristo; né implica il minimo
disconoscimento del dovere
personale per ogni cristiano di
essere un testimone del Cristo
risorto. Suppone, invece, un
atteggiamento di apertura e
di rispetto totale nei confronti
di chiunque non è cristiano.
Vale la pena di ricordare, con il
Concilio, che “la Chiesa cattolica
nulla rigetta di quanto è vero e
santo in queste religioni. Essa
considera con sincero rispetto
quei modi di agire e di vivere,
quei precetti e quelle dottrine
✎ FUORI DAL CORO |
di Arcangelo Bagni
Il dialogo tra le religioni: proposta della propria
identità nella conoscenza delle altre
che, quantunque in molti punti
differiscano da quanto essa
crede e propone, tuttavia non
raramente riflettono un raggio di
quella Verità che illumina tutti
gli uomini. Essa però annuncia,
ed è tenuta ad annunziare, il
Cristo che è “via, verità e vita”
in cui gli uomini devono trovare
la pienezza della vita religiosa
e in cui Dio ha riconciliato a Se
stesso tutte le cose. Essa perciò
esorta i suoi figli affinché, con
prudenza e carità, per mezzo
del dialogo e la collaborazione
con i seguaci delle altre religioni,
sempre rendendo testimonianza
alla fede e alla vita cristiana,
riconoscano, conservino e
facciano progredire i valori
spirituali, morali e socio-culturali
che si trovano in essi”. Il Concilio
chiede ai cristiani di avere una
rinnovata comprensione di
questa prospettiva: “Infatti,
quelli che senza colpa ignorano
il Vangelo di Cristo e la sua
Chiesa, e che tuttavia cercano
sinceramente Dio, e con l’aiuto
della grazia si sforzano di
compiere con le opere la volontà
di Lui, conosciuta attraverso il
dettame della coscienza, possono
conseguire la salvezza eterna.
Né la divina Provvidenza nega
gli aiuti necessari alla salvezza
a coloro che non sono ancora
arrivati alla chiara cognizione
e riconoscimento di Dio, e si
sforzano, non senza la grazia
divina, di raggiungere la vita
retta. Poiché tutto ciò che di
buono e di vero si trova in loro,
è ritenuto dalla Chiesa come
una preparazione ad accogliere
il Vangelo, e come dato da
Colui che illumina ogni uomo,
affinché abbia finalmente la vita”.
Ciò significa che, allo sguardo
del Concilio, tutta l’umanità è
assunta in un’economia di grazia
che supera i confini visibili della
Chiesa, per quanto essa sia
necessaria. Se tale è veramente
la situazione spirituale degli
uomini, il Concilio ha il diritto
e il dovere di ricordare, con un
vocabolario e uno spirito che
sempre hanno bisogno di essere
affinati, il senso dell’attività
missionaria della Chiesa. Essa
prende l’iniziativa di suscitare
un incontro veramente religioso
con ogni uomo e con ogni
cultura. Il suo desiderio è
che quanto di buono si trova
seminato nel cuore e nella mente
degli uomini e nei riti e culture
proprie dei popoli non solo non
vada perduto, ma sia purificato,
elevato e perfezionato a gloria
di Dio. Questo compito, nella
sua realtà profonda e nella
sua finalità, altro non è che
puro servizio, squisitamente
religioso, all’uomo: esso esige un
atteggiamento privo di ambiguità
nei confronti delle libertà di
tutti e di ciascuno in materia
religiosa. E se a volte diventa
difficile il dialogo, ci sarebbe
da chiedersi se la difficoltà non
nasca anche dall’incapacità
dei cristiani di proporre
ragionevolmente e gratuitamente
il Dio di Gesù. Una proposta
ragionevole e argomentata, ma
che resta sempre proposta. Qui
sta la sua “debolezza” e la sua
“forza”.
COLPO D’OCCHIO | di Piero Isola
Ma è proprio vero che
siamo messi così male?
m
La calca gigantesca per un piatto di pasta non vale l’iPhone
a veramente siamo
messi così male? Il
ultimo modello. Salvo acquistarlo per
accaparrarsi le super
dubbio, lo confesso,
rivenderlo e guadagnarci. Perché a
offerte del megamercato Roma è successo anche questo, ma da
qualche volta mi assale.
Confortato – il dubbio – da episodi
di elettronica a Roma, è qui a immaginare tutti gli “assaltatori”
e comportamenti di cui non so
occasionali per mangiare
un segnale che non siamo rivenditori
darmi ragione. A dodici giorni
ce ne vuole. È evidente che non siamo
dall’assalto degli “indignati”, ecco
ancora alla fame, anche se simili
ancora alla fame. E poi
Roma semiparalizzata per una
richiamano gli assalti ai forni di
c’è sempre lo stellone... episodi
buona metà, con ripercussioni
manzoniana memoria. C’è poi la data
sull’intero traffico urbano, da un
del 27 che inquieta. Sapevamo di molte
altro tipo di “guastatori”, sicuramente meno indignati
famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
ma altrettanto pericolosi. In più di ventimila erano
A meno che tutti i partecipanti all’assalto non avessero
questa volta, tutti presi dalla bramosia di accaparrarsi
incassato lo stipendio proprio in quel giorno fatidico.
le super offerte del megamercato di elettronica appena
Rivelatore può essere in proposito quanto dichiarato
inaugurato. Una calca gigantesca, tra urla, risse,
da uno dei soddisfatti acquirenti al Messaggero: “ Io,
spintoni, vetri rotti, una scala mobile messa fuori
dodici ore in coda, ho speso tutto lo stipendio, ma ne
uso. Gente che faceva la fila dalla sera precedente per
è valsa la pena”. Testuale. Contento lui, contenti tutti.
poter entrare prima, una volta aperte le porte del “gran
Ci domandiamo adesso dove costui andrà a mangiare.
bazar”, e buttarsi a man bassa su cellulari, televisori,
Sicuramente alla Caritas. Sia detto per inciso, l’assalto
computer, forni a microonde. I soliti psicologi, non
è continuato, seppur pacato, nei giorni successivi, anzi
mancano mai, hanno tentato una spiegazione: “In
il giorno dopo s’è duplicato in maniera ordinata in altra
periodo di crisi si approfitta di qualsiasi occasione per
parte della città. Anche qui, giovani soprattutto, in fila
poter risparmiare”. Sì, d’accordo, ma se i soldi non ce
dalla notte precedente per il gusto di spendere da 659 a
li hai o li hai solo per mangiare, possono proporti tutti
899 euro e portarsi via l’ultimo arrivato della Mela.
gli sconti che vuoi ma non vai a fare la fila e di notte
Infine una esperienza personale. Dopo anni di
per acquistare prodotti non certo di prima necessità.
resistenza, finalmente mi sono deciso all’acquisto di
La fame, quella vera, quando c’è, non tollera surrogati:
un telefonino. No, tranquilli, non nel megacentro di cui
Aforismi
■ Gómez Dávila
L’uomo intelligente è
quello che mantiene
la sua intelligenza
a una temperatura
indipendente
dalla temperatura
dell’ambiente in cui vive.
La vita è strumento
dell’intelligenza.
Nicolás Gómez Dávila
(Cajicá 1913 - Bogotá 1994)
Scrittore e aforista colombiano
In margine a un testo implicito,
Adelphi 2001, pagine 106. 110.
L’
Onu ha deciso che
il 31 ottobre 2011
sulla Terra abbiamo
raggiunto la quota di sette
miliardi. Hanno detto che è
una bambina. Si è ipotizzato
che sia nata in India, ma
a contendersi il “primato”
ci sarebbero anche una
femminuccia filippina, un
bambino russo e un maschietto
turco. Mettiamo subito le cose
in chiaro. Primo: è impossibile
stabilire quanti abitanti ci siano
sul nostro pianeta, almeno
con quella precisione che ne
fa identificare addirittura uno
su sette miliardi ed il giorno
esatto in cui è nato. Siamo
di fronte ad una colossale
bufala, piazzata proprio
nel giorno di Halloween,
come fosse uno “scherzetto”
servito al posto del “dolcetto”.
Secondo: domandiamoci a
che pro sapere che siamo
sette miliardi proprio il 31
ottobre del 2011. Solo un
innocuo dato statistico?
Forse no. Un sospetto ce
✎ Corsivo |
sopra, in un normale negozio, affollatissimo ma senza
eccessi. Per tre quarti d’ora – coda anche qui – sono
stato a contatto di altri clienti con la medesima mia
intenzione. Giovanissimi per lo più, vent’anni o meno.
Dai discorsi e dalle richieste che facevano agli addetti
alla vendita ho capito che tutti costoro erano orientati su
modelli da 150, 200, 300 euro ed oltre. Quando è arrivato
il mio turno e ho chiesto il modello più economico,
euro 14 e 90 in offerta, mi sono sentito un miserabile,
anzi in colpa, per contribuire in misura così esigua alla
crescita dei consumi. Non comprendo, a questo punto, il
giudizio negativo che dei cosiddetti “bamboccioni” dava
Padoa-Schioppa e dà ancora Brunetta. Perché trattarli
male? Sono proprio i “bamboccioni”, grazie al fatto
che vivono in famiglia, coloro che in Italia sorreggono
i consumi e favoriscono la crescita, spendendo tutto
lo stipendio, pur magro, che guadagnano e dunque
rimettendo denaro in circolo. Bisognerebbe encomiarli,
altro che criticarli; e quasi quasi … augurarsi che
continuino così.
Mi accorgo che qui rischio di guastarmi la vita. Del
resto, già da tempo, sono venuto nella determinazione,
quando sento parlare di crisi, di non preoccuparmi più
di tanto. Sapete della vecchia faccenda di chi è nato sotto
una buona stella. Ebbene, l’Italia altro che stella, è nata
sotto uno stellone, ancora più buono. Perdonate il vieto
ottimismo, ma credo che, ancora una volta, lo stellone ci
salverà.
di Agostino Clerici
Sette miliardi di terrestri:
“scherzetto o dolcetto”?
l’abbiamo, viste le politiche
di denatalità che l’UNFPA (il
Fondo delle Nazioni Unite
per la Popolazione) propugna
e finanzia in tante parti del
mondo. Si vuole dire che
siamo troppi, che non c’è
spazio per tutti, che i bambini
- e soprattutto le bambine nascono in contesti di povertà,
se non di indigenza, che li
vedono destinati a morire.
Quindi, tanto vale non farli
nascere tutti questi bambini e soprattutto queste bambine,
che sono anche poco redditizie
per le famiglie - ed è meglio
che l’India segua l’esempio
degli evoluti Paesi del primo
mondo, che hanno imparato
a regolare le nascite secondo
il calcolo del prodotto interno
lordo e del reddito pro capite
e della densità degli abitanti
per chilometro quadrato,
insomma, secondo criteri
matematici che garantiscono
ai già vivi un’esistenza
decorosa e spensierata. A
questi “sapientoni” dell’Onu
resta da spiegare come mai la
vecchia e spopolata Europa è in
crisi nera, mentre Paesi come
il Brasile, la Cina e l’India interessati da un considerevole
boom demografico - hanno
economie floride, con tanta
forza lavoro e alti livelli di
consumo. Bisognerebbe
anche sapere se costa di più
una campagna di denatalità
o una campagna di sostegno
ai nuclei familiari, accertato
che la prima è sicuramente
preferita dalle multinazionali
farmaceutiche. Ma c’è un terzo
punto della questione, che
a me pare il più importante,
e riguarda la vita umana ed
il suo valore antecedente ad
ogni misurazione economica,
matematica e statistica. Mi
verrebbe da dire che non serve
a nulla, proprio a nulla, sapere
che è nata “baby sette miliardi”,
chi sia e dove è nata. Chiunque
sia e dovunque sia venuta alla
luce, è la benvenuta, perché
- come dice un aforisma,
guarda un po’, proprio di un
poeta indiano, Rabrindanath
Tagore - «ogni bambino che
nasce ci ricorda che Dio non è
ancora stanco degli uomini».
Il problema è che, forse, troppi
di quei sette miliardi di uomini
che sono sulla Terra si sono
stancati di Dio. E uno dei modi
di fargli guerra è proprio quello
di non far nascere bambini.
Custodia Creato
Sabato, 5 novembre 2011
In diocesi
di Como
il primo
centro di etica
ambientale
Al via un importante progetto in grado
di offrire strumenti per
affrontare le sfide del terzo
millennio
P
ossiamo definire l’etica
ambientale come la nuova
formazione epistemica, culturale,
adeguata per affrontare le sfide
della tecnica per il terzo millennio. Ovvero
la forma del nuovo umanesimo planetario
per l’attuale, inedita, fase della modernità.
L’etica ambientale quindi come una nuova
sintesi di: filosofia, scienza, religione, arte,
spiritualità.
Essa risponde alle due sfide che sono in
gioco in questa fase dello sviluppo umano:
da un lato la sfida che nasce dal tema della
“paura” (effetto serra, desertificazione,
abbattimento delle foreste, distruzione
della biodiversità, …); e poi la sfida che
invece risponde e soddisfa alle esigenze di
bellezza (riproposte da Dostoevskij verso la
fine del 1800) che sono rimaste nelle pieghe
della civiltà moderna ma che oggi aspirano
a diventare motore centrale per lo sviluppo
dell’umanità.
Quali possono essere allora i punti, gli assi,
di una nuova etica ambientale?
a. una nuova concezione della realtà:
mondo naturale come dono, “la casa
comune” di cui parla Papa Benedetto XVI,
una realtà dinamica abitata da creature e
non da oggetti, creature in relazione l’una
con l’altra singolarmente o attraverso la rete
degli ecosistemi. Non mondo di cui l’uomo
deve diventare dominatore;
b. una concezione del tempo che
finalmente venga ripensato non più solo
nella forma del tempo-prestazione, ma
colto anche come incanto, estasi, tempootium, occasione di meditazione e non
solo di produttività. Tempo delle “stelle”
(Florenskij), delle “nuvole” (Tolstoj);
✎ Gli obiettivi
I primi passi
di un cammino
che si propone
di favorire la tutela e
la valorizzazione della
natura e dell’ambiente,
sensibilizzare
il territorio sulle
tematiche ambientali,
offrire gli strumenti
per “leggere” al meglio
il tempo presente.
In questi giorni
la formazione
del gruppo operativo
c. una nuova antropologia, dove l’uomo
venga ripensato come quaternità, sintesi di
Giovanni Paolo II
e l’etica ambientale
“La natura diventa un evangelo che ci porta
a Dio” scrisse il pontefice
L
a mappa della nuova
etica ambientale che si
sta delineando trova in
Giovanni Paolo II una delle
sue espressioni più alte e
profonde quando scrive “la
natura diventa un evangelo
che ci parla di Dio”. Quindi
realtà donata come magistero
per l’uomo. “Guardate i
gigli del campo e gli uccelli
dell’aria […]” (Matteo, 6, 22).
corpo, anima, spirito e mente, al modo dei
greci, dell’oriente, del cristianesimo almeno
fino all’età moderna;
d. una nuova concezione epistemologica,
dove la conoscenza sia legata a quella che
con Einstein possiamo chiamare apertura
alla contemplazione, allo stupore e dove la
realtà da conoscere esiga anche il momento
della dimensione simbolica oppure
empatica;
e. l’etica, allora, si esprime con un’etica
del custodire la creazione, del custodire la
natura, del dialogo con essa, dell’umiltà da
parte dell’uomo, di un suo atteggiamento
di responsabilità finanche di amore per
la natura vissuta, pensata come la casa
comune, come sorella, come madre. E
poi un’etica in cui la presenza umana si
caratterizzi per la semplicità e la sobrietà e
la levità della sua presenza.
Il Centro di Etica Ambientale, realtà senza
fine di lucro e con la prevalente azione
diretta e gratuita dei propri aderenti si
propone di svilupparsi:
1. nel settore della tutela e della
valorizzazione della natura e dell’ambiente,
nell’attività di sensibilizzazione, ricerca,
studio, riflessione, dibattito, formazione,
sostegno, organizzazione di eventi e di
momenti di dialogo tra diversi soggetti,
anche istituzionali, sui temi dello sviluppo
sostenibile e della sostenibilità ambientale;
2. nella promozione di un’attività formativa
estesa alla promozione di livelli integrati di
comunicazione e di aggregazione nel nome
di interessi culturali, con il conseguente
assolvimento della funzione sociale, di
maturazione e di crescita umana e civile;
3. porre un’attenzione particolare alla
trasformazione del mondo economico
imprenditoriale aiutando a cogliere le
opportunità che anche l’attuale crisi
economica propone applicando quanto
Jeremy Rifkin asserisce “serve una terza
rivoluzione tecnologica”.
pagina a cura di Luciano Valle
Direttore del Tavolo Tecnico Scientifico
del Centro di Etica Ambientale Lombardia
- Bergamo, Docente di Etica
presso la Facoltà di Farmacia
dell’Università di Pavia
“Guardate le montagne” (dove la montagna
può essere intesa come cifra per “natura”),
“Magnifico scenario da contemplare”
“capace di affascinare gli animi attenti e di
spingerli a lodarne la grandezza”. Ancora: la
montagna quasi… “scuola di vita”… almeno
per quattro motivi: la lezione della “fatica”,
dell’aiuto vicendevole, del godimento
del “silenzio”, della consapevolezza del
proprio limite (in essa si impara a faticare
per raggiungere una meta, ad aiutarsi a
vicenda nei momenti di difficoltà, a gustare
insieme il silenzio, a riconoscere la propria
piccolezza in un ambiente maestoso e
solenne).
“Il contatto con la natura”, quindi, “è di
per sé profondamente rigeneratore”: “la
contemplazione del suo splendore”, infatti,
“dona pace e serenità”.
Sono pertanto la contemplazione della
bellezza e del carattere creaturale della
natura e una nuova metanoia, che rifondi lo
statuto dell’uomo, che dispongono ad una
nuova etica più responsabile: un’etica di
“fraternità con la terra”.
Ecco, allora il compito dell’uomo: in
quanto “immagine e somiglianza” di Dio,
in quanto chiamato in Cristo a Cristificarsi
e a deificarsi, in quanto, insomma
“collaboratore” di Dio nell’opera della
Creazione chiamato a “quell’atteggiamento
disinteressato, gratuito, estetico che nasce
dallo stupore per l’essere e per la bellezza,
il quale fa leggere nelle cose visibili il
messaggio del Dio invisibile che le ha
create”, egli non deve “tiranneggiare” la
creazione, con l’ “insensata distruzione
dell’ambiente naturale” ma sentirsi in
“obbligo” di “prendersi cura di tutto
il creato” uscendo dallo stato di crisi
epistemologica, antropologica, etica che
“rivela quanto sia profonda la crisi morale”
ed improntando la sua vita ai principi di
“austerità, temperanza, autodisciplina,
spirito di sacrificio”.
Si fa notare infine, a conclusione di queste
brevi riflessioni che la piattaforma dell’etica
ambientale che si è sopra delineata è ormai
il patrimonio che ispira e accompagna il
ruolo e l’operatività da almeno un triennio
del Centro di Etica Ambientale di Bergamo.
3
Italia
4 Sabato, 5 novembre 2011
Notizie in breve
■ Forum Famiglie
Il taglio del Fondo per l’editoria deciso dal Governo.
Lettera aperta a Tremonti
“Altro che libero licenziamento, il vero
sviluppo si otterrà solo investendo sulla
famiglia”. Francesco Belletti, presidente
del Forum delle associazioni familiari,
spiega così il contenuto di una lettera
aperta inviata al ministro Tremonti ed
ai segretari di tutti i partiti. “In base
alle previsioni dei tecnici, elaborate a
partire dai dati Istat sulla spesa delle
famiglie – spiega il Forum in una nota
- il FattoreFamiglia consentirebbe la
creazione di 250mila posti di lavoro
(riducendo di oltre il 10% il numero dei
disoccupati), farebbe crescere il Pil di 18
miliardi di euro, indurrebbe una ripresa
della natalità e l’uscita di un milione
di famiglie dalla soglia di povertà”.
“Tutte prospettive incoraggianti per il
futuro del Paese - commenta Belletti
- che trasformano i 16,9 miliardi di
euro previsti per l’introduzione a
regime del FattoreFamiglia da costo a
investimento e che hanno il pregio di
non creare conflitti sociali perché il
tessuto della società italiana è ancora
a base familiare”. “Per illustrare questi
dati abbiamo chiesto al ministro ed ai
segretari dei partiti un incontro con
il Forum - conclude il presidente del
Forum - e siamo convinti che un accordo
trasversale potrebbe consentire tempi
rapidi di approvazione”.
a
i
r
o
t
i
ed
No al taglio della libertà
La lettera al Presidente
criteri per consentire da un lato risparmi
potenti, che drenano pressoché tutta
ignor Presidente, ci rivolgiamo a Lei,
e dall’altro una più rigorosa selezione
la pubblicità, compresa quella degli
nella Sua qualità di più autorevole
nell’accesso alle risorse’. Credo che quanto
inserzionisti istituzionali. Il perimetro
rappresentante e custode della
più darete seguito concreto a questi vostri
dell’informazione si comprimerebbe
democrazia costituzionale per significarLe
intendimenti, tanto più ne guadagnerà in
drasticamente, rimanendo appannaggio
il rischio imminente di chiusura che
efficacia la sollecitazione, che faccio mia,
di pochi gruppi privilegiati. Il tempo
coinvolge un centinaio di giornali politici,
per una riconsiderazione delle decisioni
a disposizione per evitare il tracollo è
cooperativi, non profit e di idee e la
del governo.
talmente breve che già domani sarebbe
conseguente perdita del lavoro per svariate
troppo tardi. Per questo, Signor Presidente,
migliaia di giornalisti e poligrafici.
Il grazie della Fisc
noi che rappresentiamo testate del più
sprimo un immenso grazie a nome
Questo gravissimo evento sarà la
diverso orientamento culturale e politico, Le
mio personale e di tutti i direttori
conseguenza inesorabile del taglio del
chiediamo un intervento utile a scongiurare
dei giornali che aderiscono alla
Fondo per l’editoria deciso dal Governo,
un epilogo disastroso. Nella nostra qualità
Fisc al Presidente della Repubblica,
se non interverranno immediate misure
di direttori dei giornali sottoscrittori della
Giorgio Napolitano, per la tempestiva
atte a ripristinarlo, sia pure nell’entità –
presente, Le chiediamo anche di volerci
risposta all’appello contro i tagli ai
peraltro assai modesta e nel tempo già
incontrare, in modo da rendere vieppiù
fondi per l’editoria firmato anche dagli
considerevolmente ridotta – stabilita
chiari i termini delle nostre valutazioni e
stessi direttori. Oltre alla gratitudine per
per gli anni precedenti. Chi Le scrive è
delle nostre proposte. Con stima.
l’attenzione riservata, ringraziamo per
perfettamente consapevole dei problemi
la condivisione circa ‘la preoccupazione
di bilancio dello Stato e della necessità
La risposta di Napolitano
ari amici, ho letto con attenzione la
per i rischi che ne potrebbero derivare
di ridurre la spesa pubblica, eliminando
vostra lettera e mi rendo ben conto
(dai tagli lineari, ndr) di mortificazione
ogni fonte di spreco. Anche nel mondo
dell’importanza degli argomenti
del pluralismo dell’informazione’.
dell’editoria, dove è indispensabile
che mi avete illustrato in polemica con
Il Presidente ha aggiunto che non
un’opera di bonifica per distinguere,
l’annunciato taglio ‘lineare’ al Fondo per
mancherà di manifestare il suo punto di
sulla base di rigorosi criteri, i giornali
l’editoria. Condivido la preoccupazione
vista al governo. Con il suo intervento il
«veri» dalle testate inventate a bella posta
per i rischi che ne potrebbero derivare
presidente Napolitano ha dato notevole
per lucrare sulle erogazioni pubbliche.
di mortificazione del pluralismo
risalto alla nostra richiesta che non mira
Abbiamo da anni indicato soluzioni di
dell’informazione. E non mancherò di
a conservare alcun privilegio, ma solo a
maggior rigore e trasparenza, idonee ad
manifestare questo mio punto di vista al
garantire il pluralismo informativo. Inoltre
evitare lo sperpero di denaro pubblico.
governo. Ho, nello stesso tempo, trovato
abbiamo appreso con favore che lo stesso
Il recente Regolamento solo in parte le
altamente apprezzabile, nella vostra
Presidente ha apprezzato la sensibilità che
ha recepite, pertanto mentre chiediamo
lettera, la sensibilità per l’urgenza di
i firmatari hanno manifestato in merito
l’adeguamento del Fondo torniamo a
‘un’opera di bonifica’ in questo settore
all’urgenza di ‘un’opera di bonifica’ nel
proporre ulteriori criteri per consentire
e la disponibilità ‘a proporre ulteriori
settore e anche ‘la disponibilità a proporre
da un lato risparmi o e dall’altro una più
ulteriori criteri per consentire
rigorosa selezione nell’accesso
da un lato risparmi e
alle risorse. Senza questo
dall’altro una più rigorosa
intervento, il taglio “lineare”
selezione nell’accesso alle
prodotto sortirà il risultato di
risorse’. Tutto ciò conferma
buttare il bambino con l’acqua
la linea che la Fisc da tempo
sporca. Siamo certi, Signor
I direttori dei settimanali Fisc sottoscrivono la lettera inviata
porta avanti e che si riassume
Presidente, che comprenderà
con centinaia di loro colleghi al Capo dello Stato a riguardo
nelle due parole ‘rigore
quale vulnerazione democratica
del taglio del Fondo per l’editoria deciso dal Governo.
ed equità’ che nelle sedi
si determinerebbe se il
Giorgio Napolitano ha immediatamente risposto alla
istituzionali e non abbiamo
pluralismo dell’informazione
lettera. Pubblichiamo il testo integrale delle due missive
proposto come principi
subisse un’amputazione delle
ed il ringraziamento che il presidente della Fisc, Francesco
da mettere in campo per il
proporzioni annunciate. In
Zanotti, ha rivolto al presidente della Repubblica.
riordino dell’intero comparto
edicola rimarrebbero i giornali
dei fondi all’editoria.
che hanno alle spalle editori
S
E
■ Autismo
Un bambino su 200
è a rischio in Italia
C
“In Italia un bambino su 200 è a rischio
di autismo ma ci sono ancora troppi
ritardi nell’individuazione del disturbo
e terapie non idonee ad affrontarlo”. Lo
rende noto l’Istituto di Ortofonologia
(IdO), che propone “un approccio
innovativo sia nella diagnosi che nella
terapia, per migliorare la qualità della
vita dei bambini autistici e delle loro
famiglie e per dimostrare che l’autismo è
affrontabile con risultati soddisfacenti”.
Sarà questo, infatti, il tema al centro
del convegno “Autismo infantile. La
centralità della diagnosi precoce per un
progetto terapeutico mirato”, promosso
dall’IdO, a Roma, il 12 novembre (ore
9-17, Palazzo dei Congressi), nell’ambito
di “Diregiovani Direfuturo-Il Festival
delle giovani idee”, una manifestazione
di quattro giorni, dal 9 al 12 novembre,
che porterà a Roma più di 30.000
ragazzi provenienti dalle scuole di tutta
Italia. Perché anche i bambini autistici
possano “Direfuturo”, l’IdO presenterà
al Festival i due progetti noti come
“Tartaruga”, attivo a Roma dal 2004,
e “La centralità della diagnosi precoce
nell’autismo infantile”.
Informazione amputata
Disastro. La Chiesa locale di La Spezia e di Massa in mezzo alla gente duramente colpita.
Alluvione in Liguria e Toscana: stiamo con loro
D
opo l’alluvione che nei giorni scorsi
ha colpito e devastato la Liguria e la
Toscana la Chiesa si è attivata immediatamente per venire incontro alle esigenze delle popolazioni così duramente provate
e colpite dai lutti e dalle devastazioni. Nove
i morti finora accertati, anche se altre quattro persone risultano ufficialmente disperse.
Sessantacinque i milioni di euro già stanziati
dal Governo per le necessità immediate (40
milioni per lo spezzino e 25 per la Lunigiana),
anche se si parla già di almeno cinquecento
milioni di danni per le sole strutture pubbliche. La macchina della solidarietà e della ricostruzione è già all’opera in quella che, sempre di più, appare una corsa contro il tempo,
per cercare i dispersi e mettere in sicurezza le
infrastrutture, prima delle nuovi forti piogge
previste a partire da metà settimana. All’Angelus di domenica 30 ottobre Benedetto XVI
ha esortato alla solidarietà nei confronti delle
popolazioni della Thailandia, “colpite da gra-
vi inondazioni”, e verso quelle “della Liguria
e della Toscana, recentemente danneggiate
dalle conseguenze di forti piogge” per le quali ha assicurato “la preghiera e la vicinanza”.
Anche Caritas italiana si è attivata tempestivamente esprimendo “vicinanza nella preghiera” alle popolazioni colpite rendendosi
nel contempo “disponibile ad intervenire per
sostenere le azioni delle Chiese locali”. Nel suo
comunicato, Caritas italiana parla di un “tragico bilancio accertato delle vittime, mentre si
contano ancora i dispersi dopo le violentissime precipitazioni che hanno colpito in modo
particolare la zona dello Spezzino in Liguria
e la zona della Lunigiana in Toscana”. Il vescovo di La Spezia-Sarzana-Brugnato, mons.
Moraglia, è stato tra i primi a recarsi di persona sui luoghi colpiti dall’alluvione. Da quel
giorno, annullato ogni precedente appuntamento della sua agenda, ha visitato quotidianamente e di persona le comunità della sua
diocesi che stanno faticando nel tentativo di
tornare al più presto alla normalità. “La parola più efficace in questi momenti - ha affermato - è lo stare in mezzo alla gente. L’ho
detto ai sacerdoti, ai parroci, ai seminaristi.
Stiamo con loro”. Per questo, ha aggiunto, “ho
mobilitato i parroci, ho autorizzato l’utilizzo
di nostre strutture per i soccorsi, ho chiesto al
seminario di sospendere la partecipazione alle
lezioni in facoltà e ho dislocato i seminaristi nei
luoghi del disastro perché aiutino i parroci nel
soccorso alla gente”. Mons. Moraglia ha anche
promosso una raccolta straordinaria di offerte
in tutta la diocesi per due domeniche. Sebbene
numerose chiese abbiano subito ingenti danni,
le strutture ecclesiali sono in prima fila nell’assistenza e nell’accoglienza agli sfollati. Varie
strutture, infatti, nei giorni scorso hanno aperto le proprie porte. Anche il vescovo di Massa,
mons. Giovanni Santucci, si è recato prontamente a verificare di persona i danni causati
dall’alluvione e domenica scorsa ha celebrato
una messa ad Aulla nella chiesa di S.Caprasio.
Europa
Sabato, 5 novembre 2011
Concretezza... dopo le strette di mano!
A
ccordi politici, numeri, strette di mano. Il nuovo vertice europeo
svoltosi il 26 ottobre, convocato d’urgenza per affrontare il
problema del debito sovrano, dare stabilità alla moneta unica,
rafforzare il sistema bancario e mettere in sicurezza l’intero
percorso di integrazione comunitaria, sembra aver dato gli effetti sperati.
Ora, agli accordi sottoscritti dai 27 capi di Stato e di governo, occorrerà dare
un seguito concreto. “Il pacchetto che abbiamo concordato è completo e
conferma che l’Europa farà quello che serve per salvaguardare la stabilità
finanziaria”. All’indomani del summit, José Manuel Barroso, presidente
della Commissione, fornisce la
propria lettura dei risultati, tutta
improntata alla soddisfazione. A
suo avviso, i leader nazionali riuniti
a Bruxelles hanno dato risposte
convincenti su tutti e cinque i punti
segnalati nella “tabella di marcia”
presentata due settimane or sono
dallo stesso Esecutivo. Sulla Grecia
Barroso afferma: “Il nostro obiettivo
primario è quello di riportare il
debito del paese a livelli sostenibili.
