Edizione Primavera 2014
Periodico della Banca di Pescia - Credito Cooperativo
buggiano castello
Una terrazza panoramica
sulla Valdinievole
IL “RIGOLETTO” NEL CASSETTO
Con Massimo Cavalletti sul palcoscenico
tra Milano e New York
MONDI DIVERSI
Una telecamera tra i pigmei
della Repubblica del Congo
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per le condizioni contrattuali fare riferimento ai Fogli Informativi disponibili in filiale e su www.bancadi pescia.it
Banca di Pescia,
a fianco
di famiglie
e imprese
Franco Papini - Presidente Banca di Pescia
ritenute portatrici di
progetti validi e in grado
di superare l’attuale
congiuntura.
Da qualche mese,
ad esempio, è nato
il programma di
finanziamenti a tasso
agevolato “Si fa!”. E’ un
sistema di finanziamenti
utili a realizzare progetti
di rilancio e sviluppo,
formazione, risparmio
energetico ed ecosostenibilità e altre
esigenze concrete
dell’impresa o della
famiglia. Il programma
nasce dall’idea che il
benessere del nostro
territorio comincia dai
piccoli grandi successi di
ognuno di noi.
Altresì, nel sociale,
venendosi sempre più
ad affievolire il supporto
pubblico alle iniziative
presenti sui nostri territori,
Banca di Pescia ha rivolto
la sua attenzione verso
enti religiosi, enti morali
ed assistenziali, istituti
scolastici, numerose
associazioni dalle quali
raccogliamo la volontà di
qualificare e tramandare
ad altri la ricchezza di
beni, di stili e di valori che
caratterizza i nostri territori.
Nell’ultimo triennio Banca
Carissimi amici,
si è concluso da poco
il 2013 e la Banca sta
ultimando la stesura del
Bilancio da presentare alla
Assemblea dei Soci del
prossimo 23 maggio.
Tutti ben sappiamo che
l’anno appena terminato
è stato, purtroppo ancora
una volta, uno dei più
difficili dal dopoguerra
per il perdurare della crisi
economica.
Anche il nostro territorio ha
subìto inevitabilmente gli
effetti di questa situazione,
ma a fronte di questo
scenario Banca di Pescia
ha scelto di stare a fianco
di famiglie e imprese,
senza chiudere i rubinetti
del credito ma piuttosto
proponendo prodotti e
servizi specifici a sostegno
dell’economia e dei
consumi delle famiglie.
In un periodo in cui le
parole all’ordine del
giorno sembrano ormai
essere ovunque “crisi” e
“austerità” che spingono
molte persone in un
perverso “attendismo”
e “non intraprendere”,
Banca di Pescia ha
scelto di muoversi in
controtendenza favorendo
le idee e le proposte
3
di Pescia ha erogato oltre
415mila euro di contributi.
Nonostante le difficoltà,
dunque, il legame tra
banca e territorio non si è
mai interrotto.
Tra pochi giorni,
si terrà l’Assemblea dei
Soci di Banca di Pescia.
Duemilacinquecento
Soci avranno il compito
di giudicare con il loro
voto il lavoro svolto, e, se
vorranno, confermare in
carica l’attuale consiglio
di amministrazione per
il triennio 2014-2017.
Ogni componente del
consiglio, ovvero il vice
presidente Anna Bertolai,
i consiglieri Tiziano Berti,
Giovanni Boldrini, Daniela
Mazzoni, Marco Mencarini,
Fernando Vezzani e il
sottoscritto, trae spunto
dalle proprie esperienze
quotidiane per intercettare
le esigenze dei territori
in cui opera in perfetta
simbiosi con l’attività svolta
da Banca di Pescia.
Banca di Pescia è anche
sinonimo di “investimento
nella relazione con la
clientela”. A tal riguardo mi
piace qui ricordare quello
che, alcuni giorni fa, mi
ha detto un cliente: <…è
una banca umana, fatta
di persone che ascoltano.
Se ho una necessità, trovo
sempre una persona ad
ascoltarmi. Senza call
center o altre perdite di
tempo. Pensa al cliente
come persona e alle
persone come opportunità
per costruire un futuro
migliore>. E’ proprio quello
che vogliamo essere!
SOMMARIO
Edizione Primavera 2014
Periodico della Banca di Pescia Credito Cooperativo
Via Alberghi, 26
51012 Castellare di Pescia (PT)
Telefono 0572 45941 - Fax: 0572 451621
Email: [email protected]
Disponibile sul sito
www.bancadipescia.it
Pubblicazione periodica
registrata al Tribunale di Pistoia
con il n. 3/2009 del 23 marzo 2009
Direttore responsabile
Niccolò Nociforo
HannO cOLLabORaTO
a quEsTO numERO
Lara Ciampi
Roberto Del Tozzotto
Vincenza Papini
Roberto Rossi
Luca Silvestrini
Redazione, grafica e impaginazione
a cura dell’Ufficio Comunicazione
della Banca di Pescia Credito Cooperativo
Foto di
Giacomo Belluomini
Marco Brescia
Giulio Frugoli
Roberto Rossi
Andrea Salcioli
IN COPERTINA
“Annunciazione”, particolare di
tavola quattrocentesca attribuita
a Bicci di Lorenzo .
Buggiano Castello, Chiesa dei
Santi Stefano e Niccolao
(per gentile concessione della
Curia Vescovile di Pescia)
Finito di stampare nel mese
di Marzo 2014
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26
Buggiano Castello
Una terrazza panoramica
Il Socio Racconta
Giancarlo Basili
Mondi diversi
Intervista a Giulio Frugoli
Uno sguardo sul territorio
Cooperazione e Mutualità
Fai ripartire l’Edilizia
Risparmiando
Territorio e comunità
Un legame mai interrotto
Banca di Pescia
La parola ai Consiglieri
Il “Rigoletto” nel cassetto
Intervista a Massimo Cavalletti
In parole semplici:
il conto corrente (2^ parte)
Progetto Scuole
Uso consapevole del denaro
BUGGIANO
CASTELLO:
TERRAZZA
DELLA
VALDINIEVOLE
B
di Vincenza Papini
uggiano Castello è come una
terrazza panoramica aggettata
verso la sottostante pianura.
Il paese è stato infatti costruito,
a partire da più di mille anni fa,
a cavallo di un piccolo promontorio
avanzato che si stacca dalla cerchia
delle colline retrostanti. Dalla cima
della sua torre campanaria si scopre
un duplice panorama. Alle spalle
del paese si allarga, protettivo,
il semicerchio delle colline ulivate
Oggi Buggiano, come
un nobile decaduto, ha
assunto il ruolo di custode
delle memorie e della bellezza
del territorio, ruolo che
esercita egregiamente
attraverso una intensa
attività culturale
Vedute di Buggiano Castello
5
con i vecchi insediamenti
medioevali (Uzzano,
Colle, Massa, Cozzile,
fino a Montecatini Alto e,
più a est, Monsummano
Alto; a sud invece
si stende l’ampia e
popolosissima pianura
con i centri pedecollinari
“quasi una continuata
città” e l’occhio spazia
fino all’area del Padule di
Fucecchio incorniciata dai
profili azzurrini delle alture
di Fucecchio e dei colli
Pisani.
Ai piedi del campanile
vi è la piazza principale
del paese, chiusa tra
antichi edifici rimasti
immutati nel tempo: il
palazzo Pretorio e la
Pieve dedicata ai santi
Stefano e Niccolao. I due
edifici, vicini fisicamente,
vigilano su quella che
è stata per secoli la
Piazza della Comunità
a rappresentare i due
poli del potere, quello
civile e quello religioso .
Partiamo dalla Pieve, che
chiude la piazza dal lato di
settentrione e che merita
una visita non frettolosa.
