PRIMO PIANO
n di Roberto Negri
Martelli demolitori
“Made in Italy”
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Martelli demolitori “Made in Italy”
C
he si tratti di un piccolo intervento di recupero come della
riqualificazione di una grande
area industriale, la demolizione costituisce oggi un mercato sempre
più appetibile per l’impresa oltre che,
spesso e volentieri, un’esigenza che, per
quanto possibile, è più conveniente e
pratica gestire direttamente.
Opportunità, tuttavia, non alla portata di tutti, perché da un lato le delicate
problematiche operative e di sicurezza
che un intervento di demolizione comporta richiedono all’impresa solide competenze tecniche e una vasta conoscenza di tutte le metodologie applicabili;
dall’altro, comportano l’allestimento di
un parco macchine e attrezzature complesso e articolato, con i costi che tutto
ciò comporta. Mai come in questo caso,
infatti, i “ferri del mestiere” devono essere solidi, affidabili e performanti: soprattutto quelli oggetto del Primo Piano di questo numero, i martelli demolitori idraulici, che in accoppiata con le
macchine operatrici rappresentano oggi
una delle punte di diamante di questo
settore. Se, infatti, il principio costruttivo di un martello idraulico è di per sé relativamente semplice – una massa battente spinta in moto alternativo da olio
idraulico a pressione e portata variabile
– questa sintetica descrizione racchiude
in realtà una serie di accorgimenti e tecnologie che hanno trasformato queste
attrezzature, un tempo molto rumorose e rudimentali, in macchine altamente
specializzate, affidabili, produttive e silenziose, che oggi – non a caso – trovano largo impiego soprattutto nella demolizione primaria delle strutture.
Le caratteristiche
Dal punto di vista tecnologico, la parte
più complessa di un martello demolitore è costituita dal sistema di ammortizzazione dei colpi, che si riflettono
sul braccio della macchina operatrice
che lo ospita. Oltre a prolungare la vita media dei componenti dell’attrezzatura, infatti, un efficace contenimen54
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to delle vibrazioni e delle forze torsionali e strutturali sviluppate da queste
attrezzature ne ottimizza l’efficacia,
unitamente all’energia sviluppata per
colpo e alla frequenza dei colpi stessi.
Altrettanto importante è una corretta progettazione e dimensionamento
dell’impianto idraulico e dei suoi componenti, in quanto una portata o pressione insufficiente di olio determina perdite di efficienza anche notevoli, mentre
un surriscaldamento dell’olio può danneggiare anche seriamente sia i componenti del circuito che il martello stesso.
Molti sono gli accorgimenti oggi adottati per ottimizzare efficienza e affidabilità dell’attrezzatura. Primo tra questi
è la costruzione monoblocco, che conferisce alla struttura del martello una
resistenza molto elevata agli sforzi di
leveraggio durante il lavoro; largamente diffuso è anche il sistema idraulico di
frenatura della massa battente – finalizzato a evitare che durante le operazioni
di demolizione eventuali colpi a vuoto
Le aziende citate
• Demoter
www.demoter.com
• Hammer
www.hammersrl.com
• Hydra
www.hydrahammer.com
• Idromeccanica Ramtec
www.idromeccanica.com
• Indeco
www.indeco.it
• Italdem
www.italdem.com
• Omal
www.omalsrl.com
• OMD
www.demolitoriomd.com
• Promove
www.pmvpromove.it
• Rotair
www.rotairspa.com
• Socomec
www.socomecspa.com
si ripercuotano sulla struttura del martello – che riduce automaticamente la
potenza trasmessa all’utensile quando
questo non é in contatto con il materiale da demolire. E altrettanto importante
è un’altra soluzione oggi comune, il recupero dell’energia inerziale ad azoto,
grazie al quale il gas trasferisce potenza
alla macchina e riduce le sollecitazioni al
braccio dell’escavatore. La silenziosità è
un altro parametro fondamentale nella progettazione di queste attrezzature, dettato peraltro anche da specifiche
disposizioni normative. A tale scopo,
l’adozione di una struttura chiusa del
telaio e l’inserzione di materiale fonoassorbente nelle sue intercapedini sono
in grado di mantenere livelli di pressione
sonora molto contenuti per macchine
di per sé rumorose. Un altro spartiacque tecnologico dell’attuale produzione di martelli idraulici è costituito dalla
modalità di funzionamento adottata,
che può essere a colpo fisso o variabile.