Questo è essenziale non solo per
la Grecia, ma per l’Ue nel suo
complesso. Si è aperta la porta a un
livello adeguato di partecipazione
volontaria degli investitori del
settore privato, che permetterà di
lavorare alla presentazione di un
secondo programma di assistenza
finanziaria”. “Siamo determinati a
concludere su questo punto entro
la fine di quest’anno”, ma “la Grecia
deve continuare con le riforme e le
misure di risanamento”. Positive,
sempre secondo Barroso, anche le
decisioni assunte sull’ampliamento
del fondo salva-Stati. “In terzo luogo,
siamo lieti – prosegue il capo della
Commissione - che tutti gli Stati
Ue abbiano concordato una serie
di misure per ristabilire la fiducia
alla voce del relatore è sgorgata come un fiume in piena la
nel settore bancario. Queste misure
drammatica storia di un popolo millenario le cui vicende degli
affrontano le questioni del capitale e
ultimi due secoli sono raccontate da almeno due romanzi,noti
del finanziamento. Vorrei sottolineare
agli italiani: “ I quaranta giorni del Mussa Dag” e “La fattoria
che il nostro obiettivo è quello di
delle allodole”. Però è altra cosa sentire la testimonianza romanzesca
garantire che le banche continuino
di un membro di una famiglia nota, ammirata e amata da tanti
a dare credito all’economia reale”. Il
comaschi, come quella dei Manoukian. Il racconto di Agopik, relativo
quarto punto riguarda la governance
ai suoi ascendenti, è stato sollecitato da una domanda alla fine della
economica, in particolare nella zona
relazione. Ma preferisco anticiparlo, per rendere meglio il “clima” della
euro: secondo il presidente della
conviviale che l’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) di
Commissione, “il vertice euro apre la
Como ha vissuto presso il Palace Hotel. I nonni Manoukian abitavano
strada a un ulteriore rafforzamento del
in una cittadina sulle rive anatoliche del mediterraneo. Ottomila greci
coordinamento e della sorveglianza”.
e duemila armeni. L’anno 1900 nacque loro il figlio Onnik, (che nel
“Stiamo già lavorando su idee concrete
1925 approderà a Como). La famiglia dei nonni si trasferisce a Cipro
che vanno al di là del recente accordo
nel 1909. Successivamente da Cipro a
six pack”. Infine, “abbiamo affrontato
Trieste (Impero Asburgico), dove avvia un
i temi della stabilità e crescita”:
Oggi è smembrato
commercio di granaglie, tappeti, carrube,
“abbiamo bisogno di disciplina fiscale,
noccioline, cotone… Scoppiata la guerra
ma allo stesso tempo dobbiamo
fra tre Stati:
nel 1915, la famiglia viene internata a
dimostrare ai nostri cittadini che c’è
Iran, Turchia
Vienna, perché sospettata di parteggiare
speranza, che si possa rilanciare la
e la neonata
per l’Impero Zarista, schierato contro
crescita attraverso l’approfondimento
Germania, Austria e Turchia. A Vienna
del mercato interno, attraverso riforme
Repubblica
continua gli studi superiori. Finita la
strutturali, ma anche i singoli paesi
Armena, costituitasi
guerra si laurea in Chimica a Zurigo.
devono proseguire gli sforzi in termini
dallo sfaldamento
Casualmente legge una inserzione di
di stabilità”. Ma, come sempre, in
dell’Unione
una ditta di Como (Ponte Chiasso) che
economia contano le cifre. E alcune
cerca un chimico. Così dal 1925 Onnik è
sono più rilevanti di altre. Per quanto
Sovietica (1990) e
“comasco” e mette famiglia con la figlia
riguarda la Grecia è previsto un nuovo
che accoglie solo tre
del proprietario della ditta.
piano di aiuti, che dovrebbe ruotare
milioni di armeni.
attorno ai 130 miliardi. Al contempo è
Armenia, la chiesa di Karmravor
Si può parlare della Armenia in tre sensi:
previsto un taglio del valore nominale
MITO. Luogo immaginario, dove si
del debito di circa il 50%. Le banche
ad Ovest la Grecia, poi l’impero Romano.
inter-familiari, poliglotti, diplomatici,
sarebbe posata l’arca di Noè sul monte
estere che hanno sottoscritto titoli
Il popolo armeno veniva facilmente
affidabili. Nel 1452 i Turchi espugnano
Ararat. Simbolo di degenerazione e di
di Stato greci (soprattutto tedesche
scisso: alcuni feudi ad Est, altri ad Ovest
Bisanzio. Tutti gli armeni diventano
rinascita,insieme. Molti poeti, russi in
e francesi) dovranno accettare una
o a Nord, per ricomporsi eventualmente
sudditi del Sultano, capo religioso e
particolare, vi si sono ispirati.
perdita considerevole, stimata attorno
in altre combinazioni. Nel 300 d.C.
civile. Alla Sublime Porta il loro popolo è
LUOGO GEOGRAFICO. Dai confini
ai 100 miliardi. Nella notte del 26
il popolo raggiunge una certa unità
rappresentato dal Patriarca. Finché nell’
molto variabili, perché si tratta di un
ottobre la cancelliera tedesca Angela
culturale, ma solo con la conversione in
‘800 l’Impero Ottomano inizia il processo
altopiano aperto, senza confini naturali.
Merkel è tornata a invocare una
massa al cristianesimo l’unità diventa
di sfaldamento a causa della cultura
Fiumi, che continuano altrove, tre laghi,
modesta revisione dei Trattati, intesa
robusta, tanto da superare molti secoli
“romantica” che induce i popoli a cercare
il mitico monte… Oggi questo territorio è
però a definire sanzioni più severe
fino ad oggi. La conversione non fu
la propria identità storico-culturale e
smembrato fra tre Stati: Iran, Turchia e la
per quei paesi che non dovessero
facile. In principio il loro Re si dimostrò
ad aspirare alla indipendenza politiconeonata Repubblica Armena, costituitasi
rispettare il Patto di stabilità. Ma
ostile. Una leggenda racconta che una
giuridica, come, del resto, in Europa . Gli
dallo sfaldamento dell’Unione Sovietica
il clima di concordia ritrovata fa
sorella del Re lo convinse, dopo eventi
Armeni creano a Venezia, sull’isola di S.
(1990) e che accoglie solo una parte
concludere il summit con ben altre
rocamboleschi, ad abbracciare la religione
Lazzaro, un loro centro culturale, che si
del popolo armeno: circa tre milioni di
intenzioni. In uno dei documenti
di Cristo e imporla a tutto il popolo. Viene
propone di salvare ogni documento che
cittadini. Lo spazio in cui si collocò il
finali si legge infatti: “L’euro si trova
tradotta l’intera Bibbia, nella lingua e
riguardi la loro cultura e storia. L’Impero
popolo degli AI (nome che danno a sé
al centro del progetto europeo di
nell’alfabeto armeni. La Chiesa rimane
Ottomano si riduce gradualmente alla
stessi gli armeni, al posto di quello loro
pace, stabilità e prosperità. Abbiamo
autocefala, senza isolarsi dall’ecumene
penisola anatolica e nasce anche un
dato dagli stranieri) si estende fra il Mar
convenuto una serie di misure globali
cristiana. Successivamente altri popoli,
nazionalismo turco, che comincia ad
Nero ed il Caspio, territorio di passaggio
per ripristinare la fiducia e affrontare
come i Turchi ed i Turcomanni, premono
espellere o perseguitare gli armeni come
e di frequenti scorrerie da Ovest ad Est e
le tensioni nei mercati finanziari”. Tali
sul regno degli armeni, provocandone la
“corpi estranei” fino al genocidio del
viceversa.
misure “rispecchiano la nostra ferma
frammentazione e l’emigrazione verso
1922. Sciolto l’Impero Sovietico (1990)
ETNIA E STORIA. Se ne ha notizia certa
determinazione a superare insieme
Sud, fino al Mediterraneo. Gli armeni
nasce la piccola Repubblica Armena,
almeno dal V secolo a.C.. Presenza non
le attuali difficoltà e intraprendere
diventano grandi ed abili commercianti,
che, però, si trova isolata ermeticamente
compatta, frammista ad altri popoli,
tutte le iniziative necessarie per
dal Nord Europa fino alle Indie. Anche in
e soffre di gravi difficoltà economiche,
confini variabili, fluttuanti. Struttura
conseguire una più profonda unione
Italia sorgono diverse comunità armene,
tanto da innescare un nuovo processo di
politica di tipo feudale. I singoli feudi
economica, adeguata alla nostra
con le loro chiese. Li aiutano alcune
emigrazione.
venivano facilmente egemonizzati dalle
unione monetaria”. Forse l’Europa
qualità che li rendono ben accetti: legami
ATTILIO SANGIANI
potenze limitrofe: Persia ed i Parti a Est;
può ripartire.
Il vertice del 26
ottobre sembra
aver raggiunto
un’intesa tra i 27
capi di Stato e di
governo dell’Unione
Europea.
Un incontro a Como per conoscerne la storia
il popolo armeno
Agopik Manoukian ne ha parlato alla recente conviviale dell’Ucid di Como.
Un’occasione per conoscere una vicenda tormentata che continua ancora oggi...
D
5
6
Mondo
Sabato, 5 novembre 2011
Al 31 ottobre i morti
accertati erano 582
e i feriti 4.152. La
maggioranza delle
vittime era di Ercis.
Turchia, dopo il sisma
è corsa ai soccorsi
Caritas italiana
Avviata una raccolta
fondi straordinaria
Da tutto il mondo è partita
la mobilitazione per portare
soccorso alle popolazioni colpite:
in questa corsa di solidarietà la
Caritas italiana è in prima linea
accanto a Caritas Turchia.
Per sostenere gli interventi
in corso Caritas italiana ha
aperto un c/c postale n. 347013
specificando nella causale:
“Terremoto Turchia 2011”.
C
ontinua a salire il numero delle
vittime del terremoto di magnitudo
7.2 che domenica 23 ottobre ha
colpito la provincia di Van, sud-est
della Turchia: l’ultimo bilancio, fornito
dall’Amministrazione per i disastri e
l’emergenza, parla di 582 morti e 4.152
feriti. Complessivamente sono state
salvate 231 persone rimaste intrappolate
sotto le macerie. Tuttavia, nella tragedia,
non mancano “segni di speranza” come
mons. Ruggero Franceschini, presidente
della Conferenza episcopale di Turchia e
arcivescovo di Smirne, definisce al SIR il
salvataggio da parte dei soccorritori della
piccola Azra, appena due settimane di vita,
e di alcuni dei suoi familiari, rimasti sotto
le macerie della loro abitazione a Ercis, la
città più colpita dal sisma. “Ora è il tempo
della solidarietà - dichiara l’arcivescovo
- per questo abbiamo attivato la nostra
Caritas sia a livello centrale, a Istanbul, sia
a livello diocesano. La Caritas
di Smirne è frequentata
molto dai musulmani. Anche
da loro arrivano contributi
perché apprezzano la libertà
con la quale aiutiamo le
persone senza distinzione
di razza o di religione.
Nel nostro piccolo stiamo
facendo tanto, raccogliamo
denaro e generi di prima
necessità e vestiario. La
Croce Rossa e la Mezzaluna
Rossa temono che siano
“centinaia se non migliaia le
persone ancora intrappolate sotto i palazzi
crollati”, anche se le speranze di trovare
delle persone ancora in vita sono ormai
azzerate. Si calcola che siano 2.256 gli
edifici, con appartamenti, collassati con il
sisma.
Gli sfollati sarebbero migliaia e prendono
d’assalto, secondo quanto riferiscono
diversi operatori umanitari presenti
sul posto, gli aiuti che pure faticano ad
arrivare. In diverse zone colpite sono state
allestite tendopoli per dare riparto agli
sfollati, ma si teme che la situazione possa
peggiorare con l’arrivo dell’inverno.
Demografia. Secondo l’Onu il 31 ottobre è nata la bambina numero 7 miliardi
D
ov’è nata la bambina numero 7
miliardi? In India come sostiene
una ONG locale o nelle Filippine,
come rivendicato da altre
organizzazioni. Una disputa iniziata
il 26 ottobre con l’annuncio da parte
dell’UNFPA (il Fondo delle Nazioni
Unite per la Popolazione) della nascita il
31 ottobre 2011 della bambina numero
7 miliardi. Gli esperti dell’Agenzia
ONU sottolineavano come, con tutta
probabilità, la bambina sarebbe nata
in India il Paese che contribuisce in
maniera più consistente alla crescita
demografica del pianeta o, comunque,
certamente in Asia. E’ così che, in vista
del 31 ottobre, una ONG indiana la “Plan
International” ha iniziato a monitorare
alcune donne che avrebbero partorito
in concomitanza di quel giorno e, alle
7.20 ora locale, ha annunciato la nascita
di Nargis nell’ ospedale rurale dell’Uttar
Pradesh. Un’annuncio contestato dalle
Filippine che rivendicano questo onore,
e sostengono che il primato è di Danica
May Camacho, una bimba nata due
minuti prima della mezzanotte a Manila.
In realtà, però, quota sette miliardi
potrebbe ancora non essere stata
raggiunta. Almeno è questa l’opinione
degli esperti statunitensi dell’US Census
Bureau, che ritengono che bisogna
aspettarsi la nascita sette miliardi fra
marzo e aprile del 2012. Una posizione
in parte confermata da Sergei Scherbov
dell’Istituto di demografia di Vienna, che
prevede l’evento fra gennaio e luglio del
2012. Una disputa sulla primogenitura
della “settemiliardesima”persona sulla
Notizie flash
■ Algeria
Sulle tracce dei
cooperanti rapiti
Otto persone sono state arrestate
nelle province di Tamanrasset e
Bechar per presunti legami con il
gruppo terroristico Al Qaida nel
Maghreb islamico (Aqmi); quattro di
loro potrebbero avere legami con il
rapimento di tre operatori umanitari
stranieri sequestrati il 23 ottobre a
Rabuni: gli spagnoli, Ainhoa Fernandez
e Enric Gonyans, e l’italiana Rossella
Urru, tutti e tre impegnati in attività
nei campi profughi sahrawi.
Secondo fonti diplomatiche citate
dall’agenzia di stampa francese ‘Afp’,
i tre europei rapiti sono in vita e
stanno bene. La stessa fonte riferisce
che l’informazione è stata data da
esponenti dell’Aqmi e che a breve sarà
diffusa una rivendicazione.
a
t
i
c
s
e
r
...in c
Mai così tanti sul pianeta.
Una notizia che riaccende
il dibattito tra chi vorrebbe
forme di controllo delle
nascite e chi, invece, per
principi etici vi si oppone
faccia della terra che potrebbe far
sorridere se non fosse come la notizia,
circolata ampiamente nei media negli
ultimi giorni, abbia riportato al centro
dell’opinione pubblica un dibattito –
non scontato - sul futuro del pianeta
e dell’umanità. Da una parte, infatti,
ci sono quanti – riprendendo le teorie
di Malthus e dei suoi seguaci sui cicli
demografici fatti di espansione e carestie
- sostengono che, continuando con
questi ritmi, la pressione demografica
sulla terra diverrà insostenibile
portando ad un aumento dei tassi di
mortalità. Dall’altra quanti credono,
invece, che la terra sia abbastanza
grande e ricca da poter sostenere il
peso di una popolazione in crescita,
a condizione di rendere più efficiente
la produzione alimentare e di ridurre
gli sprechi attraverso nuovi modelli di
sviluppo. Una posizione condivisa dalla
stessa Chiesa cattolica. Secondo alcuni
analisti cosiddetti “pro life” gli annunci
delle Nazioni Unite andrebbero, invece,
nella direzione di sostenere l’esigenza
di applicare metodi di controllo delle
nascite. Una situazione particolarmente
viva in Asia, non solo in Cina, dove da
decenni è in vigore la politica del “figlio
unico”, ma anche in India dove sono
sempre più le donne ad abortire le figlie
femmine, considerate un peso per la
famiglia. “Ogni vita umana è un dono
di Dio prezioso, e una fonte di dignità
umana. Questa dignità è inerente alla
vita umana, ed è eguale in ogni persona,
è nella radice dei diritti umani, che sono
inalienabili, inviolabili e universali. Ogni
bambina, nata o non nata, ha questi
stessi diritti, che iniziano con il diritto
alla vita”. Così ha dichiarato il cardinale
Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai,
un ardente difensore della eguale
dignità per donne e bambine. Secondo
il Rapporto del governo dell’India, nel
periodo dal 2001 al 2005 sono stati
riportati 692mila casi di feticidio”.
MICHELE LUPPI
■ Lo strano caso della Francia e le forniture di armi alla Libia
A(r)mare i propri nemici
E
sportazioni record di armi destinate alla Libia nel 2010 e vendite in costante aumento ad Arabia Saudita e Emirati arabi uniti:
la pubblicazione del ‘Rapporto annuale sulle
esportazioni di armi della Francia’ presentato
in parlamento sta alimentando interrogativi e
critiche non solo oltralpe. Il sito d’informazione
‘Jeune Afrique’ sottolinea che “è con armi francesi nuove di zecca che i sostenitori di Muammar
Gheddafi hanno combattuto l’insurrezione” del
Consiglio Nazionale di Transizione, sostenuto
per mesi dai bombardamenti della Nato a cui ha
partecipato – tra le nazioni più attive – proprio
la Francia. Con 88,4 milioni di euro di materiale
militare consegnato l’anno scorso alle autorità
di Tripoli, Parigi ha realizzato un ‘record’ delle
vendite in Libia negli ultimi cinque anni. Un dato che alimenta un certo imbarazzo politico ma
che il portavoce del ministero della Difesa, il generale Philippe Pontiès, ha tentato di smussare
quando ha precisato che “tutte le autorizzazioni
di vendita sono state bloccate sin dall’inizio delle rivolte nei paesi arabi”. Globalmente, con 5,12
miliardi di euro di vendite, un fatturato ridotto
del 37% rispetto all’anno precedente, nel 2010
la Francia è rimasta il quarto esportatore mondiale. Primo cliente della Francia in Africa è il
Marocco con 354 milioni di euro di armi comprate nel 2010. Parigi ha fatto anche buoni affari
con Tunisia (55 milioni), Sudafrica (50 milioni),
Egitto (40 milioni), Angola (25 milioni) e Mauritania. Una rete di organizzazioni non governative tra cui Ccfd-Terre Solidaire, Oxfam France e
Amnesty International denunciano la mancata
trasparenza e l’incompletezza dei dati contenuti
nel rapporto che “ledono il controllo democratico sui trasferimenti di armi”. Secondo queste fonti
il rapporto rappresenta la “punta dell’iceberg”
del commercio di armi con destinazione l’Africa
visto che registra soltanto i contratti autorizzati.
Il documento non precisa la quantità e il tipo di
armi vendute a Centrafrica, Gabon, Mali e Niger.
Cultura
● Il libro di mons. Xeres e
Campanini presentato
in Biblioteca a Como
● Densa la relazione
del teologo mons.
Giacomo Canobbio
● Luci e ombre
della Chiesa dopo il
Concilio Vaticano II
Sabato, 5 novembre 2011
7
Novità in libreria
■ AA.VV.
Maternità interrotte: i
danni dell’IGV (San Paolo)
Un libro curato dagli esperti Tonino
Cantelmi, Cristina Cacace, Elisabetta Pittino,
che fa luce su un «malessere negato e
per aiutare chi ne è colpito a superarlo,
nell’auspicio di contribuire a ridurre l’atto
che quel malessere genera: la soppressione
del figlio non ancora nato». In questo
libro gli autori parlano di aborto a partire
dalle donne e dalle sofferenze che questa
decisione spesso determina in loro e
nell’ambiente che le circonda (euro 15,00).
Il respiro...
e lo Spirito
■ J. McMahon
Primi passi fuori da...
l’alcolismo (San Paolo)
“M
anca il respiro”.
La presentazione
dell’ultimo libro
di don Saverio
Xeres scritto con Giorgio Campanini ,
edito da Ancora, avvenuta in Biblioteca
Comunale venerdì scorso 28 ottobre,
ha trovato una sala gremita al di là di
ogni aspettativa. Mons. Xeres è stato
introdotto da mons. Giacomo Canobbio,
docente di Teologia Fondamentale
alla Facoltà Teologica dell’Italia
Settentrionale. Dal titolo e dai relatori si
era colta forse una promessa di respirare
aria fresca e non aria fritta come
spesso succede nei teatri mediatici. E
questa è sicuramente stata per molti la
sensazione nel tornare a casa.
“Un titolo inquietante” è stato scritto
nella recensione sul Settimanale,
inquietante se pensiamo che al di là di
una prima lettura in senso fisiologico
emotivo, la parola “respiro” in greco è
la stessa per Spirito, cosa sicuramente
non sfuggita a chi ha scelto
il titolo.
Mons. Canobbio inizia il suo
intervento direttamente con
la lettura di una lettera di
Santa Caterina al Papa, un
linguaggio, commenta, che
oggi apparirebbe quanto
meno inopportuno, eppure
il linguaggio di una persona
che amava profondamente
Cristo e la sua chiesa.
Ed è questa solo una
premessa per affrontare,
con lucidità e un rigoroso
richiamo alla Lumen
gentium e alla Gaudium
et spes, la consapevolezza
che anche a cinquant’anni
di distanza dal Concilio,
rimane ancora diffusa
quella errata visione
piramidale della Chiesa, retaggio
di una antica identificazione con
l’impero romano. Una Chiesa italiana,
secondo mons. Canobbio, che è
diventata, nonostante le ispirazioni
conciliari, sempre più clericale, sempre
più burocratizzata, alla ricerca di
un’immagine pubblica che attraverso
la creazione di eventi riesca a trovare
maggiori spazi di ascolto e maggiori
consensi.
Ma i grandi eventi sembrano, una volta
finiti, lasciare poche tracce concrete nel
profondo del cuore e nella vita delle
persone. E allora? Le proposte di mons.
Canobbio sono articolate e meditate,
ma in sintesi si tratta di ritornare al
Concilio Vaticano II e coltivare una
fiducia nello Spirito che non è riservato
solo a qualcuno, ma è di tutti e per
questo occorre saper far crescere una
capacità di ascolto a trecentosessanta
gradi e maturare così un autentico
discernimento comunitario. Tutto
questo in un clima di fiducia paziente,
una pazienza nella speranza cristiana
che sappia anche vivere una dimensione
di resistenza.
Lucida pacata e articolata l’introduzione
di mons. Canobbio, vivace, irruente,
supportata quando occorre da una
mimica che ormai è caratteristica
della sua capacità di comunicare,
l’esposizione di mons. Xeres che ha
avuto modo di stigmatizzare con esempi
concreti le pesantezze della struttura
chiesa che sembra a volte più tesa a
salvare se stessa che la verità del volto di
Dio che Cristo ci ha insegnato ad amare.
L’attenzione dei presenti, così
percepibile, l’intelligenza degli interventi
dal pubblico, compreso quello di
un parroco che ha ricordato la fede
incarnata di quotidiano della fetta di
popolo di Dio che a lui è stato dato di
conoscere, hanno dato l’impressione
a chi scrive che anche sotto la crosta
di burocratizzazione denunciata, lo
Spirito viva comunque nella
intelligenza della teologia
e nella fede quotidiana
di molti. Lo Spirito non è
alieno da fenomeni carsici.
Il Presidente dell’
associazione “Ascolto” ha
salutato tutti auspicando
che l’incontro possa essere
servito per rinfrescare il
desiderio di approfondire
un patrimonio di
rinnovamento così ricco
e fecondo lasciatoci dal
Concilio Vaticano II. Forse è
anche per questa profonda
e travolgente ricchezza che,
a distanza di 50 anni, ci
sembra di essere ancora al
punto di partenza.
MARCO MATTEUCCI
Esercitare sempre umiltà, discernimento e pazienza
E
gregio Direttore,
l’incontro
affollatissimo che
ha avuto luogo
venerdì sera nella Biblioteca
Comunale, ove mons.
Canobbio di Brescia e mons.
Xeres del nostro Seminario
hanno riflettuto a proposito
del libro: “Manca il respiro”,
di cui, appunto, mons. Xeres è
coautore, ci ha lasciato molto
“amaro in bocca”.
A fianco della introduzione
approfondita, documentata,
ricca di puntuali e preziose
indicazioni dei documenti
del Concilio Vaticano II,
svolta dall’illustre Teologo
Canobbio, gli interventi focosi
di mons. Xeres e di qualche
uditore ci sembra che abbiano
veramente fatto “mancare” a
molti “il respiro”.
“Ecclesia semper
reformanda”; sì, certamente!
Ma quella di questi 50 anni,
trascorsi dopo il Concilio, non
è tutta da riformare!
E neppure si può dire che la
Chiesa italiana, con i suoi
“piani pastorali”, ha coperto
“soltanto un vuoto”! Ed è
erroneo ed ingiusto dire
che essa, in molte strutture
ecclesiastiche, ha espresso
troppe pleonastiche proposte
culturali e didattiche, tali da
“sbellicarsi dalle risa”, che
nessuno riesce a leggere e di
fatto non legge!
Certamente parte del clero,
a diversi livelli, può avere
avuto i suoi limiti, d’altronde,
come tutti gli uomini! Ma
non crediamo che tutto sia da
“riformare”, e pensiamo che
anche, e soprattutto, il laicato,
da parte sua, abbia molto da
rimproverarsi.
Tra gli interventi del pubblico,
uno è stato particolarmente
astioso, sconcertante e
stonato, chiamando in causa
tutta la società italiana per un
costume diffuso e inveterato
di “menzogna e di pigrizia”.
E si arrivò persino a dire
che la Chiesa e le strutture
ecclesiastiche, a tutti i livelli,
fino al Papa, ne sarebbero
talvolta inclini, anzi coinvolti!
Ciò che dispiace tanto
è che una relazione così
preziosa, come quella di
mons. Canobbio, ed alcune
condivisibili affermazioni
contenute nel libro di mons.
Xeres siano state dimenticate e
sciupate.
Soprattutto l’amorevole e
fervido richiamo ai cattolici
di autentica fede (affettuoso il
ricordo di don Canobbio per
la Sua mamma), di “coltivare
la fiducia nello Spirito” e di
esercitare sempre “umiltà,
discernimento e pazienza”.
Natalia e GiuliO
Non ero presente all’incontro
di venerdì scorso in
Biblioteca, ma ospito
volentieri la precisa relazione
sulla serata e questa lettera,
che ha il pregio di essere
trasparente testimonianza
di un disagio. Le ospito in
questa pagina della “cultura”
perché credo che l’argomento
meriti una grande attenzione.
Devo ammettere che il
respiro manca anche a me...
e mi fa più paura il silenzio
delle parole. La Chiesa tutta
- non solo i “pedoni”, siano
essi laici o preti - ha bisogno
di “umiltà, discernimento e
pazienza”.
don agostino clerici
Problema personale e
sociale, la dipendenza da
alcool è sempre più
diffusa, anche fra i più
giovani. John McMahon
ne ha sofferto, e in
questo volume porta il
suo vissuto combinato
con le esperienze
professionali maturate
negli anni di lavoro come esperto nel
campo di specialista nell’abuso di
sostanze. Nella stessa collana sono già
stati pubblicati altri tre interessanti
volumi di Kate Middleton sull’ansia, della
stessa autrice con Jane Smith sui disturbi
alimentari e di Sue Atkinson sulla
depressione (euro 9,00 cadauno).
■ M. E. Patrizi
L’Eucaristia e la Madre
del Signore (Città Nuova)
Il libro - veramente
ampio nella sua
trattazione - a partire
dalla relazione tra
Incarnazione ed
Eucaristia, sonda la
figura di Maria nei suoi
molteplici aspetti.
L’analisi è biblica,
patristica e teologica. Un
legame intimo descritto col cuore di una
donna. La presenza “dinamica” di Maria nel
Mistero di Cristo e della Chiesa, con
particolare riferimento alla celebrazione del
mistero eucaristico, e al “culto speciale”
con cui viene onorata e invocata la Madre
di Dio e della Chiesa (euro 48,00).
■ Tito Paolo Zecca
Gemma Galgani (Paoline)
È la storia di Gemma
Galgani (Lucca, 18781903), scritta da un
padre Passionista,
studioso della santa e
delle sue esperienze
mistiche. Alla morte del
padre, la numerosa
famiglia Galgani rimane
senza sostegno
economico. Inoltre, i debiti accumulati dal
padre portano al pignoramento di tutto,
anche della casa in cui abitavano.
Nel colmo delle sventure, si fa strada
nella vita della giovane Gemma una serie
di fenomeni mistici e una intensa vita
di preghiera e di abbandono alla divina
volontà. Rifiuta diverse proposte di
matrimonio perché avverte la vocazione
religiosa. Ma non potrà mai realizzare il
suo sogno. Inoltre, è tormentata anche
da dolorose malattie che la terranno a
letto per anni. Morirà nel 1903, a 25
anni d’età. Il 14 maggio 1933 papa Pio
XI la proclama Beata. Il 2 maggio 1940
viene canonizzata da papa Pio XII che la
definisce “la stella del suo Pontificato”. Il
libro, in appendice, riporta alcuni scritti
di Gemma Galgani, una cronologia degli
avvenimenti che hanno segnato la sua vita
e una bibliografia (euro 12,50).
a cura di Agostino Clerici
8
Vita diocesana
Sabato, 5 novembre 2011
Agenda
del Vescovo
TUTTI I SANTI. L’omelia del Vescovo Diego in cattedrale.
Dal 3 al 5 novembre
Roma, partecipazione al Convegno
della Pontificia Opera per le Vocazioni
sacerdotali.
Lunedì 7 novembre
Como, udienze e colloqui.
Martedì 8 novembre
In mattinata visita all’Ospedale Morelli
di Sondalo.
Mercoledì 9 novembre
In Duomo a Como, alle 18.30, S. Messa
di commemorazione dei Vescovi e dei
Canonici della cattedrale.
DALLA CANCELLERIA
Nomine
Don Teresio Barbaro è nominato
direttore dell’Ufficio per la pastorale
della scuola e dell’università,
responsabile sezione “pastorale della
scuola”.
■ Appuntamenti
Apostolato della Preghiera
Gli incontri per gli animatori dell’Apostolato
della Preghiera si svolgeranno lunedì
7 novembre e lunedì 5 dicembre alle
ore 15.00 presso l’Istituto delle Madri
Canossiane, in Via Balestra a Como.
L’ Adorazione Eucaristica, nella chiesa di S.
Cecilia, a Como, è prevista per giovedì 10
novembre e per giovedì 15 dicembre. Si può
ritirare il materiale dell’AdP a partire dal
prossimo 7 novembre, presso l’Istituto delle
Madri Canossiane, a Como.
S
ono giorni importanti per la
Chiesa universale, impegnata
nella preghiera dedicata prima
alla memoria di tutti i santi poi
alla commemorazione dei defunti. La
sera del 31 ottobre il Vescovo Diego,
presso la chiesa di san Giacomo in Como,
ha presieduto un momento di preghiera
con l’iniziativa “Luci nella notte”. Martedì
1 novembre, in Cattedrale, nella sua
omelia monsignor Coletti ha sollecitato
a «mettere le nostre riflessioni sullo
sfondo di quanto ci ricorda il Vangelo:
siamo tutti chiamati alla beatitudine.
“La santità la raggiungiamo
insieme come comunità
cristiana, ma senza essere
l’uno la fotocopia dell’altro”.
L’effetto della santità – ha sollecitato il
presule – non è una vita faticosa, dura,
pesante e mortificante. Tutto questo ci
sarà. Ma lo sfondo è la beatitudine, le
cui condizioni sono il contrario di quello
che penseremmo noi. In molti ritengono
che beati sono i ricchi, i potenti, i
furbi, chi ignora la giustizia e la pace se
questo è a favore del proprio profitto…
Gesù ci dice che la beatitidune sta da
un’altra parte. Per questo quella di oggi
dovrebbe essere la festa di “santi tutti”.
Non dovremmo solo contemplare chi
Il sangue dell’Agnello,
l’amore di Dio per noi.
ci ha preceduto con una vita coerente
al Vangelo, ma pensare che ciascuno di
noi è chiamato alla santità… Una santità
che esprime l’inesauribile fantasia dello
Spirito». Il Vescovo ha proseguito la sua
riflessione invitando i fedeli a pensare
alle persone conosciute. «Nessuno è
uguale al proprio fratello. Basta un primo
atto di libertà per rendere una persona
assolutamente irripetibile. La santità la
raggiungiamo insieme come comunità
cristiana, ma senza essere l’uno la
fotocopia dell’altro. Siamo chiamati
ciascuno a essere se stesso, perché
fantasia dello Spirito scolpisce la santità
nella nostra resistenza al bene». Cosa
dobbiamo fare per rispondere a nostra
vocazione a essere santi? «Assecondare
l’azione dello Spirito Santo in noi – ha
risposto monsignor Coletti –. Ce lo ha
detto l’Apocalisse. Lo facciamo grazie
a un “detersivo” speciale: il sangue
dell’Agnello, che rende le nostre vesti
bianche, dello stesso bianco di Dio…
Lavare le vesti nel sangue dell’Agnello –
ha incalzato il Vescovo –. Amore fino al
dono della vita: questa è la spina dorsale
della santità cristiana. Ed è quello che
Il Vescovo
insieme agli
studenti
per festeggiare
don Guanella
Cooperatori salesiani
Domenica 13 novembre si terrà la
giornata di spiritualità e la seconda
conferenza annuale con inizio alle 9.00 al
Salesianum e conclusione dalle 11.30 con
la S. Messa. Il 20 novembre a Milano la
Giornata del Cooperatore presso l’Istituto
Salesiano di via Copernico (vicino alla
Stazione centrale) con inizio alle 9.00
(relazione e informazioni del nuovo
Coordinatore provinciale). A seguire S.
Messa e termine verso le 16.00.
Conviviale dell’UCID
Lunedì 14 novembre, alle 19.30, all’Hotel
Palace di Como, interverrà alla Conviviale
dell’Ucid il prof. Vittorio Emanuele
Parsi docente di relazioni internazionali
all’Università Cattolica di Milano. Il suo
intervento avrà il titolo: “Carattere e natura
delle rivoluzioni arabe e implicazioni per
l’Europa”.
UfficioComunicazioniSociali
Martedì 15 novembre alle ore 21, presso
l’Oratorio di Canonica di Cuveglio (Va) si
terrà un primo incontro di presentazione
del nuovo sito diocesano agli addetti ai
lavori (cioè riservato a chi opera o intende
iniziare ad operare a nome della propria
parrocchia sul sito diocesano).
Martedì 22 novembre alle ore 21, a
Como, presso il Centro Pastorale ‘Card.
Ferrari’, e mercoledì 23 novembre, alle
ore 21, a Morbegno, presso il Centro
S. Giuseppe, secondo incontro di lavoro
sulla modalità di inserimento dati (per
parrocchie e associazioni).
veniamo ad attingere a Messa. Ma
perché facciamo tanta fatica a tenere il
passo nel cammino verso santità? Forse
perché diamo alla nostra vita cristiana
un’impostazione sbagliata. Partiamo
da un punto di vista errato: dalle nostre
azioni, che sono troppo fragili e non
riescono a tenere a bada il nostro
desiderio di guadagnare, possedere,
stare bene… Dovremmo mettere al
centro della nostra vita cristiana l’invito
dell’evangelista Giovanni: vedere quale
amore Dio ha per noi. È un invito a fare
l’esperienza della Grazia. È l’esperienza
dell’essere amati gratuitamente da Dio.
