BILANCIO SOCIALE 2013 CSVM aderisce a
IDENTITÀ CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO MANTOVANO  DA DOVE NASCE: dalla legge quadro sul volontariato L. 266/91  QUANDO: il 3 luglio 1997  COS'E': un'associazione di associazioni (Organizzazioni di Volontariato, Associazionismo, Cooperative Sociali) governata dal volontariato  PERCHE': per sostenere, promuovere e qualificare l'attività di volontariato  DA CHI E' FINANZIATO: dalle Fondazioni bancarie tramite il Co.Ge. Lombardia (Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato in Lombardia) attraverso criteri previsti dalla normativa  COSA FA: CSVM ha rispettato il suo mandato istituzionale di erogare servizi di promozione, comunicazione, orientamento, progettazione, formazione, consulenza, informazione e documentazione, di norma gratuiti, alle organizzazioni di volontariato, iscritte e non iscritte al registro regionale/sezione provinciale, socie e non socie dell'associazione. Negli anni, per effetto dei cambiamenti del contesto e delle strategie, si è evoluto il modo di dare corpo a queste attività. Oggi CSVM è agente di sviluppo territoriale, favorisce e crea le condizioni perché il volontariato nei territori possa contribuire in modo concreto e innovativo a realizzare il benessere delle comunità in cui opera, facendosi promotore di progettualità e collaborazioni rispondenti agli effettivi bisogni da essa emergenti  CSVM può fornire servizi e coinvolgere altre tipologie di associazione (enti non commerciali, promozione sociale...) e altri soggetti sulla base di accordi e protocolli con Provincia e Comuni. IL VOLONTARIATO MANTOVANO LA RIPARTIZIONE TERRITORIALE DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO SECONDO GLI AMBITI DEI PIANI DI ZONA (situazione al 31/12/2013) Distretto OdV iscritte Registro1 ASOLA DESTRA SECCHIA GUIDIZZOLO MANTOVA SUZZARA VIADANA 46
56
48
172
38
51 + 2 (sezione regionale) 411 + 2 TOTALE PROVINCIA OdV iscritte al Registro del Vol. di Prot. Civ.
3
4
4
11
3
3 OdV non iscritte al Registro2 Totale OdV sul Distretto 24
29
29
118
23
19 73 89 81 301 64 75 % sul totale delle O.d.V. della Provincia
10,8%
13,0%
11,9%
44,1%
9,4%
10,8% 28
242
683 100%
Composizione della base associativa del CSVM
Numero soci aderenti al 31/12/2013
Organizzazioni di volontariato iscritte 108
Organizzazioni di volontariato non iscritte 4
Associazioni di Promozione Sociale 37
Cooperative Sociali 3
Altri enti non profit 2
Enti locali 0
Persone fisiche 0
TOTALE 154
Associazioni di secondo livello aderenti al CSVM
N. associazioni di secondo livello aderenti al 31/12/2013 Reti di livello nazionale Reti di livello regionale Reti di livello provinciale Reti di livello locale Totale 1 2 BURL n. 23 del 05/06/2014 OdV non iscritte risultanti in banca dati CSVM 1
0
7
3
11
Soci all’istituzione dei CSV 6 1 2 1 0 0 0 10 n. organizzazioni di base aderenti alle associazioni di secondo livello 213 0 324 55 592 IL GOVERNO E LA STRUTTURA Gli organi sociali di CSVM previsti dallo Statuto vigente sono: Assemblea dei soci, Comitato Direttivo, Presidente, Presidenza, Collegio dei Revisori dei Conti, Collegio dei Garanti Tutte le cariche sono gratuite; viene riconosciuto il rimborso delle spese vive L’ATTIVITA' DELL’ASSEMBLEA NEL 2013 sostenute. si è riunita tre volte: L’ASSEMBLEA DEI SOCI  aprile per l’approvazione del bilancio L’ASSEMBLEA DEI SOCI è l’Organo Sovrano del Centro;  maggio per rinnovo cariche sociali è composta dai delegati delle associazioni socie (un delegato per  novembre per l’approvazione del bilancio associazione) preventivo e del programma di attività 2014 è presieduta dal Presidente del Centro Servizi che la convoca almeno tre volte l’anno. Le principali competenze dell’Assemblea sono: ‐eleggere gli Organi Sociali, ‐deliberare il programma di attività del C.S.V.M. e i Bilanci (preventivo e consuntivo), ‐approvare definitivamente le domande di ammissione dei nuovi soci. IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEL CSVM IL CONSIGLIO DIRETTIVO è organo di governo del CSVM ‐viene eletto dall’Assemblea ordinaria ‐è composto da un numero complessivo di rappresentanti non L’ATTIVITA' DEL CONSIGLIO NEL 2013 inferiore a 5 e non superiore a 9, compreso un membro nominato si è riunito 9 volte. dal comitato di gestione del fondo speciale (secondo quanto Le principali questioni su cui è stato impegnato disposto dalla normativa). sono state: ‐dura in carica 3 anni, 
approvazione preliminare del bilancio ‐compie tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione 
approvazione preliminare del piano di ‐elegge al proprio interno il Presidente e il Vice Presidente (o i attività per il 2014 Vice Presidenti, di cui uno vicario) 
decisioni strategiche connesse con Il Consiglio Direttivo attualmente in carica è stato rinnovato con l’operatività del centro l’Assemblea elettiva del maggio 2013 a seguito della quale sono 
formazione in tema di welfare di comunità stati eletti 9 consiglieri. Alle riunioni del Consiglio Direttivo vengono di norma invitati anche i rappresentanti delle Consulte e dei Coordinamenti di associazioni presenti e attivi sul territorio della Provincia di Mantova. IL PRESIDENTE DEL CSVM IL PRESIDENTE è il legale rappresentante del CSVM; ‐viene eletto dal Comitato Direttivo tra i suoi componenti, ‐dura in carica 3 anni, ‐presiede e coordina i lavori dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e della Presidenza del CSVM Nel maggio 2013 è stato eletto Presidente, a seguito del rinnovo del Consiglio Direttivo, il Sig. Attilio Rossato (Presidente ACLI Provinciale Mantova), al suo secondo mandato nella carica LA PRESIDENZA LA PRESIDENZA è composta dal Presidente e da due Vicepresidenti. L’ATTIVITA' DELLA PRESIDENZA NEL 2013
Alle riunioni della Presidenza partecipa, di norma, il Direttore. si è riunita settimanalmente durante l’anno, in La Presidenza ha il compito di elaborare le proposte di attività da genere di lunedì. Alle riunioni di Presidenza sottoporre all’esame del Consiglio Direttivo. partecipa sempre il Direttore. Ogni due/tre settimane le riunioni sono aperte ai responsabili Può assumere decisioni su argomenti di competenza del Consiglio dei settori operativi del Centro al fine di Direttivo, salvo poi sottoporle alla sua ratifica nella prima riunione utile migliorare il monitoraggio delle attività e di e comunque entro i successivi 30 giorni. condividere le questioni emergenti Anche le cariche di Vicepresidente vicario e Vicepresidente sono state confermate, nel maggio 2013 a seguito del rinnovo del Consiglio Direttivo, nelle persone di Alessandro Botteri (esponente di Avis Provinciale Mantova), in qualità di vicepresidente vicario, e di Maurizio Caramaschi (Presidente dell’Associazione “Trasporto Protetto Città di Roncoferraro”). LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA: Le risorse umane del CSVM sono organizzate in tre settori operativi coordinati dal Direttore . L’azione operativa viene implementata e curata con momenti specifici di lavoro comune che ne garantiscono coerenza, reciproca conoscenza e integrazione. 
direzione e amministrazione (in particolare il Direttore cura i rapporti tra Consiglio Direttivo e staff; gestisce il personale; cura l’attuazione delle attività del CSVM; ha la responsabilità amministrativa del CSVM) – 2 dipendenti a tempo parziale (36h settimanali) 
settore promozione e comunicazione (attività di promozione e orientamento al volontariato; percorsi progettuali di rete “volontariato e scuola”; progetto Bacheca del Volontariato ; Progetto “Volontariamente”; consulenze e attività varie di comunicazione; affiancamento nell'organizzazione di manifestazioni e convegni; banca dati; documentazione e biblioteca) – 3 dipendenti a tempo parziale (1 a 36h settimanali + 2 a 16h settimanali) + 1 collaboratrice a progetto 
settore progettazione e formazione (attività di supporto alle reti associative; animazione territoriale; consulenze alla progettazione; progettazione sociale; progettazione e realizzazione di attività formative) – 1 dipendente a tempo parziale (36h settimanali) + 2 collaboratori a progetto 
settore consulenza e sviluppo (consulenze e accompagnamenti giuridico – notarili – amministrative – fiscali – organizzative – rendicontazione sociale e valutazione) – 1 dipendente a tempo parziale (36h settimanali)+ quota parte di tempo lavoro dell’operatore amministrativo Lo sviluppo organizzativo del CSVM
15
13
11
9
7
5
3
1
‐1
2004
2005
2006
2007
2008
personale dipendente
2009
2010
2011
2012
2013
collaboratori e consulenti
Numeri, orari e caratteristiche della sede operativa del CSVM tipologia giorni uff. settimanali ore uff. settimanali ore pubblico settimanali accesso disabili città SEDE UNICA 6 44 36 SI MANTOVA I PORTATORI D’INTERESSE (STAKEHOLDERS) SONO I SOGGETTI, INDIVIDUALI O COLLETTIVI (E QUINDI SINGOLI CITTADINI, GRUPPI INFORMALI ED ORGANIZZAZIONI) “LE CUI AZIONI POSSONO PREVEDIBILMENTE INFLUENZARE LA CAPACITÀ DELL’ORGANIZZAZIONE DI METTERE IN ATTO LE SUE STRATEGIE E CONSEGUIRE I SUOI 3
OBIETTIVI ”. Per rappresentare la complessità delle relazioni vissute dal CSVM abbiamo pensato di utilizzare il nostro logo: la ricchezza di questo albero e la sua fertilità vorremmo porli come indicatori delle politiche di sviluppo dei rapporti con i portatori di interesse. 


