Ritratti Sul "Campo"
Ammiratrice degli impressionisti, come sociologa-antropologa dallo stile
artigianale amo incontrare le persone, conoscerle da vicino e vederle in
azione: solo con l'osservazione partecipante, infatti, un antropologo può
con molto rispetto accostarsi ad una tribù e
scoprire un mondo nuovo. Ho incontrato, studiato
e vissuto con tribù e popoli diversi in Africa ed
America Latina e sviluppato con il loro prezioso
aiuto gli strumenti metodologici per la ricerca sul
campo.
Sconosciuto come gli usi e costumi di una tribù
africana era per me il mondo dello sport
amatoriale quando iniziai questa ricerca.
Seguendo i suggerimenti di alcuni intenditori,
tratteggiai dapprima "studi di caso", pubblicati con articoli sul
settimanale "La voce del popolo" e proseguii nella mappatura di strutture
e società sportive dell'arcidiocesi di Torino, incontrandomi con persone
ed attività che mi colmarono di un piacevole stupore. I "ritratti sul
campo" sono i risultati di questo stupore e quasi certamente richiamano
alla mente altri ritratti in diverse regioni d'Italia.
(da: Nota dell'autrice in Silvana Bottignole, Lo sport dei valori,
Torino,Bradipolibri, 2005).
L'impresa di tratteggiare "ritratti sul campo" continua. S.B.
A.S.D SAN BERNARDINO-TORINO compie 20 ANNI
dicembre 2011
Il 18 dicembre atleti, dirigenti ed allenatori della società sportiva
Oratorio San Bernardino, dopo aver partecipato alla S.Messa delle 10,30,
si sono riversati sul loro campetto per festeggiare con gioia e sobrietà i
vent'anni di vita. Mentre i bambini e ragazzini si sgranchivano le gambe
correndo e palleggiando sul bel campetto di erba sintetica sotto l'occhio
vigile di alcuni allenatori, altri allenatori e dirigenti nel cortiletto
adiacente affettavano panettoni, disponevano le patatine sui vassoi,
accanto ai bicchieri e le bottiglie di coca cola, aranciata e le bottiglie di
spumante riservate agli
adulti. Poi il presidente
Santo Carcea, Santino per
gli amici, ha chiamato tutti
a raccolta per premiare con
una medaglia CSI chi aveva
fedelmente
partecipato
agli
allenamenti,
chi
indossava
sempre
l'elegante tuta biancoazzurra con bordi rossi, e
distribuire,
estraendo
biglietti
della
lotteria
cappellini, fischietti ed
altri premi. Si respirava
l'aria
balsamica
del
"volontariato autentico" tra questi papà, impegnati in dieci e più ore
settimanali di volontariato per allenare ed accompagnare i giovani atleti
alle partite, ed ora inneggiati come "mister" o dirigenti da un gruppo
gioioso di bambini ed adolescenti. Ad un certo punto della festa il
presidente Santino dal suo megafono tuonò: "Oggi alcuni di voi saranno a
Chieri per la partita. Cercate di vincere ma soprattutto fateli giocare
tutti". Con questo invito il presidente aveva ribadito uno dei valori chiave
dello sport amatoriale, soprattutto se affiliato ad enti di promozione
sportiva, allenare bene gli atleti per poi coinvolgerli tutti nel gioco,
andando in trasferta per confrontarsi con altre squadre sempre nel
rispetto delle regole. Che scuola di vita!
Nel censimento del 2000 (vedi Sport ed evangelizzazione: parrocchia,
oratorio e territorio) avevo censito il San Bernardino con due squadre di
calcio a 7 (22 atleti, 2 allenatori,1 dirigente). Adesso la società registrava
150 affiliati al CSI con ben otto squadre di calcio. Come era avvenuto il
miracolo? Per scoprirlo chiesi un appuntamento al presidente Santino per
il martedì pomeriggio. L'intervista iniziò molto prima perché incontrai
all'ufficio postale di via Villarbasse il presidente Santino, un autentico
testimonial del CSI con un enorme girocollo con la scritta CSI ed i
distintivi del CSI e San Bernardino cuciti sulla manica del giaccone
impermeabile. Nel pomeriggio l'intervista proseguì nella spaziosa ed
accogliente sala riunioni della società sportiva. Nel 1990 sollecitato
dall'allora vice parroco padre Giuliano, Santino, animatore dell'oratorio,
aveva iniziato a frequentare il CSI (Centro Sportivo Italiano) per
ottenere informazioni su come formare una squadra di calcio. Affiancato
da alcuni animatori e genitori, pian piano formatisi nei corsi CSI per
allenatori e dirigenti, aveva formato la società sportiva che fino al 2007
contava da una a tre squadre all'anno. Poi con l'aiuto del parroco erano
riusciti a ristrutturare con la morbida e robusta erba sintetica dell'ultima
generazione il grande campo a 5. Il bel campetto aveva attirato atleti ed
allenatori (tutti possibilmente in formazione con il CSI) tanto da avere
una media di otto squadre ogni anno (attualmente 124 atleti, 16 allenatori
ed 8 dirigenti). Dirigenti, allenatori e genitori sono molto impegnati nel
gestire tutti i pomeriggi il campetto per gli allenamenti,
nell'accompagnare i giovani atleti nelle trasferte, nel frequentare corsi di
formazione, nel risolvere i problemi che inevitabilmente si presentano, nel
voler migliorare le strutture perché il San Bernardino vuole essere "una
finestra aperta sul borgo per tutti i ragazzi che amano giocare a calcio
(anche quelli che non possono pagare la modesta quota), un posto protetto
con adulti responsabili". Il presidente Santino conosce bene Mauro
Berruto, medaglia olimpica ad Atene nel 2004 per il volley ed attuale
allenatore della nazionale maschile italiana di pallavolo perché nel 1989
Berruto era obiettore di coscienza e coordinatore San Paolo della
pallavolo femminile, poi era entrato nel CUS e la sua passione per la
pallavolo lo ha fatto volare alto.
Durante la consegna del premio Piergiorgio Frassati-Silvio DissegnaGiovanni Paolo II alle società sportive dell'arcidiocesi di Torino il 30
settembre 2006 Mauro Berruto aveva inviato un augurio agli oltre
trecento atleti, allenatori e dirigenti, dicendo: "Ho iniziato la mia attività
sportiva in campionati PGS nella parrocchia San Bernardino di Torino. Voi
rappresentate il patrimonio di sogni ed idee dello sport italiano. Lo sport
va anche inteso come fatto culturale per diventare cittadini migliori. E'
importate vivere lo sport come un sogno: dall'oratorio ci si può ritrovare
ai giochi olimpici!"
A.S.D ATLETICO REAL -REGINA DELLA PACE
maggio 2012
TRENT'ANNI DI ENTUSIASMO E PROFESSIONALITA'
"I genitori sono i nostri più grandi alleati e la nostra forza perché fin
dall'inizio li educhiamo a capire che non seguono solo il figlio, che gioca a
calcio nella squadra, ma devono seguire e sostenere tutta la squadra
altrimenti potrebbero anche rovinare il figlio e la squadra. E così ci
ritroviamo con genitori che continuano ad aiutarci anche quando il figlio
non è più nella nostra società". Mi raccontava con entusiasmo Rocco Zito
già presidente ed attualmente allenatore e dirigente dell'Atletico Real,
la società sportiva della parrocchia Nostra Signora della Pace in Barriera
di Milano, nata nel 1979 per l'impegno di Giorgio Molino e Carla Piucci
dalle ceneri di Oratoriana fondata nel 1954. Nel 1981 esisteva una sola
squadra di calcio ed il giovane Rocco ragazzo dell'oratorio, terminato il
servizio militare, si aggrega agli intraprendenti fondatori e nel 1985
ottiene il patentino di allenatore. Da più di trent'anni Rocco insieme ad
altri generosi papà anima
l'Atletico
Real
con
passione e dedizione ma
anche
con
molte
soddisfazioni.