Facciamo la comunione con questo
amore: usciamo con le vesti candide,
cantiamo il canto all’Agnello perché ci
sentiamo popolo rinnovato, nazione
santa, comunità da Lui acquistata al
prezzo del suo sangue. Da qui diventerà
possibile giocare la nostra libertà nella
direzione giusta, per trasformare ogni
gesto in atto di amore secondo lo stile
dell’amore di Gesù per noi». Il giorno
successivo, il 2 novembre, monsignor
Coletti ha celebrato la santa messa
presso il cimitero di Albate.
A
ppena rientrato da Roma,
insieme ai pellegrini accorsi alla
canonizzazione di San Luigi Guanella, il
Vescovo di Como, mons. Diego Coletti,
ha celebrato, mercoledì 26 ottobre,
al Santuario del Sacro Cuore di Como
una Santa Messa di ringraziamento a
cui hanno partecipato i gioVani delle
scuole cattoliche della città. Questa è
stata solo una delle tante celebrazioni
che hanno visto la scorsa settimana
al centro il Santuario di via Tommaso
Grossi. (FOTOSERVIZIO WILLIAM)
Parola fra noi
Domenica 6 novembre
L’
Sap 6,12-16;
incontro col Signore è
paragonato a un banchetto
1Ts 4,13-18;
di nozze, ad un rapporto
d’amore. È Lui che viene a cercarci,
Mt 25,1-13
a bussare alla nostra porta. “Aprimi!”,
dice l’amato all’amata del
Cantico. È il grido nel cuore
sentire il “ritardo” dello Sposo.
della notte perché, da sempre
La Chiesa si fa voce di questa
atteso da chi veglia, finalmente
attesa ed essa stessa invoca
lo Sposo viene! In questa
l’incontro e incarna la promessa
immagine, la metafora più bella
che questo avverrà presto: “Sì,
della vita umana. L’olio delle
verrò presto! (...) Vieni, Signore
lampade serve a far luce per
Gesù”. Resta la consapevolezza
riconoscere il volto dello sposo
che il futuro è nelle nostre mani,
nelle sue visite quotidiane.
come quell’olio delle lampade,
Prima di essere il racconto
che permette loro di bruciare e
dell’incontro finale, la parabola
far luce. Per i padri della Chiesa
delle vergini è il modello di
l’olio è lo Spirito Santo, l’amore
come vivere la vita presente.
di cui arde Dio stesso. Il nostro è
Anche la cronaca quotidiana
della stessa natura, è l’amore che
e il senso della vita ci fanno
abbiamo per i nostri fratelli. È
l’amore che ci fa luminosi.
Chi vende l’olio, anche di
notte? Tra le tante possibili
risposte, una si fa strada. I
“venditori” sono i poveri... I
discepoli di Gesù l’hanno capito
subito. La prima comunità di
Gerusalemme – che attendeva
come imminente la venuta
del Signore glorioso – aveva
organizzato un’assistenza
premurosa verso i bisognosi.
Quella di Roma nel 3° secolo
manteneva più di 1500 vedove
e poveri.
La notte di veglia delle vergini
fa venire in mente la veglia di
una madre vicino alla culla
del piccolo malato, o quella
di chi assiste, negli ospedali,
un infermo grave. Vegliare è
faticoso, provoca spossatezza,
è una lotta contro il sonno, ma
al mattino, quando la febbre è
scesa o il male attenuato, quasi
non ci si ricorda della lunga
fatica. L’abbraccio del nuovo
sole riscalda e lenisce la fatica
provata.
ANGELO SCEPPACERCA
Vita diocesana
Il 20 novembre sarà
la Giornata nazionale
di sensibilizzazione
al sostenamento
del clero
Sabato, 5 novembre 2011
9
“I sacerdoti aiutano tutti”,
il 20 novembre la Giornata CEI
Ministri Eucarestia
Due appuntamenti
il 6 e 13 novembre
La riunione generale dei ministri
straordinari della Comunione
Eucaristica si terrà: a Sondrio, presso
l’Oratorio Sacro Cuore, via Gianoli,
domenica 6 novembre dalle ore
09.30 alle ore 12.30. (Non è prevista
la partecipazione insieme alla
Celebrazione Eucaristica).
A Como, presso l’Istituto Canossiano,
via Balestra 10, domenica 13
novembre dalle ore 14.00 alle ore
17.00.
L
o slogan che domina la locandina di
quest’anno per la giornata nazionale
di sensibilizzazione sulle offerte per il
sostentamento del clero dice: “I sacerdoti
aiutano tutti, aiuta tutti i sacerdoti”.
Domenica 20 novembre, festa di Cristo Re,
è anche l’occasione per sollecitare i nostri
fedeli a prendersi in carico il mantenimento
dei loro sacerdoti. Nei mesi passati si è
scatenata una campagna pretestuosa contro
le firme dell’8 per mille a favore della Chiesa
Cattolica, dicendo che non paga l’ICI sugli
edifici di sua proprietà in uso commerciale,
cosa completamente falsa. Può darsi che
in futuro cambi in parte o in toto il sistema
dell’8 per mille, mettendo in difficoltà
l’organizzazione delle diocesi e delle Caritas,
non potrà cambiare la generosità dei fedeli
che vogliono sostenere economicamente
i loro sacerdoti. Le offerte liberali a favore
dell’Istituto Nazionale Sostentamento
del Clero servono per il mantenimento
economico dignitoso di tutti i preti
diocesani italiani. Non è lo stato che li paga,
come in altre parti d’Europa, ma la scelta
e la sensibilità della gente. Finora è ancora
bassa la quota delle offerte, mentre deve
intervenire in modo massiccio il contributo
dell’8 per mille, dobbiamo invertire la
tendenza. Il sistema in atto permette di
esprimere la solidarietà e di realizzare una
perequazione tra il clero italiano, perché
tutti i sacerdoti, con incarichi importanti o
umili, hanno lo stesso reddito. L’iniziativa per
organizzare la giornata di sensibilizzazione
deve partire dal parroco e dal Consiglio
Pastorale. Ad ogni parrocchia è arrivato il
materiale necessario per la riflessione e la
celebrazione della giornata. Cominciamo già
fin da ora ad esporre il nuovo campaniletto
con i bollettini postali utili per un eventuale
versamento.
Durante la giornata, il Consiglio degli Affari
Economici Parrocchiale si può mettere
a disposizione per raccogliere offerte da
versare poi con il bollettino o direttamente
all’Istituto Diocesano Sostentamento del
Clero. I sacerdoti, durante la celebrazione
della messa, possono ricordare il senso della
giornata e leggere ai fedeli un appello che
potete trovare a p. 5 del fascicolo dal titolo
“Una domenica per i sacerdoti”, inserito
nella scatola del materiale recapitato ad
ogni parrocchia. Per gli appassionati di
internet c’è la possibilità di consultare il sito
www.offertesacerdoti.it.
don TULLIO SALVETTI
Como. In preghiera alle spoglie del Santo
Una settimana per
dire grazie a Dio
E’ stata una settimana intensa quella vissuta dall’intera Chiesa di Como. Una settimana aperta a
Roma, lunedì 24 ottobre, dalla messa di ringraziamento celebrata dal cardinale Tarcisio Bertone.
Una gioia condivisa dai tanti pellegrini accorsi a Roma, ma anche da quanti - rimasti in diocesi si sono recati in pellegrinaggio nei luoghi guanelliani: al Santuario del Sacro Cuore a Como, ma
anche (solo per citare i più frequentati) a Fraciscio, Gualdera e Gallivaggio. E poi le celebrazioni
in tantissime parrocchie e a Como. L’ultima in ordine di tempo la S. Messa presieduta dal Vescovo, domenica 30 ottobre, in Duomo e concelebrata da mons. Franco Festorazzi e dal vescovo
brasiliano mons. Protogenes Luft. Da mons. Coletti è arrivato un chiaro invito a tutti alla “responsabilità” perché dall’esempio del Santo di Fraciscio nascano azioni concrete di servizio ai poveri.
C
ommosso, emozionato, un tantino
frastornato: così è apparso William Glisson
mercoledì 26 ottobre, quando si è recato in
pellegrinaggio sull’urna di San Luigi Guanella,
alla cui intercessione si deve il miracolo che gli
ha salvato la vita. «Non ho parole, non riesco a
credere ai miei occhi», continuava a ripetere il
giovane americano. William era accompagnato
dalla mamma Donna, dal padre William senior
e da tanti amici che dalla Pennsylvania sono
venuti in Italia in occasione della canonizzazione
del Santo, accompagnati dal padre Guanelliano
Pietro di Tullio. Un ragazzo semplice, che ha
vissuto con molta umiltà il dono ricevuto e
che sta vivendo con altrettanta spontaneità
quello che gli sta accadendo. Alla domanda
fatta da un presente «Cosa ne pensi di essere
adesso al centro dell’interesse generale più
di don Guanella stesso?», egli ha risposto con
un sorriso: «Adesso», lasciando sottintendere
che questo clamore attorno a lui è destinato
a passare, ma non la traccia di santità di
don Guanella. Un modello di santità feriale,
quotidiana, declinata giorno per giorno nell’
«amore a Dio e al prossimo», nell’eseguire
«puntualmente i doveri del nostro stato», con
una grande fiducia in Dio, Padre Provvidente.
Dopo la visita al museo dedicato a don Luigi
Guanella nella Casa Divina Provvidenza, per
lunghi minuti si è inginocchiato davanti all’urna
del Santo, davanti all’altare maggiore del
Santuario del Sacro Cuore. Un dialogo muto, di
cui solo i protagonisti conoscono il contenuto.
Vogliamo ricordarci questo: don Guanella,
amico dei poveri durante la sua vita, dal cielo
continua ad esserci amico, portando nel cuore di
Dio i volti e i cuori di ciascuno di noi.
SILVIA FASANA
Ufficio per la Liturgia
Tre serate di formazione in Bassa Valtellina
L’Ufficio per la liturgia sta lavorando per organizzare tre serate in
preparazione al tempo della manifestazione del Signore (AvventoNatale) e tre sere in preparazione all’ annuale celebrazione
della Pasqua (Quaresima- Triduo Pasquale- Tempo di Pasqua).
Sono invitati in modo particolare i membri dei gruppi liturgici,
gli animatori delle celebrazioni, i responsabili delle corali
parrocchiali o dei gruppi di animazione del canto. Durante gli
incontri si proporrà una parte di ascolto con la presentazione del
tempo liturgico e una seconda parte operativa, con laboratori
distinti per i cantori e per gli animatori liturgici. I primi tre
incontri si terranno presso la Parrocchia di Delebio (oratorio).
Lunedì 7 Novembre: L’anno liturgico come itinerario di fede;
Mercoledì 16 Novembre: Il Natale del Signore;
Lunedì 21 novembre: Il tempo di Avvento.
Gli incontri inizieranno alle ore 20.45 e termineranno per le ore
22.30.
Per informazioni o iscrizioni si può contattare l’ Ufficio Diocesano
per la liturgia o inviare una mail a [email protected] oppure
contattare Alessandra Rapella della Parrocchia di Delebio
([email protected])
E’ richiesta una quota di iscrizione di € 10/persona per il materiale
che verrà fornito. Per qualsiasi ulteriore informazione puoi
telefonare a: don Simone Piani (cell. 333/6217220).
FOTOSERVIZIO WILLIAM
Tra le migliaia di pellegrini i anche William Glisson
(nella foto sopra), il giovane miracolato per
intercessione di San Luigi.
Sotto il Vescovo al Santuario del Sacro Cuore
Centro Diocesano Vocazioni,
al via i gruppi GOV e Sicàr
C
on il mese di novembre riprendono le iniziative
del Centro Diocesano Vocazioni e tra queste
vorremmo segnalarti il cammino del Gruppo
Orientamento Vocazionale (GOV), l’incontro che si
tiene la terza domenica di ogni mese da novembre a
maggio (ad eccezione del mese di aprile).
Obiettivo di questi incontri è di poter crescere nella
sequela del Signore insieme con altri ragazzi a
partire dall’incontro con lui nella sua Parola e
nell’Eucaristia. Particolare attenzione sarà rivolto
all’aspetto di una scelta vocazionale nel senso
ampio del termine; chiamata a edificare la propria
vita secondo il progetto di Dio per il bene proprio e
della Chiesa. La giornata inizia con un momento di
preghiera con il gruppo Sicàr (che è grossomodo la
versione femminile del GOV) alle ore 9.00 e termina
alle 16.30 circa. Durante la giornata due momenti di
meditazione (uno al mattino e uno al pomeriggio)
con un po’ di silenzio e un momento di condivisione.
Al centro la messa con i giovani presenti in seminario
per il cammino “Strade per scegliere”.
La proposta è rivolta in particolare ai ragazzi dalla II
media alla IV superiore, ma crediamo che sia
giusto che non sia l’età a fare da discrimine per la
possibilità di partecipazione; di conseguenza se
un ragazzo è interessato, magari contattandoci,
è possibile che partecipi pur essendo un po’ più
piccolo! Come per ogni impegno si chiede la
perseveranza, però è possibile, soprattutto le prime
volte, che un ragazzo venga per vedere! Se qualcuno
è un po’ titubante non si senta vincolato se dovesse
venire per capire come funziona. Ricordiamo che
per i ragazzi provenienti dalla Valtellina è possibile
usufruire del servizio (gratuito) del pullman che,
scendendo da Sondalo, fermerà in alcuni paese
della Valtellina (possibili: Tirano, Sondrio, Ardenno,
Morbegno, Piantedo) e a Lecco. Non c’è alcun costo
di iscrizione, chiediamo però un contributo per il
pranzo.
A coloro che fossero interessati a partecipare al
primo incontro previsto per il 20 novembre p.v.
(in particolare per i ragazzi che usufruirebbero del
pullman) chiediamo di iscriversi il prima possibile
chiamando in seminario (031 33 88 111).
In Missione
10 Sabato, 5 novembre 2011
Assemblea Missionaria Diocesana
Domenica
13 novembre
Assemblea
Missionaria
a Sondrio
“Fare
mondo
famiglia”
una
Domenica 13 novembre 2011
SONDRIO – Oratorio Sacro Cuore
Via Diego Gianoli, 18 - parcheggio in loco
del mondo una sola famiglia”. E’ questa
“Fare
frase di mons. Guido Maria Conforti,
recentemente canonizzato da Bendetto XVI
insieme al nostro San Luigi Guanella, a fare da
filo conduttore all’Assemblea Missionaria che si
terrà a Sondrio domenica 13 novembre.
“Dopo una riflessione portata avanti negli anni
scorsi sulla parrocchia missionaria - spiega
Gabriella Roncoroni, direttore dell’Ufficio
Missionario - vogliamo interrogarci su
come le parrocchie sono interpellate oggi
nell’accoglienza dello straniero. Molto spesso
l’approccio con queste persone, infatti, si ferma
a quell’aspetto, pure importante, dell’aiuto
immediato, ma si fatica ad andare oltre la
contingenza”. L’appuntamento per tutti è alle
10 all’oratorio Sacro Cuore di Sondrio. Alle
10.30 la messa con la comunità a cui seguirà
la testimonianza di Padre Giorgio Poletti,
missionario comboniano, impegnato a Napoli
in esperienze di accoglienza e integrazione.
Nel pomeriggio i lavori continueranno con
una tavola rotonda che raccoglierà diverse
esperienze del territorio.
ore 10.00: accoglienza
ore 10.30: S.MESSA con la comunità in chiesa Sacro Cuore
rdo
o
c
i
r
l
i
Un ritratto di don Alberto De Maron e della sua voglia di missione
ore 11.45: Padre GIORGIO POLETTI
missionario comboniano:
“Ero straniero e mi avete accolto”(Mt 25,35)
“Comunione e condivisione”
non solo una volta all’anno
ore 13.30: pranzo presso l’Oratorio
(Euro 10,00)
ore 14.45: tavola rotonda di ascolto e confronto:
voci e volti di chi fa del mondo una sola famiglia
ore 16.00: preghiera conclusiva
Lo scorso 20 ottobre è scomparso
mons. Alberto De Maron, già direttore
dell’Ufficio Missionario Diocesano.
Vi proprioniamo un ricordo da parte
di chi, a partire da quegli anni, ha
collaborato con lui nell’animazione
missionaria della diocesi
C
orreva l’anno 1978 quando ho
conosciuto don Alberto. Era
tornato dalla nostra missione
diocesana dell’Argentina ed io
avevo iniziato da poco a frequentare
l’ambiente missionario, i campi di lavoro
ed i convegni missionari all’abbazia
dell’Acquafredda di Lenno.
La prima volta che l’ho incontrato,
proprio ad un convegno missionario,
eccolo arrivare con il suo poncio: il
classico “cappotto” argentino. In pratica
una coperta con un buco per infilarci
la testa, ma colorata e decorata. Si
arrabbiava sempre quando chiamavo
“coperta” il suo poncio. Diceva che
non capivo proprio niente, che era un
indumento caldo, pratico e anche bello.
E aveva proprio ragione.
Ma torniamo al nostro primo incontro.
Mi sono detto: ma questo è un prete?
Abituato come ero alla maggioranza
dei nostri sacerdoti in tonaca. Da lì ho
iniziato ad imparare davvero che l’abito
non fa il prete.
Sì, perché don Alberto era in primis un
prete, un prete vero, innamorato di Gesù.
Che nelle persone che incontrava vedeva
il suo volto.
Un uomo riservato come lo sa essere la
gente dell’alta valle, ma anche con gli
occhi aperti sul mondo e ricco di una
cultura non indifferente.
Me lo ricordo ancora quando era
direttore dell’Ufficio Missionario e
La testimonianza di
padre Gabriele Scotti,
missionario somasco
nelle Filippine, tra i
bambini di strada
parroco a Civiglio: quante riunioni fino
a tardi nel suo studio pieno di libri! Poi
noi tornavamo a casa e lui continuava
a leggere e studiare ancora fino a notte
inoltrata.
Potrei raccontare tanti episodi della sua
vita da direttore dell’ufficio missionario
e parroco di Civiglio e poi da Vicario
episcopale per la Valtellina, dopo mons.
Eliseo, con uno stile forse diverso, ma
sempre fedele alla Chiesa anche quando
qualche volta non era proprio d’accordo
su tutto.
Mi fermo qui, dal cielo lo sento tirarmi
le orecchie: se c’è una cosa che non gli
è mai piaciuta era mettersi in mostra o
ricevere lodi.
Prima di terminare vorrei però riportare
un brano che don Alberto scrisse
nel 1982 sul sussidio pastorale per la
quaresima. Oggi siamo abituati ad
averlo tra le mani ogni anno ma allora
era una novità; era il secondo anno
che preparavamo questo materiale da
offrire, come diceva don Alberto, alle
parrocchie ed ai gruppi missionari per
aiutarli e per fare comunione tra le varie
parrocchie della diocesi.
“In questo spirito di comunione dialogo
collaborazione è ben più quello che noi
riceviamo di quello che diamo. Se diamo
un po’ di soldi, riceviamo l’insegnamento
Il primo
direttore
Don Alberto De Maron è stato senza
dubbio un pioniere della pastorale
missionaria nella nostra diocesi.Dopo
essere stato vice rettore al seminario
CEIAL di Verona partì per l’Argentina
dove con don Luciano Beretta (19311992) è stato il fondatore della
parrocchia di Fernandez, a Santiago
del Estero. Al ritorno, nel 1977 viene
nominato direttore del neonato
Centro Missionario Diocesano
che guiderà fino al 1991. A lui si
deve l’iniziativa della quaresima
di fraternità con un’attenzione
particolare alle missioni diocesane.
a riconsiderare la povertà come virtù;
se diamo una mano per la promozione,
riceviamo una chiara indicazione
che questa va proposta e realizzata
comunitariamente; se diamo una fede
vecchia e saggia di millenni, riceviamo la
grata sorpresa che la fede sempre novità,
è sempre liberazione, è sempre inventiva e
creatrice. Allora le comunità e le persone
potrebbero chiedersi se l’aiuto concreto
debba ridursi ad un gesto annuale sia pur
generoso, o se non sarebbe di più nello
stile della “Comunione e condivisione”
farlo diventare una voce del bilancio
ordinario, oltre che una voce in più nel
generale programma di conversione”.
Un ultimo ricordo, le corse con il
suo maggiolino in giro per la diocesi
a consegnare materiale o a visitare
missionari e sacerdoti; alla sera si
tornava tardi (ho già detto che era un
nottambulo?). E sulle strade della valle
o del lago non aveva certo un piede
leggero sull’acceleratore. E quanti rosari
recitati…
CLAUDIO CORBELLA
Piccole comunità che
hanno il sapore di famiglia
P. Fausto Tentorio
In 15 mila al funerale
Padre Tentorio non era un “prete
ambientalista” o un “difensore dei
diritti umani”, come molti giornali
hanno scritto, ma un semplice
sacerdote buono e fedele, che ha
amato il suo popolo e ha cercato di
servirlo al meglio, anche a costo della
propria vita”. Sono queste le parole
pronunciate da mons. Romilo de la
Cruz, vescovo di Kindapawan, che
lo scorso 25 ottobre, ha presieduto
i funerali di padre Fausto Tentorio,
il missionario del PIME, 59 anni,
ucciso nel nord delle Filippine. Una
cerimonia seguita da 15 mila persone.
“S
iamo stati tutti molto scossi dalla
morte di padre Fausto Tentorio”. A
parlare a “Il Settimanale” è padre
Gabriele Scotti, missionario somasco, da
16 anni delle Filippine. Fausto Tentorio,
missionario del PIME è stato ucciso il
17 ottobre ad Arakan, nella provincia
di Nord Cotabato, in una zona rurale e
particolarmente isolata del Paese. Al suo
funerale hanno partecipato circa 15 mila
persone, mentre nella capitale Manila si
sono svolte celebrazioni e manifestazioni
di solidarietà. Padre Scotti ha saputo della
notizia dall’Italia dove si trovava per un
breve periodo di riposo, in occasione dei
festeggiamenti per il Giubileo Somasco
che ricorda i 500 anni dalla liberazione
miracolosa del loro fondatore, San
Girolamo Emiliani. “Pur vivendo a Manila,
lontano da quelle zone – spiega padre
Scotti – come padri Somaschi abbiamo
sempre avuto un ottimo rapporto con i
missionari del Pime. In particolare la
nostra casa di formazione a Tagaytay
è proprio di fronte alla casa di
formazione del Pime, per cui ci sono
varie occasioni di collaborazione”.
Originario di Nesso, padre Scotti è
particolarmente conosciuto a Como
dove è stato per nove anni rettore del
Collegio Gallio. Attualmente nelle
Filippine è responsabile delle attività
caritative della congregazione. “La
nostra missione – spiega padre
Scotti – è orientato soprattutto alla
cura dei bambini di strada. Solo nell’area
della capitale che da sola conta tra i 10
e 15 milioni di abitanti sono tra i 70 e 80
mila i minori abbandonati che vivono di
espedienti. Per cercare di aiutarli abbiamo
creato una serie di case dove ci prendiamo
cura di loro all’interno di piccole comunità
in modo da ricreare, per quanto possibile,
un sistema di vita famigliare”. Quella delle
Filippine è un problema di molti Paesi in
via di sviluppo. “Sono tante le famiglie o i
singoli – continua il missionario – che dalle
zone periferiche si spostano verso le città,
in particolare la megalopoli di Manila, in
cerca di fortuna. Finendo, però, per vivere
in situazioni di degrado”.
M.L.
Caritas
Sabato, 5 novembre 2011 11
comunicazione
I punti di forza:
rinnovata veste grafica,
contenuti, approfondimenti
e un aggiornamento
costante sui servizi e
sulle attività in Diocesi
E’ online
il nuovo sito
con tante
novità
D
a pochi giorni è online il
rinnovato sito Internet della
Caritas diocesana. Nuova
veste grafica, nuovi contenuti,
un costante aggiornamento sui nostri
servizi, una quotidiana informazione
sulla nostra attività in Diocesi e, quando
necessario, un approfondimento sulle
tematiche e sugli avvenimenti nazionali
e internazionali che inevitabilmente
interessano anche la realtà locale. Ma
non solo. Grazie alle nuove tecnologie
e a un approccio più semplice al sito è
possibile accedere a documenti, gallerie
fotografiche, video, link ad altri siti per
conoscere e approfondire argomenti a
noi “cari”. Insomma, i responsabili della
Caritas diocesana - con umiltà, impegno,
professionalità e anche un pizzico di
fantasia - hanno cercato di offrire a tutti
gli utenti, interni ed esterni alla stessa
www.caritascomo.it
Caritas, uno strumento semplice,
utile, necessario (e speriamo che nel
tempo diventi anche indispensabile)
per promuovere l’attività caritativa
diocesana e - perché no? - anche per
sensibilizzare tutte le persone di buona
volontà - giovani e meno giovani ad impegnarsi concretamente nelle
rispettive realtà e nelle diverse attività
offerte sul territorio.
Dando una rapida occhiata alla nuova
home page del sito si possono osservare
i campi di interesse a cui si vuole dare
maggiore risalto. Oltre all’editoriale
(che aiuta a fare il punto sui temi e sulle
attività in corso) e alla sezione dedicata
alla Fondazione Caritas Solidarietà e
Servizio (dove viene specificata la sua
“mission”), sono messe in evidenza
l’Area internazionale (con le sezioni
“emergenze e collette”, “adozioni
a distanza”, “sensibilizzazioni” e
“progetti”), l’Area promozione umana
(con le sezioni “grave emarginazione”,
“immigrazione”, “politiche sociali”
e “progetti”) e l’Area promozione
Caritas (con le sezioni “formazione
volontari”, “animazione Caritas”,
“convegni e incontri” e “progetti”).
Nella parte centrale, nell’area “Sotto
i riflettori”, sono sottolineati i temi
di più stretta attualità con l’ausilio
di testi e rimandi a documenti di
approfondimento, fotografie e video.
Particolare attenzione è stata posta,
inoltre, per presentare l’attività dei
numerosi servizi e settori della Caritas
operanti sul territorio (pensiamo, per
esempio, a “Porta aperta”, ai Centri
di ascolto”, eccetera) e alla sezione
dedicata alla documentazione, un vero
e proprio archivio multimediale utile
ad operatori, utenti, volontari e così via.
Per promuovere l’attività della Caritas
non si poteva non dare risalto anche
alla parte dedicata alla comunicazione.
A questo proposito un’apposita sezione
dedica spazio all’informazione che la
Caritas diocesana offre regolarmente
sul “Settimanale della Diocesi” con le
“Pagine Caritas” a cadenza quindicinale
e il periodico “InformaCaritas”
(utile a questo proposito anche il
ricco archivio consultabile anno per
anno). E’ ancora possibile ricevere le
“Newsletter” per gli abbonati e viene
proposto il nuovo servizio di “notizie
flash” che - leggibili a rotazione informano e approfondiscono in breve
sugli argomenti di stretta attualità in
Diocesi e non solo. Infine, ma non
ultimo, è operativo un utile “calendario”
mensile con tutti gli appuntamenti
quotidiani (incontri, convegni, giornate
di preghiera, eccetera) di comune
interesse.
Riflessioni. Una nuova sede e il sito internet per rimettere al centro le relazioni
O
ggi il mondo non solo cambia,
ma è in movimento. Questo
cambiamento radicale della
società è evidente anche nel
territorio della nostra Diocesi, anche la
nostra Comunità Diocesana sta vivendo
tutte le fatiche e le contraddizioni,
ma anche le opportunità che questa
mobilità le fa incontrare.
La sua risposta a queste sollecitazioni
è di estrema prudenza per la poca
conoscenza reale dei fenomeni, per
questo il più delle volte non si ritiene
in grado di accettarli e di affrontarli in
modo positivo.
La Caritas per il suo mandato attraverso
i servizi alla persona, si trova in prima
linea in questo cambiamento, lo
conosce e lo sta affrontando, in questo
momento sempre più si sta facendo
carico della operatività che deriva da
questa attenzione e sente il dovere di
trasmettere alla comunità tutta non solo
la sua fatica, ma anche la ricchezza che
deriva da questa attenzione verso le più
disparate povertà della società attuale.
Per questo ci è sembrato utile investire
innanzitutto in risorse umane ma anche
in strutture che ci permettano di essere
sempre più incisivi nel creare una nuova
cultura di relazioni che ci faccia superare
l’idea che la strada della chiusura in noi
stessi della non contaminazione possa
salvare le nostre comunità.
Questa relazione con il mondo con
le sue povertà ci dà la convinzione
che la cultura nuova dell’ accoglienza
non possiamo ricercarla solo in noi,
nei nostri gruppi chiusi, è da ricercare
altrove. Richieda da parte nostra la
ricerca e l’incontro, il nostro futuro è
l’altro, l’altro che sei tu in una nuova
situazione, l’altro che è differente da
Una cultura
di condivisione
La realtà sociale sta
cambiando e con essa
anche la Caritas è chiamata
a cambiare, mantenendo
fede alla suo carisma e alla sua
testimonianza nella Chiesa
te, ma che condivide la stessa natura
umana, la stessa dignità, gli stessi diritti.
Quali sono allora questi investimenti
che ci aiuteranno ad essere più presenti
e più incisivi all’interno della nostra
Comunità Diocesana e sul territorio?
Il primo investimento è stato il
trasferimento della sede diocesana
presso il Centro Pastorale Cardinal
Ferrari; la nuova sede ci permetterà di
vivere a stretto contatto con le altre realtà
di pastorale della nostra Diocesi, questo
stare assieme ci aiuterà a instaurare
tra di noi un confronto più serrato e
una condivisione più vera del percorso
pastorale da proporre alle nostre
comunità.
Non a caso per la nuova sede ci è stato
assegnato lo spazio che era occupato
dalla vecchia portineria; questa scelta
è stata molto importante, ma anche
molto impegnativa per la Caritas che
attraverso il suo operato dovrà rendere
visibile e testimoniare la vicinanza e la
condivisione della vita di tutti gli uomini
da parte della nostra Chiesa.
Il secondo investimento in
contemporanea con il portale diocesano
è il rifacimento del sito Internet Caritas.
Questo ci metterà in condizione di poter
comunicare e di accogliere esperienze,
contenuti , richieste in tempo reale di
tutti i nostri Centri di Ascolto e Gruppi
Parrocchiali o Vicariali Caritas e con
tutte le associazioni attive nel servizio
della carità della nostra Diocesi,
ma anche con persone singole che
attraverso questo strumento potranno
trovare la possibilità di confronto e di
crescita nel loro cammino personale di
carità; sarà fondamentale inoltre per
comunicare un contributo attivo nel
cammino formativo diocesano.
Credo nell’importanza di questo
rinnovamento sia delle strutture sia
della possibilità di comunicazione,
perché se vogliamo avvicinare gli uomini
dobbiamo saper usare tutti quegli
strumenti che la società attuale ci mette
a disposizione e che ci permettono di
attualizzare e di rendere visibile nella
società attuale il messaggio di speranza
di cui siamo portatori.
ROBERTO BERNASCONI
direttore della Caritas diocesana
12 Sabato, 5 novembre 2011
Dialogo Interreligioso
Incontro di Assisi. A 25 anni dall’appuntamento voluto da Giovanni Paolo II, i leader
delle religioni mondiali si sono ritrovati nella città di San Francesco per pregare insieme
Un comune impegno per la pace
“M
ai più violenza!
Mai più
guerra! Mai più
terrorismo! In
nome di Dio ogni religione
porti sulla terra giustizia e
pace, perdono e vita, amore!”.
Con queste parole Benedetto
XVI ha chiuso la lettura del
testo dell’impegno comune
per la pace da parte dei
leader religiosi sul palco della
piazza della basilica di san
Francesco, atto finale della
Giornata di riflessione, dialogo
e preghiera per la pace e la
giustizia nel mondo “Pellegrini
della verità, pellegrini della
pace”. Venticinque anni dopo
l’incontro di Assisi, voluto
da Giovanni Paolo II, 300
esponenti delle varie fedi
mondiali si sono ritrovati
il 27 ottobre in piazza san
Francesco, per il rinnovo
solenne dell’impegno per
la pace. “La pace è possibile
ancora, oggi!”, ha affermato
il card. Jean-Louis Tauran,
presidente del Pontificio
Consiglio per il dialogo
interreligioso, introducendo
la cerimonia del rinnovo.
“Un comune impegno di non
rassegnarci mai alle guerre e
alle separazioni. Sappiamo che
la fede può vincere il dubbio, la
fiducia superare l’angoscia, la
speranza può avere la meglio
sulla paura”.
DODICI IMPEGNI
Dodici gli impegni contenuti
nel testo, letti a turno dai
leader religiosi e riassunti
così dal patriarca ecumenico
Bartolomeo I: “Per costruire
la pace è necessario amare
il prossimo, rispettando la
regola d’oro, ‘fa’ agli altri ciò
che vorresti fosse fatto a te’.
Con questa convinzione non
ci stancheremo di lavorare nel
grande cantiere della pace”.
“Ci impegniamo a proclamare
la nostra ferma convinzione
che la violenza e il terrorismo
contrastano con l’autentico
D
urante la fase finale della
celebrazione per la pace
nella piazza antistante la
basilica inferiore di san
Francesco, illuminata da un tenero
sole autunnale, una splendida
colomba bianca si è posata su
un membro della delegazione, il
buddista che le ha teso la mano e
l’ha a lungo mostrata innalzandola
sopra all’assemblea. È sembrato
un piccolo segno, non tanto del
buddista, che la colomba non
aveva mai visto, ma della mano
tesa, aperta per l’appoggio.
Chi ha partecipato a questa
Giornata, ha percepito che la pace
esiste nelle dichiarazioni, nelle
aspirazioni, nelle proclamazioni,
nelle speranze e anche nelle
possibilità. Tutti i discorsi sono
stati bellissime illustrazioni
del significato della pace, del
pellegrinaggio, della verità, e
vi sono stati il riconoscimento
e l’esplicita espressione di
gratitudine verso Giovanni Paolo
II, che con l’iniziativa di 25 anni
fa ha indotto tutti a considerare
la pace non come un problema
pragmatico, ma teologico e
antropologico, in tutta la ricchezza
impegniamo ad incoraggiare
ogni iniziativa che promuova
l’amicizia fra i popoli, convinti
che il progresso tecnologico,
quando manchi un’intesa
solidale tra i popoli, espone
il mondo a rischi crescenti
di distruzione e di morte”.