Forum del Terzo Settore altre tipologie associative Cooperative Sociali Reti progettuali, territoriali Consulte e Coordinamenti comunali e distrettuali Mezzi di comunicazione Cittadinanza ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO SOCI ORGANI SOCIALI STAFF TECNICO Istituzioni Pubbliche
Provincia, Comuni, Istituzioni scolastiche, Asl, Azienda Ospedaliera, Università, altri CSVnet Coordinamento Regionale COMITATO DI GESTIONE FONDAZIONI BANCARIE
Per coinvolgere i portatori di interesse nel processo di elaborazione del Bilancio sociale, in particolare le associazioni, è stato diffuso un breve questionario per rilevare come viene recepito il CSVM in termini di condivisione delle attività e nel rapporto con l’organizzazione tecnica. Sono stati raccolti n 94 questionari (di cui 54 associazioni socie; 36 associazioni non socie) . Alla domanda “Come abbiamo condiviso le attività del CSVM” (dove erano possibili risposte multiple) risultano prevalenti le modalità dell'accesso agli uffici (70 risposte) e dell'uso dei servizi (86 risposte ‐ che può avvenire sia in ufficio che sul territorio); 68 riscontri riguardano l'utilizzo di newsletter e sito, 66 risposte hanno dato valore alle esperienze di coprogettazione (erano possibili risposte multiple) In particolare, relativamente alle prime due opzioni (abbiamo condiviso le attività del CSVM recandoci negli uffici o usufruendo dei servizi) sono state prospettate ulteriori possibilità di scelta (sempre a risposta multipla): 3 Ripreso dal “Glossario” delle Sustainability Reporting Guidelines, ottobre 2006. Abbiamo condiviso le attività del CSVM recandoci negli uffici
per partecipare alle assemblee; 20
per partecipare ad incontri di consulenza; 60
per partecipare ad incontri informativi/formativi; 39
Abbiamo condiviso le attività del CSVM usufruendo dei servizi
di formazione; 21
di comunicazione; 15
di consulenza; 80
di promozione; 13
di progettazione; 30
In merito a come gli stakeholders associazioni considerano CSVM (era possibile una sola opzione ma alcune associazioni ne hanno indicate più di una): Come gli stakeholders considerano il CSVM
60
50
40
30
20
10
59
37
14
12
0
supporto tecnico un'organizzazione organizzazione al
servizio del
qualificato
che capisce,
tutela e supporta volontariato e
governata dalle
i bisogni delle
stesse
associazioni
associazioni
un ufficio di
consulenti
4
3
un partner alla
pari
un'organizzazione
inutile/che non
coglie i reali
bisogni delle
associazioni
Alla richiesta di definire il rapporto con CSVM mediante una parola sono emersi i seguenti filoni portanti in ordine di maggior presenza. Non si segnalano parole con connotazioni negative Come gli stakeholders definiscono il rapporto con il CSVM
nessuna definizione
competenza/professionalità/affidabilità
necessarietà
collaborazione/condivisione/rete
relazione/fiducia/correttezza
utilità/positività
4
8
14
15
22
31
DIMENSIONE ECONOMICA Il Bilancio Consuntivo 2013 del CSVM è formato da Stato Patrimoniale, Conto Economico, Immobilizzazioni (Registro Inventario) e Nota Integrativa ed è consultabile sul sito www.csvm.it Le indicazioni ricevute e concordate tra Comitato di Gestione e Coordinamento regionale, sulla base degli accordi nazionali, impongono ai CSV che il risultato d’esercizio sia in pareggio. Qualora risultino residui di risorse assegnate dal Fondo Speciale del Volontariato, queste ultime, se non già impegnate su progetti/attività in via di conclusione, sono da ritenersi “in attesa di destinazione”, e quindi soggette a riprogettazione, da farsi autorizzare dal Comitato di Gestione. Eventuali residui finali di risorse del Fondo Speciale del Volontariato devono essere gestiti come diminuzione dei proventi assegnati e portati direttamente a patrimonio nel fondo apposito. In merito a queste somme l’Assemblea dei soci, all’atto di approvare il bilancio consuntivo non ha compito deliberativo. Dal 2013, pertanto, la rilevazione e la conseguente scrittura contabile dei residui registra la situazione al 31.12 di ogni anno. Dal 2012 l’ammortamento dei beni viene calcolato sulla base della normativa prevista dal Codice Civile, (una quota all’anno, a seconda del bene acquistato diversamente dal passato in cui avveniva nell’anno). Ciò comporta che immobilizzazioni e fondo ammortamenti non coincidano (perché le passività sono a meno del valore non ammortizzato che viene collocato nel Patrimonio netto per garantire e mostrare la copertura degli ammortamenti negli anni successivi). Per effetto di questi due elementi il contributo assegnato dal Comitato Gestione Fondi sulla base del progetto e del preventivo nelle entrate del bilancio risulta diminuito:  del residuo d’esercizio inerente risorse del FSV che deve essere allocato a fondo risorse in attesa di destinazione  del valore degli acquisti ancora da ammortizzare effettuati con fondi FSV che deve essere allocato a fondo immobilizzazioni vincolate per rendicontare che negli anni a venire la copertura dell'ammortamento relativo ad acquisti già avvenuti è garantita ENTRATE ENTRATE CO.GE. ASSEGNATE EFFETTIVAMENTE RISCONTRATE (diminuite dei parametri sopra ricordati) € 350.811 € 347.294,05
Da Contributi Fondo Speciale ex art. 15 legge 266/91: Da contributi per servizi € 335.294,05
Da contributi per servizi Bando Volontariato ed. 2012 ALTRE RISORSE (DI DIVERSA PROVENIENZA) € 12.000,00
€ 70.045,94
TOTALE ENTRATE € 417.339,99 USCITE ONERI DA ATTIVITÀ TIPICA (CIOÈ ATTIVITÀ ISTITUZIONALI PREVISTE DA STATUTO) ONERI DA ATTIVITÀ ACCESSORIE (TRATTATE CONTABILMENTE CON EMISSIONE DI P.IVA) € 325.839,76
€ 4.582,48
ONERI FINANZIARI E PATRIMONIALI € 133.20
ONERI STRAORDINARI € 317,38
SUPPORTO GENERALE € 86.467,16
TOTALE USCITE Risultato d'esercizio € 417.339,99
€ 0,00
Altre entrate da Enti Pubblici; 36300
Altre entrate (recupero costi uso sale, interessi bancari, proventi straordinari; 15697,46
Altre entrate (quote sociali; 5605
Composizione delle entrate 2013
Altre entrate (attività accessorie); 4582,48
Altre entrate (Coordinamento Regionale per progetti con Regione Lombardia); 7861
Fondo Speciale del Volontariato contributi per servizi Bando Volontariato; 12000
Fondo Speciale del Volontariato contributi per servizi; 335294,05
Qualche considerazione:  Le risorse assegnate dal FSV/ ex legge 266/91 diminuiscono ancora (circa ‐5%) ma rappresentano più dell’80% delle entrate di bilancio  Le risorse di diversa provenienza ammontano nel 2013 a € 70.045,94 (nel 2012 erano 43.798,08) segnando un incremento di circa il 38% che ci ha consentito anche di compensare il calo di quelle ex art 15 Composizione degli oneri 2013
oneri finanziari e patrimoniali; € 0,00; 0%
oneri da attività accessoria; € 4.582,48; 1%
oneri straordinari; € 317,38; 0%
oneri di supporto generale; € 86.467,16; 21%
oneri da attività tipica; €
325.839,76; 78%
Gli oneri da attività tipica
Promozione del volontariato; € 34.800,42
consulenza e sviluppo; €
67.912,97
formazione; € 15.461,10
informazione e comunicazione; € 19.141,55
ricerca e documentazione; €
7.407,35
progettazione sociale; €
60.626,77
oneri da altre attività tipiche dell'Ente Gestore; € 63.016,00
oneri da gestione CSV; €
262.823,76 ripartiti in...