Nel
censimento
del
2000
avevamo registrato tre
squadre di calcio con 45
atleti e 5 allenatori e/o
dirigenti (vedi Sport ed
evangelizzazione:
parrocchia, oratorio e
territorio), attualmente l'Atletico Real conta 7 squadre di calcio e 3
squadre di pallavolo con 250 soci (220 atleti e 30 allenatori e/o dirigenti)
tutti affiliati al CSI. Eppure la parrocchia ha soltanto un piccolo campo
dove si allenano i più piccoli e, da sempre, l'Atletico Real affitta con
sacrificio campi comunali per allenamenti e partite.
"Siamo grati al parroco per l'assistenza spirituale, per la nostra sede ed
l'uso del salone dell'oratorio per riunioni e anche per la cantina con le
lavatrici dove laviamo le magliette per risparmiare un po' sulle spese"
continua Rocco, indicando alcune pareti del salone dell'oratorio che
raccontano la storia della società, mostrando le vivaci foto delle attuali
squadre di calcio e di pallavolo corredate da dati ed eventi significativi
come l'insegna Sport dei valori, consegnata nel 2006 in occasione del
Premio Frassati-Dissegna-Giovanni Paolo II o la Targa "PARROCCHIA
MARIA REGINA DELLA PACE" ricevuta in occasione della partita
Juventus-Milan del 10 gennaio 2010 dal progetto "Il Milan e gli oratori"
che ha scelto l'Atletico Real "per il Fair Play dimostrato dai ragazzi
durante i campionati della passata stagione e per il grande impegno degli
educatori nell'aiutare i giovani a crescere secondo i valori dello sport".
Le coppe vinte fanno bella mostra nella sede dove si trovano le
testimonianze della partecipazione alla prima "Clericus cup" a Roma nel
2007, al premio Danone nel 2008, al torneo internazionale Wolkswagen
nel 2009 ed ai tanti corsi di formazione seguiti da allenatori, famiglie ed
arbitri.
"Il nostro presidente, Alessandro Ciaravino, è un arbitro CSI .
Attualmente puntiamo alla formazione dei nostri giovani anche come
arbitri perché persino i più timidi ed incerti saranno impegnati a crescere
come uomini ed a prendere decisioni rapide come "fallo o non fallo?".
continua il dinamico Rocco Zito "Anche noi adulti seguiamo corsi di
aggiornamento del CSI a livello nazionale. Tre di noi sono consiglieri del
CSI. Personalmente, poi, ho anche seguito il consiglio del vescovo Cesare e
così come operaio-sindacalista lo scorso anno mi sono presentato in
circoscrizione con i Moderati, sono stato eletto ed ora sono vicepresidente".
Professionalità, entusiasmo, serietà e dedizione di dirigenti,
allenatori e famiglie hanno forgiato il successo del coraggioso Atletico
Real, significativamente rappresentato da un'aquila, ispiratrice di
centinaia e centinaia di bambini, giovani ed adulti.
A.S.D SAN BENEDETTO
giugno 2012
IN CAMPO DA 36 ANNI CON ALLENATORI-EDUCATORI
Chi varca l'ingresso della grande porta a vetri che conduce alle aule di
catechismo ed all'ufficio parrocchiale di San Benedetto a Torino è
accolto dal sorriso del semplice e significativo cartellone che racconta
con qualche foto ed alcuni impegni di campionato gli eventi della società
sportiva San Benedetto nata nel 1976. Le foto della squadra che ha vinto
la Gazzetta Cup ed è andata a Coverciano, la consegna al San Benedetto
nel 2011 della targa "Oratori Milan" premio alle società che diffondono i
valori dello sport, la squadra di ragazzini sorridenti con i loro allenatori
sul campetto, le ragazze in girotondo nella palestra di pallavolo offrono un
tocco di sana allegria anche al visitatore più distratto. Mentre osservavo
con attenzione il cartellone confrontando la tabella delle squadre,
scaricata
da
internet,
mi
si
avvicina una ragazza
sorridente che mi
dice con entusiasmo:
"Gli atleti sono molti
di più di quelli della
sua tabella, nella
pallavolo
abbiamo
anche la squadra
delle mamme. Paola
l'allenatrice
di
pallavolo è stata la
mia educatrice".
Intanto arriva Luigi Tosini, uno dei padri fondatori del San Benedetto.
Tosini ricorda con piacere il Premio Frassati-Dissegna-Giovanni Paolo II
ricevuto dalla società nel 2006, dicendomi: "Per molti anni abbiamo avuto
una piccola squadra di calcio, poi siamo cresciuti grazie all'appoggio di
don Mino, attualmente mons.Lanzetti vescovo di Alba, e dell'attuale
parroco don Paolo anche lui impegnato nella formazione spirituale dei
nostri allenatori con il gruppo giovani. Infatti i nostri allenatori hanno
iniziato a giocare da bambini e poi adolescenti nelle nostre squadre di
calcio, sono stati educatori in oratorio ed in seguito hanno frequentato i
corsi di allenatori CSI per la preparazione tecnica.
Abbiamo sedici
allenatori dai 18 ai 32 anni, 6 dirigenti, 8 squadre di calcio con circa 160
atleti affiliati al CSI. Due squadre di pallavolo (una di mamme) affiliate
alla PGS con circa 30 atlete. E tutto all'insegna del volontariato
autentico, cercando di diffondere i valori dello sport ." Quando parla di
bambini e genitori Luigi Tosini si accalora: "I bambini ed i genitori vedono
solo l'allenatore. Pensi che un allenatore aveva i basettoni ed un bambino
si è disegnato i basettoni con la matita. Allora noi dirigenti ci siamo
impegnati ad avvicinare i genitori tanto da trasformare alcuni genitori in
dirigenti accompagnatori, iniziando un dialogo con loro. Il venerdì sera si
disputano partitelle tra allenatori e genitori sul nostro campetto. Ma c'è
di più. In parrocchia abbiamo 18 gruppi famiglie impegnati durante la
Quaresima nella lettura del Vangelo nelle case. Due di questi gruppi, circa
20-25 coppie di genitori, sono formati dai genitori dei nostri giovani
atleti."
Lo stemma del San Benedetto è complesso con i segni di Cristo, la tenda,
il fuoco, la strada. Il generoso e cortese Luigi Tosini, che con i suoi
settanta e più anni ha percorso tanta "strada" di sacrifici e fatica insieme
alla comunità di San Benedetto per formare attraverso lo sport
organizzato migliaia di giovani e bambini, diventa triste quando nel mondo
della chiesa incontra sacerdoti che non capiscono il valore educativo, di
prevenzione e terapeutico dello sport ben gestito ma si illumina al
pensiero della mamma, come tante altre incontrate in trentasei anni, che
la scorsa settimana lo ha ringraziato, dicendogli: "Avete trasformato mio
figlio ed in meglio. Era così ed è diventato così. Grazie alla società
sportiva San Benedetto".