“Noi ci impegniamo a
chiedere ai responsabili
delle Nazioni di fare ogni
sforzo perché, a livello
nazionale e internazionale,
si edifichi e si consolidi, sul
fondamento della giustizia,
un mondo di solidarietà e di
pace”, ha affermato l’ebrea
Betty Ehrenberg, cui ha
fatto eco Setri Nyomi, della
Comunione mondiale delle
Chiese riformate: “Noi
persone di tradizioni religiose
diverse non ci stancheremo
di proclamare che pace e
giustizia sono inseparabili e
che la pace nella giustizia è
l’unica strada su cui l’umanità
può camminare verso un
“Mai più violenza!
Mai più guerra! mai
più terrorismo! In
nome di Dio”, ha
detto Benedetto XVI
spirito religioso”, ha detto il
vescovo Mounib Younan,
della Federazione luterana
mondiale, e a “condannare
ogni ricorso alla violenza e
alla guerra in nome di Dio o
della religione. Ci impegniamo
a fare quanto è possibile
per sradicare le cause del
terrorismo”. “Ci impegniamo
ad educare le persone
a rispettarsi e a stimarsi
reciprocamente” in vista di
“una convivenza pacifica e
solidale”, ha aggiunto Tarunjit
Singh Butalia, delegato
per la religione Sikh. “Ci
impegniamo a promuovere
la cultura del dialogo perché
crescano la comprensione
e la fiducia reciproca fra gli
individui e i popoli, premesse
queste dell’autentica pace”, ha
letto il metropolita Aleksandr,
del Patriarcato di Mosca cui
ha fatto seguito John Upton
(Alleanza battista mondiale):
“Ci impegniamo a difendere
il diritto di ogni persona
umana a vivere una degna
esistenza secondo la propria
identità culturale e formarsi
liberamente una famiglia”.
Dal musulmano Mulina
Mohammed Zubair Abid è
arrivato l’impegno a “dialogare
con sincerità e pazienza,
non considerando quanto
ci differenzia come un muro
invalicabile ma, al contrario,
riconoscendo che il confronto
con l’altrui diversità può
diventare occasione di migliore
comprensione reciproca”. “Ci
impegniamo a perdonarci
vicendevolmente gli errori
e i pregiudizi del passato e
del presente – ha affermato il
metropolita Mar Gregorios,
✎ commento |
del Patriarcato assiroortodosso di Antiochia – e a
sostenerci nel comune sforzo
per sconfiggere l’egoismo e il
sopruso, l’odio e la violenza
e per imparare dal passato
che la pace senza la giustizia
non è vera pace”. Il taoista
Wai Hop Tong ha ribadito
l’impegno “a stare dalla parte
di chi soffre nella miseria e
nell’abbandono, facendoci
voce di chi non ha voce e
operando concretamente per
superare tali situazioni, nella
convinzione che nessuno può
essere felice da solo”. “Noi ci
impegniamo a fare nostro il
grido di chi non si rassegna
alla violenza e al male – ha
aggiunto il buddista Phra
Phommolee – e vogliamo
contribuire con tutte le nostre
forze per dare all’umanità
del nostro tempo una reale
speranza di giustizia e di
pace”. Poi è stata la volta
dello scintoista giapponese
Tsunekiyo Tanaka: “Noi ci
di Elio Bromuri
Tendere la mano alla verità
e profondità dei suoi significati.
Il tema della pace, pertanto,
coinvolge il pellegrinaggio verso la
verità, l’impegno per la giustizia,
la conversione del cuore. Questi
presupposti, in questi venticinque
anni, sono stati oggetto di
riflessione ovunque nel mondo
da parte di uomini legati per fede
e professione alle religioni, in
studi, ricerche, dibattiti, seminari
e convegni. Una letteratura di
altissimo livello di cui i discorsi di
Assisi possono essere un degno
documento. Ciò che manca è la
mano tesa del buddista. Altre
colombe sono volate via lontano
o si sono messe ferme a guardare
lo spettacolo. Uomini disposti a
tendere la mano e accogliere il
dono dello “spirito di Assisi” è
e dovrebbe essere il frutto della
Giornata appena trascorsa.
Da molti è stata infelicemente
chiamata di commemorazione
della prima, del 1986, ma, pur
prendendo occasione per fare
memoria, ad Assisi si è fatta
storia facendo proseguire e
convalidando il dialogo già
avviato e aprendo altri orizzonti di
comune ricerca di verità e di pace,
anche con altre componenti della
famiglia umana, dando al tema un
carattere di maggiore universalità
senza esclusione di persone.
Onestamente si deve dire che di
verità si è parlato poco. La parola
è alta, stringente, impegnativa
oltre ogni dire. Ma la prima verità
che supporta ogni progetto di
pace e che lega tutti i dialoganti
non è quella delle parole o dei
sentimenti, ma quella dell’essere.
Siamo e dobbiamo essere uniti,
considerandoci non gli uni
contro gli altri e neppure soltanto
gli uni accanto agli altri, ma gli
uni insieme agli altri e per gli
altri. Non tanto per quello che
pensiamo e neppure per quello
che crediamo, ma per quello che
siamo, in quanto siamo. Creature
di Dio, fatte a sua immagine e
somiglianza. Il pellegrinaggio
della verità deve essere interiore
e convertire le menti e i cuori.
Dalla consapevolezza del proprio
essere nascono i pensieri e i
sentimenti più forti e resistenti
a ogni variazione di cultura e di
situazione. La pace non approda
nelle piazze e non si annida nelle
case degli uomini perché non si
fa spazio ai sentimenti scaturiti
dall’essere, ma dal potere, dal
prestigio, dal dominio sugli altri.
Un sentimento, che non affiora
in modo rilevante nei testi letti
nella basilica della Porziuncola
di Santa Maria degli Angeli,
mentre è esplicito e marcato dal
tono della voce di Benedetto XVI,
è la “vergogna”. Nessun altro si
deve vergognare per l’uso della
Per la prima volta
presenti all’incontro
di Assisi due
rappresentanti dei
non credenti.
futuro di speranza” nella
consapevolezza che “la
sicurezza, la libertà e la pace
non potranno essere garantite
dalla forza, ma dalla fiducia
reciproca”. Per ultimo ha preso
la parola Guillermo Hurtado,
rappresentante dei non
credenti, per la prima volta
all’incontro di Assisi: “Noi,
umanisti laici, in dialogo con
i credenti, ci impegniamo con
tutti gli uomini e le donne di
buona volontà a costruire un
mondo nuovo. Dedichiamo
ogni sforzo affinché credenti
e non credenti vivano, nella
fiducia reciproca, la ricerca
comune della verità, della
giustizia e della pace”.
forza, o per azioni violente, per
ingiustizie e soprusi collettivi,
persino per genocidi compiuti o
tollerati in nome e per conto della
religione? Finché le religioni e
gli uomini che vogliono la pace,
religiosi e atei, non si vergognano
o almeno non verificano i limiti e
le storture delle loro storie, non ci
sarà spazio per la riconciliazione e
neppure per le ragioni degli altri.
Questo si chiama purificazione
e riconciliazione delle memorie.
Una straordinaria occasione di
unità, non dichiarata ma vissuta
nella profondità delle essenze, è
stata il minuto di preghiera muta
dell’intera assemblea.
Altro momento forte è stato il
canto della preghiera semplice:
“Signore, fa’ di me uno strumento
della tua pace”. Un’invocazione,
come tutti sanno, non uscita
dalla penna di san Francesco,
ma dalla sua anima interpretata
da un pastore evangelico che
l’ha stampata su un santino con
l’immagine, appunto, di san
Francesco. Una preghiera non
solo semplice ma essenziale per la
pace, se detta in verità e sincerità
di cuore.
Como Cronaca
14 Sabato, 5 novembre 2011
ProTIN. Organizzazione di genitori di bambini pretermine
Dalle mamme,
per le mamme
Dal 12 novembre,
presso l’ospedale
S. Anna, al via uno “Spazio
Ascolto” per sostenere
i genitori di bambini nati
prematuramente
D
alle mamme per le mamme”
è lo slogan del progetto
“Spazio di Ascolto”, iniziativa
dell’Organizzazione di
volontariato ProTIN – Genitori Bambini
Pretermine Onlus che partirà sabato 12
novembre presso la Terapia Intensiva
Neonatale (TIN) dell’Ospedale S. Anna
di San Fermo della Battaglia – Como.
Si tratta di uno spazio di incontro
pensato dai genitori dei bambini
prematuri o con gravi patologie alla
nascita che fanno parte della ProTIN
■ S. Guanella
Concerto il 18 novembre
Venerdì 18 novembre presso il santuario
Sacro Cuore di Como, via Tommaso Grossi,
18, l’associazione ex Allievi ed Amici
Opera Don Guanella di Como organizza il
“Concerto in onore alla Santita” di Don
Guanella. Corale Angelo Marelli-Capiago,
soprano: Maria Soldano.
e rivolto alle mamme e ai papà che si
trovano ora nella difficile condizione di
vedere il proprio bambino, appena nato,
in un’incubatrice.
La ProTIN è un’organizzazione senza
scopo di lucro, fondata da alcune madri
che hanno vissuto questa esperienza e
che desiderano fornire un supporto alle
famiglie che si trovano nella situazione
che loro conoscono e hanno già vissuto,
per confrontarsi e condividere dubbi,
paure o perplessità riscontrate non solo
durante il periodo trascorso in ospedale
ma anche a casa dopo le dimissioni.
Il progetto “Spazio di Ascolto” prevede
in concreto la presenza in reparto
il sabato pomeriggio di una o due
mamme ProTIN. Sarà una presenza
discreta, non invadente per offrire
sostegno morale, informazione e aiuto
pratico. Il progetto infatti prevede la
realizzazione di un libretto informativo
dove verranno raccolte, con l’aiuto
dei medici e infermieri della TIN e la
collaborazione degli stessi genitori,
notizie, dati sul reparto in generale
e informazioni pratiche come ad
es. i punti vendita dei pannolini per
bambini sotto i 2,5 kg di peso, body e
tutine taglia “triplo zero” per i neonati,
l’elenco zona per zona (Como, Cantù,
Erba ecc.) delle farmacie che noleggiano
i tiralatte e che vendono i sacchettini
per raccogliere e conservare il latte
materno; dare qualche indicazione
anche per i genitori che vengono da
lontano e che hanno bisogno di sapere
con quali mezzi pubblici si raggiunge
l’ospedale, dove poter dormire e come
fare per avere i buoni pasto per la mensa
dell’ospedale. Una volta realizzato,
vorremmo far tradurre questo libretto
informativo in inglese, francese ed
arabo, per raggiungere anche i genitori
stranieri che spesso vivono la situazione
in modo ancora più complesso a causa
della differente lingua e cultura di
appartenenza.
Nel libretto ci sarà un intero capitolo
dedicato ai racconti di quelle mamme
che si sentono di condividere la propria
esperienza: lasceremo nella saletta dei
genitori del reparto un raccoglitore
con alcune delle testimonianze già
pubblicate sul sito internet della ProTIN
(ww.protin.it) e con dei fogli bianchi,
nella speranza che qualche mamma o
qualche papà ci affidi i suoi pensieri.
Lo Spazio d’Ascolto sarà accessibile
anche a distanza grazie al sito web
dell’Associazione. Ci si potrà collegare
per confrontarsi sulla gestione a
casa dei bambini pre-termine o
anche semplicemente per uno sfogo
in un momento di difficoltà. La
ProTIN intende inoltre organizzare
una campagna informativa e di
sensibilizzazione sui prematuri e sui
neonati con gravi patologie alla nascita
rivolta non solo alle istituzioni pubbliche
locali ma più in generale alla comunità
nel suo insieme. In quest’ottica la ProTIN
parteciperà il prossimo 5 novembre a
un incontro che si terrà presso l’azienda
ospedaliera S. Anna di San Fermo della
Battaglia - Como e che vedrà coinvolti
i neonatologi dell’ospedale e i pediatri
di base. In questa occasione verrà
distribuito il materiale informativo
sull’Organizzazione e sulle sue finalità,
nell’auspicio che altri genitori siano
invogliati a partecipare alle iniziative
ProTIN. C’è inoltre la volontà di far
partire un ciclo di incontri al’interno dei
quali verranno trattati i temi legati alla
prematurità e alle patologie neonatali.
Verranno invitati a partecipare genitori,
professionisti del campo medico,
infermieristico e psicologico; i medici
del reparto del Sant’Anna hanno già
dato la loro disponibilità, ora si tratta
solo di definire argomenti e date e di far
decollare anche questa iniziativa.
Infine la ProTIN e le sue mamme
intendono ringraziare la lungimiranza
di chi ha consentito la presenza dei
genitori nel reparto di Terapia Intensiva
Neonatale “24 ore su 24”. E’ dimostrato
da molti studi che la vicinanza tra
neonati e genitori aiuta lo sviluppo
neurologico e psicologico dei bambini e
permette ai genitori di cominciare fin da
subito a prendersi cura in modo naturale
dei loro piccoli. In Italia sono poche le
strutture ospedaliere che consentono
una presenza full-time così “invasiva”
nella gestione del reparto. Per questo il
nostro grazie va soprattutto ai medici e
agli infermieri che svolgono un lavoro
così delicato con tanti ”non addetti ai
lavori” intorno.
Le mamme della ProTIN
Mostra al Broletto
L’altra realtà
di Vairo
S
abato 5 novembre (ore 17.30),
al Palazzo del Broletto a Como,
s’inaugura la mostra “L’altra realtà”
del pittore Virgilio Vairo, di origine
pugliese, ma comasco d’adozione.
In questa esposizione l’artista presenta
le sue opere in un percorso retrospettivo,
dal 2011 al 1974, e riassume i momenti
più significativi della sua evoluzione
artistica. I dipinti, corredati da alcuni
studi preparatori (acquerelli e oli su
carta di riso) sono raggruppati per
tematiche. Si parte dalle opere più
recenti, punto di arrivo dell’evoluzione,
in cui giochi di forme e colori quasi
sostituiscono il riferimento alla realtà
facendolo dimenticare, per giungere
ai primi dipinti di Vairo, quelli dal
tocco figurativo nati e chiaramente
ispirati dalla realtà stessa. Il primo
esempio di questa evoluzione è dato dai
“Trabucchi adriatici”. In alcuni dipinti il
trabucco diventa pretesto per un gioco
di composizioni di stile razionalista. Il
pittore vuole rendere omaggio “ a quella
feconda stagione del razionalismo
comasco riconducibile alla grande
scuola di architettura del Novecento
L’inaugurazione è
prevista per sabato
5 novembre. L’artista
pugliese, comasco
d’adozione, presenterà
molte delle sue opere
italiano, che mi ha dato modo di
sviluppare lo studio delle forme
puntando alla purezza e all’equilibrio”.
Delle “Geometrie Urbane” una nuova
produzione è rappresentata dalle
“Cattedrali”, luoghi che hanno ispirato
l’artista in questi ultimi anni e che
segnano un momento di profonda
ricerca mistica. Proseguendo nel
percorso a ritroso si giunge alle “Forme
organiche” che comprendono Ulivi,
Fiori di cardo e Conchiglie. Una sezione
particolare è dedicata ai “rossi” nella
quale rientrano i “Riflessi di luce” del
1983 che ben si collegano con il delicato
gioco delle reti di alcuni più nuovi
trabucchi. La pittura di Virgilio Vairo,
nel suo evolversi, delinea un astrattismo
che non nasce dall’astratto, bensì dal
sentimento e dalla realtà. Si può parlare
quindi di concretezza dell’astrazione. Un
interesse particolare, in molte sue opere,
è dato dalla prospettiva, che abbandona
i canoni tradizionali. La profondità viene
sovente lasciata all’immaginazione.
“Si cresce nel tempo grazie alla maturità
e all’esperienza – ci ha detto Virgilio Vairo
– Il quadro, più che dall’oggetto, nasce
dall’idea. La realtà oggettiva può essere
banale, quindi si va oltre cercando nuove
emozioni. L’astrattismo geometrico mi fa
allontanare dalla banalità della realtà per
trasformarla in sentimenti ed emozioni”.
Le sue opere sono il risultato di una
ricerca assidua e tenace sul colore e sulle
sue variabilità. L’artista lavora all’interno
della sua stessa opera in una sorta di
autoanalisi al fine di interpretare se
stesso e il mondo. Traccia una via per
elaborare gioie e malinconie mediante le
quali s’innesta un interiore innalzamento
della propria sensibilità e una larvata
spiritualità. Nell’arte di Virgilio Vairo si
possono ammirare i diversi cromatismi,
dai toni caldi, che conducono al “cuore”.
La mostra (ingresso libero) resterà
aperta sino al 4 dicembre, tutti i giorni
festivi compresi, con il seguente orario:
10-13/15-19.
Alberto Cima
Como Cronaca
Sabato, 29 ottobre 2011 15
Cisl. Intervista al nuovo segretario generale del più forte sindacato comasco, eletto
nel Consiglio generale della scorsa settimana con l’80% dei consensi
Larghi: lo sguardo al futuro
I
l Consiglio generale della
scorsa settimana, presso
l’Hotel Leonardo Da Vinci
di Erba, ha decretato
il cambio della guardia ai
vertici della Cisl, il principale
sindacato comasco. Gerardo
Larghi e Gloria Paolini sono
stati eletti con oltre l’80% dei
consensi, rispettivamente
segretario generale e segretario
generale aggiunto e hanno così
preso il posto del dimissionario
Fausto Tagliabue e di Claudio
Ramaccini. Alla segreteria
sono stati riconfermati Mario
Piccinelli e Luisa Romano.
Larghi già componente
della segreteria uscente, si è
occupato a lungo di scuola
e delle politiche sociali del
sindacato. Gloria Paolini è
stata, invece, la responsabile
della Femca Como, il
sindacato dei settori tessile e
chimico.
Incontriamo Gerardo Larghi
nella sua nuova postazione
di comando, lo studio al
primo piano del sindacato
di via Brambilla, occupato
nell’ultimo decennio dal suo
predecessore Fausto Tagliabue.
La domanda appare scontata:
quale sindacato erediti?
«Ereditiamo una Cisl viva,
che contratta, che sta sui
problemi. È una Cisl che deve
guardare avanti, perché chi
guida con gli occhi puntati
sullo specchietto retrovisore
rischia di uscire fuori strada…
Il cammino compiuto fino ad
oggi ci ha portato ad essere la
più forte organizzazione del
territorio. I segretari che mi
hanno preceduto e le segreterie
che li hanno sostenuti ci hanno
lasciato un’organizzazione
solida, credibile, libera».
Guardiamo al domani. Quali
prospettive, progetti, idee per
il futuro?
«La segreteria che è stata
eletta insieme a me si
propone di proseguire sul
filo di un cammino avviato
e, insieme, di tentare nuove
strade. La crisi che stiamo
vivendo è mutevole, non ha
le stesse caratteristiche di tre
anni fa. Dobbiamo dunque
equipaggiarci per risponderle
al meglio. Per questo è
assolutamente indispensabile
che il sindacato si attrezzi per
costruire nuovi e ulteriori ponti
con la realtà produttiva e con
il sociale. Per certi versi la crisi
può persino rappresentare
un’opportunità perché ci
obbliga al cambiamento. È
evidente che dal punto di vista
economico la nostra principale
preoccupazione debba essere
quella di assicurare stabilità
lavorativa, di contrattare
condizioni di lavoro dignitose,
ma per fare questo appare
altrettanto evidente che non
possiamo più affidarci soltanto
agli strumenti fino ad oggi
messi in campo. Dobbiamo
osare di più, allargare
l’orizzonte…»
Qualche indicazione concreta
sulle priorità d’azione per le
quali la Cisl di batterà.
«Abbiamo bisogno di garantire
sostegno al sistema economico
sviluppando la contrattazione
territoriale e aziendale, in
Già membro della segretaria
uscente, si è occupato, negli ultimi
anni, di scuola e di politiche
sociali del sindacato. Accanto
a lui ci sarà Gloria Paolini,
segretario generale aggiunto.
Confermati Mario Piccinelli e
Luisa Romano
collaborazione con le nostre categorie, per l’incremento
dell’occupazione, del reddito e delle tutele dei
lavoratori.
Dobbiamo assicurare un ulteriore miglioramento
delle relazioni con le associazioni di categoria
imprenditoriali per rispondere più sinergicamente alla
crisi che non è solo crisi industriale, ma investe anche il
settore dei servizi e della piccola e media distribuzione.
Occorrono maggiori investimenti nell’istruzione e
formazione professionale prestando anche attenzione
al rapporto con gli istituti superiori più legati alla realtà
produttiva del territorio, Setificio, Magistri e Ipsia, e al
sistema della formazione professionale.
Servirà garantire sostegno anche all’Ateneo
dell’Insubria nella sua azione di ricerca e nel suo
processo di integrazione con la realtà economica e
sociale del territorio lariano.
Sarà importante adoperarsi per la costruzione di
un nuovo welfare, ricercando
alleanze con le famiglie e con le
altre realtà sociali, per cercare
forme di collaborazione secondo
il principio di sussidiarietà.
Mi riferisco ad un sistema di
welfare che sostenga, affianchi,
aiuti chi si trova in condizione
di difficoltà, non certo ad un
modello che riproduca e perpetui
abusi, lassismo, inefficienze e
stipendi d’oro per dirigenti che
spesso non sono stati in grado di
dirigere e rendere efficienti pezzi
della pubblica amministrazione,
scaricando sui lavoratori la
responsabilità di quanto non
siano riusciti a fare manager
strapagati e politica. Perché
tutto ciò costituisce un costo
ormai insopportabile per tutta
la comunità, soprattutto per la
popolazione più povera.
Sarà importante riservare
attenzione anche al lavoro
femminile, e al tema della
sicurezza sul lavoro. Ma servirà
anche lavorare con il sistema
bancario perché venga facilitato
l’accesso al credito per gli
imprenditori che intendano
investire sul territorio.
La grande sfida alla quale siamo
chiamati è di fare rete tra le reti,
di collegare tra loro l’enorme
molteplicità di risposte che il
territorio ha saputo fornire alla
crisi in atto. Se ne facessimo
l’elenco rimarremmo sorpresi:
fondi comunali e privati, reti di
collocamento e di sostegno per
chi ha perso il lavoro. Fare rete tra
le reti significa coprire gli spazi
vuoti, collegare tra di loro risorse
e potenzialità di un territorio
vivo che noi siamo chiamati a
sostenere, difendere, rilanciare».
Una parola in più per il mondo
famiglia.
«Fino ad oggi le famiglie
comasche sono riuscite, in buona
parte, ad attutire i contraccolpi
della crisi. Ma ormai sono allo
stremo delle forze, e noi non
possiamo più pensare al lavoratore
come qualcosa di scisso dalla
sua dimensione relazionale. Non
possiamo pensare che le pensioni
facciano da ammortizzatore
sociale perché non ci si occupa
più della famiglia… Non può
esistere una politica sociale che
non sia familiare, che non si curi
della famiglia, che non la tuteli,
che non la accompagni».
Cosa dire dei rapporti con il
mondo della politica?
«Il nostro impegno si muoverà
secondo un’azione di netta
distanza da partiti di destra,
centro o sinistra che siano. La
Cisl è, è stata, e sarà sempre un
sindacato laico, libero, autonomo,
indipendente dai partiti, da
ogni governo ed anche da altri
movimenti. Pronto a dialogare
con tutti e a collaborare. Ma se
qualcuno oggi pensa di far sponda
su di noi per propri disegni, noi da
subito gli diciamo “scordatelo”».
E, guardando più al
particolare, con le pubbliche
amministrazioni?
«Una pubblica amministrazione
efficiente è, per un paese
moderno, una risorsa
irrinunciabile. Dobbiamo tradurre
la nostra politica nei volti di coloro
che ci interpellano,
dobbiamo ricordarci di prendere
sempre sul serio le loro storie, le
loro esigenze, anche le
loro lamentele. Per questo la
Cisl a Como ha il dovere di
influenzare la politica su alcuni
contenuti essenziali di quello
che chiamiamo il bene comune:
sviluppo di un’economia reale,
basata sul fare e non sul generare
soldi attraverso i soldi; sostegno
ai giovani e alle famiglie; un fisco
più equo e che imbocchi la strada
della sussidiarietà. Questo sarebbe
il segno che la società civile,
sindacato in testa, si ripropone
come protagonista».
Marco Gatti
Como Cronaca
16 Sabato, 5 novembre 2011
commissione sanità
Vaccinazioni, CREG
comasco, le lunghe code
per l’attesa del ticket.
Particolarmente denso
l’incontro con il
direttore dell’Asl Bollina
In Regione
i temi caldi
della sanità
lariana
V
accinazioni, sperimentazione
CREG nel comasco, le lunghe
code per ottenere l’esenzione
dei ticket, il punto sulle
commissioni d’invalidità: sono gli
argomenti che il Direttore generale
dell’ASL di Como, Roberto Bollina, ha
affrontato nel corso di un’audizione
che si è svolta presso la Commissione
Sanità di Regione Lombardia la scorsa
settimana. Un incontro fortemente
voluto da due consiglieri regionali del
territorio lariano (Davide Bianchi della
Lega Nord e Luca Gaffuri del PD) per
avere chiarimenti su alcune decisioni
prese in ambito sanitario nel corso
dell’ultimo mese.
Sul fronte della campagna “antiinfluenza 2011”, dopo che qualche
settimana fa è stata trovata l’intesa
con i medici di famiglia a vaccinare
le persone con più di 75 anni, Bollina
ha sottolineato come “il caso è frutto
di un’incomprensione in quanto già
in passato, ed anche quest’anno, nel
l’audizione di roberto bollina
bilancio preventivo dell’ASL
non è contemplata alcuna voce
finalizzata a questo tipo di servizio.
E si tratta di 650/700mila euro. Per
la campagna di quest’anno abbiamo
attivato 94 punti vaccinali per tutti, cui
si aggiungono i quasi 400 medici di
famiglia per gli ultra 75enni. Mi sembra
che il sistema stia funzionando”.
Sulla sperimentazione dei CREG,
ovvero la gestione dei pazienti cronici a
domicilio che vede il comasco come uno
dei territori “pilota” su questo progetto,
l’ASL di Como, riuscendo a far lavorare
insieme un centinaio di medici del
territorio ha creato cinque entità che ora
sono attese da una verifica concreta sul
campo: “Per i 20mila pazienti interessati
l’avvio del progetto CREG significa una
maggiore sicurezza di attenzione al
loro stato – ha sottolineato Bollina - in
quanto le associazioni di medici che si
occuperanno del servizio sono soggetti
a tutta una serie di prescrizioni che
costituiscono elementi di garanzia per
gli ammalati stessi e per i loro familiari.
Come tutte le sperimentazioni c’è un
margine di rischio, ovviamente. Ora
attendiamo di vedere come funziona
il tutto nella pratica anche se sono
convinto che i CREG permettono
una migliore gestione diagnosticoterapeutica per questi cittadini”.
Un altro punto particolare sono state
le lunghe code di cittadini che hanno
affollato l’ASL di Como per la richiesta
o conferma sull’esenzione dei ticket che
rischiano di riproporsi dal prossimo 1°
gennaio quando per tale concessione
si dovrà far riferimento ai redditi 2011:
“L’ASL dal punto di vista gestionale della
concessione dell’esenzione dei ticket non
ha molte competenze – ha sottolineato
Bollina -. Noi abbiamo cercato di venire
incontro ad un pubblico di 70.000
persone (quella di Como è una delle
province lombarde più anziane) aprendo
tutti gli sportelli disponibili anche se,
a rigor di logica, mi preme sottolineare
come a Como raggiungano quota 65mila
coloro che annualmente si recano alla
sede dell’ASL esclusivamente per fare
la scelta o revoca del proprio medico di
famiglia. Un esempio che evidenzia la
situazione in cui si sono trovati a lavorare
gli uffici dell’ASL”.
Sulla riforma delle commissioni
d’invalidità è stato ribadito come
la materia è ormai quasi del tutto
di competenza dell’INPS mentre,
per ciò che concerne l’ASL lariana,
“le novità non sono state altro che
attuare una nostra riorganizzazione
interna. Prima del mio arrivo (tardo
inverno), le commissioni d’invalidità
erano composte da medici esterni
con personale amministrativo
interno. Io ho voluto che invece se ne
occupassero gli 80 medici dell’ASL e il
personale amministrativo, che prima
si occupava di questo settore, è stato
destinato ad altre competenze. Ad
oggi all’ASL, per ciò che concerne gli
invalidi, spetta solo la visita medica
del paziente. Il resto della materia
spetta all’INPS. Con questa modifica
a Como i tempi per la visita sono
passati da oltre 90 giorni agli attuali
40 ma noi interveniamo solo dietro
invio dell’INPS stesso dei nominativi
dei pazienti da visitare o sui quali
va effettuata una seduta di controllo
sullo stato invalidante”.
Luigi Clerici
Alta velocità. Il quadruplicamento della linea Chiasso-Seregno
N
onostante le rassicurazioni a
livello politico rappresenta il
“tallone d’Achille” del progetto
AlpTransit e viene guardato con
preoccupazione da parte delle autorità
svizzere, soprattutto dopo le recenti
vicissitudini che hanno interessato la
realizzazione della tratta Varese-Stabio
(lavori sospesi per diatriba in corso tra
azienda appaltatrice e Rete Ferroviaria
Italiana nonché per la scoperta
di un ingente quantità di terreno
contaminato da arsenico da bonificare).
Stiamo parlando del progetto per il
quadruplicamento della linea ferroviaria
tra Chiasso e Seregno.
Svizzera e Italia hanno siglato un
accordo che obbliga i due Paesi ad
adeguare la capacità ferroviaria di pari
passo con l’aumento della domanda.
Sull’applicazione dell’intesa veglia
un apposito Comitato direttivo ma le
autorità italiane vengono a più riprese
accusate di non investire abbastanza
nelle infrastrutture fra Chiasso e Milano
in vista dell’inaugurazione della galleria
di base del San Gottardo prevista nel
2016. Dopo tutto le recenti dichiarazioni
dell’Assessore ai Trasporti di Regione
Lombardia, Raffaele Cattaneo, e del vice
ministro dei trasporti, Roberto Castelli,
vertono più, che sull’investimento
nell’ampliamento infrastrutturale, su
aspetti tecnici come la preparazione a
sostenere con le linee attuali le nuove
capacità di trasporto. Le soluzioni
tecniche hanno, dunque, priorità
sull’aumento dei binari. Ma il progetto
per il quadruplicamento c’è eccome.
Alla scoperta
dell’AlpTransit
Solo che risale al 2004. Anno dal quale
non si è più mosso ovvero quando venne
adottato con Deliberazione della Giunta
Regionale (nel dettaglio si tratta della n.
VIII/18612 del 5 agosto 2004, facilmente
reperibile su internet). Un progetto che
prevede evidenti miglioramenti non
solo alla linea ferroviaria bensì anche
alle infrastrutture connesse. Il progetto
preliminare del quadruplicamento
della linea ferroviaria Chiasso-Monza si
sviluppa dalla galleria Monte Olimpino 2
sino alla stazione di Desio, per una lunghezza
complessiva di circa 28 chilometri. I lavori
si inseriscono nel contesto delle opere e dei
progetti finalizzati al potenziamento dei
collegamenti alpini, in particolare con il
traforo di base del San Gottardo che, insieme
al valico del Sempione, raccoglie circa il 40%
del traffico merci ferroviario dell’intero arco
alpino. Il quadruplicamento si basa sulla
progressiva separazione dei flussi passeggeri e
merci attraverso un adeguamento della linea
storica e la realizzazione di una linea veloce a
doppio binario che permetterà di portare
a 12 minuti il tempo di percorrenza tra
Chiasso e Desio e che dovrebbe essere
percorso, giornalmente, da 48 treni a
lunga percorrenza. Sulla linea storica
circolerebbero invece 116 treni regionali,
altri 30 a lunga percorrenza e merci,
con la possibilità per alcuni di essi di
utilizzare l’alta velocità.
Un nuovo tracciato che prevede 12
chilometri in galleria e numerose
novità. Tra le opere infrastrutturali
previste una sottosezione nei pressi del
confine di Stato, la sistemazione delle
stazioni di Albate e Cucciago ed un
interconnessione tra vecchia e nuova
linea al bivio Rosales per favorire i
collegamenti con la stazione di Como
San Giovanni, tagliata fuori dal nuovo
percorso che, come detto, utilizza la
galleria Monte Olimpino 2. Tra le altre
opere è prevista poi la realizzazione di
una nuova galleria a Minoprio e di due
viadotti a Carimate (in questo tratto le
due linee corrono vicine ma ad altezze
differenti) e in quest’ultimo paese la
demolizione di alcuni vecchi edifici. Tra
il bivio di Rosales e Seregno è prevista
inoltre la posa di nuovi marciapiedi e
pensiline. Tralasciando i lavori previsti
nel territorio milanese la durata
dell’intervento era stata indicata in sette
anni mentre l’area di cantiere avrebbe
interessato fino ad un chilometro di
spazio a ridosso dell’asse ferroviario. Un
progetto destinato a rimanere solo sulla
carta? Forse no, ma il suo futuro è ancora
tutto da delineare .
L. Cl.
Como Cronaca
Sabato, 5 novembre 2011 17
Presente e futuro. A colloquio con la presidente, Luisa Seveso
T
empo di riflessione,
analisi, riorganizzazione.