Nella prima, che è anche quella più
tradizionale e tecnologicamente più
semplice, il martello funziona sempre
al massimo della sua potenza, indipendentemente da qualsiasi intervento dell’operatore; nella seconda, l’attrezzatura è in grado di “riconoscere”
la consistenza del materiale da demolire e, conseguentemente, di adattare la potenza e la frequenza dei colpi.
Nel caso di materiali di scarsa consistenza, ad esempio, il martello aumenta la
frequenza dei colpi e diminuisce l’energia, mentre a fronte di materiali particolarmente duri, al contrario, diminuisce la frequenza dei colpi e aumenta
l’energia. In questo modo è possibile
ottimizzare la potenza idraulica erogata
dall’attrezzatura a tutto vantaggio della produttività, ottenendo così un rendimento globale più elevato.
L’abbinamento
con le macchine
Se le caratteristiche tecniche di queste
attrezzature sono oggi note, complice
anche la loro diffusione dovuta al pro-
primo piano
gressivo ampliarsi del business della demolizione, più complesso è il tema del
loro adeguato accoppiamento con la
macchina operatrice: una valutazione,
questa, che coinvolge sia considerazioni
relative al corretto bilanciamento e alla
stabilità dell’insieme, sia valutazioni sulle caratteristiche dell’impianto idraulico.
È evidente, infatti, che le dimensioni e il
peso del martello devono essere proporzionati rispetto a quelle della macchina
su cui questo dev’essere installato; allo
stesso modo, è altrettanto evidente che
queste stesse proporzioni devono essere rispettate anche in relazione al circuito idraulico del mezzo, che dev’essere
in grado di alimentare adeguatamente l’attrezzatura. Vero è che gli stessi
costruttori di attrezzature offrono indicazioni ben precise in relazione a tale
aspetto, specificando per ogni singolo
modello le caratteristiche dimensionali e
idrauliche della macchina su cui questo
può essere installato. Non solo: il progressivo estendersi di questo segmento
di mercato ha incoraggiato il dialogo tra
produttori di macchine e produttori di
attrezzature, portando a una positiva
collaborazione e scambio di informazioni che, oggi, è senza alcun dubbio una
garanzia in più sulla strada di un accoppiamento macchina-attrezzatura a prova d’errore. Spesso, tuttavia, l’impresa
specializzata si trova a dover affrontare
situazioni molto particolari, difficilmente risolvibili con equipaggiamenti standard: si pensi, ad esempio, all’esigenza
di dovere operare ad altezze e distanze
sempre maggiori, non raggiungibili da
macchine attrezzate con bracci di lunghezza standard. Tutto ciò determina
la necessità di operare interventi anche
radicali sulla macchina, che comportano l’installazione di bracci di lunghezza
maggiore e, di conseguenza, l’adozione
di specifici accorgimenti rivolti a garantire il bilanciamento e la stabilità della
stessa (contrappesi sovradimensionati e
adeguatamente posizionati, sottocarri
più ampi e via elencando). Tali modifi-
che coinvolgono, naturalmente, anche
la parte idraulica del mezzo: non va dimenticato, infatti, che il circuito idraulico di una macchina operatrice è progettato e costruito in modo da assicurare portate e prestazioni ottimizzate per
applicazioni rientranti nel movimento
terra, che premiano soprattutto la rapidità dei movimenti e la velocità dei cicli
di lavoro, mentre nella demolizione, al
contrario, a essere fondamentali sono la
precisione e la fluidità degli stessi. Tutto
ciò richiede, di conseguenza, specifici
adattamenti del circuito idraulico che,
anche grazie all’adozione di particolari
soluzioni costruttive sulle attuali macchine movimento terra, sono di esecuzione relativamente semplice. È facile
intuire, comunque, come tali interventi modificano l’impostazione originaria
della macchina e, quindi, è opportuno
che vengano eseguiti con la necessaria
competenza e professionalità, nonché
con grande chiarezza circa gli obiettivi
da raggiungere.