A.S.D KOLBE TORINO - BASKET IL PUNTO DI FORZA
dicembre 2013
Con i colori bianco-rosso il KOLBE ricorda da cinquant'anni l'eroico padre
Massimiliano Kolbe
"La storia dell'associazione sportiva Kolbe non può prescindere, almeno
per le sue prime decine di anni, dalla storia di Borgata Lesna e della
Parrocchia Madonna della Guardia dove nacque e si sviluppò...venne
formata una squadretta di calcio, affiliata in data 26 agosto 1962 al
Centro Sportivo Italiano (CSI) come Unione Sportiva Massimiliano
Kolbe. I colori sociali furono quelli della Polonia, il bianco ed il rosso"
scrive Valentino Baldovin, socio fondatore ed attuale vice presidente del
Kolbe, nell'importante e ben documentato libretto edito dal Kolbe nel
2012 per festeggiare i 50 anni di vita. Nell'ultima pagina del libretto è
ricordata la vita dell'eroico padre polacco, patrono della società. Nato nel
1894 in Polonia, Raimondo Kolbe entrò nell'Ordine dei Francescani
Conventuali, ricevendo il nome di Massimiliano, studiò filosofia e teologia
a Roma e fu consacrato sacerdote nel 1918. Nel 1917 insieme ad alcuni
confratelli fondò l'associazione "Milizia dell'Immacolata": per
combattere i dilaganti attacchi alla chiesa cattolica i "cavalieri
dell'Immacolata" dovevano impegnarsi nell'educazione dei giovani e
diffondere cultura. Durante la II guerra mondiale P.Massimiliano fu
arrestato ed il 28 maggio 1941 deportato ad Auschwitz, dove sostenne i
disperati fino alla sua morte avvenuta il 14 agosto 1941 perché aveva
spontaneamente voluto prendere il posto di un condannato a morte padre
di famiglia. Giovanni Paolo II lo proclamò Santo nel
1982 "in una cerimonia in cui era presente una folta
delegazione del Kolbe".
Un bel ritratto di padre Kolbe, sovrastante la
porta che accede alla stanza sul retro
dell'accogliente e spaziosa segreteria (un ex
negozio) della società sportiva in via Brissogne,
benedice la vita e le imprese del Kolbe. Tante coppe
e trofei nella vetrina principale, vetrinette e
scaffali (c'è anche la grolla del premio FrassatiDissegna-Giovanni Paolo II), la gloriosa maglia bianca e rossa in
un'apposita vetrina ma soprattutto le vivaci fotografie storiche ed
attuali, appese con ordine ed affetto sulle pareti laterali fino a
raggiungere il soffitto, documentano con i volti sorridenti e gioiosi di
bambini, adolescenti ed adulti la storia vivace di una società che
attualmente conta più di 600 tesserati. Le tante sedie allineate in ordine
lungo le pareti e la lunga scrivania, anche tavolo riunioni, posta di fronte
alla parete di fondo raccoglie tante pratiche per le iscrizioni, gestite
dall'efficiente e gentile segretaria, nonchè riunioni ed importanti
decisioni dei dirigenti, che con intelligenza e determinazione hanno fatto
crescere la società. Il basket, con circa 360 tesserati, è diventato il
punto di forza del Kolbe con la prima squadra nel campionato di serie D,
undici squadre giovanili affiliate alla FIP ed una scuola basket in 12 scuole
elementari sul territorio. Nel 2004 in collaborazione con il Dopo Lavoro
Ferroviario è nata la sezione volley femminile con una divisione seniores e
quattro squadre giovanili, con circa 80
affiliati alla FIPAV. Con
Sportinsieme il Kolbe offre corsi di ginnastica e nuoto alle scuole
elementari della Circoscrizione 3 mentre nel 1999 è nata la scuola sci e
trekking per i circa 100 tesserati al CSI.
Com'è nata la passione per il basket? Nell'aprile 1965 dopo la Santa
Messa per lo sportivo celebrata al Palazzetto dello Sport di parco Ruffini
"un folto gruppo di ragazzi dell'oratorio e delle squadre di calcio Kolbe"
seguì una partita di pallacanestro tra la Crocetta ed una squadra di
Milano."Fu un innamoramento improvviso per la pallacanestro, per me ed
alcuni amici" racconta Maurilio Baldovin. Con tenacia, frequentando corsi
di basket, riuscirono a costituire la prima squadretta di basket nel 1969
quando finalmente "arrivarono in oratorio i pacchi con i tanto attesi
canestri" ed "a tracciare il campo ci diede una mano Gianni Asti, mitica
figura della pallacanestro torinese, abitante in Borgata Lesna...negli anni
'80 allenatore dell'Auxilium in serie A". Tra alti e bassi il Kolbe era
impegnato in partite di campionato CSI quando nel 1972 "il parroco padre
Stanislao Proietti, uomo saggio e concreto, fece un gran regalo alla
pallacanestro Kolbe. Il polveroso campo da calcio prospiciente la nuova
casa parocchiale fu asfaltato e destinato a diventare il nostro nuovo
campo di pallacanestro." Le squadre divennero quattro con allenatori ed
atleti ben consci che "per giocare bene non servivano scarpe belle ma ore
e ore di allenamento e di tiro" e così nel 1971 ci fu l'iscrizione alla FIP
(Federazione Italiana Pallacanestro) e nel 1980 i nati nel '65
conquistarono l'ambito titolo di Vice-Campione d'Italia della categoria
Allievi FIP. Il 1984 fu un anno tristissimo per il Kolbe, un rapinatore
uccise il valoroso capitano di squadra Paolo Charion, nato nel 1959. Scrive
l'attuale presidente Danilo Peano, giocatore Kolbe nato nel '62, "Dal nulla,
in oratorio, dove tutto nacque il 26 agosto del 1962 fu costruito un
palasport a cielo aperto, con tribuna, luci, bar, spogliatoi, docce e zona
per riscaldamento degli atleti... (infatti) da quella tragedia, l'unico modo
per ricordarlo fu un torneo a lui dedicato iniziato nel giugno 1985."
Racconta Aldo Fiorito "Il mitico torneo Charion...è stato l'highlander dei
tornei cestistici torinesi...tutta la Torino cestitica, e non solo, che
contava non mancava mai." Gli fa eco Gianni Garrone "QUEL torneo per
noi, per tutti noi, era ben più di un torneo, era "il ricordo" di Paolo
Charion, e quel ricordo andava onorato, dando il massimo". Il torneo è
stato disputato ininterrotto per 22 anni, fino al 2006, e sono in molti a
sperare che la bella tradizione venga ripresa. Proprio in occasione del
torneo Charion alcuni anni fa avevo intervistato atleti e dirigenti del
Kolbe, conosciuto il dinamico presidente Danilo Peano ed ammirato
l'eleganza, che caratterizza il gioco del basket.
Afferma il vice-presidente Baldovin "il Kolbe fa dell'educazione allo
sport, alla convivenza civile, alla fratellanza, i punti cardine dei suoi scopi
associativi. E Giorgio Mapelli, presidente FIP Piemonte, conferma: "La
società torinese ha saputo produrre nel corso degli anni tanti buoni
giocatori, ma soprattutto tante persone che si sono contraddistinte per
le proprie qualità morali grazie al lavoro serio e costante svolto con il
proprio settore giovanile."
IL CALCIO DELLA SPERANZA
giugno 2014
Il C.P Duomo Chieri ASD nel 2009 contava due squadrette con 20
tesserati mentre, oggi, nel 2014 conta 16 squadre di calcio con più di 300
tesserati. Un miracolo?
"Non volevo più essere complice di un progetto sportivo nel quale
l'aspetto educativo non esiste. Nei settori giovanili professionistici
contano soltanto gli aspetti della prestazione a breve termine, non la
formazione tecnica e tattica e la crescita della personalità di un giovane
che deve diventare adulto". Queste le motivazioni che hanno spinto Dario
Biasiolo, all'età di 45 anni, dopo cinque anni come preparatore atletico
nella Primavera del Torino a gettare spontaneamente la spugna e tornare
alle origini, cioè alla società sportiva della parrocchia. Infatti Biasiolo
aveva iniziato a 18 anni come animatore e coordinatore dell'attività
oratoriale presso la Comunità di Vita cristiana a Chieri (gesuiti) e, dopo la
laurea in scienze motorie, aveva gestito per 10 anni il Centro ginnico
Chieri a Villa Brea (fratelli Sacra Famiglia) per poi approdare, dopo aver
allenato la Fulgor S.Carlo di Chieri, alla Primavera del Torino.