Le Acli di Como entrano
nel vivo della fase pre
congressuale, in preparazione
all’appuntamento che le
vedrà riunirsi a marzo 2012
per il congresso provinciale,
anticipando il simposio
nazionale aclista del prossimo
maggio.
Come ogni fase che precede
un congresso, anche questa
sarà, nell’intento dei promotori,
un’occasione di analisi e
rilancio del movimento, per
consolidarne e qualificarne
ancora di più la presenza sul
territorio. A introdurci il senso
di questo cammino è Luisa
Seveso, presidente delle Acli di
Como.
«Il Congresso verrà convocato
ufficialmente agli inizi di
dicembre - ci spiega la
presidente -. Le tesi che ne
faranno da filo conduttore
non sono state ancora
ufficializzate. È però certo che
tra le piste di lavoro ci sarà
il tema dell’economia civile,
argomento significativo per
molte delle nostre realtà e sul
quale stiamo ormai lavorando
da tanto tempo. Al Congresso
provinciale di marzo seguirà
quello regionale di aprile, a
Milano, dentro “Fa’ la cosa
giusta”. A maggio sarà quindi
la volta di quello nazionale.
Come sempre il cammino
di preparazione a questi
appuntamenti sarà animato
dal fervore di sollecitare la
preparazione attiva delle
persone vicine al movimento.
Del resto si tratta per le Acli di
un’occasione preziosa non solo
di rinnovamento ma, anche
e soprattutto, di rifondazione
rispetto alle scelte presenti e
future ed alla definizione delle
priorità da seguire. Per queste
ragioni non si è pensato ad un
unico evento formativo “forte”
che coinvolgesse tante persone,
ma piuttosto a tanti momenti
diversi. Incontri promossi
da noi, in collaborazione
con altri, o sollecitati da altre
realtà, su tematiche vicine alla
nostra mission, che possano
rappresentare una valida
opportunità di crescita».
Un percorso preparatorio
articolato, dunque, fatto di
diverse tappe, che ha preso
il via lo scorso 28 ottobre,
con la presentazione, in
Biblioteca comunale, del
libro di don Saverio Xeres e
12 novembre
Le Acli in
cammino
verso il
Congresso
Il cammino del
movimento verso
l’importante
appuntamento
congressuale,
previsto per il
prossimo marzo
Giorgio Campanini “Manca il
respiro”. «Momento importante
– prosegue Luisa – che ci ha
offerto spunti di arricchimento
rispetto al percorso che, da
tempo, abbiamo intrapreso
dentro i temi del Concilio
Vaticano II per comprendere a
fondo come debba configurarsi
il nostro stare nella Chiesa come
laici cristiani impegnati nel
sociale».
Il secondo incontro avrà luogo
il 10 novembre e sarà legato
alle tematiche del welfare. «Ci
fornirà gli strumenti – spiega
Luisa – per leggere più a fondo
i meccanismi che, in questo
periodo di crisi, muovono
Foto william
Visita guidata
al museo
don Guanella
L’
Associazione
Culturale “Mondo
Turistico” organizza
per sabato 12 novembre
una visita guidata al Museo
“Don Luigi Guanella” e al
Santuario del Sacro Cuore
a Como. L’appuntamento
è fissato per le ore 15.00 a
Como in via T. Grossi, 18. Lo
scorso 23 ottobre don Luigi
Guanella è stato proclamato
Santo da Benedetto XVI.
Questo sacerdote, che tanto
si è adoperato in favore dei
bambini, dei poveri e dei diseredati, è partito proprio da Como
per portare la sua opera di carità in tutto il mondo, aiutato dai
suoi preti, dalle sue suore e dai suoi laici, grazie alla sua illimitata
fiducia nella Provvidenza.
Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico,
tel. 339.4163108; e-mail: [email protected].
il sociale e la politica, così
da permetterci di articolare
risposte che possano essere
davvero utili al prossimo».
Il terzo incontro, promosso in
collaborazione con il Comitato
“Salviamo la costituzione”
è stato fissato invece per il
16 dicembre e avrà come
argomento l’impegno per la
difesa dei principi fondanti
della carta costituzionale.
«Questi eventi - continua
la presidente delle Acli scandiranno soltanto le fasi
di avvio di un percorso di
riflessione che abbraccerà
tematiche di ampio respiro. Ad
esso affiancheremo poi ulteriori
momenti di condivisione su
altri argomenti “caldi”: dai tagli
previdenziali al crescente carico
fiscale».
Com’è cambiato l’assetto del
movimento in questi anni?
«Le Acli si sono sempre
caratterizzate nella presenza
di numerosi circoli sul
territorio, piccoli laboratori
sociali molto legati alle realtà
di appartenenza e in cui
riuscivano a svolgere azioni
autonome di sensibilizzazione
e di formazione. Questo
sistema negli anni ha perso
un po’ della sua efficacia,
con ogni probabilità in
virtù del, certamente
positivo, moltiplicarsi di
associazioni, gruppi, e con
la conseguente crescita di
proposte di coinvolgimento e di
approfondimento. Tutto ciò ci
ha obbligato e ci obbliga, però,
a ripensare il modello della
nostra presenza. Modello che
non può certo prescindere dal
mantenere viva la diffusione di
“sentinelle” sul territorio che ci
restituiscano il senso dei bisogni
che lo stesso esprime. In passato
le imprese e i servizi delle Acli
erano il braccio operativo del
movimento a cui il territorio, il
circolo, raccontavano la realtà, il
sentire quotidiano, rivelandone
i bisogni, le necessità. In
questo modo l’azione delle
imprese acliste era funzionale
alle richieste espresse e
interpretate dai circoli stessi.
Oggi, invece, le nostre imprese
e servizi hanno maturato una
capacità di pensiero autentico,
sono in grado di leggere
autonomamente i bisogni del
nostro tempo. La sfida è quella
di accompagnare questo salto
di qualità pur continuando a
mantenere saldo il legame con
il territorio. L’obiettivo al quale
stiamo lavorando è dunque
quello di creare le condizioni
perché dentro il movimento
ogni anima sostenga l’altra.
Per questa ragione il percorso
che stiamo preparando
e che ci accompagnerà
verso il Congresso vedrà il
coinvolgimento degli operatori
delle imprese e dei servizi e,
al tempo stesso, dei dirigenti
provinciali e dei dirigenti
dei circoli. Sarà, certamente,
faticoso cercare di fare
sintesi tra le diverse realtà
dell’associazione, ma crediamo
che questo sia l’unico modo per
affrontare i temi di oggi con uno
sguardo complessivo. Anche per
questo cercheremo di evitare
una peregrinazione circolo per
circolo per recepirne problemi
e criticità, ma proporremo
incontri a tema, veri e propri
laboratori di approfondimento
sui quali far convergere circoli
e imprese diverse, sensibili alle
tematiche proposte».
Quanti sono oggi i circoli
aclisti presenti sul territorio?
«Sono circa una trentina,
qualche anno fa erano più
di quaranta, anche se tutto
sommato distribuiti in maniera
abbastanza uniforme sul
territorio provinciale. La realtà
più viva, per noi, è il Canturino.
Qualche difficoltà in più la
troviamo sull’area del lago.
Quello che abbiamo imparato
in questi anni è il valore della
rete, della collaborazione,
della sinergia. Proporre eventi,
promuovere campagne con
la collaborazione di altre
realtà, perché da soli non si
va da nessuna parte. E con
questo stile ci siamo mossi
con iniziative a supporto della
parte debole della popolazione,
abbiamo contribuito al
Fondo di solidarietà della
diocesi di Como, abbiamo
predisposto l’accoglienza e
l’accompagnamento delle
decine di profughi giunte in
provincia, ci siamo occupati
della tutela dell’ambiente, del
diritto dell’acqua, abbiamo
affrontato i temi della sobrietà,
degli stili di vita, del rispetto
delle fastività… Un impegno che
continua, giorno per giorno».
Le Acli e territorio, una presenza
sempre viva, sul filo della
continuità e del cambiamento,
verso il Congresso 2012.
marco gatti
La discoteca
del silenzio
S
abato 5 novembre presso il Santuario del Sacro Cuore di via
Tommaso Grossi a Como, si terrà la “Discoteca del Silenzio”,
il tradizionale appuntamento di adorazione eucaristica
notturna proposto dal Centro Guanelliano di Pastorale Giovanile
(C.G.P.G.). L’inizio è alle ore 20.30, con la celebrazione della S.
Messa presieduta da don Alessandro Casartelli, vicario di Albate,
cui seguirà l’esposizione del SS.
Sacramento e l’animazione con
preghiere, canti, lettura di brani di
Giovanile, della “Domenica
don Guanella e di frasi tratte dalla
della Carità”, un momento
Parola di Dio. Alle 24.00, il Rosario
di incontro con gli ospiti
per le famiglie e poi il silenzio, la
della RSA “Don Guanella”
meditazione e la preghiera personale, di Como e la celebrazione
fino alle 4.00 della domenica mattina.
insieme dell’Eucaristia
Chi non potesse partecipare di
domenicale delle ore 10.15
persona alla Discoteca del Silenzio,
presso la cappella interna
può seguirla via radio dalle ore 21.00
alla struttura (con entrata
del sabato al sito internet http://www. da via Guanella), seguita
sacrocuorecomo.it.
dall’aperitivo e da canti.
Domenica 6 novembre prosegue
L’invito a partecipare è rivolto a
inoltre l’iniziativa, sempre proposta
tutti. Il ritrovo è alle 9.45 presso
dal Centro Guanelliano di Pastorale
la cappella. Per informazioni ci
si può rivolgere alla segreteria
del Centro Guanelliano
di Pastorale Giovanile, via
L. Guanella, 13 Como; tel.
031.296783; e-mail: como.
[email protected]. (s.fa.)
Como Cronaca
18 Sabato, 5 novembre 2011
ne
o
i
z
a
c
i
l
b
pub
Il difficile impegno sul fronte delle cure palliative
L’associazione Palma
e “Il Valore della vita”
Le cure
palliative
Le “cure palliative” mediante la “terapia
del dolore” sono l’insieme degli interventi
diagnostici, terapeutici e assistenziali,
rivolti sia alla persona malata, mediante
appropriate terapie farmacologiche,
chirurgiche, psicologiche e riabilitative,
tra loro variamente integrate, il
controllo e la soppressione del dolore,
sia al suo nucleo familiare, finalizzati
alla cura attiva e totale del paziente la
cui malattia di base, caratterizzata da
inarrestabile evoluzione infausta, non
risponde più a trattamenti specifici.
“I
l valore della vita”, con questa
testata, accompagnata
dal logo, semplice ma
efficace, di due mani che si
incontrano, una protesa verso l’altra,
il mese di ottobre ha salutato il primo
numero dell’associazione “Antonio
e Luigi Palma” onlus. Una realtà da
anni impegnata per offrire assistenza e
accompagnamento al malato e alla sua
famiglia quando, purtroppo, la malattia
non è più guaribile.
È lo stesso presidente dell’associazione,
l’avvocato “Angelo Palma” a dare il senso
di questo nuovo impegno “editoriale”:
“Perché un nostro periodico? – scrive
Palma nell’editoriale che accompagna
il numero 1 -. Perché dopo vent’anni
di esperienza vogliamo far sentire la
nostra voce, far conoscere e difendere i
nostri principi, dire ai numerosi amici
dell’associazione, e non solo, quello
che di buono siamo riusciti a fare e
quello che vogliamo ancora fare; ecco la
ragione della testata ‘Il valore della vita’”.
L’associazione nacque 19 anni fa. Era il
5 novembre 1992 quando “un gruppo
di medici del Valduce – ricorda Palma
– sotto la spinta del compianto prof.
Aldo Rossini e del dott. Luciano Tadini,
diede vita all’associazione Palma, prima
iniziativa in Como per la cura dei malati
terminali a domicilio con la terapia del
dolore. Sono trascorsi ormai vent’anni,
e non sono pochi, soprattutto densi di
contenuti per soddisfazioni e per attività
sempre crescente. Le soddisfazioni
derivano dall’aiuto che siamo stati in
grado di offrire a persone in difficoltà,
il malato e i suoi familiari, alla ricerca
di una “mano amica” in un momento
drammatico della loro vita. L’attività
crescente, che è frutto della passione
e della professionalità, ha visto uno
dell’impegno di 4 medici specialisti, 1
psicologo, 4 infermieri, 2 OSS. Uno staff
di competenza e professionalità in grado
di accompagnare il malato in una fase
delicatissima della sua vita, limitandone
il più possibile il
dolore e aiutandolo
a rielaborarne il
senso. Una “squadra”
unita e affiatata che
lavora mettendo
L’associazione “Antonio e Luigi Palma” onlus opera offrendo
al centro del suo
gratuitamente assistenza e cure per favorire il benessere
impegno l’uomo, le
e la dignità della persona, nel rispetto dei suoi bisogni
sue fatiche, i suoi
e dei suoi desideri. L’attività dell’associazione si svolge
dolori, le sue tragicità.
nei comuni di Como, Lipomo, Tavernerio, Montorfano, San
Fondamentale anche
Fermo, Cavallasca, Cernobbio, Maslianico, Brunate, Moltrasio
il ruolo giocato dai
e Albese con cassano. I suoi valori di riferimento sono: la
circa 15 volontari,
vita come bene indisponibile, la solidarietà umana, la cura
risorsa preziosa
per lenire il dolore senza accanimento terapeutico.
dell’associazione,
un gruppo attento e
preparato grazie ad
attività in convenzione con l’Asl, e da
un paziente lavoro
allora è stato un impegno in costante
di formazione continua. Con “Il valore
crescita. Nel 2004 gli assistiti erano 28,
della Vita” l’associazione “Antonio e
per i quali vennero effettuate 656 uscite;
Luigi Palma” estende il proprio fronte
nel 2005 gli assistiti erano saliti a 52
comunicativo, per diffondere il senso di
(1206 uscite), 61 nel 2006 (1359 uscite),
un impegno in difesa di un valore, quello
67 nel 2007 (2126 uscite); 75 nel 2008
della vita, appunto. E, archiviato il primo
(2518 uscite); 85 nel 2009 (2676 uscite);
numero, già si progetta il secondo, che
101 nel 2010 (3199 uscite).
sarà dedicato, promette Angelo Palma,
L’associazione si avvale oggi
alla celebrazione dei 20 anni di vita.
Assistenza gratuita
sviluppo in parallelo della struttura
medica e infermieristica, del comuni in
cui è richiesto il nostro intervento, frutto
di una costruttiva collaborazione con la
direzione dell’Asl di Como, e purtroppo
dei numerosi pazienti assistiti”.
Nel 2004, a conferma del valore
attribuito all’associazione nella cura
dei malati terminali a domicilio ,
l’associazione “Palma” iniziò la sua
Mamo, Mondo
Turistico
e la raccolta
delle olive
a Lenno
Notizie flash
■ Comocuore
Le noci e la salute
del cuore
Nel mese di novembre arrivano le
noci. Una manifestazione che richiama
tutto “il popolo del cuore” all’acquisto
dei sacchetti di noci. I fondi raccolti
serviranno a sostenere le iniziative di
prevenzione e screening sul territorio
di cui Comocuore è da anni promotrice.
Con l’acquisto di un sacchetto di noci
si può contribuire a schiacciare le
malattie cardiovascolari.
Le noci di Comocuore sono:
il 4-5-6-novembre in Via Boldoni dalle
10.00 alle 18.00
il 4 e 7 novembre all’Ospedale
Sant’Anna (nuovo presidio di San
Fermo) dalle 10.00 alle 14.00
e all’Ospedale Valduce dalle 10.00 alle
14.00
I
l Gruppo Mamo, in collaborazione con l’Associazione Culturale
“Mondo Turistico”, organizza per domenica 13 novembre
un’attività per bambini dai 6 ai 14 anni sulla raccolta delle
olive. L’appuntamento è fissato per le ore 9.00 a San Fermo
(piazzale del Cimitero). Si partirà quindi in pullman privato per
Lenno, con sosta al frantoio Vanini per vedere la spremitura delle
olive e le fasi di lavorazione dell’olio. Si proseguirà poi per Rogaro,
dove si raccoglieranno a mano le olive. Seguirà il pranzo al sacco,
una passeggiata e giochi all’aria aperta. Il rientro a San Fermo
è previsto verso le ore 17.00. La quota di partecipazione è di 15
euro. In caso di maltempo, l’attività verrà spostata a domenica
20 novembre. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie entro
giovedì 10 novembre): Monica, tel. 338-5641953.
Itinerario manzoniano
Sicurezza
Piano provinciale
per la ricerca
di scomparsi
Mondo Turistico:
visita a Lecco
U
L’
n piano provinciale comasco per
favorire la ricerca di persone
scomparse. A sottoscriverlo, nella
mattinata di venerdì 28 ottobre sono state
Prefettura di Como, Procura della Repubblica,
Amministrazione Provinciale, Polizia di
Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili
del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato,
Servizio Emergenza ed Urgenza “118” e Corpo
Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Il territorio lariano, vista la sua particolare
conformazione territoriale, non di rado è
stato teatro di tragici infortuni montani.
Obiettivi del piano vogliono pertanto essere
la definizione di un sistema di comunicazione
e di allarme, e di procedure operative
standard al fine di rendere più agevole e
repentina la circolazione di informazioni
in caso di ricerca e di soccorso di persone
scomparse, così da arrivare quanto prima alla
loro individuazione.
Associazione Culturale “Mondo
Turistico” organizza per domenica 13
novembre un itinerario manzoniano
a Lecco.
L’appuntamento è fissato per le ore
10.15 con la guida a Lecco, davanti alla
biglietteria di Villa Manzoni in località
Caleotto di Lecco (ampia disponibilità di
parcheggi in zona; 5 minuti a piedi dalla
stazione ferroviaria). Dopo la visita alla
villa del Caleotto, ricca di testimonianze
manzoniane, si raggiungerà a piedi il rione
di Pescarenico e la passeggiata dell’ “Addio
monti…” lungo la riva dell’Adda. Il percorso
terminerà sul lungolago di Lecco.
La quota di partecipazione è di 8 euro
per i soci e di 10 euro per i non soci,
incluso l’ingresso a Villa Manzoni. Per
informazioni e prenotazioni (obbligatorie):
Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail:
[email protected] (s.fa.)
Como Cronaca
Nuova dialisi
in via Napoleona
Sabato, 5 novembre 2011 19
Foto william
Proseguono i lavori
nella vecchia sede
ospedaliera
D
ialisi: è stata inaugurata la scorsa settimana, presso il padiglione del monoblocco di via Napoleona, la nuova sede del
servizio Cal (Centro ad Assistenza Limitata), operativo dal 9
ottobre, dopo l’intervento di riqualificazione degli spazi di parte del
piano terra dell’edificio iniziata a fine giugno e conclusosi i primi di
ottobre. Gli spazi sottoposti a ristrutturazione, dove è stata rinnovata
l’impiantistica e la climatizzazione, sono pari a 500 metri quadri. In quest’area, prima dedicata alla terapia intensi- minazione, saranno ripuliti i
va, è stata realizzata una sala con 12 po- marmi, collocato un bancosti per i trattamenti più un’altra stanza ne per la reception e realizcon altri tre posti, per 15 posti tecnici in zate nuove porte d’ingresso
totale, sei in più rispetto ai nove attual- automatiche.
“Come annunciato qualche
mente presenti al G.B. Grassi. L’investimento è stato di circa 800 mila euro mese fa – ha sottolineato il direttore generale
Marco Onofri in occasione dell’inaugurazione
finanziato con fondi aziendali.
La risistemazione degli spazi destina- –, è stato realizzato il nuovo Cal, un servizio
ti alla Dialisi ha fornito l’occasione an- nuovo che tiene conto delle esigenze dei pache per un restyling dell’atrio dell’edi- zienti cronici che devono sottoporsi a dialisi,
ficio, dove è in corso una serie di lavori offrendo loro e agli operatori spazi rinnovati e
per renderlo più accogliente. Sarà ef- più confortevoli. Inoltre, la nuova Dialisi rapfettuata l’imbiancatura e rivista l’illu- presenta la concretizzazione di una parte di un
N
più ampio progetto di riorganizzazione degli
spazi di via Napoleona, condiviso con Regione ed Asl, e in particolare del monoblocco. E’
infatti quasi completata la collocazione dell’attività ambulatoriale, distribuita tra i vari piani
dell’edificio che si potevano utilizzare a questo scopo, per rendere fruibili tali servizi alla
popolazione”.
ella sede di via Napoleona, in
particolare nel monoblocco,
si sta completando la
riorganizzazione delle attività
ambulatoriali. Nei prossimi mesi
saranno ricollocate anche l’Oculistica
e la Medicina Toracica.
Dopo la chiusura del Centro Prelievi
di via Pessina, nel vecchio Sant’Anna
è stato riorganizzato e potenziato
il Centro Prelievi. Sono stati rivisti
anche i percorsi di accoglienza e
smistamento dei pazienti nei box
prelievi grazie all’adozione dello
stesso sistema implementato nel
presidio di San Fermo della Battaglia.
Infine, a novembre sarà trasferita dalla
sede di via Ferrari la Neuropsichiatria
Infantile, che sarà collocata nell’ex
Dermatologia.
Solidarietà. Aiuto ai piccoli sofferenti
Riviste
Per portare un sorriso ai
bambini meno fortunati
■ Broletto
In edicola
il nuovo numero
Pubblicazione trimestrale - € 3,00
Spedizione in A.P. - 70% Filiale di Como
LA NASCITA
DELLA LIBIA
U
n angioletto in
acciaio da regalare
per Natale. E’
l’ultima iniziativa
dell’associazione S.I.L.V.I.A.,
nata per ricordare Silvia
Bizzozzero, morta a 33 anni
per un tumore che, nel giro
di due anni, l’ha strappata
alla famiglia e agli amici.
Silvia durante la malattia
ha capito quanto difficile
e dolorosa possa essere la
permanenza in ospedale
e ha dedicato tutto quello
che le restava di vita e di
forze per aiutare i bambini
a sorridere anche nella
malattia. Proprio grazie alle
donazioni ricevute in questi
anni i soci dell’associazione
S.I.L.V.I.A. sono già riusciti
a realizzare diversi progetti
come l’acquisto di un
polissonigrafo stanziale
e di due polissonigrafi
embletta per i reparti di
pediatria degli ospedali
Sant’Anna di Como e
Sant’Antonio Abate di
Cantù; la sponsorizzazione
ad un medico, presso









l’ospedale di Pisa, di un
master di specializzazione
per la terapia del sonno
neonatale e ideato un
diploma da regalare ai
bambini quando vengono
dimessi dall’ospedale.
In collaborazione con
l’Azienda Ospedaliera
Sant’Anna o soci di
S.I.L.V.I.A. hanno inoltre
già avviato diverse attività
come la clownterapia, la
musicoterapica e l’arte –
terapia. Con l’obiettivo
di raccogliere fondi da
destinare ad altre attività
di supporto ai bambini
ricoverati in ospedale da
metà novembre in parecchi
negozi di Cantù saranno
distribuiti gli angioletti
in acciaio alti 12 cm. che
verranno offerti a 10,00
euro. Chiunque li voglia
prenotare o desideri
distribuirli a Como o
nei paesi della provincia
può inviare un’e-mail
all’indirizzo silvia.onlus@
gmail.com.
Paolo Borghi










Carta
regionale
dei servizi
anche in
biblioteca
D
allo scorso 1
novembre la Carta
Regionale dei Servizi
sostituisce la vecchia
tessera d’iscrizione alla
biblioteca. Con una sola
tessera è
possibile iscriversi,
accedere al servizio di
prestito, ai servizi on
line e, nelle sedi in cui
è possibile, navigare in
Internet in biblioteca.
Chi è già iscritto alla
biblioteca avrà tempo fino
a gennaio 2012 per passare
alla nuova tessera.
A coloro che non
possiedono la CRS (ad
esempio i non residenti
in Lombardia e cittadini
stranieri che ancora non
hanno titolo per richiederla)
sarà garantito l’accesso
ai servizi con la vecchia
tessera.
Numero 103
Un dono originale per
Natale. è l’ultima iniziativa
dell’associazione S.I.L.V.I.A., nata
per ricordare Silvia Bizzozzero
morta a 33 anni per un tumore
2011/3
É in edicola il
nuovo numero
del trimestrale
Broletto (n.103;
una copia 3
euro). In questo
numero della
rivista diretta da
Rosaria Marchesi,
segnaliamo un
interessante testo
di Lorenzo Marazzi che racconta i 150
anni di vita dell’oratorio, poi Centro
San Filippo, chiuso a metà degli anni
Ottanta, punto di incontro fondamentale
nella storia cittadina perché qui si sono
forgiati non solo ferventi cattolici, ma
fior di sindacalisti e uomini politici di
calibro nazionale. Si parla anche di un
nuovo itinerario a Como sui passi di
don Luigi Guanella, da poco proclamato
Santo, ripercorrendo le sue tappe in
città, dal Collegio Gallio dove frequentò
sei anni di studio, al Santuario del Sacro
Cuore, dove riposano le sue spoglie.
Tra le “chicche” della storia locale ci
sono gli articoli di Cesare Piovan sulle
terme romane di Viale Lecco, che sono
tornate (finalmente!) visitabili dopo la
costruzione dell’autosilo; il contributo
di Mario Longatti su Carlo Gallio, erede
di Marco Gallio, la cui madre, rimasta
vedova, fu monaca nel monastero
Benedettino di San Colombano; il
pezzo di Marco Luppi sulla marchesina
Giuseppina Raimondi, moglie per poche
ore di Giuseppe Garibaldi, in cerca di
pace in una casino di caccia sui monti
tra Cernobbio e Moltrasio; il servizio di
Gianfranco Casnati sulla festa indetta
nel 1913 dal Comune di Carate Urio per
cinque suoi concittadini reduci dalla
campagna di Libia. Tra i personaggi di
ieri spiccano Pietro Carganico, originario
di Varenna, patriota e pescicultore,
Clemente Malacrida, “duca” dei
contrabbandieri intelvesi, il pittore
Francesco Hayez; tra i personaggi di
oggi il pittore comasco Silvano Bricola,
il giornalista e globe trotter Francesco
Bernini, lo scrittore e illustratore Adamo
Calabrese. Tra le Associazioni, spazio ai
radioamatori Comaschi e al “Caffè del
lunedì” organizzato dal Gruppo GRAAL
del Centro Donatori del Tempo per i
malati di Alzheimer ed i loro familiari;
c’è anche un racconto di Augusto
Giacosa illustrato dalla matita di Renato
Frascoli. Per il circondario, si parla del
Centro Studi dedicato alla memoria di
Raul Merzario, del villaggio “La Cava”
di Pognana Lario, delle vie di Milano
che rimandano a Blevio. E ancora libri,
mostre, sport e, dulcis in fundo, l’angolo
del buongustaio (s.fa.)
INTERVISTA A UN EX PRIGIONIERO IN USA
IL CAFFÈ DEL LUNEDÌ
LA CARROZZERIA BIANCHI
TEST GENETICI
IL CENTRO STUDI “RAUL MERZARIO”
LA BIENNALE DI VENEZIA
BASKET OVER 50
PERSONAGGI DI IERI:
ORAT
ORIO
DI
S. FIL
IPPO
RIO
ITINERA
O
ELLIAN
GUAN
SEZIONE
RADIOAMATORI
DI COMO
PIETRO CARGANICO, CLEMENTE MALACRIDA,
FRANCESCO HAYEZ, LA MARCHESINA RAIMONDI
PERSONAGGI DI OGGI: SILVANO BRICOLA, FRANCESCO BERNINI,
ADAMO CALABRESE
VILLA
GG
POGN IO “LA
CAVA”
ANA
ANE
ME ROM
LE TER
CO
LE LEC
DI VIA
Confcooperative
20 Sabato, 5 novembre 2011
Cooperazione. Le preoccupazioni del settore
I
n tutto il mondo le
sviluppo, coesione sociale.
cooperative hanno
Si colpisce un principio, un
affrontato la crisi meglio
modello: l’unica forma di
delle altre imprese
impresa solidaristica.
perché il valore che tutelano
è un vero paradosso:
è il lavoro e non il profitto.
l’esigenza generale del
Gli utili di gestione di
Paese sottolineata da tutti gli
una cooperativa, infatti,
osservatori, è di aumentare
devono essere reinvestiti
gli incentivi allo sviluppo e
nell’impresa, sono messi
alla crescita delle imprese e
a riserva e costituiscono il
dell’economia, e in questo
patrimonio che ogni
caso, invece, viene sottratto
generazione di cooperatori
un incentivo efficace alla
lascia alle generazioni che
crescita delle imprese
verranno. Le cooperative
cooperative.
hanno quindi una funzione
Si sceglie di penalizzare
sociale: non a caso in
proprio le imprese nelle quali
tre anni di crisi, a fronte
i soci rinunciano per sempre
di un diffuso aumento
a beneficiare individualmente
della disoccupazione,
della ricchezza prodotta,
la cooperazione ha
destinando quelle risorse allo
incrementato il numero dei
sviluppo dell’impresa,
suoi addetti. Come sistema,
della comunità e del
proporzionatamente ai nostri
territorio. Viviamo in una
numeri, siamo il settore che
società avara di buoni
ha fatto minor ricorso agli
esempi. Le imprese
ammortizzatori sociali che
cooperative sono un
sono gravati sulle risorse
esempio virtuoso nel sistema
pubbliche per 50 miliardi di
economico. Anche la Chiesa
euro. Abbiamo assunto, non
lo riconosce. Agli inizi di
siamo costati allo Stato, non
settembre, nel corso delle
delocalizziamo, rispondiamo
giornate di studio delle
ai problemi del territorio.
Acli a Castel Gandolfo, il
Però veniamo puniti.
Cardinale Tarcisio Bertone
Nella ricerca spasmodica di
si è espresso con parole
risorse, il Governo ha infatti
importanti in difesa del
ritenuto di mettere mano mondo cooperativo; “mi
per l’ennesima volta - alla
sembra che il virtuoso mondo
fiscalità ‘di vantaggio’ delle
cooperativo, da apprezzare,
Anche
sulle
cooperative
la
mano
pesante
del
Governo.
Si
penalizzano
cooperative.
che anche in periodi di crisi
Non è una novità: è dal 1994
ha dato lavoro e solidarietà
fortemente realtà che hanno saputo reggere bene l’urto della crisi
che, in modo ricorrente,
straordinaria, meriti un
vengono riproposte
trattamento migliore di
iniziative di questo tipo, tanto che
imposte. L’attuale maggioranza di
proprietà dei soci che ne fanno parte in
quello che gli è stato riservato nella
ormai questo presunto ‘vantaggio’ si
Governo ha affrontato la materia già ben
quel momento. Dubito che i parlamentari
recente manovra economica. I diritti
è ridotto al lumicino. La cosa tuttavia
tre volte, ad ogni inizio legislatura: nel
sappiano davvero che quello sul quale
sociali sono parte integrante della
continua a sorprenderci anche perché
1994, nel 2001 e nel 2008. Ad oggi, dopo
hanno ridotto la defiscalizzazione è un
democrazia sostanziale e l’impegno a
la Costituzione vigente (e gli statuti di
questi tre interventi, la situazione è ben
patrimonio che non andrà mai ai soci,
rispettarli non può dipendere meramente
molti enti locali) tutelano le cooperative
diversa da quella del 1994 e le cooperative e che rimarrà fin quando esisterà la
dall’andamento delle borse e dei mercati”.
riconoscendone il valore sociale.
versano le imposte su una parte talvolta
cooperativa. Nemmeno alla cessazione
“Un’economia civile non può trascurare
L’impressione è che questo ricorrente
rilevante dei loro utili. Gli utili soggetti
dell’attività della cooperativa i soci
la valenza sociale dell’impresa e la
accanimento
a tassazione sono infatti il 68% nelle
potranno vantare alcun diritto sul
corrispettiva responsabilità nei confronti
nasca da un pregiudizio che vuole le
cooperative di consumo (le più
patrimonio costituito con gli utili
delle famiglie dei lavoratori, della società
cooperative identificate in una precisa
penalizzate), il 43% nelle cooperative di
dell’impresa.
e dell’ambiente” ha infine sottolineato il
parte politica. Questo è sbagliato
abitazione e produzione lavoro, il 43%
L’impressione, allora, è che la
segretario di Stato Vaticano.
e ingiusto e le cooperative, che da
nel credito cooperativo, il 23% nella
cooperazione paghi lo scotto del
Queste parole riconoscono al mondo
moltissimo tempo hanno imboccato
cooperazione agricola e il 3% in quella
pregiudizio ideologico e insieme quello
cooperativo quel ruolo sociale che va
la strada della separazione dai partiti,
sociale. Si tratta, è bene ricordarlo, di
di una diffusa disinformazione. Sull’onda
al di là della mera logica del profitto e
hanno dato infinite prove della loro
utili che vengono tassati nonostante
di quest’ultima, ad esempio, si è voluto
confermano che la cooperazione è la
indipendenza.
i soci abbiano scelto di rinunciarvi
far credere che l’ampliamento della
forma d’impresa che più di altre nella sua
E’ bene essere chiari: le cooperative sono
permanentemente, in coerenza con le
tassazione sugli utili delle cooperative
storia, ha riservato particolare attenzione
tassate come tutte le altre imprese, come
norme che prevedono l’indivisibilità
avrebbe prodotto grandi introiti per
alla solidarietà, alla tutela dei diritti e al
ogni e qualsiasi Srl o Spa. Vi è una sola
e l’indisponibilità delle riserve.
lo Stato. I nostri dati dicono invece il
sostegno dei più deboli.
eccezione: una riduzione dell’aliquota di
Utili destinati alla capitalizzazione
contrario. E’ bene che si sappia che per
pagina a cura
imposta relativamente alla parte di utili
dell’impresa, al suo rafforzamento ed al
poche decine di milioni di euro si sceglie
di confcooperative
che sono portati a riserva indivisibile.
suo sviluppo. Solo nella cooperazione,
di colpire un modello di impresa che in
unione provinciale di como
Questi, prima del 1994, non scontavano
infatti, l’impresa è temporaneamente di
questi anni ha generato occupazione,
www.eurekacomo.it
Welfare in pericolo?