La Pieve
Fu costruita nel 1038 dai
“Da Buggiano” feudatari
del castello, che vollero
erigere vicino alla loro
dimora (poi divenuta
palazzo comunale) una
badia benedettina, la
cui chiesa, distrutta e
ricostruita nel 1200, ha
mantenuto la struttura di
allora. L’interno è ampio,
a tre navate, separate
tra loro da arcate e da
colonne che dividono i
tre volumi (nella foto a
destra). Ma salta subito
all’occhio un elemento
architettonico originale
perché le arcate non
sono simmetriche: quelle
di sinistra , più ampie e
a sesto ribassato, sono
sostenute da massicce
colonne ottagonali chiuse
da capitelli quadrati mentre
le arcate sulla destra, più
ravvicinate e a tutto sesto,
sono sostenute da colonne
cilindriche sormontate da
originali capitelli in pietra
di pregevole fattura, uno
diverso dall’altro.
Altre vestigia del periodo
romanico, forse parti
di un antico transetto,
sono raccolte in fondo
alla Chiesa : un fonte
battesimale a pannelli
marmorei con pregevoli
tarsie e un leggio, sempre
in marmo intarsiato,
dalla singolare struttura
composita ricca di simboli.
Infatti nella parte anteriore
è scolpita a tutto tondo
una figura umana raccolta
in posizione meditativa
sulle cui spalle poggia una
colonna di marmo verde
e sopra ancora, un’aquila
ad ali aperte (richiamo
all’evangelista Giovanni)
sorregge il piano inclinato
del leggio.
Ma opere d’arte possono
considerarsi anche il
trecentesco crocifisso
ligneo sospeso sull’altare
maggiore, il pulpito
appoggiato a una delle
Oggi la Badia è in
degrado e questo giustifica
la chiusura dell’edificio
al pubblico in attesa di
interventi di recupero
E DI consolidamentO
colonne ottagonali e il grande organo che, con la
sua balconata lignea, sovrasta la porta principale
della Chiesa.
Tra i dipinti che ornano gli altari il più noto è
la tavola quattrocentesca che orna l’altare
voluto dalla famiglia Ricordati di Buggiano e
che rappresenta una annunciazione attribuita
a Bicci di Lorenzo, tavola cui è stato riservato
l’onore della copertina di questo numero di Filo
Diretto. Ma prima di lasciare la Chiesa sarebbe
interessante, potendo, dare una occhiata alla
struttura della retrostante Badia .
La Badia
Si tratta di un complesso religioso ignoto ai più
perché invisibile dalla piazza, mentre la sua
struttura è visibile solo dal lato absidale della
chiesa. Oggi la Badia (nella foto a sinistra)
é in grave stato di degrado e questo giustifica
la chiusura dell’edificio al pubblico in attesa
di interventi di consolidamento e di recupero.
Tuttavia il suo chiostro rinascimentale, di scuola
brunelleschiana, è un piccolo gioiello di arcate
geometriche intorno a uno spazio quadrato che
è stato aperto, in via eccezionale, nel corso delle
6
voce prima di divenire,
a Firenze, Cancelliere
della Repubblica) sia per
valorizzare la lunga storia
della loro comunità.
Infatti Buggiano è
stato, dopo Pescia,
il più importante
centro economico ed
amministrativo della
Valdinievole fino quasi
alla fine del Settecento
quando, visto che le
mutate condizioni storiche
e ambientali avevano,
nel corso del tempo,
spostato a valle traffici,
commerci e popolazione,
Pietro Leopoldo decise di
spostare a Borgo anche gli
uffici comunitari. E’ stato
l’inizio di un progressivo
declino che ha però
permesso a Buggiano di
conservare intatto il suo
aspetto, il suo tessuto
urbano, la sua appartata
tranquillità. Oggi Buggiano,
come un nobile decaduto,
ha assunto il ruolo di
custode delle memorie
e della bellezza del
territorio, ruolo che esercita
egregiamente attraverso
una intensa attività
culturale.
ultime edizioni delle aperture dei giardini di agrumi.
Uscendo sulla piazza si scorge ad est, in posizione di
poco più elevata, l’antica rocca, poi ribattezzata fin dal
cinquecento “torre dell’orologio” e destinata a scandire
il tempo per la sottostante pianura, sul lato opposto si
apre il palazzo comunale o Palazzo Pretorio.
Il Palazzo Pretorio
La facciata pubblica, alleggerita da due bifore e adorna
degli stemmi dei vari Podestà fiorentini che vi hanno
risieduto, si eleva per due piani e non lascia intuire i
severi locali seminterrati che invece vengono rivelati nel
meno noto prospetto posteriore costruito a strapiombo
su un ripido pendio.
In alcuni locali al primo piano di questo palazzo si
conservano le carte dell’Archivio comunale preunitario
-uno dei più antichi e completi della zona- mentre nella
grande sala del primo piano, sormontata da imponenti
capriate (il restauro di tutto l’edificio risale agli anni
Settanta del Novecento), si tengono ancora oggi le
Giornate di studi storici sulla Valdinievole iniziate fin dal
1979.
Un modo, per i Buggianesi, per evocare sia la figura
del conterraneo Coluccio Salutati (che in questa sala
dove si riuniva la comunità aveva fatto sentire la sua
PILLOLE
La frazione di Buggiano
Castello fa parte del
comune di Buggiano.
Sorge a 179 metri sul
livello del mare.
Vi risiedono 135 abitanti.
TRADIZIONI
E FESTE
Oltre ai già citati convegni
storici si segnalano le
articolate manifestazioni
della “Estate buggianese”
e soprattutto le iniziative
paesaggistiche e
ambientali come la
manifestazione dedicata
a “La campagna dentro le
mura” per la valorizzazione
dei giardini di agrumi
che caratterizzano tutto il
paese.
Una manifestazione
biennale che richiama
migliaia di visitatori, anche
stranieri e che ha ridato
notorietà a questo piccolo
borgo medievale toscano.
Visita guidata
Visita guidate con Valore Socio Card.
I soci di Banca di Pescia possono
usufruire di visite guidate
all’interno della Pieve
telefonando a
Sauro Schiavelli
(cell. 333/6463193).
7
GIANCARLO
BASILI
IL
SOCIO
RACCONTA
di calcio, tifa per la Fiorentina.
Quando è entrato e far parte della compagine
sociale della Banca? E perchè?
Sono cliente della Banca dal 1963 e sono diventato
socio dal 1980. Prima ero cliente di un’altra Banca,
ma vista la disparità di trattamento che riservava
ai piccoli artigiani, ho deciso di scegliere la Cassa
Rurale ed Artigiana di Alberghi, diretta allora da
Aladino Papini con il dipendente Alfredo Tofani.
Avevo 21 anni, praticamente sono uno dei primi
clienti e forse, all’epoca, anche il più giovane.
Con la “banchina”, così veniva chiamata, la musica
è cambiata, sembrava di stare in una grande
famiglia. Nel 1980 sono diventato socio perché ho
capito che il mio apporto, come quello di tanti, era
Giancarlo Basili, artigiano, è nato ad Altopascio nel
1942, è in pensione da qualche anno ma continua
a lavorare regolarmente nel suo laboratorio di
Alberghi, frazione del Comune di Pescia. Ha
iniziato a lavorare come apprendista nel 1954,
all’età di 12 anni, alle dipendenze di Astolfo Rosi,
socio fondatore della Cassa Rurale ed Artigiana
di Alberghi, oggi Banca di Pescia.
Nel suo laboratorio, acquistato con sacrificio nel
1968 (nella foto in alto a destra) , ripara e vende
motoveicoli e biciclette.
Ha una moglie, un figlio e una nipotina.
Vive a Veneri di Pescia.
I suoi hobby preferiti sono il ciclismo, che ancora
pratica, giardinaggio e orticoltura. è appassionato
8
fondamentale e perché i principi ispiratori
dello statuto e i suoi valori erano necessari
per una crescita più equilibrata del territorio
dove lavoravo.