L'S.O.S, lanciato da Dario Biasiolo, è stato raccolto con attenzione dal
CSI (Centro Sportivo Italiano) e con cuore aperto dall'allora parroco del
Duomo di Chieri, don Dario Monticone saggiamente consigliato da Roberto
Tosco e Oleandri Endrio. E così dal 2009 il preparatore atletico
professionista Biasolo ha cominciato a dar vita al suo sogno con
collaboratori preparati, realizzando un progetto di Avviamento allo Sport
per bambini dai 5 ai 10 anni attraverso un'attività multidisciplinare non
agonistica in tutte le scuole elementari del chierese, che lo ha portato a
far parte del progetto di Alfabetizzazione del Coni-Miur come
supervisore per la provincia di Torino, ed occupandosi della formazione
calcistica dei ragazzi del Duomo Calcio e della formazione sportivaeducativa dei ragazzi che frequentano l'oratorio.
Nel 2009 il Duomo Chieri contava 20 tesserati mentre oggi, nel 2014,
conta 328 tesserati (285 atleti, 28 allenatori, 15 dirigenti), affiliati CSI,
e 16 squadre di calcio . Qual'è stata la ricetta segreta del tecnico Biasolo,
deluso dalle carenze educative dello sport di vertice? Con un urlo "Basta
con i panchinari!" Biasolo ed il suo staff hanno iniziato una pacifica
rivoluzione nel mondo del calcio, partendo dal principio che "tutti i ragazzi
sono uguali, tutti devono giocare ed il risultato viene dopo". E così
cronometro alla mano i giovani atleti giocano sette minuti a testa,
attentamente monitorati dagli allenatori che registrano potenzialità e
punti deboli. Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita bambini
e ragazzi acquistano fiducia in se stessi, tanto che dalle inevitabili iniziali
sconfitte contro squadre che puntano a schierare in campo i più forti,
dopo tre anni di lavoro ed impegno si gusta il sapore della vittoria fino a
vincere i campionati CSI con ben 3 squadre. I ragazzi si staccano dalla
play station, i risultati scolastici migliorano ed i genitori entusiasti
offrono la loro collaborazione sia in équipe per la logistica (preparare
spogliatoi, tracciare il campo) sia per l'accoglienza nelle quattro partite
del sabato: si ammoniscono i genitori molesti e si prepara il terzo tempo
cioè la merenda per tutti. Il C.P.Duomo Chieri ribadisce di essere una
società sportiva della parrocchia, che mette al primo posto la formazione
cristiana (catechismo, S.Messa, ritiri spirituali) e prepara con i genitori le
Feste di Natale e di fine anno a giugno, allietate da moltissime famiglie.
Emblematica è la partecipazione di 30 papà l'11 maggio 2014 dalle 8 del
mattino alle 8 di sera (pausa pranzo con pastasciutta) per risanare i campi
S.Carlo (a 7 e a 5). Si è fatto un grande scavo per far defluire meglio
l'acqua con la sistemazione di griglie e pozzetti, si sono ripulite le cantine
e risistemati gli spogliatoi. Questa grande partecipazione ed armonia per
l'educazione di bambini e ragazzi con le squadre di calcio, che offrono a
tutti una reale capacità di partecipazione, ha incoraggiato lo stesso
comune
ad offrire un
importante contributo al
C.P. Duomo Chieri per
costruire un campo da calcio
a 11.
Il tecnico professionista
Dario Biasiolo rivive ancora
come un incubo quanto ha
visto nei settori giovanili
professionistici: "un agonismo esasperato con la prestazione a tutti i costi
dove i 'titolari' saranno sempre più spremuti e le 'riserve' sempre più
frustrate". Con il C.P.Duomo Chieri il sognatore (ma non troppo) Biasiolo
ha dimostrato che "qualità ed umanità", che privilegiano partecipazione ed
amicizia, possono costruire "il calcio della speranza".
CENTRO SPORTIVO ITALIANO DA
SETTANT'ANNI SULLA BRECCIA
Spirito e vita del CSI
giugno 2014
La Maratona "Correre sulle orme di San Paolo", organizzata dal CSI dal 12
al 31 dicembre 1999, è emblematica dello
spirito che ha animato il Centro Sportivo
Italiano dalla sua fondazione nel 1944 ad
oggi. Infatti Luigi Gedda, fondatore e
primo presidente del CSI, è stato definito
"lo stratega dell'organizzazione cattolica
dello sport" mentre Papa Pio XII è stato
colui che ne ha definito "gli obiettivi ideali,
i principi educativi e le finalità morali". Il 7
settembre 1947 in piazza San Pietro Pio
XII esortava gli Uomini di Azione
Cattolica: "Il tempo della riflessione e dei
progetti è passata. E' l'ora dell'azione. La
dura gara di cui parla San Paolo è in corso.
Siate pronti. E' l'ora dello sforzo intenso.
Anche pochi istanti possono decidere la vittoria. Guardate il vostro Gino
Bartali, membro dell'Azione Cattolica: egli ha più volte guadagnato
l'ambita maglia. Correte anche voi in questo campionato ideale, in modo da
conquistare una ben più nobile palma". Con la Maratona del 1999 il CSI
pare raccogliere l'invito di Pio XII: i suoi atleti (cristiani, ebrei,
musulmani)
sono
partiti
da
Gerusalemme
con
accesa
una
simbolica fiaccola della pace per
raggiungere in 20 tappe dopo aver
percorso 1.100 chilometri piazza San
Pietro, il luogo del martirio di San
Paolo, accolti da migliaia di giovani.
E' l'alba dell'anno 2000, quando si
presenterà a papa Giovanni Paolo II
"Il manifesto dello sport per il
Terzo Millennio".
In questi settant'anni di "Maratona" il CSI ha partecipato con lo sport
alla ricostruzione dell'Italia nel dopo guerra, ha vissuto la gioia del
Concilio Vaticano II, ha dialogato con il CONI, gli enti territoriali, le
regioni, si è diffuso in tutta l'Italia, ha intrapreso molte campagne
nazionali (correre CSI, Sport chiama donna, la bicicletta, orienteering,
l'Italia nella racchetta), si è sempre battuto per "l'umanizzazione dello
sport", ha ribadito anche nel
Patto Associativo del 1996
"la dimensione ecclesiale del
CSI
si
attualizza
nel
riferimento
costante
all'esperienza viva della
Chiesa italiana", ha formato
migliaia
e
migliaia
di
dirigenti,
allenatori
ed
arbitri e centinaia di "atleti"
che hanno vestito la maglia
azzurra.
Nadia Maniezzi, presidente provinciale del CSI Piemonte, durante il
Convegno del 5 ottobre 2013 con il vescovo Cesare, organizzato
dall'Ufficio per la pastorale dello Sport, ha affermato: "Il CSI guarda al
futuro con speranza perché sa che uomini e donne di buona volontà, spinti
da generosa passione e sorretti dalla fede in Colui che dà senso alla vita,
sapranno accompagnare e sostenere i giovani aiutandoli a diventare a loro
volta, anche attraverso l'esperienza sportiva, buoni cittadini e credibili
testimoni". Centinaia e centinaia saranno i tesserati CSI che il 7 giugno
dall'arcidiocesi di Torino scenderanno a Roma in piazza San Pietro per
festeggiare con papa Francesco settant'anni di fatiche, gioie, cadute,
lotte e speranze sempre, però, accompagnate dal sorriso per "educare
attraverso lo sport".