Un susseguirsi di manovre penalizzanti
Ridotti gli aiuti ai più deboli
O
«
ccorre riportare la persona al
centro del modello sociale»
diceva il neo ministro del
Welfare Maurizio Sacconi in un forum
con rappresentanti del terzo settore nel
2008, poco dopo la sua nomina.
Le manovre che si sono poi succedute
hanno colpito la parte più debole del
Paese. I dieci più importanti fondi sociali
nazionali sono stati cancellati o ridotti
drasticamente: tagli pari a quasi l’80%
con una cifra annuale passata da 2,5
miliardi di euro a soli 538 mila. Stiamo
parlando di fondi per le politiche sociali,
la famiglia, la non autosufficienza,
l’inclusione sociale degli immigrati. A
colpire al cuore i servizi di base sono
però soprattutto i tagli agli enti locali che
penalizzano quei servizi sul territorio
di cui prima o poi tutti abbiamo bisogno.
Già per l’anno prossimo si prevede che
in Lombardia il fondo a sostegno delle
persone autosufficienti sarà ridotto di
oltre il 70%. E si faceva, e si fa, appello
anche alle cooperative che gestiscono
servizi importanti e si sostengono con
fondi pubblici locali, ma anche cercando
di vendere servizi sul mercato, avvalendosi
di volontari anche del servizio civile,
raccogliendo fondi da privati e donazioni ed
intercettando i proventi del 5 per mille.
Il Ministro Sacconi ha ripetuto
innumerevoli volte che questo strumento
di democrazia fiscale sarebbe stato
stabilizzato. La legge non è però arrivata e
l’ultima edizione del 5 per mille ha visto un
taglio di 100 milioni di euro su 400 stanziati.
Anche sul fronte del servizio civile c’è stata
una contrazione dai 52.000 giovani arruolati
nell’anno 2007 ai quasi 19.000 in servizio
attualmente. Ed è una doppia perdita
perché colpisce il terzo settore, ma anche
i giovani in cerca di esperienza e di una
prima occupazione. Con i provvedimenti
degli ultimi giorni, infine, si è accresciuto il
carico fiscale sugli utili accantonati a riserva
delle cooperative riducendo così le risorse
destinate ad investimenti. Ma non è finita:
si profila una riforma assistenziale e fiscale
per drenare, entro il 2014, altri 40 miliardi
dalle tasche dei cittadini e dai servizi alla
persona. Ammesso che veramente si riesca
a recuperare così tante risorse, sul fondo
del barile della spesa sociale c’è sempre
qualcosa da raschiare ancora.
Cosa rimane oggi del nostro welfare? E cosa
ne sarà rimasto nel 2014?
di à l'Île de la Grande Jatte
Como Cronaca
Sabato, 5 novembre 2011 21
Breccia. La testimonianza e l’impegno di Noella Baghora
L’
CICLO DI INCONTRI INFORMATIVI PER IL BENESSERE DEGLI ANZIANI
VILLA IMBONATI, CAVALLASCA
SALA POLIFUNZIONALE, SAN FERMO DELLA BATTAGLIA
Comune di Cavallasca Comune di S.Fermo
Assessorato ai
della Battaglia
Servizi Sociali
Ass. Servizi Sociali
Segui il tuo cuore
Il 5 e 6 novembre due giornate di raccolta benefica a favore
di un centro di accoglienza per bambini orfani del Congo
sventurata popolazione della propria
terra natale.
A memoria e in onore del marito e dei
due figli scomparsi Noella decide così
di dare vita, insieme ad alcuni amici,
all’associazione Parsac come strumento
di aiuto e di collaborazione con delle
realtà svantaggiate dell’Africa, soprattutto
della Repubblica Democratica del
Congo, rivolgendo l’attenzione in
particolar modo a quelle fasce della
popolazione meno tutelate e solitamente
più colpite durante i conflitti che
hanno insanguinato per molti anni il
continente africano: bambini, donne,
disabili. Un’iniziativa che già tanti aiuti
umanitari ha permesso di convogliare
nella repubblica congolese e che ha
fruttato a Noella due ambiti e meritati
riconoscimenti: l’Oscar del Volontariato
Internazionale e il Premio per la Pace del
2004 istituito dalla Regione Lombardia.
Attualmente il Parsac è appunto
N
uovo appuntamento, a Cavallasca,
nell’ambito del percorso “Salute senza
età” lanciato nel 2009 dal Comune di
Cavallasca per promuovere tra la popolazione
anziana una serie di incontri sulle tematiche
del benessere e della prevenzione, e che
oggi vede l’adesione e la partecipazione
anche del Comune di S. Fermo della
solidarietà senza essere
né solenni né strepitose.
Perché per aiutare l’Africa
non servono eroismi
particolari e nemmeno
formidabili investimenti
finanziari. A volte possono
bastare anche un po’ di
marmellata e un pizzico di
buona volontà.
Ricordiamo che tra le
altre iniziative di Parsac
c’è la realizzazione del
Centro Yetu, a Uvira, ormai
ultimato e operativo, dove
sono ospitati bambini
ciechi e sordomuti,
soprattutto orfani; e il
sostegno offerto all’asilo di
Birava, frequentato da 220
bambini, con il pagamento
anche delle rette e degli
insegnanti, e l’invio di
materiali scolastici per gli
stessi bambini.
SALVATORE COUCHOUD
impegnato nella progettazione del centro
di accoglienza per orfani in questa
occasione “sostenuto” dalla comunità
parrocchiale di Breccia, che sarà edificato
nella località di Ngamanzo-Maluku, a 70
Km dalla capitale Kinshasa, su un terreno
già acquistato in agosto da Noella e dai
suoi collaboratori. Il nodo più rilevante
da sciogliere, secondo una regolarità che
per l’Africa è anche una maledizione,
riguarda com’era prevedibile il
complesso dei lavori di messa in opera
di un pozzo in grado di attingere a una
certa profondità dal sottosuolo per
l’indispensabile approvvigionamento
idrico, il cui costo si aggira sui trentamila
dollari, mentre altri diecimila saranno
necessari per l’elettrificazione della
struttura. Cifre apparentemente lontane
dalla portata delle tasche di Noella e dei
suoi sostenitori, ma ragionevolmente
raggiungibili anche mediante forme
di contributo capaci di esprimere
Salute senza età e cuore misura
dei fattori di rischio a Cavallasca
terzo ciclo
Salute senza età
idea è dei coniugi
comaschi Massimo e
Tina Scarso, insieme
ad altri compagni di
viaggio. Si chiama “Segui il
tuo Cuore” ed è un progetto
finalizzato alla realizzazione di
un centro di accoglienza per i
bambini orfani del Congo. La
ricetta per tradurla in pratica,
umile quanto efficace, consiste
nella vendita, a conclusione
delle messe di sabato 5 e
domenica 6 novembre presso
la chiesa di San Cassiano di
Breccia, delle marmellate
prodotte dalla coppia di
coniugi citata. L’iniziativa,
coordinata dal Gruppo
Missionario Caritativo della
parrocchia di Breccia, si
inserisce nel quadro di una
collaborazione già avviata
con Noella Castiglioni,
che della sua vicenda
tragica e nello stesso
tempo esemplare darà
testimonianza alle 21 di
sabato 5 novembre presso il
Teatro Cristallo di Breccia, e domenica
6 novembre, durante la S. Messa delle
ore 11, accompagnata dall’esibizione del
Gruppo Gospel “Bondeco”.
Nata in Congo nel 1961, Noella Baghora
Chikuru sposò nel 1982 il volontario
italiano Adelio Castiglioni, che la portò
con sé in Italia e dal quale ebbe tre
figli. In una delle periodiche trasferte
africane per mezzo delle quali i coniugi
Castiglioni proseguivano la loro attività
di volontariato, nel 1995, Adelio e due dei
tre figli vennero uccisi, insieme ad altri
tre volontari dell’associazione lecchese
“Mondo Giusto”, nel corso di un attacco
armato ad opera di irregolari, e la stessa
Noella, miracolosamente scampata
alla strage, rimase priva dell’uso delle
gambe. Non però della determinazione
di continuare a lottare e prolungare nel
tempo, sia pure dall’infelice postazione di
una sedia a rotelle, la generosa missione
del compianto marito, a beneficio della
Battaglia.
Sabato 5 novembre, in Villa Imbonati, presso il
municipio di Cavallasca, avrà luogo una mattinata
di misurazione dei fattori di rischio (colesterolo,
pressione, glicemia) con la collaborazione
dell’associazione Comocuore. Appuntamento dalle
9 alle 12. Per gli interessati si raccomanda di
presentarsi a digiuno.
Notizie flash
■ Gravedona
Don Saverio Xeres
e Innocenzo XI
La Società Storica Altolariana di Gravedona
ed Uniti, informa che martedì 8 novembre
alle ore 20.30 presso Palazzo Gallio,
nel quarto centenario della nascita di
Benedetto Odescalchi, mons. Saverio Xeres
terrà la conferenza: “Innocenzo XI, Papa di
croce e di spada”.
❚❚ Teatro Sociale
La “penultima
cena” e il Banco
Alimentare
A
ndrà in scena il 15 novembre, al Teatro Sociale, “La penultima cena”, divertente commedia dell’attore romagnolo
Paolo Cevoli, già mattatore anni addietro in
alcune edizioni della trasmissione televisiva
“Zelig” nonché testimonial dello spot pubblicitario fastweb al fianco di Valentino Rossi. Nei panni di Paulus Simplicius Marone, di
professione cuoco ma di fatto maestro nelle
arti subdole del raggiro e della truffa, il protagonista deve rifugiarsi in Palestina al tempo della predicazione di Gesù, per tornarne
radicalmente trasformato nello spirito e nelle
certezze. Un espediente narrativo per offrire
al pubblico, nella forma di un monologo
enogastronomico, religioso, etico, culturale, una vivace girandola di emozioni tra
gags, equivoci e satira che è tuttavia funzionale alla veicolazione dei fondamentali valori cristiani della carità e della solidarietà, con un occhio di riguardo verso
due associazioni territoriali: il Banco Alimentare della Lombardia, la cui Colletta
è prevista per il 26 novembre, e l’Avsi, impegnata nell’attuazione del progetto Tende
di Natale, alle quali sarà devoluto l’incasso
della serata.
Il costo del biglietto è di 20 euro. È pos-
sibile acquistare
i biglietti presso:
Libreria Paoline di via Cesare
Battisti a Como;
Banco di solidarietà di Como
Via Regina Teodolinda, 61 a Como, telefono 031265061. Oppure
contattando Antonia Meroni al 333-9352370
o Monica Frisoni al 339-7325881; la biglietteria Teatro Sociale di Como. (s.c.)
Hai l’alcolismo
in casa?
Vuoi saperne
di più?
Hai bisogno
di aiuto?
I Gruppi Familiari
Al-Anon possono
offrirti le informazioni
che cerchi
Telefona allo:
800 087 897
Como Cronaca
22 Sabato, 5 novembre 2011
● Dal 21 al 23 ottobre scorsi.
L’evento ha riunito i fedeli di
Como, Varese e Meda
● Colf e collaboratrici domestiche
della Cappellania di S. Donnino
in preghiera davanti alla Grotta
● Evento voluto da mons.
Lachovicz, visitatore apostolico
per gli ucraini greco-cattolici
La comunità ucraina comasca
pellegrina a Lourdes
D
al 21 al 23 ottobre scorsi le comunità ucraine
di Como-Varese-Meda/Seregno-Lecco della
Cappellania di S. Donnino si sono recate in
pellegrinaggio a Lourdes, iniziativa voluta da
mons. Dionisio Lachovicz (Roma), OSBM, Visitatore
Apostolico per gli ucraini greco-cattolici d’Italia e di
Spagna. Di seguito pubblichiamo il contributo di padre
Metodio Lyubeznyy, cappellano della comunità ucraina
comasca.
“Madonna di Lourdes è l’appellativo con cui la Chiesa
cattolica venera Maria, Madre di Gesù Cristo, in rapporto
ad una delle più venerate apparizioni mariane del
mondo. Il nome della località si riferisce al comune
francese di Lourdes di 15.254 abitanti situato nel
dipartimento degli Alti Pirenei, nella regione del MidiPirenei, nel cui territorio – tra l’11
febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane
contadina Bernadette Soubirous, riferì
di aver assistito a diciotto apparizioni
di una «bella Signora» in una grotta
poco distante dal piccolo sobborgo di
Massabielle. A proposito della prima, la
giovane affermò: «Io scorsi una signora
vestita di bianco. Indossava un abito
bianco, un velo bianco, una cintura blu
ed una rosa gialla sui piedi». Questa
immagine della Vergine, «vestita di
bianco» e «con una cintura azzurra»
che le cingeva la vita, è poi entrata
nell’iconografia classica, quella cioè che
la conosciamo ormai oggi.
Dal punto di vista teologico molto
interessante invece è stata la sedicesima
apparizione (il 25 marzo 1858: Festa dell’Annunciazione).
Finalmente – secondo quanto affermò Bernadette –
la «Signora», che fino ad ora non aveva voluto dire il
proprio nome, risponde alla domanda della ragazza con
queste parole pronunciate in dialetto guascone, l’unica
lingua che Bernadette comprendeva, presentandosi
dicendo così: (OC) «Que soy era Immaculada
Councepciou»/(IT) «Io sono l’Immacolata Concezione»
(la dichiarazione dogmatica del Magistero della Chiesa
del 1854). Bernadette, all’epoca una piccola contadina
analfabeta che non aveva neppure frequentato il
catechismo, molto probabilmente non conosceva questo
dogma. Lei stessa raccontò di non sapere il significato
di quelle parole e di essere stata capace di riferirle
solo perché nel correre a casa le aveva continuamente
ripetute tra sé e sé. Secondo i fedeli, quindi, la Madonna
stessa avrebbe con la propria presentazione confermato
il dogma promulgato dal Papa Pio IX.
Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle
apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna.
Intorno alla Grotta delle Apparizioni è andato nel tempo
sviluppandosi poi un imponente santuario. Attorno
al luogo di culto si è ampliato successivamente un
importante movimento di pellegrini il numero dei quali
sta aumentando ogni anno. Si calcola che dagli inizi di
culto oltre ottocento milioni di persone abbiano visitato
Lourdes (già nella sesta apparizione, il 21 febbraio 1858,
la giovane Bernadette viene seguita alla Grotta da circa
cento persone; nelle apparizioni successive la folla
cresce, alla quindicesima saranno circa ottomila).
In generale, le apparizioni mariane sono considerate
dalla Chiesa cattolica come rivelazioni private, nel senso
che esse non possono aggiungere nulla
di nuovo e di diverso alla fede rivelata
che deve essere considerata piena e
completa ad opera degli Apostoli: i
fedeli non hanno obbligo a credere alle
rivelazioni private, alle quali tuttavia
la Chiesa può dare un riconoscimento
formale (che per le apparizioni di
Lourdes fu dato nel 1862), a condizione
che esse non contengano nulla di
contrario, e nemmeno di ambiguo e
di dubbio, riguardo alla fede rivelata;
anche i fatti che siano stati ritenuti
miracolosi, sia prima sia dopo il
riconoscimento ecclesiastico formale,
non vincolano obbligatoriamente
i fedeli, ad eccezione dei miracoli
contenuti nel Nuovo Testamento.
T
rattandosi dunque di un gruppo dei
credenti (53 persone), il primo scopo
del Pellegrinaggio delle collaboratrici
domestiche ucraine e colf intorno, questa
volta, al loro vescovo Dionísio Lachovicz
(Roma), OSBM, visitatore Apostolico per gli
ucraini greco-cattolici d’Italia e di Spagna
è stato quello di pregare Maria, Madre
di Gesù, e di conoscere tutti i messaggi
(diciotto apparizioni di una «bella Signora»
«vestita di bianco») – tutt’oggi sempre
attuali – che la Madonna (Nostra Signora
di Lourdes o Nostra Signora del Rosario o,
più semplicemente, Madonna di Lourdes)
ha voluto rivelare alla giovane Bernardette
Soubirous, contadina quattordicenne del
luogo. Secondo scopo invece è stato di unire
la Festa del Patrocinio della Beata Vergine
Maria che, secondo la tradizione orientale,
il calendario giuliano (non riformato dal
Papa), ricorre il 14 ottobre, ad un incontro
con la Mamma Celeste e di pregarla per
tutte le nostre mamme. Come terzo scopo
volevamo unirci alla gioia e alla gratitudine
di due signore della nostra comunità ucraina
per il dono di maternità delle loro figlie
espressamente chiesto da esse alla Signora
di Lourdes in un loro precedente viaggio.
Per molti anni le due donne avevano infatti
avuto alcune difficoltà a riguardo.
Il senso di un pellegrinaggio
L’ultimo scopo, e direi uno dei più
fondamentali per l’evento locale della
comunità religioso-spirituale e culturale
ucraina, è stato quello di prepararsi alla
Grotta della Madonna di Lourdes alla
visita pastorale di sua eccellenza Dionísio
Lachovicz, che per la prima volta verrà a
trovare il folto gruppo dei suoi connazionali
che, lavorando, risiedono in questa
bellissima zona della Lombardia, cioè nelle
città di Como, Varese, Meda-Seregno e Lecco
e, come logico, nelle loro rispettive province.
Via proseguendo, vorrei poi aggiungere
anche un mio scopo personale ch’è quello
di ringraziare Maria – Madre dei sacerdoti,
Mater Ecclesiae e Mater Chrystianorum,
per il dono del mio presbiterato di cui il
27 settembre scorso ho ricordato il 14°
anniversario, e come un figlio intendo
ringraziare anche tutte le mamme del
mondo per il loro costante impegno
educativo, umano e cristiano, verso i
loro figli che, se posso definirli così, sono
l’avvenire dei nostri popoli e della nostra
civiltà europea cristiana.
Secondo i credenti, per invocare la
guarigione è particolarmente efficace il rito
dell’immersione nelle piscine, appositamente
realizzate, riempite con l’acqua che sgorga
dalla sorgente presso la Grotta delle
Apparizioni da cui, appunto, ha avuto
avvio il nostro pellegrinaggio. Bisogna dire
tuttavia che la stessa sorgente alimenta
anche le fontane, dalle quali i pellegrini
bevono l’«acqua di Lourdes», riempiendone
bottiglie e taniche da portare a casa, ciò
pure non potrà mancare per la nostra gente
devota, come un segno di fede, speranza e
carità verso tutti coloro che per vari motivi
non sono riusciti a visitare il luogo delle
apparizioni. Sarà poi lecito ricordare che
fino ad ora 67 casi di guarigione – fra quelli
che si sarebbero verificati tra gli ammalati
recatisi a Lourdes in Pellegrinaggio – sono
stati già ufficialmente riconosciuti dalla
Chiesa cattolica come miracolosi. Riguardo
alle guarigioni miracolose Anatole France
ebbe a dire: «Vedo tante stampelle, ma
nessuna gamba di legno», riferendosi agli exvoto lasciati dai pellegrini miracolati.
Secondo la Chiesa, i miracoli e le guarigioni
sono segni della Provvidenza divina,
funzionali alla conversione e alla fede, e
non alla semplice risoluzione di problemi
di salute, ciò è stato ribadito anche durante
il viaggio all’incirca di cinque mila ucraini
d’Italia e di Spangna all’incontro con il
vescovo Dionisio Lachovicz , che in tale
modo ha ricordato il senso del Pellegrinaggio
al luogo delle apparizioni della Nostra
Signora di Lourdes che sono tra le più
famose riconosciute dalla Chiesa cattolica”.
Rev. Prot. R. Metodio
dr. Lyubeznyy, Cappellano
Sport
Sport
Prosegue la nostra inchiesta alla scoperta dei principali
impianti del capoluogo. Alcuni in attesa di sistemazione
N
Oltre ai grandi
impianti sono presenti
altre sei vasche, più
due “dimenticate”
dall’Amministrazione
Olmo, aperto fin dagli anni
’30 come stabilimento
balneare, di proprietà
comunale. Nel 1971, in
occasione della popolare
kermesse internazionale
“Giochi Senza Frontiere”
vengono realizzate due
piscine, una per adulti
(dimensioni m.25x12,
profondità variabile da
1,35-1,85 metri) ed una
per bambini (di metri
15,30x7,50, profondità
tra 65 ed 85 centimetri),
circondate da uno spazio di
verde dove poter stendere
il proprio telo e prendere il
sole liberamente. L’offerta
del lido di Villa Olmo è poi
completata da una zona
benessere (area predisposta
con un idromassaggio
posizionato sul fronte lago)
ed un spiaggia naturale
con ombrelloni e lettini.
Impianto riservato a soci ed
atleti della società “Como
Nuoto” è invece la piscina
“Luciano Trolli”, realizzata
nel 1972 in viale Geno
quale primo momento
culminante nello sviluppo
della sede di questa società
(altra opera fondamentale
sarà il pontile, edificato
nel 1979). L’impianto
(dimensioni m. 25x16,6,
profondità m. 1,80) è
intitolato a Luciano Trolli
uno dei soci benemeriti
della società come, ad
esempio, Antonio Conelli,
cui è intitolato l’impianto
di Casate. Sempre per soci
di una società sportiva, in
questo caso la Canottieri
Lario, è disponibile la
piscina ubicata nella
struttura razionalista di
viale Puecher progettata
ed eseguita dall’ingegner
Gianni Mantero, e ben
inserita nel “Museo
Urbano dell’Eclettismo
del Futurismo e del
Razionalismo Comasco”
tra lo stadio “Giuseppe
Sinigaglia”, lo Yacht Club e
il monumento ai Caduti,
aperta dal 1931. L’impianto
è una piscina scoperta di m.
15x6 riservata, come detto,
ai soci.
Realizzata nel 1970, è
rimasta inutilizzata per
tanto tempo e poi riaperta
nel mese di maggio del
2007 dopo un restauro
costato oltre 300mila euro
e che ha comportato, tra
l’altro, l’adeguamento
interno alle normative
vigenti sotto il profilo
igienico-sanitario e in
tema di abbattimento delle
barriere architettoniche e
della sicurezza, nonché il
rifacimento degli spogliatoi
e di tutti gli impianti,
compresa l’installazione di
pannelli elettrovoltaici per
il riscaldamento dell’acqua
della vasca. In città è tornata
attiva anche la piscina della
scuola “Ugo Foscolo” di
via Borgovico. L’impianto,
dimensioni 17x5, in
orario scolastico, viene
utilizzato dagli studenti
della scuola, mentre fuori
orario ospita corsi per
bambini, per diversamente
Calcio
Calcio
Corso arbitri a
Como a partire
dall’8 novembre
Como 5° dopo
la sconfitta in casa
P
U
er tutti coloro
che hanno un’età
compresa tra i 15
ed i 35 presso la sezione
AIA di Como inizierà
martedì 8 novembre alle
ore 20.45 il nuovo corso
nazionale arbitri. Il corso,
totalmente gratuito, darà
diritto alla tessera federale
con la quale si può entrare
gratis in tutti gli stadi
d’Italia, oltre alla divisa,
a un rimborso spese e
un’indennità di trasferta
per ogni partita arbitrata.
Per maggior informazioni
si può contattare nelle
ore serali la sede dell’AIA
al numero di telefono
031-525020.
n mese fa abbiamo lasciato un Como imbattuto
ed in perfetta salute in vetta alla classifica del
girone A del campionato di I Divisione. Con
l’arrivo di novembre gli azzurri di mister Ramella si
trovano sempre a ridosso delle prime posizioni in
graduatoria (sono V con 16 punti in piena zona plyaoff) ma nel frattempo hanno conosciuto la bellezza di
due sconfitte al Sinigaglia su cinque partite disputate
nel corso del mese (una sola la trasferta sostenuta).
Il Como ha infatti pareggiato per 0-0 con il Foggia,
ha perso 2-1 con la Spal e con la Tritium, ha vinto
2-1 col Benevento e si è imposto, sempre per 2-1 a
Viareggio. Si tratta di un buon cammino anche se pesa
il fatto di aver disputato ben 5 partite tra le mura
amiche. Soprattutto sull’ultimo impegno di ottobre, il
match con la Tritium, sicuramente può avere influito il
pessimo clima in società caratterizzato dallo scontro tra
Di Bari e Rivetti per la proprietà azzurra e dall’uscita di
scena di Tesoro, ex patron della Pro Patria. La vertenza
alle scrivanie dovrebbe risolversi in questo mese di
novembre.
Notizie flash
■ Villa Erba
Grande attesa per:
“Como Sport Expo”
Como: una possibile
città delle piscine?
el passare “in
rassegna” tutti gli
impianti sportivi
della provincia
abbiamo passato sotto la
lente d’ingrandimento le tre
principali piscine cittadine:
l’olimpica di Muggiò, la
“Giuseppe Sinigaglia” e
la “Conelli-Mondini” di
Casate. In città però sono
presenti altri impianti di
questo tipo, anche se alcuni
sono di proprietà privata.
Le più rinomate sono le
due piscine del lido di Villa
Sabato, 5 novembre 2011 23
abili e anche per gestanti,
grazie all’affidamento
della gestione congiunta
di Ice Club Como e
Associazione Nuotatori
Milanese. Attiva e gestita
dalla cooperativa sociale
“Colisseum dimensione
movimento” è la piscina
di via del Doss, ubicata
all’interno del Centro Socio
Educativo. L’impianto,
realizzato nel 1979, vanta
due vasche: una di m. 12x7
ed una micro piscina per
idroterapia da m. 3,50x5.
Infine completa l’offerta di
questo tipo di impiantistica
in città la piscina del Lido
Villa Geno per bambini,
ubicata al termine del
lungolago di Viale Geno. La
vasca, realizzata nel 1948,
è di piccole dimensioni:
m. 10x5, profondità 0,70
ma è situata in una delle
posizioni più panoramiche
della città e offre una
magnifica vista sul Lario.
Ci sarebbero poi (almeno
potenzialmente le strutture
esistono) altri due impianti.
Una è la piscina della
scuola media Don Milani
di Sagnino. Realizzato dal
Comune di Como nel 1974
l’impianto (dimensioni
m. 16,5x5, profondità
variabile tra m. 1,20 e
0,90) è chiuso da quasi
vent’anni mentre attende
di essere ristrutturato. Per
il suo recupero, nel 2009,
era stata anche avviata
una raccolta firme tra i
cittadini del quartiere.
Stessa situazione anche
per la piscina realizzata
nel 1971 all’interno della
scuola media “Bernardino
Luini” di Lora. L’impianto
(dimensioni m. 10x5,
profondità m. 1) è chiuso
da 20 anni e tutti i tentativi
finora intrapresi per una
sua riapertura non hanno
sortito alcun risultato.
pagina a cura
di Luigi Clerici
Il 12 e il 13 novembre si terrà la
terza edizione di ‘Como Sport Expo’
a Villa Erba di Cernobbio. Un evento
fieristico ed espositivo per valorizzare
prodotti e servizi legati al mondo dello
sport con un’attenzione a quello che
è l’innovazione nel contesto sportivo
verso un interlocutore che si occupa
di sport a tutti i livelli,dal dirigente
di società sportive,al negoziante
passando per i fisioterapisti,medici
e atleti. ‘Como Sport Expo’ vedrà
aziende che spaziano dai prodotti
per lo sport ai servizi passando
per l’impiantistica sportiva e la
medicina con tutte le novità del
settore utili per chi è coinvolto nel
mondo dello sport. Diversi i convegni
e seminari organizzati nelle due
giornate di questo grosso workshop
dove verranno coinvolte federazioni
sportive e associazioni di categoria
oltre ad aziende che spiegheranno ai
diretti interessati tematiche e nuove
dinamiche del settore. L’evento è
organizzato dall’agenzia Sporteo e gode
del patrocinio di Regione Lombardia,
Coni, Provincia di Como, Comune
di Como e di Cernobbio, Camera di
Commercio di Como.
■ Sci
Più cari i prezzi degli
skipass in Valtellina
Quest’anno sciare in Valtellina e
Valchiavenna costerà di più. Un
aumento però non esorbitante: da uno
a due euro rispetto alla scorsa stagione
sciistica che porta il costo dello skipass
ad oltre 40 euro. All’apertura degli
impianti non manca moltissimo e i
comprensori sciistici della Valle hanno
reso note le nuove tariffe degli skipass.
L’aumento varia da località a località.
Fra i sei comprensori che hanno messo
online le nuove tariffe il più caro
appare quello di Livigno: 40,50 euro in
alta stagione per un giornaliero festivo
adulto. Prezzi decisamente più bassi
ad Aprica, Valmalenco e Madesimo,
dove lo skipass costa 35 euro. Ad
Aprica il giornaliero costa 35 euro, 545
l’abbonamento stagionale, a Bormio
37,50 e 565 euro, a Livigno 40,50 e
627,5 euro, a Madesimo 35 e 560 euro,
a Santa Caterina 37,50 e 565 euro, a
Valmalenco 35 euro e 530 euro. Tra
le promozioni più interessanti offerte
dai vari comprensori ci sono il ‘Venerdì
con lo sconto’ di Bormio (giornaliero
30 euro), lo ‘Skipass famiglia bimbo
gratis’ di Madesimo (due adulti più
un bambino a 62 euro), il ‘giornaliero
speciale sabato ‘di Livigno (da gennaio
a marzo skipass a 31 euro).
■ Calcio
I pulcini giocano
senza arbitro
“Nella stagione corrente le partite
della categoria Pulcini (8-10 anni)
dovranno essere arbitrate con il
“metodo dell’autoarbitraggio”... Tale
opportunità prevede che la gara venga
arbitrata dagli stessi giocatori che
la disputano, delegando ai tecnici
responsabili delle squadre eventuali e
particolari interventi di mediazione”.
E’ quanto ha deciso Gianni Rivera,
presidente del Settore Giovanile
Scolastico della FIGC. “Noi da piccoli,
per strada o all’oratorio, giocavamo
così, e qualcuno è diventato comunque
calciatore. Significa che si può fare”
ha affermato l’ex stella del Milan e
della nazionale. Un tentativo, anche,
di tenere a bada genitori esagitati,
educando anche loro al rispetto delle
regole ed alla tolleranza degli errori.
Valli Varesine
Nel febbraio 2010 un terribile sisma ha devastato il Paese sudamericano
Il terremoto non
ha scosso la fede
S
ono passati quasi
due anni dal violento
terremoto - 8.8
della scala Richter - e dal
conseguente tsunami che
il 27 febbraio 2010 hanno
colpito il Cile, con epicentro
nell’Oceano Pacifico,
non lontano dalla costa.
Una vicenda seguita con
trepidazione da diverse
comunità delle Valli Varesine
preoccupate per le sorti di
mons. Riccardo Ezzati e
della sua gente. Il presule,
missionario salesiano dal
2006 vescovo della diocesi
di Concepciòn, una delle
aree più colpite dal sisma,
è infatti profondamente
legato al nostro territorio e,
in particolare, alla comunità
di Brenta dove vive parte
della sua famiglia e molti
amici. Fin dalle prime ore
dell’emergenza diverse
comunità della Valle si
erano attivate per prestare
aiuto alla comunità cilena.
In una delle sue visite a
Brenta, poche settimane
dopo il sisma, mons. Ezzati
aveva dichiarato:“Il 70%
delle strutture pastorali della
diocesi è andato distrutto”.
A distanza di due anni il
nostro collaboratore, Sergio
Todeschini, ci porta una
testimonianza dal Cile. Il
racconto arriva da Linares
a circa 300 km a sud della
capitale Santiago del Cile.
LINARES - CILE
La facciata del grande
tempio mariano dedicato
a Maria Ausiliatrice, punto
di riferimento del quartiere
e cuore del complesso
scolastico salesiano di
Linares, una realtà educativa
che si avvale della prima
scuola di agraria salesiana in
Cile, è ciò che rimane in piedi
dopo il terremoto che colpì
il Paese nel febbraio 2010:
una triste testimonianza di
un glorioso passato risalente
al 1930, quando la grande
chiesa sostituì la primitiva
cappella. La foto sopra parla
da sola. La ricostruzione
del nuovo tempio, non
solo per i salesiani, ma per
tutta la gente di Linares,
che nutre una devozione
particolarissima a Maria
Ausiliatrice, non si voleva
fare attendere. Così la
parrocchia diede vita ad
un gruppo di volontari che
cominciarono a liberare
lo spazio interno e quello
circostante dalle numerose
tonnellate di materiale
caduto, consolidando
poi i due campanili per
evitare il loro crollo. Padre
Carlos Teran, parroco
attuale del santuario è
costantemente alla ricerca
di fondi, purtroppo poco
reperibili perché Linares
poggia su un’economia
prevalentemente agricola e
non industriale. Da parte sua,
non considerando le chiese
opere sociali, lo Stato cileno
non interviene e le Belle
Arti non ritenendo questo
santuario un monumento
nazionale non daranno
alcun finanziamento. Il
costo per la ricostruzione
si stima assai elevato.
Per contenere le spese
si punta a una soluzione
architettonica semplice e
soprattutto antisismica.
Viene mantenuta la storica
facciata, che ricorda quella
del santuario di Valdocco;
mentre le tre navate
lasceranno posto ad un
unico grande spazio. La
chiesa, una volta ultimata,
accoglierà come da sempre,
sia i parrocchiani che i 1600
allievi della scuola salesiana.
Don Bosco iniziò la sua
opera in favore dei giovani
senza un soldo, afferma
don Carlos, così faremo noi,
sperando nella Provvidenza
Divina.
SERGIO TODESCHINI
Novembre Appuntamenti a Gemonio
Claudio Bisio
all’oratorio
U
na serie di interessanti
appuntamenti culturali vengono
proposti a Gemonio nei prossimi
giorni.