supporto logistico; €
15.165,44
animazione territoriale; €
42.308,16
L’ANDAMENTO DEI FONDI PREVENTIVATI/ASSEGNATI EX ART.15 L.266/91 E DELLE RISORSE DI ALTRA PROVENIENZA € 800.000
€ 734.717
€ 711.651
€ 700.000
€ 598.137
€ 600.000
€ 500.000
€ 524.825
€ 527.155
€ 452.000
€ 400.000
€ 353.872€ 358.581
€ 375.753
€ 300.000
€ 222.836
€ 350.811
€ 355.786
€ 266.721
€ 200.000
€ 95.117
€ 100.000
€ 69.091
2004
2005
2006
2007
€ 94.381
€ 43.798
€ 70.125
€ 44.280
€ 0
€ 86.506
€ 76.742
2008
2009
Fondi Co.Ge. Ex art 15 L n. 266/1991 effettivamente erogati
2010
2011
Fondi Co.Ge preventivati
2012
€ 70.045
2013
altre entrate
DIMENSIONE SOCIALE RELAZIONE DI GESTIONE 2013 • La scelta strategica del mettere le associazioni a lavorare in rete, assunta dal 2005 all’interno del CSVM come chiave portante del proprio operare, ha trovato nella gestione 2013 uno dei massimi momenti di impegno fino ad ora raggiunti. Il tema della rete è in primo piano in tutte le dimensioni, pubbliche, istituzionali, private. I soggetti erogatori pongono come condizione per i loro finanziamenti le progettualità di rete e, in generale, la logica collaborativa tra più soggetti, di uguale e/o diversa provenienza in quanto ad ambito d’intervento, sembra essere acquisita come unica vera possibilità per produrre benefici di senso a sé e agli altri. Certo la fase di crisi economica ha favorito questo cambio di mentalità perché la rete è sembrata essere la sola opportunità per produrre e concretizzare nuove idee e proseguire percorsi già aperti. Ma altri fattori si sono aggiunti perché non è bastata la sola disponibilità a lavorare in rete, sono occorsi anche modi, tempi, prospettive diverse alle singole associazioni per mettersi in gioco, superando la propria autocentratura e le logiche di autoconservazione. • Altri due orientamenti fondamentali del CSVM per il 2013, cultura e territorio sono diventati ingredienti indispensabili e integrati. Indispensabili perché per lavorare in modo nuovo con il volontariato occorre compiere un investimento culturale, rivolto alle associazioni per avviarle e curare il loro cambiamento e rivolto all’organizzazione del CSVM perché serve svincolarsi dalle logiche “riduttive” di erogazione dei servizi e praticare quelle dell’attenzione ai processi, disposti a procedere al fianco di soggetti diversi e aperti a modificare continuamente il proprio modus operandi in itinere. Integrati perché la triade cultura territorio rete è inscindibile per riuscire ad elaborare pensieri nuovi e a costruire innovazione per le comunità, a partire da input che dalla stessa provengono. Fare cultura con/per il volontariato significa accogliere le sue istanze e operare per un miglioramento/affinamento di competenze/strumenti non allo scopo di “professionalizzarlo” ma con l’obiettivo di allargare gli sguardi e imparare ad osservare se stessi da fuori, come componente di un contesto. Agire nel/con il territorio significa: per il volontariato stare dentro a dei confini non come individualità ma come componente fondamentale della comunità; per il CSVM uscire fisicamente dalla propria sede ufficio ed esserci dove le associazioni agiscono ed entrano in relazione, assumendo di volta in volta ruoli diversi (facilitatori, partner, soggetti di supporto e/o di collegamento tra parti diverse del tessuto sociale…), senza sostituirsi ai protagonisti ma perseguendo un disegno di Welfare che possa generare autonomie positive. • Il rinnovo delle cariche sociali, avvenuto nel maggio 2013, che si è caratterizzato per la continuità (è cambiato un solo consigliere su otto eletti, riconfermato il Presidente e i componenti della Presidenza, confermato il collegio dei Sindaci, rinnovati i garanti). Questo risultato esprime in modo forte il legame con le strategie che questo gruppo di rappresentanti eletti dalle associazioni per governare il CSVM ha saputo individuare e rafforzare. Nel tempo infatti ne ha potuto rilevare e valutare i risultati generati e l’apprezzamento del volontariato, non solo dei soci del CSV ma più in generale dei soggetti che sono stati coinvolti nell’operato del Centro a vari livelli. • Il 2013 è stato attraversato dalla presenza del Bando Volontariato 2012, i cui sviluppi (realizzazione dei progetti, monitoraggi, rendicontazione sociale, rendicontazione economica..) hanno coinvolto e attivato tutta l’organizzazione tecnica del CSVM. Sulle attività connesse al Bando hanno trovato appoggio concreto le linee strategiche in senso globale, grazie anche all’applicazione di un modello di lavoro integrato tra i settori operativi. I risultati della gestione economica mettono in evidenza che sui capitoli di spesa della progettazione sociale e dell’animazione territoriale sono state orientate le maggiori percentuali di risorse, sostanzialmente costituite dai costi del personale. Questo perché i due ambiti di intervento sono stati interpretati come cornice/metodo a partire dai quali tutto il resto si può sviluppare con un senso omogeneo e mirato ad obiettivi comuni. Ciò ha consentito anche agli operatori di adottare una chiave di lettura delle richieste e di programmare il proprio lavoro con un occhio sempre rivolto agli obiettivi di processo e non solo alla singola competenza, favorendo così anche lo scambio di informazioni e la continua circolarità delle comunicazioni interne, oltreché una maggior efficacia operativa rispetto alle azioni dei singoli e un migliore approccio/presa in carico delle relazioni e dei servizi grazie alla motivazione e alla condivisione gruppale. Questi percorsi hanno favorito anche uno sviluppo naturale per l’organizzazione dell’investimento metodologico sul tema della valutazione, a partire dal lavoro svolto sui Bandi, che ha progressivamente instaurato una stretta connessione tra la restituzione di dati e riflessioni da parte delle associazioni e la ritaratura “in progress” del modello di lavoro. • Sono intervenuti nuovi input generativi dai territori (dal Distretto di Mantova: Lunetta, Virgilio, Curtatone, S.Giorgio, Porto Mantovano, nel Comune di Moglia, nel Comune di Castel Goffredo..) a rafforzare il consolidamento delle scelte strategiche. Sono stati avviati percorsi per la costruzione di altre reti delineando ulteriori sfondi per lo sviluppo di nuove progettualità sul medio periodo, in sintonia con le prospettive di pianificazione delle attività del CSVM. In questo quadro sono cresciute anche le relazioni istituzionali (Comuni e Uffici di Piano in particolare) che rappresentano sempre più concretamente una delle coordinate di lavoro del modello attuale. • Alcuni percorsi progettuali costruiti negli anni precedenti sono maturati (e sono maturate intorno ad essi le condizioni) fino a raggiungere piena autonomia di cammino, di gestione e di evoluzione in capo alle reti di associazioni che ne hanno vissuto la crescita da protagoniste. Anche questo ha ridisegnato il ruolo e i compiti del CSVM, come “soggetto alla pari” che contribuisce come gli altri a generare percorsi di sviluppo della comunità. • La presa in carico da parte di tutti i componenti dell’organizzazione tecnica dell’aggiornamento permanente del sito internet, sia per quanto riguarda i contenuti delle varie aree che la sezione della banca dati delle associazioni ha garantito la resa di un servizio di informazioni e messa a disposizione di contenuti più efficace che ha generato riscontri e apprezzamenti positivi da parte degli utilizzatori, associazioni, privati e istituzioni. • sono stati compiuti importanti investimenti formativi collettivi per gli organi sociali, le associazioni, lo staff, altri CSV prevalentemente orientati alla progettazione sociale, al tema della rete, all’analisi sociale del contesto modificato dalla crisi, al ruolo del CSV in cambiamento. Ci si è avvalsi per questi percorsi di formazione di consulenti provenienti dalla rete dei CSV ed enti formativi esterni. I costi di queste iniziative sono stati sostenuti con risorse aggiuntive rispetto a quelle di provenienza FSV e ciò ha garantito di poter trovare luoghi e spazi di investimento sulle competenze e sulla riflessione, utilizzando in modo diverso alcuni “contenitori” già esistenti quali: il Direttivo, costruendo degli appuntamenti condivisi tra organi sociali, staff tecnico, rappresentanti di associazioni di secondo livello; il Laboratorio Provinciale del Volontariato mantovano inserendo al suo interno uno spazio formativo; la formazione allargata con un programma di incontri destinati ad operatori, organi sociali, rappresentanti di associazioni, collaboratori di altri CSV che tutti insieme affrontano le stesse tematiche e lo stesso taglio di analisi dei problemi ritenuti prioritari per le strategie e le scelte operative del CSV. Questo fronte ha consentito anche di rafforzare le relazioni e la collaborazione del CSV con Cremona per cominciare a studiare insieme un percorso parallelo comune di sviluppo. • Il CSVM si è impegnato sul fronte della conciliazione vita‐lavoro sia nei confronti delle associazioni collaborando con la Provincia di Mantova per la elaborazione /diffusione di un bando rivolto alle imprese per progetti da realizzare insieme ad associazioni, sia al proprio interno con una serie di consulenze finanziate da Bando regionale per una analisi organizzativa specifica sul tema. CULTURA TERRITORIO RETE METODI/OBIETTIVI/PROSPETTIVE QUALE VALORE PUO’ PRODURRE IL CSV ALCUNE STRADE  Sviluppo di progetti sociali, costruzione di relazioni sul territorio e posizionamento alla pari  Grande sintonia e fiducia reciproca tra Direttivo e Staff (governance efficace)  Capacità di integrazione interna (lavoro congiunto tra le aree)  Conoscenza  Qualificazione dell’esistente  Aperture innovative di regole e progettualità nei rapporti tra soggetti diversi e i loro contesti  Nuovi «cantieri»  Terzietà («campo visivo») PAROLE CHIAVE
Come si è tradotta la parola chiave CULTURA nelle attività 2013 PROGETTAZIONE FORMAZIONE 1. Lavorando sui territori, con i territori, al fianco delle associazioni e delle Istituzioni 2. Considerando il territorio il luogo della progettazione 3. Partecipando ai processi e non «orientando i processi» 4. Rapportandoci con le reti 5. Creando occasioni e spazi dove i soggetti si interrogano 6. Allargando le reti di associazioni a reti di soggetti territoriali (istituzione, cooperative, associazioni varie, cittadini) 7. Promuovendo il cambiamento: da assistenza a conoscenza attraverso la partecipazione PROMOZIONE COMUNICAZIONE CONSULENZA E SVILUPPO 1. Promuovendo la cultura e il senso del volontariato e 1. Supportando i bisogni particolari e specifici della della cittadinanza, oltre che delle associazioni associazioni in un’ottica di crescita delle competenze 2. Provando a superare la fatica delle associazioni ad (utilizzando le consulenze non solo come strumenti di osservarsi criticamente risoluzione del problema specifico ma anche come 3. Lavorando insieme con le associazioni, più che per strumenti di crescita dell’autonomia gestionale) loro 2. Implementando le modalità di resa consulenziale che 4. Sviluppando con le associazioni un approccio anticipino le richieste per diffondere risposte comuni, riflessivo sull’accoglienza omogenee e condivise ad uno stesso bisogno 5. Sviluppando con i giovani un approccio riflessivo sul 3. Costruendo nuovi strumenti sempre più aderenti alle senso del volontariato necessità delle associazioni oltre che più facilmente 6. Utilizzando più informatizzazione utilizzabili 7. Praticando e diffondendo la cultura di normativa, di rendicontazione, di progettazione
8. Monitorando le opportunità/necessità di strumenti diversi di sostegno economico e imparando ad usarli (e a non esserne dipendenti) Come si è tradotta la parola chiave RETE nelle attività 2013 PROGETTAZIONE FORMAZIONE 1. RETE come sistema di soggetti che si conoscono e collaborano su un territorio 2. RETE come reti di collaborazione tra CSV ( CSV Mantova e CSV Cremona) 3. RETE come sistema di collaborazione interna a CSVM tra settori di attività 4. RETE come sistema di conoscenza reciproca tra Associazioni, tra Associazioni ed Istituzioni e tra Ass. ed altri soggetti territoriali 5. RETE come nuovo modo di stare insieme e di incontrare il territorio (N° RETI: Reti informali: 7 – Consulte territoriali: 9 ‐ Reti Progettuali: 30 ‐ Reti collaborazione Istituzioni/Ass: 5) PROMOZIONE COMUNICAZIONE 1. con servizi a reti più che a singoli 2. con 87 percorsi in progetti scolastici di rete: 3. con il coordinamento tra associazioni e interventi a più voci 4. con l'integrazione con la progettazione sociale: (collaborazione in 19 progetti finanziati) 5. con il supporto a reti di progetto 6. costruendo connessioni con iniziative esistenti di associazioni o enti 7. Educando i contatti singoli (218 consulenze di comunicazione su 306) a lavorare con altri CONSULENZA E SVILUPPO 1. RETE come strumento di definizione delle risposte consulenziali relativamente a tematiche comuni 2. RETE come soggetto che facilita la diffusione della cultura della legalità e l’adozione di buone pratiche gestionali/amministrative sul territorio di riferimento 3. RETE come soggetto a cui riconnettersi per comprendere meglio le modalità attraverso le quali supportare le esigenze del volontariato sul territorio di riferimento 4. RETE formalizzata come strumento evolutivo con il quale il Volontariato fronteggia, o tenta di fronteggiare, esigenze che emergono dalla cittadinanza Come si è tradotta la parola chiave TERRITORIO nelle attività 2013 PROGETTAZIONE FORMAZIONE 1. Territori come luoghi di lavoro al fianco delle associazioni e delle Istituzioni 2. Interlocuzione con le Istituzioni 3. Territorio come luogo di progettazione, di legami, di sviluppo del welfare 4. Territorio e Comunità: i due focus della progettazione 5. N° Progetti: 44 6. N° Soggetti Coinvolti: 390 ( 166 OdV – 66 Istituzioni ‐
92 altre tipologie di associazioni) 1.