Da quanto tempo lavora?
Sono ormai oltre cinquant’anni, non
considerando il periodo di apprendistato, si
può dire che io e la Banca siamo cresciuti
insieme. Oggi sono in pensione, ma
continuo a lavorare pagando i contributi di
legge, perché mi sento ancora in forma e la
passione per il mio mestiere è sempre tanta!
Lei ha iniziato a lavorare nella frazione di
Alberghi; come ricorda quei tempi?
Erano tempi in cui ci si conosceva tutti,
c’era tanto entusiasmo, fiducia per il futuro e
soprattutto c’era tanta solidarietà e rispetto
reciproco.
E della “Banchina”di allora cosa ricorda?
La Cassa Rurale ed Artigiana di Alberghi,
così allora si chiamava, iniziò la sua attività
in questa frazione, proprio in un piccolo
locale, di proprietà del mio ex-datore di
lavoro, adibito a magazzino di biciclette
“Gino Bartali” che vendevo. La chiamavano
tutti “la banchina”, praticamente l’ho
vista nascere; oggi è cresciuta, ma quel
soprannome mi piace sempre ricordarlo.
Ha mai pensato di trasmettere la sua
attività a qualche giovane?
Ho provato in passato, ma è impossibile con
la burocrazia di oggi, troppe tasse e troppa
responsabilità. Poi, i giovani non vogliono
più fare questo mestiere che comporta
sacrifici.
Banca di Pescia comunica con i propri
soci e clienti anche attraverso Facebook.
Cosa ne pensa?
I tempi cambiano e mi sembra giusto
adattarsi. Io però, ormai, appartengo ad
un’altra generazione; nel mio laboratorio
non c’è il computer. Mi piace sempre
parlare personalmente con i rivenditori
e i rappresentanti, fino a che esisterà la
possibilità: con loro è possibile concordare
meglio le richieste. Penso comunque che
i moderni mezzi di comunicazione vadano
bene, ma penso anche che il rapporto
umano sia sempre importante e non potrà
mai essere sostituito.
VISITE GUIDATE GRATUITE
A LUCCA PER I SOCI
Per il 2014 Banca di Pescia propone ai Soci un ricco
programma di iniziative dedicate allo svago. A seguito del
successo riscontrato lo scorso anno a Montecatini Terme,
col concerto e la visita guidata del complesso termale,
completamente gratuita per i Soci, abbiamo pensato di
riproporre questi particolari eventi.
Si tratta di tre pomeriggi nei mesi di maggio, giugno e
settembre, due dei quali a Lucca, la magica città dalle mille
sorprese. Sono occasioni uniche e particolari come la visita
dei Baluardi (il 24 maggio) raramente visibile al pubblico e lo
spettacolo dei Balestrieri, o la visita di Palazzo Pfanner con
lo spettacolo rievocativo della storia d’amore tra Federico IV
di Danimarca e Maddalena Trenta di Lucca (20 settembre). A
giugno ancora un evento alle Terme di Montecatini dal tema
“musica e benessere” dove, oltre al concerto, i Soci avranno
la possibilità di conoscere i prodotti di bellezza che verranno
offerti alle signore. La Banca, offrendo gratuitamente ai
propri soci queste opportunità, intende rafforzare il rapporto
privilegiato con chi sostiene l’istituto in prima persona e lo
rappresenta.
TRA I TESORI DI VIENNA E SALISBURGO
Altra magnifica iniziativa è la gita a Vienna e Salisburgo
prevista per i primi di maggio con cena sulle torri del Donau,
visita della Reggia di Schonbrunn e visita dell’abbazia di Melk.
La Banca di Pescia anche quest’anno ha riservato ai propri
soci molte altre opportunità di svago e conoscenza cui si può
aderire con le massime agevolazioni.
Vi aspettiamo numerosi ai nostri prossimi incontri.
RR
9
MONDI DIVERSI
INTERVISTA A GIULIO FRUGOLI
Giulio Frugoli, socio della Banca di
Pescia, è nato a Lucca nel 1962 e
a Lucca risiede da sempre.
Giornalista iscritto all’Ordine
Nazionale dei Giornalisti dal 1989.
Sposato con Teresa, ha un figlio,
Paolo.
è cliente della Banca di Pescia
sin dal 1999 con l’apertura della
filiale di Lucca, all’epoca in piazza
S.Maria. Regista, documentarista,
presidente della Reset, società di
videoproduzione.
Da quando svolgi l’attività di
video produzione?
Il 1985 è l’anno in cui, quella che fino
ad allora era una semplice passione,
divenne la mia professione.
Cominciai con la realizzazione di
alcuni video sulla Coppa Italia Rally
venduti alla Rai ed andati in onda
sul Tg3 toscano.
Tra i tanti lavori che hai realizzato
di quale vai maggiormente fiero?
Di un documentario sui pigmei
della Repubblica Democratica del
Congo, realizzato nel 1991. La
produzione fu mandata in onda
nella trasmissione Geo & geo.
Perché?
Il popolo dei pigmei è il più bello che
abbia mai conosciuto o incontrato.
Nella Repubblica Democratica
del Congo sono rimasto per
oltre un mese insieme ad altri 3
collaboratori e lì ho lasciato un
pezzo del mio cuore. I pigmei
vivono senza il denaro, come gli
indios yanomami in Amazzonia.
Sono sempre sereni e tra loro non vi
sono conflitti di interessi. Si aiutano
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vicendevolmente per la sopravvivenza senza alcuna
contropartita. Vivono nelle foreste e sono un tutt’uno con
la natura che li circonda. Cito un esempio: in quelle zone
c’è un piccolo colibrì, l’”uccellino del miele”, che ama il
miele ma non ha le doti naturali per prenderlo. Così,
individuato il favo del miele, si avvicina ai cacciatori,
e cantando e saltellando, li accompagna all’alveare.
Quando il miele viene spartito, anche l’uccellino prende
la sua parte, come tutti.
Come vi hanno accolto? Dove alloggiavate?
C’è da dire che il nostro arrivo era stato annunciato da
un missionario italiano che li aveva preventivamente
rassicurati circa le nostre intenzioni. Ciò nonostante
fu per loro sorprendente e sconcertante, non meno
di quanto ci stupiremmo ognuno di noi nel vedere
l’atterraggio di una navicella spaziale. Nel vederci
arrivare su delle Jeep, “armati” di telecamere, cavalletti
e con dei grossi scarponi ai piedi, scapparono tutti dai
propri accampamenti rifugiandosi tra gli alberi della
foresta.
Non vedemmo nessuno fino all’imbrunire quando un
pigmeo si è avvicinato portando con sé un coscio di
antilope. Era il segnale che potevamo sistemarci per
l’alloggio nelle loro capanne e cibarsi dei loro alimenti.
Hai visitato uno stesso luogo per più di una volta?
E hai trovato profondi cambiamenti? Quali?
Si, sono stato 3 volte in Rwanda, nel 1989, 1991 e 1999.
La prima volta per un documentario dal titolo “Il Paese
dalle mille colline”. Quello ruandese, era un popolo
essenzialmente felice, pur povero. L’allora Governo
aveva suddiviso molte aree agricole in tanti piccoli
appezzamenti di terreno dove ogni famiglia poteva
vivere dignitosamente raccogliendo i frutti della terra e
allevando piccoli animali.
Poi, ci fu la guerra civile tra gli Hutu e i Tutsi, conosciuta
anche come il “genocidio del Rwanda” che dal 1994 ha
visto morire quasi 1 milione di persone. Ecco che, nel
1999, ho trovato un Paese disintegrato, in ginocchio.