Parrocchia:
Venerdì 4 novembre alle ore 21.00
presso il salone dell’oratorio: serata
teatrale con Claudio Bisio in “I bambini
sono di sinistra”, uno spettacolo teatrale
proposto da uno degli attori più creativi
dell’attuale mondo del teatro italiano;
Venerdì 11 novembre alle ore 21.00
presso la chiesa di S. Pietro: “Suoni
e voci tra gli affreschi”, concerto di
canto lirico con il baritono Alessio
Crugnola (Leonora Paroni all’organo;
Cecilia Pedretto al flauto traverso;
Domenico Porcaro al Violino), in
collaborazione con la scuola di Musica
I. Salvini di Cocquio, in occasione
dell’inaugurazione del II lotto di
restauri del ciclo di affreschi all’interno
della chiesa romanica di S. Pietro.
Durante la serata saranno presenti
anche i restauratori che illustreranno ai
Notizie flash
■ Viabilità
A Ponte Tresa e Gemonio
CILE
Il reportage da una terra cara alle Valli Varesine
dove, a Brenta, vivono parenti e amici di
mons. Riccardo Ezzati, vescovo di Santiago
Sabato, 5 novembre 2011 25
Venerdì 11 novembre
a S. Pietro una serata
di musica per presentare
il restauro degli affreschi
presenti i lavori fatti e le tecniche seguite.
Amministrazione:
Organizzati dalla Commissione
Cultura del comune di Gemonio e
dalla biblioteca civica edalla Pro Loco,
vengono riproposti anche quest’anno
gli ormai noti “Incontri d’Autunno”,
appuntamenti con fatti e personaggi
legati al territorio.
Per il 2011 si prevedono questi tre
incontri:
Giovedì 10 novembre – ore 21.00 (Museo
Civico Bodini) per il 150° dell’Unità
nazionale, Gianni Pozzi presenterà il
tema: “Voto anch’io? … No tu no!“, ovvero
Due interventi alla viabilità interessano
le strada della Valmarchirolo e della
Valcuvia. Le opere sono ubicate agli
estremi opposti delle due valli: a
Ponte Tresa e a Gemonio. Nella città di
confine sta per giungere a compimento
una nuova rotatoria lungo la SS 233
“Varesina” proprio al termine della
discesa da Marchirolo, all’imbocco del
centro urbano. È una grande rotatoria
sulla quale si immette l’entrata e
l’uscita dal nuovo supermercato e che,
comunque, servirà anche a rallentare il
traffico in ingresso a Ponte Tresa.
A Gemonio sono iniziati da pochi giorni
i lavori che porteranno alla realizzazione
di una rotatoria anche all’incrocio tra
la SS 394 “del Verbano Orientale” e la
SP 32 “Del Campo dei Fiori” Gemonio –
Azzio – Brinzio. L’importo complessivo
dei lavori è di 388.067 euro, finanziati
dalla Provincia di Varese con il ristorno
frontalieri. Il progetto prevede la
formazione della nuova rotatoria al
posto dell’incrocio con un allargamento
della sede stradale su un’area adibita a
deposito adiacente alla strada statale,
nonché l’allargamento di un ponticello
sul torrente Viganella e lo spostamento
dell’asse del tratto iniziale della via
per Besozzo a carattere esclusivamente
locale. La rotonda migliorerà immissioni
e svolte e, complessivamente la
sicurezza delle strade interessate
all’opera.
Sport
La cronocoppie
Si è svolta domenica 30 ottobre la terza
edizione della “Cronocoppie storica
femminile”, la corsa a cronometro che
ha visto impegnate cicliste del presente
e del passato, abbinate tra loro in
coppia, che si sono sfidate lungo il
circuito Cittiglio – Brenta – Casale Cittiglio. 22 le coppie iscritte alla gara
e tra esse i più famosi nomi del ciclismo
femminile di ieri e di oggi, prima fra
tutte la campionessa del mondo Giorgia
Bronzini. Quest’anno la partenza è stata
in via Provinciale (albergo Cristallo –
Monti Arreda) e l’arrivo in via Roma
(Lampadari Badalin) nel luogo ove
nel 1972 era posto l’arrivo della prima
corsa di ciclismo femminile svoltasi a
Cittiglio. La vittoria è andata alla coppia
Cantele – Bonato che in 13.25.19 hanno
coperto i circa 8.600 m del percorso
(media 38.540 km/h). Tanto il pubblico
intervenuto; bene – come sempre –
l’organizzazione curata dalla Cycling
Sport Promotion che, archiviata questa
gara pensa già all’edizione 2012 del
trofeo Alfredo Binda– prova di Coppa
del Mondo di ciclismo femminile - che si
correrà a Cittiglio il prossimo 25 marzo.
■ Cittiglio
Storia, aneddoti, cronache e curiosità
delle prime elezioni amministrative
e politiche a Gemonio ed in Valcuvia.
Durante la serata sarà mostrato un
“reperto” storico Risorgimentale.
Giovedì 17 novembre – ore 21.00 (Museo
Civico Bodini): “Sinfonie Planetarie”
incontro con Elia Cozzi, Astrofisico e
con Paola Rimoldi, Musicista. Intrighi
e misteri nel sistema planetario con
intermezzi musicali dal vivo.
Giovedì 24 novembre – ore 21.00
(Museo Civico Bodini): “100 anni fa
… la Caproni” a cura del prof. Carlo
Martegani.
A.C.
Teatro in oratorio
Sabato 12 novembre, alle ore 21.00
presso il salone teatro dell’oratorio di
Cittiglio è programmato lo spettacolo
dialettale “Storie - Poesie - Canzoni
dialettali”, proposto dalla Compagnia
“I TeMa Bi.@strò” di Gavirate. Questo
spettacolo rientra tra quelle inserite
nella 9° rassegna di teatro dialettale
“Ra Sciloria”, promossa dalla Provincia
di Varese.
A.C.
Sondrio Cronaca
26 Sabato, 5 novembre 2011
Sondrio
■ Famiglia
Premio per le tesi di
laurea sul tema famiglia
La Fondazione “Anna e Michele
Melazzini” di Sondrio ha pubblicato
il nuovo bando di concorso per
l’assegnazione di un premio agli autori
di tesi di laurea che contribuiscano
ad approfondire la conoscenza e la
comprensione della famiglia intesa
quale comunità attenta alla relazione
educativa e considerata nei suoi aspetti
culturali, sociali, teologici, filosofici,
medici e psicologici.
All’assegnazione del premio – che
ammonta a 1500 euro – possono
concorrere coloro che si sono laureati
presso un’Università italiana o un
Ateneo Pontificio nell’anno solare
2011. Le domande di partecipazione
dovranno pervenire alla Fondazione
entro il 31 gennaio 2012. Il premio
sarà assegnato entro il 30 aprile 2012
sulla base delle valutazioni espresse
da un’apposita commissione nominata
dalla Fondazione. Il vincitore potrà
presentare il proprio lavoro nell’ambito
di un convegno pubblico sul tema
della tesi premiata. Le norme di
partecipazione sono disponibili sul sito
www.fondazionemelazzini.it.
■ Istituto Pio XII
Incontro sull’educare
proposto dall’AGeSC
I genitori della sezione AGeSC di
Sondrio invitano tutti all’incontro
che si terrà alle ore 21 di venerdì 18
novembre presso il Salone dell’Istituto
Pio XII col tema Chi sono io e chi sei
tu?. Interverranno Roberto e Angela
Zucchetti dell’associazione “Famiglie
per l’accoglienza” per presentare la loro
esperienza, che Roberto ha raccontato
nel libro Educare: un compito
impossibile o l’avventura di una
vita?, dove tra l’altro scrive: «Grazie
al cielo educare è proprio l’avventura
della vita... A tutti gli amici che mi
raccontano i loro problemi con i figli...,
io do sempre questo consiglio: “Scriviti
sullo specchio del bagno, dove tu ti
fai la barba e tua moglie si trucca al
mattino: CHI SONO IO?”. La chiave per
educare è farsi tutte le mattine questa
domanda...». L’Associazione è nata dalla
convinzione che la famiglia non sia e
non possa ridursi a un fatto privato, da
vivere in modo chiuso e geloso, ma che
al contrario essa costituisca una risorsa
ancora feconda e rinnovabile dentro
la nostra società, che attraversa oggi
una profonda crisi umana e culturale
per avere troppo a lungo perseguito
modelli individualistici.
Pi. Me.
Valfurva
Il parroco di San Nicolò, malato da qualche tempo, è
tornato alla casa del Padre lo scorso giovedì 27 ottobre
Il ricordo di don Valerio Galli,
prete e amico vero
Pubblichiamo le parole
pronunciate in occasione
del funerale di don Valerio
da monsignor Francesco
Abbiati, suo compagno di
seminario e di ordinazione
sacerdotale. Lungo il testo
vengono ripercorsi gli
incarichi pastorali di don
Valerio, nato a Livigno il 25
settembre 1942 e ordinato
sacerdote il 22 giugno
1969. Vicario di Gordona
e parroco di Menarola dal
1969 al 1980, parroco di
Frontale dal 1980 al 1989,
quindi parroco di San
Nicolò Valfurva.
D
on Valerio, scusami
se esprimo pensieri
e sentimenti
leggendo; scusami
se trascurerò persone che
hanno avuto un posto
importante nella tua vita.
Tu sai quanto mi costa
prendere la parola in
questo momento; io so
quello che mi diresti tu, se
ti fosse possibile parlare
ora alla maniera umana.
So anche che oggi sei
disposto ad ascoltarmi con
benevolenza: lo hai fatto
molte altre volte (faccia a
faccia o per telefono), da
amico e confratello.
Confratelli dal 22 giugno
1969. Ordinati dal vescovo
Felice; chiamati a vivere la
comunione con i vescovi
Teresio, Alessandro e Diego;
avevi a cuore che il tuo
rapporto con il vescovo
fosse il più chiaro possibile.
Eri contento dell’ultima
Visita Pastorale, delle altre
visite del vescovo Diego e di
quelle del suo Vicario, don
Battista.
Una classe numerosa la
nostra (14); dopo d’allora
più nessuno così. Tu ora ti
aggreghi a don Flaminio e a
don Angelo; noi sappiamo
di essere in cammino verso
quella comunione nella
quale siete già giunti; voi
stateci vicini.
Amici lo siamo diventati
nel corso degli anni del
Seminario, anche se
stranamente non abbiamo
mai smesso di chiamarci
per cognome. Eri felice,
quando (troppo raramente)
riuscivamo a organizzare
degli incontri di classe.
Ti eri aggregato al nostro
gruppo in Ginnasio; il
rapporto di amicizia è
diventato sempre più
profondo e sempre
più vero, via via che gli
anni passavano. Amico
esigente: chiedevi l’umiltà
e la pazienza necessarie
per superare la scorza
ruvida (per qualcuno
troppo ruvida!) del primo
approccio; era la prima
scrematura. Chiedevi
sincerità e lealtà; coerenza
tra le parole e i fatti; era
la seconda scrematura.
Chiedevi di poterti fidare.
Allora diventavi amico
generoso, incapace di
calcoli; amico fedele: su
di te si poteva contare.
Non tutti (anche tra i tuoi
confratelli preti) l’hanno
capito: questo ti ha fatto
soffrire.
Quello che eri, l’hai
riversato tutto, senza
risparmio, nel tuo
ministero. Gordona, primo
incarico pastorale, è stato
per te luogo e tempo di
gioia. Di don Fiorenzo, il
tuo arciprete, mi parlavi con
entusiasmo. Con don Ugo
e don Siro, allora vicario
e arciprete a Chiavenna,
hai cementato un’amicizia
che si rinnova ora al di là
della morte. Ancora pochi
giorni or sono, l’ultima
volta che ci siamo sentiti
per telefono, mi dicevi di
un tuo ragazzo di allora, al
quale ti stavi appoggiando
per risolvere un problema.
Frontale è stato il luogo
e il tempo in cui il tuo
ministero è diventato
robusto, affrontando prove
e disagi. Di questo periodo
parlavi ricordando con
riconoscenza don Gianni e
don Enea, e manifestando
sempre grande rispetto
per quella popolazione.
Valfurva: tempo e
luogo della generosa
maturità pastorale. Una
generosità messa alla
prova dal progressivo
venir meno prima del
vicario parrocchiale, poi
del collaboratore a Santa
Caterina. Una generosità
rimessa in campo con
caparbietà, sempre
e comunque, anche
nell’ultimo periodo, quello
della malattia; anche negli
ultimi giorni, quelli in cui
programmavi la ripresa
delle attività pastorali. Sono
certo che i tuoi parrocchiani
avranno notato la tua
generosità.
Sono certo che in questi
ultimi mesi il manifestarsi
della tua fragilità avrà
accompagnato anche i
più restii oltre la scorza
ruvida, dentro il cuore del
tuo amore per loro. Mi
ha dato serenità sentirti
raccontare le brevi vacanze
che facevi ad Assisi con don
Claudio, il tuo rapporto con
don Antonio Della Bella e
ultimamente sentirti parlare
con riconoscenza di don
Giuseppe e di don Romeo.
Conoscere alcuni dei tuoi
familiari mi ha reso più
facile conoscere te ed
entrare in rapporto con
te. Il legame con loro era
per te molto importante.
Desidero ringraziarli per
averti accompagnato
sempre, specialmente in
quest’ultimo periodo della
tua vita terrena.
Ho cancellato il tuo numero
di telefono dalla rubrica, ma
mi mancheranno le nostre
lunghe telefonate serali.
A Dio, don Valerio.
❚❚ In occasione del decennale dell’Hospice “Siro Mauro”
A Sondrio un incontro spirituale interreligioso
T
ra le numerose iniziative che l’associazione “Siro Mauro” per le cure palliative
in provincia di Sondrio propone in collaborazione con Lavops nell’ambito del
decennale dell’apertura a Sondalo del primo
Hospice in Valtellina, nel pomeriggio di sabato
scorso, presso l’auditorium Torelli, si è tenuto
il primo Incontro Spirituale Interreligioso.
L’iniziativa, introdotta dalla psicologa e referente della “Siro Mauro”, Barbara Silvestri, ha
preso le mosse dalla consapevolezza che l’esperienza della sofferenza e della fine della vita è comune a tutti, uomini e donne, credenti e
non; rappresenta l’esperienza umana che più
di ogni altra interroga sul senso del vivere. E,
poiché proprio da qui nel tempo sono nate le
diverse espressioni religiose e spirituali, ecco
il desiderio di condividere insieme una riflessione per il tramite di testimonianze letterarie sull’argomento, lette dalla voce dell’attrice
Mira Andriolo, intervallate da intermezzi
musicali proposti da Luca Redaelli, clarinetto solista. Di seguito sono state proposte meditazioni, invocazioni e preghiere
da parte del portavoce dell’associazione
Unione Comunità Islamiche Valtellinese,
Zouhaid Mostef, del responsabile del Centro Studi Tibetani, Tenzin Cio Ling, e del
responsabile per il dialogo interreligioso
della Diocesi di Como, don Battista Rinaldi. Al termine, dopo aver meditato e pregato senza sincretismi, ciascuno secondo il
proprio credo, non è rimasta l’impressione
di cedimenti a quel relativismo che nega il
senso della verità e la possibilità di attingerla, ma di una comune ricerca di senso
dell’uomo, del suo vivere e del suo morire.
«Il cammino del dialogo è proprio l’essere
vicini in Cristo – ha scritto il Papa – nella
profondità dell’incontro con Lui, nell’e-
sperienza della verità che ci apre alla luce e
ci aiuta ad andare incontro agli altri: la luce
della verità, la luce dell’amore». Luce che certamente è un aiuto a incontrare e rendere più
accettabile per sé e i propri cari anche il dolore
della morte e della separazione.
L’occasione dell’incontro interreligioso affonda le radici in due importanti eventi di questo scorcio d’autunno: la riproposizione della
Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per
la pace e la giustizia nel mondo ad Assisi e la
mostra, La vita fino alla fine, sulle cure palliative e sulla morte, realizzata dall’Associazione
“Siro Mauro” per il decennale dell’Hospice,
nonché della morte del maestro Siro Mauro,
a cui l’associazione è intitolata. La mostra, la
prima in provincia sulla storia e i temi delle
cure mediche e psicologiche per sostenere ed
alleviare le persone in fase avanzata di malattia e i loro familiari, è stata inaugurata nel
pomeriggio del 27 con visita guidata dal curatore Luca Rendina. In essa si trova un approccio interattivo per stimolare la partecipazione dei visitatori e uno tradizionale in sei
sezioni: una storica sulla nascita, lo sviluppo e
l’evoluzione delle cure palliative; una artistica, con riproduzioni di opere del Novecento
unite dal tema della morte e della spiritualità;
una letteraria con brani di capolavori letterari italiani e stranieri, per leggere, pensare e
riflettere sulla morte e la malattia; una musicale, per l’ascolto personale e comunitario di
musica e canzoni sulle stesse tematiche; una
cinematografica con il montaggio di film che
pongono il problema del fine-vita, della morte, degli affetti e della spiritualità; e infine, una
fotografica che accoglie ed espone materiale
fotografico sul tema, con immagini di fotografi
contemporanei.
PIERANGELO MELGARA
Valchiavenna
Domenica 30 ottobre
una Fraciscio colorata
e abbellita come non mai,
ha festeggiato in
preghiere e fraternità
la canonizzazione del
“suo” San Luigi
In festa
alla casa
del Santo
Guanella
C’
era tutta la comunità di
Fraciscio alla festa di San
Luigi Guanella.
Domenica mattina, a sette
giorni dalla canonizzazione di Roma,
il paese natale del santo ha accolto le
celebrazioni promosse nella parrocchia
guidata da don Eugenio Bulanti
insieme ai confratelli Guanelliani. Da
diverse settimane, i compaesani hanno
preparato le case e le strade del paese
con diversi addobbi: le bandiere del
santo, i pini e le lanterne, affiancati dai
nastri gialli e bianchi. E se otto giorni fa
il paese era vuoto a causa della trasferta
a Roma di centocinquanta persone,
tutti si sono ritrovati per una seconda
domenica consecutiva di festa. Dopo la
sfilata della banda, alle 10 i fedeli si sono
riuniti in chiesa per la celebrazione della
santa messa solenne. Nel corso della
celebrazione, in più momenti è stato
ricordato il legame che ha sempre unito
san Guanella e il territorio comunale
di Campodolcino, a cominciare da
La statua
■ In pietra ollare
U
Fraciscio e Gualdera.
Sono stati citati i luoghi
dell’infanzia, quelli in cui il
santo ha trovato la strada da
seguire, ma anche le località
dove tornava sempre volentieri nei
periodi di riposo.
Al termine della funzione i presenti
hanno lasciato la parrocchiale di
San Rocco e hanno preso parte alla
processione che li ha portati fino alla
casa natale del santo. Hanno pregato e
hanno visitato l’abitazione. Nella casa
- umile, ma dignitosa - sono ancora
ben visibili gli ambienti frequentati dal
sacerdote e i segni del passaggio di don
Luigi Guanella.
Il prete dipinse una Madonna sulla
facciata e il cielo e le stelle sul soffitto
della sua camera, ora utilizzata come
cappelletta. Numerosi visitatori, nei
giorni scorsi, hanno raggiunto Fraciscio
da diversi continenti per conoscere il
paese del santo. Ad accoglierli, oltre
ai parrocchiani, c’erano le bandiere
degli Stati dove è attiva l’Opera dei
Guanelliani. Tutto lascia pensare che il
numero di pellegrini aumenterà con il
trascorrere delle settimane.
La festa è proseguita con il concerto del
C
la rassegna
“vocincoro”
sabato, 5 novembre 2011 27
alorosa accoglienza, nel salone
del CineVictoria sabato 29
ottobre, da parte del numeroso
pubblico per i due Cori invitati alla
VII Rassegna Corale “Vocincoro”
ideata e promossa dal Coro Nivalis
che anche questa volta ha fatto
egregiamente gli onori di casa
introducendo l’esibizione canora.
Erano ospiti il Gruppo Corale Vox
Nova di Lugano e il Coro C.A.I.
Sondrio. Due gruppi corali molto
esperti e raffinati. Più conosciuto il
secondo per i tradizionali legami che
Corpo musicale “monsignor Nava” di
Lurago d’Erba, che ha partecipato a tutta
la giornata dedicata al santo di Fraciscio.
Erano presenti anche i rappresentanti
delle istituzioni, a cominciare dal
presidente della Comunità montana
della Valchiavenna, Severino De Stefani.
In piazza San Pietro, per la
canonizzazione, i parrocchiani avevano
esposto un grande striscione con la
scritta “Fraciscio è con il suo santo”.
Ma per il paese natale di don Guanella
quella scorsa è stata una settimana
densa di festeggiamenti. Nei giorni
scorsi è salito a Fraciscio anche William
Glisson, il giovane americano miracolato
da San Luigi Guanella. Ha visitato la
casa natale e la chiesa parrocchiale.
E stata celebrata una messa in lingua
inglese, poi per Glisson è arrivato il
momento delle fotografie con gli abitanti
di Fraciscio. Numerosi altri pellegrini
provenienti dai Paesi dove è presente
l’Opera fondata: da don Guanella
hanno raggiunto il paese della Valle
Spluga. Tutti i visitatori hanno voluto
conoscere i luoghi dove il santo ha
trascorso la propria infanzia e tornava
periodicamente nei periodi di riposo.
S.B.
uniscono Valtellina e Valchiavenna
e per il rapporto di reciproca stima
e apprezzamento che ha legato per
diversi anni Flavio Bossi, primo
direttore del Nivalis, e Siro Mauro
direttore del Coro CAI per oltre un
trentennio. Più innovativo invece il
Coro di Lugano, sia perché composto
da voci miste (uomini e donne) - una
rarità in questo tipo di musica corale
popolare - sia perché, grazie anche
alla presenza delle voci femminili,
riesce a cimentarsi in brani musicali
più complessi ed elaborati.
La “Pace” di Chiavenna
in trasferta a Milano
Il capolavoro di arte
orafa del “Museo del
Tesoro”, dal 4 novembre
all’8 dicembre sarà
esposta a Palazzo
Reale a Milano
D
avanti all’autorevole richiesta
della Segreteria del Cardinale
Arcivescovo di Milano, il
“Museo del Tesoro” di Chiavenna ha
concesso in prestito, in via eccezionale
na grande statua che rappresenta don
Guanella, scolpita nel materiale più
tradizionale della Valchiavenna, quella
pietra ollare che si estraeva fin dai secoli
remoti nelle cave di Piuro. L’occasione della
canonizzazione ha determinato l’idea,
nata in ambito circolo collezionistico C4
col presidente Mario Pighetti, di realizzare
una statua a testimonianza della propria
terra nei confronti del Santo. Il progetto
si è realizzato grazie al fondamentale
contributo della Comunità Montana e
di una serie di ditte e persone che hanno
offerto i fondi necessari. Un libretto edito in
questi giorni a cura di Comunità Montana,
Comuni di Chiavenna e Piuro e appunto
del C4 illustra l’iter della realizzazione
della statua dallo scavo del blocco di
pietra ollare a Scilano di Prosto fino
alla suo completamento da parte dello
scultore Nicolas Viry, francese residente a
Chiavenna. L’artista ha portato a termine
l’opera dopo il lavoro di realizzazione del
modello in creta, di un calco in gesso e
della scultura vera e propria nella pietra
grigio-azzurra . La statua, dopo essere stata
posizionata nell’atrio del municipio di
Chiavenna per una prima presentazione,
sarà definitivamente collocata davanti alla
chiesa di Borgonuovo di Piuro domenica 6
novembre alle ore 11. Il luogo non è casuale,
è proprio a metà strada tra la chiesa di S.
Maria di Prosto, dove don Guanella celebrò
la prima Messa nel 1866 e Savogno, piccola
sede in cui don Guanella operò dal 1867 al
1875.
Nelle loro esibizioni entrambi i
cori hanno inserito composizioni
tratte da tradizioni musicali di
varie regioni italiane e anche da
paesi stranieri, a dimostrazione
che questo campo musicale cerca
opportunamente di aggiornarsi e di
rinnovarsi, affrontando impegni non
indifferenti sul piano linguistico e
musicale, per ovviare a una ripetitiva
“monotonia” nella quale questo
settore musicale rischia di cadere.
Non a caso le migliori esecuzioni
sono state - a nostro avviso - per il
- con l’autorizzazione del Ministero
per i Beni e le attività culturali, - alla
diocesi di Milano il suo più prestigioso
capolavoro di arte orafa, la famosa
“PACE”, da esporre in visione al
pubblico in occasione della Mostra
“La bellezza della Parola, il Nuovo
Evangeliario e capolavori antichi”
che ha luogo a Milano presso Palazzo
Reale dal 4 novembre all’8 dicembre.
La Mostra, proposta in omaggio al
cardinale uscente D. Tettamanzi e al
cardinale entrante in diocesi, A. Scola,
presenta un nuovo Evangeliario, che si
innesta su una antica tradizione che ha
saputo rivestire di arte e di preziosità la
Parola del Signore lasciandoci preziosi
capolavori come testimonia la “Pace” e
altri insigni manufatti del genere.
Pertanto, dal primo novembre fino
a metà dicembre, il prestigioso
capolavoro chiavennasco non è esposto
al Museo del Tesoro a Chiavenna, ma,
temporaneamente, a Palazzo Reale a
Milano. E’ la prima volta, da quando
è stato allestito l’attuale Museo del
Coro di Lugano - diretto da Marcello
Serafini - il canto finlandese “Kaikki
Maat” di M. Makaroff, e per il Coro
di Sondrio - diretto da Michele
Franzina - “Polesine” e “Non Potho
Reposare”, canto veneto e sardo.
Dopo aver gustato la bellezza dei
canti proposti si può tranquillamente
concordare con l’espressione che
è stata ricordata in conclusione
della Rassegna: “Il canto corale è
patrimonio culturale dell’umanità” e
“la cultura non è un costo, ma una
risorsa”.
Tesoro, che la “PACE” viene concessa in
prestito per una esposizione. Sono state
diverse e importanti (anche dall’estero)
finora le richieste in tal senso. A tutte si
è detto di no, anche perché di trattava
sempre di richieste di prestiti per alcuni
mesi. Acconsentire voleva dire privare
per troppo tempo il Museo del Tesoro
della sua attrattiva principale, con
conseguente rammarico dei visitatori.
Questa volta si tratta di un periodo
di tempo ridotto (un mese e mezzo)
e di una concessione straordinaria
per deferenza verso l’Arcivescovo
Metropolita della Lombardia.
Il sacrificio richiesto al Museo
del Tesoro, tuttavia, potrà essere
ampiamente compensato dalla
maggiore visibilità del prezioso
capolavoro che, in questa occasione,
molte persone potranno più facilmente
vedere e ammirare, ricordando
implicitamente anche il luogo dove
normalmente è esposto a Chiavenna e
dove tornerà a splendere dopo questa
breve parentesi.
Sondrio Cronaca
28 Sabato, 5 novembre 2011
Provincia
■ Pro Valtellina
Lo scorso sabato proposta teatrale de “Il richiamo del Jobèl”
230 mila euro per le
emergenze sociali
L’assistenza agli anziani e le iniziative
in favore dei disabili, le cure
specializzate ai malati e gli interventi
sulle strutture che accolgono bambini
e ragazzi, il sostegno alle donne
sole in difficoltà e la creazione di
opportunità lavorative sono alcuni
degli ambiti premiati con i contributi
assegnati dalla Pro Valtellina
attraverso il Secondo Bando 2011,
incentrato sul settore sociale, che
metteva a disposizione 230 mila euro.
Oggetto dei progetti e delle iniziative
presentate da enti, associazioni e
parrocchie le problematiche più urgenti
e le nuove emergenze presenti sul
territorio, per un comparto che sempre
più deve contare sul volontariato,
sulla beneficenza e sugli interventi di
organismi privati quali la Pro Valtellina
per sopperire ai contributi degli enti
pubblici che sono stati ridotti a causa
del taglio dei trasferimenti statali.
Sono stati finanziati 25 interventi con
contributi da un minimo di 2000 euro
a un massimo di 25 mila. «Le richieste
che ci sono pervenute attraverso
questo bando – spiega il presidente
Marco Dell’Acqua – rappresentano
un’ulteriore conferma, l’ennesima, dei
bisogni crescenti del nostro territorio
nel settore dei servizi alla persona,
sul quale da tempo concentriamo la
nostra attenzione. Enti e associazioni
sono attivi e si fanno promotori di
progetti interessanti che necessitano
però di un sostegno economico
per essere realizzati, e noi siamo
ben felici di intervenire secondo il
principio di sussidiarietà che guida
la nostra azione sul territorio. Ma è
solo con l’apporto dei volontari, delle
persone che dedicano il loro tempo
libero alla comunità locale, e con
la collaborazione degli enti pubblici
che i nostri contributi finanziari, che
ci vengono assicurati da Fondazione
Cariplo, consentono di superare le
emergenze e di creare condizioni di
vita migliori per la nostra provincia».
teatro
La ballata del carcere
di via Caimi, Sondrio
«
I
o non so se le Leggi hanno ragione o se le Leggi hanno torto: tutto ciò che
sappiamo noi, i prigionieri del carcere, è che il muro è ben solido e che ogni
giornata equivale ad un anno i cui giorni sono molto lunghi (…). Ed anche
so – e quanto sarebbe saggio, se ciascuno lo potesse ugualmente sapere!
– che ogni prigione edificata dagli uomini è costruita con i mattoni dell’infamia
ed è chiusa con le sbarre, per paura che Cristo veda come gli uomini straziano i
loro fratelli». Con quest’urlo di dolore nel 1898 Oscar Wilde raccontò la sua tragica
esperienza nel carcere della città inglese
di Reading. Accusato di sodomia, lo
scrittore irlandese fu lì rinchiuso e lì
Lo scorso sabato 29 novembre, le
patì anche l’orrore dell’impiccagione
parole della sua Ballata del carcere
di un altro detenuto. Non si riebbe
di Reading sono riecheggiate sotto le
più da questa esperienza. Marchiato
volte in sasso della Sala delle Acque del
letteralmente a fuoco dal ferro che gli
Palazzo del Bim a Sondrio, nell’evento
incise nella carne la sigla di detenuto
teatrale organizzato dall’Associazione
C 33, ritornato libero, si abbandonò, in
“Il richiamo del Jobèl”. Brave interpreti
una sorta di auto-martirio, a una deriva
le due giovani Elena Riva e Marina
verso la morte, nella miseria e nella
Martinelli e con loro Totò Ponti e il
solitudine.
presidente dell’Associazione Francesco
Racchetti. Mentre le due attrici
scandivano a voci alterne le battute della
ballata, Ponti e Racchetti mimavano
con un incessante camminare avanti
e indietro l’ossessiva ripetizione delle
giornate sempre uguali dei reclusi.
A tratti, le loro voci irrompevano in
scena pronunciando vere riflessioni dei
detenuti del carcere di Sondrio.
Da anni Francesco Racchetti lavora
con i detenuti della casa circondariale
della città. L’anno scorso ha coinvolto
i suoi “ospiti” nella difficile analisi
del poema di Wilde. «La lettura di
Wilde è stata una proposta dura, che
ha provocato reazioni molto intense
– racconta –. Sofferenza, rimorsi,
angosce, speranze, timori sono emersi
in modo drammatico. I nostri interventi
in carcere non sono edulcoranti.
Cerchiamo di dare elementi di
riflessione per stimolare una reazione
costruttiva di consapevolezza».
Nello scorso settembre, Racchetti ha
assunto il ruolo di garante del carcere
del nostro comune, una figura ancora
sperimentale in Italia, tesa al recupero
di chi commette reati. «Credo sia
fondamentale avviare attività controllate
e supportate che permettano di sfruttare
al meglio il periodo della reclusione per
garantire un futuro fuori dal carcere e
ridurre la recidiva – dice –. Anche perché
quelli che approdano, in genere per
piccoli reati, in via Caimi, sono in media
poco più che ventenni».
Le statistiche dicono che grazie alle
attività di recupero la recidiva passa dal
70 al 16 per cento. Opporre il circolo
virtuoso carcere-lavoro-recupero al
circolo vizioso carcere-recidiva-carcere
conviene, quindi, a tutti. Pur nello
strazio, Reading fu per Wilde fonte di
illuminazione: «Ah! beati coloro i cui
cuori si possono spezzare e guadagnar
la pace del perdono! Altrimenti come
potrebbe l’uomo purificare la sua anima
dal peccato? Dove, dunque, se non in un
cuore infranto potrebbe entrare il Cristo
Signore?» ha scritto.
La serata è stata sottolineata dalle ottime
improvvisazioni musicali del maestro di
fisarmonica Alex De Simoni.
MILLY GUALTERONI
Assemblea pubblica a Talamona
«No alla centralina
sul Roncaiola»
S
L’Amministrazione
i terrà venerdì 4 novembre,
comunale ha organizzato
alle ore 20.30 presso
un’assemblea per ribadire
l’auditorium di Talamona,
l’assemblea pubblica
le ragioni del parere
organizzata dal comune di
contrario alla richiesta
Talamona per ribadire il no alla
di captazioni a fini
centralina sul torrente Roncaiola.
All’appuntamento interverranno
idroelettrici sul torrente
i geologi dello Studio Griffini,
incaricato dal comune per la questione della
possibili sfruttamenti da parte di società energetiche.
centralina, il professor Lamberto Griffini e la
Già nel 2002, il Comune aveva respinto una richiesta
dottoressa Anna Cantoni. Sono inoltre stati invitati
e anche oggi la Giunta e poi il Consiglio Comunale si
i consiglieri regionali, gli Amministratori e i Tecnici
sono opposti in maniera ferma e decisa al progetto di
Provinciali.
derivazione di acqua del torrente Roncaiola.