Idromeccanica Ramtec
Idromeccanica Ramtec è l’espressione di anni di esperienza consolidata nella produzione e distribuzione di
attrezzature per la demolizione. L’azienda, certificata
ISO 9001:2008, concentra l’attenzione sulla soddisfazione del cliente, progettando soluzioni sempre
più innovative e realizzando prodotti di alta qualità. I martelli demolitori sono adatti alle macchine
operatrici più nuove equipaggiate
con impianti idraulici pressurizzati; quindi, lavorano con pressioni
più elevate e maggiori prestazioni. Inoltre, l’azienda offre modelli
adatti all’utilizzo subacqueo, nonché versioni silenziate. I martelli si
contraddistinguono per la grande
potenza, efficienza e produttività, oltre che per il design semplice
che rende la manutenzione facile,
riducendo così costi e tempi di as-
sistenza. L’azienda vanta in particolare una vasta selezione di martelli, dalla serie standard IMI alla nuova
serie M, adatti a macchine di ogni tipo e dimensione. I martelli sono caratterizzati da
un design semplice, che si traduce
in una facile manutenzione al fine
di massimizzarne la produttività,
un’efficienza migliorata e un nuovo sistema di ammortizzazione.
Gli svariati modelli (al momento
sono 19) che compongono l’offerta di Idromeccanica Ramtec sono
accomunati da queste caratteristiche, che ne consentono l’impiego
nelle più diverse situazioni operative. Al top dell’offerta si colloca
il modello IMI 290 M, attrezzatura
destinata a escavatori da 35 a 50 t,
del peso di 3.000 kg, in grado di
sprigionare un’energia per colpo
di 10.000 J.
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Martelli demolitori “Made in Italy”
Hammer
Indeco
Hammer si colloca tra i più importanti produttori di attrezzature idrauliche per la demolizione,
proponendo un’ampia gamma di
frantumatori fissi, rotanti (rotazione meccanica o idraulica), cesoie
idrauliche, pinze idrauliche rotanti (rotazione meccanica o idraulica) e soprattutto martelli demolitori idraulici da 70 kg a 8.000 kg.
Negli ultimi anni l’azienda ha aperto
un nuovo stabilimento produttivo
di 3.500 m2 a Molfetta. Nei nuovi modelli della serie medio-grande
HP Line l’azienda garantisce un minimo di 1.500 ore di lavoro senza
alcun tipo di problema: su questi
prodotti s’inserisce anche una coppia di valvole per la regolazione della velocità e della pressione che assicura per tutta la durata della garanzia anche i tiranti. Negli ultimi
anni Hammer ha inoltre sviluppato
nuovi e sofisticati sistemi per l’ingrassaggio centralizzato automatico, per gli impieghi subacquei e
specialmente per i gravosi lavori in
galleria. Punto di forza di Hammer
è il continuo sviluppo di tutti i suoi
modelli e il continuo ampliamento
della gamma, che si è recentemente arricchita con il nuovo martello
HP8000S, del peso in ordine di lavoro di 7.800 kg, capace di sprigionare una potenza di ben 25.000 J.
Pressione di esercizio di 190 bar e
una portata d’olio di 450/520 l/min
garantiscono una frequenza di
battuta di 200/550 colpi/min.
L’HP8000S, destinato all’installazione su macchine operatrici di peso compreso tra le 60 e le 110 t,
presenta una dimensione complessiva di 5.000 mm e una lunghezza
dell’utensile di 1.750 mm.
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HP come “High Performance”: è la sigla che identifica la nuova serie di demolitori idraulici Indeco. La precedente e apprezzata serie UP è stata così ulteriormente migliorata grazie al potenziamento nell’efficienza idraulica del sistema
a colpo automatico variabile e a innovazioni diverse a seconda delle tre classi di martelli. I nuovi martelli HP di Indeco presentano specifiche caratteristiche che si traducono in immediati vantaggi per gli utilizzatori. Grazie al Colpo
Automatico Variabile (C.A.V.), l’attrezzo è in grado di riconoscere la durezza del
materiale da demolire; viene così ottimizzata la potenza idraulica erogata dalla macchina a vantaggio della produttività, ottenendo un rendimento globale
più elevato. I materiali compositi utilizzati per le piastre antiusura, le boccole
“quick-change”, i sistemi paragrasso e parapolvere ne aumentano la durata,
migliorandone la resistenza all’usura. Tutte le macchine operatrici che montano il martello demolitore Indeco beneficiano del suo duplice sistema ammortizzante: uno idraulico interno e uno doppio meccanico, esterno al corpo martello, contenuto nella carcassa. Il particolare sistema di ingrassaggio centralizzato
permette inoltre di mantenere lubrificate le parti di scorrimento anche quando
il martello opera in orizzontale; a tale sistema si aggiunge la boccola intercambiabile “quick change”, che limita il rumore nella zona di maggiore emissione
e riduce tempi e costi di manutenzione. Venti i modelli in gamma, dal piccolo
HP 150 da 80 kg all’HP 12000 da 7.800 kg.