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PROMOZIONE COMUNICAZIONE Non solo associazioni: enti pubblici, fondazioni, altre 1.
organizzazioni Connessioni con CSV Cremona e CSV Bergamo Collaborazione con scuole con forme diverse (es. 2.
stage, ricerche) Richieste di connessione da parte di Università Richieste di incontri sul territorio 3.
Notizie dal territorio Permanenza di contatti slegati
CONSULENZA E SVILUPPO Facilitazione delle dinamiche di collaborazione tra associazioni ed enti pubblici locali o soggetti di altro tipo (tematica del convenzionamento) Tentativo, per quanto possibile, di adattare le dinamiche consulenziali al fine di favorire il radicamento delle associazioni Sostegno all’infrastrutturazione del volontariato attraverso la costituzione formale di associazioni di secondo livello
SETTORE PROMOZIONE, COMUNICAZIONE E BANCA DATI Il tema dell’orientamento al volontariato della cittadinanza rappresenta uno dei principali impegni DEL SETTORE. L’AREA DELLA PROMOZIONE MANTIENE IL SUO IMPEGNO PER GARANTIRE ALLE ASSOCIAZIONI RISPOSTE A SPECIFICHE NECESSITÀ. CONTEMPORANEAMENTE, NELLE LOGICHE DEL MODELLO INTEGRATO DI LAVORO CHE L’ORGANIZZAZIONE DEL CSVM SI È DATA, ENTRA NEI PROCESSI OPERATIVI PER SODDISFARE LE NUOVE ESIGENZE EMERGENTI DAI PERCORSI DI ANIMAZIONE/PROGETTAZIONE TERRITORIALE PER GENERARE NUOVE OPPORTUNITÀ PROMOZIONE DEL VOLONTARIATO . VOLONTARIATO E SCUOLA
OBIETTIVO Promuovere e valorizzare la cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva sensibilizzando in particolare i giovani attraverso attività di progettazione comune tra associazioni e scuole coinvolgendo tutte le componenti in campo. MODELLO DI LAVORO Organizzazione di tavoli di lavoro progettuale delle associazioni su temi trasversali connessi al tessuto sociale. Con la partecipazione diretta dei soggetti associativi interessati, a seconda del tema, si delineano percorsi di sensibilizzazione rivolti ai giovani dei quali ogni componente del tavolo è costruttore delle proposte realizzabili con le scuole che decidono di attivarsi Alcuni risultati conseguiti nell’anno scolastico 2012/2013 91 percorsi attivati (80 nell’anno scolastico 2011/2012) che hanno comportato: 307 incontri di promozione del volontariato 643 ore di impegno 330 classi coinvolte 7506 studenti incontrati 58 scuole coinvolte 384 insegnanti coinvolti 93 organizzazioni (di cui 68 OdV) partecipanti COLLABORAZIONI Progetti di Volontariato e scuola, all’avvio dell’anno scolastico 2012‐2013: Cittadinanza e Costituzione 15 associazioni Giovani tra quotidiano e 5 associazioni, 1 cooperativa, 1 ente progettualità pubblico Il viaggio dell’eroe 1 associazione (Collegamento Provinciale del Volontariato Mantovano), 1 ente pubblico La mia vita in te 4 associazioni, 4 enti pubblici È un percorso/laboratorio che si inserisce nelle materie curricolari del programma scolastico e che si concretizza tramite la progettazione, l’impegno e la collaborazione di associazioni, insegnanti e alunni
è un percorso/laboratorio che si inserisce nelle materie curricolari del programma scolastico e che si concretizza tramite la progettazione, l’impegno e la collaborazione di associazioni, insegnanti e studenti
Il percorso si propone una riflessione sull’impegno sociale che molte associazioni di volontariato svolgono quotidianamente senza dar risalto al proprio fare, sul sostegno alla persona e alla comunità tutta per costruire un futuro a misura d’uomo, sull’attenzione al più debole, al più fragile, ai soggetti più disagiati della comunità.
Il progetto “La mia vita in te” ha l’obiettivo di:  promuovere tra i giovani la cultura della donazione, stimolando una riflessione in tema di salute e responsabilità civile, sociale e comunitaria
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La protezione civile per una scuola più sicura 15 associazioni La ricchezza della diversità 6 associazioni, 1 cooperativa favorire scelte consapevoli avvicinando i ragazzi al mondo della donazione proporre attività extracurricolari in cui i ragazzi diventano i diretti protagonisti nella proposta di temi e messaggi sulla donazione è un percorso/laboratorio che si inserisce nelle materie curricolari del programma scolastico e/o in progetti dell’istituto, e che si concretizza tramite la progettazione, l’impegno e la collaborazione di organizzazioni, insegnanti e alunni
è un percorso/laboratorio che si inserisce nelle materie curricolari del programma scolastico e/o in progetti dell’istituto, e che si concretizza tramite la progettazione, l’impegno e la collaborazione di associazioni, insegnanti e alunni ORIENTAMENTO AL VOLONTARIATO
OBIETTIVO strumento più diretto ed efficace, nella sua relazione immediata con le persone interessate, per promuovere alla cittadinanza l'impegno nel volontariato e le possibili opportunità da esso offerte. MODELLO DI LAVORO L'attività si interseca con la Bacheca del volontariato, “catalogo” di offerta che va a declinare concretamente le occasioni reali di impegno messe a disposizione dalle associazioni
BACHECA DEL VOLONTARIATO
OBIETTIVO Favorire un’attività di “reclutamento” e accoglienza consapevole di nuove forze da parte delle associazioni di volontariato. Oltre al supporto per la concreta ricerca di nuovi volontari, l’impegno è di accompagnare le associazioni ad una riflessione di senso sulla propria identità, sul significato e i principi ispiratori che possono attirare persone nell'organizzazione e sulla capacità/disponibilità all'accoglienza. MODELLO DI LAVORO Per promuovere e implementare le attività riconducibili al servizio Bacheca del Volontariato ci si è Bacheca del Volontariato avvalsi dell'ausilio di molteplici 
60 progetti di accoglienza mezzi di comunicazione per la nell’ambito del servizio di promozione, (inserimento delle promozione e consulenza alle OdV proposte di accoglienza sul sito e 
51 volontari di 24 associazioni che hanno partecipato a Volontariato sulla pagina facebook del CSVM); per il tuo gusto progettazione e realizzazione di un 
26 progetti di volontariato estivo e nuovo volantino cartaceo del 38 ragazzi iscritti nell’ambito del servizio; contatto con i CSV progetto Volontariamente 
74 richieste pervenute al servizio di limitrofi per una collaborazione su orientamento per la cittadinanza casi di territori di prossimità; mail a tutte le associazioni di volontariato iscritte e non iscritte (oltre 650); contatti telefonici, di persona e tramite mail per la promozione dei progetti del Bando Volontariato 2012; ecc. COMUNICAZIONE E BANCA DATI
OBIETTIVO Obiettivi I servizi di comunicazione mirano a promuovere la cultura della comunicazione attraverso la pianificazione e programmazione delle attività associative e il radicamento delle associazioni sul territorio agevolando la diffusione delle notizie delle loro iniziative. MODELLO DI LAVORO Metodologia e strumenti I destinatari sono: • reti di associazioni, anche nell’ambito dell’attività di animazione territoriale o dei progetti finanziati. • associazioni singole, soprattutto quelle di dimensioni minori, con lo scopo di fare crescere le loro competenze e il loro senso di appartenenza ad una comunità. I servizi di comunicazione si avvalgono dell’utilizzo della Banca Dati CSVM contenente le associazioni iscritte al Registro con i loro riferimenti e altri dati sulla loro struttura e attività. I servizi di comunicazione sono resi attraverso  consulenza personalizzata di grafica  aggiornamento costante del sito internet e della pagina facebook con le notizie delle e per le associazioni.  invio di newsletter del CSVM con le notizie delle e per le associazioni e di mail a gruppi definiti di associazioni per la promozione di iniziative specifiche.  supervisione aggiornamento sito csvm.it da parte delle varie aree  laboratorio formativo sulla comunicazione e in particolare sulle nuove forme comunicative.  elaborazione di materiali di comunicazione del CSVM, tra cui anche gadget e strumenti specifici (ad esempio dvd, cd, chiavette usb…)
SERVIZIO DI COMUNICAZIONE E BANCA DATI 
338 consulenze di comunicazione (261rese a singole associazioni + 77 rese all’interno di percorsi di tutoring a supporto di reti associative) 
19 reti associative supportate 
103 associazioni supportate (66 Organizzazioni di Volontariato + 37 associazioni di altra natura) 
303h di lavoro circa impegnate (79h circa in front office e 224 in back office) 
36 consulenze relative a ricerche in banca dati (22h circa di lavoro) 
24 newsletter (2750 media utenti per trasmissione 
4 pagine del volontariato pubblicate dalla Gazzetta di Mantova (pagine dedicate a tematiche del volontariato finanziate da sponsor privati) SETTORE PROGETTAZIONE E FORMAZIONE