Silvana BOTTIGNOLE
Box storia
5 gennaio 1944 - L'ideatore prof.Luigi Gedda e la direzione generale
dell'Azione Cattolica approvano la costituzione del Centro Sportivo
Italiano (CSI) prosecuzione ideale della FASCI (Federazione Associazioni
Sportive Cattoliche) costituita nel 1906 dalla Gioventù Cattolica.
15 novembre 1944 - il prof. Luigi Gedda, primo presidente nazionale
CSI, ottiene dal commissario del CONI il riconoscimento del CSI.
20 maggio 1945 - Pio XII riceve in udienza diecimila atleti romani. "Prima
epifania della gioventù cattolica". A fine anno costituiti 65 comitati.
1946 - 2 giugno l'Italia ritorna alla urne.
Papa Pio XII riceve i corridori partecipanti al giro d'Italia.
15-17 novembre 1947 - CSI indice "Tre giorni" di festeggiamenti per
Bartali e Coppi.
1954 - CSI stipula una convenzione con l'ente nazionale sordomuti.
ottobre 1955 - CSI festeggia i primi dieci anni di vita in piazza San
Pietro.
1965 - VIII Congresso nazionale CSI "Vent'anni di sport per una società
nuova" . Il card.Dante consegna la medaglia allo sciatore azzurro Franco
Nones, presente Aldo Moro.
1968 - IX Congresso nazionale "L'Ente di propaganda: una realtà al
servizio dei giovani e dello sport" .
1975 - Convegno nazionale CSI "Regioni e riforma dello sport".
1976 - Stesura ufficiale dell'"Itinerario sportivo educativo".
1980 - Il CSI introduce le "Feste dello sport"
17-20 maggio 1984 - XIII Congresso nazionale "Il CSI, Associazione di
promozione umana nello sport".
1991 - Congresso nazionale CSI "La qualità dello sport per una miglioe
qualità della vita".
31 maggio-2 giugno 1996 - XVI Congresso nazionale CSI ad Assisi
"Verso il duemila dello sport e della società", firma del Patto Associativo.
1997 - Perugia. Convegno "Sport e chiesa" in occasione della finale
nazionale di "Stadium: lo sport incontra la piazza".
12-31 dicembre 1999 - Maratona "Correre sulle orme di San Paolo",
spedizione sportiva organizzata dal CSI che, partendo da Gerusalemme ha
percorso in 20 tappe 1.100 chilometri per seguire l'itinerario compiuto da
San Paolo e raggiungere Roma.
23-28 ottobre 2000. Roma il CSI celebra il Giubileo degli sportivi e
presenta a Papa Giovanni Paolo II il "Manifesto dello sport per il Terzo
Millennio".
11 maggio 2002. Conferenza nazionale CSI "Dall'Italia che fa sport allo
sport che fa l'Italia".
maggio 2003 - "I nostri sogni corrono con noi" . Maratona da piazza San
Pietro a Lourdes organizzata dal CSI con l'ordinariato Militare in Italia.
aprile 2004 - maratona Gerusalemme-Betlemme per la pace, organizzata
dal CSI
2014 - il CSI festeggia settant'anni.
S.B.
Box eventi
2014 Il CSI festeggia settant'anni
11 maggio - TORINO
Giornata di manifestazione sportiva nel centro di Torino
7 giugno - ROMA - piazza San Pietro
Incontro delle società sportive con Papa Francesco
24 ottobre - TORINO - Centro Congressi Santo Volto
dalle ore 19 La notte dei Capitani
LE PGS IN CAMPO CON LO SPORT EDUCATIVO
settembre 2014
Le PGS (Polisportive Giovanili Salesiane) dal 1967 in Italia e dal 1989
in Europa
"ALLEDUCATORE" è la parola, veramente "magica", coniata dalle PGS
(Polisportive Giovanili Salesiane), che caratterizza la formazione per uno
"sport educativo" dei suoi allenatori e dirigenti. Ha scritto di recente
Sr.Francesca Barbanera, fma (Figlie di Maria Ausiliatrice) e Referente
Nazionale PGS: "un'esigenza fondamentale dell'"alleducatore" PGS è la
formazione permanente! Ciò si traduce in: professionalità dal punto di
vista del possesso delle conoscenze tecniche e competenze pedagogiche;
approfondimento dell'identità cristiana e capacità di annunciare il
Vangelo; conoscenze tipiche dell'educazione nello "stile" salesiano".
Nate nel 1967 da una pragmatica intuizione di don Gino Borgogno e
promosse in tutta Italia dagli Enti "Centro Nazionale Opere Salesiane"
(CNOS) e "Centro Italiano Opere Femminili Salesiane" (CIOFS), le PGS
hanno iniziato i Campi Scuola per la formazione di "alleducatori" nel 1972.
In più di quarant'anni di vita le PGS hanno sfornato centinaia e centinai di
"alleducatori" non solo in Italia ma anche in Europa. Riconosciute come
Ente di Promozione Sportiva dal CONI nel 1979, le PGS si sono, infatti,
aperte all'Europa nel 1989,
fondando
PGS
Europa
trasformata
in
PGS
International nel 1999. "I
giovani
costruiscono
un
mondo senza frontiere" è
uno
degli
slogan
che
caratterizzano i "Giochi
Internazionali
Salesiani",
iniziati nel 1990 a Malta e
proseguiti
con
cadenza
annuale, tra aprile e maggio, in diversi paesi europei (Spagna, Italia,
Slovenia, Portogallo, Polonia, Croazia, Germania) con una media di oltre
mille atleti provenienti da più di dieci nazioni con decine e decine di
squadre impegnate in tornei di calcio, basket, pallavolo, tennis tavolo,
etc... Insomma una vera festa dello "sport educativo" a livello europeo,
resa possibile dagli organizzatori, e cioè motivati e ben formati
"alleducatori".
I "Giochi Internazionali Salesiani" si rivelano un momento prestigioso di
un ricco calendario che vede le PGS molto impegnate tutti i mesi
dell'anno. Con più di centomila tesserati in quasi tutte le regioni italiane,
suddivise in comitati provinciali (in Piemonte la PGS annovera oltre 200
società con circa 19.000 tesserati), le PGS iniziano i campionati a livello
provinciale e regionale ad ottobre per giungere, da aprile a giugno, alle
Finali Nazionali PGS, disputate dal Sud al Nord Italia (Catanzaro, Lignano
Sabbiadoro-Udine, Taranto, San Maurizio Canavese-Piemonte) dall' Est
all' Ovest (Cesenatico-Alassio).