Fui colpito dalla presenza dei cosiddetti “enfants de la
rue” (bambini di strada), piccole creature tutte sotto i 12
anni di età. Si aggirano nelle discariche dovendo lottare
con i maiali dei guardiani della discarica e mangiando
i rifiuti di un paese povero. Spesso si ammalano e
trovano la morte. Molti di loro non hanno una casa dove
rifugiarsi la sera; la guerra gli ha sottratto tutto, gli affetti,
la casa, la famiglia.
Hai visitato tanti luoghi? Dove, se potessi, ti
ritireresti a vivere?
A Salvador de Bahia, nel nordest del Brasile, sulle coste
dell’oceano Atlantico. È una città a dimensione umana,
I pigmei vivono senza il denaro,
come gli indios yanomami
in Amazzonia.
pur con oltre 4 milioni di abitanti, dove è contenuto il
fenomeno della violenza urbana a differenza delle altre
grandi città brasiliane. Ci sono numerose spiagge lungo
la costa, è città che attira sia gli abitanti locali che i turisti,
principalmente per la piacevole temperatura dell’acqua.
E un arcipelago da lasciare senza fiato, come l’isola
Morro de São Paulo.
Ci sono posti dove il denaro è sprecato? Ed altri
dove, al contrario, è sinonimo di povertà?
Si, a Kuala Lumpur, ad esempio, ci sono luoghi come
le Torri Petronas dove il lusso e lo sfarzo la fanno da
padroni.
Al contrario, la povertà l’ho vista più di ogni altro posto
nel Burkina Faso, nel villaggio di Koumì. Gli abitanti
usano il denaro ma non ce l’hanno, purtroppo, e questa
mancanza li ha impoveriti da un punto di vista culturale
e sociale.
E’ interessante notare come ai popoli che non usano
il denaro non manchi niente e quanta povertà possa
essere generata dal suo utilizzo!
Prossimi impegni?
La nuova sfida mi vede impegnato, sempre come
regista, ma esula dal mondo della documentaristica
antropologica, insieme a Serenella Gragnani (regista) e
il grande Carlo Colombara (cantante) abbiamo fondato
“Reset Music” e ideato nuovi format per proporre
l’opera lirica al grande pubblico. Utilizziamo linguaggi
diversi uniti tra loro per creare una forma di espressione
innovativa, piacevole e più adatta anche ai giovani.
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UNO SGUARDO SUL TERRITORIO
COOPERAZIONE E MUTUALITà
XXV RASSEGNA
MUSICALE NAZIONALE
La Banca di Pescia collabora
alla realizzazione della XXV
Rassegna Nazionale Musicale
che si terrà a Montecatini Terme,
dal 5 all’11 maggio 2014. La
prestigiosa manifestazione,
promossa dal Ministero
dell’Istruzione, è affidata
all’organizzazione tecnica
musicale dell’Accademia
Musicale Ruggero Leoncavallo
di Montecatini.
Parteciperanno numerose
scuole musicali pubbliche e
private, conservatori di musica,
Licei Musicali, Scuole Medie ad
indirizzo Musicale provenienti
da tutta Italia. La città di Pescia
sarà rappresentata dalla sezione
ad indirizzo musicale dell’Istituto
Comprensivo “L. Andreotti”.
Il Concerto inaugurale di Gala si
terrà lunedì 5 maggio 2014, alle
ore 21, presso il Salone Storico
delle Terme Excelsior.
di Montecatini.
SCUOLA A COLORI
Sabato 12 aprile 2014, nei locali
dell’Istituto Comprensivo Don
Milani di Chiesina Uzzanese,
sono stati premiati i vincitori del
Concorso di Disegno dal titolo:
“Gesti di solidarietà
e Diritti dei bambini”.
Al Concorso sono state abbinate
due borse di studio della nostra
Banca rivolte all’Istituzione
educativa ed ai bambini della
comunità di Huanipaca.
M’ILLUMINO DI MENO
14 FEBBRAIO2014
GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO
Facciamo sentire il nostro simbolico
“silenzio energetico”. Come?
• spegniamo le apparecchiature non utilizzate o in stand-by
• abbassiamo la temperatura del riscaldamento e indossiamo un maglione!
• lasciamo spente le luci non necessarie
• non usiamo l’ascensore ma saliamo a piedi
Il Credito Cooperativo aderisce all’iniziativa
promossa dalla trasmissione Caterpillar di RaiRadio2.
Conferenza di
Antonio Possenti
Nel febbraio scorso si è conclusa
a Lucca nella Casermetta del
Museo nazionale di Villa Guinigi,
la mostra di Antonio Possenti
intitolata “ L’altra parte.Carte di
lavoro”. La mostra ha riscosso un
notevole successo di pubblico.
Durante l’evento il Maestro
Possenti ha incontrato alcuni
alunni di classi elementari ai quali
sono stati svelati i “segreti della
pittura”. L’artista lucchese sarà a
Pescia, insieme al curatore della
mostra professor Alessandro Tosi
dell’Università di Pisa, per un
incontro con i soci e cittadini,
l’8 maggio, alle ore 16.00,
presso la sala conferenze della
Banca in via Alberghi.
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La Banca di Pescia aderendo
alla Giornata della tutela
dell’ambiente
ha promosso il progetto
“M’illumino di meno”.
La manifestazione,
lanciata tanti anni fa dalla
trasmissione radiofonica
Caterpillar di RaiRadio2,
ha avuto un’importante eco
mediatico, e si è tenuta
venerdì 14 febbraio 2014.
Quel giorno la Banca
ha spento alcune
apparecchiature non
indispensabili e ha sollecitato
i clienti ad aderire a questa
iniziativa, distribuendo brochure
riguardanti l’utilizzo
delle energie rinnovabili.
Banca di Pescia si impegna attivamente per la promozione dell’arte, dello sport,
della coesione sociale e della cultura all’interno del territorio in cui opera, quello
della Valdinievole e della Lucchesia. I progetti finanziati sonlo molti e di varia natura,
sostenuti con donazioni una tantum o con sovvenzioni di più lunga durata.
VIVERE E STUDIARE
ALL’ESTERO CON
BANCA DI PESCIA
E INTERCULTURA
FESTEGGIATA
L’ATLETA
PARALIMPICA
SARA MORGANTI
Festeggiata sabato 22 febbraio
2014 al Circolo l’Incontro di
Chiesina Uzzanese
l’atleta paralimpica di
equitazione Sara Morganti che recentemente ha ricevuto
il Pegaso d’oro, il massimo
riconoscimento sportivo della
Regione Toscana. Durante
la serata è stato dato il via
alla seconda edizione della
manifestazione “Disabile chi”,
che si terrà il 12 aprile 2014
e alla quale contribuisce
anche la nostra Banca.
La nostra banca, grazie
all’accordo con Intercultura
Onlus, premierà
giovedi 5 giugno 2014,
alle ore 16.00,
presso la sala conferenze della
Banca in via Alberghi,
due studenti selezionati tramite
Bando di Concorso
con altrettante Borse di
Studio che sosterranno la loro
formazione all’estero.
Alla cerimonia saranno presenti
anche altri studenti che hanno
già partecipato a questa
esperienza.
“CI SIAMO”,
LA NUOVA CAMPAGNA
DI COMUNICAZIONE
La nuova campagna di
comunicazione del sistema
nazionale BCC è stata diffusa,
tramite i consueti canali di
informazione, all’inizio dell’anno
con lo slogan “Ci Siamo!”.
Questo elemento portante
della comunicazione, analizza
il tema della vicinanza ai soci e
agli altri portatori di interesse,
evidenziando la vicinanza delle
Banche di Credito Cooperativo
alle famiglie, alle imprese, alle
comunità e in generale nelle
scelte importanti della vita. mo!
Ci sia
Design della comunicazione:
Fotografia: Caterina Fattori
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FAI RIPARTIRE
L’EDILIZIA.
rISPARMIANDO
Si è avviata con i Collegi dei Geometri e dei Geometri
Laureati delle province di Pistoia e Lucca un’attività per
rivitalizzare l’edilizia del nostro territorio senza impatto
sull’ambiente e con un risparmio tangibile.
