LA TEMpESTA
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LA TEMpESTA
TEATRO SOCIALE
mercoledì, 9 febbraio 2011 – ore 20.30
giovedì, 10 febbraio 2011 – ore 20.30
Commedia in 5 atti di William Shakespeare
Prospero
Antonio
Ferdinando
Ariel
Sebastiano
Trinculo
Calibano
Gonzalo
Miranda
Alonzo
Stefano
Umberto Orsini
Flavio Bonacci
Nino Bruno
Rino Cassano
Francesco Feletti
Carmine Paternoster
Rolando Ravello
Enzo Salomone
Federica Sandrini
Francesco Silvestri
Salvatore Striano
Traduzione
Andrea De Rosa, Claudio Longhi, Umberto Orsini
Adattamento e regia
Andrea De Rosa
Spazio scenico
Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari
Scene e costumi
Alessandro Ciammarughi
Luci
Pasquale Mari
Suono
Hubert Westkemper
Musica
Giorgio Mellone
Coproduzione
Teatro Stabile di Napoli
ERT Fondazione, Modena
Teatro Eliseo, Roma
nEL LABIRInTO
FUORI SCEnA
di Andrea de Rosa
La tempesta somiglia a un labirinto.
Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita,
questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi
immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla
da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l’unica via.
LA TRAMA
Prospero, duca di Milano, viene spodestato dal fratello Antonio
con la complicità di Alonso, re di Napoli. Abbandonato, insieme
alla piccola figlia Miranda, su una scialuppa in balia delle onde,
approda miracolosamente su un’isola deserta. Una volta qui, grazie alle sue arti magiche, libera Ariel – spirito dell’aria – dall’albero
in cui una strega, Sicorax, l’aveva intrappolato e lo costringe a diventare fedelissimo esecutore di ogni suo ordine. Anche Calibano, essere abietto e ingenuo, figlio di Sicorax, viene
sottomesso al potere del mago.
Dopo dodici anni di confino, grazie ai suoi artifici, Prospero scatena una tempesta che causa il naufragio di una nave sulla quale
si trovano molti nobili napoletani, tra i quali proprio suo fratello
Antonio e il re Alonso, con il figlio Ferdinando. Tutti i passeggeri
si salvano approdando sull’isola ma il giovane Ferdinando, in virtù
di un incantesimo, si ritrova da solo e piange la morte del padre,
che crede di aver visto annegare. Nel suo girovagare incontra Miranda e se ne innamora. Dall’altra parte dell’isola, intanto, anche
Alonso è convinto che suo figlio sia morto e Ariel, per ordine del
suo padrone, ne approfitta per farlo sprofondare in un dolore che
lo conduce lentamente alla pazzia. È proprio grazie a questa pazzia, in realtà, che Prospero riesce ad ottenere il pentimento di
tutti; concede il suo perdono e acconsente al matrimonio tra Miranda e Ferdinando. Infine, dopo aver rinunciato alla magia, restituisce ad Ariel la sua libertà e salpa per l’Italia lasciando
sull’isola soltanto Calibano.
AndREA dE ROSA
Dopo aver terminato gli studi in filosofia, ha avviato la sua attività
di regista dirigendo vari cortometraggi tra i quali Appunti per una
fenomenologia della visione, premiato al Festival Internazionale Cinema Giovani di Torino, e una intensa attività di aiuto regista per il
cinema, il teatro e l’opera, soprattutto al fianco di Mario Martone.
Nel 2004 ha realizzato la sua prima regia d’opera con Idomeneo, re
di Creta di Wolfgang Amadeus Mozart e da allora alterna costantemente il lavoro tra teatro di prosa e opera lirica. In questo campo
sono molti i titoli del Novecento: Curlew river di Benjamin Britten,
Satyricon di Bruno Maderna, un trittico di opere per il Teatro São
Carlos di Lisbona composto da Sancta Susanna di Paul Hindemith,
Erwartung di Arnold Schönberg, Il dissoluto assolto di Azio Corghi,
su libretto di José Saramago (in prima mondiale). Tra i titoli del melodramma ottocentesco si annoverano Macbeth di Giuseppe Verdi,
L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Sempre dello stesso autore,
nel dicembre 2006 ha curato la regia di Don Pasquale, diretto da
Riccardo Muti, con il quale è poi tornato a collaborare nel maggio
2008 per la messa in scena di un’opera di Giovanni Paisiello, Il matrimonio inaspettato, per il Festival di Pentecoste di Salisburgo. Nel
marzo 2010 ha diretto Maria Stuarda di Gaetano Donizetti.
Per la prosa le sue prime produzioni sono caratterizzate da un
grande interesse per i personaggi tragici femminili: da Encomio di
Elena tratto dall’omonimo testo del filosofo sofista Gorgia da Lentini a Le Troiane di Euripide, da Il decimo anno da Euripide ed Eschilo
fino a Elettra di Hugo von Hofmannsthal, che ha riscosso un grande
successo di pubblico e di critica. Sempre guidato da questa attenzione per grandi personaggi femminili, nelle scorse stagioni ha
messo in scena Maria Stuart di Friedrich von Schiller e Molly Sweeney di Brian Friel.
Dal dicembre 2008 è direttore del Teatro Stabile di Napoli.
TE A TR O SO C IAL EC O MO .I T
La stagione NoTTE 2010/11 è realizzata con il contributo di
con il sostegno di
Ministero per i Beni
e le Attività Culturali
si ringrazia
Società Palchettisti
del Teatro Sociale
Provincia di Como
Assessorato alla Cultura
Comune
di Como
con il patrocinio di
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