primo piano
Demoter
L’azienda produce da quasi 20 anni attrezzature per la demolizione,
realizzate su progetto interno nello stabilimento di Rivoli, alle porte
di Torino. La produzione Demoter
si focalizza attualmente sulle linee
delle pinze da demolizione e dei
martelli idraulici, questi ultimi proposti in una gamma da 65 a 800 kg
di peso. Al vertice dell’offerta troviamo il modello S800, attrezzatura
destinata all’impiego su
macchine operatrici da
12 a 16 t, in grado di fornire una frequenza di battuta di 400/700 colpi/min
e un’energia d’impatto di
1.800 J. Tutti i modelli in
gamma sono accomunati da
una serie di caratteristiche costruttive, tra cui la presenza
di: un freno idraulico interno
che riduce la potenza del 60%
quando l’utensile non è appoggiato al materiale da demolire, in mo-
Hydra
do da evitare che i colpi a vuoto
si ripercuotano sulla struttura; un
dispositivo di recupero dell’energia inerziale ad azoto, che conferisce elevata potenza alla macchina
e riduce le sollecitazioni al braccio
dell’escavatore; la particolare costruzione monoblocco, associata
alla carcassa a scatola chiusa; l’inserimento di materiale fonoassorbente, che permette di mantenere
livelli sonori molto bassi
per una macchina a percussione. La nuova Serie
S accetta valori di contropressione elevati e range di
taratura della portata d’olio
richiesta molto ampia, al fine di facilitare l’installazione. La forma affusolata dei
martelli garantisce inoltre
un’ottimale visuale durante il lavoro e permette di
operare anche in prossimità
dei muri.
La gamma di martelli Hydra trova
la sua massima espressione nella
nuova serie silenziata Thor, ottenuta grazie a un’accurata progettazione e sperimentazione. I materiali impiegati, la cura durante
le lavorazioni e il montaggio consentono di garantire un’affidabilità molto elevata; tutti i modelli
si caratterizzano per un rapporto peso/potenza ottimale,
che consente di ottenere
rendimenti molto elevati. La proposta dell’azienda si articola attualmente
in 10 modelli, caratterizzati da pesi operativi variabili
da 62 a 1.100 kg, destinati
all’installazione su macchine operatrici da 0,6 a 23 t.
Al top della proposta Hydra
si trovano i tre modelli Thor
400S, Thor 600S e Thor
1100S. Il primo ha un peso di
360 kg, si presta all’installazio-
ne su macchine da 4 a 9 t e offre
una frequenza di battuta di 6001.000 colpi/min con una potenza di 720 J. Il secondo, del peso
di 600 kg, opera a una pressione
di 130 bar con una portata d’olio
di 90-130 l/min, che gli consente di mantenere una frequenza di
battuta di 600-800 colpi/min, con
un’energia per colpo di 1.300 J.
Il martello è installabile su
macchine operatrici di peso da 8 a 14 t. L’attrezzatura al vertice della gamma,
infine, il Thor 1100S, ha un
peso operativo di 1.100 kg,
che lo rende installabile su
escavatori di peso compreso
tra le 12 e le 23 t. Operante a una pressione di esercizio di 130 bar con una portata d’olio di 120-150 l/min,
garantisce una frequenza di
battuta di 450-500 colpi/min con
un’energia per colpo di 1.900 J.
Italdem
Risultato di oltre 30 anni d’esperienza, potenti, efficienti, silenziosi e produttivi, i martelli demolitori idraulici Italdem della Serie GK offrono una soluzione ottimale a ogni problema di demolizione. Quattordici
modelli, con pesi operativi compresi tra 19 e 4.000 kg,
destinati a macchine operatrici di peso fino a 65 t,
compongono una gamma d’offerta in grado di adattarsi alle necessità di piccoli come di grandi interventi. Al vertice della serie ci sono i modelli GK 2300 S,
GK 2800 S e GK 3800 S. Il primo, del peso in condizioni di lavoro di 2.400 kg, è installabile su escavatori da
28 a 40 t, offre un’energia per colpo di 5.000 J e una
frequenza di battuta di 550-700 colpi/min, con una
portata d’olio di 220-230 l/min a 200 bar di pressione.