«Il no all’ impianto idroelettrico sul Roncaiola – si
Il progetto, allegato alla richiesta di derivazione
legge in una nota stampa diffusa dall’amministrazione
acqua dal torrente Roncaiola, presentata dalla società
comunale –, nasce dalla necessità di tutelare le risorse
Energhie srl, prevede un prelievo di acqua in località
idriche del paese e trova d’accordo maggioranza e
Prati dell’Acqua a quota 634,50 metri, con restituzione
minoranza. I motivi dell’opposizione del comune si
in alveo a quota 313,82. Ma a valle della progettata
trovano pienamente anche nello studio geologico dello captazione vi sono le sorgenti di San Gregorio, che
studio Griffini che sarà presentato alla popolazione
costituiscono la fonte di alimentazione principale
durante l’assemblea»
e non rinunciabile per l’acquedotto comunale di
Il Consiglio comunale del resto, con una delibera
Talamona. Un progetto di captazione andrebbe a
approvata all’unanimità durante la seduta del 29
compromettere pesantemente la portata delle sorgenti
novembre 2010, aveva già detto il proprio no alla
di San Gregorio, che già attualmente danno problemi
richiesta di captazione a fini idroelettrici sul Roncaiola, di approvvigionamento, spesso costringendo il
che è uno dei pochi torrenti valtellinesi esclusi dalla
Comune ad emettere ordinanze di bollitura dell’acqua.
moratoria sulle acque, ed è quindi interessato da
Una centralina potrebbe peggiorare ulteriormente
la situazione, perché le captazioni sono con certezza
direttamente connesse con la falda del sub-alveo del
torrente Roncaiola e l’attuazione della derivazione
richiesta causerebbe sicuramente una diminuzione
della quantità di acqua nella zona sottostante.
Non va poi dimenticato che la non garanzia del
deflusso minimo vitale, specie nei periodi di magra,
costituirebbe, oltre che una carenza nelle portate delle
sorgenti, anche uno scadimento qualitativo dovuto
proprio all’insufficiente alimentazione, con un danno
alla pubblica incolumità per quanto attiene la salute
e l’igiene della popolazione servita dall’acquedotto
comunale.
«Per tutte queste motivazioni – conclude la nota
stampa – l’Amministrazione Comunale dice no alla
richiesta di captazione dal torrente Roncaiola e invita
la popolazione all’assemblea pubblica del 4 novembre
per conoscere la reale situazione ed a sostenere
questa battaglia».
Sondrio Cronaca
Tirano
Tirano
Dieci anni di caritas
Don Virginio Colmegna, presidente della Caritas Ambrosiana, ha aperto un ciclo
di incontri organizzato per il decennale del Centro di Ascolto e di Aiuto Caritas
L’
11 novembre 2011 il Centro
di Ascolto e di Aiuto Caritas
di Tirano festeggerà i suoi
primi dieci anni di vita.
Dedicato a S. Martino, patrono della
cittadina ed esempio di carità, il Centro
di Ascolto vede una ventina di volontari
provenienti da Tirano, Aprica, Sernio,
Grosio e Sondalo coinvolti nell’ascolto,
raccolta e distribuzione viveri, vestiti e
mobilia. Dispone, inoltre, di una casa di
prima accoglienza a Sondalo.
Per ricordare, far conoscere e rilanciare il
proprio mandato ed operato, con l’aiuto
del parroco di Tirano, don Remo Orsini,
e del vicario episcopale per la Provincia
di Sondrio e l’Alto Lago, monsignor
Battista Galli, il Centro di Ascolto ha
organizzato tre incontri mensili per la
propria comunità, guidati da relatori di
illustro spessore provenienti da realtà
esterne a Tirano o alla Valtellina, e per
questo particolarmente stimolanti.
Presso la gremita Sala della Banca
Credito Valtellinese di Tirano, la sera
del 25 ottobre è stato aperto il ciclo di
tali incontri con l’intervento di don
Virginio Colmegna, il quale ha dedicato
e dedica la propria vita nel sociale
assolvendo ruoli istituzionali di prestigio,
fra cui quello di presidente della Caritas
Ambrosiana e quello di presidente del
Centro Ambrosiano di Solidarietà.
Don Colmegna ha guidato la platea
alla ri-scoperta dei principi alla base
di un Centro di Ascolto, portando
esempi concreti dalla realtà ambrosiana
da lui attualmente diretta: la “Casa
della Carità” di Milano, voluta dal
Cardinal Martini come luogo gratuito
di accoglienza, ascolto e ospitalità, con
uno sguardo attento alla città per un
continuo rinnovo interno.
La casa, viva da 7 anni, ospita 150
persone di 90 nazionalità differenti,
presentanti le più svariate povertà:
materiali, coinvolgenti gli anziani non
più autosufficienti, legate alla sofferenza
che accompagna le difficoltà di salute
mentale, la nuova povertà, data dalla
crisi economica che colpisce modelli
di vita sicuri e consolidati e dovuta alla
mancanza del voler vivere, che colpisce
soprattutto i giovani.
è sul modo di vedere tali povertà
che don Colmegna ha voluto subito
porre l’attenzione, proponendo un
ribaltamento della logica del dare: il
povero che si è chiamati ad ascoltare è
un dono, educa perché permette di far
Sabato, 5 novembre 2011 29
Prossimi incontri
il 15 novembre
con don Diego
Fognini,
responsabile
della Comunità
“La Centralina”,
e il 24 gennaio
con don Augusto
Bormolini, vice
direttore Caritas
■ Parrocchia
Assemblea parrocchiale
sulla Parola di Dio
è in programma per domenica 5
novembre l’assemblea della parrocchia
San Martino di Tirano sul tema “Il seme
è la Parola». Relatore sarà don Marco
Cairoli. L’incontro comincerà con la
Messa delle ore 10 e proseguirà nel
pomeriggio con un momento di ascolto,
confronto e raccolta di proposte. La
concusione è prevista per le 17.30.
■ Santuario
Due incontri sulle
beatitudini evangeliche
DON VIRGINIO colmegna (www.altarezianews.it)
vivere il Vangelo – «Ogni volta che avete
fatto queste cose a uno solo di questi
miei fratelli più piccoli, l’avete fatto
a me» (Mt 25, 40) – e dà occasione di
scoprire in chi lo ascolta la povertà che
lui stesso porta.
I poveri, ha continuato, portano il
sentimento dell’attesa, respirano di
futuro e invitano anche gli operatori
a fare altrettanto. Ricordano, così,
l’essenza del cristiano-testimone
chiamato alla speranza futura, mostrata
da Gesù nella morte e resurrezione: la
vita vince sulla morte. Per alimentare la
speranza è necessario aprirsi all’ascolto
proprio, intimo della Parola. L’ascolto
dei poveri è contemplazione perché, in
quanto incontro, è luogo di preghiera.
Don Colmegna invita ad una carità
contemplativa verso chi si ascolta perchè
in lui c’è Gesù. Invita a prendersi cura
degli altri perché Dio, che è Amore,
si prende cura di noi. Oltre ad essere
contemplativa la carità è operosa, perché
l’ascolto mette in moto operosità: da
esso nasce la responsabilità che invita a
non rassegnarsi di fronte a fallimenti e
che sollecita le istituzioni. La carità apre
orizzonti inaspettati di riconciliazione
e perdono, in chi ascolta ed in chi viene
ascoltato. La carità, poi, ha dentro di sé
il germe della giustizia, perché porta
ad una responsabilità civile e politica.
è, di conseguenza, esigente e non può
essere confusa con l’elemosina. La carità,
infine, educa al silenzio: entrare in sé
stessi, non per chiudersi quanto per
aprirsi all’altro, per creare un “noi”.
Acclamando i suoi primi dieci anni
di vita, il Centro di Ascolto di Tirano
assume apertamente una grande
responsabilità. Per questo don
Colmegna ha voluto concludere il suo
intervento esprimendo il suo più sentito
e grande in “bocca al lupo”.
Viene passato, così, il testimone a don
Diego Fognini, responsabile della
Comunità “La Centralina” di Traona,
il quale il 15 novembre con la sua
équipe stimolerà la riflessione sulla
tossicodipendenza e alcooldipendenza.
Seguirà il 24 gennaio la conclusione di
don Augusto Bormolini, Vice Direttore
della Caritas Diocesana di Como.
LUCIA SCALCO
Durante il quinto corso per
“Accompagnatori pastorali volontari”,
promosso dalla sezione di Sondrio
dell’Associazione di volontariato Terzo
Millennio con sede sociale a Madonna
di Tirano, due incontri saranno aperti
al pubblico presso il salone “Beato
Mario” in piazza Basilica, con ingresso
libero per tutti, per chi crede e chi
non crede. Interverrà Maria Gabriella
Martini, specializzata in filosofia della
scienza, logica, teologia, ermeneutica
in relazione al rapporto parolaimmagine e impegnata nel programma
internazionale di collaborazione
scientifico-culturale del Ministero
per l’Università, sul tema Gesù e le
beatitudini: la via maestra della felicità.
Nel primo incontro, in programma
sabato 5 novembre alle ore 15, saranno
indagate le Tracce culturali anteriori al
messaggio evangelico. (pi.me.)
■ Polizia
Nuovo Commissariato
di Pubblica Sicurezza
Dallo scorso lunedì 31 ottobre, la
caserma della Polizia di Frontiera
di Tirano, guidata da Ignazio Di
Paola, ha assunto anche funzione di
Commissariato di Pubblica Sicurezza
sia in ambito di polizia giudiziaria che
in ambito di polizia amministrativa.
Le attività della Polizia di frontiera
sono state naturalmente mantenute.
Ad essere ampliati sono i servizi e
questo porterà molti benefici sul
territorio. «L’ufficio di Tirano – ha
spiegato il questore Vincenzo Rosseto
– non diventa un vero e proprio
commissariato quindi, ma ne assume
le funzioni. I cittadini, ad esempio,
potranno ritirare il passaporto senza la
necessità di recarsi a Sondrio. Inoltre
l’ufficio di Tirano è già attrezzato per la
deposizione delle impronte». (a. gia.)
Numerose le iniziative delle ex allieve
salesiane, attive a Sondrio e Tirano
Il musical
In scena “Cose di cuore”
I giovani dell’oratorio salesiano San
Rocco di Sondrio hanno realizzato
un musical, una versione in chiave
moderna della storia di san Giovanni
Bosco, che presentano con successo
ormai da un anno e mezzo.
Il prossimo sabato 5 novembre, il
musical “Cose di cuore” andrà in
scena a Poschiavo, alle 20.30 alle
Palestre Comunali di Santa Maria. La
reappresentazione sarà dedicata ai
ragazzi delle comunità parrocchiali
della Valle svizzera che, sempre
sabato, riceveranno il sacramento
della Cresima dal vescovo di Coira,
monsignor Vitus Huonder.
È
in preparazione, per il mese di gennaio
dedicato a don Bosco, un’iniziativa
intitolata “Il mercatino delle idee”. Si
tratta di un modo di diffondere messaggi
educativi; in pratica sono fogli unici con
contenuti formativi. Favole dell’India di
don Giorgio, le rubriche di don Chiari, i
racconti di Bruno Ferrero, fogli per giovani
e universitari, articoli per genitori con il
Bollettino Salesiano degli ultimi mesi,e
alcuni libretti spirituali e culturali della
collana al Mondo Nuovo. Naturalmente si
tratta di un foglio con un argomento per
ogni genere.
A queste idee si uniscono quelle più
illuminate delle ex allieve alle quali è
affidata la gestione del mercatino. Le ex
allieve, chi sono? Sono un gruppo di donne
che vivono nella vita quotidiana e nella
comunità pastorale, lo spirito di don Bosco
e di Madre Mazzarello. Alcune sono fioriste
nella nostra chiesa, altre sono catechiste
in oratorio, alcune svolgono
iniziative di tipo sociale e
caritativo; altre disponibili
per ogni tipo di servizio.
Il pensiero missionario le
accompagna sempre.
Nei prossimi giorni, il 13
novembre, preparano e
organizzano “La fiera del
dolce”, poi a metà dicembre
il “Banco natalizio”, a gennaio la
“Bancarella dell’educare” che è una
novità. Se funziona, la proposta può essere
reiterata nel tempo, con altri argomenti.
Le ex allieve, come ogni gruppo laicale
cattolico, seguono un cammino di
formazione personale e di testimonianza
nelle comunità; le iniziative sopra
ricordate, sono un esempio. Il nostro
gruppo ha come nome “Unione ex allieve
stella alpina”.
Anche a Tirano, presso la comunità delle
suore Figlie di Maria Ausiliatrice, è attivo
un
fervente gruppo di ex allieve che tiene vivo
lo spirito salesiano.
Per usare una metafora diciamo: (le ex
allieve) sono tutte petali di un grande fiore
profumato che riempie l’animo perché è il
soffio dello Spirito che rende significativa
ogni presenza.
DON FRANCO RUSTIGHINI
Spettacoli
30 Sabato, 5 novembre 2011
Il Duomo
di Como
applaude
l’opera su San
Luigi Guanella
Sabato 29 ottobre il concerto - in prima
assoluta - dell’opera di mons. Marco
Frisina per festeggiare il nuovo Santo.
“Il Settimanale” lo ha intervistato
FOTOSERVIZIO WILLIAM
C
irca tremila persone hanno ascoltato
sabato scorso nel Duomo di Como,
in anteprima assoluta, l’oratorio
sacro “In charitate Christi per
voce recitante, baritono, coro e orchestra
d’archi, fiati, timpani, percussioni e arpa” di
mons. Marco Frisina (nella foto), in onore
del nuovo Santo don Luigi Guanella. La
composizione, commissionata dalla famiglia
guanelliana, è ispirata ai testi di San Luigi.
Il titolo deriva dall’espressione con la quale
don Guanella, sul letto di morte, riassume
tutto il suo vissuto terreno, consegnandosi a
Dio. L’oratorio è suddiviso in undici quadri
e presenta il percorso spirituale del santo
mediante l’intercalare di musiche, testi
desunti dai suoi scritti, salmi tratti dalla
Bibbia e scritti di San Paolo. L’oratorio è stato
diretto dallo stesso autore, mons. Marco
Frisina, direttore dell’Ufficio Liturgico del
Vicariato di Roma e Maestro direttore della
Pontificia Cappella Musicale Lateranense,
che abbiamo incontrato dopo l’entusiasmante
interpretazione.
Mons. Frisina, il suo oratorio è un piccolo
capolavoro. Nel XXI secolo parlare di
oratorio è abbastanza raro, eppure lei è
riuscito a reintrodurre, con tutti i crismi
sacri e artistici, questa forma musicale che
sembrava ormai dimenticata nel tempo…
“Per me è una forma ancora oggi attuale
perché è la parola di Dio o, come in questo
caso, il testo dei Santi, resa eloquentemente
con la musica, tanto da diventare
emozionante. L’oratorio, come S. Filippo
prima e la tradizione “classica” poi ci
insegnano, era un modo per tradurre in
musica i grandi testi della Bibbia, i grandi
testi della fede cristiana. Lo reputo anche
un modo moderno - parlando come ha
fatto il Papa ultimamente - per dire ciò che
abbiamo sempre detto nella Fede. La musica
è un’arte straordinaria e comunicativa per
L’appuntamento è stato
organizzato dal Centro
Guanelliano Giovanile
per i festeggiamenti
della canonizzazione.
Ad interpretare l’opera
la voce recitante di
Stefano Dragone, il
baritono Carlo Maria
Cantoni, accompagnati
dal Coro città di Como
e il Coro Lario, insieme
all’orchestra 1813.
di Alberto Cima
cui l’oratorio può essere considerato,
ancora oggi, un modo per fare
meditazione in maniera piacevole”.
Cosa ne pensa della musica nell’ambito
del Concilio Vaticano II, con le
innovazioni che ha portato?
“Più che innovazioni è l’apertura,
è il concetto di musica che ha
ribadito. Le innovazioni, se così si
può dire, consistono nella maggiore
partecipazione del popolo di Dio
nel canto assembleare. Il Papa ci sta
guidando nella retta interpretazione
del Concilio facendoci riscoprire la
preghiera durante la Liturgia e quindi
del canto come preghiera durante
la Liturgia stessa. Questa credo sia la grande
innovazione del Concilio. Una preghiera di
tutti. Durante la celebrazione della S. Messa
non si assiste a uno spettacolo, ma si partecipa
a un Mistero. Il canto liturgico si trasforma in
preghiera vera e propria, senza abusi, senza
esteriorità, senza farlo diventare uno show”.
Una delle premesse del Concilio Vaticano
II era quella di reintrodurre il canto
gregoriano, cosa che invece non è stata fatta.
Per quale motivo secondo lei?
“C’è una difficoltà oggettiva nell’insegnare il
canto gregoriano, però vedo che si sono creati
molti gruppi gregorianisti che si dedicano con
attenzione al canto gregoriano. Per me rimane
il canto tipico, normativo della Chiesa per cui
dovrebbe essere un punto di riferimento per
tutti i musicisti, un po’ come la patristica per i
teologi. In fondo non è difficile come sembra e
andrebbe riproposto.”
Come vede il futuro della musica sacra e
liturgica?
“Lo vedo positivamente poiché credo che
stiamo attraversando un periodo di nuovo
equilibrio. Dopo vari balbettii stiamo trovando
il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione,
che può preludere a un affascinante periodo
della musica sacra e liturgica.”
✎ Il concerto
All’insegna di “Como canta il suo Santo”,
è stato eseguito in prima assoluta, in
Cattedrale a Como, proposto dal Centro
Guanelliano Giovanile, l’oratorio “In
Charitate Christi” di mons. Marco
Frisina. E’ una composizione soave,
particolarmente suggestiva, di ampia
comunicazione e profonda spiritualità,
testimonianza di amore e di fede. Tutto,
attraverso le parole del Santo don Luigi
Guanella, riconduce a Dio. Lodevole
l’interpretazione di questa prima assoluta
in ambito nazionale. Penetrante e incisiva
la voce recitante di Stefano Dragone.
Perfettamente a suo agio il baritono
Carlo Maria Cantoni, partecipe con un
vibrante e commosso senso di calore
umano, ammirevole nei passi di più
distesa cantabilità; buone le sue risorse
vocali. Ammirevoli il Coro Città di
Como e il CoroLario-Coro Città di Como
(maestro dei cori Mario Moretti) che si
sono disimpegnati agevolmente offrendo
un’esecuzione valida sotto ogni profilo.
L’Orchestra 1813 si è disimpegnata a dovere
rendendo pieno merito alla pregevole
composizione.
Il direttore mons. Marco Frisina, pure
autore dell’oratorio, ha diretto con maestria
ottenendo un risultato meraviglioso.
Spiccatissime le sue doti musicali. La sua
miracolosa sensibilità ha saputo cogliere il
fulcro espressivo e poetico della partitura.
E’ un direttore di spiccata signorilità, dal
gesto pacato e limitato all’essenziale.
Nel IV quadro (“Dio carità”, coro) e
nell’undicesimo (“Inno a San Luigi
Guanella”, coro) è stato coinvolto, in
Assemblea, anche il numerosissimo
pubblico, che si è messo alla prova
onorevolmente.
drammatico
Commedia
Commedia
animazione
Drammatico
Angèle e Tony
L’amore all’improvviso
Matrimonio a Parigi
Kung fu panda 2
Terraferma
Angèle è una madre che, pur di farsi
riaffidare il figlio, decide di combinare
un matrimonio con Tony, pescatore
rozzo ma gentile. Con il tempo, Tony
diventerà una presenza importante
nella vita di Angèle.
Larry, 45 anni, capo commesso
esemplare di un ipermercato
americano, viene licenziato e decide di
iscriversi all’università, dove conosce la
bellissima professoressa Mercedes. Con
Tom Hanks e Julia Roberts.
Il film nelle sale: al cinema Astra di
Como dal 4 al 6 novembre.
A Sondrio dal 4 al 9 novembre.
Massimo Boldi quest’anno anticipa
di alcuni mesi l’uscita del suo
“Cinepanettone”, mettendo in scena la
più classica commedia degli equivoci,
senza evitare però cadute di stile e una
comicità sopra le righe. Valutazione
ACEC: futile/grossolanità.
Il film nella sala della comunità di
Menaggio dal 4 all’8 novembre.
Il secondo episodio di una fortunata
serie. Appuntamento con le nuove
avventure dell’imbranato panda gigante
intento ad imparare le arti marziali.
Il regista italiano Crialese torna a
raccontare una storia di migrazioni,
reali e dell’anima, attraverso le quali
i personaggi riscoprono se stessi
e trovano il coraggio di cambiare.
Valutazione ACEC: consigliabile/
problematico/dibattiti.
Il film sarà proiettato a Livigno il 5
e 6 novembre.
Il film all’ Astra di Como dal 7 al 9
novembre.
Il film nella sala della comunità di
Chiavenna il 5 e 6 novembre. Sempre
a Chiavenna dal 5 al 7 novembre
“This must be the place”
Lettere e Rubriche
PAROLE
PAROLE / 107
Erudito
Erudire
● Le Chiese orientali
cattoliche siano
conosciute e stimate
Dal latino “erudire”, composto da
“ex” (tirare fuori) e “rudis”, rozzo,
da “rus”, campagna coltivata.
Quindi: dirozzare, istruire un
ignorante, come si pensava che
fossero i contadini. Una persona
erudita è una persona che conosce
molte cose. A volte “saccente”, che
esibisce le nozioni possedute, magari
a sproposito, per fare “bella figura”.
Contenitore mnemonico di nozioni.
Oggi è preferibile un computer.
● Il continente africano
trovi in Cristo la forza
per camminare
Sabato, 5 novembre 2011 31
Ben diversa è una persona “colta”.
La cultura non è solo ampiezza di
conoscenze, ma anche capacità
di organizzarle in un complesso
organico coerente, cementato
da una metafisica e animato da
un’etica, che inducono a “cercare la
verità” senza ombra di utilitarismo.
Questo fa di una vera cultura un
“umanesimo”, cioè una statura
degna di un “uomo”. Giustamente,
mi pare, sono stati invitati ad Assisi
● Lo Spirito del Risorto ci
aiuti a celebrare nella fede
la memoria dei defunti
Apostolato della preghiera
Intenzione generale
Novembre 2011
Le Chiese orientali cattoliche siano
conosciute e stimate nella loro ricchezza
spirituale.
L
a Tradizione è patrimonio
della Chiesa di Cristo, memoria
viva del Risorto incontrato e
testimoniato dagli Apostoli che ne
hanno trasmesso il ricordo vivente
ai loro successori, in una linea
ininterrotta che è garantita dalla
successione apostolica, attraverso
l’imposizione delle mani, fino ai
Vescovi di oggi. Essa si articola nel
patrimonio storico e culturale di
ciascuna Chiesa, plasmato in essa
dalla testimonianza dei martiri,
dei padri e dei santi, nonché
dalla fede viva di tutti i cristiani
lungo i secoli fino ai nostri giorni.
Si tratta non di una ripetizione
immutata di formule, ma di un
patrimonio che custodisce il vivo
nucleo kerygmatico originario. E’ la
Tradizione che sottrae la Chiesa al
pericolo di raccogliere solo opinioni
mutevoli e ne garantisce la certezza
e la continuità.
(Giovanni Paolo II,
Orientale Lumen, n.8)
to, 2006)
Intenzione missionaria
Il continente africano trovi in
Cristo la forza per camminare nella
riconciliazione e nella giustizia.
N
onostante la civiltà
contemporanea del « villaggio
globale », in Africa come
altrove nel mondo lo spirito di
dialogo, di pace e di riconciliazione
è lungi dall’abitare il cuore di tutti
gli uomini. Le guerre, i conflitti, gli
atteggiamenti razzisti e xenofobi
dominano ancora troppo il mondo
delle relazioni umane. La Chiesa in
Africa avverte l’esigenza di diventare
per tutti, grazie alla testimonianza
resa dai suoi figli e dalle sue figlie,
luogo di autentica riconciliazione.
Così, perdonati e riconciliati
vicendevolmente, essi potranno
recare al mondo il perdono e la
riconciliazione che Cristo, nostra
pace, offre all’umanità mediante la
sua Chiesa.
(Giovanni Paolo II,
Ecclesia in Africa, n. 79)
Intenzione dei vescovi
Lo Spirito del Risorto ci aiuti a celebrare
nella fede la memoria dei defunti.
è
molto importante che noi cristiani
viviamo il rapporto con i defunti
nella verità della fede, e guardiamo
alla morte e all’aldilà nella luce della
Rivelazione. Già l’apostolo Paolo,
scrivendo alle prime comunità, esortava
i fedeli a “non essere tristi come gli altri
che non hanno speranza”. “Se infatti –
scriveva – crediamo che Gesù è morto
e risorto, così anche Dio, per mezzo di
Gesù, radunerà con lui coloro che sono
morti” (1 Ts 4,13-14). E’ necessario
anche oggi evangelizzare la realtà
della morte e della vita eterna, realtà
particolarmente soggette a credenze
superstiziose e a sincretismi, perché la
verità cristiana non rischi di mischiarsi
con mitologie di vario genere.
(Benedetto XVI,
Angelus, 2 novembre 2008)
❚❚ L’informatore giuridico / 124
anche esponenti di culture che non
implicano una data “fede religiosa”,
ma non la escludono a priori e che
potrebbero approdare alla fede. Nel
loro cammino di ricerca culturale
sono però già approdati al rispetto
della dignità di ogni persona umana
ed escludono violenza e terrorismo.
Penso alla esortazione di Emmanuele
Kant: “Non trattare mai un uomo
come mezzo, ma sempre come fine“.
ATTILIO SANGIANI
✎ A caccia di Yahoo!
D
opo un licenziamento in tronco
dell’amministratore delegato (la lady
di ferro, Carol Bartz), con successiva
coda di polemiche, e gli ultimi rendiconti
economici che denunciano una profonda crisi,
si è aperta ufficialmente la caccia a Yahoo!.
Negli anni novanta era la regina di Internet,
ora naviga ormai, da diversi anni, in cattive
acque. Un’azienda priva di un capo è una
preda molto più semplice per chi ha in mente
un’acquisizione “ostile”. Il primato acquisito dal
1995 al 2000, anni in cui la società era IL motore
di ricerca della Rete, è andato progressivamente
scalfendosi sotto i colpi di Google, prima, e di
Bing, più recentemente. Dal 2008, Yahoo non
è più aggiornato manualmente da una serie
di operatori e dai siti segnalati dagli utenti,
ma si limita a proporre i risultati di Bing.
Yahoo! è così, ormai, ai margini nelle quote
di ricerche effettuate on-line (con percentuali
vicine al 4%) e cede quote di mercato del
traffico internet (e pubblicità) a tutti i principali
motori di ricerca e social network. Nel 2008
Steve Ballmer (presidente di Microsoft) era
arrivato ad offrire 33 dollari ad azione mentre
oggi il titolo quota sotto i 14 dollari. Dai 44,6
miliardi di dollari del 2008 si scende oggi ad
valore che si aggirerebbe, secondo gli analisti, a
“soli” 17. Solo una decina di giorni fa Ballmer,
ora amministratore delegato di Microsoft, al
“Web 2.0 Summit” aveva dichiarato di sentirsi
“fortunato” per non aver acquisito Yahoo! a
suo tempo, ma secondo il Wall Street Journal c’è
proprio il colosso di Redmond a capeggiare una
delle cordate in lizza per il portale. Secondo la
stessa fonte anche Google sarebbe interessata a
Yahoo!, ma in questo caso l’acquisizione sarebbe
complicata dalle possibili implicazioni antitrust:
si rischierebbe quasi un monopolio nel mercato
delle ricerche on-line e certamente le Authority di
mezzo globo guarderebbero all’operazione con
“molta attenzione”.
ANTONIO RITA
a cura di VITTORIO RUSCONI
La sanatoria dei processi circa le liti pendenti
L’
art. 39, comma 12, del D.L. 6.7.2011, n. 98 (convertito nella L. 15.7.2011, n. 111) ha previsto la possibilità
per i soggetti (persone fisiche o persone giuridiche)
che hanno una lite pendente avanti le Commissioni
Tributarie di aderire alla sanatoria dei processi entro la data
del 30.11.2011.
Le cause che possono essere definite entro il 30.11.2011 sono quelle di valore non superiore ad € 20.000, derivanti da
atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, pendenti alla data del
1.5.2011, aventi ad oggetto l’Irpef, l’Ires, l’Iva, l’Irap, l’imposta di
registro e l’imposta sulle successioni e donazioni; sono invece
escluse quelle cause che hanno come oggetto l’Ici, la Tarsu, la
Tosap, i dazi e le accise, tributi che infatti non vengono gestiti
dall’Agenzia delle Entrate.
Per verificare il valore della causa (fino ad € 20.000) occorre
considerare l’importo dell’imposta che ha formato oggetto di
contestazione in primo grado di giudizio, al netto degli interessi, delle indennità di mora e delle eventuali sanzioni collegate
al tributo, anche se irrogate con un provvedimento separato.
Qualora la lite abbia per oggetto solo l’irrogazione di sanzioni
non collegate al tributo, per valutare il valore devono essere
Editrice de Il Settimanale
della Diocesi Soc. Coop. a r.l.
Sede (direzione, redazione
e amministrazione):
V.le Cesare Battisti, 8 - 22100 Como
Telefono 031-26.35.33
Fax Redazione 031-30.00.33
E-mail Redazione [email protected]
Fax Segreteria 031-31.09.325
E-mail Segreteria
[email protected]
conto corrente postale
n. 20059226 intestato a:
Il Settimanale della Diocesi di Como
Redazione di Sondrio:
Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio
Telefono e Fax 0342-21.00.43
E-mail [email protected]
Stampa:
A. G. Bellavite S.r.l.
Missaglia (Lc)
Registrazione Tribunale di Como
numero 24/76 del 23.12.1976
Pubblicità:
considerate le stesse.
Per processi pendenti alla data dell’1.5.2011 si intendono tutte le cause che sono state avviate con la notifica
del ricorso introduttivo all’Agenzia delle Entrate entro
l’1.5.2011 e quelle che a tale data non sono ancora definitivamente concluse, cioè non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato.
Per definire la lite occorre provvedere al versamento delle
somme, fisse o percentuali, fissate dalla legge:
1. Se il valore della lite è inferiore o uguale ad € 2.000, è
dovuto un importo fisso di euro 150,00.
2. Se il valore della lite è superiore ad € 2.000, deve essere versato il 10% del valore in caso di soccombenza
dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima o unica sentenza
emessa; il 50% del valore in caso di soccombenza del
contribuente; il 30% del valore se non sono state ancora
emanate sentenze.
Nel caso in cui il contribuente abbia avuto ragione dalla Commissione Tributaria solo in parte, il calcolo deve
essere fatto applicando rispettivamente le percentuali
del 10% e del 50% sia sulla parte di causa vinta che sulla
Direttore responsabile: Agostino Clerici
La Provincia Essepiemme Pubblicità
Via Pasquale Paoli, 21 - 22100 Como
Telefono 031-58.22.11
Fax 031-52.64.50
Tariffe:
euro 31 a modulo commerciale
Prezzo abbonamenti 2011:
Annuale euro 50
Europeo ed extraeuropeo euro 50
più spese postali
La testata Il settimanale della
diocesi di Como fruisce dei
contributi statali diretti di cui
alla legge 7 agosto 1990, n. 250.
Questo giornale è associato
alla FISC (Federazione Italiana
Settimanali Cattolici) e
all’USPI (Unione Stampa
Periodica Italiana)
parte di causa persa.
Il versamento dell’importo deve avvenire entro la data del
30.11.2011 e successivamente deve essere presentata l’istanza
di definizione entro la data del 31.3.2012 (in realtà il 2.4.2012,
essendo il 31.3.2012 un sabato).
Il versamento deve essere effettuato mediante il modello F24
“Elementi identificativi” utilizzando il codice 8082; la domanda deve essere invece presentata esclusivamente in modalità
informatica attraverso il canale fisconline o entratel oppure
attraverso un intermediario abilitato o rivolgendosi a qualsiasi Direzione provinciale delle Entrate.
In alternativa l’istanza può essere presentata in forma cartacea a qualsiasi Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, purchè in tempo utile perché la stessa possa effettuare
la tempestiva trasmissione telematica.
Tutte le liti per le quali è stata presentata l’istanza di definizione restano sospese fino al 30.9.2012.
Va infine tenuto presente che le liti che possono essere definite sono sospese automaticamente fino al 3.6.2012, indipendentemente dalle decisioni del contribuente di avvalersi
o meno della definizione.
Informativa per gli abbonati:
La società Editrice de Il
Settimanale della Diocesi di
Como, titolare del trattamento,
tratta i dati, liberamente conferiti
per ricevere il ns. periodico in
abbonamento, in ottemperanza al
D.Lgs. 196/2003.
Per i diritti di cui all’art. 7
(aggiornamento, cancellazione,
ecc.) e per l’elenco di tutti i
responsabili del trattamento,
rivolgersi al Titolare del
Trattamento presso la sede di
viale Cesare Battisti 8, 22100
Como, tel. 031-263533.
I dati potranno essere trattati
da incaricati preposti agli
abbonamenti, al marketing,
all’amministrazione e potranno
essere comunicati a società
esterne per la spedizione del
periodico e per l’invio di materiale
promozionale.
32 Sabato, 5 novembre 2011
Fotografie
Quest’anno l’autunno ha faticato
a vestire la montagna dei suoi colori.
Dopo una nevicata settembrina,
il sole ed il caldo l’hanno fatta da
padroni nel mese di ottobre fino
ad alta quota.
Ma, piano piano,
le foglie
hanno cominciato
ad ingiallire e ad arrossire...
Colori dell’autunno!
Foto AC - Il Settimanale
Scarica

Numero Completo - Diocesi di Como