I momenti più importanti ed impegnativi sono, però, i "campi scuola",
residenziali di una settimana durante i mesi estivi, per la formazione degli
"alleducatori", che si svolgono a livello regionale e nazionale in Sicilia,
Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Veneto. Che cosa sono i
"campi scuola"?. Scrivono su Juvenilia gli addetti ai lavori:" I campi scuola
sono un investimento di giovani disponibili a lavorare, in un clima leggero
ma impegnativo, per apprendere a fare gli allenatori. Prima ancora, però,
essi sono un impegnativo investimento delle PGS sulle nuove leve. Un
investimento che parte da lontano, dal giorno in cui, prima ragazzi e poi
adolescenti, essi hanno ricevuto accoglienza, amicizia, pensieri,
competenze. Andare al campo scuola, immettersi in un percorso di
formazione, rappresenta un momento di svolta in cui - ormai giovani - si è
pronti a restituire quanto si è
ricevuto e, per farlo, ci si
rende competenti.Il campo
scuola
è
un'impresa
affascinante che spesso segna
la vita". La formazione di
"alleducatori" e dirigenti, ma
anche degli istruttori ed
organizzatori dei campi e dei
week-end di aggiornamento, è
soggetta a continua verifica per rispondere ai mutamenti della società ed
alle continue sfide, che come in ogni partita, possono presentarsi
repentine e minacciose. Come ben dimostra il presidente nazionale PGS,
Gianni Gallo, quando, in un convegno su "Giovani e sport" dell'aprile 2011,
aveva lanciato un grido d'allarme, sottolineando l'impegno educativo
richiesto dallo sport organizzato, come quello promosso dalle PGS, ma
anche denunciando la superficialità nell'usare la parola "sport". Gianni
Gallo afferma: "(In Italia)C'è una fascia in mezzo, quella giovanile, dai 15
ai 25 anni, che smette di fare sport...Praticare un'attività sportiva vuol
dire impegnarsi in essa. Consumarla vuol dire invece andare un giorno in
palestra e starci un'ora, un giorno in piscina e starci un ora, senza un
percorso, un progetto, senza qualcosa per un periodo della mia vita che mi
appassioni. Così finisco solo per appassionarmi allo sport visto in
televisione, e divento uno dei tantissimi tifosi da poltrona che riempiono il
nostro Paese". Per combattere questa apatia, ignoranza ed indifferenza le
PGS hanno il sogno "che tutti i giovani possano imparare a dare il meglio
nella partita della vita" e con don Bosco la certezza che "in ogni giovane,
anche il più disgraziato, c'è un punto accessibile al bene" e che"con la
comunità educativa ed uno sport che vince ma soprattutto convince, con
spirito di famiglia si può rigenerare la società e lo sport a partire dai
giovani". Nel bicentenario della nascita di don Bosco l'augurio per il futuro
delle PGS è racchiuso nel pragmatico invito, lanciato alle PGS siciliane dal
presidente provinciale PGS
di Siracusa su Juvenilia: "Domani
riprenderemo a lavorare per portare lo spirito di don Bosco in altre
società. Avanzeremo un po' come i Mille, sventolando il vessillo PGS e
cercando di trasmettere i valori di uno sport che sia gioco, che unisca,
che ci faccia essere: "buoni cristiani e onesti cittadini".
Silvana BOTTIGNOLE
LO SPORT COME FILOSOFIA DI VITA
dicembre 2014
Dal 1992 lo Sporting San Giuseppe di Settimo con lo sport accoglie
ed educa
"Lo spirito dello Sporting San Giuseppe è simile a quello della famiglia, si
punta all'unità e all'educazione." E' quanto si legge sul dépliant di
presentazione della società
sportiva
Sporting
San
Giuseppe, fondata a Settimo
nel 1992. "La nostra filosofia"
ci informa che "La Società
non
seleziona
i
propri
giocatori in base alle loro
abilità calcistiche, ma li fa
giocare tutti e non esistono
panchinari. La nostra Società
insiste sul rispetto nei
confronti dei compagni, degli avversari, dei dirigenti, degli allenatori e degli
arbitri. I ragazzi all'interno dello sporting sono sempre invitati ad essere
educati." Sono queste soltanto belle parole o le belle parole si trasformano
in fatti concreti?
L'impeto e la foga nella parlata di Giuseppino Cavallari, fondatore ed attuale
presidente dello Sporting San Giuseppe, ci convince subito che le "belle
parole" sono continuamente proposte a chi vive o si avvicina a questa società
sportiva.
Il
presidente
Cavallari ribadisce con enfasi:
"No ai panchinari, tutti i
bambini ed i ragazzi da noi
devono giocare. Le quote
d'iscrizione sono minime ma
aiutiamo, se possibile e se
sono meritevoli, quelli che non
possono pagare." L'energico e
carismatico Cavallari ha una
lunga
esperienza
come
giocatore, allenatore e dirigente. All'inizio degli anni settanta veniva
ultimato a Settimo il Villaggio Fiat, primo esempio di quartiere realizzato "in
base a criteri urbanistici non improvvisati, con alcune strutture essenziali
come scuola, asilo infantile, negozi di prima necessità e la parrocchia" con
campetto da calcio. Nel 1971 don Osella, parroco storico di San Giuseppe
Artigiano, propose a Giuseppe Cavallari, ex allenatore del Martinetto e neo
residente nel Villaggio Fiat, di occuparsi del settore calcio "in modo da
iniziare un discorso di prevenzione sociale all'ombra del campanile." Nacque
così l'Aurora Settimo che fino al 1986 formò allenatori, dirigenti, atleti,
ebbe fino a sei squadre di calcio, affiliate CSI, e giocò anche in Federazione
ma fu costretta a chiudere "schiacciata dalle difficoltà economiche". Il bel
campetto a 7/8 rimase abbandonato per alcuni anni.
Nel 1992 il parroco, don Marco Brunetti, propose a Cavallari di formare
nuovamente una società sportiva "all'ombra del campanile". Con titubanza
Cavallari "accettò ponendo delle condizioni ben precise: nessuna ambizione e
tanto calcio per chi viene abbandonato da altri sodalizi." E' nato così
Sporting San Giuseppe Settimo, che mantiene fede a queste promesse ormai
da più di vent'anni. Il presidente Cavallari, coadiuvato da bravi dirigenti e
allenatori, ha sempre accolto tanti bambini ed adolescenti in sei squadre di
calcio, affiliate CSI, con una media annua di 115 tesserati (90 atleti, 25
allenatori/dirigenti). Il bel
campetto, ristrutturato di
recente con dedizione ed
affetto, scintilla all'ombra
del campanile. Spogliatoi,
docce, uffici si trovano
nell'interrato, le pareti sono
costellate di ritagli di giornali
con le imprese dello Sporting,
di vetrinette con coppe e
palloni, scritti e firmati,
portati all'altare durante le S.Messe ed altri ricordi significativi della vita
di questa dinamica società sportiva. Proprio in quest'interrato nel maggio
2014 gli atleti delle categorie under 12 e under 14 hanno vissuto, guidati dai
loro dirigenti e allenatori, un ritiro calcistico-educativo, conosciuto come "la
notte della squadra" con "tante iniziative volte ad approfondire e a far
emergere i vari comportamenti che connotano una squadra.". Con merenda,
cena, doccia, gioco è stata inclusa la preghiera serale e la partecipazione
collettiva alla Messa della domenica. I giovani altleti dello Sporting San
Giuseppe non solo vivono il significato di "essere squadra" ma in alcuni
preziosi momenti formativi si interrogano su "chi è e che cosa si fa per
essere un giocatore OK", sul "saper riconoscere le nostre difficoltà, le
nostre ambizioni (guardare in avanti, positivo), essere corretti, rispetto
dell'avversario, dell'arbitro, delle regole." La società sportiva si cimenta
anche nel difficile compito "formare validi allenatori" e quello ancor più
difficile di "formare i genitori" per essere validi collaboratori e "bravi
tifosi" perché "il vero tifoso deve essere l'arbitro dei tifosi, il tifo è
passione e non rabbia, il tifo vero è socializzare." Il parroco don Teresio
accompagna ed illumina ragazzi, tecnici, dirigenti e famiglie nei tanti
momenti religiosi, ritagliati su misura per lo Sporting San Giuseppe.