IL SETTORE PROGETTAZIONE E FORMAZIONE OPERA PRINCIPALMENTE PER STIMOLARE I TERRITORI A SVILUPPARE RETI E PROGETTI ORIENTATI A MIGLIORARE IL BENESSERE DELLE COMUNITÀ. SI IMPEGNA PER CREARE LE CONDIZIONI FAVOREVOLI AD AFFIANCARE LE ORGANIZZAZIONI NELL'ELABORAZIONE, REDAZIONE, GESTIONE E RENDICONTAZIONE DEI PROGETTI, AD AGEVOLARE L'ACCESSO DEL VOLONTARIATO A FONTI DI FINANZIAMENTO, ATTRAVERSO UN'INFORMAZIONE PUNTUALE DELLE OPPORTUNITÀ, A MIGLIORARE LE RELAZIONI TRA ISTITUZIONI E ASSOCIAZIONI. IL 2013, SI È CARATTERIZZATO PER LA STRETTA CONNESSIONE STRATEGICA E OPERATIVA TRA LE ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE TERRITORIALE E QUELLA DI PROGETTAZIONE SOCIALE. SI È OPERATO PER COSTRUIRE LEGAMI E PROGETTUALITÀ TERRITORIALI CHE POTESSERO TROVARE NEI BANDI UNO STRUMENTO DI SUPPORTO UTILE ALLA LORO REALIZZAZIONE ANIMAZIONE TERRITORIALE Obiettivo L’attività di animazione territoriale è finalizzata alla creazione di relazioni tra mondo associativo/enti pubblici/cittadinanza capaci di condividere e promuovere azioni capaci di attivare modalità di presa in carico diffusa dei bisogni emergenti in una comunità. MODELLO DI LAVORO ‐Percorsi di accompagnamento alle RETI TERRITORIALI (connessi in alcuni casi a progetti finanziati dal Bando Volontariato 2012 ‐accompagnamenti delle reti all'acquisizione di strumenti per la costruzione di nuovi approcci alle politiche di Welfare di Comunità ‐si è operato per creare le condizioni, ove possibile, per permettere confronti e scambi di esperienze, reciproca conoscenza, per attivare modalità di collaborazione nuove, sperimentazione di nuovi modelli di comunicazione con le comunità locali e di raccolta dei bisogni emergenti ‐si sono condivise conoscenze ed esperienze e si sono attivate nuove sinergie finalizzate alla creazione di reti stabili e dove ci fossero le disponibilità, formalizzate. Il processo di formalizzazione di reti tende a svilupparsi Alcuni risultati conseguiti 2013 attraverso i seguenti passaggi:  14 tutoring seguiti per tutto il 2013  sviluppo della consapevolezza delle associazioni  122 consulenze rese nei percorsi di tutoring di cui: 
1 consulenza amministrativa rispetto a un problema 
2 consulenze relative alla banca dati  emersione dell’esigenza di confronto delle 
35 consulenze comunicative associazioni su temi specifici 
4 consulenze sugli strumenti di finanziamento  verifica dell’esistenza e ricerca di altri soggetti con 
1 consulenza di formazione la stessa consapevolezza 
1 consulenza giuridico‐notarile  definizione degli obiettivi e dei tempi della rete 
80 consulenze progettuali 
1 consulenza di promozione  identificazione dei patrimoni individuali 
1 consulenza di monitoraggio/rendicontazione (informazioni, saperi, esperienze …) da mettere in sociale dei progetti gioco nel lavoro di rete  360h circa di impegno lavorativo (214h circa di  identificazione delle attività della rete, dei ruoli, lavoro in front office + 146h circa di lavoro in back dei compiti, delle modalità, e delle regole di office) funzionamento  formalizzazione della rete attraverso la costituzione di un’associazione di secondo livello (di solito costituita in forma di Organizzazione di Volontariato e come tale iscritta nell’apposita sezione provinciale. COLLABORAZIONI Durante il 2013, oltre alle reti impegnate nella realizzazione di progetti finanziati con Bando Volontariato 2012, le principali realtà territoriali con il quale il CSVM è venuto a contatto e che sono state supportate sono state: RETE Composizione Rete delle associazioni del progetto accompagniamo il futuro (finanziato con Bando l.r. 01/08 ‐ Distretto di Mantova – Capofila: Collegamento Provinciale del Volontariato) 5 Organizzazioni di Volontariato) Rete delle associazioni del progetto anziani e terremoto 3 Organizzazioni di Volontariato (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Suzzara – Capofila: Ass. Matilde) Rete delle associazioni del progetto famiglie protagoniste (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Mantova – Capofila: Ass. Porto Solidarietà) Rete delle associazioni del progetto fine settimana in fattoria (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Mantova – 8 Organizzazioni di Volontariato + 25 altri soggetti non profit + 1 Ente pubblico aderente 7 Organizzazioni di Volontariato + 2 Enti pubblici aderenti Capofila: Ass. Genitori Casa del Sole “Vittorina Gementi”)
Rete delle associazioni del progetto gli animali ci aiutano (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Mantova – Capofila: Ass. Amico Cane & Co.) Rete delle associazioni il grande cuore dei mantovani (Rete di associazioni con finalità filantropiche – Ambito provinciale)
Rete delle associazioni del progetto la cura dell’incontrarsi (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Suzzara – Capofila: Consulta del Volontariato di Pegognaga) 8 Organizzazioni di Volontariato + 3 altri soggetti non profit + 2 Enti Pubblici 26 Organizzazioni di Volontariato + 8 altri soggetti non profit + 3 Enti pubblici partner 7 Organizzazioni di Volontariato + 10 altri soggetti non profit + 3 Enti pubblici aderenti Rete delle associazioni del progetto net jet (Progetto finanziato fuori bando dalla Fondazione Cariplo – Distretto di Ostiglia – Capofila: Ass. Solidariamente) 3 Organizzazioni di Volontariato + 3 altri soggetti non profit + 3 Enti pubblici aderenti Rete delle associazioni di porto mantovano (Rete comunale di 8 Organizzazioni di Volontariato + 25 altri soggetti non profit Porto Mantovano costituitasi successivamente in Consulta del Volontariato denominata: Ass. Porto in Rete– Distretto di Mantova)
Rete delle associazioni del progetto solidarietà in rete 3 Organizzazioni di Volontariato (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Mantova – Capofila: Ass. AVAL) Progetto solidariamente al fianco dei ragazzi e delle loro famiglie (finanziato con Bando l.r. 01/08 – Distretto di Ostiglia)
Ass. Solidariamente in partnership con il Comune di San Giacomo delle Segnate Rete delle associazioni del progetto un affare di cuore 2 Organizzazioni di Volontariato + 3 Enti pubblici aderenti (Progetto finanziato fuori bando dalla Fondazione Cariplo – Distretto di Ostiglia – Capofila: Ass. Polriva) relativa alle altre attività tipiche diversamente finanziate)
5 Organizzazioni di Volontariato + 4 altri soggetti non profit Rete delle associazioni del progetto vip (Rete delle associazioni 40 Organizzazioni di Volontariato Rete dello sportello di promozione sociale (Si veda il paragrafo ospedaliere aderenti al Progetto Volontari incontrano Professionisti e finalizzato a promuovere una fattiva collaborazione tra associazioni e reparti dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma)
Testimonianze tratte dalla giornata del Laboratorio Provinciale del Volontariato “Ri‐generare comunità”, svoltosi il 16 ottobre 2013. Mi sono posto il problema di come Ri‐generare comunità. Con i tempi che corrono verrebbe voglia di definire tale obiettivo con la storica locuzione “vaste programme”. Quasi per liquidare un progetto pretenzioso e utopistico. In effetti, le nostre comunità si sono rapidamente disgregate, la società è diventata “liquida” e sembrerebbe impossibile che qualsiasi nostra azione abbia un peso per ricostruire un tessuto di relazioni e una base di valori tali da generare cambiamenti dello stato attuale. Tuttavia, personalmente non sono capace di rinunciare alla speranza ed alla spinta interiore che mi induce a non fermarmi davanti agli ostacoli, a considerarli con realismo e ad affrontarli con perseveranza. Ma cosa fare dunque per (ri) generare la comunità? Per un esame sintetico di tale tema non posso evitare di ricorrere all’insegnamento di una persona che considero uno dei Maestri fondamentali per la formazione della mia etica personale: Giuseppe Lazzati. Se scorriamo un suo libretto che tratta la costruzione di quella che lui la definiva la “città dell’uomo” , troveremo spunti importanti sul cosa e sul come operare per la costruzione della comunità. Utilizzando quel percorso illuminato, mi limiterò a indicare le domande cui siamo chiamati a dare risposta: 1. Chi deve assumersi il compito? Chi sono cioè i costruttori? 2. Cosa costruire? (Lazzati usa il termine “la città dell’uomo a misura d’uomo”). Che significato diamo noi impegnati nel volontariato l termine “a misura d’uomo”? 3. Con quali indirizzi deve essere svolto tale compito? Cioè: “per quale uomo?”. 4. Come dunque costruire? Con quale progetto? 5. Passando dalla fase progettuale a quella del costruire, ci possiamo dunque chiedere: chi vi partecipa? e con quali mediazioni?. 6. La coscienza dei cittadini‐costruttori. È necessario che tutte le persone ricevano occasioni di riflessione e maturazione riguardo lo spirito che dovrebbe guidarli nell’assumersi compiti di costruire insieme la propria comunità. A chi spetta tale finalità educativa? Io reputo evidente che anche il volontariato, nelle sue varie manifestazioni, non possa declinare l’obbligo di assumersi, insieme alle altre componenti sociali (istituzioni, sistema educativo, comunità religiose, ecc.) un tale compito e che – per la spinta etica che ne informa le azioni nonché per la costante vicinanza ai bisogni dei cittadini – sia una componente essenziale per la ricerca di obiettivi e di modalità realizzative. Alle nostre associazioni io auguro di saper informare la propria attività su tali basi.
(contributo di Vittorio Movia, Presidente della Consulta del Volontariato di Ostiglia, al Laboratorio Provinciale del Volontariato anno 2013) Criticità dei percorsi di lavoro territoriale: ‐Distanza tra i responsabili delle associazioni e la base associativa:  Come comunicare a tutti i soci e volontari lo sviluppo delle azioni in modo efficace? ‐Nella comunità ci sono molte competenze ce non si palesano, o lo fanno sporadicamente:  Come si possono coinvolgere nell’analisi e nella progettazione sociale? ‐La comunicazione non sempre arriva ai destinatari che vorremmo raggiungere, ma si ferma a chi già frequenta i luoghi della cittadinanza attiva;  Come raggiungere il target individuato? ‐Quando si realizzano le iniziative, sono sempre “i soliti” ad essere chiamati a lavorare:  come incrementare il numero di volontari e migliorare la distribuzione degli incarichi? ‐Il lavoro in rete richiede efficienza fra i partner nelle gestione dei momenti operativi:  come organizzare le assemblee, i tavoli di coordinamento, i tavoli operativi? ‐I responsabili/dirigenti di molte associazioni, esaurita la fase progettuale, delegano spesso la gestione ai “soliti noti” e fanno fatica nel riflettere sui risultati (la rendicontazione sociale)  come responsabilizzare un gruppo ampio anche in questa fase valutativa?