Ne parliamo con Marco Sibaldi (nella foto),
segretario del Collegio dei Geometri di Pistoia.
Buongiorno Segretario,
i dati economici della nostra Provincia confermano
un quadro congiunturale ancora negativo. Il
settore dell’edilizia è tra i più colpiti. Che tipo di
futuro ipotizza per questo importante settore?
Non c’è dubbio che tra i settori più colpiti vi è senz’altro
l’edilizia che, negli ultimi mesi, ha visto la chiusura di molte
imprese e una perdita occupazionale da non sottovalutare.
L’edilizia è diffusamente considerata il motore e traino
principale dell’economia e pertanto, se non dovesse
essere rivitalizzata, è intuibile che anche altre componenti
economiche non potranno ricominciare a crescere.
Penso a un’edilizia sostenibile prevalentemente legata alla
riqualificazione dell’edificato esistente.
Cosa ha determinato la crisi del settore?
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’attività edilizia
legata soprattutto ad una visione prettamente speculativa
che ha creato seri problemi ambientali ed economici. Si
sono costruiti nuovi immobili, a discapito del recupero
del patrimonio edilizio esistente, attuando talvolta veri
scempi, con costruzioni di scarsa qualità, tecnologia ed
efficienza energetica. La “bolla immobiliare” degli scorsi
anni, che di fatto ha impoverito tutti, sottraendo ricchezze
economiche ed ambientali, si è basata esclusivamente
su un mercato di tipo quantitativo e non qualitativo. Non
dobbiamo estremizzare il concetto, ma altresì fare molta
attenzione per non ripetere gli errori del passato.
Il recupero del patrimonio edilizio esistente
ha sicuramente valenza ambientale, ma anche
economica?
Innanzi tutto è utile dal punto di vista della qualità
della vita perché la questione dell’abitare ne è una
componente primaria. Un immobile costruito secondo
criteri di sicurezza, funzionalità ed efficienza energetica
migliora sicuramente vivibilità ed economicità. In
questo momento poi le ristrutturazioni immobiliari e le
riqualificazioni energetiche usufruiscono di importanti
incentivi fiscali.
Un volano quindi per l’edilizia locale?
Senza dubbio un motore che, con piccoli investimenti
pro capite, può trainare una micro-economia e un
indotto di piccole aziende che ruota intorno e che oggi
versano in gravi difficoltà economiche. Inoltre si ottiene
un duplice vantaggio: ai proprietari andrebbe il vantaggio
di migliorare la loro proprietà, di aumentarne il valore
commerciale e di diminuire la spesa energetica, mai
così alta come oggi. I benefici a livello sociale, invece,
sarebbero quelli di un patrimonio edilizio più sicuro, meno
“vorace” di energia con relativa riduzione di emissioni in
atmosfera e con un consumo di suolo praticamente nullo.
In questo modo tutti vincerebbero, ad eccezione
degli interessi particolari speculativi propri della bolla
“immobiliare” passata.
Com’è nata l’idea di “Fai ripartire l’edilizia.
Risparmiando”?
Qualche tempo fa nella nostra Provincia era prevista la
realizzazione di una centrale elettrica a gas, che avrebbe
comportato un investimento complessivo di circa 95
milioni di euro in tre anni e la creazione di circa 20/30
posti di lavoro.
Tale iniziativa avrebbe prodotto però una serie di
problematiche, soprattutto ambientali e con potenziali
ricadute sulla salute dei cittadini. Questo progetto fu,
pertanto, immediatamente osteggiato da vari comitati
14
la situazione ambientale, che nacque l’idea di questo
progetto.
Di che “numeri” stiamo parlando?
Per fare un confronto economico, se l’investimento
previsto per la realizzazione della centrale a gas era pari
a 95 milioni di euro in 3 anni, potremmo effettuare, nello
stesso periodo, investimenti pari a 120 milioni di euro
(+ 30%) ipotizzando che, nella nostra provincia, 3.500
proprietari di beni immobili (1.166 all’anno) effettuino
lavori edili per un importo medio di € 35.000 cadauno,
finalizzati al miglioramento sismico, al rendimento
energetico con metodi passivi, alla realizzazione di
impianti idrici duali (riutilizzo dell’acqua piovana per gli
scarichi ed irrigazione e potabile per gli usi domestici).
In un momento economicamente difficile le famiglie
come trovano le risorse per finanziare i lavori?
Abbiamo pensato anche a questo aspetto coinvolgendo
alcune Banche di Credito Cooperativo, tra cui Banca
di Pescia, che, in qualità di banche locali si sono
dimostrate particolarmente attente ai temi ambientali e al
sostegno del territorio. A tele scopo sono stati realizzati
finanziamenti dedicati, a condizioni vantaggiose, che
permetteranno ai proprietari di immobili di realizzare i
lavori edili, dilazionando le spese sostenute in una arco
temporale che può arrivare fino a 10 anni.
locali che, facendo valere le proprie ragioni nei confronti
delle Amministrazioni interessate, contribuirono a
fermare la realizzazione dell’impianto.
Poi?
Fu proprio per contrapporre a questa prospettiva una
valida alternativa, capace di dare nuovi stimoli
all’economia locale attraverso l’edilizia e di migliorare
PRESENTATO IL LIBRO DI
GIANCARLO PANCONESI
LA CATTEDRALE DI PESCIA
PERCORSI DI FEDE ILLUSTRATI
FONDAZIO
tata alla pres
la S. V. è invi
INILE
TORIO FEMM
IA
NE CONSERVA
ELE DI PESC
DI SAN MICH
entazione del
libro
Paolo Vitali
di Pescia
La cattedrale illustrati
Percorsi di fede
Edizioni ETS
Mons. Giovanni
cesconi
interverranno
Giampaolo Fran
Gianneschi,
de Vivo, Rosy
- ore 17,15
(PT)
dicembre 2013
, 15 – Pescia
Domenica 15 Michele, piazza Matteotti
Refettorio del
monastero di
S.
è stato presentato nella sala del consiglio comunale
E’ stato presentato recentemente a Pescia, presso
di Borgo a Buggiano, il libro di Giancarlo Panconesi
il Refettorio di san Michele, il volume di Paolo Vitali
“Ricordi autobiografici. Una rete di relazioni”.
“La Cattedrale di Pescia” percorsi di fede illustrati. La
La pubblicazione è stata stampata con
guida è stata stampata dalla Casa Editrice ETS di
il contributo della Banca di Pescia.
Pisa, con il contributo della nostra Banca.
15
16
17
DANIELA MAZZONI
banca
di pescia:
la parola
ai
consiglieri
CONSIGLIERE
Lei rappresenta un territorio,
quello lucchese, dove la banca ha messo i primi
passi circa 20 anni fa. Sono ben percepiti anche lì
i valori fondanti del credito cooperativo?
Assolutamente si.
Anche nella provincia di Lucca, in particolare nel
capoluogo, a Capannori e a Porcari, la Banca di
Pescia è apprezzata per il ruolo che svolge a favore
delle famiglie e delle piccole e medie imprese. C’è
ancora molta strada da fare, d’altronde il territorio è
ampio e articolato, ma la strada imboccata è quella
giusta. La Banca sta crescendo in stretto rapporto con
il territorio, a “braccetto” con i settori rappresentati dai
piccoli operatori economici, artigiani, commercianti,
professionisti, imprese personali e famiglie.
Il legame tra la Banca e la Lucchesia
come si rinnova?
Anno dopo anno. Sia attraverso una tenace e
strategica politica d’investimento sia attraverso
iniziative di promozione sociale e culturale.
In un contesto economico non privo di difficoltà la
Banca, anche nel 2013, ha sostenuto con il credito
le iniziative imprenditoriali ritenute valide
e in grado di superare l’attuale congiuntura.