Sull'amato campetto verde smeraldo, per tanti bambini ed adolescenti più
prezioso delle gemme più preziose, nel 2011 è stato girato un gioioso video
sullo Sporting San Giuseppe con sottofondo l'inno della società, ideato da
dirigenti, allenatori ed atleti che cantano in coro: "Questa è una società
fatta di grandi e piccoli/unita riuscirà a crescere/ una famiglia con il calcio
ti rifarà vivere/Sporting San Giuseppe aspetta te/ un'esperienza di armonia
e lealtà/Rit. Dai capitano la voglia è troppa di rivederti alzare la coppa."
Silvana BOTTIGNOLE
QUELLE MAGNIFICHE ATLETE DEL MONTEROSA
ottobre 2014
ASD Auxilium Monterosa dal 1966 in Barriera di Milano
Il 5 ottobre 2013 la squadra di volley under 18 dell’Auxilium Monterosa,
allenata dalla dinamica Olimpia, ha giocato una strana “partita”, vitale per
rendere un successo il Convegno: “Le società sportive di parrocchie, oratori
e scuole cattoliche si presentano al vescovo Cesare Nosiglia” organizzato dal
giovane Ufficio per la Pastorale dello Sport (vedi appendice). Avevo chiesto
“aiuto” a più società sportive, fiduciosa nella loro grande capacità pratica in
qualunque situazione. Le giovani atlete dell’Auxilium Monterosa sono state
molto efficienti nell’offrire il loro “Benvenuto” alle circa quattrocento
persone, rappresentative di quaranta società sportive, che dovevano essere
registrate, munite di insegna, istruzioni, materiale vario. Anche sul palco si
sono
mostrate
valenti
“hostess” nel porgere al
vescovo
Cesare
e
all’olimpionico
Giovanni
Pellielo le grolle del premio
Piergiorgio
Frassati-Silvio
Dissegna-Giovanni Paolo II e
poi le medaglie per l’Anno
olimpico-Anno della Fede,
consegnate personalmente
dal vescovo Cesare ad ogni
società. All’uscita le società sportive restituivano l’insegna, ma, in qualche
caso, dovevano essere rincorse dalle giovani atlete. Era sufficiente una
parola od un’occhiata di Olimpia, l’allenatrice, a risolvere qualunque problema.
Lo stesso vescovo Cesare le ha salutate molto calorosamente.
Una squadra di volley, che disputa certamente con bravura le sue partite, ma
è anche capace di offrire una collaborazione così preziosa, quasi
improvvisando, ha sviluppato queste doti gareggiando in varie parti d’Italia e
forse anche all’estero ma ha, soprattutto, avuto una formazione PGS alla
“don Gino Borgogno”, aperta all’accoglienza ed al sorriso. Sono queste doti
che caratterizzano la lunga vita dell’ASD Auxilium Monterosa, nata nel 1966
in Barriera di Milano. In più di cinquant’anni di vita la società sportiva ha
offerto, nell’oratorio salesiano, anima, speranza e coesione ad un quartiere,
popolato da piemontesi e tanti immigrati dal meridione. I 634 tesserati del
2012-13 (affiliati PGS, CSI, FIP) sono formati da: 264 bambini, 266
adolescenti, 40 adulti, 64 allenatori/dirigenti, che praticano calcio, volley,
danza, pattinaggio a rotelle e ginnastica dolce. A loro si affianca la poderosa
schiera della bocciofila Monterosa con 309 tesserati che si definisce “un
gruppo ben affiatato che accoglie tutti e, quando richiesti, aiutiamo in
oratorio ed in parrocchia secondo lo spirito di don Bosco”. Ed è proprio lo
stile accogliente e familiare di “don Bosco”, riproposto in ogni incontro
formativo dal prof.Bononi, presidente della società. Questa, con i suoi circa
mille tesserati, più della metà bambini ed adolescenti, offre luce e speranza
a tutto il quartiere.
Le atlete del volley Monterosa sono molto dinamiche e partecipano, con i loro
alleducatori formati nei campi scuola PGS, a tornei nazionali ed
internazionali. Nel maggio 2014 gareggiavano, ad esempio, nei Giochi
Internazionali PGS a Bratislava. Interessante percorrere le giornate di
questi tornei, che divengono “palestre di formazione”. Ad esempio, le
giornate vissute a Sarteano (Siena) dal 28 aprile al 1° maggio 2013 per la
Don Bosco Cup, a cui ha partecipato la Monterosa volley under 14, sono ben
documentate su Juvenilia n.3, 2013. Dodici squadre di pallavolo, provenienti
da sette regioni, si sono misurate sul campo per quattro giorni “con
motivazione, allegria e sportività, manifestata sia dalle giocatrici sia dagli
allenatori e dai dirigenti . Alla fine della prima giornata le stesse atlete
hanno animato la serata, proponendo divertenti e coinvolgenti spettacoli
home-made che hanno fatto ridere grandi e piccini”. Elena Roghi, cronista
dell’evento racconta: “Accanto allo sport, alla gioia e ai momenti di svago,
sono stati vissuti da atlete ed accompagnatori, momenti di raccoglimento e
comunione, rappresentati dalla preghiera che ha accompagnato, al mattino e
alla sera, le giornate attraverso la scoperta di personaggi che hanno capito,
tramite diverse esperienze di “stare a cuore” a Gesù e agli altri”. La S.Messa
ha concluso le giornate, che si sono rivelate: “un’esperienza salesiana di
impegno e di sincero rispetto. Una dimostrazione di amicizia che le atlete
porteranno a lungo nel cuore”. Anche così si sono formate le magnifiche
atlete dell’Auxilium Monterosa.
Silvana BOTTIGNOLE
PGS (Polisportive Giovanili Salesiane)
La storia (scheda)
1967 - nasce l'Associazione Nazionale PGS promossa dagli Enti "Centro
Nazionale Opere Salesiane" (CNOS) e "Centro Italiano Opere Femminili
Salesiane" (CIOFS).
1972 - iniziano i Campi Scuola per la formazione dei quadri dirigenziali, non
solo nell'aspetto tecnico sportivo, ma in una visione più generale di
animazione cristiana.
1979 - riconosciuto come Ente di Promozione Sportiva dal CONI.
1989 - PGS EUROPA fondata da don Gino Borgogno.
1990 - 16-19 aprile a Malta (Gozo) I Edizione Giochi Internazionali
Salesiani. Partecipano con 714 atleti le rappresentative di Austria,
Spagna, Portogallo, Francia, Italia, Malta, Polonia, Libano, Egitto,
Jugoslavia.
1991 -24-29 giugno a Barcellona (Spagna) II Edizione dei giochi con 9
nazioni e 860 atleti.
1992 -28 aprile-3 maggio a Genova (Italia) III Edizione Giochi con 9
nazioni e 700 atleti.
1993 - 27 aprile-2 maggio a Lubijana (Slovenia) IV Edizione Giochi con 9
nazioni e 700 atleti.
1994 - 27 aprile-2 maggio a Malta V Edizione Giochi con 14 nazioni e
1.100 atleti.
1994- I rappresentati di 12 paesi firmano l'atto costitutivo della
Federazione delle Associazioni Sportive Salesiane Europee: PGS E.
1995 - 27 aprile-2 maggio a Lisbona (Portogallo), Cascais, Manique,
Estoril, VI Edizione Giochi con 14 nazioni e oltre 1000 atleti.
1996 - 27 aprile - 1°maggio a Catania VII Edizione Giochi con 11 nazioni.
1997 - 30 aprile-5 maggio a Varsavia VIII Edizione Giochi con 13 nazioni
e oltre 1000 atleti.
199829
aprile-3
maggio
in
Piemonte
(Alba,Asti,Biella,Cuneo,Fossano,Novara, Rivoli, Sommariva Bosco) IX
Edizione Giochi con 16 nazioni e oltre 1300 atleti.