Contributo di Luigi Savorelli, Presidente della Consulta del Volontariato di Pegognaga, al Laboratorio Provinciale del Volontariato anno 2013) PROGETTAZIONE SOCIALE ACCOMPAGNAMENTO AI PROGETTI FINANZIATI DAL BANDO VOLONTARIATO 2012 Il bando volontariato 2012, promosso da Fondazione Cariplo, Comitato di Gestione dei fondi per il Volontariato Lombardia, e Coordinamento Regionale dei Centri di servizi del Volontariato Lombardi, è stato attivato nel 2012 per promuovere la realizzazione di progetti di rete volti a favorire la collaborazione tra organizzazioni di volontariato e per incentivare la capacità di lavorare in rete tra loro e con gli altri soggetti del territorio. Gli obiettivi specifici del bando erano:  avviare o potenziare azioni concrete che, intervenendo sui bisogni identificati dalle organizzazioni e rilevanti per il territorio di riferimento, promuovesse o rafforzassero il volontariato formale e informale, il legame sociale e le relazioni tra gli abitanti e le persone con fragilità, la cittadinanza attiva  garantire lo sviluppo di metodologie e strumenti di miglioramento delle capacità organizzative delle associazioni proponenti per attivare percorsi di sostegno, accompagnamento e sviluppo associativo rivolti a reti di associazioni e azioni di accompagnamento e affiancamento ai volontari Sul territorio della provincia di Mantova sono stati finanziati 15 progetti di rete che, realizzandosi nell’arco del 2013, hanno impegnato il CSVM in azioni di accompagnamento (tutoring) nelle fasi di Progettazione esecutiva, Rendicontazione Economica e sociale (monitoraggio e valutazione), come previsto dal bando stesso. MODELLO DI LAVORO I percorsi di accompagnamento sono pensati per creare opportunità di apprendimento culturale reciproco all'interno dell'esperienza progettuale:  fornire competenze alle OdV per affrontare in futuro l'accesso a bando e la gestioni dei progetti in maniera autonoma , privilegiando modelli di lavoro in rete  fornire al CSVM un canale ulteriore per entrare in contatto con le associazioni, con il loro territorio e gli attori che in esso operano, con i loro bisogni e le loro esigenze. In particolare si è utilizzata una metodologia di lavoro di rete le cui caratteristiche principali sono:  condivisione degli obiettivi, delle strategie, dei ruoli e delle regole da parte di tutti i componenti  compartecipazione di tutti i soggetti al processo decisionale (in base al ruolo ricoperto) Alcuni risultati conseguiti 2013  15 tutoring, attivati nel 2012, seguiti per tutto il  corresponsabilità rispetto al raggiungimento degli 2013 obiettivi  268 consulenze rese nei percorsi di tutoring di cui: Si è opzionata tale metodologia in quanto ritenuta idonea  3 consulenze amministrative a:  1 consulenza relativa alla banca dati  superare il modello lineare di risposta/intervento  42 consulenze comunicative  4 consulenze sugli strumenti di finanziamento  permettere di affrontare in maniera integrata problemi  3 consulenze di formazione complessi come quelli umani  165 consulenze progettuali  promuovere flussi di comunicazione  1 consulenza di promozione  cercare di favorire l'incontro tra i bisogni/problemi e le  49 consulenza di risposte reperibili nell'ambiente monitoraggio/rendicontazione sociale dei  cercare di ridurre le storiche frammentazioni del progetti  812h circa di impegno lavorativo (484h circa di sistema dei servizi lavoro in front office + 328h circa di lavoro in back Il CSVM ha attivato un'equipe di lavoro che raccoglie al office) proprio interno la Direzione, l’amministrazione e i 3 settori di servizio. In particolare: ‐ Settore Progettazione e Formazione per le fasi di progettazione esecutiva ‐ Settore Consulenza e sviluppo per le fasi di rendicontazione economica e sociale ‐ Settore Promozione e comunicazione per le fasi di costruzione di modelli di comunicazione‐promozione ed informazione anche attraverso i canali istituzionali del CSVM (Bacheca del Volontariato, Sito Internet, Newsletter). Ciascun progetto è stato quindi seguito dall’equipe creata all’interno del CSVM nelle fasi di realizzazione e rendicontazione attraverso un costante monitoraggio delle attività progettuali e in particolare attraverso l’organizzazione di:  3 incontri plenari nei quali i referenti di tutte le reti sono stati invitati per affrontare alcune tematiche comuni a tutti i progetti (adozione di modelli gestionali comuni; confronto in merito ad aspetti gestionali/rendicontativi dei progetti)  2 incontri per ogni rete presso la sede del CSVM volti ad aiutarle nel monitoraggio dell’attività di progettazione esecutiva e nella predisposizione dei materiali di rendicontazione a consuntivo sia per quanto riguarda la rendicontazione economica che per la rendicontazione sociale.  costante Aggiornamento della sezione del sito istituzionale del CSVM dedicata ai progetti al fine di promuovere la comunicazione delle azioni realizzate Ogni aspetto degli accompagnamenti è stato poi analizzato e discusso all’interno degli incontri di staff riservati ai responsabili di Settore e coordinati dal Direttore del CSVM. COLLABORAZIONI Le reti associative accompagnate durante il 2013 attraverso la continuazione dei percorsi di tutoring attivati a fine 2012 sono state: RETE COMPOSIZIONE
BREVE DESCRIZIONE Rete delle associazione del progetto a tu x tu (Distretto di Guidizzolo – Capofila Ass. Volta x Volta) Rete delle associazioni del progetto accogli un sorriso (Distretto di Viadana – Capofila Ass. Fiore) Rete delle associazioni del progetto ascolta il tuo cuore (Distretto di Viadana – Capofila Ass. Amici del Cuore di Bozzolo) Rete delle associazioni del progetto come l’acqua per il coccodrillo (Distretto di Mantova – Capofila: Ass. Aurora) Rete delle associazioni del progetto insieme per il bene comune (Distretto di Mantova) 8 Organizzazioni di Volontariato + 4 altri soggetti non profit + 2 Enti Pubblici aderenti «…rivalorizzare la comunità stessa nella presa in carico di bisogni emergenti al suo interno per puntare ad una visione della comunità stessa come risorsa prima nel progetto. L'idea che ci guida è: non lavoriamo solo per la comunità, ma lavoriamo con la comunità cercando di restituire ad essa quel ruolo di primo attore nei processi di cura e quindi di risorsa prima nella costruzione di un Welfare Comunity…»
11 Organizzazioni di Volontariato + 9 altri soggetti non profit + 2 Enti Pubblici aderenti «… Famiglie e cittadini solidali si rendono disponibili, dopo idonea formazione, a sostenere ed aiutare i bambini del territorio di Viadana e le rispettive famiglie nel momento e nelle situazioni di temporanea difficoltà. Tale rete di solidarietà potrà evolvere così in una vera e propria "Banca del tempo e della disponibilità…»
4 Organizzazioni di Volontariato + 10 altri soggetti non profit + 2 Enti Pubblici aderenti «… innovativa e' la speranza che possa essere la comunità stessa ad occuparsi del tema stili di vita, promuovendone le basi, all'interno della rete sociale, in una logica di attivazione che auspichiamo possa rappresentare un primo risultato atteso…»
9 Organizzazioni di Volontariato + 3 altri soggetti non profit + 1 Ente pubblico aderente «…Favorire processi di crescita della comunità locale finalizzati alla riappropriazione di un ruolo fondamentale al fine di riattivare la dimensione di cittadinanza attiva. Le azioni concrete del progetto consentono infatti ai cittadini di essere partecipi dei processi di inclusione sociale delle persone "svantaggiate" incrementando le opportunità di incontro e di relazione tra gli abitanti del territorio del Comune di Viriglio, contesto che intende promuovere benessere ed incontro…»
2 Organizzazioni di Volontariato + 9 altri soggetti non profit + 1 Ente pubblico aderente «…Favorire la costruzione di una "comunità sussidiaria". In particolare aiutare le “famiglie", quelle con figli minori in età scolare a passare da destinatario passivo delle politiche sociali, tipico di un modello assistenziale, a soggetto attivo, proprio di un modello relazionale‐comunitario, improntato al principio di sussidiarietà .…»
Rete delle associazioni del progetto Koalizziamoci (Distretto di Asola – Capofila: Ass. Arché) Rete delle associazioni del progetto la mia vita in te (Ambito provinciale – Capofila: AVIS Provinciale Mantova) Rete delle associazioni del progetto laboratorio di comunità di Pegognaga (Distretto di Suzzara – Capofila: Consulta del Volontariato di Pegognaga) Rete delle associazioni del progetto musicalmente insieme (Distretto di Mantova – Capofila: Ass. Musicalmente Insieme) Rete delle associazioni del progetto nelle scarpe della famiglia (Distretto di Mantova – Capofila: Ass. Oltre la Siepe) 4 Organizzazioni di Volontariato + 2 Enti pubblici aderenti «… Sostegno alla Genitorialità che diventerà veramente completa nella misura in cui diventa cittadinanza attiva ovvero nella misura in cui le stesse famiglie si interessano di altre famiglie, in particolare di quelle più fragili in una logica di sussidiarietà e di sostegno, dove anche le famiglie extracomunitarie si sentono protagoniste e integrate.…»