Il modello GK 2800 S, invece, del peso in condizioni
di lavoro di 3.000 kg, è installabile su escavatori da
30 a 50 t, offre un’energia per colpo di 6.300 J e una
frequenza di battuta di 500-640 colpi/min, richiedendo una portata d’olio di 250-260 l/min a 200 bar di
pressione. Al vertice della gamma troviamo il modello
GK 3800 S, del peso in condizioni di lavoro di 4.000 kg:
è installabile su escavatori di peso da 40 a 65 t, offre
un’energia per colpo di 8.300 J e una frequenza di
battuta di 450-600 colpi/min, richiedendo una portata
d’olio di 300-310 l/min a 200 bar di pressione.
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Martelli demolitori “Made in Italy”
Omal
Acciai e componenti di alta qualità,
materiali selezionati per una superiore affidabilità nel tempo, bassa
trasmissione di vibrazioni e un ottimale rapporto qualità-prezzo sono alcuni dei tratti distintivi della
produzione Omal, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di martelli demolitori idraulici. Forte dell’esperienza maturata
in passato, Omal ha elaborato un
procedimento di fabbricazione
dei demolitori idraulici rigorosamente controllato in tutte
le sue fasi, monitorando con
attenzione ogni passaggio
ed eseguendo trattamenti
termici e meccanici di alta
precisione. Il tutto per un
ventaglio d’offerta ampio
e articolato che si concretizza nei 10 modelli della
linea Small, nei tre modelli
della linea Small-Medium,
O.M.D. Depalo
nei due della linea Medium e nei
due della linea Medium-Big, per arrivare al top della proposta Omal, la
Linea Big, con i modelli HB 1700 S
e HB 2400 S. Quest’ultimo si caratterizza per un peso operativo di
2.400 kg, risultando idoneo all’installazione su macchine operatrici
fra le 23 e le 35 t. Operante a una
pressione di esercizio di 140/160 bar
con una portata d’olio di 160-195 l/min,
l’attrezzatura offre una
frequenza di battuta
di 350-600 colpi/min,
con un’energia a colpo
di 4.000 J. L’HB 2400 S
incorpora alcune tra le più
avanzate innovazioni sviluppate dall’azienda. Tra queste, la
presenza di un ammortizzatore
superiore in poliuretano, ammortizzatori ferro-gomma vulcanizzati, rinforzo antiusura High-Tech e
placche fonoassorbenti.
I martelli della Classe
N, che completano
l’offerta delle macchine OMD nel segmento dei demolitori pesanti, sono progettati
e costruiti in linea con
le esigenze della demolizione moderna.
Macchine dalle prestazioni elevate – indicate sia per gli
impieghi in cava, nella frantumazione primaria e secondaria, sia in applicazioni particolari quali scavi subacquei, gallerie e tunnel – i martelli
della serie N si contraddistinguono
per una serie di caratteristiche costruttive quali: il sistema di recupero energia; la potenza del colpo, costantemente adeguata alla durezza
della roccia; il sistema di lubrificazione automatico di serie; i tiranti e
la membrana realizzati in materiale
ad alta resistenza; la bussola infe-
riore con inserto intercambiabile; la carcassa pressopiegata;
la sensibile riduzione
della rumorosità. I sei
modelli in gamma,
con un peso variabile
da 1.330 a 3.960 kg
e installabili su macchine da 14 a 70 t,
sono alimentati da una combinazione di olio e azoto; la decompressione della massa gassosa esercitata dal circuito oleodinamico assicura la massima potenza di battuta,
mentre il sistema interno di percussione e il migliorato disegno del pistone massimizzano il trasferimento dell’energia idraulica, garantendo una costante forza d’impatto.
Il sistema di percussione e assorbimento delle vibrazioni assicura ai
demolitori della serie N un funzionamento lineare e silenzioso.