1999 - Valdocco (Torino)
27 gennaio III Assemblea PGSE per presentazione nuovo statuto PGSI
26 aprile-1° maggio a Valencia (Spagna) X Edizione Giochi con 11 nazioni.
31 ottobre a Madrid - costituzione PGS International presentata poi a
Bruxelles.
2000 - 30 aprile- 5 maggio a Madrid (Spagna) XI Edizione Giochi con 9
nazioni.
2001 - 28 aprile-3 maggio a Varsavia (Polonia) XII Edizione Giochi con 11
nazioni.
2002 - riconfermato come Ente di Promozione Sportiva dal CONI
23 aprile Approvazione dello Statuto PGS International da parte del
Ministro della Giustizia del Belgio.
26 aprile-1° maggio a Catania XIII Edizione Giochi con 15 nazioni con 79
squadre.
2003 - 26 aprile-1°maggio a Zagabria (Croazia) XIV Edizione Giochi con
17 nazioni.
2004 - 29 aprile-4 maggio a Rimini XV Edizione Giochi con 14 nazioni e
1.200 atleti.
2005 - 29 aprile-4 maggio a Varsavia (Polonia) XVI Edizione Giochi con 15
nazioni e 1.500 atleti Tema "I giovani costruiscono un mondo senza
frontiere".
2006 - 30 aprile-5 maggio a Zagabria (Croazia) XVII Edizione Giochi con
11 nazioni e 1.200 atleti.
2007 - aprile-maggio a Duisburg (Germania) XVIII Edizione Giochi con 13
nazioni e 1.300 atleti.
2008 - 26 aprile-1° maggio a Lubijana (Slovenia) XIX Edizione Giochi.
2009 - aprile-maggio a Lignano Sabbiadoro, Zagabria (Croazia),
Slovacchia, Repubblica Ceca XX Edizione Giochi.
2010 - aprile-maggio a Lignano Sabbiadoro, Zagabria (Croazia),
Slovacchia, Repubblica Ceca XXI Edizione Giochi.
2012 - 21 aprile - Assemblea Nazionale PGS nell'anniversario dei 10 anni
dalla morte di don Gino Borgogno.
aprile-maggio a Varsavia XXIII Edizione Giochi.
2013 - 27 aprile-2 maggio a Zagabria (Croazia) XXIV Edizione Giochi con
13 nazioni e oltre 1.000 atleti.
2014 - 29 aprile-4 maggio a Bratislava (Slovacchia) XXV Edizione Giochi.
2015 a Torino (Capitale Europea dello sport) XXVI Edizione Giochi
Internazionali Salesiani.
US ACLI: DA 50 ANNI CITTADINI ATTRAVERSO LO SPORT
“Le ACLI sono nate da un’idea di mons.Montini nel dopoguerra come
associazione di lavoratori cristiani. L’US ACLI nasce per regolarizzare
l’attività sportiva che si svolgeva all’interno dei circoli ACLI… Le nostre
società sportive sono uno dei pochi posti dove gli immigrati, seguendo le
regole dello sport possono fare cose interessanti ed integrarsi. Il nostro
paese deve partire di qui. Lo sport è un luogo di frontiera non solo sociale ma
anche di speranza cristiana per tutti noi. Gli enti di promozione sportiva
hanno lavorato insieme, ognuno con la sua peculiarità che è complementare a
quella degli altri. L’Ufficio per la Pastorale dello sport è un fatto importante,
un segno dei tempi che va colto e coltivato insieme”. Aveva detto Fausto
Costero, già presidente provinciale ACLI al Convegno del 5 ottobre 2013
(vedi appendice).
Le ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) nascono nel 1944 come
“centro permanente di contatto con i lavoratori e di iniziative sociali,
ricreative, professionali, cooperativistiche.” In questo contesto la
“ricreazione sociale” è un fatto molto importante per le famiglie dei
lavoratori e già, dal 1947, lo sport “scevro da ogni carattere speculativo” è
individuato come elemento basilare di aggregazione tanto che nel 1958 si
costituisce l’ US ACLI (Unione Sportiva ACLI), riconosciuta dal CONI come
Ente di Promozione Sportiva nel 1986. Attualmente USACLI, diffusa su
tutto il territorio nazionale, conta 105 sedi provinciali, 20 sedi regionali,
4.000 società sportive, 350.000 tesserati. Il 39% dei soci sono donne ed il
33% bambini e adolescenti sotto i 15 anni. Riconosciuta come Associazione di
Promozione sociale l’US ACLI è cofondatrice in Europa della Confederazione
Europea Sport e Salute (CESS). Infatti l’US ACLI, impegnata in uno sport
ricreativo, economicamente accessibile alle famiglie dei lavoratori, promuove
uno sport con “un’attenzione privilegiata alla centralità della persona”,
sostenendo attività motorie e ricreative di educazione alla salute rispettose
della natura e dell’ambiente. Si definisce così “Sport per tutti”, “Sport come
servizio sociale”, “Sport per tutti e di tutti”, “Sport come diritto di
cittadinanza”.
Nel 1983 l’US ACLI promuove il primo congresso provinciale in Piemonte.
Nella nostra provincia oggi conta circa 30.000
tesserati, impegnati in
diverse discipline sportive, ed è partner del Comune di Torino nei servizi al
cittadino (assistenza bagnanti in piscine comunali, gestione centri estivi,
promozione interventi per la terza età).
Durante il nostro censimento-ricerca abbiamo incontrato cinque società
sportive con circa 250 tesserati, affiliati a US ACLI ed inserite con vitalità
nelle nostre parrocchie. Il circolo ACLI Falchera dal 1954 affianca la
parrocchia in questa zona di periferia, molto emarginata, con azioni di
formazione civica e cristiana, organizzando tornei di bocce, corsi di
ginnastica dolce, danza di gruppo e tanti incontri formativi. La festa
patronale, che dura più giorni, è completamente organizzata, con grande
gioia del parroco, dal circolo ACLI, che afferma: “Difendiamo i valori
cristiani anche con lo sport, mantenendo autonomia politica dai partiti”. Il
Circolo ACLI-Bocciofila Patrocinio San Giuseppe, nata nel 1988 in zona
Lingotto, e il Circolo ACLI Giovanni XXIII, nato nel 1964 in Borgo San PaoloPozzo Strada, promuovono il gioco delle bocce e delle carte tra i loro soci ed
offrono la lettura dei quotidiani con incontri formativi ed assistenza per
pratiche burocratiche con il patronato ACLI. Il circolo Giovanni XIII si
sente “segno di speranza” perché “cerchiamo di fare comunità e dare buon
esempio. Alcuni di noi sono impegnati in parrocchia ed accettiamo l’altro per
quanto può fare” mentre il Circolo Patrocinio San Giuseppe, ribadendo alcuni
concetti della filosofia ACLI, afferma: “L’uomo è il punto centrale nel
programma di evangelizzazione e solo l’uomo, fatto a immagine di Dio, può
operare nella società per il bene del prossimo”. Molto originale l’azione
dell’US ACLI Insieme si può che, dal 1982, in zona Madonna di CampagnaFalchera, promuove incontri formativi, corsi di ginnastica dolce e regolari
passeggiate ecologiche nella bella stagione perché le persone “non siano
vittime della televisione” e si incontrino con gioia ed allegria. Veramente
unica, in tutta la nostra ricerca, l’azione dell’Associazione Arca di NonèNone, impegnata in psicomotricità, ludoteca per bambini da zero a tre anni
ed in corsi di ginnastica dolce. Affermano che è “necessario spazio, visibilità
e luogo d’incontro per le giovani famiglie per un sostegno ed
accompagnamento anche di fede perché non si sentano sole nell’educare i
figli”.
Silvana BOTTIGNOLE
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