Tra le attività a sostegno della cultura, invece,
la Banca ha sponsorizzato la mostra
“Antonio Possenti. Carte di lavoro” nella
Casermetta del Museo Nazionale di Villa Guinigi.
Quanto la inorgoglisce far parte del consiglio di
amministrazione?
Tantissimo. Da “dentro” è confermata quella filosofia
secondo la quale “il cliente non è un numero ma una
persona che contribuisce alla crescita della banca
e al benessere del territorio”.
Abbiamo intervistato tre Consiglieri
di Banca di Pescia chiedendo
loro le motivazioni della propria
decisione di far parte del Consiglio
di Amministrazione, e i valori ai
quali si ispirano e che si riflettono
nell’operato della Banca.
Questo è cio che ci hanno risposto.
18
FERNANDO VEZZANI
MARCO MENCARINI
CONSIGLIERE
CONSIGLIERE
Quale compito si è assunta la
Banca di Pescia nei confronti
del territorio in cui opera?
La Banca di Pescia è una cooperativa
che ha come obiettivo primario
il sostegno delle famiglie
e delle attività economiche
dei propri soci,
nonché quelle in genere
dei territori in cui opera.
Sostenere significa anche incarnare
il ruolo di intermediario
tra il mondo economico,
la cultura e il sociale,
ponendo attenzione ai valori etici.
Pensa che questo modello
sia sostenibile in futuro?
E’ un modello, secondo me,
vincente ed attuale,
tanto che qualche banca cerca di copiarcelo.
Certo, le condizioni saranno sempre più difficili,
ma se riusciamo ad interpretare al
meglio il ruolo di Banca Cooperativa,
senza tradire lo spirito dei padri fondatori,
non possiamo che migliorare e reggere
le sfide che ci attendono.
Quali sono le iniziative promosse dalla
Banca a scopo benefico
che più gli sono piaciute?
Due in particolare:
la donazione di un defibrillatore
alla Pubblica Assistenza di Pescia
e la sponsorizzazione della
Mostra dell’artista Antonio Possenti a Lucca.
Quali sono i valori fondamentali
ai quali si ispira Banca di Pescia?
La solidarietà economica e il mutualismo. La Banca
di Pescia, come del resto, tutte le banche di credito
cooperativo, è radicata sul territorio dove ha le proprie
filiali e opera all’interno di una comunità in uno scambio
reciproco di risorse che favorisce l’economia.
E dunque cosa contraddistingue
Banca di Pescia
dalle altre banche tradizionali?
Banca di Pescia è quotidianamente a contatto
con la gente del posto e contribuisce al processo
di benessere delle famiglie e di espansione e
sviluppo di aziende e imprese.
Il tentativo di replicare il modello di banca del territorio,
come hanno fatto alcuni grossi gruppi bancari,
è stato reso inefficace dalle dimensioni della struttura di
quelle banche e dalla mancata percezione
di cosa significa vivere su di uno specifico territorio,
ancor prima che lavorarci.
Sarà sempre così?
Chi può dirlo.
E’ certo però che l’obiettivo da perseguire
anche nei prossimi anni è proprio la strenua
difesa di questa “missione”.
Una “missione” che non è esclusivamente
bancaria ma anche sociale.
Venendosi sempre più ad affievolire
il supporto pubblico alle iniziative presenti sui nostri
territori, la Banca di Pescia è vicina a enti religiosi,
enti morali ed assistenziali, istituti scolastici
e a numerose associazioni dalle quali raccogliamo la
volontà di tramandare ad altri la ricchezza di beni,
di stili e di valori che rende unici i nostri territori.
19
AGENDA
Gli eventi e le iniziative culturali che si svolgono nel territorio
PESCIA
CHIESINA UZZANESE
MERCATO AGRO-ALIMENTARE
“CAMPAGNA AMICA”
Ogni martedì mattina
Passerella Sforzini
MERCATINI A TEMA
3° domenica del mese
PESCIA ANTIQUA
Quarta domenica del mese
Piazza Mazzini
ARTEMIDE
Ogni prima domenica del mese
Mostra mercato di prodotti
tipici e artigianato
Piazza del Grano
TROFEO DEL DELFINO
6 aprile 2014
Gara di tiro con l’arco
Piazza Santo Stefano
ESTATE CHIESINESE
Ultima settimana di luglio,
1a e 2a settimana di agosto.
Festeggiamenti del santo patrono
il 15 agosto 2014
UZZANO
FESTA DELLO SPORT
E DEL VOLONTARIATO
Piazza del Comune , 31 maggio 2014
GIUGNO UZZANESE
Feste e spettacoli
RICORRENZA DI SAN PAOLINO
Festa religiosa e corteggio storico
12 luglio 2014
SUMMER FESTIVAL
Festival internazionale
della musica contemporanea
luglio 2014
NOTTE BIANCA
23 agosto 2014
CAPANNORI
CONCERTO DI PRIMAVERA 2014
11 maggio 2014- ore 18.00
Lammari-Chiesa di san Iacopo
LUCCA
PASSEGGIATA SUL
MONTE PISANO
11 maggio 2014-ore 9.00
Vorno-piazza della Chiesa
MOSTRA MERCATO
DEL GIARDINAGGIO E
DEL VIVERE ALL’ARIA APERTA
Mura Urbane, 4-5-6 aprile 2014
CARTASIA 2014
BIENNALE D’ARTE
CONTEMPORANEA
28 giugno-2 agosto 2014
PALIO DEI RIONI
7 settembre 2014
Corteggio storico medievale
e gara di tiro con l’arco
RICORRENZA DI SANTA ZITA
Festa religiosa e mostra dei fiori
26-27 aprile 2014
PORCARI
BUGGIANO
1° EDIZIONE DI LUCCA
HALF MARATHON
4 maggio 2014
ESTATE BUGGIANESE
Da giugno a luglio spettacoli
di musica, danza e teatro
Centro storico
FESTIVAL NAZIONALE
DEGLI SCACCHI
11/15 giugno 2014
NOTTAMBULA
28 giugno 2014
Notte all’insegna di musica,
spettacolo e gastronomia
Centro storico
20
VILLAGGIO DEL FANCIULLO
Animazioni fiabesche in costume
Piazza Felice Orsi - 2 giugno 2014
GIORNATA MEDIEVALE E GIOCO
DEGLI SCACCHI VIVENTI
15 giugno 2014
Stadio comunale
MASSIMO
CAVALLETTI
IL
“RIGOLETTO”
NEL CASSETTO
Intervista di Roberto Rossi
Cantare la lirica, un sogno che per il giovane
baritono lucchese Massimo Cavalletti è
diventato realtà. L’artista,oggi impegnato
al Teatro alla Scala di Milano e poi al
Metropolitan di New York, ha risposto con
entusiasmo alle nostre domande.
Vi proponiamo un estratto dell’intervista.
Il testo integrale si può trovare sul nostro
sito www.bancadipescia.it
Come e quando ha iniziato a
cantare? E quando ha capito che
quella era la sua strada?
Ho la sensazione di aver sempre cantato,
perché fino all’età di 6 anni ho sempre
cantato in chiesa nel mio paese a S.Anna
Lucca, poi all’età di 21 anni ho iniziato a
Massimo Cavalletti, baritono, nasce nel 1978 a Lucca
e lì inizia gli studi con il Maestro Graziano Polidori, per
poi specializzarsi presso l’Accademia della Scala con il
soprano Luciana Serra con la quale affina la sua tecnica
vocale. Il suo debutto è presso il Teatro Donizetti di
Bergamo con l’opera La Parisina nell’ottobre 2004.