Promove
Potenza e affidabilità: sono questi gli obiettivi principali cui mira Promove
nel progettare e realizzare
la propria gamma di martelli demolitori. Un range
di prodotti ampio (la serie
XP vanta ben 16 modelli,
da 70 a 7.000 kg di peso, adatti ad equipaggiare
macchine da 0,7 a 100 t)
e con caratteristiche tecniche all’avanguardia quali
azione combinata olio/gas
che consente elevati rendimenti con un fabbisogno
idraulico limitato, valvola
di regolazione di frequenza/energia per assicurare la migliore produttività
su rocce di qualunque durezza, sistema d’ingrassaggio automatico dell’utensile, assenza di colpi a vuoto
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e di colpi residui, carcasse
Heavy Duty vibrosilenziate,
cilindri a sezione quadrata
con tiranti incassati che garantiscono solidità ed affidabilità del martello, men-
tre utensili di grande diametro assicurano capacità
di penetrazione e resistenza alle rotture. Costruendo martelli dal 1989, Promove è ben cosciente del
suo ruolo primario in ciascun cantiere, dalla semplice applicazione di sbancamento di asfalto al più difficile abbattimento in cave
o gallerie, sempre in prima
linea, punto d’inizio nel ciclo produttivo composto
da diversi operatori, con
macchine ed equipaggiamenti altamente costosi
(escavatori, pale gommate, dumper autotreni, impianti frantoio). Prestazioni
di alto livello e un’affidabilità ottimale, con lunghi
intervalli di servizio e bassi
costi di manutenzione, oltre al supporto tecnico immediato e all’ampia e immediata disponibilità di ricambi, fanno della linea XP
una soluzione conveniente
ed efficace.
primo piano
Socomec
Rotair
Al Samoter 2011 Socomec ha presentato l’ultimo nato della serie
pesante dei martelli oleodinamici
MDO, il modello 4000 TS. Il cammino ormai quasi quarantennale
percorso dall’azienda di Medesano,
sempre teso alla costante ricerca e
innovazione tecnologica, ha condotto Socomec a creare una nuova soluzione, ideata per soddisfare
le esigenze degli utilizzatori muniti
di macchine da 45 a 65 t. Il nuovo modello – che è il più grande
martello mai costruito dall’azienda
– non si fa notare solo per le sue dimensioni fuori dall’ordinario (oltre
3 m d’altezza, per un peso di 4,2 t),
ma anche perché può sfoggiare i
vantaggi tecnici che hanno fatto
apprezzare i martelli pesanti della
serie MDO dagli utilizzatori più esigenti. Primo tra tutti, il sistema di
variazione della frequenza dei colpi: grazie a tale soluzione, la fre-
quenza e la potenza dei colpi del
martello si possono regolare in base alla resistenza opposta dal materiale da frantumare, semplificando
il lavoro dell’operatore, garantendogli un risultato sempre ottimale.
Per quanto riguarda l’aspetto manutentivo, l’azienda – consapevole
del fatto che all’interno della struttura tradizionale dei martelli oleodinamici sono i tiranti la causa principale di revisioni – ha progettato e
realizzato un nuovo sistema di serraggio dei tiranti privo di filettatura,
che garantisce maggiore elasticità
e resistenza.
L’azienda piemontese propone la gamma di martelli idraulici OLS, realizzata
in versione vibrosilenziata che, per il concetto di
struttura portante adottato, assicura valori di pressione acustica a livelli minimi, a reale vantaggio
del confort operativo e
dell’ambiente. Di semplice istallazione sulle macchine operatrici, grazie ai
dispositivi idraulici interni di stabilizzazione delle
caratteristiche di pressione
e portata idraulica, sono
equipaggiati con lo speciale dispositivo “Control
Power System” che, oltre
a recuperare automaticamente l’energia in fase di
battuta, permette di ottimizzare le prestazioni del
martello secondo le specifiche esigenze dell’utilizzatore e della macchina
operatrice. All’interno della gamma si segnala il modello OLS 260, attrezzatura del peso di 260 kg (versione con sella) in grado
di offrire una frequenza di
battuta di 650/950 colpi/
min e un’energia all’urto
di 450/600 J. L’attrezzatura presenta una serie
di caratteristiche comuni a tutta la gamma, tra
cui: sella di chiusura della
cassa monoblocco e corpo battente incorporante
il punto di attacco benna alla prevista macchina
operatrice; cassa di contenimento del corpo battente del tipo monoblocco
integrato e fissato tramite
specifici tamponi in materiale elastico antivibrante;
dispositivi antivibranti per
un minore stress operativo del blocco martellomacchina portante; corpo battente sospeso elasticamente con recupero dell’energia cinetica in
energia potenziale elastica, restituita successivamente all’utensile.
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