4 Organizzazioni di Volontariato + 4 Enti pubblici aderenti «…L'obiettivo del progetto è promuovere la cultura della donazione, come atto di responsabilità civile, sociale ed umanitaria, attivando le comunità sui bisogni delle comunità stesse, rendendole parte attiva per usufruire delle associazioni, delle istituzioni e dei loro servizi. Una visione dove le associazioni e le istituzioni diventano uno strumento operativo, da attivare , per provare a dare risposte RELAZIONALI e VITALI ai bisogni delle persone in tema di donazione. …»
7 Organizzazioni di Volontariato + 10 altri soggetti non profit + 3 Enti pubblici aderenti «…Il senso e lo scopo del Progetto "Laboratorio di Comunità di Pegognaga: insieme si può!" è quello di lavorare insieme per un progetto comune di condivisione, cambiamento ed educazione affinché la comunità stessa diventi sensibile alle criticità sociali ovvero diventi una comunità accogliente, solidale e coesa, attraverso l'attivazione di processi di partecipazione sociale…»
2 Organizzazioni di Volontariato + 2 altri soggetti non profit + 1 Ente pubblico aderente «…Offrire delle opportunità che permettano di uscire da una quotidianità a volte piatta e deprimente, se non di solitudine e di sofferenza, coinvolgendo famiglie di persone diversamente abili, donne straniere, anziani, nella preparazione di eventi musicali, scoprendo così nuovi interessi e capacità, forme di benessere, oltre alla possibilità di incontro, di amicizia, di scambio e di conoscenza reciproca. La musica può diventare un mezzo per fare stare meglio chi la fa, ma anche un mezzo di coesione e di integrazione sociale. .…»
2 Organizzazioni di Volontariato + 1 Ente pubblico aderente «…Condividiamo… l'attenzione alla comunità come luogo di accoglienza e non di stigma sociale. Con questo progetto vogliamo lavorare insieme, imparare l'una dall'altra, mettere mano a un comune problema, formarci insieme, sviluppare una strategia che rimanga nel tempo. Dando, insieme, nuovi stimoli e impulsi ai servizi con cui collaboriamo e verso i quali svolgiamo azione di tutela delle persone .…» Rete delle associazioni del progetto reti d’argento (Distretto di Ostiglia – Capofila: Consulta del Volontariato di Ostiglia) Rete delle associazioni del progetto route 266 (Distretto di Suzzara – Capofila: Ass. CHV) Rete delle associazioni del progetto siamo in rete nel distretto (Distretto di Guidizzolo – Capofila: Centro Aiuto alla Vita di Castiglione delle Stiviere) Rete delle associazioni del progetto un nuovo percorso di vita (Distretto di Ostiglia – Capofila: Anffas Onlus Mantova) Rete delle associazioni del progetto volontariato in volo (Distretto di Mantova – Capofila: Centro Aiuta alla Vita di Mantova) 10 Organizzazioni di Volontariato + 18 altri soggetti non profit + 7 Enti pubblici aderenti «…Il Progetto si propone di costituire stabilmente una rete di collegamento tra associazioni operanti nel territorio e tra queste e le Istituzioni, procedendo alla formazione di un nucleo di volontari in modo da renderli competenti sui temi prescelti e ,soprattutto, sul come sostenere il dialogo e l'apertura verso le persone coinvolte. Intende inoltre rinsaldare nella cittadinanza e, dove necessario, instaurare una cultura del rapporto interpersonale per l'assistenza e l' aiuto nonché un dialogo intergenerazionale…» 3 Organizzazioni di Volontariato + 7 altri soggetti non profit + 1 Ente pubblico aderente «… Ciò a cui tendiamo con la messa in comune di risorse, energie, idee, è la costruzione di spazi sociali includenti dove, attraverso l'attivazione e il potenziamento di iniziative, percorsi ed eventi, instaurare e rafforzare legami fiduciari e di reciprocità tra i cittadini e, tra questi e le fragilità sociali che il territorio esprime… un’attività di produzione di mondi possibili…»
14 Organizzazioni di Volontariato + 4 altri soggetti non profit + 2 Enti pubblici aderenti «… l'idea progettuale vorrà cercare di rivendicare e restituire al terzo settore un ruolo di attivatore di risposte creative ed innovative sui problemi emergenti in tempo di crisi, nella logica dell'empowerment relazionale. Logica che vede le istituzioni e le associazioni in prima fila nell'attivare il territorio, le comunità locali e l'utenza stessa in un ruolo attivo sul progetto affinché possibili soggetti fragili diventino a loro volta risorse su cui investire…» 3 Organizzazioni di Volontariato + 1 altro soggetto non profit +1 Ente pubblico aderente «… Il progetto vuole sostenere le persone con disabilità e le loro famiglie di riferimento a riconoscersi e ad essere riconosciuti come persone adulte, con il diritto di affermare la propria singolarità, sia in un proprio progetto di vita, sia come cittadini.…»
6 Organizzazioni di Volontariato + 2 altri soggetti non profit + 6 Enti pubblici aderenti «… L'intento è quello di valorizzare la possibile utenza affinchè diventi risorsa con il sapere maturato anche attraverso il superamento di esperienze di disagio e problemi personali . Soggetti che potranno portare nuovi, "freschi", significativi contributi alle Associazioni con la prospettiva di poter diventare pure nuovi volontari ricchi di conoscenze e sensibilità legate al proprio vissuto.…» I dettagli dei progetti sono consultabili nella sezione del sito web del CSVM dedicato al Settore Progettazione e Formazione nella sottosezione “Sviluppo Territoriale) VALUTAZIONI Terminati i percorsi di accompagnamento, è stato richiesto a ciascuna rete progettuale di compilare un questionario di valutazione dell’esperienza progettuale. Di seguito riportiamo un estratto del report che ne ha ricapitolato i risultati 1) Vi ritenete soddisfatti dell'esperienza fatta? per niente poco abbastanza molto moltissimo X XXXXXXX X Perché?
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c’è stata attenzione ed interesse per l’esperienza portata avanti esempre collaborazione a
trovare soluzioni;
nonostante le difficoltà iniziali l’esperienza risulta molto positiva in quanto ci ha permesso di
crescere in termini di progettazione ed organizzazione;
per la professionalità e la costante disponibilità degli operatori;
un’occasione per trasmettere contenuti, obiettivi, significati e modalità operative delle nostre
associazioni;
l’aiuto e l’accompagnamento sia nella fase progettuale che nella valutazione del percorso ha
fornito elementi di crescita per molte associazioni;
il Servizio è stato presente, ci ha guidato e ci ha supportato nell'iter di svolgimento del percorso
di progettazione;
ricevuti sempre grande collaborazione e sostegno;
ci siamo sentiti utili quasi importanti;
la disponibilità della direzione e dello staff tecnico ha fornito un riferimento ed un supporto
costanti;
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2) Ritenete che il percorso di accompagnamento che abbiamo condiviso ( 4 incontri di plenaria e singoli incontri di consulenza specifica) e sperimentato sia stato adeguato alle vostre necessità/aspettative? per niente poco abbastanza molto moltissimo X x x x x x X x x Perchè? ̶
alle volte negli incontri di plenaria abbiamo registrato una tendenza alla ridondanza; gli incontri ci sono serviti come confronto permettendoci di raggiungere una certa autonomia durante l’avanzamento del progetto; gli operatori hanno risposto con puntualità alle esigenze organizzative e progettuali delle associazioni; senz’altro necessario sentirsi accompagnati durante il percorso. Ritengo più efficace la consulenza specifica. Gli incontri di plenaria potrebbero essere 2, uno iniziale e uno finale. ha legato la rete che realizza il progetto con le esperienze più ampie (livello provinciale e regionale); non ci siamo sentiti soli rispetto alle problematiche nella compilazione del progetto o ad eventuali criticità insorte durante lo svolgimento. Inoltre è stato importante condividere l'esperienza in itinere con le altre Associazioni che hanno lavorato al Bando; riteniamo siano utili gli incontri di consulenza specifica; le esperienze pregresse ci hanno consentito in buona parte di risolvere i problemi organizzativi e di consuntivazione. Utili ad ogni modo i suggerimenti acquisiti negli incontri e la possibilità di esprimere le nostre esperienze.