21
studiare in maniera professionale. All’inizio ho avuto la
fortuna di incontrare il Maestro Graziano Polidori che mi
ha veramente iniziato al teatro e alla lirica insegnandomi
anche il rispetto per il palco e per la grande tradizione
Italiana. Poi, dopo alcuni anni di studio fatto nella mia
città di Lucca, mi sono trasferito a Milano per studiare alla
Scuola di Perfezionamento del Teatro alla Scala, dove
sotto la guida della Maestra Luciana Serra ho affinato
la mia tecnica vocale, e con la Signora Leyla Gencer ho
cominciato a capire l’interpretazione dei ruoli operistici.
Anche dopo il debutto alla Scala nel 2005, sono dovuti
passare alcuni anni di lavoro e esperienza in giro per
il mondo prima di poter dire che questa sarebbe stata
la mia vita. Sicuramente la piena convinzione che il
mio futuro sarebbe stato il palcoscenico e la lirica sono
arrivati nel 2009, quando già trasferitomi a Zurich per
lavorare sotto la guida di Alexander Pereira (attuale
nuovo sovrintendente del Teatro alla Scala) mi sono
trovato a affrontare molti ruoli a fianco dei più grandi
artisti del panorama mondiale e in occasione del “Simone
Boccanegra” ho conosciuto il mio “mentore”, il baritono
Leo Nucci. Lavorare e studiare con lui mi ha fatto capire
che ero veramente al mio posto e che la lirica e la voce
sarebbero stati la mia vita.
Qual è il personaggio, ad oggi interpretato da lei,
che più ama? E perché?
Sicuramente il “Marcello” della Boheme di Giacomo
Puccini! Oltre alla felicità che mi dà il portare in tutto
il mondo il nome di Puccini, come me lucchese, mi
dà grande gioia rivivere ogni sera la bellezza e la
spensieratezza della vita bohemiene.
Quali sono i registi e i direttori d’orchestra con i
quali ha lavorato con miglior sintonia?
Tra i registi vorrei sicuramente ricordare il grandissimo
Franco Zeffirelli, al mio debutto al Teatro alla Scala nel
2005. Il Maestro mi aiutò moltissimo a sentirmi a mio
agio, io giovanissimo ho vissuto con grande emozione i
giorni di lavoro fatti insieme sul grande palco scaligero.
Poche parole e riusciva subito a dipingere il carattere e a
sottolineare i rapporti tra i personaggi. Tra i giovani Registi
sicuramente devo ricordare Damiano Michieletto: con
lui il mio debutto al festival di Salzburg con La Boheme
di Puccini e con il Falstaff di Giuseppe Verdi. Damiano
è un mio coetaneo, ma è un uomo che sa prendere da
ognuno di noi la verità, e sa metterla al servizio delle sue
idee registiche. Tra i direttori, sicuramente, vorrei ricordare
Il Maestro Daniele Gatt; con cui ho lavorato tantissimo.
Vorrei anche ricordare il Maestro Riccardo Chailly per la
magnifica lettura della Boheme che ho avuto il piacere
di interpretare a Valencia nel 2012. vorrei citare anche il
Maestro Zubin Metha, con il quale ho debuttato il mio
Marchese di Posa nel “ Don Carlo” di Giuseppe Verdi
all’Opernhaus Zurich, il Maestro Nello Santi grandissimo
concertatore e storico maestro dell’opera di Zurich e il
Maestro Fabio Luisi con il quale ho cantato Don Carlo al
Teatro alla Scala nell’anno Verdiano 2013.
Ricorda qualche aneddoto particolare, che ci può
raccontare, accaduto durante le sue esibizioni?
Aneddoti di palcoscenico ce ne sono praticamente ogni
sera, Specialmente nelle commedie, o nell’opera buffa
spesso ci sono piccole gag che fanno veramente divertire
tutti, sia noi sul palco sia il pubblico in sala. Ricordo una
recita dei Barbiere di Siviglia, dove ci doveva essere una
scena in cui il personaggio di Bartolo avrebbe dovuto
prendersi una torta in faccia: invece si spostò all’ultimo
momento facendo si che la torta arrivasse piena nel
viso del basso Basilio; da li nacque un clamoroso fuori
programma in cui tutti iniziarono a gettarsi pezzi di torta
l’un l’altro… per noi sul palco fu una cosa super esilarante
e decisamente non preparata; continuammo a cantare
deviando però clamorosamente dalla regia, ma il pubblico
impazzì per la super comicità della scena. Ecco, anche
questo è il palcoscenico.
Qual’ è il rapporto con Lucca, la città dove è nato?
Lucca è sicuramente nel mio cuore, è la città dove sono
nato e cresciuto e dove è nata la mia passione per la
22
musica e l’arte, Lucca è la città dove
ancora vivono i miei genitori e dove
vorrei poter tornare di più, anche solo
per un giorno di riposo o di vacanza,
ma il lavoro e la mia voce mi hanno
portato a vivere lontano. Mi mancano
le magnifiche mura, le colline e la
vicinanza con il nostro mare. Mi manca
la vita semplice di tutti i giorni e la
serenità che solo il luogo in cui si è
nati può dare. Mi mancano i miei amici
di sempre e le mie passeggiate in
bicicletta. Ho cantato spesso concerti
nella mia città, ma mai al teatro del
Giglio, si riconferma il detto “Nemo
profeta in patria”. In questi ultimi anni
ho preso a cuore l’associazione Italia
Parkinson Lucchese che sto cercando
di sostenere ogni anno anche con
un concerto Lirico; quest’anno mi
vedrà impegnato il 1 giugno prossimo
con l’aiuto anche del Basso Carlo
Colombara.
Cosa ne pensa della cultura oggi
in Italia?
La cultura in Italia per molti versi sta
attraversando un momento molto
difficile, L’opera lirica, che in tutto il
mondo è un vero e proprio business, in
Italia ancora non ha saputo sfruttare le
enormi risorse che la globalizzazione
potrebbero portare. Forse in Italia si
dovrebbe lavorare alla privatizzazione
di molti enti lirici o di molte realtà
23
legate alla musica lirica e operistica,
perché con il giusto apporto privato si
potrebbero realizzare importanti passi
in avanti.
Le ultime domande, Maestro.
Qual’è il ruolo che vorrebbe
interpretare in futuro? E il sogno
che vorrebbe realizzare?
Sicuramente tra i ruoli che amerei
poter affrontare ci sono: il “Rigoletto”
e il “Conte di Luna” di Giuseppe Verdi.
L’opera Verdiana è la principale fonte di
ispirazione del mio sogno, spero che il
tempo, lo studio e la mia maturazione
vocale mi possano portare un giorno
a essere un vero e proprio interprete
Verdiano. Il mio sogno sicuramente
sarebbe inaugurare il Teatro alla
Scala in una delle magnifiche serate
di gala del 7 dicembre, magari con un
titolo Pucciniano, così potrei dire di
aver cantato Puccini, Lucchese come
me, in tutto il mondo: questa recita di
Sant’Ambrogio è una cosa a sè, forse
la più importante serata per il mondo
della lirica, una di quelle serate che
rimangono indelebili nella mente di un
cantante lirico. Sarebbe veramente un
grandissimo onore per me!
Ce lo auguriamo anche noi Maestro,
in “bocca al lupo”.
IN PAROLE SEMPLICI
Iniziamo la seconda parte della rubrica
“In parole semplici” riprendendo l’approfondimento del servizio di conto corrente.
Parleremo oggi di cosa fare per aprire il conto corrente, delle principali tipologie, dei costi,
del suo corretto utilizzo.
IL CONTO CORRENTE
tipologie, costi
e legenda
Conti a pacchetto
Sono i conti con un canone che può comprendere
anche altri servizi, quali cassette di sicurezza,
assicurazioni e gestione del risparmio. I conti a
pacchetto si distinguono in conti “con franchigia”, in
cui il canone include un numero limitato di operazioni
gratuite, e conti “senza franchigia”, in cui è possibile
effettuare un numero illimitato di operazioni gratuite.
Sono conti dedicati a privati e famiglie “clienti
consumatori”.
Cosa si deve fare per aprire il conto corrente?
Prima di tutto è necessario recarsi presso la filiale
(se trattasi di conto corrente tradizionale cosiddetto
di sportello) o sul sito internet di una o più banche
(se trattasi di conto corrente cosiddetto ondine). E’
necessario preventivamente informarsi sui servizi e i
costi del conto corrente e confrontare le diverse offerte.
Il cliente può ottenere la documentazione per valutare
e scegliere con calma, senza per questo impegnarsi
in alcun modo con la banca. Una volta scelto il conto
corrente, il cliente può aprire il conto sia in banca
sia tramite il sito internet della banca seguendo le
istruzioni.
Conto di base
È il conto dedicato a chi ha esigenze finanziarie
limitate. Include infatti solo un determinato numero
di operazioni e alcuni servizi quali carta di debito,
accredito della pensione o dello stipendio, versamento
di contanti o di assegni bancari e circolari, prelievo
di contante, domiciliazione delle principali utenze
domestiche. L’elenco completo è nel Foglio Informativo
(vedi legenda) che la banca deve mettere a
disposizione dei clienti sia in filiale sia sul sito internet.
Il conto di base ha un canone annuo che comprende
tutto. Per i clienti che hanno un ISEE - Indicatore della
Situazione Economica Equivalente (vedi legenda), in
corso di validità, inferiore a 7.500 euro, il conto non
Quali sono le tipologie
più frequenti di conto corrente?
Conti ordinari
Sono i cosiddetti conti a consumo, in cui le spese
dipendono dal numero di operazioni effettuate: più
operazioni si fanno, più si spende. Si tratta di conti
correnti dedicati prevalentemente alle imprese per le
quali è prevista una personalizzazione in base alle
diverse esigenze “clienti al dettaglio”.
24
un utile parametro di valutazione dei costi, nel Foglio
Informativo del conto corrente la banca fornisce
l’ISC - Indicatore Sintetico di Costo (vedi legenda).
L’ISC fornisce un idea del costo complessivo del
conto corrente in base alle spese e alle commissioni
che possono essere addebitate al cliente nel corso
dell’anno, senza considerare gli oneri fiscali e gli
interessi. L’ISC viene calcolato per uno o più “profili
di operatività tipo” (famiglie e pensionati) individuati
dalla Banca d’Italia. La metodologia di calcolo dell’ISC
e i profili di operatività sono spiegati sul sito internet
della Banca d’Italia: (www.bancaditalia.it/vigilanza/
normativa/norm_bi/disposizioni-vig/trasparenza_
operazioni). La chiusura definitiva del conto è senza
spese e senza penali. Ci sono delle eccezioni, che
però la banca deve riportare nel contratto.
ha spese e non si paga l’imposta di bollo. Per chi
ha una pensione fino a 1.500 euro mensili, il conto
destinato all’accredito della pensione è gratuito fino a
un determinato numero e tipo di operazioni e servizi; si
pagano invece eventuali servizi aggiuntivi. Sono conti
dedicati a privati e famiglie “clienti consumatori”.
Conti in convenzione
Sono i conti che beneficiano di sconti e agevolazioni
grazie ad accordi con determinate categorie di clienti.
(es: convenzioni con enti pubblici o con imprese
private per propri dipendenti). Sono conti dedicati a
privati e famiglie “clienti consumatori”.
Quali sono i costi del conto corrente?
Il conto corrente ha dei costi perché la banca
offre al cliente una serie di servizi.
Da banca a banca, i servizi possono essere molto
diversi e anche i loro costi possono essere calcolati in
modo diverso. Per questo è importante valutare con
attenzione i costi di ciascun servizio prima di decidere
quale conto aprire. Per alcune categorie di persone il
conto può essere gratuito (conto di base); per maggiori
informazioni ci si può rivolgere allo sportello presso il
quale si ha il conto o si intende aprirlo.
Il costo complessivo del conto è di solito composto
da una parte fissa e da una parte variabile.
Legenda
Foglio Informativo
È il documento che le banche mettono a disposizione
dei clienti per ciascun prodotto o servizio offerto;
contiene informazioni sulla banca, sulle condizioni
e sulle principali caratteristiche dell’operazione o
del servizio. I contenuti del contratto devono essere
coerenti con le informazioni contenute nel Foglio
Informativo.
ISC - Indicatore Sintetico di Costo
L’ISC fornisce un’idea del costo complessivo del
conto corrente in base alle spese e alle commissioni
che possono essere addebitate al cliente nel corso
dell’anno, senza considerare gli oneri fiscali e gli
interessi. L’ISC viene calcolato per uno o più “profili di
operatività tipo”(famiglie e pensionati) individuati dalla
Banca d’Italia. Il Foglio Informativo e il Documento di
Sintesi indicano l’ISC per i profili tipo di operatività. La
metodologia di calcolo dell’ISC e i profili di operatività
sono spiegati sul sito internet della Banca d’Italia
(www.bancaditalia.it/ vigilanza/normativa/norm_bi/
disposizioni-vig/trasparenza_operazioni).
I costi fissi
Ci sono sempre e non variano, perché non dipendono
da quanto e da come si utilizza il conto. I principali
sono il canone annuo del conto corrente, i canoni
legati a eventuali carte di pagamento, le imposte
di bollo, le spese per l’invio delle comunicazioni al
cliente. Il canone annuo include spesso anche un certo
numero di operazioni.
I costi variabili
Variano in base al tipo e al numero di operazioni che si
fanno (ad esempio: prelievo di denaro con la carta di
debito). Dipendono da come il cliente utilizza il conto e
dalle scelte commerciali della banca. Ecco i principali
costi variabili da considerare con attenzione quando si
sceglie un conto: ○ spese per la registrazione sul conto
di ogni operazione o commissioni per l’esecuzione
dei singoli servizi ○ spese di liquidazione periodica,
ogni volta che la banca calcola gli oneri e gli interessi
○ interessi e altri oneri in caso di scoperto. Per offrire
ISEE - Indicatore della
Situazione Economica Equivalente
È l’indice che rappresenta la situazione economica di
una famiglia, calcolato a partire dal reddito e da altri
elementi del patrimonio. Il suo attestato è rilasciato
dall’INPS e consente di accedere alle prestazioni
sociali o ai servizi pubblici a condizioni agevolate.
25
EducarE i giovani studEnti all’uso consapevole del denaro. E’
questo l’obiettivo che la Banca di Pescia credito cooperativo, insieme
a 3 Istituti Comprensivi della Valdinievole e della Lucchesia, ha perseguito
con il progetto “Uso Consapevole del Denaro”
inserito nel percorso di Educazione alla Legalità
Democratica.
In una società dove l’”apparire” e il “possedere”
rischiano di acquisire sempre più importanza
a discapito dell’”essere”, diventa necessario
riflettere su alcune problematiche. Sul ruolo,
dunque, del denaro nella società attuale, su cosa
sia veramente necessario per vivere bene e sui
falsi bisogni indotti della pubblicità e dai media.
Il percorso formativo è durato circa 3 mesi ed ha
visto coinvolti i docenti e il personale della Banca
di Pescia con incontri formativi e ludici allo scopo di diffondere la cultura
della legalità e della solidarietà.
Il progetto ha coinvolto circa 800 giovani studenti in età compresa tra i 9
e i 13 anni delle scuole Primaria e Secondaria degli Istituti Comprensivi
“Lucca 1 Centro Storico”, “Lucca 3” e “Don Milani Ponte Buggianese e
Chiesina Uzzanese” che si sono così avvicinati a piccoli passi al mondo
del denaro. Banca di Pescia riafferma così la sua attenzione ai giovani
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ed al territorio.
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Marzo 2014 - Banca di Pescia