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3) Lo riconfermereste per le prossime eventuali edizioni del Bando? SI NO XXXXXXXXX X Perché? ̶
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sono utili per chiarire i nostri dubbi in merito all’avanzamento del progetto;
per le motivazioni sopra esposte; il confronto fra esperienze diverse e di territori diversi fa crescere tutte le associazioni e le reti; il sentirsi supportati anche rispetto alla condivisione con la rete è un incentivo a continuare a svolgere lavori assieme ad altre Associazioni; richiede molto tempo ci sono molte difficoltà nella suddivisione dei compiti; se la domanda si riferisce al percorso di accompagnamento, credo si possa prevedere una diversificazione delle frequenze in funzione della complessità e dell’esperienza di Progetti e responsabili; CONSULENZE AMBITO PROGETTAZIONE E ACCESSO AI BANDI OBIETTIVO
Il Servizio di consulenza progettuale, nella sua forma più “tradizionale” è finalizzato a permettere l’accesso ai bandi di finanziamento attivati dai diversi enti erogatori (Fondazione comunità mantovane; Regione Lombardia; altre tipologie di enti erogatori) alle associazioni sia per quanto riguarda il reperimento di fonti di finanziamento a supporto delle esigenze operative delle associazioni stesse, sia per quanto riguarda il sostegno a progettualità specifiche.Il primo livello di accesso alla progettazione sociale e all'animazione territoriale è la consulenza informativa/conoscitiva sulle opportunità di finanziamento delle idee progettuali o l'orientamento generale su come si può impostare e costruire un progetto dato un obiettivo che l'associazione si è posta. A fianco di questo approccio e come sua naturale evoluzione si sviluppano gli accompagnamenti consulenziali a progetti e/o territori con l'attivazione dell'equipe multisettoriale
MODELLO DI LAVORO 
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Alcuni risultati conseguiti 2013 101 consulenze di accesso ai bandi 41 associazioni supportate (di cui 21 Organizzazioni di Volontariato) + 3 Enti pubblici + 5 Reti associativa 356h circa di impegno lavorativo (200h circa di lavoro in front office + 156h circa di lavoro in back office) Durante il 2013 il servizio di consulenza progettuale finalizzato all’accesso ai bandi si è focalizzato nel supportare le associazioni singole soprattutto di media – piccola dimensione. Le consulenze sono state rese su appuntamento, o telefonicamente, o mediante l'utilizzo di strumenti di posta elettronica.. L'organizzazione del lavoro ha cercato di raggiungere l'obiettivo di un tempo di resa del servizio non superiore ai 10/15 giorni dall'avanzamento della domanda di consulenza. SERVIZIO DI FORMAZIONE Le associazioni investono sulla formazione e richiedono al CSVM di essere sostenute in questo loro sforzo, a partire dal progetto formativo. Con il servizio di formazione si accoglie questo tipo di richiesta i cui sviluppi si collocano poi, a seconda della complessità e delle modalità prescelte in altre aree di servizio. A fianco di questo approccio e come sua naturale evoluzione si sviluppano altri servizi connessi alla formazione, in stretta sinergia anche con la realizzazione di progetti e/o territori e in accordo con l'equipe multisettoriale del Centro Servizi MODELLO DI LAVORO  consulenze alla formazione (consulenze rivolte prioritariamente alla costruzione di un piano di formazione “tagliato” sulle specifiche esigenze formative da segnalate dalle associazioni; affiancamento alle reti di progetto per l’elaborazione e la realizzazione dei corsi di formazione previsti all’interno dei progetti finanziati)  formazione diretta da parte del CSVM focalizzato su tre tematiche: Associazione/rete/territorio  formazione co‐progettata a richiesta (si è operato cercando di promuovere lo scambio di esperienze, il coinvolgimento e il dialogo tra Associazioni anche attraverso la partecipazione diretta ai percorsi Alcuni risultati conseguiti 2013 formativi di altre Associazioni) 16 corsi + 2 seminari realizzati o co‐progettati: Due iniziative formative hanno caratterizzato il 2013:  8 aventi tematiche organizzative‐relazionali  6 aventi tematiche organizzative‐tecniche 1. RI‐COSTRUIRE UNA “CULTURA” DEL VOLONTARIATO ‐  3 aventi tematiche di promozione Progetto sperimentale di accompagnamento  1 avente tematica tecnica specifica formativo alle Associazioni in Rete, trasversale ed 157h di formazione prodotte + 97h di preparazione integrato tra i diversi settori di CSVM , pensato per il 734 partecipanti ai corsi o ai seminari raggiungimento dei seguenti obiettivi:
4 consulenze di formazione per un totale di 18h di lavoro  abituare il volontariato a fare cultura su di sé, recuperando il senso originario della sua missione e generando adesione diffusa al significato dell'associazione, non solo nel livello dirigente ma nella base dei volontari  attivare il reciproco sostegno fra le associazioni appartenenti ad una rete (territoriale o tematica) in modo da generare dinamiche di supporto reciproco su tematiche di base attinenti la gestione associativa al fine di rendersi più consapevoli delle responsabilità amministrative e dei principi di trasparenza  garantire risposte strutturate e omogenee ad esigenze diffusamente vissute dalle associazioni  connettere il piano del senso con il piano delle regole per costruire solidità negli interventi di cittadinanza attiva  dare risposte a più soggetti da parte del CSVM adottando formule consulenziali/formative di gruppo, ottimizzando così offerta e tempi di intervento. 2. LABORATORIO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO ‐ incontro di Reti territoriali di Associazioni, amministrazioni locali, istituzioni, ecc. per far convergere i punti di vista e di operatività attorno alla tematica del Welfare di Comunità. CONSULENZE AMMINISTRATIVE/GIURIDICO‐NOTARILI E FISCALI ACCOMPAGNAMENTI ALLA COSTITUZIONE DI ASSOCIAZIONI Il servizio di consulenza e i percorsi di accompagnamento alla costituzione di associazioni rappresentano il fulcro attorno al quale ruota l’attività del Settore Consulenza e Sviluppo. Tali attività sono finalizzate a supportare le esigenze delle associazioni nell’ambito giuridico/amministrativo oltre che ad accrescerne la competenza e la loro capacità di far fronte autonomamente alle problematiche di tipo formale che potrebbero incontrare durante l’attività ordinaria.  Consulenze amministrative ‐ fiscali, giuridico – notarili, organizzative e di valutazione (vengono erogate su richiesta dell’associazione che si trova in difficoltà nella gestione di problematiche giuridiche/amministrative e, in generale, che hanno attinenza con gli adempimenti burocratici imposti dalla legge)  Accompagnamenti (servizi di assistenza ai gruppi informali di volontari che intendono formalizzarsi attraverso la resa consequenziale di consulenze amministrative – giuridico notarili coordinate tra loro in vista del raggiungimento degli obiettivi concordati reciprocamente; servizi di assistenza ad associazioni già costituite finalizzati al miglioramento della gestione sociale o all’implementazione di azioni rivolte a risolvere eventuali problemi nella gestione delle documentazione sociale)  consulenze a supporto del Settore progettazione e formazione per il Bando Volontariato 2012 (servizi di assistenza a reti associative per la rendicontazione di progetti finanziati con il Bando Volontariato 2012; tale attività è stata rendicontata nell’apposito paragrafo) MODELLO DI LAVORO La metodologia di lavoro seguita nella resa delle singole consulenze ha cercato di far fronte all’incremento del numero delle richieste in un’ottica di ottimizzazione del tempo lavoro e di tutela della qualità della risposta consulenziale. Si è pertanto stimolato l’uso della posta elettronica per problematiche non complesse riservando l’organizzazione di appuntamenti ad hoc per le associazioni che manifestassero questioni più rilevanti e delicate. Si è cercato di ridurre il tempo di presa in carica della consulenza a 10/15 giorni dal momento di richiesta di supporto. Per questioni attinenti a particolari adempimenti burocratici (iscrizione all’elenco dei beneficiari del 5 x 1000 e compilazione dell’istanza di iscrizione al registro del volontariato) si è cercato di organizzare il supporto al fine di dare risposta al più ampio numero di associazioni possibile 
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Alcuni risultati conseguiti 2013 833 singole consulenze (617 consulenze amministrative; 109 consulenze giuridico notarili; 107 consulenze di altro tipo) 354 soggetti supportati (224 OdV; 4 enti pubblici; 20 gruppi informali e singoli; 106 altre tipologie di associazioni 550h circa di lavoro in front office + 235h di lavoro circa in back office (54 minuti circa di lavoro x consulenza) 442 consulenze rese in appuntamento + 228 consulenze rese via email + 163 consulenze telefoniche 4 giorni circa presa in carico della risposta consulenziale ACCOMPAGNAMENTI ALLA COSTITUZIONE DELLE ASSOCIAZIONI Il percorso si articola, tipicamente, nei seguenti passaggi: 1. consulenza di inquadramento giuridico (consulenza di Accompagnamenti alla costituzione di nuove associazioni
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40 accompagnamenti attivati (21 accompagnamenti alla costituzione – 1 per la redazione del bilancio sociale – 18 per riorganizzazione o iscrizione al registro) 
21 accompagnamenti alla costituzione attivati 
13 associazioni costituite (di cui 9 OdV) 
22 associazioni iscritte nei registri regionali (di cui 20 OdV) 
148 consulenze erogate in percorsi di accompagnamento 
138h di lavoro circa rese in front office + 72h circa rese in back office (5h e 15 minuti di media per accompagnamento) natura giuridico/notarile) 2. consulenza di elaborazione della bozza di statuto (consulenza di natura giuridico/notarile) 3. supporto alla costituzione formale (consulenza di natura giuridico/notarile) 4. consulenza di regolarizzazione dello statuto e di iscrizione al registro del volontariato (consulenza amministrativa fiscale) 5. momento di formazione sulle tematiche di gestione dell’associazione (consulenza di natura giuridico/notarile sotto la specifica “inquadramento giuridico”) Si è tuttavia cercato di implementare alcuni strumenti utilizzati. In special modo si è implementato il modello di statuto sviluppando la disciplina che presiede alla gestione del processo decisionale dell’associazione e si è aggiornato il materiale necessario per la formazione sulle tematiche di gestione dell’associazione. VALUTAZIONI Il servizio di consulenza e accompagnamento ha visto, nel 2013, un aumento delle singole consulenze (833 consulenze singole rese nel corso del 2013, senza contare le consulenze rese a supporto del Settore Progettazione e Formazione, contro le 712 del 2012) e un ugual numero di consulenze rese in percorsi di accompagnamento rispetto all’anno precedente. Tale esito è da connettere principalmente al supporto delle associazioni per la compilazione dell’istanza di mantenimento dell’iscrizione al registro. Il supporto a questo importante adempimento (rendicontato come consulenza amministrativa) ha impegnato a fondo il Settore nel periodo maggio/settembre 2013 durante il quale, anche a causa delle imperfezioni manifestate dal sito web attivato dalla Regione appositamente per la compilazione delle istanza, ha dovuto concentrarsi principalmente su questa tematica. Un altro spunto particolarmente significativo riguarda la crescita delle domande di supporto per l’inquadramento e l’organizzazione delle attività di raccolta fondi da parte delle associazioni. Tale tipologia di finanziamento ha interessato le associazioni maggiormente rispetto agli anni scorsi anche in considerazione del fatto che i canali di finanziamento pubblici (contributi a fondo perduto e rimborsi da convenzioni) hanno subito una certa contrazione in relazione alle norme sul patto di stabilità. TENDENZE RESA CONSULENZE Queste due tendenze hanno fatto interrogare il Settore in merito a quali azioni fosse possibile implementare al 900
fine di anticipare la richieste a sollevare, per quanto 800
possibile, gli operatori da una mole di richieste che, in 700
586
712
certi casi, li ha messi in difficoltà e non ha permesso 600
466
un’azione qualitativa volta alla qualificazione delle 500
associazioni. 400
Per questi motivi, nel piano attività 2014, è stato previsto 300
148
151
un percorso sperimentale di resa consulenziale 127
200
denominato “Consulenze Collettive” all’interno del 100
quale, mediante l’organizzazione di incontri aperti alle 0
associazioni di taglio formativo od operativo, verranno affrontati temi ricorrenti al fine di accrescere le competenze delle associazioni e aumentare la loro autonomia nell’affrontare gli adempimento cui sono chiamate (i temi individuati per il 2014 sono: raccolte pubbliche occasionali di fondi; iscrizione all’elenco dei beneficiari del 5 x 1000; compilazione dell’istanza di mantenimento dell’iscrizione al registro) TENDENZA CONSULENZE MANTENIMENTO ISCRIZIONE
Il Bilancio Sociale del CSVM viene realizzato con mezzi propri: ̶
Direzione, staff e organizzazione sono coinvolti nella raccolta e nell’elaborazione dati; ̶
le associazioni socie e non sono parte attiva per la costruzione dei contenuti; ̶
il Direttore e il Responsabile dell’Area Consulenza provvedono alla redazione. Il prodotto finale è disponibile online e viene stampato solo su richiesta Elaborazione maggio 2014. Redazione finale settembre 2014 
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bilancio sociale 2013 - Centro Servizi Volontariato